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incontriamoci mai... ci siamo sempre Trimestrale d’informazione della Croce Verde Torino e Sezioni Taxe perçue - Tassa riscossa Torino - Ferrovia Spedizione in A.P. art. 2 comma 20/c legge 662/96 filiale di Torino Autorizzazione Tribunale di Torino n. 3604 del 30/12/85 Direzione Redazione: Via Dorè, 4 - 10121 Torino Tel. 011.5621606 - Fax 011.5621806 http://www.croceverde.org/cv/pg_volon.htm E-mail: info@croceverde.org DISTRIBUZIONE GRATUITA

ANNO XXII - NUMERO 4 - IV TRIM. 2008 AVVISO PER I SIGNORI PORTALETTERE: In caso di mancato recapito inviare al CMP Torino Nord per la restituzione al mittente presso pagamento resi.

L’angolo postumo di Bonucci 6 dicembre 2008: Vassili ci ha lasciati con questo scritto Riecco il Natale, la festività più attesa e sentita nel mondo cristiano. È un gioco particolare, le famiglie si riuniscono attorno al desco: nipoti, figli, nonni e parenti tutti, si scambiano gli auguri ed i tradizionali regali. Si dialoga, si ricordano i tempi passati - mettendo a dura prova la sopportazione dei giovani - si programmano i giorni futuri. Passata la giornata ci si avvia verso il normale andamento della vita di tutti i giorni: il lavoro, lo studio, la cura della famiglia, gli impegni più svariati, rivolgendo sommessamente un pensierino al Natale successivo, quello che verrà, con tanta speranza di riviverlo similmente a quello che ora volge al tramonto, magari in compagnia, anche, di un nuovo nipotino o di un pronipote. E così va anno dopo anno, fino a quando...Si perchè su questa terra nulla è eterno. Ebbene, chi ora legge queste righe deve fare riferimento a una nuova memoria e non più a un soggetto concreto. Questa, infatti, è l’estrema espressione della mia lunga mania dello scrivere. Non so se riuscirò a comunicare alcunchè di interessante; forse non ci sono mai riuscito. Tuttavia ancora ci riprovo, ma ahimè non mi sarà possibile ricevere le even-

tuali critiche, dato che mi sarò allontanato dai vivi. Già una volta, anni fa, mi affiancai al confine che separa questa vita limitata da quella che ci attende nell’eternità del cosmo. Come allora (eravamo nel 1990) ebbi a raccontare, nel varcare la demarcazione tra la materia e lo spirito, mi ritrovai avvinto in un clima pieno di fascino ineffabile. Fortunatamente (ma fu

proprio fortuna?) venni riportato in questo nostro mondo, dove ripresi a compiere quegli atti quotidiani comuni a tutti noi; ma nel riprendere a ragionare da essere umano ed a esternare i miei pensieri, mi accorsi di essere fortemente condizionato da quella singolare esperienza. Ogni reazione alle normali vicende del vivere quotidiano perdeva di concretezza, si sfumava acqui-

stando una sorta di evanescenza. In tal modo ho vissuto fino a ieri, nell’attesa di riprendere quell’estatico cammino. Se mi fosse consentito volentieri ne illustrerei l’itinerario e le tappe e, a maggior ragione, vi descriverei, fin nei minimi dettagli, le caratteristiche della raggiunta meta. Purtroppo, che io sappia, a nessun essere umano è stato mai consentito un siffatto “reportage”. Tuttavia, penso che basti affidarsi alla fede, magari con un pizzico di fantasia, per scoprire quale sia la nostra dimora e il nostro destino definitivi. Così ho fatto io allorchè l’unico strumento a mia disposizione per tentare di spiegarmi il futuro era il mio cervello. Tale prezioso strumento, dono della natura, mi ha consentito di riflettere sul Verbo trasmessoci dagli antichi sacri testi, e quindi immaginarmi la vita oltre la vita, dove attualmente, e per sempre, mi ritrovo. Ed è proprio da tale luogo che desidero ora porgervi i miei migliori auguri per il nuovo Natale che vi accingete a celebrare, consumare, e da terrestre, come mentre scrivo, io sono, auspico a voi tutti ed ai vostri cari di vivere e solennizzare ancora parecchie ricorrenze della Natività.


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In ricordo di Vassili Bonucci PAOLO EMILIO FERRERI

Siamo qui, tutti, riuniti con grande dolore, ma con altrettanto orgoglio, ad attestare non solo il comune nostro smarrimento per la morte di Vassili Bonucci, ma anche ripeto - il nostro comune orgoglio per averlo avuto con noi per oltre quarant'anni alla guida della nostra CROCE VERDE. Vassili è figura esemplare nel volontariato, cui ha dedicato tutta la Sua esistenza, presente in sede ogni giorno a reggere le infinite incombenze che un'Associazione di mille persone esige. È persona insostituibile. Interroghiamoci per sapere quanti di noi non sono ricorsi al Suo consiglio, o non hanno richiesto il Suo benevolo intervento, saggio e immediato. A titolo personale devo ricordare come, fra i presenti nel 1975 in Croce Verde, è stato Bonucci, con Suo cognato, Dematteis, ad accogliermi novizio in questa sede e non ritengo di sbagliare nell'affermare che tutti, volontari e dipendenti, oggi qui riuniti, sono stati accolti da Bonucci alla loro entrata nell'Ente con lo stesso esame bonario, già consenziente, perché Bonucci non poteva negarsi a nessuno, tanta era la solidarietà che da Lui si attingeva e l'offerta di affetto e amicizia che tutti percepivano dal primo incontro. Chi ha avuto la fortuna di averlo al fianco in consiglio conosce la concretezza del Suo sentire: non si perdeva in chiacchiere, oggetto dei Suoi interventi erano proposte, proposte concrete. E quando

il dibattito diventava sterile il Suo “Anduma avanti!” era richiamo e stimolo per il ritorno alla concretezza. Del resto il Suo modo d'essere lo abbiamo conosciuto tutti anche dalle puntuali osservazioni sul nostro, anzi sul Suo, giornale. Aveva un modo facile nel comporre articoli, commen-

ti, poesie come il Suo animo gentile suggeriva. Non sfuggivano al Cont Piolét gli errori, le lacune, le magagne cui tutti eravamo e siamo soggetti. L'entusiasmo, con cui ha preparato, anni prima, la celebrazione del Centenario della nostra CROCE VERDE è ben noto a tutti quanti

Caro amico e gentile Direttore, per non disturbare, in punta di piedi ed in silenzio ci hai lasciati. Hai compiuto il Tuo lavoro con fedeltà, generosità, rappresentando un segno luminoso per tutti. Il nostro mondo ha bisogno di persone così, persone che oltre a non risultare sprovviste di generosità, sono abbondantemente provviste di silenzio, di modestia, lontane da ogni ostentazione. Grazie Vassili. Un abbraccio. Ël cont Piolèt

hanno, direttamente o indirettamente, collaborato alla manifestazione. Dobbiamo ricordare soprattutto il Suo libro, che ci ritrae tutti, raccolti intorno alla nostra, alla Sua, bandiera. E, ancor più, dobbiamo sfogliare, ancora con Lui, il fascicolo, risalente ad appena un anno ad oggi, con cui Bonucci ha voluto e saputo concludere la storia e la celebrazione del Centenario. Quale migliore conclusione della Sua vita si poteva augurare a Chi - come Lui - è vissuto in CROCE VERDE e per la CROCE VERDE? Ecco perché al dolore per averlo perduto, dobbiamo appellarci all'orgoglio di averlo avuto con noi per la memoria che vogliamo e dobbiamo conservare se è importante, come importante è, seguitare in quel cammino che anche Lui ha tracciato e che la CROCE VERDE vuole proseguire nel tempo. Sembra ora bello chiudere questo brevissimo intervento, non tanto con squilli di tromba o con battimani, quanto con una invocazione che, per chi ha fede e crede è preghiera e per chi non ha quel dono e non crede, è augurio che viene dai nostri cuori afflitti. Per questo viene qui rivolto l'invito a tutti ad esprimere a Vassili Bonucci questo ultimo, estremo, saluto: “L'eterno riposo dona a Lui, o Signore, e splenda per Lui una Eterna Luce”. E per Bonucci la luce eterna sarà la nostra permanente memoria.


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Una lettera dei militi al loro Vassili MANUELA DA PARTE DI TUTTI I TUOI MILITI

Caro Vassili, scusami se faccio qualcosa che so non fare parte del tuo carattere, tu non amavi metterti in mostra, hai sempre vissuto in punta di piedi, testimoniando in silenzio, ogni giorno i valori e gli ideali che ci hai trasmesso in questi anni. Scusami, se cercherò di rappresentare, sicuramente senza riuscirci in modo adeguato, non le persone ma i sentimenti e le emozioni di tutti quelli che sono presenti qui oggi, di quelli che non hanno potuto esserci e di quelli che magari non ti hanno mai visto, ma che sanno chi eri e cosa hai comunque significato nelle loro vite. Per tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerti, di fare un pezzo lungo o corto di strada con te, la tua perdita è un dolore immenso. Sarà tremendamente difficile non vederti più ogni giorno, tutti i sabati, tutte le domeniche, con il tuo sorriso, con la tua presenza costante e affettuosa. Noi sapevamo che tu c'eri SEMPRE, incrollabile, infaticabile. La prima sera dell'ultimo corso militi, era metà ottobre, eri già sofferente, ma hai voluto comunque esserci per parlare ai giovani, per spiegargli che cos'è la Croce Verde, cosa vuol dire entrare a far parte della Croce Verde e trasmettergli il tuo entusiasmo. Il tuo entusiasmo......come quando avevi visto l'elicotte-

ro con la livrea dei 100 anni della TUA Croce Verde che avrebbe volato davvero alto quella volta. E la tua capacità di essere SEMPRE al fianco di noi volontari, testimoniando con il tuo esempio qual'era la strada da percorrere. Io non so, Vassili, se esiste un Paradiso, ma sono sicura

che esiste un posto dove gli uomini Giusti come te possono riposare dopo avere vissuto una vita piena di umanità come la tua. E so per certo, Vassili, che non ti riposerai troppo, neppure là, perchè non ne eri capace, non stavi mai fermo, neanche qua. Sono sicura, che ovunque tu sarai, continue-

rai ad essere al nostro fianco e a indicarci la strada. E anche quando fuori sarà buio, le nostre ambulanze sapranno trovare la via per arrivare a chi ha bisogno del nostro aiuto, perchè è quella la strada che tu ci hai insegnato a percorrere. Buon viaggio Vassili, noi non ti dimenticheremo.

Le Dame Patronesse hanno perso un amico sincero. Il nostro Vicepresidente se n'è andato troppo in fretta, in punta di piedi, lieve e discreto, come è sempre stato. Lascia un grande vuoto, e non sono parole retoriche, perché in lui tutte noi vedevamo l'amico, il fratello, la persona saggia e disponibile, buona e attenta al prossimo, alla quale poter fare riferimento e chiedere consiglio in qualsiasi caso. Rimangono le sue espressioni di commiato che aveva già dedicato per lasciare un saluto a tutti e restare in mezzo a noi in modo ancora più presente. Siamo sicure che il suo esempio e il suo operato rimarranno il nostro modello per continuare ad agire così come lui avrebbe auspicato. Se da un lato ci rammarichiamo per non vederlo più, dall'altro siamo grate ed orgogliose per averlo avuto al nostro fianco per tanti anni e per aver fatto tesoro del legame profondo e indissolubile che ha saputo creare fra tutti. Ciao Vassili LE DAME PATRONESSE


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CROCE VERDE: RICORDANZE DI NOSTRI OPERATORI Il mio primo servizio di Mauro Giordano Poco dopo le 19,45 entra in sede, Ciade, si ricorda di me e mi stringe la mano calorosamente, facendomi accomodare. Ma quasi contestualmente il suono del campanello telefonico interrompe il nostro colloquio. “Croce Verde buonasera”. “Si veniamo subito”. “Mi conferma che ci sono due feriti?”. “Uno all’Oftalmico e uno alle Molinette”. “Va bene partiamo”. Queste le risposte di Ciade al suo interlocutore, che era un medico dell’ospedale di Orbassano che chiedeva l’invio di una ambulanza per il trasferimento dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Orbassano ai due nosocomi torinesi, di due feriti in un incidente stradale. In sede oltre al sottoscritto, Ciade e Benetton, non c’era nessun altro. Ciade, deciso mi guarda ed in dialetto mi dice: “te la senti?”. Senza il minimo tentennamento rispondo deciso “sì”, ma cosa faccio? “Benetton ti fa vedere” fu la risposta. E poi Ciade prega Benetton di abbassare le rotaie per alloggiare la seconda barella sull’ambulanza e predisporla per i due feriti. Pochi attimi e l’ambulanza è pronta, e con la sua sirena continua si apriva il traffico da C.so Bolzano, per C.so Castelfidardo in C.so Orbassano, indi Beinasco-Orbassano. Non guardai l'orologio, ma ricordo che Benetton filava a più non posso, la sua guida era sicura, precisa, e, nonostante la sirena, senza scossoni. Mi sentii subito a mio agio, anche perchè non nascondo che subito...un po’ di paura m’era venuta: chi sarà questo autista? L’ambulanza era una FIAT 1100 T furgone, in buono stato e con i colori caratteristici della Croce Verde e dei mezzi pubblici di Torino, quali tram, autobus e taxi. Verde scuro sul tettuccio e verde pastello sulle portiere e fiancate. La scritta Croce Verde primeggiava sulle portiere. L’interno in finta pelle anteriore era a due posti, una o due barelle sul furgonato, tre sellini per accompagnatori, la bombola di ossigeno siste-

mata a vista a fondo barella. In cabina guida la radio collegata con la sede. Durante il viaggio, io ero tesissimo per l’emozione, mentre Benetton mi parlava con dolcezza, mi spiegava che solo noi avevamo la radio, la Croce Rossa Italiana non era ancora dotata, e lui ne faceva un motivo l’orgoglio. Io cercavo di riproporgli, ad ogni possibilità, le domande sul come mi sarei dovuto comportare con gli ammalati dopo averli caricati. Benetton, lo capii solo dopo, non voleva spaventarmi, anche perchè non poteva certo in poco più

per la donna. Mi resi conto che l’uomo era in coma e la donna aveva l’occhio destro fuoriuscito dalla propria sede. L’uomo era fasciato su tutta la testa ed aveva un ago collegato ad un flacone di flebo. Perdeva sangue da un orecchio. Anche Benetton capì l’urgenza, e da quel momento diventò ancora più preciso e deciso nei propri movimenti, sempre mantenendo i nervi saldi. Mi diede le due buste e mi disse di tirare giù le barelle con lui. La prima e poi la seconda. Le barelle, allora non erano come ora a scomparsa, bensì erano dei semplici lettini

di 10 minuti farmi un corso di pronto soccorso. Evitava semplicemente di rispondere alle mie domande, parlandomi serenamente. Benetton conosceva benissimo la strada e sapeva a memoria dov’era ubicato l’Ospedale di Orbassano, così, senza manco accorgermi, mi trovai davanti alla porta principale. L’ospedale di Orbassano, già allora, non era un vero e proprio nosocomio, bensì un ricovero per anziani soli. Nonostante ciò operavano medici ed infermieri, e la struttura offriva un minimo di assistenza medica. Infatti, entrati nelle salette del Pronto Soccorso, vidi un uomo, apparentemente morto, ed una donna che si lamentava per un forte dolore all’occhio. Si avvicinò il medico a Benetton, consegnò due buste contenenti le diagnosi dei pazienti ed il motivo del loro trasferimento. Si raccomandò di andare prima alle Molinette, reparto Prof. Fasano - Neurochirurgia -, indi all’Oftalmico

montati su quattro ruote di 10 cm. di diametro e quindi andavano sistemate su appositi carrelli di altezza uguale alle barelle dell’ospedale. Prendemmo così la prima barella e posatala sul carrello la avvicinammo all’uomo; Benetton tolse la biancheria e vi allungò il cosiddetto “coltrino”. Venne così caricato, con l’aiuto di un infermiere, i primo ferito e sistemato nell’ambulanza. Subito dopo, analoga operazione venne eseguita con la donna, che però era vigile e si lamentava assai. Un veloce saluto al medico ed all’infermiere, gli scongiuri di rito per non vedersi più in queste circostanze, e l’ambulanza era già nuovamente diretta a Torino e filava liscia tra il traffico dei festosi “domenicali” che rientravano dalle valli del Pellice verso Torino. Non ricordo più la strada che percorse Benetton, anche perchè, seduto dietro, con i due feriti a fianco a me, non avevo certo modo di guardare dove

andava l’ambulanza. In cuor mio speravo solo di arrivare presto e che nel frattempo i due malcapitato non avessero la peggio. Ogni tanto l’uomo rantolava, ma restava immobile, la qual cosa mi permetteva di poter accudire meglio la donna che invece, con poca voce, mi diceva che aveva tanto male alla testa. Io parlavo a questa donna, la quale invece non sempre rispondeva. Rapidamente giungemmo al Pronto Soccorso delle Molinette. Benetton mi disse di rimanere in ambulanza, lui si sarebbe interessato per far scaricare il ferito e sarebbe tornato dopo pochi minuti. In effetti passarono una manciata di secondi quando mi rivedo Benetton che, seccato, mi dice che avremmo dovuto portare noi l’uomo in reparto, trattandosi di un caso di neurochirurgia per cui non era competente il P. S. (Pronto Soccorso) bensì direttamente i medici di reparto. Val la pena di ricordare che, nelle ore diurne, il reparto di neurochirurgia delle Molinette è accessibile direttamente dalla Via Cherasco, per cui molto più comodo per il carico e scarico dei pazienti. Di sera e nei giorni festivi però tutti gli accessi sono chiusi rimanendo solamente funzionante il P. S. Cosichè, scaricato il paziente e posata la barella sul carrellino sempre presente ai posti di P. S., ci avviammo nei sotterranei da C.so Bramante a Via Cherasco. La donna rimase sola in ambulanza. Io ero allo stesso tempo esterrefatto e senza parole. Prima di abbandonarla le dissi che sarei tornato al più presto, dovendo trasportare il suo compagno ferito in un reparto per le cure. Non seppi mai se i due fossero conoscenti o parenti fra loro, oppure se il solo caso li aveva accomunati su quell’ambulanza. Poi in cuor mio elevai un pensiero al Buon Dio invocando il suo aiuto per loro, per me, e per questo splendido compagno di militanza, da pochissimo conosciuto: Benetton. A veloci passi, ci incamminammo nei sotterranei delle Molinette, bui, sporchi con


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... ci siamo sempre fili della luce penzolanti e tubi dei servizi e riscaldamento semi abbandonati. Nessuna indicazione agli incroci, che erano vuoti, dai quali si poteva accedere ai vari reparti. Ricordo che, di buon passo, impiegammo 10 minuti per arrivare vicino al reparto di neurochirurgia e questo solo grazie all’esperienza di Benetton. Da solo, mi sarei perso. L’ascensore, molto lento, era per caso al piano interrato, quasi come se qualcuno lo avesse già chiamato per essere pronto all’uso. La salita e l’arrivo in reparto. L’infermiere non era stato avvisato del nostro arrivo e, come in tutte le cose che avvengono repentinamente, l’uomo tende a rifiutarle, così il caso di quell’infermiere che, quasi con gesto irritato, ci chiese cosa volevamo. Sono queste domande, banali quanto inutili; era bene evidente che noi non volevamo nulla, se non alleviare le sofferenze e, se possibile, salvare la vita di un malcapitato. Il dialogo diventò subito cordiale e Benetton spiegò che ci mandava il P. S. con questo traumatizzato e che avevamo anche fretta in quanto in ambulanza avevamo un altro ferito da portare in un altro ospedale. L’infermiere capì, ci accompagnò in un repartino dove scaricammo l’uomo; le sue condizioni rimanevano stazionarie. Mentre procedevamo a queste operazioni, era già giunto un medico pronto a visitarlo dopo aver ordinato una terapia al suo assistente infermiere. Ripresa la nostra barella, più veloci di prima, rientrammo al P.S., sistemando la barella vuota nel suo alloggiamento e Benetton partì veloce, in sirena, verso l’Oftalmico. C.so Bramante, C.so Lepanto, C.so Duca degli Abruzzi, C.so Vinzaglio, Via Juvarra: la sensazione per me fu che impiegammo meno tempo della Molinette all’Oftalmico che non dal P.S. al reparto di Neurochirurgia. Nel frattempo io continuavo a dire alla signora che finalmente eravamo in dirittura d’arrivo e che questa volta l’avremmo sistemata in un letto comodo di ospedale e, soprattutto, che i medici sarebbero intervenuti subito sul suo caso.

In Via Juvarra, all’Oftalmico, ancora oggi, non esiste un ingresso riservato alle ambulanze, occorre scaricare i pazienti in strada, salire, alzando a forza di braccia le barelle, perchè non è previsto uno scivolo, ed accedere ai reparti. Così facemmo; ci fecero salire al 2° piano e la signora venne subito sistemato nella sua camera. Un’infermiera, molto gentile, dopo aver terminato le operazioni, mi chiese se stavo bene ed io stupito, risposi di sì, questa allora mi disse che mi vedeva stanco e pallido. Risposi che questo era li mio primo servizio in assoluto in Croce Verde e che ero molto teso. In una breve pausa del dialogo ringraziai il Signore per l’assistenza che mi aveva dato e per avermi fatto incontrare Benetton e quella infermiera, che poteva avere l’età di mia madre. E come una mamma ci offrì un caffè caldo della loro cucina che bevvi con tanto, infinito piacere. Erano le 22,30. Il servizio era terminato e l’infermiera ci congedava, dicendomi la classica frase di rito. “c’è sempre una prima volta, vedrai fra vent’anni quante cose avrai imparato”. Un sorriso dolce contornava il suo viso ed il camice bianco delineava le forme femminili piuttosto appariscenti, la sua presenza era rassicurante; non la vidi mai più, come pure non seppi più nulla dei due infortunati che avevo trasportato. Finito il servizio rientrammo in sede Croce Verde vicinissima alla Via Juvarra e Benetton mi insegnò a ripulire bene l’ambulanza, a disinfettarla se del caso, farle prendere aria, insomma ad adottare tutte quelle norme igieniche atte a rendere efficiente l’automezzo e pronto per il prossimo servizio. Terminate queste operazioni, Benetton salutò i colleghi della III Squadra ed andò a casa. Scoprii poi dopo, che era dal mattino alle sette che era in servizio ed al suo saluto era quasi mezzanotte. Incontro sempre volentieri l’amico Benetton, che ancora oggi è in Croce Verde ma non mi capitò mai più di effettuare dei servizi con lui. Quella sera mi vennero consegnate le lenzuola e le federe in

una busta di tela che portava il n. 45: io era la matricola 45 della Croce Verde: così mi avevano detto di dire a chi avebbe chiesto le mie generalità. Pochi giorni dopo venni chiamato dal capo magazziniere che mi fornì di giacca, pantaloni e berretto. La giacca e i pantaloni erano bordati di verde, i pantaloni al centro della gamba come i carabinieri, la giacca sulle spalline ed intorno alle maniche. Il cappello, del tipo usato dagli ufficiali dell’esercito, portava al centro lo stemma argentato dell’Ente con disegnata un croce di colore verde. Solo verso la fine degli anni ‘70 venne dismessa quella divisa per adottarne un’altra, uguale nella foggia, ma di colore grigio-verde: era esattamente come una diagonale degli ufficiali dell’esercito. Purtroppo non ho più la prima divisa e non ricordo se dovetti restituirla in Croce Verde, ricordo invece che il cappello, dopo avergli tolto lo stemma, lo regalai ad un posteggiatore abusivo in Piazza Carignano, di nome Pera. Pera per me era insostituibile, avevo tanta fiducia di lui da lasciargli l’auto con le chiavi, lui provvedeva a sistemarla negli appositi spazi e di più, la spostava quando scadeva l’ora del disco.

Dopo il regalo del cappello Pera si confidava molto con me, era stato abbandonato dalla moglie per un altro e si era dato un po’ all’alcol: ero riuscito a convincerlo che anche se quello non era un lavoro sicuro, gli permetteva di vivere, ma soprattutto aveva tanti amici che gli volevano bene: io ero uno di quelli. Diverse volte ci mangiavamo insieme un ottimo gelato di Pepino che era proprio dove io lasciavo la macchina. Un giorno non lo vidi più: seppi, dopo ricerche, che era morto di infarto in una notte d’inverno. Pera, dormiva al dormitorio pubblico di Via Ormea, e mi era capitato di trovarlo qualche volta quando con la Croce Verde portavamo qualche barbone rifiutato da tutti: era l’unico posto che aveva un guardiano umano con quale si poteva parlare. Ho voluto dedicare queste righe a Pera perchè serbo di lui un ricordo di una persona dignitosa, colta, estroversa, e che amava avere tanti amici. Quando una bella donna parcheggiava nella sua zona, lui faceva il galante, e se qualche volta l’interessava, simpaticamente, prestava orecchio al suo parlare lui era raggiante in volto e alla sera quando andavo a ritirare l’auto era il primo argomento che mi riferiva.

Come eravamo

I feriti della Grande Guerra 1915-18 assistiti dalle nostre Croceverdine, ricoverati nell’Ospedale Militare allestito dalla Croce Verde a Torino nei locali della Scuola Parini in Corso Ponte Mosca, 26 M. A.


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L’angolo delle Dame Il giorno del ricordo Sabato 1° novembre 2008 alle ore 9,00 presso la nostra Sede, il Presidente Avvocato Paolo Emilio Ferreri, una rappresentanza di Militi e una di Dame Patronesse si sono riuniti per ricordare tutte le persone scomparse appartenute alla grande famiglia della Croce Verde. Insieme ci si è recati al Cimitero Monumentale, dove sono state collocate le corone dedicate ai

nostri morti. Il corteo, dopo aver deposto l’ultima, ha sostenuto ancora in preghiera e raccoglimento davanti al nostro cippo. Una visita particolare è stata riservata alla cappella dei Frati Minori nella quale riposa Padre Ruggero, indimenticato e indimenticabile Cappellano scomparso due anni fa.

Raccolta Fondi Le Dame Patronesse hanno partecipato alla 69ª edizione di “Mercanti per un giorno” che ha avuto luogo nei locali del Lingotto Fiere, durante tutta la giornata di lunedì 8 dicembre 2008. Sono stati messi in vendita oggetti nuovi ed usati offerti da amici e simpatizzanti.

IL PIEMONTE ARTISTICO CULTURALE Questa bella istituzione torinese, amica della Croce Verde ha lasciato, dopo cinquant’anni, la tradizionale sede in Via Roma, 264 e si è trasferita in Piazza Solferino, 7 in un antico e storico palazzo d’epoca. Resta la sua presenza nel centro della città in una piazza tra le più suggestive di Torino con una sede nuova ampia e accogliente dove continuerà le sue apprezzate mostre di pittura e scultura, personali o di più artisti piemontesi e non solo e come luogo e punto di incontro per tutti gli appassionati e cultori d’arte. Ricordiamo a tutti i nostri associati e lettori che il Piemonte Artistico Culturale ha donato alla Croce Verde quadri di artisti noti che hanno fatto mostre con loro opere nella precedente sede di Via Roma, 264. Alla nostra simpatia per questo gesto generoso aggiungiamo la gratitudine riconoscente al Piemonte Artistico Culturale per la disponibilità dimostrata e per la stima verso la Croce Verde e il suo impegno sul territorio: “incontriamoci mai...ci siamo sempre”. G. A.

Calendario Teatro Colosseo Pubblichiamo il calendario degli spettacoli in programmazione nella primavera del 2009 al Teatro Colosseo (Via Madama Cristina 71 angolo Via Bidone) il cui ricavato sarà devoluto alle associazioni onlus indicate. 28 marzo 2009 - ore 21,00 - Euro 25,00 “Andiamo ragazzi” (musical sulla vita di Don Bosco) organizzato dall’Associazione per la Spina Bifida. 6 maggio 2009 - ore 21,00 - Euro 25,00 “Luci su Broadway” organizzato dall’Associazione Dimore di San Giovanni (onlus finalizzata al sostentamento delle famiglie, provenienti da fuori Piemonte, dei bimbi ricoverati nei reparti pediatrici degli ospedali di Torino) 13 maggio 2009 - ore 15,00: Euro 15,00 - ore 21,00: Euro 25,00 “Un turco napoletano” organizzato dall’Associazione Piemontese contro le Leucemie 16 maggio 2009 - ore 21,00 - Euro 25,00 “Musica e cabaret” organizzato dal Consolato del Togo per il reperimento di fondi destinati alla costruzione di una struttura ospedaliera specialistica in ostetricia e pediatria in Togo per combattere l’altissima mortalità infantile. L. M.


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Le Gare podistiche organizzate dalla Sezione di Ciriè

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8 Km di marcia e I Trofeo Perucca

a novant’anni dalla fine

FRANCESCO SANTORSOLA

Domenica 26 ottobre 2008 si è svolta a Torino nell’accogliente cornice della Cascina Giaione, la seconda edizione della “8 Km alla 2”, organizzata dalla Circoscrizione 2 e la Polisportiva Giordana Lombardi, corsa podistica competitiva per il Campionato Regionale Uisp. Alla stessa è stato abbinato il “I Trofeo Flavio Perucca”, camminata di 4 km “ a ricordo dell’amico di tutti Flavio Perrucca.” Circa 780 i partecipanti che si sono cimentati nelle varie categorie, con la vittoria in campo maschile di Vesco Federico (pod. Alpea Sarmos Bairo) mentre quello femminile di Bonetti Sonia (Cral Trasporti Torinesi). Nella camminata il Trofeo Flavio Perucca è stato assegnato alla Sezione della Croce Verde di Ciriè con il laggior numero di partecipanti, sezione alla quale Flavio apparteneva, a seguire le rappresentanze delle sezioni di Torino, Borgaro-Caselle e Venaria. Un ringraziamento particolare alla Polisportiva G. Lombardi per il grande contributo organizzativo senza il quale non sarebbe stato possibile una così grande manifestazione nel ricordare il nostro Flavio.

IL NOSTRO ALBO D’ONORE Militi caduti nella guerra 1915-18

Vernetti Blina Vittorio Merlo Pich Alessandro Aicardi Alessandro Bellussi Alberto Bertello Antonio Bresso Giovanni Cioni Guido Dovano Cesare Gilli Teodoro Moirano Giuseppe Moriondo Giuseppe Murisengo Luigi Peretti Cesare Sio Giovanni Vanesio Paolo Debenedetti Norina Caffario Giuseppe Marchino Mario

LUTTI A luglio è mancato il nostro socio Giorgio Besozzi. Il 6 agosto è mancata la nostra socia Andreina Ruffino, mamma di Massimiliano Manzini e moglie di Mario Manzini, militi della Squadra del Sabato. L’8 novembre è mancato Mario Cera; papà della nostra dipendente Germana. Il 6 dicembre è mancato Vassili Bonucci, milite della I Squadra, vicepresidente della Croce Verde, direttore del giornale “Croce Verde notizie”. Alle Famiglie il nostro più sincero cordoglio

I N FA M I G L I A Il 5 luglio è nata Gaia, figlia di Erika Scavazza milite della Sezione di Borgaro-Caselle. Il 25 settembre è nata Sara Mittone, nipote di Teresio Merlo, milite della II Squadra. Il 20 ottobre è nata Elisa, figlia di Walter Peirasso milite della Squadra di Montagna e nipote di Giuseppe Peirasso, socio onorario. Il 4 novembre è nata Rebecca Rossetti, figlia di Marcella e di Eugenio, entrambi militi della V Squadra. Auguri e felicitazioni


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8 Merry Christmas and a Happy New Year Joyeux Noël et Bonne Année

Cari bambini, volete regalare un sorriso a Natale? Portate tanti giocattoli alla cassetta della Centrale del Latte, Babbo Natale li consegnera’ a tanti bambini meno fortunati TORINO - Piazza C.L.N. dal 19 al 23 e dal 27 al 28 dicembre 2008 dalle ore 10,00 alle ore 19,00 24 dicembre 2008 dalle ore 11,00 alle ore 17,00 dal 2 al 5 gennaio 2009 dalle ore 10,00 alle ore 19,00 6 gennaio 2009 dalle ore 11,00 alle ore 17,00

Frohe Weihnachten und ein gutes neues Jahr Feliz Navidad y Próspero Año Nuevo

Le Dame Patronesse porgono i più cordiali auguri per un sereno Natale ed un felice anno 2009 a tutti i Militi e a tutti coloro che operano nella Croce Verde.

ASTI - Piazza San Secondo dal 19 al 21 dicembre 2008 dalle ore 11,00 alle ore 19,00

Il 10 ottobre a Firenze, presso l’Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana si è svolta una Tavola Rotonda sul ruolo del Volontariato nell’affidamento dei servizi in sanità. La Tavola Rotonda, è stata promossa da ANPAS con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e del Comune di Firenze. Sono intervenuti il presidente nazionale Fausto Casini, il presidente di ANPAS Toscana, Romano Manetti, Maria Luisa Bianco della Regione Piemonte e Mario Moiso, della Croce Verde Torino, rappresentante di ANPAS Piemonte.

Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Nel numero scorso di “Croce Verde notizie” la Dama Patronessa fotografata a destra della Presidente non è la signora Brigida Ciacci, ma la signora Giulia Peyrano. Ce ne scusiamo con le interessate e con i Lettori tutti.

Periodico della Croce Verde di Torino fondata nel 1907 Via Dorè, 4 - 10121 Torino - Tel. 011.562.16.06 - Fax 011.562.18.06 - c/c Postale 31726102 Presidente: Paolo Emilio Ferreri Direttore Responsabile: Vassili Bonucci Vicedirettore: Michele Aprà Comitato di redazione: Giulio Airaghi - Elisa Bergamino - Luisella Momo - Marino Properzi Manuela Segre, Mari Viotti Stampa: Tipografia Egizia - Via C. di Roccavione, 15 - Torino Tel. 011.250.166 r.a. - Fax 011.216.41.9 - E-mail: tipegizia@tin.it


Croce Verde Notizie  

n°4 - 2008

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