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GIORNALE LOCALE

SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE

Domenica 30 ottobre 2011

FONDATO NEL 1957

POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA CONTIENE I.R.

Società

Il Punto

La pietà e la ragione

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• Carlo Cardia

iprendiamo da Avvenire di sabato 22 ottobre, questo editoriale di Carlo Cardia, una riflessione molto interessante sulla morte di Gheddafi e sugli sviluppi della situazione nordafricana.

Le immagini della morte di Gheddafi hanno provocato in tanti di noi un grumo di sentimenti e un groviglio di pensieri che si sono intrecciati velocemente come in un caleidoscopio confuso. Un sentimento di pietà che non deve mai abbandonarci, per il corpo colpito ed esposto con brutale insistenza anche mediatica, e insieme di commiserazione per una umanità che fatica a trovare un equilibrio tra giustizia e orrore, che non dovrebbero mai stare insieme. Però, è riaffiorata anche la pietà per le tante vittime che il regime del rais si è lasciato dietro di sé. È una pietà profonda, non erosa dal tempo trascorso, perché i dissidenti libici incarcerati, giustiziati, torturati, e gli italiani e gli ebrei perseguitati e scacciati, fanno parte dello stesso lugubre affresco di cui Gheddafi è stato autore, come ne fanno parte le vittime straziate e strazianti degli attentati internazionali organizzati e comandati negli anni 80, primo fra tutti quello di Lockerbie, da un colonnello trionfante, ebbro di potere, di odio verso l’Occidente. È una pietà senza fine, perché a voler percorrere all’indietro la scia di sangue e di dolore che il regime libico ha costruito, la ragione vacilla, potrebbe quasi giustificare l’orrore di oggi. Ma la nostra umanità non può cedere a una vendetta che eguagli la ferocia del persecutore. La ragione stenta a prendere il sopravvento in questo crogiuolo di sentimenti dolenti che non hanno risposte, eppure deve farlo per poterci nutrire di speranza. Ci chiediamo, in tempi ravvicinati, se questa guerra di Libia decisa a tavolino era necessaria, se necessarie fossero le tante vittime che ha provocato tra gli innocenti e i colpevoli, distruggendo mezzo Paese che non meritava di essere martoriato. Se la decisione non sia stata affrettata, sollecitata perfino dall’enfatizzazione degli eventi, dettata da interessi di alcuni stati o potentati economici, che non hanno lasciato spazio ad alternativa. È una domanda legittima perché le distruzioni e le tragedie che ne sono derivate ci fanno sentire in qualche modo colpevoli per non aver saputo evitare il peggio. Ma possiamo interrogarci anche sul ruolo internazionale che l’Occidente vuole svolgere. Perché da più d’un secolo tanti paesi democratici, e di antica civiltà, seguono una strada ambigua e contorta, nell’accettare, incoraggiare, blandire, a volte in modo non degno e neanche utile, le peggiori dittature, e poi scoprono d’un tratto che gli stessi dittatori sono impresentabili, da cacciare, anche con guerre che oggi hanno il volto della tecnologia sempre più affinata e letale. Segue a pagina 2

Esperienze

Mass media

Per un benessere equo e sostenibile Il presidente dell’Istat a Modena per la lettura Gorrieri A PAGINA 4

Anno LV n° 38 • euro 1,20

www.nostrotempo.it

Un po di vento e un aquilone

Due luoghi da abitare

Marcella Caluzzi racconta i suoi quattro mesi in Bolivia PAGINA 11

Tra territorio e internet, il convegno della Fisc a Cesena PAGINA 10

Il Consiglio Pastorale Diocesano ha riflettuto sui temi della Lettera Pastorale e del Magistero: occorre ripartire dalla spiritualità verso nuovi stili di vita

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• sandro neri

l contributo della comunità cristiana modenese per superare la crisi e la recezione della Lettera Pastorale dell’arcivescovo. Erano questi i due punti salienti del Consiglio Pastorale Diocesano che si è tenuto domenica 23 ottobre al Centro Famiglia di Nazareth. Dopo la preghiera iniziale il Vicario Episcopale per la Pastorale, don Federico Pigoni, ha inquadrato brevemente il lavoro che si sarebbe svolto illustrando poi al consiglio la riflessione svolta insieme a don Giuliano Gazzetti sul primo punto all’ordine del giorno sintetizzabile in due domande: quale contributo, come comunità cristiana, possiamo dare per uscire dalla crisi che stiamo attraversando? Quale recezione alla Lettera Pastorale per l’anno 2011-2012: “Educare al lavoro e alla festa per una vita buona”? Don Federico ha sottolineato che non si tratta di sola crisi economica, ma anche culturale, di valori, indicando l’individualismo come sclerosi e malattia mortale della cultura. Non possiamo non vedere, nel dilagare di una mentalità individualistica, l’insensibilità diffusa nei confronti dei problemi dell’ingiustizia a livello sociale e globale, il prevalere di logiche di egoismo e di affermazione di sé. Ma potremo

Un contributo per superare la crisi pensare che solo gli altri siano colpevoli? Per il Vangelo c’è un a radice del male ed è l’egoismo, il peccato dell’uomo. “La sapienza della Chiesa ha sempre proposto di tenere presente il peccato originale anche nell’interpretazione dei fatti sociali e nella costr uzione della società: Ignorare che l’uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell’educazione, della politica, dell’azione sociale e dei costumi”. (Caritas In Ve r i t a t e 14). Se la cultura è in crisi, se-

ORGOGLIOSI DI ESSERCI

condo la Dottrina sociale della Chiesa la vera cultura è quella che nasce dal riconoscimento dell’altro, che è il principio religioso elementare. Perché la cultura, quella vera, porti l’uomo ad uscire da sé, alla relazione, alla comunicazione, occorre una fede elementare, cioè quell’apertura verso l’altro, che chiede il sacrificio dell’egoismo, perché solo l’amore fa distogliere lo sguardo da se stessi, per orientarsi all’altro. Don Pigoni si è poi volto a riflettere sulla crisi dell’etica economica perché crisi dell’uomo. Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune. Sono necessarie sia la preparazione professionale sia la coerenza morale. (CIV 71) “L’attuale crisi economica è una sfida che impone una revisione, e va anche vista come un banco di prova, una sfida per il futuro e non solo come un’emergenza a cui dare risposte di corto respiro. Siamo disposti a fare insieme una revisione profonda del modello di sviluppo dominante, per correggerlo in modo concertato e lungimirante? Lo esigono, in realtà, più ancora che le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del pianeta e, soprattutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo” (Benedetto XVI).

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Domenica 30 ottobre 2011

Sanità

Il dubbio: parti uguali tra diseguali Introduzione dei nuovi ticket per farmaci, visite ed esami: lettera aperta da un gruppo di associazioni modenesi alla Regione EmiliaRomagna

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on questa lettera si intende far presente, da una parte, che il sistema di welfare regionale dovrebbe essere caratterizzato da un maggior tasso di equità e, dall’altra, migliorare l’informazione su un tema tanto importante quanto difficile da affrontare come, appunto, l’equità. Il recente provvedimento della Regione Emilia-Romagna in merito ai nuovi ticket per farmaci, visite ed esami rivela alcune grossolane sviste su temi ampiamente noti nella letteratura specialistica e nelle prassi degli Enti erogatori di servizi. Pur consapevoli della complessità del problema, si intende evidenziare alcuni aspetti che non sembrano presenti nella regolamentazione dei ticket e che forse sono poco conosciuti dall’opinione pubblica. La qualità del benessere di una persona dipende, nel bene come nel male, anche dal proprio nucleo familiare. Ciò è tanto più vero se si considera la situazione economica. È facilmente intuibile che uno stesso reddito, ad esempio di 20.000 euro, ha un impatto diverso se il nucleo familiare è composto da una sola persona piuttosto che da 2, 3 o più persone. Questa regola elementare è stata completamente ignorata dal provvedimento regionale, in quanto si considera il reddito complessivo lordo del nucleo familiare fiscale sul fronte della produzione del reddito e non su quello della sua redistribuzione. Altro problema noto riguarda la natura del reddito, in quanto si continua a considerare il solo reddito complessivo lordo, mentre sul fronte delle entrate ci sono altri redditi non soggetti ad imposta che tuttavia concorrono a formare il cosiddetto reddito netto. Colpisce anche il fatto che non si faccia ri-

ferimento ad un anno specifico per cui paradossalmente una persona potrebbe autodichiarare un reddito degli anni in cui c’era ancora la lira. A questo punto viene spontaneo chiedersi perché non è stata applicata una legge regionale che, pur pensata per l’ambito sociale, prevede l’utilizzo del cosiddetto Isee (indicatore della situazione economica equivalente) che oltre a considerare i redditi considera anche il patrimonio, in quanto concorre a definire la situazione di ricchezza o meno di un soggetto, e soprattutto prevede un coefficiente numerico basato sulla numerosità e sulla composizione del nucleo familiare che consente, appunto, di confrontare famiglie diverse. Ci si riferisce all’art. 49 della L. R. n. 2 del 12 marzo 2003, “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che rispetto alla compartecipazione al costo delle prestazioni prevede che il “Consiglio regionale, con propria direttiva, definisce i criteri per la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni del sistema integrato, sulla base del principio della progressività in ragione della capacità economica dei soggetti e nel rispetto dei principi di cui al d.lgs. 31 marzo 1998, n. 109”. Un altro fattore di iniquità è rappresentato dal numero esiguo delle fasce. Una tariffazione progressiva per classi di reddito è tanto più iniqua quanto minore è il numero della fasce, in quanto un cittadino con una situazione economica di poco superiore al limite previsto dalla soglia si trova a pagare tanto quanto il cittadino con una situazione economica di poco inferiore al limite superiore dello stesso scaglione. Si potrebbe obiettare che non ci sono grandi differenze tra i ticket per le diverse fasce, ma questo risulterebbe vero solo nei casi di un uso occasionale di farmaci e non lo è per coloro che, soggetti a malattie croniche, devono ricorrere sistematicamente alla cura farmacologica e al monitoraggio del loro stato di

salute, che su base annua si traduce in cifre tutt’altro che trascurabili. Infine ci si chiede il modo con il quale sono stati individuati i valori soglia delle fasce, se cioè essi tengono conto della reale situazione in Emilia Romagna sia per quanto riguarda la distribuzione del reddito sia rispetto alle diverse tipologie di cittadini dal punto di vista dello stato di salute, quindi della necessita di farmaci, visite, esami. Per evitare di aumentare il grado di iniquità già presente nella società regionale, tra l’altro acuito dalla perdurante crisi economica, si ritiene necessario un lavoro congiunto tra Regione e Associazionismo, sull’esempio di quanto si sta facendo su altri provvedimenti, anche

per evitare facili scorciatoie come quella adottata in altre Regioni che hanno lasciato al cittadino la facoltà di scegliere tra reddito individuale e reddito familiare in base ad un proprio calcolo di convenienza. Niente è più iniquo che fare parti uguali tra diseguali”. Associazione Venite alla Festa Famiglie per l’accoglienza Centro di solidarietà (Ce.I.S) Centro culturale Francesco Luigi Ferrari Comunità Casa Regina della Famiglia Comunità familiare Della Tenerezza Comunità Cooperativa sociale Paideia

Centro Ferrari

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La pietà e la ragione

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obbiamo chiederci se davvero non si possa seguire una politica diversa che eviti questa ‘doppia verità’ del dittatore accettabile o impresentabile, amico da accogliere oppure orco da sopprimere, a seconda delle convenienze e delle utilità. Una politica che riconosca, progressivamente isoli, le dittature, spingendo a un cambiamento interno dei peggiori regimi, ovunque si trovino e da chiunque siano diretti, farebbe fare un formidabile passo in avanti alla convivenza e alla pacificazione dei popoli, eviterebbe sciagure e tragedie che si ripetono con impressionante similitudine. Non è facile scegliere questa strada, una dose di realismo è sempre necessario, e d’altronde la politica non realizza mai sulla terra l’ideale cui si aspira. Eppure, le immagini di Gheddafi e la memoria delle sue vittime ci dicono, ci gridano dentro, che neanche noi siamo innocenti. Non lo eravamo quando abbiamo accarezzato il dittatore, non lo siamo oggi quando per eliminarlo – dopo un’iniziale affermazione di puro intendimento umanitario – abbiamo sacrificato persone e princípi, coerenza e saggezza di comportamento. Ancora un interrogativo resta sospeso nella nostra coscienza, che avvolge l’intero 2011 che si sta consumando e ha visto cadere i regimi del Nord Africa. Dobbiamo porci il problema se siamo di fronte a una autentica primavera politica, che produrrà democrazia e diritti umani, o se alle ribellioni non seguiranno scelte autoritarie, repressione e ostilità per le minoranze, una nuova arroganza dei vincitori. Nessuno può dare una risposta, e alcuni segnali non sono incoraggianti, ma il risultato conclusivo dipenderà anche da noi, da un Occidente che riveda in modo stabile il suo atteggiamento verso le dittature e i regimi autoritari, di qualsiasi colore e natura siano.

Riflessioni sulla

Parola

Presentazione de ‘Il potere dell’amore’ “Il più grande tra voi sia

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enerdì 28 ottobre alle ore 18 iI Centro culturale Ferrari presenta il volume “Il potere dell’amore nell’epoca della globalizzazione” a cura di Riccardo Prandini e Gianpietro Cavazza, Melangolo edizioni. L’appuntamento è presso il Palazzo Europa, a Modena, in via Emilia Ovest 101. L’introduzione sarà del presidente del centro Ferrari, Gianpietro Cavazza, cui seguirà il saluto del vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Massimo Giusti. Interverranno Elena Esposito, professoressa di Sociologia della comunicazione, Università di Modena e Reggio Emilia e Pierangelo Sequeri, professore di Teologia fondamentale, Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Milano. Il volume è stato realizzato dal Centro culturale Francesco Luigi Ferrari con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’ambito del progetto Il potere dell’amore, promosso in occasione del 75°anniversario della morte di Francesco Luigi Ferrari.

vostro servo” (Mt 23,11)

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G.G.

’ una parola accorata e severa quella che, in questa domenica, è indirizzata a chi dovrebbe avere un cuore di “madre”, pieno di attenzioni per le proprie creature, capace di affaticarsi per il loro bene (Paolo scrive così del proprio stile missionario verso gli abitanti di Tessalonica). E invece… già il profeta Malachia rimproverava i sacerdoti del suo tempo: erano di inciampo con i loro insegnamenti e la loro vita. Si erano allontanati dalla retta via, avevano agito con perfidia, avevano usato parzialità. Gesù, nel discorso rivolto alla folla e ai suoi discepoli, non è meno sferzante ed esigente nel richiamare i sacerdoti, scribi e farisei, del suo tempo. “Dicono ma non fanno”, “legano e impongono pesanti fardelli sulle spalle della gente”, ma loro si sottraggono ad ogni peso… le loro opere le fanno per mettersi in mostra… amano i posti d’onore. “Amano farsi chiamare maestri dalla gente, ma uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli”. “Non chiamate nessuno ‘Padre’ sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo”. E non fatevi chiamare ”maestri, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo”. Parole molto chiare rivolte a tutti coloro che nella comunità cristiana ricoprono ruoli di particolare responsabilità. Parole che vanno oltre gli immediati destinatari del suo tempo, e che raggiungono vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti: tutti coloro che sono deputati a una qualche mansione di guida. Parole esigenti, che descrivono uno stile di vita coerente con le esigenze del Vangelo. Gesù stesso ha vissuto in pienezza la coerenza con la sua missione. Nel suo servizio si è fatto servo. Ed ha suggerito che l’autorità nella Chiesa deve essere esercitata come servizio umile e responsabile.


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Attualità I dati, tra luci e ombre, di un’indagine del Comune di Modena che ha consultato oltre mille adolescenti modenesi sulle loro abitudini ‘digitali’

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• Marcella Caluzzi

’ un profilo complesso e sfaccettato quello dei ‘nativi digitali’ modenesi, i ragazzi nati nell’era del computer e del cellulare, che con questi mezzi hanno a che fare, con dimestichezza, tutti i giorni. Profilo delineato con precisione da un’indagine promossa da Comune di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia sul rapporto tra i giovanissimi e internet, che ha coinvolto più di mille ragazzi dagli 11 ai 14 anni frequentanti le scuole Calvino-Cavour, Ferraris-Marconi, LanfrancoGiudotti di Modena. L’indagine è stata presentata in occasione di “Sicurezza digitale”, la tre giorni modenese della rete europea Eyo sui rischi e le opportunità della rete. I 1087 giovani che hanno partecipato alla ricerca hanno risposto a trenta domande preparate da Net Garage e rielaborate dal Centro studi e documentazione dell’assessorato alle Politiche giovanili. I dati emersi non possono

L’angolo della

Web e giovani: un rapporto in chiaroscuro che far riflettere genitori, educatori e istituzioni scolastiche. Sono 445 dodicenni, 292 hanno 13 anni, 203 undici, 64 quattordici e 5 quindici e complessivamente, rappresentano il 17,5% del totale degli studenti di quella fascia d’età. Il ‘nativo digitale’ si connette abitualmente a internet dal pc di casa in primo luogo per chattare con gli amici, scaricare materiali e, in misura minore, per fare ricerche scolastiche. Gran parte degli intervistati afferma di saper usare molto (30%) o abbastanza bene (60%) il pc, ha imparato da solo o con i genitori, che nella maggior parte dei casi navigano sul web, ma riconosce anche alla scuola un ruolo nell’alfabetizzazione informatica e, proprio in classe, vorrebbe imparare a usare meglio internet e i social network. A navigare in rete, soprattutto con il pc, ma anche con cellulare e I pad, sono il 98% dei ragazzi interpellati, di cui l’83% spesso o regolarmente. “Internet offre ai giovani una straordinaria possibilità per comuni-

La maggioranza degli intervistati ha messo in internet nome e cognome; l’11% anche l’indirizzo di casa e qualcuno pure il numero di telefono. Inserire fotografie personali sul web è una consuetudine per oltre la metà dei ragazzi.

Spiritualità

2 novembre: festa nei cimiteri

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care e scambiare informazioni”, commenta Fabio Poggi, assessore comunale alle Politiche giovanili. “Inoltre, attraverso i social network i ragazzi possono sperimentare nuove forme di partecipazione non ancora pienamente

• don nardo masetti

morti fanno compassione: sempre immersi nel desolante silenzio del cimitero! Per fortuna ci sono i fiori, ammiccano tante piccole luci, troneggiano sulle tombe immagini di angeli o di Madonne o di crocefissi. Ma quel silenzio! Pesa come un macigno sui vivi, che trascorrono al cimitero pochi minuti ogni tanto, immaginarsi quanto deve essere opprimente per i defunti, che nel cimitero trascorrono giorno e notte. Come devono attendere con ansia il giorno dei morti... In quel giorno il cimitero brulica di gente e che clima di festa si instaura! I parenti si ritrovano dopo un anno di lontananza e si danno convegno sulla tomba dei rispettivi cari estinti. Sono i momenti nei quali i defunti imparano le notizie non solo di famiglia, ma anche del paese. Apprendono che suocera e nuora continuano a litigare, che la Giuseppina si è separata dal marito e che si è messa con un altro uomo non del tutto raccomandabile; che la signora Maria, la quale negli avvisi mortuari si era dichiarata “vedova inconsolabile per la perdita dell’adorato marito”, si è risposata dopo sei mesi con il principale della ditta nella quale lavorava… Saranno certamente contenti i morti la sera del 2 novembre. Quanta compagnia hanno avuto, quante notizie hanno appreso, quanti fiori sulle loro tombe, quanti bacetti alle loro foto incastrate nelle lapidi… E’ vero che tante raccomandazioni ammonitrici e preparate de mesi, sono rimaste incollate nella loro gola e nel loro cuore, perché non hanno trovato un solo intervallo di silenzio, per farle giungere a destinazione… Ma niente di male: i morti hanno a disposizione un altro anno per comunicarsele fra di loro. Chissà come sono rimasti contenti i defunti il 2 novembre!

esplorate. Ma la rete nasconde anche insidie, ecco perché occorre riflettere su quali misure si possono adottare per garantire una navigazione al riparo dai pericoli e per rendere i giovani consapevoli dei rischi del web, attraverso il coinvolgimento di genitori, insegnanti, educatori, istituzioni e, sicuramente, dei ragazzi, che sono i primi a lanciare segnali e suggerimenti”. Da un lato infatti i dati non possono che dimostrare un’elevata dimestichezza e confidenza anche dei più piccoli con il mezzo internet e con le sue principali applicazioni e servizi: Youtube è utilizzato dal 90% degli intervistati, email, messanger e peer to peer sono conosciuti da quasi tutti, anche se meno utilizzati. Più della metà dei ragazzi afferma di avere un profilo su Facebook, che sarebbe off limits per gli under 13 anni. Oltre a comunicare con gli amici, tanto che il 72% sostiene che le amicizie ne risentono positivamente, scambiano foto, musica, video, trovano informazioni e fanno ricerche scolastiche, chiedono nuove amicizie. Gli amici virtuali possono anche diventare reali come è accaduto nel 54% dei casi e non sempre con coetanei: nel 10% dei casi i ragazzi hanno dichiarato di avere incontrato gli adulti conosciuti sul web.

L’altra faccia della medaglia deriva appunto da questa ‘sovraesposizione’ di dati, notizie, informazioni e fotografie che, oltre a minacciare la privacy, può portare a situazioni spiacevoli e poco sicure come l’essere contattati da sconosciuti e di ricevere email, video o fotografie

“indesiderate” o pornografiche. L’indagine evidenzia come ricevere mail da indirizzi non noti sia all’ordine del giorno per oltre il 40% degli intervistati e un’analoga percentuale ha contratto virus. Quasi il 30% ha cliccato banner pubblicitari e l’11% ha scaricato file a pagamento; una percentuale di Fabio Poggi poco inferiore ha subito il furto di password o account. Ben il 36%, pari a 382 ragazzi, è stato contattato da sconosciuti. “Vorrei che nei social network e nelle chat non ci fossero adulti che molestano noi ragazzi” ha scritto un giovane rispondendo al questionario. Dall’indagine emerge infatti attraverso internet circa il 25% dei ragazzi intervistati ha ricevuto, almeno qualche volta, soprattutto fotografie, ma anche video e chat con riferimenti sessuali, in misura minore sms, email o immagini in web cam. Ad inviarli sono soprattutto amici e amici del cuore (51% dei casi), ma anche adulti conosciuti (10%) e sconosciuti (34%). “In internet non dovrebbero circolare materiali pornografici e i minorenni dovrebbero essere tutelati dalle molestie in rete”, osserva un ragazzo, mentre altri coetanei suggeriscono “di to-

gliere i falsi omonimi dai social network più frequentati” e di “destinare una parte di Facebook agli adulti riservandone un’altra ai ragazzi”. Inoltre è emerso che l’installazione da parte dei genitori del filtro di controllo non ha impedito completamente la ricezione dei materiali a sfondo sessuale. Per quanto riguarda i genitori, anche loro, anche se in percentuale minore, hanno un profilo su un social network; quasi il 50% dei ragazzi afferma di essere rimproverato spesso da loro o qualche volta per il troppo tempo trascorso al pc, ma c’è anche un 20% che viene invece incoraggiato a usare Internet. Non per ultimo, oltre la metà degli intervistati ha espresso la necessità e l’intesse ad essere sostenuti dai genitori nell’imparare a utilizzare internet e a navigare.


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Società Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, è stato il relatore dell’edizione 2011 della Lettura annuale Ermanno Gorrieri

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• luca beltrami

isuguaglianze, quante sono, quali sono, come misurarle. Venerdì 21 ottobre al Palazzo Europa, una sala Gorrieri gremita ha accolto Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, relatore dell’edizione 2011 della Lettura annuale dedicata all’indimenticato sindacalista e politico modenese. Il tradizionale appuntamento, organizzato dal 2006 dalla Fondazione Ermanno Gorrieri, è stata l’occasione per condividere riflessioni, proposte e possibili soluzioni, su un tema che in questa fase di crisi economica è (o meglio dovrebbe essere) all’ordine del giorno: “Benessere per pochi o per tutti?”. A fare gli onori di casa ci ha pensato il presidente Luciano Guerzoni, che ha introdotto la lettura ricordando Giordano Boldrini, ex segretario della Fondazione e per anni collaboratore dello stesso Gorrieri, scomparso nel febbraio scorso: «Questa è la prima lettura senza Boldrini, fin dal principio attivo partecipante alle iniziative della Fondazione. A 40 anni dalla pubblicazione del volume “La giungla retributiva”, testo fondamentale per lo studio delle disuguaglianze sociali, continuiamo ad interrogarci sulla questione della distribuzione del benessere, sul solco tracciato da Gorrieri». Il microfono è poi passato al relatore Enrico Giovannini, professore di Statistica economica all’Università di Roma Tor Vergata, ex numero

Il volontariato modenese si racconta agli studenti di medie e superiori con rappresentazioni teatrali, laboratori, giochi e percorsi guidati

• l.b.

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ei giorni per conoscere ed entrare in contatto con le associazioni di volontariato. Il Foro Boario ha ospitato questa settimana “Le officine della solidarietà”, iniziativa rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori, promossa dal Centro di Servizio per il Volontariato con il contributo della Fonda-

Benessere equo e sostenibile, è davvero possibile? uno della direzione statistica dell’Ocse (dal 2001 al 2009) ed attuale presidente dell’Istat, che ha aperto con uno dei temi centrali dell’incontro: come misurare il benessere di un territorio? «L’inadeguatezza del Pil come indicatore dello stato di salute generale di una nazione è evidente da diverse decine di anni, già nel 1934 il premio Nobel Simon Kuznets affermava che la misura del reddito nazionale non era

Giovannini ha poi illustrato le tappe (tutte comprese nell’ultimo decennio) che hanno portato al superamento del Pil e alla presa di coscienza della multidimensionalità del benessere, poi si è soffermato sui lavori condotti da capo della direzione statistica dell’Ocse: «Il progresso delle società nasce dalla collaborazione del sistema umano con l’ecosistema. Il benessere generale del primo deriva dal benessere

Benessere equo e sostenibile si diceva. La questione allora si sposta, anzi si complica: «La sostenibilità richiede altruismo, – precisa il presidente dell’Istat – ma noi non siamo abbastanza altruisti e per questo rischiamo di schiantarci. Woody Allen, riprendendo una battuta di Groucho Marx, diceva: “Perché mi devo occupare delle generazioni future, cos’hanno fatto loro per me? Questo sembra il pensiero

abbastanza per spiegare il benessere di uno Stato. Quando parliamo di indicatori statistici dobbiamo in primo luogo determinare gli obiettivi che vogliamo raggiungere e nel caso del Pil siamo di fronte ad un errore che in Statistica è detto di seconda specie, cioè accettiamo un’ipotesi falsa: è un grosso errore di approssimazione. La vera questione da porsi dovrebbe essere: su chi ricade il rischio delle decisioni di un governo?».

individuale e da quello sociale, influenzati da tre fattori esterni: la cultura, il governo, l’economia. Una definizione di sintesi potrebbe essere che il progresso di una società si verifica quando si consegue un aumento del benessere equo e sostenibile. Tuttavia un nuovo indicatore che tenga conto di questi fattori non c’è e non è nemmeno in cantiere. Il Pil non va rottamato. Il Pil serve, ma non è abbastanza per raggiungere i nostri obiettivi».

guida dei nostri tempi. Altro tema chiave della società di oggi è la vulnerabilità, ma non sappiamo misurare questo tipo di variabile. È necessario sottolineare che la perfetta uguaglianza non è né raggiungibile né desiderabile, ma può essere strumentale per il raggiungimento di altri obiettivi, quali salute, educazione e sicurezza». Tratteggiato il contesto, Giovannini ha poi lasciato largo spazio ai grafici e ai numeri, dai quali emerge un’indicazio-

ne molto chiara: la diseguaglianze stanno aumentando. «La distribuzione del reddito è peggiorata nell’ultimo decennio in quasi tutti i paesi europei, in Italia le disuguaglianze sono alte e in crescita, anche a livello territoriale, con il sud non solo più povero, ma anche più diseguale. Ciò che gli italiani non hanno capito, e noi non abbiamo aiutato a fargli capire, è che la crisi è permanente, non temporanea». Poi la stoccata: «Le politiche del governo hanno salvato i genitori e scaricato i figli: per quanto è sostenibile questa situazione? Il nostro paese è ricco, invecchiato, ingessato, imbolsito. Stiamo tamponando diverse crisi. La struttura della spesa per famiglie mostra differenze non trascurabili, non possiamo più dire di essere una nazione ad alto risparmio, ci sono disuguaglianze anche nella salute, nel titolo di studio, nel lavoro, nell’ambiente e nella sicurezza. Teniamo in panchina i nostri

zione Cassa di Risparmio di Modena. Obiettivo del progetto, giunto quest’anno all’8a edizione, è stato presentare ai giovani le realtà associative presenti nel territorio modenese, coinvolgendo i ragazzi in varie attività. Il Foro Boario è stato suddiviso in reparti, nei quali i volontari hanno incontrato gli studenti in visita da lunedì 24 a sabato 29 ottobre e presentato l’operato delle loro associazioni con laboratori di animazione, percorsi, giochi, video, test e cartelloni. Alcuni numeri legati alle “Officine”: sono 24 le associazioni di volontariato che hanno aderito all’iniziativa, 43 le classi partecipanti al proget-

to (provenienti dalle scuole medie Carducci e Cavour, e dalle superiori Barozzi, Cattaneo-Deledda, Fermi, Guarini, Liceo Muratori, Selmi e Liceo Sigonio), per un totale di oltre mille studenti coinvolti. Ogni classe è stata accompagnata da una guida per la durata dell’intero percorso. Una breve rappresentazione teatrale ha introdotto alcune problematiche affrontate dalle associazioni, dalla diversità tra i popoli alla salvaguardia dell’ambiente, dalle disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo alla difficile strada verso la pace. Dopo questo primo momento insieme, ogni classe è stata suddivisa in gruppi più

piccoli per fare attività insieme ai volontari. Alla presentazione del progetto era presente anche Adriana Querzé, assessore del Comune di Modena all’Istruzione e alle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza: «Questa settimana serve alle associazioni per presentarsi e farsi conoscere. Oltre alle finalità informative, con questo progetto vogliamo sensibilizzare maggiormente i giovani alle tematiche sociali attraverso un forte coinvolgimento emotivo. Siamo convinti che questo sia un ottimo strumento per offrire agli studenti una panoramica il più possibile completa delle realtà associative presenti a Modena

e per superare la deriva individualistica che coinvolge i nostri ragazzi. Agli insegnanti spetta poi il compito non facile di legare la visita al programma didattico in corso. Il vero valore aggiunto – conclude la Querzé – è il contatto diretto con il terzo settore, che facilita l’identificazione con le tematiche affrontate dai volontari. Questo è un primo passo verso quel ricambio generazionale necessario anche nel mondo del volontariato, per costruire le basi per una società solidale». Dopo la collaborazione con l’Università, il Csv continua a guardare ai giovani. Ecco come Angelo Morselli, presi-

giovani, nel 2010 in Italia c’erano 2.1 milioni di Neet, pari al 22,1% di giovani tra i 15 e i 22 anni. Peggio di noi solo la Bulgaria. Nel 2011 l’Istat sta lavorando con il Cnel per la misurazione del benessere equo e sostenibile. Finora abbiamo fatto come i criceti sulla ruota: corriamo, ma rimaniamo fermi. Dobbiamo invece ricordarci che la felicità è la somma di beni individuali e relazionali. E rispondere a questa domanda: che società vogliamo esca da questa crisi?». Chiusura con Franklin Delano Roosevelt: «“Il nostro popolo riconosce che il benessere umano non si raggiunge unicamente attraverso il materialismo ed il lusso, ma che esso cresce grazie all’integrità, all’altruismo, al senso di responsabilità ed alla giustizia”. Se un maggior numero di politici facessero affermazioni del genere sarebbe più facile trovare un nuovo indicatore del benessere».

dente del Centro di Servizio per il Volontariato, presenta “Officine della Solidarietà”: «Con questo progetto vogliamo offrire agli studenti un’occasione di contatto con le problematiche del volontariato modenese all’interno di laboratori preparati dalle associazioni, e presentare ai docenti uno spazio utile a sostenere percorsi di solidarietà già avviati nelle classi, per sperimentare nuove forme di incontro tra volontariato e mondo giovanile. L’iniziativa è parte di un programma più ampio rivolto ai volontari di domani: stiamo seminando, nella speranza di raccogliere frutti importanti in futuro».

Le officine della solidarietà


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Diocesi

13 novembre: la Giornata del Ringraziamento Pastorale sociale, l’appuntamento a Soliera

colare cura sarà data alla presentazione dei doni. Dopo la celebrazione, sfilata e benedizione dei mezzi di lavoro. Giovedì 3 novembre, alle ore 20.45 nella parrocchia di Soliera, in preparazione alla giornata, presentazione della lettera pastorale “Sei giorni lavorerai…ma il settimo giorno è in onore del Signore, tuo Dio. Educare al lavoro e alla festa per una vita buona”.

S

arà celebrata domenica 13 novembre alle ore 11 a Soliera la s Messa del Ringraziamento “per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo”, presieduta dall’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi. Nel corso della celebrazione saranno raccolti alimentari a favore della Caritas parrocchiale; saranno inoltre premiati i disegni dei ragazzi del catechismo. Parti-

Agenda della

Diocesi

Domenica 30 ottobre Memoria del beato Contardo Ferrini

La Caritas compie 40 anni

A Roma con il Papa

Giovedì 3 novembre ore 20.30 al CFN Corso di formazione per catechisti dell’iniziazione cristiana

a Caritas diocesana, in occasione del 40° anniversario di Caritas italiana, organizza un pellegrinaggio a Roma, nei giorni del 23 e 24 novembre. Il programma prevede partenza in bus la mattina del 23, arrivi e sistemazioni in mattinata, pranzo libero e, nel pomeriggio, visita

Venerdì 4 novembre ore 19 a San Faustino Credo la vita eterna

L

guidata alla basilica di Santa Maria in Trastevere e incontro con la comunità di S. Egidio. Il 24 alle 10.30 santa Messa nella basilica di S. Pietro, presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI, seguita dall’udienza con il pontefice. Alle 14.30 itinerario in bus lungo la Roma cristiana e tempo libero fino alla

partenza. Il termine ultimo per le iscrizioni è mercoledì 16 novembre. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ufficio pellegrinaggi, Tel. 059 2133863, via nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30, o l’ufficio Caritas, Tel. 059 2133847.

Sabato 5 novembre dal pomeriggio a Palagano ritiro ragazze gruppo Sarai (anche domenica 6)

Martedì 8 novembre incontro tra ebrei e cattolici

La sacralità delle feste P

roposto insieme dalla Comunità Ebraica di Modena e dall’ arcidiocesi di Modena-Nonantola si svolge martedì 8 novembre alle ore 17.30 presso la Sinagoga di Modena in piazza Mazzini una lezione sulla sacralità delle feste alla quale partecipano l’arcivescovo, mons Antonio Lanfranchi, e il rabbino capo della comunità ebraica di Modena, Beniamino Goldstein. “...e chiamerai il sabato delizia, consacrato al Signore e onorato, e lo onorerai tralasciando il tuo cammino, dall’occuparti dei tuoi affari…”: questa la citazione biblica, tratta dal Libro di Isaia (59,13), che accompagna l’iniziativa. L’incontro, che fa seguito a quello dello scorso anno quando il rabbino Goldstein fu ospite della comunità cattolica modenese, intende porsi come un’ ulteriore occasione di approfondimento reciproco.

Agenda del

Vescovo

Fino al 31 ottobre predica ad un corso di esercizi spirituali Martedì 1 novembre ore 18 in Cattedrale Celebrazione eucaristica Mercoledì 2 novembre ore 9 al Cimitero cittadino Celebrazione eucaristica ore 18 in Cattedrale Celebrazione eucaristica Giovedì 3 novembre ore 18 in Cattedrale Messa per i vescovi defunti Sabato 5 novembre ore 10.30 a Parma celebrazione per s. Giulio Maria Conforti Domenica 6 novembre ore 11 a Brodano Celebrazione della Cresima

Segue da pagina 1

Un contributo per superare la crisi

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i potrà uscire da questa crisi con l’etica della responsabilità, che spinga a fare rete, capitale sociale, a unire le virtù delle persone. Bisogna superare la cultura del “non spetta a me”; “sono, forse, io il custode di mio fratello”? Noi siamo la società, in virtù del nostro essere responsabili. E questa responsabilità deve portare a nuovi stili di vita nel senso di un nuovo rapporto con le cose, con le persone, con la natura. Ciò significa sobrietà, incontro, convivialità, solidarietà. E ci dovremo chiedere come mai dalla famiglia alla scuola, dalla parrocchia alla società, non siamo stati in grado di educare alla responsabilità. Possiamo intravedere due modi di reagire all’attuale crisi economica: rilanciare il Pil, quest’incubo; domani un suo incremento sarà visto come la tempesta finita, o bisognerà ripensare alle false esigenze che l’economia e la pubblicità ingenerano in noi. Quanto è giusto crescere? In quali settori? È necessario educarci alla sobrietà, via maestra alla solidarietà. Dovremo trovare un equilibrio nella crescita economica, perché non si può far crescere all’infinito la domanda delle cose, sobrietà come fondamento interiore di una vera speranza. E allora da dove partire? Se come afferma il Concilio “gli squilibri di cui soffre il mondo contemporaneo si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo” (GS 10), allora il primo e più importante cambiamento si deve compiere nel cuore dell’uomo… (Centesimus annus 51). Dunque la crisi come un appello che fa leva sulla vita spirituale? Il punto sorgivo della presenza sociale e civile dei cattolici sta nel primato della vita spirituale, quel guardare al volto di Cristo che con la forza del suo Spirito sprigiona dinamismi virtuosi di intelligenza e di dedizione. Qualora si sbiadisse questo primato, i cristiani sarebbero omologati alla cultura dominante e ad interessi particolari. E’ questo patrimonio spirituale che permette l’unità culturale e sociale dei cristiani per essere secondo la parola del Maestro, lievito e sale nella pasta” (Intervento del card. Bagnasco nel Forum di Todi 17/102011). Ma dove troviamo il volto di Cristo? Da dove ri-partire? Riprendendo la lettera pastorale del nostro Arcivescovo, don Federico ha ribadito come “L’Eucarestia non è una delle tante attività pastorali, ma è la sorgente di ogni attività pastorale, è il culmine di ogni cammino di evangelizzazione, proprio perché i protagonisti non siamo noi ma Gesù Cristo che si dona a noi”. Bisogna educare alla vita come dono e offerta, all’eucarestia che celebrata e vissuta ha molto da dire sul nostro impegno lavorativo, su come noi viviamo, sulle motivazioni di fondo che ispirano il nostro cammino”. Occorre che il cristiano testimoni l’incontro con Cristo proprio attraverso la sua conversione. Don Pigoni ha concluso la sua esposizione lasciando alcune domande per il consiglio: la crisi che stiamo attraversando ritieni sia un’opportunità per l’annuncio della vita buona del Vangelo come singoli e come comunità? Se lo è in che modo?; nel discernimento comunitario che si impone in questo tempo quale riflessione sullo stile di vita, sulla modalità di annuncio del Vangelo, sulla testimonianza della carità?; la Lettera Pastorale di quest’anno rappresenta una bussola orientativa importante per comprendere cosa suggerisce a noi lo Spirito Santo: come stiamo recependola e attuandola nelle nostre comunità parrocchiali? Ampio e ricco il dibattito che ne è scaturito, sono stati una ventina i componenti del consiglio a prendere la parola, alcuni portando anche sollecitazioni raccolte da altre persone o gruppi. Da segnalare l’attenzione posta agli stili di vita che, nutriti dall’incontro personale con Cristo e dalla consuetudine al Vangelo, possono e devono cambiare. L’arcivescovo, in particolare, ha parlato di una “fede generatrice di comportamenti e cultura e di formare una nuova mentalità”. Quattro i pilastri ricordati da mons. Lanfranchi: spiritualità (primato della fede), pensiero (valorizzazione della Dottrina sociale della Chiesa), comunione (in cui circolano le esperienze), ricette, ovvero risposte che devono dare i cristiani, a partire dalle parole della Chiesa e del Vangelo. In conclusione è stato deciso, in via sperimentale, di convocare il consiglio al sabato mattina il 21 gennaio 2012. Si concluderà col pranzo anche per favorire la conoscenza e lo scambio di esperienze fra i consiglieri.


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Domenica 30 ottobre 2011

Scuola

Una riflessione sui valori alla base dell’insegnamento in una scuola paritaria modenese • p.Agostino Manfredini*

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’ noto l’episodio del Vangelo che racconta di Gesù che rimane a Gerusalemme senza avvisare i genitori. Anche lui come ogni buon adolescente fa la sua. Giuseppe e Maria, preoccupati, sono in cerca di lui. Finalmente lo trovano e come ogni buon papà e mamma lo rimproverano: “Figlio perché ci hai fatto questo, ecco tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”. Un parrocchiano della nostra parrocchia di S. Antonio, che dai tempi dell’oratorio Sacro Cuore lavora con i giovani, mi ha suggerito di “adattare” questo episodio del Vangelo ai nostri giorni. E’ Gesù adolescente che vedendo i suoi genitori dice loro: “Papà e mamma perché avete fatto questo, ecco io impaurito vi cercavo”. Genitori, professori, educatori, dove siete? Perché vi siete “persi” nella città, ecco noi adolescenti angosciati vi stiamo cercando. E’ uscito un libro di Paola Mastrocola, insegnante nel biennio delle superiori, dal titolo provocatorio: “Togliamo il disturbo”. Verrebbe la voglia di togliere il disturbo, eccome! Scuola paritaria, nessun contributo finanziario dallo Stato, tenuti a guardia per ogni inadempienza, ragazzi in difficoltà, famiglie assenti. Beh! Noi del Sacro Cuore (nella foto i ragazzi della scuola davanti a S.Antonio in Cittadella insieme all’arcivescovo) ci siamo confrontati su questo testo e abbiamo deciso di “non togliere il disturbo”. Anzi abbiamo deciso di rispondere positivamente ai nostri studenti che quasi inconsapevolmente ci chiedono aiuto. I meno dotati li recuperiamo, i negligenti li sproniamo, i più bravi li portiamo all’eccellenza. Obiettivi irraggiungibili? Può darsi; ma noi ci siamo messi su questo cammino ed accettiamo la sfida. E chiediamo l’aiuto delle famiglie, della Chiesa, delle istituzioni. Ne vale la pena perché il valore dei nostri interlocutori (i giovani) è senza misura e il patrimonio da gestire è di fondamentale importanza: ne va del nostro futuro. Vogliamo rilanciare la scuola come comunità: una comunità scolastica generatrice di clima positivo e di cultura. Ci impegniamo a rilanciare il ruolo educativo della scuola. Insegnante, studente, parente sono aggettivi… il sostantivo che li regge tutti è “persona”. E’ la cultura che rende l’alunno “una persona”. Perché devo studiare? Per diventare una persona.

Noi non togliamo il disturbo E’ la cultura che fa incontrare il passato e il presente e in quell’incontro nasce la persona matura capace, con l’esperienza del passato, di affrontare il presente e il futuro. Vogliamo ottenere il massimo da ogni classe nel rispetto del ruolo e delle capacità di ciascuno. Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. Un buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è una orchestra che prova la stessa sinfonia. C’è il piccolo triangolo e ci sono i primi violini. Bisogna fare in modo che il triangolo e il violino suonino la loro parte in modo impeccabile: ne nascerà una sinfonia praticamente perfetta. Una comunità basata sulla cultura dove ogni persona dà il massimo, ecco l’ideale educativo che vogliamo raggiungere. E con l’apporto di tutti ce la faremo. * direttore istituto S.Cuore

A Fiorano

S. Cuore: s’incontrano Grande partecipazione al Convegno gli ex allievi

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’ in calendario il prossimo 30 ottobre, domenica, l’assemblea annuale dei soci dell’associazione “Amici ed ex Allievi” dell’istituto Sacro Cuore, in viale Storchi 267 a Modena. Al ritrovo parteciperanno anche i padri Giuseppini che hanno trascorso anni del loro sacerdozio presso il S.Cuore e che si trovano attualmente presso altre opere della congregazione. “L’assemblea – scrivono p.Antonio Manfredini e Franco Bertelli nell’invito per il 30 ottobre – rimane purtroppo l’unica ed irripetibile opportunità durante l’anno per rivedere i compagni di un tempo e i padri Giuseppini di ieri e di oggi, per conoscere le novità della vita dell’istituto e soprattutto per proporre ed esaminare possibili iniziative che rivitalizzino l’associazione stessa. Durante la concelebrazione della s.Messa ricorderemo gli amici scomparsi ed in particolare padre Marcello Revrenna, sempre presente agli ultimi incontri con il suo immancabile entusiasmo (nella foto, maldestramente in sella a un asino) e il consigliere Ugo Dalla Barba. Tutti gli ex allievi ed amici sono invitati, dal più anziano che quest’anno compie 103 anni, il can. Antonio Galli, ai 74 neo diplomati di quest’anno”. Questo il programma della giornata: alle ore 10 primi arrivi e primi incontri e tesseramento; dalle 11.15 assemblea cui segue, alle 11.45, la celebrazione eucaristica. A chiusura della giornata, avrà luogo il tradizionale pranzo sociale, per partecipare al quale è necessario prenotarsi con telefonata di adesione al numero 059223153 o via mail: istituto@sacrocuoremodena.it.

degli Archivi Ecclesiastici

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a Sala d’Ercole si è riempita per i partecipanti al convegno “Le conseguenze sugli archivi ecclesiastici del processo di unificazione nazionale: soppressioni, concentrazioni, dispersioni”, organizzato dal Centro Studi Nazionale sugli Archivi Ecclesiastici di Fiorano e Ravenna, ospitato dall’Archivio di Stato di Modena all’interno delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. I lavori sono stati aperti dai saluti del direttore dell’Archivio di Stato di Modena Euride Fregni; del soprintendente archivistico per l’Emilia Romagna Stefano Vitali, dell’archivista diocesano e delegato arcivescovile beni culturali di Modena mons. Adriano Tollari; dell’assessore alle politiche culturali del Comune di Fiorano Modenese Annalisa Lamazzi; della responsabile della Commissione Archivi Ecclesiastici ANAI Sezione Emilia Romagna Gianna Dotti Messori, lasciando poi spazio alle relazioni e alle comunicazioni, presiedute in mattinata da Elio Tavilla, dell’Università di

Modena e Reggio Emilia; nel pomeriggio da Anna Pia Bidolli, dirigente del Servizio II della Direzione generale per gli archivi. A tutti i partecipanti è stato consegnato in omaggio il XV volume degli atti dei convegni: ‘Realtà archivistiche a con-

fronto: le Associazioni dei parroci urbani’ a cura di Gilberto Zacchè. L’iniziativa è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali - Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna, dall’Assessorato alle

Politiche Culturali del Comune di Fiorano Modenese, dall’ANAI Sezione Emilia Romagna e dalla Società di Studi Ravennati, con il concorso e la collaborazione dell’Archivio di Stato di Modena e dell’Archivio di Stato di Ravenna, con il contributo dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, della Fondazione Banco di San Geminiano e San Prospero di Modena, del Comitato per il 150° di Modena e con il patrocinio delle arcidiocesi e diocesi dell’Emilia-Romagna. I convegni che dal 1996 si susseguono con puntualità annuale, alternando una sede fioranese e una ravennate, hanno consentito di pubblicare, con straordinaria e non comune puntualità, altrettanti volumi degli atti che ora costituiscono un patrimonio di valore nazionale. Partiti da una analisi degli archivi parrocchiali, hanno poi affrontato: i libri canonici e stato civile, le pergamene nell’età digitale, gli archivi dei santuari, delle chiese collegiate, delle diocesi, dei seminari, delle organizzazioni religiose femminili, delle fabbricerie, delle confraternite, per giungere al XV volume sulle associazioni dei parroci urbani.


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Associazioni

L’Agesci modenese partecipa alla settimana della salute mentale: nel metodo di Baden Powell, anche lo “scoutismo d’estensione”

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• Lucia Rolando

o scoutismo modenese cattolico Agesci è presente nella settimana della Salute Mentale organizzata dall’Ausl di Modena dal 21 al 28 ottobre 2011, con la mostra fotografica allestita presso il chiostro di S.Pietro. Foto di ieri (lo scoutismo è presente a Modena dal 1922) con l’esposizione delle bacheche storiche del museo scout di S.Pietro, e foto di oggi, in cui si può ritrovare il

Scoutismo in mostra metodo pedagogico con le stesse attività che lo caratterizzano, ancora intatto e propositivo nelle esperienze formative dei nostri ragazzi dagli 8 ai 20 anni. Sono 38 milioni gli scouts presenti nel mondo, 190 mila presenti in Italia. In tutta la provincia di Modena vi sono 28 gruppi scouts cui fanno riferimento 2.500 ragazzi con 248 capi scouts. Come ci comunicano le immagini, scrive Emanuele Moretti nella presentazione della mostra, “le attività formative si basano su autoeducazione e educazione fra pari, nel fare esperienze “da grandi”, ma in modo controllato, con l’impegno e la responsabilità personale e la verifica dell’esito”. L’insegnamento di Baden Po-

well, fondatore dello scoutismo, che egli ci ha lasciato nel suo Testamento Spirituale è la cura di sé, nella salvaguardia della propria salute e dell’ambiente, nell’essere capaci di meravigliarsi e rispettare la natura; essere utili, “lasciando il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato”; la capacità di sognare e fare progetti: “Guardate lontano, e quando pensate di stare guardando lontano, guardate ancora più lontano….”. E poi, ancora, lo spirito di avventura per affrontare gli imprevisti della vita ed imparare a “lanciare il cuore oltre l’ostacolo”, con buona base di prevenzione del disagio psicologico in età giovanile e in età adulta. Inoltre fin dal 1907 Baden

Powell orientò il metodo pedagogico nello “scoutismo d’estensione” cioè verso i ragazzi con disabilità fisico-psichiche. Sono poco noti, ma davvero tanti gli esempi tradizionalmente presenti di inserimento

in tutti i gruppi della provincia di ragazzi con disabilità. Le foto della mostra in S.Pietro sono raggruppate secondo tre tematiche principali; la prevenzione: “Sperimentare l’avventura per prepararsi alla vita”; l’inclu-

sione: “Vieni a giocare con noi”; la comunione: “Scoprire la comunità per sentirsi persona”. Conclusa la mostra in occasione della Settimana Salute Mentale, le foto rimarranno visibili sul sito www.agescimodena.it.

Sei giorni in Terra Santa Viaggio spirituale con il Centro Turistico Acli

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ra i numerosissimi viaggi proposti dal Centro Turistico Acli, come ogni anno spicca il pellegrinaggio di dicembre in Terra Santa. In preparazione al Natale dal 5 al 10 dicembre, sei giorni alla scoperta dei luoghi della fede più significativi del globo. Il primo giorno il ritrovo è fissato presso l’aeroporto con partenza per Tel Aviv. All’arrivo incontro con la guida e trasferimento a Nazareth. Le visite guidate inizieranno immediatamente con la basilica dell’Annunciazione. Successivamente sistemazione in albergo con cena e pernottamento. La mattinata del secondo giorno sarà interamente dedicata alla visita della città di Nazareth con la chiesa di San

Giuseppe, il museo Francescano, la fontana della Vergine, la sinagoga e la chiesa ortodossa di San Gabriele. Nel pomeriggio invece visita a Cana di Galilea e sosta nella chiesa che commemora il primo miracolo pubblico di Gesù. Giunti al terzo giorno ci si sposterà sul lago di Galilea per una visita dei luoghi della vita pubblica di Gesù. Si raggiungerà il monte della Beatitudini e Tagba, per il tour delle chiese del Primato e della Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Successivamente trasferimento a Gerusalemme lungo la valle del Giordano e la depressione del Mar Morto e arrivo in serata a Betlemme. Al quarto giorno trasferimento al mattino a Gerusalemme e inizio della visita alla città santa: salita alla Spianata del Tempio, visita al Muro della Preghiera e al quartiere ebraico. Si continuerà con il Sion cristiano per la visita al Cenacolo e della chiesa della Dormizione. Nel pomeriggio visita del Monte degli Ulivi: edicola dell’Ascensione, grotta del

Padre Nostro, Dominus Flevit, basilica Getsemani. La giornata terminerà con la tomba della Madonna e le grotta dell’arresto di Gesù. Il quinto giorno inizierà con la visita del Campo dei Pastori e della Basilica della Natività. Dopo pranzo, sempre a Gerusalemme: la Via Dolorosa con soste alla chiesa crociata di Sant’Anna, alla chiesa della Flagellazione, alla basilica della Resurrezione con il Calvario e il Santo Sepolcro. Il sesto e ultimo giorno si articolerà tra la visita dei santuari di Ein Karem, che ricordano la visita di Maria a santa Elisabetta e la nascita di san Giovanni Battista. Infine trasferimento all’aeroporto di Tel Aviv per il rientro in Italia. Un’occasione da non perdere per scoprire i luoghi dove ha avuto origine il cattolicesimo accompagnati da guide esperte e per condividere la propria fede con numerosi altri credenti provenienti da tutta Italia. Pre info e prenotazioni: tel. 338 4108554, cta@aclimodena.it, www.aclimodena.it/cta.


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Domenica 30 ottobre 2011

Missioni Da Itaberai il blog di uno dei due sacerdoti modenesi missionari in Brasile • don Francesco Capponi

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el 2004, in occasione dei 40 anni della missione modenese in Brasile, ne raccontai la storia in quattro o cinque puntate, con una serie di articoli che fu pubblicata sul settimanale diocesano di Modena. Chi non la conosce la cerchi lá, se lo desidera. Oggi voglio solo registrare (non comunicare, perché lo sanno giá tutti) che stamattina, (era sabato 17 settembre 2011 ndr), con un aereo della Tap, don Eligio Silvestri parte per l´Italia. Ha il biglietto di andata e ritorno, e non ha definito che il suo rientro in Italia sia definitivo, ma credo che lo abbia fatto per non sottomettersi una sequela interminabile di celebrazioni di commiato, che non gli piacciono. Volevamo organizzare una messa solenne come segno di affetto di tutta la parrocchia e lui ha chiesto di non farlo. Per l´età e le condizioni di salute ho l´impressione che le sue intenzioni siano di restare lí. Se ne va un altro del gruppo modenese a Goiás, e sicuramente il più significativo per personalità e passione missionaria (nella foto il pranzo di saluto a don Eligio, primo

“Ora rimaniamo in due” da sinistra, nella casa parrocchiale di Itaberai). A Modena questo gemellaggio con Goiás fu un movimento. Ora rimaniamo in due, don Maurizio ostinato ed io recidivo. Siamo il resto d´Israele! Questa iniziativa nata dalla Fidei Donum sembra arrivata al tramonto quando mancano 3 anni al cinquantesimo anniversario. Quando terminerà non sarà una tragedia. Nessuno ha mai detto che questo tipo di collaborazione diretta tra due Chiese particolari dovesse durare per sempre. É stata concepita come un aiuto temporaneo per sopperire alla mancanza di clero. Ora la Diocesi di Goiás ha il suo clero. Lo scopo a breve termine é stato raggiunto. La motivazione più profonda della missione, quella che secondo il Papa che ha scritto la Fidei Donum é un elemento costitutivo della Chiesa stessa, é la comunione e solidarietà fra le Chiese locali. Esso dovrà e potrà continuare, ed é già in atto, in diverse missioni verso altre aree del mondo e in modi diversi. Nel mondo di oggi si é diffuso un notevole discredito, o quantomeno diffidenza, nei confronti delle missioni. Il clima é assai diverso da quello degli anni sessanta, quando la missione Fidei Donum cominciò. Partimmo spinti da un´onda emotiva che contagiava tutta la società e che sentiva le missioni come un atto d´amore. Il nostro pen-

siero era forse un po’ ingenuo, ma semplice: Gesú, Figlio di Dio é sceso dal cielo e si é donato all´umanità come pane spezzato per dare a tutti la vita piena. Noi, che amiamo questo suo progetto di

Poco alla volta ci hanno fatto scoprire ideologie conscie o inconscie che, nel passato e talvolta anche nel presenta, minano questo concetto di missione. La “modernità” guarda alle missioni usando

to e corroborate dalla storia del vecchio colonialismo che sottomise molti popoli con la spada e la croce. Sono convinto che queste analisi abbiano un fondamento e che sia doveroso dialogare con il

salvezza, siamo chiamati ad offrirci a lui per continuarlo. Pure io, quando partii nel ‘67, pensavo solo questo. La missione era una conseguenza della fede. Credo che questo pensiero rimanga ancora valido, e sia incrollabile, perché é ciò che ha fatto Gesù e che tutti gli scritti del Nuovo Testamento affermano con forza.

come unico criterio una visione illuminista, e noi siamo tutti un poco illuministi. É un criterio che ci sottopone all´analisi dell´eurocentrismo, neocolonialismo, violazione delle culture e dei modi di vivere, strumentalizzazione della fede per imporre in modo suadente il modello unico di società. Sono critiche non prive di fondamen-

mondo moderno per liberare completamente la Chiesa e le sue missioni da simili piaghe. Non possiamo rinunciare, tuttavia, alla ragione profonda delle missioni che sono un elemento fondamentale della fede in Gesú Cristo. Del resto, di tutto ciò abbiamo già preso coscienza da molto tempo. Il Consiglio Indigenista Missionario (Cimi)

del Brasile e la teologia della liberazione ne hanno tenuto conto fin dagli anni sessanta, cercando in tutti i modi di essere al servizio dei popoli e non del sistema economico capitalista. Noi avevamo un principio che consideravamo assoluto: la missione é per aiutare ognuno a scoprire, attraverso l´incontro con Gesú Cristo, se stesso e diventare soggetto della propria vita e della propria storia. E dal punto di vista storico, anche i più illuministi dovrebbero fare attenzione alla presenza di questa forte ispirazione evangelica nella stessa vicenda delle conquiste coloniali. I gesuiti, i domenicani, e altre congregazioni religiose, ad esempio, non si adeguarono mai alla catechizzazione forzata degli indios, fino a divenire i più strenui difensori dei loro diritti e dignità. Dietro di loro c´era la società cristiana dell´Europa che faceva di ogni erba un fascio considerando la diffusione del cristianesimo come un corollario e un buon pretesto: convertire e civilizzare per conquistare e sottomettere. Ma quei missionari non la pensavano così: si sentivano portatori di Cristo e di vita e dignità umana. Naturalmente i vescovi spagnoli e portoghesi lavoravano su una linea diversa. Mi fermo qui. A scrivere questi appunti dopo aver letto i giornali italiani sembra di vivere sulle nuvole. Ma l´Italia di oggi é un caso a parte.

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Missioni I Medici cattolici modenesi intitolano la sezione alla missionaria Luisa Guidotti • Luigi Melini

Il sacrificio più grande attività missionarie in Africa per periodi prolungati. Paolo Lanzoni, pediatra all’Ospedale di Carpi, cooperante in Tanzania e Mozambico, ha descritto come il missionario deve avere una grande fede in Dio, un grande amore per i fratelli, disinteresse totale di sé per potersi allontanare per lunghi periodi dalla propria famiglia ed dal proprio lavoro. Luca Sarti, internista all’Ospedale di Baggiovara, già cooperante in Uganda, ha segnalato la necessità della

chi si cimenta in attività missionaria e di essere testimone credibile, rispettoso dei costumi e delle abitudini locali, evitando qualsiasi forma di paternalismo educativo. Sono successivamente intervenuti Francesco Melandri, primario cardiologo dell’ospedale di Sassuolo, che ha chiesto la collaborazione per una attività di tipo assistenziale iniziata da tempo all’estero, per la quale auspica un maggior coordinamento con le altre iniziative missionarie.

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abato 22 ottobre, nella sala grande dell’Arcivescovado di Modena, si è svolto il convegno in onore di Luisa Guidotti Mistrali, medicomissionaria modenese uccisa nel 1979 durante i conflitti razziali in Zimbabwe nel corso di un intervento medico d’emergenza, della quale è in corso il processo di beatificazione per le sue eroiche virtù di fede, di carità e di umiltà professionale. A lei è stata intitolata la sezione modenese dell’Associazione Medici Cattolici Italiani. Dopo l’introduzione del presidente dei medici cattolici Luigi Melini, che ha spiegato le motivazioni ed il significato dell’incontro, e il saluto di mons. Antonio Lanfranchi, è seguita la relazione di Mons. Luigi Mazzuccato, direttore storico del Cuamm (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari) di Padova, insignito recentemente della laurea honoris causa in diritti umani, che ha trascorso tutta la sua vita nell’organizzazione medico-missionaria in Africa. Ha ribadito più volte che il missionario deve essere professionalmente preparato, deve essere un testimone della sua fede, deve collaborare con i governi locali e adattarsi agli usi ed alle leggi del luogo (“medici con l’Africa e non per l’Africa”). Tra i progetti ha ricordato quello in Mozambico: consiste nell’attenzione al momento del parto, che troppo frequentemente causa la morte della madre e/o del feto e che è tuttora soggetto a un ticket insostenibile per la popolazione. Sono quindi intervenuti altri testimoni, medici ed infermiere modenesi, tutti impegnati a vario titolo in

Donatella Rometti, ostetrica, ha esposto l’attività formativa organizzata per preparare ostetriche per l’Africa, dove la mortalità per parto ha ancora un’incidenza altissima. Giovanni Guaraldi, infettivologo dell’Università di Modena, ha illustrato quanto l’Università si interessi del sud del mondo, ed in particolare dell’Africa, attraverso l’invio di docenti per collaborazioni di studio e di ricollaborazione in missione con il personale locale per assistere chi ha bisogno anche nelle zone più periferiche e per stimolare nuove energie in grado di proseguire il lavoro già iniziato. Claudio Gollini, internista all’Ospedale di Sassuolo, ha riferito della propria esperienza di vita in comunità locali in Madagascar, dove attualmente lavorano anche il figlio medico e la moglie. Ha quindi presentato il dott. Martin Randriatiana, che attualmente dirige in Madagascar l’ospedale dove esercitano diversi volontari italiani, dei quali ha elogiato la professionalità e l’indispensabilità. Gabriella Guerzoni, dirigente del Gruppo Seguimi, cooperante in Congo e Camerun, ha riferito dell’attività in quei Paesi svolta attraverso il coinvolgimento attivo e responsabile del personale locale, adeguatamente formato, valorizzando quindi la loro autonomia ed autosufficienza. Significativa la relazione di Cecilia Pellicciari, coordinatrice dell’ufficio infermieristico del distretto di Modena, da poco rientrata dal Madagascar, dove è stata più volte; ha ribadito la necessità della preparazione professionale di

cerca con le sedi universitarie dei territori più poveri e con scambio di personale. È intervenuto infine Lauro Magni di Magreta, che ha più volte lavorato in Africa per la costruzione di pozzi. Lucia Orsetti, del gruppo missionario intitolato a Luisa, alla quale era legata da profonda amicizia, ha chiuso il convegno con un commosso ricordo di questa luminosa figura medico-missionaria.

Giornata Missionaria Mondiale

Il vescovo incontra i familiari dei missionari modenesi

Lo scorso 23 ottobre, al termine della celebrazione in Duomo in occasione della Giornata missionaria mondiale l’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi ha incontrato in arcivescovado i familiari dei missionari modenesi che operano in diverse parti del mondo. Sono complessivamente 102 i missionari originari della nostra provincia; in gran prevalenza sono religiosi e appartengono a diverse congregazioni. Quelli ancora in terra di missione sono 49; 53 quelli rientrati in Italia. Per la distribuzione geografica, 15 missionari modenesi sono in Africa, 19 in America (Latina e del Nord) , 12 in Asia e nel Medio ed Estremo Oriente, 1 in Oceania e 2 in Europa.


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Mass media Il convegno nazionale dei settimanali cattolici a Cesena per parlare di territorio e internet • Mariapia Cavani

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i è svolto a Cesena dal 20 al 22 ottobre il convegno nazionale della Fisc (la federazione dei settima-

Due luoghi da abitare

rende impossibile la riflessività. E’ necessario introdurre la variabile umana, che non considera la velocità come un automatismo, ma la relativizza attraverso la presenza della persona. La Chiesa, da sempre sul territorio, può beneficare delle caratteristiche del web: territorio e rete sono così ambienti contigui e sinergici. E’ possibile tenere insieme lentezza e velocità: solo così si evita-

tadini che abitano questo tempo, testimoni senza paura di niente e di nessuno. I territori tradizionali, legati allo spazio, non si contrappongono a quelli nuovi, virtuali, dati dal web e dai social network, perché per vivere nei territori virtuali e sperimentare la logica dell’accesso abbiamo necessità di acquisire la capacità della relazione, tratto distintivo del nostro modo di essere nella società. I

social media espandono processi sociali già in atto: serve il coraggio di stare nello spazio mediale, assumere il presente e non arroccarsi nel passato, assumendo la diaconia della cultura nel continente digitale. Chiara Giaccardi ha ricordato che il territorio digitale non è un surrogato degli spazi reali dell’incontro ma una loro estensione: reale e virtuale sono territori

La tavola rotonda del secondo giorno con Michele Sorice, Chiara Giaccardi e Domenico Delle Foglie nali cattolici italiani della quale fa parte anche Nostro Tempo) sul tema “Territorio e Internet: due luoghi da abitare”. Il convegno nella città romagnola ha offerto anche l’occasione per festeggiare i 100 anni di vita del Corriere Cesenate, il settimanale della diocesi dove è stato vescovo mons. Antonio Lanfranchi prima del suo arrivo a Modena. Numerosi, nell’arco delle tre giornate, gli spunti dagli interventi dei relatori e il dibattito tra i partecipanti, che hanno potuto sperimentare la cordiale ospitalità degli amici e colleghi del Corriere Cesenate e del direttore Francesco Zanotti, affiancato dal suo predecessore don Piero Altieri. Preziosa, nella prima giornata, l’analisi di mons. Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali: nelle sue parole la certezza che non siamo costretti a scegliere tra Internet e territorio. Abbandonare la logica della contrapposizione, per recuperare pienamente il significato di cattolico, non confessionale soltanto, ma capace di accogliere l’insieme, trovare il gusto del complesso. Il territorio è il luogo della lentezza, delle relazioni che durano nel tempo, della sperimentazione e della ricerca di soluzioni. Luogo di una realtà solida, dei tempi prolungati di riflessione. La rete è il luogo della velocità, quasi magica, che permette di cogliere l’insieme, che offre uno sguardo sintetico, analogico. Il web permette contatti che creano mobilitazione, ma

no gli eccessi di entrambe, come la mancanza di profondità o la chiusura delle persone nel provincialismo ottuso. Senza dimenticare la necessità del silenzio, senza il quale non esiste comunicazione. Senza lentezza, la velocità è frenesia, ma senza velocità, la lentezza perde l’analogia, il confronto col mondo: velocità e lentezza non sono incompatibili, ma trovano sintesi nello Spirito. Nuovi linguaggi e nuove responsabilità tra giornali e internet: questo il tema della tavola rotonda del secondo giorno del convegno che ha permesso ai partecipanti di riflettere sulle complesse relazioni tra tecnologia, famiglia, amicizia e contesti di vita, grazie agli stimoli di Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom, Michele Sorice, docente all’ università Luiss, e Chiara Giaccardi, docente alla cattolica e, non meno importante, madre di sei figli. A Delle Foglie il compito di individuare alcune trasformazioni, mentre esse avvengono, per un’opera di discernimento, come la crescita di legami deboli, contrapposti ai legami forti, la consapevolezza che internet dà meno corpo e più immagine e che cambia le modalità di definizione dell’identità e percezione di sé. Michele Sorice ha ricordato che, se è valida la definizione di cultura come l’insieme dei caratteri appresi e non ereditati, allora è necessario saper vivere in tutti gli spazi che all’umano è consentito avere, reali e virtuali, come cit-

contigui, due articolazioni di uno stesso spazio di esperienza che è vissuto come assolutamente reale. Nel rapporto tra giovani e web, in cui essi si muovono con disinvoltura, lo spazio è di tipo audio tattile, non visivo, si fonda sull’empatia, sulla simul- Mons. Domenico Pompili taneità complessa, più che sulla condivisione meritiamo di più di quello che è razionale. Il social network è oggi proposto. Non ci sono alternative, una sintesi tra il diario, in cui ci si la legge e l’amore, tutto sta insieconfronta con se stessi, ed il mu- me e tutto ciò che fa bene all’uoretto, in cui si parla con gli altri. mo ha diritto di esistere. Gli spazi misti però sono ambi- Digitale e reale sono territovalenti, è l’uomo che dà senso ai ri contigui, ma non equivalenti; territori. Considerare poi i media il primo di transito, il secondo come dispositivi implica il rischio di sosta, e noi viviamo la nostra che siano essi a produrre la con- umanità nel confronto faccia a divisione, ma la sfida della cultura faccia. digitale è di passare dai dispositivi Infine dobbiamo darci qualche manipolabili all’ambiente abita- limite, nel nostro ossessivo bisobile: i rischi non sono destini. Ma gno di comunicare, perché anche cosa ci salva? La certezza che c’è il silenzio fa parte della comunidi più di quello che si vede, che cazione.

“La Chiesa conta su di voi” Le parole di mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, al convegno cesenate

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ontinuate ad essere voce del territorio. Innovate la vostra grafica, ma – soprattutto – prestate attenzione ai contenuti: raccontate la cronaca, aiutate a contestualizzare gli eventi, curate la scrittura, investite in qualità”. Ad indicare “alcune tracce di cammino che possano scandire la tabella di marcia ed essere condizione di futuro” per le 189 testate cattoliche locali aderenti alla Fisc è stato a Cesena mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, intervenuto a conclusione del convegno nazionale. “Fatevi scegliere – ha detto mons. Crociata – per una linea editoriale coraggiosa e riconoscibile nella sua identità ecclesiale, sul tracciato della dottrina sociale della Chiesa con la sua costitutiva articolazione di etica della vita ed etica sociale gerarchicamente ordinate e connesse. Abitate il ‘cortile dei gentili’, attenti a sollevare domande, pronti a proporre percorsi di risposta”. Ai giornali Fisc il segretario generale della Cei ha anche ricordato che “le opportunità del nostro tempo” possono essere “ulteriore motivo di sinergia tra voi. La presenza in Rete diventerà allora possibilità e impegno “

a fare sistema (Rete, appunto), a scambiarsi materiali, a lavorare insieme, a sostenersi reciprocamente. Anche l’adesione all’Unione cattolica della stampa italiana – l’Ucsi – può essere via di spiritualità, di formazione e di cultura, oltre che modalità per stringere preziosi rapporti con i colleghi che lavorano nelle altre testate”. “La Chiesa italiana conta su di voi – ha assicurato mons. Crociata – vi è vicina e si impegna a fare la sua parte per sostenervi, anche con la disponibilità – se serve – ad aprire nuovi tavoli di confronto, animati da spirito e da iniziative propositive”. Il segretario della Cei ha quindi invitato i giornali Fisc a “congiungere la semplicità della colomba con la prudenza del serpente, la conversazione del mondo con il raccoglimento interiore – ‘Silenzio e Parola’, per riprendere il tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Ricolmi della vera sapienza, siate forza che, anche in questa difficile stagione, non si stanca di contribuire a formare coscienze libere e mature”. Mons. Crociata si è anche soffermato sulla difficile situazione che per la crisi economica, ma non solo, stanno vivendo le testate

Fisc. Il “vostro impegno – ha affermato – si misura con un contesto sul quale si addensano nubi minacciose”: l’orientamento delle risorse pubblicitarie alle emittenti televisive nazionali; l’aumento considerevole delle spese postali, seguito alla soppressione delle tariffe agevolate; la riduzione del sostegno pubblico con la drastica e sistematica riduzione del fondo per l’editoria... sono tutti elementi che contribuiscono a mettere a rischio di sopravvivenza decine e decine di testate, e quindi centinaia di posti di lavoro. Se-

condo il vescovo, “pur tenendo conto delle precarie condizioni legate alla crisi economica, una simile prospettiva significherebbe anche un impoverimento del pluralismo informativo, del dibattito pubblico, del patrimonio culturale e informativo del Paese. Non va sottovalutato nemmeno l’incredibile apporto professionale che i settimanali diocesani hanno sempre assicurato, quale fucina che ha saputo coinvolgere, formare e, quindi, immettere nel circuito dei grandi media comunicatori qualificati e competenti”.

Mons. Mariano Crociata e Francesco Zanotti


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Esperienze

Un po’ di vento e un aquilone Quattro mesi in Bolivia con l’associazione Casa de los niños di Cochabamba • Marcella Caluzzi

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ualche tempo fa ho letto che le date di partenza e di ritorno di un viaggio non corrispondono quasi mai a quelle stabilite dal nostro cuore. E in

effetti a me è andata proprio così. Sono partita per la prima volta per la Bolivia ad agosto 2009, ma credo che il mio viaggio sia cominciato già prima, quando è nato in me il desiderio di mettermi in gioco, lanciarmi, buttarmi in un’avventura del tutto diversa dalla mia vita ‘ordinaria’. Sono ritornata a Cochabamba anche nel 2010 e infine quest’anno, per quattro mesi. Il mio biglietto aereo riporta, come data di ritorno, il 30 agosto 2011 ma mi trovo a contraddire i pezzi di carta… il ritorno del ‘cuore’ nel mio caso non c’è mai stato, e penso non ci sarà mai. Questo perché quello che ho vissuto io con la Casa de los niños di Cochabamba e con la Bolivia non è

stata un’esperienza, ma una storia d’amore. E le storie d’amore, si sa, se sono vere durano nel tempo e ti strapazzano il cuore, anche se ci si allontana, anche se a volte si fatica a trovare per loro uno spazio qui, in Italia, in questo mondo così ordinato, pulito, strutturato. A volte questa storia è scomoda, ti rende un po’ intollerante, ti rende annoiata di tutto ciò che non la riguarda, scocciata. Qualche tempo fa mi hanno detto anche che più si sta in Bolivia e meno si riesce a raccontarla e non posso che essere d’accordo. Gli anni scorsi sono tornata piena di parole, piena di impressioni… quest’anno solo il silenzio riesce a mettermi in comunica-

zione con quanto ho vissuto in questi quattro mesi. Posso dire soltanto di essermi innamorata di un sogno pazzo, anarchico, libero e spontaneo che si chiama ‘Casa de los niños’, dove si accolgono col sorriso e la

re. Il più delle volte mi è stata data la preziosissima possibilità di camminare al loro fianco, di condividere, di confrontarmi, di sperimentare e di questo sarò sempre grata! Spesso durante il mio cammino mi sono fermata

Una spinta, una corsa e via, si vola nel cielo azzurrissimo che solo in Bolivia ho trovato. Anche noi adulti dovremmo costruire il nostro aquilone, e farlo volare più in alto possibile. Quattro mesi vissuti con i più piccoli mi hanno fatto anche riflettere su quanto sarebbe diverso il mondo se tutti noi imparassimo da loro a fidarci dell’altro incondizionatamente, ad accettare di avere bisogno di lui e a volergli bene, indipendentemente dalla sua storia, età, provenienza, debolezza. Le persone che ho incontrato nel mio cammino mi hanno mostrato in mille modi e con semplicità la bellezza del prendersi cura degli altri, perché amici e fratelli e non perché ‘assistiti’ o ‘beneficiari’. E’ piacevolmente sconvolgente e rassicurante verificare come ci siano posti al mondo in cui la persona umana è ancora solamente una persona umana, fuori da ogni schema economico o di ‘utilità sociale’. Il bambino che nasce è ‘solo’ una gioia, nonostante si viva in una casa di fango a 4.100 metri sul livello del mare senza acqua e gas, e non un ‘pensiero’, un ‘problema’. Un anziano in casa è ‘solo’ una persona cui voler bene, nonostante la sua malattia e i soldi per le medicine che scarseggiano, e non un ‘peso’ di

anche solo per osservare, per ammirare, per cercare di imparare. Innanzitutto dai bambini. Mi sono innamorata della loro capacità, per noi adulti così inarrivabile, di ricercare la felicità e trovarla, nelle piccole cose e con poco. A volte basta solo un po’ di vento e un aquilone fatto di borsine di plastica per essere felici.

cui liberarsi per vivere più comodamente. La Bolivia ha svelato al mio cuore la bellezza disarmante della natura, delle lune piene che ti mostrano una Cochabamba diversa, intensa, dell’alba che sorge sulle montagne, del tramonto in

buona volontà bimbi in difficoltà, perché malati e spesso abbandonati, di tutte le età e provenienze, dalla giungla ai quartieri poveri di Cochabamba, passando per l’altiplano andino. E poi, a fianco, c’è la Cittadella Arcobaleno, dove vivono quasi 60 famiglie che hanno raccolto la sfida di lasciarsi alle spalle i problemi e le difficoltà per credere nella possibilità di vivere una vita differente. In tutto più di 300 persone camminano insieme. E anche io ho camminato un po’ con loro: a volte ho arrancato, davanti a situazioni un po’ dure e impossibili da comprendere, come la morte e la malattia, altre mi sono sentita forte, in grado di corre-

moto dentro la foresta amazzonica o nel retro di un fuoristrada sull’altiplano andino, con la sabbia e il vento che ti pizzicano gli occhi. In questi quattro mesi mi è stato dato un altro grande insegnamento. Mi è stato insegnato che spesso dare alle parole significati più ‘umani’ può cambiare il senso di una vita. La parola ‘casa’ ad esempio. Se tutti noi iniziassimo a pensare alla nostra casa non solo come al luogo in cui viviamo, ma anche e soprattutto come ad

un luogo che accoglie e in cui essere accolti, forse la nostra percezione del mondo cambierebbe un pochino. E’ così via con la parola ‘amico’ o con la parola ‘famiglia’. E’ per questo che io, quando torno a Cochabamba, mi sento a casa, perché mi sento accolta come un’amica, come una sorella e a mia volta condivido e vivo il piacere e la gioia di accogliere quotidianamente, semplicemente, senza tante parole. E per questo non posso che dire grazie, immensamente e con il cuore!

Info Associazione Casa de los niños casadelosninos.blogspot.com/ casadelosninos@alice.it via Verdi, 4 Roteglia (Re) 0536 851431


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dalla Città

E’ morto Wainer Casini, 40enne che viveva nella Casa della Carità di Cognento • don Marco Pongiluppi

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no dei ragazzi della Casa della carità di Cognento, Wainer Casini, è morto il 18 ottobre, di sorpresa, seppur ricoverato per cure significative, e a soli 40 anni. Ha vissuto in diverse famiglie: quella dei suoi genitori, morti presto anche loro, quella del fratello Devis negli ultimi anni, quella di Villa Sabbatini dove andava di giorno, faceva ginnastica e stava bene, quella della parrocchia dove era cresciuto. Lui a tutti rispondeva con passione relazionale, con i suoi occhi e le sue espressioni penetranti. Al funerale a Magreta c’erano tutti, con un dolore composto e fitto, fede genuina, canti che piacevano a Wainer, diverse preghiere e i saluti finali di più persone e giovani. E’ stato il suo sorriso e la sua combattiva voglia di

Verso la Casa paradiso vivere l’elemento che più è ritornato nelle parole e nella memoria interiore. Wainer amava la vita e gli piaceva viverla. In realtà stava male spesso e, dalla sua carrozzina,

slanciava in fuori gli arti di colpo; non era uno scherzo comporli addolcendone gli spasmi e aveva combatti-

menti interiori, come molti disabili, con domande forti. Aveva enormi difficoltà per fare qualsiasi cosa, anche solo mangiare. E’ difficile accettare che se ne sia andato, perchè sarebbe rimasto quaggiù ancora volentieri e perchè il vuoto che ha lasciato è ben più vasto dello spazio che occupava con la sua carrozzina, anche con il braccio steso fuori. Da ultimo, ha rivelato frate Luca della Casa di Cognento, chiedeva di trovare un altro alloggio, senza specificare, dando anche dispiacere; forse sperava in una vita più autonoma, in una comunità con persone più giovani che gli piacevano, forse aspirava a un generico altrove. Già alla fine di una raccolta di racconti, per altro, Wainer

aveva voluto (far) scrivere: “Voglio riposarmi, e se potessi andrei in vacanza alle Maldive come Sylvester Stallone” (Le storie di Casini Wainer, Ausl Modena, distr. Sassuolo, Cooperativa Gulliver, p. 43). Durante le esequie, la sua richiesta è stata collegata alla Casa paradiso dove potrà finalmente correre, libero da impacci e conseguenze. La Casa paradiso è stata al centro dell’omelia del frate della carità don Daniele che, attorniato da fratelli, preti e diaconi diocesani che frequentano Cognento, ha parlato del dolore e della serenità che viene solo dal credere i morti ormai prossimi a quella meta. Noi, però, mi sembra che parliamo troppo della vita eterna come vita dopo la vita o addirittura, nell’aldilà! Certo Wainer ha chiesto luce senza riceverne troppa: “Nel caos dell’oscurità che precede l’alba, cercando la luce, avanzo” (Le storie cit., p. 2). Il sorriso di Wainer però ci ha illuminati sulla ricchezza della vita ordinaria:

Cappella Musicale del Duomo

Ai tasti dell’organo Balbiani, Renato Negri

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ontinua la XVII rassegna modenese di Vespri Organistici Mariani; domenica 30 ottobre, presso la cattedrale cittadina l’appuntamento è con il maestro Renato Negri che, con la partecipazione dei Cantori Gregoriani della Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia, diretti da Silvia Perucchetti, all’organo Balbiani eseguirà musiche di Bach, Guilain e de Grigny. Reggiano di nascita, Negri ha ha conseguito presso il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma la Maturità Artistica. Presidente dell’Associazione Italiana Organisti di Chiesa

dal 1998 al 2007, è impegnato da anni nell’attività concertistica, è organista titolare della Chiesa di San Francesco da Paola e dell’organo “L. Montesanti” del 1815 del Teatro Municipale Romolo Valli. E’ operatore culturale presso l’Assessorato alla Cultura del Comune, direttore artistico della rassegna Soli Deo Gloria, direttore della Capella Regiensis e docente di Organo all’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Peri”. Anche il quinto appuntamento con la rassegna organistica della Cappella del Duomo ha inizio alle 17, a seguire, alle 17.30, i secondi Vespri Capitolari e, alle 18, la Santa Messa. Per info: www.duomodimodena.it/cappellamusicale.

Modena Terzo Mondo

A sostegno del Brasile

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abato 29 ottobre Modena Terzo Mondo organizza una cena di raccolta fondi per il Brasile. Ospiti della serata, che avrà inizio alle 20.30 presso la Polisportiva Gino Pini, i volontari che sono stati in Brasile e Ilaria Freccia. La regista modenese, in collaborazione con Modena Terzo Mondo, sta curando un film sullo sfruttamento dei minori. In questa occasione la Freccia presenterà il proprio progetto di sensibilizzazione e i volontari racconteranno la propria esperienza in Brasile.

Servizi per i cittadini stranieri

L’integrazione? In appalto

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arà affidata con una procedura aperta, aggiudicata attraverso il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa valutata in base a prezzo (40%) e qualità (60%), la gestione delle attività e dei servizi rivolti all’integrazione dei cittadini stranieri nel territorio comunale di Modena per i prossimi tre anni. L’importo totale dell’appalto è di 2 milioni 581 mila euro, pari a 100 mila euro annui in meno rispetto al costo attuale dei servizi. Lo stabilisce la delibera approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comunale con i voti favorevoli di Pd, Sinistra per Modena, Idv e Modenacinquestelle.it; l’astensione di Mpa e Pdl, mentre hanno votato contro il consigliere Andrea Leoni (Pdl) e Lega nord. “Sono 27 mila 154 i residenti a Modena con cittadinanza non italiana, pari al 14,7 % della popolazione, e negli ultimi anni sono decisamente aumentati gli immigrati europei”, ha detto l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti. In particolare, il provvedimento si riferisce ad attività culturali per l’integrazione sociale, di mediazione linguistica (nel 2010 sono state realizzate 1350 ore), d’informazione e orientamento (lo scorso anno sono state quasi 4 mila le pratiche per idoneità dell’alloggio, quasi 6 mila le prenotazioni per il ritiro di permessi, oltre 200 i colloqui con detenuti stranieri), di accoglienza relative al disagio socio-sanitario (nel 2010, ad esempio, sono state effettuati 156 prese in carico, 53 accompagnamenti ai servizi, 1187 contatti dell’unità di strada). E, ancora, sono contemplati nell’atto le attività connesse alla gestione delle strutture di accoglienza per persone con gravi situazioni socio-sanitarie (55 quelle ospitate nel 2010) e gli interventi del progetto Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati finanziato dal Fondo nazionale (Modena per gli anni 2011, 2012 e 2013 ha un finanziamento per la copertura di 50 posti pari a 511 mila euro annui). Inoltre, la Regione per il 2011 ha stabilito un finanziamento di 110 mila euro dal Fondo sociale locale per le attività previste nell’appalto e un ulteriore stanziamento di 50 mila euro relativo al programma carcere.

esperienze di tale chiarore interiore e di tanta grazia da farci arrivare alla soglia della relazione piena con Dio, la vita dei sacramenti. Quanto è eterno quello che oggi sa di Vangelo? Le relazioni sane e belle, il cercare Dio dentro e oltre il lavorare, elaborare il lutto, la pena del peccato, l’eccessivo dolore e la gioia piena; quando non c’è abbastanza tempo per ringraziare. Di Wainer perdiamo il volto vero, e quanti volti perdiamo! Se non guardiamo con fede al prodigio di ciò che è eccezionale e alla grazia soprannaturale che abita la casa dove viviamo. Diciamo grazie a Wainer come l’abbiamo detto a Giuly, l’altro grande del sorriso che la nostra comunità ha visto passare. Questi giorni dei Santi e dei

defunti ci fanno sentire queste persone, ci consegnano al turbamento, ci sollecitano a superare ogni perdita e a farci prendere dal desiderio della pienezza. Chi segue lo Spirito e grazie a lui fa morire le opere dell’egoismo vivrà (Romani 8) gradualmente. Che sia bella la casaparadiso rende bello il cammino, e molto bella la casa dove viviamo. Speriamo di poterlo fare più insieme, più contemplativi e più spediti, grazie a questi volti. E che le loro domande trovino la compagnia di Colui che le domande infonde per donare l’altrove della libertà. Che possano trovare le corse, le grida, i canti, la gioia. L’invocazione inudibile possa essere ascoltata.

Parrocchia Spirito Santo

Domenica della Divina Misericordia

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n occasione della prima festa liturgica del Beato Giovanni Paolo II, la parrocchia dello Spirito Santo propone la Domenica per la Divina Misericordia. Il 30 ottobre presso la chiesa parrocchiale padre A. Tissot predicherà le messe e sarà disponibile per le confessioni. Questo il programma della giornata: alle 16.30 esposizione del SS. Sacramento e confessioni, alle 17.15 meditazione, alle 18 risposta a domande, alle 19 vespro e benedizione eucaristica.

Chiesa Santa Maria delle Assi

Visite guidate con la Confraternita

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a Confraternita della Santissima Annunziata, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Modena, organizza visite guidate gratuite per scoprire la chiesa di Santa Maria delle Assi, in corso Canalgrande 10, recentemente restaurata, e le opere che vi sono custodite. La Confraternita della Santissima Annunziata è il più antico sodalizio mariano della diocesi; è nata nel 1423 e ha sede nella chiesa di Santa Maria delle Assi dal 1783. Per info e prenotazioni: tel. 059 2033480, 059 210878, cstorico@comune.modena.it

Parrocchia di Albareto

Corso di musica e chitarra per bambini

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a parrocchia di Albareto promuove un corso di avviamento alla musica e alla chitarra per bambini delle elementari e ragazzi delle medie che inizierà sabato 29 ottobre. Per info e iscrizioni: www.parrocchiadialbareto.modena.it


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dalla Pianura È morta Claudia Ascari, insegnate di religione di Soliera, impegnata nell’aiuto ai disabili e in Azione Cattolica

Una vita per i ragazzi

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laudia Ascari non ce l’ha fatta, dopo un grave malore mentre era in auto e diversi giorni in terapia intensiva, la professoressa di religione all’Istituto Superiore Francesco Selmi di Modena è morta nella serata di martedì 17 ottobre. Claudia, 53enne solierese doc, è stata accompagnata con la preghiera da migliaia di persone: tanti compaesani, ma anche tanti, tantissimi, allievi che hanno avuto la prof come docente di religione in questi anni. Il funerale è stato un momento davvero commovente, con la chiesa parrocchiale “San Giovanni Battista” stracolma e tantissime persone sul sagrato. Era sempre sorridente, aveva sempre una buona parola e un grande entusiasmo e, soprattutto, contagiava con il suo impegno in favore dei piccoli, dai suoi studenti, che la stimavano

Una serata in sostegno dei missionari comboniani in Eritrea

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• Laura Solieri

n occasione della 16a Giornata Missionaria Mondiale, sabato scorso 22 ottobre presso un agriturismo a Bomporto, si è tenuta una grande cena tricolore, con lotteria organizzata per destinare il ricavato ai missionari comboniani dell’Eritrea, che li distribuiranno in parte ai bisognosi del luogo e in parte li racco-

molto al pari dei colleghi, ai ragazzi disabili dell’associazione Gruppo Genitori Figli con Handicap. Claudia Ascari ha insegna-

Cena di beneficienza con Garibaldi e Anita glieranno per attuare opere di ristrutturazione dei luoghi di culto e di altri edifici destinati ad accogliere i poveri senza dimora. L’evento è stato promosso da vari giovani bomportesi, impegnati da sempre in opere di beneficenza. Alla serata hanno partecipato ottanta persone ed il ricavato della lotteria è stato di 665 euro, che si aggiungono ai 1250 euro raccolti in giugno durante una serata analoga e

Villanova

Lo storico maestro Palma festeggia l’Unità d’Italia

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to religione prima alle scuole medie inferiori di Soliera poi all’istituto Superiore Francesco Selmi di Modena. Amata e stimata dai ragazzi, dai genitori e da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarla nelle sue attività di formazione agli studenti, di volontariato e di sostegno ai più bisognosi, la prof Ascari era un’entusiasta della vita e, instancabile, ha sempre lavorato per il bene del prossimo. L’impegno in Azione Cattolica

• franco mantovi

l maestro Mario Palma, ultraottantenne in gran forma, ha voluto festeggiare alla sua maniera, sotto il campanile, i 150 anni dell’Unità Nazionale, accanto agli scolari di trent’anni fa. Lo ha fatto con una cena apparecchiata nel gazebo (messo a disposizione dal parroco don Geraldo Gomes) della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. A fine serata il maestro Mario Palma ha consegnato un significativo “souvenir” ad Antonella Paltrinieri, allora “alfiere di classe” nella scuola costruita prima della Grande Guerra. Si tratta di un grande volume per approfondire la conoscenza della storia, dell’arte e della cultura di Nonantola, la terra della celebre Abbazia, fondata dal monaco Anselmo “faro di civiltà religioso, culturale e sociale fin dal più remoto Medioevo”.

destinati sempre all’Eritrea. Un evento goliardico tra compaesani che hanno scelto una vigilia significativa per festeggiare in modo del tutto personale il 150° dell’Unità d’Italia, pensando anche a chi italiano non è, ma ha bisogno di aiuto e sostegno da qui. E alla cena non potevano mancare due personaggi di spicco come Giuseppe Garibaldi e la sua Anita! Bomporto sta vivendo un momento di grande impegno per il sociale: oltre a questo importante appuntamento, a novembre, in occasione della Fiera di San Martino, nelle domeniche 6 e 13, sarà la volta dei ragazzi del dopo cresima della parrocchia, che guidati dagli educatori terranno bancarelle nelle quali

venderanno bambole, articoli natalizi da loro confezionati e scatole a sorpresa, utilizzando il ricavato per autofinanziare i loro campeggi estivi ed attività parrocchiali varie. Le bambole che rimarranno invendute saranno destinate agli asili di suor Bianca Lodi in Kenya e Tanzania. Accanto a queste bancarelle ce ne saranno tante altre a sostegno della beneficenza, in particolare la bancarella “Amici a 4 zampe”, il cui ricavato sarà destinato ad attività di volontariato per la cura dei gatti abbandonati. Come ogni anno, infine, sempre in occasione della Fiera del paese, si terrà la consueta pesca parrocchiale nei locali adiacenti alla chiesa.

Cavezzo

“When the Saints, dalla Lauda allo Spiritual”

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usica protagonista a Cavezzo. Lunedì 31 ottobre, vigilia della solennità di Tutti i Santi, la chiesa di Sant’Egidio Abate ospiterà alle 21 il concerto “When the Saints, dalla Lauda allo Spiritual”, con il coro T. L. De Victoria di Castelfranco Emilia. Ingresso ad offerta libera.

a Soliera e quello dell’associazione Gruppo Genitori Figli con Handicap, è sempre stato un filo rosso della sua vita. Appena appresa la notizia, i ‘suoi’ ragazzi hanno voluto lasciare commenti e ricordi, ne riportiamo alcuni (tratti da www.temponews.it). Vero-

nica scrive: “Perché usare il passato... la prof è in noi e sempre ci rimarrà... è una persona che come lei ce ne sono poche... lei riusciva a tranquillizzarci per una verifica o per un’interrogazione... riusciva sempre a farci sorridere... ed anche il problema più grosso parlando con lei lo si risolveva...una spalla su cui piangere e una su cui ridere... poi ci viziava tutte le settimane con le sue torte,i suoi cioccolatini... rimarrà sempre viva dentro di noi... ciao Clò”. Martina: “Era una persona unica, speciale, generosa e sopratutto ha aiutato un po’ tutti quelli che la circondavano”, ancora Fabio: “Un grande rammarico per la scomparsa di una persona con un cuore grande secondo solo all’umiltà di una persona straordinaria, una mancanza incolmabile”.

Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena tel. e fax. 059/344885 - redazione@nostrotempo.it Curia: tel. 059/2133866 - fax. 059/347326 - 059/2133805 Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Elena Cristoni, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Massimo Nardello, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, mons. Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: don Francesco Capponi, Carlo Cardia, Francesco Gherardi, padre Agostino Manfredini, Luigi Melini, Sandro Neri, Gabriele Pattarozzi, Roberto Pivetti, don Marco Pongiluppi, Lucia Rolando, don Gabriele Semprebon, Laura Solieri Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Luigi Esposito

Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 2054 copie Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento fino a dicembre 2011 Ordinario: 20 € - Sostenitore: 80 € Modalità di pagamento: - Conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena - Conto corrente postale n. 14614416 - Nostro Tempo - casella postale 357 Modena 3 - Presso gli Uffici pastorali: via Sant’Eufemia, 13 Modena (Ufficio Stampa) - Presso la Galleria Incontro Dehoniana: c.so Canalchiaro, 159 Modena Per informazioni: tel. 059 2133867 il lunedì e il giovedì ore 9-12 abbonamenti@nostrotempo.it Pubblicità Contattare MediaMo tel 059/350269 - info@mediamo.net


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dalla Pedemontana

Inaugurato nei giorni scorsi a Formigine il centro pastorale San Francesco • Francesco Gherardi

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’inaugurazione di questo centro sportivo ed educativo San Francesco non è solamente un importante evento ecclesiale, ma interessa tutta la comunità civile di Formigine”: così il sindaco Franco Richeldi ha salutato l’inaugurazione ufficiale del nuovo centro pastorale della parrocchia San Bartolomeo Apostolo di Formigine. “Il nuovo centro San Francesco - ha sottolineato Richeldi - è un luogo non periferico, ma centrale della nostra città, che vogliamo bella e attenta alla qualità della vita”. Il centro è l’ultima opera in ordine di tempo realizzata dalla parrocchia del capoluogo per raggiungere tutti e coprire

Opere di Dio l’intero territorio, e specialmente quei nuovi quartieri che sono - per ragioni territoriali, per composizione sociale, per recente formazione - maggiormente ai margini della vita comunitaria. La struttura nei pressi di piazza Roma conta nove aule per il catechismo e le attività parrocchiali, una sala polivalente attualmente destinata a cappella, l’ufficio della Polisportiva giovanile salesiana “PGS Smile”, l’appartamento del custode, quattro spogliatoi con servizi igienici e locali di servizio. Un bel campo da calcio regolamentare è già utilizzato, altre attrezzature sportive minori arriveranno. L’inaugurazione è avvenuta domenica 16 ottobre con la messa celebrata all’aperto, sul piazzale del nuovo Centro pastorale, dal parroco don Giuliano Gazzetti e animata dal coro dei giovani, con la partecipazione dei ragazzi,

dei giovani, delle famiglie, dei malati, degli sportivi “Questo centro - ha detto don Gazzetti durante l’omelia commentando il Vangelo della domenica - nasce perchè delle persone hanno

messo in pratica in vario modo l’insegnamento del Signore: rendere a Dio ciò che è di Dio. Cosa è di Dio? Come sul denaro dell’offerta a Cesare è impressa l’immagine di Cesare, così sull’uomo è

Maranello

Quando la gara è solidale

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’ in programma per sabato 29 ottobre la terza edizione di “Corri per loro”, camminata di solidarietà a sostegno del progetto “Regando para Viver” di Modena Terzo Mondo, che contrasta lo sfruttamento minorile a Fortaleza in Brasile. Sono previsti una camminata di solidarietà da 3 km e una corsa podistica non competitiva da 8 km, due percorsi nel centro e nei parchi di Maranello. La partenza è alle 16 dal piazzale del Museo Ferrari, con ritrovo a partire dalle ore 14. L’iscrizione da 1 euro dà diritto al pacco gara, con 5 euro si sostiene l’iniziativa e si riceve anche una maglietta o un gadget Uisp Modena. Premi e

riconoscimenti sono previsti per i primi ragazzi del percorso corto, per tutte le società con un minimo di 8 partecipanti, e per l’istituto scolastico e l’associazione non sportiva con più partecipanti. Per tutti, premi in natura, un biglietto d’ingresso omaggio al Museo Ferrari a tutti i partecipanti e uno sconto di 2 euro per ogni accompagnatore. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Maranello, da Uisp Modena e da Modena Terzo Mondo. Il Centro “Regando Para Viver” di Fortaleza, in Brasile è impe-

impresso in modo indelebile dalla creazione l’immagine di Dio. Ogni persona appartiene a Dio e deve restituirgli, nel dono di sé, la vita che Dio gli ha affidato”. Don Gazzetti ha poi tratteggiato il ritrat-

to della comunità cristiana formiginese, una comunità numerosa - la più numerosa dell’arcidiocesi - e demograficamente vitale grazie alla relativa prolificità della po-

polazione ma anche all’afflusso di nuovi abitanti da altre aree del Paese e del mondo. Ciò implica l’esigenza di strutture adeguate per il catechismo (circa 150-170 bambini per ogni singola classe d’età sino alla Cresima) e per lo sport. “Ma le strutture - ha precisato don Gazzetti - non servono per creare dei recinti: guai se servissero per indurire il cuore! Servono invece perché attraverso le attività che vi si compiono, non escluso lo sport, le persone imparino a donarsi”. Il parroco ha quindi ringraziato chi ha pensato quest’opera e si è speso per la sua realizzazione - in particolare la Polisportiva giovanile salesiana nella persona del suo presidente Giuseppe Bandieri - nonché coloro che con l’offerta di competenze tecniche, di materiali, di manodopera e di denaro ne hanno reso possibile la nascita. Dopo la benedizione della nuova struttura, un’agape fraterna ha permesso di concludere con un momento conviviale i festeggiamenti.

Montegibbio

Letture di santa Teresa d’Avila gnato contro lo sfruttamento di ragazze/i nella prevenzione alla vita di strada quando questo diventa l’unica alternativa possibile alla fame. ‘Regando para viver’ è diventato il centro di aggregazione dove i ragazzi discu-

tono sulla loro realtà e insieme alle associazioni di volontari e alle istituzioni cercano di creare una seria alternativa per una vita migliore. Solo nel 2011, 70 ragazzi hanno abbandonato la vita di strada.

Casinalbo, domenica 6 novembre

L’aspro odor dei tini

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ornerà domenica 6 novembre, sul sagrato della chiesa parrocchiale di Casinalbo, “L’Aspro odor dei tini”, la festa del vino e delle castagne a scopo benefico. Dal mattino sarà possibile fare colazione e assaggiare torte e dolciumi con lo stand del commercio Equo e Solidale, mentre dalle 12,30 tante sa-

ranno le prelibatezze tipiche della stagione autunnale a disposizione dei più golosi: dal vin brulè alle caldarroste, dai sughi e castagnacci ai frittellozzi di farina di castagne. Non mancheranno anche tigelle, degustazioni di aceto balsamico prodotto dai Maestri Acetai, polenta e tortelloni al ragù e burro e salvia, il tutto ‘innaffiato’ da vini

doc. Novità di quest’anno lo zampone, con contorno di fagioloni in umido. Previsti anche un’esposizione di auto d’epoca, spettacoli di intrattenimento per i più piccoli e stand del commercio equo solidale e servizio bar attivo tutto il giorno. In programma anche la 5° edizione di ‘Vota il miglior nocino casinalbese’, che premierà il miglior

nocino made in Casinalbo. Il ricavato della manifestazione sarà messo a disposizione della parrocchia per il finanziamento di strutture ad utilizzo ricreativo parrocchiale e per l’acquisto di generi alimentari per il servizio di distribuzione alimentare alle persone indigenti gestito dalla Caritas parrocchiale di Casinalbo.

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enerdì 28 ottobre alle 20.45 presso il monastero delle Sorelle del Carmelo di Montegibbio (Sassuolo) si terrà l’appuntamento con il ciclo di meditazioni a cura di padre Fausto Lincio. Il tema scelto per la rassegna di quest’anno è la lettura del ‘Castello Interiore’ di santa Teresa di Gesù. Sono invitati a partecipare a queste serate le persone che vogliono approfondire il loro percorso spirituale ma anche chi desidera essere guidato nel cammino della vita.


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dall’Appennino

Rocca Santa Maria torna a splendere L’inaugurazione dei lavori e la strada d’accesso, dedicata a mons. Giacomo Casolari

Pavullo

Giornata del dialogo interreligioso

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rano in tanti sabato 22 ottobre a Rocca Santa Maria. Le autorità religiose e civili (mons. Giacomo Morandi, vicario generale dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola; don Desmond Okoro, parroco di Rocca S. Maria; Luigi Ralenti, sindaco di Serramazzoni, Gian Paolo Casolari, assessore del Comune di Serramazzoni; Emilio Sabatini, presidente della Provincia di Modena; Matteo Richetti, presidente del

aria, la madre di Gesù” è il tema dell’incontro proposto in occasione della decima giornata del dialogo cristiano-islamico in programma domenica 30 ottobre alle ore 16 presso la Casa di Nazareth in piazza San Bartolomeo a Pavullo. Partecipano all’iniziativa suor Maria Teresa Di Lena, religiosa francescana e Youssef Sbai, imam responsabile del segretariato giovanile dell’Alleanza Islamica d’Italia. Nel corso dell’incontro è previsto il momento del dialogo, della preghiera per entrambe le religioni, della convivialità e dell’animazione. La giornata del dialogo cristiano-islamico è proposta dal gruppo “Amici di San Bartolomeo”, dall’ associazione islamica pavullese e da Rocca di pace di Sestola.

Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna; l’architetto Giovanni Cerfogli, tecnico progettista; l’ingegnere Maria Rosaria Mocella, il tecnico progettista del Comune di Serramazzoni e la professoressa Elena Corradini, docente di Museologia e critica artistica e del restauro presso Università di Modena e Reggio Emilia), ma soprattutto tanti fedeli che non hanno voluto mancare all’appuntamento con la restituzione dell’antica pieve romanica. I lavori sono durati a lungo, anche a causa di ritrovamenti archeologici venuti alla luce nel corso del periodo di restauro, e la gente non è mancata proprio a causa dell’affetto di tanti nei confronti della pieve romanica, nota in tutta la provincia. E’ stata intitolata la strada che

Solidarietà e beneficenza dalla Lega di Sassuolo

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ivere il territorio, essere vicino alla gente, partecipare ai suoi problemi, farsene anche carico per cercare di alleviarne il peso: è questo il senso dell’iniziativa che la Lega Fnp/Cisl di Sassuolo ha organizzato presso il Circolo Pagliani (via Monchio 27 – Sassuolo). Ideata dall’intraprendente Bruno Manias, responsabile coordinatore dell’accoglienza presso la Sede Cisl di via Mazzini n. 178/3 (centro Somada), ha trovato l’immediato sostegno della Segreteria della Lega Sassolese e della Segreteria Provinciale Fnp. Raccolta la collaborazione dei Circoli “1° Maggio” e “Pagliani”, aggiunto il patrocinio del Comune di Sassuolo, l’Fnp propone dunque una “Cena di beneficenza” il cui ricavato andrà devoluto ad una

ragazza affetta da sclerosi multipla (per contribuire all’acquisto di costose medicine sperimentali non attualmente rimborsabili dalla nostra assistenza sanitaria) e all’ASS. S. De. (Associazione Sostegno Demenza). Lo scopo di questa serata ha facilmente trovato la sponsorizzazione di alcune ditte del territorio, da Cura Natura di Formigine, Cantina Sociale Pedemontana di Formigine, Lavanderia S. Lorenzo di Sassuolo, Dorica bibite. L’avvenimento rappresenta un nuovo protagonismo della Fnp che, grazie all’impegno e all’opera volontaria dei suoi aderenti, ne valorizza capacità e competenze a fini di solidarietà e beneficenza. Il nostro Bruno Manias, il piccolo sardo dal grande cuore, ormai incontrastato pensionato maestro dell’arte del

porta all’antica pieve romanica dedicata alla Vergine Assunta, alla memoria di mons. Giacomo Casolari, sacerdote nato il 7 giugno 1908 a Valle, allora sotto la parrocchia di Rocca Santa Maria, dove è morto nel 2007 a 99 anni. A ricordo e riconoscenza della sua attività pastorale, il Comune di Serramazzoni ora ha deciso di intitolare al suo nome la strada, recentemente restaurata, che porta all’antica Pieve, denominata anche ‘La via delle nostre radici’. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Giacomo Morandi, che ha ricordato e tratteggiato la figura di mons. Casolari I lavori sono costati circa 120mila euro e sono stati resi possibili grazie al contributo della Re-

gione Emilia Romagna, della Provincia di Modena, del Comune di Serramazzoni e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

A cura di

Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena 41124 Modena - via Emilia Ovest, 101 Tel. 059/890846 Fax 059/828456

cucinare, sarà il cuoco della serata; proporrà un menù ricco di due primi, due secondi con contorni vari e, dulcis in fundo, “balsone” da intingere in un invitante frizzantino. Per la Segreteria di Lega Giancarlo Bargi Alla Cena sono invitati iscritti e non iscritti della Lega di Sassuolo Alle ore 20 del 5 novembre Presso il circolo “Pagliani ” di via Monchio n. 27. Le prenotazioni si accettano presso la sede Cisl di Sassuolo tel: 0536 / 886711.


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Varie dalle zone La gita vicariale Pedemontana Ovest, un appuntamento che è ormai tradizione • Gabriele Pattarozzi

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a “gita vicariale” è ormai da decenni un appuntamento annuale del nostro vicariato della Pedemontana Ovest, che si svolge ogni volta in una città diversa dei dintorni, e crea occasioni di conoscenza reciproca tra i ragazzi (di età mediamente intorno ai quindici anni), divertimento “sano” e, perché no, arricchimento culturale. Quest’anno, domenica 16 ottobre, è stata la volta di Padova, la patria “del Santo”, come i padovani chiamano per antonomasia Antonio. Presenti più di centodieci tra ragazzi ed educatori delle parrocchie di Portile, Magreta, Castelnuo-

Conferenza di padre Marco Salvioli o.p. a Formigine • Francesco Gherardi

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aria, da parte sua, custodiva queste cose meditandole nel suo cuore (Lc 2, 19)”: questo il titolo della conferenza del domenicano padre Marco Salvioli, direttore della rivista teologica “Divus Thomas” tenutasi lo scorso venerdì 12 ottobre presso la chiesa confraternitale della Madonna del Ponte a Formigine. La conferenza, organizzata dalla parrocchia, dall’Azione cattolica e dalle confraternite del Santissimo Sacramento e di San Pietro Martire, aveva lo scopo di riflettere sulla perenne attualità della preghiera del santo rosario, diffusa dal bea-

Un giro dal ‘Santo’ vo Rangone, Formigine, Pozza, Torre Maina. Partenza alla mattina presto, nella pungente aria d’ottobre. Arrivati a Padova, una splendida giornata, serena e ventilata, ci ha accolti; le visite alla cosmopolita Basilica (di diritto pontificio), alla tomba di S. Antonio, al chiostro e alla magnifica piazza di Prato della Valle, la più grande d’Italia, hanno poi lasciato il posto alla celebrazione intima allo studentato dei gesuiti, guidata da don Daniele Bernabei, viceparroco di Castelnuovo. Un gruppo di una trentina di ragazzi si era frattanto “perso”, e l’aspettarli per iniziare la celebrazione ha fatto slittare di almeno mezz’ora tutto il programma: da un imprevisto, ecco una perfetta occasione per vivere un’“esperienza di comunità”, ci dice don Daniele.

“Per la sapienza della Chiesa è infatti meglio - prosegue - che mille persone facciano insieme un passo avanti, piuttosto che una sola ne faccia mille”. E relativamente al Vangelo del giorno, il famoso “dare a Cesare quel che è di Cesare...”, ci portiamo a casa che ci è chiesto di “dare a Dio quel che è di Dio”, ovvero il nostro tempo, che in fondo è un dono suo che abbiamo in prestito. Dopo il pranzo, partenza alla volta della settecen-

tesca Villa Pisani nella vicina Stra, splendido retaggio dell’epoca dei Dogi, e permanenza fino al tardo pomeriggio, prima

scorrazzano per il labirinto di cespugli, ci diamo appuntamento all’ottobre del prossimo anno, per andare a...?

Rosario e contemplazione to Alain de la Roche nel XV secolo e stabilita dal pontefice domenicano San Pio V durante la Riforma cattolica nella sua forma attuale, ampliata dal beato Giovanni Paolo II con l’introduzione dei misteri della Luce. “Il rosario - ha detto padre Salvioli - è fare quello che Maria ha compiuto e custodire e meditare gli eventi della sua vita. Tutti i cristiani che pregano il Rosario, lo recitano come preghiera di intercessione, di ringraziamento, forse, meno spesso, di lode. Ma vi sono altri due aspetti del rosario: la meditazione e la contemplazione”. Il rosario è una preghiera che medita ripetendo; non ha il compito di spiegare, ma di fare riflettere sui principali misteri della fede. “Mentre lo facciamo - ha sottolineato

padre Salvioli - ci mettiamo in mezzo la nostra vita e tutto questo viene impastato, amalgamato e tenuto insieme nel cuore. Il mistero di Gesù si riflette sulla mia vita, allora posso riconoscermi in ciò che i misteri mostrano”. Il rosario, non privo della conoscenza dei passi scritturali ai quali fa riferimento, diviene quindi uno strumento che intesse di eternità la ferialità della vita quotidiana: “Dio parla nell’or-

dinario; molte volte nello straordinario si infiltra qualcos’altro. Sono le cose semplici che fanno la santità dei santi, che non sono i santi della domenica, ma i santi nel grigiore della vita quotidiana”. Oggi il rosario è spesso accusato - e non solo dai “fratelli separati” protestanti - di ripetitività e di eccessiva esaltazione del ruolo di Maria nella vita spirituale, a scapito di quello di Cristo. “Non dobbiamo confondere

Modena: martedì 1 novembre a S.Cataldo

Per i bambini non nati

grazia, non la si può meritare. “La contemplazione è l’intelligenza affettivamente densa - ha detto padre Salvioli - e nel rosario, come scrisse Hans Urs von Balthasar, si contempla come tutto venga da Dio, trovi la sua maturità in Cristo e con Cristo torni a Dio”. Maria è il prototipo della Chiesa che viene accolta nella vita trinitaria; allora, come ha concluso padre Salvioli, “la corona con la quale Maria è incoronata nell’ultimo mistero del santo rosario è la stessa vita trinitaria: l’umanità redenta in Cristo, cioè la Chiesa, è accolta nella Santissima Trinità”.

Cinque giovani in Europa

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Campanari a raccolta • F.m.

itrovo comunitario domenica 30 ottobre nel grande spiazzo adiacente l’artistica chiesa altomedievale di S Maria Santissima a Montebonello nel Frignano, presso Pavullo. Si tratta del sodalizio dei maestri suonatori di campane, insieme ai loro familiari e sostenitori, aderenti all’Unione campanari modenesi ‘Alberto Corni’. Guidati dal loro presidente Leonardo Felicani e dal vice, Graziano Giacobazzi, puntualmente alle 11 dopo il richiamo storico con le ‘sonate classiche’ ai sacri bronzi, accanto ai residenti parteciperanno alla messa presieduta dall’arciprete don Carlo Maleti. La messa sarà a cristiano suffragio dell’anima dei maestri-suonatori di campane scomparsi nonchè dei loro benemeriti assistenti ecclesiastici attivi ed apprezzati nell’arcidiocesi di Modena-Nonantola: don Luigi Parmeggiani, don Cesare Manzini e don Antonino Cappi. Come vuole la tradizione, seguirà il pranzo sociale per tutti preparato dai volontari attivi sotto i campanili nel vicariato di Pavullo.

però la ripetizione con la meccanicità, che è una freddezza dalla quale non germoglia nulla - ha affermato padre Salvioli - perchè ripetere e ripetere e ripetere ciò che si ama, aiuta ad interiorizzarlo. Il rosario non è perghiera mariana, ma cristologica. Dato che Cristo non è disgiunto dalla Madre, allora noi preghiamo al modo di Maria. Non si può amare ciò che non si conosce: per questo, conoscendo Gesù nel modo in cui lo conosce Maria, forse potremo arrivare ad amarlo”. Se la meditazione parte dall’uomo ed è un esercizio che il rosario può agevolare, la contemplazione avviene solo per

Emilbanca

Montebonello

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del ritorno. E con l’immagine negli occhi del giardino neoclassico, con i ragazzi che dopo il momento di riflessione finale

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artedì 1 novembre, in occasione della festa di Ognissanti, si rinnova l’appuntamento con la preghiera per i bambini non nati davanti al cimitero di S.Cataldo. A partire dalle ore 15.45, per iniziativa dell’associazione Papa Giovanni XXIII e con l’adesione del Movimento per la vita di Modena, davanti all’ingresso principale del cimitero su via S.Cataldo si svolge un momento di preghiera e di raccoglimento per ricordare i bambini non nati nel giorno dei Santi, “bambini che sono già in cielo e per i quali, con tutta probabilità – spiega Andrea Mazzi, uno dei responsabili modenesi della comunità Papa Giovanni XXIII – nessuno prega”. Al termine della preghiera, sarà deposta una corona di fiori al campo dei bambini non nati nella stessa area del cimitero di S.Cataldo

mil Banca offre cinque borse di studio a giovani disponibili a svolgere un tirocinio formativo all’estero. L’istituto di credito cooperativo presente con cinquanta filiali nelle province di Modena, Bologna e Ferrara partecipa, infatti, al progetto internazionale “Il futuro è in Europa”, promosso dal Centro Educazione all’Europa di Ravenna nell’ambito del programma comunitario “Lifelong Learning – Leonardo – Misura Mobilità. Emil Banca finanzia cinque borse di studio per giovani sotto i 35 anni - laureati, lavoratori o imprenditori - interessati a effettuare tirocini formativi di sedici settimane in paesi dell’Unione Europea. L’opportunità è riservata a tutti gli under 35 residenti in uno dei comuni nei quali è presente Emil Banca; ai soci della banca sarà riconosciuto un punteggio ulteriore nella formazione delle graduatorie. Il bando scade alle ore 13 di lunedì 14 novembre (info su www.emilbanca.it.). «Questo è il secondo anno che finanziamo le borse di studio per tirocini formativi all’estero – afferma il direttore generale di Emil Banca, Daniele Ravaglia -. L’esperienza dello scorso anno è stata molto positiva e l’entusiasmo dimostrato dai borsisti rientrati dall’Europa ci ha spinto a riproporre l’iniziativa, offrendo ad altri cinque giovani del nostro territorio la possibilità di vivere la stessa avventura e mettersi in gioco, sia sul piano personale che lavorativo».


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Chiesa e mondo

Un importante documento del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace

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stituire una nuova Autorità finanziaria mondiale super partes che “regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari”; prevedere “la tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque”; ricapitalizzare le banche “anche con fondi pubblici”, per sostenere l’economia reale: sono le principali proposte contenute nel documento del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace sulla gravità della crisi mondiale in corso, intitolato “Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale”. Un contributo in vista del G20. “L’autorità – ha spiegato durante la conferenza stampa il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace – dovrà avere il fine specifico del bene comune e dovrà lavorare ed essere strutturata non come ulteriore leva di potestà

Una nuova autorità

dei più forti sui più deboli. In questo senso, essa dovrà svolgere quel ruolo super partes che, attraverso il primato del diritto della persona, favorisca lo sviluppo integrale dell’intera comunità umana, intesa come ‘comunità delle nazioni’”. Il cardinale ha precisato che la nota è un contributo “per il discernimento” che “può essere utile per le deliberazioni del G20” che si svolgerà nel mese di novembre a Cannes, in Francia. “La costituzione di un’Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune” è “l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo”, si legge nella nota, che vuole offrire “un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà” di fronte all’attuale crisi economica e finanziaria mondiale che “ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala”. Secondo il dicastero vaticano oggi “è in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso”: oltre un miliardo di persone vivono con poco più di un dollaro al giorno, sono “aumentate enormemente le disuguaglianze”

nel mondo, “generando tensioni e imponenti movimenti migratori”. “Nessuno, in coscienza – ribadisce la nota –, può accettare lo sviluppo di alcuni Paesi a scapito di altri”. “Se non si pone un rimedio” alle ingiustizie che affliggono il mondo, “gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale, politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza, sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di quelle ritenute più solide”. Le cause della crisi. Le cause della crisi sono riscontrate in “un liberismo economico senza regole e senza controlli”, e in tre ideologie che hanno “un effetto devastante”: l’utilitarismo, l’individualismo e la tecnocrazia. Per un mercato a servizio dell’etica bisogna recuperare il primato dell’etica e della politica sulla finanza, da qui le proposte di “misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque”, anche per “contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema mone-

Etica della vita

www.bsgsp.it

L’antropologia clinica di S. Giuseppe Moscati • don gabriele semprebon*

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ome ottimo clinico, Giuseppe Moscati s’inserisce nel filone della scuola napoletana impostata su una metodologia induttiva che si basa sull’osservazione scrupolosa dei segni della malattia i quali aprono ad una serie di possibilità diagnostiche che vengono scremate man mano arrivando infine alla formulazione della diagnosi definitiva. I segni della malattia erano da decifrare e comprendere per poter capire da che tipo di malattia era affetto il paziente ma del paziente ben poco si sapeva e si teneva in giusta considerazione. L’osservazione clinica ha il primato in medicina e per cogliere il clima di quegli anni basta leggere cosa scriveva il grande Villano-

va: “alla osservazione clinica solo è dato cogliere i morbi nella loro flagranza, mentre che stanno rappresentando la loro scena sul teatro della vita…”. Il Moscati s’inserisce quindi in questo filone clinicodiagnostico ma ovviamente, frutto della sua profondissima fede, se ne discosta nella antropologia in quanto la sua visione di uomo non è certo uguale a quella dei cattedratici di quegli anni. Punto di partenza per lui è la compassione e la tenerezza verso l’uomo ammalato, superando quindi la visione oggettuale del corpo verso una prospettiva che vede il corpo come una parte di una unità più completa e profonda costituita anche di una dimensione spirituale. Da qui, di conseguenza, l’approccio con il malato diventa diverso, l’ammalato non è solo un

tario e finanziario”; “forme di diversità. La nota indica l’Onu e della pace, ha risposto alle ricapitalizzazione delle ban- come punto di riferimento di domande dei giornalisti durante la presentazione della che anche con fondi pubblici questo processo di riforma. condizionando il sostegno a Proposte per un “netto salto nota. “Questo non significa – comportamenti ‘virtuosi’ e fi- di qualità”. “Si dà il caso che ha precisato – che le proposte nalizzati a sviluppare l’economia reale”. L’ipotesi di una “banca centrale mondiale”. “Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l’esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di ‘Banca centrale mondiale’ che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali”. Queste le caratteristiche dell’autorità pubblica mondiale, già espresse da papa Roncalli nella “Pacem in terris” del 1963 e poi riprese da Benedetto XVI: “Si tratta di un’Autorità dall’orizzonte planetario, che non può essere imposta con la forza, ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e le nostre proposte appaiono degli ‘indignados’ non abbiano condiviso” e “dovrebbe sorgere in linea con quelle degli ‘in- una loro razionalità o che non da un processo di maturazio- dignados’, ma più che altro vadano sostenute. Il problema ne progressiva delle coscienze sono in linea con il precedente è se si propone questo gridane delle libertà”, coinvolgendo magistero”: così mons. Mario do oppure in un’altra maniera. Noi scegliamo del ra“coerentemente tutti i popoli”, Toso, segretario del Pontifi1884_Nostro Tempo Modena_102x132 12-11-2008 16:49la strada Pagina 1 nel pieno rispetto delle loro cio Consiglio della giustizia gionamento pacato”.

corpo in cui si manifestano dei segni della malattia ma un soggetto che necessita di cure e di attenzioni. Al centro della medicina esercitata da Moscati si trova la persona nella sua interezza e non solo come una cozzaglia di segni da interpretare. Questo modo di far medicina di S. Giuseppe Moscati insegni anche oggi ai medici l’approccio autentico verso il malato che coniuga la philantropia, cioè l’amore per l’uomo, con la philotechnia, l’amore alla scienza. Per far questo, oggi come allora, occorre coraggio e questo coraggio lo si attinge solo da una fede forte e da una intelligenza onesta che sa interpretare l’uomo non solo come un sintomo ma com’è veramente cioè espressione più nobile della natura creata. * In collborazione con il Centro di Bioetica Moscati

Le tue radici e il tuo futuro sotto un buon segno.

Le tue radici, il tuo futuro.


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Sport

Mezzo secolo di sport in parrocchia

La società sportiva “Taccini” della Madonna Pellegrina ha festeggiato i 50 anni di attività

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razie a quanti hanno contribuito a rendere vivi questi festeggiamenti per i 50 anni della Taccini e a quanti renderanno vivo questo ricordo aiutandoci anche per il futuro a formare ancora uomini

Modena in vetta alla classifica del massimo campionato di pallavolo maschile: non accadeva da 10 anni. Prossime sfide i big match contro Trento e Macerata • Roberto Pivetti

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er Modena è di nuovo tempo di supremazia sottorete. Nella città che ha scritto la storia della pallavolo – e che a questo sport ha persino dedicato un museo, l’unico esistente in Italia - si respira entusiasmo a pieni polmoni grazie alle imprese sportive di Casa Modena che, dopo ben dieci anni di assenza, ha riportato un sestetto geminiano a svettare solitario in cima alla classifica del massimo campionato maschile. Conquistando cinque vittorie nelle prime cinque giornate, infatti, la squadra allenata da Daniele Bagnoli guarda tutti dall’alto in basso e sta facendo sognare i tifosi gialloblù come non accadeva da anni. Buona parte del merito per la rinnovata passione che agita i cuori degli appassionati di volley va ascritta proprio al tecnico mantovano, che sulla panchina di Modena colse tra il 1994 ed il 1997 i primi successi della sua straordinaria carriera. Chiamato lo scorso gennaio (in sostituzione del “professore” Silvano Pran-

e donne desiderosi di crescere attraverso lo sport”. Si può racchiudere in queste poche ma incisive parole il significato del cinquantesimo anniversario della U.S.Taccini, la società sportiva fondata il 1 settembre 1961 dalla giunta parrocchiale della Madonna Pellegrina presieduta dall’indimenticato parroco don Ivo Cassiani. Sabato 22 ottobre, nei locali della parrocchia in via Don Minzoni si sono ritrovati in tanti per ricordare il cammino di questi cinquant’anni. Insieme al parroco don Matteo Cavani, per il quale “ciò che colpisce, nel ricordare i cinquant’anni della Taccini è la

dimensione umana che attraverso persone, ricordi, vittorie e sconfitte… è ancora capace di portare forza vitale, oltre che ricordare un equilibrio di cui si è sempre alla ricerca”, tantissimi giovani di “di ieri” e di oggi che sono stati, negli anni, protagonisti del calcio, della pallavolo e, in piccola parte, dell’atletica nelle squadre della Taccini. Anche il sindaco di Modena Giorgio Pighi, così come il presidente della Provincia Emilio Sabattini, non è voluto mancare all’appuntamento del 50° anniversario sottolineando l’importanza che per una parrocchia e per il territorio nel quale essa vive riveste l’opera educativa svolta attraverso la pratica sportiva. E, al di là dei pur apprezzabili risultati sportivi (la U.S. Taccini raggiunse nel calcio la seconda categoria nel 1991 e la serie C nella pallavolo, arrivando alla disputa dei playoff per la serie B…) la dimensione forse più autentica della società sportiva è stata propria quella di porsi come momento di crescita umana, sportiva e spirituale per i ragazzi e le ragazze che

“Salutate la capolista” di) per raddrizzare una stagione compromessa, Bagnoli ha saputo imporre ad una squadra spenta e demotivata la sua filosofia fatta di rigoroso impegno e cura maniacale per i dettagli. A Modena Bagnoli ha ritrovato Bruno Da Re (direttore generale dei gialloblù dal 2009), ricomponendo la coppia artefice del glorioso ciclo del Sisley Treviso. I risultati non si sono fatti attendere e da allora è stato un crescendo continuo, culminato in aprile con le cinque entusiasmanti partite di semifinale che hanno visto Modena sconfitta - solo all’ultimo match – dallo squadrone di Trento che ha poi vinto anche lo scudetto. Una sconfitta che ha lasciato l’amaro in bocca soprattutto perché imputabile all’infortunio patito dal capitano Angel Dennis, senza questo “incidente” forse i tre volte campioni del mondo di Trento non sarebbero riusciti a prevalere. L’estate ha poi portato nuovi importanti arrivi tra le fila di Casa Modena, in particolare gli

schiacciatori Matteo Martino e Matt Anderson (astri nascenti del volley italiano e mondiale), il cui apporto si sta rivelando fondamentale per una squadra che ha nei terminali offensivi la sua arma principale. Dopo le vittorie contro Roma, Ravenna, Monza, Piacenza e Padova, ora i ragazzi in maglia gialloblù sono attesi da due big match contro Trento e Macerata, le maggiori favorite per lo scudetto. Dall’esito di queste due partite si capirà quale direzione prenderà la stagione, intanto i tifosi possono continuare a sognare e ad accogliere le squadre avversarie intonando il coro “Salutate la capolista”.

frequentavano l’oratorio parrocchiale della Madonna Pellegrina. Volti e storie che si ritrovano ora nella mostra fotografica allestita fino a sabato 29 ottobre nei locali della parrocchia e che ripercorrono questi primi 50 anni. Storie anche speciali, come quella della giovane Giuliana Pecorari, il cui ricordo è stato associato, sabato scorso nella messa celebrata in parrocchia, a quello della Taccini perché la giovane ne faceva pienamente parte, così come della comunità parrocchiale.

Giuliana ha regalato il grande segno della sua testimonianza: nata nel 1970 trascorre la sua infanzia e giovinezza in parrocchia insieme alla famiglia. Ride, scherza, prega, canta, gioca a pallavolo nella Taccini, s’impegna come animatrice dei gruppi parrocchiali: la sua vita è dedicata con entusiasmo e dedizione alla sua famiglia, ai suoi amici, alla comunità parrocchiale. Il 22 ottobre 1991 (proprio sabato scorso, dunque, ricorreva il 20 ° anniversario) un’emorragia cerebrale

interrompe la sua vita terrena: Giuliana, da tempo iscritta all’Aido nonostante fosse molto giovane, dona i suoi organi, perfettamente sani. E’ il primo espianto multiplo di organi a Modena; gli ospedali regionali si mobilitano e sei persone possono ricominciare a vivere con gli organi di Giuliana. L’estremo dono di sé, oltre a dare vita e speranza ad altre persone, ha finalmente aperto il dibattito e sensibilizzato l’opinione pubblica sulla donazione degli organi dopo la morte. Una pubblicazione, disponibile in parrocchia, racchiude testimonianze, ricordi e foto dei 50 anni della Taccini che oggi continua a svolgere attività di pallavolo con squadre di ragazzi e ragazze di ogni età e, dalla stagione 20112012, attività di scuola calcio per i bambini in età scolastica, oltre a “Giocando con la palla”, attività motoria per i bimbi nati nel 2006-2007. Ai baby calciatori si affiancherà anche quest’anno la squadra di II serie Csi di calcetto dei giovani superiori-universitari.


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Csi sport e sociale Un progetto del Csi di Modena con e per i giovani dell’Oratorio di Spilamberto

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• E.C.

alute, aggregazione e rapporti umani, sono queste le linee guide che conducono l’attivi-

Un impegno sociale oltre le barriere culturali e religiose

alle iniziative oratoriali per i giovani con tre giorni di apertura, lunedì, mercoledì e venerdì, e con un nuovo impegno formativo e aggregativo per i ragazzi partecipanti. “Inse-

gniamo ai nostri ragazzi alcuni sport, principalmente calcetto, ping pong, bigliardino e, talvolta, pallavolo, ma il nostro scopo principale è offrire loro un luogo dove trascorrere il tempo libero, dove rapportarsi con gli altri e dove imparare regole che saranno utili anche nella loro vita quotidiana - racconta don Andrea Casolari, vicario della parrocchia di Spilamberto e responsabile dell’oratorio –. Le regole sono proprio uno dei punti fondamentali del

persone con altre fedi” spiega don Andrea. Si tratta per lo più di giovani in età scolare superiore, che lavorano, provenienti principalmente da Romania, Albania, Nord Africa e anche da Modena. Il team di lavoro è costituito da don Andrea, da due educatrici laureate in Scienze della Formazione, da un volontario della parrocchia e da un operatore sportivo del Csi di recente inserimento con un ruolo educativo ovviamente maggiormente legato all’in-

tà del Centro Sportivo Italiano tra sport e sociale. E sono questi i valori che hanno spinto il Csi di Modena ad unirsi a don Andrea Casolari nella sua attività con i giovani presso l’oratorio di Spilamberto. Nato otto anni fa, con l’arrivo di don Orfeo Cavallini parroco, l’oratorio ha vissuto un’iniziale vivacità per poi ridurre le aperture settimanali, da sette a due, a causa della carenza di forze disponibili. Quest’anno, invece, nuova vita viene data

di tensione tra ragazzi di diverse etnie, le regole che abbiamo loro insegnato e la fiducia che loro ripongono in noi ci hanno sempre permesso di risolvere anche le controversie più difficili. Ciò che gli trasmettiamo

è la considerazione dell’altro come un pari, l’attenzione ai bisogni e alle difficoltà altrui e la solidarietà. Perchè siamo convinti che soltanto l’aiuto reciproco possa offrire nuove occasioni e questi ragazzi.”

Spazio giochi a Skipass

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uest’anno Csi va a Skipass. Il Centro Sportivo Italiano di Modena sarà presente con uno spazio per famiglie e bambini presso il salone del turismo, degli sport invernali e del freestyle, che si svolge ogni anno presso il quartiere fieristico di Modena, per promuovere località sciistiche italiane ed estere, presentare le ultime proposte in fatto di attrezzature ed abbigliamento sportivo, incentivare il turismo montano in genere. Presso la galleria del padiglione fieristico di Modena verrà allestita un’area giochi morbidi con animatori, truccabambini e palloncini. Uno spazio dove i bambini potranno dare libero sfogo alla propria creatività attraverso percorsi ludico-motori divertenti. Dal 29 ottobre all’1 novembre sarà inoltre disponibile un servizio di babysitting per bambini dai 3 ai 6 anni che permetterà a tutti i genitori di visitare tranquillamente la grande manifestazione modenese. Fermarsi presso lo stand Csi sarà anche un modo per conoscere tutti i progetti e tutti i servizi dell’associazione rivolti in particolar modo alle famiglie e ai bambini, sempre con un occhio di riguardo allo sport e al sociale.

Grande festa con Oplà nostro lavoro di educatori, perchè è attraverso di esse che i ragazzi imparano la correttezza nel gioco e nella vita, imparano ad avere cura dell’ambiente in cui si trovano e in cui vivono, pulendo e mettendo in ordine, e imparano a rispettare gli altri, i loro tempi, le loro opinioni e la loro religione”. I ragazzi che si recano presso l’oratorio di Spilamberto sono, infatti, un gruppo, che varia tra i trentacinque e i quaranta, del tutto eterogeneo per età, provenienza e religione: “L’oratorio è ovviamente di ispirazione cristiana ma è aperto anche a

segnamento sportivo. Tutti e quattro, però, sono intimamente legati alla formazione di questi ragazzi, vivono accanto a loro, li ascoltano, li coinvolgono e cercano di indirizzarli verso le giuste scelte per una vita migliore. “Il valore aggiunto, che a mio avviso solo una parrocchia e il volontariato possono dare, è il rapporto umano. Noi ci prendiamo cura dei giovani, li seguiamo da vicino e loro percepiscono questa nostra attenzione nei loro confronti. - continua don Andrea – Si tratta di un fattore estremamente importante per ragazzi che spesso hanno situazioni difficili in famiglia e che necessitano di una guida per mettersi sulla buona strada. Vogliamo che parlino con noi e si sentano a casa.” Un impegno sociale forte, dunque, che si mescola a iniziative sportive volte alla salute psico-fisica, alla disciplina e ad una maggiore socialità. Tra queste, oltre alle iniziative interne, alcuni tornei tra oratori in cui ragazzi di altre parrocchie sono stati invitati a Spilamberto per nuove sfide e nuove conoscenze. “Nonostante a volte ci siano stati episodi

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vete preparato il costume e i trucchi? Siete pronti al divertimento? Oplà annuncia l’apertura straordinaria in occasione del ponte di Ognissanti: lunedì 31 dalle 16 alle 19.30 e dalle 20.15 alle 23.30, raccontastorie, truccabambini e palloncini per tutte le famiglie. E se vieni mascherato potrai essere premiato! Ricordiamo inoltre i prossimi appuntamenti con le aperture serali del centro ludico Csi di via Gasparini, dalle 20.15 alle 23.30: il 5 novembre “La danza all’Oplà”, prove aperte e spettacoli a cura della scuola d’arte Talentho, il 12 novembre “Racconti e letture animate di fiabe e leggende dal mondo”, spettacolo con Valentino Infuso, di MOH Teatro in Polvere, che interpreta fiabe e racconti popolari. Con la stagione fredda che si avvicina è giunta l’ora di iscriversi ad un’altra importantissima iniziativa di Oplà: il centro invernale per bambini, suddiviso in due settimane (l’ultima di dicembre e la prima di gennaio) e in diverse fasce di età. Le iscrizioni si chiuderanno il 7 dicembre, affrettatevi! Per info e prenotazioni: tel. 059 285215, info@oplamodena.it.

Csi e Settimana della salute

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n occasione della settimana della salute, dal 5 al 13 novembre, il Csi di Modena, in collaborazione con il Comune di Sassuolo e l’Azienda Usl di Modena, ha organizzato due eventi di incontro tra salute e sport. Il primo appuntamento è sabato 5 novembre in mattinata per la camminata presso il Parco Ducale di Sassuolo organizzata dalla società sportiva Csi Podistica “La Guiglia”. A seguire “Buffet della salute”. Il secondo è sabato 12 novembre alle 20.30, presso il Teatro Carani di Sassuolo, per la rassegna di danza “Palcoscenici urbani”, a cura delle associazioni di danza Csi. Per info e programma completo: danza@csimodena.it, www. csimodena.it.


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Cultura Al comunale una serata di danza per i paesi in via di sviluppo

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a bella addormentata nel bosco e la chirurgia estetica ricostruttiva, un binomio possibile in occasione della serata di beneficenza che si terrà sabato 5 novembre presso il Teatro Comunale di Modena. Sul palco del Luciano Pavarotti il politecnico Marie Taglioni metterà in scena lo spettacolo di danza in due atti “La bella addormentata nel bosco”, con

Fiabe e chirurgia per beneficenza la regia e coreografia di Nadia Fava. L’intero ricavato della performance verrà devoluto all’associazione di volontariato Interethnos Interplast Italy che, nata a Bologna nel 1988, opera in diversi paesi in via di sviluppo con proprie equipe di chirurgi plastici, anestesisti ed infermieri di sala operatoria. L’associazione fornisce la propria opera gratuitamente ed effettua esclusivamente interventi di chirurgia plastica ricostruttiva intervenendo su gravi malformazioni del cor-

po, ustioni, tumori di enormi dimensioni, gravi traumi del volto e fratture dello scheletro facciale. Un aspetto fondamentale dell’attività svolta è inoltre l’insegnamento della chirurgia plastica ricostruttiva ai medici e chirurghi dei paesi ospitanti. L’associazione, che annovera tra i propri soci molti medici e chirurghi modenesi, ha operato ad oggi più di 7 mila pazienti intervenendo in 12 paesi tra cui Cina, Tibet, Bangladesh, Bolivia, Perù, Iraq, Uganda, Tanzania e Butan. Nel corso della serata,

alla presenza delle autorità cittadine, Gabriella Aggazzotti, preside della Facoltà di Medicina di Modena, verrà nominata ambasciatrice dell’associazione per l’anno 2011/2012. Ospiti d’eccezione inoltre, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, ambasciatore per l’anno 2010/2011, e le registe Liliana Cavani e Cinzia Th. Torrini. I biglietti possono essere acquistati sia presso la scuola di danza Marie Taglioni, sia presso il Teatro Comunale L. Pavarotti. Per info: tel. 059 241007.

Teatro comunale di San Felice sul Panaro

Avventure con la Circoscrizione 4

Proiezioni di viaggi in paesi lontani

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a ottobre 2011 a maggio 2012 l’Angolo dell’Avventura di Modena organizza una serie di proiezioni che illustreranno vari viaggi in Paesi lontani. L’iniziativa, in collaborazione con la Circoscrizione 4 del Comune di Modena, si svolgerà nella sala civica di via M. Curie con inizio alle 21. Dopo la serata del 16 ottobre, il prossimo appuntamento in programma è il 14 dicembre con Stefano Negli su Kenya, Zanzibar e Mauritius e il 18 gennaio con Stefano Puviani su Mali. A presentare la Turchia sarà invece Silvano Cirotti il 15 febbraio.

Galleria civica

E non c’è niente da capire

Una stagione per tutti i gusti A

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ffidata per il secondo anno all’ associazione culturale La dodicesima luna, al via da giovedì 10 novembre la nuova stagione del Teatro comunale di San Felice sul Panaro tra prosa, cinema e percorsi alternativi. Fino al 15 marzo 2012 il cartellone propone cinque spettacoli eterogenei, dalla commedia al cabaret, dal dramma al musical. Nella stagione rientra anche per la proposta di “Percorsi alternativi”, uno sguardo sulle compagnie del territorio, dal dialetto alla danza al teatro e per la presentazione del-

la rassegna cinematografica “Orizzonti veneziani”, che inizia il 2 novembre, con le migliori pellicole presentate alla 68ª Mostra di Venezia. Non vanno poi dimenticati i corsi di teatro rivolti agli adulti principianti e agli adolescenti con il Teatro Amalgama e il corso di cinema organizzato in collaborazione con il Circolo Pacchioni di Mirandola. In programma anche attività per le scuole con spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche ad hoc per gli alunni. A inaugurare la stagione del Teatro comunale di San Felice, giovedì 10 novembre è “Ciranò

e il suo invadente naso”, una divertente e coinvolgente rivisitazione del Cyranò de Bergerac, messa in scena dalla storica compagnia veneta “La Piccionaia - I Carrara”. Un omaggio ai musical è invece “Gershwin & Porter” - I classici del musical americano” che va in scena venerdì 2 dicembre: una performance teatrale che intreccia inediti racconti di vita a grandi successi musicali. Venerdì 13 gennaio 2012 risate e divertimento sono assicurati con i “Clown in libertà” del Teatro Necessario, mentre giovedì 9 febbraio Manuela Mandracchia (vincitrice del pre-

mio Ubu 2003) e Christian Di Domenico sono i protagonisti di “Midsummer” di David Greig: un’insolita storia d’amore tra un avvocato di successo e un uomo insignificante, ambientata nella romantica Edimburgo. Giovedì 15 marzo conclude la rassegna “Buonanotte mamma” di Marsha Norman, con Ariella Reggio e Marcela Serli, un testo commovente ed emozionante sul rapporto madre-figlia. Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.15. Informazioni: tel. 0535.85175 email info@ladodicesimaluna.it.

Centro Alberione

Psiche e musica sul palco

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ell’ambito della Settimana della Salute Mentale, giovedì 27 ottobre al centro culturale Giacomo Alberione torna in scena “I Fisici”. Un noir dal finale rocambolesco ambientato in una casa di cura per malattie mentali funestata da violenti omicidi in cui i colpevoli dichiarati sono tre pazienti che “giocano” a fare i fisici: Newton, Einstein e Mobius. Scritto all’inizio degli anni ’60 in piena Guerra Fredda, questo testo, del famoso autore svizzero F. Dürrenmatt, è tutt’oggi di un’attualità sconcertante, proponendo una riflessione ampia, avvincente e disillusa sui rapporti tra follia, ragione scientifica e potere. Lo spettacolo organizzato in collaborazione con l’associazione Rosa Bianca, inizierà alle 21. La serata successiva, invece, vedrà sul palco dell’Alberione una conferenza-concerto in cui verrà indagato il rapporto tra la sofferenza psichica che afflisse alcuni noti compositori e le modalità in cui tale disturbo si riverberò sulla loro produzione compositiva. L’aspetto musicologico introduttivo ai brani che sono proposti (composti, tra gli altri, da Schumann, Skrjabin, Wolf, Mussorgskij) è affidato a Simone Guaitoli, mentre le musiche sono eseguite da giovani allievi o neo-diplomati (pianisti, cantanti, clarinettisti) già vincitori di concorsi nazionali ed internazionali con l’ausilio di contributi audio. Questo viaggio musicale ed emozionale si relaziona strettamente con la mostra di quadri “I colori del silenzio” allestita nelle stanze adiacenti, ad ulteriore testimonianza dei canali privilegiati che collegano psiche, elaborazione delle emozioni e produzione artistica. L’inizio dell’evento di venerdì 28 ottobre è alle 17.30. Per info: info@centro-alberione.it, www.centro-alberione.it

rti visive, musica pop e rock e cultura giovanile, l’arte contemporanea si rivela non sempre di facile lettura ai non esperti. A questa problematica propone un rimedio la Galleria civica di Modena con un ciclo di lezioni dal titolo “E non c’è niente da capire”. 
Gli incontri, condotti dal direttore della Civica Marco Pierini, si svolgeranno nella sala conferenze della biblioteca Delfini, al piano terra di Palazzo Santa Margherita, e analizzeranno i rapporti che si sono instaurati tra le arti visive e la musica Pop e Rock a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta. 
Il ciclo si svolgerà alle 17.30, il 9 novembre con una lezione dal titolo “Una banana firmata Andy Warhol: le arti visive e la grafica applicata alla musica”, il 16 novembre con “Rock and roll animal: il concerto come performance” e si concluderà il 23 novembre con “Emotions in motion: videoarte e videoclip”.


Grandezze e meraviglie, continua la rassegna

Modena e Venezia capitali musicali barocche

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enerdì 28 ottobre alle 21.00 nella Chiesa del Voto si terrà “Modena e Venezia: capitali musicali barocche” quarto appuntamento con la XIV edizione del Festival Grandezze e Meraviglie, uno dei più importanti Festival musicali italiani rivolti espressamente al repertorio antico eseguito con strumenti e prassi esecutive dell’epoca.

Venerdì 28 e sabato 29 ottobre al San Carlo

In scena “Le leggi” di Platone

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ell’ambito delle iniziative sul tema Utopia, la Fondazione San Carlo presenta Le leggi, una riduzione teatrale tratta da tre testi di Platone, Le leggi, Critone e Minosse, a cura di Claudio Longhi. La rappresentazione si svolge nel Teatro della Fondazione venerdì 28 e sabato 29 ottobre alle ore 21; l’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria (fino a esaurimento dei posti: per prenotazioni telefonare allo 059.421208 dal lunedì al venerdì, ore 10-13 e 15-18, oppure inviare una e-mail a cc@fondazionesancarlo.it).

La Tenda

Appuntamenti d’autunno

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n occasione della settimana della salute mentale giovedì 27 ottobre presso la Tenda si terrà “Dalla A alla V di voci”: a partire dalle 9.30 una giornata dedicata ad interventi, simulazioni, riflessioni, esperienze formative e testimonianze di uditori di voci, famigliari e operatori. Nel corso dell’iniziativa: “Dialogo a più voci. E lo psichiatra cosa dice?” con Paolo Vistoli della Psichiatra di Modena, “Sentire per essere” con Cristina Conti, presidente dell’associazione “Noi e le voci”. A facilitare il dibattito sarà presente Francesco Marchi, responsabile del Centro Salute Mentale di Modena Est. L’evento è realizzato con la collaborazione di “Social Point”, “Idee in circolo” e “Insieme a noi”. Domenica 30 ottobre, invece, per la serie “Orizzonti Africani”, alle 20 si terrà “Una giornata da studente africano” a cura dell’associazione Asam.

30ottobre2011  
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Due luoghi da abitare Società Il Consiglio Pastorale Diocesano ha riflettuto sui temi della Lettera Pastorale e del Magistero: occorre ripar...

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