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Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.. (Lc 1,26-38)

Meditazione:

Primo Giorno

Il Natale della Fede Introduzione: Dall'incarnazione di Gesù risuona un messaggio, lanciato a tutta l'umanità, pieno di speranza: Dio è fedele alle sue promesse, ad esse Egli non verrà mai meno. La Chiesa, sposa di Cristo, nonostante le umane miserie, sarà da Dio sempre amata. Questo è un invito ad accogliere con fede e con amore la «Parola vivente» che è Cristo Signore.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 26

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a

Il Bambino che giace nella greppia, avvolto in poche fasce, è il Verbo eterno di Dio, è il rivelatore del Padre, il Salvatore del mondo. Quel Bambino ci dice che Dio si è fatto uomo perché ha amato l'umanità e ha voluto salvarla. Non possiamo essere veri discepoli di Gesù se non restiamo, come Maria, in ascolto della volontà del Padre. Per tutti Maria è modello di fede e di disponibilità; è immagine della Chiesa che è chiamata a fare la volontà del Signore. Vigilanti nella preghiera, lieti nel ringraziamento, impariamo da lei ad essere generosi nel compimento della volontà di Dio, pronti ad accogliere il Signore che viene con fede, la quale non è semplice nozione di Cristo, ma è una forma misteriosa e vitale di incontro con lui. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: Questo giorno ha fatto gioire, Signore, i re, i sacerdoti e i profeti, poiché in esso si compirono le loro parole, avvennero proprio tutte. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. La vergine infatti ha oggi partorito l'Emmanuele a Betlemme. La parola proferita da Isaia è divenuta oggi realtà. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. Là è nato colui che nel Libro enumera i popoli. Del salmo cantato da Davide c'è oggi il compimento. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania I, 1-3)

I Padri ci parlano: Cristo Signore è in eterno senza inizio presso il Padre; eppure tu puoi chiedere oggi: che è? È il Natale. Di chi? Del Signore. Ma è nato il Signore? Sì. Il Verbo che era in principio, Dio presso Dio, è dunque nato? Sì. Se egli non avesse avuto una generazione umana, noi non saremmo mai pervenuti alla rigenerazione divina. Egli è nato perché noi rinascessimo. Cristo è nato: nessuno esiti a rinascere. È stato generato, ma non per essere rigenerato. Chi ha necessità infatti di essere rigenerato, se non colui la cui generazione è dannata? Così si è diffusa nei nostri cuori la sua misericordia. Sua madre lo portò nel seno: e noi portiamolo nel cuore. La Vergine si è fatta gravida all'incarnazione del figlio: e i nostri cuori siano gravidi della fede di


Cristo. La Vergine partorì il Salvatore: la nostra anima partorisca la salvezza, partoriamo la lode. Non restiamo sterili: le nostre anime siano feconde per Dio. (Agostino, Discorso 189,3)

In preghiera: Si allietino i cieli ed esulti la terra, si rallegrino i monti nella gioia. Perché verrà il Signore, nostro Dio, e avrà misericordia dei suoi poveri. O cieli, stillate rugiada e le nubi piovano il Giusto, si apra la terra e germogli il Salvatore. Vieni a liberarci, Signore, Dio dell'universo, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi. Vieni, Signore, a visitarci nella pace e saremo lieti davanti a te di gioia perfetta. Dispiega la tua potenza, o Signore, e donaci la salvezza. Vieni, Signore, non tardare, perdona i peccati del tuo popolo. Vieni e mostraci il tuo volto, Signore, che siedi nell' alto dei cieli.

Gesù il Dio fatto uomo Dio si è fatto uomo! Aver fede nell'Incarnazione significa in primo luogo . credere fermamente nella Provvidenza divina. Dio infatti ha manifestato concretamente il suo amore per l'umanità inserendosi in essa, come uomo e come salvatore: «In questo sta l'amore - scrive san Giovanni - non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ci ha mandato il suo Figlio come mezzo di espiazione per i nostri peccati». La commemorazione del Natale ritorna e continua a sottolineare che il «Verbo si è fatto carne» per illuminare l'umanità circa il suo vero destino e circa la presenza dell'amore divino nelle vicende della storia. Aver fede nell'Incarnazione significa poi amare l'uomo, chiunque egli sia, come creatura di Dio. Il fatto stesso che Dio abbia voluto farsi «uomo», significa chiaramente quanto egli lo ami, lo stimi, lo valuti. Infine, aver fede nell'Incarnazione significa ancora soccorrere ogni persona per salvarla. Per questo infatti Gesù è nato nella capanna di Betlemme ed è morto sulla croce. «Dio ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati ci ha fatti rivivere in Cristo: per grazia siete stati salvati". Questo deve essere l'intento di ogni vero cristiano. La nostra viva fede nel Dio che si è fatto uomo deve riaccendere nel nostro cuore un intenso amore per lui così da servirlo con generosità per tutti i nostri giorni. (Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Ascoltaci, Signore. - Perché tutti gli uomini riconoscano in Cristo l'inviato del Padre … - Perché il Natale del Signore sia per tutti una festa di fede … - Perché il Natale ravvivi l'interesse per i valori dello spirito … - Perché la nostra fede sia più viva e operosa … - Perché si riconosca in Gesù l'unico vero maestro …

Orazione finale: Salga a te, o Padre, la preghiera del tuo popolo, perché nell'attesa fervida e operosa si prepari a celebrare con vera fede il grande mistero dell'incarnazione del tuo unico figlio. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di essere nel mondo i testimoni della fede. Amen.


Meditazione:

Secondo Giorno

Il Natale della Speranza Introduzione: L'uomo di oggi, nonostante la luce di verità e lo stimolo di grazia portati da Gesù nel mondo, si trova ancora a dover affrontare le infinite difficoltà della tentazione, del dubbio, della stanchezza, dell'angoscia e della paura del domani… ma sostenuto dalla speranza della fede, con le parole dell'Apostolo, può ancora oggi ripetere: «Tutto posso in Colui che mi dà la forza» (Fil 4,13).

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Giuseppe è un artigiano, un lavoratore, un uomo che, cercando di attuare nella sua vita la giustizia verso Dio e verso gli altri, accoglie il non facile compito che Dio gli affida nella storia della salvezza. Egli sa fidarsi di Dio, della sua fedeltà alle promesse, sperare in lui. Sa adattare il suo progetto di vita al progetto più grande e più difficoltoso che Dio gli manifesta. Giuseppe diventa così un esempio concreto per tutti noi: come Maria, è anch'egli modello di servizio disinteressato e di fiducia incrollabile in Dio. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: Si è levata la luce del regno in Efrata, città dei re. Della benedizione pronunciata da Giacobbe c'è oggi il compimento. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. L'albero della vita fa giungere la speranza ai mortali. Della parabola celata di Salomone c'è oggi l'interpretazione. Gloria a te, figlio del nastro Creatore. Oggi è nato un bimbo, il suo nome è Meraviglia. È proprio una meraviglia di Dio che si sia manifestato come un infante. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania I, 7-9)

Lettura: 18

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. (Mt 1,18-21.24-25)

I Padri ci parlano: Oggi il nostro Salvatore è nato: esultiamo! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia dell'eternità. Nessuno è escluso da questo gaudio: il motivo della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita. Deponiamo dunque «l'uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4,22) e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunciamo alle opere della carne. (Leone Magno, Sermone 21)


In preghiera: Splendore della gloria del Padre, che illumini ogni vivente, vieni, Signore Gesù. Sapienza della bocca dell'Altissimo, che tutto disponi con dolcezza, vieni, Signore Gesù. O sole di giustizia, che rischiari chi giace nelle tenebre, vieni, Signore Gesù. Pastore del gregge d'Israele, che rimetti gli sbandati sul cammino, vieni, Signore Gesù. O giudice d'ogni mortale, che condanni e dai la vita, vieni, Signore Gesù. O chiave di Davide, che ci apri le porte del cielo, vieni, Signore Gesù. Emmanuele, nostro Signore e nostra guida, redentore dai popoli atteso, vieni, Signore Gesù. Primogenito delle creature e capo del corpo della Chiesa, vieni, Signore Gesù. O re delle genti, che riconcili il mondo diviso, vieni, Signore Gesù. .

Gesù il Dio che salva Il mistero del Natale fa risuonare nei nostri orecchi il cantico, col quale il cielo vuol far partecipare la terra al grande avvenimento dell'Incarnazione: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». La pace è annunciata per la terra. Non è una pace che gli uomini riescano a conquistare con le loro forze. Essa viene dall’alto, è un dono di Dio. Non possiamo dimenticare che, se tutti dobbiamo lavorare per l'instaurazione della pace nel mondo, prima di tutto dobbiamo aprirci al dono divino della pace, ponendo la nostra completa fiducia nel Signore. Secondo il cantico di Natale, la pace promessa alla terra è legata all'amore che Dio porta agli uomini. La nascita di Gesù è la testimonianza definitiva della benevolenza divina, che non sarà mai più ritirata dall'umanità. Questa nascita manifesta la divina volontà di riconciliazione: Dio desidera riconciliarsi il mondo peccatore. Già nell'annuncio della nascita l'angelo aveva espresso questa volontà riconciliatrice, indicando il nome che doveva portare il bambino: Gesù, ossia “Dio salva”. Gesù è colui che libera l'umanità dalla schiavitù del peccato e che perciò ristabilisce le relazioni amichevoli dell’uomo con Dio.

Qui appare la grandiosità generosa del piano divino di salvezza. Il Padre ha mandato il proprio Figlio, che è Dio come lui. Il Padre ha voluto testimoniare all’umanità il massimo d’amore e ha fatto la sorpresa di darle un Salvatore. Che Gesù sia il Dio Salvatore fatto uomo, significa che ormai nell'uomo nulla è perduto. Tutto quello che era stato ferito, macchiato dal peccato può rivivere e fiorire. Questo spiega come la grazia cristiana favorisca il pieno esercizio di tutte le facoltà umane. Riconciliando l'uomo con Dio, la fede cristiana tende a promuovere tutto quello che è umano. Possiamo, dunque, unirci al canto risuonato sulla grotta di Betlem, e professare con gli angeli: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». (Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Signore, noi ti preghiamo - Per coloro che non credono, non sperano, non amano… - Per coloro che sono in cerca della verità… - Perché i sofferenti e i poveri trovino in Gesù che nasce conforto e speranza… - Perché nessuno si lasci schiacciare dal peso delle prove… - Perché gli ammalati non perdano mai la speranza della guarigione…

Orazione finale: Dio onnipotente, che ci chiami a preparare le vie al Cristo Signore, fa’ che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del medico celeste, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di essere nel mondo i testimoni della speranza. Amen.

Tratto da “Emanuele Vincenti, Cerchiamo la stella,Elledici”


Meditazione:

Terzo Giorno

Il Natale della Carità Introduzione: Attendere e accogliere Gesù che viene significa saperlo riconoscere e accogliere nell'incontro con gli altri, nel servizio caritatevole e disinteressato dei fratelli. Gesù viene ancora in te e verso di te attraverso il fratello e la sorella che ci vive accanto… Accogliere Gesù vuol dire “Amare come Lui ci ama”.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 39

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc 1,39-45)

La Vergine Maria, appena riceve Gesù nel grembo, sente il bisogno di portarlo al mondo, attraverso l'espressione della carità. Elisabetta è la prima a fame 1'esperienza e perciò loda la fede di Maria. L'amore non solo permette di riconoscere l'autenticità della fede, ma è fonte della fede. È nell'incontro fatto di servizio umile e disinteressato che per Maria si manifesta la venuta ormai prossima del Salvatore e sentendosi dentro la storia, amata e salvata da Dio, prorompe in un canto di gioia e riconoscenza. La bocca parla dalla pienezza del cuore. Per questo i veri segni del Natale non sono quelli offerti dal chiasso e dal consumo egoistico delle cose, ma sono servizio disinteressato e generoso. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: In questo giorno di perdono non vendichiamo le offese. In questo giorno di gioie non distribuiamo dolori. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. In questo giorno mite non siamo violenti. In questo giorno quieto non siamo irritabili. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. In questo giorno della venuta di Dio presso i peccatori, non si esalti, nella propria mente, il giusto sul peccatore. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania I, 90-92)

I Padri ci parlano: L'incarnazione del nostro Salvatore costituisce l'attestato più eloquente della sua premura nei confronti degli uomini. Non è il cielo, infatti, né la terra, né il mare, né l'aria, né il sole, né la luna, non sono le stelle né tutte le opere della creazione, visibili ed invisibili, chiamate all'esistenza da una semplice parola o, meglio, dalla sua volontà manifestata attraverso la parola; non è tutto questo, dicevo, che dimostra adeguatamente l'immensa bontà del Salvatore, quanto, piuttosto, il fatto che lo stesso unigenito Figlio di Dio, splendore della sua gloria e impronta della sua sostanza, che esisteva fin dal principio, e si trovava presso Dio, ed era egli stesso Dio e da lui è stata creata ogni cosa assunse l'aspetto di uno schiavo per somigliare all'uomo ed assumerne la sembianza esteriore, per mostrarsi sulla terra e vivere in mezzo agli uomini, per prendere su di sé le nostre infermità e sostenere i nostri mali. (Teodoreto di Ciro, La provvidenza divina 10).


In preghiera: O Sapienza, che esci dalla bocca dell'Altissimo, ti stendi da un estremo all’altro e disponi tutto con forza e soavità, vieni a insegnarci la via della prudenza. Vieni, Signore Gesù. O Signore nostro, guida della casa d'Israele, che apparisti a Mosè nel roveto ardente e gli desti la legge sul Sinai, vieni a redimerei con braccio potente. Vieni, Signore Gesù O Radice di lesse, innalzata quale segno per i popoli, dinanzi a te i potenti stanno a bocca chiusa e le genti ti invocano, vieni a liberarci e non tardare. Vieni, Signore Gesù O Chiave di Davide e scettro della casa d'Israele, tu apri e nessuno chiuderà, chiudi e nessuno potrà aprire, vieni e libera dal carcere il prigioniero tenuto al buio e in pericolo di morte. Vieni, Signore Gesù O Stella del mattino, splendore di luce eterna e sole di giustizia, vieni e libera chi giace nelle tenebre e nell’ombra della morte. Vieni, Signore Gesù O Re delle genti e loro invocazione, pietra angolare che stringi le due parti in unità, vieni e salva l'uomo che creasti dalla polvere. Vieni, Signore Gesù O Emmanuele, nostro re e legislatore, aspettato dai popoli e loro salvezza, vieni a salvarci, Signore Dio nostro. Vieni, Signore Gesù

Gesù, Luce del mondo Il Natale è veramente la festa della luce divina, che illumina la nostra singola esistenza e l'intera storia umana, proiettandole in una visione trascendente ed eterna. L'evangelista san Giovanni, spiegando la missione del Battista, il precursore, afferma che egli «doveva rendere testimonianza alla luce», perché «veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo», Gesù. Ecco perché si mettono tante luci nel presepio, simbolo della nuova vita di grazia portata da Gesù. «La notte mi si è cambiata in luce - diceva sant’Agostino - poiché era proprio notte quando disperavo di poter traversare un mare così immenso, di percorrere una via così lunga e, perseverando fino alla fine, raggiungere il traguardo ... Infatti, finché dura la vita presente, è notte; e come si è rischiarata questa notte? Con la venuta di Cristo. Cristo assunse una carne terrena e così illuminò la nostra notte». Ringraziamo il divin Redentore per il dono della luce!

Ringraziamo il Salvatore per il dono della grazia! Ringraziamo il Signore per il dono della salvezza! Il vero discepolo di Cristo trascorre il Natale nella grazia di Dio, nella letizia spirituale, nella fraternità, aprendo il cuore anche alla carità verso coloro che pure in questa circostanza soffrono il freddo, la fame, la mancanza di amore e di calore umano, poiché «se camminiamo nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri». La gioia che proviene dalle certezze che Cristo ha portato non deve mai essere disgiunta dalla partecipazione alle pene di tanti nostri fratelli. Accogliamo nel nostro cuore Gesù Bambino con lo stesso trepidante amore di Maria e di san Giuseppe. (Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Vieni, Signore Gesù - Ad accrescere in noi l'amore per te… - Perché siamo generosi con chi attende il nostro aiuto… - Perché ciascun uomo vinca il desiderio di primeggiare sugli altri… - Perché in tutti sia vivo il senso della giustizia… - Perché siano difesi coloro che subiscono oppressioni…

Orazione finale: O Dio, che hai rivelato al mondo con il parto della Vergine lo splendore della tua gloria, concedi al tuo popolo di venerare con fede viva e di celebrare con sincero amore il grande mistero dell'incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di essere nel mondo i testimoni della speranza. Amen.


Meditazione:

Quarto Giorno

Il Natale della Pace Introduzione: Il Natale è invito alla povertà vera che è distacco dalle cose, giustizia nell'amore, accoglienza di Dio e attaccamento alla sua umile presenza nella vita quotidiana, capacità di stimare le persone più di quanto possiedono, impegno ad amare gli altri con coraggio e semplicità e a vivere con essi in pace e fraternità.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Il canto melodioso degli angeli sulla grotta di Betlemme è un canto di pace. La pace è prima di tutto un dono che viene dall'alto e come tale è pienamente vissuto nella proporzione con cui è accolto. Solo quando si è in pace con Dio, ci sarà pace con i fratelli. La pace che dobbiamo accogliere dal Natale è la pace del cuore, è quello stato d'animo di giustizia, di bontà, di serenità, che ci rende rispettosi e benevoli verso tutti.. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: In questo giorno, nel quale si è fatto povero per noi il Ricco, anche il ricco renda partecipe il povero della sua tavola. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. In questo giorno è venuto fuori per noi il dono, anche se non l'avevamo domandato. Noi allora diamo elemosine a coloro che ce le domandano a piena voce. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. Questo è il giorno che ha aperto per noi la porta dell'alto alle nostre preghiere. Anche noi apriamo le porte a quelli che chiedono, che hanno sbagliato e poi hanno supplicato. Gloria a te, figlio del nostro Creatore. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania I, 94-96)

Lettura:

I Padri ci parlano:

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cielie sulla terra pace agli uomini, che egli ama». (Lc 2,8-14)

Celebriamo pertanto il Natale del Signore con una numerosa partecipazione e un'adeguata solennità. Esultino gli uomini, esultino le donne: Cristo è nato uomo, è nato da una donna; ambedue i sessi sono stati da lui onorati. Si trasformi nel secondo uomo chi nel primo era stato precedentemente condannato. Una donna ci aveva indotti alla morte; una donna ci ha generato la vita. È nata una carne simile a quella del peccato, perché per suo mezzo venisse mondata la carne del peccato. Non venga condannata la carne ma, affinché la natura viva, muoia la colpa. È nato Cristo senza colpa perché in lui possa rinascere chi era nella colpa. (Agostino, Discorso 184, 2-5).

8


In preghiera:

Intercessione:

Si allietino i cieli ed esulti la terra, si rallegrino i monti nella gioia. Perché verrà il Signore, nostro Dio, e avrà misericordia dei suoi poveri. O cieli, stillate rugiada e le nubi piovano il Giusto, si apra la terra e germogli il Salvatore. Vieni a liberarci, Signore, Dio dell'universo, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi. Vieni, Signore, a visitarci nella pace e saremo lieti davanti a te di gioia perfetta. Dispiega la tua potenza, o Signore, e donaci la salvezza. Vieni, Signore, non tardare, perdona i peccati del tuo popolo. Vieni e mostraci il tuo volto, Signore, che siedi nell' alto dei cieli.

Diciamo insieme: Noi ti preghiamo, Signore. - Perché tutti gli uomini siano costruttori di pace… - Perché ci si educhi alla bontà e al perdono… - Perché la pace regni nei nostri cuori… - Perché i popoli in guerra facciano pace tra loro… - Perché con il Natale fiorisca nel mondo la civiltà della giustizia e dell' amore…

Gesù, accolto e amato «Il Signore è vicino!» ci ripete la liturgia con accenti sempre più vibranti e commossi, in questi giorni. Sinceramente dobbiamo dire che, se il cuore si allieta per questo annunzio, la mente si pone questa domanda: perché viene a noi il Signore? Viene a noi perché vuole che «tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità». Egli vuole che ogni uomo diventi partecipe della sua verità, del suo amore, del suo mistero, affinché possa prendere parte della sua stessa vita divina. Che meraviglioso destino! Vivere di Dio e con Dio sempre, per essere felici in eterno insieme a lui! Dio, però, non vuole che gli uomini siano salvi e felici in maniera incosciente o per forza, ma richiede la nostra cosciente e libera collaborazione, ossia ci propone una scelta, esige da noi una prova di fedeltà. L'avvento ci dice che il Signore viene «per noi e per la nostra salvezza», cioè per liberarci dal peccato, per ridonarci la sua amicizia, per illuminare con la sua luce la nostra mente e riscaldare col suo amore il nostro cuore. Gesù è prossimo a venire: nella notte di Natale andiamo incontro a lui per dirgli il nostro sincero e commosso «grazie», chiedendogli la forza di mantenerci sempre lontani dal male e di rimanere costantemente fedeli al suo infinito amore. Il Natale è ormai vicino. Tutti dobbiamo attendere il Signore ed essere pronti a riceverlo come si deve: con fede, con impegno, con gioia. Quando egli nacque a Betlemme, i primi ad accoglierlo e a rendergli omaggio furono dei pastori vigilanti; così scrive Luca: «Alcuni pastori vegliavano di notte, facendo la guardia al loro gregge». Questo è l'atteggiamento giusto, necessario a tutti. (Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Orazione finale: Venga a noi il dono della tua pace, o Padre, perché siamo pronti a correre con le lampade accese incontro al tuo Figlio che viene. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di essere nel mondo i testimoni della speranza. Amen.


ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». (Lc 1,46-55)

Quinto Giorno

Il Natale della Gioia Introduzione: Il Natale è avvolto da un alone di letizia. Gioia, speranza, esultanza sono i veri frutti di quest'annuncio che si ripete ogni anno. In Dio tutto è gioia perché tutto è dono. Impariamo a donare per essere sempre più ricchi di gioia.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 46

Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 48 perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 49 Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; 50 di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 53 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. 54 Ha soccorso Israele, suo servo,

Meditazione: Nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore. L’annuncio di gioia recato dall'angelo, nella notte di Natale, è davvero per tutto il popolo, per quello di Israele che attendeva con ansia un salvatore, come per il popolo innumerevole di tutti coloro che, con il passare degli anni, ne accoglieranno il messaggio e si sforzeranno di viverlo. Quanto più accogliamo con amore il messaggio del Salvatore per incarnarlo nella vita di ogni giorno, tanto più nel nostro cuore esploderà la gioia, perché Cristo Signore è la pienezza della vita e quindi anche la pienezza della gioia. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: Benedetto il messaggero venuto portando una grande pace. La misericordia del Padre egli ha chinato verso di noi, i nostri peccati invece non ha fatto salire verso di lui. Ha fatto riconciliazione tra quella signoria e i suoi possedimenti. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. Degno di lode, il sapiente, che ha alleato e unito divinità e umanità. Una dalle altezze e l'altra dalle profondità, ha mescolato le due nature come colori ed ecco un'immagine: il Dio-uomo. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania VIII, 1-2)

I Padri ci parlano: Cristo è nato: rendetegli gloria! Cristo è disceso dai cieli: andategli incontro! Cristo è qui sulla terra: siatene fieri! Cantate al Signore da ogni angolo della terra! (Sal 95,1). Per esprimere, anzi, due concetti in una sola volta: Si allietino i cieli ed esulti la terra (Sal 95,11), nel nome di colui che sta nei cieli, cioè, e, poi, per il fatto che sia disceso sulla terra. Cristo si è incarnato: tremate ed esultate; il timore è per il peccato, la gioia per la speranza. Cristo è nato dalla Vergine! Oggi celebriamo la nostra festa: la venuta di Dio tra gli uomini, che ci consentirà di raggiungere Dio o, per dir meglio, di ritornare a lui, dopo aver deposto l'uomo


vecchio ed esserci rivestiti del nuovo. Allo stesso modo come, nell'Adamo vecchio, siamo morti, così, nel Cristo, vivremo: nati, crocefissi, sepolti e risorti con lui. Una bella trasformazione, infatti, deve aver luogo dentro di me, in seguito alla quale, come dai piaceri son scaturite le sofferenze, così queste ultime divengano fonte di gioia. (Gregorio di Nazianzo, La nascita di Cristo 1,4)

In preghiera: Splendore della gloria del Padre, che illumini ogni vivente, vieni, Signore Gesù. Sapienza della bocca dell'Altissimo, che tutto disponi con dolcezza, vieni, Signore Gesù. O sole di giustizia, che rischiari chi giace nelle tenebre, vieni, Signore Gesù. Pastore del gregge d'Israele, che rimetti gli sbandati sul cammino, vieni, Signore Gesù. O giudice d'ogni mortale, che condanni e dai la vita, vieni, Signore Gesù. O chiave di Davide, che ci apri le porte del cielo, vieni, Signore Gesù. Emmanuele, nostro Signore e nostra guida, redentore dai popoli atteso, vieni, Signore Gesù. Primogenito delle creature e capo del corpo della Chiesa, vieni, Signore Gesù. O re delle genti, che riconcili il mondo diviso, vieni, Signore Gesù. .

La grotta di Betlemme Gesù è nato la notte di Betlemme in una stalla e deposto in una mangiatoia. È diventato povero: povero nella notte di Betlemme, povero nella casa di Nazaret, spogliato di ogni cosa nell'ora della sua morte sulla croce. Lui solo ha potuto dire: «Beati i poveri …». L'ha potuto dire perché lui solo sapeva di quanta povertà avesse bisogno l'uomo per poter diventare ricco della ricchezza che Dio dona al cuore umano. La Chiesa, che cammina attraverso un mondo, nel quale esiste tanta disuguaglianza, oppressione, violenza, che cammina attraverso un mondo diviso tra il Sud e il Nord, si pone davanti al Bambino che giace in una mangiatoia.

In Gesù, che si è fatto povero per noi, noi desideriamo ritrovare di nuovo la forza della beatitudine dei poveri - dei poveri in spirito -, dei quali è il regno dei cieli! Con la forza di questa beatitudine dobbiamo lavorare per trasformare gli uomini e le società, così da costruire «la nuova terra e i nuovi cieli», in cui abitano la giustizia e la pace. Profondamente consapevoli di questa missione e forti della verità della beatitudine, pronunciata da Gesù con la sua nascita in una grotta, affermiamo la nostra solidarietà con tutti i poveri del mondo, con tutti gli uomini che soffrono. Davanti al Verbo eterno che ha voluto nascere nello squallore di una stalla, rinnoviamo la nostra scelta preferenziale per i poveri. (Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Venga il tuo regno, Signore. - Perché a tutti sia portata la gioia della salvezza… - Perché i cristiani siano seminatori della vera gioia… - Perché la gioia della grazia divina sia in tutti i cuori… - Perché il Natale porti conforto ai cuori più sconsolati… - Perché ci sia per tutti un po' di gioia…

Orazione finale: O Dio, padre degli umili e dei poveri, che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gioia del tuo Regno, mostraci la tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso, per preparare la via al Salvatore che viene. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di essere nel mondo i testimoni della speranza. Amen.


Meditazione:

Sesto Giorno

Il Natale della Vita Introduzione: La nascita di Gesù è esplosione di vita, comunione a tutti i livelli: gioia degli angeli esultanti, comunione degli uomini che si ritrovano fratelli. Attorno a Gesù il Cristo, si realizza la comunione del Cielo e della Terra: Natale è armonia fra gli uomini e con Dio, che dona a tutti noi la Sua Vita.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 1

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di. Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. (Lc 2,1-7)

L'uomo non ringrazia mai a sufficienza il Signore per il dono della vita: un dono mirabile, il dono più meraviglioso, ma anche il più delicato, come contenuto in un vaso di creta. L'impegno della Chiesa è quello di aspirare ad un'umanità rinnovata, guidata verso uno sviluppo ordinato e armonioso, che celebri la vita, ne difenda e promuova il valore e la educhi alla sua vocazione soprannaturale. In Gesù che nasce, l'uomo deve modellare la sua vita, in modo da risolvere in lui i suoi problemi e in lui trovare la pienezza della felicità. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: Benedetto il clemente! Vedendo la lancia, presso il paradiso, sbarrare la strada verso l'albero della vita, venne a prendere un corpo che sarebbe stato colpito dalla lancia: mediante l'apertura del suo fianco egli avrebbe aperto la via che conduce al paradiso. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. Degno di lode, il clemente, che non ha fatto uso di durezza, che senza violenza, con sapienza ha trionfato, per dare un modello agli uomini, affinché per mezzo di forza e di sapienza potessero vincere, con sagacia. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania VIII, 4-5)

I Padri ci parlano: Un miracolo nuovo Dio ha compiuto tra gli abitanti della terra: egli che misura il cielo con la spanna, giace in una mangiatoia d'una spanna; egli che contiene il mare nel cavo della mano conobbe la propria nascita in un antro. Il cielo è pieno della sua gloria e la mangiatoia è piena del suo splendore. Mosè desiderò contemplare la gloria di Dio, ma non gli fu possibile vederla come aveva desiderato. Potrebbe oggi venire a vederla, perché giace nella cuna in una grotta. Allora nessun uomo sperava di vedere Dio e restare in vita; oggi tutti coloro che l'hanno visto sono sorti dalla seconda morte alla vita. (Efrem il Siro, Inno per la nascita di Cristo 1)


In preghiera: O Sapienza, che esci dalla bocca dell'Altissimo, ti stendi da un estremo all’altro e disponi tutto con forza e soavità, vieni a insegnarci la via della prudenza. Vieni, Signore Gesù. O Signore nostro, guida della casa d'Israele, che apparisti a Mosè nel roveto ardente e gli desti la legge sul Sinai, vieni a redimerei con braccio potente. Vieni, Signore Gesù O Radice di lesse, innalzata quale segno per i popoli, dinanzi a te i potenti stanno a bocca chiusa e le genti ti invocano, vieni a liberarci e non tardare. Vieni, Signore Gesù O Chiave di Davide e scettro della casa d'Israele, tu apri e nessuno chiuderà, chiudi e nessuno potrà aprire, vieni e libera dal carcere il prigioniero tenuto al buio e in pericolo di morte. Vieni, Signore Gesù O Stella del mattino, splendore di luce eterna e sole di giustizia, vieni e libera chi giace nelle tenebre e nell’ombra della morte. Vieni, Signore Gesù O Re delle genti e loro invocazione, pietra angolare che stringi le due parti in unità, vieni e salva l'uomo che creasti dalla polvere. Vieni, Signore Gesù O Emmanuele, nostro re e legislatore, aspettato dai popoli e loro salvezza, vieni a salvarci, Signore Dio nostro. Vieni, Signore Gesù..

Gesù, vita e salvezza degli uomini La Parola del Padre si fa carne e pone la sua abitazione fra di noi. Viene per l'uomo. Per ogni uomo. «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna ... perché ricevessimo l'adozione a figli». Come spesso hanno rilevato i Padri e i teologi antichi, Dio si fa uomo perché l'uomo diventi Dio. Il prossimo Natale sarà quell' «oggi» che non tramonterà mai più, finché sulla terra nascerà un uomo, che porta stampata nella persona, al di là della sua fragilità di creatura terrena, la regale immagine e somiglianza con Dio, la dignità di figlio del Padre, di redento da Cristo. Per questo Gesù nasce, in quest'oggi del Natale, che così bene commenta uno scrittore orientale: «In questo giorno è nato il Signore, vita e salvezza degli uomini. Oggi si è operata la riconciliazione della divinità con l'umanità, e dell'umanità con la divinità ... Oggi ha avuto luogo la morte della tenebra e la vita dell'uomo. Oggi una via si è aperta per gli uomini verso Dio e una via di Dio verso l'anima ...

Prima infatti tutto il creato lanciò un grido, trascinato verso la corruzione della caduta di Adamo, che di quelle realtà era re. Ma il Signore è venuto a rinnovare, come conviene, la vera immagine di Dio e a ricrearla ... Oggi si compie l'unione, la comunione e la riconciliazione tra le realtà celesti e quelle terrene: Dio e uomo». Nasce il Redentore dell'uomo. Nasce con lui l'umanità. (Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Ti preghiamo, ascoltaci. - Perché si ami, si accolga, si custodisca e si difenda la vita… - Perché nessuno osi attentare alla dignità della persona… - Perché si riconosca il carattere sacro della famiglia… - Perché tutti i cristiani siano veri discepoli di Cristo… - Perché il Natale porti in tutti i cuori un grande amore per la Parola…

Orazione finale: O Dio, fonte della vita e della gioia, rinnovaci con la potenza del tuo Spirito perché corriamo sulla via dei tuoi comandamenti, e portiamo a tutti gli uomini il lieto annuncio del Salvatore che viene. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di essere nel mondo difensori della vita. Amen.


Amare significa volere il bene, aderire al bene. Dio vuole la salvezza dell'uomo, ma questa salvezza non si realizza senza la nostra collaborazione, senza il nostro quotidiano impegno di santificazione. (Emanuele Vincenti)

Settimo Giorno

Il Natale della Salvezza Introduzione: Natale è la certezza della salvezza, apportata all’uomo dal Figlio di Dio e figlio della Vergine; è la consolazione della visita che il Verbo del Padre fa all'umanità, finalmente vicina alla liberazione dal peccato e dalla schiavitù del maligno. A volte ci sentiamo indegni di amore… ma Dio ben oltre ogni merito ci ama e ci salva, nel Figlio Gesù che ci permette di riabbracciare il Padre.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 33

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e. la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». (Lc 2,33-35) 34

Meditazione: La presenza di Dio tra gli uomini è una presenza salvifica. Essa è la sorgente del rinnovamento dello spirito mediante l'amore. La vicinanza di Dio, il suo essere prossimo agli uomini, manifesta il suo amore e lo attua. Dio, infatti, che vuole tutti salvi, chiama l'uomo alla conversione, al rinnovamento della vita. La salvezza dell'uomo è strettamente legata alla santità di Dio, poiché dipende dal suo eterno, infinito amore.

Responsorio: Beato il tuo gregge: tu sei la sua porta, tu sei il suo bastone. Tu sei il suo pascolo, tu sei la sua bevanda. Tu sei il suo pilota e colui che lo visita, o unigenito, che hai fruttificato e sovrabbondato in ogni genere di soccorso. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. Vennero gli agricoltori e si prostrarono di fronte all'agricoltore della vita. Profetizzarono su di lui, pieni di gioia. «Benedetto l’Agricoltore dal quale sarà lavorata la terra del cuore! Raccoglierà il suo grano nei granai della vita». Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania VIII, 6-7)

I Padri ci parlano: Tu vuoi sapere il motivo per il quale Dio è nato tra gli uomini? Ebbene, se tu eliminassi dalla vita i benefici che hai ricevuto da Dio, non potresti certo più indicare le cose attraverso le quali riconosci Dio. Noi riconosciamo la sua opera, infatti, proprio per il tramite di quei benefici di cui veniamo gratificati: è osservando ciò che accade, appunto, che noi individuiamo la natura di chi compie l'opera. Se, dunque, l'indizio e la manifestazione tipica della natura divina sono rappresentati dalla benevolenza di Dio nei confronti degli uomini, ecco che tu hai la risposta che chiedevi, il motivo, cioè, in base al quale Dio è venuto tra gli uomini. La nostra natura, infatti, afflitta com'era da una malattia, aveva bisogno di un medico. L'uomo che era caduto, aveva bisogno di chi lo rimettesse in piedi. Chi aveva perduto la vita, aveva bisogno di chi la vita gli restituisse. Occorreva, a chi aveva smesso di compiere il bene, qualcuno che sulla via del bene lo riconducesse. Invocava la luce, chi era prigioniero delle tenebre. (Gregorio di Nissa, Grande Catechesi 14-15)


In preghiera:

Intercessione:

Si allietino i cieli ed esulti la terra, si rallegrino i monti nella gioia. Perché verrà il Signore, nostro Dio, e avrà misericordia dei suoi poveri. O cieli, stillate rugiada e le nubi piovano il Giusto, si apra la terra e germogli il Salvatore. Vieni a liberarci, Signore, Dio dell'universo, mostraci il tuo volto e noi saremo salvi. Vieni, Signore, a visitarci nella pace e saremo lieti davanti a te di gioia perfetta. Dispiega la tua potenza, o Signore, e donaci la salvezza. Vieni, Signore, non tardare, perdona i peccati del tuo popolo. Vieni e mostraci il tuo volto, Signore, che siedi nell' alto dei cieli.

Diciamo insieme: Vieni, Signore, non tardare. - Perché tutti riconoscano in Gesù il salvatore del mondo… - Perché nessuno comprometta la salvezza della propria anima… - Perché ogni cristiano riconosca di aver sempre bisogno di conversione… - Perché gli ammalati siano consolati… - Per coloro che soffrono nel corpo e nello spirito…

Gesù si fa dono all’uomo «Si sono manifestati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini». Con queste parole l’apostolo annunzia il mistero del Natale. E san Giovanni: «Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito». È apparsa la Grazia. Che cos'è la Grazia? La Grazia è il manifestarsi di Dio, l'aprirsi e donarsi di Dio all'uomo. La Grazia è Dio quale «Padre nostro». È il Figlio di Dio quale Figlio della Vergine. È lo Spirito Santo, operante nel cuore dell’uomo con la ricchezza infinita dei suoi doni. La Grazia è Dio con noi, Dio in mezzo a noi. La Grazia è Dio per noi: mediante la notte di Betlemme, la Croce sul Calvario, la Risurrezione, l'Eucaristia, la Pentecoste, mediante la chiesa. La Grazia è l'uomo nuovo, nuovamente creato. L'uomo nato di nuovo; nato per la Verità e per l'Amore. È l'uomo chiamato alla partecipazione della natura divina, chiamato nella notte di Betlemme con la potenza misteriosa della figliolanza divina, per diventare figlio nel Figlio. La Grazia, allora, è noi in Dio. La Grazia è dono di unità nello Spirito Santo. E la notte di Betlemme è il nuovo inizio di questo dono in terra. Il nuovo tempo dell'umanità in Dio: «È apparsa ... la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini». È apparsa la Grazia. La Grazia è, nello stesso tempo, un'esortazione ad essere zelanti nelle opere buone affinché, giustificati dalla sua grazia, diventiamo eredi, secondo la speranza, della vita eterna. Noi attendiamo la beata speranza e la manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per noi. Questo dice l'apostolo. Questo dice la liturgia del Natale.(Giovanni Paolo II) Pausa di riflessione

Orazione finale: Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa' che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi conceda di rimanere sempre fedeli a Cristo Signore. Amen.


Ottavo Giorno

Padre per sempre, Principe della pace. 6 Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti. (Is 9,1-3a. 5-6)

Il Natale della Luce Introduzione: La venuta di Gesù va preparata con un'attesa operosa e vigilante. La nascita di Gesù richiede a tutti una rinascita, una conversione profonda del proprio cuore e della propria vita.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 1

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. 2 Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. 3 Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino. 5 Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente,

Meditazione: La nascita verginale di Cristo diffonde in tutta l'umanità una luce rigeneratrice; tutta la vita umana è toccata da questa presenza. Nel Dio Bambino si manifesta luminosamente la piena dimensione dell'uomo e l'eterno destino di gloria che è riservato all'umanità. Dalla culla di Gesù deriva un modo nuovo di vedere persone e cose, una maggiore capacità di accettare e amare i fratelli, la forza per affrontare e superare le prove e le difficoltà della vita, la giusta direzione per non lasciarsi sviare dalle molteplici forme di secolarismo del mondo circostante. (Emanuele Vincenti)

Responsorio: Vennero i vignaioli e diedero gloria al germoglio spuntato dalla radice e dal tronco di lesse, grappolo vergine della vite assetata. Possiamo noi diventare recipienti per il vino nuovo che tutto rinnova! Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. Per mezzo tuo sia pacificata la vigna del mio diletto, che aveva dato uva selvatica. Innesta i suoi tralci sulle tue piante. Possa essere tutta carica delle tue benedizioni. Il suo frutto riconcili il Signore della vigna, che l'aveva minacciata. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. (Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull'Epifania VIII, 8-9)


I Padri ci parlano:

Gesù il Dio con noi

Oggi è il giorno in cui venne al mondo colui per mezzo del quale è stato creato il mondo, in cui si è reso presente con un corpo colui che mai è assente con la sua potenza: perché era già in questo mondo e venne nella sua casa. Era nel mondo ma il mondo non lo conosceva: la luce risplendeva nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno accolta. Venne nella carne per purificare la carne dai vizi. Si presentò come terra medicamentosa, per guarire i nostri occhi interiori, che la nostra terra esteriore aveva accecato; affinché, guariti gli occhi, noi che eravamo prima tenebre diventassimo luce nel Signore. Bello come uno sposo, forte come un campione, amabile e terribile, severo e sereno, bello per i buoni, duro per i cattivi, rimanendo nel seno del Padre entrò nel grembo della madre. In questo talama, cioè nel grembo della Vergine, la natura divina si unì a quella umana: lì il Verbo si è fatto carne per noi perché, nato dalla madre, abitasse in mezzo a noi; perché precedendoci presso il Padre, ci preparasse un posto ove abitare per sempre. Celebriamo dunque con gioia e solennità questo giorno e aspiriamo con fede a quel giorno eterno, confidando in colui che, pur essendo eterno, è nato per noi nel tempo. (Agostino, Discorso 195,6-14).

L'ultima settimana di Avvento si potrebbe chiamare il tempo dell'invito. Nel corso di questi giorni, che precedono immediatamente il Natale, la chiesa invita. Invita mediante tutta la liturgia, nella quale occupano un posto particolare, nel corso di questi giorni, le cosiddette «antifone maggiori». Sono bellissime e, nello stesso tempo, semplici e profonde nel loro contenuto. L'antifona odierna, l'ultima di questo ciclo (domani infatti è la vigilia), si rivolge con queste parole a colui che deve venire: «O Emmanuele, Dio-con-noi, nostro re e legislatore, attesa dei popoli e loro liberatore: vieni a salvarci con la tua presenza, Signore Dio nostro». «Emmanuel!». È l'ultima invocazione; l'ultima parola di quelle antifone invitanti. Sembra testimoniare che l'invito è stato accettato perché «Emmanuel» parla di Dio che è con noi. Così dunque l'ultima di queste grandi antifone d'Avvento esprime la certezza della venuta del Signore. Parla già della sua presenza in mezzo a noi. Quando ci rendiamo conto delle circostanze della nascita di Dio, quando ci ricordiamo che «non c'era posto per loro nell'albergo», capiremo ancor meglio quell’invito della liturgia dell'Avvento e lo esprimeremo con la pace interiore più profonda. Con l'amore più grande per colui che sta per venire. Emmanuele! Che cosa possiamo augurarci di più, se non che Dio sia con noi? Questo l’augurio. Esso ci disponga a ricevere meglio il Cristo. Aiuti tutti ad aprirsi reciprocamente gli uni agli altri (Giovanni Paolo II)

In preghiera: Splendore della gloria del Padre, che illumini ogni vivente, vieni, Signore Gesù. Sapienza della bocca dell'Altissimo, che tutto disponi con dolcezza, vieni, Signore Gesù. O sole di giustizia, che rischiari chi giace nelle tenebre, vieni, Signore Gesù. Pastore del gregge d'Israele, che rimetti gli sbandati sul cammino, vieni, Signore Gesù. O giudice d'ogni mortale, che condanni e dai la vita, vieni, Signore Gesù. O chiave di Davide, che ci apri le porte del cielo, vieni, Signore Gesù. Emmanuele, nostro Signore e nostra guida, redentore dai popoli atteso, vieni, Signore Gesù. Primogenito delle creature e capo del corpo della Chiesa, vieni, Signore Gesù. O re delle genti, che riconcili il mondo diviso, vieni, Signore Gesù.

Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Vieni, Signore, ad illuminare i nostri passi. - Nel difficile ed incerto cammino di ogni giorno… - Quando le tenebre del peccato ci soffocano… - In mezzo alle tentazioni del mondo… - Per rinfrancare la nostra fede vacillante… - Perché si celebri il Natale con il cuore aperto alla bontà verso tutti…

Orazione finale: Sorga in noi, Dio onnipotente, lo splendore della tua gloria, Cristo tuo unico Figlio; la sua venuta vinca le tenebre del male e ci riveli al mondo come figli della luce. Per Cristo nostro Signore. Amen.


La grazia ci esorta a vivere con sobrietà, giustizia e pietà. In tal modo rinasce l'uomo, nasce il cristiano, ricco della grazia divina, ricco della vita di Dio. Tutto questo è, ancora una volta, una risposta di amore all'infinito amore di Dio per noi; tutto questo è un donarsi a quel Dio che si è donato a noi per la nostra pace e la nostra gioia. (Emanuele Vincenti)

Nono Giorno

Il Natale della Grazia Introduzione: Cristo entra nel mondo quale manifestazione della bontà di Dio e del suo amore per gli uomini che non conoscono ostacolo, neppure nel peccato. Il Signore Gesù proclama la libertà dei figli di Dio: non più tenebre, ma luce; non più peccato, ma la grazia e la misericordia.

Saluto: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. A men. Il Dio della fede, che ci riempie di ogni gioia e pace nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. E con il tuo spirito.

Lettura: 11

12

È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci LQVHJQDDULQQHJDUHO¶HPSLHWjHLGHVLGHULPRQGDQLHDYLYHUHLQTXHVWRPRQGRFRQ sobrietà, con giustizia e con pietà, 13QHOO¶DWWesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. 14Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.. (Tito 2,11-14)

Meditazione: La grazia è il manifestarsi di Dio, l'aprirsi di Dio all'uomo. È l'uomo visitato dall'amore preveniente di Dio nelle profondità stesse della sua condizione umana. È l'uomo chiamato, nel mistero dell'immagine e somiglianza con il suo Creatore, alla partecipazione della natura divina.

Responsorio: Vennero i carpentieri, a motivo di Giuseppe, presso il figlio di Giuseppe: «Benedetto sia tuo figlio, il capo dei carpentieri, grazie al quale fu disegnata anche l¶arca; grazie al quale fu eretta la tenda provvisoria, quella temporanea. Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. Devi fabbricare ed erigere anche una bilancia di giustizia: chi risulterà leggero, verrà accusato da essa, e chi risulterà perfetto, grazie ad essa verrà onorato. Pesa con essa, o giusto, misericordie e colpe, come un giudice». Sia gloria al tuo sorgere, Figlio di Dio. ( Efrem il Siro, Inni sulla Natività e sull ' Epifania VIII, 10-11)

I Padri ci parlano: Che straordinaria mescolanza! Che unione meravigliosa! Colui che è, si sottopone alla legge del divenire; l'increato viene creato; colui che nessuno spazio vale a contenere, nell'assumere l'anima intellettiva, si trova ad essere compreso fra la divinità e lo spessore della carne. Colui che è in grado di donare la ricchezza, subisce la povertà: si sottopone, infatti, alla miseria della mia carne, per consentirmi di conseguire la ricchezza della sua divinità. Colui che è pieno, si svuota di tutto, privandosi della propria gloria perché io divenga partecipe della sua pienezza. ( Gregorio di Nazianzo, La nascita di Cristo 14)


In preghiera: O Sapienza, che esci dalla bocca dell'Altissimo, ti stendi da un estremo all¶altro e disponi tutto con forza e soavità, vieni a insegnarci la via della prudenza. Vieni, Signore Gesù. O Signore nostro, guida della casa d'Israele, che apparisti a Mosè nel roveto ardente e gli desti la legge sul Sinai, vieni a redimerci con braccio potente. Vieni, Signore Gesù O Radice di lesse, innalzata quale segno per i popoli, dinanzi a te i potenti stanno a bocca chiusa e le genti ti invocano, vieni a liberarci e non tardare. Vieni, Signore Gesù O Chiave di Davide e scettro della casa d'Israele, tu apri e nessuno chiuderà, chiudi e nessuno potrà aprire, vieni e libera dal carcere il prigioniero tenuto al buio e in pericolo di morte. Vieni, Signore Gesù O Stella del mattino, splendore di luce eterna e sole di giustizia, vieni e libera FKLJLDFHQHOOHWHQHEUHHQHOO¶ombra della morte. Vieni, Signore Gesù O Re delle genti e loro invocazione, pietra angolare che stringi le due parti in unità, vieni e salva l'uomo che creasti dalla polvere. Vieni, Signore Gesù O Emmanuele, nostro re e legislatore, aspettato dai popoli e loro salvezza, vieni a salvarci, Signore Dio nostro. Vieni, Signore Gesù..

Gesù, JLRLDGHOO·XPDQLWj La liturgia dell'Avvento ci ha preparati spiritualmente a rivivere il mistero che ha segnato una svolta nella storia umana: la nascita di un Bimbo, che è anche il Figlio di Dio, la nascita del Salvatore. È una ricorrenza che ha veramente cambiato il volto del mondo. Non è forse di ciò una testimonianza la stessa atmosfera gioiosa che si respira per le vie delle città e dei paesi, nei luoghi di lavoro, nell'intimo delle nostre case? La festa del Natale è entrata nel costume come incontrastata ricorrenza di letizia e di bontà e come occasione e stimolo ad un pensiero gentile, ad un gesto di altruismo e di amore. Questa fioritura di generosità e di cortesie, di attenzione e di premure, iscrive il Natale tra i momenti più belli dell'anno, anzi della vita. Ciò spiega anche l'aspetto lirico e poetico, che circonda questa ricorrenza: quante melodie pastorali, quante canzoni dolcissime sono sbocciate intorno a questo evento!

E quale carica di sentimento o, a volte, di nostalgia essa sa suscitare! La natura che ci circonda acquista in questo giorno un suo linguaggio dolce e innocente, che ci fa assaporare la gioia delle cose semplici e vere, verso le quali il nostro cuore aspira, anche senza saperlo. Riscopriamo la vera gioia del Natale. Un'altra gioia non sarebbe vera. Non sarebbe universale. Non parlerebbe a tutti e a ciascuno. Questa gioia della nascita di Dio sia in tutti i cuori. (Giovanni Paolo II)

Pausa di riflessione

Intercessione: Diciamo insieme: Signore, vieni in nostro aiuto. - Perché ci sentiamo profondamente amati da Dio« - Perché amiamo Dio con tutto il cuore« - Perché conserviamo una vita di grazia« - Perché in ogni uomo si veda l'immagine di Dio« - Perché tutti gli uomini siano veri testimoni del Vangelo«

Orazione finale: Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Dio onnipotente; la venuta del tuo unico Figlio che attendiamo con intenso desiderio, ci ottenga la salvezza per la vita presente e per la futura. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. A men.

Benedizione: La benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e vi accompagni nel cammino di santificazione. A men.

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