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30-04-2007

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f o u n d a t i o n s e m e s t r a l e

p e r i o d i c o

f o n d a z i o n e

NICOLA’S FOUNDATION

o n l u s

ONLUS

Spezzare le catene dell’egoismo Intervista ad Alain Elkann: sentire la vita e stupirsi ecco il segreto che ci rende vivi e curiosi. E ci fa cercare gli altri di Massimo Colaiacomo

La ragione di questa rivista

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lain Elkann ha scritto una trentina di libri, romanzi e saggi. Sono alcune migliaia quelli che ha letto. Lettore instancabile dunque ma anche scrittore prolifico e riflessivo. Nato da una famiglia di religione ebraica, nel fondo è un laico e come tale cultore del dubbio: nel dubbio di Elkann è ricompresa anche la presenza divina. Essa occhieggia qui e là nella sua vita, e in questa intervista. Elkann non sfugge alle domande ultime, ma non se ne lascia sopraffare. In qualche misura le sbriciola, le sminuzza per ricondurle nella dimensione di una quotidianità vissuta intensamente e con ...

di Massimo Colaiacomo e Marco Denti

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ell’atto di nascita di una pubblicazione si scrivono le generalità, i propositi e gli obiettivi. Allora diciamo subito che la pubblicazione che sfogliate vuole essere la voce di una fondazione giovane, la Nicola’s Foundation, nata appena quattro anni fa con lo scopo di sviluppare la ricerca scientifica e la formazione professionale in due direzioni precise: l’ortopedia, in particolare la biomeccanica, l’oncologia. Si tratta di due specialità che hanno segnato, nella gioia e nel dolore, la vita del prof. Giuliano Cerulli, vero deus ex machina della fondazione e di questa pubblicazione. La frequenza della pubblicazione è legata a diversi fattori. Alle risorse disponibili, punto sempre più decisivo in questa stagione della vita; ma anche alla capacità dei lettori di trasformarsi in fornitori di notizie, di curiosità. Ci muove un’ambizione: parlare a una platea “importante” di lettori. Importante per le motivazioni che posso spingerli a sfogliare queste pagine ancora esigue nel numero, ma che intendiamo... INTERVENTO - pagina 4

E’ così che si ritrova il coraggio della solidarietà PERSONAGGIO - pagina 2-3 di Giuliano Cerulli

Così é venuta alla luce la Nicola’s Foundation

Da una perdita a una conquista

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uore giovane colui che è caro al cielo, si consolava Menandro. Mio figlio Nicola era carissimo al cielo, perché aveva soltanto quattro anni quando è volato lassu lasciando a noi, al papà, alla mamma e alla sorella Francesca, il compito terribile di colmare un vuoto che nessuna speranza può colmare. Ecco il punto: la speranza. Una morte tanto prematura appare

subito allo sguardo spaurito di ogni uomo come una speranza di vita recisa, un futuro spezzato che nessun amore paterno e materno potrà mai riscattare. E quel vuoto improvviso comprime tutto e tutto schiaccia sul presente più doloroso: si dileguano prospettive di vita; evaporano progetti; si scarica la molla che ci porta a superare gli ostacoli di ogni giorno. Scopriamo...

la vita è bella, insieme

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“La deducibilità fiscale è la leva per finanziare la ricerca e arricchire l’Italia di associazioni “E’ bello seguire il proprio lavoro. Papa Benedetto XVI lo dimostra nel suo libro. Quando si legge non ci si accorge che è stato scritto da un Papa, ma da un grande scrittore. Ecco, il Papa scrittore dà una forza diversa ai suoi testi”. (...) lo stupore di chi sa che la vita è un far di conto ogni giorno, tutti i giorni. Qual è la fonte principale del tuo entusiasmo? “Penso che la famiglia sia fattrice di energia vitale . Si vive ogni giorno: l’unica sicurezza che hai nella vita è cercare di acquisire una tranquillità interiore. Chi non ce l’ha nuoce agli altri e vive male di suo. Questa tranquillità è fatta di tante cose. E’ fatta dell’esercizio quotidiano del tuo lavoro … Il prof. Cerulli deve operare … e lì trova le ragioni della sua vita”. La citazione del prof. Giuliano Cerulli non è l’omaggio al medico che gli ha risolto qualche problema noioso. E’ un moto d’affetto per l’uomo che si è imbarcato nell’impresa della “Nicola’s Foundation”, la più grande onlus italiana dedicata alla ricerca oncologica e ortopedica e interamente autofinanziata grazie alla generosità di privati cittadini e alle donazioni di persone più o meno agiate. “L’essere umano è un animale che deve continuamente disciplinare e autodisciplinare la propria vita. La vita è bella ma non è semplice”, scandisce Elkann. In questo ossimoro (bella ma non semplice) è racchiusa la meraviglia della vita vista dallo scrittore. “La vita è una composizione, un po’ come un romanzo. Fatta di istinto, di intelligenza, di passione, di eccessi e difetti, fortuna e sfortuna. E’ un esercizio complesso. Non mi piace l’aspetto agonistico dell’esistenza. L’esistenza può essere fortunata, come nel mio caso. Fortunata, preciso, perché ho avuto la costanza di coltivare una vocazione precisa, senza mai tradirla. E l’ho portata avanti. Se riesci a far questo sei un uomo fortunato. Per dire: un medico rimane tale se riesce a non perdere mai la mentalità del medico del pronto soccorso …”

D. Che cosa ti entusiasma di più nella vita e cosa può accendere l’interesse della tua giornata, condizionarne se non cambiarne il corso … R. Non c’è un orario. Ogni giornata è diversa dall’altra. Tutte sono differenti. Anche chi non ha una vita monotona sa che gli stati d’animo sono mutevoli, non si afferrano mai una volta per sempre. Per fortuna, aggiungo. Lo so, ci sono anche i crepuscolari che amano la pioggia, il cattivo tempo … Però anche la primavera è un momento felice. Ascoltare il cinguettìo degli uccelli riempie di gioia. Ci sono momenti autunnali o invernali che sono per me più pesanti. Quando fa freddo … questo è anche importante. Diciamo che un attimo di conforto o di sconforto viene anche dalla natura. E’ chiaro che nell’epoca che viviamo la ciclicità di questo stati d’animo è resa più veloce dalla imprevedibilità delle circostanze che siamo chiamati a vivere. D. Il flusso ininterrotto delle notizie provoca un effetto in qualche modo anestetizzante sulle nostre capacità di reazioni. Il rischio che ne deriva è l’indifferenza. Che cosa bisogna fare per salvare la capacità di meraviglia e di sorpresa, insomma il gusto e il senso della


Giornalista, saggista e scrittore italiano. Per lui origini religiose ebraiche e nazionalità francese e americana.

“Quando dico che non possiamo prevedere molto mi riferisco semplicemente alla vita e all’imprevedibilità delle sue sfide”.

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asce a New York il 23 marzo 1950. Giornalista e scrittore italiano, ha origini religiose ebraiche e nazionalità francese e americana. Ha scritto numerosi libri, romanzi, saggi e opuscoli, tra cui spiccano i due in partecipazione con Elio Toaff (rabbino capo emerito di Roma) e con l’arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria Martini, e inoltre un libro con il re giordano Abdullah. Nel 2010 gli è stato attribuito il Premio America della Fondazione Italia USA.

vita? R. Viviamo dei momenti il cui significato ci appare in tutta la sua chiarezza soltanto dopo averli vissuti. Quando dico che non possiamo prevedere molto mi riferisco semplicemente alla vita e all’imprevedibilità delle sue sfide. Una ventina

riproposizione dell’eterno dilemma: che fare dell’energia atomica? Dobbiamo rifiutarla o pensare di migliorarne la gestione alzando gli standard di sicurezza? Dall’altra parte vediamo i paesi del Maghreb che sono in tumulto e si ribellano alle dittature. Lì siamo in stand

“La stessa Nicola’s Foundation è la prova di quanto può fare la passione scientifica di un uomo e l’amore di un padre: un esempio per chiunque”.

rischi e opportunità inimmaginabili”. E qui Elkann si lascia sfuggire una similitudine che può a ragione rientrare fra le sorprese e l’incanto della vita. “Quello che è bello è seguire il proprio lavoro. Il Papa Benedetto XVI lo dimostra nel libro che

Nessun dubbio che la leva in grado di restituire slancio alla ricerca scientifica è la deducibilità fiscale. Incentivando e aiutando le piccole come le grandi donazioni. Lo Stato, che tante cose ha fatto in passato, alcune buone ma troppe sbagliate, ha un’arma potente nel fisco per ricostruire quel minimo di tessuto comunitario e solidaristico nella società civile che è dato dalle donazioni d’anni fa c’è stato lo sconvolgimento del blocco sovietico. Per la mia generazione è stato il primo Impero che abbiamo visto crollare. Quell’evento ha modificato moltissime cose del nostro agire, del nostro vivere, delle nostre paure. In questo momento c’è da un lato la catastrofe del Giappone con la

by, soprattutto in Libia: si avvia verso la democratizzazione o la democrazia si avvia a trovare un’altra forma, sconosciuta alla storia e all’esperienza politica dell’Occidente? Questo fa pensare che la politica domani dovrà trovare politici diversi. Un mondo in grande mutazione, e sotto i cambiamenti convivono

ha scritto (Gesù di Nazareth, ndr). Quando qualcuno legge il suo libro su Gesù, non si accorge che è stato scritto da un Papa, ma pensa all’opera di un grande scrittore. Ecco, il Papa scrittore dà una forza diversa ai suoi testi. Il fatto che il Papa decida di continuare a essere un teologo, uno scrittore, uno

storico è una buona cosa. Ha scritto un libro vero, capace di accendere la curiosità intellettuale di tanti, credenti e non credenti, come probabilmente non gli sarebbe riuscito con un testo burocratico”. D. La solidarietà è uno dei temi più evocati nell’informazione. Un terremoto, uno tsunami, una guerra e subito scatta una gara di solidarietà fra i Paesi ricchi. Essa segnala senz’altro un sentimento primitivo e sempre vivo di umana partecipazione ai drammi e alle tragedie degli altri. Ma non potrebbe nascondere anche, con qualche cinismo, la speranza di tenere lontane da noi le conseguenze di quei drammi, come i profughi e i clandestini? R. Se anche così fosse, trovo che sarebbe umano. E’ umano che qualcuno si preoccupi dei fatti propri. Anche quelli che sono emigrati erano emigrati perché costretti a farlo. La gente è attaccata al proprio posto, al luogo dove sente forti e profonde le proprie radici. No, penso che ci sia uno slancio umanitario autentico. Penso che il mondo cattolico abbia, come tutti i mondi, i suoi difetti ma anche grandi meriti come l’aver diffuso il senso della carità in Italia. Se penso alle migliaia di pasti che prepa-

ra la Comunità di Sant’Egidio o all’attività caritativa e di assistenza sociale dei salesiani, in Italia e nel mondo. Gli italiani non sono un popolo razzista. Poi, se vedi minacciato il tuo giardino è chiaro che cerchi di difenderti. Il dramma del Maghreb mi fa venire in mente il quadro della Zattera della Medusa. Cambiano le forme, poi però le catastrofi si ripetono, in forme, appunto nuove … Quando l’uomo pensa Dio ride, è scritto nel libro di Giobbe. D. I finanziamenti pubblici alla ricerca sono ridotti al lumicino, in Italia più che altrove. Un ruolo importante può essere svolto quindi dai privati. E’ il caso della Nicola’s Foundation, un’associazione onlus che si autofinanzia integralmente attraverso le donazioni e la generosità dei privati. Questa è una rivoluzione in Italia, ma una norma quasi ovvia nel mondo anglosassone: cioè si afferma il principio che laddove lo Stato non ce la fa è lo spirito comunitario e la solidarietà fra le persone che può sopperire. R. Nessun dubbio che la leva in grado di restituire slancio alla ricerca scientifica è la deducibilità fiscale. Incentivando e aiutando le piccole come le grandi donazioni. Lo Stato, che tante cose ha fatto in passato, alcune buone ma troppe sbagliate, ha un’arma potente nel fisco per ricostruire quel minimo di tessuto comunitario e solidaristico nella società civile che è dato dalle donazioni. Se pensiamo a quanto fa la Chiesa cattolica, ma anche il volontariato laico, in fatto di assistenza sociale, sanitaria ma più in generale di solidarietà umana, abbiamo ragione di guardare con qualche speranza al futuro. La stessa Nicola’s Foundation è la prova di quanto può fare la passione scientifica di un uomo e l’amore di un padre: un esempio per chiunque.

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r i c e r c a

CORTONA

n Teatro Signorelli gremito ha ospitato il primo aprile la serata di beneficenza organizzata dal Comune, di Cortona con l’Accademia degli Arditi, e dedicata alla Nicola’s Foundation. L’attore Alessio Boni, lettore originale di Cesare Pavese, ha acceso l’interesse del pubblico con una lettura di brani dei “Dialoghi con Leuco”, accompagnato dalle voci di Lily Latuheru e Marcello Prayer. Raccolti circa 7.400 euro.

s o l i d a r i e t à

LPM

Beneficenza: Alessio Boni protagonista

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&

Cosa è la Let People Move

I

l Laboratorio viene costituita nel 1977 dal Prof. Giuliano Cerulli ed è equipaggiato di attrezzature all’avanguardia per gli esami biomeccanici applicati all’ortopedia, alla traumatologia dello sport, alla ricerca clinica e biomeccanica. Il personale clinico e di ricerca è esperto nei campi dell’ortopedia, medicina dello sport, biomeccanica, fisioterapia ed educazione fisica, bioingegneria e ingegneria tessutale. d a l l a

Biomeccanica

Tavola Rotonda

Le prestazioni effettuate nel laboratorio

Sport e sicurezza al forum Risk e Management

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l personale professionale e qualificato del laboratorio di biomeccanica clinica effettua ricerca, valutazioni cliniche e biomeccaniche sulla deambulazione, postura ed equilibrio, forza e resistenza muscolare, propriocezione del sistema neuromuscolare, attivazione muscolare, stabilità articolare e attività correlate alla pratica sportiva. Molti i personaggi dello sport che sono stati utenti del laboratorio.

p r i m a

U

na tavola rotonda incentrata sul tema dello “Sport e sicurezza” è quanto ha organizzato la Nicola’s Foundation onlus in occasione del quinto Forum Risk e Management. L’appuntamento, di rilevanza internazionale, è stato promosso da Ministero della Salute insieme all’Istituto Superiore di Sanità, Age. Na.S., AIFA, Coordinamento delle Regioni e Fondazione per la Sicurezza in Sanità.

p a g i n a

La nascita della Nicola’s foundation segue dalla prima

di Giuliano Cerulli

(...) l’improvvisa fragilità di ogni umana ambizione e condizione. Una scoperta miracolosa, posso dirlo dopo tanti anni, che la grazia delle fede ci fa vivere come il più prezioso dei doni: ero fragile, e non lo sapevo. La conoscenza e la consapevolezza della condizione in cui ero ma che prima ignoravo, mi ha fatto trovare e attingere energie nuove, nuove risorse per capire che la speranza spezzata di Nicola poteva, doveva diventare una speranza conquistata da un altro uomo. La grazia della fede si è manifestata attraverso un’opera di riconversione. L’amore per Nicola poteva e doveva continuare a vivere, insieme a Nicola, attraverso il sollievo da offrire alla sofferenza, con l’aiuto da prestare a chi non ha altro se non la speranza. La ricerca medica e scientifica è oggi la più grande autostrada sulla quale possiamo far correre nuove speranze per l’umanità. Non voglio tirarla per le lunghe, ma spero di aver spiegato le ragio-

La sede della Nicola’s Foundation ad Arezzo in via Albert Einstein, 12 ni per le quali la fondazione alla quale, aiutato dall’entusiasmo di altri sostenitori, ho dato vita è intitolata a Nicola: è un debito che avevo con lui, ma è anche un risarcimento che Nicola ha invocato per il futuro mai conosciuto. La ricerca è la testata d’angolo troppo a lungo scartata dai costruttori come una pietra insignificante. Qua-

(...) incrementare. Importante perché sappiamo di rivolgerci a un pubblico di medici e di chirurghi che frequentano con la fatica quotidiana le materie affrontate in queste pagine. Ma a rendere importante la platea dei lettori concorrono in misura decisiva i lettori comuni, fra i quali molti sono anche stati “pazienti”. Tutti siamo stati pazienti, nel senso filologico della parola: abbiamo cioè portato pazienza verso qualche acciacco, qualche problema di salute più o meno grave. La medicina moderna è un po’ diventata, con

esivi et non inveni, ha scritto il poeta. Noi cerchiamo e siamo fiduciosi di trovare. La Nicola’s Foundation ha concentrato su due aspetti le proprie attività: la ricerca scientifica, in particolare l’ortopedia e le scienze di base ad esse affini( la biomeccanica, la bioingegneria e la ingegneria tissutale); ed anche in altre branche mediche come

l’oncologia, la formazione e l’interesse per l’aggiornamento continuo. Il campo della scienza e della ricerca medica è sterminato e c’è spazio per tutti gli uomini di buona volontà. Ce n’è, purtroppo, anche per coloro che sono mossi da ambizioni meno lodevoli. Il sostegno alla ricerca è forse l’atto più qualificante per il go-

Fare del bene è faticoso, ma colma il cuore di gioia la ricchezza delle innovazioni e delle scoperte quotidiane, una scienza della speranza. O almeno così viene percepita da molte persone che confidano in essa come nella soluzione miracolosa a ogni problema. Non è così, purtroppo. La medicina “fa miracoli”, è il luogo comune che sentiamo ripetere da chi si ritiene “miracolato” avendo risolto

un problema di salute. Il titolare dei miracoli, di tutti i miracoli, è altrove e i più fortunati sanno dove. Egli guida però la mano del chirurgo, illumina la mente del ricercatore. Ai lettori fortuiti di questa pubblicazione rivolgiamo una preghiera: segnalateci iniziative e convegni di carattere scientifico; ricerche o lavori meritevoli, a vostro giudizio, di

verno di un Paese. L’Italia non ha una tradizione luminosa in questo senso. Però abbiamo il dovere della speranza. Una porta è stata socchiusa dal decreto cosiddetto “omnibus”. Con la concessione del credito d’imposta al 90% per gli investimenti in ricerca universitaria effettuati dalle imprese è vero, come sostiene il ministro Tremonti, che “è stato rotto il muro tra impresa e università”. Si tratta di rompere altri muri, compreso quello che ancora resiste tra il fisco e le onlus come la nostra. La ricerca affidata ad associazioni come la Nicola’s Foundation riesce a smuovere entusiasmo, passione ed energia che difficilmente possono essere mobilitati da strutture burocratiche ed elefantiache come quella dello Stato. La strada imboccata con il provvedimento del governo è quella giusta. Si tratta di percorrerla tutta, fino in fondo, per restituire a ciascuno di noi il gusto di fare e fare bene, per sé e dunque per gli altri.

essere divulgati. Segnalateci, soprattutto, iniziative di beneficienza a favore della ricerca medico-scientifica e, se potete, promuovetene per la Nicola’s Foundation. Il prof. Giuliano Cerulli e lo staff di collaboratori che lo affianca sono pronti a correre ovunque. Aiutare o fare del bene comporta a volte difficoltà e fatica. Sappiamo tutti però che è più esaltante che vivere nell’indifferenza. Ci sentiamo per un attimo più vivi, utili a noi e agli altri. Come abbiamo scritto nella testata della pubblicazione: la vita è più bella, insieme.

Registrato presso il Tribunale di Perugia: Num. R.G. 555/2011 - Num. Reg. Stampa 12 in data 10/05/2011 - Direttore Editoriale: Marco Denti - Direttore Responsabile Massimo Colaiacomo Coordinamento: Massimo Pistolesi - Hanno collaborato: Giuliano Cerulli, Mauro Pacetti, Franco Zarli - Progetto grafico a cura di Fat Chicken s.n.c. - stampa tipografiapontefelcino s.r.l.

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Nicola's Foundation Onlus - n° 1  

Giugno 2011 - anno I - n° 1

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