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mondo

13 maggio 2009 • pagina 15

A fianco: il generale David McKiernan (sopra), fino a ieri comandante della Nato in Afghanistan e il più giovane generale Stanley McChrystal, che su ordine di Obama (e di Petraeus e Gates) lo ha sostituito. In basso a sinistra, il presidente Usa e, sotto, il suo “omologo pachistano, Zardari. Nell’ultimo riquadro, una piccola immagine del molo principale (ancora in costruzione) del porto di Gwadar, sul mare arabico

fu coinvolto nel caso, ma lo slogan dell’unità, esplicativo delle pratiche da questa esercitate, era “sei non li fai sanguinare, non ti possono processare”).

L’unica vera “macchia” nella sua carriera, è la vicenda dell’uccisione per fuoco amico dell’ex campione di football Pat Tillman nel 2004. Il generale prese allora per buona la versione dell’unità in cui prestava servizio Tillman, secondo cui a uccidere il compagno era stato

La sua nomina non sarà immune da polemiche: ha comandato la Task Force 6-26, un’unità dei corpi speciali con il compito di sottoporre a violenti interrogatori i detenuti di Camp Nama il nemico. Ma furono molti a sollevare dei dubbi sulla sua imparzialità di giudizio. Sempre ieri, Gates ha inoltre annunciato la nomina del Generale David Rodriguez al ruolo appena istituito di vice comandante in Afghanistan.

Rodriguez ricopre attualmente la carica di consigliere militare di Gates, e aveva in precedenza svolto il ruolo di comandante delle forze statunitensi nell’Afghanistan orientale. Queste forze, diverse da quelle che operano sotto il comando Nato,

numerosi scontri settari e attentati, si sono segnalati 2000 casi di rapimento in pochi anni, uno degli ultimi riguardante un funzionario statunitense dell’Onu. Allo stesso tempo il Pakistan è un Paese di fondamentale rilevanza strategica per gli assetti dell’Asia e delle grandi potenze emergenti con le quali confina, India, Cina e Iran. Il Paese è al centro del necessario transito di risorse energetiche soprattutto da ovest verso est, per cui è nota la discussione in corso su progetti determinanti come i gasdotti e oleodotti conosciuti come Ipi (Iran-Pakistan-India) e Tapi (TurkmenistanAfghanistan-Pakistan-India), ai quali forse sarebbe più corretto aggiungere anche una C finale, dato che sono ipotizzate ramificazioni verso la Cina. Ed è proprio il rapporto speciale che esiste tra Islamabad e Pechino ad aggiungere un ulteriore elemento di centralità del Pakistan, passato in pochi anni da baluardo filo-occidentale e maggior alleato non-Nato in Asia a interlocutore privilegiato della Cina, elemento geopolitico determinante per comprendere gli equilibri asiatici e mondiali e affrontare gli scenari futuri. Per la verità i rapporti tra Pakistan e Cina sono solidi fin dalla nascita del Pakistan stesso e si sono andati consolidando sia in

dedicano la maggior parte dei propri sforzi all’individuazione dei combattenti talebani.

McChrystal e Rodriguez sono buoni amici. Entrambi hanno trascorso più di un anno a Washington. E Geoff Morrell, addetto stampa di Gates, ha appena affermato che: «Sono riposati, impazienti di partire, e muoiono dalla voglia di tornare al fronte». Di più: «Sono determinati a vincere. Maledettamente. E faranno tutto ciò che

chiave anti-indiana sia sul binario economico degli scambi commerciali e della collaborazione in settori importanti come il nucleare, gli armamenti, l’energia, le infrastrutture. Il salto di qualità definitivo potrebbe avvenire con la costruzione in corso del porto di Gwadar: il Pakistan potrebbe diventare il porto della Cina sull’Oceano Indiano, permettendo ai commerci e ai rifornimenti per la Cina (che oggi devono transitare per oltre l’80% dallo Stretto di Malacca) di percorrere strade più brevi e più sicure non solo tagliando percorsi e costi, ma fornendo alla Cina una maggiore vicinanza strategica al Golfo Persico-Arabico e al continente africano.

Un porto commerciale che guarda a fondamentali interessi economici, ma che secondo alcuni può facilmente acquisire la capacità di ospitare rilevanti flotte militari, anche dotate ad esempio di sottomarini nucleari. Di bandiera pakistana, preoccupando soprattutto l’India, ma anche eventualmente di bandiera cinese, portando così la Marina Militare di Pechino nel cuore dell’Oceano Indiano e alle porte del Golfo Persico-Arabico. Il porto di Gwadar poi è un’ottima occasione per

sarà necessario». Abbiamo già sentito discorsi di questo tipo. Elementi freschi, nuovi e determinati non determinano necessariamente una vittoria. Ma il cambiamento nei posti di comando segna un radicale mutamento dall’incerto pasticcio di cui siamo sinora stati testimoni. E l’intera presidenza Obama potrebbe tramutarsi in un successo o in buco nell’acqua a seconda che la nuova strategia dia o meno i frutti sperati.

iniziare a comprendere il ruolo fondamentale delle Forze Armate in Pakistan: sono le società controllate dall’esercito quelle che stanno costruendo lo strategico terminal. D’altro canto le maggiori industrie del Paese fanno capo fondazioni controllate dal Ministero della Difesa. L’enorme potere economico controllato dalle Forze Armate e gli intrecci di potere tra militari, industriali e proprietari terrieri sono raccontati nel libro Military Inc. pubblicato nel 2007 da Ayesha Siddiqa. Inevitabilmente le Forze Armate hanno un rilevante voce in capitolo anche nei traffici non legali che rappresentano una parte consistente e forse preponderante nel mercato del Paese e verso gli Stati confinanti. Questo rilevante ruolo economico dei militari spiega una buona parte dei motivi del loro fondamentale peso in politica. Ricordiamo che, per molti motivi, gran parte dello scontro istituzionale tra l’allora presidente Musharraf e la sua rivale Benazir Bhutto ruotava intorno al rifiuto di Musharraf di abbandonare la divisa e il ruolo di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Ecco perché, per capire il Pakistan, non si può più prescindere dalla comprensione del ruolo dei suoi militari.

2009_05_13  

Benedetto XVI 12 maggio 2009 Giovanni Paolo II 26 marzo 2000 Giovanni Paolo II 26 marzo 2000 N on ci sono fenomeni IL MURO DELLA DISCORDIAIL...

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