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IL MAGAZINE DEL C O M I T A T O PROVINCIALE CSEN MILANO

TOP NEWS: 

Paolo Zerbino in Regione?

Il Premio Gianni Brera

Addizionale

CSEN MAG A N N O

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ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA RICONOSCIUTO DAL C.O.N.I. (ART. 31 DPR 2/8/1974 N. 530) ENTE NAZIONALE RICONOSCIUTO DAL MINISTERO DELL’INTERNO (DM 559/C 3206.(101) DEL 29/2/1992)

“Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”

Irpef regionale e comunale

L’impegno in politica della società civile rende possibile il cambiamento, soprattutto se, personalità come Paolo Zerbino decidono di occuparsene! Questo numero non potevamo che iniziarlo ricordando l’impegno ed il dovere civico del voto.

Marco Masini Direttore Responsabile CSEN MAG

SOMMARIO:

Sezione

Pagina

Attualità

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Sport

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Normativa

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Corsi

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La Posta di CSEN MAG

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Il prossimo 24 e 25 febbraio si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento e del Senato della Repubblica, e, per quel che ci riguarda da vicino, del parlamentino della Regione Lombardia. Noi, come sportivi, abbiamo la necessità di continuare il nostro impegno, non solo di testimonianza, a favore di una società smarrita, alla ricerca di valori. Organizzando lo sport praticato le nostre società e associazioni svolgono un ruolo fondamentale per la “politica”: realizzano opera di prevenzione sociale per i giovani, creazione di lavoro, mantenimento della salute della popolazione (almeno quella attiva), e quotidianamente si battono per affermare il principio che deve vederle protagoniste, e non relegate ad un ruolo marginale e senza una vera rappresentanza. Come affermato più volte anche dai nostri rappresentanti istituzionali, la scarsa pratica scolastica, i mancati investimenti nelle strutture e i fondi estremamente scarsi rendono questo grande alleato dell’uomo moderno e della società civile un guerriero senz’armi.

Il presidente Paolo Zerbino alle premiazioni di una manifestazione.

premio Gianni Brera e su uno dei premiati, Daniele Molmenti, un oro olimpico tesserato CSEN), ma dobbiamo aiutare anche chi si impegna direttamente per cercare di far cambiare le cose.

Come sempre, una volta confermato che un conto è l’impegno personale, ed un altro è la partecipazione ad un progetto politiL’impegno di chi è co, dobbiamo prendere atto che sostenere cresciuto nello sport qualcuno che conoe per lo sport è un sciamo e che sappiamo avere a cuore i biglietto da visita temi che ci interessano è una possibilità indispensabile per concreta per far sì che certe tematiche venperseguire con gano affrontate con chiarezza obiettivi tenacia e coerenza.

concreti.

Ben vengano gli esempi di momenti magici e di valore che vogliono rappresentare la bontà dell’impegno sportivo come esempio di vita (ed in questo numero abbiamo un ottimo servizio sul

Ecco perché riteniamo che l’impegno di Paolo Zerbino nell’agone politico rappresenti un’opportunità che deve essere colta. In un momento di crisi, che dura

ormai da più di un lustro, lo sport ha rappresentato l’ancora di salvezza per molte persone. Un momento ludico, di mantenimento del buonumore per consentire di “passà a’ nuttata…”, come diceva il buon Peppino De Filippo! L’impegno di chi è cresciuto nello sport e per lo sport è un biglietto da visita che credo indispensabile per perseguire con chiarezza obiettivi concreti. Paolo è questo. Favorire gli sport maggiori e i professionisti è fondamentale per la crescita ed il sostegno al “movimento”, ma la gran massa degli sportivi è impegnata in attività che hanno magari meno visibilità e si svolgono in palestre comunali…. Qui è necessario l’impegno più consistente, quello che poi, in realtà, potrebbe portare i maggiori risultati in termini di agio e prevenzione, sia sanitaria che sociale. Marco Masini


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Più politica per lo Sport, più Politica per la società

Carissimi Colleghi ed Amici, il settore dello SPORT DILETTANTISTICO, nonostante annoveri numerosissimi praticanti e affiliati alle società ed associazioni sportive, non è mai stato ritenuto sufficientemente rappresentativo.

Paolo Zerbino

Il risultato è che le strutture sono in declino ed in diminuzione i contributi allo sport.

Presidente CSEN Milano

Occorre riportare lo SPORT al centro dell’attività politica regionale e nazionale! Grazie alla pratica sportiva, come ben sappiamo, si ottiene

il risultato di avere un’importante riduzione della spesa sanitaria, una popolazione più ottimista ed attiva, una società più giusta e motivata…. Risultati che, altrimenti, sono di difficile perseguimento. Ecco perché ho deciso di impegnarmi per la Regione Lombardia, ecco perché mi metto in gioco, un momento alto, di servizio civico, destinato – se avrò il Vostro supporto – a far ricadere sul nostro mondo dello SPORT DILETTANTISTICO il giusto

e meritato ritorno di una Politica che sarà attenta ai nostri temi. Questo dovrà poter consentire miglior agio e semplificazione alla nostra attività quotidiana, migliori opportunità economiche per il bilancio nostro e della Regione ed una personale gratificazione per un ruolo socialmente rilevante. Per conoscere meglio gli aspetti della mia candidatura puoi visitare in mio sito www.paolozerbino.it e/o il mio profilo Facebook.

Lotta all’ultimo voto per la presidenza CONI: la spunta Malagò.

Petrucci e Malagò

CSEN

Dopo le dimissioni di Petrucci, sono state indette le elezioni per il nuovo presidente del Comitato Olimpico lo scorso 19 febbraio. Proprio oggi che abbiamo chiuso CSEN MAG abbiamo appreso il risultato. Esito a sorpresa per la corsa al numero 1 dello sport italiano. I grandi elettori hanno decretato la sconfitta di Raffa-

ele Pagnozzi. 40 preferenze contro 35 alla prima votazioneed una scheda bianca hanno indicato Giovanni Malagò quale nuovo presidente del CONI. Giovanni Malagò, manager dell'Aniene (e presidente della Pellegrini, della Pennetta e c.) dopo un confronto, in qualche caso, al vetriolo, ha dominato con i programmi, Pagnozzi aveva ricevuto il sostegno del suo programma da Luca Pancalli (segretario generale) e Fiona May, "attenta ai problemi delle donne e dell'integrazione".

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Malagò ha risposto con Josefa Idem: le donne (sportive) d'altronde non gli mancano, ha dedicato loro anche un libro. I 76 voti sono arrivati dai presidenti delle federazioni, membri del CIO, Atleti, rappresentanti CONI Regionali e provinciali ed Enti di Promozione Sportiva (Csen, Csain, Uisp, Aics, Libertas). CSEN ha espresso la sua preferenza attraverso Ugo Salines, vice presidente. Attendiamo ora fiduciosi la nuova linfa che verrà iniettata nell’Ente….


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Il coordinatore regionale Pierluigi Pajello, eletto componente del Consiglio CONI. Una nomina frutto del lavoro puntuale e rigoroso nella direzione della promozione dello sport in linea con lo Statuto CSEN... Il maestro Pierluigi Pajello, a capo dell’organismo regionale CSEN, è stato eletto nell’organismo Regionale CONI che coordinerà l’attività di tutte le discipline sportive CONI con le Federazioni.

ne si avvicinassero sempre di più alla pratica sportiva” sostiene orgogliosamente Pajello.

L’organismo CONI è risultato composto, oltre che da Pajello, da Marco Contardi per l’ASI, da Alessandro De Tursi per CNS LIB., da Giancarlo Valeri per il CSI e da Vittorio Villa per l’US ACLI.

Non appena ufficializzata la nomina a consigliere regionale del Coni, oltre che ringraziare per il L’elezione del nostro presidente riconoscimenregionale è la conferma della valito, ha modedità del lavoro da lui compiuto in stamente diquesti anni per promuovere e chiarato: “So valorizzare lo sport nel modo più che dovrò impeconsono ed in linea con lo Statuto gnarmi maggiormente per non deluCSEN, perfettamente aderente dere le attese, ma l’entusiasmo e la alle migliori pratiche riconosciute voglia di fare non mi dal Comitato Olimpico mancano. Dopo i complinazionale. Pajello: menti di Pier Luigi “Anche negli ultimi inconMarzorati Presidente “maniche tri con i vertici dello sport CONI Lombardo, ho lombardo, ho manifestato rimboccate per dar trovato in Lui una persosempre con vigore la na di grande spessore seguito agli alti necessità di divulgare i tecnico ed umano, con la valori sociali e umani che quale si possono creare propositi“ albergano in ogni discipliprogetti di grande valore na sportiva, collaborando e questo mi ha dato e mi – in virtù delle peculiarità CSEN darà maggiori stimoli. Ringrazio tutti ai progetti educativi che puntavano a coloro che hanno creduto in me, nello creare le condizioni perché le perso-

Il M° Pierluigi Pajello

CSEN ed anche tutti coloro che quotidianamente collaborano all’interno dello Csen, tanto a livello regionale che provinciale, per far crescere il movimento. Le maniche sono già rimboccate e pronte per dar seguito ai propositi che ho nella mente”. Cogliamo naturalmente l’occasione per congratularci con l’amico Pierluigi e fargli anche noi, dei comitati di Milano e Bergamo, i migliori auguri di un proficuo lavoro. Marco Masini

Visite mediche gratis per gli Under18! e dare una risposta immediata e autorevole a un problema che rischiava di penalizzare centinaia di famiglie e che ho particolarmente a cuore. Abbiamo dimostrato come possano essere efficaci queste azioni intrassessoriali e come gli attori sappiano muoversi in modo rapido e concreto”. In questo scorcio di legislatura (quando Csen Mag sarà in distribuzione, si staranno svolgendo le elezioni per la Regione, NDR), l’assessore Grassia ha confermato che una figura competente al vertice politico di una importante istituzione può far la differenza. Ci sono in cantiere altri pro-

getti per 'immediato futuro con l’assessorato alla Sanità e la federazione dei medici sportivi FMSI. Per questo Regione Lombardia da molti anni garantisce la gratuità delle visite medico sportive e contiamo che continuerà a farlo anche in futuro.

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CSEN Milano

“Per risolvere la criticità segnalata da alcune strutture sull'esaurimento di fondi, confermo – sostiene l’assessore allo Sport uscente della Regione Lombardia Filippo Grassia - che i fondi destinati da Regione Lombardia al rimborso delle visite medico-sportive riservate agli under 18 lombardi, dopo aver coperto interamente il 2012, verranno incrementati di circa 1,5 milioni per il 2013”. Con questa misura si arriverà così a un totale di 14,5 milioni, considerando la crescita del numero di ragazzi che richiedono l'idoneità sportiva. “In brevissimo tempo siamo stati in grado di individuare le criticità


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Premio Gianni Brera: una festa anche per CSEN! Premiati gli ori olimpici Cecilia Camellini e Daniele Molmenti, presidente di una ASD affiliata CSEN al premio “Sportivo dell’anno 2012”.

Marco Masini Direttore Responsabile CSEN MAG

Da sinistra: Il presidente del circolo I Navigli, l’ass.re Grassia, Daniele Molmenti ed il figlio del grande Gianni Brera. (foto MM)

“lo Sport può e deve dare segni positivi alla nostra società, soprattutto in tempi di crisi”

Ideato dal circolo culturale I Navigli, il “Premio Gianni Brera” è nato con l’intento di promuovere nel tempo gli insegnamenti e la memoria del mitico giornalista, affinché continuassero negli anni ad essere di esempio ed ispirazione. Per questo motivo, a partire dal 2001, ogni anno viene attribuito un trofeo e menzioni speciali ad atleti e sportivi che si sono distinti sia per i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto per il modo con cui hanno affrontato le loro sfide, sia per il

Sandro Mazzola con il direttore Marco Masini

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loro contributo alla promozione di una immagine dello Sport come sarebbe piaciuta a Gianni Brera, e come piace, ancor oggi, a noi di CSEN! L’edizione 2012 del Premio Gianni Brera, tenutasi nell’auditorium del nuovo complesso della Regione Lombardia, ha visto, per la prima volta nella sua storia, l’assegnazione di due trofei, ai quali hanno fatto da corollario cinque menzioni speciali. I premiati sono stati Cecilia Camellini, nuotatrice, medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Londra 2012, e Daniele Molmenti, kayak, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra 2012. La redazione di CSEN MAG era tutta all’evento, presenziato, tra gli altri, dal presidente uscente della Regione Roberto Formigoni, il quale, ricordando la dedica dell’auditorium a Giovanni Testori (scrittore, drammaturgo, storico dell'arte e critico letterario italiano, scomparso nel 1993 ), ha tenuto a precisare che “…lo Sport può e deve dare segni positivi alla nostra società, soprattutto in tempi di crisi”. Nel suo intervento iniziale, quasi una excusatio non petita ma che sottolinea le

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polemiche che hanno accompagnato questi edifici, ha ricordato che, grazie alla costruzione della nuova struttura regionale, tutti gli uffici amministrativi e tutti gli assessorati sono stati concentrati in un solo palazzo… Tra le menzioni speciali, vanno segnalati gli atleti dell’Hockey Milano Rossoblu, Gregorio Paltrinieri (oro agli europei nei 1500m stile libero e finalista olimpico, a soli 18 anni) ed Ilaria Bianchi (campionessa mondiale 100m farfalla e detentrice del record italiano). Migliore, attaccante dell’Hockey Milano Rossoblu, ha ricordato l’impegno del movimento nel costituire una nuova squadra che parteciperà alla Continental Hockey League in Russia, “un campionato molto competitivo che ci farà sicuramente crescere”. Un divertente duetto, Sandro Mazzola e Marco Civoli, ha calcato il palco per la menzione relativa al libro “Ho scelto di stare davanti alla porta”. “Sarebbe stato troppo semplice scrivere un libro su Sandro dal titolo “Una vita coi baffi” – racconta Civoli. Dopo averlo conosciuto come tifoso, dagli spalti, abbiamo iniziato alcune collaborazioni televisive, e lì abbiamo iniziato il nostro sodalizio”. Sandro Mazzola, uno dei miei piccoli miti di ragazzo del ’65, ha raccontato che “da ragazzo mi chiamavano il saputello, perché studiavo per difendere i più deboli ed in difficoltà”. Mazzola ha conosciuto Brera dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Ai tempi non c’era, tra i calciatori ed i giornalisti, questa familiarità odeirna. “Lo conobbi in TV, per una collaborazione comune. Dopo la trasmissione andavamo a mangiare insieme, le rane, ed affrontavamo lunghe ed interessantissime discussioni…”. A sottolineare questi aspetti peculiari, l’assessore Filippo Grassia, noto giornalista sportivo, ha rammentato al pubblico che Brera aveva una speciale predilezione per Sandro Mazzola, era il suo giocatore preferito! E’ stato, a detta del Maestro, il giocatore più moderno dei suoi tempi ed un grande dirigente sportivo. “L’Inter, se non avesse avuto un presidente come Fraizzoli ,


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con il “braccino corto”, con un dirigente come Mazzola avrebbe sbancato: voleva portare all’Inter, in tempi non sospetti, personaggini come Platini e Falcao…” ha concluso Grassia. Ma, durante la serata, gli applausi più forti e convinti sono andati ai due ori olimpici Camellini e Molmenti, due veri personaggi per lo Sport. Cecilia Camellini è stata definita la più forte nuotatrice paralimpica del mondo; dal 2007 ad oggi ha vinto tutto: mondiali, europei, olimpiadi, … I suoi allenamenti sarebbero un impegno colossale anche per una normo dotata: 10 km di vasche al giorno per allenamento! “Il nuoto è per me fondamentale – ha dichiarato Cecilia – ma non smetto con l’università, facoltà di psicologia. Nei prossimi giorni avrò un esame…. Statistica! E non c’è molto da fare… non entra!”. Dall’11 al 17 agosto ci saranno i mondiali paralimpici in Canada e la Camellini affrnterà di nuovo la sfida per confermarsi campionessa nei 50 e 100 stile libero. Pierangelo Santelli, responsabile CONI per i paralimpici, ha ricordato che “anche i disabili intellettivi e funzionali fanno 5 o 6 ore al giorno di allenamento, e questo da la dimensione della forza di volontà di questi ragazzi”. In ultimo, volutamente, anche per gli scopi di questo articolo, è stato pre-

PAGINA miato Daniele Molmenti, medaglia d’oro nel Kayak a Londra, vinta nel giorno del suo compleanno! Un monumento dello sport nazionale. Oltre 100 medaglie internazionali vinte, campionati italiani… un record-man. Daniele, con un incedere ed una locuzione da vero attore consumato, ha tenuto il palco con battute, sarcasmo ed autoironia da vendere. Abbiamo imparato che un campione lo può essere davvero anche in umanità e dolcezza. “Noi, quelli degli Sport Minori, non ci siamo per quattro anni- ricorda Daniele – e veniamo definiti sport silenziosi. Ma io, noi, rappresentiamo tutti voi nel mondo anche durante gli anni non olimpici”. “La mia è stata definita una medaglia “scontata” – dice Molmenti. 20 anni prima un italiano la vinse, avevamo lo stesso colore di cravatta, era il mio compleanno… Insomma la cabala era favorevole”, si schernisce molto modestamente. Il Kayak è uno sport che potremmo definire potente e resistente. Occorre un anno di preparazione, 6ore al giorno tra canoa e palestra, con complementi stagionali di sci di fondo e attività aerobica. Ed in quest’occasione abbiamo scoperto che Daniele è un affiliato CSEN! Insomma si è trattato di una grande serata anche per il nostro Ente….

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Giusy Quagliuolo con Cecilia Camellini Albo d’oro Premio Gianni Brera 2001 – Luca Cordero di Montezemolo e Ferrari 2002 – Paolo Maldini 2003 – Luigi Del Neri 2004 – Damiano CUnego 2005 – Fabio Capello 2006 – Marcello Lippi 2007 – F.C. Internazionale – A.C. Milan 2008 – Valentina Vezzali 2009 – Nazionale femminile Volley 2010 – F.C. Internazionale

Una vita … controcorrente!

L’incontro con Daniele è stato cordialissimo. Dopo l’evento, abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con lui, in tranquillità. È li che abbiamo appreso dell’affiliazione della sua associazione, Golden Eagle, al CSEN. Un personaggio, secondo noi, poco valorizzato dello sport italiano.

Il gossip, comunque, l’ha leggermente toccato, a causa del suo presunto flirt con la tennista Flavia Pennetta, più abituata alla ribalta delle masse. “Un’apparizione sui giornali da shampista”, scherza Daniele.

Giusy e Daniele Molmenti

La visibilità che ne è derivata l’ha poi usata per argomenti più seri, e promette che “continuerò a vincere per far parlare del Kayak!”, uno sport che in altri paesi ha una dimensione sicuramente maggiore, e che, ad esempio in Cina, prende Daniele come testimonial e collaboratore, per scuole di alta specializzazione, costruendo “palestre” per il Kayak con canali artificiali dedicati. Colpito dalla nostra caporedattore Giusy Quagliuolo, siamo riusciti a strappargli il paginone di sostegno a CSEN…

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La motivazione del premio Gianni Brera a2012 a Daniele Molmenti: “Il kayak è una parte di corpo, allenato ad ogni sforzo. La pagaia, che muove con agilità come fossero ali, è il motore di un cuore che batte il tempo con precise intenzioni. Quelle di un ragazzo d’oro. Un ragazzo che vince e che ha vinto tutto, per raccontare una preghiera silenziosa e intensa a se stesso, ai giovani come lui e al mondo: il suo inno alla vittoria e al successo costruito con fatica, fiducia e fedeltà.”


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Un “progetto disinvolto” per lo SPORT INTEGRATO! Il prossimo 2 marzo sarà la Giornata Nazionale dello Sport Integrato. Promossa da CSEN e con il supporto del Ministero del Lavoro, pone la disabilità al centro della promozione sociale.

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Il prossimo 2 Marzo sarà la “giornata nazionale dello sport integrato” (www.sportintegrato.it ) promossa dall’Ente di Promozione Sportiva CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), progetto finanziato ai sensi della L.383/2000 art. 12, Marco Masini comma 3 “Fondi a favore Responsabile delle associazioni nazionali di Marketing e promozione sociale”, del Comunicazione Ministero del Lavoro. Il Comitato di Milano, il più importante d’Italia per numero di associazioni e società sportive aderenti e numero di soci (oltre 100mila), non poteva esimersi dal partecipare e sostenere tale iniziativa. Nata nelle ultime ore a causa del notevole sforzo di organizzazione e implementazione del Alcuni giovani coinvolti nel progetto gran numero di progetti già in essere, stiamo ora cercando di far patrocinare l’evento dagli enti più significa-

tivi, a supporto di un progetto dall’alto valore sociale. Stante i tempi ristretti, ma volenterosi nel dare il nostro contributo e testimonianza all’iniziativa, abbiamo pensato di realizzare un forte progetto di comunicazione. Si tratterà di un cosiddetto “flashmob” da realizzarsi in una città della Provincia, con il supporto delle associazioni locali e dell’Ente, ed inoltre, a dare spessore, stiamo cercando di coinvolgere un testimonial d’eccezione: un Oro Paralimpico Londra 2012. Saranno coinvolte anche le associazioni CSEN che sviluppano attività nell’area dello sport per i disabili. La città nella quale sarà svolta l’iniziativa dovrà essere una delle città nella quale “…la disabilità non è un problema…” (il messaggio!). L’evento, comporterà “l’occupazione” di un tratto di via (possibilmente principale) per alcuni minuti, al fine di caratterizzare il cosiddetto “flashmob”. Tipicamente, questo tipo di iniziative, hanno una durata molto limitata,

un grande impatto e sono… improvvise! Dopo questa testimonianza, a L’iniziativa seguire Vi saranno altre iniziatiCSEN Milano ve sotto la bandiera del in una città dove “Progetto disinvolto” che “la disabilità non svilupperemo prima dell’evento con- è un problema!” clusivo di Giugno a Roma. In queste, dove avremo coinvolto le associazioni della Provincia di Milano, realizzeremo i girati per un video che intendiamo presentare nel gran galà della Capitale.

Aumentati gli spazi per la formazione nella sede di via Giacosa

Per far fronte alle aumentate richieste di corsi di formazione ed al numero crescente di partecipanti, CSEN Milano si è CSEN

attrezzata per incrementare gli spazi a disposizione con l’ausilio di pareti mobili nella sala conferenze. Si sono raddoppiati i supporti tecnologici, mantenendo la flessibilità strutturale per gli eventi che attraggono più persone o associati in occasione di eventi pubblici dell’Ente o Convegni.

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Questi ultimi, in fase di progettazione, saranno dei propulsori per ogni altra iniziativa. L’autorevolezza dei relatori e degli argomenti ne farà un motivo di vanto per ogni associato e permetteranno di ottimizzare l’uso degli spazi. L’efficienza nella gestione e l’efficacia delle proposte è perseguita dalla Presidenza, al fine di utilizzare al meglio ogni singolo euro che il Comitato deve gestire a beneficio di tutto il movimento.


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Daniele Molmenti Oro Olimpico Londra 2012

S.S.D. GOLDEN EAGLE a R.L. Codice Fiscale e P.IVA. 07316801211 Numero REA: NA-875865 Sede legale: Via A.Falcone 332/13 Napoli Sede operativa: Via Musile 19 Pordenone PEC: goldeneagle@legalmail.it

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Sportive a rischio incontinenza: anche le belle “piangono” La prevenzione del disturbo passa attraverso l’attivazione ed eventuale riabilitazione del pavimento pelvico. Il Pilates un rimedio.

Massimo Marciano Responsabile Corsi CSEN Milnao

“Mantenere elastica la muscolatura del pavimento pelvico può eliminare il disturbo. Il Pilates è un ottimo ausilio”

L’attività fisica intensa, se non viene svolta in modo equilibrato, può portare a problemi di incontinenza urinaria. Anzi, il rischio è più alto tra gli sportivi che si allenano diverse ore al giorno. Secondo gli esperti il fenomeno può essere limitato con manovre ed esercizi adeguati per riportare l’equilibrio muscolare. In Italia più di 4 milioni di persone soffrono di incontinenza, per la maggior parte donne di ogni età. Per questo tutte le atlete dovrebbero mettere in pratica piccoli accorgimenti, a partire dagli esercizi per il pavimento pelvico, come suggeriscono, tra gli altri, gli esperti della Fondazione Italiana Continenza, che ha l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per affrontare il problema. Le statistiche concordano e rivelano una realtà che merita attenzione: una

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donna su quattro soffre di incontinenza urinaria. E con l’allungarsi della vita media, diventa sempre più frequente il prolasso, cioè la discesa verso il basso delle pareti vaginali, dell’utero e, in alcuni casi, anche della vescica e del retto.

ca la muscolatura – dice la docente Csen di Pilates Anna Rita Gargiulo – e, grazie all’apprendimento di semplici esercizi, si può arrivare anche a risolvere il problema. La contrazione volontaria e ripetuta di questi muscoli migliora la loro tonicità e permette di evitare alcuni disturbi quali l’incontinenza o, peggio, il prolasso”.

Manca tuttavia un’adeguata informazione su come prevenire tali disturbi: poCon la tecnica che donne Pilates gli esanno che si sercizi di conManca un’adeguata possono contrazione e informazione su come trastare atrilassamento tuando una prevenire l’incontinenza... si svolgono in corretta e tre fasi: tempestiva - Fase di conoriabilitazione del pavimen- scenza e consapevolezza: to pelvico, quell’insieme di imparare a riconoscere muscoli che chiude il baciquali e dove sono i muscoli no verso il basso e che da contrarre, sostiene gli organi pelvici: - Fase di rinforzo: imparare l’utero, la vescica, l’uretra a mantenere la contrazioe il retto. ne dei muscoli pelvici a La riabilitazione e, prima riposo e sotto sforzo ancora, la prevenzione, - Fase di automatismo: può basarsi su tecniche di imparare ad automatizzare ginnastica Pilates, che il potenziamento dei mubasa una parte degli scoli pelvici a riposo e sotesercizi del metodo to sforzo sulla contrazione dei muscoli di questa zona L’esercizio e la riabilitaziomigliorando la loro ne del pavimento pelvico è tonicità, e dunque utile, ma non può risolvere potenziandone tutti i casi di incontinenza l’efficienza, quando la urinaria. muscolatura è sia sotLa strategia vincente? to sforzo sia in fase di Applicarla a scopo prevenriposo. tivo, così da evitare “Esercitare questa l’instaurarsi del disturbo. parte del corpo significa mantenerne elasti-

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Bere birra tiene alla larga i fastidiosi malanni di stagione Molti nostri affiliati faranno i salti di gioia: questa è una scusa in più per giustificare una bevanda che già dispone di molte proprietà benefiche. Da una ricerca della Sapporo Medical University emerge che i luppoli di una certa qualità sono pieni di proprietà antisettiche e antibiotiche. La Sapporo Medical University ha sintetizzato un composto,la luppolina, in grado si sconfiggere non solo i banali raffreddori ma anche alcune forme virali di polmonite e bronchite che colpiscono soprattutto i più piccoli.

Lo studio ha il limite di essere stato sponsorizzato dal colosso giapponese Sapporo, proprietario di numerose bevande alcoliche, ma sembrerebbe proprio che minimi quantitativi di questa sostanza, che altro non è che acido α-lupulico, eviterebbero ad adulti e bambini di doversi bere circa 30 lattine di birra al giorno per scongiurare il rischio di contrarre l’RS, il virus respiratorio sinciziale umano. Il divertimento non sarà certo lo stesso, ma i benefici sembrano indubbi.

Lo stiramento di un muscolo può essere curato con la Laser terapia Guarigione più veloce e indolore grazie alla laserterapia per curare lo stiramento di un muscolo

Lo stiramento è un eccessivo allungamento delle fibre muscolari che provoca un'alterazione del tono del muscolo e il cui sintomo principale è rappresentato da un dolore improvviso e acuto, che non poche volte risulta comunque sopportabile, al punto che la persona colpita non interrompe nemmeno l'attività che sta svolgendo (sbagliando, come vedremo in seguito). Tale infortunio è tipico, com'è noto, in chi pratica sport, ed è

proprio nell'ambito della medicina sportiva che si è diffuso sempre più l'uso della laserterapia per curare lo stiramento di un muscolo. La natura non grave dell'infortunio, per risolvere il quale sono sufficienti terapie fisiche conservative, permette l’uso della laserterapia. Nei casi più leggeri è il corpo stesso a reagire immediatamente per far riassorbire l'elongazione: grazie all'opera di “vigilanza” dei fusi neuromuscolari (recettori nervosi che segnalano al sistema nervoso i movimenti di allungamento delle fibre muscolari), l'organismo mette in atto la cosiddetta “reazione da stiramento” contraendo automaticamente il muscolo interessato e contemporaneamente rilassando il muscolo antagonista. Così facendo, la lesione si risolve da sola.

Nel caso in cui, però, ciò non avvenga (ad esempio a causa di affaticamento, mancanza di riscaldamento prima dello sforzo, scarsa tonicità muscolare e allenamento insufficiente), si ha l'elongazione eccessiva. È in queste circostanze che si può ricorrere a laserterapia per curare lo stiramento di un muscolo. Riguardo la sopportabilità del dolore, è importante sottolineare l'importanza dell'immediata sospensione dell'attività: sbaglia chi sottovaluta l'entità dell'infortunio e non si mette a riposo, perché se è vero che lo stiramento può essere leggero, non fermarsi può comportare conseguenze peggiori (come lo strappo).

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La maggior parte delle lesioni muscolari lievi o moderate, normalmente, non si deve a cause particolari o poco comuni: talvolta è sufficiente effettuare un movimento brusco o sbagliato, o uno sforzo incontrollato (magari senza essere sufficientemente allenati a sopportarlo...), per incorrere, ad esempio, in uno stiramento.


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Dal Medioevo le regole per la competizione sportiva, contrapposta alla sopraffazione Il confronto sportivo è, nel comportamento umano attuale, l’espressione più esplicita della competitività.

Giusy Quagliuolo Responsabile Ufficio Stampa CSEN Milano

Le battaglie tra cavalieri nel periodo medievale erano combattute con regole e codici etici….

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La poesia e la prosa epiche, il teatro, le arti figurative hanno da sempre celebrato il confronto leale e cavalleresco della competizione che costituisce una sorta di archetipo etico, contrapposto alla predazione ed alla sopraffazione le quali sono, almeno sul piano della retorica, da sempre, universalmente disapprovate. Il modello ideale della competizione era rappresentato, in passato, dal duello e dal torneo cavalleresco, nei quali la ritualizzazione e l’osservanza

di un rigido codice comportamentale mitigavano le conseguenze lesive, e talora letali, dello scontro. A quel cruento confronto cavalleresco è subentrato in seguito il confronto sportivo, che è combattimento sublimato, vale a dire epurato da tutte le conseguenze dannose. Lo sport moderno ha ereditato, per l’appunto, gran parte dei suoi rituali e della sua terminologia proprio dal duello e dal torneo cavalleresco. Il confronto sportivo è, nel comportamento umano attuale, l’espressione più esplicita della competitività nella quale i contendenti si misurano nella prospettiva di una pari probabili-

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tà di successo. La competizione sportiva consegue l’obiettivo di stabilire la gerarchia tra vincitore e perdente, a partire da una situazione di assoluta equivalenza tra i concorrenti, esattamente come nel duello, ma senza danno alcuno. Lo sport non è solo evasione e passatempo, ma è anche e soprattutto esperienza formativa, con funzione socialmente strutturante. Il confronto sportivo è una metafora di tutte quelle competizioni in cui il confronto non è agito sul piano fisico ma su quello simbolico. La competizione sportiva riassume i caratteri essenziali di tutti quelli che sono i confronti simmetrici offerti dall’esistenza quotidiana in ambito famigliare, sociale e professionale. Sono competizioni tutti i confronti, in cui ci si misuri a partire da una as-


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soluta parità di risorse e probabilità di vittoria ed in cui i contendenti si impegnino a rispettare le regole pattuite e ad accettare la gerarchia che ne deriverà tra vincitore e sconfitto (i dibattiti politici, ideologici, culturali, i confronti artistici, le contrattazioni commerciali e i concorsi pubblici).

Le moderne arti marziali continuano a detenere una sorta di primato per le norme di comportamento.

Le regole ed i principi etici di ogni competizione basati su condivisione e rispetto sono, o dovrebbero essere, gli stessi che governano lo sport, quanto meno per convenienza di un codice morale da parte dei contendenti. Il filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (17701831) teorizzò la competizione delle idee come modello di ideale interazione culturale e politica (idealismo dialettico). In tal modo egli evocava la disputa, civile e leale confronto tra gli ingegni, che era apprezzata e praticata già dalla filosofia scolastica medievale.

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bero col voler prevalere l’una sull’altra.

risorse fisiche, capacità ed esperienza, si configurano come sopraffazioni o come predazioni.

La competizione tra le idee e tra le teorie alimenta l’evoluzione Le sopraffazioni non hanno regole dell’arte, della cultue non soggiacciono ra e della scienza e ad alcun codice moLa competizione costituisce la base di rale (furti, rapine, una gestione demoalimenta l’evoluzione, e truffe, estorsioni, cratica della conviricatti, intimidazioni, costituisce la base di una All’ipotesi posta da un interlocutovenza. sfruttamenti in ambire (protagonista) si contrapporrebto lavorativo, discrigestione democratica be, nell’ambito del modello propo- I confronti che, inveminazioni di natura ce, si definiscono della convivenza... sto dall’idealismo dialettico, ideologica o etnica, asimmetrici perché i un’antitesi proposta da un altro violenze sessuali, contendenti non interlocutore (antagonista), che molestie verbali e fisiche, maltratsono tra di loro equivalenti per messi a confronto talvolta finirebtamenti famiAnche tra i Samurai, la competizione costituiva una sorta di archetipo etico contrapposto alla predazione. gliari).

Nel prossimo numero approfondiremo questo aspetto ed altri ad esso connessi, come l’analisi del ruolo del perdente e del vincente, del perdente per scelta e del vincente ad ogni costo……

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Si ringrazia per il contributo scientifico la dott.sa Nardacchione Diana, Medico Chirurgo specialista in Psicologia indirizzo medico

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Il confine tra competizione e sopraffazione è evanescente nell’ambito delle reali e attuali relazioni sociali.


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Il Pilates nei tre principali approcci posturali. Una maggiore consapevolezza del nostro corpo e della sua postura è essenziale. Occuparsi, con il Pilates, degli squilibri muscolari può migliorare la nostra vita. Abbiamo definito la consapevolezza del nostro corpo la base per la definizione di un’evoluzione posturale nel senso del benessere psicofisico. Il guardarci allo specchio deve però consentirci di “classificarci”, per poterci permettere di riconoscere il nostro tipo ed eventualmente intervenire per sostenere il nostro portamento naturale.

Gargiulo Anna Rita Docente Pilates CSEN

I tre atteggiamenti posturali più comuni possono trovare una salubre soluzione per la quotidianità

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con il Pilates.

Ebbene, questo mese andiamo ad esplorare i tre principali approcci posturali che con il Pilates possono essere affrontati e che ci possono rimettere al centro della nostra attenzione…

Cifo-lordosi Questa è una postura tra le più comuni, dove la testa è protesa leggermente in avanti e la parte superiore del corpo è eccessivamente “arrotondata”. In questa postura, i flessori del collo sono generalmente deboli, ed il collo stesso è breve e contratto. I muscoli del torace sono serrati avanti, le spalle arrotondate e i muscoli superiori della schiena sono allungati e deboli. Il bacino è spesso ruotato in avanti, con eccessiva curvatura a livello lombare (basso)

della colonna vertebrale. I della coscia si accorciano e si muscoli della parte bassa contraggono. I glutei sono della schiena e flessori deboli, e le articolazioni dell'anca si accorciano. I mudell'anca sono iper estese. scoli addominali e i glutei Di nuovo, risulta abbastanza sono deboli e muscoli posteriori della coscia Cavalier servente e Cobra, esercizi sono allungati. Ecco che abbiamo così facilmente definito le aree di intervento possibili con un allenamento Pilates specifico: flessori dell’anca, retto femorale, addominali e glutei.

Pilates a carattere posturale

The Swayback In questo “atteggiamento” posturale la testa è ruotata in avanti con un conseguente indebolimento dei flessori del collo. Il torace è arrotondato in avanti e al tempo stesso inclinato all'indietro ed il bacino è oscillante in avanti. La curvatura della schiena è troppo stretta e quasi piatta. Le ginocchia sono iper-estese (bloccate) all’indietro. Come risultato, gli addominali inferiori e i flessori sono generalmente deboli. I muscoli posteriori

semplice definire i distretti muscolari più o meno profondi sui quali si può lavorare per migliorare il sostentamento della struttura corporea, dove la parte del leone continua ad essere giocata dalla zona addominale, basso lombare e dai potenti muscoli della co-

Sulla destra una postura cifo-lordotica, qua a fianco l’atteggiamento a “sella di cavallo”, ed in ultimo, in basso, un vero problema di schiena per un vecchio cavallo!

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colonna vertebrale sono appiattite e il bacino inclinato all'indietro. Le ginocchia sono estese o bloccate. Ciò si traduce in flessori del collo deboli, polpacci corti e stretti, e flessori dell'anca lunghi e deboli. In questo caso, l’eliminazione o quasi delle curve fisiologiche, potrebbe comportare problematiche derivanti dall’azione delordosizzante del tratto lombare dela colonna. Con il Pilates ed un alleLa docente Pilates CSEN Anna Rita Gargiulo. namento mirato è possibile scia con inserzione a livello bilanciare l’azione muscolare e dell’anca. compensare gli squilibri, in partiSchiena piatta colare sui flessori dell’anca da rinforzare e gli “hamstrings” da Postura “onomatopeica”: un noallungare. me che richiama chiaramente la posizione del corpo. In questa posizione, la testa è protesa in avanti, le curve della

qualità, soprattutto se affrontata nei primi anni di vita, può essere notevolmente migliorata. Il Pilates e la terapia fisica offrono molti esercizi ed informazioni dettagliati su come correggere e migliorare la propria posizione attraverso l'esercizio terapeutico, lo stretching, ed il rafforzamento dei muscoli “core” deboli per creare un equilibrio nel corpo. Certo, in alcuni casi la postura può essere più difficile da correggere, come nel caso di scoliosi e nei casi in cui le vertebre cominciano a fondersi. Di solito, però, ci sono molti modi per migliorare una cattiva postura esistente e gli effetti di molte condizioni derivanti dalla vita quotidiana possono essere minimizzati con cura e trattamento adeguati. L’atteggiamento posturale “schiena piatta”

Queste tre posizioni, o deviazioni posturali, sono alcune delle più comuni. Una postura di scarsa

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Paintball, divertente e sicuro! Poca informazione e molte contraddizioni per definire e regolamentare il Paintball nonostante la grande richiesta, quindi cogliamo l’occasione per fare un po’ di chiarezza. Che cos'è il Paintball?

Silvia Mognaschi Responsabile Amministrativo CSEN Milano

Inventato nel 1981 negli USA, ha preso piede in tutto il mondo. Strategia e divertimento si fondono in

Nato negli Stati Uniti negli anni ottanta, il paintball è diventato rapidamente popolare, specialmente negli USA ed ha raccolto una folta schiera di partecipanti in tutto il mondo. Secondo quanto riportato da quelli che sono considerati gli inventori di tale sport, Bob Gurnsey, Hayes Noel e Char-

tecniche di gioco sono lasciate all'immaginazione dei giocatori e alle condizioni del terreno.

Le partite possono svolgersi all'interno di fabbricati o zone appositamente chiuse e delimitate oppure in appositi campi all'esterno, in molti modi diversi.

Occorre osservare come la pratica di tutti gli sport comporti un certo ammontare di rischi e come giocare a paintball non sia diverso.

Lo scopo del gioco è simile a quello di "palla avvelenata", si gioca in gruppi contrapposti da 3 a 7 persone e si devono eliminare tutti gli avversari colpendoli con il proiettile di gelatina colorata. Chi é eliminato attende la partita successiva per tornare a divertirsi; la durata media di un game é di 45 minuti. Non esistono regole specifiche per giocare a paintball e gli obiettivi, le strategie e le

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sicurezza.

Letteralmente il termine indica le palline di vernice (atossica e biodegradabile) calibro 0,68 pollici (ovvero circa 17 millimetri) che vengono sparate da attrezzi sportivi simili nell'aspetto a fucili, denominati "marcatori", ad una velocità di 210 fp/s (piedi al secondo) ossia circa 230 Km/h il che corrisponde ad un’energia di 7 Joule e, in termini di gittata, significa che raggiungono una distanza di 50 metri o poco più, con la pallina che ancora ha energia per rompersi e macchiare.

les Gaines, la prima partita di paintball fu giocata nel New Hampshire nel 1981 usando dei marcatori a vernice utilizzati per contrassegnare gli alberi destinati all'abbattimento e poco a poco questo gioco prese piede e si diffuse in tutto il mondo.

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Questo sport usa molti tipi diversi di equipaggiamento e ha sviluppato un proprio lessico per descrivere "mosse" speciali e situazioni.

Le partite di paintball possono essere fisicamente molto intense, bisogna correre, saltare, strisciare su vari generi di terreni e la possibilita' di infortuni e' dietro l'angolo. Tuttavia osservando i dati nella tabella si evince che, contrariamente alle apparenze, se le norme di sicurezza sono rispettate, il paintball è uno degli sport più sicuri, avendo una percentuale di infortuni di molto inferiore ad altri sport giudicati in genere


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ticabili con le armi tipo "soft air", in grado di sparare pallini di plastica dal diametro di 6 mm ed aventi un'energia cinetica in volata inferiore ad 1 joule. Disposizioni circa il regime autorizzatorio dei "giochi di guerra" sono state fornite con la circolare di questo Ministero n. 559/C.10865.10179.A(2), del 28 novembre 1995

meno pericolosi.

senza tappo e senza sicura.

Vediamo quindi come é doveroso comportarsi per divertirsi in sicurezza, a partire dall' abbigliamento: consigliamo un abbigliamento resistente alle abrasioni tipo jeans o pantaloni in cotone pesante (per chi si corica in terra o vuole scivolare sul manto sintetico), con scarpe da ginnastica o trekking; é sconsigliato l'abbigliamento militare. Chi vuole può portare una bandana per proteggere i capelli dalla vernice (comunque atossica e lavabile con acqua). Fondamentale per la sicurezza, è l'uso di una maschera protettiva che copra il viso dalla pallina, che può procurare lesioni al volto.

Oggigiorno questo sport sta prendendo sempre più piede, a partire da gruppi di amici di tutte le età (giocano ormai con apposite attrezzature ed attenzioni anche i minori di quattordici anni) che si ritrovano per giocare, per un addio al celibato o per una "seduta" di rinforzo di un gruppo aziendale, per scoprire soggetti con tendenza alla leadership e così via, per arrivare a gruppi più strutturati che stanno facendo di questo sport una vera propria attività in questi tempi di crisi, gestendo ad esempio un apposito campo da gioco: ce ne sono tanti nella nostra provincia e nella nostra regione, come nel resto del paese, e sempre di più si affidano alla serietà di Csen.

Riassumendo: 1) INDOSSARE SEMPRE LA MASCHERA AL DI FUORI DELL'AREA DI SICUREZZA: basta una piccola distrazione e da un marcatore puo partire accidentalmente un colpo

3) QUANDO NON SI STA GIOCANDO, LA CANNA DEL MARCATORE DEVE SEMPRE ESSERE OTTURATA CON GLI APPOSITI TAPPI CHE OGNI MARCATORE HA IN DOTAZIONE

Non possiamo omettere, in questo breve excursus sul paintball, di accennare al fatto che la sua diffusione sia stata e in alcuni casi ancora sia accompagnata da polemiche, sospetto, diffidenza, dovuti ad una presunta o reale illegalità rispetto al possesso e all' uso dei marcatori, a causa anche di una legislazione ambigua che non vieta il gioco ma lascia in una specie di limbo stigmatizzato i marcatori; ad esempio, il sito della polizia di stato nella sezione FAQ riporta, in risposta alla domanda n.1994 "Avrei intenzione di aprire un campo per i giochi di guerra con armi tipo "paintball". E' possibile?", la seguente risposta:

4) OGNI CAMPO DEVE AVERE UNA ZONA DI SICUREZZA DOVE LE PALLINE NON POSSANO ARRIVARE: prima di iniziare a giocare assicuratevi di sapere dove ci si raggruppa dopo l'eliminazione, in quella zona potete restare senza maschere a patto che nessun'altra persona vi si aggiri con marcatore

“Al momento, le armi tipo paintball, quelle cioè ad aria compressa in grado di sparare sfere di plastica contenenti vernice colorante, non sono ammesse tra le armi comuni da sparo. Di conseguenza, è vietata la loro introduzione sul territorio dello Stato. I giochi di guerra sono, invece, pra-

2) TENERE SEMPRE ALMENO UN CRONOMETRO AL CAMPO PER VERIFICARE LA TARATURA DEI MARCATORI PRIMA DI GIOCARE: la velocita delle paintballs all'uscita dalla canna NON DEVE SUPERARE I 250 circa fp/s perché a velocità superiore l'efficienza delle protezioni non è garantita.

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Rispetto alle paintballs poi resta da osservare che una paintball fatta INTERAMENTE di gelatina che macchia un giocatore o una superficie, non trasporta altre sostanze o materiali e risulterà quindi essere del tutto legale.

Il rinforzo dello spirito di gruppo insito nel Paintball, l’ha fatto diventare una disciplina apprezzata dai formatori aziendali...

Il limite di velocità consentito in italia con pallina da 3 gr é di 70,7 M/S, velocità regolabile tramite una vite nel marcatore e con l'utilizzo di un cronografo da campo che abbiamo già ricordato Statistica degli infortuni sportivi essere fonda(SPORT - 1000 giocatori all'anno) in mentale per la percentuale (%): sicurezza.” 0,31 Ci sono quindi i Paintball modi giusti e i Tiro d'arco 0,66 margini affinché questo sport Golf 1,13 possa crescere Pesca 1,37 al riparo da scetticismo e Pallamano 2,42 diffidenza e Pallavolo naturalmente 4,43 auguriamo a 7,13 tutti gli appas- Ginnastica sionati presenti Ciclismo 11,30 e futuri che questo avvenga Boxe 11,3 e che sempre Hockey sul giaccio più persone 12,46 possano prova22,04 re l'esperienza Pallacanestro divertente ed Rugby 23,14 adrenalinica che il paintball rega- Calcio 27,50 la, in completa Baseball 27,67 sicurezza. (I dati sono stati forniti da "National Safety Council" e sono ripresi da www.Paintballforum.it)

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Un’azione in squadra in campo aperto...

Per favorire la regolarità del paintball in Italia, rispetto ai marcatori, é opportuno quindi ricordare che le armi ad aria o a gas compressi, sia lunghe che corte, i cui proiettili siano dotati di un’energia cinetica misurata all’origine non superiore a 7,5 joule sono definite "armi con modesta capacità offensiva" non assimilate alle comuni armi da sparo. Esse possono utilizzare esclusivamente il funzionamento semiautomatico o a ripetizione semplice ordinaria: non si applicano loro perciò tutte le norme penali in cui si parla di arma comune da sparo.


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La vita di un cane è una vita da cani? Non è solo un animale domestico: la sua intelligenza, il suo sostegno e la sua guida lo rendono il compagno ideale. Credo sia già capitato almeno una volta nella vita di ognuno di noi riferendosi al proprio cane, a quello di un amico o a quello di un conoscente, di esclamare “Gli manca solo la parola”.

Giusy Quagliuolo

Se invece fosse il cane a potersi esprimere sui contenuti della comunicazione umana, cosa direbbe?

Responsabile Ufficio Stampa CSEN Milano

Abbiamo mai riflettuto ad una comunicazione che si veicola in senso opposto? Quanti di noi sanno che quando comunichiamo con un cane le nostre parole non “volano al vento”, ma si traducono in input per il nostro interlocutore.?

Prendersi cura di un cane significa assumersi tutte le responsabilità che derivano dall’assistere un essere umano.

Un recente esperimento su quante parole può capire un cane ha elevato da quota 200 a quota 1022 la capacità di comprensione del linguaggio umano dei cani. La scelta di un animale domestico resta un’eredità di tradizioni, ma ci siamo mai posti la domanda sul perché si adotta un cane e non un altro animale?

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Secondo alcuni studiosi, si ritiene che il primo animale domestico “adottato” sia stato il cane, 100 mila anni fa. La teoria più comune parla invece di 14 mila anni fa. Prendersi cura di un cane significa assumersi tutte le responsabilità che derivano dall’assistere un essere vivente. Impegni, necessità, cure e adempimenti sono alla base della tutela della vita di tutti quegli esseri viventi, che per via della propria condizione, accettano o si trovano costretti ad entrare in contatto con l’uomo. Da quando tale contatto si stabilisce subentra una con-

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suetudine relazionale di dipendenza vicendevole, che talvolta abusa dei ruoli con l’intenzione di reprimerne e controllarne nel peggiore dei casi gli istinti più naturali. Farsi carico di un nuovo componente della famiglia implica grandi responsabilità e anche un cane ha tutti i diritti di essere messo a conoscenza delle regole condivise nel mondo in cui si è deciso di inserirlo. CSEN ha deciso di rendersi protagonista per la tutela dei cani, anzi ha pensato bene di aiutare a garantire una qualità di vita migliore a chi decide di diventare un Proprietario Cinofilo Responsabile in nome della propria scelta. Il giorno Venerdì 7 Dicembre 2012 presso il Centro "cinofilia" in Via del Volontariato a Rozzano (MI) si è svolto il primo corso della macroarea Nord Italia per l'assegnazione della qualifica di Valutatore Nazionale PCR, come da norma transitoria riportata nella guida del valutatore PCR. Il PCR (Prorietario Cinofilo Responsabile) è stato creato per un duplice scopo: il primo è di certificare tutti quei proprietari che hanno dimostrato di essere respon-

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sabili del benessere dei propri animali ed educati nei riguardi della collettività. Il secondo è quello di dimostrare che anche i cani conoscono le buone maniere, grazie all’educazione di base e alla socializzazione che i proprietari hanno fornito loro. Sia il programma che l'esame PCR sono compatibili, per la parte che riguarda l'educazione del cane e proprietario, con il "Patentino" ministeriale (Ministero della Salute) che molti comuni organizzano a vantaggio della popolazione cinofila, con l'obiettivo di responsabilizzare i proprietari dei cani ad una condotta consapevole e rispettosa del loro cane in città. Pertanto con questo progetto i Centri Cinofili affiliati al CSEN dispongono di un ulteriore strumento per dialogare con le istituzioni locali, al fine di proporre programmi educativi dei proprietari e loro cani in linea con le direttive del Ministero della Salute. Il PCR è un programma che promuove l'educazione responsabile e che avrà l'effetto di aumentare l'afflusso di proprietari di cani presso i centri cinofili del CSEN, grazie alla divulgazione, anche televisiva, che il CSEN ha già operato e continuerà ad effettuare.


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ELENCO DEGLI EVENTI DELLA MACRO AREA NORD ITALIA COMUNICATI DAGLI ORGANIZZATORI IN ORDINE DI DATA Eventi occorsi: 15-dic-12 22-dic-12 23-dic-12 23-dic-12 23-gen-13 02-feb-13

Mentana (RM) Gara di Rally Obedience rallyo.thatlldog@gmail.com Illasi (VR) Ultima gara di Agility di selezione WAO del triveneto www.powerdogverona.it Sanremo (IM) Gara di Agility selezione WAO http://www.cleoagilityteam.com/ Soliera (MO) Gara di Agility selezione WAO iscrizioni@agilitydogreggiana.it Caronno Pertusella Gara di Rally Obedience papi106@hotmail.com Rho (MI) Inizio Corso per Educatori Cinofili CSEN www.ilmiocane.net

Eventi programmati: 25-feb-13 Milano Inizio Corso per Educatori Cinofili CSEN www.pet -cinofilia.it 19-mar-13 Ferrara, Ro, Gara di rally Obedience IL GRANDE FIUME - patriziaaguiari@yahoo.it 21-apr-13 Ferrara, Ro, Gara di rally Obedience IL GRANDE FIUME - patriziaaguiari@yahoo.it 12-mag-13 Ferrara, Ro, Gara di rally Obedience IL GRANDE FIUME - patriziaaguiari@yahoo.it 13-ott-13 Gorizia, Associazione CINOFILIAMO - cinofiliamo@hotmail.it - Emanuela Visentini PER GLI EVENTI SU TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO VISITA IL SITO NAZIONALE www.csencinofilia.it

CAMPIONATO ITALIANO CSEN DI DOGDANCE Il responsabile nazionale della disciplina DOGDANCE Paola Costantino comunica che è stato istituito il Campionato Italiano CSEN di Dogdance. Il regolamento e gli eventi validi per il campionato sono gli stessi del Trofeo Dogdance Italia, che prenderà il nome di Trofeo Dogdance Italia - Campionato Italiano CSEN – Le informazioni sono disponibili sul sito www.dogdance.it Il Primo Campione Italiano di Dogdance CSEN (anno sportivo 2011/2012) sarà proclamato in occasione della Gara Internazionale di Dogdance in programma ad Aprile 2013 (data da definire) ad Ossona (MI).

”Il cane è un gentiluomo. Spero di andare nel suo paradiso, non in quello degli uomini.” Abbiamo pensato di citare alcuni aforismi sul cane che possono invitare ad una riflessione sul suo valore per l’uomo, così come recitati da grandi persone della cultura mondiale. ______________________ L’amore per un cane dona grande forza all’uomo. (Seneca) Il cane è la virtù che, non potendo farsi uomo, s'è fatta bestia. (Victor Hugo) Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato. (Schopenhauer) Se raccogliete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà. Ecco la differenza tra l'uomo ed il cane.

(Mark Twain) La scelta del padrone da parte di un buon cane è un fenomeno magnifico e misterioso. Con rapidità sorprendente, spesso in pochissimi giorni, si stabilisce un legame che è di gran lunga più saldo di tutti… La fedeltà di un cane è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell'amicizia con una creatura umana. (Konrad Lorenz) Un cane è la sola cosa su questa terra che vi ami più di quanto non ami se stesso. (Lindsay) Il Cane è l’unico essere al mondo che ama voi più che se stesso

(Josh Billings) Dicono che gli animali non hanno un'anima... bè, io non ci credo. Se avere un'anima significa essere in grado di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani. (J. Herriot) I cani non mentono su ciò che provano, perché non possono mentire sulle emozioni. Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essere felice… (J. Masson) Il cane è quel che c'è di meglio nell'uomo. (Buffon) Non si cura di chiedersi se abbiate torto o ragione; non gli interessa se abbiate

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fortuna o no, se siete ricco o povero, istruito o ignorante, santo o peccatore. Siete il suo compagno e ciò gli basta. Egli sarà accanto a voi per confortarvi, proteggervi e dare, se occorre, per voi, la sua vita. Egli vi sarà fedele nella fortuna come nella miseria. E' il cane! (J.K. Jerome) Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione. (Daniel Pennac) In principio Dio creò l'uomo. Poi vedendolo così debole, gli donò il cane. (A. Toussenel)


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CrossFit è…. allenamento integrato! CrossFit richiede responsabilità, buon senso e un lavoro assiduo per educare se stessi utilizzando tutti gli strumenti disponibili nella comunità.

Giusy Quagliuolo Responsabile Ufficio Stampa CSEN Milano

CrossFit training in Beaufort, US, per il Memorial WOD del 9/11.

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CrossFit è un regime di fitness sviluppato da Greg Glassman diversi decenni fa, la prima persona nella storia a definire il fitness in modo logico, misurabile (aumentare la capacità di esprimere un lavoro fisico in un tempo ampio e con diverse modalità). È definito come l’ottimizzazione del fitness (movimenti funzionali costantemente vari eseguiti ad intensità relativamente elevata) ed è anche la comunità che sorge spontaneamente quando le persone svolgono questi allenamenti insieme. L'aspetto “comunitario” è una delle componenti chiave della sua efficia, e ciò che lo rende interessante per CSEN. Essere in forma fisicamente ed essere competente per gestire tutte le sfide della vita non è cosa da poco. Mentre si lavora per diventare più forte e una persona più sana, è necessario conoscere: - Movimento - Muoversi in modo sicuro ed efficace. - Fitness - Essere in forma. La sua definizione, le teorie di supporto, e come fare per raggiungere tutto questo nella vita reale. - Nutrizione - Mangiare carne e verdura, noci e semi, un po 'di frutta, poco amido, e niente zucchero. - Mantenere l'assunzione a livelli tali da supportare l'esercizio fisico, ma non il grasso corporeo. L'istruzione è una parte im-

portante di CrossFit. Quando si comincia, non si è tenuti ad avere le conoscenze necessarie. CrossFit inizia con una fede nel fitness. Il suo scopo è creare un modo di praticare il fitness quanto più ampio, generale e inclusivo possibile. Si è cercato di costruire un programma che preparasse al meglio gli allievi per ogni evenienza fisica - non solo per l'ignoto, ma anche per l’imprevedibile. Dopo aver esaminato tutti gli sport e le attività fisiche, gli ideatori di Crossfit si sono chiesti quali fossero le competenze e gli adattamenti fisici che universalmente si ponessero al meglio per un vantaggio prestazionale. L’intersezione delle capacità di tutte le esigenze sportive si prestano bene a tutti gli sport. In sintesi la specialità, per scelta, di CrossFit è quella di non specializzarsi.

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Oggi CrossFit svolge seminari di formazione accreditati in tutto il mondo. Pubblica diversi siti web che forniscono ampi contenuti gratuiti, compresi gli allenamenti, la formazione e il supporto per conseguire un buon stato di forma fisica, così come un Giornale on-line di crescente successo per un’istruzione approfondita. Ha una rete mondiale di oltre 5.500 palestre affiliate e più di 35.000 Trainer di 1° Livello accreditati. Inoltre ha creato lo Sport del Fitness, noto come CrossFit Games, che decreta l’uomo e la donna più in forma della Terra. Nel 2003 è partito un “nuovo” blog, per sviluppare una rivoluzione nel settore del fitness, con contenuti semplici: data, l'immagine, allenamento del giorno (WOD) e di solito qualche informazione provocatoria. Chiunque abbia una connessione a Internet e la curiosità, la volontà e il coraggio di provarlo, può cimentarsi negli allenamenti. Da questo semplice blog e una sola palestra a Santa Cruz in California, è nata una comunità immensa di appassionati di fitness che hanno imparato i movimenti, testato la teoria e accumulato una quantità enorme di dati a sostegno dell'equazione di Glassman per la Salute!


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Incontro ASD/SSD Sport da Combattimento

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I Comitati Provinciali CSEN Milano e CSEN Bergamo hanno invitato, Sabato 2 Febbraio alle ore 10.00, presso la propria sede operativa di via Giacosa 3/5 i Presidenti e Maestri delle ASD e SSD del settore Sport da Combattimento per un incontro. La presentazione dell'Ente CSEN da parte del Presidente del Comitato di Milano Paolo Zerbino e la proposta di organizzazione del settore sport da combattimento, delle attività didattico-formative connesse e di un calendario eventi sono stati i punti chiave all’ordine del giorno. All’incontro hanno presenziato insieme al Presidente Paolo Zerbino, Patrizia Sciurba "Coordinatrice Regionale Gare ed Eventi per gli Sport da Combattimento", Giovanni Maggio "Responsabile Tecnico Settore Kick Boxing CSEN Bergamo" e M° Narciso Bramini "Responsabile Tecnico Regione Lombardia Muay Thay". Gli argomenti legati ad una riorganizzazione mirata alla crescita del settore e gli interventi precisi e puntuali dei partecipanti hanno dato modo di condividere e chiarire posizioni e scelte che fino ad oggi sono state portate avanti solo attraverso le proprie singole realtà. Da questa riunione è emersa una grande e diffusa voglia di crescere insieme, attraverso la valorizzazione di tutte quelle caratteristiche di ciascun partecipante che, proprio perché così diverse, diventano se condivise una ricchezza.

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ADDIZIONALI REGIONALI E COMUNALI IRPEF SUI COMPENSI SPORTIVI: UN CAPITOLO RIAPERTO Una risoluzione ministeriale rende ancor più complicata la gestione e la comprensione delle addizionali Irpef regionali ed introduce quelle comunali. Chiarimenti che complicano…... Un altro capitolo tutto all’italiana è quello delle addizionali regionali e comunali all’IRPEF sui compensi sportivi.

Donato Foresta

Questo a causa dell’intrigo di norme, cavilli legislativi e, soprattutto, per la mancanza di chiarezza nella scrittura delle leggi che lascia agli estemporanei interpreti il ruolo di indicare il “reale” significato di una norma scritta male.

Dottore commercialista e revisore dei conti

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Quando si

Ma veniamo al dunque.

pensava d’aver

È ben noto che sui compensi sportivi eccedenti l’importo di 7.500 euro deve applicarsi una ritenuta fiscale del 23% a titolo di IRPEF (ai sensi dell'art. 25, comma 1, della legge 13/5/99 n. 133) ed una ulteriore ritenuta fiscale del 1,23% a titolo di addizionale regionale all’IRPEF.

compreso il tema, ed esiste una prassi, arrivano i “chiarimenti” ministeriali a complicare il

Ma finora la maggioranza della dottrina aveva sostenuto che oltre la soglia di 7.500 euro

tutto.

occorresse anche trattenere soltanto una ritenuta per le addizionali regionali all’IRPEF nella misura fissa dello 0,9%, mentre aveva escluso l’applicazione delle addizionali comunali all’IRPEF. Ma lo scorso 11 dicembre 2012 l’Agenzia delle Entrate con una sua presa di posizione (la Risoluzione 106/E) ha stabilito che sui compensi sportivi sono dovute le addizionali regionali differenziate per singola Regione nonché le addizionali comunali, screditando ogni interpretazione precedente e, ovviamente, dimenticandosi di dettare regole operative chiare per coloro che dovranno attivarsi a recepire questo precetto. Per capire nei dettagli cosa sia successo occorre risalire al Decreto Legge 6/12/2011 n. 201, la prima manovra “Monti” del 2011. Anteriormente a tale decreto

Lavori in corso: la normativa per il settore dello sport non riesce ad avere un termine.

era pressoché unanime l’interpretazione che l'unica ritenuta da operare, oltre quella IRPEF del 23%, fosse appunto solo quella per l’addizionale regionale all’IRPEF dello 0,9% e non anche quella per l’addizionale comunale. La motivazione di tale esclusione consisteva nel fatto che per l’applicazione dell’addizionale comunale all’IRPEF occorresse attendere l’emanazione di decreti ministeriali, previsti dal comma 2 dell’art.1 del D.Lgs. 28 settembre 1998, n.360, con i quali si sarebbe dovuta stabilire l’aliquota per la suddetta addizionale comunale, o, più precisamente, per la compartecipazione dell'addizionale comunale. Sempre in dottrina si sosteneva inoltre che la ritenuta dell’addizionale regionale doveva intendersi unica per tutto il territorio nazionale e pari allo 0,9%, corrispondente all'aliquota di compartecipazione stabilita dall'art. 50 del D.Lgs. 15/12/1997 n. 446 e ciò a prescindere dalle eventuali diverse aliquote stabilite dalle singole Regioni. Dopo l’entrata in vigore del “Decreto Monti” e l’introduzione di due diversi concetti per

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le addizionali e cioè il concetto di “aliquota di base” distinto dal concetto di “aliquota di compartecipazione”, sono sorti i primi dubbi circa l’aliquota di addizionale regionale da applicare ai compensi sportivi e cioè se fosse quella di “compartecipazione” (che il “Decreto Monti” incrementava dallo 0,9% al 1,23%) o quella di “base” (che avrebbe potuto confermarsi allo 0,9%). Nella Risoluzione ministeriale citata (la 106/E del dicembre scorso) l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad una istanza di chiarimenti proposta da una Associazione sportiva dilettantistica, richiama una posizione del Ministero dell'Economia e Finanze, Dipartimento delle Finanze, Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, che in relazione all’art. 25 della legge 133/99 (quella relativa alle imposte sui compensi sportivi) sostiene che tale normativa "... se individua in maniera puntuale l'aliquota da applicare ai fini IRPEF (e cioè la prima aliquota IRPEF oggi pari al 23%), diversamente, opera un generico rinvio alle addizionali, la cui misura dovrebbe corrispondere a quella concretamente determinata dall'ente titolare del tributo e alle cui misure si deve far rinvio per l'applicazione del tributo regionale. Ne consegue, pertanto, che le società e gli enti eroganti compensi relativi allo svolgimento di attività sportive dilettantistiche in sede di effettuazione della ritenuta a titolo di addizionale regionale di compartecipazione, dovranno individuare l'aliquota deliberata dalla regione nella quale il beneficiario dell'emolumento ha il domicilio fiscale". Il dubbio terminologico fra aliquota "di compartecipazione" e aliquota "di base" viene quindi superato "a monte", sostenendo che con "addizionale di compartecipazione" la norma abbia inteso riferirsi non a una specifica componente dell'addizionale regionale (appunto, la quota "di compartecipazione") ma all'addizionale regio-

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nale tout court, nelle varie aliquote stabilite dalle singole Regioni. Ma, poiché il suddetto parere richiama le misure che le singole Regioni potranno adottare in materia, per tali addizionali regionali si dovrà anche tener conto di eventuali specifiche esenzioni o detrazioni, ove previste. Ciò obbligherà ovviamente gli operatori ad uno sforzo per una corretta applicazione di tale addizionale regionale stante l’indubbia complicazione derivante non solo da una molteplicità di aliquote a seconda della Regione di domicilio fiscale del proprio collaboratore, ma anche dalla diversa posizione fiscale di ciascun collaboratore in funzione, ad esempio, dei propri carichi di famiglia per l’applicazione delle eventuali detrazioni spettanti. Insomma un vero inferno impossibile da risolvere se non rivolgendosi agli esperti fiscali o del lavoro. Per quanto riguarda invece le addizionali comunali la Risoluzione in modo assolutamente categorico sostiene che "Contrariamente a quanto sostenuto dalla società interpellante, il medesimo dicastero, in relazione all'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, precisa che «... la mancata emanazione dei decreti interministeriali, previsti dal comma 2 dell'articolo 1, del D. Lgs. 28/9/98 n. 360, con i quali si sarebbe dovuta stabilire l'aliquota di compartecipazione dell'addizionale comunale all'IRPEF, non impedisce in alcun modo l'applicazione del tributo in questione. Il successivo comma 3 dell'articolo 1, del D. Lgs. 28/9/98 n. 360, infatti, dispone che “I comuni possono disporre la variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale di cui al comma 2 ... La deliberazione può essere adottata dai comuni an-

che in mancanza dei decreti di cui al comma 2»". Pertanto si deve arguire che secondo l’Agenzia delle Entrate sulla quota eccedente 7.500 euro debba essere operata anche la ritenuta per addizionale comunale, con le aliquote deliberate dai comuni di domicilio fiscale dei percettori e applicando le eventuali esenzioni, detrazioni e/o differenziazioni.

Nella Risoluzione ministeriale 106/E del dicembre

Anche per tale addizionale comunale infatti, continua la stessa Risoluzione, “gli enti locali (comuni) possono introdurre una soglia di esenzione, stabilita unicamente in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali”.

scorso

Peraltro tale addizionale opererebbe non con un’aliquota unica ma con aliquote differenziate a seconda degli scaglioni di reddito previsti a livello statale per l’IRPEF.

la posizione

Quindi in sostanza aliquote diverse a seconda della fascia di reddito, differenziate per singolo comune di domicilio fiscale del collaboratore con l’applicazione anche di esenzioni e detrazioni secondo quanto previsto dai singoli comuni. Alla luce di quanto precede ne deriva che sicuramente dal corrente anno è d’obbligo per le Associazioni sportive adeguarsi a tale interpretazione, salvo che non si voglia assumere una posizione intransigente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate da sostenere in caso di contenzioso.

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l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad una ASD, segnala

del Ministero dell'Economia e Finanze.

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Per informazioni: info@sportservizinoprofit.it Tel. +39 02 39561256 Fax +39 02 39561526

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Addizionali regionali e comunali Irpef per i redditi degli sportivi (continua) - Prosegue da pag. 21 Ma pur volendosi adeguare a tale orientamento, la difficoltà operativa resta elevata e l’unico modo per uscirne è quello di applicare le aliquote delle addizionali regionali e comunali per scaglioni di reddito, lasciando da parte la complessità di calcoli per detrazioni e/o esenzioni che richiederebbero l’intervento di professionisti fiscali o del lavoro più onerosi della maggiorazione di imposte da corrispondere all’Erario. Si tenga conto infatti anche che per i compensi “sportivi” non è possibile operare come nel caso dei compensi ai dipendenti. Infatti nel caso dei lavoratori dipendenti i calcoli delle addizionali regionali e comunali subiscono un conteggio definitivo a fine anno in funzione dei dati reddituali complessivi che il datore di lavoro ha del proprio dipendente e del suo stato di carichi di famiglia, mediante l’azione di conguaglio fiscale che, di solito, avviene in sede di cedolino paga del mese di dicembre. Ma nel caso dei compensi agli sportivi questo conguaglio non è sempre realizzabile e ciò in quanto solitamente l'Associazione sporti-

va, datrice di lavoro, non sa quanto sarà il totale dei compensi che il collaboratore sportivo riceverà nell'anno solare sia perchè potrebbe non essere la sola a corrisponderli, sia perchè i contratti sono di norma per anno sportivo e quindi a cavallo di due anni solari. La sussistenza La giungla che deriva dai nuovi chiarimenti non sarà di facile soluzione…. poi di una pluralità di rapporti di collaborazione complica ulteriormente il modo “improprio”. calcolo delle addizionali che, come Meglio quindi attendere una evensi diceva, devono tener conto del tuale verifica e difendersi sostereddito complessivo annuo del nendo le tesi della dottrina autopercipiente. revole anche in considerazione Ancora più complessa sarebbe poi degli importi nel complesso assai Anno sportivo non la gestione del passato, laddove in modesti di tali differenze. coincidente con funzione di una dottrina autorevoCome sempre non resta che la le, la gran parte delle Associazioni l’anno solare e la speranza di un intervento sportive si è limitata solo risolutore del legislatore che pluralità di all’applicazione dell’addizionale con una nuova norma possa regionale e pur in base all’aliquota rapporti, sono stabilire una semplificazione unica dello 0,9% o del 1,23% dal per venire incontro alle esidicembre 2011. tutti elementi non genze di operatori desiderosi di Per queste situazioni sanare il adempiere ai propri obblighi ma considerati dal passato sarebbe davvero impossisenza, per questo, dover sostenebile considerando il fatto di dover re oneri elevati o, peggio, rischi di Ministero... pagare le maggiorazioni di “tasca” errori e contenziosi con l’Erario propria risultando vieppiù improstesso prima e con i propri collaponibile un’azione di recupero dai boratori poi. propri collaboratori remunerati in

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Di Donato Foresta

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La micosi cutanea, un fastidioso nemico degli atleti Dopo aver valutato le condizioni ambientali, gli impianti e la pulizia, può comunque capitare di contrarre una infezione. Parliamo di Micosi. Dopo l’articolo sulle condizioni ambientali, lo stato di salute degli impianti e la loro pulizia e salubrità, iniziamo ora ad affrontare il tema delle possibili conseguenze della frequentazione di strutture insalubri o di poca cura personale, iniziando con la micosi, patogenia alquanto comune e, purtroppo diffusa. Per farlo ci siamo rivolti ad uno specialista, il dermatologo Dott. Fracasso Luigi, che ci ha fornito alcuni chiarimenti ed informazioni utili a tutti. Dott. Fracasso Luigi

sulla nostra pelle. Per quanto queste infezioni siano più comuni in coloro Dermatologo Via Delle Rose 6b che praticano sport, esse 20090 possono interessare anche Pieve Emanuele altre categorie di persone. In particolare possono essere dovute a: ipersudorazione, mancato rispetto di semplici norme igieniche in Le condizioni luoghi molto frequentati (ad esempio girare a piedi generali di questi scalzi in camere d'albergo, ambienti, dalla negli spogliatoi delle palestre o nelle piscine), utilizsicurezza zo di determinati indumenLe infezioni da funghi posti (ad esempio in materiale all'igiene sono sono colpire tutti, senza sintetico) o calzature distinzione di sesso ed età. importanti anche (scarpe poco traspiranti), La loro crescita è favorita stato di salute dell'individa temperature elevate per prevenzione duo, presenza di piccoli (25-35°C), umidità e pH tagli cutanei che possono sanitaria. neutro, condizioni che talfavorire la penetrazione e volta si ritrovano proprio la moltiplicazione di questi La pityriasis versicolor colpisce soprattutto gli sportivi. La parte alta del tronco dell’atleta si ricopre di macchioline simili a lentiggini, di color microscopici caffelatte nella forme più frequenti, ma può assumere anche altri aspetti parassiti. I princlinici (forme acromiche, eritematose). cipali funghi responsabili delle micosi cutanee si possono suddividere in 2 categorie: i dermatofiti (responsabile della tinea) e i lieviti (come quelli che causano la candidosi e la pityriasis versicolor). CSEN

Il termine micosi indica la condizione in cui dei funghi patogeni superano la resistenza delle barriere del corpo umano o degli animali provocando infezioni. La parola deriva dal greco "mikòs" (fungo). Le micosi cutanee sono vere e proprie infezioni causate da organismi di dimensioni microscopiche che si trasmettono con grande facilità: i funghi, detti anche miceti.

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Le micosi cutanee non vanno sottovalutate ed è opportuno ricorrere ad un trattamento tempestivo. Qualunque attività sportiva provoca la produzione di calore e sudore, anche in aree normalmente asciutte. Il sudore, macerando la pelle, provoca un aumento del pH (normalmente acido) che favorisce ulteriormente la crescita dei miceti. Inoltre anche il caldo, l'umidità e l'elevato flusso di persone che entrano ed escono da palestre e piscine rendono gli spogliatoi e le docce luoghi ideali per la loro sopravvivenza e proliferazione. I funghi si annidano in particolare sui materiali organici, come ad esempio il legno, di cui sono fatti gli attrezzi, gli stuoini, le panche etc. Le micosi più comuni, soprattutto per gli sportivi sono: il piede d'atleta; la candidosi; la pityriasis versicolor. Il piede d'atleta, o Tinea pedis, è un'infezione che colpisce prevalentemente chi indossa molto spesso scarpe con la suola di gomma, che non lasciano traspirare sufficientemente il piede. Sono particolarmente soggetti a questo problema: calciatori, corridori,


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nuotatori (perché camminando scalzi possono venire a contatto direttamente con superfici infette); infine risultano esposti anche coloro che sul lavoro, per ragioni di sicurezza, indossano scarpe robuste e poco traspiranti, ad esempio operatori delle forze dell'ordine, agricoltori, muratori etc... Il piede d'atleta può essere causato da diversi agenti: i dermatofiti sono responsabili delle forme più lievi, mentre nelle forme più gravi possono essere presenti la candida e sovrainfezioni batteriche. La candidosi è un'infezione dovuta alla Candida, un fungo che fa parte della normale microflora cutanea e che diviene patogeno, cioè causa di malattia, solo quando si rompe l'equilibrio tra l'aggressività del fungo e i meccanismi di difesa del nostro organismo. La Candida colpisce, infatti, le aree danneggiate dall'umidità come le pieghe delle ascelle, dell'inguine e delle mammelle, dove la pelle rimane spesso umida soprattutto durante l'attività sportiva e permanentemente

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al buio. La pelle diviene rossa e punteggiata da minuscole pustole periferiche, e poi comincia a desquamare in piccoli lembi. La candidosi è abbastanza fastidiosa e diventa dolorosa quando causa la formazione di ragadi, cioè di piccole ferite lineari della pelle.

re di diverso colore: caffèllatte, giallo-brune, rosa o non pigmentate. Caratteristica è la comparsa di macchie più chiare dopo l'esposizione al sole. Spesso le chiazze confluiscono tra loro a dare alla pelle un aspetto a "carta geografica". Il prurito è raro e compare solo quando si è accaldati.

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Attenzione al ristagno d’acqua. Micosi cutanee e verruche sempre in

La pityriasis versicolor è una agguato. I farmaci antimicotici sono usadelle micosi più comuni tra gli ti per curare le micosi. Secondo sportivi (e non). è dovuta al Pityrosporum ovale, un norma- la natura dell'infezione, un le componente della microflora agente topico o sistemico può cutanea, presente nel 90-100% venire impiegato. degli adulti. È dovuta al Pityrosporum ovale, Per la Candidosi, i sintomi sono intenso eritema, fissurazioni simili a ragadi, erosioni, un componenprurito, bruciore vivo e dolore. te della microflora cutanea, presente nella maggioranza degli adulti. Si localizza per lo più al collo, agli arti superiori e alla parte superiore del tronco, dove forma chiazze rotondeggianti che possono esse-

La sicurezza in palestra? Un obbligo normato per Legge... b) tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08 integrato e corretto dal D.Lgs. 106/09 del 03/08/09 costituenti un vero Testo Unico di prevenzione dei rischi a tutela della salute in azienda). La prima applicazione normativa è di competenza del “proprietario” dell’impianto sportivo che deve garantire al “gestore” dello stesso la sussistenza e rintracciabilità di tutta la documentazione relativa alla conformità legislativa della struttura e dei relativi impianti (es. agibilità, conformità impianti, messa a terra, ecc.). La seconda applicazione

(D.Lgs. 81/08) è di competenza del “gestore” dell’impianto che deve garantire il rispetto della salute nei luoghi di lavoro. Argomenti che approfondiremo presto! Una palestra non deve essere una piscina!

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Le norme di sicurezza in una palestra, non si discostano molto da quelle di un’azienda privata. Recentemente alcune interpretazioni da parte dell’Azienda Sanitaria, hanno confermato l’applicabilità del D.Lgs 81/08 e succ. mod, per “tutti i settori di attività … e tutte le tipologie di rischio”. Le norme obbligatorie che si applicano sulla sicurezza nei luoghi in cui si praticano le attività sportive sono essenzialmente due: a) norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi;


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Sponsorizzazioni, la ricerca di partner non può essere affidata al caso…. Perché la sponsorizzazione risulti efficace per le aziende e per le associazioni sportive, federazioni, enti che vengono sponsorizzati è necessario possedere padronanza degli strumenti del marketing e un approccio di mercato al fenomeno sportivo nella sua globalità. Marco Masini Responsabile Marketing e Comunicazione CSEN Milano

Le sponsorizzazioni nascono con il La mitica Olimpia Milano, sponsorizzata Borletti, primo esempio italiano

ciclismo.

Il valore sociale dello sport e i sentimenti di identificazione che esso è capace di sollevare, hanno da sempre, connotano fortemente il marchio delle imprese che hanno deciso di associare a tali valenze il proprio nome. La sponsorizzazione, per risultare uno strumento di comunicazione valido, sotto il profilo dell’impresa, necessita del sostegno dei media. Lo sport si configura come potente veicolo di promozione nel momento in cui i media che agevolano la promozione e la trasmissione sportiva creano un’audience indiretta, formata da tutti coloro che seguono la gara o la sua cronaca, pur non essendo sempre fisicamente nel luogo in cui essa si realizza, e quindi non essendo spettatori diretti. In questo modo le aziende che deci-

Il calcio aveva meno rilevanza sociale….

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dono di investire nella sponsorizzazione quale forma di comunicazione vedono un ritorno in termini di visibilità decisamente notevole. Questa trasformazione radicale del modo di intendere lo sport ho portato ad un evoluzione anche delle società sportive. Una significativa definizione, data da Umberto Eco, riassume efficacemente come lo sport sia stato trasformato da evento a sé stante a canale per veicolare in modo mediatico gli interessi industriali: “Nelle riprese calcistiche appariva un pallone marrone, spesso invisibile, perché quello era il pallone vero con cui giocavano i calciatori. E’ solo dopo che il pallone è diventato a scacchi bianchi e neri, e gli stadi si sono trasformati in muraglie di pubblicità. A quel punto i ruoli hanno cominciato ad

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invertirsi. La tv non è più andata a riprendere un gioco che esisteva per conto proprio, era il gioco ad essere messo in scena per permettere alla televisione di mostrarlo”. Mai come negli ultimi decenni l’interesse delle aziende verso lo sport come veicolo di comunicazione è stato tanto alto. La sponsorizzazione sportiva è uno strumento di comunicazione che si avvicina alla pubblicità e alle pubbliche relazioni, ma solamente in parte. Lo sport non deve essere considerato solamente uno strumento nelle mani di questi potenti attori, ma soprattutto un tesoro ricco di valori propri che inevitabilmente avvolgono chi decide di unirsi alla sua immagine. È proprio questa opportunità, uno dei vettori chiave, che spingono le aziende verso la sponsorizzazione; caricando il proprio marchio di valori positivi dati dall’immagine che lo sport in questione riversa all’esterno. Perché la sponsorizzazione risulti efficace non solo per le aziende ma anche per le associazioni sportive, federazioni, enti che vengono sponsorizzati è necessario possedere una notevole padronanza degli strumenti del marketing e un approccio di mercato al feno-


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cate sia da piccole e medie altruistici, non avrebbe alcun meno sportivo nella sua globaimprese che dai grandi marchi, motivo di rendere pubblica la lità. essa si riversa sullo sport diletpropria azione, ma i nomi di La sponsorizzazione si può tantistico come sul professioquelli che sono giunti a noi, definire come uno strumento nismo, ma anche su attività fanno pensare che questi sogdi comunicazione aziendale culturali, sociali e no profit. getti devono necessariamente con cui l’impresa decide di aver tenuto conto del ritorno Spesso, però, la scelta, sopratassociare il proprio nome ad di immagine di tale gesto, così, tutto nelle piccole realtà, non un determinato soggetto viene operata sulla base di dati il paragone con gli attuali (organizzazione, individuo, sponsor non risulta per niente ente o gruppo) tramite un sup- razionali, ma più che altro è forzato. porto finanziario e/o in natura, spinta dalla passione dell’imprenditore, da motivi di Curioso, a tal proposito, è staal fine di permettere lo svolgivisibilità personale, quindi, da to il ritrovamento di un documento delle loro attività e al fattori occasionali ed emotivi, mento, a Pompei, che riporta tempo stesso ottenere un besenza dimenticare che la spon- come il mecenate Aulo Vettio neficio, un “effetto di ritorno”, sorizzazione spesso è vista decise di “scendere in campo sulla propria immagine aziencome un mero investimento nella politica” ricercando condale. detraibile. sensi tra i tifosi della squadra Il termine sponsor, pur tanto da lui sponsorizzata. Con queLa spiegazione di questa attitudiffuso nella società contemdine è da ricercare, ancora una sto intento dichiara di essere poranea, trae origine dal vocadegno di stima per il piacere bolo latino spondeo che signifi- volta, nelle origini del fenomeche offre al popolo con la sua no, quando la prime forme di ca assumere l’obbligo, dare “squadra di palla”molto una garanzia, assicurare rinomata sul territorio. Egli l’aiuto. Come il termine, così utilizzò, quindi nella prola sponsorizzazione affonda pria propaganda elettorale le sue radici nell’antica Role insegne e i colori della ma, quando cittadini insquadra. fluenti organizzavano i gioSeguendo questo ragionachi dei gladiatori per guadamento ritorniamo alle mognare la stima e il favore dei derne sponsorizzazioni non romani. Nel diritto romano, più donazioni volontarie, quindi, lo sponsor era visto ma regolarizzate da concome colui che prometteva tratti con cui lo sponsor per un altro; nel caso dei acquisisce degli obblighi giochi romani era come se verso lo sponsee, la società esso si facesse garante dello sponsorizzata. spettacolo sportivo. Attualmente, gli esperti del Nell’accezione attuale, però, settore, concordano nel il termine è il risultato ritenere la sponsorizzaziodell’uso che ne viene fatto ne una più che valida fornel sistema anglosassone, ma di comunicazione; tanto secondo cui lo sponsor, dap- Cesare Rubini, monumento del basket italiano, prima padrino, è ritenuto il contrasta un giocatore della Storm Varese (1955) che la sua capillare diffusione porta a ipotizzare che in testimone, il patrocinatore sponsorizzazione erano attività breve essa diverrà il più comudi un’iniziativa e in un secondo passate alla storia sotto il terne mezzo di comunicazione momento il finanziatore, fino mine di “mecenatismo”; cioè, aziendale. ad arrivare all’individuazione elargizioni di fondi da parte di dello sponsor come il sovvenA differenza delle altre forme facoltosi individui al fine di zionatore, il fornitore ufficiale di comunicazione, la sponsopermettere ad artisti di coltidi un soggetto o di un gruppo rizzazione ha come funzione (ad es. la famiglia reale) dal cui vare le proprie doti naturali quella di far conoscere, accresenza le preoccupazioni coaccostamento traeva fama scere, potenziare o rivitalizzare stanti di un lavoratore qualsiapersonale. l’immagine dello sponsor ed è si. priva di quel contenuto conoIn Italia, una delle prime forDa tale definizione sembrereb- scitivo sull’oggetto sponsor me di sponsorizzazione, nella be che lo scopo del supporto che ritroviamo, per esempio, moderna accezione, è rinvenifinanziario fornito non fosse la nella pubblicità. bile proprio nel mondo sportiricerca di una controprestaziovo, quando, nei primi anni Nel prossimo numero approne (che ritroviamo nelle odierquaranta, la Borletti associò il fondiremo le metodiche. ne sponsorizzazioni), ma la proprio nome a quello pura promozione dell’arte in dell’Olimpia Basket Milano. sé. In realtà il mecenate, spinAd oggi, la sponsorizzazione to esclusivamente da motivi sportiva è una delle più pratiNORMATIVA

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Dall’imprenditore mecenate alla vera e propria Brand Promotion, una evoluzione a braccetto...

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CSEN in convenzione con DoctorShop per la prevenzione attiva Un importante accordo realizzato da CSEN Milano per tutti i suoi affiliati permetteràil rispetto del nuovo Decreto Sanità a partire da marzo 2013 Marco Masini

assoluta qualità adeguate a soddisfare i requisiti del DL.

Responsabile Marketing e Comunicazione

Si tratta di una proposta commerciale di assoluto valore, che prevede la possibilità di acquistare a prezzi e condizioni ineccepibili, tre tipologie di DAE, da quello entry level, a quello semi-professionale con la possibilità di realizzare un ECG.

Una convenzione che soddisfa il DL Sanità ed ogni “esigenza A seguito di un importante accordo, CSEN Milano offre a tutti gli affiliati l’opportunità di fornirsi a condizioni convenzionate di tutto ciò che occorre per completare l’approvvigionamento di attrezzature e complementi a carattere paramedico per soddisfare ogni esigenza.

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para-medica”.

In particolare, a seguito del DL Sanità dello scorso anno (per il quale siamo in attesa dei decreti attuativi), è in grado di proporre a tutti i suoi affiliati l’opportunità di dotarsi del DAE, il defibrillatore semiautomatico imposto come obbligatorio dal Decreto Sanità, decreto legge 158/2012 («Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese median-

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te un più alto livello di tutela della salute»), art. 7 comma 11. CSEN Milano, nella solco della sua migliore tradizione, ha selezionato un partner di primaria importanza, e con lui ha selezionato le apparecchiature più idonee e di

L’offerta, in realtà, è un bundle che comprende, oltre al defibrillatore ed ai suoi accessori di base, anche il mobiletto di contenimento, al fine di fornire un pacchetto completo per ogni palestra e centro sportivo. Completa la proposta la garanzia di un’assistenza puntuale, effettuata direttamente da DoctorShop a Milano in caso di necessità.

Con il codice CSEN si accede alla convenzione riservata ai soci sul sito di Doctor Shop

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La Lombardia fa da apripista per le norme sui DAE. Rendendo obbligatorio per la ASD/SSD la necessità di personale addestrato nel suo uso, il DAE entra obbligatoriamente nel novero dei mezzi di soccorso di cui disporre. Con delibera IX/4717 del 23 gennaio scorso la Giunta della Regione Lombardia ha approvato l'"Aggiornamento delle Linee Guida regionali sull’utilizzo dei defibrillatori semi-automatici esterni (DAE) e sull’attivazione dei progetti di defibrillazione semiautomatica sul territorio (PAD)": è così la prima regione italiana a recepire quanto disposto dall'art. 7 del d.l. 13 settembre 2012, n. 158: “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute” là dove si prevedeva che i Ministri della Salute e dello sport disponessero idonee garanzie sanitarie mediante "dotazione e impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche di defibrillatori semiautomatici e di altri eventuali dispositivi salvavita". Il punto di immediato interesse per le associazioni e le società sportive dilettantistiche è

inserito nella Sezione 2. Destinatari per l'uso del DAE: dopo la premessa che "Per una funzionale ed efficace diffusione dei DAE e delle manovre di RCP, è opportuno che, in ordine di priorità, i soggetti sotto elencati siano addestrati alle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e abilitati all'uso dei defibrillatori semiautomatici", al punto 2.3 si legge infatti: 2.3 - Personale operante nel contesto di Società Sportive, sia professionistiche che dilettantistiche (dirigenti, allenatori, accompagnatori sportivi, istruttori di discipline sportive, ecc) In accordo con quanto previsto dal DL 158 (13 settembre 2012), si rende obbligatorio per Regione Lombardia che ogni Società Sportiva, sia professionistica che dilettantistica, disponga di un numero sufficiente di affiliati addestrati alle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e

abilitati all'utilizzo dei DAE tali da consentire la presenza in ogni attività sportiva di almeno una persona addestrata ed abilitata all’uso del DAE. Al Punto 3 la delibera elenca altresì i luoghi in cui è raccomandata la collocazione di defibrillatori, tra questi, alla lettera c) si indica come "obbligatoria la presenza di un DAE presso Società Sportive sia professionistiche che dilettantistiche e all’interno di impianti sportivi, secondo quanto previsto dal Decreto Legge Sanità n. 158 (13 settembre 2012) nonché durante lo svolgimento delle attività sportive". Ulteriore punto che merita attenzione è la presenza "obbligatoria di un DAE operativo sui mezzi di soccorso che prestano assistenza a manifestazioni sportive o eventi organizzati per i quali è prevista dalla normativa vigente o da regolamenti specifici un’assistenza sanitaria".

La Regione Lombardia, per prima, si dota di una normativa specifica sui DAE.

Corso Emergency First Response Come già preannunciato, il prossimo 24 febbraio parte il primo corso CSEN CPR e DAE. L'Emergency First Response Primary Care (CPR) insegna, ai partecipanti, come rispondere a quelle emergenze che mettono a rischio la vita. Il corso si concentra sulle cure primarie attraverso una combinazione di sviluppo delle conoscenze teoriche, sviluppo delle abilità e realistici scenari

per la pratica, in modo da accertare che i partecipanti abbiano fiducia nella loro capacità di prestare cure quando fronteggiano una situazione d'emergenza. Il corso Emergency First Response Automated External Defibrillation (AED) si fonda su quanto appreso nel corso Primary Care (CPR) ed insegna l'appropriato uso di un DAE. Questa apparecchiatura salva-

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vita può aumentare del 50% le possibilità di sopravvivenza di un paziente colpito da arresto cardiaco. Durante questo corso ripasserai i principi basilari della Primary Care (CPR) ed apprenderai come preparare ed utilizzare un DAE in una situazione di emergenza. Per informazioni: Www.csenmilano.it


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Il lavoro nasce nello sport e nel tempo libero Le attività dello sport e del settore animazione, si stanno rivelando delle reali opportunità di lavoro anche in questo periodo di crisi infinita, o di cui comunque non si intravede una fine. Aziende dei settori del benessere, del turismo e dell’accoglienza in genere continuano ad assumere e a cercare professionalità specifiche. Coreografi, addetti ai mini-club e istruttori di acquagym e balli di gruppo sono specializzazioni di interesse per i giovani che oggi più che mai faticano a trovare un’occupazione. La ricerca di animatori e animatrici da inserire negli staff di villaggi, camping e stabilimenti balneari in Italia continua, senza un vero blocco. In particolare, oltre al diploma ed attesta-

break dance e latino-americano, istruttori

tà, dinamismo e disponibilità lavorativa,

to per quelle discipline, le aziende che

di acquagym e Zumba e balli di gruppo.

da maggio fino a metà settembre.

Quali sono le caratteristiche che un aspi-

Alle porte della stagione turistica vengono

rante animatore deve avere per riuscire a

spesso organizzati stage per formare gli

entrare nello staff? Per prima cosa un’età

ultimi arrivati e affiancarli a chi invece

compresa tra i 18 e i 30 anni, un’ottima

ormai è un veterano dello staff.

stanno reclutando animatori richiedono un’ottima conoscenza della lingua inglese e tedesca, e, le specializzazioni più in voga sono: addetti ai mini-club, ballerini, coreografi di danza moderna, hip-hop,

predisposizione al contatto umano, vivaci-

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REGOLE E INFORMAZIONI GENERALI PER

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Milano.

Inviare a mezzo fax la ricevuta del versamento al numero 02-39561256 NON VERRANNO RITENUTI VALIDI I PAGAMENTI

LE DATE E LE SEDI POSSONO VARIARE IMPROVVISAMENTE A CAUSA DI PROBLEMI ORGANIZZATIVI NON DIPENDENTI DIRETTAMENTE DA C.S.E.N. MILANO.

La formazione sportiva

SI CONSIGLIA PERTANTO DI CONTATTARE PER TEMPO SEMPRE LA SEGRETERIA PER AVERE CONFERMA DEL REGOLARE AVVIO DEL CORSO E DELLA SEDE DOVE AVRA'

riscuote grande interesse, e

Il Comitato si riserva di attivare i corsi al raggiungimento del numero minimo di iscrizioni e di modificare per motivi interni le date di avvio dei corsi senza che questo costituisca presupposto per richiedere eventuale rimborso delle quote versate.

CSEN è qualificato per legge, competenza e qualità.

CORSI

Riferimenti ed informazioni

Massimo Marciano Responsabile Corsi e Formazione CSEN Milano

SEGRETERIA CSEN MILANO: Tel. 02-39561256

14:00 - 18:00

Orari:

14.00 - 17.00

LUN - VEN:

INFORMAZIONI:

GIO:

9:30 - 13:00 MAR - MER:

CSEN

MAG

CORSI

Massimo Marciano (coordinatore corsi)


ANNO

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1

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Corsi Di Formazione

CSEN Milano Corsi trimestre Febbraio 2013—Marzo 2013

CORSI

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Preparatore Atletico Corso di specializzazione teorico e pratico, dedicato allo studio della programmazione di allenamenti per sportivi praticanti, per soddisfare le richieste degli atleti che necessitano lo svolgimento di preparazione sportiva in palestra con studio mirato sui

La figura professionale del preparatore atletico è preposta a curare e gestire la preparazione motoria fisica generale ed individuale degli atleti praticanti sport agoni

stici e amatoriali. Il raggiungimento della condizione fisica ideale consente, anche, di prevenire gli infortuni caratteristici o ritornare ai livelli espressi prima dell’infortunio.

Programma del corso

Dr. Lorenzo Ferrante Docente CSEN Milano

Programma in sintesi:

 Teoria dell’allenamento relazionata allo sport praticato

 Allenamento in palestra con periodizzazione : la forza , sistema neuromuscolare

Negli ultimi anni

 Studio di forza massima,

la figura del

resistente ed esplosiva con esercizi pratici per ottenere i diversi adattamenti

preparatore ha assunto un ruolo fondamentale e la

 Allenamento funzionale e integrato con bilanceri,

sua presenza è diventata basilare,

Orari:

anche in virtù dei

esplosività, pliometria allenamento su macchine cardiofitness (allenamento intervallato e ad intermittenza) , test pratici , cenni di alimentazione e supplementazione dell’atleta in relazione all’ attività svolta; propriocezione e allungamento

recupero funzionale

 Metodologie di riscaldamento e di programmazione di allenamento in sala isotonica

 Studio di tabelle di allenamento per le differenti attività fisiche individuali e di squadra

 Esame di tabelle pratiche di allenamento riferite ad atleti che svolgono sport di gruppo

 Patologie comuni negli atleti con studio di protocolli di

dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 17.30 .

Durata: 4 week end con lezioni teoriche e pratiche.

successi sportivi di

Sede del corso:

singoli atleti.

CSEN

concetti applicabili di preparazione atletica per le differenti tipologie di attività fisica.

CSEN Milano, Via Giacosa, 3—20125 Milano

La quota è comprensiva di: accesso alle lezioni, kit congressuale, materiale didattico e diploma nazionale e patentino tecnico di preparatore atletico riconosciuto dal coni e dal ministero dell’ interno.

MAG


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CALENDARIO CORSI ED EVENTI

CALENDARIO CORSI ED EVENTI

Tutti gli eventi formativi di CSEN Milano

FIGHT WARRIORS II EDIZIONE Sabato 23 Febbraio alle ore 14,00 insicura come la nostra si porta presso il Palazzetto dello Sport dentro. Negli ultimi anni, secondo Palafalchetti di Treviglio si svolgerà i dati dell’ultima indagine Istat sui il Galà di Sport da Combattimento “cittadini ed il tempo libero”, gli “FIGHT WARRIORS II EDIZIOsport da combattimento e le arti NE”, patrocinato dalla Regione marziali sono La Lombardia, partecipazione al corso di 2° Llivello rivolta a praticanti che abbiano già frequenorganizzato da Patritra leèpoche tato il 1° livello o che maturato esperienza nelle specialità (a sola discrezione zia Sciurba e Giovanni Maggio, disciplinepratica che delsostenuto responsabile corsi). da CSEN Milano e - insieme alla CSEN Bergamo, Comitati Provinginnastica, Presentarsi al Corso con abbigliamento idoneo e n. 1 fototessera. SI CONSIGLIA, PER ciali del più importante Ente di l’aerobica ed COMPLETARE L'ITER FORMATIVO, ilLA PARTECIPAZIONE AI CORSI PER ISTRUTTORI Promozione Sportiva. fitness, con DI FITNESS E PERSONAL TRAINER L’articolazione del programma una crescita basato sulle discipline del Muay di oltre un Thai, K.1 Style e MMA, é realizzapunto e mezto, sostanzialmente, in due sezioni: zo anno su una pomeridiana per i combattianno dal 2000 menti light, ed una serale per i - intercetta “pro”. gran parte del bisogno di Il numero dei praticanti degli sport sport dei da combattimento è in costante nuovi cittadini crescita, e l’interesse riscosso che si avvicianche sui media nazionali è in nano alla pratica attiva. aumento per i connaturati aspetti di “autodifesa” che una società


CSEM Milano

CSEN MAG

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Direttore Editoriale Paolo Zerbino

comunicazione@csenmilano.it

Direttore Responsabile Marco Masini

Magazine bimestrale on line

Tel./Fax 02 39561256

Anno 1 - N. 2 - Dicembre 2012

Capo Redattore Giusy Quagliuolo

Hanno collaborato a questo numero: Dt. Foresta Donato, Dt. Fracasso Luigi, Dt. Mognaschi Silvia, Massimo Marciano, Ferrante Lorenzo, Dt. Gargiulo Anna Rita, Dt. Nardacchione Diana

Legge sulla privacy: In ottemperanza alle disposizioni sulla privacy (Legge 675 del 31/12/96 modificata dal d.l.196 del 30/06/2003) coloro - che non gradiscono ricevere queste comunicazioni periodiche - possono chiedere via e-mail o fax di essere depennati dalla mailing list del nostro magazine on line “CSEN MAG”.

Un nuovo appuntamento con la posta di CSEN MAG, per offrire alcune risposte alle domande più frequenti che giungono nei nostri uffici. DOMANDA: Cosa deve contenere il Rendiconto Economico annuale e qual è l'iter per la sua approvazione? RISPOSTA:

Premesso che il rendiconto economico annuale deve essere redatto dal Consiglio Direttivo secondo le modalità stabilite, in primo luogo, dallo statuto dell'Associazione, questo documento deve contenere, suddivise per voci analitiche ed annotate con estrema precisione e chiarezza, tutte le entrate e le uscite dell'Associazione (beni, quote associative, contributi, lasciti, donazioni, sponsorizzazioni, spese varie, costi del personale, ecc). Fate attenzione a tenere ben separate e distinte le voci riguardanti l'area istituzionale da quelle riguardanti l'eventuale attività commerciale dell'Associazione. Di fatto, da come l’abbiamo descritto, appare diverso dai bilanci di una qualsiasi azienda; non si tratta di un vero e proprio bilancio, ma di una sua versione semplificata che prende in considerazione solamente i valori “in dare e avere”. Quando il rendiconto economico sarà attivo la sua chiusura non genererà un utile (come succede in una comune Azienda), ma ci darà semplicemente una voce positiva da riportare nel rendiconto dell’anno successivo. Oltre a redigere il rendiconto economico, il Direttivo ha il compito di scrivere una relazione sociale (detta anche "relazione di missione") nella quale siano descritte le attività dell’Associazione svolte durante l’anno, gli eventi e le iniziative organizzate (non è obbligatorio ma lo consigliamo caldamente). Una volta pronti, entrambi i documenti

devono essere approvati dall’Assemblea dell’Associazione entro e non oltre 4 mesi dalla fine dell'anno sociale e, ancora prima di questa approvazione, dovrebbero essere esposti (nei quindici giorni antecedenti la data stabilita per loro approvazione) nella sede sociale dell’Associazione a disposizione di tutti i soci che volessero visionarli (state attenti nel verificare se il vostro statuto prevede questo o altri obblighi simili: anche se non ve ne fosse traccia, vi consigliamo ugualmente di farlo). All'inzio dell'Assemblea dei Soci per l'approvazione del documento contabile, verificato il quorum richiesto per la regolare costituzione dell'assemblea stessa, il Presidente è chiamato a presentare il rendiconto economico, illustrando le singole voci in esso contenute, e a rispondere agli eventuali quesiti dei soci. Si procede quindi con la votazione per l'approvazione del rendiconto: ogni socio esprime la propria valutazione attraverso un voto favorevole o contrario oppure astenendosi. Al termine della votazione il presidente dell'assemblea ne comunica il risultato ai presenti e si procede alla stesura del verbale. Una volta approvato, al rendiconto economico va allegata una copia del verbale di approvazione da parte della Assemblea dei Soci, datato e sottoscritto dal legale rappresentante. Il tutto deve poi essere trascritto nel Libro Verbali della Associazione e conservato per almeno 5 anni. Un'ultima precisazione: nel caso in cui il rendiconto economico annuale non venisse approvato, è automatica la decadenza degli organi amministrativi dell'associazione, Presidente e Consiglio Direttivo.

Le Vs. domande possono essere inviate direttamente all’indirizzo: comunicazione@csenmilano.it

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Copie stampate by Digital Print Service srl—via Torricelli, 9—20090 Segrate (MI)

La posta di CSEN MAG


CSENMAG, Anno II Numero I