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15 marzo 2011

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oro colato PUBBLICAZIONE PERIODICA AD USO INTERNO DEL PROGETTO PICCOLI FRANTOI TOSCANI Iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel quadro del programma AR.CO.

SALGONO A 15 LE ADESIONI AL PROGETTO Frantoio Batani Monticello Amiata (Cinigiano) Frantoio Bianchi e Lusini Montemerano (Manciano) Frantoio Ciacci Montelaterone (Arcidosso) Frantoio di Sovana Sovana (Sorano) Frantoio G. di Malavalle - Badiola (Castiglione d. Pescaia)

Frantoio Il Barrocchio Petricci (Semproniano) Frantoio Il Verrocchio Casette Rossi (Roccastrada) Frantoio La Pieve Arcille (Campagnatico) Frantoio L’Oliviera Roccalbegna Frantoio Mastacchi Maria Arcille (Campagnatico)

Frantoio Rocchi Batignano (Grosseto) Frantoio San Luigi Basse di Caldana (Gavorrano) Frantoio Turacchi Sassofortino (Roccastrada) Frantoio Terre di Capalbio Borgo Carige (Capalbio) Frantoio Trapassi Pari (Civitella Paganico) L’iniziativa e’ aperta ad altre adesioni

Lovely Package!

150°

by ARCHIVIOPERSONALE Quando si parla di packaging di prodotto si parla di comunicazione. Se l’advertising che si occupa di diffondere una strategia di comunicazione costituisce una tentazione, il packaging ! la concretizza.

Spazio alle idee di Fernando Lugli Questo secondo numero e’ prevalentemente dedicato al packging, visto nella sua funzione principale di strumento capace di comunicare la qualita’ del prodotto e aiutare il cliente a individuarla. L’articolo di apertura e’ stato scritto da una coppia di giovani designers che, sotto la sigla ‘ARCHIVIOPERSONALE’ si occupano di comunicazione, grafica e produzione di eventi. Le ringraziamo per aver contribuito, con il loro lavoro, a sviluppare una riflessione sull’importanza del packaging per la promozione dell’olio di qualita’, contribuendo con idee, esempi e proposte. Inizia oggi la pubblicazione delle storie delle aziende che aderiscono all’iniziativa. Si tratta di storie semplici, appena tratteggiate, visto l’esiguo spazio a disposizione, ma rappresentative di un mondo produttivo che ha una precisa consapevolezza di se’ e del proprio, importante ruolo. Sono storie che si intrecciano con quelle del territorio dove sono insediati i frantoi; storie che a volte si confondono con la vita della comunita’ locale, perche’ i frantoi sono sempre stati delle ‘piazze coperte’, luoghi in cui affluivano gli olivicoltori e li‘ sostavano per qualche tempo, in attesa della frangitura. Luoghi d’incontro quindi, non soltanto luoghi di lavoro. Cosi’ l’attivita’ del frantoiano ha assunto tratti di rilevanza sociale, nella vita delle piccole comunita’ locali. La prima storia e’ del Frantoio San Luigi, attivo nelle ‘Basse di Caldana’ e, da qualche tempo, anche frequentata meta del turismo gastronomico.

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La funzione del packaging di prodotto oggi non è solo quella di proteggere e contenere il prodotto stesso, ma anche di presentarlo valorizzandone correttamente il contenuto, mettendone in evidenza i tratti distintivi e i valori del marchio. La confezione è una parte importantissima per il prodotto, in quanto può renderlo più facile da usare, più facile da identificare, più bello. Un buon progetto di Packaging è in grado di influenzare gli atteggiamenti dei clienti e quindi le loro decisioni di acquisto, e risulta essere un’ importante componente nelle strategie di marketing. Una bottiglia dalla forma inusuale, un nuovo tappo, una scatola migliore, un contenitore riutilizzabile, possono conferire a un prodotto un vantaggio competitivo. Un’immagine coordinata appropriata può aiutare un prodotto ad essere più riconoscibile sul mercato e più innovativo, può migliorare l’immagine che il consumatore ha di quel prodotto.

Ogni prodotto che viene confezionato dovrebbe trasmettere e ricostruire l’identità del produttore. La comunicazione può prendere spunto dal legame con le tradizioni e con il territorio da cui proviene un prodotto, o essere guidata dall’esigenza di rendere più chiara la sua funzione aggiungendo un’estetica curata nel dettaglio, scegliendo un contenitore che radicalmente rinnovi il messaggio che il prodotto vuol comunicare. Il packaging trasmette all’oggetto un valore intrinseco, che può essere recuperato e riutilizzato anche una volta esaurita la sua funzione primaria. La ricercatezza con cui vengono progettati, la cura che i produttori impiegano nell’utilizzo di materiali, indicano che una scatola è molto più di una scatola. L’aspetto del riuso ha generato in questi ultimi anni una serie di proposte che garantiscono la durabilità del prodotto, una volta terminata la sua funzione. Tessuti, carte, colori e grafica di qualità devono creare la perfetta cornice per il prodotto e dargli un significato al di là del fattore economico.

Specialmente quando si tratta di packaging per prodotti alimentari e’ più che mai attuale l’esigenza di trasmettere al consumatore un messaggio rassicurante, che leghi l’acquirente alla storia della filiera, assicurando un rapporto di fidelizzazione.

È meno rischioso tentare di innovare, piuttosto che restare fermi. D'altra parte, l'innovazione non richiede necessariamente grossi investimenti, a volte basta un piccolo intervento, basta guardare il prodotto in modo nuovo per scoprire che con qualche buona idea che rispetti lo spirito del tempo si possono trovare soluzioni interessanti.

In questi giorni si festeggia il 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia e la settimana a sostegno della lotta contro i tumori. In entrambe queste ricorrenze l’olio d’oliva assume un ruolo importante, sia per le sue capacita’ terapeutiche, universalmente riconosciute, sia per la sua diffusione sul territorio nazionale che ha portato, dappertutto, una medesima e salutare cultura.

! Coordinamento del progetto: Fernando Lugli flugli@italialavoro.it

- Ivan Malevolti - Imalevolti@italialavoro.it - Emiliano Calchetti - emiliano.calchetti@artigianigr.it - Maurizio Pellegrini - m.pellegrini@cna-gr.it


oro colato

15 marzo 2011

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storie di

frantoi

FRANTOIO

SAN LUIGI

PUBBLICAZIONE PERIODICA AD USO INTERNO DEL PROGETTO PICCOLI FRANTOI TOSCANI

Iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel quadro del programma AR.CO.

Paolo Sabatini, a volte, si definisce un frantoiano dell’ultima ora, perche’ ha iniziato l’attivita’ ‘da grande’, dopo aver svolto altri ruoli all’interno di grandi aziende, di rilievo nazionale. Ma la passione per l’attivita’ olearia tradisce un’origine che si rifa’ alla sua infanzia. Cosi’ racconta:’ Ho scoperto, dopo tanto tempo, che negli anni ’50 avevo preso una malattia che potremmo chiamare ‘mal di frantoio’. Non so se esista davvero ma a quei tempi io frequentavo le scuole elementari e, per andare e tornare, passavo quattro volte al giorno davanti ad un vecchio frantoio del paese di Ravi. All’epoca ce ne erano tre o quattro e io spesso mi fermavo a guardare quelle potenti macine di pietra che da novembre a febbraio giravano ininterrottamente, giorno e notte. Su di me, quelle gigantesche macchine esercitavano un fascino straordinario che mi e’ rimasto impresso per sempre. Cosi’, nel 1992, quando le miniere di pirite delle colline metallifere dove io lavoravo hanno cessato definitivamente l’attivita’, ho scelto di ‘cambiare tutto’ e mi sono tuffato in un’avventura che mi appassionava: avviare un nuovo frantoio. Col tempo ho visto che il ‘mal di frantoio’ e’ contagioso, perche’ anche mia moglie Ida e mio figlio Luigi hanno manifestato la mia stessa passione. E’ una malattia ‘per modo di dire’ ma ti lascia addosso una esigenza di migliorare sempre, di raggiungere livelli alti di qualita’ del prodotto e non ti da tregua: ti fa operare sempre, senza sosta, esattamente come le mole che non smettono mai di girare. E cosi‘ e‘ stato per il frantoio San Luigi che negli anni e‘ cresciuto, passando attraverso le clessiche fasi della frangitura con ruote e presse, per trasformarsi poi in un grosso impianto ‘in continuo’, capace di macinare quasi quaranta quintali di olive ogni ora.’

Quello che colpisce, visitando il frantoio, e‘ l’accoglienza sincera che ognuno di riserva. E‘ una nota caratteristica che si traduce anche nell’architettura dei locali. C’e‘ un soppalco, nel quale sostano gli agricoltori per ‘tenere d’occhio‘ le proprie olive durante la macinazione. Ma c’e‘ anche una cucina dove e’ sempre pronto qualcosa da mangiare per ‘far passare il tempo‘ e riposare un po’, tra un viaggio e l’altro. Si intuisce, visitando il frantoio, il ruolo sociale ed economico che queste strutture avevano nell’economia rurale. Erano un punto di ritrovo abituale: una sorta di seconda ‘piazza del paese’ dove ci si incontrava e si stava per ore a discutere di questo e di quello, con l’occhio sempre attento al lavoro, mentre le ruote giravano. Il frantoio San Luigi sorge nel comune di Gavorrano, antica zona di estrazioni metallifere, oggi trasformata in area ad elevata vocazione turistica. Attorno ci sono incantevoli paesi medievali: Caldana, Ravi, Gavorrano e la piu’ nota Massa Marittima. Numerose sono anche le tracce degli antichi insediamenti etruschi e poi romani, come la citta’ stato di Vetulonia. La presenza turistica ha permesso al frantoio di sviluppare un business B2C, orientato alla vendita diretta ai clienti finali. Spesso, nella stagione estiva, si organizzano visite all’azienda che consentono di conoscere persone nuove. Chi, in quelle occasioni, acquista un po’ d’olio, spesso diventa un cliente affezionato ed ogni anno dall’azienda partono furgoni verso il Nord per la consegna a domicilio delle lattine. Oggi non si va piu’ in miniera ma la fatica certo non manca. E’ sempre per quella storia del ‘mal di frantoio’, che ti spinge a girare, come le macine e puntare sempre piu’ avanti.

ARCO

programma per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione

Le principali piazze italiane ospitano fino al 21 marzo lʼappuntamento piuʼ importante della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Protagonisti lʼolio extravergine di oliva e la dieta mediterranea, la migliore secondo lʼUNESCO.

www.lilt.it

Il Programma ARCO si svolge contemporaneamente in diverse regioni d’Italia e ha l’obiettivo di sostenere l’occupazione attraverso progetti innovativi per lo sviluppo del territorio. In provincia di Grosseto si sta promuovendo un’iniziativa che riguarda aggregazioni e reti di imprese. Le Associazioni di Categoria coinvolte sono: CONFARTIGIANATO e CNA. Il programma concentra la propria azione in quei settori che hanno costruito il proprio vantaggio competitivo sugli elementi maggiormente distintivi del territorio (prodotti tipici, paesaggio, tradizioni etc.) e in particolare le produzioni agroalimentari tradizionali e tipiche. Il progetto intende consolidare le iniziative attraverso la creazione di ‘laboratori’ presso le Organizzazioni di Categoria in cui progettare e testare modelli di funzionamento di servizi per le Imprese e le Reti, allo scopo di

contribuire a realizzare “innovazioni di successo”. Tali innovazioni potranno consistere nell’individuazione di prodotti/servizi nuovi ed originali e/o, più semplicemente, in una ricombinazione degli attributi e dei mix attualmente proposti sul mercato. La linea di intervento prevede, in tutta Italia, l’attivazione di almeno 1.000 interventi di consulenza specialistica o di assistenza tecnica alle imprese. Per le filiere e le reti d’imprese si intende predisporre ed implementare servizi a favore della visibilita’ dei prodotti. Ad esempio, “marchi” identificativi che contribuiranno alla creazione di una cultura di appartenenza a un sistema e di condivisione di regole comuni, attraverso la creazione di una nuova coscienza partecipativa ai processi e alle organizzazioni.


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