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economia

15 febbraio 2008 • pagina 19

Dopo Microsoft, dietro a Yahoo! spunta Google

Motori di ricerca: la guerra continua di Maurizio Stefanini

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Banche, boom dei conti a zero spese Il VI Rapporto conti correnti a cura di Of-Osservatorio finanziario, istituto indipendente che monitora i servizi e i prodotti di home banking di 50 gruppi creditizi registra un vero e proprio boom dei conti a zero spese e un taglio del 27 per cento del costo medio annuale di tenuta, da 38 a 27,70 euro in media. In particolare, si legge nello studio, i conti a zero spese rappresentano il 40,5 per cento del campione, contro il 16 per cento di un anno fa e il 4 per cento di fine 2005.

Il lavoro flessibile è al 12-13 per cento «La flessibilità rappresenta il 12-13 per cento dell’occupazione totale in Italia», lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, presentando la conferenza ”Flessibili, non precari”, che si svolge da oggi fino a sabato a Torino, per fare il punto sulla percezione giovanile del mondo del lavoro. Damiano ha inoltre ricordato che, in base alle rilevazioni Istat, ’in Italia il lavoro nero riguarda circa 3 milioni di persone, una quota che si somma ai dati sulla flessibilita’’.

Telecom, incontro Bernabè-sindacati L’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè incontra oggi i sindacati per illustrare la riorganizzazione della rete e il futuro dell’informatica di Telecom. Fra i diversi dossier è archiviata, secondo quanto risulta ai sindacati, l’ipotesi di affidare a un gestore esterno la SSC (shared service center), che si occupa dell’informatica corporate e istituzionale.

Bonanni: rivedere paniere Istat

ROMA. “Motore di ricerca: un sito che mette a disposizione degli utenti di Internet un programma in grado di eseguire ricerche automatiche sulla base delle parole chiave indicate dagli utenti”. Una definizione semplice, per una delle maggiori rivoluzioni della storia umana. Nel 1966 ci fu la prima idea della rete, nel 1969 fu spedito la prima email, nel 1974 fu creato il protocollo che permetteva di collegarsi tra diverse reti di ordinatori, nel 1981 fu lanciato il primo personal computer, nel 1983 il protocollo divenne standard, nel 1989 fu creato il primo sito. Ma fu nel 1990 che la creazione del primo motore di ricerca Archie permise infine a ogni utente di arrivare dappertutto. Infatti, è dal 1991 che si inizia a parlare definitivamente di retre mondiale. Anche se poi bisogna aspettare il 1993 per il primo navigatore, e il 1996 per il grande boom di Internet. Adesso, è di nuovo attorno ai motori di ricerca che si combatte la grande battaglia sul futuro della rete. Yahoo!, creato nel 1994 da due studenti era in quel 1996 uno delle star di quella prima Internet. Assieme agli altri due big AltaVista e HotBot, e agli sfidanti Lycos, Excite!, WebCrawler, Infoseek: ognuno con i suoi trucchi, i suoi estimatori, e anche i suoi sponsor. AltaVista, in particolare, era aiutata dall’inserimento nel portale di Microsoft, che aveva già acquisito la sua posizione dominante tra i sistemi operativi. HotBot aveva invece dietro

Anche Wikipedia potrebbe entrare nella mischia. E c’è grande effervescenza nel mercato esterno agli Stati Uniti la rivista “Wired”; Lycos la Carnegie Mellon University; Excite! il browser Nestscape; WebCrawler il provider America on Line; Infoseek la Disney.

Poi nel 1999 venne Google. Inventato anch’esso a Stanford, attorno alla trovata di non dare più la classifica delle occorrenze attraverso le parole chiave fornite dagli autori dei siti, ma con un complesso algoritmo matematico che prende in considerazione il numero di altri siti che rimandano a quello reperito attraverso la ricerca. La democrazia del web, insomma, che impediva alla radice le manipolazioni, specie pubblicitarie, ormai imperversanti sugli altri motori. Una rivoluzione che negli ultimi nove anni ha spazzato via gran parte dei concorrenti, costringendo anche gli altri a copiarlo. Compresa Yahoo!, che pure aveva resistito a lungo nella sua nicchia proprio grazie al suo sistema diverso dell’indice sistenatico, sistemante le occorrenze per categorie. Al dicembre scorso Google aveva il 46,47 per cento della quota mondiale, contro il 17,16 per cento di

Yahoo!.Terzo il sistema cinese Baidu, lanciato dal 2000 con l’interessata sponsorizzazione del governo di Pechino, sempre alle prese con spinosi problemi di censura. Solo quarto il motore sviluppato da Microsoft, con il 12,87 per cento: malgrado il vantaggio di poterlo “impostare” sui computer venduti. Una quota, quella residua di Yahoo!, che non basta per sopravvivere, tant’è che stava ora licenziando un migliaio di dipendenti. Ma che accadrebbe se Yahoo! potesse sommarsi a Microsoft? Arriverebbero a un 30 per cento che permetterebbe infine alla società di Gates di iniziare l’attacco al primato di Google nei motori di ricerca; prima che una Google sempre più in espansione non sia tentata a sua volta di sfidare il primato di Microsoft nei sistemi operativi. Di qui l’offerta di 44,6 miliardi, che però Yahoo! giudica insufficiente. Anzi, le voci la vorrebbero piuttosto interessata a un’alleanza con Google. Ma c’è anche un terzo soggetto esterno che può crescere: l’enciclopedia Wikipedia, con i servizi Wikiseek e AskWiki. Fermi nelle loro nicchie il sito di vendita Ebay al 3,9 per cento, la Time Warner di America On Line all’1,6 per cento e Ask.com all’1,1. C’è però una grande effervescenza tra i motori fuori dagli Usa: a parte Baidu, il coreano Nhn sta al 4,71 per cento, il russo Yandex allo 0,9, l’altro cinese Alibaba.com allo 0,8. Mentre si aspetta il decollo dell’indiano Guruji e la partenza del franco-tedesco Quaero.

’Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, è ritornato sul significato del termine ”inflazione prevedibile” contenuto nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma dei contratti. «L’Istat non puo’ continuare - ha detto - a permettere che i suoi dati siano falsati, il meccanismo di formazione del paniere è da rivedere. Proprio quegli elementi su cui è più forte la tempesta inflattiva sono stati sterilizzati all’interno del paniere al punto tale che si ha più che il sospetto che il 2,9 per cento, dato di per sé preoccupante, non corrisponda esattamente al livello di inflazione che abbiamo».

Fiere, l’Italia al secondo posto in Europa È stato presentato a Roma il calendario degli eventi fieristi del 2008 e sono stati resi noti i dati dell’Osservatorio Fiere CermesBocconi. Dal 1985 a oggi l’Italia è passato ad ospitare da 150 a oltre 190 manifestazioni fieristiche di livello internazionale. Rispetto al resto d’Europa, il nostro Paese occupa il 25 per cento della quota di mercato e siamo al secondo posto rispetto alla Germania, con il 37 per cento.

Le case più care a Firenze Sono circa 30 milioni le abitazioni censite dall’Agenzia del Territorio, che insieme a box auto e capannoni industriali fanno un totale oltre 60milioni di unità immobiliari. Insomma più di una casa per ogni abitante. Nella classifica per valore medio di mercato Firenze è al top con 384mila euro, mentre ultima in classifica è Catania dove una ”casa media” ha un valore di 159mila euro. L’Agenzia del Territorio continua intanto la sua ’mappatura’ del nostro patrimonio immobiliare che, entro l’anno, dovrebbe portare ad avere un quadro completo del patrimonio complessivo.

La Fed: l’inflazione destinata a rientrare Il presidente della Fed, Ben Bernanke, nel corso dell’audizione al Senato riferendosi alla situazione dei prezzi ha dichiarato: «L’andamento dell’ inflazione negli Usa dovrebbe segnare una flessione rispetto ai tassi di crescita attuali, mentre a tutt’oggi le aspettative di dinamica dei prezzi al consumo sul lungo termine sono rimaste ragionevomente ben salde».

Bce, troppo incertezza per la crescita La Bce lancia l’allarme: l’incertezza riguardo alle prospettive di crescita di Eurolandia ”è insolitamente elevata” e i rischi per l’economia ”sono stati confermati al ribasso”, anche se ribadisce che i fondamentali dell’economia ”restano solidi”.

2008_02_15  

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