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News & Views — Novembre/Dicembre 2015, numero 6

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Notiziario a cura del CSB di Area Umanistica—Biblioteca “Giorgio Aprea”

Editoriale a cura di Michele Napolitano Presidente del Sistema Bibliotecario d’Ateneo

Sommario Editoriale a cura di Michele Napolitano

1-2

Novità in catalogo Sala Lettura: Sezione 800 “Le Letterature” - II parte

2-4

Biblioteca in evidenza La sezione “Classici della letteratura latina e greca” del Fondo Filosa Vocaturo

5

Gli utenti e la Biblioteca OPAC-Biblioroma: Creazione utenza personale

5-10

La BIBLIO-Intervista Risponde Roberto Baronti Marchiò

10-11

Progetti ed Eventi Il Progetto Europena: la biblioteca europea a portata di clic di Donata Guida

12-13

Il Proverbio bibliotecario del mese

13

Una finestra su … La Biblioteca dell’ISALM

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La parola a … Lorenza Bucci

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Credits

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A ormai vent’anni esatti dal giorno in cui misi piede per la prima volta all’Università di Cassino con la qualifica di professore a contratto per la disciplina di ‘Storia della lingua greca’ (un altro mondo, come si vede: vigeva ancora il vecchio ordinamento disciplinare, il nostro ateneo recava ancora la vecchia denominazione); passati poco più di due mesi dal giorno in cui ho assunto la presidenza del Sistema Bibliotecario di Ateneo, succedendo a Antonio Stramaglia, collega di valore e amico carissimo, mi arriva l’invito della dottoressa Manuela Scaramuzzino, responsabile del CSB di Area Umanistica del nostro ateneo, a scrivere qualche rigo di editoriale per il nuovo numero del notiziario della biblioteca, periodico bimestrale del quale la dottoressa Scaramuzzino è stata a suo tempo ideatrice ed è tuttora fervida animatrice. La storia della nostra biblioteca è ripercorsa benissimo nel dettaglio nella pagina ad essa dedicata contenuta all’interno del sito del CSB di Area Umanistica: non è dunque necessario che la ripercorra io, che la conosco in via diretta, del resto, soltanto a partire dalla metà degli anni novanta. Dirò soltanto, facendo appello a quanto ricordo di quegli anni ormai lontani, che quando approdai a Cassino la nostra biblioteca di facoltà viveva tempi di frontiera. Il caro Giorgio Aprea, al quale la biblioteca è intitolata, ne assicurava il funzionamento tra mille difficoltà di ordine soprattutto organizzativo, con competenza e una dose illimitata di proba abnegazione, doti che solo la malattia crudele che lo colse un giorno, sottraendolo in breve all’affetto dei suoi cari e di chi ne apprezzava quotidianamente l’opera, poterono neutralizzare. Ricordo benissimo che all’epoca, nel contesto di una cornice organizzativa lacunosa ancora al limite del precario, molto di ciò che può riferirsi al funzionamento ordinario della biblioteca era delegato alla buona volontà dei singoli, personale amministrativo e docenti. Misi anche io il mio impegno al servizio della biblioteca, perlustrando il materiale già presente, spesso non ancora inventariato e catalogato, definendo priorità di acquisto, assicurando nuove acquisizioni. Nulla, però, o almeno molto poco, rispetto a quanto, in quegli anni aurorali e negli anni a seguire, fu fatto, per la biblioteca da colleghi assai più attivi di me: senza voler far torto a nessuno vorrei qui fare il nome, ancora una volta, di Antonio Stramaglia, insieme a quelli di Marilena Maniaci e di Giulia Orofino, che vanno ricordate specialmente per il ruolo da loro giocato in relazione al consolidamento della biblioteca della Scuola di specializzazione per conservatori di beni archivistici e librari della civiltà medievale, per anni vero e proprio fiore all’occhiello tra le scuole attive presso il nostro ateneo. Ma è da ricordare qui soprattutto il nome di una collega carissima che tutti noi che abbiamo avuto l’onore e la fortuna di conoscere portiamo nella memoria con affetto e rimpianto, Gabriella Braga. Senza l’impegno di Gabriella Braga, da un lato, e di Giorgio Aprea, dall’altro, si può anzi ben dire che l’attuale assetto della biblioteca, dipendente dalla trasformazione, avviata proprio in quegli anni pionieristici, della vecchia biblioteca universitaria in centro interdipartimentale, non sarebbe mai potuto arrivare a definirsi nei termini in cui si è definito in questi ultimi anni: per il che la nostra gratitudine nei confronti del lavoro di entrambi non potrà mai essere sufficiente. Negli anni le collezioni della biblioteca si sono arricchite, al di là degli acquisti ordinari, in virtù dell’acquisizione di una serie di fondi librari che l’hanno resa appetibile non soltanto alla comunità degli utenti riferibili al nostro ateneo ma anche fuori dei confini di Cassino: penso in particolare, ma è davvero solo un esempio tra tanti altri, al fondo Sijpesteijn, che ha reso la biblioteca tra le più attrezzate, forse non solo in Italia, per quanto attiene agli studi di papirologia. continua...

C.S.B. Area Umanistica Via Zamosch—Cassino (FR) Tel. 0776 2993871 email: bibliotecagiorgioaprea@unicas.it


News & Views — Novembre/Dicembre 2015, numero 6 Pagina 2

L’informatizzazione, avviata già ai tempi di Aprea, ha raggiunto oggi un grado di compiutezza che permette alla biblioteca di essere presente, come dicevo, all’attenzione non soltanto di chi operi a Cassino ma anche a quella di chi debba approfittarne da lontano, per via, appunto, telematica. Il quadro delle attività della nostra biblioteca, sintetizzato nel puntuale documento di riepilogo basato sul sistema di rilevazione nazionale NILDE e diffuso dalla dottoressa Scaramuzzino negli ultimi giorni dello scorso anno, lasciano molto ben sperare per il futuro. Al di là di segnali positivi di altro segno, quali, ad esempio, il prolungamento dell’orario di apertura della biblioteca, un dato che andrà mantenuto e migliorato, in futuro, investendo, magari, con maggiore costanza e decisione in borse di tirocinio, colpiscono soprattutto, per numero complessivo di transazioni, i dati 2015 relativi ai prestiti interbibliotecari e alle attività di document delivery. Su quest’ultimo versante, in particolare, a colpire è il fatto che il dato relativo alle richieste pervenute da altre biblioteche abbia superato, nel corso del 2015, quello delle richieste operate dalla nostra, a testimonianza, a un sol tempo, dell’efficienza del personale addetto e della concorrenzialità delle nostre raccolte librarie. Nella stessa direzione il dato relativo alla risposta di evasione, che si colloca sotto la migliore media nazionale, mostrando, ancora una volta, l’eccellenza del servizio fornito. Il Sistema Bibliotecario di Ateneo nel corso del 2016 compirà dieci anni: dieci anni nel corso dei quali la nostra biblioteca è entrata a far parte di una rete che, comprendendo le altre due biblioteche di ateneo, è oggi chiamata a nuove sfide, a partire forse dall’inedita configurazione del nesso che dovrà unire, d’ora in avanti, sempre più strettamente la gestione delle biblioteche a quella delle complesse pratiche relative alla ricerca. Un ateneo come il nostro ha forse bisogno delle sue biblioteche, dei suoi libri, più di quanto non sia per realtà universitarie più ampie, anche per ovvie ragioni di contesto. Perché le biblioteche funzionino bene servono fondi: il bilancio preventivo 2016, da poco approvato, assicura almeno continuità, nell’attesa che la tendenza al costante ribasso di questi ultimi anni inverta finalmente direzione, permettendo investimenti più decisi nell’acquisto dei libri e delle risorse elettroniche, nella formazione e nell’aggiornamento del personale, nella manutenzione e nell’ampliamento delle strutture. Le tre biblioteche di ateneo sono in buone mani: quanto ho verificato di persona nel corso di una mia visita recente ai responsabili del CSB di area giuridico-economica, il signor Vincenzo D’Aguanno, e del CSB di area ingegneristica, la dottoressa Rosalba Cavaliere, mi ha rivelato un quadro altrettanto qualificato e promettente che quello, a me più familiare, offerto dalla nostra biblioteca di area. Non è solo questione di competenze, del resto. Si tratta, anche, della qualità dei rapporti umani. A Cassino, in vent’anni, ho potuto godere di un contesto che, tanto in relazione ai colleghi quanto per ciò che attiene al personale amministrativo, non esiterei a definire straordinario anche da questo punto di vista. Il mio impegno nella gestione dello SBA nel corso del mandato che mi aspetta, impegno che voglio promettere qui strenuo e appassionato, potrà giovarsi anche di questo aspetto, tutt’altro che secondario: non è poco, in fondo.

Novità in catalogo Sala Lettura: Sezione “Le Letterature” (CDD “800”) - II parte Nel numero di giugno abbiamo presentato le opere della Sala Lettura contenute nella sezione 800 “Letteratura” fino alla sotto-sezione 840 (letteratura francofona); oggi rendiamo disponibile l’elenco delle restanti 46 opere sulla letteratura italiana, spagnola, latina, greca e russa. Tutti i volumi di seguito elencati sono disponibili per la consultazione diretta in Sala e sono reperibili sia sull’OPAC locale sia sull’Indice nazionale SBN. Opera

Autore

Editore

Anno

Collocazione

Opere di Niccolò Machiavelli

Bertelli, Sergio (a cura di)

Valdonega

1968-

S.L. 850 ONM.Ber.1-11

Classici italiani [sono disponibili 109 volumi]

Fubini, Mario (dir.)

UTET

//

S.L. 850 UTET Aut.

Dizionario critico della letteratura italiana

Branca, Vittore (dir.)

UTET

1973

S.L. 850.3 DCL.Bra. 1-3

Dizionario critico della letteratura italiana

Branca, Vittore (dir.)

UTET

1986

S.L. 850.35 DCL.Bra. 1-4

I testi della letteratura italiana

De Caprio, V. - Giovanardi, S.

Einaudi

1997

S.L. 850.8 TLI.DeC.1

Atlante della letteratura italiana

Luzzato, G. - Pedullà, S. (a cura di)

Einaudi

2010

S.L. 850.9 ALI 1-3

2

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Opera

Autore

Editore

Anno

Collocazione

The Handwriting of Italian Humanists

De La Mare, Albinia (a cura di)

Oxford University Press

1973

S.L. 850.9 HIH DeL.1.1 (collocato fuori formato)

Letteratura e Critica : studi in onore di Natalino Sapegno

Binni, Walter (a cura di )

Bulzoni

1974

S.L. 850.9 Let.Cri.Bin.1-5

Letteratura italiana

Asor Rosa, Alberto

Einaudi

1999

S.L. 850.9 Let.Ita.Ein.1-20

Letteratura italiana :le correnti; i critici; i maggiori; i minori; i contemporanei

AA.VV.

Marzorati

1969

S.L. 850.9 Let.Ita.Mar.119

La letteratura italiana: storia e testi

Muscetta, Carlo

Laterza

1970

S.L. 850.9 Let.Ita.Mus.111

La letteratura italiana Ricciardi: storia e testi [sono disponibili 28 volumi]

Mattioli, Pancrazi

Istituto dell'Enciclopedia Italiana

2004-

S.L. 850.9 LIR.IEI.2-

La letteratura italiana: storia e testi [sono disponibili 75 volumi]

AA.VV.

Ricciardi

1956 -

S.L. 850.9 LIST.Ric.1-75

Manuale di letteratura italiana: storia per generi e problemi

Brioschi, F. - Di Giro- Bollati - Bolamo, C. (a cura di) ringhieri

1995

S.L. 850.9 MLI.Bri.1-4

Letteratura italiana Novecento

Grana, Gianni

Marzorati

1979

S.L. 850.9 Nov.Mar.1-10

Profilo storico della letteratura italiana

Ferroni, Giulio

Einaudi Scuola

1992

S.L. 850.9 PSLI.Fer.1-2

Storia della civiltà letteraria italiana

Barberi Squarotti, Giorgio

UTET

1996

S.L. 850.9 SCL.It.Ute.1-11

Storia europea della letteratura italiana

Asor Rosa, Alberto

Einaudi

2009

S.L. 850.9 SEL.Aso.1-3

Storia generale della letteratura italiana

Borsellino, N. – Pedullà, W.

Motta

1999

S.L. 850.9 SGL.Mot.1-12

Storia della letteratura italiana

Ferroni, Giulio

Einaudi

1995-2013

S.L. 850.9 SLI.Fer. 1-4

Storia della letteratura italiana

Cecchi, E. - Sapegno, Garzanti N. (a cura di)

1965

S.L. 850.9 SLI.Gar.1-11

Storia della letteratura italiana

Malato, Enrico

Salerno

1995

S.L. 850.9 SLI.Sal.1-12

Storia letteraria d'Italia

Balduino, Armando

Vallardi

1973

S.L. 850.9 SLI.Val.1-11

Novecento letterario italiano

Iurilli, Antonio

Pal Mar

1996

S.L. 850.91 NLI.Iur.

Concordanze della lingua poetica italiana

D'Arco, Silvio Avalle Ricciardi (a cura di)

1992

S.L. 851 CLP.Ric.1

Dante Alighieri Commedia

Chiavacci Leonardi, Anna Maria

Zanichelli

2001

S.L. 851 Com.Dan.

Manoscritto n. 3

Società Dantesca Italiana

Edimond

1997

S.L. 851 Man.SDI.

Enciclopedia dantesca

Bosco, Umberto (dir.)

Istituto della Enciclopedia italiana

1984

S.L. 851.1 Enc.Dan.IEI.16

Dizionario della letteratura italiana del novecento

Asor Rosa, Alberto

Einaudi

1998

S.L. 853 DLI.Aso.

Enciclopedia Garzanti della letteratura

AA.VV.

Garzanti

1972

S.L. 853 EGL.Gar.

3

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Opera

Autore

Editore

Anno

Collocazione

Zibaldone di pensieri

Leopardi-Peruzzi, Emilio (cur.)

Scuola Normale Sup. di Pisa

Storia della civiltà letteraria spagnola

Menghelli, Franco

UTET

1990

S.L. 860 SCL.Spa.Ute.14

Storia della civiltà letteraria ispanoamericana

Puccini, D. Yurkievich, S. (dir.)

UTET

2000

S.L. 860 SCL.Ute 1-2

Storia della civiltà letteraria greca e latina

Lana, I.— Maltese, E. (dir.)

UTET

1998

S.L. 870 SCL.GL.Ute.1-3

Classici latini [sono disponibili 83 volumi]

Rostagni, A. - Lana, I. (dir.)

UTET

//

S.L. 870 UTET Aut.

Lo spazio letterario di Roma antica

Cavallo, G.—Fedeli, P.—Giardina, A.

Salerno

1989

S.L. 870.9 SLR.Cav.1-5

Enciclopedia Virgiliana

Della Corte, Francesco

Istituto della Enciclopedia italiana

1984

S.L. 871.01 Enc.Vir.IEI.1 -6

Orazio: enciclopedia oraziana

Scevola, Mariotti (a cura di)

Istituto della Enciclopedia italiana

1996

S.L. 871.01 Ora.IEI.1-3

Epistolae Marsilii Ficinii ….

Toussaint, Stéphane (a cura di)

Société Marsile 2011 Ficin

S.L. 876.04 Epi.Fic.Tou.

Nuovi documenti per la storia del Rinascimento

De Marinis, T.— Perosa, A.

Leo S.Olschki

1970

S.L. 878.4 Nuo.DeM.

Classici greci [sono disponibili 46 volumi]

Lana, Italo

UTET

//

S.L. 880 UTET.Aut.

Dizionario degli scrittori greci e latini

Della Corte, Francesco

Marzorati

1990

S.L. 880.03 DSG.Del.1-3

The Oxford Handbook of Late Antiquity

Oxford Johnson, Scott FitzgeUniversity rald Press

2012

S.L. 880.03 OHLA

Lo spazio letterario della Grecia antica

Cambiano, G. - Canfora, L. (a cura di)

Salerno

1992

S.L. 880.9 SLG.Cam.1-5

Storia della civiltà letteraria russa

Colucci, Picchio

UTET

1997

S.L. 891 SCL.Ru.UTET 1-3

Storia della letteratura sovietica

Struve, Gleb

Garzanti

1977

S.L. 891 Sto.Sov.Str.

4

//

S.L. 858.70 Zib.Pen.Leo.7

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La Biblioteca in evidenza La sezione “Classici della letteratura latina e greca” del Fondo Filosa Vocaturo È terminata poco prima delle vacanze di Natale la catalogazione online delle sezione classica della Donazione Filosa Vocaturo. Si tratta di una donazione ricevuta dalla Biblioteca agli inizi degli anni ’80: un fondo molto prezioso di due coniugi, insegnanti di scuola media superiore, che possedevano una ricca e preziosa collezione libraria umanistica. Sino ad allora, i volumi erano stati catalogati su schede cartacee, accessibili solo a chi poteva consultare gli schedari posti in biblioteca. La sezione classica, che risulta la più corposa della donazione, consta di circa 450 libri. La prima parte raccoglie le opere di letteratura latina, la seconda di letteratura greca. Ciascuna, poi, è divisa per generi: dapprima i manuali, i saggi di storia, e poi i classici, in ordine alfabetico per autore: commenti, traduzioni, edizioni critiche. Molte le edizioni scolastiche, come era prevedibile, dato la professione dei coniugi. Molte anche le edizioni risalenti ai primi del ‘900, sulle quali evidentemente avevano studiato da ragazzi. In particolare si segnala la presenza delle dispense universitarie di Letteratura greca manoscritte e ciclostilate, sulle quali probabilmente studiò Carlo Filosa (a.a. 19221923). Numerose le dediche a Rosa e Carlo, donatori del fondo, anche queste riportate sulla scheda Opac. Tra gli autori di esse, oltre a colleghi ed amici, non mancano gli alunni, evidentemente molto affezionati ai propri insegnanti. Di notevole importanza è anche la presenza dell’edizione dei lirici greci tradotta da Salvatore Quasimodo e un estratto curato da Nicola Festa su un’opera ancora oggi inedita di Teodoro di Lascari. Il lavoro di catalogazione ha previsto la scansione totale dei documenti più rari, messi in rete e legati alla scheda catalografica su SBN. Ogni scheda è corredata di titolo uniforme in latino, così da agevolare la ricerca delle opere classiche tramite catalogo. Tutte le notizie bibliografiche, poi, hanno soggetto e classe Dewey. In biblioteca, presso la Sala Fondi Speciali, è disponibile un registro catalografico stampato dell’intera sezione, che comprende autori, titoli, collocazioni, soggetti, classificazione Dewey e dediche di ogni volume.

Gli utenti e la Biblioteca OPAC-Biblioroma: creazione utenza personale Nel numero 2-3/2015 del Notiziario abbiamo spiegato come effettuare una ricerca all’interno del OPAC Biblioroma (il nostro Catalogo locale). In questo illustriamo in qual modo l’utente possa creare un account personale sul quale salvare le proprie ricerche bibliografiche. L’attivazione del servizio avviene attraverso il link “ENTRA” posto in alto a destra della maschera di ricerca del Polo RML. [si veda immagine pag.6]

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Il pulsante apre un form attraverso il quale è possibile o identificarsi (laddove sia già stata eseguita una registrazione) o creare un nuovo account.

La creazione dell’account prevede l’inserimento dei propri dati identificativi, seguito dal salvataggio della registrazione tramite un invio della scheda anagrafica all’ICCU.

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Se il salvataggio dell’account va a buon fine, si entra immediatamente nella propria utenza.

Da questo momento è possibile effettuare tutte le ricerche e aggiungere i risultati nel proprio carrello. Si possono salvare sia singoli dati (un solo titolo) sia intere liste tematiche. Supponiamo di effettuare una ricerca di Polo relativa al romanzo 1984 di George Orwell. Il sistema produce dei risultati che si possono selezionare interamente, aggiungere al carrello e salvare nelle proprie liste di “preferiti”.

Si può anche decidere di salvare nei “preferiti” anche singoli titoli o una selezione di essi.

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Il salvataggio diretto del dato bibliografico avviene tramite l’opzione “Aggiungi ai preferiti”

Cliccando sul tasto “Aggiungi” si apre un menu dal quale è possibile anche creare diverse liste bibliografiche.

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Da questo momento è possibile recuperare nel proprio account ogni dato (singolo lemma o lista bibliografica) salvato.

All’interno delle liste di preferiti è possibile lavorare sui titoli: spostare il dato in altra lista bibliografica creata (Modifica); eliminare il dato dalla lista (Cancella); monitorare lo stato di disponibilità del volume presso la biblioteca che lo possiede; inviare tramite mail le citazioni; esportare i dati in altri formati (EndNote, ad esempio); stampare oppure rimettere nel carrello i titoli. 9

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Ogni operazione effettuata all’interno del proprio account (aggiunte al carrello; creazioni liste etc.) sarà sempre disponibile ad ogni accesso. Si tratta di un ottimo strumento di lavoro da esplorare ed utilizzare.

La BIBLIO-Intervista Risponde Roberto Baronti Marchiò Coordinatore corsi di studio in Lingue e Letterature moderne Inauguriamo in questo numero una nuova rubrica dal titolo Intervista bibliotecaria a…, nella quale sottoporremo alle personalità accademiche del nostro ateneo cinque domande, dalle cui risposte emergerà il loro rapporto con le biblioteche. La prima personalità intervistata è il prof. Roberto Baronti Marchiò, nostro docente di Letteratura inglese e coordinatore dei corsi di laurea in Lingue e Letterature straniere. Buona lettura! Qual è la cosa più piacevole delle biblioteche? La risposta a questa domanda è semplice e ovvia: la cosa più piacevole delle biblioteche è la consultazione! Accedere al volume che hai lungamente cercato o atteso di incontrare è sempre una grande emozione. È il capo di un filo che non sai dove potrà condurti. Perché solo questo è ancor più piacevole della consultazione di “un” testo: seguire una traccia e lasciarsi condurre lontano, altrove, un testo dopo l’altro. Per questo le biblioteche ad open-shelf sono le mie preferite, perché - come diceva Calvino - ogni opera è diversa se ‘isolata’ o se inserita in un ‘sistema’. Ed è affascinante vedere come ogni biblioteca organizza e cataloga un testo. Lo stesso testo. Su quale scaffale lo colloca. Quale opera lo precede, quale lo segue. Per quali associazioni testi apparentemente “lontani” gli sono stati invece messi accanto o anche solo “vicino”. L’open-shelf permette tutto questo, in maniera rapida e folgorante. E può cambiare il valore che hai dato ai libri ‘noti’, e portarti verso testi lontani, insospettati, nascosti. 10

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Qual è la cosa più odiosa delle biblioteche? Soprattutto per chi è un frequentatore assiduo e un grande consultatore di testi la cosa più odiosa sono sicuramente i moduli da compilare per poter visionare un testo. Ricordo moduli da riempire anche in triplice copia; moduli con carta carbone che però copiavano male; moduli compilati di fretta, con una scrittura che inevitabilmente si faceva via via più sintetica e involuta; matrici che si dimenticavano a casa, usate come segnalibro e che rimanevano sepolte per anni nei volumi consultati. Forse è proprio questo: nella perfetta geometria di una biblioteca con volumi che si muovono armoniosamente su nastri trasportatori, o che vengono mossi su carrelli da mani esperte, il modulo è l’inciampo, la zeppa, lo scarabocchio. L’unica consolazione è che stanno scomparendo un po’ ovunque. La biblioteca più bella vista? E’ difficile scegliere. Ce ne sono di bellissime in Italia e all’estero: dall’Angelica di Roma, a quella Universitaria di Bologna, alla Riccardiana e la Moreniana di Firenze, fino alla Long Room del Trinity College di Dublino, o la John Rynalds Library di Manchester. Tuttavia, quella che forse mi ha davvero tolto il respiro è la Reading Room del British Museum. Nella sua vastità sicuramente meno affascinante di tante altre, non profumata di legni pregiati, priva degli scricchiolii dell’assito, nella sala sferica del British Museum hai la sensazione “fisica” di un mondo che pensa, di una vasta comunità di studiosi accomunata da uno stesso fine, impegnata nella stesso utopico progetto. Purtroppo il futuro di questa biblioteca è incerto. Il segno dei nostri tempi. Il libro che associa alla biblioteca? Ce ne sono molti di famosissimi, e dopo i successi di Borges e di Eco direi quasi che esista un sottogenere letterario che predilige questa ambientazione. Negli ultimi anni anche il noir e il giallo l’hanno molto utilizzata. In buona parte è logico che questo accada, perché il legame tra biblioteca e immaginario è fortissimo, come sono anche molti gli autori che sono stati bibliotecari. Tuttavia mi piace qui ricordare il romanzo di Alan Bennett The Uncommon Reader (tradotto in italiano con La sovrana lettrice, un titolo che nonostante l’ambiguità non riesce a mantenere la ricchezza dell’originale). È un libro non tanto sul fascino della biblioteca, ma sul piacere e il potere liberatorio della lettura. È la storia dell’attuale Regina, Elisabetta II, che durante un’imprevista uscita da Buckingham Palace si imbatte in una piccola biblioteca ambulante. Sentendosi in dovere di prendere in prestito un libro, la Regina inizia un percorso di lettura che la cambierà completamente, e grazie al quale metterà in crisi tradizioni millenarie, rigidi regolamenti, addirittura la stessa monarchia. È la celebrazione del potere di trasformazione della letteratura, della potenziale forza sovversiva di una biblioteca, anche di una piccola biblioteca ambulante. Cosa non deve mancare mai in una biblioteca? Un posto di ristoro! Così com’è necessario sgranchirsi le gambe durante un lungo viaggio, in biblioteca è necessario che ci sia un luogo dove distendere la mente e il pensiero. Dove tornare per un po’ con i piedi per terra. E ripartire subito dopo. Rinfrescati e più lucidi.

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News & Views — Novembre/Dicembre 2015, numero 6 Pagina 12

Progetti ed Eventi Il Progetto Europeana: la biblioteca europea a portata di clic di Donata Guida “Europeana è un capolavoro di sintesi, una storia priva di virgole, in cui eventi, immagini, cifre, parole e dati si rincorrono, e all’uomo, pare, non rimane nemmeno il tempo per pensare”. [Europeana. Breve storia del XX secolo di Patrik Ourendnik (Editore: due punti, 2005)]

Europeana è la biblioteca digitale che permette la fruizione di risorse provenienti da biblioteche, archivi, musei, collezioni anche audiovisive di tutta Europa. Al momento 1500 istituzioni, tra i quali la British Library e il Louvre, contribuiscono ad arricchire il progetto con le risorse digitali che mettono a disposizione. Tra gli aderenti italiani va annoverato il MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Partecipano al progetto la Fondazione BEIC (Fondazione Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), il Consiglio Nazionale Ricerche ed anche la onlus Liber Liber nota come Progetto Manunzio. Da tutto il continente istituzioni private e pubbliche hanno reso disponibili i propri archivi digitalizzati, anche se il lavoro da fare è ancora molto lungo. Su un totale di 23.595.557 di opere, l’Italia contribuisce con 1.273.103 digitalizzazioni, appena il 5,40% del totale. Vista la quantità di manoscritti e produzioni nei nostri archivi, da quelli della RAI dove stanno marcendo i nastri, alla Biblioteca dei Girolamini, vittima di connivenze tra “custodi” e antiquari, gli sforzi necessari sono immani. La digitalizzazione delle opere è un argomento d’attualità ed è ammirevole che ci sia uno sforzo istituzionale coordinato a livello europeo per salvare i nostri tesori. Da un lato non si potrà escludere un potenziale incendio della Biblioteca di Alessandria “atto secondo”, visto che la digitalizzazione comporta l’affidamento delle informazioni all’elettronica, con tutti i rischi del caso. Diventa fondamentale avere ridondanza, quindi preservare le informazioni allo stato fisico e virtuale. In questi tempi di crisi queste iniziative hanno bisogno di grande supporto, in modo che i nostri discendenti possano avere più informazioni possibili per descrivere la società di oggi che, un giorno, rivivrà solo attraverso la nostra testimonianza. Nata sull’impronta di Gallica (biblioteca digitale della Bibliothèque Nationale de France), Europeana viene cofinanziata dall’Unione Europea insieme alla European Library con la quale condivide anche gli uffici di gestione centrale, collocati presso la Biblioteca Reale dell’Aia. Si tratta di un progetto in continua evoluzione: Europeana è attiva su Facebook e Twitter, ha un blog sul quale scrivono personaggi prestigiosi (leggibile anche in italiano, cliccando sulla bandiera a sinistra), condivide video da Vimeo ed ha un portale specifico per i professionisti, Europeana Professional. Da poco è stato attivato anche il portale Europeana Newspaper che aggrega oltre 10 milioni di pubblicazioni provenienti da Europeana stessa e dalla European Library. Per la consultazione non è necessario registrarsi, ma con il login a My Europeana è possibile salvare le ricerche e aggiungere tag. Collegandosi al sito www.europeana.eu nella home page si seleziona la lingua con cui vuole navigare (settings in alto a destra). Nell’apposito spazio (Add a search term) si digita o il titolo del testo che si desidera consultare o l’autore o la parola chiave della ricerca che si sta svolgendo, dopodiché si clicca sulla lente d’ingrandimento e si visualizzano tutti i risultati recuperati. Facciamo un esempio: cliccando nel riquadro “Lettere copernicane”, mi vengono dati due risultati: il manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ed il video dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza. A sinistra della pagina mi viene chiesto di affinare la ricerca a seconda che mi interessino le immagini, il manoscritto o il video. Mi viene fatto presente, in questo caso specifico di ricerca, che il paese che ha fornito la digitalizzazione è l’Italia attraverso le due Istituzioni sopra citate. Dal momento che il mio interesse è rivolto al manoscritto, seleziono il primo risultato “Galileo Galilei” e vengo reindirizzata sul link di Internet Culturale Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che mi fornisce in fondo alla pagina anche altri manoscritti di Galileo da lei posseduti. continua...

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Visualizzo il manoscritto, avendo anche la possibilità di fare un download completo o parziale del testo (a seconda dei vincoli di copyrigth©, in questo caso assenti poiché l’opera è del 1613). In basso a destra ho anche la possibilità di inviare la risorsa tramite mail, google+, facebook e twitter. È interessante sottolineare un’altra importante iniziativa della biblioteca digitale comunitaria, la sezione tematica dedicata alla Prima guerra mondiale: Europeana 1914-1918- storie inedite e storie ufficiali della Prima guerra mondiale. Effettuando la registrazione al sito si possono inserire la propria storia personale o racconti di nonni e bisnonni che hanno combattuto la Grande Guerra. Si possono rivivere paure e speranze dei soldati al fronte attraverso parole non filtrate o non piegate al servizio degli storici e dei vari orientamenti politici. Europeana è un aggregatore, in parole semplici è un software, un’applicazione web che raccoglie le varie informazioni per proporle in una forma aggregata per una migliore fruizione. Raccoglie ed indicizza i metadati1, non gli oggetti digitali che restano consultabili sul sito dell’istituzione che li ha prodotti. Gli aggregatori di livello europeo, nazionale, regionale, locale possono essere di diversi tipi: ∗ orizzontali o intersettoriali (cross-domain), quando afferiscono a tipologie di istituti diversi (biblioteche, archivi, musei ecc.) ∗ verticali, quando afferiscono ad un’unica tipologia di istituzioni (ad esempio le biblioteche) ∗ tematici, quando, forniti da settori diversi, sono legati da un tema specifico (ad esempio la Prima Guerra Mondiale). L’aggregatore può avere un’interfaccia pubblica di consultazione o essere un “aggregatore cieco” (dark aggregator) che funziona solo da reposity per la memorizzazione dei metadati; il suo ruolo è quello di intermediazione. Uno dei progetti europei più importanti che alimentano Europeana è Athena (Access to cultural heritage networks across Europe), coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche (ICCU). Essa è una rete finanziata dal programma eContentplus, sviluppato a seguito dei risultati del progetto MINERVA. Ne fanno parte membri di venti stati dell’Unione Europea, tre osservatori extra-europei, 109 musei di grande rilievo e altre istituzioni culturali, che sono direttamente associati al progetto fin dal suo inizio (2008). Il suo compito è quello di incoraggiare la partecipazione dei musei e di altre istituzioni culturali ad Europeana; fornire le apposite linee guida, ponendo l’accento sulle strutture dei dati e sulla loro aggregazione; fornire informazioni sui diritti di proprietà; identificare i contenuti digitali presenti nei musei europei; contribuire all’integrazione fra i diversi settori del patrimonio culturale con l’obiettivo primario di fondere tutti questi differenti contributi in Europeana, in cooperazione con altri progetti riguardanti più direttamente l’ambito delle biblioteche e degli archivi; sviluppare un’infrastruttura tecnologica per consentire l’aggregazione dei metadati e l’interpolarità semantica con Europeana; nonché ampliare il numero delle istituzioni partecipanti. Un’ulteriore attività svolta dal progetto ATHENA è quella collegata ai diritti di proprietà intellettuale. Un gruppo di lavoro ristretto ha contribuito allo sviluppo della licenza Europeana, rappresentando gli interessi dei partner di ATHENA; esso ha inoltre realizzato uno studio sulla legislazione relativa ai diritti di proprietà intellettuale in relazione agli obiettivi di Europeana, tenendo conto dei maggiori trattati internazionali, delle direttive comunitarie e delle legislazioni nazionali in relazione agli istituti culturali. Questo stesso gruppo sta lavorando all’elaborazione di un vero e proprio servizio online che possa supportare i fornitori di contenuti culturali nel determinare lo stato dei diritti di proprietà intellettuale relativi ai materiali che si intendono divulgare. 1 Un

metadato, letteralmente “dato su un dato” è un’informazione che descrive un insieme di dati. Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro e così via.

Il proverbio/motto bibliotecario del mese… L'uomo che sa leggere parla cogli assenti e si mantiene in vita gli estinti. Egli è in comunicazione con l'universo non conosce la noja - viaggia - s'illude. Carlo Dossi (1964), Note azzurre.

Il cielo più bello è nell’orizzonte di una riga di testo Anonimo

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Una Finestra su… La Biblioteca dell’ISALM

La Biblioteca dell’Istituti di Storia e di Arte del Lazio Meridionale [ISALM] - Anagni

La Biblioteca dell’ISALM, specializzata nella raccolta di opere riguardanti il Lazio Meridionale, vanta un patrimonio librario di oltre 18.000 titoli di settore. È nata nel 1983 dalla donazione del dott. Valerio Bufacchi di parte della biblioteca ereditata dallo zio, lo storico prof. Giuseppe Marchetti Longhi a cui è stata intitolata. Al primo nucleo se ne è aggiunto nel 1989 un secondo, costituito dai volumi provenienti dalla donazione di mons. Filippo Caraffa, già docente di agiografia nella Pontificia Università Lateranense, noto storico del Lazio meridionale, che fu anche fra coloro che ridettero vita all'Istituto nel 1983. Un successivo incremento librario avvenne nel 1994, quando la vedova del prof. Salvatore Sibilia donò parte della biblioteca del marito. Oltre a queste importanti donazioni, che comprendono molte opere rare risalenti ai secoli passati, la biblioteca è cresciuta tramite acquisti operati sul mercato ordinario e d'antiquariato, tramite la fitta rete di scambi che l'ISALM mantiene con istituzioni italiane e straniere, con le donazioni di molti soci, e con la sistematica raccolta di stampati che viene effettuata nel territorio. Tra i volumi di pregio in possesso della biblioteca si ricordano diverse cinquecentine e seicentine, nonché varie opere del secolo XVIII; essa possiede inoltre una ricca sezione di periodici: 77 riguardanti il Lazio e 169 di diverso argomento. Conserva anche la collezione degli statuti laziali comunali contemporanei e materiale a stampa di varia natura in una serie di raccoglitori per Comuni. La biblioteca fa parte dell'Associazione Interbibliotecaria Biblioteche Valle del Sacco (AIBVdS) ed i volumi che conserva sono presenti nel Catalogo nazionale SBN. Ubicata nello storico Palazzo Bonifacio VIII, in via Vittorio Emanuele 236, nel centro storico di Anagni, essa garantisce l’accesso a tutti nei seguenti orari e giorni: lunedì e venerdì dalle 8.30 alle 13.30; martedì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 20.00. I servizi bibliotecari forniti agli utenti sono: assistenza bibliografica, consultazione e prestito locale, fornitura documenti, accesso a postazioni internet.

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La parola a… Lorenza Bucci, studentessa in Lingue e Letterature straniere Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Il potere che alcuni luoghi esercitano su di noi è immenso e sconosciuto: possiamo sentirci oppressi in un locale piccolo ed affollato o in soggezione in una chiesa enorme e silenziosa. Ma in una biblioteca è difficile provare un senso di disagio. La Biblioteca Giorgio Aprea, Centro di Servizi Biblioteca di Area Umanistica, dell’Università di Cassino porta il nome e l'anima di un uomo che ha amato immensamente i libri e ciò che li conteneva. Entrando, si può sentire la cura e l'amore che questa persona ci ha lasciato in modo indelebile, racchiuso tra le pagine delle enciclopedie e dei libri di storia, letteratura, narrativa. Un amore che è stato accolto e tutt’ora custodito, lasciando percepire a chiunque entri in biblioteca quel caldo benvenuto ormai famigliare a tutti gli studenti e docenti che quotidianamente la frequentano . È questo lo spirito e il sentimento che un luogo come la biblioteca lascia nel tempo: un immutabile e pacifico amore verso il sapere, la lettura, lo studio, che ci è stato tramandato è che tramanderemo alle generazioni future. È quel genere d'amore che ha il profumo delle pagine ingiallite dal tempo, che ammalia e che resta. Sempre.

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News & Views - Notiziario bibliografico 6/2015  

L’editoriale d’apertura del Notiziario è curato dal professor Michele Napolitano, nostro docente di Letteratura greca e novello presidente d...

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