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diario

pagina 6 • 18 luglio 2009

Il minimetro che attraversa Perugia, l’opera su cui si è consumato il dibattito politico del capoluogo umbro in questi anni e oggi al centro dell’inchiesta della magistratura. Nella foto in alto a sinistra l’ex sindaco di Perugia Renato Locchi. Sotto l’attuale sindaco Wladimiro Boccali

Scosse. Indagini sulla giunta perugina per minimetro e buchi in bilancio i nel Pd sembra esserci una questione morale, ma non è quella evocata un po’ maldestramente dal candidato alla segreteria Ignazio Marino in merito al caso di Luca Bianchini, lo stupratore seriale che coordinava un circolo del Partito democratico della capitale. Riguarda qualcosa di più strutturale, come la gestione dei governi locali nelle regioni di snodo per la sinistra italiana. In particolare, in queste ore, riguarda l’Umbria e il suo capoluogo Perugia.

S

Dove la classe dirigente locale è da anni stressata da piccoli e grandi scandali politico economici che hanno sempre lambito e mai toccato le sfere del Pd. Che ora invece vengono coinvolte nel pasticcio del minimetro del capoluogo umbro e del clamoroso buco di bilancio di diciassette milioni di euro del comune di Perugia. Sono arrivati a 102 gli avvisi di garanzia emessi dal sostituto procuratore Sergio Sottani spiccati contro funzionari, consulenti e assessori del comune di Perugia. Tra questi l’ex sindaco Renato Locchi che è ancora il più accreditato candidato alla segreteria regionale del Pd. Non sono stati ancora resi noti i nomi degli assessori della giunta Locchi coinvolti negli avvisi di garanzia ma nella squadra amministrativa del’ex primo cittadino c’erano sia l’attuale sindaco di Perugia Wladimiro Boccali sia l’attuale presidente della provincia Marco Vinicio Guasticchi, il primo era assessore all’urbanistica il secondo al bilancio. Se tra gli avvisati ci dovessero

Pd, in Umbria è questione morale di Riccardo Paradisi essere anche loro per il Pd umbro sarebbe motivo di ulteriore imbarazzo. Soprattutto alla vigilia del congresso regionale di settembre e di quello nazionale di ottobre. Una questione spinosa questa del minimetro di Perugia. L’inchiesta investe una gestione opaca degli espropri fatti dal comune per costruire l’imponente infrastruttura cittadina e aumenti di cubature vicine al minimetro. I diciassette milioni di euro sarebbero poi stati spostati dal comune all’azienda partecipata che aveva in appalto i lavori. Nel bilancio comunale alcune voci presenterebbero delle irregolarità che possono essere messe proprio in rapporto con la costruzione del minimetro. Ci sono in gioco interessi pesanti, anche politici.

ha visto subito lievitare i costi, diventando una voragine di denaro. Anche il governo Prodi fu generoso coi finanziamenti per questa operazione e come opposizione abbiamo sempre chiesto di fare chiarezza sul fatto che a un aumento di capitale pubblico non c’è mai stata nessuna ricapitalizzazione dei privati. D’altro canto – prosegue Ronconi – essendo implicati oltre ad assessori e consulenti un

classe dirigente del Pd umbro.

A meno di voler considerare come un’analisi interessante le dichiarazioni della segreteria comunale del Pd di Perugia: «In merito alle notizie sull’inchiesta apparse in questi giorni sulla stampa non possiamo che auspicare innanzitutto che si faccia celermente chiarezza sui profili delle indagini e sulle persone coinvolte. Questo per evitare ogni eventuale ipotesi di discredito sommario sulle istituzioni locali e conseguentemente su un’importante e apprezzata opera come il minimetro, che accanto a molte altre opere pubbliche ha contribuito in questi anni a migliorare sensibilmente la città». È una vecchia abitudine delle amministrazioni umbre quella di mettere avanti il discorso della funzionalità amministrativa e dell’efficacia delle opere compiute. Oltre al buon nome dell’Umbria che qualcuno vorrebbe infangare, come fece un paio d’anni fa il governatore della Regione Maria Rita Lorenzetti di fronte all’esplosione a livello nazionale dello scandalo Giombini, il costrut-

Sono 102 gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Perugia.Al centro dell’inchiesta la gestione opaca delle infrastrutture

L’analisi di Maurizio Ronconi esponente umbro dell’Udc è molto severa: «C’è eccome una questione morale in Umbria. E c’è una faccenda dai contorni inquietanti. Quella del minimetro è un’opera che è costata infinitamente di più di quanto doveva costare. Data in appalto a una società mista pubblico privato, l’opera

centinaio di funzionari io credo che si possa anche profilare, se gli avvisi di garanzia dovessero trasformarsi in qualcos’altro, anche un’associazione a delinquere». Faccenda molto delicata dunque che porta un ulteriore malessere all’interno del Pd. L’Umbria – malgrado l’assottigliarsi del consenso alle ultime elezioni – è rimasta uno degli scrigni nazionali dei voti democratici e i leader regionali umbri hanno sempre avuto a Roma un peso considerevole. Si spiega anche con questo il silenzio mantenuto in queste ore dalla

tore rosso delle megacoop della regione arrestato per fatturazioni false e tangenti. Mentre il centrodestra chiede chiarezza, il coordinamento delle liste civiche, il movimento che da anni pone in Umbria il problema della questione morale, chiede che il nuovo sindaco di Perugia Boccali, spieghi pubblicamente, con un consiglio comunale straordinario, cosa accade in città. «Siccome Boccali si è presentato come il nuovo – dice Claudio Abiuso, presidente della lista civica L’altra Perugia – dovrebbe sentire il dovere di riferire in consiglio comunale su ciò che sta accadendo in questi giorni. E dovrebbe abrogare immediatamente le dieci delibere fasulle a monte di questa inchiesta. Lo statuto del consiglio di Perugia prevede un ”consiglio grande” per coinvolgere la città in un dibattito pubblico. Lo convochi il sindaco e spieghi la posizione dell’amministrazione sull’ammanco di 17 milioni di euro e sugli appalti per il minimetro. Sono anni che si va avanti mettendo la polvere sotto il tappeto. Ora sono partite delle inchieste, i tempi sono cambiati, dovrebbe rendersene conto chi amministra questa città e questa regione. L’Umbria non è l’Unione sovietica». Anche se i toni dell’autodifesa dell’ex sindaco Locchi hanno un timbro di altri tempi: «Sono contento che mi sia stata notificata un’informazione di garanzia per un’opera pubblica utile. Ma soprattutto perché mi si contestano irregolarità per un’opera portata a termine, a differenza di tante opere pubbliche che rimangono sospese».

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