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Cronache Sanitarie ®

Fatti e Persone della Sanità Mantovana MARZO-APRILE 2018 Anno VI NUMERO 42 Periodico Bimestrale di informazione sanitaria gratuito

IL PERIODICO SI PREPARA A FESTEGGIARE IL SETTIMO ANNO DI VITA (2011-2018)

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rimo evento: Giovedì 10 maggio 2018. Un convegno a Moglia sulla figura dell’Assistente Sociale di tutti i comuni e altre istituzioni, sul tema: SERVIZIO SOCIALE IERI ED OGGI “Quarant’anni di lavoro sul nostro territorio. Secondo evento: una cena con ospite il direttore della Cittadella Don Giovanni Telò e il presidente dell’Ordine dei

Medici Dott. Stefano Bernardelli coordinati dal fotografo Gianni Bellesia che tratteranno: “Il giornalismo contemporaneo nel contesto della promozione umana e sociale. Uno strumento efficace o un inutile servilismo”? . Il nostro periodico continua a crescere perché si pone l’obiettivo di fare un’informazione sanitaria utile ed efficace, grazie ad una

redazione unita, in continuo contatto con le persone e sostenuta meravigliosamente dagli sponsor che hanno creduto e credono questo strumento che entra nelle famiglie e le accompagna in caso di necessità. Ricordiamo ai lettori che siamo su face-book e sul sito www.cronachesanitarie.it

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UN CONVEGNO SULL’ASSISTENTE SOCIALE: UNA FIGURA DI AIUTO ALLA PERSONA IN STATO DI BISOGNO

ompito principale dell’assistente sociale è quello di individuare casi di bisogno nella popolazione di una data area territoriale e di intervenire per la loro soluzione predisponendo gli interventi più idonei ed utilizzando le risorse istituzionali e comunitarie disponibili. Attraverso colloqui ed incontri con le persone,

l’assistente sociale fa un’analisi approfondita dei problemi da questi presentati, giungendo ad uno studio sociale del caso e a una diagnosi o valutazione della situazione, come base per la formulazione e attuazione di un piano di intervento. Ciò avviene attraverso un’azione coordinata

delle risorse intorno al problema evidenziato, nonché attraverso la verifica dei risultati ottenuti in rapporto alla soluzione del problema stresso. (Nelle foto gli operatori di Suzzara negli anni ‘80) Continua a pagina 20

PROPOSTE DI VIAGGIO • • • •

26-27 Maggio: la Laguna di Orbetello, Capalbio e Ansedonia 01-08 Giugno: soggiorno mare nella penisola Calcidica con visita organizzata a Salonicco e Monte Athos 23-24 Giugno: la Lunigiana – i borghi di una Toscana sconosciuta e affascinante. 11-17 Agosto: Tour Organizzato nelle spettacolari Capitali del Nord: Copenaghen + Oslo + Stoccolma! Trasferimenti, voli dall’Italia, servizio guida, pasti, Minicrociera nel Fiordo di Oslo e nell’arcipelago di Stoccolma SPECIALE GITE IN GIORNATA:

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22/04 Visita a Massa Marittima, centro storico medievale della Maremma, e alla misteriosa abbazia di San Galgano dove si trova la vera Spada nella Roccia. 01/05 Giornata alle Cinque Terre con spostamenti in treno tra i pittoreschi paesini che si affacciano sull’incantevole mare ligure. 02/06 Visita ai mosaici di Ravenna e mangiata di pesce in Riviera.

Informazioni dettagliate in agenzia.

Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana

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Cronache Sanitarie Fatti e Persone della SanitĂ Mantovana


o i z a p S i r o t t e l ai

UN GRAZIE ALLA CROCE BIANCA, ALLA NEUROLOGIA DI MANTOVA, ALLA RIABILITAZIONE DI PIEVE DI CORIANO E ALL’OSPEDALE DI GONZAGA

Tutto è iniziato la notte del 24 marzo scorso. Improvvisamente mio padre ha un malore causato da un ictus ischemico. Quando ti succede tutto senza preavviso, gli attimi sono determinanti e così è stato. L’immediatezza del soccorso della Croce Bianca di Quistello, il ricovero d’urgenza all’ospedale Carlo Poma di Mantova, reparto di Neurologia. In pochissimo tempo capisci che attorno a te tutto è cambiato, ti ritrovi in una nuova realtà, un percorso tutto in salita senza sapere se ci può e potrà essere una dirittura d’arrivo. Questa immediatezza dei primi soccorsi è stata fondamentale; come fondamentali di conseguenza le successive terapie sempre in Neurologia a Mantova; poi nella Riabilitazione a Pieve di Coriano e in conclusione alla Fondazione ospedale civile di Gonzaga. Si è trattato di un percorso impegnativo, di mesi di terapie e riabilitazione, da marzo 2017 a fine agosto 2017, per poi continuare a casa nell’ambito famigliare. Cosa ho potuto appurare in questi mesi? L’efficienza del servizio sanitario, la collaborazione tra le varie strutture di degenza per cercare di risolvere al meglio la patologia. Cosa importante in questo percorso il sostegno psicologico e morale ricevuto da tutti gli operatori sanitari: un sostegno morale al paziente, ma anche ai famigliari. Scrivere questa lettera aperta perché? È attraversando un lungo percorso, vivendolo quotidianamente, che posso affermare: la sanità funziona! Far emergere anche queste realtà positive ritengo sia fondamentale e costruttivo. A volte però può fare più

notizia un caso di malasanità che un caso di buona sanità! Il mio percorso da figlia continua tutt’oggi a casa perché un malato ischemico ha necessità di terapie domiciliari. Anche in questa realtà, forse la più complessa da gestire, posso sostenere che la competenza nell’assistenza domiciliare funziona. Scrivere questa lettera aperta perché? In questi giorni di festa sto riassaporando la mia famiglia, il calore di casa. Scrivere questa lettera aperta perché? Tengo a precisare che l’avrei scritta ugualmente, anche se ci fossero stati degli sviluppi diversi per la salute di mio padre. L’avrei esposta sempre per valorizzare il lavoro quotidiano e la professionalità degli operatori sanitari. Il loro non si può definire un lavoro, ma una missione. Avrei scritto ugualmente raccontando che è stato fatto il massimo. Ad oggi posso sostenere che è stato fatto tutto il possibile per raggiungere il miglior risultato, consapevole che il papà di alcuni anni fa non lo riavrò più. Il papà di oggi è diverso e sono contenta di averlo e di viverlo così. Scrivere questa lettera aperta perché? Nei momenti di difficoltà, qualsiasi difficoltà possa essere, ti rendi conto che la famiglia è fondamentale per collaborare al raggiungimento di un traguardo. Mi sento consapevole che è stata determinante la presenza costante di mia mamma Vanna e di Pasquale. Con questa lettera sono ad augurare, a tutte le persone che in questi mesi sono state di sostegno, buon inizio anno! Cristina Baroni

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dire che mi hanno salvato la vita. Ringrazio di cuore i tre professori per la loro alta professionalità. Ghiselli Franca

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SAN PROSPERO DI SUZZARA: UN RICONOSCIMENTO AI MEDICI, INFERMIERI E FISIOTERAPISTI DELLA PNEUMOLOGIA DI MANTOVA

ono stata ricoverata all’Ospedale di Mantova e subito in Pronto Soccorso hanno capito la mia gravità, urgentemente mi hanno soccorsa e poi ricoverata nel reparto di pneumologia. Dà subito mi sono sentita al posto giusto vedendo le premure e la professionalità dei medici molto attenti al problema

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Cronache Sanitarie

RINGRAZIO IL PROF. PIAZZA, PROF. FERRARI E PROF. PANI

l prof. Piazza dopo un’accurata visita mi disse che dovevo essere operata e mi consigliò di andare a Modena per problemi seri ai reni con calcolosi. Devo

e del personale infermieristico che ad ogni iniezione ti chiedevano scusa. Poi ringrazio la fisioterapista per la sua professionalità, la quale in poco tempo mi ha messo in piedi. Ora che sono guarita voglio ringraziare di cuore, tutti. Valentina Caramaschi

RINGRAZIO DI CUORE IL DOTT. CAVAZZUTI

ono grata a tutto il personale dell’ortopedia di Suzzara, della riabilitazione palestra compresa per la professionalità e l’umanità dimostrata in occasione

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di un mio ricovero . Un ringraziamento anche a tutto il personale degli accertamenti pre-operatori e Sala Operatoria di Suzzara. Ferrari Teresa

RESPONSABILE SANITARIO Dott. G.Luca Occelli

Fatti e Persone della Sanità Mantovana

Bimestrale gratuito Iscritto al Tribunale di Milano in data 8-4-2011 n° 190 DIRETTORE RESPONSABILE Attilio Pignata Via C. Ravera, 9 Suzzara Cel. 346-0905483

VICE DIRETTORE Paolo Lavagnini

DIRETTORE SCIENTIFICO Prof. Piero Zanini

REDAZIONE

Suzzara: Prof. Piero Zanini, Dott.ssa Anna Bonini, Dott. Roberto Messori, Mauro Pinotti, Rosanna Rossi, Prof. Renzo Gualtieri, Dott. Gianluca Occelli, Gilberto Zacchè, Dott.ssa Fiorenza Davolio, Gabriella Bigi e Dott.ssa Erika Mazza. Gonzaga: Carla Ferrari, Vanni Bosi e Marco Barbieri. Moglia: Gianni Bellesia, Valentina Amadori. Pegognaga: Bruno Mazzacani San Benedetto Po: Dott. Roberto Lasagna Quistello: Alfio Maestrelli

Dove Trovare

Il periodico è possibile trovarlo anche: Suzzara: Ospedale Nuovo Montecchi, Farmacia Dell’Ospedale, Farmacia San Biagio, Medigroup, Arredoluce Corradini, Calzature Maretti, Nuovo Panificio Fila, Centro Sociale Città di Suzzara. Motteggiana: Farmacia Carità San Benedetto Po: Farmacia Polirone, Cartoleria Bernardelli Agnese, Poliambulatorio Medico Pegognaga: Farmacia Mori, Palestra Benessere, Farmacia Polesine Gonzaga: Farmacia Dott. Conti, Parafarmacia “Una Melalgiorno”, Fondazione Ospedale Civile, Medigo Centro Medico, Farmacia Bondeno, Farmacia Palidano Moglia: Farmacia Berni, Farmacia Bondanello Reggiolo-Pegognaga: Centro Medico Polispecialistico Codisotto Luzzara: Market Su perday - Bar Alexander Mantova: Hall Ospedale Poma, Centro Polispecialistico Armonia Borgoforte: Farmacia Dott. Mondini Quistello: Farmacia Terziotti, Croce Bianca di Quistello Roncoferraro: Farmacia Frignani

COLLABORATORi Renzo Gazzoli Dino Barbi Cav. Carlo Gasparini

EDITORE

Attilio Pignata info@cronachesanitarie.it

GRAFICA

UKI Design - Suzzara Cel 328-8299789 www.ukiweb.it info@ukiweb.it

STAMPA

Stamperia s.c.r.l. Parma Via Mantova, 79

Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana

Il periodico viene distribuito negli ambienti sanitari pubblici e privati: nelle farmacie, parafarmacie, negli ambulatori dei medici di famiglia e specialisti di tutti i comuni del distretto, Case di Riposo (R.S.A.) di tutto il territorio, al CUP dell’Ospedale di Suzzara, nelle Istituzioni Socio-Sanitarie (A.S.L.) Laboratori Analisi privati e accreditati. Il marchio della testata è stata registrata presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Scrivete alla redazione: attilio.pignata1951@gmail.com FINITO DI STAMPARE IL 01/04/2018

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LE SODDISFAZIONI CHE RIMANGONO STAMPATE NEL CUORE DAL PRONTO SOCCORSO AI REPARTI

o passato la vita ad aiutare le persone. Dopo 20 anni di lavoro come autista-soccorritore, correndo per le strade per salvare vite, a distanza di 10 anni ricevo una telefonate di un ragazzo

che ha compiuto 18 anni dicendomi: «Grazie a te e tuoi colleghi oggi sono qui a festeggiare i miei 18 anni e vi ringrazio tutti a vita». Per me è stato un momento di gioia e fiume di lacrime.

Grazie a te Luca per avermi dato questa gioia e soddisfazione grazie di cuore. Franco Galli

RINGRAZIO TUTTA L’EQUIPE DELLA CARDIOCHIRURGIA E RIABILITAZIONE

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opo un malore e il ricovero all’Ospedale di Mantova, mi hanno diagnosticato una grave patologia cardiaca e sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Sono stata curata e seguita

professionalità e gentilezza anche in tutta l’equipe della riabilitazione cardio-respiratoria: un grazie speciale alla dottoressa Ornella Tortelli. Gina Malavasi di Quistello

LA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA SUI MALATI CRONICI da contattare per le esigenze del malato.

IL PATTO DI CURA, UN CONTRATTO CHE IMPEGNA E RESPONSABILIZZA

L’Asst Carlo Poma, l’azienda socio sanitaria territoriale di Mantova, è stata accreditata quale gestore di quei pazienti cronici che già abitualmente si rivolgono ai suoi professionisti per visite ed esami diagnostico strumentali. Per raggiungere questo obiettivo si è dotata di un centro servizi, situato nella palazzina 10/A dell’ospedale di Mantova (accanto al Poliambulatorio) mettendo a disposizione operatori sanitari e amministrativi che accompagneranno i cittadini dal momento in cui riceveranno la lettera dell’Ats. Il centro servizi è contattabile al numero verde 800-224328 nei seguenti giorni e orari (per la fase iniziale): dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.Chi è portatore di patologia cronica sa quanto tempo lui e i suoi familiari devono dedicare ad aspetti burocratici quali richiesta prescrizioni, code per prenotazioni, inadeguatezza dei tempi di visite ed esami: di questi aspetti, oltre che del monitoraggio dell’adesione al percorso di cura, si occuperà il personale del centro servizi. Cosa cambia per il malato? Dovrà impegnarsi e assicurare l’aderenza alle cure e la sua collaborazione, presentandosi agli appuntamenti per le prestazioni, assumendo le terapie che gli vengono prescritte e seguendo un adeguato stile di vita. Il paziente e chi si prende cura di lui sottoscriveranno il Patto di Cura, un vero e proprio contratto che impegna entrambi nelle reciproche responsabilità implicate nella relazione di cura

In Lombardia sono circa 300 le strutture che prenderanno in carico i pazienti cronici, tra cui oltre 40 cooperative di medici di medicina generale, 27 Asst, 5 Irccs pubblici, 3 Asp. Verranno istituti i Presidi Ospedalieri Territoriali e i Presidi socio-sanitari Territoriali. La riforma ci porta nuove sigle. vediamole: MMG (Medicina di Medicina Generale) - PAI (Piano Assistenziale Individuale) POT (Presidi Ospedalieri Territoriali - Presst (Presidi socio-sanitari territoriali)

PERCHE’ UNA NUOVA RIFORMA SANITARIA?

Intenzione della riforma è quella di migliorare la qualità di vita del malato cronico e dei famigliari che lo devono seguire nel suo percorso, lasciando, nel contempo, ai presidi ospedalieri la cura dei pazienti cosiddetti “acuti” che hanno bisogno di cure immediate, di posti letto pre e post operatori disponibili, di personale pronto all’immediato intervento. La riforma prevede che i pazienti cronici siano presi in carico dai Medici di Medicina Generale e dagli specialisti del sistema sanitario pubblico o privato (accreditato dalla Regione) al fine di redigere un Piano Assistenziale Individuale (PAI) annuale che stabilisca preventivamente numero, tempi e strutture mediche adeguate per gli esami e i controlli che il paziente cronico dovrà svolgere nei 12 mesi seguenti. Il paziente quindi non dovrà più preoccuparsi di fissare le visite, di cercare la struttura dove i tempi di attesa siano più brevi. Vengono costituite nuove figure, come il Gestore (non dovrà avere obbligatoriamente competenze mediche) al quale saranno affidati i pazienti cronici. Egli successivamente sceglierá i suoi Erogatori (strutture sanitarie).

A San Benedetto Po una serata di informazione sulla riforma con 2 sindaci e 4 medici in una sala civica gremitissima. Da sx: Dott. Bernardelli, Daniela Besutti Dott. La Rosa Dott.ssa Beccia Dott. Mannino, Dott. Lasagna

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ono circa 150mila in provincia di Mantova le persone che stanno ricevendo una lettera dall’Ats Val Padana che fornirà loro tutte le informazioni sul nuovo modello di presa in carico e cura, per i malati cronici. Si tratta di una importante riforma regionale sull’assistenza e cure dei pazienti cronici che vengono invitati a scegliere il proprio gestore. La Regione ha scelto, in seguito a frequenti visite ed esami nel corso degli ultimi anni, pazienti che rientrano nella classificazione di paziente con patologie croniche o in condizioni di fragilità. Con l’adesione a questa iniziativa si avrà il vantaggio di non dover prenotare visite ed esami. Lo farà il gestore. Allora sorge la domanda: chi posso scegliere come gestore per la mia patologia? Il medico di famiglia se ha deciso di diventare gestore, gli Ospedali di Mantova, di Pieve di Coriano, Asola e Bozzolo, poi l’Ospedale di Suzzara, le altre strutture pubbliche o private accreditate del territorio (Castiglione, Volta, San Clemente, ecc) Come si deve fare per aderire al nuovo percorso? Telefonare al numero verde di Regione Lombardia 800638638, rivolgersi al medico curante, telefonare al numero verde di ASST Mantova 800224328, accedere allo sportello ASST Suzzara Via Cadorna, 2 lunedì 14.0017.00 e venerdì 9.00-12.00. All’Ospedale di Suzzara per info: 0376-1760311 pazientecronico@ospedaledisuzzara.it Quali sono i vantaggi aderendo al nuovo percorso di cura? Al paziente verrà dato un nuovo programma di terapie, di visite ed esami per un anno. Il Centro servizi prenoterà per te le visite e gli esami. Non si dovrà fare file al CUP e ci saranno tempi di attesa coerenti. Al paziente verranno ricordate le date dei suoi appuntamenti e ci sarà un punto di riferimento

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con professionalità, per questo desidero ringraziare anche tutte le persone di cui non posso ricordare i nomi. Un grazie di cuore lo faccio al Dott. Jacopo Manfredi e Dott. Nicola Camurri. Ho trovato grande

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SAILETTO DI SUZZARA: PER 12 ANNI PARROCO, ORA A BIRBESI RICEVE UNA CIVICA ONORIFICENZA

on Dino Mezzani, classe 1941 è stato parroco di Cavriana per 28 anni e 12 anni a Sailetto. Ora vive a Birbesi, frazione di Guidizzolo. A 75 anni, l’anno scorso un infarto. Ora si è ripreso. Recentemente ha ricevuto una civica onorificenza per meriti. Si definisce un “prete di campagna” e conserva un bellissimo ricordo di Sailetto: «Nei dodici anni, trascorsi come parroco di Sailetto e Motteggiana, sicuramente tra i più belli della mia vita, diverse esperienze hanno segnato il mio ministero. Tra queste non dimenticherò mai i diversi “campi estivi”, iniziati alla garibaldina

a Cimbergo, poi continuati qua e là e infine conclusi per diversi anni consecutivi in Valle d’Aosta ad Entrèves, la “nostra casa bianca”, con tutte le camminate, gli incontri, le serate, i giochi, le amicizie… Come pure ricordo con immenso piacere le nostre esperienze canore, che tanto entusiasmo avevano suscitato… e altro ancora. Ma altrettanto significativa è stata l’avventura del “Presepio Vivente”, realizzata in tre diverse edizioni. Le ricordo bene tutte, dalla prima, la più inesperta e rischiosa con tutti i pannelli di compensato sopra le “balle” di paglia, seppure forniti di tanti estintori, fino

all’ultima, la più ardita con quella salita che portava fino quasi al cornicione della Chiesa». Frugando fra i ricordi di altri parroci che hanno ricevuto onorificenze civiche nel basso mantovano abbiamo: Don Lino Boselli nel 2005 gli è stata dedicata una targa sul muro della chiesa Immacolata “Largo Don Lino Boselli” nella piazza antistante il Teatro Dante, Don Dante Lasagna nel 2014 una civica onorificenza, poi Don albino Menegozzo nel 2017 cittadino onorario ed infine Don Dino Mezzani 2017 civica benemerenza.

VOLONTARI OSPEDALIERI DI SUZZARA IN UDIENZA DA PAPA FRANCESCO

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l Santo Padre il 24 gennaio ha incontrato in Piazza San Pietro dirigenti e volontari A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri). L’udienza si è svolta nella mattinata di mercoledì: oltre 7.000 volontari, provenienti da tutte le parti d’Italia, erano presenti a Roma per salutare Papa Francesco appena tornato dal Suo viaggio in America Latina. Emozionante il Suo messaggio rivolto specificatamente ai volontari AVO. Ecco le Sue parole: “Un saluto speciale e una parola di incoraggiamento agli esponenti dell’AVO esortandoli a proseguire nell’opera caritativa verso gli ammalati più bisognosi. Grazie per tutto quello che fate”. Al Pontefice l’Associazione ha fatto dono della tessera n 1 AVO e di un bicchiere con il logo dell’associazione a testimonianza dell’impegno

profuso da tutti nell’opera giornalmente svolta a favore dei bisognosi. Tre volontari dell’AVO di Suzzara, accompagnati dai loro famigliari, sono

I loro nomi: Rossana Siliprandi, Danilo Scarpanti e Leonzio Artioli. Nella foto i volontari accompagnati dai famigliari e da due amici di Suzzara

SUZZARA E SAN BENEDETTO PO SESSANT’ANNI DI MATRIMONIO

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lfredo Govi e Rosa Cavicchioli si sono sposati a Codisotto di Luzzara. Giuseppe Sogari e Anna Mozzarelli si sono sposati a Brede di San Benedetto Po. Scoprire questi rari

stati partecipi di questo intenso e significativo momento che resterà loro impresso per sempre.

eventi di festa che si trascorrono con parenti ed amici è sempre bello e mi sembra giusto dividere questo traguardo con tutti gli amici di Facebook. Auguri e tanti complimenti da tutti noi.

SUZZARA ACCOGLIE I BIMBI BIELORUSSI

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gni anno migliaia di bambini della Bielorussia vengono a trascorrere uno o due mesi in Italia ospitati da famiglie che si offrono volontariamente. Anche il territorio suzzarese conosce questa realtà, espressione di grande solidarietà verso una infanzia meno fortunata, un’esperienza che arricchisce umanamente e si fa portatrice di valori per le famiglie ospitanti e per tutta la cittadinanza. Un grazie e un plauso di merito a chi organizza e si impegna per aiutare i bambini sfortunati. Un grazie all’associazione Polriva di Suzzara. Info: 0376/531713 oppure segreteria@polriva.it o visitando il sito www.polriva.it

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a mia vita in te” è un progetto di sensibilizzazione alla donazione sostenuto da Regione Lombardia (ATS Val Padana e ASST Mantova), Azienda ospedaliera C.Poma, Provincia di MN, Ufficio Scolastico per la Lombardia di MN, Csvm, Abeo/Admo, Aido, Avis. In provincia di Mantova siamo riusciti a convogliare le forze di Istituzioni e Associazioni di volontariato in un canale informativo che si rivolge a tutte le scuole di ogni ordine e grado per diffondere tra le nuove generazioni i valori di solidarietà e donazione. Con modalità e tematiche adatte all’età degli studenti man mano coinvolti, un team formato da volontari e professionisti è impegnato a coinvolgere tutte le scuole del mantovano. Per quanto riguarda gli Istituti Superiori del nostro territorio (Manzoni, Strozzi ed Arti e Mestieri) si incontrano i ragazzi degli ultimi anni per informarli che presso i comuni o l’ex asl si raccolgono i moduli di consenso / non consenso all’espianto degli organi in caso di

GLI ALTRI SIAMO NOI

morte cerebrale accertata. Un’infermiera del reparto Rianimazione dell’ospedale di Mantova spiega la differenza tra coma e morte cerebrale, mostrando, attraverso slides, i procedimenti medici di accertamento. Nell’incontro finale si evidenzia l’importanza, della donazione di sangue e di organi per la comunità tutta. Si presentano le associazioni concludendo con queste parole: gli altri siamo noi. Questo de “La mia vita in te” è un percorso lungo e laborioso che, dopo incontri con capi d’istituto e insegnanti, accompagna i bambini delle elementari, gli adolescenti delle medie ed i ragazzi delle superiori ad acquisire comportamenti ed a fare delle scelte consapevoli di cittadinanza attiva. La foto è stata scattata all’Istituto Manzoni di Suzzara il 18 gennaio 2018, dopo la conclusione dell’incontro informativo con i ragazzi di tutte le classi quinte. I giovani dell’immagine sono donatori o

aspiranti donatori Avis-Aido-Avo. In piedi da sinistra Rossana Siliprandi e Carmen Ferrari di AVO. Elisa Ferro, Melissa Calzolari, Francesco Schiavo, Nicolò Barbieri, Lorenzo Moretti. Bruno Lui di AIDO. Il dr. Pierangelo Marzi. Seduti da sinistra: La dirigente Prof.ssa Paola Bruschi, Erika Mazza, Luna Leali, Michele Marchetti, Eugenia Bighi. Gabriella Bigi e Silvana Magri di AVIS. Gabriella Bigi

SUZZARA: INTERVISTA ALLA COORDINATRICE DEGLI INFERMIERI/E DELLA FONDAZIONE BONI DANIELA PUGNOLI

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nfermiera e Assistente Sanitaria, Daniela ha conseguito Specializzazioni/Master universitari in “Management in ambito sanitario”, “Rischio Infettivo” e “Infermieristica forense/ gestione del rischio clinico”. Daniela ci può dire la sua esperienza professionale prima di arrivare a Suzzara?“Ho lavorato come infermiera clinica presso Istituto Ospedaliero di Sospiro (CR) dal 1995 al 2000 e successivamente ha sempre svolto attività di coordinamento prima presso la Direzione Sanitaria e poi in staff alla Direzione Generale della Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro (CR). Ha maturato esperienza professionale anche in atri settori come formatrice nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro e della prevenzione dei rischi professionali collaborando

con uno Studio di Medicina del Lavoro di Cremona. Ha svolto attività extraprofessionale in un Centro di Medicina dello sport e effettuato servizio volontario in emergenza sanitaria (118) come capoequipaggio per diversi anni. Come si trova a Suzzara? Ho trovato un clima accogliente e molto stimolante. I problemi ci sono, in quanto sono fisiologici in qualsiasi organizzazione, ma l’importante è riconoscerli ed affrontarli, farsi delle domande produttive, ovvero domande mirate non tanto a far emergere la causa del problema ma ad individuare una soluzione. Credo infatti che ognuno di noi sia in grado di risolvere solo ciò che ha il coraggio di affrontare. In Fondazione ho trovato questo spirito, un clima propositivo e sempre motivato al miglioramento e alla soluzione dei problemi.

Quali progetti in Fondazione? Uno solo: fare tutto quanto possibile e nelle mie capacità per migliorare la qualità di vita dei nostri residenti. Hobby: cucinare e fare lunghe passeggiate in particolare in montagna.

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SUZZARA: DOMENICA 15 APRILE ESAME ECOGRAFICO GRATUITO DELLE CAROTIDI E PRODUZIONE PANE CASALINO COTTO NEI FORNI A LEGNA

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n occasione della 9a edizione di “Tra piante, orti e Giardini” a cura della Pro-Loco, nella giornata di domenica 15 aprile, in Piazza Castello, il Rotary Club Gonzaga-Suzzara in collaborazione con il periodico “Cronache Sanitarie” e UPD (Unità di Prevenzione e Diagnosi Medicina del Lavoro di Suzzara) organizzano uno screening per la lotta all’ictus cerebrale denominata “Stop all’Ictus” con visita ed esame ecografico gratuito delle carotidi effettuato dal dott. Gianluca Occelli medico chirurgo presso l’ospedale di Suzzara e socio del Rotary Club Gonzaga Suzzara, in collaborazione con lo staff tecnico e infermieristico dell’ UPD. Nell’ambito della stessa manifestazione con inizio sabato 14 aprile i forni a legna del Rotary Club sforneranno pane casalino che verrà ceduto come al solito in offerta libera per sostenere le attività sociali del Rotary Club.

PEGOGNAGA: ROTARY DONA UN ELETTROCARDIOGRAFO ALLA R.S.A. BOVI

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i tratta di uno strumento medico importante, utile e necessario, un elettrocardiografo di ultima generazione dal costo di 1220 euro. Durante la cerimonia di donazione erano presenti il presidente del Rotary Carlo Bondioli, Enos Gandolfi presidente del Comitato Bovi, Claudio e Carlo Cuoghi della coop Csa che gestisce la R.S.A. l’assessore ai servizi sociali Daniele Benfatti. Ma cos’è il Rotary e cosa fa? Il Rotary di Gonzaga-Suzzara ha 42 soci e fra i diversi obiettivi annovera la raccolta di fondi a scopi sociali, solidali e umanitari. Le risorse economiche necessarie per l’acquisto dell’elettrocardiografo derivano dalla vendita, in sinergia col Mulino Pasini, del libro “Panhistoria” di Giancarlo Malacarne. In 7 anni di attività del comitato Bovi sono stati raccolti dallo stesso 3,5 milioni di euro.

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MOGLIA: UNO STRUMENTO PER MIGLIORARE LA CIRCOLAZIONE

no strumento sanitario utile e necessario è stato donato dal Rotary Club GonzagaSuzzara alla RSA “P.Sissa” di Moglia. Si tratta di un BEMER per la terapia fisica vascolare, uno strumento che attraverso le onde elettromagnetiche attiva e migliora la circolazione,

l’ossigenazione del sangue e lo stato di salute sotto vari aspetti, difese immunitarie e benessere generale compresi. Ma è utile anche per le piaghe da decubito. nei processi di prevenzione, guarigione, recupero e rigenerazione, e può essere inoltre utilizzata in svariate terapie e per

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varie indicazioni. Oltre al presidente del Rotary Club Ing. Carlo Bondioli erano presenti Aldo Arioli, Mauro Trevisi, Damiano Nigro e Dott. Pasquale Rimola.

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MILLEMENTI E IL PROGETTO AUTISMO

bbiamo intervistato la Dott.ssa Valentina Dicembrini psicologa e presidente di MilleMenti. Dott.ssa cos’è l’autismo e perchè se ne sente parlare sempre più spesso? L’autismo è un disturbo che compromette la vita del bambino dalla sua nascita e per tutta la vita. Il bambino con autismo spesso non parla, e quando parla lo fa in modo poco comprensibile. Ha spesso dei comportamenti bizzarri e dei comportamenti problematici, a volte anche di aggressività verso gli altri o verso sé stessi. Spesso questi comportamenti sono dovuti alla difficoltà di comunicare con gli altri le proprie necessità, anche ai propri genitori. Per queste ragioni il bambino con autismo spesso è un bambino isolato. Anche le famiglie vengono spesso isolate, perchè i loro figli sono considerati strani, e difficilmente riescono ad instaurare delle relazioni con gli altri genitori. Dal 2016 MilleMenti sostiene il Progetto Autismo, per offrire sostegno alle famiglie con un bambino con questa patologia. MILLEMENTI è un’ Associazione di Promozione Sociale con sede a Suzzara fondata da un gruppo di giovani psicologhe mantovane con l’obiettivo di rendere accessibili i servizi diretti al benessere mentale e fisico.

In provincia di Mantova ci sono circa 250 famiglie con un bambino o un ragazzo con autismo, di cui un quinto solo nel basso mantovano. Ad oggi non si conoscono le cause di questo disturbo e non c’è modo di saperlo prima della nascita del bambino. L’autismo è una patologia che dura tutta la vita e da cui non si guarisce, ma che può migliorare grazie agli interventi psicoeducativi cognitivo comportamentali. Questi interventi specializzati sono molto costosi e in regione Lombardia non vengono sostenuti dal Sistema Sanitario Nazionale. Le famiglie devono rivolgersi a centri privati e sobbarcarsi tutte le spese per il trattamento dei propri figli. I genitori di bambini affetti da autismo hanno livelli di stress altissimi rispetto ai genitori con bambini affetti da altre sindromi. Ciò accade perchè la diagnosi arriva in maniera inaspettata e dopo circa due anni dal parto. Inoltre non si conoscono le cause che provocano tale

disturbo e i genitori si ritrovano spesso a non sapere come gestire il proprio figlio. MilleMenti ha organizzato una raccolta fondi per sostenere queste famiglie da un punto di vista organizzativo e psicologico. Per contribuire al Progetto Autismo si può donare IBAN: IT77N0335901600100000136583 Per informazioni www.millementi.com o telefonare al numero 3394213580.

Foto in allegato: dr.ssa Valentina Dicembrini, psicologa e presidente di MilleMenti

MOGLIA: SERATA BENEFICA PER LE MAMME CORAGGIO

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l teatro Mondo 3 di Moglia ha ospitato qualificati professionisti della musica italiana per devolvere l’incasso della serata all’associazione AGA (Associazione Genitori per l’Autismo). Si sono esibiti nel Memorial Claudio Villa gli artisti: Mister Domenico e la sua orchestra, il gruppo di Rovigo I Rodigini, Gianni Dego, Ruggero Scandiuzzi. L’evento, organizzato dall’associazione culturale “La Rasdura dal Po” con responsabile Mariagrazia Zoboli, è stato condotta con zelo e maestria dal fotografo Gianni Bellesia che ha presentato e animato la non facile serata, tra canzoni, aneddoti, riflessioni, interventi e lotteria. Bellesia era davvero a suo agio. Il mondo della storia della canzone italiana è la sua vita. Presente il sindaco Dott. Simona Maretti che ha patrocinato l’evento. Ma il momento forte della serata è stata la presentazione dell’associazione AGA associazione genitori per l’autismo dove alcune mamme coraggiose hanno spiegato il problema sociale e famigliare. In poche parole serve sviluppare le risorse dei ragazzi autistici e dare aiuto ai famigliari. In tutti i sensi e modi. Al termine il gruppo filatelico di Gonzaga, presente il presidente Fernando Capisani, ha devoluto 1000 euro per l’attività associativa. Poi l’incasso della serata di 600 euro per un

totale di 1600 euro donati al gruppo di Moglia. Molto toccante e meritevole di segnalazione gli interventi delle mamme che hanno spiegato che “non si può vedere l’autismo senza prima vedere il bambino, il figlio e solo i genitori possono fare qualcosa”. Un’altra mamma ha detto: «Il figlio autistico non sai mai cosa pensa, ma se riesci ad entrare in sintonia con il suo linguaggio comunicativo, ti si apre un mondo di colori straordinari, come un meraviglioso arcobaleno». Ma serve coraggio, serve la forza di superare la vergogna e queste mamme di Moglia lo hanno fatto con dignità e amore per i loro figli. Molto

toccante ed emozionante il momento in cui un figlio, che ha la passione della musica, è salito sul palco e ha suonato la batteria strappando un lunghissimo applauso. La serata è riuscita bene, anche dal punto di vista della sensibilizzazione, ha detto il conduttore il fotografo Gianni Bellesia (nostro redattore) perché dell’evento ne hanno parlato bene la Gazzetta di Mantova, la Voce di Mantova e stasera abbiamo anche il direttore e il vice del periodico “Cronache Sanitarie” (Attilio Pignata e Paolo Lavagnini) ed anche Bruno Melli del mensile “L’Eco di Suzzara”.

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PARLIAMO DELLA GESTIONE DELLE CHIAMATE DELL’AMBULANZA

bbiamo ricevuto la segnalazione di due richieste di interventi di soccorso presso un ambiente pubblico nel cuore della città dove numerosi testimoni hanno controllato l’orologio e l’ambulanza è arrivata dopo 35 minuti dalla chiamata. In tanti si sono chiesti: come mai ci impiega così tanto ad arrivare? La segnalazione è seria e merita una risposta per capire come funziona l’organizzazione dei soccorsi sanitari in Regione Lombardia e quindi anche a Suzzara. Abbiamo interpellato il Dott. Ugo Rizzi, che ringraziamo per la gentile disponibilità, in qualità di Direttore delle Articolazioni Aziendali Territoriali (AAT) di Cremona e Mantova. Le AAT, distribuite sul territorio regionale con un’area di competenza approssimativamente provinciale, sono il braccio operativo locale dell’AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) e gestiscono i rapporti con gli ospedali e i mezzi di soccorso. Ma torniamo alle due chiamate dove i soccorsi sono arrivati dopo 35 minuti. Dottor Rizzi ci aiuta a capire cosa può essere successo? “Vi ringrazio per la domanda che mi permette di illustrare l’organizzazione dei soccorsi sanitari sul territorio, anche in relazione ai cambiamenti avvenuti dal 2011 ad oggi. Se un cittadino chiama il Numero Unico di Emergenza 112 per un soccorso sanitario viene messo in contatto con la Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza competente, che per il territorio di Suzzara è quella della Pianura, e questa invia i mezzi di soccorsi più adatti all’evento. A Suzzara è presente un’autoambulanza (MSB Mezzo Sanitario di Base) 24 ore al giorno con a bordo soccorritori formati al soccorso e all’uso del defibrillatore secondo le indicazioni di AREU e un Mezzo di Soccorso Avanzato (MSA) con a bordo un autista soccorritore ed un infermiere addestrato ed in costante contatto con il medico in SOREU. Quando necessario possono intervenire un MSA da Mantova con a bordo medico e infermiere o uno dei 5 elicotteri, di cui 2 abilitati anche al volo notturno, coordinati dalla Centrale Regionale di Elisoccorso. Quando un cittadino si rivolge al sistema di soccorso per una situazione di urgenza l’operatore della SOREU, tramite il colloquio telefonico, valuta la gravità della situazione ed invia i mezzi di soccorso più idonei, compresi gli elicotteri che volano, come già ricordato, anche

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di notte. Quindi i 35 minuti citati all’inizio, in una situazione ove non esisteva pericolo di vita (non infrequentemente arrivano richieste di soccorso che non avrebbero i requisiti dell’urgenza, ma per le quali comunque interveniamo, ma dando la precedenza alle emergenze) e con il MSB più vicino già impegnato, rientrano nella normale gestione del soccorso che prevede la gestione dinamica di un determinato territorio con risorse dislocate in punti diversi in modo tale da garantire una copertura reciproca. Ad esempio il territorio di Suzzara può essere coperto, quando l’ambulanza dislocata a Suzzara è già impegnata, anche da MSB presenti nei comuni di Bondeno di Gonzaga, Quistello, Mantova, Viadana e, fuori regione, Guastalla. Il problema della risposta ad una chiamata di soccorso da un territorio dove la risorsa è occupata per un’emergenza interessa anche altri corpi dello Stato come Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco. In aiuto al sistema può intervenire il cittadino rispondendo alle domande poste dall’operatore per localizzare esattamente il luogo dove è richiesto il soccorso e le condizioni della persona da soccorrere. AREU tramite le AAT e le Associazioni è impegnata da anni per diffondere la cultura del soccorso nella popolazione ed in particolare il BLSD ovvero la defibrillazione precoce. Invito pertanto gli abitanti di Suzzara a partecipare al corso ove si insegna l’uso del defibrillatore per diventare “laici” del soccorso e salvare una vita, anche se l’ambulanza è vicina (peraltro molti hanno già partecipato al corso e sono abilitati all’utilizzo del defibrillatore DAE).

In conclusione ricordiamo che l’AREU modula la rete territoriale del soccorso ovvero la distribuzione della ambulanze e dei mezzi di Soccorso Avanzato attraverso la valutazione delle caratteristiche morfologiche del territorio e l’analisi continua dei dati dei soccorsi sanitari, del tempo di percorrenza, di intervento, dei codici di gravità, della popolazione residente, della rete dei presidi ospedalieri. Questa attività garantisce una omogenea copertura del territorio attraverso una gestione dinamica delle risorse, non più legata esclusivamente a postazioni fisse. Concludiamo invitando tutti i cittadini a scaricare sul proprio telefono cellulare l’utilissima applicazione “where ARE U” che permette, in caso di emergenza, di chiamare il NUE112 premendo un solo tasto e di essere localizzati in tempo reale.”

Nella foto: Il Dott. Ugo Rizzi, Direttore delle Articolazioni Aziendali Territoriali e dell’AREU per la gestione dei rapporti con gli Ospedali e i mezzi di soccorso.

Nella foto: l’auto infermieristica e l’ambulanza. A Suzzara è presente un’autoambulanza (MSB Mezzo Sanitario di Base) 24 ore al giorno (compreso il servizio della Croce Rossa) con a bordo soccorritori formati al soccorso e all’uso del defibrillatore e un Mezzo di Soccorso Avanzato (MSA) con a bordo un autista soccorritore ed un infermiere addestrato.

IL VOLONTARIO AVO SI ASSUME UN IMPEGNO DI GRANDE VALORE CIVILE E MORALE

’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) di Suzzara è un’associazione di volontari ospedalieri che opera con due turni al giorno per tutti i giorni dell’anno presso i reparti dell’Ospedale nuovo Montecchi (Medicina Generale, Riabilitazione, Chirurgia e Ortopedia). Pur senza svolgere funzioni assistenziali di tipo sanitario, l’associazione si fa carico di altri aspetti della degenza che, sotto il profilo umano, occupano un ruolo altrettanto importante nella quotidianità del paziente. I volontari offrono ascolto, dialogo, supporto morale, compagnia solidarietà e comprensione, nonché aiuto materiale all’ora dei pasti. Operano in stretto contatto con Medici ed infermieri/e secondo un protocollo che regolamenta gli ambiti e i limiti di intervento. L’attività richiede una serie di competenze

specifiche che i volontari apprendano durante i vari corsi formativi tenuti da medici, psicologi ed esperti formatori. Pur rimanendo prevalente i servizi nei reparti dell’Ospedale di Suzzara e Gonzaga, i volontari possono anc he scegliere di recarsi presso la fondazione “Boni” di Suzzara con la quale è stata stipulata regolare convenzione. Presidente Guida Dott. Enrico (nella foto) per info: 335-7469135

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PEGOGNAGA: CONVEGNO SULLA DEPRESSIONE POST PARTUM

I

n una società dove il modello di donna è quello del benessere, le donne che partoriscono devono essere per forza felici ed invece si sentono sempre più sole. Dopo il parto, circa all’80% delle neomamme soffre di una lieve forma di tristezza (baby blues), mentre il 10-15% va incontro a una vera e propria depressione. Le strategie e le cure per sconfiggerla, però, ci sono. Perché tutto questo? Che cosa succede? Potrebbero essere i sintomi di depressione post parto, un disturbo di natura psicologica che può manifestarsi a vari livelli di gravità: da forme lievi e transitorie che prendono il nome di baby blues, a depressioni conclamate e più durature, fino alla psicosi post parto, decisamente più rara ma anche più grave. La testimonianza di una mamma: «mi sento vuota e stanca. Ora che dovrei essere felice, ho un peso qua, come un macigno. Vorrei solo dormire e dimenticare tutto». Oggi, sono disponibili varie strategie psicologiche e terapeutiche che permettono di affrontare e superare l’insorgenza di questi sintomi. Nella grande maggioranza dei casi, questa tristezza passa da sola: basta stare vicino alla nuova mamma, sostenerla, cercare di darle una mano se ha qualche difficoltà per esempio con l’allattamento e, se è già tornata a casa dall’ospedale, darle modo di non affaticarsi troppo e di concentrarsi sul bambino. A volte però, la tristezza persiste e diventa una vera e propria depressione post parto. In questo caso i sintomi sono: ansia e preoccupazione, umore abbattuto, con tendenza altalenante, a vedere tutto nero, perdita di interesse o di piacere nel fare le cose, alterazioni del sonno - si può soffrire d’insonnia o dormire

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troppo, inappetenza o mangiare troppo. L’iniziativa di Pegognaga, lodevole e utile, è stata organizzata e curata dalla Commissione Pari Opportunità, sono stati ospiti dell’incontro la psicologa Federica Faldoni, neuropsichiatra dell’infanzia, Ornella Rossi, membro della commissione Pari Opportunità e Clelia Sissa Presidente, Simona Colombi delegata in consiglio comunale. Presenti Giulia Fiaccadori, Carla Guaita. La carenza di consultori, ha creato un silenzio attorno ad un problema serio, dove diventa difficile vedere l’inizio della depressione nella donna che ha avuto un figlio. Nel passato l’Ostetrica del territorio, sia in consultorio e a domicilio, poteva individuare precocemente i primi sintomi di depressione della

nuova mamma. Di questo non se ne parla mai, bisognerebbe fare informazione prima ancora che una giovane rimanga incinta. Perché come è vero che si fanno dei corsi sulla gravidanza, va detto che esiste questa complicanza e che ci sono dei fattori di rischio come la depressione in giovane età o la familiarità, poi un lutto nell’ultimo anno che precede la gravidanza, nell’aborto naturale e altre. In conclusione: esiste un bisogno di fare informazione ed educazione alle donne, a tutta la sfera famigliare e al futuro papà per rendere sensibile a sostenere la nuova mamma in questo momento particolare.

Nella foto da sx: Laura Coghi Federica Faldoni, Giulia Fiaccadori, Carla Guaita, Simona Colombi, Clelia Sissa , Ornella Rossi

PEGOGNAGA: UN NUOVO PULMINO PER IL CIRCOLO “PRESENZA”

razie a due abili imprenditrici, Teresa Morbio ed Emanuela Calegari Mariani, è stato possibile reperire le risorse necessarie per l’acquisto di un pulmino polifunzionale da nove posti adattabile anche per due carrozzelle. L’esperienza professionale e l’energia nel

coinvolgere nella donazione altre aziende locali e private ha permesso di raccogliere in meno di tre settimane oltre 32 mila euro. Il gruppo presieduto da Corrado Canossa ringrazia di cuore e l’Assessore ai servizi sociali Daniele Benfatti sottolinea la pronta generosità della

gente di Pegognaga. L’impresa è stata possibile anche perché il servizio espletato dal circolo “Presenza” è molto apprezzato dalla comunità pegognaghese.

LE SORELLE MAURIZIA E GISELLA FELLES DONANO STRUMENTO SANITARIO ALLA R.S.A. BOVI Per ricordare la memoria della mamma Elia le due sorelle hanno donato un “monitor multiparametrico” da usare in caso di emergenza o per seguire i pazienti nei loro spostamenti, un monitoraggio statico. A cosa serve in pratica? E’ un apparecchio medico utilizzato per rilevare i parametri vitali di una persona. Ha la forma di uno schermo con diversi cavi collegati al paziente. Può eseguire un elettrocardiogramma, misura la saturazione dell’ossigeno nel sangue con un pulsiossimetro e la pressione con uno sfigmomanometro automatico. Presente alla cerimonia il presidente della RSA Claudio Cuoghi, il direttore sanitario Gianni Muraro,

le maestranze della cooperativa che hanno ringraziato e spiegato l’importanza dello strumento.

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PEGOGNAGA: PROTETTORI DELLA NOSTRA SALUTE

a presenza degli alberi è importantissima nell’integrazione dell’ambiente urbano. Sono esseri viventi spesso minacciati da fattori antropici dovuti all’indifferenza, ma sono fondamentali per la vita dell’uomo. Sottoposti a rischi frequenti, non sono in grado di difendersi o di scappare, a differenza degli animali. La loro presenza determina profondamente l’aspetto e l’ecologia del paesaggio e sono generatori di ecosistemi. Grazie anche alla loro funzione anti-smog, attraverso le foglie sono in grado di rimuovere dall’atmosfera le particelle ultrasottili e i gas inquinanti, elementi pericolosi per la nostra salute. Un albero di oltre dieci metri di altezza, assorbe 10 kg di CO2 ogni ora e

rilascia nell’ambiente 6 kg al giorno di ossigeno. Di recente, in alcune vie di Pegognaga, sono stati decapitati alberi importanti come i tigli del viale San Lorenzo, le robinie di via Rosselli, gli aceri negundo e i bagolari di via Garibaldi e del cortile della scuola dell’infanzia. Purtroppo questi non sono riusciti a sottrarsi alla ferocia delle motoseghe perché gravemente ammalati. In primavera saranno sostituiti con giovani esemplari di modeste dimensioni, ripristinando parzialmente il paesaggio urbano che è un patrimonio da tutelare, così come previsto dall’articolo 9 della Costituzione. Lamentarsi dell’autunno, in quanto responsabile della caduta delle foglie, risulta essere un atteggiamento

insensibile ed egoistico che denota lo smarrimento del valore e dell’utilità degli alberi per l’intera comunità. Prestare cura all’albero è un gesto di riconoscenza, di valore culturale e civico anche da parte dei singoli frontisti. La legge 10 del 2013 riconosce il 21 novembre quale Giornata nazionale degli alberi; introduce inoltre per la prima volta al mondo l’obbligo del bilancio arboreo per i nuovi nati, vale a dire che ogni anno il Comune mette a dimora un albero per ogni bambino nato. Quando un sindaco termina il mandato deve comunicare quanti alberi ha trovato all’inizio e quanti ne lascia, in modo da essere giudicato anche per questo. Renzo Gazzoli

PEGOGNAGA - ULTIMO LIBRO DI VITTORIO NEGRELLI

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“LE CORTI STORICHE DI PEGOGNAGA”

ell’ambito delle manifestazioni del “Natale a Pegognaga” promosse da Comune, Pro Loco ed associazioni locali, domenica 10 dicembre alle ore 16 presso la sala civica “Bombetti”, è stato presentato il libro di Vittorio Negrelli “Le corti storiche di Pegognaga – Abbandono, degrado, distruzione e ricostruzione”, edito da E.Lui di Reggiolo. Interverranno insieme all’autore, il sindaco Dimitri Melli, l’architetto Giovanni Galafassi e l’on. Marco Carra. Nella sua struttura editoriale la pubblicazione di 260 pagine a colori, corredata da un ampio e coinvolgente apparato documentario ed iconografico, ha l’obiettivo di raccontare con le parole e le immagini, i più rilevanti insediamenti abitativi e produttivi del territorio laurenziano. L’opportunità di narrare il confronto diacronico attraverso schede storiche, la mappatura cartografica del 1881 e il repertorio delle foto scattate negli ultimi due decenni e nel

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settembre 2017, è suggerita dagli straordinari fenomeni di cambiamento e di evoluzione delle corti storiche dovuti all’abbandono e al degrado del tempo, al disastroso terremoto del maggio 2012, ma anche alla straordinaria fase di ricostruzione post sisma. Il restauro conservativo e la ricostruzione delle residenze padronali, delle stalle e delle barchesse di corte, pur essendo ancora da completare consente una riflessione sull’inversione di tendenza rispetto al problema della

salvaguardia e valorizzazione delle corti storiche del territorio. Il libro storicizza una puntuale ricerca sul campo centrata sulla conservazione e la tutela del territorio, del suo paesaggio, dei suoi beni storici, architettonici ed artistici, che hanno un notevole valore educativo e conoscitivo al fine di comprendere la complessità delle radici di una comunità. Il messaggio finale è contenuto nel grido di allarme che le nostre corti rurali non devono avere solo un passato, ma anche un futuro.

SUZZARA: STARE IN COMPAGNIA È MEGLIO CHE PRENDERE ANTIDEPRESSIVI

cco un angolo del Po frequentato da suzzaresi che hanno scoperto il vantaggio dello stare assieme, in piacevole compagnia, per giocare a carte o fare una chiaccherata. Siamo sul riva del fiume Po, presso il barcone dell’Associazione “L’Arca del Po” a Riva di Suzzara. Un luogo, scrive Bruno Melli a pag. 7 del maggio 2013 sul mensile “Eco di Suzzara” diretto da Vanni Buttasi, “di aggregazione UN’OASI PER GLI ANZIANI. Si sono costituiti in associazione, il loro barcone e lo spazio

verde che lo circonda è una vera oasi dove i soci e non solo si ritrovano per stare in buona compagnia. Se l’inverno lo vivono al caldo di una stufa a legna, nella buona stagione si ritrovano nel verde, gestito da loro, per una chiacchierata o per la classica briscola in 4, ma non si fanno mancare nemmeno momenti di degustazione di qualche fetta di salame e di un buon bicchiere di lambrusco. «Non abbiamo certo grandi pretese e aspettative – dice il loro presidente Arnaldo Pelli – ci accontentiamo di stare insieme,

Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana

perché “tanto” abbiamo dato, che ora vogliamo solo ricevere e stare tranquilli». Cosa dire? In farmacia vedono troppi antidepressivi, i neurologi dicono che bisogna fare attività, i geriatri dicono che bisogna stare impegnati con la mente e con le mani perché si mantiene lontani le malattie e si valorizza uno stile di vita sano. I suzzaresi che frequentano questo naturale e poetico ambiente, originale e aperto a tutti, lo hanno capito che ne vale la pena e meritano il nostro plauso.

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AIUTIAMO IL PERIODICO “SAILETTO PARLA” A CRESCERE

uando uno strumento di informazione chiude, muore un parte del paese, muore la libertà di stampa e di pensiero. La comunità non cresce. Stiamo parlando del periodico “Sailetto Parla” distribuito in ogni famiglia a Sailetto di Motteggiana da 15 anni. La redazione è formata da Gianna Baraldi, Rubes Calzolari, Alessandra Capelli, Marco Faroni, Marco Viani (tecnico-grafico-impaginatore e redattore). Sono tutti volontari che svolgono un lavoro utile e silenzioso come la distribuzione delle copie

famiglie per famiglia. In questi anni le uscite sono diminuite e nel 2017 solo un’uscita con un appello: “questo potrebbe essere l’ultimo numero del giornalino Sailetto-parla, si legge a pag. 2, il primo motivo più concreto è la mancanza di fondi, poi la mancanza di scrittori e nuovi collaboratori. Rivolgiamo un appello a tutti i lettori e sostenitori per trovare insieme una soluzione. Sulla mancanza di fondi facciamo appello alle ditte, commercianti e artigiani, alle famiglie che credono nell’informazione, per la mancanza

di scrittori non ci sono problemi. Nel nostro territorio ci sono molti volontari che scrivono e con questo appello, ne sono certo, gli articoli, servizi, le foto, notizie di cronaca, eventi, ecc non mancano. Sailetto dalla comunità civile e religiosa ma anche quella straniera, è ricca di eventi. Sailetto “parla” non deve tacere ma continuare a parlare come ha fatto finora. Per info contattare la redazione all’indirizzo sailettoparla@gmail.com Il periodico è visibile sul sito www.sailettoparla.it

POESIE IN DIALETTO E BARZELLETTE PER FESTEGGIARE, IN MODO INSOLITO, UN FANTASTICO CARNEVALE!

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a location di questo evento è stato il Centro Culturale Livia Bottardi Milani di Pegognaga; luogo in cui la Cultura è di casa, intendo con la “C “maiuscola. Infatti, la bibliotecaria Rosanna Manzini è sempre attenta a promuovere e sostenere le iniziative che possono sorgere nel nostro territorio. E qui nasce il collegamento, la collaborazione tra Centro Culturale e Associazione Matilde, la quale opera nel territorio pegognaghese con iniziative di volontariato rivolte alle persone anziane, alle persone sole. Lo scopo è di poter offrire a persone della terza età momenti culturali e l’opportunità di fruire di questo fantastico Centro Culturale, con i suoi poliedrici spazi, per creare le condizioni favorevoli al fare gruppo e per instaurare e rafforzare amicizie, per vincere la solitudine trascorrendo un pomeriggio magico! Questa iniziativa rientra nelle attività del progetto “NON PIU’ SOLI“, realizzato da una rete di associazioni formata da Associazione Matilde, San Vincenzo e Consulta del Volontariato; con la collaborazione dei servizi sociali del Comune di Pegognaga e viene sostenuto economicamente dalla Fondazione Comunità Mantovana. L’iniziativa potrebbe sembrare presuntuosa, ma noi volontarie di Matilde ce la metteremo tutta perché abbia successo, aiutate dalla complicità

delle utenti che di volta in volta parteciperanno. Il primo incontro è avvenuto martedì 13 febbraio ed ha visto la partecipazione di 25 signore entusiaste dell’invito ed altrettanto contente alla fine del pomeriggio trascorso in allegria. Questo sodalizio sarà sempre più rafforzato da altri incontri, da altri eventi che saranno

programmati nel corso del 2018! Un sincero ringraziamento a tutto lo staff che opera all’interno del Centro Culturale per il supporto offertoci, per la cordialità nell’accoglierci ed ospitarci. Mantovani Vanna Pres. dell’Associazione Matilde

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LA TERRA È FRAGILE. E NON C’È UN PIANO B

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L’ULTIMO LIBRO DEL GIORNALISTA SUZZARESE MAURIZIO GUANDALINI

ella Bassa come in buona parte del territorio italiano: dissesti, siccità, l’acqua come petrolio. Pericolo clima. Come riconnetterci con la natura? L’ambiente promesso. Quello che, forse, sarà. Ma non ne abbiamo certezza. Le fonti alternative, l’altro verde. Addio ai luoghi comuni sul green. Ai scenari fantasmagorici. E’ tutto nel libro “Future Energy, Future Green” (Per terra, acqua, aria e fuoco. Antologia del verde che c’è già e di quello che verrà), Mondadori (652 pagine, 42 euro), da qualche settimana in tutte le librerie. Il volume è curato da Victor Uckmar, scomparso un anno fa, era tra i maggiori esperti mondiali di fisco, suggeritore di premier e capi di Stato in tutto il mondo, e dal giornalista Maurizio Guandalini, di Suzzara, studioso apprezzato di mercati globali (con la sua esperienza maturata in anni di lavoro ha insegnato per oltre dieci anni all’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali della Cattolica a Milano, ora alla Fondazione ISTUD, la più antica business school privata italiana), consulente molto ascoltato, editorialista di diverse testate tra le quali L’Huffington Post, diretto da Lucia Annunziata e Metro, il quotidiano più letto al mondo (67 edizioni, un milione di copie diffuse gratuitamente in Italia). È opinionista di La7, di Coffee Break, il talk del mattino. Guandalini e Uckmar hanno raccolto gli scritti di sessanta esperti che lavorano in istituzioni pubbliche e private, aziende, studi professionali: da Starace presidente di Enel a Garrone di Erg, da professori del Politecnico di Milano e Torino ad alcune imprese anche del mantovano, tra le quali la Rem Tec, che usa i pannelli solari per la coltivazione del tè verde giapponese. «Mai come oggi, il green – ci spiega Guandalini, che ha al suo attivo sui trenta libri - e il vasto mondo che gli gira intorno, abbisogna di analisi, sartorialità, ago e cucito, per unire un patchwork dove si esercitano, spesso disordinatamente, la politica, l’economia, le classi dirigenti e le comunità di cittadini». A partire dai comuni. Nel volume c’è molta Lombardia. Da Milano, migliore città d’Europa per la raccolta differenziata, tanto che New York sta studiando il caso, a Milano4You, la prima smart city italiana, e Bergamo, capitale di studi sul paesaggio e sul verde. E infatti nei piccoli comuni della Bassa padana si stanno facendo notevoli passi in avanti verso l’efficientamento energetico, dall’illuminazione stradale alle case (anche quelle popolari), ad esempio con caldaie, serramenti e tetti green. Oltre a nuovi sistemi di costruzione delle abitazioni, rispettosi delle più avanzate norme antisismiche. Osservando la copertina del ponderoso volume non è casuale

l’incipit di copertina “Per terra, acqua, aria e fuoco”. È una dedica che Guandalini ha voluto fare al professor Giovanni Negri, suzzarese, scomparso qualche anno fa, noto studioso della Bassa, allievo del papà del neorealismo italiano, Cesare Zavattini, e curatore dell’antologia “I Misteri della Bassa”. Un richiamo per dire che il green, il verde deve ripartire dalle origini. Dal passato. Da quel ‘Voltarsi indietro per andare avanti, quando il pane era polenta”, come dicevano altri due esponenti della Bassa, Renato Bonaglia e Dino Villani. La Bassa Padana è una delle zone più inquinate d’Europa. Più polveri, più malattie. Ai polmoni. Il catino padano è circondato dalla catena alpina che influenza il regime dei venti. C’è un tappo che impedisce il

ricambio dell’aria. In cima alla classifica delle sorgenti primarie di PM10 c’è il riscaldamento con un 45%, di cui il 97% da combustione di legna; il trasporto su strada è al secondo posto con il 25% delle colpe (tra cui spiccano il diesel e l’usura di freni, pneumatici e manto stradale); l’agricoltura si attesta al terzo posto con l’6,7%. L’industria non compare tra i primi posti. Per il libro “Future Energy, Future Green” è indispensabile tradurre, con determinazione, scelte innovative in pratica popolare e diffusa. La qualità delle caldaie, l’organizzazione urbana delle città, le auto del futuro, i migliori carburanti. Fino ai vestiti ecosostenibili. Tenendo d’occhio i settori dove c’è maggiore ritardo. Edilizia e trasporti. I principali responsabili di livelli di smog nell’aria che costringono milioni di italiani a vivere in condizioni di rischio per la salute. E’ poco utile il blocco delle auto. E’ un pannicello caldo delle classi dirigenti per salvarsi la coscienza. Serve coraggio. Perché il green ha un costo. Troppo alto? Abbiamo visto la polemica sui sacchetti biodegradabili: concentrati sul cent a borsina e non sui vantaggi per il nostro ambiente. «E’ il filo conduttore del volume – continua Guandalini – la responsabilità delle classi dirigenti. Scelte rapide, efficacia, toccare con mano i risultati. E’ dura per i cittadini attendere gli esiti a lungo termine della Conferenza di Parigi sul clima. Per esempio i provvedimenti per l’efficientamento energetico delle case sono un successo che andrebbe incentivato ancor di più, quasi obbligando chi non l’ha fatto». Sono i risultati che parlano: la notizia della NASA che il buco dell’ozono dal 2005 si è ridotto del 20% ci dicono che basta la buona volontà e nulla è ineluttabile.

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I disturbi articolari reumatici sono accomunati dal dolore, dall’infiammazione e dalle limitazioni funzionali che rallentano ed ostacolano la normale attività quotidiana. Il dolore può accentuarsi a causa dei cambiamenti climatici, ma anche a causa di attività fisica intensa, Dell’età, del sovrappeso che sovraccaricano le articolazioni dell’eccessiva sedentarietà che disabitua il corpo a salutare fisiologico movimento. Oltre ad affidarsi ai consigli del medico e del fisiatra che potranno formulare un efficace programma di attività fisica posturale molto utile nell’alleviare la fastidiosa sintomatologia, possiamo integrare la nostra alimentazione con dei nutrienti delle piante officinali che intervengono specificamente sul problema. L’artiglio del diavolo è un finto derivato nel trattamento di mal di schiena e dolori cervicali. Il partenio è una pianta officinale che la tradizione erboristica indica efficace nel trattamento del mal di testa in genere. Lo zenzero è una spezia aromatica nota da sempre nella medicina per le sue virtù bene-

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fiche come rimedio in caso di affaticamento, nausea e problemi digestivi. Oggi lavori clinici ne confermano il suo effetto antinfiammatorio. Le vitamine del gruppo B, tra le poliedriche proprietà, aiutano la funzionalità del sistema nervoso e del tono muscolare.

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a c i r b u R a v o u N “C

aro pepè, fra poco festeggeremo il tuo 87° compleanno. Avessi tempo, mi piacerebbe organizzare per te ogni giorno una grande festa. Poi lo so, ti basta poco, perché il sole lo hai dentro da sempre. A dire la verità, il regalo lo fai tu ad ognuno di noi – io, mamma e gli altri quattro fratelli – con i tuoi sorrisi e la tua meravigliosa originalità. Sei unico in tutti i sensi. Anche ora, nonostante la memoria ti stia abbandonando sempre di più, riesci comunque a mantenere quella sensibilità che

ABBIAMO LETTO PER VOI… di Alberto Zilocchi IL MIO PAPÀ DI 87 ANNI CI INSEGNA L’OTTIMISMO

è di pochi. Come è successo l’altro giorno, in auto, mentre ti portavo a Monza, dal tuo cugino dentista. Lì, col sottofondo della musica che ami tanto, mi hai detto: «è bellissima la nostra esistenza! Al di là dei dolori e delle fatiche di tutti i giorni, essere venuti al mondo è stata una fortuna. E basta poco, una musica, un albero o guardare il cielo per ritrovare ogni volta la voglia di affrontare tutto». La fortuna è stata mia ad averti, caro Pepè, padre e amico mio, genio e sregolatezza, uomo grande

nella tua fantastica semplicità, nel tuo immenso amore. Mi hai insegnato – e mi insegni ancora – la lealtà e l’onestà, ma anche che la vita deve essere affrontata con la giusta considerazione, cogliendo di ogni attimo il lato migliore. Saper sorridere sempre, che non significa non essere seri, ma ottimisti. Non finirò mai di ringraziarti e di volerti bene, mio vero maestro. Un abbraccio forte e tanti auguri affettuosi”. Tuo figlio P

fai mettere i ventilatori nell’ospizio, perché non ci sono e il calore è insopportabile. Voglio che compri anche dei frigoriferi, così il cibo non si rovinerà. Molte notti sono andata a letto senza aver mangiato niente». Il figlio sorpreso risponde: «Ma ora mi stai chiedendo queste cose mentre stai morendo? Perchè non me lo hai mai detto prima?»

La madre rispose triste: «Io mi sono abituata a convivere con la fame e il caldo, ma la mia paura è che tu non possa abituarti quando i tuoi figli non si prenderanno più cura di te e ti manderanno qui, quando sarai vecchio». Ricorda sempre: Tutto quello che fai nella vita...Ti verrà restituito.

. . . e r p m e s a d r o TUTTO QUELLO CHE FAI NELLA VITA TI VERRA’ RESTITUITO c i R U

n figlio, dopo la morte del padre, mette la madre in una casa di riposo, e va a fargli visita ogni tanto. Un giorno riceve una chiamata dalla casa di riposo in cui gli riferiscono che la mamma sta morendo. Arrivato lì chiese a sua madre: «Cosa vuoi che faccia per te, mamma?» Triste la Mamma risponde: «Semina amore. Voglio che

E

AUTONOMIA E SOLLIEVO PER I RAGAZZI E LE FAMIGLIE CON PROBLEMI

’ partito il progetto “Autonomia e Sollievo” per i ragazzi diversamente abili. Autonomia come? Nel senso dell’acquisizione di un’identità consapevole e condizione migliore. Cosa vuol dire? Potenziare la gestione della propria vita autonoma,

S

insomma imparare a fare da soli. Un sollievo per le famiglie in difficoltà, invece cosa vuol dire?. Accogliere per un breve periodo le persone disabili per ridurre lo stress e le crisi non solo dei famigliari ma anche dei ragazzi stessi. L’immobile si trova a

Cerese in Via F.lli Rosselli, 9. Cosa dire? Meritano un grosso plauso tutte le persone e benefattori che hanno permesso la nascita di questa nuova casa e nuova gestione, soprattutto. “Autonomia e sollievo”, dunque nel vero senso della parola.

SUZZARA: RINNOVATA LA CONVENZIONE PER LA GESTIONE DEL GERMOGLIO ORTOSOLIDALE

abato 24 febbraio le associazioni che gestiscono il Germoglio – Orto Solidale si sono riunite per rinnovare la convenzione con la quale il Comune di Suzzara metta a disposizione un’area per progettualità nell’ambito sociale. Il capofila di questa esperienza è l’Associazione San Lorenzo Onlus, che gestisce il Centro di Ascolto Caritas di Suzzara, affiancata da Slow Food Basso Mantova, dall’Associazione Sophia, dalla Cooperativa Chv. Da quest’anno partecipa anche l’Istituto Strozza di Palidano che inserirà al Germoglio studenti in alternanza scuola – lavoro e in stage.La finalità del Progetto è quella della solidarietà e dalla coesione

sociale. L’attività prevalente del Germoglio – Orto Solidale è di cercare di coinvolgere persone sole, in difficoltà economica e sociale, diversamente abili, e che sono in una generale condizione di fragilità. L’obbiettivo è quello di offrire loro, in contesto di relazioni calde ed accoglienti, l’accrescimento della propria rete di relazioni amicali e l’acquisizione di competenze nell’ambito della conduzione di un orto secondo metodi naturali. Il terreno del Germoglio non viene frazionato in lotti destinati alla coltivazione e all’uso personale, ma viene coltivato tutto da tutti, con l’obbiettivo di destinare la produzione di ortaggi alla beneficenza. Tutti i prodotti orticoli

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saranno infatti distribuiti alle famiglie in difficoltà economica e sociale che vengono sostenute allo Snodo - Emporio della Solidarietà o ad altri progetti di solidarietà.

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QUISTELLO-SCHIVENOGLIA

INTERVISTA AL DOTT. MAURO LUPPI DIRETTORE SANITARIO DELLA CROCE BIANCA E MEDICO PRESSO LA FONDAZIONE SCARPARI FORATTINI

G

razie al suo impegno professionale ed umano, il Dott. Luppi può definirsi il “Medico della cultura del soccorso” essendo Medico formatore dei volontari della Croce Bianca e Direttore Sanitario. Un’esperienza che inizia nel 1991 presso la Croce Bianca ma anche nelle scuole. Dopo una esperienza a Quistello nel 1980, poi a Poggio-Rusco e a Pieve di Coriano può vantare una esperienza professionale di 35 anni. Un Medico che ha portato la cultura del soccorso e questo è un fatto unico nella nostra provincia. Tutto perché alla fine degli anni ’80 venne chiuso l’ospedale di Quistello per l’apertura di quella di Pieve di Coriano. Quistello il Paese cardio-protetto La sua carriera professionale raccoglie una esperienza di 35 anni di medico internista per aver lavorato a Quistello, a Poggio-Rusco e a Pieve di Coriano e adesso medico presso fondazione Scarpari e Forattini a Schivenoglia. Dottore cosa ricorda delle sua esperienza negli Ospedali del destra secchia? Premetto che la mia scelta di vita, come medico, è stata sempre di lavorare nella sanità pubblica, non nel privato. Dopo il tirocinio post laurea effettuato in medicina a poggio-Rusco, sono stato assunto nel 1980 al 1987 in Medicina a Quistello, successivamente dall’87 al ’97 in medicina a Poggio-Rusco, infine dal 1997 al 2013 a Pieve di Coriano. In questi 35 anni di vita ho assistito ai grossi cambiamenti della sanità nel mantovano, innanzitutto perché da 4 ospedali siamo diventati un unico ospedale, che ha unito e poi ha dovuto amalgamare le diverse professionalità e competenze. Il malato è

sempre rimasto lo stesso: bisognoso di cure e umanità che purtroppo nel tempo tende sempre più a diminuire, perché molte ore sono dedicate alla sempre più crescente burocrazia (privacy, consensi informati, tenuta della cartella clinica, ecc). E’ cambiata, invece, la società (come in tutte le professioni pubbliche) sempre più bellicosa, pronta a puntare il dito e alla ricerca dell’errore per ottenere un rimborso economico. Il che sta portando ad una “”medicina difensiva” per evitare denunce e altri guai. Come ha vissuto e sta vivendo l’esperienza di medico formatore presso la Croce Bianca di Quistello? “L’esperienza presso la Croce Bianca di Quistello, come Direttore Sanitario è stata ed è unica, perché l’ho vista nascere, crescere, espandersi sino a diventare una postazione

dell’emergenza 118 nella zona. Gli inizi, tra l’altro, sono stati caratterizzati, dalle divulgazione delle nozioni di primo soccorso (raccolte in un manualetto) nelle scuole medie della zona (Quistello, San Benedetto Po, PoggioRusco, S. Giacomo Segnate, Concordia, San Possidonio, Rovereto di Novi). Poi il lavoro è continuato con la formazione annuale (o anche due volte l’anno) dei volontari soccorritori che sono l’asse portante della Croce Bianca. Circa 20/30 soccorritori l’anno per 26 anni. Come si trova presso la Fondazione Scarpari e Forattini di Schivenoglia denominata Residenza Sanitaria Assistenziale? “Ho scelto, dopo la pensione, di lavorare alla Fondazione Scarpari-Forattini di Schivenoglia per il progetot che hanno di integrazione Ospedale Territorio. In pratica la Fondazione Scarpari-Forattini ha si la funzione di Residenza Socio Assistenziale con 100 posti letto + 8 posti letto in mini appartamenti ma coordina anche l’ADI cure palliative per cronici e oncologici in fase terminale con un territorio che va da San Benedetto Po a Sermide e Serravalle a Po. Inoltre ha anche un servizio di RSA aperta, con educatori e OSS che supportano le famiglie che tengono a casa i famigliari che sono ammalati. Cosa serve per fare bene il medico e quali consigli darebbe ad un giovane che volesse fare il medico internista? Ai giovani posso dire che il nostro lavoro, fatto con umiltà, competenza, umanità, è il più bello del mondo.

SUZZARA: ROBERTO BERTONI E’ CAVALIERE DELL’ORDINE “AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA”

I

l suzzarese Roberto Bertoni, ricercatore storico fotografico, attento osservatore dell’evoluzione della nostra civiltà contadina, con spirito solidale e altruistico nel devolvere i proventi dei suoi libri fotografici in beneficenza, riceverà un’onorificenza dal presidente della Repubblica Italiana. Ecco la lettera arrivata dal Prefetto di Mantova: La presente per comunicare che Il Presidente della Repubblica Italiana dott. Sergio Mattarella con decreto in data 27 dicembre 2017 ha conferito al suzzarese signor Roberto Bertoni, la distinzione onorifica di CAVALIERE DELL’ORDINE “AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA”.

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Il prestigioso riconoscimento onorifico è stato insignito al signor Roberto Bertoni per aver contribuito con spirito di dedizione e generosità, alla promozione, alla ricerca in ambito antropologico storico-fotografico, alla salvaguardia degli aspetti, costumi e tradizioni padane e dell’ambiente circostante, in base alle risultanze di molte edizioni di libri fotografici i cui proventi devoluti a fini nobili a favore della collettività hanno meritato la gratitudine della Repubblica Italiana. Al cav. Bertoni le congratulazioni da tutta la nostra redazione

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E LA VITA CONTINUA...

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LA MALATTIA DELL’ALCOLISMO, SEBBENE SIA UNA DELLE PRIME CAUSE DI MORTE, NON ASSUME QUELLA ATTENZIONE CHE MERITEREBBE ANCHE DAL LATO MEDICO; CI SONO DEI BRAVI VOLONTARI CHE SI OCCUPANO DEL RECUPERO, PERÒ LA PREVENZIONE IN ITALIA È SOLO INTORNO ALL’UNO PER CENTO.

ono Stefano, ex alcolista, anni 45, sposato con una donna fantastica e due figli maggiorenni di cui uno non vedente. Ho bevuto ininterrottamente per vent’anni: birra, vino, Campari e chi più ne ha più ne metta. Allora ero considerato e mi consideravo il classico ubriacone-vizioso, poiché non sapevo che l’alcolismo è una malattia. Se devo fare a ritroso il percorso drammatico di quel periodo, mi viene la pelle d’oca. Proprietario di una fabbrica, ho dovuto abbandonare tutto; se dovessi quantificare in litri l’alcol che ho ingerito, sono certo che ne uscirebbe un nuovo mare. La discordia in famiglia e l’aggressività con cui affrontavo le persone mi portavano inesorabilmente a continui ricoveri, tra i quali due in coma etilico. Giuravo e mi ripromettevo di smettere di bere, senza alcun risultato. Quante volte arrivavo davanti al Gruppo di A.A. ma poi tornavo indietro per entrare in nuovi

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di bere, con l’aiuto degli amici A.A., oggi sono un uomo che lavora, che ama la famiglia, che aiuta persone alcoliste. Contraccambiato dall’amore di mia moglie e dei figli, specie di quello non vedente, ho imparato a conoscere i miei limiti perché io non solo ho toccato il fondo per venti anni ma so perfettamente convivere con la mia malattia. E la vita continua. Molto meno denaro, ma sufficiente, e più valori morali: adesso dico grazie a tutti ma soprattutto “Grazie Stefano”. tel. A.A. per RE e Guastalla - 334 7469749 tel. per MN 334 734 1327

BONDENO DI GONZAGA BUNDEN IN PIASA: DONAZIONI AD UNA QUINDICINA DI ASSOCIAZIONI

ono tante le manifestazioni che questa associazione, l’unica del territorio, organizza coinvolgendo i giovani nell’impegno per il bene comune. Si chiama “Bunden in Piasa”, presidente Vanni Bosi, nostro redattore e fedele sponsor. Da anni l’associazione organizza, nel corso dell’anno eventi culturali, ricreativi, gastronomici, musicali con la partecipazione di tante persone proveniente da ogni comune limitrofi e province. Ma quello che colpisce, e merita tutto il plauso, sono le donazioni che vengono fatte ogni anno alle associazioni impegnate nel socio-sanitario della

P

bar, tracannare di un fiato un bel bicchierone di vino o birra, per fermare la compulsione che mi prendeva lo stomaco pensando al prossimo e poi ancora il prossimo. Qualche volta andavo a caccia con il mio bel approvvigionamento di bevande e mentre sparavo agli uccelli (che neppure vedevo), la tentazione di premere il grilletto contro me stesso si faceva sempre più forte. Non potevo vivere in quella maniera, meglio la morte. Ho pregato mille volte Dio, di concedermi la forza di togliermi di mano quella maledetta bottiglia. In un certo senso sono stato ascoltato. Il 5 dicembre 1999 quando tutti i membri del Gruppo che avevo cominciato a frequentare regolarmente, mi davano quasi per spacciato e irrecuperabile, tornato a casa, mi chiusi nella camera da letto e ci rimasi per un giorno. La molla era scattata! No al primo bicchiere, come mi era stato suggerito. Determinato, con un grande desiderio di smettere

zona. Un po’ come dire venite alle nostre feste, l’ingresso è libero e aperto a tutti nella grande corte Matilde, visitate le mostre, le bancherelle, partecipate agli eventi musicali, alle serate di ballo liscio e altro, tutto gratuito con la possibilità di consumare negli stand gastronomici e devolvere in beneficenza il ricavato. Così è stato anche per il 2017 appena terminato dove sono stati devoluti ben ventimila euro ad una quindicina di associazioni: “La Rondine “ Suzzara, Istituto Oncologico Mantovano (IOM), reparto Cure Palliative di Mantova, Coop CHV di Suzzara, Scuola Materna di Bondeno, “Tante

Tinte” di Palidano, Millementi e L’incontro di Gonzaga, AIRC Moglia, AVO Suzzara, Il Ponte Gonzaga, AISM Reggio Emilia, Debra Sudtirol onlus, Scout Gonzaga 1, San Lorenzo onlus, Caritas Suzzara. Tutte le associazioni ringraziano. Infine “Bunden in Piasa” è coinvolta nel progetto “Liberamente Teatro”, un organismo che ha permesso, con spettacoli, commedie, manifestazioni, di raccogliere in quattro anni 42 mila euro destinati alla ricerca ed aiuti a chi è affetto da una malattia rara. Marco Barbieri

SUZZARA: DONAZIONE ALLA SCUOLA

resso la scuola primaria LUCA GONELLA dell’Istituto Comprensivo 1 Margherita Hack di Suzzara si è tenuta una breve cerimonia. Erano presenti il presidente dell’Avis Podistica di Suzzara sig. Giorgio Staffa (a destra) e il segretario Lucato Alfio, per la scuola i collaboratori del dirigente scolastico Davolio Fiorenza ( a sinistra) e Pezzuto AnnaMaria e un gruppo di alunni e docenti in rappresentanza delle 14 classi del plesso di scuola primaria. L’Avis Podistica sezione di Suzzara ha donato, per l’ottavo anno consecutivo, alla scuola intitolata al dottor Luca Gonella, strumentazione e materiale didattico (mo-

dellino del corpo umano, microfoni e casse audio wifi) . Gli alunni hanno consegnato al sig. Staffa una pergamena per ringraziare l’associazione per la generosità, la sensibilità e l’attenzione che rivolgono alla scuola e ai ragazzi, a nome di tutto il personale scolastico dell’Istituto. “Quando corro tutti i pensieri volano via. Superare gli altri è avere forza, superare se stessi è essere forti” (Confucio)

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PRIMO ANNO DI GIOVEN-TU. 6 giugno 2017: Presentazione ufficiale del progetto Gioven-Tu: giornata iniziata con il momento simbolico della firma della Buona Causa del Progetto da parte dei sei sindaci del Distretto. Giugno/Luglio 2017: Prendono forma i gruppi territoriali perché si evidenzia l’esigenza di un livello di governance su ogni comune Estate 2017: Laboratorio fotografico all’interno di feste locali coinvolgendo i ragazzi Ottobre 2017: Presentazione Buona Causa e invito alla donazione alla prima campagna di raccolta fondi nei Consigli Comunali Ottobre 2017: Assegnazione dei Facilitatori di comunità per gruppo territoriale e avvio degli incontri Ottobre 2017: 2 World Café, Social Point e Rigenerazione Urbana con una nutrita partecipazione della cittadinanza Novembre 2017: Accompagnamento dell’avvio dei lavori del nuovo livello di governance per Facilitatori e rappresentanti gruppi territoriali Novembre/Dicembre 2017: Nascita delle “Sbrisoline”, campagna natalizia e primo test delle Officine del Fituro 13 Dicembre 2017: Accordo Fondazione F.lli Montecchi per sostegno triennale al progetto per una donazione complessiva di € 150.000

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21 Dicemebre 2017: Prima mattinata di laboratori all’interno del CFP Arti e Mestieri per la presentazione del progetto Gennaio 2017: Primi momenti di confronto sul primo anno per una riprogettazione partecipata 5 Febbraio 2017: Incontro tra Gioven-Tu e rappresentati di Fondazione Cariplo per confrontarsi sui traguardi raggiunti nel primo anno di attività e sui progetti futuri 24 Febbraio 2017: Incontro “Le vostre idee per il vostro parco” al Parco Bottazzi-Dall’Acqua di Suzzara per proporre e discutere insieme all’Amministrazione idee utili alla sistemazione dell’area verde

Il bilancio però non è solo un elenco schematico delle tappe fin qui perseguite da Gioven-Tu, è anche rappresentato dalla buona volontà e dalle sensazioni dei facilitatori, come Andrea Poltronieri: “Buona parte del tempo impiegato è stato rivolto alla ricerca delle migliori modalità per essere presenti ed efficaci sul territorio afferma - in modo che tutti gli abitanti dei Comuni coinvolti potessero avere dei punti di riferimento riconoscibili. È stato poi molto gratificante lavorare con i ragazzi per l’Assemblea del CFP, si è visto molto impegno e si sono messi in gioco in prima persona. Guardando al futuro è poi molto bello constatare come stiano prendendo vita le prime idee e iniziano a muoversi”.

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I PARTNER DI PROGETTO:

INTERVISTA ALLA PRESIDE PROF. PAOLA BRUSCHI

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IL PROGETTO GIOVEN-TU FAVORISCE LA CRESCITA DEGLI STUDENTI.

ra i fiori all’occhiello del progetto Gioven-Tu figura sicuramente la fase di programmazione e supporto al percorso di Alternanza scuola-lavoro, che coinvolge tantissimi studenti provenienti dagli istituti dei sei comuni nei quali Gioven-tu continua ad affondare sempre più le proprie radici. A Suzzara, epicentro del progetto, i confronti tra studenti e facilitatori di Gioven-Tu sono frequenti, e il rapporto tra le realtà è sempre più intrecciato e costruttivo. Nasce da qui la testimonianza di Paola Bruschi, preside dell’Istituto Manzoni di Suzzara, che approfondisce i pregi e le motivazioni alla base della decisione di confrontarsi costantemente con Gioven-Tu (in agenda non c’è solamente l’alternanza scuola-lavoro, ma per esempio anche l’organizzazione della prossima assemblea d’istituto). <<Ho molto apprezzato la “coralità” del progetto e la molteplicità dei soggetti coinvolti - afferma la preside - secondo una logica “reticolare” che consente di abbracciare la complessità e di avere una visione globale. Accanto a questo, ho condiviso il metodo di lavoro, mai impositivo ma sempre interlocutorio. Sedersi attorno a un tavolo, lasciar venir fuori liberamente le idee, condividere e co-progettare: credo che questa sia una modalità non solo democratica, ma feconda. Non a caso il progetto si colloca nell’ambito dell’Alternanza Civica e Collaborativa, che l’istituto Manzoni sta curando in modo particolare. L’Istituto Manzoni coltiva da sempre, all’interno della propria “filosofia di scuola” e della propria “mission” due idee forti: quella della sinergia con il territorio nel quale è radicato e

quella della centralità dello studente, pensato come protagonista del percorso formativo e come cittadino attivo. Il progetto Gioven-Tu rispecchia e fa proprie entrambe le istanze: come avremmo potuto non aderire?”. Un percorso che porta con sé benefici per gli studenti, i quali iniziano così a familiarizzare con un mondo del lavoro complesso e difficile, per questo conoscerne le metodologie e le dinamiche il prima possibile diventa quantomai importante: <<Quando si parla di Alternanza Scuola-Lavoro bisogna fare dei “distinguo”: siamo ormai lontani dal vecchio modello di Alternanza che vedeva spesso gli studenti relegati a ruoli del tutto secondari se non inutili - conclude la preside Bruschi - valga per tutti l’esempio dello studente in Alternanza costretto a fare le fotocopie e basta. Il progetto Gioven-Tu ha saputo cogliere le potenzialità dei nostri ragazzi, dando loro voce e fiducia, facendoli crescere, umanamente e sotto il profilo delle competenze di vita, le stesse che li aiuteranno a inserirsi un domani nei diversi contesti. Se l’Alternanza è questo, allora diventa un momento prezioso dal punto di vista della consapevolezza di sé e dell’autoimprenditorialità. Dopo l’esperienza di Alternanza gli studenti hanno dunque arricchito il proprio patrimonio, come dicevo prima, sia dal punto di vista personale che “professionale”. Escono dal percorso “cresciuti” e più attrezzati anche per il futuro. Direi anche più consapevoli di quelle che sono le dinamiche di una società stratificata e democratica. Il che, coi tempi che corrono, non guasta”.

Un progetto di

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L’ASSISTENTE SOCIALE: UNA FIGURA DI AIUTO ALLA PERSONA IN STATO DI BISOGNO

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’assistente sociale ha inoltre una funzione di “consulenza” socio-assistenziale per i soggetti più vulnerabili come anziani (oltre i 65 anni), minori (0-18 anni), persone affetti da grave handicap fisico-psichico, stranieri, extracomunitari, tossicodipendenti, alcolisti, malati mentali e adulti portatori di varie problematiche. L’assistente sociale aiuta gli utenti ad utilizzare in modo valido tali risorse e a sviluppare la propria autonomia e responsabilità, organizzando e promuovendo prestazioni e servizi il più possibile rispondenti alle esigenze delle persone, Lavora con figure sanitarie, medici di base e specialisti, figure sociali educatori professionali, operatori socio-sanitari, psicologi, giudici togati e giudici onorari di tribunali civili, penali e per i minorenni. Poi avvocati, dirigenti scolastici e insegnanti della scuola di ogni ordine e grado, assistenti all’infanzia, mediatori culturali, politici, parrocchie, volontari, ecc. L’assistente sociale opera con il singolo individuo o gruppi di persone o comunità. L’assistente sociale si tiene costantemente aggiornata ed amplia la propria formazione di base in relazione ai cambiamenti storici, economici e politici della società che determinano nuovi bisogni e nuove risposte.

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MOGLIA: IMPORTANTE EVENTO CULTURALE SOCIO-SANITARIO GIOVEDI’ 10 MAGGIO 2018 ORE 15.00 PRESSO ECOMUSEO DELLE BONIFICHE Il nostro periodico con il patrocinio del comune di Moglia organizza un convegno aperto a tutti su:

SERVIZIO SOCIALE IERI ED OGGI “QUARANT’ANNI DI LAVORO SUL NOSTRO TERRITORIO” Saluti del Sindaco Dott.ssa Simona Maretti (Il ruolo della stampa e l’informazione) SERVIZIO SOCIALE OGGI rappresentato dagli interventi delle colleghe che lavorano nel nostro territorio da alcuni anni. SERVIZIO SOCIALE LA STORIA rappresentata dagli interventi delle assistenti sociali che operano da molto tempo. Poesie di Laura Coghi che raccontano la sua esperienza professionale Coordina i lavori la referente del Gruppo territoriale provinciale dell’ordine degli assistenti sociali Roberta Redolfi

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MOGLIA: INTERVISTA ALL’ASSISTENTE SOCIALE SILVANA BALLATTI

onsegue il diploma di Scuola Speciale di Servizio Sociale presso la facoltà di Giurisprudenza Università di Parma nel 1976, successivamente si trasformerà in corso di laurea in Servizio Sociale. Per scelta decide di lavorare non in un servizio specialistico ma in un COMUNE. Dopo tre mesi lavorati in un altro comune del mantovano inizia col gennaio 1977 a lavorare presso il comune di Moglia dove è rimasta fino ad oggi. Nei tre anni di tirocinio professionale muove i primi passi: 1o anno: partecipando ad una ricerca in un quartiere di Parma su asili nido; 2o anno partecipando alla costituzione del Centro d’Igiene Mentale presso i comuni dell’attuale distretto di Suzzara, con l’èquipe dello psichiatra dott. Benevelli , l’assistente sociale Ines Genovesi e il gruppo degli infermieri. L’èquipe lavorava sia nell’ospedale psichiatrico di Mantova, sia seguendo l’utente presso il suo domicilio ; 3° anno con l’assistente sociale Artoni Alberta presso il Comune di Suzzara. Silvana come definiresti l’assistente sociale? L’assistente sociale è un professionista che agisce con conoscenze e metodi specifici della professione. Svolge la propria attività nel campo dei servizi sociali con la finalità di : prevenire e risolvere situazioni di bisogno, sostenere le persone in difficoltà, promuovere iniziative atte a ridurre i rischi di emarginazione. Dopo la laurea, dopo aver superato l’esame di stato, è’ necessaria l’iscrizione all’Ordine degli Assistenti Sociali e attenersi al codice deontologico professionale. Quarant’anni fa. Vuole ricordare l’anno 1978 per lei molto importante , primo perché in giugno le è nato il figlio Stefano e questo l’ha maturata molto dal punto di vista umano e professionale, ma anche perché sono state emanate alcune leggi importanti che hanno determinato grandi cambiamenti. Si riferisce alla legge 180 , la cosiddetta Legge Basaglia che ha sancito la chiusura dei manicomi e istituito i servizi di igiene mentale pubblici ma soprattutto ha fatto circolare idee forti in contrasto all’istituzionalizzazione; e alla legge 833 di dicembre che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale. Prima il sistema era basato sulle casse mutue, INAM, Artigiani, Coltivatori Diretti, ecc…il diritto alla cura era concesso nella misura in cui la

persona era un lavoratore o famigliare di un lavoratore, ma non perché era semplicemente una persona. La Regione Lombardia ha emanato nel 1974 la legge n.16 “Interventi per l’assistenza alle persone anziane”, con questa alcuni comuni da subito attivano l’ASSISTENZA DOMICILIARE che permetterà all’anziano di rimanere al proprio domicilio con il sostegno di una rete di prestazioni di aiuto: igiene alla persona, aiuto domestico, servizio pasti, servizio lavanderia, servizio trasporti, segretariato sociale, soggiorni climatici, attività di tempo libero. Se prima l’unica risposta al bisogno dell’anziano era l’istituzionalizzazione, la casa di riposo, ora si cambia. Oggi Le prestazioni di aiuto verso le persone anziane, disabili e i cittadini che si trovano in situazione di fragilità anche per un periodo limitato di tempo sono ampliate. Per Silvana è decisivo lavorare in rete coi servizi sociali e sanitari specialistici. Silvana cosa dire dopo 40 di servizio nel Comune? Lavorare nello stesso Comune per 40 anni ti permette di conoscere alcune generazioni della stessa famiglia, di avere una memoria storica di conoscenze e interventi già attuati. Esiste una gratificazione personale….. Ti senti gratificata quando a distanza anche di tanto tempo verifichi che col tuo lavoro sociale hai favorito una crescita personale in alcuni, resti delusa quando, nonostante le risorse messe in campo, verifichi di non aver favorito nessun cambiamento positivo.

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SUZZARA - DONAZIONE DA VIVENTE : UNA SCELTA CONSAPEVOLE DI GRAZIA E BRUNO

E

cco una storia di vita che aiuta a sperare sempre in meglio e aver fiducia nelle persone, nella scienza e anche nell’amore. Siamo a Suzzara, nel 2014 presso la famiglia Lui, la moglie, Mariagrazia Incerti, infermiera in servizio presso la Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Gonzaga, era in dialisi da un anno. Una vita complessa, difficile fisicamente e psicologicamente. Il trattamento di emodialisi extracorporea permette di supplire alla disfunzionalità renale ma sottopone il paziente a giorni alterni a stress del suo organismo e ad una dipendenza della sua vita da un attrezzatura medica. La situazione non era facile da gestire e si pensa ad una soluzione, possibilmente la più rapida e cioè la donazione di un rene da vivente ,quella del marito Bruno all’epoca 58 enne. Decisione supportata anche dall’unico figlio Federico Dopo aver verificato l’idoneità sanitaria di Bruno (in primis gruppo sanguigno compatibile) in tre mesi si sono esperite le procedure previste legislativamente (giudici, psicologo e commissione terza) viene programmato il ricovero al centro trapianti Borgo Trento di Vr per il giorno 30 giugno con interventi previsti per il 2 luglio. Alla mattina l’espianto su Bruno, nel pomeriggio il trapianto su Mariagrazia. Bruno Lui oggi 62 anni non ha problemi di salute, vive normalmente come prima e da pochi mesi fa anche il nonno di Tommaso oltre che dedicare tempo all’associazionismo in Avis e Aido.

I

Dall’incontro che abbiamo avuto con loro emerge la necessità di affermare con tutti i mezzi possibili la cultura della donazione. Sia da vivente che da cadavere quale dono di vita di un essere umano verso un altro. Vita intesa in senso assoluto e come qualità di sofferenze fisiche e psicologiche. Altro aspetto emerso è la necessità di avere mezzi di comunicazione che informino in modo adeguato sulle problematiche relative ai trapianti. Una cattiva informazione o informazioni incomplete fanno un grosso danno verso l’opinione pubblica e complicano molto la campagna di sensibilizzazione di associazioni quali Aido tendenti ad avere un sempre maggior numero di potenziali donatori. In italia ad oggi pur essendo migliorata la situazione il rapporto fra lista di attesa di rene e trapianti eseguiti è di uno a tre. E’quindi più che mai importante che venga fatta in vita la scelta di donare gli organi in caso di morte. Questi ultimi non ci seguono in qualsiasi aldilà crediamo, ma possono salvare vite in quella terrena. La donazione da vivente Grazia e Bruno la consigliano vivamente come atto d’amore verso il ricevente e come

possibilità di vita ad un altro paziente in attesa poiché non aumenta tale lista. La d onazione da vivente inoltre non lascia al trapiantato un aspetto psicologico importante che riguarda la persona deceduta che con il suo gesto ha permesso la sua rinascita. Rimorsi, dubbi e ricerca di conoscere chi era in vita e chi sono i suoi parenti sono tutti aspetti che a volte condizionano psicologicamente la vita del trapiantato stesso. Alla fine del ns.cordiale colloquio i coniugi Lui hanno voluto esprimere apprezzamento per l’azione d’informazione che la ns.rivista svolge nella comunità donandoci questa foto che ricorda il primo incontro avvenuto tra i due dopo appena 48 ore dagli interventi.

LA FIDUCIA NEL MEDICO E’ UN POTENTE ALLEATO PER LA GUARIGIONE

n occasione della Giornata mondiale del malato (istituita il 13 maggio 1992 da papa Giovanni Paolo II) il parroco di Suzzara Mons. Paolo Gibelli nel commentare il vangelo di Marco ha valorizzato l’importanza della fiducia del malato verso il medico. Ecco il suo parere: Secondo il racconto del vangelo di Marco il lebbroso supplicava Gesù in ginocchio e gli diceva: “Se vuoi, puoi guarirmi!”. Il lebbroso al tempo di Gesù, era come un “morto vivente”. Doveva vivere lontano dai centri abitati, non avere contatti con nessuno per non diffondere il contagio e, quando incrociava qualcuno, doveva gridare “Immondo, immondo” per mettere in guardia i passanti. La sua malattia era considerata come conseguenza del peccato e rendeva “impura” la persona. Tenendo presente tutto ciò, il lebbroso del vangelo dimostra un grande coraggio e una grande fiducia in Gesù. “Se vuoi puoi guarirmi” (il verbo greco significa letteralmente “purificarmi”).

L’esperienza della professione medica conferma quanto era importante per il buon esito della terapia il patto di “alleanza”, di fiducia tra il medico e il paziente. Il malato, infatti, non è semplice oggetto delle cure, ma è un soggetto chiamato ad interagire con tutte le sue risorse. Scriveva un medico specialista ad una sua paziente (Chiara M.) : “la tua fiducia tanto volitiva da apparire talvolta caparbia, indipendentemente da quale ne sia la fonte (la fede in Dio, il tuo forte carattere, la tua formazione o altro) secondo il mio modesto parere di medico curante ha senza dubbio contribuito a migliorare la prognosi inizialmente pessimista dell’illustre immunologo”. Non so se fede e volontà possano effettivamente modificare l’attività del sistema immunitario, (…) posso comunque testimoniare che l’evoluzione della tua malattia è stata fortemente condizionata dal tuo modo di affrontarla”.

SUZZARA: QUATTRO FILM SUL TEMA DEL BULLISMO

O

rganizzato dal Comitato Genitori MARGHERITA HACK, associazione IL MILIONE in collaborazione con l’Associazione MILLEMENTI è stato presentato un evento molto importante per riflettere sul tema del bullismo: la proiezione di quattro pellicole cinematografiche destinate alle diverse fasce di età (ragazzi delle primarie e secondarie) con lo scopo di educare alle emozioni e prevenzioni del bullismo. Le pellicole sono scelte e commentate dalle psicologhe professioniste di Millementi.

Il pensiero dell’Assessore Alessandro Guastalli: “un progetto importantissimo che evidenzia l’attivismo del nostro volontariato ... sosteniamo questo progetto con tutte le nostre forze per combattere questo fenomeno !!grazie agli organizzatori ! Non faremo mai mancare il nostro aiuto”. Per info: Greta 340-4560935 o Elena 333-2166972.

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G

GONZAGA: GRANDE SUCCESSO ALLE LEZIONI INFORMATIVE DI MANOVRE DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICHE

razie alla lodevole disponibilità della istruttrice della Croce Rossa (Sabina Lasagna) e Angela Becchi volontaria, assieme alla titolare della “Parafarmacia una mela al giorno” (dott.ssa Elisabetta Visentini) si stanno svolgendo lezioni presso la saletta Caffè Teatro a Gonzaga su: “Proteggi i bambini, costruisci il futuro” e bene hanno fatto le numerose mamme e anche papà ad iscriversi e partecipare per conoscere delle manovre per salvare un bambino, qualora venisse colpito da un evento asfittico causato dalla ostruzione delle vie aeree. La Parafarmacia Una Mela al Giorno si trova in Piazza G.Matteotti 29 ed è una delle 1

parafarmacie di Gonzaga (MN) che offre o può offrire servizi e prodotti sanitari, biologici, omeopatici come ogni classica farmacia. Presso la stessa si tengono diversi corsi di preparazione al parto, corsi per le future mamme, per i neonati e per chi vuol conoscere sani e corretti stili di vita. Le lezioni si svolgono al sabato (al pomeriggio ma anche giorni feriali alla sera) per dare la possibilità anche ai futuri papà o mamme e quelli già diventati, di partecipare in un orario non lavorativo. Marco Barbieri

GONZAGA: PARAFARMACIA VISENTINI

U

UN GRAZIE DI CUORE AD ELISABETTA VISENTINI E VALENTINA AMADORI

n particolare ringraziamento va a voi Elisabetta Vicentini ed Erminia Valentina Amadori, a voi che del vostro lavoro ne fate una missione di vita, a voi che ci tenete per mano durante tutta la gravidanza, a voi che siete sempre presenti in qualsiasi momento, a voi che ci sopportate durante i primi mesi della nostra bambina. Io e Manuel Salvioli, non smetteremo mai di apprezzare il vostro operato perché durante questo percorso ci avete guidati, rassicurati e incoraggiati trovando sempre le parole giuste. Tu Elisabetta Visentini, sei una di quelle rare persone che da poco ho incrociato nella mia vita, ma di cui mi ricorderò per sempre perché mi hai aiutato a fare di questo particolare periodo un momento magico, indimenticabile ed emozionante!

P

una risposta di fronte ad una larga e diffusa patologia dell’apparato motorio. Un concetto importante dei due fisioterapisti è quello di dire: guardando le persone come si muovono si riesce a capire in cosa sbagliano. Sarebbe bene una volta all’anno andare dal fisioterapista per una valutazione fisioterapica e intervenire prima che insorgono dolori o problemi di postura. Lo scopo dell’incontro è stato quello di affrontare una sfida, hanno detto e cioè dobbiamo impedire che

un problema acuto diventi cronico. Molte le domande alle quali i due oratori hanno risposto con professionalità in un clima famigliare.

UN RICONOSCIEMNTO ALLA DOTTORESSA ELISABETTA VISENTINI PER IL SUO IMPEGNO AD ORGANIZZARE INCONTRI DI PREVENZIONE E DI INFORMAZIONE SANITARIA.

er dovere di cronaca ricordiamo che gli argomenti di informazione sanitaria sono stati organizzati dalla parafarmacia “Una Mela al Giorno” la cui titolare Dott.ssa Elisabetta

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due unità distinte. A voi dico Grazie di cuore! Manuel Salvioli e Michela Danza

IL RUOLO PREVENTIVO DELLA FISIOTERAPIA

resso la saletta del Teatro comunale di Gonzaga si è tenuto un incontro informativo su di un argomento di forte attualità: il ruolo della fisioterapia. Grazie ad una coppia preparata, conosciuta e disponibile. Lei Stefania Lipreri esercita l’attività presso lo studio fisioterapico Stefisio su appuntamento a Reggiolo, lavora all’Ospedale di Gonzaga, lui Marco Boccacini fisioterapista all’Ospedale di Suzzara con alle spalle una qualificata esperienza. Di fronte ad una pubblico attento e partecipato sono stati trattati tutti gli argomenti che ruotano attorno a questa branca, oggi utile e quanto mai necessaria per risolvere i problemi che ogni persona, dal giovane all’anziano, vogliono e cercano

P

Tu Valentina, hai saputo prenderti cura di me nel momento in cui io e la mia bimba siamo diventate

Vicentini ha voluto scegliere proprio di sabato pomeriggio per permettere anche chi è a casa del lavoro di partecipare. Con questo incontro salgono a cinque gli eventi di cui tre dedicati alla

Croce Rossa e uno alla Fisioterapia. Marco Barbieri

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L’

IL METODO BRAIN GYM ® : 26 SEMPLICI ESERCIZI A SUPPORTO E FACILITAZIONE NEI CASI DI AUTISMO A MOGLIA

Associazione L’Arte del Comunicare svolge da anni attività, laboratori, conferenze, convegni, approfondimenti sia culturali che proposte legate alla crescita e alla creatività della persona. L’intento dell’associazione è fornire strumenti e chiavi di conoscenza a 360 gradi per una comunicazione efficace. Comunicare significa conoscere, e la conoscenza porta alla consapevolezza della propria e altrui interiorità così da tracciare il binario per una futura cooperazione evolutiva. I numerosi eventi sono presenti nel calendario dell’Associazione, pubblicato e costantemente aggiornato sul sito www.lartedelcomunicare. com. Novità dell’anno 2018, il metodo Brain Gym ®, divulgato con il patrocinio del Comune di Moglia, attraverso incontri aperti a tutti e corsi di approfondimento: 26 semplici movimenti che aiutano l’equilibrio, la coordinazione, la comunicazione. Il metodo è proposto per tutte le età, ma è destinato in particolare ai bambini, che aiuta a esprimere al meglio le proprie potenzialità a scuola, nel gioco, nello sport.

N

Brain Gym supporta e facilita anche per interventi specifici, quali l’autismo, e anche altri come la dislessia, la disgrafia, la carenza di coordinazione corporea. Nei casi di autismo, lo stress da danno neurologico o semplicemente un sistema nervoso più sensibile, porta il bambino a parlare poco, e a muoversi in modo scoordinato o impulsivo. Ciò crea un bisogno di movimenti, come Brain Gym, che stimola la capacità di coordinamento corporeo, e di comunicazione, di equilibrio nei movimenti e nel linguaggio. L’intenzione alla base della Brain Gym è di stimolare in modo naturale il bambino perchè abbia uguale accesso alle capacità presenti in tutte le aree del cervello. Durante gli incontri e i corsi si apprendono i 26 movimenti che aiutano a stimolare le funzioni cerebrali: esercizi evolutivi che il bambino memorizza con facilità, perché simili a quelli imparati nella crescita, e che possono essere facilmente eseguiti a casa insieme alla famiglia. Incontro aperto a tutti: Sabato 14 aprile 2018 dalle ore 16,30 alle ore

18,30 , Sabato 28 aprile 2018 dalle ore 16,30 alle ore 18,30 presso la sede dell’Associazione L’Arte del Comunicare in via Ardigò 10 a Moglia (Mantova). Per ulteriori informazioni: Associazione “L’Arte del Comunicare” Presidente Dora Ansuini Via R. Ardigò 10 Moglia (Mn) Tel 0376.553675 cell. 338.7530406 Marco Barbieri

Dott.ssa Cristina Cacciamani

SUZZARA: IN PROGRAMMA UN EVENTO IMPORTANTE PER L’AVIS

el prossimo numero di giugno pubblicheremo il programma di un evento pubblico a Suzzara dove verrà presentata la storia di vita di un bambino, che secondo la scienza poteva nascere ma c’era un certo margine di rischio perché le variabili erano molte. Non sempre va tutto così bene !Qui è andato tutto alla perfezione. Nessun contrattempo. Tutto è andato per il verso

giusto grazie a delle trasfusioni di sangue tramite il cordone ombelicale (manovra pericolosa e difficile) poi è stato immediatamente subito trasfuso, realizzando un vero miracolo. Ora è sano e sta bene, ha tre anni e mezzo. L’incontro ha lo scopo di far capire a chi non ha mai donato e a chi dona il sangue dove va a finire e quante vite che salva, nel silenzio, negli ospedali il

donatore di sangue. Vuole essere un grazie di cuore di una famiglia verso donatori di sangue e un appello alla cultura del dono. Saremo più precisi nel prossimo numero.

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S

BORGOFORTE: INTERVISTA AL DOTT. SANDRO MARTINELLI, DIRETTORE SANITARIO ALLA RSA VILLA AZZURRA

andro Martinelli è una persona preparata, impegnata, con alle spalle una forte esperienza ospedaliera nel campo dei soccorsi. Ora dirige la Residenza Sanitaria Assistenziale “Villa Azzurra” a Borgoforte in veste di Direttore Sanitario. Ha prestato servizio a Suzzara come Guardia Medica e Pronto Soccorso dal 1995 poi nel 1998 copre i turni al Pronto Soccorso dell’ospedale di Suzzara. Ha visto nascere il servizio 118 e toccato con mano gli alti e i bassi che un nuovo servizio comporta nel mondo sanitario. Ora è direttore di una struttura di 146 posti letto organizzati in nuclei di degenza che offrono alle persone anziane non autosufficienti confortevoli soluzioni abitative ed alberghiere. Dottore, cosa ricorda degli anni vissuti come guardia medica e medico del pronto soccorso a Suzzara? Rappresentano la base formativa che mi ha permesso di comprendere quanto sia complesso il lavoro di un medico. Spesso l’intervento di un medico deve andare oltre i tecnicismi diagnostico terapeutici, la malattia pone la persona ed in particolare la famiglia in una condizione di estrema fragilità e paura. L’intervento sanitario non può esimersi dall’affrontare anche questi aspetti, certo difficili, in quanto spesso irrazionali, ma se compresi permettono la creazione di un “ponte relazionale” fondamentale per il necessario rapporto di fiducia medico-contesto. Dopo una lunga esperienza e di fronte a numerosi e continui cambiamenti, cosa serve per rispondere ai bisogni delle persone fragili e bisognose di assistenza? E’ molto difficile formulare una risposta, il concetto di “assistenza” varia in relazione ai cambiamenti sociali e culturali, in particolare alla disponibilità economica di un Paese. Dopo decenni in cui la politica ha giustamente promosso il valore etico dell’anziano potenziando “l’offerta di salute”, sono evidenti le difficoltà a proseguire un tale impegno a fronte della terribile recessione economica che stiamo vivendo. Le famiglie, fortemente impoverite, sono costrette a maggiori sacrifici per garantire ad esempio la degenza in una struttura residenziale come quella che mi onoro di dirigere. Il “dramma dell’anziano” in una società sempre più anziana si pone come una

sfida etico-politico-economica per tutte le future amministrazioni. Inoltre dobbiamo considerare quanto il progresso scientifico in ambito sanitario rischi di generare una distorsione del concetto di “fragilità” e di “assistenza” ovvero ritenere che un numero maggiore di “prestazioni” sia la panacea di ogni male. E quindi? Proseguire nel potenziamento intrapreso sottraendo risorse ad altri contesti sociali o, al contrario, riformulare il concetto di assistenza contraendo le risorse disponibili con il dovere in questo caso di reinterpretare il concetto di “anziano”? E’ una scelta molto difficile, che, a mio modesto parere, non spetta ai medici, in quanto presuppone una profonda variazione culturale e sociale. Come si sente cambiato da medico dell’emergenza a direttore di una struttura socio-sanitaria in crescita? Molto cambiato, sono passato dall’operatività diretta, dal contatto diretto, dal dramma immediato e a volte fulmineo con il paziente, interpretato quindi come singolarità all’interno del ristretto contesto familiare, ad una figura professionale che si occupa di ideare, organizzare e controllare più servizi, per più esigenze dei singoli, delle loro famiglie e dell’organizzazione stessa. Non ho interpretato questo cambiamento come una naturale evoluzione professionale, ma sono ripartito consapevole di dover affrontare problemi completamente diversi che hanno implicato percorsi formativi nuovi e fino a quel momento sconosciuti.

Come vede il futuro delle RSA di fronte ad una popolazione anziana che aumenta in uno stato dove i costi sanitari sempre crescono? Avremo un ritorno al domicilio, dove l’anziano fragile o cronico sarà seguito dalle cooperative di assistenza? Questa è un’altra difficile questione. Le RSA si pongono come risposta alla necessità delle famiglie di garantire un’assistenza continua e costante alle esigenze di “cura”, globalmente intesa, dei loro cari. In questo senso non penso possano essere sostituite da qualcosa di frammentato nell’arco della giornata, ma la mia interpretazione della funzione delle RSA è sempre stata più ampia. Dal mio punto di vista, che ho cercato di concretizzare a Villa Azzurra, l’RSA dovrebbe porsi come supporto costante alle strutture ospedaliere favorendo il percorso del post acuto o del paziente ad alta intensità assistenziale al fine di ottimizzare le risorse e garantire comunque un supporto sanitario continuo alle famiglie. E’ necessario comunque sottolineare l’importanza dell’assistenza domiciliare se orientata ad una particolare casistica ben delimitata. Quindi non vedo solo bianco o nero, parlando di anziani “fragili” preferisco una scala intermedia di grigi che ben si adatta alle esigenze della famiglia proprio perché la fragilità dell’anziano oggi e sempre di più in un prossimo futuro, determinerà la “fragilità” della famiglia.

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Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana


PARLIAMO DELLE PATOLOGIE REUMATOLOGICHE CON LA DOTT.SSA FEDERICA LUMETTI DEL CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO DI REGGIOLO.

D

i cosa si occupa la Reumatologia? La Reumatologia è una branca della medicina che si occupa di tutte quelle manifestazioni cliniche che interessano il sistema muscolo-scheletrico e il tessuto connettivo dell’organismo. Le malattie reumatologiche possono infatti interessare molti organi ed apparati quali muscoli, ossa, articolazioni e numerosi organi interni, identificando nel complesso malattie che possono avere un coinvolgimento sistemico. Le patologie reumatologiche costituiscono un’importante causa di dolore in chi ne è affetto, determinando in molti casi disabilità, limitazione delle normali attività di vita quotidiana e lavorativa, perdita anche temporanea dell’autonomia con ripercussioni importanti sulla qualità di vita dei malati e delle loro famiglie. Perchè è importante una diagnosi precoce? L’importanza di una diagnosi precoce si riflette soprattutto sulle patologie infiammatorie, poiché consente l’attuazione di un trattamento terapeutico specifico, mirato sul paziente, al fine di limitare l’evoluzione della malattia e delle conseguenze ad essa correlate. La complessità delle malattie reumatologiche richiede in molti casi un’azione multidisciplinare tra vari specialisti per un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico. Quali sono le patologie per le quali i pazienti si rivolgono al reumatologo? I pazienti che più frequentemente si rivolgono

al reumatologo sono molto spesso quelli affetti da sindrome fibromialgica, una sintomatologia dolorosa diffusa presente a livello di “tutto il corpo”, con dolori non ben localizzabili, insonnia, astenia, mialgie diffuse che non rispondono ai trattamenti antidolorifici classicamente prescritti. La lombalgia, il cosiddetto “mal di schiena”, rappresenta un sintomo che viene inviato alla nostra attenzione soprattutto se associato ad altre caratteristiche cliniche di tipo “infiammatorio”, che lo differenziano dalle forme “meccanico-degenerative”. L’osteoartrosi, rappresenta la malattia reumatologica più frequente nella popolazione generale. Si trattata di una patologia cronica degenerativa che colpisce le articolazioni sulla quale influiscono numerosi fattori di rischio, in particolare l’età avanzata, il tipo di attività lavorativa, i traumatismi e l’obesità. Tra le malattie metaboliche, la gotta è quella che più necessita di una valutazione reumatologica soprattutto nella sua fase acuta, dove si rende necessaria un’accurata diagnosi differenziale per poter impostare un corretto trattamento terapeutico. L’osteopenia e l’osteoporosi sono patologie riguardanti lo scheletro che si caratterizzano per la perdita di massa ossea, quantificata attraverso la valutazione densitometrica (DXA), e che rappresentano un fattore di rischio per la comparsa di fratture soprattutto a livello vertebrale e femorale.

Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana

La presenza invece di sintomatologia tipicamente “infiammatoria” a livello dell’apparato articolare con dolore (soprattutto notturno), tumefazione, rossore, calore delle articolazioni e limitazione funzionale, richiedono un’attenta valutazione nel sospetto di patologie infiammatorie (es artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondiloartriti, e altre). Patologie sicuramente non così diffuse nella popolazione generale, ma che necessitano di uno stretto monitoraggio clinico sono quelle che riguardano il tessuto connettivo e i vasi (connettiviti e vasculiti). La persistenza di alcuni specifici sintomi [esempio secchezza oculare con necessità di ricorrere al continuo utilizzo di lacrime artificiali (xeroftalmia), secchezza del cavo orale (xerostomia), dita delle mani che cambiano colore con l’esposizione alle basse temperature (fenomeno di Raynaud), mialgie diffuse, intensa astenia, improvvisa comparsa di impotenza funzionale con difficoltà a vestirsi o ad alzarsi da una sedia con cefalea e disturbi visivi], andrebbe sempre analizzata e monitorata dal paziente, dal medico curante e se necessario anche attraverso valutazioni specialistiche al fine di un corretto inquadramento diagnostico. Per prenotare la visita rivolgersi al Centro Medico Tel. 0522.972376.

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TURNI FARMACIE DEL TERRITORIO APRILE 2018

MAGGIO 2018

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BONDENO

16

TABELLANO

1

BONDENO

16

PEGOGNAGA

2

POLESINE QUISTELLO

17

TABELLANO

2

BONDENO

17

TABELLANO

3

POLESINE QUISTELLO

18

MOTTEGGIANA

3

POLESINE

18

TABELLANO

4

PALIDANO

19

MOTTEGGIANA

4

POLESINE QUISTELLO

19

MOTTEGGIANA

5

PALIDANO

20

SAN BENEDETTO PO POLIRONE

5

PALIDANO QUISTELLO

20

MOTTEGGIANA

6

PORTIOLO

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SAN BENEDETTO PO POLIRONE

6

PALIDANO QUISTELLO

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SUZZARA COMUNALE

7

PORTIOLO

22

SUZZARA COMUNALE

7

SUZZARA BREVIGLIERI

22

SUZZARA COMUNALE

8

SUZZARA BREVIGLIERI

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SUZZARA COMUNALE

8

SUZZARA BREVIGLIERI

23 SAN BENEDETTO PO POLIRONE

9

SUZZARA BREVIGLIERI

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SAN BENEDETTO PO GHIDINI

9

SAN BENEDETTO PO GHIDINI

24 SAN BENEDETTO PO POLIRONE

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BORGOFORTE BONDANELLO

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SAN BENEDETTO PO GHIDINI TABELLANO

10

BORGOFORTE SAN BENEDETTO PO GHIDINI

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PORTIOLO

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BORGOFORTE BONDANELLO NUVOLATO

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GONZAGA

11

BONDANELLO

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PORTIOLO

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SUZZARA ALDROVANDI NUVOLATO

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GONZAGA

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BONDANELLO

27

GONZAGA

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SUZZARA ALDROVANDI

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SUZZARA OSPEDALE

13

SUZZARA ALDROVANDI

28

GONZAGA

14

PEGOGNAGA

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SUZZARA OSPEDALE

14

SUZZARA ALDROVANDI NUVOLATO

29

SUZZARA OSPEDALE

15

PEGOGNAGA

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MOGLIA

15

PEGOGNAGA NUVOLATO

30

SUZZARA OSPEDALE

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MOGLIA

31

A

L’AVIS DI SUZZARA E I BUONI RISULTATI DEL 2017

ll’assemblea dell’AVIS di Suzzara il presidente Fabio Carlini dopo aver ricordato i defunti Gastaldi dr. Lino, un cofondatore della Sezione e Angelo Pulleghini, tessera nr. 1, ha esposto i buoni risultati dell’annata con l’iscrizione di 97 nuovi donatori e un totale di donazioni effettuate pari a nr. 2.493. I soci effettivi al 31 dicembre erano nr. 1.389 di cui donatori 1.365 e collaboratori 24.

Nell’A.O.T. (Articolazione Organizzativa Territoriale) inaugurata nel 2015 con la Presidente dell’Avis provinciale Elisa Turrini dove confluiscono anche le Sezioni di Pegognaga, Portiolo, Bondanello, Moglia, Gonzaga e in minor parte Borgoforte, sono state raccolte nr. 4.158 sacche di sangue, sono stati eseguiti nr,. 2.016 controlli annuali, nr. 235 controlli estemporanei e nr. 278 esami per nuove idoneità.

DOTT.SSA CHIARA PARISIO Medico Chirurgo

SPECIALISTA DI GINECOLOGIA E OSTETRICIA Riceve al Centro Medico Specialistico Reggiolo Piazzale Artioli, 18 - tel. 0522 972376 e a Pegognaga Via Donatori di Sangue Visite ed ecografie ginecologiche ed ostetriche pap-test

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Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana


a s c a n i i t t a f i Dolc

Torta Crostata di Frutta di Antonella Morelli (San Benedetto Po)

Ingredienti: BASE 300 grammi di Farina, 150 grammi di Zucchero, 150 grammi di Burro o margarina , ½ bustina di lievito, 2 uova intere , 1 scorza di limone CREMA PASTICCERA ½ litro di latte , 6 tuorli di uova, 250 grammi di zucchero, 1 bustina di vanillina 50 grammi di farina. Procedimento: Unire tutti gli ingredienti e stendere in teglia da forno a piacer, Infornare a 150° per 20 minuti circa, a cottura ultimata far raffreddare in forno, farcire con la crema pasticcera e decorare con frutta a piacere alla fine coprire il tutto con la gelatina. Buona Torta da Antonella Morelli

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APERTO LO SFA DI COOP IL PONTE

inalmente ha aperto i battenti il nostro SFA, il Servizio Formativo all’Autonomia di Il Ponte cooperativa sociale. La risposta che mancava alla domanda di un servizio aperto, la risposta giusta per i bisogni di persone con disabilità lieve o lievissima sotto i 35 anni. Tre sono i moduli possibili di frequenza: formativo, di consolidamento e di monitoraggio. Tre le principali aree di intervento, tutte che ruotano attorno al concetto cardine di autonomia: abitativa, lavorativa, sociale. Perchè è un servizio “aperto”? Per la caratteristica di non avere giorni ed orari predeterminati. Al contrario, la frequenza è calibrata sugli obiettivi dei frequentanti. E’ quindi possibile avere giorni ed orari di frequenza non convenzionali, che si discostano da quelli classici di un centro diurno. Le autonomie principali su cui si lavora sono dunque tre: quella abitativa, che ruota attorno al concetto di “casa” e di vita autonoma, pensata sul futuro possibile. L’autonomia lavorativa, come possibilità di potersi emancipare anche attraverso un lavoro retribuito, passando lungo la strada di tirocini formativi accompagnati da operatori sociali specializzati. Autonomia sociale come possibilità di costruire e mantenere reti relazionali e sociali significative e durature, attraverso un lavoro di rete sul territorio e dentro le comunità.

La legislazione definisce come età massima di 35 anni per i partecipanti, e la possibilità di poter essere presi in carico per un periodo massimo di 5 anni. Lo SFA ospita le sue prime 6 persone ed al momento ci sono posti liberi.

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PEGOGNAGA-UCRAINA ILARIA TORELLI ORA E’ SUOR MARGHERITA

N

ella città di Lutsk, in Ucraina, la trentenne Ilaria Torelli, ha assunto il nome di suor Margherita della Congregazione delle Suore della Divina Provvidenza, una congregazione appartenente alla chiesa greco-cattolica dell’Ucraina in piena comunione con la chiesa cattolica. Nell’ambito della stessa celebrazione liturgica, l’amica di vocazione Adelaide Fornari di Asola ha assunto il nome di suor Lucia. Alla professione dei voti perpetui di suor Margherita e suor Lucia era presente una delegazione mantovana della parrocchia di Pegognaga e di Asola, il parroco don Flavio Savasi di Pegognaga, padre Taras Galavay sacerdote della comunità greco-cattolica dell’Ucraina di Mantova, i genitori di suor Margherita Emanuele e Chiara, alcuni parenti ed amici delle neo suore.

Le persone che hanno partecipato hanno fatto un’sperienza fantastica emozionante, spiritualmente arricchente in quella meravigliosa

terra Ucraina, che ha accolto le nostre due suore mantovane, per sempre.

SUZZARA: IL DESIDERIO DI DON LINO BOSELLI SI È REALIZZATO

I

n occasione di una bella serata del bel canto, presentata da Nicoletti Ferrari, il nuovo parroco di Suzzara Mons. Paolo Gibelli nel portare il saluti ha ricordato come a Don Lino piaceva il bel canto e un giorno mentre era ricoverato in Ospedale, gli disse: «ma tu non verresti a fare il parroco a Suzzara?». «Ecco, dopo 15 anni circa sono

qua!» ha detto Mons. Gibelli. Un lunghissimo applauso ha premiato questa riflessione: mai come stasera Don Lino sarà contento perchè nella sua Suzzara ora c’è il parroco giusto, che lui desiderava e che piace ai suzzaresi. Alla serata c’era tutto il cuore di Don Lino, il suo amato coro “Palestrina”, la sorella Lidia, l’amico Bruno Melli,

suzzaresi e amici. Una bella serata dove il bel canto ha raggiunto livelli di alta professionalità. Il ricavato della serata è stato devoluto alla nuova sezione dell’Associazione per la ricerca sul cancro. Presente anche la presidente che ha ringraziato il pubblico.

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IL GIORNALISMO DEVE ESSERE FATTO DA PERSONE PER LE PERSONE.

resso l’Aula Maria Teresa del seminario di Mantova, si è svolto un incontro provinciale per gli operatori e le operatrici della comunicazione. Il Vescovo Marco Busca ha tenuto una chiara e appassionata lezione di tutto quello che il Papa ha voluto comunicare. Ecco alcuni passaggi del testo del Papa: “Vorrei offrire un contributo al comune impegno per prevenire la diffusione delle notizie false e per riscoprire il valore della professione giornalistica e la responsabilità personale di ciascuno nella comunicazione della verità”, questo il messaggio del Papa Padre Francesco per la 52ma giornata mondiale delle comunicazioni

sociali. Poi ancora: “informare è formare, è avere a che fare con la vita delle persone. Per questo l’accuratezza delle fonti e la custodia della comunicazione sono veri e propri processi di sviluppo del bene, che generano fiducia e aprono vie di comunione e di pace”. L’incontro è proseguito, coordinato da Don Giampaolo Ferri, Direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali, con l’intervento di Don Giovanni Telò, Direttore della Cittadella che ha detto: «per fare bene il giornalismo bisogna andare in mezzo alla gente, serve un contatto da persona a persona, non solo cronaca ma informare per

formare. Noto molto pressapochismo e quindi spero tanto nell’accuratezza dell’informazione». Poi sono intervenuti altri giornalisti, corrispondenti in un clima di riflessioni e scambi di opinioni. Si è parlato delle notizie false, quelle che sui social network guadagnano tale visibilità che persino le smentite autorevoli difficilmente riescono ad arginare i danni. L’unico vantaggio, puerile ed anti-etico, è quello di vendere più copie e questo non è buon giornalismo, nè tanto meno corretta informazione.

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Storia e storie del nascere

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LE POSIZIONI DEL PARTO DAL PASSATO REMOTO AL PRESENTE

e prime testimonianze di parto che abbiamo risalgono al periodo egizio grazie ai geroglifici. Il simbolo della parola “partorire” è infatti una donna accovacciata. La stessa posizione la ritroviamo in alcune sculture greche risalenti intorno al 500 a. C. Questo ci fa supporre che un tempo le donne partorissero quasi sempre in piedi durante il travaglio ed accucciate durante la fase espulsiva. Sempre nella Grecia di Ippocrate viene inventata la sedia per il parto poi utilizzata anche nell’antica Roma, una normale sedia di legno con un’apertura apposita per permettere l’uscita del bambino (fig.1). L’uso della seggiola ha un notevole sviluppo nel ‘500 e nel ‘600 (fig.2). Una versione moderna, lo sgabello olandese, è ancora oggi in uso in molti paesi del nord Europa. La posizione distesa nasce verso la fine del medio evo quando le donne ricche si rifiutano di partorire allo stresso modo di quelle delle classi povere e decidono di farlo comodamente sdraiate nei loro letti. Nel ‘600 viene poi inventato il forcipe che diventa presto, fino all’inizio del secolo scorso, una frequente abitudine in parti fisiologici e non. La posizione distesa favorisce il lavoro di medici ed ostetriche ma

prolunga i tempi del travaglio e la donna si riprende più lentamente. Soltanto negli ultimi anni si è ricominciato a discutere sul fatto che la posizione coricata (litotomica) non è quella ideale per la donna. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che “non è raccomandabile che la donna gravida sia posta nella posizione litotomica dorsale durante il travaglio-parto. Il camminare durante il travaglio dovrebbe essere incoraggiato ed ogni donna deve decidere liberamente la posizione da adottare” (fig.3). Ecco quindi che nella maggior parte degli ospedali italiani scompaiono quasi tutti i vecchi letti statici e vengono sostituiti da letti da parto che permettono anche di mantenere una posizione quasi verticale. Nascono le sale travaglio dove poter passeggiare e gli innovativi parti in acqua. Questi ultimi entrano in scena ufficialmente intorno al 1960 grazie al ricercatore russo Igor Čarkovskij ed all’ostetrico francese Frédérick Leboyer che sviluppano gli studi sulla sicurezza ed i benefici della nascita in acqua sia per la madre che per il bambino. Gli studi hanno dimostrato che partorire in posizione verticale aumenta la velocità del travaglio favorendo l’ingresso

del bambino nel canale del parto. La possibilità di muoversi rende il dolore delle contrazioni più sopportabile e migliora le condizioni di tranquillità della gestante. Nella posizione distesa, per la compressione dell’utero sui grossi vasi addominali, si riduce l’afflusso del sangue ed aumenta ansia e agitazione materna. La possibilità poi di avere contrazioni migliori fa si che il perineo si distenda nel modo giusto diminuendo il rischio di lacerazioni. L’utilizzo senza complicanze di posizioni “alternative” implica esperienza e disponibilità dell’ostetrica che deve assumere nell’assistenza posizioni a volte faticose (sulle ginocchia o seduta) e non trascurare un accurato monitoraggio, non sempre facile, del benessere fetale. Gabrio Zacchè

Frugando tra i ricordi S

AUTOPSIA A DOMICILIO 234 ANNI FA

iamo alla fine del settecento, una storia vera che riguarda la professione del medico condotto. Grazie alla sua bravura e abitudine di scrivere quello che ha fatto e visto, quel medico ci regala la fotografia della realtà di allora (curioso il linguaggio usato) e le povere conoscenze della medicina. A Correggioli (Ostiglia) nel 1784, in casa di Domenico Vicarioli, fu chiamato il medico Giuseppe Fortini che trovò il povero Vicarioli morente. Scrisse: “Non poteva più deglutire cosa alcuna, respirava con anelito, aveva dè polsi deboli e frequenti con vaniloqui, insomma tutti

quei segni che indicano una morte vicina” Il Dott. Fortini l’aveva dato per spacciato, ma per aderire alle brame dei domestici” che ad ogni costo non volevano perdere il loro “granoso” padrone, prescrisse il medicamento allora più diffuso e costoso: “una cacciata di sangue”, cioè un salasso. Nonostante questo tentativo dopo due ore il Vicarioli, morì. Il medico non si rassegnò, ripassò le sue nozioni di anatomia, prese il suo strumentario di coltelli chirurgici, si recò nell’abitazione del defunto e ordinò ai domestici piangenti, di preparare la stanza per effettuare l’incisione anatomica.

Voleva proprio vedere cosa c’era in quel corpo, che aveva causato una morte così repentina. Risultato: morto per soffocamento dovuto a mal di gola, linfa viscida e arresto d’umori”. Cosa voleva dire? Che una persona era in salute quando aveva nel corpo l’equilibrio degli “umori” vale a dire la teoria della scienza aristotelico-galenica (caldo-freddo, secco-umido). L’alterazione di questo equilibrio causava “viscidumi”, ovvero la malattia o la morte come nel caso del povero Vicarioli.

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G

GLI AMBULATORI PER I VACCINI ORA SONO A PIEVE E NON PIÙ A POGGIO-RUSCO E OSTIGLIA

li ambulatori vaccinali di Ostiglia e Poggio Rusco sono stati riuniti in un unico polo all’ospedale di Pieve in via Bugatte 1. A disposizione dei clienti c’è un call center (0386-717425) che si può contattare dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 13. Grazie alla presenza del pronto soccorso per la gestione delle emergenze, ci sono due ampi ambulatori comunicanti e una sala d’attesa più

capiente. Da sottolineare anche la disponibilità di frigoriferi sufficientemente capaci e di aree di parcheggio, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la possibilità di collaborare direttamente con la pediatria ospedaliera e di rivedere gli orari di apertura dell’ambulatorio, rendendoli compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori e la frequenza scolastica dei minori, grazie a una maggiore

disponibilità di risorse umane. L’accorpamento permette di migliorare le performance e favorire l’integrazione del personale, migliorando così il servizio. Uno dei punti chiave del processo di ottimizzazione è la sicurezza - spiega il Poma la sede vaccinale dovrebbe essere raggiungibile con facilità dagli operatori del 118. Per info: polovaccinale.ostiglia@asst-mantova

CENTRO SERVIZI ANZIANI “BURIS LODIGIANI” LUZZARA

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l centro servizi all’anziano “Buris lodigiani” offre servizi per una vasta tipologia di utenti. E’ adiacente ad un centro medico con medici di medicina generale e centro prelievi, specialisti sanitari, centro unico di prenotazione, associazioni di volontariato e centro di aggregazione sociale. Nel centro “Buris Lodigiani” è presente una casa albergo. Possono usufruire della casa albergo di norma persone anziane, sole o in coppia, che non hanno bisogno di un’assistenza particolare e che vogliono condurre una vita autonoma in un ambiente di comunità, utilizzando, se gradiscono, gli spazi e i servizi comuni. La casa albergo è un ambiente molto accogliente che offre due appartamenti confortevoli composti da camera da letto, salotto e servizi igienici, 4 ca-

mere singole e uan stanza a due letti con annesso salottino e servizi igienici per un totale di 10 posti letto. Per coloro che volessero usufruirne è a disposizione un’ambiente comune con cucina attrezzata e sala da pranzo. Situata al 2 piano, a cui si può accedere con ascensore, la casa albergo è autonoma rispetto agli altri servizi ed è costituita da ambienti ampi e luminosi, comodi al centro del paese, vicino alla stazione e alle principali attività commerciali. I residenti nella casa albergo possono a richiesta fruire di servizi alberghieri e/o socio-sanitari. Asp progetto persona, via Filippini, 65 Luzzara RE. Tel. 0522-976049 segreteria@asp.progettopersona.re.it

Alessia Volpi

GONZAGA: L’ASSOCIAZIONE L’INCONTRO HA FESTEGGIATO I SUOI PRIMI 25 ANNI

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ondata da 40 volontari che, tra dubbi, paura di non farcela e grandi progetti, hanno saputo, con l’aiuto prezioso di tutti gli altri volontari che negli anni si sono uniti, traghettarla sino ad oggi con la capacità di mantenere ben fermo il principio rappresentato anche nel logo dell’associazione: “unità nella diversità” per essere a disposizione sempre di tutti. Per festeggiare questa importante tappa l’associazione ha organizzato una grande e bella festa in Teatro a Gonzaga. Erano presenti

i volontari pionieri e fondatori dell’associazione: Silvana Corradini e Ivana Mirandola. La presidente Mariarosa Sanfelici ha consegnato un attestato di riconoscenza a tutti i volontari attivi, tra gli applausi del pubblico con la dicitura: “un caloroso Grazie al volontario…che con il suo prezioso tempo ha contribuito a una storia di attività servizi e incontri”. Ivana Mirandola

ANNO NUOVO CON GLI STUDI MEDICI “I PORTICI”

Dal 2 gennaio a fianco della Farmacia Berni di Moglia, sono stati aperti i nuovi studi con i medici di famiglia. Telefono 0376-1888063. Questi gli orari dei medici di famiglia. Dott. Claudio Leoni: Lunedì, martedì dalle ore 8.00 alle ore 12.30. Venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30. Mercoledì e giovedì dalle 15.30 alle ore 19.00. Dott. Giuliano Pedrazzoli: lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 8.30 alle 12.30. Martedì dalle 8.30 alle 11.00 e dalle ore 17.30 alle 19.30 su appuntamento. Venerdì dalle 16.00 alle 19.00 su appuntamento. Dott.ssa Annarita Granatiero lunedì dalle ore 8.30 alle 12.00 a Bondanello per i mesi di gennaio e febbraio, martedì dalle ore 8.30 alle 12.00 su appuntamento, giovedì e venerdì ore 8.30-12.30. Lunedì dalle 16.30 alle 19.00 su appuntamento e mercoledì dalle 15.30

alle 18.30 su appuntamento. Dott. Pio Abruzzino martedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.00. Dott. Luca Bonaccini (Pediatra) lunedì 16-19, martedì 10-13, mercoledì 16-19, giovedì 10-13 e venerdì 10-13. Presso il nuovo Centro Studi Medici sono attivi i medici specialisti, una segretaria ed una infermiera secondo orari esposti nel corridoio o all’interno della farmacia.

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LE EMOZIONI DI DORIANO IN UN LIBRO DI 143 FOTO

o vediamo arrivare con la sua macchina fotografica inviato dalla Gazzetta di Mantova in tante occasione sia belle che brutte. Dalle cerimonie alle inaugurazioni, dagli eventi culturali ai funerali, disgrazie, manifestazioni, insomma dove c’è bisogno di fare delle foto ecco che arriva con il suo modo timido, silenzioso, appartato quasi non volesse disturbare. Anche Mauro Pinotti si unisce confermando: “è vero, l’occhio di Doriano arriva sempre con il sorriso, non è mai invadente, è una persona assolutamente discreta. Se deve fare delle foto nei momenti dolorosi, non trasmette mai il dolore o la disperazione. Non fa parte dei suoi scatti. Questo è Doriano, un collaboratore della Gazzetta che ha scritto un libro di fotografie corredate da didascalie intitolato “Mantua me… cepit” sottotitolo “conquistato da Mantova”. Ediz. Paolini editore maggio 2007. Doriano è fotografo professionista dal 1972 e collabora con al Gazzetta di Mantova dal 1993. Oltre che di giornalismo di occupa di pubblicità, moda,

E

ritratto, territorio e gente, in fotografia e in video. Abita a Goito. Doriano un veronese che frequenta Mantova per lavoro e ci dice: il mio lavoro me lo fa conoscere (si riferisce alla città di Mantova e tutta la provincia anche) molto più in profondità, a dispetto della fretta che perennemente mi pungola; me ne rivela aspetti, sfumature che non avevo mai modo di cogliere, mi avvicina alle persone, mi avvicina in ambienti altrimenti negati, mi dischiude, in breve, la sua più intima natura, la sua poesia. Poesia…ecco la parola magica…. ho l’impressione si legge a pag. 6, a volte, di non essermi occupato d’altro in vita mia. Potevo, dunque, resistere agli stimoli, moltiplicate dalle ore, dai giorni, dalle stagioni, che in questi luoghi ricevevo?”. Risultato ecco il libro, un libro di impressioni. La prefazione è di Paola Cortese che scrive: “abile anche con i pennelli, a un certo punto, però, Doriano ha preferito esprimere le proprie emozioni con la macchina fotografica, uno strumento solo apparentemente più freddo ma che, nelle sue mani, riesce a dare calore a ciò

che fissa sulla pellicola. Le sue foto tante, simili a quadri, hanno un’anima, la sua naturalmente, in tutte le possibili sfaccettature”. Conclusione: lui dice che è stato conquistato da Mantova ma noi invece diciamo che Mantova ha acquistato una brava persona che lascia il suo segno non solo fra gli amici che si è fatto ma anche in questo libro, ricco di impressioni.

IL PRIMARIO RAMBALDINI E LA LEZIONE DI VITA DI GRANDE CORAGGIO

cco una notizia che non fa rumore: un primario che ringrazia il suo malato perché gli ha trasmesso assieme al padre semplicemente coraggio: «a me e alla mia équipe un grande coraggio, necessari per poter intervenire». Una

lezione di vita, una significativa dimostrazione di professionalità da parte dei medici. È la storia di Riccardo Visioli, ventenne operato al cuore presso il reparto cardiochirurgia dell’Ospedale Poma. È raro leggere queste notizie. Il bene va

seminato e deve far rumore. Sappiamo tutti che ci sono medici che ricevono tanto dai malati ma non fanno notizia. Grazie Dott. Rambaldini.

GUASTALLA-SUZZARA: CONGRATULAZIONI AL DOTT. C. BERTELLINI

I

l Medico suzzarese è diventato primario del reparto di Ginecologia dell’Ospedale di Guastalla. Si è laureato a Modena nel 1981. Ha prestato servizio in diversi Ospedali: Reggio Emilia, Sondrio, Guastalla, Suzzara, Mantova, Forlì. A Suzzara ha pestato servizio dal 1989

SAVIOLI DOTT.SSA BEATRICE

Biologa Nutrizionista Etologa alimentare Educazione alimentare Via F.lli Rosselli, 39 Novi (MO) Via Amendol a, 90 Reggiolo (RE) Via dei Barberi, 1 Gonzaga (MN) Tel. 347-8284727 Mirandola, Rolo beatrice.savioli@libero.it www.nutrizionistasavioli.it

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al 1991 con l’allora primario Dott. Emilio Arisi che subentrò alla morte del Dott. Athos Angeli. Il Dott. Bertellini, persona stimata e benvoluta, ha acquisito diverse specializzazioni in campo ostetrico ginecologico. Dopo otto anni a Forlì, ora è a Guastalla, ad una decina di kilometri da casa.

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In caso di difficoltà uditive aumenta il rischio di sviluppare una forma di demenza. Un calo dell’udito aumenta le probabilità di incorrere in disturbi di tipo cognitivo che possono avere ripercussioni anche sulla vita quotidiana. Gli studi più recenti hanno dimostrato come ci sia uno stretto legame tra sordità e calo delle abilità cognitive, e come le persone con un deficit cognitivo presentino anche un calo dell’udito in tre casi su quattro. Un calo dell’udito innesca tutta una serie di problematiche che, in una sorta di effetto domino, vanno a intaccare non solo le abilità cognitive dell’individuo, ma anche i rapporti umani dello stesso fino alla sua felicità personale. Oggi 360 milioni di persone nel mondo convivono con un calo dell’udito più o meno importante, e 47 milioni con una forma di demenza. Il progressivo allungarsi dell’aspettativa di vita fa sì che questi numeri, secondo gli studiosi, siano destinati a raddoppiare nei prossimi trent’anni. Previsione confermata anche durante le celebrazioni per la giornata ed il mese dedicati all’Alzheimer. Sono più di un milione gli ita- LE SOLUZIONI liani che convivono oggi con L’ausilio di apparecchi acustici è associato qualche forma di demenza. ad un più lento declino cognitivo.

La scienza dimostra chiaramente come l’utilizzo di protesi acustiche si associ a un declino cognitivo più lento e preservi una buona funzionalità cerebrale. Secondo le ricerche degli esperti, rallentare di un solo anno l’evoluzione di un calo dell’udito potrebbe portare ad una riduzione di ben il 10% del tasso di prevalenza della demenza nella popolazione.

Un deficit uditivo comporta dei cambiamenti strutturali e funzionali al cervello, fino al deficit cognitivo che, a sua volta, porta ad un calo della percezione e della comprensione verbale. Gli studi dimostrano inoltre che, maggiore è la gravità dell’ipoacusia, più LA PERSONALIZZAZIONE COME alto è il rischio di sviluppare un de- ARMA MIGLIORE terioramento cognitivo anche grave. È fondamentale tenere presente che, due individui con la medesima tipoloL’IMPORTANZA DI UN INTERVENTO gia di calo uditivo, abbiano bisogno di TEMPESTIVO soluzioni diverse in base ai loro diffeAndando ad agire in modo tempestivo renti stili di vita, abitudini di ascolto e su un calo dell’udito già alle prime av- preferenze estetiche. Quindi è fondavisaglie, si possono limitarne di gran mentale personalizzare le protesi sullunga i potenziali danni. la base dell’individuo.

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PORTIOLO DI SAN BENEDETTO PO ALBINO TRENTINI E LA PASSIONE PER IL BELLO IN 22 COLLEZIONI

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museo della civiltà contadina le cui collezione n seguito al tramonto della civiltà contadina (sono ben 22!) sono state elegantemente ed ai grandi rivolgimenti tecnologici dei tempi recenti è nata l’esigenza in alcune persone, riportate in un piacevole catalogo stampato nel giugno del 2011 presso Tip. Lui Reggiolo curato se non proprio la necessità, di non disperdere autentici patrimoni di opere legate alle attività umane, che hanno segnato il lavoro di intere generazioni, oltre al sapere e ai valori che hanno espresso. Grazie alla volontà di queste dipersone, aiutare ospedali avessero politica animati che da una vera una passione e del territorio collegiale ovvero risorse un entepersonali, ospedaliero competenza, investendo attrezzato rispondere ai labisogni di un abbiamo la per fortuna di poter vedere raccolta in un vero museo. Uno di questi si trova a Portiolo territorio. Gli amministratori suzzaresi dovettero pressopuntare abitazione di Albino Trentini, classecivile quindi a trasformare un Ospedale sposato, due figli. Dopo aver lavorato per in1931, un Ente ospedaliero attrezzato e moderno un periodo la campagna, nel 1960 trova lavoro (venne infatti dipoiMantova riconosciuto come Ospedale all’Ospedale come ausiliario nel generale di zona). Un obiettivo che, va dato reparto di Radiologia, poi diventa responsabile merito, avevadeimotivato gli amministratori a del magazzino materiali sanitari, un’attività gratificante cheilhamassimo. svolto per Il25rag. anni.Arturo PressoAffini, dare e a fare la propria abitazione Portiolo, dicevamo, è aveva speso tutte ledi sue energie per questo possibile e visitare importanteNadir e attrezzato obbiettivo con il un presidente Bianchi si è

da Vittorio Negrelli e Alfredo Calendi, intitolato “Le collezioni di una vita”. Complimenti da tutta la nostra redazione per lo stile di vita attivo e piacevole.

LA GUERRA

impegnato personalmente andando fino a Roma MANTOVA: HAI BISOGNO UNA INFORMAZIONE? ECCO I VOLONTARI CON IL CORPETTO ROSSO per ricevere finanziamenti statali. DaDI ricordare anche uando i diversi dipendenti, che per di unaSvolgono un servizio informativo, di orientamento sofferenza e spaesamento. I volontari fanno si entra in un Ospedale noncolpa è facile trovare i reparti o gli ambulatori. Per aiutare mentalità amministrativa risparmiatrice, hannoe accompagnamento. Particolare attenzione parte di una decina di associazioni fra cui Auser, è o indirizzare gli utenti, l’Ospedale di dovuto aspettare degli presso anni prima di fare il dedicata alle categorie più fragili come non Avc, Uici, ecc godono della gentile collaborazione del personale della hall. Un grazie va esteso vedenti, che usufruiscono del trasporto protetto, Mantova, funziona un servizio di accoglienza che concorso ed avere la certezza di uno stipendio anche agli enti finanziatori: Fondazione Cariplo, portatori di disabilità, anziani, stranieri, persone merita il plauso. Si chiama Spazio Accoglienza sicuro. Probabilmente l’amministrazione prima disole, ovvero tutti quei soggetti che in contesti il Coordinamento Lombardo Csv. Sociale e i volontari si riconoscono dal corpetto stabilizzare i posti doveva certezza affollati sono spesso vittime di stati emotivi di rosso in servizio a fianco dellaavere hall. Cosa fanno?delle entrate. Nel prossimo numero GilbertoFATTO Zacchè CON LA SOLIDARIETÀ, INSERIMENTO ED ACCOGLIENZA PANE BUONO

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ricordi E

cco un storia di vita bella: lui si chiama Cristian Sarzi Amadè, 45 anni, sposato con due figli, fino al 2007 faceva il benzinaio adesso invece produce schiacciatine, torte, sbrisolone, grissini. La sua attività si chiama “Mantova Pane”. Lo abbiamo scoperto grazie al direttore della Cittadella Don Giovanni Telò (pag. 8 del 21 gennaio 2018), dove abbiamo spulciato alcuni passaggi sulla storia di Cristian che produce non solo prelibatezza artigianale, ma con un

SOTTO-INFERMIERE E FIORINI AL MESE !

ingrediente particolare: la solidarietà. Cosa vuol dire? Semplice fin dal 2009 utilizza le cosiddette “borse lavoro” cioè contratti che gli permettono di inserire gratuitamente delle persone in difficoltà per sei mesi, come per esempio detenuti. Di tirocinanti ne ha avuto una ventina, attualmente i dipendenti di “Mantova Pane” sono una decina. Cristian ha alle sue spalle anche una esperienza religiosa forte: venticinque pellegrinaggi a Medjugorje. Ultima novità bella, Cristian sta

ristrutturando una corte agricola per farne un centro di accoglienza. Cosa dire: il bene è silenzioso e buono come il pane, ma per farlo conoscere occorre renderlo pubblico. Mantova salute, una giovane e dinamica realtà, si trova in Via R. Lombardi, 4 a Curtatone di Mantova. Tel. 0376-478491.

in previsione del prossimo aumento dei letti, onde ottenere un più preciso e lodevole servizio nell’interno”. Ci fermiamo quà per capire la povertà culturale dell’epoca, dove l’infermiere doveva usare solo la forza e non la testa. Sono passati 154 anni e oggi l’infermiere è un laureato che svolge un lavoro intellettuale in piena autonomia e nella massima responsabilità. Non sembra vero eppure è guardando il passato che sapremo valorizzare meglio il presente e migliorare il futuro dell’assistenza infermieristica.

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APPREZZAMENTO ALLA GAZZETTA DI MANTOVA PER LA RUBRICA TERZO SETTORE

i tratta di una pagina alla settimana per conoscere le realtà che fanno del mantovano una delle province in cui si fa più volontariato in

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Italia per segnalazioni su storie o associazioni. Un viaggio della Gazzetta di Mantova nel mondo del volontariato. Complimenti. Le notizie buone e

belle, utili e importanti vengono lette e qualificano il giornale e fanno crescere le persone. Per info: cronaca.mn@gazzettadimantova.it

POGGIO-RUSCO: GRAZIE AD ANDREA MENGHINI LE NOSTRE USCITE SONO SEMPRE PIÙ BELLE

pulciando su ”Il Ponte Magazine” (n° 31) abbiamo scoperto come si organizzano i ragazzi del centro CSE “Il Ponte” quando vogliono uscire. Innanzitutto si accordano tra di loro su cosa fare, si sentono e poi si organizza il trasporto con la macchina guidata da Andrea

Menghini. Ecco le loro testimonianze: «C’è stato una domenica che siamo andati a fare un giro al Bowling a Mirandola, oppure come quella volta che siamo andati a trovare un’amica a Ostiglia o ancora alla fiera di Franciacorta». In questo modo il gruppo si trova bene e cresce

l’affiatamento. Pensate che ultimamente si è aggiunto Daniele Borgonovi, un ragazzo di Magnacavallo molto simpatico e divertente. Lui era molto contento perchè in questo modo può uscire di casa e stare in compagnia con noi, cosa che prima non succedeva.

rugando fra i ricordi delle beneficenze … F I SUZZARESI SONO SEMPRE STATI SENSIBILI PER L’OSPEDALE, IL SOCIALE E LA SCUOLA

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on solo oggi ma anche nel passato, basti vedere in questo numero le donazioni fatte dal Rotary alla RSA Boni e dall’AVIS alla Scuola. Nel 1982 ci fu una importante donazione: tre apparecchi per emodialisi donati all’Ospedale di Suzzara del costo di 39 milioni da una Banca.

Al momento della consegna erano presenti il presidente dell’Istituto di Credito rag. Sergio Bertuzzi ed al direttore Dott. Antonio Bosi. Presente il presidente Lucio Bellentani, medici e personale infermieristico che hanno ringraziato per la munifica elargizione. La notizia è stata

Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana

pubblicata da Bruno Freddi sulla Gazzetta di Mantova il 20-10-1982). Sono passati 36 anni e scoprire questa notizia anche nel libro di Lino Casaletti “La Banca di Credito di Suzzara” Ediz. Bottazzi dic. 1995 Pag. 221, fa certamente piacere e onore alla storia di Suzzara.

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APERICENA CON IL RICERCATORE ORGANIZZATO DALL’AMRC DI MOGLIA-SUZZARA

antissima gente ad ascoltare i medici e i ricercatori del Policlinico di Modena trattare temi complessi come la “Medicina di precisione in Oncoematologia”. Il loro quotidiano impegno, reso possibile anche grazie all’aiuto economico delle persone che hanno scelto di donare e sostenere associazioni come la nostra, ha portato il Centro Oncologico Modenese a divenire un polo di eccellenza a livello mondiale. Dopo il saluto del Sindaco di Moglia Simona Maretti e della presidente della Associazione Albertina Capisani, è intervenuto il Prof. Stefano Sacchi, originario di Moglia, apprezzatissimo ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha spiegato alcune applicazioni di ricerca da lui seguite, e il Dott Leo Traldi, ha illustrato le innovazioni apportate al centro di ricerca oncologica di Modena. Infine ha parlato la Professoressa Stefania Bettelli, colei che concretamente utilizza queste nuove tecnologia per la diagnosi e la cura di certe malattie tumorali. In sala erano presenti poi molti altri ricercatori che al termine di questi interventi programmati, sono intervenuti in interazione con i relatori al fine di meglio trasmettere al pubblico i concetti e le innovazioni della ricerca. In sala era presente anche il Professor Antonio Maiorana, docente dell’università di Modena e direttore del laboratorio di Anatomia patologica del policlinico di Modena, che, in una intervista rilasciata a margine della manifestazione ha sottolineato, come la ricerca stia facendo passi importanti per la cura di certe forme di tumori, soprattutto alla luce di queste innovative terapie personalizzate che vengono sviluppate attorno alle caratteristiche fisiche e psichiche di ogni paziente. L’associazione Mantovana per la ricerca sul cancro di Moglia,

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fondata, dal compianto Arrigo Sala, alcuni anni fa ha visto il suo allargamento anche a Suzzara con una nuova sede locale, grazie all’impegno di alcune signore del posto. Proprio alla memoria di Arrigo Sala è stata istituita una borsa di studio da destinare ad un giovane ricercatore italiano. Al termine dell’incontro, che ha visto il museo delle bonifiche di Moglia straripante di gente, vi è stata l’apericena con prodotti locali offerti da aziende mogliesi. Con lo slogan “Insieme si può”,

l’associazione mogliese continua la sua opera di informazione tra la gente, portando argomenti molto complessi, come quelli riguardanti la ricerca medica, ad un linguaggio molto semplice, alla portata di tutti. Per chi vuole saperne di più la mail è amrcmoglia@gmail.com

giovani ricercatori italiani che operano nel campo della medicina. Ma chi era Arrigo Sala? Il nostro periodico si è sempre occupato delle attività dell’associazione fin dalla nascita della precedente associazione “Angela Serra”. Sala è stato insegnante, consigliere comunale,

provinciale e assessore. Poi presidente dell’Ospedale di Moglia, vicepresidente dell’ex USSL, collaboratore del Comitato “O. Zuccati” ed infine presidente dell’associazione Serra e del comitato “Esodati” del territorio di Moglia.

Foto di Gianni Bellesia Fotografo

BORSA DI STUDIO ALLA MEMORIA DEL DOTT. ARRIGO SALA

veva creato l’Associazione Mantovana per la ricerca sul cancro di Moglia e Suzzara, ma due anni fa ci ha lasciato. Per ricordarne l’impegno e la dedizione, l’associazione ha istituito una borsa di studio dedicata alla sua memoria che verrà donata ad uno dei tanti

ANCHE QUEST’ANNO L’ASSOCIAZIONE PROMUOVE LE VISITE SENOLOGICHE DI PREVENZIONE A DONNE DI ETÀ INFERIORE A 45 ANNI PER INFO 340 6457294 - 349 6615137

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MOGLIA: IL PROF. GIOVANNI ARIOLI VICE PRESIDENTE DELL’ALOMAR MANTOVANA

ono state rinnovate le cariche dell’ALOMAR Mantovana, l’Associazione Lombarda dei malati reumatici. Un’Associazione importante che tutela tutti i pazienti affetti da una malattia

reumatica. Presidente è la Sig.a Barbara Rigucci ed il VicePresidente è il Prof. Giovanni Arioli referente scientifico. Vicepresidente e Anna Maria Palozzi come segretaria. È attivo un

gruppo d’ascolto gratuito tenuto dalla dottoressa Barbara Marocchi che si svolge una volta al mese nella sede dell’associazione all’interno della palazzina 18 dell’ospedale Poma.

SUZZARA: L’AMORE AL TEMPO DELLA MIGRAZIONE

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l Consultorio Familiare di Suzzara ha tra i propri utenti anche gli ospiti stranieri del CAS (Centro di accoglienza straordinaria) di Suzzara, gestito dalla Cooperativa Olinda. La presa in carico di carattere sanitario relativamente a contraccezione e gravidanza ha fatto emergere la necessità di offrire anche un orientamento al corretto uso del servizio consultoriale ed un approfondimento degli aspetti relazionali relativi alla sessualità e contraccezione. A tale proposito si sono organizzati tre incontri con le giovani donne e i giovani uomini provenienti in gran parte da Ghana, Nigeria, Guinea,Pakistan, alla presenza dei mediatori linguistico culturali Wardaoui Zoubida e Tayo Akinbinu. L’ostetrica Carla Ferrari e l’assistente sociale Laura Coghi hanno creato un clima accogliente in grado di favorire la comunicazione su argomenti

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intimi e personali, superando resistenze culturali e della tradizione religiosa. In tale contesto si è utilizzata la metodologia dell’approccio esperenziale che tiene conto delle informazioni

esistenti e degli interessi dei partecipanti. Si sono ottenuti risultati positivi per l’acquisizione di conoscenze sui temi dedicati. Laura Coghi e Carla Ferrari

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BORGOFORTE: INTERVISTA AL FARMACISTA, DOTT. ETTORE MONDINI

ottore quando si è laureato e da quando è a Borgoforte? Mi sono laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Università di Modena e Reggio Emilia nel Luglio del 2004. Ho iniziato la mia professione di farmacista nel dicembre dello stesso anno a Formigosa e, dopo una ulteriore esperienza di 4 anni come collaboratore presso la farmacia di Montanara, nel Settembre del 2010 sono diventato titolare della farmacia di Borgoforte. Dottore parliamo della Farmacia dei servizi che svolge un ruolo importante per una comunità. Lo è sempre stato nel passato, lo è ancor di più oggi ma diventerà certamente indispensabile nel futuro per dare risposte ai bisogni delle persone fragili e malati cronici, in costante aumento. Come vede questo cambiamento? Il cambiamento che stiamo affrontando in questi anni è epocale, in quanto non riguarda solo la farmacia dei servizi ma l’intero sistema sanitario. Ovviamente in questa nuova realtà la farmacia dovrà porsi come punto di riferimento soprattutto nei piccoli centri rurali. È un progetto importante, impegnativo e stimolante ma che richiederà tempo e varie fasi di adattamento per tutti. Da parte mia c’è piena condivisione e sostegno al progresso purchè, nel nostro settore, il cittadino

venga sempre tutelato al massimo. Dottore come si trova con la cittadinanza, coi medici di famiglia, con il tessuto sociale di Borgoforte? Il paese di Borgoforte mi ha accolto con tanto affetto ed entusiasmo 8 anni fa all’inizio della mia avventura. Oggi posso affermare che sento ancora di più quella atmosfera , e non posso fare altro che ringraziare i cittadini di Borgoforte e dei paesi limitrofi per ciò che mi hanno dato e mi stanno dando dal punto di vista umano e professionale. Con i medici di famiglia il rapporto è splendido; c’è una grande voglia di collaborare insieme per il bene della comunità. Per questo posso dire senza dubbio che sono fortunato a lavorare in un tale contesto. Quali progetti per il futuro? Per quanto riguarda il futuro, come farmacia, dobbiamo impegnarci a continuare a mantenere alto e funzionale il servizio di assistenza al paziente. Nell’ottica della farmacia dei servizi inoltre cercheremo il più possibile di essere al passo coi tempi e diventare sempre più un punto di riferimento per Borgoforte. Ci presenta la sua equipe? Per quasi 4 anni ho gestito la farmacia da solo; alla fine del 2013 mi ha raggiunto a Borgoforte la dott.sa Bonazzi, farmacista di grande esperienza e capacità ma soprattutto una cara amica, con

cui avevo lavorato a Montanara. Nel 2016 il dott. Gnasso, già mio tirocinanate nel 2011, dopo alcuni anni di esperienze in varie farmacie è arrivato ad irrobustire il telaio della nostra equipe. Siamo un gruppo giovane ed affiatato, direi una piccola famiglia. Ha degli hobbies? Quando il lavoro me lo permette mi dedico ancora un po’ alla scrittura o alla visione di un buon film , ma devo dire che la mia più grande passione è la mia famiglia.

LUZZARA: BORSA DI STUDIO A VALENTINA GOLDONI, ALLA MEMORIA DEL SUZZARESE PROF. PAOLO MATTIOLI

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n premio al merito scolastico è stato conferito a Valentina Goldoni di Luzzara, con questa motivazione: “Valentina si è costantemente dimostrata, nei suoi cinque brillanti anni trascorsi allo Strozzi, interessata, motivata, intelligente, ma anche sempre disponibile ad aiutare i compagni in ogni momento di difficoltà, evidenziando grandi qualità umane. La sua partecipazione al dialogo scolastico è stata, in ogni momento, viva intensa e costruttiva. La valutazione massima all’Esame di Stato, 100 su 100 con lode, è stata un riconoscimento assolutamente meritato per Valentina, che ha continuato a brillare anche nel primo anno di Università. Lo strozzi è felice di potere assegnare a Valentina questa borsa di studio che ha per noi un valore speciale, anche affettivo, perché ricorda un insegnante la cui memoria rimane ancora viva in questa scuola che ha tanto amato”. Per la famiglia Mattioli, Mara Battistini, firmato il Dirigente scolastico

Massimo Pantiglioni. Ma chi è Paolo Mattioli? Prematuramente scomparso, anni fa, in un incidente stradale. Era persona molto conosciuta e stimata nella Città del Premio per il suo impegno politico. È stato consigliere prima nella Dc e successivamente nel Partito Popolare Italiano. L’istituto tecnico agrario Strozzi di Palidano, ha istituito una borsa di studio per ragazzi meritevoli dedicata alla memoria del prof., conferita ai premiati dalla vedova Mara Battistini.

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IL PROF. RENZO GUALTIERI E LA PASSIONE PER L’ASTRONOMIA

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l prof. Gualtieri è un cultore impegnato nel tessuto sociale e redattore del nostro periodico. Dal 2005 organizza numerosi incontri di informazione sanitaria presso il Centro Sociale e dal 2011 con la nascita del nostro periodico gli incontri vengono organizzati insieme invitando gli specialisti del nostro Ospedale con argomenti di attualità. Già preside in pensione, è Presidente emerito del Centro Sociale “Città di Suzzara” e il suo hobby è lo studio dei fenomeni celesti. Com’è nata la passione per l’astronomia? Insegnante di fisica per molti anni e poi dirigente scolastico, a un certo punto della mia carriera ho verificato che la mia preparazione scientifica era carente nel campo astronomico Come per tutte le cose anche per l’interesse all’astronomia ci sono state cause stimolanti, fra queste le conquiste spaziali di cui i giornali hanno sempre dato quotidiani resoconti. Leggevo gli articoli, li ritagliavo e li raccoglievo in apposita cartella, ma mi sono reso conto che in fine accumulavo carta senza costruire granché. Quindi ho cominciato a leggere libri presi in biblioteca e poi a dotarmi di manuali e testi teorici che consentirono di impadronirmi dei temi astronomici e approfondirne la conoscenza. É un hobby che richiede sacrifici? Qualsiasi attività intellettuale impone rigorosa dedizione e ciò vale tanto di più se c’è sovrapposizione con quella professionale. Per quel che mi riguarda l’attenzione all’’astronomia ebbe la più intensa vitalità quando, oltre che esercitare la funzione di Preside di un Istituto di Scuola Secondaria di Secondo Grado, avevo accettato l’incarico di pubblico Amministratore. Anzi il curioso è che proprio in quel periodo, in cui il tempo libero era ridotto quasi a zero, mi impegnai anche a raccogliere attorno all’astronomia un certo numero di cittadini

che nutrivano la stessa passione per questa bellissima disciplina. Nacque nei primi anni novanta il Gruppo Amici dell’Astronomia Cosa scopre chi ha questa passione per il mistero scientifico ma anche per la meraviglia che nasconde un bel cielo stellato? Anche se è un luogo comune, bisogna dirlo, chi studia queste cose si rende conto che la Terra è un piccolo granello inserito in un lontano angolo della nostra Galassia, i cui abitanti però, forse soli e unici, hanno la facoltà di sondare la forma dell’universo che ci ospita, i suoi minuscoli e/o giganteschi componenti, i loro movimenti, le loro risorse. Ma soprattutto, meglio di qualsiasi altro, sa godere della bellezza del cielo e degli oggetti celesti da dove è venuta la vita. Lei tiene delle conferenze al Centro Sociale sull’argomento. Cosa ne pensa la gente di questo campo poco conosciuto? Il Gruppo Amici dell’Astronomia tutti gli anni organizza, ormai da venticinque anni, tre o quattro incontri di Astronomia e Scienze che inserisce nel calendario delle attività culturali del Centro Sociale Città di Suzzara, invitando relatori anche di livello universitario e alle volte anch’io in quell’occasione presento una relazione su un tema che mi sembra particolarmente interessante. Abbiamo fatto e ancora facciamo osservazioni del cielo con telescopi mobili, in collaborazione con altre associazioni culturali, a beneficio della cittadinanza. Due volte ogni mese al Centro Sociale attiviamo incontri interattivi su argomenti di astronomia o cosmologia, chiamati “i percorsi della scienza”, attingendo a riviste o a libri specializzati. A Suzzara e nel nostro territorio chi si occupa di astronomia? Diversi cittadini vengono ad ascoltare le nostre conferenze alcuni di essi sono molto preparati e frequentano non solo le nostre iniziative,

ma seguono anche quelle che si svolgono a Gorgo di San Benedetto dove è stato costruito un bellissimo Osservatorio curato da persone molto qualificate ed esperte oltre che dotate di grande passione. Quali progetti per il futuro? Non essendo più giovane mi auguro che il lavoro in cui mi impegno per sostenere la diffusione della cultura scientifica dia più copiosi frutti sia nel reperire collaboratori sia nel moltiplicare l’attenzione verso l’Astronomia e le altre discipline ad essa correlate.

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RIVALTA SUL MINCIO “PARLIAMO DELLO STUDIO OSTETRICO LA TELA DI MAMATA”

lisa Goffredi e Sara Simoni sono ostetriche libero professioniste e, dopo alcuni anni di libera professione sul territorio mantovano, hanno aperto il loro studio ostetrico e fondato l’associazione La Tela di Mamata. L’associazione, al fine di offrire un servizio il più possibile completo e utile, si avvale della collaborazione, oltre che delle due ostetriche, anche di numerosi altri professionisti tra i quali: Eleonora Bottosso (psicoterapeuta, esperta in ipnosi e sessualità), Laura Pizzeghello (psicologa specializzata nel perinatale - Cumnascere), Francesca Derossi (dula e danzatrice), Elisa Fasanelli (biologa e nutrizionista), Dalila Tosoni (consulente del babywearing Scuola del Portare). Le attività che vengono proposte sono inerenti al mondo del femminile e della genitorialità attraverso vari corsi, incontri a tema, consulenze personalizzate e conferenze. Fra le attività, nello specifico il mercoledì mattina è possibile partecipare al “Cerchio delle Mamme”, una mattinata gratuita (riservata ai soci dell’associazione) rivolta alle mamme con bambini fino a 8 mesi. Si tratta di un’attività non strutturata, di auto aiuto fra mamme per l’allattamento e le piccole difficoltà quotidiane, con il sostegno delle ostetriche sempre presenti e disponibili. Oltre a questo, vengono proposte numerose attività fra conferenze e corsi, gratuiti o meno, tra cui corsi di accompagnamento alla nascita (anche per coppie), corso di massaggio

Mosio (Acquanegra)

Teresa Pellizzoni, 100 anni

per i bambini, corsi sull’allattamento, corsi di movimento in gravidanza in preparazione al parto, corsi sul dopo-parto, un percorso sul femminile attraverso gli elementi chiamato “Cerchio delle donne”; e conferenze a tema (per esempio sullo svezzamento, sul sonno dei neonati, sulle manovre di disostruzione delle vie aeree per i neonati, ecc). Per tutte le attività a pagamento l’associazione si impegna a mantenere le quote di iscrizione più basse possibili proprio per poter permettere una maggiore accessibilità e una migliore diffusione delle informazioni. Oltre all’attività associativa, le ostetriche affiancano anche l’attività ostetrica professionale (a pagamento) attraverso consulenze private, sostegno e assistenza durante la gravidanza, parto (anche a domicilio) e puerperio e assistenza domiciliare in ciascuna di queste fasi. Lo studio, dove vengono proposte tutte le attività, si trova a Rivalta sul Mincio, frazione di Rodigo (MN), in Piazza Arrivabene 5. E’ possibile contattare l’Associazione

HANNO FESTEGGIATO Lombardia, compie 111 anni.

È la donna più anziana della regione. Elia Concari, 111 anni (ha avuto quattro figli). E’ stata una delle poche donne, oggi ancora in vita, a votare al Referendum per la Repubblica in quanto molto contraria alla figura del Re che aveva sostenuto il fascismo. Molto religiosa e legata alla figura del Papa, ha amato molto sia Giovanni Paolo II che Papa Benedetto.

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e le ostetriche telefonicamente, all’indirizzo e-mail lateladimamata@gmail.com e attraverso la pagina Facebook “La Tela di Mamata”. Le ostetriche sono inoltre disponibili per incontri informativi gratuiti per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sui servizi offerti. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.lateladimamata.com. Elisa Goffredi 3923588463 Sara Simoni 3492636843

Borgoforte

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SUOR DOMENICA CI LASCIA IL RICORDO DI UNA MAESTRA DOLCE E ARTISTA DEL PENNELLO

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a insegnato per 30 anni a Pegognaga dedicando la vita alla formazione dei bambini. Tutte le generazioni hanno conosciuto la pazienza, l’umiltà educativa ma anche i bei disegni e la cura per i colori per far contenti i bambini. Una Suora amante della vita contemplativa, una Suora dolce e paziente che ha donato tutto nel nome del Signore. Ha nutrito stima profonda per l’Istituto. Ha vissuto la sua vita in una costante preghiera e dono totale di accoglienza gioiosa, di carità silenziosa ed attenta alla sua comunità. E’ straordinaria la storia di vita di Suor Domenica: un’operaia di Milano che in età adulta lascia la fabbrica della Magneti Marelli ed entra nelle suore. Ma perché, cosa era successo? Ecco la cronaca descritta da Riccardo Lonardi sulla Voce di Mantova di febbraio 2017: “Un bombardamento sulla fabbrica in cui lavorava, la Magneti Marelli, in via Adriano a Milano, durante la seconda guerra mondiale, lasciò dietro di sé distruzione e morte. Del suo reparto, lei rimase miracolosamente illesa; unica operaia. Trovandosi sola tra le macerie ricoperta di polvere, con qualche ferita alle braccia e al volto, con le compagne di lavoro ormai decedute, pronunciò spontanea, tra le lacrime, una promessa: «Signore, dono a te la mia vita a suffragio delle mie compagne e compagni di lavoro e un ringraziamento per avermi risparmiata». Quando Domenica Tremolada entrò nel convento delle Suore Sacramentine di Bergamo aveva 24 anni. Il 20 settembre 1950 giunse da Roma, dove prese il diploma di educatrice, arriva a Pegognaga a dar man forte alle consorelle che gestivano l’asilo comunale. Quando venne a Pegognaga fu accolta da Madre Noemi e nel libro “Una Suora per tutte” 2002 - Ediz. Italgraf Rubiera (RE), a pag. 138 si legge un pensiero dove si dice tutto della sensibilità di Suor Domenica: “la prima sera a Pegognaga prima di andare a letto Madre noemi mi ha detto: questa notte ti vengo a trovare. Io l’ho attesa con ansia. Venne e mi chiese semplicemente se riuscivo a dormire. Fu un’attenzione piacevole che conservo ancora nel cuore, dice Suor Domenica”. Era passato più di mezzo secolo da quel ricordo ma nel cuore di Suor Domenica era vivo e ancora fresco. Suor Domenica era ospite presso la Rsa dell’ordine di Colognola in provincia di Bergamo dove è stata chiamata a fianco di Dio. Ma quello che è davvero incredibile sono i 67 anni trascorsi a Pegognaga. Non esiste in tutta la nostra zona una storia simile. Una donna, una vera religiosa che ha dedicato, o meglio donato, la vita ai bambini. Una suora amante della vita contemplativa, dolce, paziente, certosina nel seguire le quotidiane conquiste dei bambini. Ci ha lasciato all’età di 96 anni di cui 67 vissuti solo a Pegognaga.

LA PAROLA ALLE PERSONE CHE HANNO RICEVUTO IL BENE E CONSERVANO IL RICORDO PER TUTTA LA VITA

Ecco alcune delle testimonianze arrivate su Facebook in ricordo di Suor Domenica. Tutti abbiamo un bel ricordo di una suora dolce, buona e paziente con i bimbi, comprensiva con gli adulti (Vittorio Negrelli). E’ stata la mia suora all’asilo e mi ha dato le basi dello scrivere e dell’amore verso le cose semplici e belle della

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vita. Una vera maestra di vita (Attilio Pignata). La dolcezza di suor Domenica Tremolada non è riscontrabile soltanto nei ricordi impressi nei fanciulli da lei educati in 67 anni di sua opera di apostolato a Pegognaga, ma anche nei suoi quadri da vera e autentica artista: lo testimonia la Via Crucis che orna le pareti della chiesetta di Sacca (Riccardo Lonardi). La dolcezza negli occhi e nel cuore (Maurizio Pavarini). Ho avuto i miei figli scolari alla materna e in occasione di S. Lucia dipingeva quadri e li faceva trovare sui banchi dei suoi alunni. Una suora dolcissima e buona. Per S.Lucia creava lavoretti dipinti a mano che facevano sognare (Renata Marmiroli). Suor Domenica, la mia suora. Dolce, paziente, brava educatrice. Da lei ho imparato veramente tanto: i primi approcci di scrittura, il ricamo, le canzoni ed anche il concetto filosofico d’infinito. Grazie suor Domenica per l’amore profuso (Daniela Orlandi). La sua dolcezza non si dimentica ciao anima bella (Silvana Bonatti). La mia suora dell’asilo. Dolce e paziente (Susi Malaguti). Non l’ho mai vista perdere la pazienza o alterare il tono della sua voce. Grande persona dotata di una bontà e dolcezza infinita (Maria Teresa Savi). Impossibile dimenticare la sua dolcezza d’animo (Lea Briani). I ricordi sono tanti di lei. I migliori sono quelli del tempo che passava davanti al Santissimo in preghiera... Ha sempre pregato tanto…(Marina Panizza). Era la mia suora all’asilo dolcissima (Aldina Cagnana). Eccezionale veramente una persona totalmente buona un ricordo indelebile per diverse generazioni di pegognaghesi!!!!! (Giorgio Dall’Amico). Oltre al suo insegnamento era di un fascino misterioso, e una Dolcezza infinita, mi dava tanta sicurezza (Perboni Maurizia). Dolcezza Infinita!!! (Silvia Caiumi). Suor domenica...un bellissimo ricordo della mia gioventù....(Cosetta Pasqualini). Nei miei ricordi da bimba all’asilo e poi nella casa delle suore, sentivo suor Domenica come un angelo. Irradiava dolcezza pace e gioia. Indimenticabile. (Paola Massari). Anche per me è un dolce ricordo di gioventù (Angela Fulghieri). È stata la mia suora ed ho un bellissimo ricordo (Corniani Leda). Chi ci ha insegnato la vita. ..resta sempre nei nostri cuori (Gianna Bonizzato). Suor domenica eri di una bontà infinita (Mara Gioia). Io mi ricordo di lei da quando frequentavo l’asilo e me la ricordo dolcissima e buonissima (Barbara Piva). Carissima Suor Domenica, lei è arrivata a Pegognaga che io facevo le elementari e quindi non ho avuto la fortuna di averla come maestra all’asilo, accompagnavo però sempre mia sorella Susy e ho un ricordo vivissimo di lei come maestra all’asilo. La scuola era organizzata così: per la classe dei piccoli la maestra era Suor Angelita, lei i mezzani e Suor Luigia i grandi. Avevi una capacità di disegnare straordinaria. Sulla lavagna coi gessi colorati e le pareti delle aule e del lungo corridoio ornate dai disegni dei personaggi delle fiabe. Quando si entrava nella scuola sembrava di entrare in un mondo fiabesco. Lei è la persona più dolce e comprensiva che ho incontrato nella mia vita. Avevamo un bel coro e lei faceva il basso insieme ad Andreina, suor Giacinta, Vanna Eda, Nice. Io e suor Luigia e altre eravamo le voci alte. Era cosi bello cantare insieme che a casa delle suore anche alla domenica verso sera portavano le lunghe panche del corridoio all’esterno e ci mettevamo a cantare a due voci - vecchio scarpone, pino solitario. L’ultima immagine

che ho di lei cara Suor Domenica è presso la cappella nella odierna casa mi ha abbracciato e mi ha detto: «Cara Adele va io pregherò per te, ho tanto tempo ora e prego sempre per tutta la mia gente di Pegognaga» (Adele Comparsi). Cara suor domenica quando ero piccola ero così incantata dalla sua dolcezza che pensavo che la Madonna non poteva avere che il suo volto e i tuoi modi. Mi piace ancora tanto ascoltare le storie e la prima che mi ha affascinato è stata lei Suor Domenica quando d’estate ci portava durante il CRES nell’aula della scuola elementare e ci leggeva con la sua grazia l’antico testamento. Una preziosa immagine e testimonianza che mi rimane nel cuore è quando io piangevo vicino al feretro di Suor Luigia e le ho chiesto come faceva lei a essere così serena. E lei con grazia mi ha risposto che Suor Luigia la stava precedendo solo di un pezzetto con una certezza, una serenità piene della luce di fede vera che era in lei (Susy Comparsi).

Suor Luigia, Suor Angelita, Suor Maria Carla, Suor Annina, Suor Domenica In basso: Olga Bassi, Lorena Tondelli, M.Grazia Morselli, Alida Battoni

in alto: Madre Noemi, Suor Luigia, Suor Giacinta. In basso Suor Domenica e Suor Annina

Cronache Sanitarie Fatti e Persone della Sanità Mantovana


1963-64

E

1974

PEGOGNAGA QUALE STILE ALIMENTARE E’ MEGLIO SEGUIRE DURANTE LA CHEMIOTERAPIA?

cco un libro che vuole dare un contributo e rispondere alle seguenti domande: Cosa vuol dire mangiare sano oggi? L’alimentazione è ancora solo nutrimento? Quanto i programmi televisivi stanno alzando il livello di conoscenza sul cibo? Da cosa dipenderà la ristorazione del futuro? Il libro si intitola “Il Cibo ideale” pubblicato dall’associazione “Francesca Pirozzi onlus”. Non è un libro di cucina, una guida al mangiare sano, una raccolta di ricette o forse è tutto questo. Il libro è nato dall’idea del padre di Francesca, Marco Pirozzi, che così voluto completare il lavoro della figlia che dal suo letto di ospedale stava scrivendo la tesi sull’alimentazione nei pazienti in chemioterapia, si è via via arricchito di spunti e contributi “utili” a tutti nell’approccio quotidiano con il cibo. Il cambiamento del modo di mangiare continua a mutare le nostre abitudini, la nostra cucina ed il nostro modo di fare la spesa. Sugli scaffali dei supermercati un prodotto per essere “buono” deve per forza essere senza qualcosa, indirizzando il consumatore verso una totale confusione. La grande industria e la globalizzazione, se da una parte hanno portato un più facile accesso ai prodotti, dall’altra hanno standardizzato palato e scelte. Esperti, nutrizionisti e chef raccontano, ognuno dal proprio punto di vista professionale, come e cosa mangiare per lasciare al cibo quel ruolo

Francesca istruttrice di nuoto, è scomparsa nel 2016 a soli 26 anni commuovendo tutta la bassa.

fondamentale per la vita di tutti. Riflessione: «Forse non esiste un mangiare ideale, un cibo che nel bene o nel male influisca sul nostro vivere - spiega Marco Pirozzi - Tutto può far male e allo stesso tempo bene. Sono la qualità dei prodotti, le modalità di preparazione, la quantità di quello che mangiamo che, uniti al nostro stile di vita ed a dove viviamo,

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possono determinare o meno l’insorgere di malattie. Il ricavato della vendita sarà destinato a finanziare i ricercatori del dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’università di Urbino. Il libro, in distribuzione nelle librerie di tutta Italia, si può acquistare direttamente sul sito della Onlus www.francescapirozzi.it.

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UNA TESTIMONIANZA A RICORDO DI NINO GUERNELLI, MASSAGGIATORE

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ull’ultimo numero di Cronache Sanitarie (n° 41 a pag. 31), nella rubrica “Sfogliando fra i ricordi”, abbiamo pubblicato alcune notizie per ricordare il primo massaggiatore a Suzzara, Nino Guarnelli infermiere presso lo stabilimento OM. Ma prima, è bene ricordarlo, è stato infermierecapo presso l’Istituto per frenastenici a Palidano di Gonzaga dove, presso l’attuale Istituto Agrario, funzionava un manicomio. Abitava a Suzzara prima in Via Corridoni e poi in Via Mazzini. A seguito di questa curiosità, dicevamo, ci è pervenuta una lettera di un suzzarese per testimoniare la sua profonda nostalgia e affetto a Nino e noi ben volentieri la pubblichiamo. “Nino era un amico di famiglia, è stato mio testimone per la Cresima. Insomma, è stato per me un grande amico, o uno zio acquisito tanto era forte il legame. Ho ancora il ricordo delle serate in compagnia o delle iniezioni che sia Nino che la moglie Lucia, infermiera, accompagnavano sempre con una battuta scherzosa. Quello che mi ha colpito è stato il vedere riportato su questo periodico il ricordo di una persona che se ne è andata da Suzzara più di quarant’anni fa. Sì, perchè lo confermo, Nino (bolognese doc) si trasferì a Bologna a fine anni ‘60 o inizio anni ‘70. Io andai a trovarlo

LA SCOMPARSA DEL DOTT. BRUNO DALAI VETERINARIO

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opo aver conseguito la laurea di dottore in medicina veterinaria, ha esercitato in libera professione. Bruno è stato una persona che ha preso il lavoro come una missione. In caso di bisogno, ha sempre dato massima disponibilità

a tutti i colleghi. Era prettamente attivo nel campo zootecnico. Sono molti gli agricoltori che hanno conosciuto le sue doti professionali a disposizione degli allevatori di bovini, un veterinario buiatra conosciuto e stimato per

la sua grande disponibilità a qualsiasi ora. Sentite condoglianze dall’Ordine dei Veterinari di Mantova per aver dedicato tutta la sua vita alla professione e condoglianze anche dalla nostra redazione ai famigliari.

SAN BENEDETTO PO CI HA LASCIATO FRANCO VINCENZI “ARTISTA DEL MARMO” E GRANDE SPORTIVO

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ranco Vincenzi ci ha lasciato improvvisamente destando incredulità: “una persona così precisa, scrupolosa e puntuale, hanno detto in tanti, nessuno immaginava una scomparsa a soli 66 anni. Dipendente della Ditta Solieri è stato un esempio di una persona di poche parole, corretto e amico con tutti. Sul lavoro la

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due volte. La prima durante il mio primo ed unico anno da universitario, la seconda dopo la scomparsa di mio padre verso il quale sia lui che Lucia nutrivano un profondo affetto. Furono per me, poco più che ventenne, momenti molto emozionanti e che tuttora ricordo con grande tristezza. Poi il tempo ci ha allontanati definitivamente, anche perchè erano entrambi, per motivi diversi, molto sofferenti e comunicare era molto più complicato di oggi. Ecco, forse questo è il mio dispiacere più grande, non aver avuto la possibilità di dargli un ultimo saluto. Ciò che, di contro, mi consola e solleva è che ogni tanto Nino lo posso rivedere in una delle tante foto delle vecchie formazioni appese nello stadio Allodi, sede del Suzzara Calcio. Questa mia lettera vuol essere semplicemente un’informazione in più per rendere meglio l’idea di chi fossero Nino Guernelli e sua moglie Lucia”. U.M. Altre testimonianze: Dott. Antonio Truzzi, è stato un caro amico di mio padre dott. Gino Truzzi che si trovavano spesso e collaboravano. Poi Antonio Magnani, lo ricordo come una persona sempre presente, attivo, gioviale, veramente una persona squisita.

CI HA LASCIATO UNA MAESTRA DI SCUOLA E DI VITA

inda Fortichiari Sironi di Suzzara è stata per tanti anni la maestra di tanti bambini e ha lasciato il ricordo ancora vivo nel cuore dei suoi alunni, orami adulti, nonostante l’età di 93 anni, che sono venuti a farle visita per l’ultima volta. I famigliari l’hanno curata seguita e assistita amorevolmente per tanti anni nella sua abitazione. La figlia, Ida Sironi, già caposala all’Ospedale di Suzzara , assieme a tutti i famigliari ha ringraziato il Signore per avuto lei come mamma e nonna e permesso di assisterla a lungo nella sua amata casa. Sentite condoglianze a nome della nostra redazione.

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sua bravura di lavorare il marmo lo ha portato ad alti livelli artistici. Ma Franco era anche uno sportivo non solo della bicicletta ma anche podista partecipando a numerose gare. Poi l’amicizia vera ed autentica con le persone e qui la testimonianza di una famiglia fotografa bene la Persona: “la tua scomparsa lascia nella nostra

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famiglia un grande vuoto, i gesti di generosità e disponibilità sono difficili da dimenticare. Ci lasci il ricordo di una persona con valori umani sinceri e di grande altruismo”. Sentite condoglianze da parte della Ditta Solieri, dai colleghi di lavoro e dalla nostra redazione.

GONZAGA: ANNIVERSARIO DI ISA LIGABUE

n occasione dell’anniversario della scomparsa di Isa Ligabue, rimane vivo il ricordo per il bene fatto alla Parrocchia di Gonzaga. Isa ha donato i

propri beni verso i bisogni della Parrocchia. La ricordano la cugina Carla e famiglia.

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RONCOFERRARO: CI HA LASCIATO ZENO NEGRELLI: IL MEDICO CHE HA SEMPRE VALORIZZATO E STUDIATO L’UOMO E LE MALATTIE, UN VERO FILOSOFO DELLA MEDICINA.

n vero esperto di umanità sofferente, un caro medico di famiglia entusiasta della sua professione. Persona precisa, scriveva libri con rigore scientifico dove esprimeva con intelligenza, non tanto la malattia, quanto il voler comprendere l’uomo che sta di fronte. Leggendo i suoi libri si sente il piacere dell’arte medica, di chi crede profondamente nell’utilità di una scienza medica ragionata, meno in una superscienza. Ma chi è Negrelli? Il Dott. Zeno Negrelli, classe 1925, consegue la laurea nel 1949 a 24 anni, lavora sette anni in prima medica all’Ospedale C.Poma di Mantova, poi medico condotto a Roncoferraro. Qui, come in tutte le comunità agricole è il “medico di famiglia” una figura cara, sempre oggetto di rispetto, spesso di riverenza da parte della gente. Persona stimata e benvoluta, un medico filosofo umanista scrive di lui il Prof. Giorgio Zamboni. “Un medico controcorrente perché la filosofia non ha mai goduto di grande prestigio presso i medici”. Il Dott. Zeno Negrelli ha scritto vari libri. Ricordiamoli: 1990 “Il metodo in Medicina” ovvero come si fa la diagnosi. Un libretto, andato subito in esaurimento, dove il Dott. Negrelli con zelo e precisione indicava la via maestra della Medicina verso la diagnosi. Un volumetto per capire e saper interpretare ciò che la malattia dice. 1998: Il libro “La Parola di Galileo” ovvero breve cronologia del linguaggio scientifico dall’origine al novecento. Prefazione del Prof. Roberto Archi, edizioni Bottazzi ottobre 1998. Ma di cosa tratta il libro? “Si tratta di un viaggio rapido e sommario che risponde ad una personale curiosità e ad interrogativi accumulati durante molti anni di professione medica, di letture e di ascolti di carattere scientifico”, scrive l’autore a pag. 7 nella premessa. 2003 “La filosofia della medicina fondamento del rapporto medico-malato, con appendice antologica “La peste di Mantova nel 1630”, prefazione del Prof. Giorgio Zamboni. Editoriale Sometti Feb. 2003. Con questo libro mi sento di dire che il medico deve essere amico dei suoi pazienti, anzi ancor prima che il medico sia l’aiuto diagnosticoterapeutico dove trasforma il malato in “caso”, il rapporto con il malato deve essere improntato sull’amore per l’uomo e sull’amore dell’arte per curare. Bella la conclusione del libro dove l’autore scrive: “Se la malattia svela il vero volto del malato svela anche il vero volto del nuovo medico”. Il libro è stato presentato a Moglia assieme al Dott. Adriano Galassi (scomparso nel dic. 2003) poi anche presso sala Ordine dei Medici di Mantova,

al Circolo ANSPI a Barbassolo di Roncoferraro. Fra i vari interventi durante la presentazione del libro alcuni meritano la segnalazione come quella del Dott. Galassi: un libro che è l’amore per l’uomo che soffre. Prof. Signorini: c’è una caduta dell’etica del medico, ma non del malato. La forza del malato non è cambiata è il medico che è cambiato. Infine il Dott. Salvaterra: parlare della malattia è importante per la cultura del dolore, contro una società che soffre e vive la negatività. Pochi scrivono di queste cose. 2010 “Zibaldone Medico Ediz. Sometti apr. 2010 un bel libro che spiega come sia ben spesa la vita del medico, scrive il Dott. Marco Collini, presidente dell’Ordine dei Medici di Mantova. Il Dott. Negrelli è sempre attento e vicino là dove si parla di libri e storia della medicina. Nell’Ottobre 2001 ha partecipato a Tabellano di Suzzara alla presentazione del libro “Ricordi di un S. Tenente Medico in Africa Orientale”, Dott. Mario Ferrari Edizione Italgraf Rubiera giugno 2001. Non mancava di portare un contributo per gli studi filosofi che conduceva e scriveva ma anche di ricordare ricerche e studi condotti con il caro Dott. Mario Ferrari come nel sett-ott. del 1958 per aver pubblicato su di una importante rivista nazionale di Igiene e sanità pubblica i risultati di una ricerca di 12 casi di epatite virale. La ricerca si intitola: “Aspetti clinici ed epidemiologici di un recente focolaio di epatite virale contagiosa osservato in provincia di Mantova. Ma nel mantovano ci sono altri medici che hanno lasciato un segno nei libri per la loro passione professionale? Sì! Eccone solo alcuni, già scomparsi: Dott. Adriano Galassi, Prof. Augusto Pederzini, il Dott. Mario Ferrari, il Dott. Attilio Zanca, il Dott. Tiziano Bottura, Prof. Giorgio Zamboni e altri ancora. A Barbassolo di Roncoferraro lascia il ricordo del

suo impegno per i convegni sulla medicina dove ha tenuto lezioni scientifiche e presentato libri.

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Cronache Sanitarie n°42  
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