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SALVE

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SETTEMBRE 2012

PERIODICO DEL CREDITO VALDINIEVOLE

Il sistema di garanzia dei risparmiatori Roberto Di Salvo ci illustra il sistema di salvaguardia dei depositanti del Credito Cooperativo

Patrizia Mirigliani Incontro con la “patron� di Miss Italia

Vivere per la Musica Intervista con il maestro Andrea Severi Architetto, giornalista, Vescovo di Livorno:

Monsignor Simone Giusti

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SOMMARIO

66 SETTEMBRE 2012

3 PERIODICO DEL CREDITO VALDINIEVOLE

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Il sistema di garanzia dei risparmiatori

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L’economia toscana nel Rapporto Bankitalia 2012

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Patrizia Mirigliani

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Il concerto in Banca

Via Ugo Foscolo, 16/2 Montecatini Terme

15 DISTRIBUZIONE GRATUITA Registrazione Tribunale di Pistoia n. 479 del 07.05.96 DIRETTORE RESPONSABILE Marco Maria Gulli

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REDAZIONE Simona Caroti ufficiostampa@creditovaldinievole.it

FOTOGRAFIE - Archivio fotografico Credito Valdinievole - Foto Silvestri - Simona Caroti L’editore si dichiara disponibile a regolare eventuali spettanze per le immagini delle quali non sia stato possibile reperire la fonte

L’editoriale del presidente

Alessandro Belloni

Un’eccellenza italiana è il sistema di salvaguardia dei depositanti del Credito Cooperativo, attivo dal 1978. Ce lo illustra Roberto Di Salvo, direttore generale del Fondo.

Intervista esclusiva con la “patron” di Miss Italia

Inaugurata la Sala Loreno Giovannelli

In occasione del concerto, la sala auditorium della Sede è stata intitolata allo storico Presidente

Inaugurata la nuova Filiale di Masotti Convenzione con Conad

Per la gestione delle carte di credito

Report di viaggi con i Soci

I viaggi a Lourdes e a Tivoli e la serata a Torre del Lago

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Colazione con le Miss

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Vivere per la Musica

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Architetto, giornalista, Vescovo di Livorno:

Impaginazione Stefano Romani Fran Montecatini

Seconda edizione dell’iniziativa che ha portato le aspiranti Miss in Banca

Intervista - concerto con il maestro Andrea Severi

Monsignor Simone Giusti

Stampato in 3700 copie da Tipolito Vannini S.n.c. Buggiano SALVE è anche disponibile sul sito www.creditovaldinievole.it

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Luci sul territorio

Iniziative, eventi e progetti sostenuti dalla Banca


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er il secondo anno consecutivo, opera: non avere paura, non avere timore di il mio editoriale di settembre sognare un futuro fatto di speranza, che non accompagna la magica kermes- sia compresso dalle evidenze delle difficolse di Miss Italia che sta vivendo tà. E quando ci sentiamo vacillare, dobbiala sua fase conclusiva proprio a mo ritrovare la forza per questo entusiasmo Montecatini. Una manifestazione storica di proprio nel nostro essere più profondo, nella grande rilievo a cui il Comune e il territorio storia del nostro Paese: l’Italia è il secondo intero hanno deciso di legare il nome della paese europeo a livello manifatturiero, una città, grazie anche al sodelle prime quattro destistegno di numerosi sponnazioni turistiche mondiasor locali fra cui la nostra li, segno di un patrimonio Banca. E proprio collegati di bellezza e cultura che ha al cartellone di eventi delpochi eguali. Ma sopratle Miss, si sono svolti due tutto quello in cui nessun incontri con personaggi altro al mondo può eguache mi hanno profondagliarci, è la nostra capacità Alessandro Belloni mente emozionato: Carla creativa, che anche in moFracci e Tara Gandhi. menti di grande difficoltà, Si tratta certamente di due figure molto ci fa trovare sorprendenti risorse per ripartidiverse, ma con la comune matrice della re. D’altro canto, “se non si prova a reagire, grande umanità. Carla Fracci resta per tutti ogni cosa diventa una sconfitta” come ha noi l’ètoile che con grazia, bellezza e gran- affermato Cecilia Camellini nel discorso che dissima professionalità, ha rappresentato lo ha accompagnato le sue splendide vittorie stile italiano a livello mondiale. Ancora oggi alle Paraolimpiadi. Un risultato che sembramantiene intatte le stesse caratteristiche a va impossibile e che invece la giovane atleta cui aggiunge serena dolcezza e un grande con coraggio e determinazione è riuscita a sentimento di amore verso la danza, i giovani raggiungere. e l’intero nostro Paese. Combattere la paura e reagire, questo ci imL’amore, in realtà, è il secondo fil rouge che pegniamo a fare insieme a tutti voi. lega Carla Fracci a Tara Gandhi, nipote del Mahatma. Questa infatti, possiamo considerarla una vera ambasciatrice nel mondo della parola “Amore”, interprete attiva del messaggio del nonno, che ha dedicato la sua vita alla lotta pacifica per un mondo basato sul sistema della non violenza. Ma direi che si è dimostrata anche grande portavoce di forza e speranza, quando nel suo intervento ha fatto un vero e proprio appello a non avere paura, “perché è proprio la paura” - ha spiegato - “che alimenta sentimenti contrari all’amore”. Voglio prendere queste parole e trasferirle alla nostra vita giornaliera, che da tempo fronteggia una crisi senza precedenti. Forse sono proprio queste raccomandazioni che dobbiamo riuscire a mettere in

L’editoriale del

presidente


CREDITO COOPERATIVO

Il sistema di garanzia dei risparmiatori Un’eccellenza italiana è il sistema di salvaguardia dei depositanti del Credito Cooperativo attivo dal 1978. Ce lo illustra Roberto Di Salvo, direttore generale del Fondo.

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no dei tanti cambiamenti che noi tutti abbiamo vissuto negli ultimi anni, certo non il peggiore, è quello di aver familiarizzato con una serie di argomenti che prima forse non avremmo considerato. Ci troviamo giornalmente a disquisire di spread, delle politiche della Cancelliera Merkel, degli interventi di Draghi, passando per gli effetti della mancata crescita del PIL o nell’irriducibile ”odi et amo” verso il governo Monti. Insomma se noi Italiani da sempre siamo un popolo di CT, ora tiriamo fuori anche velleità da grandi esperti di economia e finanza. Questo perché la situazione che stiamo vivendo, ha portato alla ribalta problematiche e terminologie non certo nuove, ma delle quali forse solo ora per-

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cepiamo l’importanza. Proprio questo è accaduto, a partire dal 2008, con il sistema di garanzia dei depositi. Il crack della Lehman Brothers in testa, per poi passare alle difficoltà manifestate dagli istituti di credito greci o spagnoli, hanno iniziato a farci interrogare sulla sicurezza dei nostri risparmi affidati a fondi e depositi. Cosa abbiamo scoperto? Che almeno su questo fronte l’Italia non ha proprio niente da invidiare agli altri Paesi perché su di noi (e soprattutto sopra i nostri risparmi) vigila un sistema di controllo ben definito, le cui basi sono state messe ben prima di questi eventi, già nel 1978 con il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, affiancato poi nel 1987 dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Ed è proprio il direttore generale del Fondo che


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fa capo al sistema delle BCC, dottor Roberto Di Salvo, che ci illustra alcuni aspetti che riguardano questo argomento. Il Fondo di Garanzia dei Depositanti interviene su autorizzazione di Banca d’Italia in casi di gravi dissesti che riguardano istituti consorziati, coprendo fino alla somma di 100.000 euro per ciascun depositante. Tuttavia, se guardiamo gli interventi attuati, scopriamo quasi una doppia anima: una volta alla salvaguardia dei depositanti, l’altra delle BCC. Come si riesce a coniugare questa doppia funzione? Il Fondo di Garanzia dei Depositanti, tutelando in prima istanza proprio i depositanti secondo quanto stabilito dalle norme europee e italiane, tutela indirettamente anche la solvibilità delle banche consorziate. Infatti, se l’obiettivo ultimo è quello di garantire ogni singolo depositante fino a un massimo di 100 mila euro, gli obiettivi intermedi necessari per perseguirlo prevedono interventi volti a evitare che si arrivi alla liquidazione delle banche “senza rete”, ovvero al rimborso dei depositanti, al licenziamento dei dipendenti e alla chiusura delle filiali, con tutte le conseguenze che ciò può comportare. Gli interventi che abbiamo visto recentemente attuare a favore dell’ex Credito Fiorentino rappresentano un caso unico in Italia e forse un chiaro esempio di questa doppia funzione di garanzia. Può riassumerci le particolarità della manovra? Il Credito Cooperativo Fiorentino era una banca sostanzialmente costituita da una vera e propria BCC e da una banca d’affari privata. Nella fase di soluzione della grave crisi che l’ha investita è emerso che, mentre la BCC poteva continuare a fare il

proprio lavoro sul territorio all’interno di una Consorella adeguatamente solida, la “banca d’affari” aveva caratteristiche tali (esposizioni di importo medio molto elevato, in grandissima parte a sofferenza, largamente legate in via diretta o indiretta agli ex esponenti aziendali, di cui uno con rilevanti responsabilità politiche a livello nazionale) che imponevano di scorporarla dalla BCC. Per questo motivo, il Fondo di Garanzia dei Depositanti si è assunto l’impegno ad acquisire il portafoglio di crediti in sofferenza del Credito Fiorentino e gestirlo con il supporto di BCC Gestione Crediti, al fine di ottimizzarne l’attività di recupero. Questa è la sostanza dell’operazione, realizzata nel pieno rispetto dello Statuto del FGD e delle norme di vigilanza in vigore. Le altre fattispecie dell’operazione riguardano questioni di natura tecnica che hanno reso l’intervento del Fondo ulteriormente complesso e oneroso (si veda, ad esempio, la questione del trattamento di alcune partire fiscali per le quali la Legge Monti di fine dicembre 2011 ha cambiato le regole del gioco mentre la partita era già in corso…). Possiamo quindi affermare che il sistema di tutela italiano ci pone al riparo dai collassi dei sistemi bancari che abbiamo vissuto in questi ultimi anni a livello internazionale? Nessuno è al riparo da eventi catastrofici non prevedibili. Tuttavia, l’assetto delle banche italiane e i presidi posti in essere (con tanti sacrifici da parte di tutti, senza esclusione delle BCC) consentono oggi di contare su un sistema bancario complessivamente solido, rafforzato dalla pluralità di soggetti che vi operano, ivi comprese le banche cooperative che come noto sanno svolgere anche una funzione anticiclica.

“L’assetto delle banche italiane e i presidi posti in essere consentono oggi di contare su un sistema bancario complessivamente solido”

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CREDITO COOPERATIVO

Facciamo ora riferimento alla sua posizione di osservatore privilegiato all’interno del sistema bancario per domandarle una visione prospettica. Abbiamo visto come gli andamenti economicofinanziari da un lato e dall’altro l’attuazione di nuove normative come quelle in tema di trasparenza o la stessa Basilea 2 abbiano modificato tutti gli assetti delle banche italiane. Pensiamo al modo di relazionarsi e di fornire servizi ai propri clienti ma anche, e soprattutto, agli assetti strutturali, come ad esempio la lunga serie di fusioni che continuano a interessare sia istituti di credito nazionali che banche locali come le BCC. È già iniziata la fase di avanzamento di Basilea 3. Quale pensa sarà lo scenario

È nato il l5 giugno 1959 a Roma dove ancora oggi vive e lavora. Sposato, due figli, dopo la maturità classica, si laurea in Economia e Commercio presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (110/110 con lode). Consegue un Master di ricerca biennale in Banca e Finanza presso l’Università del Galles (University College of North Wales), svolgendo una tesi dal titolo Deregulation and scale economies in banking, supervisore J.P.M. Gardener, pubblicata in italiano da Il Mulino (Deregolamentazione ed economia di scala in banca, Bologna,1996). Subito dopo la laurea lavora come assistente di ricerca presso la SOMEA spa di Roma. Nel 1986 vince una borsa di studio indetta dalla Banca d’Italia e viene assunto presso il Servizio Informazioni sul Sistema Creditizio. Nel 1987 lascia la Banca d’Italia per contribuire a costituire l’Ufficio Studi presso l’Istituto centrale delle

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nel prossimo quinquennio? Se non intervengono ulteriori shock esogeni, credo che l’ondata di fusioni e incorporazioni già in atto continuerà per almeno un triennio e potrebbe condurre a un sistema bancario relativamente più concentrato ma senza pesanti stravolgimenti strutturali. Le BCC potrebbero ridursi di numero in misura non trascurabile ma mantenere la rete di sportelli e le quote di mercato, ricercando una migliore efficienza complessiva. Non è detto che si perda l’esperienza delle piccole BCC ma è certo che tra queste sopravvivranno solo quelle che sapranno sfruttare la loro posizione di mercato rispettando standard minimi di efficienza e adeguati presidi di controllo interno, soprattutto

ROBERTO DI SALVO casse rurali ed artigiane (ICCREA). Nel 1994 diventa funzionario distaccato dell’Istituto di ricerca sul credito cooperativo e l’economia locale (IRCEL), diretta emanazione dell’ICCREA e della Federazione Italiana BCC. Nel 1998 ricopre l’incarico di dirigente responsabile del Servizio Studi e Ricerche di Federcasse e l’anno dopo assume ad interim la responsabilità dell’Ufficio relazioni internazionali. Dal 2008 è vicedirettore generale di Federcasse. Nel 2010 assume ad interim l’incarico di direttore del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. È autore di numerosi articoli in materia di economia e tecnica degli intermediari finanziari pubblicati su riviste italiane e internazionali e partecipa alla pubblicazione di volumi editi da primarie case editrici italiane ed estere.


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nell’ambito del processo del credito. Terminiamo la nostra disamina generale chiedendole una sua opinione riguardo l’attuale assetto economico-finanziario. Qual è secondo lei un intervento irrinunciabile per far ripartire il sistema - Italia? Questa domanda è forse la più difficile. Rispondo non come policy maker, perché non mi ritengo all’altezza, bensì come cittadino con responsabilità dirigenziali. A me sembra che serva soprattutto un nuovo forte slancio da parte della società civile e delle forze economiche e sociali, senza attendere passivamente provvedimenti del Governo italiano o misure risolutive a livello europeo, che pure dovranno essere adottati. Il futuro del nostro Paese e del sistema creditizio - finanziario italiano dipende fondamentalmente dai nostri comportamenti: fiducia, trasparenza, correttezza, professionalità, da parte di tutti, sulla base di un nuovo patto sociale che va costruito rapidamente altrimenti rischiamo di perdere un’occasione storica per il rilancio del sistema - Italia.

Il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo viene istituito nel 1997 sotto forma di consorzio obbligatorio per tutte le banche di credito cooperativo, casse rurali e artigiane operanti in Italia. Si tratta di un importante mezzo di garanzia dei depositi bancari che opera in piena conformità dei dettami di legge stabiliti dalle norme comunitarie, oltre che dei principi di mutualità e di cooperazione propri del sistema cooperativo. Tale strumento rappresenta un fondamentale mezzo di rafforzamento della stabilità del sistema bancario e di tutela dei risparmiatori, limitando il rischio di mancato rimborso del capitale e degli interessi maturati sui depositi, al fine di ridurre notevolmente le ripercussioni nel caso di eventuali dissesti bancari. Il Fondo infatti interviene su autorizzazione di Banca d’Italia quando uno degli istituti consorziati si trova in situazione di: • liquidazione coatta amministrativa; • amministrazione straordinaria; • grave difficoltà non ancora sfociata in un provvedimento esecutivo, coprendo fino alla somma di 100.000 euro per ciascun depositante nel termine massimo di venti giorni dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento, prorogabile in circostanze eccezionali dalla stessa Banca d’Italia di altri dieci giorni lavorativi. Il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo ha integrato il preesistente Fondo centrale di garanzia che le BCC, uniche banche in Italia, avevano istituito già dal 1978, ben diciannove anni prima che fosse prevista per legge la tutela dei depositi della clientela.

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L’economia toscana nel

Rapporto Bankitalia 2012 L’ di Andrea Rindi

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11 giugno a Firenze nell’aula magna della Facoltà di Economia è stato presentato il rapporto della Banca d’Italia sull’economia toscana. Un’approfondita analisi dello stato di salute dell’economia regionale attraverso un dettagliato screening su: mercato del lavoro, attività produttive, ricchezza delle famiglie e situazione del credito. Attività produttive Dal rapporto emerge che l’anno 2011 è sta-


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to caratterizzato da una debole crescita per quanto riguarda il primo semestre a cui ha fatto seguito, a causa delle turbolenze sui mercati finanziari, un brusco rallentamento dell’economia con un sensibile calo della domanda interna. I livelli di attività sono rimasti contenuti anche nei primi mesi dell’anno in corso. Secondo le stime di Prometeia, il prodotto regionale è salito nel 2011 dello 0,6 per cento in termini reali, un valore leggermente superiore a quello dell’intero paese. L’attività manifatturiera è cresciuta a tassi contenuti nei primi due trimestri, ha rallentato nel terzo ed è scesa nel quarto. Un andamento migliore ha interessato le imprese di maggiori dimensioni, quelle del comparto della moda e quelle in grado di intercettare la domanda proveniente dai mercati esteri. Di particolare rilievo la ripresa delle esportazioni, in maggior misura nei paesi extra UE, anche grazie al recupero del tradizionale mercato statunitense. Il comparto edile ha sofferto più degli altri con significativi riflessi negativi a livello occupazionale. La domanda di immobili a uso abitativo si è ulteriormente indebolita, condizionata dal peggioramento del quadro economico. Anche nel settore dei servizi, dei trasporti e nel commercio al dettaglio si sono registrati andamenti negativi. Dal turismo sono invece emerse indicazioni più favorevoli trainate da un aumento consistente dei flussi e della spesa dei visitatori stranieri. Mercato del lavoro In linea con l’evoluzione congiunturale, nel mercato del lavoro il numero degli occupati è cresciuto nel primo semestre e si è contratto nel secondo rimanendo sostanzialmente invariato come media annuale. Il tasso di occupazione è aumentato per gli ultracinquantacinquenni mentre è diminuito per i giovani tra i 15 e 34 anni. È cresciuto invece in maniera preoccupante il numero di coloro che non lavorano né svolgono attività di studio e formazione. Tra i laureati occupati sono diffusi gli impieghi in posizioni non qualificate o per competenze differenti da quelle possedute.

Ricchezza delle famiglie Lo stock di ricchezza di cui dispongono le famiglie toscane, costituito dalla somma di attività reali (case, terreni, altri beni immobili) e attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, fondi) al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti, altri debiti finanziari) è stimato, a fine 2010, in 635 miliardi di euro (il 7,4 per cento del dato nazionale). La crescita della ricchezza è stata consistente nel periodo pre-crisi rallentando poi negli anni successivi (dal 2007 in poi). Tale crisi ha generato una riduzione del valore delle attività finanziarie. Credito I prestiti bancari concessi in Toscana hanno progressivamente decelerato per poi quasi arrestarsi e flettere nei primi mesi del 2012. Analogamente a quanto accaduto nella prima fase della crisi, una dinamica meno favorevole ha interessato i principali gruppi bancari. I tassi di interesse sono aumentati in modo generalizzato, riflettendo l’incremento del costo della raccolta ed il peggioramento della qualità del credito. La domanda di finanziamento delle imprese è rimasta contenuta e limitata al fabbisogno connesso con il capitale circolante e alla ristrutturazione del debito. I prestiti alle famiglie hanno rallentato, principalmente per effetto del calo dei nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni. Analisi di medio termine mostrano come la concessione di finanziamenti si sia spostata verso fasce di clientela meno rischiose: è scesa la quota di mutui concessi a famiglie giovani o straniere. La qualità del credito è ulteriormente peggiorata, in un quadro di incremento delle procedure fallimentari. Sul flusso di nuove sofferenze del 2011 hanno inciso, in particolare, i default di alcune imprese edili. Non hanno mostrato segni di deterioramento gli indicatori relativi alle famiglie; ciò appare riconducibile anche al sostegno fornito dagli intermediari, in particolare attraverso la sospensione temporanea dei pagamenti, e alla presenza di una quota ancora limitata, anche se in aumento, di famiglie finanziariamente vulnerabili.

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PRIMO PIANO

Patrizia Mirigliani Intervista esclusiva con la “patron” del concorso di bellezza più famoso d’Italia di Mauro Lubrani

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a ricevuto un’eredità pesante da papà Enzo, che aveva fatto diventare grande il concorso di Miss Italia, ma Patrizia Mirigliani non vuole vivere di rendita e continua a introdurre nella manifestazione importanti novità, che aiutino a valorizzare le donne. Montecatini è da due anni la nuova “casa” della manifestazione, nella speranza che il rapporto possa consolidarsi e diventare stabile come lo è stato per tanto tempo con Salsomaggiore. La patron ha fatto il punto sulla 73ª edizione di Miss Italia con una lunga intervista per “Salve”, il magazine del Credito Valdinievole, la banca di Credito cooperativo di Montecatini Terme e Bientina. Quest’ultima è stata uno degli sponsor locali e ha organizzato un’intera giornata con le miss per fare conoscere più da vicino le 101 finaliste ai Soci della banca. Questa edizione del concorso di Miss Ita-

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lia ha puntato su una bellezza non solo esteriore, ma anche interiore, quasi cercando nelle concorrenti una sorta di spiritualità. È questo il messaggio che si è voluto dare? «Ho cercato di far conoscere alle ragazze nuovi modelli di bellezza senza tempo. E l’ho fatto, portando a Montecatini l’esempio tangibile di tre straordinarie donne: un’icona del mondo della danza come Carla Fracci, che emana ancora un grande fascino; Maria Rita Parsi, una psicologa che ha condotto una approfondita ricerca sul concorso e sulle ragazze, che diventerà presto un libro. Infine, ho invitato a Montecatini Tara Gandhi, che ha incantato le giovani, parlando di pace e di bellezza interiore, ma soprattutto dicendo a loro di non avere mai paura durante il cammino della loro vita». La scelta del costume intero rientra in questa filosofia di ricercare più la bellezza interiore?


PRIMO PIANO

«Noi cerchiamo di valorizzare modelli di donne rassicuranti, carine, mai vamp. Portiamo avanti il concetto della bellezza come valore, che deve essere considerata un dono di Dio e di questa tutti dobbiamo essere compiaciuti. Credo che non sia necessario il bikini per valorizzare una bella ragazza, specie ora che c’è un ritorno a una femminilità meno esibita. C’è invece bisogno di un costume che renda decorosa l’immagine di una ragazza, che esalti la sua bellezza in maniera confacente ad uno studio televisivo. Noi vogliamo avere anche il coraggio di proporre valori e il costume intero è sicuramente un passo avanti. La bellezza non va venduta, ma protetta. L’Italia è un paese che ha bisogno della bellezza, i turisti vengono in Italia per ammirare le sue meraviglie, le nostre sono le donne più belle del mondo. Non si può demonizzare la bellezza, perché dà slancio a tutto». Si sta vivendo un periodo di profonda

crisi economica, il concorso ha dovuto rivedere le sue strategie? «Il concorso ha avuto i suoi dubbi, ma abbiamo saputo adeguarci. La nostra forza è il territorio. Abbiamo fatto 600 serate di selezione, anche se i nostri collaboratori regionali mi hanno detto che non è stato facile, ma le nostre finali regionali ormai sono diventate dei veri e propri eventi. Tuttavia, tra le ulteriori note positive, abbiamo avuto un aumento del 30 per cento delle iscrizioni, perché molte ragazze considerano il concorso un’opportunità di lavoro e non solo nel mondo dello spettacolo. Per quanto riguarda gli sponsor, le aziende partner da tanti anni come Miluna, Rocchetta, Wella, Deborah sono rimaste legate a noi anche in un momento difficile e di crisi, a conferma che credono nella validità del concorso e nel ritorno di immagine che possono avere. Inoltre, abbiamo avuto il ritorno, dopo 30 anni, della Fiat e questo

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PRIMO PIANO

vuol dire che l’azienda ha ritenuto che il marchio di Miss Italia rappresenti qualcosa di positivo dal punto di vista economico, anche in vista dell’uscita della nuova Panda, destinata ad un target giovane come quello delle ragazze di Miss Italia. In più, anche un’azienda nuova come Italo ci ha scelto per promuovere il suo prodotto». Cosa deve aspettarsi una ragazza che si iscrive a Miss Italia? «Il concorso rappresenta una verifica di quello che si vuole dalla vita. Può offrire una possibilità di lavoro dietro le quinte piuttosto che sul palco e tanto altro anco-

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ra, compreso chi ha fatto una tesi su Miss Italia. La nostra è una filosofia di vita di un’accademia, all’interno della quale una ragazza si forma e capisce cosa può volere dalla vita. Noi chiediamo disciplina e rispetto delle regole e delle persone. L’incontro con Tara Gandhi è stato sicuramente un’occasione in più. Tara ha parlato alle ragazze di crescita interiore, di coraggio, di fiducia e di pace in un mondo in cui ogni giorno prevalgono le notizie di violenza in tutte le sue forme. Gandhi ha detto che dobbiamo parlare di amore in contrapposizione alla paura». Questo è stato il secondo anno della presenza di Miss Italia a Montecatini... È un rapporto che si è consolidato? «Anche Montecatini non deve avere paura, se siamo qui è perché amate il concorso. Se la città entra in armonia con Miss Italia possiamo volare davvero alto. Ho avuto il regalo della presenza di Tara Gandhi e io l’ho donato alla vostra città. Di lei hanno parlato due telegiornali nazionali e un servizio a Uno Mattina. Montecatini rappresenta un salotto ideale per Miss Italia. Le città termali, come diceva mio padre, sono attente al benessere e alla naturalezza, quindi sono la location migliore per la manifestazione, si integrano perfettamente. Ad ottobre potremo fare i giusti resoconti». Oltre alla città, anche il territorio si aspetta ritorni da questa manifestazione. «Montecatini deve essere più felice di esibire il concorso, perché questo riesce a far vivere interi comprensori. Noi siamo nati con la cultura del territorio e lavoriamo anche per questo. Non a caso, a livello italiano, siamo l’unico fenomeno con 600 edizioni locali e tutte con una maxi-scenografia incentrata sull’immagine del Tettuccio. Lo


PRIMO PIANO

stabilimento è l’emblema di Montecatini ed è tra le meraviglie d’Italia». E, invece, la città? «Io credo che Montecatini si dovrebbe amare di più, non avere paura perché questa frena ogni cosa e far esplodere la gioia, dando a tutti la sensazione di una città in festa. Invece, quest’anno, a livello urbano, l’ho vista un po’ sottotono. Deve trovare nuove energie e strategie e ne ha mezzi, capacità e persone. Mi piace, ad esempio, il fatto delle associazioni albergatori guidate da donne con un grande senso estetico, oltre ad indubbie capacità manageriali. Ho sentito molto la loro vicinanza e collaborazione, come quella di Alessandra ed Egizia,

altre donne di grandi capacità». Poi, c’è anche il sindaco Bellandi che crede fortemente in Miss Italia. «Il sindaco è un entusiasta e vuole molto bene a Montecatini. È una persona che sa commuoversi e che sa anche convincere. Ci assomigliamo molto. Non a caso, un anno fa, quando ho scelto Montecatini come sede, non ho fatto un discorso prettamente economico, ma sono stata trascinata dall’entusiasmo di Bellandi. E, poi, di nascosto sono venuta a vedere la città e sono salita a Montecatini Alto... Quando ho visto quel panorama che affascinò anche Verdi, ho detto questa è la sede giusta per Miss Italia».

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AREA BANCA

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na serata indimenticabile quella del 9 luglio scorso. Per il concerto, organizzato per i Soci del Credito Valdinievole, e dedicato alla memoria del presidente Loreno Giovannelli, la piazza della sede della Banca si è trasformata, infatti, in un anfiteatro, in un silenzioso e artistico scrigno ammantato di silenzio. E dal silenzio, “donato” dall’amministrazione comunale di Montecatini Terme (che ha chiuso al traffico le strade circostanti) è nata la musica, bellissima. Arie e note di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Fabiano Fiorenzani, hanno svegliato il tempo, come scrive il direttore d’orchestra Daniel Barenboim nel suo libro, fermandolo, grazie alla bravura dei musicisti, di fama internazionale, e permettendo al ricordo di Giovannelli di diventare ancor più parte integrante della

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nostra memoria e di quella della città. Un’acustica perfetta, circa trecento persone presenti e molta emozione. Un’armonia di sensazioni che hanno reso la serata talmente speciale da meritare di essere ripetuta, il prossimo anno. Sul palco il soprano Alessandra Meozzi, Andrea Severi al pianoforte e il controquintetto del Maggio Musicale Fiorentino, composto da Emanuele Antoniucci e Claudio Quintavalla, trombe, Gianfranco Dini, corno, Fabiano Fiorenzani, trombone e Fabio Costa, trombone basso. Un “coro” di talenti talmente potente da far venire in mente alcune parole del maestro Zubin Mehta, a proposito della sua professione di direttore d’orchestra: “sono costantemente circondato da un mondo di capolavori e bellezza”. È quello che hanno pensato tutti, il 9 luglio scorso.

Il concerto in Banca


AREA BANCA

Inaugurata la Sala Loreno Giovannelli In occasione del concerto, la sala auditorium della Sede è stata intitolata allo storico presidente

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l Credito Cooperativo è la banca che fa delle persone la propria forza. I nostri Soci e clienti in primo luogo, ma certamente anche i nostri dipendenti, i dirigenti e gli amministratori. Sono questi a renderci differenti in modo profondo, perché non si limitano alla sola fase operativa, ma ciascuno di essi trasferisce nelle proprie competenze il proprio modo d’essere. Per questo da anni volevamo trovare il modo più giusto per ricordare una figura molto importante per la nostra Banca. Stiamo parlando di Loreno Giovannelli, per ventiquattro anni membro del Consiglio d’Amministrazione, e per altri quindici presiden-

te dell’Istituto. Nel corso del suo mandato Giovannelli ha saputo interpretare con stile il proprio ruolo istituzionale. Anni importanti in cui la Banca ha subito grandi evoluzioni e modifiche, sia normative che strutturali, e in cui egli ha saputo unire le competenze tecniche a quelle di carattere più artistico e umanistico. Una figura importante che abbiamo voluto ricordare legando in modo indissolubile il suo nome all’auditorium della Sede, spazio multiculturale di confronto e crescita, celebrando il tutto con un grande concerto di musica classica dedicato ai nostri Soci e all’intera comunità.

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AREA BANCA

Aperta la nuova Filiale di Masotti

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Una Filiale piĂš grande e rinnovata al servizio dei clienti del pistoiese

abato 7 luglio è stata inaugurata la rinnovata filiale di Masotti del Credito Valdinievole. Hanno fatto gli onori di casa il presidente della Banca Alessandro Belloni, il direttore generale Leonardo Quiriconi e la responsabi-

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le della Filiale Maria Teresa Innocenti. Erano presenti molti ospiti tra i quali il Questore di Pistoia, Maurizio Manzo (nella foto a sinistra di pagina 17) e il presidente della Camera di Commercio di Pistoia, Stefano Morandi. Il presidente Belloni ha ripercorso la sto-


AREA BANCA

ria della Filiale dall’insediamento, quasi dieci anni prima, di un piccolo sportello bancomat, all’apertura nel 2008, fino alla necessità di avere una nuova e più efficiente Filiale in considerazione della notevole crescita. Il Sindaco di Serravalle, Eugenio Patrizio Mungai, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando come ormai il Credito Valdinievole sia un punto di riferimento per l’intera comunità locale e auspicando che i già consolidati rapporti tra l’Istituto e l’amministrazione, possano trovare grazie a questa Filiale, nuovi spunti sinergici per il futuro. Apprezzato anche l’intervento del presidente Morandi (nella foto in basso a destra) che ha evidenziato come ormai solo le banche di Credito Cooperativo rappresentino l’unico vero legame con il territorio e siano sempre più vicine alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese. Ha inoltre sottolineato il fatto che in momenti di grande recessione economica, il rinnovamento

di una Filiale, in risposta all’esigenza di una maggiore conformità alle necessità della clientela, non possa che essere visto come segnale positivo. Ha chiuso gli interventi l’avvocato Simone Pistelli (nella foto della pagina precedente), in rappresentanza della Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo. Egli ha ribadito il ruolo primario che le BCC stanno svolgendo nel sostenere le famiglie e le aziende in questo particolare momento negativo dell’economia nazionale, confermando così il loro ruolo mutualistico e di cooperazione che fa dell’intero Movimento un punto di riferimento nel contesto nazionale. Il parroco di Serravalle, Don Sergio Agostini, ha poi benedetto i nuovi locali e dopo l’inno d’Italia suonato dagli allievi della banda del Credito Valdinievole, il presidente Belloni ed il sindaco Mungai hanno tagliato il nastro. Gli ospiti sono stati poi accompagnati nel piazzale antistante la nuova Filiale per un buffet offerto loro dalla Banca.

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AREA BANCA

“Posso risparmiare per il futuro e ottenere risultati nel presente?”

Aureo Cedola II- 2017 STRATEGIA DI INVESTIMENTO: > Benchmark La flessibilità di gestione non consente di individuare un benchmark di mercato. Pertanto la gestione utilizza la volatilità di portafoglio come indi catore di rischio.

Aureo Cedola II - 2017 è un Fondo comune di investimento a distribuzione annuale di proventi di Aureo Gestioni SGR. Aureo Cedola II - 2017 è un fondo Total Return, che si caratterizza per un’attenta selezione di strumenti obbligazionari e monetari denominati in Euro di emittenti sovranazionali, governativi o societari con rating investment grade e high yield. Le aree geografiche di investimento sono i Paesi sviluppati (OCSE) e i Paesi emergenti (non OCSE). Aureo Cedola II - 2017 mira alla distribuzione di 5 cedole annuali. A CHI SI RIVOLGE: • A risparmiatori interessati a diversificare il proprio portafoglio obbligazionario, delegando a professionisti della gestione la selezione e il monitoraggio dei titoli nel tempo. • A risparmiatori che desiderano avere un’entrata periodica dal proprio investimento, grazie ad una cedola annua.

CARTA D’IDENTITÀ Società di gestione: Aureo Gestioni SGR ISIN: IT0004847791 Categoria Assogestioni: obbligazionario Tipologia di gestione: Total Return Sottoscrizione minima: 500 Euro Modalità di accesso: Unica soluzione Provvigione di gestione annua: 0,80% Commissioni di antidiluizione: 1,00% Commissione di Incentivo: non previste Diritti fissi: 2 euro alla sottoscrizione Valorizzazione del NAV: giornaliera Switch: da tutti i fondi della Sgr tranne dal fondo Aureo Cedola I – 2016.

CEDOLA Sono previste 5 cedole durante la vita del fondo che saranno deliberate alle seguenti date di chiusura esercizio: la prima il 31 dicembre 2013 la seconda il 31 dicembre 2014 la terza il 31 dicembre 2015 la quarta il 31 dicembre 2016 la quinta il 31 dicembre 2017 Le cedole saranno liquidate entro il termine massimo di 60 giorni dalla data di delibera del Rendiconto del fondo.

COME UTILIZZARE LA CEDOLA SOTTOSCRIZIONE LIMITATA DAL 10 SETTEMBRE AL 16 NOVEMBRE 2012

Il sottoscrittore può scegliere tra: reinvestirla nel Fondo aumentando conseguentemente il numero di quote possedute; incassarla: possibilità di un accredito diretto sul c/c.

Scopri Aureo Cedola II - 2017, vieni a trovarci in filiale.

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AVVERTENZE: Prima dell’adesione leggere il Prospetto ed il KIID, disponibili gratuitamente presso i soggetti collocatori e sul sito internet www.aureo.it


AREA BANCA

Conad e BCC Insieme per migliorare il servizio al cliente

La Banca ha recentemente aderito, tramite Iccrea, alla convenzione per l’emissione delle Carte Conad. La richiesta della Carta (personalizzata con il logo del Credito Valdinievole), a titolo completamente gratuito, potrà essere fatta nei negozi stessi. Il massimale di spesa standard stabilito dalla Banca per ogni Carta è di cento euro alla settimana. Ma esso potrà essere modificato o revocato su iniziativa del nostro Istituto, in presenza di giustificati motivi (ad esempio l’utilizzo scorretto della Carta stessa). L’addebito della spesa verrà conteggiato a chiusura del mese precedente, con valuta al 7 del mese successivo. Riportiamo di seguito in modo schematico le fasi che interessano l’operatività. Emissione e autorizzazione Il cliente/Socio può richiedere la Carta personalizzata nel negozio Conad e questo

provvederà ad inviare alla Banca, tramite la procedura Allineamento Elettronico Archivi (A.E.A.) la richiesta di addebito permanente. La consegna della Carta CONAD sarà a cura del negozio richiedente. Cambio di coordinate bancarie A seguito di cambio del numero di conto corrente oppure della variazione di Filiale, la Banca autorizzerà le disposizioni sul nuovo c/c provvedendo poi alla segnalazione tramite la procedura di Allineamento Elettronico Archivi. Restituzione della Carta Conad Nel caso in cui il Cliente/Socio riconsegni la Carta al negozio la Gestione Carte Conad comunicherà la revoca alla Banca tramite la stessa procedura sopra indicata. Nel caso di riconsegna della Carta alle Filiali, invece, (perché scaduta, deteriorata etc…) sarà la Banca a fare l’opportuna segnalazione.

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PER I SOCI

La Tosca nella splendida cornice di Torre del Lago

E lucevan le stelle… di Claudia Bartoli

I

l 20 Luglio i Soci del Credito Valdinievole hanno potuto assistere alla prima del 58° Festival Pucciniano che ogni anno, nel periodo estivo, si tiene a Torre del Lago, città natale e luogo di ispirazione di uno dei più celebri autori italiani di musica lirica. Era il 14 gennaio 1900 quando “La Tosca”, opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giacosa e Illica, fu rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma. All’evento era presente anche la regina Margherita di Savoia. La serata fu nervosa a causa di alcuni spettatori ritardatari. Il direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone fu costretto a interrompere l’esecuzione e ricominciare dall’inizio. Nasce così la storia di “La Tosca”, opera considerata la più drammatica di Puccini, ricca com’è di colpi di scena e di trovate che tengono lo spettatore in costante tensione. Dopo aver gustato la cena cullati dalle dolci acque del Lago di Massaciuccoli, che sfuma-

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vano in rosa per il tramonto, i partecipanti si sono spostati nell’imponente teatro all’aperto del Festival, un anfiteatro moderno dove si uniscono tradizione, ambiente naturale e innovazione tecnologica. L’arena e l’auditorium, con i loro rispettivi 3370 e 495 posti, consentono di ampliare l’offerta culturale del Festival Puccini e delle altre manifestazioni intitolate al compositore italiano tra i più rappresentati al mondo. Alla fine della rappresentazione, che termina con Floria Tosca che si lascia precipitare dalla vetta di Castel Sant’Angelo, seguendo i passi lenti dell’uscita di tutti gli altri spettatori, sembrava di scorgere, sotto la luce pallida dei lampioni, lì, appoggiato al suo bastone, con sguardo sornione e fiero, il Maestro che ci accompagnava alla via del ritorno, tutti un po’ gelosi del tempo che lentamente stava dissolvendo quel brivido di invidia provato per il coraggio della bruna donna che si uccide per raggiungere il suo amore.


PER I SOCI

TIVOLI

La Tibur Superbum di Virgilio con le sue ville ed i suoi giardini

L’

di Claudia Bartoli

insediamento arcaico di Tivoli nacque e si fortificò sulla riva sinistra dell’Aniene, dove sorsero l’acropoli e gli edifici antichi avvantaggiandosi della posizione dominante sul guado che costituiva il percorso più breve per la transumanza delle greggi fra il Tevere e l’Abruzzo, lungo la direttrice che sarebbe poi diventata la via Valeria. L’antica Tibur fu punto di confluenza di popolazioni diverse (soprattutto sabini e latini) che si incontravano per commerciare e sede di molte ville di ricchi romani, come testimoniano i numerosi resti. E proprio in questo spettacolare angolo di storia, il Credito Valdinievole, in un tiepido e luminoso giorno di maggio, ha accompagnato i suoi Soci. Durante la mattinata è stato possibile visitare la Villa Adriana, costruita dall’imperatore Adriano in una zona anticamente ricca di acque e attraversata da quattro degli antichi acquedotti romani che servivano l’attuale capitale. La complessità della residenza rappresentò la complessità della personalità del suo costruttore, la magnificenza delle costruzioni e la sua idea orientalizzante dell’immagine dell’imperatore nel suo tempo. Non a caso Villa Adriana è stata dichiarata nel 1999 patrimonio dell’umanità. Nel pomeriggio, dopo un buon pranzo con piatti tipici, si è potuto ammirare il parco di Villa d’Este voluta dal cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia. Nominato nel 1550 governatore a vita di Tivoli da Papa Giulio III del Monte per ringra-

ziarlo del forte contributo avuto per la sua elezione, il cardinale arrivò a Tivoli il 9 settembre e vi fece un’entrata trionfale, scoprendo però che la residenza del governatore era un vecchio e scomodo convento benedettino. Ippolito era abituato a ben altro, nella sua Ferrara, ma l’aria di Tivoli gli giovava e inoltre, grande cultore di antichità romane, era molto interessato ai reperti che abbondavano nella zona. Sicché decise di trasformare il convento in una villa dove fare ricevimenti per rinsaldare le amicizie dell’Urbe. Il cardinale ebbe appena il tempo di godersi la solenne inaugurazione della villa avvenuta nel settembre del 1572, con la visita del papa Gregorio XIII, e poi morì, a dicembre dello stesso anno. Lo splendido giardino, è articolato fra terrazze e pendii, con un asse longitudinale centrale e cinque assi trasversali principali, collegando e raccordando con maestria le diverse pendenze del giardino, utilizzando uno schema architettonico tipico delle città romane. L’originale disegno, in aggiunta allo splendido paesaggio di cui si può godere dai vari piani del giardino, le fontane con i loro splendidi giochi d’acqua, lussureggianti alberi e piante di varie specie rendevano il giardino di Villa d’Este, uno dei più belli e famosi esistenti, tale da esser modello per la realizzazione di molti successivi. Insomma, un’altra giornata memorabile, in barba al proverbio tiburtino “Tivuli de lu bon confortu: o piove, o tira ventu o sòna a mortu”.

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LOURDES

Nasce così la storia L’11 febbraio 1858, di Lourdes. Sulla la quattordicenne Viaggio nel cuore della spiritualità roccia che BernaBernadette Soudette scavò fu cobirous ebbe la di Claudia Bartoli struita nel 1871 la prima visione di Basilica dell’Immaciò che descrisse colata Concezione come “una piccola signora giovane” in piedi in una nicchia della roccia e nel 1901 la Basilica del Rosario. che le chiese di tornare alla grotta ogni giorno per Anche il Credito Valdinievole, a giugno, ha accompagnato i suoi Soci in questa oasi di preghiera, laddove quindici giorni. Le altre visioni di Bernadette furono semplici, e fo- è permesso affidare le angosce del proprio cuore ed calizzate sulle necessità di preghiera e penitenza. attingere forza e coraggio. Durante la tredicesima apparizione, il 2 marzo, Ber- L’arrivo a Lourdes è stato preceduto dalla sosta ad nadette spiegò alla sua famiglia che la signora aveva Avignone, residenza dei papi nel 1309 quando erano detto “Va’ per favore dai sacerdoti e di’ loro che una fuggiti dal caos violento di Roma. E cosa c’è di più cappella deve essere costruita qui. Lasciate che qui simpatico e rilassante di una panoramica visita del centro storico con il tradizionale e famoso trenino? passino le processioni”. Durante la nona apparizione, la Signora disse a Ber- Durante il soggiorno a Lourdes c’è stato il tempo di nadette di bere l’acqua che fluiva sotto la roccia. andare a fare un “salto” alle favolose cascate del ponte di Spagna immerse nel bellissimo Parco NaLa ragazza fece quindi come le era stato detto e zionale dei Pirenei. scavò nella terra, ma quando non accadde nulla, Al ritorno da Lourdes è stato possibile ammirare lo scetticismo si impossessò dei presenti. Tuttavia, Carcassonne, le cui tracce di insediamento sono il giorno dopo, l’acqua cominciò a fluire. Alcuni state datate al 3.500 a.C e che divenne strategicadevoti seguirono l’esempio di Bernadette e mente importante quando i Romani fortificarono bevvero dalla sorgente facendo abluzioni, la cima della collina attorno all’anno 100 a.C. cui furono presto riconosciute proprietà Dopo la notte trascorsa a Nicurative. mes, sulla strada del rientro, perché non fermarsi a pranzare a Montecarlo, magari con una bella passeggiata sulla terrazza affacciata sul noto golfo e tra i negozi del centro? “Non di solo… spirito vive l’uomo”!


Sabato 3 Novembre Cherasco Napoleonica, Pollenzo e le terre di Slow Food Visita alla piazza del Borgo di Pollenzo, circondata dagli edifici che oggi ospitano l’Università del Gusto nata sotto il patrocinio di Slow Food e a Cherasco Napoleonica, caratteristica città che ha conservato inalterato nei secoli il suo assetto medievale. Tra tutti il più importante è il palazzo Salmatoris dove vennero firmati trattati che hanno segnato la nostra storia. I dipinti del Taricco, dell’Operti e del Claret, e infine la bellissima passeggiata fino al castello dei Visconti con una splendida visita sulle Langhe che Napoleone definì “Il più bel lembo d’Italia”.

3-4 NOVEMBRE

Domenica 4 Novembre Alba, le cento torri, la Fiera Nazionale del tartufo e il borgo di Neive Visita al centro storico della città di Alba, sede della Fiera Nazionale del tartufo, dove potrete trovare il meglio della raccolta del prezioso tubero. Visita della Cattedrale di San Lorenzo e del “Bel San Domenico”, edificio religioso medievale che si impone all’attenzione per il contrasto tra il caldo colore del mattone e la pietra arenaria. Escursione panoramica nelle Langhe passando da La Morra, eccezionale punto panoramico da cui si abbracciano con lo sguardo i vigneti che coprono i versanti collinari, i piccoli borghi, dove la vita scorre ancora a misura d’uomo, le Fortezze che testimoniano il glorioso passato di queste terre e l’imponente baluardo delle vette alpine. “Sosta del Gusto” con degustazione di vini e assaggi di sfiziosità al tartufo, golosità locali, dolci tipici di Alba delle Langhe e del Roero. Nel pomeriggio escursione panoramica nelle terre del Barbaresco passando da Trezzo Tinella, Treiso, Barbaresco, Neive con visita al caratteristico Borgo del paese, uno dei più belli d’Italia.

Tour enogastronomico: Cherasco Napoleonica, Alba, le Langhe e la Fiera Nazionale del Tartufo

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: Soci 210 Euro Non Soci 250 Euro Supplemento camera singola 50 Euro Per informazioni sui viaggi rivolgersi all’Ufficio Soci, presso la Sede, in via Ugo Foscolo 16 a Montecatini Terme Tel. 0572/909102 e 0572/909168 info@creditovaldinievole.it ufficiosoci@creditovaldinievole.it

Le Langhe


Colazio con le M Seconda edizione dell’iniziativa che ha portato le aspiranti Miss nelle sedi della Banca


one Miss

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omenica 2 settembre trenta Miss finaliste al concorso per eleggere la più bella d’Italia, hanno fatto colazione con numerosi Soci e clienti della Banca, prima nella piazza della Sede e poi in Piazza Vittorio Emanuele II a Bientina, davanti alla nostra storica Filiale. Una bella festa e molta partecipazione, malgrado le condizioni meteorologiche non proprio propizie. Patrizia Mirigliani, patron del concorso, è intervenuta a Montecatini, ringraziando il presidente Alessandro Belloni, il direttore generale, Leonardo Quiriconi, il Consiglio d’Amministrazione e l’intera struttura del


PER I SOCI

Credito Valdinievole. “C’è bisogno di fiducia nelle banche in questo periodo e sicuramente questa ne dà tanta, siamo molto contenti di collaborare per il secondo anno consecutivo con questa bella e solida realtà”. Soddisfatti dell’atmosfera e dei risultati raggiunti nella promozione dei numerosi eventi, a corollario di Miss Italia, anche gli assessori di Montecatini Terme Monica Galluzzi e Fabio Tosi. Mentre a Bientina il saluto dell’amministrazione comunale e del sindaco Corrado Guidi, è stato portato dal consigliere comunale Dario Carmassi, capogruppo con delega alla cultura. Tutti concordi nel dire, a Montecatini come a Bientina, che quando la bellezza crea possibilità di crescita e di sviluppo è una risorsa e un bene per la comunità stessa. Dopo il buffet e le foto di rito le Miss hanno parlato con i Soci e i clienti, posato con loro e giocato con i bambini, dimostrando quella semplicità e quel fascino acqua e sapone che la Mirigliani ha sempre voluto come biglietto da visita per il concorso.

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“L

a musica è un linguaggio universale, come se fosse l'anima stessa a parlare. Quando si ha una passione forte come questa non si utilizza la musica per vivere, ma si vive per la musica”. Inizia così questa intervista-concerto, Andrea Severi, pianista di Montevarchi con vocazione internazionale. Lo raggiungiamo mentre è impegnato nelle prove del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, nel Teatro Petruzzelli di Bari. "Sarà diretto da Roberto Abbado - ci dice il maestro - in un allestimento del San Carlo di Napoli firmato da Mario Martone". Riprendiamo il filo di una conversazione cominciata il 9 luglio scorso, in occasione del concerto che ha battezzato l'intitolazione della sala convegni della sede della Banca a una figura fondamentale per la nostra storia, Loreno Giovannelli (servizio a pagina 14, ndr). In quell’occasione Severi, accompagnando la soprano Alessandra Meozzi (con lui nella foto, durante la serata) ha interpretato ancora una volta musiche di Giuseppe Verdi: “Ho suonato spesso anche sul suo pianoforte - ci dice - quello sul quale, proprio a Montecatini, ha composto alcuni

dei suoi capolavori. Ogni volta che poso le dita su quei tasti - ci confida - l’emozione è forte. Anche perché quel pianoforte, al quale sono ormai molto affezionato, è appartenuto a Verdi, ma il maestro lo aveva scelto con queste caratteristiche. Mi sembra di toccare la sua ispirazione, sfiorando il pianoforte, e ogni interpretazione diventa sempre qualcosa di estremamente stimolante e speciale". Quali sono i punti di riferimento, i maestri di un maestro, oltre a Verdi, del quale ci ha appena parlato e Giacomo Puccini, che cita spesso? "Ogni compositore è importante per la mu-

la Musica Intervista - concerto con il maestro Andrea Severi

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sica e chi la vive, le opere che sono passate al setaccio della storia e sono rimaste sono capolavori assoluti. Mozart e Johann Sebastian Bach però mi entusiasmano particolarmente. Il primo è un genio, rappresenta la musica pura, senza mediazioni, quella che arriva direttamente al cuore, composta con estrema naturalezza anche nelle sue forme più complesse, l'intuizione che trascende la ragione. Bach è uno straordinario artigiano della musica e ha saputo mettere insieme stili diversi, di svariate epoche, in una sintesi perfetta. Le sue composizioni stupiscono perché muovendosi su linee orizzontali e sovrapponendosi danno sensazioni sempre nuove, all'ascolto". Crisi economica, musica e cultura. Che relazione c'è? "Una relazione molto forte. E una Banca che promuove cultura, svolgendo la sua funzione sociale, è un modello positivo per la società. La musica ha un ruolo fondamentale nell'educazione, vorrei che questo fosse riconosciuto universalmente, e al contempo influenza l'etica sociale. Nell'antica Grecia le regole della musica venivano scritte sui

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frontoni dei templi perché la loro corruzione, essendo simbolo di equilibrio, armonia e giustizia, avrebbe portato al disfacimento della società. Applicando questo concetto ai giorni nostri e vivendo una lunga crisi che più che economica è, alle sue radici, etica e morale, direi che non c'è mai stato così bisogno di musica, di cultura e di arte in ogni loro espressione!" Ha collaborato con i più grandi direttori d'orchestra e musicisti. Con cantanti lirici del calibro di Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Ileana Cotrubas, Piero Cappuccilli e Andrea Bocelli, per citarne solo alcuni. "È vero, ho avuto la fortuna di lavorare con persone straordinarie che mi hanno arricchito umanamente e professionalmente. Bocelli è un ottimo musicista, ha fatto un percorso notevole e ha una straordinaria capacità comunicativa. Sicuramente il nostro territorio ha un alfiere d'eccezione, in tutto il mondo, per quanto riguarda musica e bel canto, grazie a lui". I suoi prossimi impegni, dopo la messa in scena di uno dei capolavori del genio mozartiano a Bari, dove la porteranno?


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"A fine settembre a Firenze, per l'inaugurazione della stagione del Teatro Comunale, con una prima assoluta, per MaggioDanza, Les Noces stravinskjiane, con la coreografia di Andonis Foniadakis. Sul palco volteggeranno due mostri sacri della danza contemporanea, Jirí Kylián e Angelin Preljocaj, e Il Coro del Maggio Musicale, che accoglierà strumentisti della Scuola di Musica di Fiesole, sarà diretto dal maestro Piero Monti, già interprete, in passato, del capolavoro di Igor Stravinskij. E poi partirò per Tokyo, per la tournée giapponese della Turandot. Dal 17 al 20 novembre, infatti, l'opera più

moderna di Puccini rivivrà nel Tokyo Dome, il più grande stadio coperto della città, diretta da Zubin Mehta. Il regista sarà Zhang Yimou e mi piace ricordare che fu proprio il maestro Mehta a chiamarlo a Firenze, nel 1997, per un bellissimo allestimento di Turandot che lo lanciò definitivamente nell'Olimpo cinematografico. L'orchestra e il coro del Maggio saranno integrati dal personale dal New National Theatre di Tokyo, dal Fujiwara Opera Troupe, dal coro di voci bianche della Sendaicity Kongosawa school e della Nishitaga junior high school, e dai ballerini del City of Jilin Song and Dance Troupe".

Andrea Severi

e del Don Giovanni di Mozart con la Saint Paul Chamber Orchestra, negli Stati Uniti. Dal 1981 è collaboratore pianistico del Teatro Comunale di Firenze, dove ha lavorato con i più importanti direttori, fra i quali Zubin Mehta, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Semyon Bychkov, Myung-Whun Chung, Carlo Maria Giulini, Seiji Ozawa, Wolfgang Sawallisch, Giuseppe Sinopoli. Con l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino ha eseguito, tra l’altro, come solista al pianoforte, le Variazioni Sinfoniche di Paul Hindemith e le variazioni su un Tema di Paganini di Sergej Vasil’evic Rachmaninov, e come organista la Messa Glagolitica di Leoš Janácek. Mentre con il coro del Teatro Regio di Torino ha eseguito il Requiem di Maurice Duruflé, con quello del Teatro dell’Opera di Roma la Messa in do minore Op. 141 di Robert Schumann e al clavicembalo ha suonato l’ integrale dei concerti Brandeburghesi e delle Suite di Bach. È stato docente nei Conservatori di Milano, Parma, Rovigo e Bologna. Dal 2007 è docente nel Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze.

È

nato a Montevarchi, si è diplomato presso il Conservatorio di Firenze in pianoforte con Lydia Rocchetti e in musica da camera con Franco Rossi, frequentando, inoltre, corsi di organo e clavicembalo con Daniel Chorzempa e Clemente Terni. Tiene numerosi concerti sia come solista sia in formazioni cameristiche in Italia e all’estero, ha realizzato registrazioni televisive e radiofoniche per Rai Radio France e numerose incisioni discografiche per le etichette più prestigiose. Ha collaborato con il Tèatre du Châtelet di Parigi, il Teatro di Montecarlo, l’Opéra de Nancy et de Lorraine, il Palau de la Musica Catalana, il Festival Rossini di Pesaro, l’Accademia Chigiana di Siena, Ferrara Musica, la Sagra Malatestiana di Rimini, Musicus Concentus, il MiTo Festival, l’Orchestra Regionale Toscana, la Rai di Milano, il Teatro Comunale di Bologna, il Festival di Spoleto, il Teatro del Giglio di Lucca, il Festival Mascagnano di Livorno, il Cantiere Internazionale di Montepulciano e il Festival di Fermo. Ha partecipato alla realizzazione di produzioni operistiche al Bunka Kaikan e NHK a Tokio e Yohoama nel 1996, 2001, 2006, 2011, a Shanghai nel 1996 e alla Turandot a Pechino. Nel 2000 è stato invitato a partecipare come pianista e organista alla tournée europea della Israel Philarmonic orchestra e nel 2006 e nel 2010 ha partecipato alle produzioni di Così fan tutte

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Architetto, giornalista, Vescovo di Livorno:

Monsignor

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n vescovo a dir poco eclettico, Monsignor Simone Giusti. Il primo vescovo che ha progettato una chiesa, ad esempio, quella di Borgo di Magrignano, a Livorno, che sarà intitolata a Beata Madre Teresa di Calcutta (e già quando era sacerdote aveva progettato le chiese di Fornacette, nel Comune di Calcinaia, in provincia di Pisa, e quella della Santa Famiglia di Cecina, in provincia di Livorno). Ma oltre alla laurea in architettura, il vescovo di Livorno, ha il tesserino di giornalista, ed è, tra l’altro, docente di catechetica e scrittore (il suo ultimo libro si intitola Educare con il cuore di Dio). Dal giorno del suo ingresso nella diocesi labronica, il 2 dicembre del 2007, Monsignor Giusti ha acceso una serie di cambiamenti che hanno coinvolto profondamente i cittadini, vivendo il suo nuovo percorso nel modo in cui ha compiuto quello di parroco, ascoltando e incontrando le persone, e gestendo anche un interessante progetto culturale, “Livorno, città ideale”, promosso dalla Chiesa italiana. “La comunità cristiana deve essere capace di desiderare il cielo e al contempo saper vivere con gli uomini di questo tempo, continuando a generare speranza”. Questa l’essenza del messaggio che il vescovo trasmette, in ogni occasione, con la forza comunicativa di chi sa armonizzare toni e modi semplici e diretti con notevoli conoscenze ed esperienza. Lo dimostra la sua costante dispo-

nibilità all’incontro, non assorbita neanche da un’agenda costellata di impegni e viaggi e pervasa dalla voglia di capire. Il vescovo della gente, in grado di parlare il linguaggio di tutti e di dialogare con ognuna delle forze sociali di una diocesi e di una terra ricca di stimoli, eterogenea e complessa. “Occorre - dice monsignor Giusti - che ogni chiesa diventi motore di una nuova progettualità, sociale e politica, stando sempre dalla parte delle persone più deboli e svantaggiate. Penso agli immigrati, a chi non ha una casa, ai malati, ai detenuti, ai tossicodipendenti, a chi è sofferente e purtroppo, in questi anni, la crisi ha moltiplicato le situazioni difficili. Bisogna esserci - continua il vescovo - concretamente, aiutare queste persone e far sentire loro che non sono sole e che hanno una possibilità. È necessario che ognuno di noi faccia la sua parte, anche le banche stesse, e il Credito Valdinievole può rappresentare proprio un esempio di inclusione e sostegno alla comunità e al territorio”. Un’amicizia che viene da lontano quella fra il vescovo e la Banca. La parrocchia di Cascine di Buti, che ha lasciato quando è stato chiamato a diventare vescovo, a due passi da Bientina, è Socia e per la costruzione di una casa famiglia l’allora Don Giusti, ottenne una serie di agevolazioni. “Ho seguito il processo della fusione da vicino e con interesse - afferma - perché tengo molto a questa gente e a questi luoghi, sono nato a Cascine di Buti e qui vengo molto spesso, nella

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In effetti, in una mancasa di famiglia. Sono ciata di mesi, a inconcontento per come tri, discussioni, accorsono andate le cose di sono seguiti fatti e che questa Banca, che stanno cambiansempre di più, posdo il volto di Livorno. sa continuare a dare “Stiamo strutturando ascolto alle persone la il piano di azione in cui voce, magari, non diverse aree - spiega sarebbe ascoltata”. il vescovo - e abbiaQuando il vescovo mo fatto grossi passi torna a Cascine di avanti. Le direttrici di Buti, dove lo abbiamo azione riguardano l’eincontrato, sembra mergenza alimentare, che il tempo si sia ferquella più urgente, mato e che il parroco l’emergenza casa, sia ancora lui. “Posso quella del lavoro e parlarti, sei a casa?”. la promozione di un “Certo, vieni quando “Rendere sensibile la bellezza, consultorio diocesavuoi, ti aspetto”. Molte le telefonate come educare a cogliere la bellezza no. Negli ultimi anni, queste, alternate a è educare a partecipare alla alle mense Caritas deldiscorsi importanti gioia di ciò che è orientato alla la città si sono rivolte sempre più persone. e densi sui compiti della Chiesa di oggi. pienezza. Afferma a questo “Abbiamo stipulato Da questa semplici- proposito Babin: come definire accordi con i portuatà nel passaggio da la bellezza senza parlare di li e alcuni grossi improblemi quotidiani Dio? Sorgente irraggiungibile. prenditori che si occupano di import/export a questioni annose, Itinerario e patria di tutto ciò per far sì che quando filosoficamente complesse, si evince anco- che sussiste e progredisce. Di ci sono grosse derrara meglio lo spessore conseguenza rivelate la bellezza te alcune centinaia della persona. “È fon- vuol dire rivelare il substrato di chili di cibo o vedamentale - dice - re- degli esseri e delle cose, i legami stiario siano destinati alle mense. E lo stesalizzare una profonda essenziali che li uniscono. Vuol so vale per le derrate elaborazione culturale delle esigenze del dire rivelare che tutte le cose alimentari confiscate territorio, creare un sussistono nella fecondità e in dalla Guardia di Filuogo di ripensamen- un’unità dinamica in forza della nanza». Inoltre è tutto pronto per creare, to del vivere sociale presenza misteriosa di Dio”. nel villaggio sportivo e politico, formare di Corea, un servizio uomini e donne che docce e distribuzione di vestiti. vogliano impegnarsi nel volontariato e nella carità attiva. Per questo ho creato una sorta «In via Donnini - illustra monsignor Giusti di lobby dei poveri, per stare dalla loro parte - stiamo progettando insieme alla Caritas senza guardare in faccia a nessuno, occu- nazionale una scuola di arte e mestieri depandoci non solo dei loro bisogni materiali, dicata ai giovani in cerca di formazione e anche di quelli spirituali, ed è un progetto soprattutto a chi perde il lavoro in età avanzata”. “Sempre in via Donnini – spiega il veche sta funzionando”.

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scovo – vogliamo far nascere un complesso di venti monolocali contro l’emergenza abitativa. Specialmente per i padri separati in difficoltà economica. Non solo: siamo in trattativa per poter acquistare il palazzo dei Padri Trinitari che potrebbe diventare un centro di prima accoglienza. Nel quartiere Corea, con l’aiuto del Villaggio di don Nesi, ci sarebbe invece la possibilità di recuperare alcuni locali abbandonati”. Infine Monsignor Giusti intende aprire un consultorio diocesano per dare appoggio alle madri in difficoltà, sole e senza un sostegno. “Per dar loro la possibilità di portare avanti la gravidanza senza disagi”, conclude. Monsignor Simone Giusti si rivolge spesso ai ragazzi e con linguaggio semplice, senza mezzi termini, perché vuole raggiungerli. “Dovete restare coi stessi di fron-

te a poteri così fortemente omologanti non solo nel pensiero unico, materialista, anche nei comportamenti”. Secondo monsignor Giusti “la razionalità occidentale ha estremo bisogno di essere illuminata tramite l’esperienza dei giovani”. “Servono giovani tesi alla ricerca del bello perché solo persone che hanno fatto esperienza della bellezza di Dio potranno orientarsi nel mondo e riconoscere il Signore fra mille volti e radicarsi nella fede”. “Dostoevskij diceva: è la bellezza che salverà il mondo. Occorre educare a riconoscere il bello, l’educazione della sensibilità alla bellezza è uno dei compiti più importanti della formazione cristiana. E questo soprattutto in anni in cui si palesa il rischio di un ritorno all’imbarbarimento dei cuori. La mia catechesi è un appello a testimoniare la bellezza dell’amore”.

Nato a Cascine di Buti, nell’ arcidiocesi di Pisa, il 30 giugno 1955, Monsignor Simone Giusti è stato eletto alla sede vescovile di Livorno il 18 ottobre 2007 e ordinato vescovo il 10 novembre 2007. Ha poi fatto il suo ingresso nella Diocesi il 2 dicembre 2007. Dopo la laurea in architettura, conseguita nel 1979 a Firenze, ha frequentato il Seminario di Pisa e, per il sesto anno teologico, quello di Firenze. Dal 1985 al 1987 è stato assistente diocesano dell’Azione Cattolica di Pisa, direttore del Centro diocesano Vocazioni e del Collegio universitario “G.Toniolo” e vicerettore del Seminario di Pisa. Nel 1987 è stato nominato assistente nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, incarico ricoperto fino al 1995. Ha quindi iniziato un’intensa attività di studioso delle problematiche pastorali della catechesi, con un impegno che si è concretizzato in esperienze e pubblicazioni.

Nel dicembre del 1994 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Nel 1995 è rientrato nella Diocesi di Pisa, dove è stato parroco di Cascine di Buti e direttore del Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi della Diocesi fino alla sua nomina a vescovo di Livorno. Dal 1998 è anche direttore della Commissione Regionale per la dottrina della fede e la catechesi e membro della Consulta Nazionale dell’Ufficio Catechistico. È delegato della Conferenza Episcopale Toscana CET - per i Beni Culturali, Ecclesiastici e Dottrina della Fede, annuncio e catechesi. Nella Conferenza Episcopale Italiana è presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei Beni Culturali Ecclesiastici; rappresenta, infine, la CEI alla Consulta Nazionale per i Beni Culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica.

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Luci sul territorio Iniziative, eventi, progetti sostenuti dal Credito Valdinievole

Gruppo Podistico Bientinese Carrozzeria Tiglio Nel lontano 1979 alcuni amici della Carrozzeria Tiglio di Bientina (Alfredo Nuti, Ivo Bartolotti, Giancarlo Vannozzi) si ritrovarono a partecipare a una corsa podistica a Fornacette. Alcune settimane dopo le stesse persone si incontrarono a La Rotta, insieme ad altri partecipanti di Bientina (Giorgio Maffei, Renzo Lupi, ecc..) ed insieme fondarono il “Gruppo Bientinese Carrozzeria Tiglio”. Compilato lo statuto, si iscrissero alla Fidal Amatori. Con i colori sociali giallo e nero partecipavano sia a gare amatoriali che a gare competitive avendo fra gli iscritti alcuni atleti in grado di poter vincere le corse. In seguito furono cambiati i colori sociali negli attuali bianco e azzurro e fu iniziata la collaborazione con il Comitato Provinciale Pisano di Podismo e di partecipare alle sole gare non competitive che vantano più percorsi con chilometraggio a scelta. Il gruppo partecipa a tutte le gare organizzate durante l’anno (circa 75) e figura sempre tra quelli più numerosi e importanti. Tutti gli anni, inoltre, il primo maggio, organizza la “Maratonina Bientinese” giunta alla sua 30ª edizione. Molte sono le manifestazioni promosse nel sociale, tra le quali la Festa della Pace, il Carnevale Bientinese e la Sagra della Bistecca. In tutti questi anni il gruppo è sensibilmente cresciuto ed attualmente conta 103 iscritti. L’attuale consiglio è così composto: Giuseppe Frosini, presidente; Valentino Morelli e Mario Nieri, vicepresidenti; Giovanni Buti e Alfredo Nuti, segretari; Mara Rielli, Mario Bernardini, Enzo Leporini, Roberto Frosini, Raffaello Lotti, Jonata Di Silvia e Moreno Berti, amministratori. Il gruppo, da elogiare per il costante impegno, è sempre presente a tutte le manifestazioni sul territorio ed è in continua espansione.

Circolo Tennis Pontedera Il Circolo fu fondato nel 1969 da dieci lungimiranti pionieri che, superando notevoli difficoltà logistiche, finanziarie e amministrativo-burocratiche riuscirono a dar vita alla struttura sportiva che all’epoca consisteva in un solo campo da tennis con un precario manufatto adibito a spogliatoio. Da allora la struttura si è sviluppata sempre più, fino a raggiungere l’odierna consistenza: cinque campi da tennis, di cui quattro in terra rossa e uno in sintetico di ultima generazione. Due dei campi in terra rossa sono muniti di copertura permanente e tutti gli altri sono muniti, nel periodo invernale, di copertura a pallone pressostatico. Il complesso sportivo comprende anche un campo da calcetto e una palestra, inoltre sono presenti nell’area un ristorante e un bar. Il circolo ha registrato un notevole sviluppo nel corso dell’ultimo anno, anche in termini di frequentatori. I soci infatti sono passati da cento a circa duecento e la scuola del tennis, diretta e gestita da valenti maestri, a capo dei quali Bruno Del Soldato, ha visto lievitare le iscrizioni a cento, per i bambini, e a sessanta per gli adulti. Il miglioramento della ricettività e dell’organizzazione del complesso sportivo ha suggerito, quest’anno, per la prima volta, l’organizzazione di un torneo Open molto partecipato.


Nel raccontare in sintesi la storia dell’Unione Ciclistica Larcianese e della sua corsa, il Gran Premio Industria & Artigianato, le parole di Alfredo Martini, che ha visto nascere l’una e l’altra. “Viva la corsa, viva la gente semplice come quella di Larciano e di tante altre località. L’essenza di questo sport più bello del mondo è proprio la gente. La si rispetti sempre, tradirla e perderla sarebbe come tradire il ciclismo, cioè noi stessi ”. Possiamo affermare che l’U.C. Larcianese non l’hai mai tradita, onorando quello che fu l’insegnamento di Nello Bonfanti, il fondatore della società quasi 50 anni fa. Sorta la società, iniziò quasi subito anche l’impegno organizzativo con dieci edizioni a partire dal 1967 dedicate al “Circuito degli Assi” e firmate da grandi campioni del pedale: Gimondi, Bitossi, Adorni, De Vlaeminck, Dancelli. Fu quella manifestazione, un’anteprima di quello che dal 1977 sarebbe stato il Gran Premio Industria & Artigianato. Ed anche qui una crescita, un salto di classe nella graduatoria dell’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) fino ad essere valevole nel 1997 per il campionato italiano assoluto. E quanti vincitori illustri e campioni hanno firmato la corsa, sinonimo di festa. La Larcianese ha sempre saputo contare sull’impegno e laboriosità dei cittadini, dei commercianti, degli artigiani, delle aziende, del Comune di Larciano, suscitando simpatia ed ammirazione, ed i larcianesi questa gara la sentono profondamente. Nella sua storia ha coinvolto per anni il mondo della scuola, ha ricordato e ricorda Nello Bonfanti, con un premio prestigioso per un personaggio del ciclismo. Nemmeno i cambi di presidente da Nello Bonfanti a Piero Beneforti, da Marco Meacci a Giorgio Leporatti,

da Sibaldo Zipoli all’attuale presidente Urbano Borgioli, hanno fatto cambiare metodi e comportamenti. La gara è legata al suo territorio, ogni edizione una prova che conta, una scommessa da vincere con il quotidiano impegno, aspetti storici, culturali e sociali del territorio in uno stretto legame con lo sport. L’U.C. Larcianese ha saputo conquistarsi prestigio, considerazione di tecnici, osservatori, dirigenti e atleti. Ma accanto all’impegno con la corsa professionisti c’è da ricordare quello assicurato alle gare dilettanti come il Trofeo Comune di Lamporecchio e ad altre manifestazioni, comprese quelle giovanili. È stata un’idea della Larcianese anche l’invito al Comune di Larciano di assegnare la cittadinanza onoraria ad Alfredo Martini, altro momento importante della vita della società e dell’intera cittadina. Ormai questa società sa gestire gli eventi con stile, con competenza e serietà, senza mai perdere l’entusiasmo. Anche per questo gli sponsor, come il Credito Valdinievole - Banca di Credito Cooperativo di Montecatini Terme e Bientina sono volentieri vicini a questa corsa, a questa società che viaggia verso le nozze d’oro e che si appresta a vivere nel 2013 una stagione importante e diversa in tutti i sensi, con i Mondiali di ciclismo che saranno per la prima volta ospitati in Toscana e che passeranno anche da Larciano, nel percorso da Lucca a Firenze.

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La Larcianese e il Gran Premio

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Luci sul territorio Iniziative, eventi, progetti sostenuti dal Credito Valdinievole

Sporting Club 1949 Montecatini Una stagione ampiamente positiva, con protagonista un gruppo di giovani e l’approdo ai playoff contro una delle favorite del girone, la Fortitudo Bologna. Questo è il bilancio della scorsa stagione in casa

Sporting Club 1949, la prima in Divisione Nazionale B e la seconda nella storia della società fondata da Andrea Niccolai dopo la sparizione della RB Montecatini. Non era un compito facile, quello di confermare in serie B i successi ottenuti nel campionato di C1, vinto bissando la conquista della Coppa Italia di categoria, ma i rossoblù ci sono riusciti. Eppure a complicare il cammino ci si sono messi anche un paio di ostacoli imprevisti: un calendario difficile, che ha costretto lo Sporting a molte trasferte nel girone di andata, e l’infortunio di Fabio Avanzini, che ha sottratto al coach Massimo Angelucci il play titolare e uno dei giocatori più attesi. Tra l’altro il problema fisico di Avanzini è arrivato in concomitanza con la prima vittoria in trasferta, a Torino, quando la squadra stava dando segni di crescita. E neppure la formazione accorciata ha impedito di proseguire sulla strada giusta, anzi, i rossoblù prima hanno spedito in campo il giova-

nissimo Alessandro Procacci, prospetto di livello nazionale, e poi prelevato sul mercato Nicolas Stanic, già ex montecatinese. È arrivata una progressione di risultati importanti, con i giovani Tommei, Procacci e Giarelli protagonisti insieme a un Gabriele Niccolai in ottima forma e allo stesso Stanic. L’apice della stagione dal punto di vista delle emozioni è stata proprio la vittoria in garadue nel primo turno dei playoff, quando la Missardi (sponsor arrivato proprio all’inizio della post season) ha sconfitto Bologna, che arrivava da una striscia di tredici vittorie consecutive. La quotata squadra di Salieri ha comunque eliminato i termali per 2-1, come da pronostico, ma questo non ha sciupato una buonissima annata. Per la stagione 2012-13 sono intervenuti molti cambiamenti: Procacci e Tommei hanno seguito Angelucci a Castelfiorentino e la squadra è stata costruita con molti giovani al fianco della coppia Niccolai-Giarelli e degli esperti Scarone e Casoli e con il montecatinese doc Federico Barsotti in panchina, affiancato da Alberto Tonfoni, rossoblù fino al midollo.


Altopascio Via del Valico, 3/5/7 Tel.: 0583.25427 altopascio@creditovaldinievole.it Bientina Piazza Vittorio Emanuele II, 4 Tel.: 0587.758208 bientina@creditovaldinievole.it Cintolese Via F. Uggia, 333 Tel.: 0572.617792 cintolese@creditovaldinievole.it Fucecchio Piazza dei Seccatoi, 12-13 Tel.: 0571.244253 fucecchio@creditovaldinievole.it Larciano Corso Gramsci, 6 Tel.: 0573.83514 larciano@creditovaldinievole.it Masotti Strada Statale Lucchese, 183 Tel.: 0573.919306 masotti@creditovaldinievole.it Montecalvoli Via Provinciale Francesca Nord, 459 Tel.: 0587.748594 montecalvoli@creditovaldinievole.it Montecatini Terme - Casina Rossa Via Bruceto, 32 Tel.: 0572.773016 casinarossa@creditovaldinievole.it Montecatini Terme - Centro Via Don Minzoni, 14 Tel.: 0572.92741 filialesede@creditovaldinievole.it Montecatini Terme - Sede Via Ugo Foscolo, 16/1 Tel.: 0572.909100 salsero@creditovaldinievole.it

Le Quattro Stagioni, l’Autunno

Navacchio Via Tosco Romagnola, 1942 Tel.: 050.779406 navacchio@creditovaldinievole.it Pieve a Nievole Via Empolese, 100 Tel.: 0572.954000 pieveanievole@creditovaldinievole.it Pisa Via di Pratale ang. via Averani Tel.: 050.982975 pisa@creditovaldinievole.it Pontedera Via Pacinotti, 11 Tel.: 0587.52076 pontedera@creditovaldinievole.it Traversagna Largo La Pira, 2 Tel.: 0572.911633 traversagna@creditovaldinievole.it

Salve n.66  

Periodico del Credito Valdinievole - Banca di Credito Cooperativo di Montecatini Terme e Bientina

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