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Le tre strade del Papa: educazione, sport e lavoro Gli open a sette si tingono di giallo blu La magica rincorsa del Niardo negli open a sei Alla Primavera dell’Oratorio Bienno manca la festa del volley

10 Giugno 2014


LA FESTA DELLO SPORT VISSUTA IN PIAZZA SAN PIETRO

Papa Francesco e le tre strade: educazione, sport e posti di lavoro

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i ringrazio per la vostra presenza “siete tanti!” e ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole. È una vera festa dello sport quella che stiamo vivendo insieme qui in Piazza San Pietro, che oggi ospita anche dei campi di gioco. Ed è molto buono che abbiate voluto festeggiare il vostro settantesimo compleanno non da soli, ma con l’intero mondo sportivo italiano rappresentato dal CONI, e soprattutto con tante società sportive. Complimenti!Adesso manca solo la torta, per festeggiare il 70.mo compleanno! Il saluto più grande è per voi, cari atleti, allenatori e dirigenti delle società sportive. Conosco e apprezzo il vostro impegno e la vostra dedizio-

ne nel promuovere lo sport come esperienza educativa. Voi, giovani e adulti che vi occupate dei più piccoli, attraverso il vostro prezioso servizio siete veramente a tutti gli effetti degli educatori. E’ un motivo di giusto orgoglio, ma soprattutto è una responsabilità! Lo sport è una strada educativa. Io trovo tre strade, per i giovani, per i ragazzi, per i bambini. La strada dell’educazione, la strada dello sport e la strada del lavoro, cioè che ci siano posti di lavoro all’inizio della vita giovanile! Se ci sono queste tre strade, io vi assicuro che non ci saranno le dipendenze: niente droga, niente alcol. Perché? Perché la scuola ti porta avanti, lo

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sport ti porta avanti e il lavoro ti porta avanti. Non dimenticate questo. A voi, sportivi, a voi, dirigenti, e anche a voi, uomini e donne della politica: educazione, sport e posti di lavoro! E’ importante, cari ragazzi, che lo sport rimanga un gioco! Solo se rimane un gioco fa bene al corpo e allo spirito. E proprio perché siete sportivi, vi invito non solo a giocare, come già fate, ma c’è qualcosa di più: a mettervi in gioco nella vita come nello sport. Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un “pareggio” mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre. Non accontentarsi di queste vite tiepide, “mediocremente pareggiate”: no, no! Andare avanti, cercando la vittoria sempre! Nelle società sportive si impara ad accogliere. Si accoglie ogni atleta che desidera farne parte e ci si accoglie gli uni gli altri, con semplicità e simpatia. Invito tutti i dirigenti e gli allenatori ad essere anzitutto persone accoglienti, capaci di tenere aperta la porta per dare a ciascuno, soprattutto ai meno fortunati, un’opportunità per esprimersi. E voi, ragazzi, che provate 10

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ASSOCIAZIONE gioia quando vi viene consegnata la maglietta, segno di appartenenza alla vostra squadra, siete chiamati a comportarvi da veri atleti, degni della maglia che portate. Vi auguro di meritarla ogni giorno, attraverso il vostro impegno e anche la vostra fatica. Vi auguro anche di sentire il gusto, la bellezza del gioco di squadra, che è molto importante per la vita. No all’individualismo! No a fare il gioco per se stessi. Nella mia terra, quando un giocatore fa questo, gli diciamo: “Ma questo vuole mangiarsi il pallone per se stesso!”. No, questo è individualismo: non mangiatevi il pallone, fate gioco di squadra, di équipe. Appartenere a una società sportiva vuol dire respingere ogni forma di egoismo e di isolamento, è l’occasione per incontrare e stare con gli altri, per aiutarsi a vicenda, per gareggiare nella stima reciproca e crescere nella fraternità. Tanti educatori, preti e suore sono partiti anche dallo sport per maturare la loro missione di uomini e di cristiani. Io ricordo in particolare una bella figura di sacerdote, il Padre Lorenzo Massa, che per le strade di Buenos Aires ha raccolto un gruppo di giovani intorno al campo parrocchiale e ha dato vita a quella che poi sarebbe diventata una squadra di calcio importante. Tante delle vostre società sportive sono nate e vivono “all’ombra del campanile”, negli oratori, con i preti, con le suore.

E’ bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, e se non c’è un gruppo sportivo in parrocchia, manca qualcosa. Se non c’è il gruppo sportivo, manca qualcosa. Ma questo gruppo sportivo dev’essere impostato bene, in modo coerente con la comunità cristiana, se non è coerente è meglio che non ci sia! Lo sport nella comunità può essere un ottimo strumento missionario, dove la Chiesa si fa vicina a ogni persona per aiutarla a diventare migliore e ad incontrare Gesù Cristo. Allora, auguri al Centro Sportivo Italiano per i suoi 70 anni! E auguri a tutti voi! Ho sentito prima che mi avete nominato vostro capitano: vi ringrazio. Da capitano vi sprono a non chiudervi in difesa: non chiudetevi in difesa, ma a venire in attacco, a giocare insieme la nostra partita, che è quella del Vangelo. Mi raccomando: che tutti giochino, non solo i più bravi, ma tutti, con i pregi e i limiti che ognuno ha, anzi, privilegiando i più svantaggiati, come

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faceva Gesù. E vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno attraverso lo sport con i ragazzi delle periferie delle città: insieme con i palloni per giocare potete dare anche ragioni di speranza e di fiducia. Ricordate sempre queste tre strade: la scuola, lo sport e i posti di lavoro. Cercate sempre questo. E io vi assicuro che su questa strada non ci sarà la dipendenza dalla droga, dall’alcol e da tanti altri vizi. Cari fratelli e sorelle, siamo alla vigilia di Pentecoste: invoco su di voi una abbondante effusione dello Spirito Santo, che con i suoi doni vi sostenga nel vostro cammino e vi renda testimoni gioiosi e coraggiosi di Gesù Risorto. Vi benedico e prego per voi, e vi chiedo di pregare per me, perché anche io devo fare il mio gioco che è il vostro gioco, è il gioco di tutta la Chiesa! Pregate per me perché possa fare questo gioco fino al giorno in cui il Signore mi chiamerà a sé. Grazie.


IL SALUTO AL PAPA DEL PRESIDENTE CSI MASSIMO ACHINI

Il CSI non è fatto da semplici sportivi, siamo dei veri educatori

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arissimo Papa Francesco, buon pomeriggio. Semplicemente ma anche sentitamente, molto sentitamente. GRAZIE. Grazie per il dono che Lei ci fa di questo incontro. Un incontro che ci riempie il cuore di gioia e di speranza. Davanti a Lei, santità si trova radunata una parte numerosa e rappresentativa di un grande popolo e di un popolo grande. Sono i ragazzi, le ragazze, i genitori, gli allenatori, i dirigenti, gli animatori, gli arbitri, i Presidenti delle società sportive che operano nelle parrocchie, negli oratori, nei quartieri, nelle periferie…. Nei campetti e nelle palestre dei comuni grandi e piccoli di tutta Italia. Santità, sono venuti qui per fare festa, con Lei. Noi non siamo semplicemente degli sportivi. Ci piace giocare… certo. Quando capita ci piace anche vincere. Ma tutto questo non ci basta. Siamo e vogliamo essere dei veri educatori, capaci di testimoniare attraverso lo sport la vita buona del Vangelo. Siamo convinti che oggi c’è una sola partita che nessuno può permettersi di perdere: quella di educare i giovani alla vita. E noi quella partita vogliamo giocarla sino in fondo con impegno e entusiasmo. Siamo qui oggi tutti insieme, bambini, ragazzi, giovani, adulti, campioni, perché vogliamo affidare a Lei, carissimo Santo Padre, la nostra passione educativa.

Noi sappiamo che lei ci vuole bene e che ha fiducia in noi. Per questo vogliamo chiederle di starci vicino, di pregare per noi, di darci la forza di accogliere sempre tutti, ma proprio tutti nel nostro servizio educativo attraverso lo sport. Le chiediamo di darci la forza per accogliere due volte tutte le persone che vivono un momento di fragilità o di povertà umana, spirituale, fisica, materiale, esistenziale … Santità, siamo qui oggi anche in occasione di due ricorrenze per noi molto belle e significative. I 70 anni di vita del CSI, Centro Sportivo Italiano, nato nel 1944 per volontà dell’Azione Cattolica e con il sostegno e l’incoraggiamento del servo di Dio Papa Pio XII. In questo lungo viaggio dentro la storia noi non abbiamo mai perso di vista la nostra identità e la nostra vera missione. Il nostro fondatore Luigi Gedda amava dire: “tirar fuori da un ragazzo un giocatore è un obiettivo troppo modesto e per noi del CSI. L’uomo non è stato creato da Dio per diventare un grandissimo atleta. Dio non si sarebbe scomodato per così poco. Il CSI deve aiutare i giovani a scoprire la loro vera vocazione come cittadini, come padri e madri di famiglia, come operaio, come professionista e perché no,…anche come sacerdote. Altrimenti il CSI fallisce il suo scopo”. Fra pochi giorni, Santo padre, si festeggeranno anche i 100 anni di vita del CONI, il Comitato Olimpico Nazio-

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nale Italiano, qui rappresentato dal suo presidente Giovanni Malagò e da tanti Presidenti e dirigenti di federazioni, enti di promozione e discipline associate. Il sistema sportivo italiano è oggi consapevole delle potenzialità educativa che lo sport può e deve testimoniare in ogni ambito ed in ogni contesto. Infine, Santità, a me spetterebbe l’onore ed il compito di salutarla e di ringraziarLa a nome di tutti. É un compito bellissimo ma anche troppo grande per una persona sola .. Come vede mi sono fatto aiutare da tre bimbi che rappresentano le migliaia di ragazzi che si trovano sul sagrato ed in piazza. Ma nemmeno questo è sufficiente. Ci piace pensare che, seppur simbolicamente, ciascuna delle persone straordinarie, concrete e generose che oggi sono in piazza possano abbracciarla e salutarla. Noi sappiamo bene di avere un allenatore speciale ed unico - Gesù Cristo - che è con noi ogni girono della nostra vita e che ci sostiene con amore ogni giorno della nostra vita. Sappiamo anche di avere in lei Santità, un singolarissimo capitano. Un capitano che ha scelto il nome di Francesco per guidare e servire la Chiesa di oggi, per la missione della quale ci mettiamo a disposizione con tutti i nostri limiti ma anche con tanto entusiasmo. Perdonerà Santo Padre, la nostra semplicità se utilizziamo il linguaggio sportivo per salutarLa tutti insieme Con tutto il cuore, Grazie Santità… Massimo Achini

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ASSOCIAZIONE

L’ESPERIENZA VISSUTA DALLA POLISPORTIVA CEDEGOLO

Quattro giorni a Roma appaganti e rigeneranti per lo spirito

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uattro giorni incredibilmente piacevoli, devastanti per il fisico, appaganti e rigeneranti per lo spirito! Ho avuto l’onore di essere uno dei 150 volontari che sono scesi a Roma il giovedì, in modo da poter organizzare al meglio l’incontro di sabato con il Santo Padre. A me si sono uniti, in rappresentanza del Comitato di Vallecamonica, altri cinque intrepidi bellissimi personaggi che hanno svolto un lavoro encomiabile: Elisa, Denise, Dino, Luca e Matteo. Che dire: quattro giorni romani irripetibili! A contatto con altri “matti da lega-

re” sempre con il sorriso sulle labbra vogliosi di far bene e rendere questo incontro il più perfetto possibile! Circa 70.000 persone si sono riversate in Piazza San Pietro per festeggiare con un Capitano molto particolare i 70 anni di fondazione del CSI. Via della Conciliazione s’è trasformata in una grande palestra a cielo aperto: campo di basket, calcio , pallavolo, tavoli da ping pong, tatami e pista d’atletica. Tanti i volti noti che si sono visti sul sagrato antistante la Basilica , nell’attesa del Capitano Francesco: Igor Cassina, Vanessa Ferrari, Zorzi, il

Trap, Pizzul, Meneghin , Mondonico (“lo sport è fatica, se non si fa fatica a raggiungere i risultati, allora non è sport pulito”) Berruto, la Nazionale Disabili CSI. Tanti i bimbi in attesa del Capitano, che verso le 16.30 raggiunge la Piazza festante. Gli onori di casa li fa il Presidente Nazionale del CSI Massimo Achini, che saluti il Santo Padre e ringrazia tutti i presenti. Poi è la volta del Capitano, che come suo consueto, attira l’attenzione a sé con delle parole tanto semplici quanto decise e mirate: Lo sport deve rimanere un gioco, solo così fa bene al corpo e allo spirito. No all’individualismo: chi “non la passa mai” non fa tanta strada! È bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, l’importante che sia impostato in modo coerente. Come Capitano vi esorto e sprono a giocare la partita in attacco e non in difesa. Tre strade sono importanti :scuola, sport e posti di lavoro! Su queste tre strade non ci saranno droga alcol e altri vizi! Mettetevi in gioco con gli altri e con Dio: cercate sempre la vittoria nella vita, non accontentatevi di un pareggio mediocre! Tutto impresso nella memoria! Indelebilmente per sempre! La famiglia CSI, quella che gratuitamente da e nulla pretende, quando s’impegna, muove le montagne! E l’ha dimostrato anche questa volta. Grazie Csi per questa opportunità di crescita! CSI: sport per tutti … Papa Francesco : un sorriso ed una parola per tutti! ap

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LA SPERANZA DI POTER VIVERE ALTRI MOMENTI COSI’

Il compleanno del C.S.I. vissuto a Roma da due volontarie

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na proposta buttata lì e accettata con un po’ di titubanza ci ha portate a intraprendere un viaggio pieno di sorrisi e tanta allegria. Aver preso parte a questa bellissima manifestazione, che celebra a livello nazionale non solo i 70 anni del Centro Sportivo Italiano ma anche i 100 anni del C.O.N.I., ci ha permesso per la prima volta di confrontarci con i ragazzi degli altri comitati, di renderci utili per l’intero centro sportivo e di trascorrere intense giornate piene di gioia, emozioni e qualche piccola disavventura condivise con tutti i volontari e gli sportivi d’Italia. La parte clou è stata l’intera giornata di sabato: partendo dal villaggio dello sport, l’intera Via della Conciliazione, per la prima volta in assoluto, occupata da un susseguirsi di campi predisposti per ogni disciplina sportiva: dalla pallavolo alla pedana della ginnastica artistica, passando

dal circo, dai tavoli da ping-pong e altro ancora! Ma dopo tante attese, finalmente eccoci in Piazza San Pietro ad aspettare il nostro amato Capitano Papa Francesco che con la sua solita sem-

plicità e spontaneità ha saputo accoglierci ed intrattenerci nel migliore dei modi soffermandosi sui tre punti fondamentali per la vita di noi giovani: “scuola, sport e lavoro” per un’esistenza priva di dipendenze ma ricca di soddisfazioni; in risposta all’appello del Santo Padre, la piazza gremita da circa 80.000 sportivi e non, è rimasta senza parole, ma ha saputo farsi sentire con un lungo e caloroso applauso. Quest’esperienza si conclude con tanta gioia nel cuore e sorrisi stampati sul volto e con un grande arrivederci a tutti coloro che hanno intrapreso con noi questo percorso con la speranza e l’intenzione di rincontrare queste nuove conoscenze nelle manifestazioni a venire. Denise Merla & Elisa Martinazzi

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ATTIVITA’ SPORTIVA

NELLA FINALE DI CIVIDATE CAMUNO BATTUTO L’M.G. OCCHI

Gli open a sette giocatori si tingono di giallo blu biennese

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ieci anni di attesa e finalmente è arrivato lo scudetto CSI degli open a sette per i ragazzi del Bar Dosso di Bienno; un titolo meritato per la formazione imbattuta in questa fase finale che, quest’anno, presentava la novità del girone vincenti e del girone di recupero. Il Bienno, entrato nel tabellone principale, non è mai uscito vincendo tutti gli incontri ad eliminazione diretta fino alla finalissima. È stata una bella serata quella ospitata dall’Oratorio di Cividate Camuno con tanti appassionati sulle gradinate della rinnovata struttura sportiva. Ad aprire la serata le compagini di Cedegolo e Rogno impegnate nel confronto valido per l’assegnazione del terzo posto. Le due formazioni hanno dato vita ad un incontro di buon livello tecnico ed incerto fino alla fine. Inizia meglio la Polisportiva Cedegiolo che con gio-

cate rapide mette in difficoltà la difesa avversaria; sbloccato il risultato al secondo minuto di gioco con Giovanni Monella, i ragazzi di Cedegolo mantengono a lungo l’iniziativa mentre il C.G. Rogno non riesce a rispondere con efficacia. Il raddoppio al settimo

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messo a segno da Matteo Bernardi premia il gioco brillante della Polisportiva Cedegolo. Dopo aver a lungo subito il C.G. Rogno ha una fiammata a metà del primo tempo; la reazione produce due reti di ottima fattura realizzate da Davide Pesce nel volgere di un minuto. L’inizio della ripresa dei ragazzi di Cedegolo è travolgente come nel primo tempo; in sette minuti sono tre le reti siglate dal Cedegolo grazie a Mirko Matti, Monella e Bernardi. Tutto deciso per il terzo posto? Non perché il Centro Giovanile di Rogno, con alcuni cambi azzeccati, ritorna in partita. Con il passare dei minuti aumenta la pressione del Rogno che al tredicesimo riduce le distanze con Stefano Visinoni. In affanno il Cedegolo non riesce più a proporre il gioco brillante del primo tempo e, dopo aver respinto gli assalti degli avversari, cede al 21° quando Riccardo Perico riavvicna le due contendenti. Al Rogno però manca lo spunto finale


per riportare in parità il confronto e il terzo posto quindi va meritatamente alla Polisportiva Cedegolo. Per i ragazzi di Rogno, che hanno giocato a fiammate, il rammarico più grande resta la semifinale persa ai tempi supplementari. Con le gradinate colorate di giallo e blu, i colori sociali del bar Dosso, scendono in campo le formazioni di Bienno e della M.G. Occhi di Incudine per giocarsi il titolo. Squadre contratte e tanti errori di misura nella prima parte del confronto con il Bienno però che attacca sospinto dai propri tifosi. Un paio di buone opportunità per il bar Dosso ma è l’Incudine ad avere la palla per spezzare l’equilibrio, uno scivolone del terzino biennese da il via libera all’attaccante dell’Incudine che non riesce a concretizzare l’occasione. Il pericolo corso frena il Bienno ora più incerto ed impacciato, così cresce il gioco degli avversari ora più spavaldi e sicuri. Una fiammata del Bienno si stampa sul palo colpito, a portiere battuto, da Fabrizio Silistrini. In trenta secondi la svolta del primo tempo, al ventunesimo prima un rimpallo favorisce il vantaggio dell’Incudine poi è Damiano

Guizzardi a raddoppiare con una bella conclusione dalla distanza. Nella ripresa il bar Dosso azzera tutto, inserisce in attacco Ottavio Mendeni e cambia alcune posizioni in campo ed è la svolta decisiva. Pronti via ed inizia lìassalto alla porta dell’Incudine; è un pressing asfissiante che da subito i frutti sperati, al secondo minuto infatti dimezza lo svantaggio il nuovo entrato Ottavio Mendeni. Le oc-

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casioni da rete fioccano per il Bienno mentre l’Incudine non riesce più a superare la propria metà campo; il pareggio arriva al nono con Massimiliano Farisoglio quindi, tre minuti dopo, il sorpasso con uno schema classico del Bienno lancio lungo del portiere e inserimento vincente di Fabrizio Silistrini alle spalle della difesa avversaria, lo stesso schema che ha permesso di battere all’ultimo secondo il Cividate Iunaited nella finale del girone vincenti. Non c’è più confronto tra le due formazioni, da una parte l’Incudine ormai fisicamente sulle ginocchia mentre dall’altra un Bienno gasato che continua a spingere sul’acceleratore. Le reti di Daniele Pedretti e Ottavio Mendeni servono solo ad arrotondare il punteggio. L’Incudine si arrende, dopo aver disputato un buon primo tempo è mancata la benzina nella ripresa; il Bienno ha meritato il titolo, grinta, ottima preparazione atletica, buona disposizione in campo e afiatamento fuori e dentro il campo sono gli ingredienti di un successo costruito con pazienza in dieci anni. 10

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NELLA SFIDA SCUDETTO BATTUTO IL GRATACASOLO A

Una rincorsa magica per il Niardo campione negli open a sei

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opo una lunga rincorsa è il Niardo ad aggiudicarsi il titolo 2014 della categoria open a sei giocatori; da diversi anni i ragazzi capitanati da Roberto Surpi hanno cercato inutilmente di appuntarsi lo scudetto sulle magliette. Anche quest’anno il campionato sembrava stregato con la sconfitta al primo turno poi la nuova formula adottata con il girone perdenti di recupero ha permesso al Niardo di recuperare fino all’eliminazione, ai calci di rigore nei due confronti diretti, del Golden Bar Sellero la squadra imbattuta fino alle semifinali. Ad affrontare il Magic bar Niardo è stata la Polisportiva Gratacasolo da alcune stagioni protagoni-

sta di questa categoria e finalmente approdata alla finalissima. La serata finale degli open a sei giocatori è stata ospitata dall’Unione Sportiva Sacca sempre disponibile ad accogliere gli eventi del CSI camuno. Finali dimezzate perché la formazione dei Fratelli Trentini di Corteno per un impegno precedente danno forfait concedendo il terzo posto al Golden Bar Sellero. Tutta la scena è quindi per le due finaliste seguite, soprattutto il Niardo, da un consistente numero di sostenitori che correttamente hanno seguito l’incontro. Prima frazione di gioco con poche emozioni, le due formazioni si affrontano a centrocampo senza essere troppo pericolose. Due

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buone opportunità per la Polisportiva Gratacasolo con Fabio Saloni che prima calcia alto poi, approfittando di un rimpallo, si presenta solo davanti al portiere che neutralizza la sua conclusione. In mezzo una sola volta il Niardo entra nell’area di rigore avversaria ma Fabio Recaldini calcia a lato. Al 14° una fiammata del Niardo porta alla rete del vantaggio, il bel filtrante di Recaldini libera William Bondioni che non spreca. La reazione del Gratacasolo è una conclusione alta del capitano Cristian Dassa, un minuto più tardi il Niardo spreca l’opportunità del raddoppio con William Bondioni che recupera un pallone e impegna il portiere in una pa-


rata difficile sulla respinta Alessandro Bondioni non riesce a ribadire la palla in rete. Ultima emozione ancora con Cristian Dassa che calcia ancora sopra la traversa. Nel secondo tempo il Gratacasolo inserisce Giordano Girelli e cambia decisamente marcia; il Niardo, in calo fisico, è in difficoltà e subisce il gioco degli avversari subito pericolosi. Due belle parate di Roberto Surpi impediscono il pareggio poi è Girelli ha sciupare a due passi con il portiere avversario bravo ad alzare sulla traversa. Sul calcio d’angolo seguente Cristian Dassa trova lo spiraglio giusto e sigla il meritato pareggio. Dopo una bella conclusione di Fabio Recaldini, parata, è ancora il Gratacasolo a rendersi pericoloso senza però concretizzare le occasioni create. Così al 15° approfittando di una distrazione della difesa avversario il Niardo raddoppia ancora con un pre-

ciso diagonale di William Bondioni. Gli ultimi minuti vedono il Gratacasolo spingersi in attacco ma senza la necessaria lucidità, le speranze di agguantare il pareggio si infrangono sul palo esterno colpito proprio nel finale. Festa grande quindi per il Magic bar Niardo che conquista lo scudetto nonostante le difficoltà del secondo tempo. Alcuni ragazzi di Gratacasolo, che sicuramente meritava di più dopo l’ottima seconda frazione di gioco, non accettano con serenità la sconfitta. A prevalere però è il buon senso e la correttezza di gran parte della squadra di Gratacasolo, dimostrata nel corso di tutta la stagione, e alla fine la responsabile del settore calcio Ines Tonsi ha potuto effettuare le premiazioni in un clima più sereno e di festa.

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ATTIVITA’ SPORTIVA

SABATO A PISOGNE LE FINALI DEL TORNEO OPEN A SETTE

Nella coppa Primavera è sfida tra Erbanno e Pisogne

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ampionato camuno e campionato nazionale hanno pareggiato uno a uno nelle semifinali di Coppa Primavera disputate alla Rondinera di Rogno grazie alla disponibilità dell’Unione Sportiva. Alla finalissima infatti accedono i ragazzi dell’Agenzia Funebre Lollio di Pisogne, che hanno affrontato il torneo camuno, e l’Oratorio Erbanno invece protagonista della categoria nazionale. Nell’incrocio tra i due tornei il Pisogne ha eliminato l’altra formazione del nazionale dell’Ivan Team di Ono San Pietro mentre la Rebaioli spa Boario, torneo camuno, ha perso il derby cittadino. Nel primo confronto partenza fulminante dell’Ono San Pietro in vantaggio dopo tre minuti e in grado di controllare il gioco creando altre opportunità, meritato quindi il doppio vantaggio arrivato al quindicesimo. Poi basta una distrazione difensiva e il Pisogne si rimette in corsa; il primo tempo è in mano ai ragazzi di Ono San Pietro che aumentano di nuovo il vantaggio prima di subire, in due minuti, il pareggio degli avversari sempre in seguito ad una fase difensiva non perfetta. Al ventitreesimo la buona gara dell’Ivan Team viene premiata dal quarto gol. Fulminante l’inizio della ripresa dell’Ono in rete dopo una manciata di secondi ma il Pisogne cambia marcia e

la terza rete siglata al secondo minuto riapre l’incontro. Il caldo condiziona il rendimento dell’Ono San Pietro che cala con il passare dei minuti mentre il Pisogne mostra un ottimo stato di forma che alla fine premia i ragazzi allenati da Alessandro Bitonti. Dal sedicesimo al ventesimo il Pisogne, padrone del campo, piazza lo spunto vincente realizzando tre reti. L’assalto finale dell’Ono San Pietro è generoso ma poco concreto e in contropiede gli avversari realizzano il gol che fissa il punteggio sull’otto a cinque. Più o meno identico l’andamento della seconda semifinale che ha visto opposte le compagini di Erbanno e Boario. Meglio i ragazzi di Boario nella prima frazione di gioco

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conclusa, nonostante alcuni infortuni che si sono aggiunti alle numerose defezioni, in vantaggio con il punteggio di due a uno. L’Erbanno si scuote nella ripresa grazie anche all’innesto di un giocatore più esperto in attacco; in pochi minuti cambia la fisionomia dell’incontro con la formazione allenata da Bettineschi più aggressiva e attenta in difesa. Il mattatore del confronto è Koffi Arnaud autore di tre gol di pregevole fattura. Cala il rendimento del Boario rispetto al primo tempo per gli acciacchi di alcuni titolari e per la mancanza di rincalzi; nel finale poi l’espulsione a tempo di un giocatore stronca il tentativo di rimonta e così l’Oratorio Erbanno centra con merito la finale della coppa Primavera.


SCONFITTA NELLA FINALE LA COMPAGINE DEL G.S.O. BRENO

Alla Primavera dell’Oratorio Bienno

manca la festa del volley rosa

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on le finali di Coppa Primavera della categoria open femminile si può ritenere chiusa definitivamente la stagione del volley targato CSI di Vallecamonica. Ad ospitare il pomeriggio pallavolistico, che ha visto impegnate nove delle otto formazioni iscritte alla manifestazione, il Palaiseo di Gratacasolo. Curiosi i risultati degli incontri terminati tutti con l’identico punteggio di due set a zero ma con un differente grado di combattività soprattutto nella finalissima. Purtroppo alla festa è mancata la partecipazione di una squadra prontamente sostituita dagli arbitri presenti alle finali; la

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ATTIVITA’ SPORTIVA compagine dei fischietti, che si sono impegnati al massimo per far divertire lo scarso pubblico presente sulle gradinate, ha ben figurato nonostante la sconfitta. Un po’ di delusione tra le fila della commissione tecnica che ha promosso il pomeriggio di finali con l’obbiettivo di far socializzare le squadre partecipanti; purtroppo così non è stato e dopo il proprio incontro le pallavoliste si sono dileguate ignorando il messaggio del vivere insieme un bel momento di sport. L’idea però è buona e la commissione tecnica non demorde, il prossimo anno la formula sarà ripetuta. Vediamo ora nei dettagli i risultati della Coppa Primavera con il successo dell’Happy Volley Oratorio Bienno che nella finalissima ha sconfitto il Gruppo Sportivo Oratorio Breno. Sul podio è salito anche il G.S. O. Unica Seven terza battendo le ragazze dell’Aido Artogne; il G.S.O. Piamborno batte l’Osteria Cantinì, conquistando il quinto posto, e infine la formazione edolese della Itas assicurazioni sconfigge la Camuna Volley nell’ultima finale.

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Commissione tecnica calcio Comunicato N° 27 del 9 Giugno 2014 Finali campo di Pisogne

Open a 6

2781 Sa 2782 Sa

Finali Golden Bar Sellero Pol. Gratacasolo A

F.lli Trentini Srl Magic Bar Niardo

4 - 0 1 - 2

Classifica Finale 1° 2° 3° 4°

Rebaioli Spa Boario Ivan Team 14/06/14 20.00 USO Erbanno Agenzia Funebre Lollio 14/06/14 21.00

Comunicazioni

Magic Bar Niardo Pol. Gratacasolo A Golden Bar Sellero F.lli Trentini Srl

Si avvisano tutte le Società che il 23-06-2014 alle ore 20,30 presso la sede del C.S.I. verrà effettuata la riunione di programmazione.

Open a 7 Finali Pol. Cedegolo Bar Parco Dosso Bienno

CG Rogno Visinoni Traport M.G. Occhi Srl

5 - 4 5 - 2

Classifica Finale 1° 2° 3° 4°

Bar Parco Dosso Bienno M.G. Occhi Srl Pol. Cedegolo CG Rogno Visinoni Traport

Coppa Primavera Agenzia Funebre Lollio USO Erbanno Ivan Team

Bar del Commercio Rebaioli Spa Boario Agenzia Funebre Lollio

9 - 2 7 - 3 5 - 8

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COMUNICATI

Commissione disciplinare Comunicato N° 30 del 9 Giugno 2014 Provvedimenti

Reintegro Depositi Cauzionali di Società Ai sensi del regolamento generale si invitano le sottoelencate società a reintegrare la cauzione entro 15 giorni dalla prima segnalazione pena l’applicazione delle more previste dai regolamenti

CALCIO Open 6 Camuno Squalifica Donati Francesco (Pol. Gratacasolo A) [ Inc. n. 2775] Squalifica di 6 gg - Ingiuire e minacce nei confronti del direttore di gara e della terna arbitrale con spintoni al D. d. G. Open 7 Camuno Ammonizione Bettoni Andrea (Agenzia Funebre Lollio) [ Inc. n. 2779] Bianchi Massimo (Ivan Team) [ Inc. n. 2779] Gallizioli Daniele (Agenzia Funebre Lollio) [ Inc. n. 2779] Gualeni Diego (CG Rogno Visinoni Traport) [ Inc. n. 2776] Mariolini Andrea (Rebaioli Spa Boario) [ Inc. n. 2780] Tobia Bortolo (USO Erbanno) [ Inc. n. 2780] Zana Bruno (Ivan Team) [ Inc. n. 2779] Espulsione Temporanea - cartellino azzurro Cristini Damiano (Rebaioli Spa Boario) [ Inc. n. 2780]

Sanzioni CALCIO Open 6 Camuno F.lli Trentini Srl (U.S. Corteno ASD) [ Inc. n. 2774 ] Mancata presentazione (rinuncia) Pol. Gratacasolo A (Pol. Gratacasolo ASD) [ Inc. n. 2775 ] Ammenda di euro 30,00 - Ingiuire e spintoni nei confronti di un direttore di gara e ingiurie alla terna arbitrale Open 7 Camuno Rebaioli Spa Boario (A.S. Dilet. Boario Calcio) [ Inc. n. 2780 ] Ammenda di euro 6,00 - Espulsione Temporanea Cartellino Azzurro

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Quota da Integrare

G.S. Paspardo Club Alleanza Perù S.S. D. U.S. Montecchio C.G. Pisogne ASD Orat. Don Bosco Gorzone ASD

euro 55,00 euro 101,00 euro 120,00 euro 321,00 euro 50,00


Csi Insieme N° 33  

Titoli: Le tre strade di Papa Francesco: educazione, sport e lavoro - Gli open a sette si tingono di giallo blu biennese - La magica rincors...

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