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Read My Stars 2010

Monica Kissling Claude Weiss Raymond A. Merriman


Read My stars 2010


René Kramer Membro della Direzione del gruppo, settore Clienti aziendali

L’

uomo, consapevole della sua natura vulnerabile, nel corso del tempo ha sviluppato modelli di previsione complessi volti a mettere in guardia da intemperie, catastrofi finanziarie o altre minacce. Tuttavia, anche il modello migliore e la tecnica più all’avanguardia non sono in grado di garantire uno stato di assoluta sicurezza. E questo è stato nuovamente dimostrato dall’attuale crisi economica. Il bisogno di conoscere cosa ha in serbo il futuro, di spiegazioni, è divenuto ancora più forte. Uno dei metodi più antichi di sfidare l’imprevedibilità del destino è l’astrologia. Oggi mero oggetto di intrattenimento, fino al XVII secolo l’astrologia era riconosciuta come scienza seria. Nel Medioevo era considerata addirittura come disciplina regina degli eruditi. Helsana riprende questa antica tradizione per guardare al futuro in una chiave un po’ diversa. Nelle pagine seguenti, rinomati astrologi svizzeri e stranieri interpretano i segni del tempo. Sono in vista altri terremoti economici e politici? Ci reinventiamo completamente? Come si evolverà il mercato finanziario svizzero e globale? «Read My Stars 2010» si pone queste ed altre domande.


Helsana non è in grado di prevedere né malattie né infortuni, cosa che comunque oggi un serio astrologo non oserebbe più fare. Tuttavia, possiamo proteggervi contro le conseguenze finanziarie di malattie e infortuni. E se riusciremo a rubare per voi le stelle dal cielo, ne saremo particolarmente lieti. Buona lettura! René Kramer


Gli autori Monica Kissling alias Madame Étoile

M

onica Kissling è astrologa professionista e dal 1985 dirige lo studio di consulenza astrologica IMPULS BERATUNG a Zurigo. Monica Kissling offre consulenza a privati ed aziende, organizza seminari e tiene conferenze in occasione di meeting di astrologia, economia e trend in genere. Dal 1989 è attiva anche per vari organi di stampa e per la radio e la TV. Le sue previsioni astrologiche settimanali vanno in onda su Radio DRS 3 da 18 anni. Monica Kissling è vicepresidente dello ­Schweizer Astrologenbund SAB (unione degli astrologi svizzeri), che si batte per un’astrologia effettuata con serietà.


Claude Weiss

C

laude Weiss è ingegnere con diploma del Politecnico federale ed è astrologo professionista. È fondatore e presidente del CA della Astrodata AG e presidente dello Schweizer Astrologenbund SAB. In qualità di editore della rivista «Astrologie Heute» si è guadagnato un’ottima reputazione come astrologo anche a livello internazionale grazie ai suoi numerosi articoli e alle sue analisi delle tendenze economiche e politiche. Dagli anni Novanta si dedica con particolare interesse allo studio dei cicli economici e le sue ricerche gli hanno permesso di scoprire, all’inizio del 2001, il ruolo del ciclo di Saturno/Plutone come ritmo superiore di «boom and bust» che influisce sui mercati finanziari.


Raymond A. Merriman

Raymond A.

Merriman è astrologo professionista e analista economico accreditato con molti anni di esperienza a Wall Street. È presidente e fondatore della ditta Merriman Market Analyst Inc., un’azienda specializzata nei prodotti di market timing e nei servizi. Ne fa parte anche il «MMA Cycles Report», una newsletter specializzata nelle borse, che viene consultata intensivamente da banche, istituti finanziari, investitori e trader. Inoltre Raymond A. Merriman ha scritto una serie di libri in tema di astrologia e ha sviluppato due soft­ware per l’astrologia. In qualità di presidente della International ­Society for Astrological Research ISAR, Raymond A. Merriman contribuisce alla ricerca globale e ai congressi mondiali della maggiore associazione internazionale per l’astrologia con sede negli USA.


 Le stelle descrivono ciò che i tempi si aspettano da noi. Noi abbiamo così l’opportunità di riconoscere i segni dei tempi e di sintonizzarci su ciò che essi ci richiedono. Monica Kissling alias Madame Étoile


Dove stiamo andando? di Monica Kissling

Solitamente

chi esamina le stelle desidera sapere cosa lo aspetta nel futuro. Ma le stelle non possono predire ciò che accadrà in futuro. Per fortuna! Altrimenti ciò significherebbe che non godiamo del libero arbitrio e, quindi, che non dobbiamo assumerci alcuna responsabilità. Le stelle hanno in serbo qualcosa di più sensato da offrirci: descrivono ciò che i tempi si aspettano da noi. Noi abbiamo così l’opportunità di riconoscere i segni dei tempi e di sintonizzarci su ciò che essi ci richiedono. Le opportunità e le sfide di un periodo si possono descrivere anche grazie ai cicli planetari. Perché ogni forma di vita sottostà ai cicli cosmici. Per esempio al ciclo giorno – notte che si origina dal rapporto tra la Luna e la Terra. Oppure al ciclo delle stagioni, che si basa sul rapporto tra Sole e Terra. Nell’ambito dell’astrologia includiamo nell’analisi anche i cicli di altri pianeti del nostro sistema solare. Quando si è in armonia con i cicli planetari, è possibile adeguarsi senza fatica ai cambiamenti. Si riesce a riconoscere i segni dei tempi e si è appunto in grado di «stare al passo con i tempi». Quando invece non si è in armonia con tali cicli, occorre mobilitare più energia, ci si scontra più frequentemente con limiti vari e per finire si fallisce. Per reagire in maniera adeguata ai mutamenti ciclici non necessariamente occorre avere conoscenze di astrologia. Ma la necessaria sensibilità e disponibilità al cambiamento quando i tempi richiedono nuove modalità di comportamento.


I segni dei tempi vengono ignorati?

Molte

cose ci fanno pensare che, proprio in questo periodo, i segni dei tempi non siano (ancora) colti da vaste parti della società, della politica e dell’economia. Questo dipende verosimilmente dal fatto che il periodo tra il 2008 e il 2015 è una fase globale di mutamento che richiede, a tutti i livelli, una radicale conversione del modo di pensare. Una conversione che, nella sua intera dimensione, supera la nostra capacità di immaginazione. L’inizio di questo processo di mutamento globale è stato segnato dalla crisi finanziaria che ha fatto diventare realtà ciò che la maggioranza delle persone non credeva possibile: il collasso dei maggiori istituti finanziari, seguito dai vari pacchetti statali per il loro salvataggio. Basandoci sui cicli astrologici, tuttavia, una simile crisi era prevedibile. Con l’ingresso di Plutone nel Capricorno, avvenuta nell’anno 2008, ha avuto inizio una nuova era: un tempo in cui le priorità si sarebbero nettamente modificate. Un tempo in cui si paga il prezzo per gli eccessi e i rischi smisurati.

Aderire alla realtà

E

ora? Abbiamo economizzato abbastanza, abbiamo tagliato abbastanza? Possiamo tornare alla «normalità»? Possiamo addirittura premere sul gas? Né l’uno né l'altro, dicono le stelle. Non possiamo tornare indietro, naturalmente. E mancano le risorse per un riorientamento generale. Oppure mancano il coraggio e il sostegno necessari per avviarsi su strade radicalmente nuove. Così oggi ci troviamo nella sgradevole situazione in cui le vecchie modalità di agire non funzionano più, ma non sono ancora stati trovati nuovi modelli.


Nel mese di dicembre si realizzerà l’ultima delle tre costellazioni di Giove e Nettuno del 2009. Si tratta di una costellazione di illusione, di grandi speranze e di benessere. L’anno in corso ci ha spesso fatto credere che presto giungeranno tempi migliori. Che questa sia invece una conclusione errata lo indicano sempre più chiaramente altri cicli rilevanti. Molti sistemi – politico, economico, sociale – non funzionano più. E non è neppure possibile rettificarli, ma soltanto sostituirli con nuovi sistemi.

Un burnout collettivo

V

iste queste circostanze, ci troviamo oggi in una situazione contraddistinta da pretese eccessive e da sovraffaticamento. Mentre, fino al 2008, si poteva ottenere un buon profitto con uno sforzo in parte minimo, oggi viceversa è necessario un grande sforzo già solo per assicurarci l’esistenza. Nel 2010 non solo il numero di disoccupati toccherà un nuovo record, ma anche il numero di coloro che si vedranno confrontati con compiti insolubili. Le nostre forze vanno esaurendosi perché i sistemi si sono esauriti. Per questo non si rischia solo il collasso delle imprese, ma anche quello degli uomini.

L’attuale situazione economica costituisce il terreno ideale per il burnout: maggiore carico lavorativo, condizioni di lavoro peggiori e una mole di lavoro troppo elevata entro un quadro temporale troppo ristretto. Nominiamo solo alcuni fattori a questo proposito: aumento della complessità e della responsabilità, mancanza di in-


frastrutture, sostegno insufficiente da parte dei superiori e timore di perdere il posto di lavoro. Vi si aggiunge la crescente perdita di senso che porta a un esaurimento ancor più rapido. E se, in questa già difficile situazione, si fa ricorso all’alcol o alle droghe, il cedimento dell’organismo diventa solo una questione di tempo; ossia solo una questione di tempo finché l’efficienza, la motivazione e la creatività, ma anche i contatti sociali, si riducano drammaticamente; finché il nostro (sovr)affaticamento sfoci in un lento, ma inesorabile esaurimento: con un calo della resistenza, un incremento della labilità dell’umore e un’incapacità di recuperare finora sconosciuti; infine, finché non si è più capaci di staccare e si diventa preda delle paure per il futuro 

Creare la quadratura del cerchio

Per

affrontare le grandi sfide dei tempi a venire, dobbiamo uscire dalla spirale di negatività e rimetterci in forze. Ciò ha inizio da noi stessi. Con piccoli passi, apparentemente semplici. Passi che nella pratica possono però rivelarsi molto difficili. Perché richiedono l’abbandono dei modelli di pensiero e di comportamento tenuti finora. Per esempio, dobbiamo abbandonare la convinzione che potremo affrontare le sfide solo con un’enorme quantità di forza. In molti casi il modo per arrivare alla meta è proprio il contrario: la capacità di «mollare» e di staccare. Quindi stacchiamoci dall’idea che non possiamo permetterci di usare del tempo per il nostro sviluppo personale. Se vogliamo evitare un collasso personale, vale la pena tenere presenti le seguenti misure:


 Un’analisi completa e onesta della nostra situazione: quali situazioni sono opprimenti? Cosa/chi mi sottrae energia e cosa/chi mi ricarica? Quali esigenze ho trascurato? Dove vengo regolarmente deluso perché mi aspettavo qualcos’altro? Sono ancora soddisfatto della mia professione o è invece tempo di dedicarmi a qualcos’altro?  Correggere la valutazione troppo alta di noi stessi: e questo in rapporto alla sostenibilità spirituale, alla stabilità del nostro animo, alla resistenza fisica e alle condizioni psicosociali.  Accettare le debolezze – accettare l’aiuto.  Confrontarsi con le paure e le costrizioni, ma anche con i tenaci meccanismi di autosabotaggio – eventualmente con il sostegno di uno psicologo.  Ascoltare il corpo: non è la testa che decide sul corpo, è il corpo che decide sulla testa!  Condurre una vita sana: dormire a sufficienza, mangiare sano, fare movimento fisico (con misura ma regolarmente), ristorarsi nella natura, apprendere tecniche di rilassamento come lo yoga, il training autogeno o il rilassamento progressivo dei muscoli.  Condurre una vita privata appagante: trascorrere del tempo con la famiglia. Frequentare gli amici e avere degli hobby.  Ampliare le conoscenze e curare la spiritualità: ritemprarsi nel silenzio. Sviluppare la fiducia in una guida superiore. Accettare il fatto che non possiamo controllare tutto. Concedersi un viaggio o ancor meglio un time out.


Sfide e opportunità nel 2010

Per

il 2010 le stelle segnalano uno «stop and go». Questo perché, tra gli altri motivi, in questo anno ci saranno molti pianeti in fase calante. Si tratta di fasi di riflessione, adattamento e correzione, fasi in cui possiamo trovare solo soluzioni provvisorie. Queste fasi sono adatte a un’analisi attenta e al superamento del passato, ma non per dare avvio a nuovi progetti. Possiamo così sfruttarle per rivedere accordi e contratti e, nel caso, per ritirarci da taluni impegni. Queste fasi si verificheranno fino al 10.3. compreso (Marte in moto retrogrado), dal 18.4. al 11.5., dal 20.8. al 12.9. e dal 10.12. al 30.12. (Mercurio retrogrado) e infine dall’8.10. all’8.11. (Venere retrograda).

Una potente spinta alla riforma

L

a costellazione di Saturno e Urano, così ricca di forze, avviene in totale per cinque volte dall’autunno del 2008 all’estate 2010. Essa descrive un periodo di cambiamenti fondamentali, nella politica, sui mercati finanziari e nella vita personale. In tali periodi ci attendono «terremoti» politici ed economici. È interessante notare che il 4.11.2008, durante questa prima costellazione, negli USA è stato eletto Barack Obama, che ha così dato avvio al leggendario cambiamento. La costellazione di Saturno e Urano si collega a un’elevata spinta verso le riforme, senza dimenticare che sia le riforme ostacolate che quelle portate a termine possono generare inquietudini. Ne consegue un aumento delle manifestazioni di protesta di persone che sono


scontente del governo o della situazione economica. Le ultime due costellazioni di questa serie, in aprile e luglio 2010, promuovono ancora i processi di ristrutturazione. Si riconosceranno le riforme mancate e, parallelamente, le riforme messe in atto saranno sottoposte a un esame critico.

Lottare o capitolare? Il pianeta Marte, che dal 20.12.2009 al 10.3.2010 è in moto retrogrado, ci porrà dinnanzi a sfide particolari. Ci richiederà la capacità di confrontarci con decisioni sbagliate, il che potrebbe persino voler dire dover interrompere riforme già intraprese. Le misure che non si rivelano adatte nella prassi andranno corrette. In tali casi non si tratterà in primis di non perdere la faccia, ma piuttosto di servire la causa. Marte retrogrado richiede, talvolta, il coraggio di fallire! E comunque ci porta una concorrenza spietata e condizioni delle più ardue 


Risorse mancanti

Con

le tre costellazioni critiche di Saturno e Plutone tra il 15.11.2009 e il 21.8.2010 si apre una finestra temporale estremamente critica per l’economia mondiale e quindi per molte aziende. Strutture anche imponenti potrebbero nuovamente trovarsi a traballare o addirittura a cadere. Il tema «debiti» sarà ancora in prima linea e potrebbe diventare molto più difficile ottenere crediti. In molti casi sarà necessario aspettare che la crisi faccia il suo corso (almeno fino all’estate 2010). La costellazione di Saturno e Plutone è connotata dalla rinuncia, volontaria o involontaria, e/o dalla perdita. L’espansione e la crescita, durante questa fase, non saranno possibili, o allora soltanto in condizioni estremamente difficoltose. Vale la pena tenerne conto per le nuove attività commerciali pianificate!

Reinventarsi

Ma

i tempi cambiano. E lo fanno anche più velocemente se noi restiamo aperti verso le cose nuove! Almeno è quanto fa supporre una costellazione molto promettente: Giove, pianeta dell’espansione, e Urano, pianeta dell’innovazione, si congiungono in Ariete, il segno dei pionieri. Questo avverrà per la prima volta l’ 8.6.2010 e renderà possibile muovere i primi passi in una direzione del tutto nuova. La strada sarà ancor più libera per le innovazioni nel 2011, quando si esauriranno le forze che momentaneamente agiscono da freno alle riforme. Inizierà così un tempo idoneo per i pionieri, gli inventori e i ricercatori! Un tempo in cui varrà la pena avviarsi su strade completamente nuove, costruendo cose nuove con idealismo e passione. Un tempo per nuove idee e per una nuova generazione. Un tempo in cui il mondo apparterrà a chi ha coraggio.


 Il 2010 si contraddistingue, nel settore dell’economia, per le grandi sfide che frequentemente potrebbero assumere il carattere «mi piego o mi spezzo», ma anche offrire particolari chance.  Claude Weiss


Prospettive di sviluppo dell’economia svizzera DI Claude Weiss

D

al punto di vista astrologico era prevedibile da­ oltre dieci anni che il 2008 avrebbe dato avvio a una crisi economica. Una crisi in svariate tappe che ci avrebbe tenuti occupati fino al 2012 con maggiore intensità e addirittura fino alla seconda decade del XXI secolo in maniera attenuata. Ne sono testimoni diverse pubblicazioni di astrologi che sono apparse fin dal 1990 sul tema di questo periodo di tempo. Sulla base delle costellazioni in gioco, la maggior parte dei confronti si riferisce al periodo 1929/30.

I paralleli con gli anni Trenta

Sebbene

in tali casi non si debba mai supporre che gli eventi si ripetano come fotocopie, è tuttavia possibile osservare coincidenze davvero sbalorditive:  Inizio della crisi con un calo delle borse mondiali del 50% tra fine 2007 e marzo 2009 (allora: tra fine agosto e novembre 1929).  In seguito, ripresa del 50% in media tra marzo e settembre 2009 (allora: tra novembre 1929 e aprile 1930) con, in entrambi i casi, numerose voci che proclamavano la fine della crisi.  Pesante crisi economica e bancaria con tendenza all’adozione di misure protezionistiche, tuttavia con la differenza che questa volta, grazie all’abrogazione (dal 1971) del collegamento tra le valute e il gold standard, è stato possibile avviare pacchetti globali di aiuti tramite le banche di emissione. Per la Svizzera questo


interessa soprattutto l’azione di salvataggio della Confederazione per UBS che navigava in cattive acque, un salvataggio di quasi 70 miliardi di franchi, con un rischio restante di concentrazione per la Banca Nazionale che a metà 2009 ammontava a 23,5 miliardi di dollari.

Tre crisi in successione

Per

quanto riguarda lo sviluppo prevedibile, ce ne informa il testo «Prospettive sui mercati globali nel 2010» di Raymond A. Merriman. Il concetto da lui sostenuto, quello della successione di tre dolorose crisi, è stato di recente avvallato anche da Norbert Walter, economista capo della Deutsche Bank. «L’economia mondiale conoscerà un ciclo sottoforma di una ‹Triple U› … Non abbiamo lasciato dietro di noi la recessione, ma ‹soltanto la prima U». (1) Ci si prospetta ora la U numero due, la crisi che verrà scatenata dalla disoccupazione. La quale si acuirà addirittura a causa dell’aumento dei tassi e delle imposte, che diventeranno necessari per mitigare i deficit statali e per combattere l’inflazione. Sul piano astrologico il punto di svolta verso questa ‹seconda U› sembra situarsi nel periodo compreso tra novembre 2009 e la primavera 2010, con un momento di depressione che dovrebbe manifestarsi probabilmente già nel 2010, o allora dal 2011 fino al 2012. Una ‹terza U› è probabile verso il 2017 e fino al 2020. Ma i processi di cambiamento sociale più profondi sono attesi comunque nel periodo che si estende dal 2010 al 2012.

(1) «Deutsche Bank warnt vor Dax-Absturz» (La Deutsche Bank mette in guardia sul crollo del Dax), Spiegel online del 19 settembre 2009


I

Effetti sulla Svizzera n confronto ad altri Stati occidentali, la Svizzera ha affrontato la crisi economica iniziata nel 2008 con presupposti perlopiù favorevoli: disoccupazione ridotta, nessuna bolla immobiliare, indebitamento dello Stato accettabile e una previdenza della vecchiaia organizzata sulla base sia di quote (AVS) che sul capitale versato (LPP). Il rischio di concentrazione delle grandi banche (i cui attivi, alla fine del 2008, ammontavano a otto volte il prodotto nazionale lordo annuale) appare, sulla scia della ripresa in corso da metà marzo 2009, meno pericoloso che non nell’autunno 2008. Ma questo dato di fatto può subire mutamenti e, considerando situazioni critiche tardive, resta importante imporre alle banche norme più severe in materia di capitali propri. Sul piano astrologico, la diplomazia, le finanze e il benessere sono simboleggiate dal pianeta Venere che, nell’oroscopo della Svizzera, sta portando tensioni dal 2008. Ciò è apparso chiaro negli attacchi a cui il nostro Paese è stato sotto­ posto negli ultimi tempi in relazione al segreto bancario e che ha reso necessari sforzi considerevoli da parte della diplomazia. Del tutto imprevedibili, ma assolutamente conformi a livello simbolico a questa situazione, sono stati i personali tentativi diplomatici del nostro ministro delle finanze nella questione degli ostaggi svizzeri in Libia. Questo tipo di «distrazioni» dovrebbero ormai essere terminate, poiché il periodo da novembre 2009 a


settembre 2010 preannuncia altre pressioni, il che richiederà al governo nazionale la piena attenzione e concentrazione nel modo di procedere. Sono infatti da attendersi ulteriori aspri attacchi alla nostra piazza finanziaria e trattative difficili nelle questioni tributarie. Per le aziende è consigliato un approccio cauto e lungimirante con le finanze e la liquidità per tutto il 2010, poiché sia i consumi che gli investimenti saranno stagnanti e le banche saranno più prudenti nella concessione dei crediti. Non è neppure escluso che l’influenza suina diventi ancor più virulenta tra dicembre 2009 e gennaio 2010 e alimenti maggiori timori, il che potrebbe portare perdite alle aziende a causa delle assenze del personale. Sarà decisivo a questo proposito il modo con cui verranno accettate le proposte di vaccinazione.


Sfide e opportunità per svariati settori

Il

2010 si contraddistingue nel settore dell’economia per le grandi sfide che frequentemente potrebbero assumere il carattere «mi piego o mi spezzo», ma anche offrire particolari chance. Come prima cosa, a partire dal tardo autunno e inverno 2009/10, le previsioni di fatturato e i budget allestiti all’inizio dell’autunno sulla base di ipotesi più ottimistiche, andranno corrette al ribasso, cosa­ che scatenerà discussioni tra gli ottimisti e i pessimisti. Non vanno ­comunque trascurate le nubi nere che si addensano sempre più all’orizzonte. Parallelamente cresceranno le difficoltà del governo degli USA, potenza economica leader, nell’applicare i suoi progetti. In molti Paesi aumenterà inoltre la tendenza a conflitti tra le parti sociali e a una diffusa irrequietezza nella società. Verso la metà del 2010 (maggioagosto, con effetti per tutto l’anno) si apre però una finestra temporale in cui le nuove scoperte e le innovazioni schiudono la possibilità di successi. Si tratta di un ciclo di 13 a 14 anni dei pianeti Giove e Uranio, che stimolano entrambi sviluppi positivi per il futuro, portando spesso novità rivoluzionarie. In passato questa ­costellazione è stata in relazione con lo sviluppo dell’aviazione­ (p. es. la prima traversata dell’Atlantico nel 1927, l’allunaggio nel 1969), con l’avvento del computer e di Internet (prima trasmissione


Internet nel 1969, espansione di Internet e inizio della bolla della New Economy nel 1997). È possibile supporre che i futuri passi avanti della tecnologia avranno a che fare con un marcato sviluppo dello sfruttamento delle energie alternative. Ciò andrà in genere a vantaggio delle singole aziende come pure dei settori che saranno in grado di reagire allo «spirito dei tempi» velocemente e in modo flessibile, con uno spirito innovatore.

Tecnica e scienza

Questo

settore risponderà in maniera molto marcata alle opportunità e alle chance offerte da questa costellazione, con corrispondenze essenzialmente positive:

+ Riuscita nello sfruttamento delle energie alternative e nell’immagazzinamento dell’elettricità + Ulteriori sviluppi della robotica, che avranno l’effetto di incrementare ancora la produttività + Miniaturizzazione e innovazioni pionieristiche nel settore dell’industria + Computer intelligenti semplificano il lavoro quotidiano d’ufficio (riconoscimento della lingua, motori di ricerca intelligenti)

Salute e medicina

L’

«accelerazione» che avrà luogo grazie alla costellazione descritta potrà pesare sull’organismo umano e generare sintomi di stress. Taluni agenti patogeni potranno mutare in modo inatteso e diffondersi velocemente su vasta scala. Qui di seguito i problemi che potrebbero subentrare sono indicati con un meno e le soluzioni con un più:


– aumento delle malattie infettive e dei disturbi cronici – aumento delle zoonosi (p. es. influenza suina) + sviluppo rivoluzionario della medicina e nuovi medicinali + le vaccinazioni diventano più importanti – cattiva gestione e abusi nei settori della salute e del sociale + maggiore disponibilità ad affrontare la malattia alla radice e ad intervenire senza sentimentalismo – problemi ambientali e diffusione di malattie – stati di spossamento, depressioni, sindrome di burnout + sapere ciò che fa bene: trovare la propria forza personale e fonti di energia per ricaricarsi + boom delle medicine alternative

Banche e assicurazioni

In

questo ramo economico si riveleranno importanti i seguenti fattori: da un lato la preoccupazione di perdere denaro quando si effettuano prestiti ad aziende che possibilmente non sono in grado di ripagare i crediti concessi. Ne soffriranno numerose PMI, poiché non riceveranno i prestiti o lo faranno a tassi altissimi. Lo Stato potrebbe chiamare in causa le banche a questo proposito, esercitando pressioni su di esse. La Banca Nazionale potrebbe essere sollecitata a correre in soccorso di un’altra grossa banca, un passo, questo, che diventerebbe di scottante attualità politica. Molti troveranno irritante il fatto che le banche sfruttino la loro capacità innovativa prevalentemente per sviluppare strumenti di credito poco chiari, che tornano in


primo luogo a loro vantaggio. Occorrerà mettere in opera ricchezza d’invenzione per applicare creativamente le nuove regole. Per questo settore si profila dunque il seguente quadro: – tendenza a continuare come prima della crisi (bonus e sistemi di remunerazione eccessivi, ma anche un crescente appetito verso i rischi portano a una rinnovata crisi delle banche) – una concessione restrittiva dei crediti alle PMI blocca il rilancio dell’economia + interventi maggiori dello Stato per garantire un’economia funzionante + rifiuto, dettato da motivi politici, del concetto «privatizzare i guadagni, socializzare le perdite» + banche e assicurazioni imparano ad operare in modo più efficiente a livello di costi


Prospettive sui mercati globali nel 2010 DI Raymond A. Merriman

È

passato giusto un anno da quando il sistema finanziario mondiale ha conosciuto la sua più grave crisi dai tempi della Grande Depressione (1929–1942). Sebbene i motivi abbiano origini lontane, il mondo ha vissuto la vera e propria «fase di panico» il 15 settembre 2008. Sei mesi dopo, nei giorni dal 6 al 10 marzo 2009, si sono toccati in tutto il mondo i valori più bassi sui mercati azionari. Altri sei mesi più tardi, la maggioranza degli indici azionari del mondo ha registrato un miglioramento del 50%. Molti economisti hanno proclamato la fine della recessione. Sappiamo per certo che il mercato, dopo la prima caduta durante la Grande Depressione, si è ripreso di circa il 50% anch’esso nei primi cinque mesi. Anche allora politici ed economisti ritennero che la fine della recessione fosse già arrivata: il mondo sembrava tornato sulla via della crescita. Questo ottimismo doveva dimostrarsi errato. Poiché dopo un incremento durato cinque mesi, gli indici delle azioni crollarono in tutto il mondo a valori ancor più bassi per il successivo anno e mezzo. La storia si ripete nel 2010?

I cicli globali nell’economia

Sebbene

i dati storici dimostrino che non esistono due recessioni perfettamente uguali per lunghezza o manifestazione, sussistono tuttavia alcune notevoli somiglianze. Tre sono le peculiarità importanti in relazione alle recessioni economiche, che meritano la nostra attenzione nel nostro sguardo sulle prospettive economiche per il 2010:


1.

C’è un ciclo economico che dura dai 32 ai 37 anni (*) e che è ­costituito da due fasi di lunghezza quasi equivalente. La «fase ascendente» di benessere e di crescita dura circa dai 16 ai 20 anni ed è seguita da una «fase discendente» di contrazione e stagnazione. Anche questa fase dura dai 16 ai 20 anni. La «fase discendente» del ciclo economico è stata identificata dal noto investor Warren Buffett nell’edizione di «Fortune Magazine» del dicembre 2001, come un ciclo di 17 anni.

2.

Durante la «fase discendente» di questo ciclo economico, della durata dai 16 ai 20 anni, le recessioni sono più frequenti e durano più a lungo. Solitamente, prima che una recessione possa concludersi durante questa fase, si ha un modello che presenta almeno tre movimenti al ribasso dell’indice delle azioni. Nel caso delle recessioni che si verificano nella «fase ascendente» questo modello viene a mancare.

3.

Ogni 80 o 90 anni si verifica una recessione economica di eccezionale gravità, un cosiddetto «panico».

I cicli di crescita e contrazione, della durata dai 16 ai 20 anni

Gli

studi storici sull’economia e sui mercati azionari dimostrano che è possibile distinguere periodi dai 16 ai 20 anni a livello di «periodi buoni» e «periodi cattivi». Cioè, un periodo di benessere e crescita dura circa dai 16 ai 20 anni. In questo periodo le recessioni hanno un andamento generalmente attenuato; i mercati orso nelle contrattazioni azionarie hanno breve durata. A questi periodi seguono 16 a 20 anni di contrazione economica e stagnazione: sono periodi in cui le recessioni e i mercati in ribasso nelle contrattazioni azionarie sono solitamente più numerosi e più seri. Nella

(*) Il ciclo economico si basa sui rapporti tra Saturno e Plutone, che entrano in congiunzione ogni 32 a 37 anni


storia, uno di questi «periodi cattivi» si è verificato dal 1929 al 1949, ed è stato seguito da una fase di crescita economica, e con forti mercati toro per l’indice delle azioni nel periodo dal 1949 al 1966. Un’ulteriore flessione economica si è verificata dal 1966 al 1982, di nuovo seguita da una forte fase di crescita dal 1982 al 2000, quando gli indici delle azioni toccarono nuovi massimi storici. Numerosi Paesi, dal 2000 risp. 2001, si trovano in una fase di flessione, e questo nonostante taluni nuovi record segnati dall’indice delle azioni nel 2007. Ci troviamo quindi nel primo tempo della fase di contrazione, la «fase discendente», entro il ciclo economico della durata dai 32 ai 37 anni. Durante questo periodo, le recessioni dell’economia sono di regola più numerose, più gravi e durano più a lungo rispetto a quelle degli anni Ottanta e Novanta del XX secolo. Ciononostante sussistono comunque alcune straordinarie possibilità di investimento. Gli investitori devono però fare capo ad altre strategie rispetto a quelle della fine del XX secolo: ora devono proteggersi!


Modelli economici e di mercato durante la fase di contrazione

L

e recessioni delle «fasi discendenti» di questo ciclo economico mostrano alcune importanti caratteristiche che è possibile riconoscere anche nell’attuale situazione finanziaria. Per prima cosa: le recessioni davvero gravi che sono seguite alla Prima guerra mondiale erano costituite al minimo da tre fasi. Si trattava di «recessioni a ondate»: sono iniziate con un improvviso crollo, poi c’è stata una ripresa che però non è durata a lungo. In quel caso i mercati azionari non potevano registrare alcun nuovo picco. O, se veniva tuttavia toccato, si trattava solo di un picco nominale. Questo modello si è ripetuto ancora due volte prima che la recessione finalmente terminasse. Una recessione che si risolve con un unico crollo si manifesta molto raramente. Il modello più comune mostra invece una sequenza di tre fasi di flessione sui mercati azionari, che si trovano così a vivere appunto una «recessione a ondate». Questi modelli sono riconoscibili nelle recessioni della Grande Depressione dal 1929 al 1942, come pure dal 1966 al 1974 e dal 1978 al 1982. Constaterete che durante queste recessioni della «fase discendente» del ciclo, i mercati azionari possono comunque toccare nuovi massimi. Ma le successive riprese sono solitamente di breve durata; anzi, sono seguite da crolli ancor più catastrofici.


Il «ciclo del panico» nell’econo mia, della durata dai 80 ai 90 anni

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al XVII secolo, regolarmente ogni 80 a 90 anni­ si è verificata una depressione economica. È possibile rilevarlo dal 1753 al 1784, dal 1835 al 1857, dal 1929 al 1942 e di nuovo ora, con inizio nel 2007. Ad ogni modo, i fattori scatenanti che hanno contribuito a questo ciclo di depressione dai 80 ai 90 anni sono stati molti, disorientanti eppure piutto­ sto simili l’uno all’altro. Le condizioni politiche iniziali, presenti anche nelle precedenti depressioni economiche sono: aumento dei deficit statali e dei debiti, aumento delle spese dello Stato, aumento delle imposte e aumento dei tassi. Conformemente a questo modello ciclico, gli Stati si trovano ora a un livello in cui i loro programmi di spesa e i debiti nazionali sono in fase di crescita, e le imposte e i tassi sono già in incremento o lo saranno presto. Di conseguenza, ci troviamo nella fase in cui le ­recessioni diventano più numerose ed eventualmente si manifestano con un modello trifasico di tipo «a ondate». Qualunque movimento di flessione è allora più violento e dura molto più di quanto ci si possa attendere. Secondo le nostre previsioni, questo tipo di modello resterà in vigore per i prossimi 5 a 10 anni.


Possibilità sui mercati finanziari Il fatto che l’economia si trovi nella «fase discendente» del ciclo corrispettivo non significa che non esistano possibilità di investimenti: ce ne sono comunque! Ma nella situazione attuale è importante far prevalere un’attenzione maggiore verso le proprie finanze e seguire un piano finanziario ben studiato, capace di considerare ogni possibile crisi personale generatrice di costi. Occorre per esempio chiedersi: in che modo un’ulteriore recessione economica, oppure uno o più crolli del mercato, potrebbero toccarmi? Il mio lavoro è sicuro? Dispongo di risparmi sufficienti? I miei investimenti attuali sono sicuri o se non lo sono, cosa posso fare per proteggerli da qualsiasi eventualità? La mia casa è garantita anche in caso di diminuzione del mio reddito? Sulla base della storia dell’economia fino alla data odierna, possiamo supporre che anche nel caso dell’attuale recessione, iniziata nel 2007/2008, ci saranno verosimilmente tre fasi, di cui solo la prima è superata. Ora, al termine dell’estate 2009, appare chiaro che è in atto una ripresa. Ma quanto a lungo potrà durare? Quando anche questa ripresa sarà passata, i nuovi cali dei mercati, che segneranno la fine della seconda fase, saranno sotto tutti gli aspetti altrettanto scioccanti di quelli della prima fase. Nella maggior parte delle recessioni che si manifestano


durante la «fase discendente», la prima ripresa dura dai sei mesi ai due anni. Cioè: l’attuale ripresa dei mercati vedrà la sua fine tra il settembre 2009 e marzo 2011. Sulla base di altri fattori che svolgono un ruolo nell’ambito della nostra analisi, possiamo circoscrivere la durata della ripresa tra novembre 2009 e agosto 2010. È infatti questo il periodo nel quale prevediamo che si toccherà il picco dell’attuale ripresa, seguito poi da un’ulteriore flessione 

A lunga scadenza l’oro continua ad essere interessante

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nostri studi dimostrano che uno dei motivi della prossima flessione sarà l’aumento nella politica di spesa applicata alle misure statali, la quale porterà a un maggior indebitamento dello Stato, soprattutto negli USA, e quindi a una situazione inflazionistica! Per questo, a lunga scadenza, l’oro resta un investimento interessante, benché sia valutato anche sulla base della valuta americana, il dollaro. Le nostre analisi del ciclo economico fanno ritenere che nel 2010 il dollaro potrà registrare incrementi anche prolungati rispetto alla maggior parte delle altre valute. Il prezzo dell’oro potrebbe dunque calare nel corso del 2010, allorché il dollaro toccherà il suo picco e nel contempo il ciclo quadriennale dell’euro e del franco svizzero raggiungerà il suo minimo. Quando questi cicli avranno raggiunto il culmine, ci sarà una nuova corsa contro il dollaro, a


 Il fatto che l’economia si trovi nella «fase discen­ dente» del ciclo corrispet­tivo non significa che non esistano possibilità di ­investimenti: ce ne sono comunque!  Raymond A. Merriman

vantaggio delle altre valute e dei metalli preziosi, con la conseguenza di un ulteriore periodo da uno a tre anni di mercato rialzista. Cosa potrebbe generare l’aumento del dollaro USA? Sono le preoccupazioni per l’incremento del programma di spesa e i debiti degli USA, nonché per la necessità di procurarsi maggiori mezzi finanziari mediante l’emissione di treasuries e mediante le imposte. La Federal Reserve Board (FED) americana, fissando il tasso di sconto a 0 – 0,25%, ha stabilito un valore indicativo che non potrà più ribassare. I tassi dovranno aumentare in qualche modo – secondo i nostri studi prevedibilmente nell’ultimo trimestre 2009 o nella prima metà del 2010. Nel contempo si rafforzerà l’idea che la ripresa economica sia effettivamente in atto e che il ­peggio sia ormai passato. Tuttavia appena dato l’annuncio in pubblico, quando i tassi saranno aumentati, la ripresa dovrebbe subire una battuta d’arresto, gettando nuovamente nel baratro i mercati azionari. La seconda fase discendente di questa recessione pluriennale si mostrerà allora in tutta la sua ampiezza e, per reazione, la FED e altre banche centrali si vedranno probabilmente costrette a ritoccare al ribasso i tassi, provocando un calo del dollaro e quindi un aumento dei metalli preziosi. Allora l’inflazione mostrerà il suo vero volto cattivo. Questo è ciò che ci attendiamo per il 2010.


Secondo la nostra opinione l’anno 2010 sarà un altro anno molto critico per l’economia mondiale. Se la politica del governo non percorrerà strade nettamente nuove nell’ambito delle spese, dei debiti e delle imposte, ci si deve attendere la fine dell’attuale ripresa economica. Sarà quindi il turno della seconda flessione nella successione delle recessioni a ondate. Queste recessioni potranno risolversi solo nel periodo che si estende dal 2014 al 2020.


 Ma i tempi cambiano. E lo fanno anche più velocemente se noi restiamo aperti verso le cose nuove! Inizierà così un tempo idoneo per i pionieri, gli inventori e i ricercatori! Un tempo in cui varrà la pena avviarsi su strade completamente nuove, costruendo cose nuove con idealismo e passione. Un tempo per nuove idee e per una nuova generazione. Un tempo in cui il mondo apparterrà a chi ha coraggio.  Monica Kissling alias Madame Étoile


Disclaimer Helsana Assicurazioni SA non può fornire nessuna garanzia sul fatto che le affermazioni di questo libro si avverino in effetti. Le decisioni a livello di investimenti e operazioni in borsa, così come nella vita privata e professionale, sono di esclusiva responsabilità dei ­lettori e delle lettrici e né gli autori né Helsana Assicurazioni SA rispondono di tali decisioni personali o possono essere ritenuti responsabili di esse. Lo scopo del presente libro è quello di informare ai lettori e le lettrici sui collegamenti tra fattori astrologici, così come si presentano in cielo, e le attività umane. Il contenuto di questo libro si basa sulle conoscenze note fino al mese di settembre 2009.



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