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a cura di BEATRICE BUSCAROLI

SIMONA BRAMATI INDISCREZIONI

www.giudecca795.com


Con il patrocinio di

REGIONE DEL VENETO

PROVINCIA DI VENEZIA

www.giudecca795.com

Mostra promossa da ASSOCIAZIONE CULTURALE IL LEONE DI PLASTICA ASSOCIAZIONE CULTURALE MARCHE ATIPICA Con il patrocinio di REGIONE VENETO PROVINCIA DI VENEZIA COMUNE DI VENEZIA Assessorato alle Attività Culturali A cura di BEATRICE BUSCAROLI Con la collaborazione di DAVIDE RONDONI Grafica e comunicazione CREATIVE PROJECT Traduzioni LAURIE HUSSISSIAN ROSALBA GIORCELLI Media partner ARTITUDE Ufficio Stampa & Pubbliche Relazioni MAURO LUMINARI VENICEDREAM

CITTA’ DI VENEZIA

Assessorato alle Attivita’ culturali


Main sponsor

Sponsor

Comunicazione

Media partner

Sponsor tecnico

Associazioni partner


INDISCREZIONI

INDISCRETIONS

Beatrice Buscaroli

Da fondi neri, da gorghi scuri, da mancanze infinite di colore e di senso, da dolori, da dubbi, da tende neutre che accolgono il gesto vezzoso di un putto, che è un angelo, o forse un presagio di morte, comunque è una figura finalmente chiara, con le alucce che riverberano alla luce, nasce la pittura di Simona Bramati. Nasce sul confine pericoloso e sottile che fu della pittura tra i due passati secoli, quell’otto e quel novecento che schiantarono i confini delle cose e dei volti per poi sentire la necessità di riaverli. Nell’opera della Bramati tutto si confonde e si unisce, in ogni senso. Mitologia e figura, memorie ortodosse, tanto tanto espressionismo, quello più urlato, e urgenze contemporanee, sommessi ammiccamenti, leziosità. Dopo le Parche, il destino, le filatrici, dopo avere esplorato mondi antichissimi e finti, ricchissimi e finti, Simona Bramati porge allo spettatore uno sguardo stupefatto. Vuole parlare della “violenza”, della violenza sulle donne. Dipinge donne, emaciate come creature di Franz von Stuck, l’enigmatico pittore che ebbe in sorte di essere maestro di Klee e di Kandinsky, oltre ad essere una sorta di mago buio, che abbigliava la moglie per dipingerla entro scenari di morte. Destino. Presagio. Tutto scritto con le lettere maiuscole perché la visione di Simona è sempre seria, inflessibile, ineluttabile. Le forme perfette delle sue modelle si stagliano sulla tela; i volti e le espressioni sono lei. Tutte le pittrici, di ogni tempo, hanno avuto una predilezione per l’autoritratto. E’ dunque lei, Simona, che entra e rientra nella

From black backgrounds, from dark whirlpools, from infinite lack of color and sense, from pain, from doubt, from the neutral curtains that envelope the gestures of a putto who might be an angel, or perhaps an omen of death, yet finally a clear figure with wings that vibrate in the light, from this the painting of Simona Bramati was born. It was born on the dangerous and thin border belonging to the painting dating back to the past two centuries, the eighteenth and twentieth centuries that broke the boundaries of objects and faces, then felt the need to have them back. In the artwork of Bramati everything is melted and united in every sense. Mythology and shape, orthodox memories, so much expressionism - the most howling, urgent and contemporary, subtle winks, affectation. After “Le Parche”, the fate, the spinners, after exploring ancient and imaginary, rich and imaginary worlds, Simona Bramati amazes the viewer with her amazed glance. She speaks about “violence”, the violence against women. She paints emaciated women, like creatures by Franz Von Stuck, the enigmatic painter that had the good fortune to be Klee’s and Kandinsky’s master, and was a kind of dark magician that dressed his wife to paint scenes of death. Destiny. Omen. All written with capital letters because Simona’s vision is always serious, inflexible, inescapable. The perfect forms of her models stand out on the canvas, yet the faces and expressions are her own. All female painters in all times had a predilection for selfportrait. And so Simona, who comes in and falls into her work, seems to come out only to return to it: her 7


sua opera; sembra uscire soltanto per farvi ritorno: i suoi lineamenti, la sua presenza. Come fosse gelosa delle figure che dipinge, che tratteggia con piglio sicuro, ammaestrato dalla lunga pratica e dalla consuetudine con la tecnica, con i pigmenti, i materiali, le cose: Simona è lì, dentro e fuori, soggetto e oggetto. Pittrice e critica di sé, e del mondo. Ora la violenza. Tre grandi tele annunciano il tema. Sono ancora figure, di quelle bellissime che stagliava sui fondi scuri e ora ammorbidisce spezzando le pennellate in una sfrondatura aspra, incompiuta. Simona non riesce a rendere sgradevoli i suoi argomenti: perché è troppo brava a dipingere. E le si chiude il pennello in mano, come fosse più forte di lei. Riesce davvero, come von Stuck, come Munch, ma ormai gli elenchi dei nomi sono soltanto esercizi di antica filologia, a dipingere il disagio verdastro di una smorfia, o l’innaturale porgersi di una schiena: ma la pittura sembra più forte di lei, e le prende le mano. E’ più forte di lei. Le prende gli occhi. La mostra veneziana è un racconto che si svolge su tanti piani. Di tecnica e di colori, di formati e di intenti. Gli occhi che si spalancano dagli spessori arditi dei ramages bianchi che li circondano, morbidi e decorativi, sono stupendamente dipinti. E’ qui che Simona Bramati esprime la qualità vera della sua pittura. In occhi che non debbono vedere ma sono visti, in occhi di nemici, forse. E’ qui che il luccicare della pupilla, il risaltare dei contrasti, è qui che la capacità di renderli, ognuno, distinti e unici, veri occhi di vere persone, di nemici forse, esprime al meglio la sua bravura. Tanti occhi, tanti brandelli di corpi, una coltivata predilezione per l’anatomia, tre grandi tele e un racconto. Il racconto c’è e serpeggia sottile in quel che Simona vorrebbe raccontare: la violenza sulle donne. Di tutti i paesi, di tutti i mondi. Una necessità; un’aspirazione lodevole: affidata a facce e occhi che raccontano soprattutto la bellezza della pittura. Saranno i graffi e le ferite, il grondare del sangue, le grigne dei volti a dire che tutto questo ser8

features, her presence. As if she were jealous of the figures she paints and sketches with confidence, trained by long practice and familiarity with techniques, pigments, materials, things: Simona is there, inside and outside, subject and object. A painter, a critic of herself, and of the world. Now, violence. Three large canvasses announce the theme. Figures, standing out on those beautiful dark backgrounds which she softens breaking the brushstrokes with a harsh, unfinished pruning. Simona cannot make her topics unpleasant because she is too good at painting. And her hand grasps the brush, this is stronger than her. She succeeds - like Von Stuck, Munch (but listing names is just an exercise in ancient philology) - she succeeds painting the greenish discomfort of a grimace, or the unnatural offer of a back, but the painting seems stronger than her, and it gets her hand. Gets her eyes. The exhibition in Venice is a story taking place at so many levels. Techcanique and color, size and purpose. The eyes open wide from the thick bold white ramages, soft and decorative, beautifully painted. Simona Bramati expresses the true qualities of her paintings in these eyes: they should not see but be seen; eyes of enemies, perhaps? The glint of the pupil, the highlight of contrasts, this requires a special ability and here is where Bramati expresses her skill at best, painting each eye distinct, unique; real eyes of real people, maybe enemies. Many eyes, shreds of bodies, a cultivated taste for anatomy — three large canvasses and a story. The story exists and winds in Simona’s topic: the violence against women. In all countries, in all worlds. A necessity, a laudable aspiration: while faces and eyes are in charge of telling us about violence, they above all tell us about the beauty of painting. The scratches and wounds, the dripping blood, the face expressions tell us this is necessary to describe violence against women. But her painting also becomes the opposite.


ve a raccontare la violenza sulle donne. Ma la pittura le sfugge di mano, e diventa anche il contrario. Dice la bellezza, rievoca il candore dei suoi primi angioletti, il suo amore per Lorenzo Lotto e quei putti sfacciati che spiano il finale del racconto. E forse diventa ancora più dolente, disarmata; forse dice anche il candore di un tema che affascina ma stordisce, per quanto è quotidiano per quanto è banale, per quanto è autobiografia di tutte. Tutte le pittrici si autoritraevano. Avevano pochi soldi per i modelli e poca coscienza di sé. E allora usavano gli specchi. Due ne usava Artemisia Gentileschi che delle pittrici è stata antesignana in tutto. Nel dire e nel patire, nel potere e nel violare. Sono tutte violate, in questo, le donne. Sempre. Le pittrici ancora di più, perché rubavano agli uomini la doppia capacità di generare. Figli, quadri: il maggior complimento che facevano alle artiste era dire che dipingevano come un uomo. Simona Bramati dipinge “come un uomo”. Rigorosa, severa, ottimamente formata sulla tecnica, ineccepibile. Il suo grido di dolore non riguarda davvero la violenza sulle donne, ma riguarda la violenza sugli animali che sgozza, sugli sterpi che brucia, e su quella bellezza che, quando ancora appaia dalle tele di una ragazza marchigiana, sorprende ancora, soltanto in sé. Perché esiste per dire una cosa, e ne dice anche un’altra. Dice il bisogno che si dica, la capacità di dirla, e il senso infinito che questo diventi una promessa. Per le donne e non solo.

Her painting speaks Beauty, evokes the innocence of her first angels, her love for Lorenzo Lotto and his cheeky cherubs peering on the end of the story. Perhaps it is even more painful, helpless, like the candor of a daily, attractive theme but trivial at the same time, because generally autobiographical for women. All female painters had self-portraits. They had little money to pay models, and little self-awareness. So, they relied on mirrors. Artemisia Gentileschi used two mirrors: she was a forerunner in everything, in saying and suffering. And all women are violated, in this sense. Always. The female painters even more, because they “stole” men a double capacity to generate. Children and paintings: the greatest compliment to female artists was to declare they could paint like a man. Simona Bramati paints “like a man”. Strict, severe, technically very well trained, flawless. Her cry for pain is not only about violence against women, but a cry about the violence on the animals she slaughters, on the bushes she burns, and on that beauty yet surprising, and it comes from the canvasses by a girl from Marche Because it says one thing, also saying another one. She states the need to tell, the ability to say, and the need for it to become a promise. For women. And not only.

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Poveri uomini, anche loro: travagliati di arroganza e autoritĂ , costretti da millenni a comandare e a cogliere funghi velenosi, queste donne che fingono di dormire al loro fianco e stringono fra le ciglia seriche al sommo della guancia vellutata recriminazioni, voglie nascoste, segreti progetti. Anna Banti, Artemisia Gentileschi

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Poor men. Them too. Troubled with arrogance and authorities, since millennia ago forced to command and to pick up poisonous mushrooms, these women who pretend to be sleeping at their side, while holding recriminations, hidden desires, secret projects well kept among their silky lashes at the top of their smooth cheek.


opere / Works

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NAXOS 2011 Olio su tela / Oil on Canvas 180x120 cm

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PUTA, SANTA Y BRUJA 2011 Olio su tela / Oil on Canvas 180x120 cm

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JASAD 2010 Olio su tela / Oil on Canvas 180x120 cm

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ESTASI 2010 Olio su tela / Oil on Canvas 150x100 cm

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ITALIA 1975 - I 2011 Tecnica mista su tela / Mixed media on Canvas 34x34 cm

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ITALIA 1975 - II 2011 Tecnica mista su tela / Mixed media on Canvas 34x34 cm

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ITALIA 1975 - III 2011 Tecnica mista su tela / Mixed media on Canvas 34x34 cm

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ITALIA 1975 - IV 2011 Tecnica mista su tela / Mixed media on Canvas 34x34 cm

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ITALIA 1975 -V 2011 Tecnica mista su tela / Mixed media on Canvas 34x34 cm

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POLITTICO - ITALIA 1975 2011 Tecnica mista su tela / Mixed media on Canvas 170x34 cm

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AFGHANISTAN 1983 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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BELGIO 1975 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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BRASILE 1966 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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CHILE 1955 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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FRANCIA 1959 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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GERMANIA 1961 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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INGHILTERRA 1977 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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IRAN 1974 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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ITALIA 1926 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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NIGERIA 2011 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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OLANDA 1965 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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SERBIA 1953 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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SIRIA 1978 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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SPAGNA 1986 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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STATI UNITI D’AMERICA 1996 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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NORVEGIA 1991 2011 Tecnica mista su tavola / Mixed media on Wood 30x30 cm

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di DAVIDE RONDONI by Davide Rondoni

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Per il gesto di Simona Dall’infastidita luce ricordi, Simona, uscimmo le città ai loro sperperi lasciammo e su per sentieri pieni d’erbe, declivi, per lampi d’alberi si andava nel tuo racconto lento e vorticoso –

umane figure si allarga, replica, in se stesso svanisce e si moltiplica… Uscimmo, uscimmo dall’infastidita luce ci vennero incontro casolari, querceti sognavi un’africa del cuore poi fosti rubata dalle dita smaltate della tua solitudine

dipingere è pericoloso, pensavo

e ti rivedo nella caotica margherita dei tuoi corpi

è una dura devozione –

(e’ perfetta una imperfezione senza fine?)

Le tue opere hanno il demone dell’imperfezione la inseguono, la cercano la baciano, vorrei dire, se la pittura finalmente avesse del bacio l’ardire

ti rivedo, Simona, offrire - a chi sa vedere - il tuo come un sacrificio e un sommesso canto tra pitture, smarrimenti e colline.

e non questo inseguimento tra colline di pena e ambizione, la caccia tra furia e desolazione. Corpi, occhi, posture il tuo catalogo di umane e non

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Davide Rondoni


For Simona’s gesture Do you remember, Simona? We walked out of the annoyed light And left the cities alone to their own waste, Following your slow and swirling story up along paths full of herbs, cliffs, and trees in shape of lightnings.

and non-human figures widens, replicates, faints and multiplies... Out, out of the annoyed light we walked, And houses, oak woods came to meet us. You were dreaming of an intimate Africa Then you were stolen by the enameled fingers of your loneliness

Painting is dangerous, I thought,

And I see you again in the chaotic daisy of your bodies

it ís a hard devotion -

(can an ‘endless imperfectioní be said perfect?)

Your works host the demon of imperfection they chase it, seek it they kiss it, I would say if painting had the brave courage of a kiss and not this chase

I see you, Simona, offering - to those who can see - yours as a sacrifice and a soft singing among paintings, losses, and hills.

thru hills of pain and ambition, the hunting between fury and desolation. Bodies, eyes, postures, your catalogue of human

Traslation by Rosalba Giorcelli

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photo Š Roberto Recanatesi

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biografia / Biography

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SIMONA BRAMATI

2008

(Jesi, 26.06.1975), vive e lavora tra Venezia e le Marche. E’ laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino e diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Jesi e al Corso di Perfezionamento (sezione disegno animato) presso la Scuola del Libro di Urbino.

Corpo ineffabile a cura di Chiara Canali Museo Gualtieri, Talamello (PU)

(Jesi, 26.06.1975), she lives and works between Venice and the Marche, her area of origin. She graduated in painting from the Urbino Academy of Fine Arts; she also graduated at the State Institute of Art of Jesi and at the Advanced Training Course (in the animation drawing section) at the Urbino School of Book.

Lachesi, la filatrice del destino a cura di Loretta Mozzoni e Chiara Canali paesaggi sonori di David Monacchi Salara di Palazzo della Signoria, Jesi (AN) 2005 Seven Night in Blue a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani Loft U.Pastorino, Milano

MOSTRE PERSONALI 2011

MOSTRE COLLETTIVE

Puta, Santa y Bruja Chiesa di San Bernardo, Studio per le Arti della Stampa - Jesi – An a cura di Loretta Mozzoni e Domenico Gioia

2011

Ombre di Luce Puta, Santa y Bruja a cura di Domenico Gioia Chiesa di San Clemente, Genga, AN Mostre di arte contemporanea, video installazioni nel 40° anniversario della scoperta delle Grotte di Frasassi 2010 Il peso di un giorno oscuro Festival della Letteratura del Crimine Palazzo Stella Genova

54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia in occasione del 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi Urbino Orto dell’Abbondanza Il sottile fascino del perturbante a cura di Maria Rita Montagnani Villa Bottini Lucca Sotheby’s e Adisco Asta d’Arte Contemporanea, Design e Fashion a cura di Chiara Canali Sotheby’s Milano

“Mnemosyne” A cura di Davide Rondoni e Gianfranco Lauretano Rimini Meeting Stand ”Il Clandestino”

Infinite forme… I Mille sul Colle dell’Infinito a cura di Tomaso Kemeny Galleria Gli Eroici Furori Milano

2009

2010

I° Casa del Commiato delle Marche “Sala Virgilio”, “Sala Erasmo”, “Sala Sibilla” Castelplanio, Ancona

Satura Prize 2010 Vincitrice 1° Premio Genova

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Christmas Tree d’Artista: a Natale si è tutti più sinceri a cura di Jack Fisher Sponge Living Space Pergola

2008

Christmas Rodeo Antonio Colombo Arte Contemporanea Milano

Figurati! Galleria Pittura Italiana Officina delle Arti, Reggio Emilia.

Biennale Premio Artemisia Mole Vanvitelliana Ancona

Icons. The New Gotic Girl a cura di Chiara Canali Galleria In S. Lorenzo 3, Parma.

2009

Figurati! Galleria Pittura Italiana, Milano.

“Parche I, II, III (Clòto, Lachesi, Atropo)” Acquisizione permanente dell’opera Galleria d’Arte Contemporanea Pinacoteca e Musei Civici di Jesi (AN) Asta benefica di opere d’arte per la costruzione di una scuola a Orchha in India Villa Subaglio, Merate (LC) Nasce un Bambino, Il mondo apre gli occhi a cura di Chiara Canali Asta di beneficenza, Parma Mercatino di Natale Galleria Antonio Colombo Milano Imago Feminae Donne dipingono Donne a cura di Giacomo Mattia Preti e Chiara Canali Pictor in Fabula 2009 Palazzo Guidobono, Tortona Lo stato dell’arte a cura di Loris Di Falco Galleria Obraz, Milano.

Digitale Purpurea a cura di Chiara Canali Palazzo Ducale, Genova.

2007 Fondazione Aristide Merloni 2007 a cura di Riccardo Avenali, Ancona. La nuova figurazione italiana. To be continued… a cura di Chiara Canali Fabbrica Borroni, Bollate, Milano. Art(Verona 2007 Galleria Pittura Italiana, Milano. CONterraneoCONtemporaneoCONtrastante Galleria d’arte contemporanea Artessenza, Ancona. Collezione Villa Valentina a cura di Cristina Muccioli Mac, Marotta. Arte Italiana 1968-2007, Pittura ideata e curata da Vittorio Sgarbi Palazzo Reale, Milano.

Corpus Unicum SPAC/Circuito Giovani Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro.

Premio Arti Visive San Fedele 2006/2007 a cura di Andrea Dall’Asta, Angela Madesani, Daniele Astrologo, Chiara Canali, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Angela Orsini, Stefano Pirovano, Francesco Zanot, Galleria San Fedele, Milano.

Rumors Ex Arsenale Borgo Dora, Torino.

MiART Galleria Romberg, Latina.

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Bires-Bramati-Febbraio a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani Galleria Romberg, Roma. 2006 Art(Verona 2006 Galleria Romberg, Latina. Stanze 2006 a cura di Umberto Palestini Palazzo Re, Giulianova. Premio Italian Factory a cura di Alessandro Riva, Casa del Pane Casello Ovest di Porta Venezia, Milano.

BIBLIOGRAFIA 100 Intellettuali per le Marche Allegorie, Sentimenti, Immagini A cura di Valentina Conti Editrice Affinità Elettive Imago Feminae Catalogo della mostra a cura di G.M.Preti e Chiara Canali Grafiche G7 Corpo ineffabile Catalogo della mostra a cura di Chiara Canali Vanilla Edizioni.

MiART Galleria Romberg, Latina.

Lachesi, la filatrice del destino Catalogo della mostra a cura di Loretta Mozzoni e Chiara Canali Edizioni Comune di Jesi .

Sistemi Operativi 06 - Imperfetto Accademia di Belle Arti di Urbino Sala del Castellare, Palazzo Ducale, Urbino.

Lo stato dell’arte Catalogo della mostra a cura di Loris Di Falco Galleria Obraz, Milano.

2005

Corpus Unicum SPAC/Circuito Giovani Catalogo della mostra Vanilla Edizioni.

I° edizione “Volti di Donne, Storie di Vita” Provincia di Ancona. “IL MALE, Esercizi di Pittura Crudele” ideata e curata da Vittorio Sgarbi Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino. 2004 Ipertesi Ricerche fotografiche dall’Accademia di Belle Arti di Urbino, con il lavoro di tesi “Piccolo Atlante Anatomico Interattivo ad uso degli Artisti” Rocca Malatestiana, Montefiore Conca e Teramo. “Interfacce:Mediolab 2003” Vincitrice Primo Premio con “Piccolo Atlante Anatomico Interattivo ad uso degli Artisti” Università di Roma, Tor Vergata. 2003 39^ Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro con il cortometraggio “U.S.A.Mi”.

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Rumors Edizioni Italian Factory. Digitale Purpurea Catalogo della mostra a cura di Chiara Canali Edizioni Arsprima. La nuova figurazione italiana. To be continued… Catalogo della mostra a cura di Chiara Canali, Silvana Editore. Arte Italiana 1968-2007, Pittura. Catalogo della mostra a cura di Vittorio Sgarbi, SKIRA Editore. Premio Arti Visive San Fedele 2007, IL MALE. Catalogo della mostra edito da Fondazione Culturale San Fedele, Milano. Testo critico Andrea Dall’Asta e Chiara Canali. Arte nel Novecento in Vallesina, itinerari, riflessioni. A cura di Loretta Mozzoni, Gloriano Paoletti, Attilio Coltorti. Edizioni Comune di Jesi .


Stanze, Amicizie come antidoto. A cura di Umberto Palestini. Catalogo della mostra. Premio Italian Factory x la giovane pittura italiana 2006. Catalogo della mostra edito da Italian Factory con il patrocinio del comune di Milano. Sistemi Operativi 06. IMPERFETTO. Catalogo della mostra Urbino 2006, Edizioni Accademia di Belle Arti di Urbino. IL MALE, Esercizi di Pittura Crudele 1°Ed. Catalogo della mostra a cura di Vittorio Sgarbi, SKIRA Editore Srl.,Torino 2005. IPERTESI, Ricerche fotografiche dall’Accademia di Belle Arti di Urbino, a cura di C.Marabini, U.Palestini, M.Tosello, Catalogo Montefiore Conca 2004, Edizioni Accademia di Belle Arti di Urbino. 39^ Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, a cura di Alessandro Borri, Catalogo di Pesaro Film Festival 2003.

RECENSIONI E TESTI Flash Art Expoarte Exibart Casa Mia Grazia Il Sole 24 Ore Il Falco Letterario Lobodilattice Eikon Segno Satura (trimestrale arte letteratura spettacolo)

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