Page 1

“Cerca trova� Una soluzione visuale al mistero della battaglia di Marciano.

Cosimo Scotucci


“Cerca trova” Una soluzione visiva al mistero della battaglia di Marciano

1. La battaglia di Anghiari che Leonardo da Vinci avrebbe dipinto a partire dal 1504 nell’allora Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Vecchio, oggi nota come Salone dei Cinquecento, non fu mai terminata anche a causa delle sue sperimentazioni fallite nell’uso della tecnica dell’encausto.1 Il dipinto murale cominciò infatti a scolare e venne abbandonato non finito. Circa sessanta anni dopo il Granduca Cosimo I commissiona all’aretino Giorgio Vasari il restauro della “Sala grande”. E’ proprio dal mecenatismo di Cosimo che derivano i tre grandi affreschi celebrativi della vittoria fiorentina su Siena tra cui la battaglia di Marciano in Val di Chiana. Questi affreschi insieme agli altri tre presenti nella stessa sala hanno un incredibile valore propagandistico ed è per questo che la battaglia di Anghiari commissionata dalla signoria fiorentina nella persona del golfaloniere Pietro Solderini a Leonardo non poteva trovare spazio in un edificio mediceo. L’amore sconfinato che Vasari provava nei confronti di Leonardo però fà presupporre che il dipinto sia conservato da qualche parte. A costituire un precedente è la sensibilità con cui lo stesso Vasari cela, la Trinità di Masaccio, dietro un nuovo altare nella Chiesa di Santa Maria Novella. 2. Due correnti principali dividono gli studiosi tra enigma e leggenda. Nella Battaglia di Marciano è lo stesso Vasari a scrivere all’interno del dipinto le parole “cerca trova” incoraggiando gli studiosi a indagare sull’opera. Considerando la minuzia di particolari con coi il Vasari connota la scena sembra quanto mai improbabile che la scritta non sia un gesto intenzionale. Le argomentazioni poste da Alfonso Musci e Alessandro Signorelli2 riguardo alla scritta vasariana sostengono che, piuttosto che riferirisi all’opera del maestro da Vinci, si tratti di un’iscrizione legata alla citazione dantesca sulle bandiere senesi “Libertà vo cercando ch’è si cara [...]”. 2


Cosimo Scotucci

L’altra teoria, ipotizza la presenza dell’Anghiari leonardesco dietro il dipinto Vasariano. Secondo questa ipotesi Vasari avrebbe costruito un’intercapedine tra il suo e il dipinto di leonardo, occultandolo ma preservandolo allo stesso tempo.3 I sopralluoghi e le analisi in situ hanno, però, riscontrato soltanto dei pigmenti organici, simili, a quelli usati da Leonardo in altri dipinti. Nel settembre 2012, le ricerche sul campo e tutte le indagini a riguardo sono state interotte a causa di opinioni contrastanti fra le parti interessate. Al momento nessuna delle due teorie ha trovato un univoco riscontro scientifico e il mistero del “cerca trova” continua ad essere celato. La seguente teoria suggerisce un’ipotesi di carattere visuale al suddetto caso. Partendo da assunti teorici e da costatazioni visive, basandosi su un’analisi di ciò che è noto del dipinto leonardesco, si arriverà alla comparazione dei relativi dati con quello che oggi è ancora visibile, cioè, la battaglia di Marciano dipinta da Vasari. 3. Il dipinto leonardesco è pervenuto a noi sottoforma di copia o copia di copia, e ognuna di queste segue uno schema ben preciso. Così come giunta a noi, la tavola Donati, è il disegno temporalmente più prossimo allo schizzo leonardesco; altre importanti raffigurazioni sono: la copia di Lorenzo Zacchia il Giovane e il disegno di Rubens custodito al Louvres di Parigi.

Tavola Doria, Anonimo1503-05 ca 3


“Cerca trova” Una soluzione visiva al mistero della battaglia di Marciano

Sette o otto persone prendono parte a un dinamico scontro. Partendo dalla parte bassa a sinistra un soldato si scherma con il suo scudo dagli zoccoli di un cavallo rampante. Al di sopra del suddetto un cavaliere, tiene saldamente in mano il bastone dello stendardo, tema centrale della rappresentazione, tenendo la sua spada ben salda nel fodero. Andando verso destra altri tre cavalieri combattono in maniera estremamente accesa. Al di sotto di questi un groviglio di cavalli si ammassa animando il centro della scena. Tra questi il più vistoso è sicuramente quello centrale (il più a sinistra dei tre) che brandisce alta la spada pronto a sferrare il suo attacco; la sua centralità è ancor più enfatizzata dal vistoso copricapo rosso che indossa, visibile, questo nella tavola Doria. Oltre questi, nella parte sottostante due altri guerrieri stanno avendo la loro personale lotta a terra. Intrecciati in una lotta feroce il soldato più in alto affonda il suo pugnale nella gola dell’avversario sottostante che urla di dolore con il capo reclinato all’indietro.

Copia di Battaglia di Anghiari, Peter Paul Rubens 1616

Oltre alle innumerevoli copie che sono giunte fino i noi si annoverano anche molti disegni di Leonardo di soldati e cavalieri contenuti nei suoi manoscritti. Molti di questi fanno parte della ricerca leonardesca in campo militare o quelli inerenti alla fisionomia dei cavalli. Alcuni sono chiaramente riconducibili alla battaglia di Anghiari, specialmen4


Cosimo Scotucci

te quelli raffiguranti un gruppo di soldati e cavallieri in battaglia e il soldato con scudo morente.

Leonardo da Vinci, Soldati e cavalieri in battaglia - Commissione Vinciana Tavola 256

Leonardo da Vinci, Soldat con scudo morente - Commissione Vinciana Tavola 255

4. Dalla metà del 1500 l’intero Palazzo Vecchio diventerà un enorme cantiere per volontà di Cosimo I e dal 1555 fino ai primi anni Settanta, Vasari in prima persona viene assunto per operare su questo. Lui stesso compie ingenti cambiamenti nella Sala dei Cinquecento, alzando addirittura il soffito di 7 braccia (12 metri) sotto l’approvazione di Michelangelo. Come sappiamo dalla corrispondenza del Vasari, per volontà insindacabile del Duca Cosimo due colti letterati Cosimo Bartoli e VincenzoBorghini suggerirono a Giorgio Vasari i soggetti, i metodi e la posizione di tutte le 5


“Cerca trova” Una soluzione visiva al mistero della battaglia di Marciano

opere che poi egli dipinse nel Salone dei Cinquecento. Questo avrebbe comportato la distruzione del dipinto leonardesco. Non ci sono documenti che conprovano se l’aretino abbia visto direttamente le pitture di Leonardo prima di dipingere la sua Battaglia di Marciano in Val di Chiana iniziata tra il 1562 e il 1563 e conclusa solo dieci anni dopo con l’ausilio di Jacopo Zucchi. Conoscendo la sensibilità del Vasari e l’ammirazione che egli provava nei confronti di Leonardo è ragionevole presupporre che abbia fatto del tutto per preservarlo ai posteri. Questo approccio conservativo sarebbe andato in disaccordo quindi con i precetti e le indicazioni date dal Granduca. Come poteva, quindi, Vasari nascondere la battaglia di Anghiari?

Battaglia di Marciano in Val di Chiana, Giorgio Vasari 1562

Questo studio prova a dimostrare come la battaglia di Anghiari, così come Leonardo l’ha concepita, sia ancora chiaramente visibile nel dipinto del Vasari. Dimostrando ciò si tenterà di venire a capo del mistero del “cerca trova”. 6


Cosimo Scotucci

Isolando la scena nella parte bassa del dipinto lo schema leonardesco risulta essere perfettamente intatto. Come in un gioco di enigmistica moderna le figure sono nascoste all’interno di un guazzabuglio ben più grande al fine di celarne la presenza. La battaglia di Anghiari non è nascosta sotto il dipinto ma sul dipinto stesso. I figuranti della battaglia sono tutti presenti. Partendo dalla parte più bassa a sinistra un soldato soccombe sotto la magnificenza di un cavallo rampante. Il cavaliere in primo piano, con la spada riposta nel fodero si sta dando alla fuga come descritto da Vasari nelle Vite. In mezzo alla scena tre soldati prendono parte ad uno scontro. Salta all’occhio immediatamente il cappello vermiglio del soldato più in alto mentre quello subito sottostante è pronto a sferrare un colpo micidiale ai danni del suo avversario. La posa di quest’ultimo è chiaramente riferibile a quella che si ritrova tanto negli schizzi vinciani

Battaglia di Marciano in Val di Chiana, Giorgio Vasari 1562

quanto nelle copie successive. Il particolare del cappello rosso non è affatto trascurabile dal momento in cui è di nuovo Vasari a descriverlo nelle Vite2: “mentre che un soldato vecchio, con un berretto rosso[...]”.4 Guardando attentamente al soggetto in questione si vede come questo abbia di fatto 7


“Cerca trova” Una soluzione visiva al mistero della battaglia di Marciano

la barba bianca anche nell’opera vasariana. Nella parte destra dell’immagine, infine, si vede l’efferato scontro di due soldati a terra. Quello sdraiato soccombe con il colpo di un pugnale alla gola così come ne “il soldato con scudo morente” di leonardo, ritrovabile, anch’esso in tutte le rappresentazioni successive all’originale. Ancora una volta Vasari descrive minuziosamente la scena leonardesca: “[...]Oltra che in terra, fra le gambe de’ cavagli, v’è dua figure in iscorto che combattendo insieme, mentre uno in terra ha sopra uno soldato, che alzato il braccio quanto può, con quella forza maggiore gli mette alla gola il pugnale per finirgli la vita, e quello altro, con le gambe e con le braccia sbattuto, fa ciò che egli può per non volere la morte”.5 5. In conclusione, si può affermare, quindi, che Vasari abbia voluto, almeno, celebrare l’opera leonardesca all’interno della propria. Avendon celato in primo piano lo schema della battaglia di Anghiari,“cerca trova”, si riferisce al Leonardo perduto, o quantomeno al suo schema, incastonato da Vasari stesso all’interno del suo dipinto. Uno studio tecnico approfondito sul dipinto potrebbe evidenziare resti dell’affresco di Leonardo (pigmenti o vere e proprie tracce) al di sotto di quello vasariano. Secondo questo più fortunato scenario, quindi, Vasari avrebbe riutilizzato quanto più possibile dell’opera precedente integrandola e contornandola con la propria, nascondendola così solo agli sguardi meno attenti.

8


Cosimo Scotucci

6. Di seguito una comparazione delle immagini leonardesche e quella vasariana che riprovano la natura univoca delle due opere: 1.

Leonardo da Vinci, Soldati e cavalieri in battaglia - Commissione Vinciana Tavola 256

Giorgio Vasari, Battaglia di Marciano - estratto

2.

Leonardo da Vinci, Soldat con scudo morente - Commissione Vinciana Tavola 255

Giorgio Vasari, Battaglia di Marciano - estratto

3.

Leonardo da Vinci, Cavalli - Commissione Vinciana Tavola 254 9

Giorgio Vasari, Battaglia di Marciano - estratto


“Cerca trova� Una soluzione visiva al mistero della battaglia di Marciano 4.

Leonardo da Vinci, Soldati e cavalieri in battaglia - Commissione Vinciana Tavola 256

Giorgio Vasari, Battaglia di Marciano - estratto

4.

Leonardo da Vinci, Soldati e cavalieri in battaglia - Commissione Vinciana Tavola 256

Giorgio Vasari, Battaglia di Marciano - estratto

4.

Leonardo da Vinci, Soldati e cavalieri in battaglia - Commissione Vinciana Tavola 256

10

Giorgio Vasari, Battaglia di Marciano - estratto


Note:

Cosimo Scotucci

1 G.Vasari, Le Vite de’ più eccellenti architetti, pittori et scultori, Parte III, Lionardo da Vinci, Pittore e scultore fiorentino.pag. 21-22 2. A.Musci, Giorgio Vasari: ‘cerca trova’. La storia dietro il dipinto, con un’Appendice di Alessandro Savorelli “Florentina Libertas ultimo atto”, «Rinascimento» 3. Si fà riferimento alle operazioni di scavo condotte a Firenze nel periodo 2011/12 sulla parete est del Salone dei Cinquecento in corrispondenza dell’affresco di Vasari. Le operazioni sono state coordinate dal Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology (CISA3) di San Diego in collaborazione con la National Geographic Society. Le suddette ricerche traggono la loro motivazione ideologica da alcune supposizioni avanzate alla fine degli anni Sessanta da C. Pedretti, Leonardo da Vinci inedito. Tre Saggi, Firenze 1968, p. 77. Le ricerche in questione sono tuttora prive di riscontri significativi. 4. G.Vasari, Le Vite de’ più eccellenti architetti, pittori et scultori, Parte III, Lionardo da Vinci, Pittore e scultore fiorentino.pag. 21 4. Ivi, pag. 21 5. Ivi, pag. 21

Bibliografia. - L.Da Vinci ,Trattato della pittura, 1540 ca. - G.Vasari, Le Vite, 1550. - A.Musci, Giorgio Vasari: ‘cerca trova’. La storia dietro il dipinto, con un’Appendice di Alessandro Savorelli “Florentina Libertas ultimo atto”, «Rinascimento» - Louis Godart, La tavola Doria, sulle tracce di Leonardo e della battaglia di Anghiari attraverso uno straorinario riytrovamento, Mondadori 2012 - Frank Zollner, Leonardo da Vinci, tutti idipinti e disegni, TASCHEN, 2003 - Pietro Berellini, Scoperta di Palazzo Vecchio, Vallecchi, 1968 - Angela Ottino dalla Chiesa, Leonardo pittore, Rizzoli editore, 1967

Sitografia - Emanuela Ferretti, Maggio 1504: Leonardo, la Battaglia d’Anghiari e il Salone dei Cinquecento: una storia senza fine, in “Portale Storia di Firenze”, Maggio 2016, http://www.storiadifirenze.org/?temadelmese=maggio-1504-leonardo-la-battaglia-danghiari-e-il-salone-dei-cinquecento-una-storia-senza-fine - Marco Mattia, ““Cerca Trova” e la ricerca de La battaglia di Anghiari di Leonardo”, Marzo 2017, http://www.terraincognitaweb.com/liscrizione-cerca-trova-e-la-ricerca-de-la-battaglia-di-anghiari-di-leonardo/ - Mario Taddei, Leonardo 3, I veri segreti della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, http://www.leonardo3.net/ leonardo/L3-battaglia-anghiari-war-01.htm - Stefano Bucci, “La battaglia di Anghiari non è finita, http://lettura.corriere.it/la-battaglia-di-anghiari-non-e-finita/

11


Cerca Trova - Una soluzione visuale al mistero della battaglia di Marciano  

Un viaggio alla scoperta del "Leonardo perduto"

Cerca Trova - Una soluzione visuale al mistero della battaglia di Marciano  

Un viaggio alla scoperta del "Leonardo perduto"

Advertisement