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VETRO / Design

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TRASPARENZE DA PLASMARE 116


VETRO / Emanuel Babled

Emanuel Babled ha lavorato per anni a fianco dei maestri vetrai di Murano per scoprire tutti i segreti del vetro e della sua lavorazione. Perché è il materiale con cui ha iniziato e continuato a svolgere la professione del designer di Cristiana Zappoli

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a sensibilità verso il saper fare artigiano è senza dubbio una delle sue più spiccate caratteristiche e va di pari passo con la grande attenzione verso il vetro che trasforma per realizzare i suoi oggetti. Emanuel Babled, nato in Francia nel 1967, ha studiato Design Industriale all’Istituto Europeo del design di Milano e ha aperto il suo studio, che oggi ha sede ad Amsterdam, nel 1992. Ha autoprodotto diverse collezioni limited edition e ha lavorato con alcune delle aziende più importanti del design internazionale: Venini, Baccarat, Rosenthal, Covo, fra le altre. Il suo primo, e probabilmente più grande, amore è stato il vetro. Per conoscerlo e studiarlo a fondo, partendo dal presupposto che un buon progetto può nascere solo dal diretto contatto con il territorio che produrrà quel progetto, ha passato 15 anni nelle vetrerie di Murano, gomito a gomito con i maestri vetrai. Babled non studia la tradizione per limitarsi a celebrarla, quello che vuole è apportare cambiamenti che portino a risultati innovativi. La sua profonda conoscenza del vetro e delle sue reazioni durante la lavorazione gli permette non solo di disegnare gli oggetti, ma anche di progettarne la realizzazione.

Sopra: luce modulare Digit, in vetro di Murano soffiato, una limited edition dello Studio Babled. Può essere composto da uno o più elementi. Sotto, a sinistra: un oggetto della linea Osmosi, realizzata quest’anno, che combina il vetro con il marmo creando sculture e oggetti di design. A fianco: un dettaglio di un vaso della linea Seaform, in vetro di Murano

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VETRO / Design

Emanuel Babled, il vetro per lei è stato una scelta o un incontro casuale?

Entrambe le cose. Ho frequentato e amato la produzione artigianale. All’inizio della mia carriera Ettore Sottsass, che avevo incontrato qualche volta, mi aveva consigliato la strada del vetro vedendo alcuni miei disegni. La prima realizzazione è stata una lampada per Venini nel 1993: non ho mai più smesso di frequentare Murano. In 15 anni trascorsi nelle vetrerie di Murano, cosa ha imparato sul vetro?

Non immaginavo di imparare tanto, il vetro è un materiale ricco e dinamico, l’unico materiale solido dalle forme fluide: plasmato liquido si solidifica per sempre con colori perenni. Vedere la creazione di un oggetto è come assistere a una nascita. Insieme ai maestri vetrai, alle loro mani esperte e al lavoro di squadra, necessario per la dura lavorazione del vetro, sono nate e nascono opere anche inaspettate. La mia è una vera passione per un materiale in un certo senso ingrato ma generoso se si impara a coglierne i doni. Lei ha detto in un’intervista che il vetro va “accompagnato, ascoltato”. Cosa intendeva?

Il materiale va ascoltato e va osservato per raggiungere il risultato finale. La purezza delle forme e delle superfici dipenderà spesso della delicatezza dei processi con la quale lo si tratterà. È corretto dire che lei è un po’ designer, un po’ artista e un po’ artigiano?

Artigiano no, e anche volendo non potrei sostituirmi alle mani esperte che realizzano le mie opere. In realtà come artista/designer ho solo imparato quali sono i gesti e i processi che i maestri usano per poter disegnare opere che solo le loro mani e le macchine che usano sono in grado di fare. Senza sapere non c’è controllo. Questo è la vera scuola del vetro: senza conoscere il materiale in fusione, In alto: tre oggetti della linea Osmosi. Per unire vetro e marmo, il progetto combina le nuove tecnologie con la tradizione artigianale: i due materiali infatti sono messi insieme con una precisione possibile solo con una tecnologia digitale di alto livello. La parte in vetro e la parte in marmo sono pezzi separati ma che non hanno senso l’uno senza l’altro. Stanno insieme attraverso la sola gravità. Sopra: un altro esempio di combinazione dei moduli Digit. A fianco: uno dei vasi a edizione limitata Seaform (dimensioni: 58 x 18cm) 118


VETRO / Emanuel Babled

i suoi comportamenti, non si può disegnarlo. In fondo credo che il designer sia soprattutto una mente creativa, che accumula e accomuna saperi e li ordina per disegnare il contemporaneo. Noi stessi, come agenzia di design, lavoriamo sia come consulenti per l’industria, disegnando prodotti anche per la grande distribuzione, sia per l’artigianato, creando delle produzioni sofisticate. In tutti e due i casi si tratta di design, cambiano solo i parametri. Qual è la realizzazione in vetro a cui è più legato?

Sono tutti miei adorati “figli”, non posso indicare preferenze. L’ultima produzione, “Osmosi”, che presentiamo a fine maggio a Venezia (fino a fine luglio a Palazzo Franchetti-IED, ndr), mi ha molto soddisfatto, perché grazie alla tecnologia digitale siamo riusciti a unire marmo e vetro in un modo mai fatto prima. Chi è il designer che più ammira?

Sottsass, come designer, per la sua opera completa e trasversale e per le sue capacità che gli hanno permesso di creare addirittura un movimento di cui oggi molti esponenti sono figure leader del design italiano. Non di meno sono affascinato dall’opera dell’architetto Oscar Niemeyer. Il suo è un lavoro di innovazione. Quale delle ditte con cui ha lavorato l’ha lasciata più libero di esprimersi?

La più grande libertà l’ho avuta quando mi sono autoprodotto. Ma devo ammettere che oggi, con aziende come per esempio Venini, sono in un rapporto di fiducia tale che mi sento molto libero, come fossi a casa. Io e i maestri vetrai di Venini ci conosciamo da anni, molti li ho visti crescere, e loro mi hanno insegnato mille cose. La proprietà, la terza da quando ho iniziato a lavorarci, non può che apprezzare una tale intesa.

Le parti in vetro degli oggetti Osmosi (sopra e a fianco) sono prodotti dalla fornace Venini a Murano, quelle in marmo da Testi a Verona. Le realizzazioni della linea Osmosi saranno esposte a Venezia a Palazzo Cavalli Franchetti da giugno a settembre 119


Emanuel babled