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politica

15 febbraio 2008 • pagina 7

Risposta a Carlo Casini sul tema dominante della politica del nostro tempo

Il partito della vita c’è già di Rocco Buttiglione to alla vita e questione della famiglia sono strettamente collegate. Stiamo costruendo una società nemica delle madri, nemica dei bambini e nemica della famiglia.

Qualche giorno fa, il 12 febbraio, sul Il Foglio è uscita una lettera aperta di Carlo Casini rivolta a Cesa, Buttiglione, Pier Ferdinando Casini, Tabacci, Baccini, Pezzotta e Giuliano Ferrara. Questa è la risposta di Rocco Buttiglione che Il Foglio fino a ieri non aveva ancora pubblicato.

aro Carlo, quello della vita non è un tema, pur se importante. Quello della vita è il tema della nostra politica. È il tema dominante della politica dell’Udc ma anche il tema dominante della politica del nostro tempo. Diceva una volta il mio Maestro ed Amico Augusto Del Noce che nella nostra epoca la filosofia arriva alla politica, di modo tale che questioni che una volta erano semplicemente filosofiche diventano politiche. Adesso il problema del nostro tempo è “chi è l’Uomo”. Uomo è quello che io riconosco come tale, a cui io, con un atto della mio arbitrio, mi lego accettandolo come persona e conferendogli quindi con la mia decisione dei diritti; oppure l’Uomo c’è già, esiste indipendentemente dalla mia volontà ed io non ho altra alternativa che riconoscerlo per quello che è? Se volete questo è il problema dell’eguaglianza. È eguale chi ha la forza o la grazia di farsi riconoscere come eguale? Oppure eguale e quindi titolare di eguali diritti è ogni individuo della specie umana per il semplice fatto di essere individuo della specie umana? L’argomento più forte della posizione abortista è in fondo questo: io non lo sento, non lo riconosco come un uomo ed un soggetto di diritti. Lo sento, lo avverto, lo riconosco semplicemente come un ostacolo ed una minaccia al mio progetto di vita e quindi per me non esiste. Oggi noi tendiamo a riconoscere come uomo solo chi ha la forza di imporsi.

C

Diceva Spinoza che ciascuno ha tanto diritto quanto potere. Il bimbo non nato non ha nessun diritto e quindi non ha nessun potere. Il potere, badate, non è solo quello della forza. È anche, perfino di più, il potere del consenso, il potere dell’immagine, il potere di suscitare la nostra compassione ed i nostri sentimenti. Il bambino non nato non ha nessuno di questi poteri: non si vede, non è in rapporto con nessuno se non con la madre che non lo vuole. Il suo diritto è il più debole di tutti. Accettare, tuttavia, che questo diritto venga annullato è una scelta gravida di conseguenze per tutti noi. Dopo il bambino non nato verrà la volta dell’anziano abbandonato e non è forse già oggi il tempo dei popoli che vivono nella fame o nell’oppressione? Se non è più vero che ogni uomo (individuo della specie umana) ha diritto alla vita per il semplice fatto di essere uomo, allora chi avrà diritti e chi no? E chi deciderà chi ha di-

Non si può parlare di centralità della persona umana se la persona non è garantita nel bene primo e fondamentale: il diritto di vivere. Ma per questo c’è già l’Udc ritti e chi no? Una volta la teologia della liberazione chiedeva una scelta preferenziale per gli ultimi, per gli emarginati, per i poveri. Giustamente Giovanni Paolo II ed il card. Ratzinger hanno sanzionato quella scelta. Per questo in tutto il mondo la sinistra li ha lodati. Essi hanno però contemporaneamente ricordato: non è possibile scegliere per gli ultimi se ci dimentica dell’ultimo degli ultimi, di colui che è radicalmente senza potere per far valere il proprio diritto. Dalla posizione che si prende davanti al tema del diritto alla vita dipende allora un atteggiamento generale verso la vita e la società, dipende una idea della eguaglianza dei diritti.

Tutto questo non significa affatto sottovalutare i problemi della donna alle prese con una società nemica della maternità e nemica dei bambini, che è l’ultimo anello della catena su cui si scarica il peso della mancanza di solidarietà del padre del bambino, della famiglia di origine e della società tutta. Non vogliamo imporre la maternità alla madre con la minaccia del carcere. Vogliamo liberare la madre dal sistema dei condizionamenti culturali e sociali che le impediscono di essere se stessa e la inducono ad infliggere a se stessa la peggiore delle ferite. L’Udc è un partito popolare di ispirazione cristiana. Per noi la questione della vita è centrale e dirimente. Non si può parlare di centralità della persona umana se la persona non è garantita nel bene primo e fondamentale, che è il dirit-

to di vivere. Per questo accogliamo volentieri la formula che tu proponi: il partito riconosce il diritto alla vita di ogni essere umano fin dal concepimento e ritiene suo dovere giuridico primario proteggerlo. Tu sai bene che fin dal tempo delle dolorose divisioni che hanno attraversato l’area dei cattolici impegnati in politica la mia scelta di schierarmi in alternativa alla sinistra è stata guidata dalla consapevolezza che quella della vita era questione centrale e strategica, che essa dipendeva da una visione generale della realtà e la condizionava. Un certo cattolicesimo di sinistra, generoso ma in ritardo quanto alla analisi delle tendenze della società contemporanea, riteneva allora che questa fosse una questione importante ma in fondo settoriale, e che fosse possibile metterla fra parentesi per perseguire insieme alla sinistra un ideale comune di giustizia sociale. I fatti hanno dimostrato che non è così. La questione della vita è questione espansiva perché in ogni singolo problema si riflette la visione dell’uomo che affermiamo quando scegliamo per o contro l’aborto. I poveri di oggi sono le famiglie che non si sottraggono alla gioia ed al dovere di dare e di accogliere la vita dei propri figli. Questo è il proletariato del nostro tempo, qui è la nuova “questione sociale”. Chi assicura la continuità della vita della nazione è vilipeso, è emarginato e nessuno si cura di dargli il sostegno a cui pure ha diritto. Come è evidente questione del dirit-

Di recente Giuliano Ferrara ha preso l’iniziativa di proporre una moratoria in materia di aborto. Per quello che ne so l’unica iniziativa politica concreta per dare seguito a questo appello è stata la mia proposta di mozione parlamentare per vincolare il governo italiano a promuovere una Risoluzione delle Nazioni Unite contro l’aborto obbligatorio, contro l’aborto usato come strumento di selezione della razza o come strumento di scelta del sesso del nascituro, contro l’aborto come strumento di controllo delle nascite. Se non fosse sopravvenuta la crisi del governo Prodi il dibattito su quella mozione avrebbe già avuto luogo e così avremmo modo di vedere quali sono le posizioni concrete che nei fatti le diverse parti politiche si sentono di assumere su questo tema. Già da tempo io avevo anche presentato una proposta di legge per dire no all’aborto dopo la ventesima settimana di gravidanza. Davanti ad un piccolo essere umano che si sforza di respirare e di vivere c’è poco da discutere: è un essere umano e come tale va tutelato. Ho visto con piacere che lungo una linea analoga si sono avviate le regole interne di alcune importanti cliniche ginecologiche e della regione Lombardia. Ricordo questi fatti per mettere in evidenza il fatto che su questi temi siamo concretamente presenti, con il mio partito, e non da ieri. Giuliano Ferrara ha avanzato la proposta di una lista elettorale per la vita. La proposta è meno peregrina di quello che può sembrare. Se la questione della vita è la pietra di paragone di un atteggiamento generale verso l’uomo non è impossibile pensare che dalla scelta per la vita derivi una posizione politica di carattere generale, un modo di fare politica che influenza la visione di tutta la società. A quella idea io ho solo due obiezioni. Il riassestamento in atto del sistema politico punta verso la diminuzione del numero dei partiti e delle liste. Mi sembra che una simile operazione rischierebbe di fallire e di dare l’impressione di un interesse solo residuale nell’elettorato per un tema che è invece centrale e dirimente. L’altra obiezione è che a me sembra che l’Udc sia già il partito della vita, il partito che assume questa questione come dirimente e qualificante per la sua identità politica. Non disperdiamo energie. Troviamoci, parliamone, con la disponibilità ad aprire le liste, a coinvolgere tutti, ad impegnare tutte le energie di cui disponiamo per la battaglia in difesa dell’uomo. Credo che nessun altro partito possa dire la stessa cosa, testimoniata con un impegno costante e fedele.

2008_02_15  

russia S S e e l l ’ ’ U U d d c c c c o o r r r r e e d d a a s s o o l l a a c c a a m m b b i i a a t t u u t t t t o o i i l l n n o o s...