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Avviso per i signori portalettere: in caso di mancato recapito inviare al CMP Torino Nord per la restituzione al mittente presso pagamento resi

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Anno XXVI - Numero 2/2011 Trimestrale d’informazione della Croce Verde Torino e Sezioni Tassa riscossa Torino - Ferrovia Spedizione in A.P. art. 2 comma 20/c legge 662/96 filiale di Torino Autorizzazione Tribunale di Torino n. 3604 del 30/12/85 Direzione Redazione: Via Dorè, 4 - 10121 Torino Tel. 011.5621606 - Fax 011.5621806 www.croceverde.org - cvnotizie@croceverde.org DISTRIBUZIONE GRATUITA

I Gruppi di acquisto solidale La nuova frontiera degli acquisti

Cenni storici sulle Pubbliche Assistenze (II parte)

Gente di Croce Verde


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Anno XXVI - Numero 2/2011 Trimestrale d’informazione della Croce Verde Torino e Sezioni

Sommario

Tassa riscossa Torino - Ferrovia Spedizione in A.P. art. 2 comma 20/c legge 662/96 filiale di Torino Autorizzazione Tribunale di Torino n. 3604 del 30/12/85 Direzione Redazione: Via Dorè, 4 - 10121 Torino Tel. 011.5621606 - Fax 011.5621806 www.croceverde.org - cvnotizie@croceverde.org DISTR IBUZIONE GR ATUITA

I Gruppi di acquisto solidale La nuova frontiera degli acquisti ..................................................Pag.4

Cenni storici sulle Pubbliche Assistenze (II parte) Il periodo più difficile e la rinascita ..............................................Pag.8

I Gruppi di acquisto solidale La nuova frontiera degli acquisti

News dall’Ente

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Gente di Croce Verde ..........................................Pag.14 Cenni storici sulle Pubbliche Assistenze (II parte)

Gente di Croce Verde

Periodico d'informazione della Croce Verde Torino

Tazebao

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Direzione editoriale e redazione Via Dorè 4 – 10121 Torino Tel. 011.562.16.06 Fax 011.562.18.06 www.croceverde.org email: cvnotizie@croceverde.org Direttore responsabile: Patrizio Abrate Vice direttore: Roberto Tofful In redazione: Giulio Airaghi Luca Ballero Gianna Brustia Paolo Galvan Luisella Momo Manuela Segre Ha collaborato a questo numero: Aurelio Amerio Mauro Giordano Grafica, impaginazione e Stampa: Tipografia LITHO ART NEW Via Guido Reni 10 10136 Torino Tel. 011.329.90.47

AVVISO AI LETTORI Il Suo indirizzo fa parte dell’archivio elettronico della nostra rivista. Nel rispetto della legge per la tutela dei dati personali (privacy) comunichiamo che tale archivio è gestito dalla Croce Verde Torino. I suoi dati non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi. Lei potrà richiedere in qualsiasi momento la cancellazione dei suoi dati scrivendo alla redazione del giornale.

Il mio dono La nuova rete della solidarietà Sostieni la Croce Verde Torino PERCHE’ DONARE Un numero considerevole di persone che devono effettuare terapie, trasporti interospedalieri, essere dimesse da ospedali, frequentare centri diurni di riabilitazione oppure persone disabili, spesso necessitano di essere accompagnate negli spostamenti in quanto non autosufficienti o di particolari accorgimenti durante la fase del trasporto. I dati in nostro possesso evidenziano una costante crescita di richieste di servizi da parte della cittadinanza. Non è di poca rilevanza il numero dei servizi che risultano inevasi per mancanza di Mezzi e Volontari. Croce Verde Torino si propone, con il Vostro aiuto, di dare adeguata risposta alle richieste di assistenza e trasporto nel territorio della provincia di Torino. COME DONARE Attraverso l’iniziativa il Mio dono puoi effettuare una donazione tramite internet, con addebito in conto corrente o su carta di credito, sul sito croceverde.org o presso una delle Agenzie contraddistinte UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma e Banco di Sicilia. Per tutte le operazioni non saranno addebitate le commissioni. L'Organizzazione riceverà l'intero importo selezionato.

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Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana


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OSATE! In occasione del recente incontro preferiale con Voi (gli “Stati Generali” della nostra Associazione), ho concluso il mio breve intervento, invitando, Voi giovani, a “osare”. Molto anziano quale sono (sto per compiere 88 anni), posso oggi offrirvi solo l’esperienza maturata nella lunga vita che ho trascorso, riponendo – anche per quel tempo prossimo che neppure vivrò – tutte le mie speranze nelle mani di Voi Giovani. Gli avvenimenti degli ultimi mesi, verificatisi in quasi tutti gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, ci hanno rivelato, attraverso l’incontestabile documentazione televisiva, la partecipazione maggioritaria in essi di giovani uomini, di giovani donne. Quale segno migliore per il futuro Vostro, per il futuro del mondo stesso? La clamorosa, condivisibile e condivisa, protesta giovanile indica, in modo univoco, la esistenza comune, in tutti quei Paesi (ed è ragionevole pensare che altrettanto accada da noi e negli altri Paesi del mondo), di un sentito generale sentimento di volontà, in Voi Giovani, nel voler dare alla Vostra vita, al Vostro futuro, finalità diverse dall’attuale egoistico generalizzato “far cassa”: il denaro è, infatti, diventato, in questi tempi, parametro unico di tutti i valori, inducendo a disconoscere, al di fuori della ricchezza finanziaria, tutto ciò che è bello; tutto ciò che è buono; tutto ciò che è sacro; tanto da finire nell’attribuire rilevanza esclusivamente a ciò che è, da subito, utile e immediatamente godibile (cfr. in proposito: UMBERTO GALIMBERTI, in Professore ma che me ne faccio di Dante?). Sono i giovani, siete Voi giovani che avete il diritto-dovere di ribellarvi al male che, in buona o cattiva fede, noi vecchi abbiamo causato, distraendo il Vostro pensiero, le Vostre aspirazioni, il Vostro diritto alla vita e privandoVi delle emozioni della conoscenza, della varianza dei sentimenti, del vanto per meritati successi. Per questo, e forse anche per il rimorso di non adempiuti doveri verso di Voi, Vi ho rivolto, e Vi rivolgo, l’invito a non attendere da noi, che Vi abbiamo nel tempo preceduto, aiuti o sostegni che non siamo stati, fin qui, in grado di porgerVi, ma d’essere Voi a prendere iniziative senza cercare effimeri conforti in droghe o alcol, confrontandoVi invece con le inevitabili difficoltà della vita che Voi sarete in grado di superare se “oserete” affrontare il Vostro futuro con convinzione, con forza, con serenità. “Osare” significa, letteralmente, avere coraggio, avere ardire e chi, se non Voi giovani, ha risorse, fisiche e morali, per superare le prove più difficili cui la vita stessa sottopone? Affrontare e conoscere il dolore, la noia, la disperazione è “osare”, ma “osare” è possibile per Voi giovani che avete immense e inesplorate riserve d’energie, di speranze, di gioie da provare e godere. E tutto ciò avrete se avrete appunto l’ardire di affrontare con serenità e coraggio le vicende umane, consapevoli che, solo così “osando”, potrete avere certezza del Vostro domani. “Osare” è anche opporsi con fermezza agli abusi, da qualunque parte provengano, facendo intendere a chi li pratica la intollerabilità degli stessi, tanto più se l’abuso coinvolge le parti pubbliche, presso le quali le Vostre istanze, le Vostre critiche, i Vostri rilievi esigono risposte esaurienti e immediate perché è contro di Voi, cittadini del futuro, che gli abusi possono spiegare, e spiegheranno, i loro effetti deteriori. Indignati, “osate” opporvi con fermezza, pretendendo di essere sentiti e coinvolti nelle decisioni essenziali per la Vostra stessa futura esistenza. E’ un Vostro diritto ed è un Vostro dovere. Osate, osate, osate!

Avv. Paolo Emilio Ferreri

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I Gruppi di acquisto solidale La nuova frontiera degli acquisti Da circa trent’anni la società occidentale ha iniziato a porsi delle domande in merito al proprio modello di sviluppo, immaginando se sia sostenibile in un periodo medio-lungo. Gli anni ottanta sono stati caratterizzati da un’onda d’ottimismo e dall’esplosione del benessere per tutto l’occidente che sembrava poter garantire l’accesso, da parte delle masse, ai più svariati prodotti che l’industria era in quel momento in grado di fornire in abbondanza. Nel decennio successivo, complice il collasso del blocco sovietico e il crescente sviluppo dei sistemi informativi di massa, si è verificata una profonda rivisitazione del modello capitalistico-consumistico, che ha conosciuto – se possibile - un’ulteriore accelerata, spingendo gli studiosi a parlare addirittura di “turbocapitalismo”. Questo fenomeno, decisamente collegato alla globalizzazione dei mercati, ha determinato un ulteriore allargarsi della forbice ricchezza/povertà in diverse aree del pianeta. A tal proposito è utile sfogliare il libro di Paul Hawken, “Moltitudine inarrestabile”, in cui si tratteggiano alcune “risposte” che “la Terra sta generando per affrontare le mille crisi locali”. Hawken sostiene che il movimento dell’economia solidale sia una di queste risposte: un’opposizione festosa, collettiva e non violenta alla globalizzazione e al consumo sfrenato che stava producendo danni incalcolabili nel pianeta. Secondo questa visione il consumo e le regole del marketing non sono più accettate da un numero sempre più crescente di persone. Molti individui stanno maturando la convinzione che le multinazionali pur proponendo una vasta gamma di prodotti, in realtà attraverso strategie di marketing molto aggressive, stanno imponendo ai consumatori i gusti, in particolare su come dobbiamo vestirci, su cosa dob4

di Luca BALLERO

biamo mangiare, su come e quanto dobbiamo lavorare e guadagnare. Nel libro “Il capitale delle relazioni” a cura del Tavolo per la Rete italiana di economia solidale, troviamo il racconto di persone che, recuperando la propria autocoscienza, hanno deciso di divenire “protagoniste” della loro vita spegnendo gli schermi e uscendo da casa. Riflettendo hanno deciso di essere attivi in prima persona della loro vita cambiando la loro concezione di benessere e scoprendo che è possibile realizzare un altro sistema

economico non basato sul mero profitto, ma sulla condivisione e sulla gratuità. Il modello si fonda sulla relazione con gli altri, sul dialogo tra le persone che “non ha come fine il consenso, ma un reciproco progresso, un avanzare insieme” (“L’altro siamo noi” Enzo Bianchi). In questa prospettiva non esistono più produttori, consumatori, intermediari ma persone con un volto che vogliono essere esse stesse protagoniste e sottoporsi alla legge della convivialità anziché a quella della domanda e dell’offerta. Da questi presupposti prendono le mosse i Gruppo di Acquisto Solidale (GAS). Persone che incontrandosi hanno deciso di riflettere gestendo in maniera critica i propri acquisti, agendo affinché la loro spesa ri-


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sponda a criteri di giustizia non solo in senso economico, ma anche in modo da tenere conto di molteplici fattori come le relazioni umane, la crescita locale, i posti di lavoro.. ecc... Un GAS provvede agli acquisti di beni e servizi per un gruppo più o meno allargato con la finalità di avvicinarsi alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente, mettendo in comune tempo e risorse, coordinando le persone in modo da renderle più consapevoli delle loro scelte nell’ambito dei consumi. Nascono negli anni ‘90 ed è a Fidenza che inizia nel 1994 la storia degli attuali GAS. Nel 1996 è pubblicata la “Guida al Consumo Critico” dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo e nel 1997 nasce la rete di gruppi d’acquisto. È un collegamento, una rete di Gruppi d’Acquisto che ha come scopo la salvaguardia e l’autonomia degli stessi, ma che cerca di dare un

maggiore impatto sull’opinione pubblica. Infatti, la rete si prefigge di favorire la diffusione del consumo critico, di facilitare lo scambio di esperienze e di informazioni tra i GAS, di favorire l’elaborazione di migliori e sempre più precisi criteri di scelta dei prodotti, nonché di promuovere la loro diffusione e sviluppo. Uno degli strumenti utilizzati dai membri dei GAS per far circolare le informazioni è il bollettino “BOGAR” (Bollettino Gruppi d’Acquisto Regionali) che esce ogni tre mesi ed è organizzato in tre parti principali: notizie dai gruppi; criteri guida per la scelta dei prodotti e dei produttori; produttori, richieste e segnalazioni di produttori. Nel 2007 la diffusione e la consapevolezza dell’espandersi dell’iniziativa fanno sì che la Com-

missione di Bilancio del Senato approvi un emendamento alla legge finanziaria relativo agli aspetti fiscali, secondo cui l’attività di acquisto e distribuzione svolta dagli aderenti ai GAS costituisce attività “non commerciale”. L’emendamento è il risultato di un lungo percorso di democrazia partecipativa iniziata all’interno dei movimenti GAS nel dicembre del 2006. I GAS, quindi, diventano formalmente “soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con finalità etiche, di solidarietà sociale e sostenibilità ambientale” (Legge Finanziaria 2008, art. 1, comma 268). Far parte di un GAS non vuol dire unicamente risparmiare perché l’acquisto avviene in grandi quantitativi, ma vuol dire porsi delle domande e interrogarsi su chi ci sia dietro ogni prodotto. È stato correttamente retribuito il lavoro di chi ha raccolto e confezionato il bene? Il prodotto rispetta l’ambiente? È un prodotto di qualità? Ho contribuito a creare posti di lavoro nel sistema economico locale nel rispetto della legalità? Alcuni di questi interrogativi, così come tante altre domande mettono in discussione il concetto stesso di consumo ed i modelli che lo sorreggono, lasciando spazio ad una concezione più “umana” di economia. Per entrare a far parte o costituire un GAS non è necessario essere un ribelle o un sovversivo del sistema economico attuale, ma bisogna partire dalla presa di coscienza di volere cambiare dal piccolo il proprio modo di volere fare la spesa così da potere contribuire ad un benessere della propria comunità locale che non si misura solo in termini economici. I GAS sono una piccola risposta che si sta muovendo verso la necessità di invertire la rotta in una realtà in cui c’è stato fatto credere che l’unico modo per essere felice è consumare sempre di più fino all’esaurimento di tutte le risorse disponibili. Nel documento di base dei GAS che possiamo trovare al sito sono indicate le motivazioni e le linee guida suddivise in quattro filoni: Sviluppare e mettere in pratica il consumo critico. Si vuole indicare che è necessario un atteggiamento critico dei consumatori affinché possano valutare essi stessi i prodotti senza passare attraverso criteri imposti dal mercato. In particolare i GAS s’impongono di acquistare 5


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prodotti etici e biologici che mettano al primo posto il rispetto dell’uomo, dell’ambiente, della salute, la solidarietà verso i piccoli produttori che sarebbero schiacciati dai grandi, la sostenibilità, il gusto e il riavvicinamento ai ritmi naturali, consumando i cibi secondo la loro stagione. Inoltre l’importanza dell’informarsi e del formarsi all’interno del gruppo facendo diventare gli incontri veri e propri momenti di formazione critica. Sviluppare e creare solidarietà e consapevolezza. È una solidarietà di ampio respiro che inizia dai membri del gruppo, passa dai produttori e giunge fino a lambire popolazioni dei paesi poveri che a causa degli sprechi e degli squilibri nella distribuzione delle ricchezze subiscono profonde ingiustizie. Si presta poi particolare attenzione all’opera intensa dei piccoli produttori, in opposizione alle produzioni di massa dove i costi sono compressi a causa della maggiore disponibilità di capitale. Di riflesso, si cerca di incentivare l’occupazione sul territorio per i piccoli produttori che non hanno a disposizione molte risorse finanziarie. Socializzare. Il condividere con gli altri le proprie decisioni, le proprie idee e posizioni con l’obiettivo di creare una rete di amicizia e di solidarietà nel gruppo. Lo scambio di idee, il contribuire alla realizzazione del progetto e il tempo possono arrivare a creare uno stile di vita condiviso basato sulla ricerca dell’essenzialità quotidiana. Inoltre si realizza un contatto diretto tra il produttore e il consumatore permettendo a quest’ultimo di conoscere meglio il comportamento del produttore giungendo ad instaurare un vero e proprio rapporto di fiducia. L’unione fa la forza. L’assenza di intermediatori permette di scegliersi il produttore che rispecchia meglio il gruppo e di favorire le piccole realtà locali che non riusci6

rebbero a sopravvivere nella grande distribuzione. Il GAS acquista dei prodotti etici e biologici e di alta qualità ad un prezzo competitivo, permettendo a tutti l’utilizzo di questo genere di prodotti e non solamente ad un pubblico elitario. In questa maniera si sviluppano le culture tradizionali della propria zona sempre a rischio di scomparire. Ma come funzione un GAS? Non esiste un funzionamento particolare o un modello cui aderire. Ogni GAS si gestisce da solo: i partecipanti definiscono la lista di prodotti che intendono acquistare collettivamente, dopo, secondo questa lista, le diverse famiglie compilano un ordine che sarà trasmesso ai vari produttori. La merce giunge dal produttore in giorni stabiliti e concordati con lui e a quel punto è suddivisa tra le famiglie che pagheranno la loro parte. Questa rivoluzione delle reti tra le persone, dai GAS ai distretti di economia solidale, ha posto al sistema economico delle sfide ancora grandi che comunque obbligano e costringono sempre di più le grandi multinazionali a fare i conti con la richiesta di prodotti biologici di un’inversione di rotta, di trasparenza e solidarietà. I GAS, le botteghe equo solidali, le associazioni o i gruppi informali stanno sempre di più giocando un ruolo di prim’ordine intaccando il sistema attuale. In un momento di disinteresse politico e di difficoltà economica queste “reti” sono un vero e proprio esempio di coinvolgimento e di democrazia partecipativa. È difficile farsi delle aspettative o immaginarsi l’evolversi di questo pensiero, sicuramente sono in molti a pensare che il “capitale” che darà buoni frutti, e su cui veramente vale la pena investire ora, è quello delle relazioni! Per saperne di più visitate www.altraeconomia.it www.cnms.it www.retegas.org


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La testimonianza di un’aderente ad un GAS In questa intervista, di Luca Ballero, Francesca Fimiani ci racconta il perché delle sue scelte e come fare per avvicinarci alla realtà dei GAS. Perché hai voluto far parte di un GAS? La motivazione personale che mi ha spinto a partecipare ad un GAS è la ricerca di un metodo d’acquisto che rispondesse alle mie esigenze etiche. Sono pochi anni che i consumatori sono stati allenati a controllare la provenienza di un prodotto, fare attenzione al riciclo, al riuso, ecc. Il GAS ti permette, dovrebbe permetterti, di comprare cose eticamente giuste senza spendere un patrimonio. Il fenomeno dei GAS potrà prenderà piede o è destinato a rimanere una nicchia riservata a poche persone? Fare la spesa con il Gas costa un po’ di più del supermercato e un po’ di meno dei negozi specializzati nel biologico. Detto tra di noi, in questo momento probabilmente un quarto delle famiglie non si possono permettere il GAS. Il GAS fa attenzione al risparmio, ma non ha nel risparmio il suo punto numero uno. Il punto numero uno, piuttosto, è l’attenzione al produttore, che il prodotto sia biologico, che non si sfrutti il lavoro, che sia a Km 0, ecc. Quanti GAS sono presenti a Torino? Sono circa settanta. Come nascono? I GAS nascono come libere associazione di persone che comprando insieme ne hanno un beneficio. Ne ha un beneficio l’ambiente e ne hanno un beneficio loro. Più piccoli sono e meglio funzionano. I GAS molto grandi hanno un problema di gestione diventando quasi un supermercato. Qual’è la mentalità dei GAS? Far parte di un GAS è un modo di tornare indietro, come facevano i nonni. C’è bisogno dell’olio? Compriamo l’olio dal contadino, in 5 famiglie tutti quanti insieme, buono e in quantità tale che riusciamo ad avere uno sconto sensibile. Questa è la mentalità alla quale si aggiunge la tecnologia di oggi: internet. Ci scambiamo dei file e, invece di andare in un posto a prendere l’olio, questo ci viene portato. I GAS sono per tutti? Io non penso che i GAS siano la risposta per tutti semplicemente perché richiedono un grado molto alto di entusiasmo e partecipazione. Bisogna aver voglia di fare, quando non hai voglia ti accasci sulle comodità e devi sapere che le paghi non solo in termini economici. Quindi è una questione di abitudini? Per me è stato importante trovare una comunità di persone che volevano smettere di comprare il pollo con degli ormoni dentro, oppure volevano comprare le cose del posto, con meno Km possibili anziché comprare pere della Nuova Zelanda. Qual’è uno degli aspetti che ti piace di più di un GAS? Il bello di un GAS è che comprende persone con estra-

zioni sociali diverse. C’è la signora più anziana che sa individuarti la verdura e ti insegna a conservarla al meglio, ci sono dei laureati in chimica che ci controllano tutte le etichette. Io non riuscirei a fare la stessa cosa da sola. C’è una riduzione dei consumi partecipando ad un GAS? Un GAS ti insegna a ridurre i consumi, ti insegna il riutilizzo delle cose, ti insegna a mangiare tanta verdura perché una buona parte dei GAS fanno molta attenzione al consumo di carne. Quali altre differenze ci sono in un GAS? I GAS e i mercati abbattono la catena di distribuzione che è un costo molto alto, quella che prende molti soldi in tutto il comparto. Per me non è giusto che la persona che fa da tramite tra il contadino e il supermercato guadagni il 50%. Tagliare quel costo li vuol dire pagare di più il produttore, un produttore selezionato, che so come lavora. Quale valore danno i GAS ai prodotti locali? I prodotti locali stanno scomparendo anche se Slow Food lavora molto bene su questo aspetto. Il GAS riporta alla terra e agli ingredienti semplici. Quale consiglio daresti ad una persona per avvicinarsi ad un GAS? La prima cosa è conoscere qualcuno che di un GAS faccia parte. Ogni GAS è diverso. Il nostro GAS fa acquisti settimanali di cose fresche, ma non di formaggi o di carne. Ci vediamo due o tre volte l’anno. La seconda è informarsi bene sul web. È fondamentale potere usare il web. Il GAS si rivolge principalmente per questo a chi è sotto i 50 anni. Il principale portale italiano è www.retegas.org. Le terza cosa è non avere paura. Fondare un GAS con i propri amici o nel proprio palazzo è molto semplice. L’auto-produzione è una soluzione? Non puoi pensare che l’auto-produzione sia una soluzione in città, perché non è possibile. Ma riportare il commercio a come era prima, uno produce e uno compra, secondo me è sano, riporta le cose alla semplicità di un tempo. Cosa diresti alle associazioni di volontariato presenti su un territorio? Direi che hanno un grosso potenziale e un grande potere contrattuale. Noi non siamo abituati, per cultura, a contrattare quasi mai. Se uno si impegna di prendere grandi quantità diverse volte può permettersi di cambiare il prezzo. Potrebbe essere un servizio comodissimo per gli associati.

Quanto sopra pubblicato è un estratto delle domande e delle risposte dell’intervista originale. Chi fosse interessato al testo integrale ,che consigliamo vivamente di leggere, potrà trovarlo su sito www.croceverde.org insieme alla copia di CV Notizie.

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Cenni storici sulle pubbliche assistenze (dal 1912 al 1961) Il periodo più difficile e la rinascita Nel 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia, le associazioni presenti sul territorio nazionale diedero un’ulteriore conferma della loro importanza. Infatti, lo scoppio della guerra e l’appello alla coesione nazionale (il sentito patriottismo e il senso d’appartenenza si rese comprensibile “con un segno esteriore di riconoscimento della Federazione: un bracciale formato dai tre colori nazionali, aventi in mezzo una croce verde con al centro una stella d’oro e intorno alla croce la dicitura Federazione Nazionale della Pubblica Assistenza”) sortirono la sottoscrizione di una vera e propria convenzione stipulata tra Croce Rossa e la Federazione, nella quale le fu formalmente legittimato un ruolo di coordinamento e di rappresentanza delle associazioni nazionali del settore. La convenzione stabiliva che, per tutta la durata della guerra, la Federazione avrebbe agito sotto il controllo della Croce Rossa e, a fronte di esplicita richiesta delle autorità militari, nell’allestimento di tutti i servizi a supporto dei feriti e dei malati dell’esercito italiano. Ad esempio, a Milano, le infermiere volontarie della Croce Bianca furono impegnate in molti ospedali cittadini; le Misericordie svolsero, nelle loro singole località, un’intensa attività di assistenza e di soccorso particolarmente dedita alle necessità di aiuto verso le popolazioni interne e verso i profughi. In Piemonte e nel resto dell’Italia le Pubbliche Assistenze, pur sacrificate dalle necessità belliche e decimate dall’assenza dei volontari chiamati al fronte, si prodigarono per portare conforto e aiuto alle popolazioni. La Croce Verde Torino allestì un ospedale e organizzò una squadra per effettuare servizi di disinfestazione nelle zone di guerra. Nel 1918 il Presidente della Federazione rivolse un accorato appello ai governanti affinché prendessero atto delle enormi difficoltà economiche e ma-

di Gianna BRUSTIA teriali (necessità di acquistare i mezzi, gli strumenti sanitari e i medicinali) delle associate e propose una Lotteria Nazionale il cui ricavato fosse devoluto a beneficio delle varie società. Nel 1919 fu concesso alla Federazione di organizzare una lotteria nazionale: il risultato fu superiore alle attese. Purtroppo, le ben 583 mila lire, entrate nelle casse della Federazione e gestite dal Presidente Paletti in maniera non sempre oculata, vanificarono i progetti iniziali.

Delle Pubbliche Assistenze durante il regime fascista, poco ci è dato sapere soprattutto a causa di una scarsa documentazione oggi disponibile: le sorti dell’intero movimento furono fagocitate nell’orbita del regime. Per l’associazionismo l’avvento del regime fascista coincise con il periodo più difficile. Il regime trovava nel nord del Paese operaio associazioni che avevano avuto origine anche dal mondo sindacale e socialista, non poteva quindi vedere di buon occhio queste realtà che, per loro stessa natura, rappresentavano l’antitesi all’ordine imposto poiché portatrici di valori quali: solidarietà, condivisione e servizio disinteressato. Il regime fascista aveva

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inoltre come obiettivo quello di convogliare ogni forma di attività assistenziale nello Stato e anche le associazioni dovettero assoggettarsi alle direttive centralistiche del governo. Qualche anno dopo, Vittorio Emanuele III con la promulgazione del Regio Decreto 12 febbraio 1930 n° 84 “Modifiche al R.D.L. 10 agosto 1928 n° 2034”, contenente provvedimenti a favore della Croce Rossa Italiana, trasferisce tutte le competenze relative al soccorso alla stessa C.R.I. con il conseguente scioglimento di tutte le associazioni non ancora erette in Ente Morale, disponendo la confisca delle loro attrezzature e del loro patrimonio a favore dell’Istituzione di soccorso statalizzata. Il periodo fu particolarmente difficile per la Federazione delle Pubbliche Assistenze e per tutte le associazioni affiliate perché, nonostante fosse stata eretta a Ente Morale nel 1911, fu sciolta. A Torino, solo la Croce Verde tra le Pubbliche As-

sistenze riuscì ad operare, ma con il commissariamento dei suoi organi dirigenti: i militi, fin dal 1927, furono iscritti d’ufficio all’Opera Nazionale del Dopolavoro e questo permise all’associazione una certa autonomia fino al 1939, grazie anche al prestigio e all’autorevolezza del suo presidente Olivetti; nell’agosto del 1939 il commissariamento prefettizio impose che la guida dell’associazione fosse assunta dal segretario della sezione torinese della Croce Rossa. Le Misericordie tuttavia, beneficiando della Legge Crispi 17 luglio 1890, che sanciva le Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB), e della benevolenza del Sovrano, dimostrata anche

dalla partecipazione nel settembre del 1926 al loro Congresso Nazionale, poterono, seppur con limitata libertà, proseguire la loro opera. Per le associazioni sciolte ci fu anche l’umiliazione della consegna dei vessilli, da effettuarsi in cerimonia pubblica, a testimonianza dell’avvenuta resa al regime. Per molti anni le associazioni furono costrette ad operare sotto mentite spoglie ma, subito dopo la Liberazione, l’ideale che aveva ispirato la nascita di queste realtà riprese a guidare coloro che le fecero rinascere. Col passaggio del fronte e la graduale liberazione della nazione molte associazioni di pubblica assistenza, inglobate dalla Croce Rossa o da organizzazioni fasciste, tornarono ad un’esistenza autonoma. Tutt’altro destino ebbe la Croce Verde di Torino, che durante l’occupazione tedesca della città vide molti suoi soci e militi coinvolti nella lotta partigiana e subì perciò denunce per attività antinazionale, perquisizioni di polizia e stretta vigilanza da parte dell’autorità. Con il Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 13 novembre 1947, sono abrogate le norme contenute nell’art. 2, lettere b), c), d) del R.D. 12 febbraio 1930 n° 84. Inoltre sempre nello stesso Decreto furono indicati i compiti della Croce Rossa Italiana e quelli effettuati da “altre associazioni locali ” che insieme ebbero il non facile compito di organizzare il servizio di pronto soccorso nel Paese. Lasciato alle spalle l’orrore bellico il movimento delle Pubbliche Assistenze si ricompose spontaneamente e, nel 1946, a Milano si svolse il primo Congresso Nazionale. Sempre a Milano la Croce Bianca riprese la sua attività senza mezzi e senza sede, usando per i suoi servizi vecchie ambulanze. Nel volgere di pochi anni ripartì il servizio forzatamente interrotto. A Firenze l’8 gennaio 1947 si svolse il Congresso Nazionale delle Misericordie che pose le basi per la rinascita del movimento. La quasi totalità delle associazioni era stata depredata dei propri beni dalle truppe tedesche durante la ritirata dal suolo italiano. Il Decreto 12 febbraio 1930 n° 84 fece sentire i suoi effetti anche dopo la fine della guerra, lasciando aperto un contenzioso tra la Croce Rossa

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Nella realtà il decreto rimase inattuato fino al 1950 quando un senatore, sensibile alle richieste delle pubbliche assistenze, chiese alle stesse di dimostrare di essere “organizzate fra di loro e quindi rappresentate da un ente federale, da mettere sulla stessa parità di diritto della Croce Rossa e delle Misericordie”. La svolta avvenne solo nel febbraio del 1952 quando la Federazione e la Croce Rossa siglarono un accordo dove si impegnavano ad effettuare servizio di pronto soccorso e trasporto infermi sul territorio nazionale in uno spirito di reciproca comprensione ed amicizia, rispettandosi e facilitandosi vicendevolmente nell’espletamento del servizio che ciascuno avrebbe effettuato con i propri mezzi; tale accordo prevedeva inoltre che fossero sanate anche le pendenze patrimoniali derivanti dal decreto del 1930. Tali accordi, soprattutto per la problematica delle pendenze patrimoniali, non sempre diedero risultati concreti e soprattutto la Croce Rossa continuò ad essere l’unica beneficiaria dei contributi statali.

Italiana e diverse associazioni locali sulla proprietà dei beni, come risulta dall’esemplare caso della Croce Verde Quarto di Genova. L’Associazione, nata il 23 giugno 1911, grazie ad un’autotassazione dei soci raccolse la cifra di Lit. 7.000 per costruire la nuova sede. Il giorno di Pasqua del 1928 ci fu la cerimonia di posa della prima pietra ma, in seguito al sopraccitato Decreto, la Croce Verde fu sciolta e presso la nuova sede si installò il Pronto Soccorso della Croce Rossa. Contemporaneamente fu registrato l’atto di proprietà a favore della stessa C.R.I. Al termine della guerra un gruppo di vecchi soci della Croce Verde, il 1° Settembre 1945 chiese al Governo, attraverso il Comitato di Liberazione Nazionale, l’abrogazione del R.D. del 12 febbraio 1930 n ° 84, in forza del quale erano stati confiscati i beni della P.A. Croce Verde di Quarto dei Mille. Ha così inizio un lungo iter che terminerà con la restituzione della proprietà all’Associazione ben 55 anni dopo la confisca. Il 13 novembre 1947 il Governo approvò un decreto con il quale attribuiva alla Croce Rossa il compito, anche in tempo di pace, di organizzare sul piano nazionale il pronto soccorso e il trasporto degli infermi o degli infortunati con i propri mezzi e di coordinare e disciplinare i servizi svolti dalla associazione locale; immediata fu la reazione della Federazione, la quale condannò il decreto ministeriale che aveva privato le associazioni della loro libertà. Dall’agosto 1948 la Federazione pubblicò un suo notiziario: “il volontario del soccorso” che ebbe scarsa fortuna.

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Nel 1961 fu conseguito un risultato importante: l’indicazione, da parte del Ministero della Sanità, di un suo delegato nel Consiglio Direttivo della Federazione. Questo delegato rappresentò un punto di contatto importante con le istituzioni e da quell’anno la Federazione fu inclusa tra gli enti che potevano ricevere contributi dal Ministero. Il bilancio della Federazione nel 1961 fece registrare una situazione patrimoniale completamente risanata rispetto agli anni precedenti.


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NEWS dall’Ente

Ciao “Bertu” di Mauro GIORDANO In una giornata stranamente assolata in questa strana estate, ci ha lasciato un milite della Sezione di Borgaro-Caselle: Alberto Giordano. La notizia ha fatto il giro di tutti i militi ed è arrivata anche a me che milite non sono più, ma per molti e molti anni sono stato con lui milite e ancora prima amico e, caso vuole, anche omonimo. Conosciuto negli anni ’70, all’apertura della Sezione di Borgaro, Alberto ha sempre voluto donare tutto quello che poteva all’associazione, non solo il suo tempo, ma anche la sua vera partecipazione a tutti i momenti della vita associativa. E quando mi è stato chiesto di scrivere questo ricordo per lui, mi sono sentito onorato; l’aver scelto un ex milite per ricordarlo mi ha realmente portato indietro di quarant’anni! Alberto era stato non il primo milite, perché quello sulla porta della Sezione ad attendere chi voleva aderire alla Croce Verde ero io, ma il primo aggregato, divenuto poi milite dopo il corso e dopo l’esame di abilitazione. Fu assegnato alla quarta squadra. Da allora inizia la sua partecipazione attiva alla vita sociale, non si limita alle guardie, si offre per le sostituzioni (quante nei festivi, in agosto, a Natale e Capodanno!), mette a disposizione della Croce Verde la sua competenza tecnica di autista (era la sua attività lavorativa) e diventa presto responsabile delle ambulanze. I mezzi erano sempre in ordine, provvedeva alla cura, li portava in sede per le riparazioni, alla revisione per il collaudo, provvedeva a montare e smontare le catene alle gomme quando nevicava e il pieno di carburante e poi ancora ……. ancora …… ancora. Alberto parteciperesti alla festa degli Alpini? Alla festa

della Croce Rossa di Beinasco, a quella dell’Avis? Alberto c’era. Lui c’era e c’è sempre stato. Un gesto grande, nato da una sua idea, non lo dimenticherò mai: il terribile terremoto del Friuli. La Croce Verde parte con una prima ambulanza per Udine, in sede e da Borgaro teniamo i contatti, i militi sul posto ci dicono che lassù manca ogni cosa. Alberto mi suggerisce di creare un centro di raccolta. Con la forza dell’entusiasmo e lo spirito altruistico, ci buttammo lui e io sull’idea per come realizzarla. In pochi minuti (sottolineo minuti) arrivarono in sezione delle “trombe” da mettere sulle auto (la sua Fiat 124) e subito in giro per Borgaro a lanciare e diffondere l’iniziativa. Chiedevamo abiti, biancheria, medicinali non scaduti e tutto ciò che poteva servire a chi aveva perso tutto. Alberto era lì; i borgaresi e non risposero con grande generosità, tanto è vero che chiedemmo l’aiuto al Comune per ricoverare in posto adeguato così tanto ben di Dio!! E Alberto dormiva in una stanza attigua per poter tenere alta la guardia. E di queste storie ne potrei raccontare tante, tante e tante ancora, con sempre al centro Alberto. Caro Alberto, ora che sei “andato avanti” come dicono gli Alpini, da lassù non devi più soccorrere nessuno, ma con il tuo motorino (ricordi quante volte hai fatto Borgaro-Caselle-Borgaro quando la sezione fu trasferita a Caselle?) cavalca le nuvole del cielo e guarda verso di noi, guarda i tuoi cari, e verso i militi della Croce Verde, e fai capire loro che l’impegno, la tenacia, l’amore verso il prossimo, la bontà e la mitezza d’animo, qualità che ti hanno caratterizzato qui da noi, sono sempre attuali e che andrebbero sempre messe in pratica, così come tu hai praticato e insegnato. Ciao Alberto, salutaci Vassili Bonucci e tutti coloro della Verde che conosciamo.

Rally del Soccorso 2011 4° posto (su dieci equipaggi iscritti e 2 equipaggi classificati ex-aequo al 2° posto) per l'equipaggio della Croce Verde che ha partecipato domenica 4 settembre a Tiglieto, nell'entroterra genovese, alla 4a edizione del "Rally del Soccorso" organizzata dalla locale Croce Bianca. Bella prestazione per il team composto da Paolo Bonino (V sq), Michela Gaggiano (V sq), Emanuele Perotti (VIII sq) e Marco Massaro (sq. del Sabato), che in una giornata caratterizzata dalla pioggia sono stati vincitori di uno dei trofei speciali, quello per la miglior gestione dello scenario psicologico. Il nostro equipaggio ha anche vinto un materassino a depressione per la nostra Associazione. Complimenti ragazzi !!!!!!

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NEWS dall’Ente Quelli che “danno una mano” Il terzo settore si è ritrovato a Torino perché i 150 anni dell’Unità sono stati anche tanto impegno gratuito a favore del prossimo quando soffre o è emarginato ed è quanto di meglio gli stessi lasciano in eredità all’Italia del futuro. “Non c’è futuro senza solidarietà”: questo il titolo dell’evento organizzato dal “Comitato 2011, Unità dell’Italia solidale” creato dal variegato mondo del non profit italiano che, vincendo il suo naturale riserbo, si è dato appuntamento nel cuore di Torino. Sabato 25 giugno, Piazza San Carlo s’è colorata di giallo, rosso, arancione, verde, blu: i colori delle pettorine o delle magliette di centinaia di volontari, impegnati a favore del prossimo, specialmente quando soffre, è in pericolo, è povero, solo o emarginato. La scenografia era anche fatta di mani di carta, di legno, di cartone, di stoffa, tutte lì per essere mostrate, offerte in aiuto, strette con autentica amicizia. Il gran raduno colorato e divertente ha lanciato un messaggio positivo perché, se è vero che “Non c’è futuro senza solidarietà”, è vero anche il contrario: un futuro solido, equo e sorridente è possibile là dove la solidarietà è un valore riconosciuto, praticato, tutelato.

Per saperne di più visitate il sito www.unitaliasolidale.it

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Concerto a Ciriè Come ogni anno la Sezione di Ciriè ha organizzato il concerto di musica leggera che si è svolto l’11 giugno a Villa Remmert. Lo scopo di questo appuntamento è di consolidare il rapporto con la cittadinanza che ha risposto con una numerosa partecipazione. Un ringraziamento va all’orchestra che ha svolto gratuitamente il suo programma.

Nuove nomine Il 31 maggio si è tenuta l’annuale Assemblea Militi durante la quale sono stati eletti i 2 nuovi Rappresentanti Militi in quanto risultavano vacanti 2 posti per decadenza mandato e dimissioni. Gli eletti sono Guido Albertin (milite della Sezione di Borgaro Caselle con mandato di tre anni) e Mario Caldera (milite della 5° squadra di Torino con mandato di 1 anno). I Rappresentanti Militi attualmente in carica sono quindi: Manuela SEGRE Guido ALBERTIN Mario CALDERA

Allenamento per un nuovo tipo di soccorso Anche quest’anno un equipaggio di militi della 4° squadra di Torino ha partecipato, su una barca di cartone, all’edizione della Carton Race che si è svolta a Cesana Torinese. Il risultato non conta, ma sono arrivati integri all’arrivo (sia come barca che come fisico) cosa non molto frequente.


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NEWS dall’Ente Adriana Bianco Delprato

L’importanza della formazione

Il 28 maggio 2011, dopo lunga malattia, è mancata Adriana Bianco Delprato, attiva nel Gruppo delle Dame Patronesse fin dal gennaio 1989. Tutte noi la ricordiamo con affetto e simpatia: una cara amica, forte, generosa, disponibile e sempre sorridente. Quando non è più potuta intervenire alle riunioni mensili e presenziare alle attività organizzate dalle Dame ha continuato, comunque, a mantenere i contatti ed a seguire tutte le iniziative. Oltre al suo impegno in Croce Verde va ricordato quello per i bambini malati del Benin che, nel corso dei suoi numerosi viaggi in Africa, ha fatto operare grazie alla mobilitazione dei suoi amici medici. In collaborazione con il Gruppo Missionario Merano è riuscita a realizzare lo scavo di pozzi d’acqua e la costruzione di scuole ed ospedali.

Nel mese di giugno ci è stata data l’opportunità dalla Direzione della Croce Verde Torino di partecipare ad un corso formativo di PHTLS, tenutosi in due week-end, articolato con prove teoriche e pratiche. La teoria, svolta da medici ed infermieri competenti, ha saputo toccare argomenti interessantissimi per la nostra attività quotidiana. La parte pratica ci ha insegnato quelle manovre di immobilizzazione che, per alcuni di noi della vecchia scuola, sono stati fondamentali standard formativi, importanti per potere essere sempre più professionali ogni giorno. Il nostro grazie vada alla Direzione tutta, ai medici, agli infermieri, agli istruttori ed ai volontari che si sono prestati con vero senso di aggregazione, serietà e simpatia. Il personale dipendente

Le Dame Patronesse vi invitano allo spettacolo di cabaret a cura della Compagnia “Il Teatro del Rimedio”

NON MI RODO... RIDO che si terrà sabato 1° ottobre 2011 alle ore 21,00 al Teatro Murialdo a Torino in Piazza Chiesa della Salute 17/b. Il costo del biglietto è di 10 euro ed il ricavato è destinato al fondo per l’acquisto di una nuova ambulanza. Per informazioni: www.croceverde.org

Nuova dotazione Da poco tempo l’ambulanza 237 è fornita di una sedia dotata di cingoli motorizzati per il trasporto di persone con problemi di deambulazione. La velocità media d’avanzamento è di due piani il minuto. Con un’autonomia di 32 piani può trasportare un peso massimo di 230 kg. Nei prossimi mesi è prevista la motorizzazione di tutte le sedie manuali attualmente in uso.

Le nostre ricorrenze Auguri a... È nato Edoardo figlio di Marco Puma milite della Sezione di Venaria. È nata Giulia Surra figlia di Federica e Marco militi della 4° e della 7° squadra di Torino.

I nostri Lutti Sono mancati Vincenzo Barberis fratello di Franco milite della squadra del sabato. Giovanni Forno papà di Silvio milite della 1° squadra di Torino. Osvaldo Gallea papà di Marco Direttore Sanitario della Croce Verde. Basilio Marasco papà di Pino dipendente della Croce Verde. Vittorio Bianchi figlio di Aldo milite della Sezione di Alpignano. Alberto Giordano milite della Sezione di Borgaro Alle famiglie il nostro più sincero cordoglio.

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Gente di Croce Verde

di Manuela SEGRE

Questo è lo spazio che dedichiamo ai nostri volontari, uno spazio dove raccontarsi, una luce accesa per un attimo su chi c'è sempre in silenzio, per fare senza clamori. Perché dentro la divisa arancione che ci rende uguali, ci sono 1100 pensieri, emozioni, sogni, occhi e cuori diversi, che vale la pena di conoscere. Anche se solo per un attimo. NOME

Michele ETÀ

47 PROFESSIONE

artigiano SQUADRA

sabato mattina Venaria ANNI IN CROCE VERDE

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NOME

Petru ETÀ

33 PROFESSIONE

Resp. log. Azimut SQUADRA

sabato Torino ANNI IN CROCE VERDE

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TAZEBAO

La rubrica per dare voce alle tante anime della Croce Verde La squadra di Montagna compie 85 anni di Aurelio AMERIO Nel comprensorio sciistico di Prali, ai piedi delle vette delle Alpi Cozie in alta Val Germanasca, la Squadra di Montagna della Croce Verde Torino ha festeggiato, il 14 maggio scorso, i suoi primi 85 anni d’attività.

Grande l’ospitalità offerta dal Comune nella persona del suo simpatico Sindaco, dott.sa Sandra Aglì, e dalla Società NUOVA 13 LAGHI rappresentata dall’Amm. Del. Fausto Sammartino. La commozione, il calore intorno a noi e la voglia di stare insieme hanno caratterizzato la giornata di festa accompagnata da un meteo felice di partecipare all’evento che ha versato qualche goccia di pioggia solo verso il saluto finale. La gioia di ritrovarsi, anche dopo molti anni tra colleghi “di montagna”, ha premiato lo sforzo e la passione organizzativa di Gian Beppe Gatti, Roberto Fassina e tutto il Direttivo della Squadra che hanno voluto fortemente questa manifestazione. L’ottimo rapporto con la Società NUOVA 13 LAGHI instaurato dal nostro responsabile di stazione Roberto Zacco e tutta la sua squadra sono stati terreno fertile per la buona riuscita

della Festa che ha visto presenti 150 persone tra Militi, ex Militi, famigliari, rappresentanti d’Armi e Organizzazioni che collaborano con noi nel soccorso piste. La giornata è iniziata con la salita a Punta Bric Rond per le foto di rito nei pressi della capanna/rifugio del soccorso piste. La discesa sulla neve primaverile ci ha portato sino alla terrazza della “Capannina” predisposta per l’evento. Il benvenuto del Sindaco ha segnato l’inizio della parte ufficiale della Festa, seguito dal contributo dell’A.D. della Società NUOVA 13 LAGHI: entrambi hanno evidenziato il forte rapporto di fratellanza che lega il territorio alpino a chi opera, a tutti i livelli, per la sua valorizzazione e la sicurezza. Luciano Dematteis, Presidente uscente dell’ANPAS Piemonte, ha sottolineato il grande contributo della Squadra di Montagna e della “Scuola Soccorso Piste Pino Peirasso” nel promuovere a livello regionale un unico grande gruppo di soccorritori in pista sotto la bandiera ANPAS. Appassionato e toccante il percorso della Squadra tratteggiato da Gian Beppe Gatti, tra i primi a cedere alla commozione; Roberto Fassina ha ricordato la nostra storia più recente con molti spunti, anche di rapporti umani, che hanno segnato i nostri anni in “Verde”: tanti legami che sono nati e si sono consolidati grazie a questo fantastico Gruppo che da 85 anni lavora con dedizione, altruismo, raggiungendo un ottimo livello professionale. Nel nome di tutti è stato premiato con una targa Giuseppe Bussi, simbolo di questi valori, per la passione dimostrata in 50 anni di servizio attivo. Un grazie particolare agli ex Militi della squadra che ci hanno onorato della loro presenza. Vorremmo ricordali tutti, ma ci limitiamo a nominare Luigi Moscardini, classe 1926, (anno di nascita della squadra di montagna), entrato nel soccorso piste nel 1949 (questa è storia!). Ancora commozione, mista ad un giusto orgoglio d’appartenenza, hanno chiuso la parte ufficiale della manifestazione dando il via alla sua parte conviviale. E, a proposito di convivio, è doveroso un grazie particolare ai gestori della “Capannina”, veri maestri d’ospitalità. La festa, gli amici, il calore degli ospiti, la favolosa accoglienza di Prali, tutto è sembrato perfetto. E se replicassimo per il prossimo fine stagione? Un grazie ed un arrivederci.

Se volete scrivere a Tazebao inviate una mail a: cvnotizie@croceverde.org oppure via posta a: Croce Verde Notizie/Tazebao - via T. Dorè 4 - 10121 Torino

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SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA DI EMERGENZA ED URGENZA PEDIATRICA

Torino - Piazza Castello ore 10.00-17.00 Impariamo dagli esperti la manovra “SALVA-VITA” contro il soffocamento da corpi estranei inalati dai bambini CON IL PATROCINIO DI


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