Page 16

quadrante

pagina 16 • 7 luglio 2010

Pakistan. Il numero due di al Qaeda è circondato da mistero e paura a sua è la figura di un mitico, personaggio sfuggente, misterioso. Se ne sa pochissimo, se ne vede quasi nulla, se ne parla persino poco. Non stupisce quindi che anche su elementi come la sua possibile cattura aleggi il tono del giallo. Notizie, conferme, smentite. Il mullah Omar è un personaggio simbolo di questo decennio, è una delle persone più ricercate al mondo, appena dopo bin Laden, eppure su di lui notizie certe non si riescono ad avere. Lo scoop di ieri parla addirittura del suo arresto in Pakistan, ma fioccano le smentite. Non solo le autorità pakistane, che comunque hanno sempre interesse o a mostrare un loro protagonismo nella lotta al terrorismo o al contrario a negare il coinvolgimento del loro territorio. Ma anche le forze di sicurezza e intelligence internazionali sono state molto prudenti nell’accogliere la notizia, non dandogli credito. Ma soprattutto sono stati gli organi di informazione dei talebani a smentire la cattura, e chi si occupa di quella regione sa che per motivi culturali le notizie che vengono dai gruppi talebani e simili sono in genere attendibili, in quanto raramente mentono deliberatamente, ed è nel loro modo di essere il dare la loro versione dell’uccisione o anche della cattura di un loro membro, cosa che non sempre considerano una sconfitta quanto piuttosto un martirio. La notizia del suo arresta va quindi presa con le molle. Solo i prossimi giorni chiariranno se c’era della sostanza, tenuta velata per motivi di sicurezza, o se al contrario era solo la sparata di qualcuno in cerca di notorietà. Vale però la pena di cogliere questa occasione per fare il punto su una figura tanto importante quanto trascurata. La notizia della sua cattura ha fatto uno strano giro.

L

De l l ’ ar r e st o

d el

Chi ha incastrato il mullah Omar? La notizia della sua cattura fa il giro del mondo. Ma viene smentita (di nuovo) di Osvaldo Baldacci

Di etnia pashtun, è nato in un villaggio della zona di Kandahar probabilmente nel 1959. E ha una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa

mu l l a h

Omar ha parlato sul suo blog un ex funzionario del dipartimento per la Sicurezza nazionale Usa, e la cattura non sarebbe nemmeno un fatto recente. E la notizia ha trovato rapida diffusione tra i media locali, tra cui Tolo tv. Afghanistan News, che parla dell’arresto di Omar, precisa tuttavia che non ci sono conferme ufficiali da parte del dipartimento alla Difesa Usa o di funzionari di Islamabad. Brad Thor, l’autore del presunto scoop sull’arresto del padre spirituale dei talebani afghani, è uno scrittore americano specializzato in thriller che ad un certo punto è stato chiamato il “nuovo Rushdie” per le minacce ricevute dai musulmani, autore

fra l’altro di The Last Patriot, che è stato proibito in Arabia Saudita. Nell’articolo “Esclusivo: Catturato il Mullah Omar!” sul blog biggovernment.com ha avanzato l’ipotesi dell’arresto, a marzo a Karachi, del ricercatissimo mullah Omar, su cui pende una taglia da parte delle autorità americane di milioni di dollari. Alcuni media hanno citato l’informazione come proveniente da “un ex agente dei servizi statunitensi”, per il fatto che prima di intraprendere la carriera di scrittore,Thor ha lavorato per una “cellula analitica”del Dipartimento della sicurezza nazionale. Thor il 10 maggio 2010 sostiene che «attraverso fonti chiave dell’intel-

ligence in Afghanistan e Pakistan, ho appreso che il leader dei talebani e alleato di Osama bin Laden, il mullah Omar, è stato catturato» in marzo, manifestando stupore per il fatto che una notizia di questa rilevanza non fosse divulgata a livello governativo. Ma le smentite talebane sono forti e precise. Contattato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, il portavoce dei talebani Qari Yusuf Ahmadi ha smentito la notizia ed ha dichiarato che si tratta di propaganda occidentale. Il leader talebano è libero, gode di ottima salute ed è pienamente al comando dei suoi uomini, ha precisato il portavoce. Il mullah Omar quindi è anco-

ra al comando. Dopo quasi vent’anni. Chi è questo sfuggente personaggio che partendo da condizioni umili e ignoranti in un luogo sperduto e tragicamente sfortunato del pianeta ha contribuito a cambiare la storia del mondo? Di etnia pashtun, è nato in un villaggio della zona di Kandahar, forse Nodeh, probabilmente nel 1959. Con una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa, anche solo per informazioni, si nasconde in luoghi sconosciuti dopo essere riuscito a sfuggire in maniera avventurosa alla truppe americane: si racconta di una sua fuga in motocicletta, altri parlano di un mascheramento in abiti da donna. Di lui ci sono pochissime immagini. Nessuno tra gli occidentali lo ha mai visto. Gli unici non musulmani ad averlo incontrato sono stati un inviato Onu in missione speciale nell’ottobre 1998 e

l’ambasciatore cinese in Pakistan Lu Shulin.

La sua foto più famosa risale al 1996, sfocata, risalente a poco prima dell’attacco finale dei talebani a Kabul. Il suo profilo è aquilino, la barba nera. Omar viene descritto come molto alto, secondo alcuni 1 metro e 98 centimetri. Discendente di una famiglia poverissima, perse il padre bracciante quando era ancora giovane ed ebbe la responsabilità di mandare avanti la famiglia. Si dice che abbia almeno due mogli e cinque figli, tutti studenti della sua madrassa, la scuola coranica. Quando nel 1979 i sovietici entrarono in Afghanistan, decise di combattere contro l’invasore infedele come guerrigliero nella fazione dei mujaheddin Harakat-i Inqilab-i Islami. Fu ferito da una granata ad un occhio. La leggenda vuole che, dopo aver sentito il sangue colare sulla guancia, Omar si sia strappato l’occhio e lo abbia gettato via per riprendere a combattere. Da allora copre l’orbita vuota con una benda nera. Secondo fonti della Croce Rossa in Pakistan, però, sembrerebbe che Mohammed Omar fosse stato ricoverato lì e operato per la rimozione chirurgica dell’occhio. Quando dopo la ritirata sovietica l’Afghanistan cadde preda della guerra civile, Omar costruì un piccolo esercito, arruolando una trentina di studenti (“talebani”), per liberare due ragazzine rapite e violentate da un gruppo di mujaheddin. Fu così che nacque il Movimento dei Talebani, che si estese rapidamente conquistando prima il sud dell’Afghanistan e poi unificando il Paese. Da notare che il 26 settembre 1996 per l’occasione dell’attacco finale a Kabul “l’umile mullah Omar” indossò il mantello sacro del profeta Maometto, custodito nel reliquario di Kandahar, simbolicamente rivendicando l’eredità all’emirato. Giunti al potere, i talebani applicarono la legge islamica nel modo più rigido, vietando musica, aquiloni, istruzione femminile, e finendo per bombardare gli antichi Bhudda di Bamyan. Poi Omar ospitò bin Laden, ne ricevette ingenti aiuti economici e militari e ne sposò una figlia. Venne il 2001 e il mullah dovette scegliere tra la fedeltà all’alleato islamico o la paura del superpotere occidentale. Scelse bin Laden, perse il governo e da allora è in fuga, ma resta imprendibile e mantiene la fedeltà dei suoi. Uniche tracce, i messaggi incrociati sulla possibilità o meno di trattative tra governo di Kabul e talebani. Ma per ora non se ne fa nulla.

2010_07_07  

Rapporto di Legambiente: bonifiche fasulle, cave tossiche, corruzione, ’ndrangheta Ancora polemico il presidente della Camera:«In democrazia...

2010_07_07  

Rapporto di Legambiente: bonifiche fasulle, cave tossiche, corruzione, ’ndrangheta Ancora polemico il presidente della Camera:«In democrazia...

Advertisement