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15 febbraio 2008 • pagina 5

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Ecco il decreto per l’election day Con una breva riunione, il Consiglio dei ministri ha varato ieri il decreto sulla legge elettorale che fissa l’election day per il 13 e il 14 aprile. Oltre a determinare l’anticipo delle elezioni amministrative alla stessa data delle politiche, la norma è indispensabile anche per andare subito al voto nei Comuni i cui sindaci si dimettono per candidarsi al Parlamento. Prevista anche la presenza degli osservatori internazionali in conformità agli impegni assunti dall’Italia nell’ambito dell’Osce. Fissate anche nuove regole per il voto all’estero.

D’Alema: larghe intese improbabili «È assolutamente impensabile che all’indomani delle elezioni si possa costituire un governo di larghe intese». Lo ha sostenuto ieri Massimo D’Alema durante la registrazione di ”Porta a porta”. Il vicepremier si è anche detto convinto che «ci saranno i numeri per poter governare. Il Paese sarà governato da chi vince e senza il peso di alleanze scomode». D’Alema si augura però che «si mantenga almeno l’impegno preso prima del voto: di fare le riforme e di farle insieme».

Napolitano: basta con i sospetti tra politica e magistratura

Un sondaggio sulla base delle politiche 2006

Al Senato: almeno otto decisivi seggi di Errico Novi

ROMA. Nel 2006 la maggior parte dei sondaggisti fu costretta a fare ammenda. Giocare con i numeri prima del voto è complicato, con questo sistema elettorale. Eppure oggi, a due mesi esatti dalle elezioni, c’è almeno una valutazione che non appare insensata: al Senato l’Udc dovrebbe avere una sua pattuglia di eletti non irrilevante. Che potrebbe corrispondere a più di un terzo dei 21 seggi ottenuti nel 2006 a Palazzo Madama: almeno 8. Questo viene fuori da uno studio scrupoloso che il dipartimento elettorale di via dei Due Macelli ha compiuto nelle ultime ore. L’analisi si basa sui risultati di due anni fa corretti secondo le ultime scomposizioni nei due Poli. E ovviamente presenta indicazioni ancora condizionate da diverse variabili, a cominciare dall’incertezza del quadro in Sicilia. Se salta la coalizione tra Udc e il resto dell’ex Cdl, i moderati di centro si aggiudicheranno comunque 3 seggi. Ci sono altre due regioni meridionali in cui lo scudocrociato con la vela può superare la fatidica soglia dell’8 per cento: Puglia e Calabria. Nel primo caso si parte da un dato del 2006 abbastanza confortante: quasi 180mila voti. Venisse mantenuto quel consenso il seggio

Dovrebbero arrivare tre eletti dalla Sicilia, uno da Puglia, Calabria, Lazio e, a sorpresa, da Piemonte e Veneto sarebbe ampiamente acquisito. In Calabria il risultato dell’Udc alle ultime politiche è stato di poco inferiore al limite d’ingresso, il 7,2. In questo caso entra in gioco il potenziale di crescita al Sud che un sondaggio riservato dell’Opn Lorien consulting prevede per Casini. Secondo lo studio, alle politiche del 13 e 14 aprile l’Udc conquisterà nel Mezzogiorno il 33,5 dei propri consensi. Al Sud dovrebbe essere compensato il calo in altre zone d’Italia, in modo da ottenere un dato nazionale del 5,6 per cento. Se il mercato elettorale fosse utilizzato fino in fondo, scatterà anche il seggio calabrese. Una possibilità sottovalutata nelle analisi fatte fino a pochi giorni fa riguarda il Lazio. Qui il risultato del 2006, per via dei Due Macelli, è stato del 7 per cento. Rispetto ai numero di senatori in palio, 27, si po-

trebbe arrivare addirittura a 2 posti conquistati. Ma bisogna tenere conto del premio di maggioranza, che abbassa la torta da dividere tra i partiti che non lo ottengono. E, soprattutto, nel Lazio l’Udc dovrà garantirsi la ricomposizione con la Rosa Bianca. Un patto che le consentirebbe di superare la soglia dell’8, e ottenere comunque un senatore. Ancora più sorprendente è la prospettiva che riguarda Piemonte e Veneto, regioni in cui il dato 2006 dei centristi è rispettivamente del 6,4 e del 7,9. Riguardo alla prima, il partito di Casini ha indicazioni riservate che fanno prevedere una crescita notevole. In Veneto come si vede la soglia di sbarramento non è lontana. È da queste due regioni che arriverebbero gli altri 2 senatori per raggiungere quota 8. A via dei Due Macelli per ora non si spingono oltre. Ma fanno notare una cosa: se in una delle regioni più grandi il voto d’opinione ribaltasse i rapporti di forza, non solo l’Udc rafforzerebbe le chances di rappresentanza, ma si abbasserebbe anche il distacco tra Pdl e Pd. Rendendo decisivi i senatori dell’Udc. Visti gli errori nei sondaggi di due anni fa, non si può escludere nulla.

«Bisogna dissipare la duplice cortina di pregiudizio e sospetto fra politica e magistratura». Lo ha detto ieri il capo dello Stato Giorgio Napolitano, davanti al plenum al Csm da lui presieduto. Il presidente della Repubblica ha richiamato chi svolge attività politiche e ed è chiamato personalmente in causa, «a non abbandonarsi a forme di contestazione sommaria e generalizzata» contro i giudici. Ma «un analogo complesso di diffidenza e di reattività difensiva», ha aggiunto Napolitano, «si coglie talvolta anche negli atteggiamenti di quanti operano nell’amministrazione della giustizia».

L’alleanza tra Pd e Di Pietro? Per Bertinotti è «incoerente» «Una scelta incomprensibile dopo aver detto che i programmi devono essere omogenei». Così il presidente della Camera e candidato premier della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, definisce l’intesa tra Partito democratico e Italia dei valori. «È un’alleanza che Veltroni dovrà giustificare davanti agli elettori», sostiene Bertinotti, «perché contraddice la rivendicazione di correre soli in nome dell’omogeneità dei programmi: sbaglio o il Pd è stato a favore dell’indulto mentre Di Pietro era contrario? Questo è solo uno dei tanti esempi di diversità tra la linea del Pd e dell’Idv in questi anni», ha detto il leader della Sinistra.

Livia Turco in piazza per la 194 «Quello che è accaduto a Napoli non deve più accadere». Lo ha detto il ministro della Salute Livia Turco parlando con le centinaia di donne che hanno dato vita ieri a un sit-in in difesa della legge 194 davanti al ministero e che poi sono partite in un corteo spontaneo verso Largo Argentina. La Turco si è anche detta favorevole a una grande manifestazione per l’8 marzo in difesa della normativa sull’aborto. «È una legge importante», ha dichiarato il ministro dimissionario, «per affermare la responsabilità e l’autonomia delle donne» Il capo della Procura di Napoli: «Ci siamo mossi nella legge dopo una telefonata anonima, nessuna irruzione».

De Magistris: ho detto no a Di Pietro Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris, arriva a ipotizzare azioni contro il Corriere della Sera per smentire le voci su una sua candidatura. «Ribadisco per l’ennesima volta che voglio fare il magistrato e non entrare in politica. Il dottor Di Pietro diversi giorni fa mi ha chiesto, con cortesia, se volessi candidarmi in Parlamento con Idv. Con altrettanta cortesia», aggiunge De Magistris, «gli ho risposto di no».Antonio Di Pietro a sua volta conferma che è stato il magistrato a declinare l’invito e che nessuno ha posto il veto su una sua discesa in campo.

Tricolori alle finestre per Giovanni A poche ore dal ritorno in patria della salma di Giovanni Pezzulo, i familiari del militare italiano ucciso in Afghanistan hanno proposto di esporre, come gesto di solidarietà, un tricolore alla finestra. Una richiesta dovuta, dicono, all’attaccamento che Giovanni ha sempre mostrato per il tricolore.

2008_02_15  

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