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GIORNALE LOCALE Domenica 2 dicembre 2012

SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE FONDATO NEL 1957 FONDATO NEL 1957 www.nostrotempo.it www.nostrotempo.it

Anno LVI n° 43 • euro 1.20

POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA

Persone

San Faustino piange don Mauro Martedì scorso la morte dell’ex parroco dopo lunga malattia A PAGINA 3

L’importante è partecipare • Nostro Tempo

Solidarietà

La ricostruzione

Un’esperienza nata a Modena per i carcerati di San Vittore A PAGINA 7

La situazione nelle 5 diocesi colpite dal sisma a maggio A PAGINA 10 e 11

Dietro alla corsa c’è di più

Comunità che rinascono

IlLa tempo città dell’attesa che verrà

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l di là dei risultati, è la voglia di partecipazione il dato più evidente che restituiscono, anche nel modenese, le primarie per la scelta del candidato premier nel centrosinistra. Ed è sempre la richiesta di partecipazione quella che, nello schieramento di centrodestra, si legge in episodi come l’occupazione della sede del Pdl di Modena da parte di giovani attivisti. In entrambi i casi non si può che essere soddisfatti, perché questo dice che, piuttosto che l’antipolitica e la tentazione del disinteresse, ai modenesi stanno a cuore le scelte che riguardano la crescita della comunità e la ricerca del bene comune. Perché di questo si tratta. Avendo la possibilità di potersi esprimere direttamente, non ci si tira indietro e si partecipa. Con la convinzione che, come osserva Francesco Bonini del Sir (l’agenzia di stampa della Cei), “la competizione fa bene a qualsiasi istituzione, purché sia disciplinata e costruttiva. Gli italiani ci tengono alla politica. Per questo sono esigenti: chiedono, ai partiti e ai leader, di fare bene il loro mestiere. Così come il consenso, infatti, la protesta e la sanzione sono forme di partecipazione: altro che antipolitica. I partiti hanno bisogno di essere ri-legittimati e trasparenti, tutti, in attesa che sia finalmente attuato l’articolo 49 della Costituzione. D’altra parte le elezioni primarie sono state inventate dal partito democratico (americano, of course) e si sono tenute per la prima volta nella contea di Crawford in Pennsylvania - correva l’anno 1842 - proprio per legittimare le leadership, far partecipare gli elettori alle scelte del partito, tenere la competizione dentro il partito ed evitare scissioni. Non a caso sulle primarie si sono puntati gli strali polemici del leader del M5S Beppe Grillo e l’attenzione di Berlusconi, alle prese con il ricorrente interrogativo sul suo futuro in politica, e più ampiamente del centro-destra in difficile transizione”. Detto questo, non si può però fare a meno di notare come, una volta risolta la questione delle leadership, da una parte e dall’altra, “si potrà cominciare a diradare la fitta nebbia su alcune altre essenziali questioni. La prima, ovviamente, è la legge elettorale, per cui i tempi – osserva ancora il Sir - si contraggono. La seconda è sull’offerta politica complessiva. Entrambe rilanciano l’interrogativo che, senza risposta, da tempo circola: quali spazi e possibilità ci sono in Italia per un bipolarismo virtuoso, che, con approssimazione, ma con espressione evocativa viene definito di tipo europeo? Oppure non siamo piuttosto nella condizione di forze politiche gracili, premute e costrette alla coabitazione da un combattivo e diversificato fronte di protesta?”. Se a queste impegnative domande si riusciranno a dare risposte convincenti, a iniziare proprio dalla riforma delle legge elettorale, forse si potrà dire di avere intrapreso il cammino sulla strada giusta.

L’immagine che accompagna l’iniziativa “Avvento-Natale di Fraternità 2012” proposta dalla diocesi

Domenica 2 dicembre inizia l’Avvento: in questo periodo forte dell’anno liturgico che conduce alla celebrazione del Natale, la Chiesa modenese ripropone iniziative per vivere il tempo dell’attesa nella preghiera e nella vicinanza a chi ha più bisogno Pagine 2 e 3


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NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

Avvento 2012 Domenica 2 dicembre inizia il cammino in preparazione alla celebrazione del Natale: le iniziative in diocesi

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l Motu proprio “Porta fidei”, testo con cui il Papa ha annunciato per il 20122013 l’anno della fede”, tempo prezioso per andare alle radici dell’essere seguaci di Gesù Cristo nella Chiesa cattolica, così inizia: «La “porta della fede” (cfr. At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. È possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita». Ricorda ancora il Papa che «L’Anno della fede sarà anche un’occasione propizia per intensificare la testimonianza della carità… La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del

Fraternità, cifra dell’Avvento

dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino. Non pochi cristiani, infatti, dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato o escluso come a colui che è il primo verso cui andare e il più importante da sostenere, perché proprio in lui si riflette il volto stesso di Cristo. Grazie alla fede possiamo riconoscere in quanti chiedono il nostro amore il volto del Signore risorto. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40): queste sue parole sono un monito da non dimenticare ed un invito perenne a ridonare quell’amore con cui Egli si prende cura di noi”». Per queste ragioni la Caritas diocesana rivolge a tutte le parrocchie la Colletta “Avvento-Natale di Fraternità come segno tangibile del cammino di conversione spirituale, destinata a sostenere il Centro di ascolto diocesano. Per evi-

denziare lo stretto rapporto tra fede e carità, la colletta assume la proposta di tutta la Chiesa Italiana ispirata a una frase della lettera di Giacomo che suona quasi come una sfida: «Con le mie opere ti mostrerò la mia fede» (Gc 2,18). Il Centro di Ascolto diocesano è l’operasegno con la quale la Chiesa di Modena testimonia la carità

nell’incontro con le persone più fragili. L’ascolto è il suo modo proprio di servizio, il “fare” prevalente, cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un percorso di liberazione della persona dal

bisogno. La collocazione nel centro storico, a due passi dalla cattedrale in via dei Servi 13, è essa stessa il messaggio di una presenza vicina al centro della città. Qui, ogni giorno arrivano decine e decine di persone con il loro fardello, più o meno pesante, di solitudine, paura, insicurezza. Manca il lavoro e la mancanza è una valanga che trascina inesorabile problemi su problemi: la rata del mutuo, l’affitto, le bollette delle utenze domestiche e inizia a crescere l’indebitamento e la morosità. Spesso manca una casa che possa essere definita tale, manca il denaro necessario per completare la spesa alimentare quotidiana, acquistare i farmaci di una terapia, pagare il ticket per le spese sanitarie, per comprare i testi scolastici, o pagare la mensa... piccole cose, grandi drammi che minano la coesione familiare, turbano la serenità e gli affetti.

Come sole che sorge I Martedì del vescovo in Avvento proposti dal Servizio di pastorale giovanile • don Stefano Violi

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roprio nelle giornate d’inverno, quando la sera avvolge con la sua fredda solitudine le case della nostra città, il miracolo dell’avvento bussa di nuovo alle nostre porte e con lui i Martedì del Vescovo. “Verrà a visitarci come un sole che sorge” è il titolo del percorso dei giovani della Diocesi incamminati con il loro Vescovo verso il Natale. Il cammino di quest’anno sarà cadenzato proprio sui passi dell’Avvento, parola latina che significa venuta. Quel Gesù che è nato per noi, che è con noi tutti i giorni fino alla fine dei tempi, tornerà, un giorno, tra le nubi del cielo. L’intreccio di queste tre venute (è nato a Betlemme, bussa alla mia vita, tornerà nella gloria) intesse l’avvento dando alla vita cristiana l’inconfondibile impronta della speranza. Il primo incontro si svolgerà martedì 4 dicembre presso la Chiesa di Santa Caterina, guidato dalla catechesi del

nostro Arcivescovo, ci orienterà verso il compimento della nostra vita e della nostra storia: “Tornerà sulle nubi del cielo”. È infatti nella consapevolezza del ritorno di Gesù che si dischiude l’anima vigiliare della Chiesa, sempre desta nella speranza, salda nella fede, operosa nella carità.

La seconda tappa martedì 11 dicembre presso la Chiesa della Sacra Famiglia, ci riporterà nel cuore stesso della storia dove Gesù si è incarnato: “Nacque a Betlemme di Giudea”. Dalla Terra Santa, martoriata a motivo della guerra, sarà con noi padre Ibrahim Faltas, che rimasto

più di un mese con altri frati della Custodia di Terra Santa nella Basilica della Natività, ha salvato il luogo dove è nato il Principe della pace, fronteggiando l’assedio sferrato dai militari israeliani ai terroristi palestinesi rifugiatisi in Basica. Arriviamo così alla terza tappa in Duomo, martedì 18 dicembre: “Nasce oggi per noi”. Tra la nascita a Betlemme e il ritorno nella gloria, Gesù continua a rimanere con noi, visitandoci nel fratello, nel povero, e, in modo particolare, nei sacramenti. Nella penitenziale introdotta dal Vescovo, ognuno di noi potrà sperimentare la Sua presenza che perdona; nell’adorazione guidata dal Gen Rosso potremo fare nostra l’immensa gioia che provarono i Magi davanti alla Grotta. Con loro speriamo di tornare nelle nostre comunità per una nuova e inedita via di comunione e di speranza. Mentre invitiamo tutti i giovani, affidiamo a Maria il cammino che ci aspetta. A lei chiediamo un’anima vigiliare perché, vivendo permanentemente lo stile dell’avvento, possiamo tendere l’orecchio al Signore che bussa alla porta, attraverso i fratelli poveri e gli avvenimenti della storia. E ci trovi sempre con le lampade accese.

Arrivano gli invisibili della città: quelli che l’anagrafe non conta - i senza fissa dimora spinti alla ricerca di aiuto dal rigore delle temperature invernali. Chiedono un pasto caldo, una coperta, un tetto per la notte. Quando la porta del Centro di ascolto si chiude, i locali tornano vuoti e silenziosi e il cuore di coloro che li hanno accolti e ascoltati, a nome della Chiesa di Modena e Nonantola, trabocca delle loro richieste e dei frammenti delle tante vite che sono state donate. E’ il momento nel quale l’offerta al Signore di questo scambio vissuto nell’accoglienza e nel dialogo, illuminata dalla Parola di Dio, suscita in ciascuno di loro - volontari, operatori, religiose, giovani in Servizio civile nazionale - domande che cercano una comunità di fede e di carità. Dall’anno 2008 il Centro di ascolto diocesano opera in stretto collegamento con i Centri di ascolto parrocchiali per animare le nostre comunità a rendere sempre più visibile la testimonianza della carità nelle situazioni di fragilità e disagio anche attraverso azioni di prossimità e di aiuti

Riflessioni sulla

fraterni. La Caritas diocesana chiede a tutte le parrocchie e a tutta la comunità di sostenere con la preghiera e con la carità l’attività del Centro di ascolto diocesano e delle opere ad esso collegate affinché l’agire degli operatori sia sempre più trasparenza della Carità, per le persone oppresse dalla mancanza del necessario e ferite nella dignità, perché tutta la comunità individui nel discernimento le azioni e gli impegni per essere testimonianza credibile. La Colletta che si chiede alle parrocchie della diocesi è destinata all’aiuto fornito dal Centro di ascolto: un pasto caldo, una coperta per chi non ha un tetto nell’inverno, il pernottamento in un dormitorio per chi è solo, un sostegno economico per le spese mediche, per la casa, per i generi di prima necessità alle famiglie sempre più fragili per la mancanza di lavoro. Come è consuetudine la Colletta si accompagna alla distribuzione di un piccolo cero con il quale ciascuno potrà rendere visibile la propria partecipazione e vicinanza al Centro di ascolto diocesano. I ceri sono disponibili presso la Galleria Incontro Dehoniana.

Parola

Alzate il capo (Lc 21,28)

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G.G.

iamo all’inizio di un nuovo anno liturgico. Un cammino che siamo chiamati a fare insieme a tutta la Chiesa, dentro alla vicende del mondo. Adesso che la nostra storia è così allarmante per noi, per le perduranti difficoltà economiche, per le conseguenze del terremoto ancora in gran parte da risolvere, per i tanti episodi di criminalità… Non è un bel quadro, che potrebbe generare situazioni di sconforto, di disperazione, di rassegnazione. Ma tutta la Parola di Dio, posta all’inizio di questo tempo di Avvento, è carica di motivi di speranza; certamente non una speranza facile, a buon mercato, inconsapevole… Ma una speranza che ha fondamenta antiche, basate sulle promesse che Dio ha fatto alla casa di Israele. Quelle promesse straordinarie che Gesù ha ripetuto per i “suoi”, per noi, per gli uomini di tutti i tempi. La speranza che offre il Vangelo è frutto di una fede robusta nella venuta del Figlio dell’Uomo che irrompe nell’umanità con grande potenza e gloria. Una fede forte che porta ad opporsi e a superare i segni negativi un cui siamo immersi (angoscia, ansia, paura). E’ allora nella possibilità e nella responsabilità del credente un’ attesa da vivere, “risollevandosi e alzando il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. Nulla di facile e di gratuito: occorre - queste sono indicazioni che vengono direttamente dal Signore - un grande impegno di una conversione adulta. Ci sono dei “no” da dire e da praticare nella vita quotidiana: no al male, no alle dissipazioni, alle ubriachezze, agli affanni della vita, ad una condotta negativa. Il cristiano deve impegnarsi vegliando e pregando, mente attende la venuta del Signore. Deve cioè sviluppare un rapporto intenso di amore con Dio. Siamo solo all’inizio del tempo d’Avvento, ma già sono indicate le linee da percorrere. Paolo, nel breve tratto della lettera ai Tessalonicesi, invita a” progredire ancora di più”, essendo a conoscenza delle “regole di vita”, da lui indicate da parte dl Signore Gesù.


NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

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Persone

Pastorale scolastica e Pastorale universitaria

Nella tenda del mattino

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orna in Avvento l’iniziativa della Tenda di Avvento proposta dall’ufficio di Pastorale scolastica della diocesi agli studenti modenesi. Anche in questo Avvento le Tende saranno presso le scuole Wiligelmo, Tassoni, S.Carlo, Muratori, Città dei Ragazzi e inizieranno alle 7.30 puntuali. Le date: 1, 15 e 22 dicembre. Ogni tenda sarà collegata ad uno dei martedì del vescovo: verrà infatti proposto lo stesso brano biblico. Lo schema è quello già sperimentato negli anni scorsi: inno iniziale, lettura della Parola di Dio e commento breve del sacerdote o della suora che guida, recita del Padre Nostro e benedizione. La tenda è proposta, a cura della Pastorale universitaria della diocesi, anche a studenti e adulti che frequentano l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia con appuntamenti, oltre che mattutini, anche pomeridiani. Le date e i temi: martedì 4 dicembre: “Anno della fede: che cos’e’ la fede?”; martedì 11 dicembre: “Anno della fede: quali vie portano alla conoscenza di Dio?”; martedì 18 dicembre: ”Anno della fede: si può “sentire” il desiderio di Dio?”. L’appuntamento è dalle ore 8.30 alle 9 dalle 16 alle 16.30 tra i dipartimenti, nel prato di via Campi. La riflessione e la preghiera è aperta a tutti e sono benvenuti, da parte di chi lo desidera, pensieri o citazioni brevi, in e-mail o sms, prima di ciascun martedì purchè siano in tema del giorno, possono essere letti nel momento di riflessione della “tenda”.

Pastorale familiare

Avvento in famiglia

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’Ufficio famiglia ha messo a disposizione delle famiglie della diocesi un sussidio che l’ufficio Nazionale ha realizzato in collaborazione con vari centri della Conferenza Episcopale Italiana e sotto la guida competente dell’ufficio Liturgico nazionale. Questo semplice sussidio consiste in una preghiera prima dei pasti, poi in una preghiera da recitare assieme al momento di accendere il cero della corona dell’Avvento, momenti in cui papà e mamma sono i sacerdoti nella loro casa, come hanno promesso di essere al momento del loro matrimonio: “…ci impegniamo ad educarli secondo la legge di Cristo”, esercitando quindi la loro prima ministerialità.

L’angolo della Spiritualità

Anno della fede: fede nel giorno festivo • don nardo masetti

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urante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il settimo giorno è di assoluto riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è un riposo in onore del Signore in tutti i luoghi dove abiterete (Lv 23, 3). • Il giorno di domenica l’uomo può gustare e offrire a Dio tutto quello che ha fatto durante le giornate di lavoro. • Può e deve gustare la caparra del mondo futuro. La domenica ci proietta alla fine dei tempi e alla gioia eterna che ci è stata promessa. • Viviamo in un mondo che ha trasformato il tempo in denaro da guadagnare e da spendere: tale prospettiva domina tutta la nostra vita, anche il valore religioso ed umano del giorno festivo. • Al posto del sabato di Dio, abbiamo inventato il ponte festivo. Per farne che cosa? Per correre, affannarci e lasciarsi incantare dalla televisione e dai centri commerciali, per lasciarci sedurre da spazzatura che dura un niente e che rende sempre più infelice e vuota la nostra vita sulla terra (Daniele Garota: Cosa crede chi crede?). • La modernità anche nel giorno del Signore ci tende due trappole uguali ed antitetiche: ci spezza i nervi, quando non abbiamo tempo; e ce li spezza, quando ne abbiamo troppo e la noia ci divora. L’uno e l’altra sono conseguenza di quell’assenza di libertà che Dio ci voleva donare con il giorno festivo (idem). • Domenica è il giorno in cui c’è permesso incontrare il Signore “mentre si fa trovare” e invocarlo “mentre è vicino” (Is 55,6).

San Faustino piange don Mauro

L’ex parroco don Campani è morto nel tardo pomeriggio di giovedì 27 novembre all’età di 83 anni

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artedì 27 novembre, poco prima della chiusura di questo numero del giornale, ci è giunta notizia della morte di don Mauro Campani, per 38 anni parroco nella popolosa e attiva parrocchia cittadina di San Faustino. Don Mauro, da tempo malato, da alcuni giorni aveva perso conoscenza: in parrocchia, nel-

le ultime settimane, si erano susseguiti incontri di preghiera proprio per il sacerdote, che era rimasto collaboratore a San Faustino. Nato a Riolunato l’11 giugno del 1929 (aveva dunque 83 anni), don Mauro Corrado Campani era stato ordinato presbitero il 12 giugno 1954, a 25 anni appena compiuti. Vicario parrocchiale prima a Frassinoro (dal 1954 al 1957), poi a Massa Finalese (dal 1957 al 1963) infine a Pavullo (dal 1963 al 1969), era stato nominato parroco di San Faustino nel 1969 da mons. Amici ed era rimasto responsabile della parrocchia fino al 2007, quando per motivi di salute era stato sostituito da don Alberto Zironi, l’attuale par-

roco di San Faustino. Rimasto comunque in parrocchia, aveva continuato a seguire alcune attività, come ad esempio il ‘campo di gioia’ estivo, che proprio don Mauro aveva istituito. Don Mauro è deceduto a San Faustino alle 18.30 di martedì 27: sia nella serata che mercoledì 28 in parrocchia si è pregato per lui, i funerali dovrebbero essere celebrati nel primo pomeriggio di giovedì 29 novembre da mons. Lanfranchi. Le spoglie mortali di don Campani riposeranno nel cimitero di Riolunato. Sul prossimo numero di Nostro Tempo il ricordo di chi ha vissuto con don Mauro e lo ha conosciuto da vicino.

Associazioni

Il sì dell’Azione Cattolica

Sabato 1 dicembre a Gesù Redentore assemblea e veglia dell’adesione con il vescovo Antonio

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rima una assemblea per giovani e adulti, mentre ragazzi e giovanissimi faranno festa, poi la veglia con l’arcivescovo. L’Azione Cattolica diocesana quest’anno raddoppia: sabato 1 dicembre alla tradizionale veglia dell’adesione, in previsione dell’Immacolata, aggiunge una assemblea, con la presenza della presidente diocesana dell’Ac di Carpi, ed ex vice giovani nazionale, Ilaria Vellani. Ecco il nostro sì è il tema della giornata, che inizierà alle 17 e che si svolge nella parrocchia di Gesù Redentore a Modena. Ilaria Vellani parlerà a giovani, adulti (compresi i genitori dei ragazzi) del significato dell’adesione e della responsabilità dei laici che dicono il loro personale ‘sì’ a Cristo e nella Chiesa lo fanno in forma associata. I ragazzi dell’Acr e i giovanissimi, sempre dalle 17, faranno una attività. Alle 19 la veglia con mons. Antonio Lanfranchi: l’appuntamento con un momento di preghiera comune in vista del rinnovo dell’adesione è particolarmente significativo e da molti anni richiama un folto gruppo di aderenti e simpatizzanti all’Ac e che richiama anche l’unitarietà all’interno dell’associazione e il dialogo tra le generazioni. Le parole del vescovo, che commenterà il brano evangelico che fa da filo conduttore all’anno associativo (quello della moltiplicazione dei pani, da cui lo slogan ‘Date voi stessi da mangiare’) rappresenteranno un’importante direttrice per le riflessioni dell’associazione dio-

cesana. Mons. Lanfranchi, che è stato per diversi anni assistente nazionale del settore giovani di Ac, ha più volte dimostrato stima e affetto nei confronti dell’Azione Cattolica e ha spronato l’associazione ad assumere in pieno il proprio specifico. “E’ sempre bello e importante

per la nostra associazione vivere l’adesione - spiega il presidente diocesano, Paolo Seghedoni -. Non si tratta semplicemente di un atto formale, ma di rinnovare il nostro sì alla Chiesa anche attraverso l’Ac, un sì che significa scegliere, con le nostre spesso povere forze, il servizio al Van-

gelo”. Infine, sempre nei locali della parrocchia la cena insieme, un momento di fraternità tra ragazzi, giovani e adulti dell’associazione. Alla giornata, naturalmente, sono invitati anche i sacerdoti assistenti e amici dell’Ac.

Comunità Papa Giovanni XXIII, sabato 1 dicembre

Vespro per la vita N

el 2010 Papa Benedetto XVI invitò tutti i cristiani ad unirsi in preghiera in favore della vita umana nascente; in tutte le diocesi furono numerose le parrocchie, le comunità, i movimenti che animarono i primi vespri dell’Avvento proprio con questa intenzione. Ancora prima, il 25 marzo 1995, Giovanni Paolo II scriveva, nell’Enciclica Evangelium Vitae, al n. 100: “E’ urgente una grande preghiera per la vita che attraversi il mondo intero”. In continuità con questi inviti, la Comunità Papa Giovanni XXIII e l’associazione modenese “Sì alla Vita” promuovono una veglia di preghiera all’inizio dell’Avvento con particolare intenzione per la vita umana nascente. La veglia avrà luogo a Modena sabato 1 dicembre dalle 21 alle 22 presso la parrocchia di San Giovanni Bosco, in Via Sassi. Tutte le persone che hanno a cuore i diritti di questi nostri fratelli più piccoli sono invitate a partecipare e a diffondere la proposta. “Tu quando hai un fratello che viene barbaramente ucciso, cosa fai? Dove vai? Noi non possiamo non piangere i nostri fratelli che vengono barbaramente uccisi. Ecco perché andiamo a pregare e lodare Dio per dei martiri.. con questo gesto della preghiera vogliamo contribuire a svegliare le coscienze in modo che venga fuori un movimento nazionale in cui si dica “adesso basta, Erode uccide ancora ma non si può permettere…” (don Oreste Benzi).


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NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

Economia

Verso la welfare society

L’economista Stefano Zamagni in Consiglio comunale a Modena per l’anno internazionale della cooperazione

a certezza che la democrazia per esistere ha bisogno di pluralismo economico; l’aumento scanda-

straordinaria del Consiglio comunale di Modena di giovedì 22 novembre, dedicata a celebrare il 2012 Anno internazionale delle cooperative proclamato dall’Onu. Il professore bolognese per il suo intervento è partito da un interrogativo cruciale: “Che senso ha nelle economie di oggi affermare le ragioni della cooperazione?” Una prima risposta arriva dalla Corea, tra i dieci paesi più sviluppati del mondo, che sta oggi cercando di diffondere e sostenere la cooperazione. “La Corea, in cui 12 imprese producono l’80 per cento del Pil nazionale è preoccupata – ha

loso delle diseguaglianze e la necessità di transitare da un modello di welfare state a uno di welfare society, dove la società nella sua interezza si fa carico dei cittadini. Su questi tre pilastri si reggono oggi le ragioni della cooperazione. Lo ha detto Stefano Zamagni, docente di Economia politica dell’Università di Bologna nella seduta

affermato Zamagni - si sono resi conto che la coesione sociale sta venendo meno e stanno imitando il modello italiano”. E ha aggiunto: “Si pensava che la forma cooperativa nata per contrastare la forma d’impresa capitalistica fosse destinata a sparire: è un’idea falsa, abbiamo più bisogno di cooperazione oggi che allora”.

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Stefano Zamagni ha poi gna quindi trovare il modo di spiegato che la democrazia smobilizzare queste risorse. A non può essere declinata solo doversi fare carico del welfare nella sfera politica: una de- è l’intera società: Stato, immocrazia non può reggersi prese e società civile, tre sfere se il potere economico è con- che devono interagire sistecentrato nelle mani di pochi, maticamente in ogni fase. cioè senza un solido sostrato Se ben impostato il welfare di democrazia economica, societario è un fattore di sviche vuol dire pluralismo fat- luppo, perché crea coesione to di imprese capitalistiche e cooperative. Ecco perché abbiamo bisogno di più cooperazione, perché l’impresa cooperativa distribuisce il reddito che produce. Non è pensabile aumentare ulteriormente la tassazione, già molto alta, quindi occorre usare altri metodi per ridier limitare gli eccessi stribuire la ricchezza. “ della deregolamentaIn Emilia-Romagna zione introdotta dal il maggiore pluraliGoverno Monti col smo d’impresa rispetto al Piemonte o alla Decreto Salva Italia e tutelare il Lombardia garantisce diritto a un giorno da dedicare al una migliore distribu- riposo e alla famiglia, di lavorazione della ricchezza tori e imprenditori, è opportuno e quindi un indice di ripristinare quanto stabilito daldisuguaglianza più la normativa precedente: perbasso rispetto a quelle fetto punto di equilibrio tra bisogni dei consumatori, tutela regioni. Infine, sta oggi en- dei lavoratori ed esigenze degli trando in crisi il operatori commerciali”. Questo modello di ‘welfare il grido d’allarme che arriva dai state’ che soppiantò commercianti, compresi quelli il ‘welfare capitalism’ modenesi, e che Confesercenti statunitense. Per il ha fatto proprio. Promuovendo, ‘welfare state’ lo Stato ‘Libera la Domenica’ www.libedeve farsi carico dei raladomenica.it: una raccolta di cittadini dalla culla firme sostenuta dalla Cei (Conalla bara, ma il modello, nato ferenza Episcopale Italiana) e per garantire l’universalismo da Federstrade, col fine di predel sistema sociale, oggi non sentare una proposta di legge di regge più e si inizia a parlare iniziativa popolare per riportare di ‘welfare society’, perché se in capo alle regioni la facoltà è vero che mancano le risor- di decisione su orari e aperture se pubbliche, non è però vero domenicali e cambiare una norche mancano quelle private mativa che penalizza principal(la Banca d’Italia ha dimo- mente le Pmi del commercio. strato che in Italia 10 persone “Le liberalizzazioni delle aperhanno un patrimonio pari a ture contenute nel decreto Salva 10 milioni di cittadini), biso- Italia - commenta il presidente di Confesercenti Modena Mas-

Sono oltre 500 le imprese modenesi aderenti alle tre centrali

Terra di cooperatori

O “

ggi il sistema cooperativo italiano del passato è superato ed è necessario progettare il futuro della rappresentanza del mondo cooperativo, attraverso l’Alleanza delle cooperative, costruendo un pensiero nuovo, che non sia il semplice affiancamento delle diverse visioni precedenti”. Lo ha detto Giuliano Poletti, copresidente nazionale dell’Alleanza delle cooperative italiane (nella quale circa un anno e mezzo fa sono confluite l’ Associazione generale cooperative italiane, Confcooperative e Legacoop), intervenendo nella seduta straordinaria del Consiglio comunale di Modena del 22 novembre. “Bisogna immaginare una relazione nuova tra la dimensione economica e quella sociale, senza la quale non si supera la crisi – ha aggiunto ancora Poletti – il cittadino deve essere messo nelle condizioni di sviluppare la sua volontà di protagonismo”. Nel modenese le imprese cooperative sono alcune centinaia, circa 500 quelle aderenti alle tre centrali, impegnate nei diversi settori della produzione e del lavoro: dall’agroalimentare al welfare sociale e sociosanitario, dalle costruzioni al consumo, fino ai servizi, al turismo, allo sport, alla cultura. Tutte insieme “pesano” per circa il 12 per cento del valore aggiunto dell’economia modenese (a livello nazionale la quota della cooperazione è intorno al 6 per cento) con un giro d’affari complessivo intorno ai sette miliardi di euro e con oltre 20 mila occupati e 330 mila soci. Il Consiglio comunale di Modena nell stessa seduta ha inoltre approvato un ordine del giorno nel quale si auspica che “l’insostituibile patrimonio economico e sociale” rappresentato dalle cooperative sul territorio possa continuare a generarsi attraverso un dialogo tra generazioni di cooperatori ed esprime soddisfazione per il rientrato allarme, almeno per il 2013, relativo all’aumento della tassazione delle attività di servizio della cooperazione sociale inizialmente previsto tra i provvedimenti governativi. Nella mozione, illustrata dal consigliere Pd Stefano Prampolini e approvata con voto favorevole di Pd e Sinistra per Modena, contrario di Modena futura e con il non voto del Pdl, si esprime inoltre l’auspicio “che anche in futuro non si intervenga con norme che, aggravando i servizi di welfare, rischiano di rendere inaccessibile alle classi più deboli della popolazione servizi fondamentali per la persona”.

sociale che è anche il primo presupposto per aumentare la produttività. La coesione sociale prevede l’applicazione del principio di fraternità, poiché la solidarietà non basta, e la cooperazione ha interpretato la fraternità come mutualità. Stefano Zamagni ha quin-

di concluso il suo intervento ricordando quanto disse Ambrogio, vescovo di Milano nel V secolo, dopo la caduta dell’Impero romano: “Felice il crollo se la ricostruzione farà più bello l’edificio” e ha aggiunto: “Felice questa crisi se farà rinsavire la nostra società”.

Libera la domenica

Legge di iniziativa popolare contro la deregulation selvaggia: la Cei affianca Confesercenti

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simo Silingardi – non hanno dato nessuno dei risultati sperati: il ‘sempre aperto’ non ha mutato la situazione di consumi e occupazione, letteralmente fermi al palo. A crescere sono stati solo i costi di gestione e l’impegno di piccoli e medi imprenditori e lavoratori. Senza una legge in grado di regolamentare la situazione createsi, nei prossimi 5 anni è prevista la chiusura sul suolo nazionale di circa 80.000 negozi (con la conseguente scomparsa di circa 240mila posti di lavoro). E la realtà modenese non fa di certo eccezione. Col risultato che le nostre città saranno sempre più vuote e meno sicure”. Oltre 100mila le imprese secondo le stime di Confesercenti che in Italia hanno abbassato la serranda per sempre dal 2008. E nessuna inversione di tendenza si è registrata dalla liberalizzazione di orari e aperture domenicali. “Normativa lo riordiamo, presente solo nel nostro paese tra i principali dell’Unione Europea – tiene a precisare Fulgenzio Brevini Coordinatore Sindacale provinciale di Confesercenti Modena, rendendo

noto che in Germania le domeniche di apertura nell’anno sono 10, così come in Francia, mentre in Olanda e in Spagna si arriva ad un massimo di 12 - che al momento non ha fatto registrare alcun incremento di consumi, occupazione e miglioramento del servizio. Così rischia di sparire il tessuto della distribuzione commerciale di prossimità. L’obiettivo non è quello di vietare aperture festive e domenicali, ma di renderle compatibili con le effettive esigenze di imprenditori e consumatori, ripristinando le competenze in materia di orari e aperture alle Regioni. Percorso in cui ci accompagna anche la Cei”. Cittadini e commercianti modenesi possono firmare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare già dallo scorso 26 novembre. Recandosi, muniti di documento di identità, presso le sedi di Confesercenti nei comuni in cui hanno la residenza, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e il lunedì, il martedì e il giovedì dalle ore 14,30 alle ore 17,30. Anche in alcune parrocchie della diocesi sarà possibile firmare la proposta di legge.


NostroTempo

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Diocesi

Implementazione, consolidamento e sviluppo Il progetto “Oratori in rete”

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l progetto, avviato nella nostra diocesi nell’anno pastorale 2009-2010, nasce dalla riscoperta dell’oratorio come luogo decisivo per il futuro dell’evangelizzazione e dell’educazione delle nuove generazioni e si pone l’obiettivo di mettere in rete gli oratori, di coordinare, consolidare e migliorare l’attività educativa nelle parrocchie attraverso l’individuazione, il sostegno e la formazione dei responsabili. Di fatto gli educatori che promuovono le diverse attività all’interno degli oratori, come il doposcuola, i centri estivi, le attività ricreative, di socializ-

zazione ed integrazione, sono chiamati a svolgere sempre più con senso di responsabilità e di competenza il compito a loro affidato dalla comunità cristiana. La commissione diocesana di Oratori in rete ha maturato nel tempo la necessità di essere presente sul territorio per un’azione di incontro, di confronto, di sostegno, di supervisione e di tutoraggio a favore delle parrocchie aderenti alla rete, attraverso la formazione di un gruppo di lavoro che si porrà a servizio per offrire una formazione spirituale, psicopedagogica e metodologica specifica, l’accompagnamento, il monitoraggio e il tutoraggio per rispondere in modo specifico ai bisogni e alle necessità delle differenti realtà oratoriali; la possibilità di integrare la

formazione teorica alla prassi educativa in oratorio dando la possibilità ai responsabili, agli educatori o ai volontari di trascorrere un tempo di “stage pratico” presso alcuni oratori e centri educativi ben avviati per consentire uno scambio di buone prassi, un sostegno reciproco ed una condivisione del senso dell’operare; azioni di sostegno reciproco da parte dei membri della rete con la possibilità di attivare anche un coordinamento vicariale. Da quest’anno il gruppo di lavoro della commissione diocesana “Oratori in rete” ha lavorato insieme anche per formulare la proposta della formazione di primo livello per gli animatori dei centri estivi che viene presentata e offerta a tutti i vicariati della diocesi in un’ottica si sussidiarietà.

I temi trattati: motivazione, spiritualità e finalità dell’animatore; bans, giochi, movimento; la deontologia e lo stile di relazioni dell’animatore; teatro, musica in movimento e improvvisazione teatrale; accoglienza (bambini difficili e vivaci); raccontare il Vangelo ai più piccoli. Le realtà vicariali o parrocchiali che desiderano ricevere maggior informazioni, aderire al progetto “Oratori in rete” o attivare i percorsi formativi per gli animatori dei centri estivi potranno direttamente prendere contatto con l’ufficio del servizio di Pastorale Giovanile per fissare un incontro e strutturare insieme la proposta. Per contatti: servizio di Pastorale Giovanile, via Sant’Eufemia n.13, tel. 0592133851; fax 059-2133807 info@cpgmode-

na.it. E’ stato inoltre installato sul portale www.cpgmodena. it la sezione “Oratori in rete” in cui si potranno trovare: la mappa geografica degli Orato-

ri aderenti alla rete, il calendari delle attività, dei corsi di formazione e degli appuntamenti, la raccolta di esperienze a livello locale e nazionale.

Apostolato della Preghiera

Le intenzioni di dicembre

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uore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. In particolare, preghiamo secondo le intenzioni affidate all’AdP dal Papa e dai nostri vescovi: perché in tutto il mondo i migranti siano accolti, specialmente dalle comunità cristiane, con generosità ed autentica carità; perché Cristo si riveli a tutta la comunità con la luce che emana da Betlemme e che si riflette sul volto della sua Chiesa; perché i cristiani rispecchino la loro identità di discepoli del Signore in ogni ambito della vita. Pregare per il clero dicendo: Cuore di Gesù, sostieni i sacerdoti nelle difficoltà del loro apostolato, perché perseverino nella grazia ricevuta.

Si riunisce la Consulta Città dei Ragazzi in festa Vescovo diocesana L Sabato 8 dicembre

Aggregazioni laicali, appuntamento sabato 1 dicembre

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abato 1 dicembre, alle 9.30, al Centro famiglia di Nazareth, presente l’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi, si riunirà la Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali. Sarà un momento importante, per le associazioni modenesi che

ne fanno parte, per puntualizzare il senso e le prospettive del loro essere presenti in diocesi. l Santo Padre, indicendo l’Anno della Fede ha richiamato tutti ad un imprescindibile impegno: “Non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta (cfr Mt. 5,1316)”. Anche in forza di questo invito le oltre 50 associazioni della Consulta studieranno sul fatto e sul da farsi; ascolteran-

Centro diaconato e ministeri

no la parola dell’Arcivescovo, vedranno come dare maggior visibilità diocesana alle attività delle diverse associazioni, saranno ragguagliate su quanto emerso dalla recentissima riunione della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali. La Consulta provvederà inoltre ad indicare i rappresentanti della stessa nel nuovo Consiglio Pastorale Diocesano che entrerà in carica il prossimo 19 gennaio 2013.

Ufficio Famiglia

a comunità della Città dei ragazzi, nella solennità liturgica dell’Immacolata, l’8 dicembre festeggia la sua patrona. Il programma della festa prevede alle ore 11 la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Giacomo Morandi, vicario generale della diocesi, nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Bosco in via Sassi, con la presenza delle autorità. Al termine della messa si procederà alla consegna di due Borse di studio della “Fondazione Gino Bussei” a due allievi del Centro di Formazione Professionale Edseg Città dei Ragazzi, del secondo anno di corso, scelti sulla base di una valutazione dei risultati da questi ottenuti durante i corsi del primo anno. Alle ore 12.45 pranzo presso i locali del nuovo centro Giovanile. Nel corso della giornata sarà possibile visitare le aule e i laboratori del centro di formazione Professionale. Altre iniziative sportivoricreative sono state organizzate per il pomeriggio dai gruppi scout e dalle altre realtà giovanili presenti alla Città dei Ragazzi.

Alcuni sacerdoti pugliesi con il loro vescovo

Diaconimodena.it: Per mano Da S. Maria di Leuca a un nuovo sito internet nel deserto Modena per il terremoto

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diaconi permanenti di Modena-Nonantola hanno da qualche tempo a disposizione un nuovo sito internet in cui affluiscono informazioni e notizie che riguardano il loro ministero. Dall’11 ottobre scorso è in linea un sito che pian piano si arricchirà di notizie, articoli, materiali, approfondimenti, relazioni, frutto dello studio e dell’attività dei diaconi. Il nuovo sito è consultabile all’indirizzo: www.diaconimodena.it. Si tratta di un importante servizio anche per la comunità diocesana che potrà così tenersi informata sulle attività che gli oltre settanta diaconi svolgono con dedizione a servizio della Chiesa modenese e sulle riflessioni che la Chiesa sviluppa in ordine al loro ministero.

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arà suor Elena Bosetti la guida del prossimo appuntamento di Per mano nel deserto, previsto per domenica 9 dicembre. “La Fede: i personaggi del Vangelo di Giovanni parlano alle nostre famiglie – Maria di betania”: questo il tema dell’incontro. La struttura della giornata è quella collaudata: silenzio dalle 15.45, alle 16 la preghiera iniziale, seguita dalla meditazione su un brano biblico, con traccia-scheda per facilitare la riflessione; un’ora di silenzio per la preghiera personale o di coppia, con la possibilità di celebrare il sacramento della penitenza; preghiera del Vespro, con preghiera comune con i bambini per i quali sono previste l’animazione e l’assistenza.

n gruppo di sacerdoti della diocesi di Ugento - Santa Maria di Leuca, guidati dal vescovo mons. Vito Angiuli, erano in visita la scorsa settimana a Modena. Si sono confrontati con il vicario generale, mons. Morandi, con don Federico Pigoni, vicario per la pastorale e con don Roberto Montecchi, vice parroco di Finale Emilia, per comprendere le conseguenze, sia materiali che pastorali, del terremoto della scorsa primavera.

Agenda del

Domenica 2 dicembre ore 9.30 a Sant’Agnese Ritiro e celebrazione eucaristica ore 18 in Cattedrale Candidatura diaconi permanenti Martedì 4 novembre ore 11 a Finale Emilia Celebrazione eucaristica con i Vigili del Fuoco ore 21 a Santa Caterina Il vescovo e i giovani Mercoledì 5 novembre ore 10.30 in Seminario Incontro con i sacerdoti assistenti di Azione Cattolica Venerdì 7 dicembre a Roma Ordinazione episcopale di mons. Camisasca Sabato 8 dicembre ore 10.30 a Villafranca S. Messa e inaugurazione nuova chiesa temporanea ore 18 in Catterdrale Celebrazione eucaristica a seguire: benedizione dal Palazzo Comunale Domenica 9 dicembre ore 16 a Zocca Incontro sul Credo

Agenda della

Diocesi

Lunedì 3 dicembre ore 19 a Magreta Messa missionaria mensile Martedì 4 novembre ore 21 a Santa Caterina Il vescovo e i giovani Domenica 9 dicembre ore 16 al CFN Per mano nel deserto


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NostroTempo

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NELL’ANNO DELLA FEDE RICORDIAMO I SACERDOTI: “DONO DI DIO” PER TUTTI Tutti i sacerdoti, oltre al nostro parroco, sono un dono di Dio. Ne siamo consapevoli? Sono uomini che, con il loro sì, scelgono Dio come unico e solo ideale di vita. Una vita che non ha presupposti di spensieratezza e tranquillità. E per uno che sbaglia, ce ne sono migliaia che instancabilmente dedicano l’esistenza a portare a tutti la Parola di Dio e un gesto concreto di carità. Torna allora la domanda: siamo consapevoli che ognuno di noi può partecipare al loro dignitoso sostentamento? Affinché possano continuare la propria missione e raccontare la Buona novella basta poco. La preghiera e un contributo anche economico: l’Offerta Insieme ai sacerdoti, di cui si parla in questa pagina. Ogni Offerta, oltre ad essere un dono dal valore perequativo e solidale, rappresenta anche un “investimento” che genera altre risorse. In tutta Italia, infatti, i sacerdoti sono sempre in prima fila nell’azione pastorale e in molte iniziative di assistenza e di carità. Perciò metterli in grado di lavorare al meglio nella vigna del Signore significa promuovere ogni altra realtà ecclesiale e attività a servizio dei fratelli più deboli. “Ogni Offerta in più raccolta dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero - afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa - è importante almeno per due motivi: perché contribuisce in modo concreto e perequativo al sostentamento dei 37 mila sacerdoti diocesani, ma soprattutto perché testimonia una comunità che non è totalmente sorda a quel senso di partecipazione e corresponsabilità che va anche oltre la propria comunità ecclesiale”. Maria Grazia Bambino

UNA DOMENICA INSIEME AI SACERDOTI

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a Chiesa italiana dedica ogni anno una Giornata Nazionale per sensibilizzare i fedeli al tema del sostentamento dei sacerdoti. Fissata per l’ultima domenica di novembre, Cristo Re, l’appuntamento ha l’obiettivo di far conoscere ai fedeli le Offerte destinate a tutti i 37 mila preti “diocesani”. Sono ministri dei sacramenti e amici della nostra vita, sollievo per i poveri e i soli, missionari nel nostro territorio, nelle carceri e negli ospedali, nelle grandi città italiane come nei paesi di montagna e nelle isole. Oltre 600 di loro sono inviati nel Terzo mondo. Ma tanti cristiani non sanno che possono sostenere la loro missione ogni giorno. Anzi che il loro sostentamento è affidato ai fedeli, come nelle comu-

nità cristiane delle origini, in segno di comunione. Basta un’Offerta piccola, ognuno dia nelle sue possibilità. Ma non rinunciamo a partecipare al loro sostentamento, che è il nostro grazie per la loro vita donata al Vangelo e agli altri. Magari prendiamo l’abitudine di ripeterla durante l’anno. Li accompagneremo nella missione. E renderemo visibile la Chiesa-comunione, indicata dal Concilio Vaticano II.

SCOPRI LE OFFERTE, FAI CRESCERE LA COMUNIONE con un contributo diretto all’Istituto sostentamento clero della tua diocesi. La lista degli IDSC è su www.insiemeaisacerdoti.it; n con carta di credito CartaSì, chiamando il numero verde CartaSì 800-825 000 o donando on line su www.insiemeaisacerdoti.it. Dove vanno le Offerte donate? All’Istituto Centrale Sostentamento Clero, a Roma. Che le distribuisce equamente tra i circa 37 mila preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile tra 883 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, e 1.380 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita intera a servizio del Vangelo e del prossimo e 600 missionari nel Terzo mondo. Perché ogni parrocchia non può provvedere n

Chi può donare l’Offerta per i sacerdoti? Ognuno di noi. Per se stesso, ma anche a nome della famiglia o di un gruppo parrocchiale. Come posso donare? n con conto corrente postale n. 57803009 intestato a Istituto Centrale Sostentamento Clero – Erogazioni liberali, Via Aurelia 796, 00165 Roma; n con uno dei conti correnti bancari dedicati alle Offerte, indicati sul sito www.insiemeaisacerdoti.it;

da sola al suo prete? L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e fedeli, e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II. Che differenza c’è tra Offerte per i sacerdoti e l’obolo raccolto durante la Messa? E’ diversa la destinazione. Ogni parrocchia infatti dà il suo contributo al parroco. Che può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento. È pari a 0,0723 euro (circa 7 centesimi) al mese per abitante. E nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

Perché donare l’Offerta se c’è già l’8xmille? Offerte e 8xmille sono nati insieme nel 1984, con l’applicazione degli accordi di revisione del Concordato. L’8xmille oggi è uno strumento ben noto, e non costa nulla in più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora l’Offerta copre circa il 3% del fabbisogno, e dunque per remunerare i nostri sacerdoti bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma vale la pena far conoscere le Offerte perché questo dono indica una scelta consapevole di vita ecclesiale. E raggiunge anche i sacerdoti di parrocchie piccole e lontane. Perché si chiamano anche “offerte deducibili”? Perché si possono dedurre dal reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 1.032,91 euro l’anno. La deducibilità è riservata alla persona fisica.


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Solidarietà

“Dietro alla corsa c’è qualcosa di più”

racconta Sergio Bezzanti, ideatore del progetto e modenese doc - convinta che la Run non sia solo una corsa, ci ha invitato a raccontare quel di più ai detenuti di San Vittore. Noi abbiamo rilanciato, chiedendo di poter invitare i ragazzi a correre con noi, per dare loro un punto di vista differente, attraverso l’attività fisica”. La volontaria ha presentato il progetto alla direttrice Glo-

ria Manzelli che lo ha appoggiato, insieme agli educatori che quotidianamente lavorano nel carcere, condividendolo con il locale assessore allo Sport, Chiara Bisconti. “L’edizione 2012 che si è svolta il 19 novembre - prosegue nel racconto Sergio - è stata approvata come progetto pilota; per il 2013 svilupperemo un progetto più definito, con il patrocinio del Comune stesso”. Sei incontri, sei settimane per far conoscere il progetto, sei volte all’alba a Milano, per Sergio Bezzanti e Sabrina Severi. “Primo passo: far accettare il progetto. La collaborazione con noi era una sorta di premio per 13 detenuti in attesa di giudizio o con condanne lievi. Ci siamo presentati, e subito - prosegue a raccontare Sergio - loro hanno scavato nella nostra coerenza tra quello che promuoviamo, con le parole e quello che nel quotidiano

le associazioni del terzo settore e in questa fase l’obiettivo sarà aiutare chi aiuta, ovvero ricostruire gli edifici in cui i cittadini si incontrano e fanno volontariato, luoghi fondamentali che sono venuti a mancare alle comunità colpite dal sisma». Maria Rosa Bandieri, presidente Comitato paritetico provinciale del volontariato, osserva: «Mi ha colpito la capacità dei volontari di entrare nella comunità e già dalle prime ore dopo il sisma prestare aiuto alle persone. Vedere operatori che in situazioni di difficoltà estrema si sono messi a disposizione è stato un segnale di vicinanza per le popolazioni colpite dal sisma. Tutti i volontari si sono svestiti del loro

cambio di paradigma, una reale interazione tra Stato, mercato e terzo settore. È da elogiare l’atteggiamento dell’associazione Servizi per il Volontariato che ha messo a disposizione le sue strutture e il suo personale a servizio della rete del terzo settore. Solo così è stato possibile far tornare al centro persone e comunità, se manca questa coesione sociale viene mancare anche il tessuto produttivo e sociale». Alla presentazione della nuova raccolta fondi era presente anche Chiara Rubbiani, direttrice del Centro di Servizio per il Volontariato: «I dati parlano da sé: 55 mila euro donati, bonifici già effettuati ai beneficiari se-

ambito e hanno lavorato per un obiettivo comune, vogliamo raccogliere testimonianze per dare dignità a tutti coloro che hanno partecipato». Albano Dugoni, portavoce del Forum del Terzo Settore, esprime la necessità di maggiore collaborazione tra i settori: «Da tempo diciamo che serve un

lezionati sulla base dei progetti presentati alla rete del terzo settore modenese. Ora vogliamo continuare su questa strada, cercando di coinvolgere a 360° altre tipologie di soggetti, del profit e del non profit, che possano contribuire al nostro fianco all’incremento di questa campagna di raccolta fondi».

Il progetto Run 5.30 entra nel carcere di San Vittore. Ce ne parla l’ideatore, il modenese Sergio Bezzanti

• Mariapia Cavani

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a Run 5.30, nei suoi principi essenziali, quelli che l’hanno ideata, animata e portata a spasso per l’Italia, è entrata anche nel carcere di San Vittore a Milano. La corsa di 5 km e mezzo, alle 5.30 del mattino, nata a Modena 4 anni fa, e ora trasferita anche a Milano, Venezia, Torino e Bologna, non è solo un esercizio fisico, ma soprattutto un’occasione per guardare il movimento, la città e le nostre abitudini con occhi nuovi. “Un’amica che corre con noi a Milano, volontaria in carcere con la sua associazione – ci

In aiuto a chi aiuta È partita “RicostruiaMo la comunità”, la raccolta fondi organizzata dall’Associazione Servizi per il Volontariato a favore dei luoghi di solidarietà

• Luca Beltrami

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icostruzione, atto secondo. L’associazione Servizi per il Volontariato ha presentato la nuova campagna di raccolta fondi promossa dalla Rete del Terzo Settore, intitolata “RicostruiaMo la comunità”(www. ricostruiamocomunita. it). Dopo i 55 mila euro già raccolti e destinati alle associazioni, parte una nuova campagna che si pone come obiettivo la ricostruzione dei luoghi di solidarietà distrutti dal sisma. «Riteniamo sia necessaria una nuova fase – spiega Angelo Morselli, presidente dell’associazione Sevizi per il Volontariato –, un salto di qualità, e riteniamo che ciò sia possibile solo attraverso un progetto comune. Da soli possiamo fare poco, al contrario mettendoci insieme possiamo raggiungere risultati importanti e nello stesso tempo tenere alta l’attenzione sul tema della ricostruzione. Ci siamo attivati per mettere in rete

viviamo. L’attività fisica crea confidenza, gruppo, legami, apertura, sincerità: questo è accaduto anche a noi. Chi sta in carcere - e sembra un paradosso - ti chiede, senza abbassare gli occhi, lealtà e costanza. Sono andato a Milano con la febbre, per non mancare ad un appuntamento, proprio perché mi ero impegnato a non farlo, e quella parola data, dietro il muro, vale ancora di più”. Camminare come metafora, dentro al carcere, è ancora più forte: camminare, lasciare le gabbie, uscire, evitare quello che, fuori dalla prigione, rinchiude molto di più di quelle sbarre di ferro. “Esiste un altro modo - si domanda Sergio - per dire che ho ricevuto molto di più di quello che avevo da dare? L’abbrac-

Sergio Bezzanti (terzo da destra) e Sabrina Severi (prima da destra) nella giornata conclusiva a San Vittore

cio dell’ultimo incontro è stato commovente, un momento di intensità emotiva grande: una esperienza che ha successo ‘fuori’ si può replicare con successo anche ‘dentro’, nonostante il cortile fatiscente, la mancanza di attrezzature (ab-

biamo portato noi le scarpe per correre ai ragazzi...) e i limiti oggettivi”. L’impegno che dà risultati, la costanza, la fedeltà, il cambio di prospettiva: ecco alcune delle idee che animano la Run, quelle valide fuori e dentro le sbarre.


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Domenica 2 dicembre 2012

La storia Le suore della Carità presenti in S. Agostino a Modena promotrici di una iniziativa concreta per chi ha fame

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• Stefano Malagoli

gni giorno in S. Agostino a Modena c’è chi distribuisce pane ai più bisognosi. L’iniziativa risale a qualche anno fa, quando una delle suore della Carità di S.Giovanna Antida Thouret, che ora è in un’altra comunità, ha cominciato a raccogliere il pane avanzato presso una panetteria e il giorno dopo lo distribuiva a chi bussava al portone e chiedeva da mangiare. Erano 2, 6, 10 persone. Un giorno, la suora, stupita del gran numero di persone che chiedevano il pane, arrivò in casa e disse alle altre suore: “Oggi c’erano ben 14 persone!”. Le persone raggiungevano a piedi la parrocchia; poi via via si sono attrezzati con le biciclette. Arrivano da più lontano o semplicemente hanno trovato un mezzo di trasporto?! Da allora, il numero è andato sempre più aumentando: ad oggi le suore e i volontari preparano in media circa 200 sacchetti tutti i giorni… e purtroppo ci sono dei giorni in cui non bastano. Nel 2008 un’altra suora girava i forni ed era aiutata dalle consorelle, fino a quando piano piano sono stati coinvolti 2 o 3 volontari. Le suore si sono succedute, continuando il servizio e collaborando con la Caritas parrocchiale di S. Agostino, la parrocchia in cui abitano e vivono la loro missione. Attualmente i volontari sono circa una ventina ed hanno preso a cuore questo servizio, gestendo i turni responsabilmente. Tutti i giorni, domenica compresa, un bel numero di volontari (circa una ventina) si aggira per i forni attorno alla parrocchia (e oltre…) negli orari di chiusura a raccogliere il pane rimasto dalla vendita quotidiana gentilmente donato dai titolari del negozio. Lo portano in parrocchia dove è organizzato un punto di raccolta e dove, in certi orari, sembra di essere davvero in un forno, tanto è il buon profumo del pane che si diffonde lungo la tromba delle scale della canonica. La mattina successiva, due suore e qualche volontario preparano i sacchetti di pane e li dividono con cura. In alcuni scatoloni che contengono i sacchetti si legge, su un foglio bianco scritto a pennarello: “musulmani”. E’ pane non trattato con lo strutto, pane che possono mangiare senza contravvenire alla loro religione. Anche questo piccolo gesto dice la dignità con cui la persona è guardata, è considerata e accolta.

Il pane quotidiano La preparazione è terminata. Ora tutto si svolge nel giro di un quarto d’ora. Già da tempo sotto le finestre, fuori dal portone della canonica si sente un brulicare di voci e, alla spicciolata, un nugolo di gente che si avvicina e aspetta. Il campanile suona le 11. Si apre il portone. La suora con uno o due volontari ringrazia Dio insieme ai presenti per il dono del pane e comincia la distribuzione. Ciascuno prende e va. Qualche volta, insieme al pane riusciamo a dare del formaggio, della verdura, della frutta, in base a quanto ci viene donato dalla Provvidenza. La comunità delle suore della Carità, per voce di suor Damina, parla volentieri di

questo importante servizio. Quali persone arrivano in S. Agostino? Verso il 2008-2009 italiani del sud in difficoltà e famiglie numerose, per lo più straniere e qualche famiglia italiana. Attualmente molti sono islamici (stimati circa il 50% delle persone che si affacciano al portone) e molte badanti dell’Est rimaste senza lavoro. Gli italiani che a poco a poco fanno capolino al portone perché hanno perso il lavoro attualmente sono circa 40. Alcuni hanno alle spalle una famiglia da mantenere. I cosiddetti “senza fissa dimora” ora sono italiani rimasti senza lavoro e dunque senza casa, senza affetti; a causa del dramma della povertà capitata tra capo e collo, infatti, non sono più coloro che scelgono la vita in strada, ma uomini soprattutto già con fragilità, che con il lavoro sono stati lasciati dalle loro mogli o compagne. Gli stranieri sono in percentuale giovani in cerca di lavoro venuti dalle loro terre o già in giro per l’Italia da diversi anni. Hanno spesso la famiglia nel loro Paese di origine che devono mantenere. Le badanti sono sole e hanno la famiglia da mantenere nel loro Paese, per cui cercano di risparmiare il più possibile e approfittano della distribuzione del pane. Quali collaborazioni avete attivato per questa iniziativa? L’iniziativa, nata dalla sollecitudine e dall’audacia di una suora,

è diventata uno dei gesti che la parrocchia pone nei confronti delle situazioni di povertà, in attenzione alla persona, assunto come Caritas parrocchiale. La collaborazione dunque è su più livelli: collaborazione tra comunità delle suore e Caritas parrocchiale; collaborazione all’interno della parrocchia perché i volontari sono giovani, sono adulti, sono anziani, sono mamme e papà di famiglia, qualche famiglia che stiamo aiutando e che si rende disponibile per questo servizio; collaborazione con i forni che generosamente fanno dono del pane e di altro che rimane; collaborazione con altre parrocchie vicine che ci portano quanto di alimenti hanno in esubero, dopo aver risposto alle richieste sul loro territorio parrocchiale. Oltre al soddisfacimento dei bisogni materiali, chi arriva in S. A g o s t i n o, manifesta anche altre necessità, magari di tipo spirituale? In S. Agostino c’è la scuola di italiano per stranieri che oltre a offrire l’apprendimento della lingua, offre un luogo di relazione e contatta un target giovane come età, in linea di massima. C’è un centro di ascolto con distribuzione di alimenti e guardaroba: la prima richiesta è molto materiale, ma non è escluso che, nella frequentazione, nasca una fiducia reciproca, una relazione significativa e, perché no, un’amicizia. E poi c’è tutto un mondo informale, fatto di incontri “casuali” di chi bussa al portone e viene invitato a pranzo dal parroco, a volte dalla comunità delle suore, o semplicemente cerca un volto amico che si ponga in ascolto e non faccia troppe domande, ma trasmetta un po’ di “senso di famiglia”. Chi si rivolge in S. Agostino non è solo per una situazione di povertà materiale, ma perché ha bisogno di relazioni, di sentirsi accolto, di riconciliarsi con sé, con gli altri, con Dio. Un punto di riferimento per molti, dove l’incontro con l’altro mi rivela il volto di Dio che vive e abita la ferialità e dove la povertà si manifesta in tanti colori: povertà materiale ed economica, povertà di salute, di relazioni, di senso e di fede, di fiducia in sé e negli altri. Che valore riconoscere a questa iniziativa, al di là del concreto aiuto materiale? Mi sembra di cogliere due livel-

li: un segno di presenza, di punto di riferimento per chi non ce l’ha, un luogo “di casa” fatto di incontri, di confidenze, di sostegno, di amicizia. Un segno per la comunità parrocchiale che esige una scelta, perché un cammino di fede non può prescindere dal vivere la quotidianità e dal porsi davanti alla crisi economica, al lavoro che manca, al giornale che porta tanti, troppi fatti di cronaca che non mi lasciano indifferente, alla gente comune con i suoi drammi, i suoi affetti, la sua mediocrità. L’atro è figlio di Dio e ha dignità per il fatto stesso che è amato da Dio. Amato da Dio come me, come te. E Dio non fa distinzione di colore e di nazionalità. Cosa significa oggi la gratuita? E un valore ancora avvertito? La parola gratuità dà adito a diverse reazioni. Se è gratis allora prendo tutto (non importa se mi serve o meno, tanto non lo pago!). E così capita anche di trovare vicino al cassonetto un pezzo di pane mezzo morsicato o un sacchetto con qualcosa ancora dentro. Se è gratis non faccio un discernimento, acca-

parro e basta. Poi gratis è anche qualcosa che vale poco: le cose belle e buone si pagano fior di quattrini! Allora c’è anche qui una svalutazione. Se andiamo al capitolo 13 del Vangelo di Giovanni, gratis è deporre le vesti, prendere un asciugamano e cingerselo alla vita, poi mettersi in ginocchio e lavare i piedi a chi mi sta di fronte. Gratis non solo perché nessuno se lo aspettava un gesto così da Gesù, ma perché Lui sapeva bene che tra i suoi”, quelli più vicini, uno lo avrebbe tradito di lì a poco. Eppure depone le vesti… depone la vita, cioè fa dono della sua vita. Gratis! Gratuità è dono che viene da Dio e va al di là del “fare volontariato” o del “fare carità”. Come cristiani, per noi vivere l’Eucarestia è accogliere quel pane spezzato che si offre a noi e continua ad offrirsi ad ogni celebrazione eucaristica. E questo ci chiede coerenza, ci chiede di diventare noi stessi un pane spezzato per i fratelli: pane del cammino, pane della condivisione, dell’accoglienza, della gioia, della fede, della consolazione, del dono, del pianto,

della prova, pane dell’amicizia, della solidarietà, del perdono, del dono… Siamo nella dimensione dell’essere, prima che fare tante cose. Ritenete che in tempi di crisi l’attenzione ai bisogni degli altri sia diminuita? C’è la tendenza a chiudersi ognuno nel proprio ambito o avviene piuttosto il contrario? Chiacchierando in modo molto informale con una mamma giovane della parrocchia, emerge il desiderio da parte di alcune famiglie di vivere un cammino cristiano non fatto solo di celebrazioni e liturgie, ma sostenendo concretamente persone e famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, di drammi e situazioni diverse. E’ il vivere la propria fede che si incarna nella vita quotidiana e fa i conti con un Cristo fatto bambino, che ha condiviso la nostra natura umana, ha condiviso la fragilità, ha accolto la passione e la morte, è stato esaltato dal Padre. Diverse persone, in punta di piedi e in silenzio, senza fare pubblicità e senza scrivere proclami sanno farsi prossimo con piccoli gesti di solidarietà e vicinanza.

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NostroTempo

A Modena è nato Edy, il centro gestito da padre Volpari e dall’associazione San Francesco per la raccolta e la distribuzione di cose ancora in buono stato

Domenica 2 dicembre 2012

Primo piano

Parola d’ordine riuso Sandro Boarini, responsabile Ambiente Hera di Modena – vorremmo porre l’attenzione, sensibilizzare i cittadini sul valore della riduzione dei rifiuti e del loro riuso e recupero. E’ importante che le persone

in cui vengono consegnate le ecomonete e ecobanconote in seguito ad deposito di un materiale da riciclare-riutilizzare, con le quali i bambini e le loro classi concorrono per vincere i premi di Capitan Eco”.

vengano a conoscenza che tra l’oggetto che vogliono ‘smaltire’ e la stazione ecologica c’è, per quelle cose che ancora sono in buono stato, un passaggio intermedio: il centro di riuso. Va in questa direzione anche il progetto ‘Il tesoro di Capitan Eco’ che sta coinvolgendo migliaia di famiglie modenesi. Da oggi il centro di riuso Edy entra a far parte delle stazioni

La gestione del centro è nelle mani esperte di padre Romano Volpari, parroco di S. Pancrazio, e della sua associazione San Francesco Onlus che si occupa già di altri due centri di raccolta a Modena. “Qui chiunque potrà venire e fare un’offerta libera per l’acquisto degli oggetti, tranne alcuni per i quali sarà necessario fissare un prezzo simbolico. La gestione

• marcella caluzzi

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i sono cose che chiamiamo rifiuti solo perché non ci servono più, perché ce ne vogliamo sbarazzare. Capi d’abbigliamento, arredi, oggetti che, passati ad altre mani, possono farsi una seconda vita. A Modena, in via Germania a fianco della stazione ecologica Archimede, è nato Edy, il secondo centro modenese per il riuso che ospita proprio quegli oggetti che sono ancora in buono stato e non meritano la strada della stazione ecologica, che saranno ‘venduti’ a un prezzo simbolico ai visitatori del centro. Edy è uno spazio di circa 340 metri quadrati affidato in gestione in comodato gratuito per 5 anni all’associazione S. Francesco Onlus, nel nome di padre Romano Volpari, parroco di S. Pancrazio, ed è stato realizzato da Hera grazie al contributo della regione Emilia Romagna coordinato dalla Provincia di Modena. “Con questa iniziativa” – ha commentato

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del centro sarà affidata a una persona disoccupata che potrà così essere reinserita nel mondo del lavoro. Da questo punto di vista sono una quindicina le persone in difficoltà per le quali siamo riusciti a trovare un’occupazione nei nostri centri e attraverso attività correlate”. Oltre al centro di riuso Edy, infatti, l’associazione francescana che fa capo all’energico padre Volpari ha attivato negli anni altri due centri di raccolta e rivendita di oggetti usati. Uno è ‘Ritrova’, in strada Sant’Anna 651 a Modena: un mercatino dell’usato nel quale ritrovare e riscoprire oggetti e mobili di antiquariato, modernariato, abiti, vintage, oltre a libri, dischi, giochi, oggettistica, articoli per la casa e il tempo libero e molto altro. Qui i venditori possono portare oggetti che vogliono piazzare sul mercato la cui vendita gua-

dagneranno il 60% del prezzo mentre il restante 40% andrà all’associazione francescana. Il terzo centro è a San Pancrazio, parrocchia di padre Volpari: qui è stato allestito da sei anni un centro di raccolta francescano e qui lavorano alcune persone che offrono anche servizio di sgombero in tempi brevi di case, appartamenti e cantine per quanto riguarda mobili e oggetti di arredo che si vuole donare ai centri. Al taglio del nastro erano presenti, oltre a padre Volpari e a Boarini di Hera, il sindaco Giorgio Pighi e Simona Arletti, assessore all’Ambiente del Comune di Modena. “Differenziare i rifiuti non basta. Per il bene della nostra città

e del nostro futuro dobbiamo imparare a ridurre i rifiuti e riutilizzare il più possibile quello che pensiamo sia rotto o non ci piaccia più” ha commentato Simona Arletti, assessore all’Ambiente del Comune di Modena. “Questo secondo centro del riuso - ha continuato la Arletti - diverrà uno dei punti di riferimento della città dopo la bella esperienza di Tric e Trac in Circoscrizione 4. Il nostro augurio è che anche questa esperienza di volontariato possa durare nel tempo ed essere apprezzata dai modenesi che impareranno come dai rifiuti possano nascere nuovi giochi, oggetti per la casa, soprammobili”.

121 tonnellate di solidarietà La Colletta Alimentare a Modena ha coinvolto quasi mille volontari in 117 punti vendita

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a XVI edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, svoltasi sabato 24 novembre, in più di 9.000 supermercati, è stata uno spettacolo di gratuità che ha cambiato coloro che vi hanno partecipato, come dimostrano i numerosissimi messaggi ricevuti. Grazie all’aiuto di più di 130.000 volontari sono state raccolte 9.622 tonnellate di prodotti alimentari, confermando sostanzialmente, nonostante la crisi, il dato dell’edizione 2011 (9.600 tonnellate). Il cibo raccolto sarà ora distribuito alle oltre 8.600 strutture caritative convenzionate con la Rete Banco Alimentare che assistono ogni giorno 1.700.000 poveri. Il presidente della Fondazione Banco Alimentare onlus Andrea Giussani, ringraziando tutti i volontari e i donatori, afferma che, “ancora una volta, l’opportunità

adoperati per la buona riuscita dell’iniziativa ed in particolar modo la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Vignola per il

contributo elargito. A Carpi e Bassa Modenese la raccolta è stata di 34.887 kg, mentre a Vignola e area Pedemontana 45.781 kg.

Una riflessione a margine della Colletta

Doppia fame di donare tocca le radici della persona e, contro il pessimismo, rilancia una piccola o grande responsabilità individuale”. In Emilia Romagna le tonnellate raccolte sono state 1.049 (-1,7% rispetto al 2011). 15.000 volontari hanno partecipato all’iniziativa in oltre 1.100 punti vendita aderenti. I dati relativi alla provincia di Modena sono i seguenti: 121.168 kg raccolti; 950 volontari; 117 punti vendita aderenti; 83 strutture caritative beneficiarie dei prodotti che assistono 21.576 persone bisognose. Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono

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• mariapia cavani

a scorsa settimana, martedì, mi hanno rubato la spesa. Non era incustodita sulla bici, come a volte la lascio. Frutta e verdura che spero siano state mangiate da chi ne aveva bisogno. Venerdì esco dal lavoro e mi avvio per rifare la spesa: zona Albinelli, la signora mi si avvicina e mi dice, sommessa: “Ho fame”. Ha i bambini a casa, entriamo in un negozio, prende qualcosa e poi va. Sabato mi ricordo che mi manca una cosa e vado al supermercato: davanti vedo un gruppo di ragazzi, impegnati nella raccolta per la Colletta Alimentare. Nella parrocchia dove vado a messa la domenica ci sono, in fondo alla chiesa, due cestoni per la raccolta di cibo, da distribuire alle famiglie che hanno bisogno. Tendo ad essere indulgente con chi ruba cibo, ancora più tenera con chi lo domanda; il cibo non è solo un alimento fisico, necessario alla sopravvivenza. Rimanda alla gioia, alla pienezza ed alla condivisione, al prendersi cura. “Ho fame” significa anche non avere tutto questo, non avere relazioni, una porta a cui bussare, a parte quella delle Caritas parrocchiali, forse, per chiedere aiuto, o anche solo per condividere il peso del momento. La fame di cibo e la fame di relazioni sono legate a doppio filo ritorto, e non so quale colpisce di più e quanto questo legame faccia sentire le persone prigioniere di una situazione senza via d’uscita. Le parrocchie hanno centri d’ascolto, non banali centri di distribuzione, per cercare di spezzare questo legame perverso. La notte è buia, la sentinella ancora non ci dice quanto manca all’alba, e la via la possiamo trovare solo insieme.


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NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

La ricostruzione A sei mesi dal terremoto la situazione nelle cinque diocesi dell’Emilia-Romagna colpite. Due pagine per raccontare come le comunità di Modena-Nonantola, Ferrara-Comacchio, Reggio Emilia-Guastalla, Carpi e Bologna hanno reagito. I danni materiali subiti dalle chiese e dalle strutture parrocchiali si sommano alle ferite che hanno inciso profondamente la vita delle persone. Il cammino della ricostruzione passa attraverso i legami da riallacciare, la vicinanza e la solidarietà

Modena: sono 54 le parrocchie che hanno subito danni. Si punta sui gemellaggi

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a Chiesa modenese, a 6 mesi dal terremoto del maggio scorso, si ritrova con un pesante bilancio di danni, materiali ed emotivi, ed insieme con una rete di nuove o rinsaldate relazioni solidali finalizzate alla ricostruzione. Nella consapevolezza, come ha sempre sottolineato l’arcivescovo Antonio Lanfranchi, “che il terremoto riguarda tutta la diocesi, non solo le parrocchie colpite, e ne cambia la pastorale”; per questo la tre giorni di programmazione diocesana, che tradizionalmente si svolge a giugno, è stata trasformata quest’anno in una “due giorni” nel settembre scorso, per riflettere insieme sul cammino di Chiesa da percorrere. Alcuni numeri, per capire la portata dei compiti da affrontare: 54 parrocchie hanno subito danni. Oltre 100 edifici di proprietà delle parrocchie (chiese, campanili, case canoniche, edifici di civile

Rialzarsi, come comunità abitazione) sono stati colpiti gravemente: 59 le chiese e 33 i campanili danneggiati. Sono otto le chiese crollate completamente (Villafranca, duomo di San Felice, duomo di Finale Emilia, San Biagio in Padule, Cavezzo, Disvetro, Motta, Camurana), 16 le chiese parzialmente crollate, 8 i campanili crollati completamente, 7 quelli lesionati gravemente o parzialmente crollati. I restanti edifici in condizioni gravi e inagibili. La stima dei danni supera largamente i 350 milioni di euro. La quasi totalità delle parrocchie ha installato tensostrutture per riunioni, aggregazione giovanile, celebrazioni. Entro 3 mesi, si spera di avere a disposizione 9 strutture polivalenti, prefabbricate, riscaldate chiamate Centri di comunità, 7 delle quali messe a disposizione dalla Caritas nazionale. Stanno progredendo i lavori per la costruzione di tre chiese provvisorie a S. Felice, Medolla e Villafranca. Sono stati inoltre consegnati alla Direzione Regionale della Sopraintendenza i progetti su alcune chiese, tra le meno danneggiate, che con alcuni interventi, strettamente necessari e

dal costo complessivo di 3 milioni di euro, potranno essere di nuovo fruibili. Sono le chiese della Buona Morte a Finale Emilia, la Pieve di Nonantola (da non confondere con l’abbazia), le parrocchiali di Soliera, di Bastiglia, di Cavezzo, di Camposanto, di Ravarino, di Rivara e di Bomporto. L’Ufficio beni culturali della diocesi ha ideato, realizzato e gestisce a Modena un deposito che accoglie tutte le opere delle parrocchie terremotate che non possono – per ora – essere custodite nei luoghi di origine. La prossimità evangelica è il criterio con cui, secondo l’esperienza consolidata di Caritas Italiana, sono stati realizzati i gemellaggi: si tratta di un segnale della disponibilità a mettersi a servizio, una forma di sollievo, una presenza che aiuta a trovare risposta ai bisogni che emergono. Lo scopo primario rimane la ricostruzione del tessuto comunitario. Sono state messe in relazione le parrocchie o unità pastorali delle diocesi colpite dal sisma e le Delegazioni Caritas delle regioni Ecclesiastiche disponibili. La Delegazione del Lazio con l’Unità Pasto-

rale di Finale; la Delegazione del Triveneto con le Unità Pastorali di S. Felice e Camposanto; la Delegazione del Piemonte e Valle d’Aosta con l’Unità Pastorale di Medolla; le Delegazioni delle Marche e dell’Umbria con le Unità Pastorali di Cavezzo e S. Prospero. A questi si aggiungono i “gemellaggi regionali”: diocesi di Parma con parrocchia di S.Felice, diocesi di Forlì con parrocchia di Rivara (Unità Pastorale S.Felice); diocesi di Piacenza con parrocchia di Finale. La prossimità è il cuore del gemellaggio, atteggiamento di vicinanza e partecipazione da perseguire anche tra parrocchie all’interno della stessa diocesi modenese. Prossimità che si manifesta in varie espressioni, tutte ispirate e guidate dalla comunione ecclesiale e dalla conversione spirituale che coinvolge in modo uguale e paritario chi aiuta e chi è nel bisogno, quali ad esempio il dono di beni e materiali, l’offerta di denaro, la presenza di volontari, la collaborazione ministeriale, visite, ospitalità e condivisione di esperienze pastorali.

Reggio Emilia-Guastalla

L’attenzione è alle persone Più di cento le chiese danneggiate L Ferrara: intervista a don Stefano Zanella, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali ed Ecclesiastici

inagibili con il vincolo di sfollamento da parte dei parroci (penso a Vigarano Mainarda, dove la casa canonica è inagibile e i locali per il ministero pastorale son stati demoliti per non peggiorare ulteriormente la situazione). A Santa Bianca di Bondeno la casa canonica

Cosa si è riusciti a fare? Riguardo agli edifici di culto che risultano inagibili non si è riusciti ancora ad intervenire per mancanza di soldi. I parrocchiani ed alcuni comuni han fornito strutture alternative dove poter celebrare l’eucaristia quotidiana

è inagibile ed il parroco, nonostante volesse continuare a stare in canonica, è andato a vivere in un appartamento, non di proprietà parrocchiale, nelle vicinanze della chiesa. A San Nicolò Ferrarese, dove la situazione della casa canonica rende impossibile l’abitabilità, il parroco vive in un appartamento fornitogli dal comune di Argenta.

e domenicale che non è mai mancata dal 20 maggio in poi. Sono state collocate tensostrutture e prefabbricati (la maggioranza pagate dai fondi Caritas e dalla carità del Papa) che danno la possibilità di celebrare l’eucaristia ma non è ancora stato possibile pensare ad una ricostruzione poiché non si può che attendere fino a quando lo Stato non interver-

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on Stefano, quale è la situazione aggiornata in diocesi di FerraraComacchio? Attualmente 229 risultano essere gli edifici danneggiati (per edifici intendo chiese, case canoniche, locali per il ministero pastorale, asili di proprietà parrocchiale, campanili…) su un totale di circa 592 edifici di proprietà ecclesiastica; cioè il 40% degli edifici di proprietà dell’ente ecclesiastico son stati colpiti dal terremoto. 109 risultano essere le chiese danneggiate su 213 (52%), sia di proprietà ecclesiastica che di proprietà dello Stato o dei comuni. Ad oggi, novembre 2012, sono 89 quelle chiuse. Le case canoniche danneggiate sono 47 e per fortuna solo poche sono

rà con un’ordinanza specifica. La fatica maggiore che riscontriamo in questo frangente è legata alle case canoniche, che potrebbero beneficiare delle ordinanze emesse per le abitazioni private. Visto che il 90% dei beni danneggiati sono vincolati dallo Stato e considerati beni culturali non abbiamo ancora avuto una valutazione (scheda Aedes) che possa consentire l’inserimento di questi progetti, di restauro e consolidamento, nel canale contributivo. Qualche nota positiva? L’unica nota positiva è la reazione delle comunità parrocchiali che si stanno stringendo attorno ai loro pastori, anche se il disagio per il freddo porterà nei mesi invernali ad un calo della presenza alle celebrazioni eucaristiche domenicali. Molte parrocchie e molti parrocchiani stanno dando la disponibilità delle abitazioni private per svolgere regolarmente la catechesi.

e comunità della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla colpite dal terremoto del maggio scorso sono quelle della Bassa: Boretto, Brescello, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Reggiolo, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio. Le chiese e le strutture parrocchiali di questi centri hanno subito danni diversi e di varia gravità, che hanno provocato l’inagibilità degli edifici, pur non essendosi registrati crolli totali, ma solo parziali (soprattutto a Reggiolo). Tra le situazioni più significative (e in un certo senso curiosa) quella della concattedrale di Guastalla, interessata prima del sisma di maggio da lavori di restauro. Ora il progetto di consolidamento è stato approvato dalla Soprintendenza ai Beni architettonici dell’Emilia Romagna e i lavori vedono coinvolte parti importanti del tempio: la cupola, il tamburo, l’abside, gli archi della facciata, la volta dell’organo e i due edifici che l’affiancano. Anche il tetto ha richiesto diversi interventi di messa in sicurezza dopo le nuove lesioni provocate dal sisma. Ma non sono solamente i danni materiali quelli ai quali dover far fronte: il vescovo ora emerito di Reggio Emilia mons. Adriano Caprioli aveva proposto dopo le scosse a tutte le parrocchie del vicariato Ambrosiano (diocesi di Milano, dal quale proviene) un gemellaggio. In particolare è stato attivato un rapporto diretto con il decanato di Valle Olona che si è stretto attorno alle comunità del Vicariato di Guastalla (Guastalla-Pieve-San Girolamo-Brugneto-Reggiolo). Di recente, una delegazione reggiana è stata accolta nelle parrocchie lombarde gemellate, per suggellare ancor più questa vicinanza. Sono state raccolte offerte che saranno consegnate alla Caritas diocesana di Reggio Emilia-Guastalla per sostenere un progetto a favore delle persone maggiormente colpite dal sisma delle parrocchie più colpite (in particolare Reggiolo). Il fondo sosterrà progettualità singole sulle persone, nell’ottica della promozione umana e non dell’assistenzialismo e pertanto verranno finanziati tirocini formativi, contributi una tantum e inserimenti lavorativi. Le richieste verranno raccolte a livello territoriale dalla rete dei Centri di Ascolto e dalle Caritas parrocchiali e zonali e saranno valutate sulla base dell’effettivo bisogno, in un’ottica educativa e progettuale. Quanto raccolto sarà inoltre messo a disposizione delle parrocchie per sistemare o acquistare strutture provvisorie per le attività parrocchiali, data l’inagibilità di tantissime strutture parrocchiali (oratori, chiese, centri ricreativi, canoniche, ecc…) in vista dell’inverno ormai alle porte.


NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

Carpi: messe in sicurezza, ripristino di edifici danneggiati, ritorno dei parroci nelle canoniche • Benedetta Bellocchio

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4 progetti presentati dalla Diocesi alla Regione per l’approvazione del finanziamento riguardante la messa in sicurezza di campanili, chiese o interi complessi parrocchiali di cui 7 interventi su campanili, 11 su interi complessi, cui si aggiungono quelli sulle chiese e su altri edifici come palazzo Vescovile, palazzo Corso, chiesa museo di Sant’Ignazio. “Si tratta di opere per un totale di 2 milioni e mezzo di euro – spiega l’economo diocesano Stefano Battaglia – finalizzate alla messa in sicurezza di aree a rischio per l’incolumità pubblica”. Con l’approvazione del finanziamento europeo, si può presupporre che vi sarà la copertura delle spese per queste opere provvisionali. Ma non è questo l’unico campo di azione del gruppo di tecnici della Diocesi di Carpi, costituito al fine di consentire a tutte le parrocchie di portare avanti l’iter di messa in sicurezza delle strutture, ma soprattutto di poter avere

Bologna: don Mirko Corsini, dell’ufficio amministrativo: «Mi ha colpito la grinta delle comunità, la loro voglia di ripartire al più presto e l’attaccamento di tutti alle loro chiese» • Luca Tentori

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el dramma di chi è stato coinvolto dal terremoto mi ha colpito la grinta delle comunità, la loro voglia di ripartire al più presto, e l’attaccamento di tutti alle loro chiese». È quanto racconta don Mirko Corsini dell’Ufficio amministrativo della diocesi, in un’intervista al nostro settimanale, per fare il punto della situazione a sei mesi dal sisma dello scorso maggio. Don Corsini in questi mesi ha lavorato sul campo e negli Enti istituzionali preposti alla gestione dell’emergenza, ed è diventato il coordinatore e responsabile di un’équipe di esperti e tecnici che con

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Diocesi al lavoro spazi per la vita pastorale e liturgica. Chiese che riaprono Per quanto riguarda la riapertura delle chiese meno danneggiate, dopo che San Bernardino Realino (non vincolata) e Gargallo sono state restituite al culto, sono in corso i progetti per la sistemazione delle chiese di San Bernardino da Siena, Sant’Agata, aula del Sacramento a Mirandola, Santa Croce, Limidi, Rolo, Panzano, Sant’Antonio in Mercadello, San Martino Carano. Anche per la chiesa di San Francesco di Carpi, danneggiata ma che non crea pericolo per l’area circostante, si è in attesa del progetto di risistemazione. Le canoniche Per quanto riguarda le abitazioni dei parroci, le normative sono quelle per l’edilizia civile privata, diverse a seconda del danno rilevato tramite l’apposita scheda Aedes. Le canoniche rispondono dunque alle ordinanze relative agli edifici abitativi: “ciascuna secondo tempi e tranches di finanziamento diversi, come avviene per le case private, abbiamo in progetto diverse sistemazioni per poter consentire il rientro dei parroci e luoghi per le celebrazioni e le altre attività pastorali”. Si tratta delle canoniche di Bu-

drione, San Martino Spino, Mortizzuolo, Cortile, Adorazione, Limidi e Quarantoli. Strutture provvisorie Si sta sbloccando in questi giorni l’iter per la posa di strutture provvisorie, autorizzato ultimamente dalla

na (e in alcuni casi i moduli Tav) allestiti nei pressi degli edifici danneggiati. I centri di comunità saranno installati a Mirandola, Mortizzuolo, Quarantoli, Budrione, Fossa e San Possidonio. I moduli Tav sono già in corso di

Soprintendenza in quanto i manufatti proposti dalla Diocesi di Carpi “non interferiscono con le principali visuali prospettiche degli edifici sacri”. Obiettivo dell’ente è la tutela dei beni culturali, per cui è previsto nel nulla osta che tali strutture “rimangano in essere per un periodo non superiore a dieci anni”. Rientrano in questo campo i progetti per i centri di comunità donati da Caritas italia-

montaggio a Mortizzuolo (2) e Limidi, e saranno allestiti anche a Fossoli. Progetti pilota Dopo la costruzione, in tempi record, della chiesa di Novi donata da Telepace, a Concordia altri due moduli Tav saranno montati nel nuovo centro del paese. Il progetto è complesso perché prevede che nello spazio della parrocchia vi siano anche la chiesa nuova e il campo sportivo.

il passare delle settimane ha acquisito competenze per raccordare e accompagnare gli interventi post sisma nelle parrocchie. «Il terremoto ci ha preso tutti alla sprovvista – spiega don Corsini - nessuno se lo aspettava: non avevamo pronte strutture di supporto e intervento per le nostre comunità. Il nostro compito si è così strutturato nel tempo, ed è al servizio della comunità per coordinare gli interventi, accompagnare le progettazioni, fornire competenze e controlli, raccordare le parrocchie con le autorità civili che sono coinvolte nell’ambito della prima emergenza e della ricostruzione». Un supporto e una struttura, messa a disposizione dalla diocesi, che si adatta di settimana in settimana alle esigenze della situazione sul campo. «Siamo partiti subito, nei primissimi giorni successivi al sisma, con sopralluoghi a tappeto nelle parrocchie per stilare una stima dei danni e sostenere i primi interventi per risolvere le emergenze

con i Vigili del fuoco, i sindaci, la Direzione regionale per i beni culturali e la Soprintendenza - spiega ancora don Mirko -. Poi c’è stata la fase di realizzazione della messa in sicurezza degli edifici più pericolosi per la pubblica incolumità e in un secondo momento di quelli che non davano problemi per la pubblica sicurezza. Questa fase è quasi conclusa, anche se “a macchia di leopardo” mancano alcuni interventi». Ora il lavoro si fa più complesso e articolato, perché si sta intervenendo su vari fronti. Primo fra tutti la scelta di dieci edifici, in cui si vorrà intervenire rapidamente e con spese relativamente contenute, per poterli riaprire al pubblico nel più breve tempo possibile. «Stiamo seguendo poi in tempo reale – dice don Corsini – i progetti di intervento, i rapporti con le autorità comunali, il Commissario straordinario, l’assistenza legale e assicurativa e tutte le normative civili per la ricostruzione». Un lavoro non semplice,

perché bisogna intervenire non solo sulle chiese, che hanno forti implicazioni artistiche e storiche, ma anche su scuole, edifici pubblici, canoniche ed enti che rispondono a normative complesse e differenti. «Ecco perché abbiamo voluto lavorare in équipe con competenze diverse che interagiscano continuamente e a rotazione con i parroci – sottolinea don Corsini –. Per questo ringrazio Sara Melotti, Fabio Cristalli e Paolo Bonetti, oltre al personale dell’Ufficio beni culturali e amministrativo della diocesi. Con Claudia Manenti si è avviato invece un fruttuoso cammino per la costruzione delle chiese provvisorie grazie al “Dies Domini”, Centro studi per l’architettura sacra e la città della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro». «Siamo in media al 35 - 40% del cammino per arrivare al recupero degli edifici lesionati – conclude don Mirko – anche se in alcuni casi ci vorranno

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La ricostruzione

“Si tratta di un intervento inserito, insieme ad altri due nel ferrarese, tra i progetti pilota per la ricostruzione nell’area del cratere”, commenta Stefano Battaglia. Anche Rovereto riceverà una nuova chiesa provvisoria; Gavello ha una casetta per le celebrazioni, e a San Martino Spino potrebbe arrivare una struttura il cui progetto è ancora in via di definizione, così come alla comunità di San Giacomo che aveva in mente già prima del sisma la realizzazione di un salone aggiuntivo. Anche a Vallalta la situazione è in evoluzione: “si sta procedendo alla valutazione dei costi di riparazione della chiesa esistente – precisa l’economo – comparati a quelli per la realizzazione di una nuova chiesa”. Coperture “Anche qui stiamo ragionando sugli interventi più efficaci, in prospettiva”, osserva Nicola Mistrorigo, geometra, che insieme all’ingegner Marco Soglia fa parte del gruppo di lavoro della Diocesi. Rispetto al metallo, ipotizzato in un primo momento, è più funzionale l’utilizzo del legno, da poter poi inserire come capriata in una eventuale ricostruzione della chiesa. “In alcuni casi la Soprintendenza ha autorizzato anche la cimatura degli edifici, cioè una

parziale demolizione delle parti alte danneggiate al fine di dare maggiore stabilità al complesso e consentire un intervento in sicurezza”. Rimozione delle macerie “Ci stanno venendo incontro in tutti i modi” prosegue Battaglia, precisando che la Soprintendenza ha autorizzato anche un possibile percorso per la rimozione delle macerie. “Dopo un sopralluogo a Mirandola dei tecnici delle Belle Arti e la nostra visita a San Martino Carano è partito un programma di rimozione e stoccaggio che interesserà le chiese di San Possidonio, San Giacomo Roncole e San Martin Carano, che saranno ‘progetti pilota’ da cui partire”. La prima fase prevede lo spostamento – e lo stoccaggio in un luogo vicino al monumento di origine – delle macerie cadute all’esterno per consentire i puntellamenti necessari all’entrata nelle chiese. La seconda fase, dopo la messa in sicurezza dell’edificio, compresa la copertura che ne consente la stabilizzazione, è quella dell’ispezione interna, con la selezione e rimozione dei materiali. “Questi importanti rilievi – precisa l’economo – sono il necessario punto di partenza per ogni progetto di riparazione”.

anni prima di tornare alla situazione precedente al sisma. Occorre tenere presente la tipicità di questo evento sismico che ha coinvolto un’estensione territoriale molto ampia. Il nostro invito rivolto alle parrocchie è quello di camminare uniti. Comprendiamo le particolarità e le impazienze delle sin-

gole comunità, ma solo coordinando insieme le varie realtà riusciremo a procedere al meglio. È bello vedere l’amore per le proprie chiese e la voglia di rivederle in piedi e riaperte. Certo è che per ottenere questo per tutti occorrerà pazienza, tempo e si dovrà partire facendo inevitabilmente delle scelte».

Sisma, rinascita in corso

Le cifre dei danni

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er la diocesi di Bologna si contano 282 edifici coinvolti con 108 enti ecclesiastici che hanno subito danni. Di questi 94 sono chiese parrocchiali, 56 chiese non parrocchiali, 34 campanili, 45 case canoniche 16 opere parrocchiali, 15 scuole e 22 altri edifici. In questi mesi sono state scelte dieci chiese in cui si vorrà intervenire rapidamente e con spese relativamente contenute, per poterli riaprire al pubblico nel più breve tempo possibile. Si tratta di: San Michele Arcangelo di Argelato, Santa Maria Assunta di Baricella, Santa Maria Assunta di Castelfranco Emilia, San Giovanni Battista di San Giovanni in Persiceto, Madonna del Poggio di San Giovanni in Persiceto, San Giovanni Battista di Minerbio, San Mamante di Medicina, Sant’Andrea di Maccaretolo, San Pietro Capofiume, Santi Vincenzo ed Anastasio di San Vincenzo di Galliera.


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Salviamo le aziende emiliane colpite dal terremoto acquistando i loro prodotti per le feste “

NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

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oi che lavoriamo da sempre per realizzare progetti solidali, vi chiediamo un gesto di solidarietà verso le nostre cooperative e associazioni, ma anche nei confronti delle aziende agricole che abbiamo scelto come partner”. È un appello alla solidarietà quello che il progetto “Natale per l’Emilia” rivolge alla città, al-

Undicesima giornata mondiale contro la pena di morte

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el 2002 la Comunità di Sant ’Egidio ha lanciato la prima Giornata Mondiale delle “Città per la Vita-Città contro la pena di morte”,

Città

Natale per l’Emilia la provincia, e non solo, in occasione delle imminenti feste natalizie: si tratta di una vendita speciale dei prodotti alimentari di alcune aziende con sede nella bassa modenese. L’obiettivo è quello evidente di raccogliere fondi per la ricostruzione dei locali danneggiati e trovare nuovi acquirenti fuori dal mercato locale, attualmente in difficoltà. Sono state create vere e proprie strenne natalizie composte da una selezione di prodotti tipici emiliani e del commercio equo e solidale. L’iniziativa

è promossa dalle Cooperative Sociali Eortè (Carpi e Soliera), Oltremare (Modena e Cavezzo), Bottega del Sole (Carpi e Mirandola), Vagamondi (Formigine), dalle Associazioni Venite alla Festa (Carpi e Soliera) e La Festa (Gruppo di Acquisto Solidale – Soliera) ed è sostenuta da Terra Ferma Emilia, il portale nato per mettere in circolo le buone pratiche per reagire al terremoto. Presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico di Piazza Grande è stato allestito un corner dove si possono acquistare

le strenne, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, e il sabato dalle 9.30 alle 12.30. Altri punti vendita si trovano: a Modena in Calle di Luca 16, a Vignola in via Portello 4, a Limidi di Soliera in via Carpi Ravarino 72, a Soliera in Piazza Sassi, a Formigine in via per Sassuolo 1, a Fiornao Modenese in via Vittorio Veneto 12, a Carpi in Corso Fanti 85 e 67, e a Mirandola in via C. Battisiti 10. Per info: www.nataleperlemilia.it.

Città per la vita La politica oggi Centro Ferrari

sensibilizzazione dei cittadini. Quest’anno l’evento si arricchisce di adesioni importanti: Parigi, Belgrado, Barcellona, solo per citarne alcune. Anche la città di Modena aderisce, accogliendo l’appello della Comunità di S. Egidio, con diverse iniziative. Questo

nuti della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, a cura del Teatro dei Venti. A seguire intervento del coordinatore del laboratorio teatrale, Stefano Tè, e di altri responsabili del progetto.

Inoltre la torre Ghirlandina, appositamente illuminata da un fascio di luce blu, costituirà il monumento– simbolo dell’impegno della città a favore dell’iniziativa. Per info: tel. 059 203 3779

Santa Rita

Solidarietà tra i fornelli

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il 30 novembre. La data è stata scelta perché ricorda la prima abolizione della pena capitale: quella del Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786. Oggi sono oltre 1500, tra cui 69 capitali nei cinque continenti, le città che prendono parte a questa Giornata, con iniziative a carattere educativo e spettacolare che vedono coinvolti monumenti o piazze-simbolo e con interventi mirati alla

il programma: alle 18 saluti dalla Preda Ringadora da Fabio Poggi, assessore comunale alla cooperazione internazionale, e Caterina Liotti, presidente del Consiglio Comunale. Alle 18.30 lettura di lettere e poesie di alcuni condannati a morte, alle 19 tè caldo e bensone offerti presso il Caffè dell’Orologio, alle 20 estratti e frammenti di “Caligola” di Albert Camus, in collaborazione con i dete-

enerdì 7 dicembre presso i locali della parrocchia di Santa Rita riapre il tradizionale mercatino con ricami, pizzi, tovaglie, presepi artigianali e altri prodotti preparati dal gruppo parrocchiale Caritas. Il ricavato dalla vendita degli oggetti servirà per aiutare le famiglie disagiate della parrocchie, già seguite dal gruppo Caritas. Inoltre sono ancora a disposizione alcune copie del ricettario frutto dell’esperienza culinaria di amici e parrocchiani, un’idea regalo “solidale” per le prossime feste. Questi gli orari di apertura del mercatino: venerdì 7 dicembre dalle 17 alle 19, sabato 8 dicembre dalle 8.30 alle 13 e dalle 17 alle 19, domenica 9 dicembre 8.30 alle 13 e dalle 17 alle 19, sabato 15 dicembre dalle 15 alle 19 e domenica 16 dicembre dalle 8.30 alle 13 e dalle 17 alle 19. Per informazioni, telefonare al numero 339/1879350.

Giornata internazionale della violenza contro le donne

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iovedì 29 novembre alle 18 presso la Sala C del Palazzo Europa, il Centro F. L. Ferrari invita a partecipare ad un incontro con Giuseppe Savagnone del Forum della Cei per il Progetto culturale, sul tema “I cattolici e la politica oggi: sette nodi da scogliere”.

Parrocchia Cittanova

Laboratorio e mostra presepi

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e hai un presepe curioso, originale o semplicemente vuoi aiutarci a rendere caldo il clima del Natale portaci il tuo presepe, ma anche un quadro, una scultura, un racconto corto con soggetto il presepe e la natività. I lavori ricevuti saranno esposti presso li locali della parrocchia di Cittanova dall’8 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013. Per info: tel. 059 2034030.

Borse di studio della Summer Scholl

Due studenti Unimore all’Europarlamento

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ono due laureati dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Andrea Mammi e Giorgia Berrino, i partecipanti alla Summer School Renzo Imbeni che hanno ottenuto le borse di studio e soggiorno per frequentare lo stage di quattro mesi al Parlamento europeo di Bruxelles. L’edizione del settembre 2012 della Summer school è stata dedicata a “L’Europa delle idee” e in sei giornate di lavoro sono intervenuti 38 relatori, tra i quali il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. I venti partecipanti sono stati selezionati tra oltre 60 richieste da tutta Europa sulla base di un solido percorso accademico e delle esperienze sviluppate all’estero. Le borse di studio e soggiorno (5 mila euro) sono state assegnate dopo le valutazioni di un test finale del corso.

Donne oggetto di stalking

La musica della Cattedrale

’aumentata attenzione per la privacy abbinata alla maggiore disponibilità di strumenti per violarla, una società sempre più individualistica che porta ad un approccio diverso nei confronti degli estranei sentiti spesso come pericolosi, il timore verso soggetti considerati aggressivi e violenti come i malati mentali o tutti coloro che in qualche modo vengono percepiti come “diversi”, la tendenza al ricorso alla legge penale per regolamentare comportamenti attinenti alla sfera sociale. Ma anche il cambiamento del ruolo della donna, che nel tempo è diventata meno disponibile a stare in relazioni poco soddisfacenti e la relativa non accettazione maschile del rifiuto. Sono i principali motivi che hanno portato alla criminalizzazione dello stalking, fenomeno noto dai tempi antichi ma solo recentemente diven-

i apre domenica 2 dicembre il tempo d’Avvento e, come ormai è consuetudine, ogni domenica alle ore 16.30 in Duomo la Cappella Musicale del Duomo di Modena nell’ambito de “La musica della Cattedrale” propone “I Vespri d’ organo - Preludio alla preghiera dei Secondi Vespri Capitolari”. Quest’anno i Vespri d’organo avranno come protagonisti diversi giovani organisti. Domenica 2 dicembre alle ore 16.30 il maestro Eugenio Becchetti all’organo eseguirà musiche di Morlacchi, Paisiello e Reubke, seguiranno alle 17.30 i secondi vespri capitolari cantati dalla schola gregoriana e alle 18 la messa sarà animata dalla schola cantorum “San Giovanni Bosco”.

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tato reato. A spiegarlo è stata la criminologa Laura De Fazio, relatrice di un incontro organizzato dal Soroptimist club di Modena lo scorso 24 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Alla serata erano presenti Ornella D’Orazi presidente di sezione del Tribunale di Modena e Giudice Tutelare, la dirigente amministrativa del Tribunale di Modena e Reggio Ivonne Pavignani, Maria Grazia Scacchetti del Forum donne Giuriste, Mirella Guicciardi componente del Comitato Tecnico presso il ministero delle Pari opportunità e vice presidente del Comitato Pari opportunità all’ordine forense di Modena, Giovanna Zanolini di Donne e Giustizia e Rita Cucchiara, che con la Laura De Fazio segue il progetto internazionale “Cyberstalking and young people”.

Cappella Musicale del Duomo

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NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

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Pianura

San Bellino e la sua gustosa tradizione Bagazzano di Nonantola ha celebrato domenica scorsa la festa del santo taumaturgo, famoso anche per i tortelli a lui dedicati

• Laura Solieri

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omenica scorsa, presso la parrocchia Beata Vergine Assunta di Bagazzano di Nonantola, grazie all’impegno del parroco don Emanuele Mucci e dei parrocchiani, si è tenuta la festa di San Bellino per ripristinare la tradizione dei tortelli di San Bellino. Nato nel 1090, di nazionalità tedesca, Bellino fu sacerdote e vescovo a Padova e si prodigò per la difesa e il recupero dei beni della chiesa e dei mona-

steri, nelle opere di carità verso i poveri, nella creazione di parrocchie (cappellae) affidate a sacerdoti, nell’emancipazione dei servi della gleba. Il 26 novembre 1147, mentre era in viaggio per Roma, nei boschi di Fratta Polesine fu trucidato da sicari inviati dai nobili padovani, cui aveva ripreso le terre ec-

clesiastiche, poi lasciato sbranare dai cani. La salma fu portata nella chiesetta di San Giacomo di Lugarano, poi in quella di San Martino di Variano, paese che prese il nome di San Bellino. La fama del vescovo si diffuse nelle diocesi di Padova, Adria e Rovigo, fu proclamato Santo e il suo culto si propagò e i miracoli a lui attribuiti si manifestavano nei confronti di devoti infortunati nei lavori dei campi e degli ammalati, ed era invocato contro le morsicature dei cani rabbiosi. Anche nella bassa modenese giunse la fama di questo santo taumaturgo e in particolare a Nonantola, la cui Abbazia era in stretto contatto con la città di Padova. In particolare, a Bagazzano di Nonantola, vi era un’antichissima stele in marmo con una statua di San

Bellino; oggi all’incrocio di via Rebecchi con via Maestra di Bagazzano una maestà più recente è dedicata al Santo e racchiude una statua in terra cotta, raffigurante San Bellino, opera dello scultore don Gianni Gilli, che nel volto del Santo ha ripreso i tratti di don Arrigo Beccari. Al culto di San Bellino si legò una tradizione singolare: la popolazione, il 26 novembre di ogni anno, si radunava davanti alla stele a pregare, per poi radunarsi sui prati per una allegra merenda a base di tortelli. Da questa usanza è rimasto il nome della località in prossimità della stele, cioè Pre’ Turtel. Domenica scorsa, durante la festa, è stata anche presentato il fascicolo “Pulitura e recupero dell’icona di Maria Regina con Gesù Bambino nella chiesa di Bagazzano”, edito in collaborazione con il Centro Studi Storici Nonantolani. Il pomeriggio si è concluso con una doverosa degustazione del famoso “tortello” di San Bellino.

Il mio cammino di gioia Intervista ad Andrea Ballarin, il seminarista di Bomporto, che domenica scorsa ha ricevuto l’ammissione tra i candidati al presbiterato

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• Laura Solieri

a scorsa domenica si è celebrata la giornata del Seminario e in questa occasione,

in cattedrale a Modena, otto seminaristi hanno compiuto un passo importante nel loro cammino di fede. Tra questi c’era anche Andrea Ballarin, 21 anni, della parrocchia di Bomporto, che ha ricevuto l’ammissione tra i candidati al presbiterato, al quale abbiamo chiesto come ha vissuto la preparazione a questo passo importante. «Questo passo importante si presenta dopo 2 anni di seminario, all’inizio del mio terzo anno, e segna un cammino già cominciato, quello verso il sacerdozio – spiega Andrea –. In

Nonantola

questi due anni, e soprattutto questa estate, mi sono accorto sempre più che la vita del prete diocesano sembra essere la forma di vita adatta a me, il Signore ha scelto per me. Ora più che mai ricomprendo e ravvivo quella prima scelta di due anni fa di entrare in seminario, e mi rendo conto anche di motivazioni che prima non vedevo. In generale – prosegue Andrea – quello che ho trovato in questi primi due anni, e che io intendo come il germe di quello che potrebbe essere una vita da presbitero, è una grande libertà, che ha come sfondo la

volontà del Signore, e anche la certezza che ai suoi occhi, e nelle sue mani, io posso essere strumento d’amore per gli altri. Mi sento felice, perché certamente è tanta gioia quella che trovo giorno dopo giorno vivendo in seminario. Certo, le difficoltà non mancano, ma penso che sia lo stesso in ogni ambito della vita, anche per chi è fidanzato, per chi si prepara a diventare frate... Però anche queste difficoltà sono affrontate con la forza del Signore che mi sorregge, e al mio fianco ho una comunità di 17 confratelli che camminano con me».

Villanova

Medolla

Nuova chiesa per Villafranca • Iago Fregni

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abato 8 dicembre sarà consacrata la nuova chiesa di Villafranca di Medolla, alla presenza di mons. Antonio Lanfranchi e delle autorità civili. Ecco l’immagine della nuova chiesa al fianco della vecchia, fortemente colpita dalla scosse di terremoto dello scorso maggio.

Medolla

Post terremoto: come assicurarsi? S

ono molti i cittadini e le imprese che, dopo il terremoto del 2029 maggio, chiedono se e come ci si può assicurare contro le catastrofi naturali. Di un intervento privato e pubblico in questo campo e delle possibili evoluzioni future si parla nel convegno in programma lunedì 3 dicembre a Medolla. L’iniziativa si svolge alle 17 nell’auditorium della biblioteca comunale (piazza Donatori di sangue 1) ed è organizzata da Insieme, la cooperativa di utenti in campo assicurativo (unica di questo tipo in Italia) promossa da Confcooperative Modena nel maggio 2010. «Insieme assicura autovetture, autocarri e motoveicoli – spiega il direttore di Confcooperative Modena, Cristian Golinelli -. Dopo il sisma molti nostri soci ci hanno chiesto come ci si può coprire dal rischio di eventi naturali catastrofici. Nel convegno di Medolla parliamo delle possibili soluzioni insieme a esperti di livello nazionale». Condotto dalla giornalista Rossana Caprari e aperto al pubblico, il convegno si apre con i saluti di Alberto Silvestri, sindaco di San Felice, dello stesso Golinelli e di Massimo Alberghini, direttore Apima Modena. Doriano Castaldini, docente al dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’Università di Modena, illustra le cause ed effetti ambientali del terremoto del 20-29 maggio; interverranno poi Filippo Emanuelli, amministratore delegato della Belfor Italia e Alessandro Cioci, direttore assicurativo di Itas Mutua. Concludono Marco Gozzi, responsabile assicurazioni gruppo trebbiatori e motoaratori Bassa Modenese, e Antonio Fierro, della cooperativa Insieme.

Abbazia, la Regione Ringraziamento e Cristo Nonantola Finché morte non ci separi? sblocca mezzo milione Re a San Bartolomeo

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a Regione Emilia Romagna, accogliendo le priorità indicate dall’Amministrazione comunale, ha destinato al restauro dell’Abbazia di Nonantola 500 mila euro provenienti dalle donazioni degli sms solidali. Mons. Lanfranchi dichiara la sua soddisfazione: «L’importante somma permetterà di affrontare i lavori necessari per riaprire l’Abbazia, dopo il sisma che l’ha duramente colpita. Ringrazio il sindaco Borsari di averla indicata tra le priorità del territorio. L’Abbazia infatti è insieme spazio della liturgia e del rendimento di grazie e monumento della storia e della cultura di una comunità per la quale, come dimostra anche la Partecipanza, è stata promotrice di civiltà. Rendere di nuovo accessibile l’Abbazia renderà possibile ancora oggi questa testimonianza così intensa e significativa». «Siamo molto soddisfatti per lo sblocco di questi fondi che consentono di iniziare a progettare il recupero dell’Abbazia, che per la comunità nonantolana rimane una priorità da più punti di vista, questo anche pensando alle celebrazioni secolari che la interesseranno nel 2013 e 2014 – ha dichiarato il sindaco di Nonantola Pier Paolo Borsari.

• franco mantovi

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oincideva quest’anno con la festa di Cristo Re la giornata del ringraziamento per la gente dei campi nella parrocchia di San Bartolomeo a Villanova, sulla sponda sinistra del fiume Secchia. All’offertorio della messa comunitaria, presieduta dal parroco don Geraldo Gomes, si è rinnovato l’omaggio simbolico dei prodotti tipici di quell’area verde privilegiata, con produzione di mele e pere di qualità. Immancabile la benedizione liturgica a trattori e carri agricoli di quelle fertili aree di campagna, beneficiate dalle acque del fiume. Quindi, pilotati dal commendator Maurizio Guerzoni e da Loretta Sala, i volontari di cucina hanno accolto nella grande tavolata a scopo benefico capi-famiglia con consorti, figli e nipoti e sostenitori al seguito. La mensa era allestita nel grande salone, edificato mattone su mattone fra mille ristrettezze nel primo dopoguerra da don Goffredo Polacchini, e che dagli anni ‘70 ospita le artistiche Natività costituenti il prestigioso “Museo dei presepi di Villanova” voluto da don Sesto Serri, morto proprio dieci anni fa.

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opo l’anteprima di domenica scorsa, 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, prosegue il ciclo di incontri organizzato da Fondazione Villa Emma, Nonantola Film Festival e Comune di Nonantola ed intitolato “Finché morte non ci separi?”. Martedì 4 dicembre alle ore 21 verrà proiettato al Teatro Trosi di Nonantola il film “Ti do i miei occhi” del regista Iciar Bollain. La pellicola, prodotta in Spagna nel 2003 e premiato Festival del Cinema di San Sebastian, parla della violenza contro una donna all’interno di un ambiente familiare, che invece di proteggere, talvolta accentua e fa esplodere il fenomeno. La proiezione del film, che ha vinto 7 premi Goya tra cui migliore attore a Luis Tosar e migliore attrice a Laia Marull, sarà ad ingresso gratuito. Giovedì 6 dicembre alle ore 21 la rassegna proseguirà con una riflessione pubblica sulla violenza contro le donne. All’incontro, condotto dalla giornalista Mariapia Cavani, parteciperanno Maria De Marco, già assessore alla Cultura e alle Pari opportunità dell’VIII municipalità di Napoli (quella con Scampia), lo psicologo Giorgio Penuti del Centro Liberiamoci dalla violenza dell’Ausl di Modena e Cinzia Vaccari, autrice de “La ragazza in bicicletta” (Fabbrica dei segni editore, 2012).


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NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

Pedemontana

A Spezzano un parco dedicato al piccolo eroe pakistano che lottò contro la schiavitù minorile e per la difesa dei diritti dei più piccoli

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i è tenuta nei giorni scorsi a Spezzano l’intitolazione del parco pubblico di via Loira a Iqbal Masih, il bambino pakistano ucciso a soli 13 anni per il suo impegno nella lotta alla schiavitù minorile e alla difesa dei diritti dei più piccoli. La proposta di dedicare questo spazio verde al piccolo eroe pakistano, in concomitanza con le celebrazioni per la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia che si è svolta lo scorso 19 novembre, è venuta

24 formiginesi tra i ragazzi coinvolti nel progetto ‘Disabili e sport’

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ono 24 i ragazzi di Formigine, Casinalbo e Magreta che prendono parte al progetto ‘Disabili e sport’ che coinvolge giovani delle scuole medie inferiori e superiori con l’obiettivo

di aumentare le opportunità di integrazione sociale attraverso la pratica sportiva utilizzandola come strumento di crescita e di valorizzazione delle specifiche capacità di ogni ragazzo diversamente abile. Tutti i ragazzi formiginesi svolgono, insieme o divisi in gruppi a seconda delle diverse disabilità, una specifica attività motoria una volta la settimana in orario scolastico, ma in un’ora aggiuntiva rispetto al programma curriculare. In quest’ora sono accompagnati dai propri insegnanti di sostegno e da 2 o 3 compagni di classe, che fungo-

I ragazzi non dimenticano Iqbal dal Consiglio comunale dei ragazzi ed è stata accettata con entusiasmo dall’amministrazione fioranese. Nel corso della cerimonia di intitolazione sono stati letti, accompagnati da musica dal vivo, brani che raccontano la vita di Iqbal e altri sul tema dello sfruttamento minorile. Vita, quella di Iqbal che è stata prematuramente interrotta il 16 aprile 1995, quando venne assassinato mentre andava con la sua bicicletta in chiesa.

Iqbal Masih nacque nel 1983 in una famiglia molto povera.

Quando aveva cinque anni, la sua famiglia si indebitò per

pagare le spese matrimoniali della primogenita, e Iqbal fu venduto dal padre al direttore di una fabbrica di tappeti, per il prestito di 26 dollari. Così fu costretto a lavorare ingiustamente come uno schiavo, incatenato a un telaio, per circa quattordici ore al giorno, per guadagnare solo una rupia (1 centesimo di euro). Lì conobbe molti ragazzini come lui, ad esempio un ragazzino un po’ più grande, la cui sorellini era violentata dal direttore, e molti altri. Cercò parecchie volte di sfuggire al direttore della fabbrica, ma veniva trovato subito, e appena

no da tutor nell’attività sportiva proposta. Il progetto terminerà con una festa che si svolgerà al Campo Scuola di Modena cui parteciperanno tutti i ragazzi coinvolti nel progetto di tutta la Provincia. L’iniziativa è infatti di carattere provinciale e si avvale della collaborazione e sostegno economico dei Comitati provinciali del Coni, del Centro Sportivo Italiano, della Ausl - Medicina dello Sport , della Provincia di Modena e di undici comuni tra cui Formigine. Ben 25 gli istituti scolastici coinvolti sul territorio provinciale. Il coordinatore del progetto è il Paolo Zarzana, laureato in scienze dell’educazione e specializzato in attività motorie per soggetti diversamente abili così come tutti gli operatori coinvolti nel progetto. Dopo gli eventi sismici del maggio scorso il progetto “Disabili e Sport” si rivolge con un occhio particolare alle zone colpite della bassa modenese. Hanno aderito infatti, le scuole medie inferiori di Concordia, le scuole medie inferiori di S. Felice e Camposanto, oltre a moltissime scuole medie superiori di Finale e Carpi. “Ci identifichiamo pienamente negli obiettivi di questo progetto - spiega il sindaco Franco Richeldi Abbiamo infatti sempre pun-

tato sullo sport anche come importante funzione sociale sotto il profilo della formazione e della tutela della salu-

te dei cittadini, nonché dello sviluppo delle relazioni e del miglioramento degli stili di vita”.

Lo sport per tutti Castelnuovo

Nel dicembre del 1994 ottenne un premio di 15.000 dollari sponsorizzato dall’azienda di calzature, con il quale Iqbal, avrebbe voluto finanziare una scuola nel suo paese. Ricevette una borsa di studio, ma la rifiutò: aveva deciso di rimanere in Pakistan per aiutare ancora i bambini del suo paese. Grazie a lui circa tremila piccoli schiavi poterono uscire dal loro inferno: sotto la pressione internazionale il governo pakistano chiuse decine di fabbriche di tappeti. A soli 13 anni Iqbal Masih venne assassinato. La polizia pakistana, in accordo con la mafia che l’aveva ucciso, scrisse che l’assassinio derivava da una discussione tra Iqbal e un contadino. Alcuni testimoni però affermarono di aver visto una macchina dai finestrini oscurati avvicinarsi a lui mentre era in bici e qualcuno, al suo interno, aprire il fuoco contro Iqbal.

Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena tel. e fax. 059/344885 - redazione@nostrotempo.it Curia: tel. 059/2133866 - fax. 059/347326 - 059/2133805 Realizzazione e impaginazione: MediaMo

In ricordo di Sante Bortolamasi • franco mantovi

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uesta volta domenica 2 dicembre toccherà al figlio Stefano preparare, a regola d’arte culinaria tradizionale, ogni cosa per la festa del maxi-zampone preparato, poi servito a tutti, generosamente, in piazza a Castelnuovo di fronte alla chiesa di San Celestino. Per oltre vent’anni, a cominciare dal 1997, a occuparsi di tutto c’era lui, Sante Bortolamasi, cavaliere al merito della Repubblica e detentore di molti record nel “Guinness dei Primati”. Il cavaliere Sante (conosciuto come “il re dello zampone”) era, accanto ai fratelli Carlo e Giorgio, esperto “acconciatore di carne suina”. Fu per tutta la vita, stroncata improvvisamente due mesi fa a 68 anni, persona generosa e intraprendente; la più bella attestazione di affetto collettivo al “re dello zampone” è avvenuta all’ultimo cristiano saluto ufficiale presieduto dall’arciprete don Isacco Spinelli accanto alle autorità locali ed una folla di compaesani. Anche il cronista che si onorava di saperlo sempre “amico dal tempo di don Antonino” ha voluto ricordarlo in vista della festa tradizionale, a valorizzazione della carne suina che sta per ripetersi magistralmente all’ombra del Torrione.

Castelvetro

Il punto sulla violenza alle donne

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tornati in fabbrica, lo puniva gettandolo in una cisterna sotterranea chiusa da una grata quasi senza aria. Un giorno del 1992 uscì di nascosto dalla fabbrica/prigione e partecipò, insieme ad altri bambini, ad una manifestazione del “Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato”, nella quale, si celebrava la «Giornata della Libertà», in cui Iqbal decise spontaneamente di raccontare la sua storia e la condizione di sofferenza degli altri bambini nella fabbrica di tappeti in cui lavorava. Gli avvocati del sindacato contribuirono a liberare lui e tutti gli altri bambini schiavi del lavoro minorile. Dal 1993 Iqbal cominciò così a tenere una serie di conferenze internazionali sensibilizzando l’opinione pubblica mondiale sui diritti negati ai bambini nel suo paese e contribuendo al dibattito sulla schiavitù mondiale e sui diritti internazionali dell’infanzia.

n incontro per fare il punto su quanto fatto e su quanto ancora è da fare per contrastare una delle maggiori piaghe del nostro paese: la violenza alle donne. In occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne il comune di Castelvetro ha organizzato per venerdì 30 novembre alle 20.30, presso la Sala Consiglio, la serata “Denunciamo la Violenza” in collaborazione con Unione Terre di Castelli , Asl Distretto di Vignola, Associazione Gruppo Donne e Giustizia di Modena. L’appuntamento prenderà il via con il saluto dell’amministrazione comunale e della commissione pari opportunità e proseguirà con la presentazione del protocollo operativo del distretto di Vignola per contrastare la violenza sulle donne, con interventi di Emilia Muratori, Sindaco di Marano s/P. e Angelo Vezzosi, Direttore Distretto di Vignola Ausl Modena. A seguire verrà presentato il libro “Per non dargliela vinta” scritto da Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto, uccisa dal marito nel 2009. L’autrice del libro dialogherà con la scrittrice la giornalista della Gazzetta di Modena Claudia Benatti e con Giovanna Zanolini, presidente dell’Associazione Gruppo Donne e Giustizia di Modena.

Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Elena Cristoni, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Massimo Nardello, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, mons. Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Benedetta Bellocchio, Iago Fregni, Franco Mantovi, don Nardo Masetti, Francesco Panigadi, don Gabriele Semprebon, Laura Solieri, Luca Tentori, don Stefano Violi Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Luigi Esposito Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 2100 copie Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento Rinnovo abbonamento per il 2013: 45 € Per i nuovi abbonati saranno inviati in omaggio i numeri di novembre e dicembre 2012. Modalità di pagamento: - Conto corrente bancario aperto presso la Sede di Modena del Banco Popolare (ex BSGSP) - IT 78 A 05034 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena - Conto corrente postale n. 14614416 intestato a “Nostro Tempo settimanale cattolico modenese ” Corso Duomo 34, 41121 Modena - Presso gli uffici pastorali della Diocesi, in via Sant’Eufemia 13 a Modena - Presso la Galleria Incontro Dehoniana, in corso Canalchiaro 159 a Modena Per informazioni: tel. 059 2133867 il lunedì e il giovedì ore 9-12 abbonamenti@nostrotempo.it Pubblicità Contattare MediaMo tel 059/350269 - info@mediamo.net


NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

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Appennino

A Pavullo la chiusura del processo diocesano per la beatificazione di don Luigi Lenzini

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abato 24 novembre, a Pavullo nella Chiesa parrocchiale, alle10.30,mons. Antonio Lanfranchi ha solennemente chiuso la fase diocesana del processo sulla vita e sulla dichiarazione di martirio in odium fidei del Servo di Dio don Luigi Lenzini. Lungo è l’elenco dei sacerdoti e religiosi presenti (oltre trenta) che hanno testimoniato l’attenzione e la stima della nostra Chiesa per questo umile sacerdote diocesano. Presenti le autorità civili: il sindaco di Pavullo Romano Canovi e l’assessore del comune di Fiumalbo Andrea Nardini. Da Fiumalbo sono giunti a Pavullo anche i membri delle

Testimone della Verità Confraternite dei Bianchi e dei Rossi; numerosi, infine, i Lenzini, parenti del Servo di Dio, da Fiumalbo, Semelano, Zocca, Sestola e Faenza (tra questi il prof. Pietro Lenzini, autore dell’immagine del martirio ora affissa nella chiesa e riprodotta sui manifesti). Nell’omelia, l’arcivescovo, riprendendo la lettura breve dell’Ora Terza (1 Pt, 5,10-11) ha ricordato la promessa che “il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla Sua gloria eterna in Cristo, vi confermerà e renderà forti e saldi. Don Lenzini è stato martire, cioè testimone della verità di Dio. La sua battaglia era contro il male, non contro qualcuno. Noi non dobbiamo mai combattere contro gli uomini, neppure contro quelli che ci attaccano. Il santo può in apparenza essere vinto dal male, in realtà è vincitore, testimone dell’amore più forte del male. Egli ha proclamato

L’assessore provinciale all’Agricoltura Tomei: “Col Psr miglioriamo l’economia del territorio e diamo slancio al turismo”

U sempre i valori legati al Vangelo, nella consapevolezza che in essi è contenuta la verità di Dio e la verità dell’uomo”. Tutti i documenti raccolti, sigillati con la ceralacca e il sigillo dell’arcivescovo, saranno consegnati alla Congregazione per le cause dei Santi a Roma.

n piano ambizioso di interventi, in buona parte già realizzati. Gian Domenico Tomei, assessore all’Agricoltura della Provincia di Modena, ha fatto il punto sul Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna, ed in particolare sull’Asse 3. La Provincia di Modena ha presentato e finanziato, attraverso il fondo europeo per lo sviluppo agricolo nelle zone rurali, diversi progetti. Come sta procedendo il lavoro? Possiamo fare un primo bilancio delle attività svolte. L’Asse 3 del Programma di Sviluppo Rurale finanzia le diversificazioni delle aziende agricole, agriturismi, fattorie didattiche, attività collaterali (fotovoltaico, agroenergie), ma anche il miglioramento del territorio rurale. Abbiamo finanziato oltre 150 interventi per un importo complessivo di oltre 12,5 milioni di euro, di cui 5 milioni già liquidati ai diversi soggetti. In particolare gli interventi relativi alle biomasse e alle agroenergie sono stati cofinanziati dagli enti pubblici. Insieme alle Amministrazioni comunali abbiamo costruito centraline a biomasse per il riscaldamento di

L’arte di invecchiare

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iunte alla fine della nostra attività lavorativa, ci siamo trovate a dover costruire una quotidianità totalmente diversa, e purtroppo accade di frequente che ci si senta disorientate e frastornate, nel dover trascorrere giornate che sembrano interminabili. Da parte attiva della società, perfettamente inserite nel tessuto sociale, venendo meno l’impegno lavorativo, ci si sente a volte emarginate, relegate nel proprio “angolo”, come se il nostro compito fosse esaurito. In questi casi, dunque, è opportuno farsi aiutare ad intraprendere un percorso che ci aiuti a prendere coscienza del ruolo tutt’altro che marginale che ancora possiamo ricoprire nella società, nell’’ambito familiare e nei più svariati contesti, come ad esempio il volontariato. Vorremmo essere protagoniste della nostra vita, costruire la nostra quotidianità e a sfruttare tutte quelle occasioni che ci permettano di confrontarsi e di socializzare. Anteas unitamente al Coordinamento donne ha aderito ad un progetto sul territorio denominato “Cercasi Nonne” nell’ambito dell’anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Negli asili nido i bimbi piccolissimi devono poter gattonare in un ambiente, se non asettico, perlomeno pulito.

Si è pensato alla produzione delle sovrascarpe in tessuto che dovranno essere indossate al fine di non introdurre sporco negli ambienti. Ecco l’intervento delle nonne... dovranno cucire 600 pezzi di tessuto, 300 calzari in stoffa (soprascarpe) destinate ai bimbi degli asili nido “Cappuccetto Rosso e “Barbapapà”. Non sarà un lavoro a cottimo, non sarà un’attività lavorativa da “timbro il cartellino”, sarà un impegno di alcune ore settimanali: nonne attive effettueranno l’assemblaggio di questi piccoli manufatti. Impegno attivo, tempo libero donato gratuitamente, voglia di stare in compagnia e cooperazione ad un progetto solidale tra le generazioni, questo è quanto ci ha stimolato ad aderire a questa bella iniziativa. Carla Montanari - Fnp Vignola

L’Appennino ritrovato grazie ai fondi europei

scuole e uffici, con un notevole risparmio economico e l’utilizzo di energia pulita e locale, un valore per il territorio agricolo e per l’impatto ambientale. Altro filone importante è quello relativo alla sistemazione di strade rurali: abbiamo finanziato oltre 50 strade nel territorio della montagna modenese, interventi fondamentali per l’effettivo miglioramento del territorio rurale. Oltre ai settori delle energie alternative e della viabilità, in quali altri settori siete intervenuti? Abbiamo iniziato un percorso di valorizzazione dei borghi antichi, interventi che valorizzano un territorio e lo sviluppano, e soprattutto in Appennino i risultati sono stati davvero sorprendenti. Per quanto riguarda le aziende, abbiamo lavorato sulla rete acquedottistica, con nove interventi. Come sono stati ripartiti gli interventi dal punto di vista territoriale? Per quanto riguarda il nostro Appennino, non c’è un Comune che non sia stato toccato da questi finanziamenti. Come prevede la Comunità Europea, ora siamo nella fase di divulgazione dei risultati raggiunti, così anche i cittadini possono verificare come questi finanziamenti siano stati spesi. Sono certo che

il giudizio sarà positivo, perché questi interventi hanno concretamente migliorato l’economia del territorio. In che modo gli interventi del Psr svilupperanno il turismo nell’Appennino modenese? In particolare attraverso gli agriturismi sarà possibile far conoscere e apprezzare l’Appennino e i suoi prodotti. Sarà un guadagno per le aziende agricole che mettono a valore le proprie produzioni e danno ospitalità, ma saranno anche un punto di riferimento per un turismo che voglia scoprire i prodotti della nostra terra. Gli agriturismi devono raggiungere l’80 per cento di prodotto utilizzato proveniente da aziende agricole dell’Emilia Romagna durante la somministrazione dei pasti.

Giandomenico Tomei

A cura di

Federazione Nazionale Pensionati Sindacato Territoriale di Modena 41124 Modena - via Emilia Ovest, 101 Tel 059/890846 - Fax 059/828456


Domenica 2 dicembre 2012

Missioni

Testimoni del Vangelo tra le armi

Portare il messaggio di Cristo in mezzo ai conflitti: l’esperienza di due missionari modenesi impegnati in zone di guerra • Francesco Panigadi

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a settimana appena trascorsa è stata ancora una volta caratterizzata dalle notizie di guerra che ci sono arrivate da Israele e Palestina, ma anche dal Nord Kivu, nella

Repubblica Democratica del Congo. Si tratta, in entrambi i casi, di situazioni che si trascinano da parecchi anni, che vedono momenti di pace (per la verità molto apparente e precaria) alternarsi a momenti di conflitto con parecchie vittime innocenti. Non voglio e non sono in grado di raccontare le motivazioni che portano a queste guerre ma è chiaro a tutti che in una situazione di conflitto sono sempre i più deboli ad avere la peggio. Due missionari modenesi ci hanno scritto da questi territori. Anna Iotti, piccola sorella di Gesù, da parecchi anni in Israele, a Be’er Sheva, dice: “Consolazione e forza pensare al vostro ricordo e alla vostra preghiera. Sì, da una settimana riceviamo tanti missili; sentiamo l’allarme e abbiamo un minuto e mezzo per scendere le scale e raggiungere, insieme a tutti i nostri vicini, il rifugio e aspettare di sentire il o i “boom” delle esplosioni. Generalmente sono intercettati da un antimissile. Nella Fede e nella Speranza preghiamo insieme per i due popoli straziati della Terra di Gesù. Grazie dal pro-

fondo del cuore”. Don Piero Gavioli salesiano originario di Massa Finalese e ora a Goma (Rep. Democratica del Congo) racconta. “Abbiamo passato una giornata tranquilla: ieri notte ci sono stati scontri a fuoco fin verso le 23, poi silenzio. Stamattina abbiamo saputo che i ribelli dell’M23 hanno occupato i quartieri Nord di Goma (tra i quali Ngangi), hanno circondato l’aeroporto e continuato ad avanzare verso ovest. Durante tutta la mattinata, ci sono stati spari, sempre più lontani per noi. A mezzogiorno praticamente tutta la città era in mano ai ribelli. I soldati dell’esercito regolare si sono ripiegati verso Sake, a 30 km da Goma. La radio nazionale dice che preparano la riconquista della città e della regione. Se è così, la popolazione di Goma dovrà ancora soffrire molto. Ci sono stati tanti morti tra i militari e anche tra i civili, uccisi da pallottole vaganti o da bombe fuori bersaglio. Speriamo che la saggezza dei dirigenti e la pressione internazionale impongano una soluzione pacifica che rispetti i diritti della gente e dei bambini. Oggi avremmo voluto celebrare la giornata commemorativa della Convenzione dei diritti dei bambini, avevamo previsto un bel programma per gli allievi della scuola: ci siamo accontentati di dare qualche biscotto nutritivo ai circa 5000 bambini rifugiati nel Centro Don Bosco. A Ngangi, oggi è stata una giornata di attesa. I rifugiati si sono sistemati meglio nelle aule, le mucche – rifugiate anche loro – sono state portate al pascolo fuori. Data l’insicurezza in città, i camion delle ONG non hanno potuto portarci l’acqua, il cibo, i medicinali. Per fortuna, il pericolo del colera sembra ristretto a pochi casi. Nel pomeriggio, quando si è saputo che la città era interamente nelle mani dei ribelli, le famiglie dei dintorni che si erano rifugiate nel Centro per avere una più grande sicurezza sono ritornate a casa loro. Prevediamo che il movimento di ritorno potrà continuare ed allargarsi domani: pensiamo di dare, con l’aiuto del Pam (Progamma Alimentare Mondiale), un po’ di cibo per i primi giorni. Per i profughi che vengono da più lontano, speriamo che la Croce Rossa possa orga-

nizzare dei convogli di camion. Il Centro potrebbe svuotarsi in una settimana, per permettere ai 3300 allievi (dalla scuola materna alla scuola professionale) di ritrovare le loro aule e di riprendere i corsi interrotti. Grazie a tutti voi che ci avete scritto, che ci sostenete con la preghiera e la solidarietà. I vostri messaggi ci fanno bene. Qualcuno mi ha chiesto che cosa può fare per aiutarci. Ho risposto: far girare l’informazione, per creare un movimento di opinione pubblica capace di far pressione su quelli che ci governano, perché facciano di tutto per mettere la parola fine alla guerra che in questa regione dura da quasi 20 anni. Per un eventuale aiuto economico, si può passare attravero il Vis. Intestazione conto: Vis presso Banca popolare etica. Iban: it70f0501803200000000520 Causale: per i rifugiati di Ngangi-Goma. Siamo senza elettricità, rispondiamo quando possiamo ai messaggi. Nel nostro dispensario è nato un altro bambino, il quarto in questi tre giorni. Viva la vita! Grazie di nuovo, in comunione di missione e di preghiera”.

La messa missionaria mensile

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l 3 dicembre sarà celebrata la messa missionaria mensile. L’appuntamento è a Magreta per le ore 19. La celebrazione sarà presieduta da don Federico Pigoni, con la testimonianza di Anna Messora, rientrata da poco dal Madagascar. Dopo la messa sarà possibile fermarsi e cenare insieme. Chi vorrà fermarsi è invitato a portare qualcosa da condividere. A seguire, intorno alle 21, sarà possibile approfondire la testimonianza di Anna Messora.

Grazie a voi piccola sorella Anna e don Piero, perché una volta di più ci testimoniate che la missione è anche condividere (vivere con), nei momenti più facili come in quelli difficili, in Medio Oriente, in Africa ma dovunque vogliamo essere testimoni del Vangelo di Gesù. Ci impegniamo a pregare per voi, per i popoli in mezzo ai quali vivete e per chiedere al Signore il dono della Pace e la conversione dei cuori.


NostroTempo

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Attualità

Il dibattito in consiglio provinciale sul riordino. Mazzi (Pdl): “Salvaguardare le risorse del territorio”

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un dato politico irreversibile che le province, così come le abbiamo conosciute, vanno verso il superamento delle loro funzioni e che sta nascendo un ambito politico diverso. Ed è necessario che noi accompagniamo questo processo». «È questo il presupposto dal quale è partito il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini nella comunicazione data al Consiglio provinciale in seguito all’ultimo decreto sul riordino approvato dal Governo. Partendo da questo dato, il presidente ha però sottolineato alcune forzature contenute nel decreto come la modalità «non giusta» con la quale dall’1 gennaio 2013 gli assessori, «scelti dal presidente e che fanno parte della squadra, saranno

Sabattini: “Tutelare i dipendenti della provincia” dimissionati: una scelta iniqua, che sa molto di licenziamento in tronco, mentre invece l’intera squadra dovrebbe arrivare alla fine del percorso. Sarebbe inoltre naturale – ha proseguito il presidente – arrivare alla fine della consigliatura, soprattutto perché dobbiamo chie-

derci se sia possibile mandare a casa con un decreto chi è stato eletto dal popolo, consiglieri e presidente». Per Sabattini, nel cambiamento dell’assetto delle province il primo elemento di preoccupazione «è quello dei dipendenti che devono avere

delle certezze: era previsto un tavolo di discussione su questo tema che poi nella stesura finale del decreto è scomparso e bisogna che sia ripristinato». Il presidente infine ha ribadito che il processo di rinnovamento delle province sia accompagnato dalla riorganizzazione di prefetture, motorizzazione civile, uffici scolastici, Camere di commercio. Subito dopo l’intervento del presidente, Dante Mazzi, capogruppo Pdl, ha presentato un’interpellanza sul futuro delle risorse umane e del patrimonio dell’ente, domandandosi che fine faranno «nel processo di accorpamento con Reggio le risorse economiche e immobiliari, che sostanzialmente appartengono alla comunità modenese che vi ha contribuito pagandole tasse, e gli investimenti. Tanto più che noi abbiamo il tema della ricostruzione post terremoto per la quale non abbiamo aiu-

Etica della vita

I medici americani e la pena di morte • don gabriele semprebon*

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e modalità della pena capitale negli Stati Uniti sono state molteplici, iniziando dalla fucilazione per poi passare all’impiccagione, alla camera a gas, alla sedia elettrica ed infine all’iniezione letale. Nessuna delle pratiche pare essere sicura nell’osservanza dell’ottavo emendamento della Costituzione, che proibisce le esecuzioni punitive, crudeli e inusuali. Infatti, il plotone d’esecuzione può sbagliare mira, l’impiccato, dopo rottura di una delle prime vertebre, ha il blocco del diaframma con conseguente morte lenta per soffocamento. L’asfissia da gas, poi, avviene in modo ancora più lento dell’impiccagione in quanto il gas disattiva un enzima (citocromo ossidasi) indispensabile per l’utilizzo fisiologico dell’ossigeno portando così a morte lenta il soggetto. Nella morte attra-

verso la sedia elettrica spesso il detenuto prende fuoco e difficilmente muore alla prima scarica. L’iniezione letale, oggi l’unico metodo approvato, sembra il migliore utilizzato finora. All’inizio si somministra una dose elevata di sodium thiopental, che produce la cessazione dell’attività elettrica cerebrale, con conseguente arresto cardiocircolatorio, poi, mentre il detenuto si agita per le convulsioni, si somministra pancuronio per paralizzare la muscolatura ed infine si somministra una potente dose di potassio, per ottenere un rapido arresto cardiaco. In molti stati, dov’è in vigore attualmente la pena di morte, si prevede la presenza di un medico che assista le procedure, in modo che siano eseguite correttamente, secondo un decreto emanato da un tribunale distrettuale statunitense il 14 febbraio del 2006, contrastando però, in questo modo, la deontologia medica. L’Ordine dei Medici della California,

l’Ordine nazionale dei medici e l’Associazione americana degli anestesisti si opposero vigorosamente al decreto in quanto contrasta l’etica professionale: i medici non fanno i boia. Purtroppo però, alcuni medici e infermieri, contravvenendo al loro codice etico, presero parte alle esecuzioni. Malgrado le proteste dei medici, trentacinque dei trentotto stati dove vige la pena di morte autorizzano la partecipazione dei medici alle esecuzioni. Diversi sarebbero i temi da affrontare, prescindendo ovviamente dalla pena di morte in sè. Deontologicamente parlando, si configura una disobbedienza di alcuni medici al loro codice deontologico e l’ingerenza della Legge sulla libertà dei professionisti. Comunque sia la medicina diventa uno strumento di morte e questo è intollerabile... ma il detenuto condannato è in realtà un paziente? * In collaborazione con il Centro di Bioetica Moscati

ti». Tra le reazioni dei consiglieri, per Ennio Cottafavi (Pd) il Governo «sta andando oltre il suo mandato decidendo di riordinare gli organismi elettivi senza prima aver modificato la Costituzione e togliendo di fatto sovranità ai cittadini, però nessuno protesta e nessuno si preoccupa di come e da

chi verrà svolto il ruolo delle Province. Inoltre si è deciso l’accorpamento senza prima aver delineato come ci si dovrà riorganizzare». Secondo Fabio Vicenzi (Udc), non facendo ricorso «la Regione ha tenuto un comportamento responsabile nel percorso riformatore iniziato, bene o male, con questo Governo dopo che la politica

non è stata in grado di intraprenderlo. Dobbiamo lavorare con la Regione per capire come vogliamo riorganizzare l’intero sistema, penso che il tema vero sia l’unificazione dei comuni che dovrà accompagnare l’accorpamento delle province: è un percorso che va governato al meglio delle nostre possibilità».

Associazione Porta Aperta

SportelloAntidiscriminazione

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resso l’associazione di volontariato Porta Aperta (Strada Cimitero San Cataldo 117 Modena), da ottobre 2012 è operativo uno Sportello Antidiscriminazione, aperto tutti i giovedì dalle 16.00 alle 18.30. Compito dello sportello è fornire assistenza a chi si ritiene vittima di comportamenti discriminatori che possono avere diverse origini: etnica o razziale ma anche religiosa, di genere, legate alla disabilità piuttosto che all’orientamento sessuale di una persona. “E’ bene ricordare che nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, è sancita la parità di trattamento fra le persone anche se spesso questo diritto viene disatteso sia nei rapporti tra cittadini che tra istituzioni e cittadini” ha detto il referente dello sportello Claudio Ferretti. “Il nostro sportello si pone come supporto alla vittima nell’avvio di azioni di mediazione e di conciliazione per risolvere i problemi di discriminazione attraverso l’incontro e il dialogo”. Tutti possono accedere allo sportello anche senza essere utenti di Porta Aperta. E’ possibile recarsi presso la sede il giovedì pomeriggio o chiedere un appuntamento telefonando allo 059/827870 chiedendo di parlare con Marco Casali.

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Denzano di Marano Granarolo di Serramazzoni Valle di Serramazzoni Levizzano di Castelvetro Concordia sulla Secchia Monteombraro di Zocca Reggio Emilia – S. Pietro Santi Pietro e Prospero Montecorone – S. M. Zocchetta Fossa di Concordia Fiumalbo - San Bartolomeo Semelano di Montese Gombola di Polinago Pompeano di Serramazzoni Mirandola - duomo Bomporto – San Nicola Sassuolo - San Giuseppe Spezzano di Fiorano Cognento di Campagnola Marano sul Panaro

Baggiovara di Modena – monast. S.Caterina di Concordia Quartirolo di Carpi San Giacomo di Mirandola Fellicarolo di Fanano Iola di Montese Serpiano di Riolunato–S. Pancr. Renno di Pavullo Fiumalbo - S. Maria Costolo S.Cesario sul Panaro Camposanto sul Panaro Pigneto di Prignano Correggio- basilica collegiata S.Giovanni di Concordia Torre Maina di Maranello Rocca S. M. di Serramazzoni Modena - S. Maria Grazie Trentino di Fanano Fogliano di Maranello San Matteo di Modena


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NostroTempo

Domenica 2 dicembre 2012

Csi, sport e sociale Una cella allestita nella chiesa di San Giovanni Battista per discutere di giustizia e pena

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iflettere sulla condizione carceraria, sperimentare per pochi minuti la reclusione, denunciare il sovraffollamento delle carceri e approfondire la possibilità di una diversa concezione della pena: sono tutti obiettivi dall’alto valore sociale quelli che l’allestimento Extrema Ratio porterà a Modena dal 7 al 9 dicembre. La mostra, ideata dalla Caritas Ambrosiana, sarà allestita presso la chiesa di San Giovanni Battista su richiesta di Por-

Extrema Ratio ta Aperta e porterà nella chiesa cittadina un percorso sensoriale che ricostruisce l’esperienza penitenziaria. Porta Aperta, attraverso l’Ufficio di Pastorale Giovanile, si occuperà della sensibilizzazione di giovani e parrocchie mentre il Csi Modena e il Csi Volontariato, attraverso l’Ufficio Scolastico Provinciale, incentiveranno, tramite i propri canali di promozione e comu-

nicazione, la partecipazione alla mostra degli alunni delle scuole superiori. Il Csi si sta inoltre occupando di raccogliere i volontari fra le due associazioni e le altre realtà di volontariato che operano all’interno dell’istituto penitenziario. I visitatori di Extrema Ratio si sottoporranno ad una ritualità che lascerà loro la percezione di ciò che provano i detenuti: depositeranno le borse, si faranno fotografare, lasceranno le proprie impronte digitali, cammineranno in un corridoio illuminato dall’esterno con luci abbaglianti, per irrobustire la percezione di isolamento. Infine giungeranno in una cella fittizia di 2 metri per 4 metri e qui rimarranno per cinque minuti. Un’esperienza d’impatto che ha l’intenzione di far crescere la sensibilità sociale, l’ascolto e l’accompagnamento delle per-

sone che vivono un’esperienza di detenzione e dei loro familiari. Scopo finale quello di dare vita a concreti progetti di inserimento sociale, lavorativi e abitativi svolti nel territorio, in collaborazione con le comunità locali e con le organizzazioni pubbliche e del terzo settore e promuovere il volontariato in ambito penale e penitenziario. Diffondere una diversa cultura della pena che accompagni la tutela della sicurezza degli individui e delle comunità con il rispetto delle dignità di ciascuna persona. Una dignità che deve essere garantita e tutelata in particolar modo quando la libertà personale è privata o ridotta per un provvedimento dell’autorità giudiziaria e dunque è affidata alla responsabilità dello Stato. Per info: volontariato@csimodena.it.

basato sull’impegno di volontari, che scelgono di impiegare il proprio tempo libero in favore della collettività, della promozione della cultura, del benessere e della socialità. Da qui la necessità di promuovere una riflessio-

ne anche sui luoghi di confronto delle associazioni di promozione sociale, sulle connessioni con le organizzazioni di volontariato, su quali strumenti e organismi mettere in campo per rafforzare e valorizzare queste realtà.

Associazionismo: il punto in regione

Sabato 1 dicembre a Bologna per parlare di volontariato e di promozione sociale

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dentità, partecipazione, socialità. Questi i temi al centro della seconda conferenza regionale dell’associazionismo di promozione sociale, che si terrà a Bologna sabato 1° dicembre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la “Sala Conferenze A”, Terza Torre della Regione Emilia Romagna (viale della Fiera, 8). Obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere associazioni, soci, cittadini, per promuovere un confronto ampio e partecipato sul contributo che le associazioni di promozione sociale (Aps) offrono al nostro sistema di welfare e alla

costruzione e mantenimento di una società civile, coesa, inclusiva e solidale. L’appuntamento sarà occasione per approfondire e condividere le tematiche emerse negli incontri e nei seminari preparatori, realizzati nei territori provinciali con l’obiettivo di favorire la partecipazione e il coinvolgimento delle tante realtà associative operanti nei contesti locali. In primis il tema dell’identità dell’associazionismo di promozione sociale, un mondo costituito da realtà operanti in contesti e ambiti estremamente differenti, ma accomunate da un metodo di lavoro basato sulla partecipazione, sulla democrazia, sulla cittadinanza attiva. Basti pensare che il 90% dell’attività delle associazioni è

Forum Terzo Settore

Sanità Pubblica e welfare

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enerdì 30 novembre alle 15 presso la sede dell’Avis di Modena il Forum del Terzo Settore della Provincia di Modena propone un incontro-dibattito sul tema il ruolo del Terzo Settore nella Sanità Pubblica. L’incontro sarà condotto da Ivana D’Imporzano, giornalista, conduttrice di Obiettivo Salute, il programma di Trc Modena dedicato alla salute e allo star bene. La prima parte dell’Incontro sarà dedicata alla presentazione di 4 buone prassi di organizzazioni associate al Forum su tre temi specifici in campo sanitario: Psichiatria a cura di Sarah Olivero presidente coop socialeAliante Modena; Trasporti Sanitari a cura di Giuseppe Mucciarini responsabile Protezione Civile Anpas Pavullo; Anziani a cura di Loredana Ligabue presidente coop sociale Sofia Carpi e di Nicola Marino responsabile Area Anziani coop sociale Domusassistenza Modena. Al termine delle presentazioni si aprirà un confronto e un dialogo con dirigenti e responsabili della sanità pubblica modenese. Oltre ad approfondire i temi delle esperienze presentate si proverà a far luce sulle prospettive future della coprogettazione tra no profit e sanità pubblica. Parteciperanno: Mariella Marini, direttore generale Ausl Modena, Licia Petropulacos, direttore generale Policlinico di Modena e Fabrizio Starace, direttore dipartimento Salute Mentale Ausl Modena.

San Donnino il 25 novembre

Triangolare per nati nel 2007

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ltre 50 bambini e il palazzetto di San Donnino al completo: è stato un vero successo il 1° triangolare “Un Calcio al Pallone” organizzato domenica 25 per i ragazzi nati nel 2007. “‘L’intenzione del torneo era quella di dare la possibilità ai bambini, che ancora non disputano nessuna attività di campionato, di passare un pomeriggio insieme all’insegna dello sport e del divertimento – ha commentato Leonardo Cavallieri, responsabile della commissione calcio del Csi di Modena – e vista la grande adesione raccolta possiamo dire che con “Un calcio al pallone” abbiamo proprio colto nel segno. Un’iniziativa assolutamente da ripetere”. Il Csi ha inoltre fornito a tutti i partecipanti la sua attività di animazione con truccabimbi e palloncini per tutti.

Diffondere una nuova cultura della pena

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e condizioni della vita in carcere oggi non permettono di perseguire concretamente l’obiettivo della rieducazione del condannato, né garantiscono il rispetto dei suoi diritti inalienabili e della sua dignità personale. Attualmente sono circa 67 mila le persone detenute in un carcere italiano, ma i posti disponibili sono soltanto meno di 47 mila. Ciò crea una situazione di sovraffollamento che, in particolare nelle case circondariali di alcune città, assume caratteri drammatici. Nel corso del solo 2011 sessantasei persone hanno deciso di togliersi la vita in carcere. Sono settecento le persone che si sono suicidate negli istituti di pena italiani dal 2000 a oggi. Negli ultimi anni l’Italia è stata condannata dalla Corte europea di Strasburgo per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, proprio quello che vieta la tortura e le pene e i trattamenti inumani o degradanti. La Corte ha affermato, tra l’altro, che condizioni di sovraffollamento intollerabili, come quelle che affliggono la maggior parte degli istituti di pena del nostro paese, rappresentano un trattamento inumano e degradante. Nonostante tutto questo la convinzione diffusa nella popolazione è che la pena debba essere afflittiva e che il carcere rappresenti la migliore risposta possibile a ogni violazione della legge, l’unica soluzione per quei comportamenti che rompono, o anche solo turbano, la convivenza sociale, la sola voce con cui dare risposta alla giuste esigenze di giustizia delle vittime. Caritas opera per condividere e promuovere una diversa idea di giustizia, per cui, come ha sottolineato più volte il Cardinale Martini, la pena detentiva rappresenti soltanto una extrema ratio, un intervento temporaneo e di emergenza per fermare una violenza altrimenti inarrestabile. In ogni altro caso è preferibile ricorrere a differenti forme di sanzione che assumano un carattere costruttivo dei legami sociali colpiti dal reato commesso.

I ragazzi partecipano alla pulizia di Modena

Puliamo la città I

ragazzi della Circoscrizione 4 hanno risposto numerosi all’appello lanciato dalla Commissione giovani e domenica 25 novembre sono scesi in strada per ripulire dalle foglie cadute marciapiedi e piste ciclo pedonali del Villaggio Giardino. Un’iniziativa che ha suscitato grande entusiasmo nei ragazzi del territorio e che rientra nel più ampio progetto di partecipazione civica della circoscrizione dal titolo “La città è nostra”. I prossimi appuntamenti per i giovani coinvolti saranno con l’emergenza neve, quando cioè i ragazzi scenderanno di nuovo sulle strade della loro città per sgomberare marciapiedi, ciclabili e i luoghi che la Circoscrizione individuerà come prioritari, non prima però di un incontro propedeutico, previsto per dicembre, per insegnare loro come spalare la neve. Partners del progetto: associazione Vigili del Fuoco, Csi, Erreà, Eurofitness Asd, Pallavolo Modena, piscina Pergolesi, Us Sassuolo Calcio e Universal Volley.

La pratica sportiva tra i giovani modenesi

Profilo giovani

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ell’ambito delle attività inerenti alle Politiche Giovanili, la Provincia e il Comune di Modena, con il supporto del Coni e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, hanno effettuato una ricerca sulla pratica sportiva tra i giovani modenesi. I risultati verranno discussi martedì 4 dicembre alle 14.30 presso l’Aula Magna Triva dell’Istituto Tecnico Fermi con l’introduzione di Elena Malaguti, assessore Istruzione, Cultura e Politiche giovanili della Provincia di Modena, e la riflessione da parte di Massimo Bondioli, assessore allo Sport del Comune di San Felice e Antonino Marino, assessore allo Sport del Comune di Modena. Per i dati raccolti e i contributi tecnici interverranno Sergio Ansaloni, Comune di Modena, Roberto Bicego, Ufficio Scolastico XII di Modena, Orestina Zazzarini, Coni di Modena, Andrea Bartolamasi, Csi di Modena e Paolo Belluzzi, Uisp di Modena. Le conclusioni saranno invece affidate a Stefano Vaccari, assessore allo Sport della Provincia di Modena. Per info: tel. 059.209560.

Oplà: feste insieme

Centro invernale

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e iscrizioni sono aperte per tutti i genitori che durante le settimane di feste natalizia dovranno lavorare: il 27 e il 28 dicembre e il 2, 3 e 4 gennaio l’Oplà apre le porte ai bambini dai 4 ai 10 anni per il centro invernale con i proprio animatori ed educatori. Per info e iscrizioni: info@oplamodena.it, www.oplamodena.it.


NostroTempo

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Cultura

Al termine dei restauri nella cappellina della sagrestia intitolata a Sant’Angelo di Sicilia, carmelitano patrono di Licata

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guardi e inediti percorsi tra Gotico e Barocco” è il titolo con il quale sabato 1 dicembre, con appuntamento alle ore 17.30, vengono presentati al pubblico i recenti restauri (e altre novità) compiuti nel complesso carmelitano di S.Biagio, la chiesa della B.V.Maria Annunziata, in via del Carmine 4 a Modena. I lavori di restauro sono stati di recente condotti nella cappella di S.Angelo di Sicilia, martire, nella sagrestia della chiesa, con la quale costituisce un tutt’uno. La sagrestia è stata costruita a partire dal 1632 all’interno del progetto di ristrutturazione della chiesa, costruita a partire dal 1319 dai padri Carmelitani. Realizzata trent’anni prima della cupola, probabilmente sotto la direzione del Galaverna e del Malagola, per la sagrestia di S.Biagio è stata richiamata come ipotesi di modello ispiratore la Sagrestia vecchia di S.Lorenzo a Firenze, realizzata su progetto di Filippo Brunelleschi: identica

Le sorprese del Carmine è la pianta e molto simili sono le soluzioni architettoniche adottate. La piccola cappella di S.Angelo, ora restaurata, si apre con un arco a tutto sesto su cui campeggia uno stemma che riporta i simboli del vescovo Fontana e del priore Monesi, promotore del restyling della chiesa (cupola, abside, rivestimento delle pareti). Nell’arco, tutto decorato, spicca una immagine della fede. L’altare ricco di stucchi, incastona una pala di autore ignoto che raffigura Maria con bambino che offre una collana di pietre preziose a Santa Teresa d’Avila. Accanto sta San’Angelo di Sicilia, in abito carmelitano, con un pugnale infisso nel petto. Sant’Angelo è presentato da due cartigli con queste scritte latine: “Angelo Siciliae – Solimae decori”, da cui si evince l’origine ebraica di Angelo, nato a Gerusalemme nel 1185. Fu monaco carmelitano sul monte Carmelo, luogo della presenza di Elia. Il dipinto presenta così, sotto la protezione di Maria, le due “regole”, due momenti fondativi dell’ordine Carmelitano, raffigurati da Angelo e Teresa. La cappella a lui dedicata, tutta affrescata da Colonna, Curti e Mitelli, quadraturisti attivi anche nel vicino cantiere

Visite guidate in dicembre

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ltre alla presentazione di sabato 1 dicembre alla quale intervengono don Gianni Gherardi, parroco della chiesa di S.Biagio, Francesca Piccinini, direttrice del Museo Civico d’arte di Modena, Sonia Cavicchioli, storica dell’arte e docente universitaria, insieme ai due giovani storici dell’arte Valentina Borghi e Simone Sirocchi, sono in calendario nelle prossime settimane visite guidate alla sagrestia e al chiostro della chiesa della B.V.Maria Annunziata. A cura di Valentina Borghi e Simone Sirocchi, si svolgono sabato 2, 8, 15 e 22 e domenica 16 e 23 dicembre alle ore 16 e alle 16.30. Per partecipare alle visite a ingresso gratuito, della durata di circa 30 minuti, non è necessaria la prenotazione. L’appuntamento è nel chiostro di S.Biagio. Per info: Museo civico d’arte tel. 059/2033101, museo.arte@ comune.modena.it.

del palazzo Ducale di Sassuolo, presenta sul lato sinistro un colloquio mistico tra Angelo e Gesù Cristo in trono. Ai piedi sta un libro aperto che potrebbe essere riferimento alla regola dell’ordine Carmelitano che Angelo portò a Roma a papa Onorio III per l’approvazione. Sotto questa raffigurazione è stata rinvenuta solo ora, con i restauri, una scritta racchiusa in un cartiglio: “De coelo-gladius”, che fa riferimento ad una esperienza di stigmate ricevute dal santo. Nella raffigurazione un angelo porta una palma, il simbolo del martirio, e un altro una spada. Nella parete di destra è raffigurato il martirio del Santo,

Galleria Civica di Modena

La vita di Emilio Mattioli in un libro G

iovedì 6 dicembre alle 18, presso la Sala grande della Galleria Civica di Modena sarà presentato il libro “Emilio Mattioli. Arte, Techne, Vita - Scritti critici 1955-2007”, a cura di Carlo Bordone Il volume raccoglie scritti critici su arti visive ed estetica, frutto di cinquant’anni di studi dell’intellettuale modenese. Intellettuale, saggista, bibliofilo, classicista, docente di liceo e d’ateneo, Mattioli ha rappresentato per decenni un punto di riferimento e per la comunità cui apparteneva, per il mondo accademico e la contemporaneità tutta, anche per essere stato egli stesso in prima persona il motore e il promotore di iniziative ed eventi. Alla presenza della moglie Germana Mattioli e con la conduzione di Michele Smargiassi, interverranno il sindaco Giorgio Pighi, Carlo Bordone, Alberto Bertoni, Mario Bertoni, Franco Guerzoni e Marco Pierini. Federica Collorafi leggerà scritti familiari di Emilio Mattioli. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti. Per info: tel. 059 2032575, 059 2032427.

trafitto alle spalle da un sicario, mentre sta predicando in una chiesa di Licata ad un popolo numeroso e attento. La cupolina della cappella presenta la

gloria del santo, circondato da angeli che portano la palma del martirio e la spada (il gladius) dell’esperienza mistica. Dei quattro pennacchi resta solamente in uno l’immagine di un orante. A completare la cappella andrebbe fatto riferimento al paliotto di pietre dure, opera fiorentina ora conservata alla Galleria Estense; fu ordinato dal Monesi nel 1647. Al centro sta l’immagine di sant’Angelo. Lo qualifica una scritta:

“D. Angelo devote f. Angelus D.MDCIIIL” che, oltre all’identità del santo, certifica il committente in Fr.Angelo Monesi. All’intera sagrestia e alla committenza relativa di Fr.Angelo Monesi (15721656) è dedicata la pregevole ricerca di Simone Sirocchi che si è brillantemente laureato in Storia dell’arte, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna nell’anno 2009-2010.


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Domenica 2 dicembre 2012

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