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oro colato

06 giugno 2011

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PUBBLICAZIONE PERIODICA AD USO INTERNO DEL PROGETTO PICCOLI FRANTOI TOSCANI Iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel quadro del programma AR.CO.

ADERISCONO AL PROGETTO: Frantoio Batani Monticello Amiata (Cinigiano) Frantoio Bianchi e Lusini Montemerano (Manciano) Frantoio Ciacci Montelaterone (Arcidosso) Frantoio di Sovana Sovana (Sorano) Frantoio G. di Malavalle - Badiola (Castiglione d. Pescaia)

Frantoio Il Barrocchio Petricci (Semproniano) Frantoio Il Verrocchio Casette Rossi (Roccastrada) Frantoio La Pieve Arcille (Campagnatico) Frantoio L’Oliviera Roccalbegna Frantoio Mastacchi Maria Arcille (Campagnatico)

Frantoio Rocchi Batignano (Grosseto) Frantoio San Luigi Basse di Caldana (Gavorrano) Frantoio Turacchi Sassofortino (Roccastrada) Frantoio Terre di Capalbio Borgo Carige (Capalbio) Frantoio Trapassi Pari (Civitella Paganico) L’iniziativa e’ aperta ad altre adesioni

Nuovi prodotti e servizi della rete dei frantoi di Fernando Lugli Gli incontri che si sono svolti nella seconda meta’ di maggio hanno prodotto, come risultato, un rafforzamento della coesione del gruppo. In quelle occasioni infatti ci si e’ potuti misurare con la qualita’ del lavoro di ciascuno e sono aumentati i motivi di apprezzamento di ogni frantoiano verso gli altri. Da questa esperienza e’ maturata l’idea di sviluppare una prima serie di prodotti ‘comuni’, progettati attingendo al meglio delle articolate competenze espresse dal gruppo e pensati per nuovi mercati. Assieme ai nuovi prodotti, si stanno organizzando tour di degustazione in cui i partecipanti potranno conoscere alcune aziende de gruppo, partecipare a momenti formativi per diventare ‘esperti’ riguardo all’olio e visitare la Maremma, con le sue bellezze, potendo contare su guide esperte.E’ prevista una formula ‘giornaliera’ e una che si svolge nel week end, con uno o due pernottamenti. A settembre, in prossimita’ dell’inizio della nuova campagna olearia, si organizzeranno i primi eventi. E, sempre a settembre, il gruppo partecipera’ a Maremma Food Shire; un’iniziativa della Camera di Commercio per la promozione del territorio e delle sue eccellenze.

Con la fine di Giugno si conclude il progetto ARCO, iniziativa di finanziamento pubblico finalizzata alla promozione dello sviluppo locale. Da luglio, quindi, la rete dei frantoi artigianali di Maremma proseguira’ nel cammino intrapreso contando solamente su proprie risorse e strategie di sviluppo auto-promosse. E’ questo il momento per mettere in evidenza le capacita’ imprenditoriali di ciascuno e ‘portare a casa’ i primi risultati del lavoro svolto fin qui. Gli ingredienti per la crescita ci sono tutti: un’antica e profonda competenza per produrre l’olio, un territorio generoso e accudito con cura, un clima favorevole, una passione diffusa per svolgere il proprio lavoro. A questi ingredienti ‘locali’ il progetto ha aggiunto alcuni fattori ‘esogeni’ come il design, i servizi di logistica, i nuovi canali commerciali e la cooperazione interregionale; aspetti che sono indispensabili per lo sviluppo locale e la valorizzazione del territorio. Ci sono quindi molti elementi per essere ottimisti.

continua il lavoro di progettazione: 18 - 25 maggio In due incontri, a distanza di una settimana lʼuno dallʼaltro, sono stati fatti gli assaggi dei prodotti delle varie aziende partecipanti al progetto. Obiettivo di questi incontri non eʼ stato quello di costruire graduatorie o gerarchie tra i frantoi quanto piuttosto quello di condividere le caratteristiche dei prodotti per identificare le potenzialitaʼ del gruppo e la gamma realizzabile. Alla degustazione hanno partecipato quasi tutte le aziende del gruppo e, fortunati ospiti, i rappresentati di Confartigianato e di Italia Lavoro.

I prodotti dellʼultima annata non sono particolarmente intensi. Le schede di valutazione hanno oscillato fra prodotti dolci e fruttati medi. Alla conclusione delle due sessioni, ci si eʼ trovati dʼaccordo di avviare, attraverso il gruppo, una prima serie di prodotti con marchio comune si eʼ deciso di avviare la produzione e commercializzazione di olio con marchio comune, individuando per ora tra ʻblendʼ: un olio fruttato medio, un olio dolce e un olio dolce prodotto con macine a pietra. Questi prodotti

serviranno per lanciare lʼimmagine del gruppo e avranno la funzione da ʻapripistaʼ verso nuovi mercati. Ovviamente, nel rispetto delle idee originarie, la rete serviraʼ anche per promuovere i prodotti dei singoli frantoi in quanto si eʼ sempre ritenuto che uno dei punti di forza del gruppo sia la valorizzazione della tipicitaʼ di ciascuno e della grande varietaʼ di sfumature che il territorio maremmano conferisce ai suoi prodotti.

Nelle foto, alcuni momenti della degustazione: sopra, la prima serie di prodotti pronti per essere assaggiati; al centro,la registrazione di una delle schede di valutazione e, a destra, l’etichettatura delle bottiglie, curata da Emiliano Calchetti, di Confartigianato, eletto per l’occasione supervisore della prova.

Coordinamento del progetto: Fernando Lugli flugli@italialavoro.it

- Ivan Malevolti - Imalevolti@italialavoro.it - Emiliano Calchetti - emiliano.calchetti@artigianigr.it - Maurizio Pellegrini - m.pellegrini@cna-gr.it


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storie di

frantoi

In alto a destra, un particolare degli impianti del frantoio. Al centro, alcuni prodotti e, in basso, una veduta panoramica di Capalbio

PUBBLICAZIONE PERIODICA AD USO INTERNO DEL PROGETTO PICCOLI FRANTOI TOSCANI

Iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel quadro del programma AR.CO.

FRANTOIO TERRE DI CAPALBIO La mia attività lavorativa è iniziata, dopo essermi laureato in scienze agrarie, nel 1982 alle dipendenze di una multinazionale americana attiva nel settore delle sementi ibride. La società era appena arrivata in Italia per volontà della proprietà, la Sandoz di Basilea. Si doveva quindi costruire tutto: rete commerciale, catalogo, strategie di penetrazione del mercato e così via. Io facevo parte del piccolo gruppo iniziale: tutti neo assunti, a partire dall’amministratore delegato fino all’ultimo degli operai. Iniziammo subito a lavorare sodo, ci occupavamo di tutto, dalla riproduzione in campo del seme di mais, alla selezione e confezionamento e soprattutto alla vendita. Il lavoro non mancava, la volontà nemmeno e così, nel volgere di qualche anno, riuscimmo a portare la nuova, piccola azienda ai vertici del mercato. Abbiamo passato anni di grande soddisfazione nel vedere che si raggiungevano risultati agronomici e commerciali importanti, fino a quando si iniziarono ad avvertire i primi segnali della globalizzazione. Ci furono le prime fusioni nel nostro settore e anche la nostra casamadre iniziò ad inglobare altre aziende minori. Il numero dei concorrenti sul mercato iniziò a diminuire, anno dopo anno e le società che rimanevano erano sempre più forti e agguerrite. Arrivò anche il nostro turno; Sandoz e Ciba decisero di unirsi e creare un nuovo soggetto: la Novartis. Lo staff fu integrato ma si manifestarono subito delle difficolta’ perche’ c’erano due persone per ogni mansione. Il lavoro quotidiano si trasformò in lotta per la sopravvivenza; fu lì che decisi di “cambiare aria”. A Capalbio esisteva, da sempre, un frantoio ma in quegli anni stava affrontando alcuni problemi di evoluzione. L’antica proprietà, una cooperativa di assegnatari ex Entemaremma, cadde nel vortice della crisi che ha interessato i Consorzi Agrari e tutte le forme di associazionismo agricolo; cosi’, alla fine degli anni ’90, concluse la sua attività alienando i propri beni, compreso lo storico frantoio che fu acquistato da uno scienziato italo-americano. Lo scopo del suo investimento era quello di ottenere acqua di vegetazione da olive denocciolate, per produrre un integratore alimentare ad alto contenuto di polifenoli. ’esperimento durò solo pochi anni perche’ nel 2002 decise di chiudere l’attività. La comunità capalbiese si trovo’ dunque privata di una risorsa strategica per l’economia agricola del paese e questa cosa non si poteva nemmeno immaginare! E’ proprio in quegli anni che io stavo cercando ‘aria nuova’ e quindi un po’ per caso e più per volontà mi incontrai con l’amico scienziato e dopo lunghe giornate

di Massimo e Michele Nannini

passate insieme decidemmo di fare una joint venture temporanea per riaprire il frantoio gia’ dall’anno 2003. Nel 2004 nacque il Frantoio Terre di Capalbio S.r.l., una società formata tra me e lui. Anche qui c’era tutto da fare: sistemare l’impianto, definire le strategie e i prodotti, individuare il mercato. Per me significava una nuova primavera, avevo infatti la stessa passione di quando avevo avviato il mio primo lavoro. Fortunatamente avevo buona conoscenza dei frantoi perche’, per una passione che ho sempre coltivato, negli anni, durante la stagione di molitura, avevo sempre frequentato frantoi di amici. L’olio, per me e la mia famiglia, è sempre stato una cosa importante tanto da indurmi a fare corsi di assaggio e farci studi, per pura passione. Nel 2005 Michele, mio figlio, ha conseguito il diploma di Perito Agrario e ha deciso di entrare nel mondo del lavoro. Indovinate quale lavoro è andato a fare? Come è naturale che sia, è stato assunto, come operaio, dal Frantoio Terre di Capalbio. Nel 2006 lo scienziato ha deciso di uscire dalla società cedendo le sue quote a mio figlio che, a vent’anni, e’ diventato imprenditore assieme a me. Oggi l’azienda ha in catalogo sei tipi di olio extravergine tra cui due oli denocciolati (l’acqua di queste lavorazioni noi la buttiamo). Le olive utilizzate per la produzione degli oli provengono in buona parte dai nostri oliveti o comunque da oliveti del territorio che sono sotto il nostro controllo agronomico; gli olivicoltori seguono un disciplinare di coltivazione che noi consigliamo e che riguarda i modi di concimazioni e la difesa fitosanitaria, fino ad arrivare all’epoca di raccolta. L’impianto è a ciclo continuo. Si inizia con un deramifogliatore per la pulizia delle olive, che e’ particolarmente efficace perche’ escono pulite anche le olive piu’ cariche di foglie e rametti. Segue poi il lavaggio e la frangitura a dischi della ditta Alfa Laval. La pasta di oliva cosi’ ottenuta viene raccolta in una delle quattro gramole disponibili e poi avviata al decanter, che e’ dotato di variatore di giri. L’ultima fase, la separazione, avviene in un separatore Alfa Laval, per l’olio, mentre l’acqua viene passata da un separatore Pieralisi. L’olio ottenuto è già suddiviso per tipo e quindi stoccato in cisterne di acciaio dislocate in un magazzino climatizzato specifico per l’olio.In azienda c’e’anche un piccolo spaccio aziendale dove i turisti, che visitano Capalbio, possono trovare non solo olio, ma anche vini e molti prodotti locali.

La rete dei Frantoi Artigianali partecipera’ alla prima edizione di La Camera di Commercio di Grosseto, in collaborazione con la Provincia, organizza un'iniziativa di valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici e di qualità della provincia di Grosseto. La prima edizione di Maremma Food Shire si svolgerà al centro fieristico del Madonnino a Braccagni dal 24, al 26 settembre. Durante la manifestazione è prevista la presenza di giornalisti specializzati, incontri e degustazioni guidate con buyer e operatori di settore italiani ed esteri, laboratori, nonché iniziative collaterali realizzate in collaborazione con le attività di ristorazione locali.. A guidare la nuova sfida del presidente della Cciaa Giovanni Lamioni sarà il

giornalista Paolo Massobrio che si occupa da venti anni, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Maremma Food Shire sara’ la prima uscita pubblica della rete di frantoi: un importante banco di prova per le caratteristiche dei prodotti e l’efficacia delle strategie commerciali che si prevede di impiegare.

Maremma Food Shire

Area Fieristica del Madonnino – Braccagni 24 - 26 settembre 2011

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settimo numero del periodico ad uso interno dei frantoi aderenti al progetto arco

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