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Numero 04 Novembre 2013

MAGAZINE GRATUITO

_MARCO DI VAIO

LA MIA VITA NEGLI USA MARCO DI VAIO, LA MIA VITA NEGLI USA ANY GIVEN SUNDAY, FINE DELL’ERA GALLIANI L’ITALIA NON E’ UN PAESE PER GIOVANI CALCIOMERCATO, TUTTI I COLPO DI GENNAIO


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INDICE

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_02 MARCO DI VAIO, LA MIA VITA NEGLI USA Si scrive Marco Di Vaio, ma si legge “Campione”, e ci ha raccontato in esclusiva per Footbal-Mag la sua nuova vita negli Usa.

DIRETTORE Cristiano PECONI

_07I possibili SPECIALE CALCIOMERCATO colpi di Gennaio. Dalla Juventus al Napoli, dalla Roma alla rivoluzione Milan, passando per Fiorentina e Lazio.

HANNO COLLABORATO Marco Martelloni, Guido M. Mini, Marco Simonelli, Davide Piteo.

_09 ANY GIVEN SUNDAY Dopo 27 anni di onorato e vincente servizio, Galliani sta per essere sostituito

Copyright 2013 © FM | Football-Magazine.it | Testata Giornalistica Online Reg. Trib. Roma n. 49/2010 del 24-022010 | Email: redazione@ football-magazine.it

_11NellaL’ITALIA NON E’ UN PAESE PER GIOVANI nostra Serie A, ormai conta solo vincere. E il risultato è che i giovani

all’interno della società da Barbara Berlusconi

talenti nostrani non ancora esplosi hanno pochissime chance

_15La nostra E’ SUCCESSO ANCHE Rubrica fissa che ci ricorda gli eventi che hanno caratterizzato il mese di Novembre. Dalle qualificazioni Mondiali all’avvento di Thohir


IL MIO SOGNO? “Tornare in Italia e cercare una nuova carriera nel calcio, perché senza non posso starci”.


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_MARCO DI VAIO

LA MIA VITA NEGLI USA SI SCRIVE MARCO DI VAIO, MA SI LEGGE “CAMPIONE”, OSSIA QUEL TIPO DI GIOCATORE DOTATO DI QUALITÀ, TECNICA, FISICITÀ, SENSO DEL GOL, CAPACITÀ CON CUI È IN GRADO DI FAR TREMARE DIFESE E PORTIERI, CHE NEL CORSO DELLA CARRIERA GLI HANNO CONSENTITO DI SEGNARE TANTI GOL NON SOLO IN SERIE A, MA ANCHE IN SERIE B, NELLA LIGUE 1, LIGA ED ORA IN MLS. DI DAVIDE

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PITEO

ampionato in cui al termine della stagione conclusa da poco in casa Montreal, hanno consentito all’attaccante romano di realizzare 20 reti e di essere il miglior marcatore in classifica generale. Sono queste le caratteristiche che hanno spinto la dirigenza del Montreal Impact due anni fa ad investire su Marco Di Vaio, al fine di far crescere non solo il team canadese ma anche l’intera MLS, campionato che ha detta dello stesso Marco diventerà tra qualche anno uno dei punti di riferimento a livello mondiale. Così proprio in quella terra dove tanti sono gli italiani emigrati come lui, Marco sta vivendo una nuova giovinezza calcistica ed i risultati parlano decisamente chiaro, cosi con il nuovo idolo del Montreal apriamo la nostra intervista esclusiva parlando della sua attuale carriera con la maglia neroazzura.“L’impatto è stato buono, i primi 6 mesi sono più difficili perché avevo bisogno di capire la nuova realtà, mentre il campionato da poco finito è stato decisamente buono

e andato oltre le più rosee aspettative. La cosa più importante per me, era ricambiare la fiducia della società che ha puntato su di me, per fare un percorso insieme ed aiutarli nella crescita, di questo sono molto contento”.

città come New York o Los Angeles: “E’ decisamente molto affascinante giocare in città come New York, Los Angeles, Chicago, ma anche nelle città più piccole è molto bello, sono esperienze uniche, anche questo è molto affascinante”.

Cosi con Marco il discorso vira su quello che è l’attuale stato del calcio nord-americano. “A livello fisico il calcio nord-americano è come il nostro, per quanto concerne il piano tattico la MLS deve crescere ancora tanto, devono fare investimenti su tecnici, sulle accademie e settori giovanili, per cercare di recuperare il gap con il calcio europeo, ovviamente va detto che il campionato europeo ha 100 anni di storia, mentre la MLS solo 20, però sono partiti con il piede giusto ed hanno le idee chiare, senza dubbio in futuro saranno un punto di riferimento anche per l’Europa, perché sicuramente tanti giocatori vorranno andar lì, questo lo renderà molto interessante”.

Come tutti gli sport anche il calcio in Usa e Canada ormai sta diventando una realtà e la conferma arriva proprio dal capocannoniere del Montreal. “E’ seguito come sport, la gente ed i tifosi vanno a vedere uno spettacolo, si divertono e cercano di divertirsi con la famiglia e basta”.

Da sempre l’immagine degli Usa è legata a quella del cinema o delle serie tv, in cui è frequente vedere immagini di città stupende e bellissime, così Marco ci spiega cosa si prova nel giocare in

Ovviamente come in quasi tutte gli aspetti lavorativi dall’America c’è sempre da prendere, così lo stesso Marco ci illustra quali sono i punti di forza della MLS e cosa noi, dal canto nostro, dovremmo copiare. “L’organizzazione e le strutture sono le colonne portanti, ma sono bravissimi soprattutto nella comunicazione, organizzazione e programmazione, in Europa siamo ancora legati ad un calcio passionale, lì hanno un calcio fatto di statistiche e business, se riuscissimo ad unire entrambe le cose si potrebbe avere il calcio perfetto”.


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Però come in tutte le cose anche nella MLS ci sono delle lacune da dover colmare. “La più grande pecca è senza dubbio l’assenza di scuole calcio, lì ci sono le accademie ma non sono legate e non ti portano ad essere direttamente professionista,gli altri sport passano per i college, ma per il calcio non è la stessa cosa. Secondo me dovrebbero attirare e tirare su tecnici preparati per preparare i giovani e la mentalità per la loro crescita”. Da diversi anni ormai le società di MLS attingono dall’Europa, prima accogliendo giocatori ormai a carriera quasi conclusa, ora invece anche atleti abbastanza giovani come avvenuto per Marco, Beckham ed Henry, lo stesso attaccante ci spiega a cosa ha portato l’arrivo di tanti giocatori europei:“Senza dubbio ha fatto crescere l’interesse e la conoscenza della MLS, ma deve essere supportata anche dai tecnici, senza dubbio il prossimo passo dovrà essere quello”. Dopo aver esplorato più da vicino il calcio del nuovo continente, con Marco il discorso vira sulla stagione da poco conclusa in casa Montreal per mano degli Houston Dynamo, che con un secco 3-0 hanno liquidato i neroazzurri dalla fase playoff e dalla corsa verso le semifi-

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nali di MLS. “Siamo arrivati male complessivamente ai playoff, l’ultima parte del campionato non è stata esaltante, questo non ci ha permesso di arrivare ai playoff con fiducia, in modo da poterli affrontare in maniera perentoria e forte. Personalmente credo che la nostra classifica sia giusto per quello che abbiamo fatto vedere in campo, senza dubbio con la nostra squadra si poteva fare meglio. Nei playoff ci vuole gente abituata, si tratta senza dubbio di un’altra situazione perché tutto diventa più difficile rispetto al campionato, è stata un’esperienza e siamo contenti di averla fatta. Il modo di affrontare le partite è diverso, questo potrebbe permetterci di arrivare in modo diverso il prossimo anno. Non bisogna dimenticare che i playoff sono praticamente un altro campionato, in cui tutto può succedere, soprattutto chi arriva meglio ha più possibilità di fare la differenza”. Archiviata la parentesi campionato e playoff, con Marco si parla del ritiro del suo compagno di squadra Alessandro Nesta e su quanto potrebbe pesare la sua assenza. “La sua assenzapeserà tantissimo, soprattutto per la crescita dei giovani, per le sue prestazioni e per l’esperienza che aveva, sarà un’assenza pesante”.

Marco Di Vaio è nato a Roma il 15 luglio 1976 è un calciatore italiano, attaccante del Montréal Impact. È cresciuto nelle giovanili della Lazio, squadra con cui ha esordito in Serie A. In carriera ha giocato con Verona, Bari, Salernitana, Parma, Juventus, Valencia, Monaco, Genoa e Bologna, formazione di cui ha vestito i colori dal 2008 al 2012. Con 142 reti segnate è, insieme a Christian Vieri, Benito Lorenzi e Paolo Pulici, il 27º giocatore più prolifico della Serie A.


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MARCO DI VAIO

Dopo aver analizzato lo stato di crescita della MLS e la stagione del Montreal, con Marco apriamo il discorso relativo alla sua vita in Canada. “Sono molto contento dell’esperienza che sto facendo, esono ancor più contento di averla fatta e condivisa con la mia famiglia, mi ha aperto nuovi orizzonti e soprattutto ha permesso alle mie bambine di poter imparare bene l’inglese”. Così il discorso cambia e passa sulla prossima stagione che vedrà l’ex attaccante del Bologna vestire ancora la maglia degli Impact: “L’impatto è stato molto positivo, sono contento di continuare con gli Impact soprattutto dopo l’ultima stagione, sono molto contento di farlo ancora per un anno. Mi piace moltissimo lo stile di vita, il modo di affrontare lo sport,devo dire che sono molto contento”. Dopo aver giocato in Italia, Spagna, Francia ed Usa,viste le sue esperienzefacciamo un punto della situazione sui vari campionati che hanno visto come protagonistail campione italiano. “Il campionato spagnolo al momento è quello più tecnico, il francese è quello più fisico, quello italiano è senza dubbio più tattico e il più difficile da dover affrontare per tutto quello che circonda il calcio, la MLS può prendere tutto ciò, farlo suo e diventare un punto di riferimento per l’Europa, ha la fortuna di essere giovane, quindi può unire l’idea dello sport americano alla storia del calcio europeo, ha senza dubbio

questo vantaggio, ossia: può prendere il meglio da tutto”. Così con Marco prima di concludere facciamo un salto nel campionato italiano. “E’ sempre il campionato più bello del Mondo (in romano), da giocatore non mi manca nulla, anche perché se ho deciso di andar via significa che il mio ciclo in Italia era finito, quello che mi manca però è la competitività del calcio italiano e tutto ciò che circonda il nostro calcio”. In ultima battuta un passaggio sulla Nazionale e sulla maglia azzurra che ha vestito negli Europei del 2004, visto che tra qualche mese in Brasile verranno disputati i Mondiali, quindi qualche km più a sud rispetto al Canada, così chiediamo a Marco se nei suoi pensieri c’è la maglia azzurra ed una possibile convocazione, visto che gioca quasi in casa. “ Assolutamente no, non è nei miei pensieri, il Mondiale lo guarderò da spettatore”. In conclusione ci svela i suoi progetti futuri una volta conclusa la sua carriera da calciatore: “Tornare in Italia e cercare una nuova carriera nel calcio, perché senza non posso starci”.

Senza dubbio tra i giocatori più longevi che hanno meglio rappresentato il calcio italiano anche all’estero, un posto speciale è occupato da Marco Di Vaio, che con le sue 549 gare giocate tra i professionisti e la bellezza di 222 reti realizzate, distribuite tra: Serie A, Serie B, Liga, Ligue 1 ed MLS, fanno di Marco Di Vaio un autentico campione del calcio italiano e simbolo del calcio italiano, ma soprattutto uno degli attaccanti più prolifici ancora in attività, ciò gli ha consentito di superare illustri ex colleghi come: Vieri, Lorenzi e Pulici. Nato a Roma nel luglio del 1976, Marco calcisticamente cresce nelle giovanili della Lazio, squadra con cui raggiunge la Serie A, nel massimo campionato italiano con la maglia biancoazzurra gioca dal 1993 al 1995 totalizzando 8 presenze e 3 reti, cosi nel campionato 95-96 la dirigenza laziale decide di trasferirlo al Verona. Con la maglia del club scaligero gioca 7 gare realizzando 1 sola rete, tornato alla base capitolina, ancora una volta la dirigenza biancoazzurra decide di mandarlo in prestito, così vola alla volta di Bari.


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Con la maglia dei galletti aumenta il minutaggio ed il numero di gare giocate, infatti con il team del Capoluogo pugliese disputa ben 27 gare realizzando 3 reti. Tornato a Roma la dirigenza della Lazio decide di cederlo a titolo definitivo alla Salernitana per 5 miliardi di vecchie lire, ciò rappresenta un record storico per quei tempi e per la categoria, così Marco ripaga in pieno la fiducia del club campano, nella prima stagione gioca 36 gare, realizza la bellezza di 21 reti diventando il capocannoniere del campionato, ma soprattutto contribuisce alla promozione della Salernitana in Serie A. Nel campionato seguente gioca 31 gare quindi 5 in meno rispetto alla stagione precedente e realizza 12 reti, che non bastano ad evitare la retrocessione della formazione campana nel campionato di Serie B. Conclusa l’esperienza con la Salernitana vola alla corte del Parma, dove vi milita dal 1999 al 2002 giocando 83 gare, realizzando la bellezza di 41 reti, che gli consentono di vincere prima la Supercoppa italiana ed inseguito anche la Coppa Italia. Viste le prestazioni nell’estate del 2002 la Juventus decide d’investire nel giocatore romano, versando così nelle casse del Parma la bellezza di 32 milioni di euro, con la maglia della “Vecchia Signora” gioca 54 gare in due stagioni, realizzando reti che contribuiscono alla vittoria dello scudetto al termine della stagione 2002-03 e alla conquista della Supercoppa italiana del 2003. Le buone prestazioni fornite nel campionato italiano ed i titoli vinti, spingono la dirigenza del Valencia ad investire in Marco, così nell’estate del 2004 viene ceduto per 11 milioni di euro al team spagnolo, nella prima stagione in Liga gioca 29 gare realizzando 11 reti, la stagione seguente comincia con la vittoria della Supercoppa Europea da parte del Valencia, che rappresenta anche l’unico trofeo internazionale vinto da Marco, ma in Spagna resta fino al gennaio del 2006, anno in cui vola in Francia alla corte del Monaco. Con la formazione monegasca gioca due mezze stagioni, nella prima da gennaio a giugno 2006 disputa 15 gare realizzando 5 reti, nella seconda mezza stagione ossia da settembre 2006 a gennaio 2007 disputa altre 14 partite realizzando 3 reti, così con un bottino totale di 8 reti e 29 gare giocate in Francia a cui si aggiungono le 35 giocate in Spagna con uno score di 11 reti realizzate, Marco torna nuovamente in Italia per vestire la maglia del Genoa.

FM Nella sua prima parentesi con i grifoni gioca 21 partite realizzando ben 9 reti, che contribuiscono al ritorno dei rossoblu in Serie A, nel campionato successivo pur giocando ben 22 gare non va oltre le 3 reti realizzate, così a fine stagione vola a Bologna. Nel Capoluogo emiliano Marco si rigenera tanto che in 4 stagioni gioca la bellezza di 143 gare, realizzando ben 65 reti totali, cosi nel maggio del 2012 passa al Montreal Impact militante in MLS. Con il team canadese comincia subito bene la sua avventura, tanto che conquista la Coppa del Canada, nella prima stagione in Nord-America gioca 20 gare realizzando 5 reti, ma il suo score migliora sensibile nella regular season 2013 dove disputa 33 gare realizzando la bellezza di 20 reti, che gli consentono di essere il terzo miglior marcatore della stagione e raggiungere la qualificazione alla fase playoff per il titolo della MLS. Purtroppo nei playoff il Montreal incontrò la corazza degli Houston Dynamo che con due titoli vinti e due secondi posti, non fanno nessuno sconto a Marco ed i suoi compagni imponendosi con un secco 3-0, che di fatto non solo ha estromesso il team canadese per la corsa verso il titolo ma ha anche chiuso la stagione. Ovviamente nella carriera di Marco non ci sono solo i tanti club con cui ha giocato ma anche la Nazionale, con cui ha giocato la bellezza di 14 gare e realizzato due reti, ma soprattutto ha partecipato e disputato sia le qualificazioni che gli Europei del 2004, a tali numeri vanno ad aggiungersi le tre presenze con la Nazionale under 18. Tirando le somme e visti i numeri, è facile dire che Marco Di Vaio lo si può inserire nel galleria dei grandi giocatori italiani, che hanno fatto grandi non solo i club con cui hanno militato ma anche il calcio italiano all’estero, proprio come fatto e sta facendo Marco.


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CALCIO MERCATO PRESIDENTI E DIRETTORI SPORTIVI GIÀ LAVORANO PER RITOCCARE SQUADRE E ROSE. FRA 30 GIORNI SI APRIRANNO LE DANZE, MA FIN DA ORA È POSSIBILE ANALIZZARE LE PRIORITÀ DELLE SETTE SORELLE DI A.

A DI MARCO

MARTELLONI

d un mese dall’inizio del calciomercato di riparazione, iniziano a delinearsi le strategie e gli obiettivi dei principali club italiani. I nomi in ballo sono molti e tra i club più attivi non può non esserci l’INTER del neo proprietario Thohir, ansioso di regalare ai propri tifosi uomini capaci di far fare il salto di qualità all’undici di Mazzarri. Tra le priorità focalizzate dalla dirigenza nerazzurra c’è la ricerca di un attaccante e di un esterno di spinta. Per la prima opzione sono calde le quotazioni di Kostantinos Mitroglu dell’Olimpiakos e Daniel Osvaldo del Southampton. Il bomber greco ha stupito l’Europa con una media gol mostruosa, 22 centri in 18 gare, ed è acquistabile per una cifra intorno ai 7 milioni, almeno la metà di quella necessaria per il nazionale italiano che difficilmente lascerà il Regno Unito per meno di 15 milioni. Per la questione esterno è il serbo Basta la prima scelta. Già cercato in estate, ora lo si prende per 7\8 milioni, una cifra avallata dal magnate indonesiano che spinge anche per Nainggolan del Cagliari. MILAN. Il travagliato inizio di stagione del club rossonero rende indispensabile l’arrivo di forze fresche per la seconda parte di stagione. Archiviate le operazioni Honda e Rami, il nuovo Milan di Barbara Berlusconi pensa al talento Koke dell’Atletico Madrid. L’astro nascente dei colchoneros ha una clausola rescissoria di 35 milioni, proibitiva se non pareggiata dalla cessione di qualche pezzo pregiato. Ed in tal senso è da tenere sotto controllo la situazione Balotelli, sempre corteggiato dal Chelsea di Mourinho. Per il dopo Abbiati si guarda a Manchester, dove Andres Lindegaard sembra essere più di un idea.

Daniel Pablo Osvaldo (Southampton) , Keisuke Honda (Cska Mosca) , Jeremy Menez (PSG),


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FM JUVENTUS. È la vicenda Pogba a turbare l’ambiente bianconero. Dalla Francia sono forti le sirene del Psg, pronto a riportare in patria il centrocampista classe 93, che con il suo agente Mino Raiola potrebbe anche cedere ai milioni messi sul piatto dal proprietario del club francese Nasser Al-Khelaïfi. Sempre in orbita Psg è finito Mata che potrebbe liberare uno fra Lucas e Menez, giocatori che piacciono e non poco ad Antonio Conte. Non vanno scartati poi i nomi di Biabiany, Kagawa ed il sogno Jovetic, inseguito invano per tutta l’estate, potrebbe tornare in auge visto il deludente inizio di stagione con il Manchester City. ROMA. L’inizio sprint dei capitolini ha convinto la società a investire parte del tesoretto accumulato nell’estate con le cessioni di Lamela, Osvaldo e Marquinhos. Il Ds Sabatini cerca almeno un uomo per reparto. Per la retroguardia piace sempre di più D’Ambrosio del Torino, difensore polivalente acquistabile per una cifra vicina ai 7 milioni. Più elaborata la scelta sulla mediana: il sogno è Cabaye del Newcastle, pupillo di Garcia, ma la cifra chiesta dal club inglese è di 15 milioni. Più percorribili le strade che portano a Bonaventura dell’Atalanta, Kuzmanovic dell’Inter e Kucka del Genoa. Sul fronte offensivo urge fantasia per far respirare Totti. Due ex stelline della serie A sono i nomi caldi: Ramirez del Southampton e Pastore del Psg. Per quanto riguarda le cessioni è da valutare la situazione Destro, che potrebbe esser mandato a giocare sei mesi con continuità dopo il lungo stop. NAPOLI. Rafa Benitez chiede a gran voce forze fresche. Il presidente De Laurentis e il ds Bigon lavorano per dare all’ex tecnico del Liverpool gli uomini richiesti. In cima alla lista ci sono Gonalons del Lione, Fernando del Porto, Javi Garcia del City e Matuidi del Psg. Da questi nomi uscirà probabilmente il nuovo centrale di centrocampo partenopeo. Per la difesa, dopo i tentativi falliti per Skrtel, Benitez chiede Agger del Liverpool anche se la valutazione di 15 milioni spaventa i partenopei. Più economico lo scambio Garay-Armero con il Benfica, mentre Schar del Basilea resta più di un alternativa. FIORENTINA. In casa viola le priorità sono un vice Pizarro ed un difensore di rendimento. Per la prima pista prende corpo il nome di Lodi del Genoa. Il ragazzo è finito ai margini del club ligure e Montella, che lo ha allenato a Catania, lo considera perfetto per il suo centrocampo. Pradè propone uno scambio con Ilicic, che Gasperini gradisce dopo l’esperienza a Palermo. È Musacchio invece l’uomo individuato per la difesa. Il centrale del Villareal è apprezzato per la sua fisicità e per la giovane età (classe 90), e visti gli ottimi rapporti tra i due club ci sono tutti i presupposti per chiudere l’affare, magari inserendo come contropartita Facundo Roncaglia. LAZIO. Dopo aver quasi chiuso per l’albanese Kace del Paok, Ighli Tare pensa ad un attaccante per la seconda parte di stagione. Aperti in tal senso i contatti con il Manchester City per John Guidetti. Lo svedese potrebbe partire per 5 milioni, ma il club biancoceleste punta ad un prestito. C’è da battere però la concorrenza del Feyenoord, club che ha già goduto delle prestazioni dell’attaccante. Altro colpo in canna è quello di Lorenzo Ariaudo. Il centrale torinese è fuori rosa nel Cagliari per divergenze col presidente Cellino, e Lotito è pronto ad offrire un contratto già dal prossimo Gennaio.


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ANY GIVEN SUNDAY

O DI MARCO

DOPO 27 ANNI DI ONORATO E VINCENTE SERVIZIO GALLIANI STA PER ESSERE SOSTITUITO ALL’INTERNO DELLA SOCIETÀ DA BARBARA BERLUSCONI. COSA CAMBIERÀ NEL FUTURO DEL MILAN?

SIMONELLI

gni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini”. Recitava così una famosa frase di “Any Given Sunday”, un film che in queste settimane sembra essere girato nuovamente in casa Milan. Da una parte, nei panni del coach Tony D’Amato, c’è Adriano Galliani, dall’altra, ad interpretare il ruolo della giovane proprietaria della squadra, Barbara Berlusconi. Lui da più di un quarto di secolo è al servizio dei rossoneri come amministratore delegato, lei è la 29enne figlia del presidente, entrata a fare parte del club nel 2011 come membro del CdA. Ora, con il padre Silvio impegnato tra vicende giudiziarie e il rilancio di “Forza Italia”, Barbara ha deciso di iniziare a prendere in mano la situazione compiendo un’opera di rinnovamento all’interno della società. DA GALLIANI A BARBARA, 27 ANNI DI SUCCESSI – Adriano Galliani entra nel Milan nel lontano 1986, grazie all’amicizia con il presidente Berlusconi nata per motivi extracalcistici. Quando fa il suo ingresso in società è un dirigente sportivo alle prime armi, con la sola esperienza dei due anni al Monza, ma dimostra fin da subito di avere un fiuto eccellente per i grandi colpi. Innanzi tutto ha l’intuizione di portare a Milanello Arrigo Sacchi che, con il suo calcio totale, riporta subito il Milan nell’olimpo del calcio europeo. In quegli anni arrivaronoi tre olandesi che resero immortale quella squadra: Van Basten, Gullit e Rijkaard. Sotto Capello vennero acquistati “il genio” Savicevic, Boban e Weah e i successi continuarono ad arrivare copiosi. Dopo alcuni anni di alti e bassi ècon il ciclo Ancelotti che il Milan riprede quota,grazie ancheagli ingaggi di Nesta, Pirlo, Inzaghi, Seedorf, Kaka e Shevchenko.


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Il Palmares durante la gestioneBerlusconi-Galliani parla da solo e i 28 trofei conquistati, con 5 Coppe Campioni e ben 8 Campionati italiani, portano il Milan ad essere il club più titolato al mondo. Ma i tempi erano diversi e soprattutto le disponibilità finanziarie, messe a disposizione dal presidente Berlusconi, erano quasi illimitate. Con la diminuzione delle risorse economiche, Galliani ha iniziato una politica di acquisti volta all’ingaggio di calciatoria parametro zero o in rotta con i propri club, riuscendo a portare a Milano grandi giocatori senza spendere cifre folli. È il caso degli acquisti di Ibrahimovice Balotelli, arrivati in rossonero dopo essere scappati da Barcellona e Manchester. Intanto in società entra Barbara Berlusconi, figlia del presidente e giovane dirigente con una visione del calcio e “dell’azienda Milan”totalmente differente da quella di Galliani. La Berlusconi sale agli onori della cronaca rossonera per la sua relazione con Pato e soprattutto per quell’affare PatoTevez bloccato proprio per suo volere. La storia la ricordano tutti, Galliani aveva già venduto il “papero” al Psg per 35mln ed era pronto a reinvestire parte di quei soldi per l’acquisto di Tevez. Una telefonata del presidente, sotto richiesta della figlia, bloccò tutto e il genero rimase alla base al fianco della fidanzata Barbara. Patoverrà poi venduto l’anno successivo al Corinthians per 15mln di euro dopo una stagione anonima, mentre Tevezquest’estate si accasa alla Juventus.Questo è stato il primo passo verso la delegittimazione di Galliani.Nel 1986, quando l’ad rossoneromise per la prima volta piede a Milanello, Barbara Berlusconi aveva appena due anni e Adriano non avrebbe mai pensato che quella bambina potesse un giorno allontanarlo da quel centro sportivo.

queste ultime settimane, pronto a lasciare la panchina. Infine il discorso stadio. Barbara Berlusconi è pronta ad investire per costruire il nuovo impianto nella zona dell’Expo di Rho, mentre la “vecchia guardia” preferirebbe rimanere a San Siro.

Il futuro dell’ad rossonero si deciderà a breve, dopo la partita di Champions League con l’Ajax. Berlusconi gli ha chiesto di COME SARA’ IL FUTURO – Il futuro del Milan inizia a prendere rimanere in società fino al termine di questa stagione (a fine vita il 9 novembre ad Arcore. Berlusconi aprile si riunirà l’assemblea dei soci), per accompaincontra l’amico Galliani e gli comunica gnare e aiutare la figlia in questa transizione, ma l’intenzione di mettere sua figlia Barbara se la sua volontà èquella di tirarsi fuori subito.“Ho alla guida del Milan. C’è bisogno di una SIAMO IL ricevuto un grave danno di reputazione, non ci sto sterzata decisa verso altre soluzioni, ormai a farmi rosolare a fuoco lento”. Poi ha continuato CLUB PIU’ il vecchio modello dirigenziale non è più dichiarando all’Ansa: “Con o senza accordo sulla TITOLATO praticabile in una società che è costretta buonuscita, mi dimetterò per giusta causa fra pochi a lavorare con sempre meno soldi. Lo ha AL MONDO giorni, forse aspetto la partita di Champions contro detto chiaramente Barbara Berlusconi l’Ajax”. La fine di un’epoca è dunque arrivata e le prima della partita contro il Barcellona: “al inequivocabili parole di Galliani confermano tutMilan ci vuole una nuova filosofia aziento quello che si era detto nelle scorse settimane. dale”. Parole che lasciano poco all’immaginazione. Lady B Con la fine di questo rapporto il Milan, oltre ad un ottimo diimputa a Galliani i pessimi risultati della squadra, le relazioni rigente, perde una presenza importante all’interno del calcio. troppo strette con alcuni procuratori ela scarsa rete di osNon a casoGalliani continua a riscuotere i complimenti di tanti servatori internazionali, ed è pronta a puntare forte su dicolleghi e di persone che hanno avuto a che fare con lui. Se per rigenti della nuova guardia. Come responsabili dell’area tecniAncelotti è il Cristiano Ronaldo dei dirigenti anche Moratti ha ca sembrano imminenti i ritorni in rossonero di Paolo Maldini speso belle parole nei suoi confronti, augurandogli buona fore Demetrio Albertini, mentre per assumere il ruolo di direttore tuna per il suo futuro. Oltre ai complimenti, dunque, Galliani sportivo i nomi caldi sono quelli di Pradè, Bigon e Paratici. A incasserà anche una buonuscita molto sostanziosa, anche se livello economico-amministrativo, invece, si punta forte su nelle ultime dichiarazioni l’ad ha spiegato di non esserne tropFenucci e Uva. L’obiettivo principale è quello di rilanciare il po interessato. Iltira e molla però è già iniziato e sembra che Milan tramite l’ingaggio di giovani talenti pronti a esplodere e si possa chiudere ad una cifra compresa tra i 50 e i 70 milioni. non più di quei top player tanto cari al “vecchio” amministraE chissà che alla fine di questo remake il “rottamato” Galliani non tore delegato.I cambiamenti riguarderanno anche il tecnico, faccia come l’Al Pacino di “AnyGivenSunday”, portando con sé nella con Allegri, sempre difeso da Gallianima già in bilicodurante sua nuova avventura la stella della squadra. Barbara è avvertita…


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L’ITALIA NON È UN PAESE PER GIOVANI NELLA NOSTRA SERIE A, ORMAI CONTA SOLO VINCERE. E IL RISULTATO È CHE I GIOVANI TALENTI NOSTRANI NON ANCORA ESPLOSI HANNO POCHISSIME CHANCE DI ANDARE IN CAMPO, E INTANTO, NEGLI ALTRI PAESI FANNO PASSI DA GIGANTE. PER NOI FORSE SARÀ IL CAMPIONATO “PIÙ BELLO” MA PURTROPPO RESTIAMO INDIETRO.

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Perchè in Italia non si punta sui giovani? Una domanda dalla risposta non facile, ma intuibile, semplicemnete perche’ in Italia si deve vincere e subito. Da noi si conquista lo scudetto con formazioni di trentenni. Il Borussia Dortmund, per fare un esempio, ha trionfato nella Bundesliga con un’età media di 24 anni. Allora cosa ci spinge a non puntare sui nostri talenti? Putroppo nel corso degli ultimi anni, la nostra Serie A ha perso delle posizioni importanti, arrivando al 4^ posto, dietro Spag-

na, Inghilterra e Germania. Un declassamento dovuto ai scasi risultati nelle competizioni Europee e a livello nazionale. I club che vincono in Europa sono ormai quelli che puntano di più sui giovani. E’ quanto emerge da un rapporto sulle squadre che giocano nei cinque maggiori campionati europei (Spagna, Inghilterra, Italia, Germania e Francia), stilato dal Cies Football Observatory di Neuchãtel (Svizzera). In tutti i campionati 2011-12 l’età media dei giocatori messi in campo dai club campioni è più bassa rispetto a quella dei club rivali. Tutti i vincitori di titolo sono tra i dieci più giovani club


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delle rispettive leghe. I campioni nazionali più giovani sono i tedeschi del Borussia Dortmund (24,5 anni di media), mentre i più anziani sono quelli della Juventus (28 anni di media). Tra i club campioni nazionali, fatta eccezione per la Juventus, la maggiore percentuale di minuti giocati è a vantaggio dei giocatori tra i 22 e i 26 anni. L’Attenzione ai giovani è comunque più che un’abitudine in Inghilterra e Germania, dove altri club in lotta per il titolo come il Manchester United hanno utilizzato gli under 22, impiegati per il 25% dei minuti, mentre al Bayern Monaco il 22%. I club con l’età media più bassa sono Tolosa (24.02), Rennes (24.19), Hoffenheim ed Espanyol (24.25). Le squadre con l’età media più alta, invece, sono Levante (30.45), Inter (29.74) e Fulham (29.72).

FM PIÙ GIOVANI DELLA STAGIONE 13/14

ANDREA PETAGNA SAMPDORIA Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 18

30.06.1995 Trieste

BALDE DIAO KEITA SS LAZIO

Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 18

08.03.1995 Arbucias

M’BAYE NIANG MILAN

Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 18

19.12.1994 Meulan

BRYAN CRISTANTE MILAN

Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 18

03.03.1995 San Vito

NICOLA MURRU CAGLIARI CALCIO Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 18

16.12.1994 Cagliari

IBRAHIMA MBAYE AS LIVORNO Un esempio chiaro potrebbe essere la filosofia che ha portato la Roma a due anni disastorsi. Quella Roma era l’esatto opposto di questa. E non solo per i punti, ma anche per l’età media: 25,7 anni con Zeman dopo 11 giornate, 27,9 con Garcia. Una rivoluzione, decisa in estate dalla società e dall’allenatore, convinti che servisse gente d’esperienza per ricostruire una squadra distrutta nei nervi e nel gioco. I risultati finora stanno dando ragione alla Roma e pazienza, dicono dentro e fuori Trigoria, se del «progetto giovani» sbandierato un paio d’anni fa (con Luis Enrique l’età media dopo 11 turni era 27,2 anni) è rimasto ben poco.

Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 19

19.11.1994 Guédiawaye

BRUNO PETKOVIC CALCIO CATANIA Data di nascita: Luogo di nascita: Età: 19

16.09.1994 Metkovic


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Da Neymar a Messi, passando per Cavani, Ronaldo, Ribery, Robben, i fenomeni della Spagna campione in carica, i sempre pericolosissimi tedeschi, ma anche Balotelli e la nostra Italia, l’Inghilterra, la Russia di Capello e la Colombia di Falcao. “Questo sogno, grazie a Dio, si è Ecco, intanto, le qualificate suddivise per fasce: realizzato – ha esordito -. Grazie alla famiglia Moratti, a Massimo per la PRIMA FASCIA fiducia e per il supporto nei miei conBrasile (paese ospitante), Spagna, Germania, Argentina, Colombia, fronti, e per la continuità di supporto Belgio, Svizzera e Uruguay che mi darà ancora. Grazie ai miei due principali amici e partner, che da SECONDA FASCIA 20 anni lavorano con me. Il nostro Olanda, Italia, Inghilterra, Portogallo, Grecia, Bosnia, Croazia e impegno è lavorare sodo e duro inRussia sieme per il meglio. Grazie alle nostre famiglie, perché ci hanno sempre TERZA FASCIA sostenuto e accompagnato, hanno Cile, Costa d’Avorio, Francia, Ecuador, Ghana, Algeria, Nigeria e pregato per noi. Mi aiuteranno Camerun quando in piena notte manderò sms a Moratti e mia moglie si sveglierà, QUARTA FASCIA la ringrazio. Grazie anche ai tifosi di Usa, Messico, Costa Rica, Honduras, Giappone, Iran, Corea del Sud e tutto il mondo che attraverso i media Australia hanno dimostrato vicinanza nei miei confronti, come giovedì in aeropor24 NOVEMBRE to. Poi grazie a tutti gli advisor e i LA VITTORIA PIÙ consulenti che hanno collaborato per rendere tutto questo possibile. Sarà BELLA DI importante per il nuovo manageMANNY PACQUIAO ment rendere l’Inter una squadra vincente, bella ed entusiasmante Il pugile delle Filippine ha vinto il da vedere, un club in salute finantitolo mondiale di pugilato dei pesi ziariamente per competere a livello welter: l’incontro è stato seguito in internazionale. Il nostro obiettivo è tutto il paese, anche nelle zone devarendere questo club più forte”. state dal tifone Haiyan FM

bastato pareggiare 1-1 la finale di ritorno contro il Seul, dopo che il match d’andata in Corea era terminato 2-2. Il tecnico viareggino, che aveva già vinto la Uefa Champions League nel 1996 sulla panchina della Juventus, può festeggiare il triplete: con il suo Guangzhou aveva già vinto campionato e coppa cinese. Sono orgoglioso di essere l’unico allenatore ad aver vinto due Champions in due continenti diversi. Dedico la vittoria della Champions asiatica alla mia famiglia e a Alex Del Piero, un grandissimo campione, un onore averlo avuto come mio giocatore”

15 NOVEMBRE INTER: E’ COMINCIATA LA NUOVA ERA. ERICK THOHIR ELETTO PRESIDENTE In casa Inter è cominciata la nuova era. Erick Thohir eletto presidente e Massimo Moratti che accetta la carica di presidente onorario ma resta fuori dal Cda.

9 NOVEMBRE LIPPI NELLA STORIA, GUANGZHOU CAMPIONE Ennesimo trionfo per Marcello Lippi ed il suo Guangzhou Evergrande: i cinesi, dopo il campionato, hanno conquistato anche la Champions asiatica battendo il Seoul. Marcello Lippi ha compiuto un’altra impresa, il suo Guangzhou Evergrande ha vinto la Champions League asiatica contro il Seoul per la prima volta nella sua storia. Alla squadra cinese è

FM

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