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spettacoli

3 ottobre 2009 • pagina 21

ra il Gregory Peck all’italiana, aveva una forte somiglianza con Ben Gazzarra e contese a Rossano Brazzi il titolo di latin lover per eccellenza. Parliamo di Adriano Rimoldi, classe 1912, deceduto nel 1965, attore un po’ dimenticato, ma che ha lasciato una forte presenza nel cinema per i suoi primi piani e mezzi busti. Tre anni dopo la morte, venne al mondo suo nipote, Matteo Garrone, figlio della fotografa Donatella Rimoldi e del critico teatrale Nico Garrone, recentemente scomparso.

me il Douglas Fairbanks nazionale. E qualche soddisfazione se la tolse con Io, Amleto del 1951, regia di Giorgio Simonelli, in una versione da avanspettacolo del capolavoro shakespeariano versione Erminio Macario. Ebbe quindi la fortuna di girare un film con Stan Lauren e Oliver Hardy, oramai dimenticati da Hollywood, trasferitisi in Francia per Atollo K che si rivelò in autentico fiasco commerciale e di essere uno degli interpreti della pellicola Il re dei re per la regia del grande Nicholas Ray. Le sue ultime apparizioni sul set furono accanto a Vittorio Gassman ne L’amore difficile, tratto da Moravia, Napoleone a Firenze di Piero Pierotti e Baleari operazione oro, una coproduzione italo-spagnola. Un attore elegante e signorile dalla sguardo seduttivo, quasi sensuale e trasgressivo, che stava a suo agio davanti alla cinepresa con le dive del momento, Ida Pola, Clara Calamai, Doris Duranti, Lucia Bosè. Sul set come nella vita, Rimoldi amava le grandi sfide, gli azzardi, la versatilità, l‘eloquenza dei sorrisi. Ma La Spezia restò il porto sicuro delle certezze familiari. Non appena poteva o quando si trovava in difficoltà tornava a far visita alla madre e agli zii.

E

Qual è il lascito che nonno Adriano ha trasmesso all’autore della versione cinematografica di Gomorra, vincitore a Cannes 2009? Ce lo racconta la mostra “Rimoldi-Garrone: eredità di cinema” in corso sino al 22 novembre alla Palazzina delle Arti della Spezia, con tappe successive a Genova e Roma. Dopo l’infanzia spezzina, Rimoldi passò a Firenze dove iniziò a recitare in teatro e a fare il presentatore radiofonico e quindi entrò nel cinema nel 1939 interpretando un ruolo minore in Mille lire al mese di Max Neufeld, protagonista Alida Valli. L’attore toccò il picco della notorietà negli anni Quaranta divenendo protagonista prima di Addio giovinezza! (1940) di Ferdinando Maria Poggioli e poi del film I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica. Per sfuggire al conflitto mondiale passò in Spagna, dove ottenne un grande successo con pellicole che lo vedevano accanto alla sua compagna dell’epoca Mery Martin in gran parte dirette da Ignacio F. Iquino, definito il Roger Corman catalano per aver dato dignità di stile a molti B Movie. Rientrato in Italia nel 1949 non ritrovò più l’estro di un tempo e si dedicò maggiormente alla rivista, alla commedia, alla televisione che non al cinema. Tenne a battesimo la televisione italiana la sera del 3 gennaio 1954 alle ore 21,45 interpretando in diretta assieme a Isa Barzizza L’osteria della posta di Goldoni per la regia di Franco Enriquez. Così come fu chiamato dalla nascente emittente spagnola, la TVE, nel 1957 a presentare per due stagioni di seguito con Bianca Alvarez il

Mostre. A La Spezia, un’esposizione sul lascito di Adriano Rimoldi a Matteo Garrone

L’eredità del cinema, di zio in nipote di Marco Ferrari programma di maggior ascolto, Caras nuevas, dedicato ai nuovi talenti.

Il cinema degli anni Cinquanta, tra neorealismo e commedia all’italiana, non si accorse mol-

La mostra è divisa in due sezioni: la prima parte è composta da fotografie, articoli, diari e spezzoni di film di Rimoldi, la seconda è dedicata al nipote Matteo Garrone ripreso sul set da Fabrizio Di Giulio. Da quelle casse di documenti, fotografie e ritagli di giornali di Rimoldi, scovate a Roma, scaturiscono sorrisi, clamori, amori, rimpianti, grida, lacrime e addii, ma soprattutto la passione per il cinema, la stessa passione che sta dimostrando suo nipote Matteo. Un filo che lega due generazioni diverse: così

La prima parte è fatta di foto, articoli, diari e spezzoni di film, la seconda è dedicata al discendente, ripreso sul set da Fabrizio Di Giulio to di lui: riprese con La mano della morte di Carlo Campogalliani, Gente così di Fernando Cerchio su sceneggiatura di Guareschi, Il sigillo rosso di Flavio Calzavara e Capitan Demonio di Carlo Borghesio, film cappa e spada ambientato nella Firenze del Settecento. La critica lo segnalò in quell’occasione co-

In questa pagina, alcune immagini dell’attore italiano Adriano Rimoldi tratte da diversi film. Una mostra, a La Spezia, lo ricorda fino al 22 novembre

intrisa dal personalismo e dandismo, quella degli anni montanti del dopoguerra, così pervasa dalla crudeltà sociale di inizio secolo quella ripresa dall’autore di Gomorra.

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di Franco Insardà di Enrico Cisnetto L a somma dei dolori possibili QUOTIDIANO • SABATO 3 OTTOBRE 2009 DIRETTORE DA WASHINGTON: MICHAEL NOVA...

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