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IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA ORALE Siamo andati a chiedere direttamente al Dottor Angelo Ziletti, medico chirurgo odontoiatra con trentennale esperienza e direttore sanitario dei Poliambulatori San Flaviano alcune domande più frequenti dei nostri lettori su IMPLANTOLOGIA DENTALE. CHE COS’E’ L’IMPLANTOLOGIA? L’implantologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione dei denti naturali mancanti mediante impianti. Quando si inseriscono nell’osso impianti in titanio puro, l’osso cresce a diretto contatto con la superficie implantare. Questo fenomeno prende il nome di osteointegrazione e permette agli impianti di diventare parte integrante del corpo come lo sono le radici dei denti naturali. QUANDO E COME NASCE L’IMPLANTOLOGIA? L’implantologia esce dalla fase sperimentale e diventa una branca ufficiale agli inizi degli anni 80 negli Stati Uniti, dopo circa due anni in Italia. Diventa una scienza ufficiale quando il Professor Branemark, uno studioso svedese, presenta alla comunità scientifica nazionale uno studio in cui dimostra che a 10 anni il 98% degli impianti sono in sede e in

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buona salute. CHE COSA SONO GLI IMPIANTI? Gli impianti sono radici artificiali in titanio puro che vengono posizionate nell’osso della mandibola e nell’osso mascellare superiore per sostituire le radici degli elementi mancanti. QUALI SONO I VANTAGGI CHE OFFRE UNA PROTESI SU IMPIANTI?
 Dobbiamo distinguere due condizioni: 1^ Quando manca un dente o pochi denti - il vantaggio in questo caso è l’integrità dei denti adiacenti alla zona edentula evitando così di ricoprire questi denti. Altro vantaggio è che l’impianto inserito nella zona della radice mancante contribuisce a mantenere l’osso che diversamente si riassorbe. Una delle caratteristiche dell’impianto è che stimola e preserva l’osso come una radice naturale. 2^ Quando abbiamo una riabilitazione complessa, (intendiamo dire quando c’è una protesi totale rimovibile o parziale) in questo caso con gli impianti abbiamo il ripristino della capacità masticatoria che diventa uguale a quella dei denti naturali con conseguenti benefici digestivi e nutrizionali. Abbiamo il mantenimento delle normali funzioni muscolari della faccia con recupero dell’aspetto più giovanile. L’arresto del processo del riassorbimento dell’osso della mandibola o del mascellare. L’assenza di infiammazioni gengivali e di dolori correlato all’instabilità della protesi. Maggiore sicurezza. QUALI SONO I PAZIENTI CANDIDATI DELL’IMPLANTOLOGIA?
 I giovani che hanno concluso la fase di crescita a cui mancano per agenesia alcuni denti permanenti. Pazienti che in seguito ad un trauma hanno perso i denti. Pazienti che hanno già eseguito in passato


riabilitazioni orali con ponti fissi che devono essere rifatti, ma i cui pilastri (denti su cui si appoggia la protesi) non danno garanzia. Pazienti portatori di protesi totali che per ragioni funzionali ed estetiche necessitano di una protesi fissa. Per ultimo voglio ricordare che non ci sono limiti di età, naturalmente si deve valutare caso per caso. E’ SEMPRE POSSIBILE RICORRERE ALL’IMPLANTOLOGIA?
 Ogni paziente deve essere esaminato attentamente, perché ci devono essere delle condizioni ben precise che consentano di utilizzare questo tipo di trattamento. La condizione principale è che ci sia una quantità idonea di osso. La valutazione si fa attraverso le radiografie endorali, tac... Un altro fattore importante da considerare è il fumo, da ricerche effettuate recentemente è risultato che il fumo è un elemento negativo a livello paradontale e implantare. Un’altra condizione rilevante è che il paziente non sia affetto da patologie sistemiche non controllate farmacologicamente. Infine si ritiene idoneo all’implantologia esclusivamente il paziente che tiene una scrupolosa igiene dentale e osserva i controlli periodici stabiliti. NEL CASO IN CUI NON CI SIA SUFFICIENTE QUANTITA’ DI OSSO, E’ IMPOSSIBILE METTERE L’IMPIANTO?
 Di solito è comunque possibile. L’osso infatti, può essere ricostruito mediante tecniche rigenerative che prevedono l’utilizzo di membrane e d’innesti di osso autologo o di altri materiali biocompatibili. Ad esempio nelle arcate superiore la presenza del seno mascellare, una cavità posta sulla regione molare, può in alcuni casi impedire il posizionamento di impianti. I questo caso è possibile oggi riempire parzialmente la cavità con innesto osseo e quindi procedere con l’inserimento degli impianti. IL TRATTAMENTO E’ DOLOROSO? No, si fa anestesia locale il paziente non avverte alcun dolore. ESISTE IL RIGETTO? No, perché il titanio è un materiale biocompatibile in quanto inerte dal punto di vista biologico, quindi

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l’organismo non lo riconosce. L’implantologia è infatti ormai metodologia affidabile per farci tornare a sorridere! Da oltre 30 anni presso il nostro reparto odontoiatrico è funzionante il servizio di IMPLANTOLOGIAendossea e CHIRURGIA ORALE. Grazie a materiali certificati di altissima qualità e all’avanguardia, eseguiamo check-up completi e studiamo eventuali soluzioni personalizzate per ogni esigenza. Si eseguono, quando è possibile, gli impianti a carico immediato. Per ogni impianto eseguito viene rilasciata la rispettiva certificazione. Da noi soluzioni implantari per ogni esigenza. Per le cure mediche effettuiamo i finanziamenti a tasso 0%, direttamente in studio secondo le vostre esigenze.
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Editoriale

Cara Giuliana... un abbraccio da qui! Cara Giuliana... ora sei un angelo in cielo. Sì, perchè eri un angelo anche sulla Terra. Ci siamo conosciuti tanti anni fa con la consapevolezza di avere all'interno della compagnia che si era creata, una perla preziosa e buona che offriva allegria, spensieratezza e soprattutto valori di vita a chiunque. Poi, se è vero che le cose non accadono per caso, ringrazio Dio di quell'incontro casuale, di qualche mese fa, in un bar di Seriate dove tu ti trovavi al tavolo con alcune amiche. Appena mi hai visto entrare non hai esitato un attimo a sgranare gli occhi, alzarti e venirmi incontro con il tuo solito e splendido sorriso, abbracciandomi fortemente per trasmettermi il bene profondo che hai nei confronti degli amici. Ci siamo scambiati qualche battuta, affrontato il tema della famiglia, dei figli che crescono e, nonostante la tua sofferenza, invece di lamentarti, provavi a infondere forza e voglia di vivere a me. Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che sprigionavi continuerà a sostenerci, nel tuo ricordo, rallegrando le nostre giornate. Hai arricchito la mia vita e di tanti altri, avevi una bontà d'animo straordinaria e una bellezza interiore profonda. Ricorderemo per sempre l'amore e il bene che

hai donato a chi hai incontrato sulla tua strada. Non ci sono parole per descrivere il gran vuoto che hai lasciato a tutti noi ma siamo coscienti che non ti abbiamo perduto e che ora sei ovunque e sempre legata da un filo invisibile al nostro cuore. Ora ti immagino che ci guardi da lassù sempre con quel meraviglioso sorriso impegnata ad asciugare le nostre lacrime trasformandole in gioia. Salutami Michele. Vi abbraccio. Gianluca Boffetti

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GIULI

Riflessioni

Carissima Giuli, eccoci all'atto finale del tuo breve cammino terreno. Noi Magi abbiamo avuto l'onore di accompagnarti per un bel pezzo di questa tua vita spettacolare: Paola, amica d'infanzia sin dall'inizio, mentre noi dai primi passi sul sentiero dell'Amore con il tuo adorato Pier, sino ad oggi... C'eravamo, noi amici un po' strampalati, nei momenti felici, esaltanti, commoventi ed in quelli terribili in cui ci avvolgevi nei tuoi abbracci stritolanti e ci sostenevi con la tua amorevole forza. Che dire poi dei tuoi meravigliosi sorrisi? Tutti noi ne siamo ancora illuminati nonostante le lacrime...sei stata Donna, figlia, moglie, madre, amica, sorella esemplare e nel tuo ricordo porteremo avanti il tuo insegnamento. Ciao Giuli, dolce angelo, abbraccia Michele per noi e continua ad amarci come solo tu sai fare. Ti vogliamo bene.

Ed è Poesia

“Ribelle e genio come Adrian” Intoni una melodia che tocca le corde del cuore, e animando sfiori la sensibilità dell’anima, cogliendo sfumature espressamente efficaci, in frasi accarrezzate da vena poetica, in quel tuo stile originale di descrivere la vita, senza trascurare alcun particolare che non sia avvolto da amore. Eloquente quoziente di virtù da artista affermato poiché completo, sei il simbolo dell’ideologia popolare, tu che sei un pezzo unico, quindi di pregiata considerazione che supera ogni immaginazione! Da una prospettiva che rispecchia le tue caratteristiche di simbolo every green, ancora una volta hai lasciato un’impronta di te, ribelle e genio come Adrian, hai solcato in profondità le coscienze assopite che hanno dimenticato emozioni, ripulendo la superficialità d’ogni essere umano che non rispetta l’ambiente, e che non si rende conto che tutto gli si ritorce contro! Per fortuna possiedi le basi per una innovazione persuasiva di amicizia, nessuno come te, che dialoghi a ritmo della musica con la gente, eccezionale sistema di comunicazione collettiva hai sangue nelle vene, come attributo puoi essere considerato un tipo rock! Fantastico Adriano sei il re dei fenomeni, altro che finte controfigure, un asso nella manica te lo concedi sempre, tu che sei per eccezione, il mito intramontabile Adriano. Tanti auguri molleggiato! POETA FABRIZIO VILLA - 25 ANNIVERSARY P.S.P. 06 / 01 / 2020 05


GUSTO A TAVOLA

BICCHIERINI CON CREMA INGLESE Ingredienti per circa 10 bicchierini: 20 biscotti frollini 10 amaretti acqua zuccherata e succo di limone Ingredienti per la crema inglese: 100 grammi di zucchero 6 tuorli ½ litro di latte bacello di vaniglia Preparazione della crema inglese: In una terrina mettere i tuorli e lo zucchero, mescolare fino a quando alzando il cucchiaio il composto cadrà a nastro. In un pentolino portare a

bollore il latte con il bacello di vaniglia intagliato. Togliere la vaniglia dal latte, e far cadere il latte a filo nel composto di uova e zucchero sempre mescolando. Portare questo composto ottenuto sul fuoco basso e girare fino a quando si addenserà. Raffreddare la crema ottenuta. Montare a neve ferma gli albumi. Inglobare gli albumi ,girando dal basso verso l’alto, alla crema. Sbriciolare i biscotti tenendone da parte alcuni per decoro. Riempire i bicchierini con biscotti, bagnarli con acqua zuccherata e succo di limone. Aggiungere la crema inglese e decorare secondo la vostra fantasia. Anna - www.cucinacreare.it

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DROGA RICREATIVA Ci risiamo, è ripartito il convoglio dei ricchi premi e cotillon per il divertimento assicurato di giovanissimi e meno giovani, ma tutti insieme a sballarsi appassionatamente. Non costituirà più reato coltivare in minima quantità e per uso personale, la cannabis in casa propria. Questa pietra tombale erroneamente definita epocale è delle sezioni unite penali della Cassazione, il massimo organo della Corte. Così è stato deliberato, tra il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la farà franca nuovamente il detto-luogo comune: tranquillo popolo genitoriale-professorale, in fin dei conti sono solo ragazzate. Saranno solo poche piantine, poca roba per strafarsi comodamente in casa propria, il principio attivo passa in secondo piano, come il chi assume, perché sulla carta certamente saranno esclusi i minori dalla grande abbuffata, dopodichè quei giovanissimi saranno ospiti privilegiati di cortigiani furbacchioni e commensali delle grandi occasioni. Insomma nuovamente a pagare il dazio più pesante risulteranno i più giovani, 08

proprio quelli che ipocritamente uno Stato dovrebbe maggiormente tutelare. Con tono roboante è stabilito che la salute pubblica non verrà inficiata, come collettività non pagheremo alcun che, se non gli inciampi, le cadute, le tragedie che ne scaturiranno, perché dietro questa apertura-ariete travestita di bene giuridico, c’è la malattia, la sofferenza, infine anche le assenze che diverranno presenze costanti per chi alla propria coscienza non fa buona manutenzione. Insomma siamo il paese di un passo avanti e due indietro, del decido io, anche se non mi compete, in fin dei conti il legislatore è diventato poco più di un assente ingiustificato, ed anche se la scienza ci dice che è un suicidio autorizzare la roba, noi dobbiamo stare sereni, perché all’arrivo eventuale dei controlli, ogni cosa, ogni seme, ogni foglia, sarà al suo posto, come giusto e legale che sia, e se magari qualcosa di altro sarà fuori posto, sarà fuori quadro, addirittura mancherà all’appello, ah beh allora ce ne faremo una ragione, in fin dei conti è con questo metro di misura che anche la vita umana perde il suo valore. Siamo all’impatto e al ribaltamento di ogni principio fino a ieri sancito ed erogato senza se e senza ma, come a voler significare che intuizione e creatività in ambito “ricreativo” adesso potranno esprimersi ai più alti livelli, sempre che l’artificio sia partorito in quantità abbordabili, in spazi del nucleo famigliare preferito o meglio apprezzato per il proprio divertimento. Ah dimenticavo, questa revolution giuridico sociale sarebbe l’antidoto per evitare eventuali inserimenti nel mercato illegale degli stupefacenti, una difesa ben pensata per proteggere chi ne fa uso personale e non venderà né favorirà alcuno con la propria mercanzia. Mi chiedo se il rispetto sia


Società

ancora la prima forma d’amore tra gli esseri umani, è importante dare risposta a questo quesito, perché in base all’interlocuzione, obbligatoriamente dovrà trasformarsi in una relazione educativa. L’impressione è che questa nuova impostazione giuridico culturale sulle sostanze altro non sia che una ferita che mina profondamente il formarsi di una struttura psicologica tendenzialmente sana. Quando un adolescente si sentirà legittimato a farne uso (anche rimanendone

escluso per la minore età ma introdotto nelle quiete stanze dal gruppo dei pari e soprattutto dalle orde di adulti infantilizzati) difficilmente potrà orientarsi verso la scelta consapevole che sta a libertà, e quindi nel rispetto per se stessi, per l’ambiente, per le cose, per gli altri. Non si può insegnare il valore del rispetto ferendo la dignità altrui, perché avere dignità sottende la consapevolezza di ognuno e di ciascuno di valere qualcosa e soprattutto di non giungere mai a usare gli altri. Non si tratta di esprimere un’obiezione ideologica sulla droga, ma una opposizione basata sulla non accettazione che esistano droghe buone e droghe cattive, bensì esiste la droga e fa male. Su questo solco invalicabile, la scelta di non andare a ingrossare le fila di una indifferenza sociale. Perché l’approccio alla salute pubblica ha un impatto positivo recuperando buona parte dei giovani e non certamente affascinandoli con la roba non più agli angoli della strada ma addirittura dentro casa. Vincenzo Andraous

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LO SCRITTORE DEL MESE a cura di Damiano Conchieri

Mai titolo fu più ingannevole Ho scoperto per caso questo libro quando avevo 15 anni; allora mia madre possedeva in casa una libreria di tutto rispetto. Un pomeriggio, dando un'occhiata fugace ai libri presenti, fui immediatamente attratto da uno di essi; vuoi per la copertina colorata e accattivante, vuoi per il titolo di grande impatto, che era in grado di solleticare, per così dire, l'immaginazione e la fantasia di un adolescente, me ne appropriai e cominciai a leggerlo avidamente dalla prima fino all'ultima pagina. Di quale libro sto parlando? Siete curiosi di saperlo? E allora, cari lettori e care lettrici, leggete una mia recensione al riguardo...

BRAVA A LETTO di Jennifer Weiner Edizione PIEMME Trama Cannie Shapiro è una solare ragazza di 28 anni, indipendente, che vive da tempo da sola. Ha un lavoro che le piace molto presso una redazione giornalistica, dove si occupa di cronaca rosa, e

perfettamente conscia del fatto di essere una “taglia forte”, cosa della quale non è mai e poi mai stata infastidita. Un “brutto giorno” però, scopre che il suo ormai ex fidanzato Bruce Guberman, da poco assunto presso una prestigiosa rivista dove cura la rubrica intitolata Brava A Letto (da qui il titolo del libro ndr), ha scritto e pubblicato un lungo articolo dove mette letteralmente a nudo molti particolari della sua passata relazione con Cannie e dove inoltre la schernisce in malo modo, apostrofandola persino con un pessimo commento sulla difficoltà di amare una “donna in carne”. Ciò sembrerebbe una vendetta nei confronti della giovane donna, poiché è stata lei a porre la parola “fine” sulla loro storia d'amore. A quel punto Cannie comincia a disperarsi e a ritenere un vero e proprio problema la sua fisicità, che prima di quel momento non era mai stata fonte di dispiacere o di infelicità per la sua persona. Si autoconvince così, in men che non si dica, che non può piacere più a nessuno e si ostina a volersi mettere forzatamente a dieta, facendosi seguire da uno specialista, senza però mai e poi mai trascurare

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LO SCRITTORE DEL MESE a cura di Damiano Conchieri

il suo lavoro, dove un inatteso incontro la porterĂ a vivere uno dei piĂš incredibili anni della sua vita, non privo di molte sorprese di vario genere. Commento E' certamente un buon libro, che ho amato rileggere piĂš volte, anche di recente, nel corso della mia vita. Inoltre ogni volta mi ha regalato dei bei momenti, senza mai annoiarmi. Narrato in prima persona dalla protagonista, possiede uno stile narrativo alquanto incalzante e accattivante, oltre che una trama vincente. Ottima e poi la caratterizzazione della sua protagonista che si fa amare dai lettori di ogni etĂ  fin dalle primissime battute. Ricco di significati ipertestuali, per nulla scontati e banali, affascina per i colpi di scena, che trovano il massimo culmine nel finale, decisamente inaspettato. Vivamente consigliato sopratutto alle giovani donne di oggi, per riflettere sull'importanza del sapersi amare prima di cercare l'amore negli altri.

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ASSOCIAZIONE ALCOLISTI ANONIMI

39 ANNI DI SOBRIETÀ Ciao a tutti sono Natale e sono un alcolista! In questi 39 anni di sobrietà non riesco a contare quante volte ho salutato in questo modo... 39 anni scritti così sembrano un soffio, ma sono tante immagini, tanti ricordi, tante persone, tanti amici che sono stati e sono nel bagaglio della mia vita. Ho incontrato Alcolisti Anonimi il 10 settembre 1980, stavo tornando a casa con mia moglie e mio figlio dopo aver fatto visita ad un parente in Ospedale, e mia moglie mi suggerisce che c’è un gruppo di persone che, in via Codignole, si riunisce per parlare di Alcool... No, io non ho problemi... Invece sì, ho perso amici, stima, famigliari e stavo quasi perdendo la salute ed il lavoro... Decidemmo così di andare! Subito incontrai persone/amici che avevano il mio stesso problema (che poi capii che era una malattia!). Parlavano come parlavo io, provavano le stesse mie emozio-

ni, avevano più o meno problemi famigliari, lavorativi e di salute come me! Imparai che cosa sono le 24 ore: “IL TEMPO CHE PASSA DALL’ULTIMO BICCHIERE BEVUTO!”. Tutto andò bene fino al 21 gennaio del 1981 dove feci una ricaduta!!! Ma con tutte le mie forze dal 22 gennaio 1981 sono sobrio... Quante cose belle ho potuto vivere, quante gioie vere, quanti amici che fanno parte di questa grande famiglia che è A.A., perchè con noi anche i famigliari si incontrano insieme per fare il loro recupero (i loro gruppi si chiamano Alanon e Al Ateen). Ricordo il primo convegno a Sabaudia, il secondo a Padova dove con emozione incontrai altri A.A. di tutta Italia (conosco Carlo C. - il fondatore di A.A. Italia!). Ho frequentato il gruppo di via Codignole, del Villaggio Sereno ed ora frequento quello di Borgosatollo. Ho nel cuore tanti amici: Renata, Francesco, Robertone, Flaviano, Roberto. In collaborazione abbiamo contattato le circoscrizioni di Brescia, Radio Voce, Radio Spazio Zero, Teletutto e Super TV portando le nostre esperienze. All’Ospedale Civile chiesi il permesso per poter contattae pazienti ricoverati per alcolismo. Quante esperienze, quanto bene e quanta riconoscenza verso Alcolisti Anonimi e verso la mia famiglia che come me vive questo cammino. Lascio questa mia testimonianza scrivendo queste due righe che amo ripetere: IL PIACERE DI BERE DURA UN ATTIMO, IL DANNO DELL’ALCOOL DURA TUTTA LA VITA!!! Buone 24 ore. Natale Numeri utili Referente provinciale Brescia 334 73 44 880 Numero Verde 800 411 406 Sito web www.alcolistianonimiitalia.it

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Stranger Things è una serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer e prodotta da Camp Hero Productions e 21 Laps Entertainment per la piattaforma di streaming Netflix. Ambientata negli anni Ottanta nella città fittizia di Hawkins, nell'Indiana, e in parte nel mondo del "Sottosopra" (Upside Down in lingua originale), è incentrata sulla misteriosa sparizione di un bambino e sulla comparsa di una bambina dai capelli rasati dotata di poteri psichici fuggita da un laboratorio segreto, l'Hawkins National Laboratory. Quasi tutti gli eventi che accadono nel corso della vicenda sono strettamente connessi al Sottosopra, un'oscura dimensione parallela al nostro mondo, popolata da creature mostruose. La prima stagione è stata pubblicata su Netflix il 15 luglio 2016, la seconda il 27 ottobre 2017 e la terza il 4 luglio 2019. Il 30 settembre 2019 viene annunciata ufficialmente la quarta stagione, prevista per il 2020. La serie è stata accolta positivamente dalla critica, che ha lodato la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che omaggia il cinema di fantascienza, la musica e i riferimenti culturali degli anni Ottanta.

Indubbiamente la scena più toccante e commovente la troviamo nella terza serie quando Undici riceve da Joyce la lettera che Hopper aveva scritto per il “discorso” che avrebbe voluto fare a lei e Mike. Parole dolcissime, profonde e sincere che ci mostrano un Hopper come spesso abbiamo intuito ma mai visto così nel profondo del suo animo e del suo amore per la piccola Undi. Un testo che qualsiasi papà vorrebbe scrivere alla propria figlia cosciente di vedere la propria bambina diventare ragazza e poi donna. 14


Teenager

Ecco quindi il testo completo della lettera scritta da Hopper per Undici e Mike in Stranger Things 3: “C’è una cosa di cui volevo parlarvi. So che è una conversazione difficile, ma voglio molto bene a entrambi. E so che anche voi vi volete molto bene, motivo per cui credo sia importante stabilire delle regole in futuro in modo tale da costruire un ambiente in cui sentirci a nostro agio, con fiducia e disposti a condividere i nostri sentimenti. La verità è che per tanto tempo ho dimenticato cosa fossero. Ero bloccato in un luogo. Una caverna, potremmo dire. Una caverna buia e profonda. Finché non ho lasciato degli Eggos nei boschi e tu sei entrata nella mia vita. Per la prima volta dopo tanto tempo ho ricominciato a provare qualcosa. Ho iniziato a essere felice. Ultimamente, però, mi sono sentito lon-

tano da te. Come se tu ti stessi allontanando da me. Mi mancano i giochi da tavolo la sera, fare waffles spettacolari a tre strati al tramonto; guardare film western insieme prima di crollare dal sonno. Ma stai diventando grande, cresci, cambi. E credo, se devo essere sincero, che questo mi spaventi. Non voglio che le cose cambino. Quindi credo che forse è per questo che sono venuto qui, per tentare forse di fermare quel cambiamento. Per portare indietro il tempo e far tornare tutto come prima. Ma so di essere ingenuo. Non è così che funziona la vita. Va avanti, va sempre avanti, che ti piaccia o no. E sì, a volte è doloroso. A volte è triste. E a volte, è sorprendente. Gioioso. Perciò sai che ti dico? Continua a crescere piccola. Non lasciare che io ti fermi. Commetti i tuoi errori, impara da essi. E quando la vita ti fa male, perché te ne farà, ricorda quel dolore. Il dolore fa bene. Significa che sei fuori da quella caverna. Ma, ti prego, se non ti dispiace, per amore del tuo povero e vecchio papà, tieni la porta aperta di dieci centimetri. Ilaria Boffetti

La lettera di Hopper a Undici, un momento profondo e commovente della serie. 15


Riflessioni

PERCHÈ ? Nel corso della nostra vita, possono accadere fatti molto tristi, toccanti, al punto da minare il nostro credo, la nostra Fede. Io sono cattolico anche se in realtà, non frequento molto la Chiesa, (colpa anche del mio impegnativo lavoro), però credo fortemente in Dio, essendo stato in prima persona (assieme ai miei famigliari), testimone di un Miracolo, la prodigiosa guarigione di mia zia: Suor Brunamaria Ghidelli; il Direttore di questo giornalino ebbe la bontà di pubblicare l’intera storia (era proprio intitolata: Testimoni di un Miracolo). Posso affermare che nei momenti più bui, Dio (assieme alla mia famiglia), è stato la mia ancora di salvezza. Voglio raccontare una storia attinente a quanto detto prima. Anni fa, una sera, mi telefonò il mio amico Roberto, di Isola Dovarese, era disperato, in lacrime mi disse che la sua fidanzata lo aveva lasciato; “può capitare, non è la fine del mondo” gli risposi, mi volle vedere perché aveva bisogno di sfogarsi. Quando arrivai da lui, lo trovai sconvolto: “senti Roberto, cerca di reagire, capisco, era da 5 anni che eravate fidanzati, ma bisogna mettere in conto che una storia può finire”. Lo andai a trovare per molte sere a seguire, cercavo di consolarlo, di tirarlo su di morale, sembrava tutto inutile; lo consigliai di rivolgersi al suo parroco per cercare un conforto, ma mi rispose: ”ho perso mio padre in seguito ad un tumore quando avevo 15 anni, e da allora non ho più messo piede in Chiesa”. Mi preoccupava il fatto che mangiava pochissimo, dimagriva a vista d’occhio, gli dissi di rivolgersi ad uno psicanalista, fortunatamente accettò il consiglio. Fece parecchie sedute dallo specialista, ma il suo morale era sempre sotto i piedi, però perlomeno ricominciò a mangiare. Qualche tempo dopo, accadde un fatto terribile: un suo collega di lavoro perse la moglie in un incidente stradale, e rimase così da solo con il loro bambino di 5 anni. Quando Roberto mi raccontò questo fatto, io rabbrividii e gli dissi: ”e tu ti ammali perché ti ha 16

lasciato la morosa?”. Passato un mese dal terribile episodio, Roberto mi informò che Marco (così si chiamava il suo collega), non si era più presentato al lavoro, ogni volta che gli telefonavano, lui riagganciava senza dire nulla; così quando Roberto mi propose di andare a trovarlo a casa, accettai subito. Abitava in centro a Cremona, suonammo il campanello. “Ciao Marco, questo è il mio amico Giordano, ci fai entrare?”, “Certo, entrate pure”. Aveva un bambino bellissimo, “siamo tutti in pensiero per per te, al telefono non dici niente, come stai?” “Adesso molto meglio, è da 3 giorni che mi viene a trovare un sacerdote”, - “Un sacerdote? Ma se non sei mai andato in Chiesa in vita tua”, (Roberto rimase molto stupito). “E’ vero, me lo hanno mandato i miei vicini di casa, 2 anziani meravigliosi, se non fosse stato per loro, credo che sarei impazzito, il mio bambino li chiama nonni. E’ un Frate, ha un modo di fare, una umanità che mi ha profondamente colpito, mi ha proposto di entrare nella sua Comunità di Preghiera ed io ho accettato. E tu Roberto, so che eri in crisi perché ti aveva lasciato la ragazza, vuoi venire assieme a me?”,. Roberto ci pensò su un attimo e poi rispose di si. Iniziarono così a frequentare la parrocchia di questo Frate (ho saputo in seguito che era molto conosciuto a Cremona). Io finalmente, ricominciai la mia vita normale, ero stanchissimo, una sera uscivo con Roberto per tirargli su il morale, un’altra uscivo con la mia ragazza e al mattino in piedi alle 04,00 per mungere le mie


Riflessioni

bestiole. Passarono circa 2 mesi da quando Rober- di salutare Roberto e Marco, facemmo una lunga to e Marco iniziarono a frequentare la Comunità di chiacchierata, rimasi molto stupito dalla loro sereniPreghiera del Frate. Un giorno Roberto mi telefonò tà, dalla loro pace interiore, mi dissero che avevano per dirmi che la domenica pomeriggio successiva, ripreso a vivere ed avevano avuto una risposta ai il Frate avrebbe presieduto la Messa: ”Devi venire loro perché - “Qualsiasi cosa ci riserva il futuro, noi ad ascoltare assolutamente le sue prediche, ci ten- siamo pronti ad affrontarla”, mi dissero queste tego tantissimo a fartelo conoscere” così accettai. Ci stuali e sorprendenti parole. trovammo a Cremona davanti alla Chiesa, era stra- Per due persone che non frequentavano la Chiesa, piena di fedeli, quando il Frate prese la parola, ci fu direi che era avvenuto quasi un Miracolo. un silenzio assoluto, tutti ascoltavano con una at- Il dottore può dare una risposta ai malanni del tenzione incredibile, come se stesse parlando Gesù nostro corpo, ma quando è la nostra anima ad Cristo in persona, in effetti me lo ricordava molto essere ferita, il miglior medico è la parola di Dio. Giordano anche fisicamente (almeno nel mio immaginario). Il Frate avrà avuto al massimo quarant’anni, con la barba, il CALVISANO (BS) viso scarno ed un saio molto Via Zilie Superiori,2 vissuto e scolorito, il suo modo E' gradita la prenotazione di Andrea Bonera di parlare, le sue coinvolgenti Tel. 334 78 00 917 parole, lo facevano sembrare veramente ad un Messia. Terminò la sua predica dicendo: “Ricordatevi, ogni bestio’ la fa el so ers (ogni bestia fa il suo Piega tradizionale (Finish compresi) 15,00 € verso), ma la verità è una sola”. Taglio 14,00 € Capii così da questo detto che Colore 25,00 € era bresciano, infatti, quando 30,00 € Roberto e Marco me lo presen- Colore senza ammoniaca EXT E N S 35,00 € ION tarono, me lo confermò, e mi Colore Biovegan chiese: “Set en bresa’ anche Effetti luce a mano libera da 35,00 € te?” - “Si Padre, io abito nell’ul- Effetti luce con cartina da 38,00 € timo paese della bassa brescia- Colore con sfumature da 45,00 € na” - “Beati gli ultimi perché 30,00 € saranno i primi” - mi rispose. Permanente UOMO Prima di salutarlo mi chiese se 13,00 € volevo far parte anch’io della Taglio Permanente 18,00 € Comunità di Preghiera: “Non posso Padre, so che ne trarrei vantaggio, ma il lavoro occupa tutto il mio tempo” - “Quando vuoi, la nostra porta è sempre aperta”. Fu l’unica volta che parlai con il Frate bresciano (di cui non ricordo il nome). Prima

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Riflessioni a cura di Laura Gorini

PERCHÈ AMO LA POESIA

Per il mio lavoro di Addetto Stampa ho la possibilità di conoscere e di intervistare artisti a tuttotondo, grandi personalità, imprenditori e scrittori, ma riuscire a scambiare quattro chiacchiere con un poeta è davvero dura, per non dire impossibile! Ma lo è per due semplici motivi: in primis perché i poeti sono sovente persone alquanto chiuse e riservate, quindi non particolarmente predisposti ad apparire, che preferiscono di gran lunga donare a sé stessi e ai loro lettori i loro pensieri, i loro sentimenti e le loro emozioni in poche, pochissime parole in versi, piuttosto che parlare a lungo di sé. E in secundis perché oggigiorno ne esistono davvero molto pochi. Ma perché non si ama più scrivere in versi? Eppure sui Social, Facebook in primis, trovano sempre più spazio in post che fanno trapelare una certa sensibilità. Dunque perché non dare alle stampe poesie? Molti addetti ai lavori nel settore dell'Editoria mi hanno confidato che la Poesia oggi non funziona perché non vende, dunque l'Arte, anche quella poetica, perché di arte vera e propria si tratta, sarebbe qualcosa di strettamente commerciale? Ma visto che non è “commerciabile”, in poche parole perché non vende, gli editori non sono interessati a pubblicare sillogi. Che peccato!

Ph: Fulvio Fapanni

Di contro i poeti, visto questa decisione da parte del mondo dell'Editoria, decidono di tenere i loro componimenti poetici, perché se uno è poeta nell'animo non può fare a meno di scrivere, nei loro cassetti, e dedicarsi ad altri testi di prosa. Io non ho mai smesso di scrivere poesie, sebbene negli ultimi anni abbia diminuito il tempo da dedicare all'Ars Poetica, perché credo che solo e soltanto la Poesia sia in grado di esprimere al meglio e in profondità la vera Laura. E voi, cari lettori e care lettrici, amate la Poesia? Non vedo l'ora di leggere i vostri nuovi componimenti, che sovente trovano spazio nella “nostra” bella rivista. Laura Gorini

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FERRARI 365 CALIFORNIA UN CAPOLAVORO A CIELO APERTO

Era il 1966 quando al Salone dell’ Automobile di Ginevra, tolsero il telo su quella che sarebbe diventata una delle creazioni del leggendario cavallino rampante più rare e ricercate. Prodotta artigianalmente in soli quattordici esemplari sino alla metà del 1967, disponibile solo in versione spider. Nel frontale, richiamava la bellezza eterna delle 500 Superfast, anche se i fari carenati e le luci aggiuntive a scomparsa erano specifica solo della California. Gli interni erano dominati dai due grossi strumenti circolari, contagiri e contachilometri. In totale sono otto, gli strumenti a forma tonda che consentono di avere a disposizione del pilota tutte le informazioni necessarie sulla vettura mentre si è alla guida. Pelle totale e legni pregiati inondano l’ abitacolo, dando la chiara sensazione di essere alla guida di una granturismo dal fascino senza tempo, capace però se si affonda sul pedale destro di regalare emozioni di guida uniche. La particolarità stilistica che domina le fiancate laterali, davvero rara da vedere su una vettura, un profondo incasso che nasconde anche la maniglie di apertura degli sportelli, in lamina di acciaio. Un finezza che una volta vista non 20

si scorda facilmente. Gli anni ’60 furono anni estremamente intensi, sotto tanti punti di vista: artistico, politico, motoristico. Pensate che fu proprio nel 1966, che il Beatles John Lennon disse rilasciando un’ intervista la famosa frase: “Siamo più popolari di Gesù Cristo “.... Sempre in quell’anno l’ultima esibizione dei “The Doors “ nel leggendario “ Whisky a go go “. Le case automobilistiche diedero il meglio a mio avviso, creando vetture che a tutt’oggi sono considerate icone assolute del motorismo. Lo stesso anno fu lanciata la Miura P400 per esempio, sempre al salone di Ginevra. Tornando alla California, era dotata di un motore V12 di 4,4 litri a carter umido che sprigionava la potenza di 320 CV a 6600 giri/minuto. Era dotata di un solo albero a camme per bancata e di tre carburatori doppio corpo 40DCI/4. Il cambio era a cinque marce e la trazione ovviamente posteriore, come sempre dovrebbe essere su una vera sportiva. Montava freni a disco Dunlop sulle quattro ruote, i leggendari cerchi in lega a raggi della altrettanto iconica Borrani, dotati di mozzo centrale, altro elemento inconfondibile delle Gt degli anni ’60, non potevano di certo mancare sulla Cali-


AUTO D'EPOCA

fornia. Sui gallettoni, era indicata chiaramente l’indicazione per lo smontaggio. Una delle poche scoperte che a mio parere, non perde la grazia una volta chiusa la capote. Anzi risulta gradevole nell’aspetto, tanto quanto la stessa a capote abbassata. La coda è dominata dai tre fanali di forma circolare e dai quattro scarichi che spuntano minacciosi dal sottoscocca. I colori dei gruppi ottici posteriori e dei catarifrangenti, possono differire fra un esemplare e l’altro, essendo la stessa appunto, una delle migliori creazioni in piccola serie della casa modenese. Strettamente imparentata con la 330GT 2+2 dal punto di vista telaistico e meccanico. I cofani anteriore e posteriore erano di alluminio, montati su una struttura in acciaio. La capote era ovviamente ad azionamento manuale, una volta aperta poteva essere ospitata in un vano dietro i sedili posteriori. E’ a tutt’ oggi una delle Ferrari più rare e

quasi impossibili da trovare. Questo intenso decennio rivoluzionò stili e culture; basti pensare alla minigonna che mise a soqquadro il modo di vestire femminile o al Maggio francese che al motto di “Vietato vietare“ sconvolse la ville lumiere e tutta la Francia. Il cavallino rampante plasmò una delle sue creature più rare, un unicorno su quattroruote di rara bellezza, un capolavoro Sono da tempo convinto che certe auto dovrebbero essere patrimonio mondiale dell’ Unesco. Rispondono al primo criterio per essere tali “rappresentare un capolavoro del genio creativo umano“. Guardate una Ferrari, ascoltatela e ditemi se secondo voi ho torto... Antonio Gelmini Per curiosità o valutazione su vetture di interesse storico inviare una mail a: Antonio Gelmini meccanicagelmini@gmail.com

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Riflessioni

RICIUCHI’ - AVANZI DOPO LE FESTE E TUTTO L’ANNO Di riciuchì ne abbiamo tanti, di diversi tipi, ce ne riempiamo la casa, anche se spesso sono inutili; abitudini ereditate da genitori che, avendo vissuto anni di povertà, ci hanno tramandato la cultura del rispetto per qualsiasi oggetto, da buttare quando proprio è veramente distrutto. Il benessere economico ha poi insegnato la cattiva abitudine, al contrario, a buttare facilmente qualsiasi cosa. La crisi, ritornata ormai da parecchi anni, ci fa rivalutare la necessità e il piacere del riciclo. Trascorse le festività, per esempio, avremo parecchi avanzi in cucina (riciuchì dei vari pranzi e cene), magari all’apparenza ormai immangiabili, invece con pochi ingredienti aggiunti, si possono ottenere ancora piatti gustosi, da mangiare subito o da congelare: polpette, spezzatini con vari tipi di carne e verdure, ragù per pasta, ripieni per pasta al forno, verdure frullate per minestroni o vellutate, ecc…)

to nuovo e gradevole alle stanze, senza bisogno di svenarsi cambiando i mobili. Anche per chi scrive mille appunti al giorno come me, giusto riciclare fogli scritti solo da un lato. Un’infinità di riciuchì, messi insieme, fanno risparmiare, risvegliano fantasia e voglia di manualità spesso dimenticate e ci fanno ricordare il giusto valore del denaro. Ornella Olfi

ASSISTENZA Con qualche accorgimento e fantasia, riciuchì tenuti da parte prima di buttare capi vecchi: un pizzo, una spilla, un’arricciatura, bottoni colorati, si può riadattare qualche capo d’abbigliamento, ma anche senza modifiche si possono tranquillamente indossare capi dell’anno precedente cambiando abbinamenti e accessori; chi l’ha detto che si deve cambiare guardaroba ogni stagione ad ogni costo?? Disporre diversamente complementi d’arredo, ritinteggiare le pareti con nuovo colore, cambiare tende e cuscini, o semplicemente aggiungendovi qualche riciuchì (un fiocchetto, un bordo, un fiore) a volte basta a ridare un aspet22

DOMICILIARE E OSPEDALIERA ANZIANI MALATI DISABILI

I comuni serviti dal Centro PrivatAssistenza di Ghedi sono i seguenti: Ghedi, Bagnolo M., Leno, Manerbio, Pontevico, Gottolengo, Gambara e limitrofi.


TERRITORIO

ANIMALI, AMBIENTE E NON SOLO O.D.V. "A.A.N.S. Animali Ambiente e Non Solo" O.D.V. nasce dal bisogno e dalla passione, che abbiamo sempre avuto dentro i nostri cuori, per aiutare chi non ha voce, gli animali in difficoltà e l’ambiente in questi anni così fortemente massacrato. Siamo una giovane associazione di amanti degli animali e dell'ambiente, costituita solamente da volontari e operiamo completamente senza scopo di lucro. Da tanti anni facciamo volontariato, anche con associazioni nazionali ed ora, abbiamo sentito il bisogno, l'esigenza di crearne una "nostra" per essere autonomi e trasparenti a norma di legge, sulle iniziative intraprese, sempre approvate dal direttivo. Quando ci segnalano animali per la strada o in campagna, ci attiviamo affinché siano messi in sicurezza. Non abbiamo gattili e canili ma stallanti private che fanno anche da balie, quando troviamo gatti e cani piccolissimi. La nostra attività consiste anche nel gestire quotidianamente, varie colonie di gatti presenti sul territorio. La segnalazione di maltrattamenti ricevuti saranno gestite sempre in forma anonima. Ci occupiamo della riabilitazione al contatto umano degli ospiti di alcune nostre stallanti private, curandone con grande impegno la campagna affidi e adozioni, recuperiamo e facciamo sterilizzare tramite A.T.S. i gatti adulti delle colonie che ci vengono segnalate e ne affidiamo i cuccioli. Tramite i nostri gruppi e pagine di Facebook, divulghiamo gli appelli per trovare casa a chi non ha voce. Per ora non avendo alcuna sovvenzione dal comune/provincia/regione, organizziamo dei banchetti a scopo divulgativo ed informativo di raccolta fondi. Con questi promuoviamo le adozioni e sensibilizziamo i media a un'attenzione verso le sterilizzazioni, unica arma reale per combattere il randagismo. Per l'ambiente invece, partecipiamo a convegni, manifestazioni, riunioni in ambito ambientale, collaboriamo con le varie associazioni ambientaliste, salvaguardando l'ambiente e in primis il nostro fiume Chiese. Vigiliamo e segnaliamo agli organi preposti, quando

ci troviamo di fronte a una non tutela dell'ambiente, quali smaltimenti e sversamenti di rifiuti illegali nei campi, strade e canali. La nostra associazione si impegna a non essere vincolata alla realtà di un singolo canile/gattile,ma a mantenere i contatti con diverse strutture, rifugi ed associazioni in ambito Bresciano Mantovano e Cremonese, per dare speranza ai cani e gatti reclusi da tempo nei box dei canili/gattili. Il nostro intento è quello di offrire a tutti i nostri amici a quattro zampe la possibilità di essere adottati. La presidente dell'associazione è Torreggiani Mirca. La vice presidente è Consadori Giuliana. La segretaria è Toselli Debora. Puoi trovarci anche su Facebook, abbiamo una pagina e un gruppo ufficiale, metti un "Mi piace" e iscriviti al gruppo per restare aggiornato/a! Se vuoi aderire al nostro progetto ti faremo una tessera annuale e con questa potrai avere per il tuo peloso agevolazioni con veterinari, farmacie e negozi pet shop convenzionati. Potrai, se vorrai, far parte attiva di questo gruppo, dedicando qualche ora del tuo tempo ad attività di volontariato o semplicemente sostenere il nostro progetto. Contattaci al numero 333 699 4891 o scrivici a info@aans.it per tutte le informazioninecessarie.

Associazione Animali Ambiente e Non Solo ODV Via Capitano n. 8 - 25010 Remedello (BS) Codice fiscale 94021470177 www.aans.it E-mail info@aans.it - pec@pec.aans.it Tel. 333 699 4891 23


Racconti

UN SORRISO NELLA NEBBIA di Laura Gorini Era una giornata fredda e nebbiosa: un leggero vento si insinuava minaccioso nel bavero del cappotto e l'umidità mi bagnava la pelle del viso. Munita di sciarpa, guanti e berretto, mi apprestavo a compiere i famosi “cento passi quotidiani”, consigliati dal medico per la mia salute. Poche persone camminavano intorno a me e il buio iniziava a fare capolino all'orizzonte. Ero quasi giunta a casa, quando una macchia bianca, in mezzo al grigiore della nebbia, si fece strada: strabuzzai gli occhi per tentare di comprendere di che cosa si trattasse. Indietreggiai di qualche passo, lievemente impaurita più che incuriosita, mentre quella “macchia” si avvicinava sempre di più alla mia persona. Era un immenso batuffolo di cotone, pardon, di pelo bianco, con due occhi magnetici e un sorriso dolce e rassicurante. Rimasi interdetta: perché quella creatura aveva scelto in quella fredda e nebbiosa giornata di uscire di casa e di sorridere proprio a me? Perché mi osservava con quei suoi splendidi occhi? Sembrava felice. Lo attesi, lo attesi a lungo perché gli istanti che ci separavano iniziarono a sembrarmi un'eternità, tanto era il mio desiderio di poterlo accarezzare. Quando mi fu vicino, appoggiò le sue zampe anteriori sui miei piedi e iniziò a fissarmi con intensità: fu allora che piansi. Le mie erano lacrime calde, da troppo tempo lasciate inespresse. Lui era lì che attendeva, attendeva una mia carezza, un segno del mio affetto e del mio amore. 24

Laura Gorini ama sorridere alla vita e assaporare ogni istante. Adora la semplicità e le sorprese che ogni istante ti sa donare. Basta saperle cogliere! Mi abbassai e lo abbracciai: in quell'istante sentii tutto il suo calore e il suo cuore battere forte all'unisono con il mio. Era così magico quell'incontro che mi pareva di sognare! Poi d'improvviso quell'incanto fu rotto dalla voce di un uomo: “Paul, vieni qui!” Paul mi sorrise e andò incontro al suo padrone. Lo vidi entrare in una casa dai mattoni rossi, delimitata da un grande giardino e da un ampio garage. Prima di varcare l'uscio si girò verso di me e mi sorrise ancora. Ancora una volta! Da allora, ogni giorno, i “miei cento passi” mi sembrano più leggeri, il freddo meno pungente e la nebbia meno densa. A scaldarmi, a rinfrancarmi e a rincuorarmi c'è il sorriso del mio amico Paul, un angelo dal cuore “dolcemente peloso”.


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QUESTO È IL MIO NOME

di Micky

Rubrica nata agli albori della nostra rivista (ormai 25 anni fa) ideata e curata da Michele Cortinovis, ritrova la sua collocazione all’interno di New Entry non solo grazie alla richiesta dei lettori, ma soprattutto nel ricordo di Michele, prematuramente scomparso, sempre presente nei nostri cuori.

Valentina

Il nome Valentina e il suo corrispettivo maschile Valentino sono ipocoristici del nome Valente. Ha origini latine e deriva dalla parola valens, il cui significato è “vigoroso”, “forte” oppure “che ha valore”. Per estensione il significato di Valentina e Valentino potrebbe essere “stare bene in salute”. Alcuni attribuiscono l’origine del nome Valentina al termine etrusco vala. Il significato di questo termine, però, rimane tutt’ora ignoto. Il nome Valentiniano è un derivato di Valentino, il quale, come dicevamo è, a sua volta derivato di Valente. Onomastico Valentina si festeggia il 25 luglio in onore di Santa Valentina vergine e martire. Morì a Cesarea in Palestina con Thea e Paolo sotto la persecuzione di Massimiano nel 308. Valentina prese le difese di Thea, una prostituta che si ribellò al suo padrone. Il loro carnefice, dopo averle torturate, le condannò entrambe al rogo. Ad ogni modo, considerato che questa e altre sante sono poco note, generalmente viene festeggiata lo stesso giorno di Valentino. Valentino, invece, si festeggia il 14 febbraio

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per onorare San Valentino. Questo fu vescovo di Terni e martire a Roma. È, notoriamente, patrono degli innamorati. Inoltre, può essere invocato sia contro i dolori addominali che per guarire dall’epilessia. Caratteristiche del nome Chi porta il nome Valentino e Valentina è una persona dolce e affettuosa. Dà molto di sé agli altri ma pretende anche molto da loro. Sa amare e farsi amare e difficilmente si procura nemici. Un’altra sua peculiarità è quella di trovare sempre una soluzione favorevole a ogni difficoltà. Origine: latina Parola chiave: dolcezza Ipocoristici maschili: Tino, Vale Ipocoristici femminili: Tina, vale Numero portafortuna: 7 Colore: Blu Pietra Simbolo: Zaffiro Metallo: Rame Onomastico: 14 febbraio Segno zodiacale corrispondente: Bilancia

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VECCHIO, ADAGIO... Procedi con calma in mezzo al fragore ed alla fretta. Ricorda sempre quale pace può esserci nel silenzio. Per quanto ti è possibile, senza arrenderti, sii sempre in buoni rapporti con il tuo prossimo. Manifesta la tua verità con tranquillità e chiarezza; e presta ascolto agli altri, anche agli sciocchi e agli ignoranti: perché anche essi hanno una loro storia. Evita le persone rumorose ed aggressive: esse rappresentano delle irritazioni per lo spirito. Non ti paragonare ad altri perché potresti diventare vanitoso ed amaro, perché esisteranno persone superiori e inferiori a te stesso. Goditi sia i successi che i progetti. Mantieniti sempre interessato alla tua carriera, per quanto umile questa sia: essa rappresenta una vera e propria ricchezza nelle mutevoli fortune del tempo. Sii sempre cauto nei tuoi affari perché il mondo è pieno di inganni. Ma non lasciare mai che ciò ti renda cieco verso quello che è la virtù: molta gente lotta per degli alti ideali; e dovunque la vita è costellata di atti d’eroismo. Sii sempre te stesso. In particolar modo non fingere affetto. E non essere neppure cinico nei confronti dell’amore, in quanto, di fronte a tutte le aridi-

“Ritorno a me”

Ritorno a me, come ogni alba rinasce al suo giorno

Riflessioni

tà e le disillusioni, esso è eterno come l’erba. Prendi benevolmente i consigli che ti derivano dall’esperienza degli anni e abbandona garbatamente le cose della giovinezza. Alimenta continuamente la forza dello spirito per proteggerti nelle avversità improvvise. Ma non angustiarti con delle chimere. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una sana disciplina, sii sempre garbato con te stesso. Tu sei un figlio dell’universo, non meno di quanto lo siano gli alberi e le stelle: tu hai diritto di essere qui. E, ti sia chiaro o no, non c’è dubbio che l’universo prima o poi ti si aprirà come dovuto. Perciò sii in pace con Dio, qualsiasi cosa tu creda Egli sia, e quali che siano i tuoi compiti e le tue aspirazioni, nella rumorosa confusione della vita mantieniti in pace con la tua anima. Con tutte le sue falsità, le sue ingratitudini e i suoi sogni infranti, questo rimane pur sempre ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente e fa di tutto per essere felice. Trovato nella vecchia chiesa di Saint Paul, Baltimora, 1692. il canto di un usignolo mi porta all’ascolto di un io profondo di una fragile voce e di un forte vento che soffia tra i miei secchi rami spazzando via ogni nuvola affinchè la luce riaffiori e quel canto divenga musica. morenaRossi 27


ITINERARI

Castello di Padernello

Borgo San Giacomo (Bs)

Il castello di Padernello è un castello risalente al XV secolo di Padernello, antico borgo nei pressi di Borgo San Giacomo, in provincia di Brescia. La struttura, circondata da fossato con ponte levatoio funzionante e rivellino, si erge isolata nella pianura bresciana. Il castello, che domina il piccolo paese, è composto da 130 stanze su una superficie di 4000 m². La costruzione del castello avvenne per opera dei Martinengo, famiglia di provenienza bergamasca, fedeli alla Repubblica di Venezia, in origine chiamata dei “Giselbertini”, che dal X e l’XI secolo si cominciò a nominare con l’appellativo “da Martinengo” poiché residente nel castello di Martinengo, nella pianura bergamasca. La presenza della nobile casata a Gabiano (antico nome dell’attuale Borgo San Giacomo) è attestata a partire dall’XI secolo. La nobile casata dei Martinengo rimase a Padernello fino al 1834; dal 1861 i possedimenti passarono alla famiglia Salvadego Molin Ugoni. Il castello, edificato alla fine del XIV secolo da Bernardino Martinengo è a pianta quadrata con quattro torri angolari di difesa. La prima testimonianza sulla presenza di una 28

fortificazione a Padernello risale al 1391: una casa-torre circondata da un doppio fossato, che sovrasta un territorio di vitigni, boschi e pascoli. La costruzione del castello vero e proprio iniziò nella prima metà del XV secolo ad opera di due rami della famiglia Martinengo: i Martinengo di Padernello o “della Fabbrica” e i Martinengo “delle Palle”. Verso il 1470 il maniero è già provvisto di mastio dotato di mensoloni e caditoie con funzioni di controllo e avvistamento del territorio limitrofo, munito di feritoie e merlature guelfe. Dello stesso periodo risale l’elegante porticato sul lato Nord, caratterizzato da colonne in pietra con capitelli recanti scudi con l’aquila imperiale, simbolo araldico della casata. Nel cortile interno sorge un loggiato sul lato Ovest a pilastri tipicamente cinquecentesco sui quali campeggiano gli stemmi delle famiglie Martinengo e Colleoni, famiglia quest’ultima imparentata coi Martinengo. Del Cinquecento sono il grande salone del lato Est e il porticato del lato Sud e, dell’interno, i soffitti a vela o a botte e i soffitti lignei a cassettoni riccamente decorati. La struttura ha subito notevoli rimaneggiamen-


ITINERARI

ti nel tempo. Nel Settecento il castello subì un importante rinnovamento architettonico e di funzione. L’allora conte Gerolamo Silvio convertì il maniero in un’elegante villa signorile secondo lo stile dell’epoca. A questo periodo si deve la realizzazione dello scalone settecentesco, opera del celebre architetto Giovanni Battista Marchetti (1686-1758), dal 1758 direttore della costruzione del duomo nuovo di Brescia. Si realizzarono inoltre una splendida sala da ballo, la cappella dedicata a San Faustino e Giovita. Il prospetto esterno sui lati Nord e Est venne ingentilito con balconcini in pietra e ringhiere in ferro battuto, mentre sul lato Sud venne aperto un ampio portale centrale da cui si accede l’accesso al giardino sul fossato. Nel 1834, dopo più di quattro secoli la casata dei Martinengo di Padernello, con la morte di Girolamo Silvio II Martinengo, si estinse per l’assenza di eredi maschi. Alla morte dell’ultimo Martinengo le proprietà venete vennero affidate alla moglie contessa Elisabetta Michiel, mentre quelle della provincia di Brescia passarono al cugino Alessandro Molin. Alla morte di quest’ultimo le proprietà vennero ereditate dalle sorelle Maria e Alba, sposate rispettivamente al conte Panciera di Zoppola e al nobile Pietro Salvadego. Padernello, il castello e altre proprietà vennero assegnate, in seguito alla suddivisione delle proprietà del 1861, ai nobili Salvadego. Ultimo conte a risiedere al castello fu Filippo Molin Ugoni Salvedego, il quale, per motivi di salute, preferì trasferirsi nel 1961 nel suo palazzo di Brescia, dove morì nel 1965.

Da allora il castello di Padernello venne abbandonato, lasciandolo esposto alle intemperie, all’incuria e allo sciacallaggio, nonostante nel 1912 fosse stato definito di alto pregio architettonico e di interesse nazionale da parte del Ministero della Pubblica Istruzione. Negli anni Ottanta l’unica realtà impegnata nella difesa del castello e del suo borgo era l’”Associazione Amici del Castello”, la quale restaurò l’antica posteria l’Aquila Rossa, simbolo imperiale dei Martinengo, con l’intento di salvare il maniero e valorizzare il borgo di Padernello. Grande ispiratore dell’associazione fu Monsignore Don Antonio Fappani, autore dell’Enciclopedia Bresciana. Nel 2016 viene conferita la targa di segnalazione dell’Istituto Italiano dei Castelli per l’ottimo restauro strutturale, architettonico, ambientale e l’ottima manutenzione e la consentita l’accessibilità. La Fondazione Castello di Padernello Nel 2002 crollò gran parte della cinta murariaalla destra del rivellino, del tetto sul salone da ballo, della soletta della cucina storica. A fronte di questa situazione il comune di Borgo San

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ITINERARI

Giacomo decise di acquistare l’antica residenza dei Martinengo. Nel 2005 il maniero venne così acquistato dal Comune di Borgo San Giacomo e da un gruppo di imprenditori che iniziarono i lavori di restauro. Entrambe le proprietà – pubblica e privata – concessero in comodato d’uso gratuito ventennale l’immobile alla Fondazione di Partecipazione denominata Fondazione Castello di Padernello costituitasi nello stesso anno, impegnata nel recupero, nella gestione e nella promozione del maniero. I restauri Nel corso di ormai dieci anni di lavoro la Fondazione Castello di Padernello ha restaurato buona parte del maniero. Nel 2006 si restaurano: cucina cinquecentesca, salone da ballo e tetto; nel 2007 si prosegue con il restauro del lato ovest, le zona delle biblioteche; tra il 2008 e il 2009, si sistema la pavimentazione interna del cortile, le facciate interne e lo scalone settecentesco; tra il 2011 e il 2012 si restaura la sala rossa con soffitto ligneo; nel 2014 si inaugura il salone da ballo; nel 2015 si conclude il restauro della cappella gentilizia. Le attività culturali Al contempo la Fondazione Castello di Padernello promuove una serie di iniziative e manifestazioni artistiche, culturali ed enogastronomiche, tra cui: mostre, rappresentazioni teatrali (alcune autoprodotte), convegni, rassegne cinematografiche, rassegne e performance artistiche (musica, danza, concerti e opere liriche), archivi, visite quotidiane al castello, visite di scolaresche e laboratori didattici su natura e storia del territorio. Nel 2008 l’artista italiano di arte in natura Giuliano Mauri realizza il Ponte San Vigilio. Il ponte, opera vegetale, collega la strada vicinale di Borgo San Giacomo con Padernello e ha permesso di riaprire il limes romano della centuriazione augustea, che portava da San Paolo a Quinzano. Nel 2009 vengono catalogati i materiali cartacei e digitali presenti nella libreria personale di Mina 30

Mezzadri, regista teatrale bresciana, realizzando il Centro Documentazione Teatrale Foppa 3. Inoltre è sede della biblioteca del Centro Studi San Martino di Brescia sull’agricoltura, creata nel 1998 da Monsignor Antonio Fappani, all’interno della Fondazione Civiltà Bresciana. Il castello raccoglie anche la Mediateca della Bassa Bresciana nata dall’incontro tra il gruppo degli Amici del Castello e la Fondazione Civiltà Bresciana. Dal 2012 è sede di uno dei due “Mercati della Terra” di Slow Food della Lombardia. Nel 2015 la Fondazione Castello di Padernello ripropone il cosiddetto “ciclo di Padernello” del Pitocchetto - così nominato da Roberto Longhi - grazie a delle riproduzioni che danno un’idea della quadreria acquistata all’asta nel 1882 dal conte Bernardo Salvadego. Nel 2016 viene donata alla Fondazione Castello di Padernello la biblioteca di Italo Valent dalla famiglia. Nel 2017 il Castello di Padernello ospita il festival Arpe in villa, in cui si incrociano didattica e spettacoli attraverso i corsi intensivi, seminari e concerti per arpa moderna, barocca e rinascimentale, mandolino e canto lirico. La leggenda della Dama Bianca La leggenda vuole che la figlia del conte Gaspare Martinengo e di Caterina Colleoni Biancamaria (1466-1480), malinconica e cagionevole di salute, fosse morta, nel 1480, attirata dalla magia


ITINERARI

luminosa delle lucciole, precipitando nel fossato del castello dando vita alla leggenda della Dama Bianca. Era innamorata della natura, del silenzio e mal sopportava un mondo fatto di violenze, soprusi e angherie, un mondo di uomini d’arme come suo padre. Ogni dieci anni il 20 di luglio, la stessa notte della

sua morte, il suo fantasma ricompare con il vestito bianco sullo scalone d’onore del suo Castello con in mano un libro aperto dorato contenente il suo segreto, alla ricerca di chi la possa ascoltare. Un segreto che la fa vagare di continuo. Fonti: Wikipedia e Fondazione Castello di Padernello

Documentario sul Castello di Padernello con guida. Buona visione. Breve documentario sul Castello di Padernello con splendide immagini realizzate con il drone. Buona visione.

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L’Emozione non ha voce

“Marì Marì” - Adriano Celentano La canzone è tutto il ricordo di un uomo che ha perso la sua sorellina. Ricorda quello che facevano, i suoi sorrisi e quanto la amava. Si trovavano in ospedale a pregare che la piccola torni a vivere. Preoccupati mentre cercano di convincerlo che non è niente e andrà tutto bene. Ma non sanno nascondere il loro dolore e le loro preoccupazioni (le rughe stanche di lui mio padre, quegli occhi buoni su di me. Capelli grigi di lei mia madre, preoccupata come lui). Era solo una bambina che amava tutto. I genitori, il fratello e la vita, nuova per lei. Legata affettuosamente al fratello, giocavano insieme. E lei lo adorava (e tu che eri una bambina innamorata sempre più, appiccicata qui vicina sempre tu. Sorridente coi tuoi si). Ma ormai è cresciuto, però il ricordo non è svanito. Si vedono ancora i prati verdi in cui giocavano e i papaveri che ormai però sono morti come lei (lo sfondo verde laggiù dei prati e quei papaveri che ormai Testo Mari’ Mari’ Le rughe stanche di lui mio padre quegli occhi buoni su di me capelli grigi di lei mia madre preoccupata come lui e tu che eri una bambina innamorata sempre più appiccicata, qui vicina sempre tu sorridente coi tuoi suoi Lo sfondo verde laggiù dei prati e quei papaveri che ormai sono appassiti come noi negli anni ci siamo persi; come mai e le tue corse incontro al mondo

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sono appassiti come noi negli anni. Ci siamo persi; come mai). Avevano dei progetti, delle avventure da fare insieme come il viaggio per il mondo. Ma non possono ne hanno mai potuto farlo. Passare del tempo insieme, sogni svaniti (e le tue corse incontro al mondo e quella vita che vorrei aver vissuto ma che poi come sai non abbiam vissuto mai). Lei si chiamava Marì e c’è ancora, ma purtroppo solo nel suo cuore. Però gli manca la sua allegria e serenità. Gli ha lasciato un vuoto incolmabile, che nessuno può riempire (Marì Marì Marì Marì ancora e ancora tu sei qui. Dov’è la tua serenità mi manca, mi manca ho un vuoto qua). Non riesce a capire perché il tempo passa, ma il suo ricordo resta. Non riesce a capirne il senso, perchè deve rivedere la sorella amata ma morta? (il tempo scorre e se ne va, vorrei sapere che senso ha. Perché perché si vede quello che hai amato e più non c’è) a quella vita che vorrei aver vissuto ma che poi come sai non abbiam vissuto mai Marì Marì Marì Marì ancora e ancora tu sei qui dov’è la tua serenità mi manca mi manca ho un vuoto qua il tempo scorre e se ne va vorrei saper che senso ha perchè perchè si vede quello che hai amato e più non c’è I muri bianchi di questa stanza


L’Emozione non ha voce

sono uno schermo intorno a me io ti rivedo lì con lei mia madre che cucinava insieme a te. Tu mi guardavi una bambina innamorata sempre più appiccicata qui vicina sempre tu sorridente coi tuoi sì Marì Marì Marì Marì ancora e ancora tu sei qui dov’è la tua serenità mi manca mi manca ho un vuoto qua il tempo scorre e se ne va vorrei saper che senso ha perchè perchè si vede quello che hai amato e più non c’è

Inquadrando con il cellulare tramite un’applicazione che legge i qr code potete ascoltare la canzone “Marì Marì”.

SUDOKU

A Napoli, un signore entra nell’androne di uno stabile e fa: - “Portinaia” Ad uno dei piani superiori appare una donna e fa al signore: - “Che volete?” - “Devo parlare al ragionier Liguori” - “Ci sono due ragionieri con quel nome”

- “Quello con gli occhiali” - “Hanno tutti e due gli occhiali” - “Quello alto” - “Sono tutti e due alti” Il signore perde la pazienza e fa: - “Quello cornuto” - “Ah, volete dire mio marito. Carmeloooo

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RIDIAMOCI SOPRA

QUESTIONE DI FIGLI Stanno chiacchierando tre amici: - il primo: “lo sapete..mia moglie vuole due figli dopo aver visto Minnie e Topolino” - il secondo: “mia moglie invece vuole sette figli dopo aver visto Biancaneve ed i sette nani” - il terzo: “Ehm devo scappare, perché quando sono sceso mia moglie stava vedendo la carica dei 101”. BUGIE Un uomo ha 2 fidanzate e non sa chi sposare, ma entrambe sono brutte da morire e so grasse. Allora l’uomo, amandole entrambe anche nonostante il loro aspetto fisico, è confuso quale delle due sposare, quindi decide di andare dallo psicologo per chiarire il dubbio di scelta. Una volta arrivato da lui: “Dottore, senti ho un problema serio!” e lo psicologo: “Dimmi cosa ti affligge?”, l’uomo a questo punto gli racconta che non sa chi sposare tra le due sue fidanzate e gli mostra le due foto ritraenti loro, lo psicologo disgustato a guardarle chiede un attimo di andare al bagno, e dopo 2 ore ritorna dal suo paziente e gli porta un water e due specchi. Il paziente chiede al suo medico: “Ma perchè ha in mano quel cessetto e quei 2 specchi?” Il medico: “Beh..i 2 specchi servono per vedere chi è più brutta, basta che le farai riflettere entrambe su ciascuno dei quei specchi, se ad una delle due si rompe il vetro alla propria bruttezza, hai trovato chi non devi sposare. Se invece il vetro all’altra rimane intatto, è quella da dover sposare”. L’uomo gli passa il dubbio e ringrazia il dottore e se ne va casa con gli specchi e il water, ma ancora una volta gli viene un dubbio e torna dal medico: “Dottore, ma il cesso invece che serve?” il dottore: “Beh semplice, quello è per la scena del matrimonio tra te e quella che ha 36

superato la prova, ti servirà quando la dovrai baciare”. CASTITA’ FORZATA?!? Un uomo va a lavorare per tre mesi su una piattaforma petrolifera. Finalmente torna a casa, la moglie lo riceve festosa e dopo cena vanno a letto e ci danno dentro a lungo visto che per tre mesi lui è stato in castità forzata. Quindi gemiti, urli, letto che cigola..... Ad un certo punto si sente una voce proveniente dall’alloggio vicino: “e basta con questo casino, sono tre mesi che che va avanti così!” IN PARADISO Un uomo muore e va in paradiso. dopo poco tempo muore anche la moglie e pure lei va in paradiso. la donna appena arrivata in paradiso vede suo marito e con gioa si avvicina dicendogli: “caro ancora insieme!” ma lui scansandola dice: “e no quando ci siamo sposati il prete ha detto finché morte non vi separi!” MATRIMONIO Un amico all’altro: - “qual’è stato il giorno più bello della tua vita?” - “quello del mio matrimonio” - “invece il più brutto?” - “tutti quelli dopo, nessuno escluso!” 35 ANNI ANCORA Una donna di 70 anni va in paradiso e Dio gli dice: “facciamo così...ti rimando indietro di 35 anni così hai ancora degli anni a disposizione” la donna ringrazia il Signore e torna sulla terra. Dopo un giorno viene investita da un autobus, ritorna in paradiso e chiede a Dio: “mi avevi detto che mi davi ancora 35 anni di vita” e lui: “scusa non t’ho riconosciuta!!”.


Ed è Poesia

“Polvere di stelle”

...è dopo che il sole se ne va laggiù dove qualcuno lo attende , dopo di noi o prima di qualcun altro, che la notte presentandosi misteriosa come sempre, ci rende prigionieri stringendoci a se, con tutte le sue forme imponenti, oscure o astratte, ma che delle volte possono tramutare in un qualcosa di tutto più nitido, facendo brulicare in noi stessi sensazioni e pensieri comunicanti fra di loro che assieme prendono un’aspetto confortante, sicuro; questo avviene con ciò che l’accompagna: il Cielo ... Questo ricco di curiosità che intingono l’animo e la mente con grazia e stupore offre alla notte una vita di onde primaverili che catturano l’intensità dell’attenzione; è a questo punto che alzando lo sguardo e le mani al cielo color blu zaffiro, vi si mostrano nel loro completo splendore, forme ed icone che con innocua suggestione portano nell’infinito chiedersi... Sospesi fra terra e cielo nascono momenti in cui non si sente più niente, momenti dove tutto svanisce, meno quel cielo, quel cielo che con la sua possente espansione riesce a cullarci nel suo incantesimo magico, avvolgendoci così con brillanti manciate di “Polvere di Stelle “ Bezzi Roberto *R

Ed è Poesia

“Montagna”

La natura circonda l’essere virtuoso, lo stringe forte a sè nel silenzio... La potenza del suo richiamo, il suo spirito è dentro di lui, assorbe l’oscurità per riportare un bagliore, cattura le debolezze per trasformarle in forza, dona energia a tutto ciò che sembra essere perduto. Ascoltala, ti darà risposta, tutto è dentro di te ma col suo immenso vigore ti condurrà all’essenza di vita. Scalvini Roberta

“Anima intrappolata” Violata dal tempo e dallo spazio di una mente perduta, calzata una maschera... non per nascondersi ma per paura di incontrare me stessa, la voce che a ripetizione proclama... va tutto bene... mentre gli occhi riflettono lo sguardo dell’anima intrappolata. Scalvini Roberta 37


RACCONTI

IL VIAGGIO DI FRANCESCA (6^Parte) Romanzo di Anna Gay IL PERIODO PIÙ BELLO Un giorno che Paola era appena arrivata a casa, suonò il citofono. - “Chi è?” “La Polizia, signora. Non abbia paura, dobbiamo consegnare la minore Francesca Fiorilli Carnovali alla madre!”. Il cuore di Paola si mise a battere all’impazzata. Finalmente! Dopo tante udienze, attese, avvocati e giudici! Aprì la porta con impazienza e si trovò davanti una agente della polizia femminile. “Sono l’agente Nunziante, e devo consegnarle la bambina e tutte le carte.” Paola prese in braccio Francesca mentre l’agente le spiegava ogni cosa: “Qui c’è scritto che il giudice ha ritenuto opportuno che la minore viva con lei e questa è la fotocopia della richiesta dell’atto con cui suo marito dà il proprio cognome alla bambina.” Paola era al colmo della felicità, e si diede subito da fare. - “A che ora ha mangiato la bambina?” “Verso le nove del mattino” rispose l’agente. “Può stare con lei per un momento? La mia amica Debora ha detto che aveva una carrozzina di suo figlio da darmi” Infine tutto fu sistemato e Francesca poté mangiare, essere cambiata e fare un bel riposino. Quando arrivò Andrea, Paola gli fece mille feste e lui restò con Francesca mentre lei andava a comprare un po’ di indumenti e cose varie che occorrevano per la bambina. Mentre era in un negozio, l’altoparlante si mise a diffondere le note della canzone “Sara” di Antonello Venditti. A Paola sembrò di rivivere quei terribili momenti, quando, subito dopo aver saputo di essere incinta, faceva la spesa in un supermercato dove aveva sentito proprio quella canzone e si era detta: ”Sara non si deve vergognare, e io invece sì, perché sono una donnaccia che va con gli uomini sposati…” e le venivano le lacrime agli occhi. “Adesso 38

anch’io non mi devo vergognare!” pensò scegliendo le tutine per la bimba. Il giorno dopo lei ed Andrea si recarono alla “Casa del neonato” a comprare il lettino e altre cose che occorrevano. “Sai “disse Andrea mentre guardavano un fasciatoio “Forse anch’io dovrei imparare a cambiare i pannolini, così quando sei dalla psicologa non ci saranno problemi”. - “La psicologa ha detto che sarebbe contenta che io vada da lei con la bambina. Tanto non è una bambina grande che scappa da tutte le parti e tocca tutto…” - “Sì, però può sempre capitare che tu debba andare in qualche posto dove è meglio senza la bambina” rispose lui “Va bene che forse possono tenerla Silvia e Antonietta” “Non credo che se ne intendano molto di bebè” ribatté lei ”Tu essendo un uomo, pensi che qualsiasi donna se ne intende, ma non è vero! Anch’io ho dovuto imparare, perché non ero capace” Ma Andrea fu tenace e riuscì nel suo intento. Al corso di puericultura c’era anche qualche papà, oltre alle mamme, alcune incinte ed altre già con bambini, perciò si trovò bene. Il corso era tenuto da due esperti, un uomo e una donna. Le prime lezioni vertevano sulla gravidanza e sul parto, ma ben presto si arrivò anche a parlare di pannolini. - “Non è difficile” disse l’esperto “Si fa così” e in quattro e quattr’otto la bambola che serviva da modello fu cambiata. “Ce lo faccia vedere su un bambino vero!” protestò qualcuno. Paola e Andrea misero a disposizione Francesca, e altre mamme fecero altrettanto. “Ricordatevi” dissero gli esperti “che non è una gara di velocità. Il bambino va cambiato pian pianino, e senza capovolgerlo! Le prime volte magari vi verrà da mettere il pannolino al contrario, ma poi imparerete.” E impararono infatti a cambiare Francesca, a nu-


RACCONTI

trirla, ed ogni altra cosa utile. Paola, al colmo della felicità, iniziò a tenere un diario dei progressi della bambina. “Oggi” scrisse “quando Andrea ha suonato alla porta…” Andrea era abituato a vederla sempre con la bambina in braccio, e quel giorno lei era da sola. “Dov’è Francesca?” chiese. Paola sorrise con fare misterioso. “Francesca ha una sorpresa per te!” Si scostò, ed ecco apparire Francesca che, ancora malferma sulle gambine, si mise in cammino per andare dal suo papà! Andrea l’accolse fra le braccia : ”Brava! Bravissima!“ esclamò, e a Paola: “E’ stata davvero una sorpresa bellissima!” “Devo tutto” scrisse Paola nel diario “agli esperti di quel corso, che mi hanno insegnato proprio bene.” Riepilogò le cose che prima non sapeva e che ora aveva imparato, comprese quelle che non le erano servite, perché si riferivano a bambini più piccoli. Aveva imparato che se il latte rimaneva indigesto, in farmacia ce n’erano altri, ma non bisognava assolutamente usare latte di riso o di soia; aveva imparato che i bambini molto piccoli soffrono di coliche del neonato, e bisogna tenerli in posizione eretta e massaggiare il pancino, finché si scaricano; aveva imparato a far passare il singhiozzo alla bambina; aveva imparato che il bambino non cresce subito di molti etti (bisogna avere pazienza ed aspettare); aveva imparato che i piatti termici a volte rendono la pappa troppo calda per il bambino (questo non glie l’avevano detto al corso ma l’aveva imparato da sé). “Insomma posso dire, modestia a parte, di essere, almeno fino ad ora, una brava mamma” scrisse soddisfatta. Era maggio, e quasi tutti avevano prenotato le vacanze. Antonietta e Enrico andavano in Sicilia, ospiti dei parenti di lei. Silvia era tutta gasata perché Lorenzo voleva portarla a Praga. Anche gli amici di Andrea cominciarono a chiedergli dove aveva intenzione di andare. “Ci vuole un ambiente adatto a Francesca” disse lui un giorno che erano da Silvia. “Ai bambini fa bene il mare” sottolineò Paola.

“Provate a vedere su internet” suggerì Silvia. Mentre le donne chiacchieravano di pappe e pannolini, Andrea trovò un’offerta speciale a Senigallia. “Dice qui “spiegò alla moglie ”che è un albergo vicino al mare, in una zona tranquilla, e la cucina è molto curata. Se ti va bene, potremmo andarci a fine giugno, quando la ditta dove lavoro chiude per manutenzione.” “Ottima idea” rispose Paola “così non farà troppo caldo, ci sarà meno gente, e risparmieremo pure!” Circa un mese dopo, erano al mare. Francesca se ne stava al sole col suo cappellino (ben legato in modo che non se lo togliesse) e col pannolino al posto del costume. Giocava a fare torte col fango, e con gran disperazione dei genitori, cercava anche di mangiarle. Ogni tanto il pannolino lasciava posto al costume e tutti e tre se ne andavano in acqua, spruzzandosi a vicenda e ridendo. “Se vuoi diventare come un pesciolino” diceva Andrea “devi prima imparare a battere le gambe. Io ti tengo per le mani. Avanti, su, prova!” Dopo pochi giorni Francesca aveva imparato ad andare da sola, con grande meraviglia di sua madre. “Pensa che io da piccola non ci riuscivo” disse ad Andrea “Forse perché una volta mi hanno tirata giù per le gambe…” Al mare c’erano naturalmente altri bambini, e Francesca giocava spesso con loro. “E’ proprio diversa da me” pensava sua madre “A me gli altri bambini ispiravano invidia e gelosia” Fu poco dopo il ritorno dal mare, che Francesca fece il suo primo discorsetto. Sapeva già, naturalmente, dire “mamma”, “papà” e altre due o tre parolette, ma quel giorno, in casa degli Aniello disse, indicando il televisore: “Ne, bimbi teiebidone” “Tu hai capito?” chiese Fiorenza a Paola. “Credo che voglia guardare i bimbi alla televisione” rispose lei “In questi giorni guarda lo zecchino d’oro” Accesero subito il televisore, e diedero a Francesca il suo bambolotto. “Bimbo” fece lei tutta contenta “Adda, bimbo!” 39


RACCONTI

“Gli dice di guardare!” anche Paola era contenta “Brava la mia piccolina che parla!” Intanto Francesca era diventata quello che si definisce ”una bella pagnottina” con allusione alle guanciotte. Le amiche chiedevano a Paola: “Cosa le dai da mangiare?” “Quello che mangia!” rispondeva lei “A merenda, per esempio, frullato con frutta e biscotti che si sciolgono nel latte.” Ma poi venne il tempo dell’asilo. “Le hai comprato il grembiulino?” chiedevano tutti a Paola, ma lei tergiversava. “Sono contento che vada all’asilo” diceva Andrea “Così starà in mezzo ad altri bambini e imparerà a socializzare. E noi saremo più liberi” aggiunse ridendo : ”Tranne di notte quando s’infila nel lettone”. Ma Paola non era tranquilla. Francesca era sempre stata serena, ma forse perché poteva sempre contare sulla presenza della mamma. Finalmente, sollecitata da tutti, si decise ad andare a iscriverla. “Scusi” disse a una maestra, dopo aver parlato con l’impiegata allo sportello “Potremmo vedere la scuola?” “Veramente l’open day l’abbiamo già fatto” rispose la signorina “però, per una volta…ma non lo dica a nessuno” aggiunse ridendo “Venga” Per prima cosa la maestra mostrò loro lo spazio giochi. Francesca quando vide le altalene e lo scivolo, voleva salirci sopra subito. “Ti piace?” chiese la mamma. ”Altrochè!” Mentre la maestra parlava e Francesca giocava, Paola si lasciò trascinare dai ricordi. Quando era bambina, un giorno aveva sporcato lo scivolo e una maestra aveva capito che era stata lei. “Cos’hai fatto, Paola? Te la sei fatta addosso?” “Sempre” aveva risposto lei vergognandosi “Se mi tiro giù le mutande viene l’uomo cattivo e mi fa tanto male, allora non vado mai al gabinetto” La maestra aveva parlato con la mamma. “Forse Paola vuole attirare la sua attenzione perché non si sente abbastanza seguita. A volte i bambini s’inventano queste storie perché sembra a loro di non essere al centro dell’attenzione dei genitori” 40

Mentre Paola pensava alla sua infanzia, la maestra le aveva condotte in un altro ambiente. “Qui i bambini disegnano e dipingono” disse, e anche questo scatenò un’ondata di ricordi. Si ricordò di quando aveva disegnato un monte, colorato di grigio, nero e marrone, e con una croce sulla sommità. “Qui c’è una croce” aveva spiegato alla maestra “perché è il monte dove è morto Gesù”. Anche questa volta la maestra aveva chiamato la mamma, che aveva detto : “Ma va là! Cosa vuoi saperne tu di Gesù! E poi guarda che brutto colore! Le montagne sono belle quando sono verdi, o hanno sopra la neve” Intanto Francesca aveva adocchiato dei disegni appesi al muro, e faceva tutti i suoi commenti, dicendo quali le piacevano di più. La maestra le pilotò verso il refettorio. “Cosa fate se un bambino sputa, oppure vomita?” le chiese Paola. “Qui un bambino non è mai obbligato a mangiare qualcosa. Mangia solo quel che vuol mangiare. Se vomita c’è del personale che pulisce, se il bambino sta male lo curiamo e chiamiamo la mamma che venga a prenderlo” rispose la maestra. “Quand’ero piccola” disse lei “mi hanno fatto mangiare il mio vomito” “Scusi, ma mi permetto di dubitarne” disse la maestra “forse lei non ricorda bene”. “E qui” disse quando passarono in una stanza con tanti lettini “i bambini fanno il riposino. “Non si usa più in molte scuole per l’infanzia, ma la nostra dirigente ha preferito così” “E che succede se bagnano il letto?” chiese Paola, che ricordava di essere stata punita per questo. “Niente. Noi cerchiamo di aiutare i bambini ad acquisire la capacità di controllare la vescica e gli sfinteri, ma intanto che stanno imparando a volte capita quel che dice lei, ma noi non li puniamo per questo” 7 - continua


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L’INTERVISTA

DANIELE MATTEUCCI

Nella vita di tutti i giorni lavora in un bar-tabacchi, ma appena può afferra la sua macchina fotografica e con i suoi scatti dispensa arte e poesia. Non è un caso che Daniele Matteucci – 33enne di Camaiore, splendida località della Provincia di Lucca- abbia in tasca un attestato per aver frequentato l’Accademia nazionale del Cinema a Bologna nel corso di regia e sceneggiatura. Tutto ciò che è inquadratura, effetto scenico, luci e prospettive, gli appartiene come poco altro al mondo. Così, era naturale che le sue capacità si incrociassero, prima o poi, con quelle di una macchina fotografica professionale. Com’è avvenuta questa passione verso il mondo della fotografia? Ho sempre avuto la passione per questo mondo, però per diversi anni l’ho messa da parte concentrandomi principalmente sul lato video. Eppure, sentivo che qualcosa mi mancava! Così, incoraggiato da alcuni amici, dopo qualche tempo ho ripreso in mano la macchina fotografica e ho ripreso a scattare facendo riemergere questa mia passione. Ed è stato l’inizio di una lunga avventura che continua tuttora… Il mio primo set risale all’estate del 2016 realizzando un set sulle spiagge vicino Livorno, da allora posso dire di non avere 42

mai smesso! Proseguo nel mio lavoro quotidiano ma appena posso… afferro la mia reflex e cerco la giusta ispirazione. Non a caso, hai un sogno nel cassetto. Tra 10 anni spero di riuscire ad aprire un piccolo studio fotografico ed evolvere sempre nel mio stile di foto. Ho alcuni progetti a cui sto pensando, altri sono in fase di realizzazione e altri ancora in fase di studio; un’anticipazione speciale: in un set verranno utilizzati anche dei dolci durante lo shooting… I tuoi scatti, naturalmente, girano anche sul mondo del web. Al giorno d’oggi non potrebbe essere altrimenti! Con i social ho un buon rapporto, potete vedere i miei lavori sulla mia pagina Facebook “DanielePhoto” o su Instagram, seguendomi sull’account @ photographer_daniele. Vi aspetto tutti lì! Cos’altro bisogna sapere di Daniele Matteucci? Che lavoro in un tabacchino l’ho già detto… Come hobby ho la passione per la lettura di libri fantasy, ho una grande passione per i fumetti manga giapponesi e per il mondo culturale giapponese. CONTATTI SOCIAL Facebook: “DanielePhoto” Instagram: @photographer_daniele


Società

QUALCHE CURIOSITÀ SULLE BIBLIOTECHE Biblioteca, dal greco: BIBLION- libro, opera e THEKE – scrigno, ripostiglio. Luogo dunque dove sono custoditi libri e, oggi, non solo. Lo sviluppo delle biblioteche in Italia si intensifica dagli anni ’70, in seguito ad una legge sull’ordinamento delle Regioni, alla quali si trasferirono le competenze sulle biblioteche di enti locali e sullo sviluppo della scolarizzazione e della scuola dell’obbligo. Dagli anni ’80 c’è un crescente sviluppo dell’utilizzo del computer per l’informatizzazione dei cataloghi e per la gestione dei prestiti. Dagli anni ’90 con lo sviluppo di Internet il servizio si estende mettendo a disposizione degli utenti il PC, con molte iniziative di alfabetizzazione degli utenti stessi. Successivamente nasce la biblioteca digitale. In Italia si definisce biblioteca una struttura permanente che accoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali informativi, editi o pubblicati su qualunque supporto e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio. Da sottolineare, per chi non avesse ancora usufruito della

biblioteca: il prestito di libri è gratuito, dura 1 mese, ma telefonando o recandosi di persona, è prorogabile. La biblioteca italiana più grande e una delle maggiori europee è la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. In antichità la più grande era quella di Alessandria d’Egitto, con 490mila manoscritti, andati perduti. In Egitto le biblioteche erano chiamate “Il tesoro dei rimedi dell’anima”, perché curavano il peggiore dei mali, l’ignoranza. La biblioteca più grande del mondo è quella del Congresso degli Usa, fondata nel 1800 a Washington. Il Paese con il maggior numero di biblioteche è la Russia; il Paese con più biblioteche in rapporto agli abitanti è la Repubblica Ceca con 1 biblioteca ogni circa 2000 abitanti; in Italia ce n’è 1 ogni 10.000 abitanti. L’Italia ha invece il maggior numero di biblioteche antiche, con 21 biblioteche del XII e XIV secolo. La biblioteca di Cesena è anche l’unica biblioteca monastica medievale perfettamente conservata. Il Paese con più utenti è la Finlandia, circa la metà della popolazione. Dal 1996 ogni anno l’Unesco sceglie la Capitale Mondiale del libro, in base alla valutazione di una serie di progetti atti promuovere la lettura. Nel 2006 venne proclamata Torino in collaborazione con Roma. Nel 2018 una ricerca fatta da Amazon ha rilevato che le 3 città italiane in cui si legge di più sono Milano, Padova e Torino. Ornella Olfi 43


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Riflessioni

BENEFICI DEL SILENZIO E DELLA MEDITAZIONE Un interessante articolo che ho letto su Focus, ha rimarcato l’importanza del silenzio e della meditazione, un po’ controcorrente col modo di vivere attuale, sempre in movimento e con rumori di sottofondo spesso stressanti. Solo da poco la scienza ha approfondito lo studio del silenzio e dei suoi benefici. Innanzitutto si deve distinguere tra silenzio esterno e silenzio interiore, che è quello che ha effetti positivi sulla nostra salute. È un dato di fatto che il rumore prolungato di chi vive in città fa male, ma anche il silenzio assoluto può causare dei fastidi. Il silenzio è prezioso quando ci porta in uno stato di rilassamento che ha effetti benefici sulla salute. Diverse sono tuttavia le reazioni al silenzio: c’è chi si annoia, chi si addormenta, chi ha paura, chi è capace di concentrarsi sul qui e ora e chi invece si proietta altrove e nel futuro. Per raggiungere il silenzio interiore, è molto utile la meditazione, di cui esistono diversi tipi, ma tutti con effetti simili. Poiché la mente è collegata con il resto del corpo, questi effetti si estendono anche al corpo e in particolare al sistema immunitario, rafforzandolo e di conseguenza migliorando il benessere fisico e psichico, diminuendo

lo stress e riportandoci in armonia con noi stessi. Di conseguenza, chi sta bene con se stesso, è capace di stare anche da solo, in silenzio, per quel tempo che gli serve a ritrovare la sua serenità e ricaricarsi. Ornella Olfi

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Riflessioni

LA VITA: UNO SPETTACOLO INCREDIBILE Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni… essere felici significa trovare la forza del perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro sé stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. E’ attraversare i deserti ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. E ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici è non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. E’ baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che

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vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. E’ avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. E’ avere il coraggio di dire “mi dispiace”. E’ avere la sensibilità di dire “ho bisogno di te”. E’ avere la capacità di dire “Ti amo”. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità… che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo, perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza, usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza, usa i tuoi errori con la serenità dello scultore, usa il dolore per intonare il piacere, usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai… soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità perché la vita è uno spettacolo incredibile.

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L’INTERVISTA

VALERIA LUPI

IL VOLTO NUOVO DELLO SPETTACOLO

Nico Orlandi ph

Quella di Valeria Lupi è la storia di una donna affascinante e prorompente, di una fotomodella capace di catturare al primo sguardo e di conquistare al primo scatto. Ma, come nelle storie più belle, non è tutto rose e fiori come potrebbe sembrare. La sua è una quotidianità caratterizzata da un lavoro impegnativo che le prende gran parte delle ore del giorno lasciandole una manciata di minuti per sbrigare commissioni e faccende domestiche. Ma Valeria Lupi è anche una splendida mamma, che del suo “bambino” si prende cura appena ha un minuto libero. Insomma, una donna che – appena superata la soglia dei 30 anni – ha scelto di non rinunciare a nessun lato di se stessa e anzi di esprimerlo in modo artistico ed elegante. Col fisico che ha, passare inosservata per lei è praticamente impossibile. I suoi shooting, contraddistinti da outfit intriganti, hanno fatto il giro del web e le hanno permesso di conquistare anche le tv locali e forse nuovi importanti progetti per il 2020. Un’onda d’urto che non si ferma davanti a nul50

la. “Ogni sfida voglio vincerla – confida Valeria – è il mio modo d’essere”. In campo fotografico, come detto, le collaborazioni con amatori e professionisti le hanno regalato scatti che brillano per passione e sensualità. Non solo fotografia: sfilate e concorsi di bellezza sono diventati parte di lei, del suo personaggio e del suo sogno. Quello di conquistare un posto d’onore nel mondo dello spettacolo… E, infatti, i propositi per il 2020 partono tutti da qui. Nel corso di quest’anno mi rivedrete in qualche televisione locale, in radio e in qualche videoclip musicale. Lavoro nella speranza di affermarmi nel mondo dello spettacolo, penso di avere le carte giuste e la grinta giusta per farcela! Se ti dovessi immaginare sotto i riflettori, dove ti vedi? Mi piacerebbe fare la valletta, la showgirl, partecipare a qualche reality o ricoprire un piccolo ruolo nel grande schermo. Le luci della ribalta non mi spaventano, tutt’altro. Sono una ragaz-


L’INTERVISTA

za esibizionista ed egocentrica, non mi piace passare inosservata di conseguenza anche l ‘abbigliamento rispecchia il mio modo di essere. Se di giorno adoro jeans, tacchi e maglie scollate, la sera so che posso osare di più… Da dove nasce questa passione per la fotografia? È iniziato tutto qualche mese fa, quando attraverso i social mi è stato chiesto di partecipare a un concorso di bellezza. Ci ho pensato un attimo, mi sono buttata… e da lì è iniziato tutto! Ho sfilato più volte in passerella, sono stata chiamata come opinionista della Roma sulle tv locali del Lazio, ultima in ordine di tempo CittàCeleste dove ho potuto raccontare la mia storia. Sicuramente devo citare il mio primo fotografo, Nico Orlandi, specialista di nudo artistico che con la sua bravura mi ha rapidamente fatto superare qualsiasi imbarazzo insegnandomi tutti i trucchi del mestiere. Ma le esperienze si sono presto accumulate. Ed è grazie a persone speciali che ho potuto compiere i miei passi nel campo della fotografia. Valerio Faccini mi ha trasmesso il senso della professionalità, Gianluca Soriconi ed Enrico Civitegna mi hanno fotografata in maniera divertente lasciandomi per sempre un ricordo speciale. I tuoi scatti hanno iniziato a girare per il web. Proprio così: non sono una influencer… ma non escludo di diventarlo un giorno! Semplicemente voglio farmi conoscere per tutte le mie sfaccettature, raccontando chi sono. Mi piace chi, vedendo i miei scatti, crede in me e mi aiuta nel trasmettere la mia vena artistica. Non sopporto chi si ferma alla sola apparenza. Cosa rappresenta per te la fotografia? È libera espressione delle mie emozioni, una modella deve saper comunicare a prescindere dalla taglia o dall’età. La fotografia mia ha dato questo: consapevolezza del mio corpo e capacità di espressione delle emozioni. E, al tem-

po stesso, mi ha tolto l’imbarazzo iniziale. Mi piace l’idea di superare i miei limiti, mi spinge a farlo il fatto che si può sempre migliorare e crescere. Lontana dalle luci dei riflettori, chi è Valeria Lupi? Adoro ballare, spaziando dai balli caraibici alla danza del ventre per arrivare alla pole dance. Lo confesso: vorrei provare anche burlesque! Adoro la natura, andare a cavallo, scoprire posti e culture nuove. Caratterialmente sono positiva, intraprendente, solare e testarda. C’è un aneddoto che fa credere che questa vena artistica fosse da sempre nel tuo dna… Erano i tempi della prima superiore all’Istituto d’arte, quando la classe restava senza professore io e una mia compagna mettevamo in scena una parte di Elisa di Rivombrosa con tanto di litigio finale. Lei era Elisa, io Lucrezia… “la cattiva”! Ci divertivamo un sacco, poi l’arrivo di un figlio e la necessità di dedicare ogni energia alla famiglia mi ha fatto accantonare questa passione. Che oggi, però, è tornata più che mai… CONTATTI SOCIAL Instagram @valerialupi

Ph. Enrico Civitenga 51


Riflessioni

VITTORIA: UNA BELLA RICCHEZZA DA COLTIVARE, SCOPRIRE E CONDIVIDERE... Emozione sgorga, muta forma, colore, essenza, sfuma indefinita nella quiete della sera. Gigante buono incede, baciata da un sole pallido e chiacchierino, celere, osserva, accellera andatura, lo sguardo lascia vagare incuriosito. Attesa brucia la pelle, la notte ha condito di salsa inquietudine. Passati gli anni, in un soffio, vedono oggi la mia Vittoria maggiorenne, alle soglie di una maturità che le farà assaporare le bellezze e primizie dell'esser donna. Burocrazia chiama, tutti, indistintamente a farsi inanzi, a porre limiti, paletti, a proporre accordi alla ricerca di equilibri sottili. Oggi per noi famiglia, ingresso ufficiale nel Tribunale di Brescia per la nomina dell'amministratore di sostegno; incarico da me accolto con peculiare dedizione. Con noi, compagna di viaggio, la dottoressa Elisabetta Bertoli, referente handicap asst del Garda. Con noi la piccola Celeste, osserva, riferisce se interrogata. Mentre i passi incedevano, forte stringendo la mano di Vittoria, nella mente e nel cuore mille, un milione di miliardi, i pensieri, emozioni arruffate che andavano e venivano alla rinfusa gettando semi. Purtuttavia mi sentivo felice, di essere lì ed in nessun'altro posto, pronta a dare testimonianza, a pieni caratteri affermando che la vita è sacra, sempre, che la malattia deve essere un ponte di lancio, un punto di partenza verso fuori, nell' incontro fiducioso con la vita. Una porta di legno marrone sbarra pensieri, li arresta, li mette in agitazione. Dall'altra parte un volto ignoto, mai chiesto, non voluto, prenderà parte al nostro cammino. Si apre la porta, cerco gli occhi della sconosciuta, li penetro alla ricerca di uno spiraglio di luce. Quello che ci appare innanzi è una donna sulla quarantina, elegante, composta, aperta al colloquio, pronta all' ascolto. In cuor mio, in silenzio, ringrazio Dio per quanto ci sta donando. 52

Fluiscono le parole, ricordi, gesti, riflessioni, prese di coscienza. Speranze nuove riaffiorano leste, colorano l' orizzonte di passione e di premura. La dottoressa Chiara Gaetani si complimenta per la forza ed il coraggio, l'animo propositivo con cui si cerca, come famiglia, con impegno di abbracciare il tutto. "Fede dottoressa, le dico, speranza ed amore..."!!! Si riallontanano i nostri passi, verso fuori, nei corridoio tanti i volti, brusii, colori che si snodano. Felici, strettamente, ci avviamo verso casa nel petto serbando emozioni nuove. Grazie ed ancora grazie Elisabetta per il sostegno e l'affetto che ci doni. Sono infiniti i risvolti che la vita ci riseva... Si dice che chiedere sia lecito, rispondere cortesia? Ed è per questo che sognando sempre, cavalcando ondine nove, sfidando incertezze ed indifferenze ho osato chiedere agli scout di Asola, gruppo già frequentato da Celeste, se ci fosse la possibilità remota ed insperata di dare anche alla mia Vittoria la possibilità di entrare a farne parte, un piccolo grande progetto di vita da coltivare, custodire e condividere con un gruppo di coetani? E' la solitudine il male dei nostri figli, quando diventano grandi, le forbici si allargano in modo spaventoso dando origine ad emarginazione. A noi genitiri, educatori, entità sociali, locali e regonali il compito e dovere di creare opportunita' di vita, di salvezza!! Grazie di cuore a tutti gli scout per non aver chiuso la porta... Ed ancora grazie a mia madre che questa notte sentendo paure ed angosce è venuta in sonno a tenermi compagnia. Grazie al buon Dio che mai abbandona, nella gioia e nella solitudine, nell'arsura e nell'abbondanza forte fa sentire la sua presenza. Grazie alla mia Vittoria, gigante buono dagli occhi di cielo... Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste


PERSONAGGI

AMICIZIA DI JORGE LUIS BORGES Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986) è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore, filosofo e accademico argentino. Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e al genere fantastico. Il critico Ángel Flores, primo ad utilizzare l’espressione “realismo magico” per definire quel genere che intende rispondere al realismo e al naturalismo dominante del XIX secolo, considera come inizio di tale movimento la pubblicazione del libro di Borges Storia universale dell’infamia (Historia universal de la infamia). È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo, ispirato tra gli altri da Macedonio Fernández, Rafael Cansinos Assens, dalla letteratura inglese (Chesterton, Kipling, Stevenson, Wells, De Quincey, Shaw), da quella tedesca (Schopenhauer, Heine, Kafka) e dal taoismo. Narratore, poeta e saggista, è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico (quali: il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri misteriosi e magici, gli slittamenti temporali), sia per la sua più ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si manifesta “l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto”. Oggi l’aggettivo «borgesiano» definisce una concezione della vita come storia (fiction), come menzogna, come opera contraffatta spacciata per veritiera (come nelle sue famose recensioni di libri immaginari, o le biografie inventate), come fantasia o come reinvenzione della realtà.

AMICIZIA Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita, Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te. Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro, però quando serve starò vicino a te. Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada. La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei, però gioisco sinceramente quando ti vedo felice. Non giudico le decisioni che prendi nella vita, mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi. Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti, però posso offrirti lo spazio necessario per crescere. Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore, però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo. Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere, solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico. In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico, in quel momento sei apparso tu… Non sei né sopra né sotto né in mezzo, non sei né in testa né alla fine della lista. Non sei né il numero uno né il numero finale tanto meno ho la pretesa di essere io il primo, il secondo o il terzo della tua lista. Basta che tu mi voglia come amico. Poi ho capito che siamo veramente amici. Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico: ho pregato e ho ringraziato Dio per te. Grazie per essermi amico. Jorge Luis Borges 53


Ed è Poesia

Ed è Poesia

“Èl prim dè zenér”

“Il circolo della vita”

L’è un stranfugnì, compagn d’èn pütì apena nassit, èl prim dé dè zenér. Amó un po ‘nsonolét da ‘nanòtt dè sbaracade e baldoria. Amó un pó ciarit per èl cazì che i g’ha fat per salüdal. Só contéta che ta sét riat, cumincia ‘n viass nöf ènsema, con tacc ènsome e speranse, con tata òja dè emusiù. Però, caro ‘l mé picinì, él mia ùra che ta ‘mpàret a caminà un pó pö a belaze?

È incredibile quanto riesci a capire guardando da un buco della serratura... è come vedere i segreti d’uno stregone dietro al tendone d’un circo a riposo Dentro a quel piccolo scrigno c’è un mondo di cui non conoscevo l’esistenza. Piccoli nanetti che come folletti colorati giocano coi pensieri più strani Saltimbanco e acrobati che si tirano i giorni da una fune all’altra della vita cercando di cadere nella rete per non crearsi ferite. Aspiranti maghi che mescolano le carte in un cilindro nero e come fossero l’amore col dolore o cervello con il cuore giocano con la sorte altrui incuranti del male arrecato E poi ci sono i clown che t’invitano a sorridere nascondendo le lacrime dietro a quella maschera di cerone troppo bianco, troppo insolita ma che nasconde le rughe di una vita vissuta a cercare consensi dentro a scarpe troppo lunghe per essere vere. Giocolieri che tentano di accatastare uno sull’altro rulli di memorie per non commettere gli stessi errori di ieri... Eppure ognuno di loro dà il meglio di sè ogni qual volta entra in scena.. ma non sempre la rete tiene.. non sempre i rulli non cascano.. non sempre quel mago sceglie la carta giusta e tu allora lo chiami destino infausto Il clown intanto... continua ad inchinarsi e a salutare cercando attenzioni a destra e a manca A notte tarda, poi togliendosi il trucco allo specchio... quel clown si guarda fisso negli occhi e asciugando una lacrima cerca un vero motivo per cui ridere ancora.. Rosa Leone

Il primo gennaio È come un bambino appena nato, il primo giorno di gennaio. Ancora un po’ insonnolito da unanotte di divertimenti e baldoria. Ancora un po’ confuso per il baccano che hanno fatto per salutarlo. Sono contenta che tu sia arrivato, comincia un viaggio nuovo insieme, con tanti sogni e speranze, con tanta voglia di emozioni. Però, caro il mio piccolo, non è ora che impari a camminare un po’ più adagio? Olfi Ornella Gocce di Memoria 60’ 70’ 80’ Noi che si accontentavamo di cose semplici ma che ci davano tanto divertimento.... Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino Noi che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda Noi che non potevamo bere la Cocacola troppo tardi xchè non ci faceva dormire Noi che pagavamo con le lire Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

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TERRITORIO

Festa di Candelora a Braone Da giovedì 30 gennaio a domenica 2 febbraio, a Braone, è in programma la Festa di Candelora. Mercatino dell’Antiquariato e Vintage a Remedello domenica 2 febbraio 2020 Nella suggestiva Piazza Feltrinelli di Remedello Sotto ogni prima domenica del mese, ci saranno bancarelle di ogni genere; Al Mercatino dell’Antiquariato e Vintage potrete trovare biciclette usate, articoli da collezionismo (monete, francobolli ecc), oggetti vintage e tanto altro ancora tutto da scoprire. Le Strade del Gusto della Lombardia a Cremona Domenica 2 febbraio in Piazza Stradivari a Cremona, torna l’appuntamento con Le Strade del Gusto della Lombardia. Camminata al Chiaro di Luna a Vallio Terme Sabato 8 febbraio ore 19.30 presso il Centro

Sportivo di Vallio Terme, parte la Camminata al Chiaro di Luna Lonato: Teatro d'Inverno 2020 Sabato 1° febbraio 2020 - ore 21.00 I Lonatesi - “Sono sempre in ritardo di un anno” Sabato 15 febbraio 2020 - ore 21.00 La Comp. Instabile: “L'è assè mià deentà macc!!!” Sabato 22 febbraio 2020 - ore 21.00 Il nodo - “Cenerentola” Sabato 29 febbraio 2020 - ore 21.00 (ingresso: € 7,00) Paola Rizzi - “Tutta colpa del Piero” Mercatino dell'Antiquariato a Soave Ogni terza domenica del mese, torna nel centro storico del paese, lungo Corso Vittorio Emanuele II, via Roma e piazza Marogna, il tradizionale Mercatino dell’Antiquariato, del Collezionismo e delle Curiosità. Per maggiori informazioni: 3280807212

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anni fa 1969 2019

24 GENNAIO 1970

Ma chi se ne importa - Gianni Morandi Se bruciasse la citta' - Massimo Ranieri 03 Mi ritorni in mente - Lucio Battisti 04 Come hai fatto - Domenico Modugno 05 Questo folle sentimento - Formula Tre 06 Come together - Beatles 07 Mezzanotte d'amore - Al Bano 08 Belinda - Gianni Morandi 09 Una bambola blu Orietta Berti 10 Occhi neri occhi neri - Mal 01

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“Ma chi se ne importa”

Gianni Morandi

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MASSIMO RANIERI 1^ parte Massimo Ranieri, pseudonimo di Giovanni Calone (Napoli, 3 maggio 1951), è un cantante, attore, conduttore televisivo, doppiatore, regista teatrale e showman italiano. Principalmente è attore di teatro e cantante di musica leggera, ma si è prodotto per un certo periodo anche nel cinema, come attore protagonista con pochi ruoli, e occasionalmente nel doppiaggio. Con più di quattordici milioni di dischi venduti, è tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi nel mondo. Durante la sua carriera ha pubblicato 31 album (di cui 23 in studio, 4 live e 4 raccolte) e 36 singoli. Quinto di otto figli, Gianni, come lo chiamavano in famiglia, cresce nel Pallonetto di Santa Lucia, zona popolare dell'elegante quartiere napoletano di San Ferdinando, vivendo in una casa poverissima composta da un solo vano al quinto piano di un vecchio stabile, e già da piccolo si guadagna da vivere facendo svariati lavori (garzone di panettiere, fattorino, ragazzo di bottega, commesso, barista e 56

intrattenitore nelle cerimonie). Da bambino viene costretto dai più grandi a cantare per i turisti, ma siccome non vuole i compagni lo portano a forza su uno scoglio e lui è costretto ad esibirsi perché non sa nuotare e deve aspettare che lo riportino sulla terraferma. A riguardo racconta poi: "La mia voce piaceva, raggranellavano tanti spiccioli e a me ne toccava una parte. Poi finii in un bar e anche lì cantavo per i clienti". Carriera Proprio in un bar nel 1964 viene notato da Gianni Aterrano, il quale comprende le possibilità della voce calda e intonata del ragazzo. In riguardo Ranieri ha detto: "Un discografico mi notò, mi propose di incidere un disco e mi offrì un anticipo di 200 mila lire. Nessuno in famiglia aveva mai visto una cifra simile".Aterrano lo fa diventare spalla di Sergio Bruni facendolo partire, tredicenne, per gli Stati Uniti con il nome d'arte di "Gianni Rock". Con quel nome si esibirà per la prima volta in palcoscenico


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all'Academy di Brooklyn, e con lo stesso pseudonimo incide i primi 45 giri per la Zeus, l'etichetta di proprietà di Espedito Barrucci e che ha, come direttore artistico, lo stesso Aterrano; partecipa inoltre al Festival di Pesaro nel 1964. Con i primi piccoli compensi Massimo Ranieri decide di aiutare la sorella che voleva sposarsi e metter su famiglia. Nel 1966 avviene la svolta: il pianista Enrico Polito, dopo averlo ascoltato, gli propone un contratto discografico con la CGD, che lo fa esordire a 15 anni, dapprima con lo pseudonimo Ranieri (nome scelto in quanto già noto alla memoria della gente per il richiamo al principe Ranieri III di Monaco) a cui, dopo le prime incisioni, viene aggiunto Massimo. Quell'anno Canzonissima si chiama Scala reale e il quindicenne Massimo ottiene un buon successo con una versione del classico "L'amore è una cosa meravigliosa". Nel 1967 vince il Cantagiro nel girone B dedicato alle giovani promesse con Pietà per chi ti ama. L'anno successivo, a 17 anni, partecipa al Festival di Sanremo con il brano "Da bambino" in coppia con i Giganti, e ritorna al Cantagiro con "Preghiera per lei"; sempre nel 1968 incide "Rose rosse", canzone che passa inosservata al momento della sua uscita per poi esplodere l'anno successivo. Nel 1969 si ripresenta a Sanremo con "Quando l'amore diventa poesia" in coppia con Orietta Berti e di nuovo al Cantagiro con "Rose rosse", canzone che viene riciclata dalla CGD come lato B di "Il mio amore resta sempre Teresa" e che rimane per 13 settimane in classifica giungendo al secondo posto e al sesto fra i dischi più venduti del 1969: al Festival di Sanremo ritornerà solo diciannove anni dopo. Incomincia a questo punto il suo lungo sodalizio artistico col compositore napoletano Totò Savio. Nell'edizione di Canzonissima 1969 canta Rose rosse, 'O sole mio e arriva al terzo posto con "Se bruciasse la città". A gennaio del 1970 esce il suo primo album Massimo Ranieri. Nel 1970 partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con "Sogno d'amore", al Cantagiro 1970 con "Le braccia dell'amore" e a Canzonissima con

"Sogno d'amore, Aranjuez Mon Amour e Vent'anni," con cui si classifica al primo posto e che diventa (con l'aggiunta dei puntini di sospensione) il titolo del suo nuovo album. Il brano raggiunge anche il primo posto nella classifica dei 45 giri per 8 settimane. A 18 anni, nel 1969, gira Metello diretto da Mauro Bolognini, con cui esordisce nel cinema, su proposta del produttore Fausto Saraceni, che diede inizio alla sua carriera di attore. Interpreta poi il film "Incontro" con la regia di Piero Schivazappa accanto a Florinda Bolkan; "Cerca di capirmi" per la regia di Mariano Laurenti con Beba Loncar, "Il faro in capo al mondo" per la regia di Kevin Billington, accanto a star come Kirk Douglas, Yul Brynner, Samantha Eggar. Vince il "David di Donatello" e il "Premio Internazionale della Critica" per il film "Metello", e riceve il premio "La Maschera d'Argento". Nel 1971 ritorna a Canzonissima dove presenta prima "Adagio veneziano" (sulla musica del film Anonimo veneziano), poi "Io e te" (tema d'amore del film Metello) infine "Via del Conservatorio", brano con cui arriva in finale e si posiziona al secondo posto. Partecipa anche all'Eurovision Song Contest con "L'amore è un attimo"; del brano vengono fatte versioni in francese, spagnolo e tedesco. Viene pubblicato l'album Via del conservatorio. L'anno dopo, reduce dall'incontro con Anna Magnani che risvegliò in lui l'anima partenopea, incide il suo primo album dal vivo 'O surdato 'nnammurato con canzoni del repertorio classico napoletano, registrato dal vivo al Teatro Sistina di Roma per la regia teatrale di Vittorio De Sica e ripreso dalle telecamere della Rai. Partecipa di nuovo all'edizione '72 di Canzonissima con le canzoni "Ti Ruberei", 'O Surdato 'nnammurato e bissando la vittoria con "Erba di casa mia" da cui l'omonimo album. Nel 1973 partecipa nuovamente all'Eurofestival con "Chi sarà con te" che verrà incisa anche in spagnolo. Parte per una tournée negli Stati Uniti e incide una cover di Frank Sinatra "Amo ancora lei". Incide un nuovo album, Album di famiglia (1900-1960), raccolta di brani dal 1900 al 1960 che contiene la canzone di Umberto Bindi Il nostro concerto.

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PLAY MUSIC

Nel 1974 incide dal vivo l'album Napulammore. Prende parte all'ultima edizione di Canzonissima cantando i brani "Immagina" e "Te voglio bene assaie" e piazzandosi al secondo posto con "Per una donna," che darà titolo al suo nuovo album. Nel 1975 è protagonista del film Salvo D'Acquisto per la regia di Romolo Guerrieri accanto a Enrico Maria Salerno e Lina Polito. È protagonista del telefilm Una città in fondo alla strada per la regia di Mario Severino, con Marisa Merlini e Scilla Gabel. Nel 1976 incide l'album Meditazione con gli arrangiamenti di Eumir Deodato che contiene brani del repertorio classico. Realizza al Teatro Valle di Roma per la regia di Mauro Bolognini, da una poesia di Raffaele Viviani, Macchie 'e culore, da cui viene tratto un disco dal vivo e uno spettacolo televisivo. Nel 1977 realizza la prosa Il Valzer dei cani di L. N. Andreev, per la regia di Giuseppe Patroni Griffi con Romolo Valli. Nel 1978 registra l'album dedicato all'Odissea, La faccia del mare (arrangiamenti di Victor Bach). Nel 1979 è la volta del film La patata bollente con Renato Pozzetto ed Edwige Fenech. Ne La dodicesima notte... o quel che volete di William Shakespeare è con Monica Guerritore, regia di Giorgio De Lullo. Nel 1980 incontra il "Grande Maestro" Giorgio Strehler, al quale seguirà una tournée europea, lo spettacolo "L'anima buona di Sezuan" di Bertold Brecht per la regia di Strehler con Andrea Johansson, Renato De Carmine. Nel 1981 incide un'altra antologia di classici napoletani Passa lu tempo e lo munno s'avota. Nel 1982 costruisce per la regia di Gianfranco Mingozzi il film in due puntate La vela incantata con Monica Guerritore. Nel 1983 esordisce come funambolo e giocoliere nel musical Barnum scritto da Mark Bramble per la regia di Buddy Schwab ed Ennio Coltorti, con musiche di Cy Coleman e i testi italiani delle canzoni di Carla Vistarini, al fianco di Ottavia Piccolo. Esce l'album Barnum tratto dallo spettacolo teatrale. Interpreta la prima serie de "I ragazzi di celluloide", la seconda nel 1985, per la regia di Sergio 58

Sollima con Leo Gullotta. Nel 1984 è la volta di ...vanità dove interpreta brani del repertorio napoletano ripresi durante l'omonima trasmissione televisiva. Nel 1985 ancora cinema con Atto d'amore e Nata d'amore. Nel 1986 incontra il grande regista Maurizio Scaparro e realizza lo spettacolo teatrale "Varietà". Nel 1987 ne Lo scialo, tratto dal romanzo di Vasco Pratolini, è diretto da Franco Rossi con Eleonora Giorgi e Marisa Berenson. È tra gli attori di L'ombra nera del Vesuvio, film in sei puntate, per la regia di Steno con Carlo Giuffré. Sempre per la regia di Maurizio Scaparro interpreta Pulcinella di Manlio Santanelli, tratto da un copione cinematografico di Roberto Rossellini. Vince il Premio Taormina Arte. Nel 1988 ritorna a Sanremo, dove vince con il brano Perdere l'amore; esce l'album che prende il nome dal successo sanremese e un altro tratto dalla commedia musicale Rinaldo in campo. Nel 1989 invece, dopo la vittoria a Sanremo incide l'album Un giorno bellissimo dove interpreta la canzone omonima, sigla di "Fantastico", che lo vede in veste di conduttore. Da quest'anno fino al 1991 darà vita alla miniserie tv Il Ricatto (1 e 2). Nel 1992 partecipa di nuovo al Festival di Sanremo con il brano Ti penso che sarà inserito nell'omonimo album, classificandosi al quinto posto. Nel 1993 Interpreta con la regia di Maurizio Scaparro lo spettacolo teatrale Teatro Excelsior con musiche originali di Antonio Sinagra. Nel 1995 è nuovamente al Festival con una canzone fuori dal suo repertorio tradizionale, La vestaglia, che precede di poco l'uscita dell'album Ranieri. Nel 1996 e nel 2002 doppia Quasimodo per i film d'animazione Disney Il gobbo di Notre Dame e Il gobbo di Notre Dame II. Nel 1997 ritorna nuovamente alla manifestazione con una canzone scritta da Gianni Togni, Ti parlerò d'amore, che anticipa la realizzazione dell'album Canzoni in corso che raccoglie brani di famosi cantautori italiani. Nel 1999 dall'omonima commedia musicale teatrale esce il doppio album Hollywood ritratto di un divo. continua-2


L'ISPETTORE GIANLUCHIK

LA MORTE INVISIBILE telefonata anonima che mi ha avvisato di recarmi qui a prestare soccorso, in quanto si erano sentiti degli strani rumori provenire dall'appartamento; ma quando sono arrivato, dopo aver aperto l'uscio con il doppione delle chiavi in mio possesso, mi sono reso conto che l'appartamento era saturo di gas e che ogni fessura era sigillata. Ho chiuso il rubinetto e spalancato le finestre… ma ormai, purtroppo, non c'era più nulla da fare… E poi, dopo pochissimo è giunta mia sorella". "Ho capito Anna, a te la parola: secondo te tuo zio quale motivo può aver avuto per suicidarsi?" chiede con voce rauca l'ispettore. "Secondo me, adesso che ho le idee più chiare, è stata tutta una messa in scena di Giordano, per prendersi l'eredità---". "Bene, io invece, ancora prima di chiedere l'opinione a tuo fratello, ho capito che eri tu la colpevole e quindi ti dichiaro in arresto per l'omicidio di tuo zio e per falsa testimonianza". - afferma con sicurezza l'ispettore. Un particolare, nel racconto di Anna non convince Gianluchik! Quale? LA SOLUZIONE è impossibile che Anna abbia suonato più volte il campanello, altrimenti avrebbe provocato un'esplosione. Ha mentito spudoratamente e quindi è stata lei ad escogitare questo falso suicidio. Ma perché incolpare il fratello? Beh, l'eredità, sarebbe stata destinata sicuramente al nipote maggiore Giordano così che, liberandosene, non avrebbe avuto nessun ostacolo per raggiungere il proprio scopo. Mamma mia, quanto sono velenose queste donne…

Anna, una brava ragazza con la testa sulle spalle fa parte di una buona famiglia con sani principi. Ogni giorno, o quasi, si reca sempre a trovare lo zio molto ricco, residente in un appartamento che rispecchia decisamente l'opposto del suo patrimonio. La brava ragazza inoltre fa parte di una folta compagnia di ragazzi che si ritrovano, appena possono, per fare due parole tutti insieme, all'insegna dell'Amicizia. Tra questi amici vi è anche il nostro famoso ispettore Gianluchik, ragazzo molto in gamba e con una grande esperienza e reputazione senza contare il suo fascino irresistibile sulle donne. Ebbene, tornando a Anna, sabato mattina, come di consueto si reca a trovare lo zio, ma trova una sorpresa… e così chiama il suo amico ispettore per far luce sul giallo. "Povero zio! Soffriva di depressione, ma non potevo immaginare che sarebbe arrivato al suicidio…!"-esclamò Anna Nonostante le finestre spalancate, l'odore del gas pervade ancora il minuscolo e malandato appartamento dove il ricchissimo zio si ostinava a vivere. Anna, nipote del defunto, sta parlando con Gianluchik: "Stamani, come sempre, sono venuta a fargli visita. Ho suonato più volte inutilmente il campanello. Alla fine, ho tentato di forzare la porta e… sorpresa, mi appare dall'interno la figura di mio fratello Giordano immerso in un'aria satura di gas. Quando poi ho visto lo zio sdraiato a carponi per terra non ho potuto resistere ed ho pensato subito al peggio…" Gianluchik, dopo aver lasciato sfogare la ragazza, pone la sua attenzione su Giordano: "E tu, cosa ci facevi qui, da tuo zio?" Il ragazzo, non curante delle lagne della sorella, racconta: "E' stata una

Il Giornale della Gente

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Ed è Poesia

Riflessioni

GIULIA

UN FIORE MAI SCHIUSO

Truccarsi e avere il ricordo di lei nello sguardo di un istante, il sorriso che trasuda la sua spensierata giovinezza, vola piccolo angelo lasciando un vuoto immenso... La vita spezzata troppo presto, solo una scia di grande cordoglio, i cuori si gelano davanti all’inesorabile crudeltà del destino. Scalvini Roberta

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Non hai mai visto la luce ma in essa vivrai per sempre, piccolo fiore, reciso prima ancora di sbocciare. Hai già incontrato tutti i tuoi affetti li in cielo? C’è anche mio padre, lui adora i bambini, è un chiacchierone, ti saprà spiegare ogni cosa, ma i tuoi cari, qua in terra, che io conosco da sempre, come li posso aiutare? Vorrei mungere il dolore dal loro cuore, per alleviarli da questo pesante ed immane fardello, ma non so come fare, rimango in disparte. Ai bordi di questa tragedia, inerme, impotente, In rispettoso silenzio, vorrei sapessero, che sono nei miei pensieri, nelle mie preghiere. E tu piccina, adesso che sei una Stella, non riesci a rischiarare un pochino la loro vita in modo che continuino a camminare in questo mondo ingiusto? Io mi fermo qui, non so scrivere altro, D’altronde sono uno scadente scribacchino, lo so bene anch’io, Ma quanto ho scritto, l’ho scritto con il cuore. Giordano

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OROSCOPO dal 17 al 31 Gennaio 2020

ARIETE - 21/03-20/04

TORO - 21/04-20/05

GEMELLI - 21/05-21/06

Anche a dei duri come voi capitano quei momenti di tenerezza, quell’attimo in cui avete voglia di essere coccolati, di sentirvi protetti per una volta, invece che essere sempre voi a proteggere e guidare gli altri.

Nei rapporti darete prova di affettuosità e sarete più solleciti del vostro minimo sindacale. Forse per un motivo preciso, o forse avrete solo voglia di girare la vostra vita come un calzino. Bene ma valutate a fondo ogni cambiamento.

Normale esitare, perché lasciare la strada vecchia per la nuova comporta sempre dubbi e incertezze. Ma le stelle vi stanno spronando ad avanzare e voi non ve lo farete ripetere due volte! Buon momento per l’amore e nuove amicizie.

CANCRO 22/06-22/07

LEONE - 23/07-23/08

VERGINE - 24/08-22/09

Porterete il sorriso ovunque andrete, carichi come molle e pronti a godervi la vita e tutto quello che di buono potreste prendere. Nuovi amici possibili, frizzantissimi e vivacissimi per l’ambito sociale, nonostante qualche tensione invece in arrivo in famiglia.

Peccato che le emozioni andranno un po’ sull’altalena. Ma ben presto tornerete sicuri di voi, di quello che provate, e vi aprirete con maggiore tenerezza e comprensione. Qualche disguido di ordine pratico potrebbe ritardare i progetti pratici ma nulla di preoccupante.

Vorreste poter dedicarvi solo a voi, ai vostri interessi personali, alle persone alle quali volete bene e non dover pensare, almeno per un po’, alle mille cose da fare. Occhio alle distrazioni e agli imprevisti: se dovete partire, in effetti, vi converrebbe rimandare...

BILANCIA - 23/09-22/10

SCORPIONE - 23/10-22/11 SAGITTARIO - 23/11-22/12

Un buon periodo per viaggiare, conoscere amici e le questioni pratiche, che vi vedrà indaffarati e super impegnati a diramare questioni domestiche, familiari o economiche con eccellenti risultati! Peccato che sull’intesa in casa qualcosa o qualcuno possa remarvi contro.

Grande energia, che si trasformerà in grinta nelle attività quotidiane, in voglia di divertimento durante le ultime feste. Ma, a giorni, pure in polemica, visto che sarete piuttosto battaglieri e non le manderete mai a dire! Occhio quindi a quello che dite, se volete preservare i rapporti...

Occhio al pessimismo, indotto da transiti poco lineari per l’umore e che potrebbero farvi vedere orizzonti un po’ troppo scuri. Dopo qualche giorno uno spirito diverso potrebbe animare il vostro cuore. Maggiore empatia, maggiore comprensione, maggiore tolleranza...

CAPRICORNO 21/12-20/01 ACQUARIO - 21/01-19/02

PESCI - 20/02-20/03

Socievolissimi e frizzanti, vivrete un periodo ideale per coltivare i vostri interessi personali, godervi la vita sociale e gli amici o partire. Se le emozioni faranno i capricci, cercate di chiarire: il dialogo è sempre il vostro punto di forza, usatelo bene.

Distratti ma pieni di entusiasmo e di grinta. Negli affetti invece avrete una marcia in più e questo probabilmente sarà il motivo alla base dell’ottimismo e dell’umore su ottimi livelli. Grintosi e inarrestabili, da metà mese la vostra vita sociale s’arricchirà di nuove conoscenze e di interessi. Ve la spasserete...

Esordio splendido, con l’umore alle stelle e la voglia di fare in primissimo piano! Vi sentirete pieni di buone idee e soprattutto avrete voglia di godervi la vita, di partire e di concedervi magari qualche piacere in più. Potreste pure incontrare nuovi, simpatici amici che allargheranno i vostri consueti orizzonti.

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NEW ENTRY il Giornale della Gente Quindicinale d’informazione sociale e culturale a distribuzione gratuita Decreto del Presidente del Tribunale di Bergamo n°21 del 09/03/2000 Editore e Direttore Responsabile: Gianluca Boffetti Direttore Onorario: Michele Cortinovis Redazione: Stefano G. - Giorgio M. - Katia M. Anno 26 - N°01 del 17/01/2020 www.newentry.eu New Entry il giornale della gente New Entry Boffetti Gianluca newentrycommunication New Entry Television I NOSTRI CONTATTI redazione@newentry.eu bergamo@newentry.eu brescia@newentry.eu Sede: Brembate di Sopra (Bg) Via Tresolzio n° 48 Tel.347 73 52 863 - Fax 178 22 87 172 DISTRIBUZIONE BRESCIA - MANTOVA - CREMONA Acquafredda - Asola - Borgosatollo - Calcinato Calvisano - Carpenedolo - Casalmoro - Casalromano Castelnuovo - Castenedolo - Fiesse - Gambara - Ghedi Gottolengo - Isorella - Leno - Milzano - Montichiari Montirone - Pavone del Mella - Poncarale - Pralboino Remedello Sopra - Remedello Sotto - Visano.... 62

Ed è Poesia

“Alba” Alba di un giorno nuovo che mi soffermo a guardare, ogni mattina mi sorprende con un cielo mai uguale. A volte è vestita di grigio, altre di sgargianti colori... è sempre un quadro diverso, dipinto da mille pittori. Alba di luce, sui prati coperti di fresca rugiada. I galli si sono svegliati cantando alla nuova giornata. Si diffonde il profumo di caffè, nella cucina di ogni magione; qualcuno vuole i biscotti col tè e tutti fanno la prima colazione. Alba di una nuova vita ancora da inventare... ricca di nuovi progetti e sogni da realizzare. Nei cassetti della memoria ci sono sogni dimenticati. Possiamo vivere una nuova storia con aspetti meno complicati. Alba di un nuovo amore... un amore molto speciale, che ti fa battere il cuore, mentre impari ad aspettare. L'attesa è la parte più bella: è quella che ti fa sognare di essere come una stella, per colui che ti fa innamorare. Piera Masoch


Liturgia della Parola

Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa. DOMENICA 26 GENNAIO 2020 + Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 4,12-23 Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. Parola del Signore

Presentazione del Signore nel Tempio DOMENICA 2 FEBBRAIO 2020 + Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2, 22-40 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti

alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l'anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Parola del Signore

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Approfondimenti a pag.2-3

IMPLANTOLOGIA E GHIRURGIA ORALE

Poliambulatori San Flaviano - PRALBOINO (BS) - Via Garibaldi, 35 - tel. 030.954.649

San Flaviano

Poliambulatori

Profile for Cristina Freato Gianluca Boffetti

NEW ENTRY, IL GIORNALE DELLA GENTE - EDIZIONE DI BRESCIA DEL 17 GENNAIO 2020  

Cultura, riflessioni, Poesie, Ricette di cucina, Territorio... ma soprattutto valori espressi attraverso le parole.

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