Issuu on Google+

Anno III N°VI Dicembre 2010/Marzo 2011 Aut. Tribunale di Pisa N° 16/08

euro 6,00

magazine

rassegna dell’economia del mare e del territorio


EDI TO RIA LE

CI SIAMO LASCIATI ALLE SPALLE IL SALONE DI GENOVA CONSTATANDO, E NON SIAMO STATI I SOLI, CHE IL MONDO DELLA NAUTICA NEL SUO INSIEME NON HA PER ORA RICEVUTO QUELLA FORTE SPINTA ALLA RIPRESA CHE CI VOLEVA. NEL COMPLESSO IL SALONE SI È RIVELATO UN EVENTO SOTTOTONO, PENALIZZATO DA DUBBI E PREOCCUPAZIONI E NEGLI STAND ERA PALPABILE UN SENTIMENTO QUASI DI RASSEGNAZIONE, NELL'ATTESA CHE TORNI A SOFFIARE IL BUON VENTO. Al Salone eravamo presenti con “Cosmonautica Magazine”, nella rinnovata veste editoriale e grafica che già conoscete dal numero precedente e con uno stand allestito dalla Navicelli spa insieme al Comune, alla Provincia, alla Camera di Commercio e alla “Boccadarno Porto di Pisa spa”. Uno stand che ha sottolineato un'esemplare sinergia fra iniziativa privata e enti pubblici, subito apparso fra i più interessanti del settore, anche per i risultati che ha messo in mostra. Insomma, l'offerta complessiva del comparto nautico pisano, riassunta con lo slogan: “Pisa una terra aperta sul mare”, ha avuto successo e ascolti significativi. Da parte nostra essere ancora una volta presenti in quella ribalta internazionale è stata una manifestazione di ottimismo, un avviso ai naviganti ben scandito, lanciato per affermare che se hai buone carte in mano non è detto che il futuro sia così incerto come sembra. E noi quelle carte pensiamo di averle e vogliamo giocarle tutte. Infatti è proprio a Genova che si sono materializzate interessanti prospettive di sviluppo a conferma della fondatezza di alcune scelte, come il porto turistico di Boccadarno e la nuova zona cantieristica sulla riva est del

canale dei Navicelli, inaugurata alla fine di ottobre insieme alla darsena “Panchetti”. Dello stato dell'arte di entrambe ne parliamo in questo numero e rimandiamo i nostri lettori agli articoli che le illustrano. Qui ci preme invece dar conto del forte e concreto interessamento che la nautica pisana ha suscitato in non pochi soggetti interessati a partecipare alle nostre proposte. Anche dall'estero sono in tanti a guardare all'Italia e in particolare alla Toscana, di cui Boccadarno, con la infrastruttura portuale che sta nascendo e le grandi attrattive ambientali e monumentali che la circondano, è la porta d'ingresso più prestigiosa. Molti sono venuti, hanno visto e valutato quello che c'è e quello che presto ci sarà e hanno ritenuto che Pisa, con il suo mondo di barche e di cantieri può fare al caso loro. Abbiamo dunque riscontrato un interesse che potrà essere positivo per l'intero comparto nautico. E se son rose fioriranno. Certo, in questa attenzione verso Pisa e la Toscana da parte chi ritiene che prima o poi la nautica riprenderà il suo processo di crescita, hanno pesato e non poco l'immagine ormai consolidata in tutto il mondo e le peculiarità d'eccellenza che pure ci sono. Ma si deve anche dire che chi cerca infrastrutture di livello per il diportismo, aree cantieristiche attrezzate e una posizione strategica e facilmente raggiungibile qui le trova. E di ottimo livello. Per chi ha creduto fin dal primo momento nelle grandi opportunità di questa terra aperta sul mare è la conferma di una iniziativa imprenditoriale che ha avuto da parte degli enti locali competenti la dovuta accoglienza, facendo sì che i progetti si trasformassero in in cantieri. Per il territorio è un'opportunità di sviluppo in più. Un tram di quelli che non passano tutti i giorni. Anzi. Per questo vanno colti al volo. Buon mare a tutti

L’Editore Stefano Bottai

1


RIVISTA DELLA BOCCADARNO PORTO DI PISA SPA

magazine

Rassegna dell’economia del mare e del territorio ANNO III N° VI – Dicembre 2010/Marzo 2011 Aut. Tribunale di Pisa N° 16/08 info@cosmonauticamagazine.it DIRETTORE RESPONSABILE: Giuseppe Meucci EDITORE: Boccadarno Porto di Pisa Spa Via della Foce SNC 56128 Marina di Pisa (Pi) PRESIDENTE: Stefano Bottai DIRETTORE EDITORIALE: Alessio Giovarruscio DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITÀ: Duck Tales c/o Edizioni ETS Piazza Carrara 16/19 56126 Pisa redazione@cosmonauticamagazine.it PUBBLICITÀ AREA LOMBARDIA: Andrea Paulicelli c/o mamadesignlab srl Via F.lli Campi 2 20100 Milano andrea@mamadesignlab.com PROGETTO GRAFICO: mamadesignlab srl Via F.lli Campi 2 20100 Milano www.mamadesignlab.com HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Andrea Bruscoli Andrea Bartelloni Alessandro Canestrelli Renzo Castelli Fabrizio Cusin Anna Fabrizi Valentina Fontanella (Susanita) Renzo Moschini Simone Pistolesi Paolo Rastrelli Daniela Salvestroni Lucia Salvetti FOTO: Valentina Fontanella Riccardo Guidi Francesco Rastrelli PROMOZIONE E MARKETING: Francesca Tiezzi c/o Duck Tales Piazza Carrara 16-19 56126 Pisa commerciale@portodipisa.it STAMPA: Edizioni ETS Piazza Carrara 16/19 56126 Pisa www.edizioniets.com Chiuso in redazione Dicembre 2010 Finito di stampare Dicembre 2010

2


Sommario TRA LE APUANE E IL MARE: SEATEC

01 04 10 10

SVILUPPO NAVICELLI: INAUGURATA LA NUOVA DARSENA

16

REPORTAGE: GIAPPONE : NON SOLO SUSHI – VIAGGI DI SUSANITA

20

UOMINI E IMPRESE: RIVOLUZIONE A BORDO ARRIVA IL MAGGIORDOMO VIRTUALE

24

AMARCORD: PISORNO, QUANDO MUSSOLINI FECE NASCERE A TIRRENIA IL NUOVO CINEMA ITALIANO

28

REPORTAGE: NASCE IL PORTO IRACHENO DI AL FAW L’INVINCIBILE ARMATA DEL DINGHY

32 34

PORTO DI PISA: IN BARCA NEL PARCO A BOCCADARNO

40

STORIA E DINTORNI: IL SOGNO DI COSIMO

44

REPORTAGE: ABITARE NATURALE CON LE NUOVE RESIDENZE TURISTICHE ECOSOSTENIBILI VELA LATINA – UN TUFFO NELLA STORIA

48 50

SPORT E TURISMO: SAN ROSSORE: IPPODROMO DI RE E GRANDUCHI

54

ARTE E MOSTRE: IL DREAM TEAM DEL MEDITERRANEO MONET, RENOIR, CÉZANNE, VAN GOGH, MATISSE

56

SPA NAVICELLI: IL PROGETTO DELLA NAVICELLI SPA PER UN AMBIENTE PIÙ “GREEN

58

NAUTICA E AMBIENTE: BARCHE E AREE PROTETTE, CONDIZIONI PER UNA CONVIVENZA UTILE E POSSIBILE

60

A VELA: GARE NAZIONALI NEL MARE TOSCANO PENSANDO AL 2011

62 64

EDITORIALE ANTICIPAZIONI EYES ON

REGATE E SALONI: DICEMBRE 2010 E GENNAIO 2011 ABBONAMENTI Annuale per l’Italia (3 numeri) euro 18, per l’estero euro 36 Offerte di abbonamenti scontati sono pubblicate all’interno. info@cosmonauticamagazine.it

3


Ciclotte FOR LIFE RIDERS ONLY

Besenzoni BALCONY

4

AN TIC IPA ZIO NI

Balcone-finestra per yacht a partire dai 35 m, installabile a prua, all’altezza della cabina armatoriale, dove la curvatura della fiancata rende difficoltosa qualsiasi personalizzazione dell’imbarcazione; l’accessorio è esteticamente perfetto perché risulta invisibile sulla fiancata. Balcony è composto da due elementi, finestra e balcone, movimentabili anche indipendentemente, che l’armatore può gestire in piena autonomia, attraverso un comodo touch screen posizionato in cabina. La parte inferiore di Balcony, attraverso movimenti di traslazione e rotazione, si trasforma in un balcone attrezzato di candelieri in acciaio inox che, da un vano a scomparsa, si alzano automaticamente per mettere in sicurezza l’area. Si crea così un confortevole salottino, che consente all’armatore un affaccio sul mare direttamente dalla propria cabina. La finestra ed il balcone sono giunti allo yacht senza l’ausilio di cerniere, per la massima pulizia nel design. Fonte: www.besonzoni.it

Progettato dal giovane designer milanese Luca Schieppatti per Lamiflex Spa, azienda bergamasca leader nella produzione di laminati tecnici composti. Ciclotte oltre ad essere uno strumento di fitness, si pone anche come oggetto integrabile nei più svariati contesti del living come la casa, l'ufficio, l'outdoor, di grande impatto estetico. Ciclotte nasce infatti dall'esigenza di portare nella vita di tutti i giorni un design che sia espressione autentica del vivere contemporaneo, dove lavoro e relax abitano la medesima dimensione, e che ciò si armonizzi al meglio con utenti evoluti. Fonte: www.ciclotte.com


EASYMOORING L'ORMEGGIO FACILE

Helybase Concept LA PIATTAFORMA AUTOLIVELLANTE DI BESENZONI

Garmin GARMIN FF 400C

TERUZZI PRO Easy Mooring è un dispositivo studiato appositamente per agevolare l'ormeggio di imbarcazioni da diporto. Grazie al suo facile impiego puoi attraccare in due semplici mosse: Armare il gancio: basta premere il bottone presente sull'impugnatura e farla scorrere. Inserire il gancio aperto nel golfare del gavitello e chiuderlo facendo scattare il bottone di sicurezza sull'impugnatura. Ormeggio compiuto! Veloce, facile, e sicuro. Fonte: www.easymooring.it

Helybase Concept è la prima piattaforma AUTOLIVELLANTE che, grazie ad un sistema elettronico ed idraulico, è in grado di compensare l’inclinazione della nave in senso longitudinale e trasversale e mantenere dunque una perfetta orizzontalità. L’azienda bergamasca supera così il problema dell’oscillazione dello yacht ed ottiene un supporto perfettamente stabile che amplia la superficie a disposizione dell’armatore. Sfruttabile come area ricreativa, supera anche la prova del golf, rendendo possibile anche giocare comodamente a bordo del proprio yacht. Creata con una speciale combinazione di titanio e carbonio, sfrutta la leggerezza dei suoi componenti per ottenere un risparmio del 60% sul peso complessivo, evitando così problemi di stabilità alla nave durante la navigazione. Studiata per l’installazione a prua di yacht dai 24 ai 50 metri (ed oltre), si può collocare anche a poppa, al posto del tender o della moto d’acqua, o sul fly bridge al posto dell’idromassaggio. Tre i modelli a disposizione, per ottenere superfici da 8 a 60 mq, con una capacità che raggiunge i 55 KN (55.000 N). Fonte: www.besonzoni.it

Piccolo, compatto e con schermo da 4" a 4096 colori, l'unità ideale per completare la dotazione di bordo di una barca da pesca. La forma verticale dello schermo consente intelligentemente di visualizzare una colonna d'acqua maggiore, con una accuratissima definizione di ogni particolare grazie alla risoluzione QVGA da ben 240 x 320 pixel. Dotato della versatile interfaccia CANet (che consente la condivisione delle informazioni sonar con altri strumenti) e di allarmi sonori configurabili, nonchè della tecnologia Ultrascroll per visualizzare i pesci anche alle alte velocità di crociera, è disponibile in due versioni: con o senza sensore di temperatura acqua integrato nel trasduttore. Completamente stagno e con lo schermo perfettamente leggibile anche in pieno sole, può essere pertanto installato a pannello o mediante la staffa in dotazione, anche sovracoperta.  Fonte: www.garmin.it 5


Garmin GPSMAP 7000

Geonav AUTOPILOTA GSC 110

Paguro PAGURO 3000 COMPACT

La serie GPSMap 7000 è la nuova gamma di Chartplotter GPS ad alte prestazioni: con interfaccia utente touchscreen, la serie GPSMap 7000 impone un nuovo standard per velocità di elaborazione dei dati e performance disponibili su un display multifunzione per utilizzo nautico. Con la serie 7000 e la tecnologia Garmin G Motion™ i diportisti potranno godere di grafiche dalla straordinaria “morbidezza” nel ridisegno delle mappe e delle prospettive ” e zoom praticamente senza soluzione di continuità. Non solo, grazie al lussuoso design, la serie GPSMap 7000 completa nel modo più elegante qualsiasi moderna plancia strumenti. La serie GPSMap 7000 offre una connettività “plug-and-play” ancora più avanzata, per accedere con semplicità a tutti i sensori di bordo compatibili NMEA2000 e Garmin Marine Network, rendendo ancora più facile il controllo di una straordinaria quantità di attività di rete da ogni chartplotter Garmin a bordo: dall’autopilota ai dati in uscita dai motori, dalla radio VHF al radar, dal sonar digitale al monitoraggio del traffico AIS, sino alle telecamere di sicurezza e molto altro ancora. Il network Garmin mette tutto “a portata di dito”.  Tutti i chartplotter serie GPSmap 7000 utilizzano al meglio la cartografia BlueChart® g2 Vision® fornita di serie, consentendo di accedere a straordinarie funzioni come le viste prospettiche in 3D “Mariner’s Eye” e “Fish Eye”, la esclusiva funzione “Autoguidance” in grado di suggerire automaticamente la rotta migliore, le foto satellitari sovrapponibili alla cartografia e alla vista 3D, le foto aeree dei marina e dei punti di interesse nautico (POI). Fonte: www.garmin.it 6

Con il controllo e le eccezionali prestazioni del sistema autopilota di Geonav, non correrete mai il rischio di perdere la rotta. Perfetto sia per le imbarcazioni a motore sia per quelle a vela, questo strumento si basa sull’avanzata tecnologia Navicontrol, azienda da 25 anni leader nella progettazione di autopiloti e che oggi è entrata a far parte del gruppo Geonav. Nominatelo vostro ufficiale in seconda e non ve ne pentirete, in qualunque condizione di mare. Un autopilota dovrebbe essere in grado di facilitare il vostro arrivo a destinazione, non di complicarlo. Questa è la filosofia che sta alla base di ogni componente dell’autopilota Geonav®. L’unità di controllo elegante e facile da usare del GSC 110 è l’interfaccia del sistema autopilota. Ma dietro le quinte opera il computer di navigazione ad alta velocità Computer di navigazione SCP 110, per la massima stabilità della rotta, prestazioni di navigazione superiori e risparmio di carburante.  Dotata di una struttura resistente a tenuta stagna e di un display LCD a colori ad alta definizione, l’unità fornisce informazioni grafiche e numeriche sulla rotta, la direzione ed i movimenti del timone. Fornisce inoltre i dati sul vento apparente (se è installato il sensore del vento). Fonte: www.geonavmarine.com

Volpi Tecno Energia S.r.l . fondata nel 1933 opera da alcuni decenni esclusivamente nel settore dei generatori marini diesel silenziati per uso nautico. Il successo dei generatori prodotti è dovuto al fatto che non soltanto il motore ma anche l'alternatore sono raffreddati ad acqua, il che consente di evitare aperture di ventilazione nel guscio di insonorizzazione, evitando conseguentemente vie di uscita del rumore. Oltre alla maggiore silenziosità tale sistema presenta ingombri più ridotti con un minor peso ed un maggior rendimento. Un ulteriore vantaggio deriva dal fatto che viene evitata ulteriore emissione di calore nel vano tecnico, dove la temperatura è usualmente già elevata per la presenza dei motori di propulsione. Un ulteriore elemento di innovazione tecnica è stato l'adozione sul PAGURO 3000 COMPACT di un alternatore a magneti permanenti con una ulteriore riduzione di peso ed ingombro rispetto agli alternatori convenzionali. Fonte: www.volpitecno.com


Nuova Jolly PRINCE 25'

Nautilus NAUTILUS EOLICO

Imet WAVE MARINE

Il radiocomando IMET permette di eseguire da soli le manovre più delicate muovendovi in totale libertà. Potrete comandare i motori destro e sinistro, l’elica di prua, l’eventuale elica di poppa e l’ancora, da qualsiasi punto dell’imbarcazione vi troviate. L’alta affidabilità di questo radiocomando è garantita da una elettronica in grado di prevenire tutte le possibili situazioni di pericolo. La codifica dei segnali radio viene ripetuto 50 volte al secondo, per escludere la possibilità di interferenza con altre apparecchiature e garantire una immediata risposta dei comandi Fonte: www.imet.eu

Generatore Eolico per imbarcazioni a vela La turbina Nautilus Eolico è progettata per la produzione di energia elettrica a velocità del vento molto bassa grazie alla particolare forma delle pale. Il regolatore di carica integrato permette di monitorare costantemente il livello di carica della batteria. Il generatore è dotato di un sistema di protezione in caso di vento forte per evitare rotture accidentali. La manutenzione è molto bassa, con solo due parti in movimento. Il Nautilus Eolico è garantito per un periodo di 3 anni dalla data di acquisto. L'assistenza tecnica è interamente Italiana. Sono disponibili accessori dedicati e parti di ricambio. È ideale per ricaricare le batterie delle barche a vela. Può essere agevolemente montato sull'apposito Nautilus Tower kit. Fonte: www.nautiluseolico.com

La gamma si arricchisce di un nuovo modello, il Prince 25’, un gommone sviluppato sulla base di una carena di nuova concezione, già sperimentata con successo su altre misure e ulteriormente affinata per questo modello. Il Prince 25' punta a bissare lo straordinario successo ottenuto con il Prince 21’, presentato per la prima volta nel 2008, e il Prince 23’, lanciato lo scorso anno. Il Prince 25’ misura 7,60 x 3,10 m ft e si colloca in una delle fasce di mercato più apprezzate in Italia e in Europa. Conserva lo stile dei modelli più piccoli, ma offre anche alcune peculiarità che lo candidano a diventare il nuovo punto di riferimento nella categoria. Dispone, infatti, di due ampie aree prendisole, musone di prua integrato in controstampata (per assicurare la massima resistenza) caratterizzato da nuove forme e dotato di verricello elettrico, una consolle di dimensioni ancora più importanti e con la possibilità di allestire una locale toilette all’interno, living di poppa per accogliere tanti ospiti con il massimo confort. Il Prince 25’ è uno dei pochi battelli pneumatici della sua classe dimensionale a offrire un locale toilette/spogliatoio all’interno della consolle e sarà certamente apprezzato dagli amanti del camping nautico. Il Prince 25’ propone, infine, un pozzetto motore in grado di trasformarsi in una zona di servizio dove sostare piacevolmente per una doccia.La carena presenta, come di consueto, una ruota allungata e un dritto slanciato, entrambi molto affilati in modo che l'ingresso nell'onda sia il più possibile morbido; è costruita con tessuti biassiali, impregnati con resina isoftalica, per assicurare la massima robustezza e garantire la migliore tenuta nel tempo. Anche il Prince 25’ è rifinito con gelcoat neopentilico NI (un’esclusiva Nuova Jolly Marine), un procedimento che rende il battello straordinariamente lucente e fornisce la certezza di una elevata resistenza nel tempo. Molto completa, come tradizione di Nuova Jolly Marine, la dotazione di serie che pone il nuovo Prince 25’ al vertice della categoria. Fonte: www.nuovajollymarine.it 7


MONTBLANC SPECIAL EDITION Nel segno di Lennon Ha scritto la storia della musica cogliendo lo spirito di intere generazioni: questa edizione speciale vuole commemorare e rendere omaggio al genio di John Lennon. La clip è a forma di manico di chitarra e il pennino, realizzato a mano in oro 18k finitura rodio, reca il simbolo della pace, il messaggio più rappresentativo dell’artista. Questa Special Edition è ulteriormente impreziosita da una targhetta finitura platino recante l’incisione del famoso autoritratto di Lennon.

www.montblancitalia.it

LORO PIANA VICUÑA Regali di qualità

Loro Piana riserva ai propri clienti un’esclusiva proposta di outerwear, maglieria, accessori per donna e per uomo e regali in vicuña. Alla tradizionale offerta in colore naturale, la calda tonalità miele tipica del vello dei camelidi, si affiancano i modelli in versione colorata. Tutte le creazioni Vicuña Loro Piana sono disponibili in numero limitato, in quanto estremamente esigua è la disponibilità di fibra. Per questo motivo Loro Piana mette a disposizione dei propri clienti un servizio “Made to Order”, grazie al quale è possibile far realizzare su richiesta i modelli non immediatamente disponibili in negozio.

www.loropiana.it 8


INTERNATIONAL BIKE La bici che si ripiega in una borsa di cuoio La nuova bicicletta pieghevole, l designer è un giapponese, ha qualcosa di straordinario: a vederla così sembra una normale ibrida tra una bici da corsa e un modello da passeggio elegante da uomo. E in effetti così è, tuttavia la sua particolarità sta nell’eccezionale capacità di compattarsi. Si può piegare e riporre interamente in una normale sacca di cuoio che occupa all’incirca lo stesso spazio di una ruota e un volume non di molto superiore. Richiesta da Wallpaper magazine, questa nuova bicicletta pieghevole – foldable bike – ha trovato l’appoggio della società giapponese Kinkfolk oltre che della Coat, un’azienda di stanza a Portland per la colorazione: ne è venuto fuori un piccolo capolavoro d’arte sportiva.Non è difficile immaginare un costo alto per questa creazione, infatti la bicicletta pieghevole da sola costa 3800, aggiungendo altri 3900 dollari si può anche ricevere la speciale borsa in pelle che accoglie i pezzi ottimizzando ancor di più gli spazi. Fonte: www.suipedali.it

www.wallpaper.com

RANGE ROVER EVOQUE Un design coupé per una delle marche più prestigiose del mondo Agile e con un passo leggero, è senza dubbio una Range Rover adatta alle esigenze del guidatore moderno, con un’emozionante combinazione di maneggevolezza dinamica e tecnologia raffinata. È la piu piccola, leggera ed efficiente Range Rover mai prodotta, con un aspetto irresistibile. E con un'invitante gamma di varianti interne ed esterne tra cui scegliere, oltre a una serie di opzioni tecnologicamente avanzate, potrai personalizzare la Range Rover Evoque secondo il tuo gusto personale e per il tuo stile di vita. Una vera Range Rover in veste compatta, ora è disponibile in due versioni di carrozzeria. Coupé, crossover compatto di classe superiore, e versione 5 porte, con design elegante e profilo pratico che si adatta facilmente a molti diversi stili di vita.

www.landrover.com

9


tra le

Apuane e IL

Mare:

Tecnologie, subforniture e design con

Seatec

A Carrara, dal 16 al 18 Febbraio 2011, la nona edizione della Rassegna Internazionale, l'unica in Italia, dedicata in esclusiva alle aziende che si rivolgono alla fornitura della cantieristica navale e da diporto All'interno dello splendido complesso fieristico di Carrara Fiere, dentro uno spazio espositivo di 95.000 metri quadrati, 34.000 dei quali coperti, e oltre tremila posti auto, sotto una cornice architettonica che conferisce bellezza e eleganza alle strutture, in un contesto ambientale suggestivo, tra le Alpi Apuane e il mare, va in scena Seatec, la piÚ importante manifestazione del settore in Europa. Settore strategico del made in Italy, la nautica italiana rivolge i propri sforzi a nuove strategie produttive, puntando sull'alta tecnologia, i materiali, il design e l'eleganza, valori essenziali che continuano a garantire al nostro Paese il primo posto al mondo nella costruzione di yacht e megayacht. All'interno di quest'ottica, Seatec svolge un ruolo di primaria importanza, rappresentando il setting naturale nel Mediterraneo per lo sviluppo del business nautico internazionale. Seatec è tecnologia, accessori, soluzioni per la costruzione di yatch, megayatch, navi di ogni tipologia e dimensione.

10


L'edizione 2011 è ancora più ricca e variegata rispetto al passato, grazie ad un fitto calendario di presentazioni, workshop, incontri e convegni. Tre giornate intense di lavoro, incontri, aggiornamento e confronto sui prodotti più innovativi della fornitura per la cantieristica navale e da diporto.

Riconfermata la formula espositiva con la suddivisione per le aree tematiche: Materiali e Applicazioni Tecnologia, Accessori & Servizi Motori Marini e Propulsione Design & Arredo [Abitare il mare] Elettronica e Domotica Attrezzature Portuali, Attrezzature per la Vela Progettazione & Ingegneria, Media

I PREMI E GLI EVENTI DI SEATEC 2011 Millennium Yatch Design Award: Premio dedicato alla progettazione nautica, il MYDA rappresenta un riconoscimento molto apprezzato dagli studi di progettazione italiani ed esteri, giunto all'ottava edizione, arricchito dalla nuova sezione “Dream Boat”. Targa Rodolfo Bonetto: Giunta alla 17° edizione, è dedicata agli studenti e neolaureati di tutto il mondo, con tematiche sull'innovazione tecnologica e sulle infrastrutture. Abitare la barca: Giunto alla quinta edizione, vedrà studenti universitari misurarsi dal vivo, sotto gli occhi dei visitatori, sul tema della barca aperta. Qualitec Technology: Premio dedicato al prodotto a più alta innovazione tecnologica in esposizione. Qualitec Design: Premio dedicato al prodotto più attento ai contenuti di eccellenza legati al design. Incontri B2B: oltre 400, organizzati sui tavoli dello spazio ICE Convegni tecnici: saldatura, materiali compositi, sicurezza, aggiornamento normative, tecniche di costruzione, smaltimento, ambiente. Convegni culturali: progettazione, ergonomia, presentazioni editoriali.

11


Between the Apuan Alps and the sea

Technologies, Subcontracting and Design with

Seatec

COMPOTEC: LA NOVITÀ DI SEATEC 2011 Novità principale di Seatec 2011 sarà la concomitanza di un altro importante salone di Carrara Fiere, il Compotec 2011, 3° edizione della Rassegna Internazionale della produzione in materiale composito e tecnologie correlate, primo ed unico evento internazionale in Italia, interamente dedicato all'impiego di questi materiali nei settori industriali più diversi. Compotec si propone lo scopo di promuovere, sviluppare, informare l'industria, favorirne i contatti commerciali e lo scambio di know-how. Alla sua seconda edizione, Compotec ha visto la partecipazione di 2.865 visitatori professionali, il 5% dei quali provenienti dall'estero e 126 espositori, di cui il 26% stranieri. Tutti gli espositori di Seatec 2011 potranno incontrare anche operatori specializzati negli ambiti di aeronautica, automotive, trasporti, costruzioni, energia, medicale, sport, design e molto altro. CARRARA FIERE: BUSINESS ON THE SEA Il complesso espositivo di CarraraFiere, a pochi metri dal mare, occupa una superfice di 95.000 mq, di cui 32.000 suddivisi nei 4 modernissimi padiglioni coperti, 6 sale convegni per 2.000 posti, una Sala Stampa completamente rinnovata, oltre 3.000 posti auto, un Centro Servizi polifunzionale. Il sistema modulare dei padiglioni e la flessibilità dell'intera struttura rendono possibile diverse combinazioni per coprire qualsiasi esigenza espositiva. Facilmente raggiungibile con ogni mezzo di trasporto, il complesso fieristico si trova in una posizione strategica e centrale rispetto ad una fitta rete di collegamenti veloci, aeroporti, ferrovie, autostrade.

12

Seatec, the most important event of this sector in Europe, in on stage inside the splendid exhibition complex of Camera Fiere: 95,000 square metres, 34,000 of which are covered, and more than three thousand parking lots, all placed under an architectonic frame yielding beauty and elengance to the structure, in a suggestive environmental context between the Apuan Alps and the sea. Being a strategic line of the Made in Italy, Italian boating is turning its efforts towards new productive strategies. High technology, materials, design, elegance: this is where the efforts are heading to, i.e. to those essential values that keep granting our country the world’s firts place in yacht and megayacht building. Within such a perspective, Seatec plays a primary role, as it represents the natural setting for the development of the international boating business in the Mediterranean Sea. Seatec means technology, accessories and solutions for yacht, megayacht and for each type and dimension of ships building. Seatec 2011 is even richer and more varied than the past editions thanks to a dense schedule of presentations, workshops, meetings and conferences. Three days full of work, meeting, updating and exchange all around the most innovative products for naval and yachting shipbuilding industry supply. Seatec 2011 reconfirms the exhibition formula whereby areas are divided by theme: Materials and Applications Technology, Accessories & Services Nautical Engines and Propulsion Design & Furniture [Living on the sea] Electronics & Domotics Harbour Equipment, Sailing Equipment, Design & Engineering, Media.


13


NOVECENTO AL MARE Idee, progetti e architetture per il Litorale pisano A cura: Claudio Casini, Stefano Renzoni Introduzione di: Giuseppe Meucci Un viaggio attraverso il Novecento sul Litorale pisano dove rivivono episodi architettonici di rilievo riferiti a ville, stabilimenti balneari, cancellate, giardini, insegne, mostre di negozi e arredi di edifici pubblici ancora esistenti o scomparsi o addirittura mai edificati. Un piccolo-grande patrimonio di immagini che ci consente di redigere un catasto accurato di ciò che è accaduto fra Pisa e il mare negli ultimi centocinquant'anni, indispensabile per mantenere il ricordo di una realtà in gran parte cancellata dagli eventi, oppure rimasta sulla carta. PREZZO DI COPERTINA EURO 25,00

BOCCADARNO Le storie, i personaggi, le immagini Autore: Giuseppe Meucci Una storia affascinante quella di Boccadarno. E' lì che è nata Marina di Pisa, con le grandi ville liberty, le frequentazioni illustri, la Belle Epoque, le poesie di D'Annunzio. Vi nacque un cantiere dove sono state scritte pagine fondamentali della storia dell'aeronautica. Destini diversi e spesso contrastanti quelli di Boccadarno, oggi raccontati in un libro dove, alla accurata ricostruzione di fatti e personaggi che ne hanno fatto la storia, si aggiunge una straordinaria e in gran parte inedita documentazione fotografica d'epoca. Fino ad arrivare ai giorni nostri, con il racconto della travagliata storia dei progetti di recupero, che si chiude con le immagini, anch'esse inedite, dell'esplosione che ha eliminato i ruderi del cantiere aprendo la strada alla realizzazione del nuovo porto di Pisa. PREZZO DI COPERTINA EURO 25,00

AREE PROTETTE E NAUTICA SOSTENIBILE Autore: aa.vv. A cura: Renzo Moschini Questo libro offre riflessioni su una possibile convivenza tra le varie attività legate alla nautica e le aree naturali protette, non riferendosi solo a quelle marine, ma affrontando il problema attraverso una più ampia e articolata visione del rapporto tra mare e territorio. Vengono raccontate e analizzate alcune esperienze toscane e liguri dove questa visione, ancora poco presente nel dibattito pubblico, emerge con più forza: quelle del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, e del Parco di Montemarcello-Magra. Alle riflessioni sono affiancate una serie di testimonianze del mondo delle istituzioni, delle imprese e di tutti gli attori che a vario titolo partecipano nella realizzazione di un sistema integrato di attività economiche, da una parte, e di tutela, dall'altra, con l'intento di rappresentare e discutere il punto di equilibrio più sostenibile possibile tra queste realtà. PREZZO DI COPERTINA EURO 25,00 14

modalità di pagamento

CONTRASSEGNO BONIFICO BANCARIO BANCA INTESA SAN PAOLO IBAN IT 95 T 03069 14020 013958150114 INTESTATO A EDIZIONI E.T.S. SRL

BOLLETTINO POSTALE CCP N° 14721567

INTESTAZIONE EDIZIONI E.T.S. SRL per aderire inviare e-mail: abbonamenti@cosmonauticamagazine.it

www.cosmonauticamagazine.it


magazine

ABBONAMENTI 2011 NUMERO USCITE 3 PREZZO DI COPERTINA 6€ COSTO TOTALE ABBONAMENTI ITALIA 18€

IN PROMOZIONE A

€ 15

+ 2 ARRETRATI (Il Numero di Ottobre e Dicembre 2010) ABBONAMENTO ESTERO 36 EURO IN PROMOZIONE A 36 EURO + 2 ARRETRATI (IL NUMERO DI OTTOBRE E DICEMBRE 2010)

+ 50% SCONTO

SUL PREZZO DI COPERTINA DEI LIBRI ABBINATI 15


Fra Pisa e Livorno PRENDE CORPO la della rinascita cantieristica ITALIANA

Inaugurata nuova darsena sul canale dei Navicelli

SVI LUP PO NA VI CEL LI 16

C'È QUALCOSA DI NUOVO SOTTO IL SOLE DI TOSCANA. FORSE È PRESTO PER DIRE CHE IL TUNNEL È FINITO PER TUTTI, MA CERTI SEGNALI NON SI POSSONO TRASCURARE. Anche perché sono concreti e hanno un valore emblematico non indifferente. Insomma, nel mondo nella nautica da diporto prendono corpo progetti capaci di riaccendere la speranza. Un qualcosa che da queste parti ha la forma di un canale di navigazione interna, quello esistente da secoli fra Pisa e Livorno, una darsena nuova dotata di quanto di meglio c'è in giro, compreso un travel lift da 670 tonnellate, un porto turistico che sta sorgendo a pochi chilometri di distanza, a Marina di Pisa, alla foce dell'Arno, e alcuni cantieri che producono marchi famosi nel mondo e hanno avuto fiducia installandosi in questo comprensorio nautico pisano che

rappresenta una delle novità più interessanti di questo ultimo scorcio del 2010. La via d'acqua navigabile su cui si appuntano gli sguardi dell'intero settore è il canale dei Navicelli. L'area su cui stanno prendendo forma le speranze di rinascita del settore è quella sulla riva est recentemente acquistata e dotata di infrastrutture e servizi dalla “Sviluppo Navicelli Srl”, una società di capitali privati di cui è amministratore unico Stefano Bottai, quello stesso che come presidente e amministratore delegato della “Boccadarno Porto di Pisa S.p.A.”, guida la realizzazione del nuovo porto turistico (350-370 posti barca) alla foce del fiume toscano la cui entrata in funzione è prevista per la tarda primavera del 2012. Un porto turistico, dunque, un'area cantieristica nuova sulla quale oltre ai marchi storici come


Il Presidente della Spa Navicelli Giovandomenico Caridi e l’Amministratore Unico di Sviluppo Navicelli Srl, Stefano Bottai, ascoltanto l’intervento dell’assessore regionale della Toscana alle infrastrutture e attività produttive Luca Ceccobao durante l’ inaugurazione della nuova darsena intitolata a Elio Panchetti In basso le autorità presenti alla cerimonia

quelli dei Cantieri di Pisa, dei Fratelli Rossi e dei Cantieri dell'Arno della famiglia Picchiotti, si è già insediato in un capannone nuovo di zecca e già operativo il cantiere Codecasa e presto lo seguiranno altri come Overmarine, Canados, Virde. E tutto intorno un territorio che è una delle zone più belle della Toscana marittima, dove si estende, includendo il porto di Boccadarno e l'area cantieristica sul canale dei Navicelli, il più grande parco naturale della regione Toscana. Una condizione ideale, quella dell'integrazione fra ambiente e strutture destinate al diportismo e alla cantieristica che, se altrove viene ancora vista come un obbiettivo da raggiungere nel

medio e lungo termine, qui è una realtà precisa e consolidata. A tutto questo si aggiunge la contiguità con il centro storico di Pisa, la Versilia a pochi chilometri e l'aeroporto internazionale “Galilei” collegato con le principali città europee e raggiungibile in pochi minuti. Da non trascurare neppure un altro aspetto della realtà esistente che interessa sia il porto di Boccadarno sia l'area cantieristica. Presto inizieranno i lavori per collegare il canale dei Navicelli con l'Arno, all'altezza di Pisa, e ripristinare un'opera idraulica fatta con porte vinciane distrutta dai bombardamenti durante l'ultima guerra.

17


Si creerà così un circuito nautico interno che collegherà il porto di Livorno al porto turistico di Boccadarno attraverso un percorso fluviale quasi interamente compreso nei confini del Parco Naturale di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli e che consentirà anche l'approdo nel centro storico di Pisa. La grande area cantieristica che si estende su 460mila metri quadrati è stata inaugurata e presentata alla stampa specializzata alla fine di ottobre, quando è divenuta operativa la nuova darsena dotata del grande travel lift. Alle autorità locali e regionali l'opera è stata illustrata dall'amministratore unico della “Sviluppo Navicelli srl” Stefano Bottai. “Oltre alla superficie occupata dai cantieri di grandi e medie dimensioni pari a 112mila metri quadrati, l'area – ha spiegato Bottai – comprende infrastruttute destinate ai servizi, alle attività produttive complementari, agli insediamenti commerciali e agli uffici, oltre ad ampie zone verdi e ad aree di parcheggio”. “La nuova darsena - ha aggiunto Bottai occupa complessivamente una superficie di circa 24mila metri quadrati, di cui 17.600 destinati al bacino in acqua e il resto a parcheggi pubblici ed aree a verde. Il bacino ha una forma a trapezio, è lungo 330 metri e

18

profondo 50 metri. Le banchine che la circondano, lunghe complessivamente 550 metri e larghe 30 metri, saranno utilizzate per i lavori sulle imbarcazioni e, in parte, come approdo per imbarcazioni medio grandi (da 15 a 50 metri). C'è anche una vasca di alaggio sulla quale è stato realizzato un travel-lift (una sorta di gru per il sollevamento delle imbarcazioni) che con la sua portata utile di 670 tonnellate è in grado di sollevare imbarcazioni fino a 70 metri di lunghezza. Il travel-lift pisano è uno dei più grandi d'Italia fra quelli impiegati nel settore della cantieristica da diporto. La nuova darsena, intitolata al costruttore Elio Panchetti che fu tra i primi a intuire le grandi potenzialità della zona, è realizzata secondo le più moderne tecnologie e dotata di 24 bitte per gli attracchi e di colonnine per l'approvvigionamento di acqua potabile, acqua industriale, aria compressa, energia elettrica nonché servizi telefonici e rete telematica.


Between

Pisa and Livorno THE NEW LARGE

has been

shipyard area

inaugurated

Besides historical marks like Cantieri di Pisa, Fratelli Rossi shipyard, Arno shipyard of Picchiotti family which are already there, producing establishments of Codecasa (already active), Canados, Overmarine, Virde are being set. The new area, which will be soon connected by river to the Arno and to the tourist port that is rising at its mouth in Marina di Pisa, has been created by a private capitals society, the “Sviluppo Navicelli srl” of which Stefano Bottai is the sole manager. The area is on the left bank of Navicelli channel, a few minutes by car from Pisa historical centre and from the “Galilei” international airport; it is 460 thousand square metre wide, of which 112 thousand dedicated to large and medium dimension shipyards while the rest is divided among complementary and induced activities, commercial area, services, car parks and green areas. The area has a new basin which is 330 metres long and 50 metres deep, provided with all the necessary services among which a large travel lift of 670 tons.

19


Giappone:

I VIAGGI DI Susanita

NON SOLO SUSHI

REP OR TA G E 20

UNA ATMOSFERA CARTOON, TRA ALBERGHI TIPICI, SQUISITA CORTESIA, PESCE A GO-GO E GIARDINI DI PACE, IL RESOCONTO TUTTO SPECIALE DELLA NOSTRA INVIATA.

molto a capire che cosa avesse influenzato chi. La realtà è stata forse trasportata nei fumetti, oppure viceversa, il grande successo planetario dei disegni animati ha influenzato la realtà giapponese?

Per quanto sia il frutto di una cultura straordinaria e profonda, ricca e meditativa, ai miei occhi di giovane occidentale il Giappone è parso spesso una cosa sola con i cartoni animati. Splendide e animate fiction ambientate in Occidente, ma create dalla fervida fantasia di animatori giapponesi: dalla romanticissima e strappalacrime Candy Candy, frutto la sera in famiglia di una serrata trattativa con mio padre per il controllo del telecomando, alla frenetica e rompicollo Georgie, dalla iper-sensibile Anna dai capelli rossi, fino al “guerriero di pace” Conan, creatura del grande maestro Miyazaki. Una volta raggiunto il Giappone, ho faticato

L'unica certezza nel trascorrere le mie giornate in Giappone è stata la netta percezione di vivere come dentro un “cartone animato”, dove ogni più piccolo aspetto della vita quotidiana assumeva un tono ironico, giocoso, quasi fumettistico. Un esempio, banale ma significativo: il cartello “Vietato Fumare” esposto nei locali pubblici e per le strade è realizzato con una sigaretta mogia mogia che se ne va a passeggio sola sola con le mani in tasca, mentre il cartello “Lavori in corso” è realizzato con il disegno di un operaio, rubicondo e paffutello, che si inchina cerimonioso verso i cittadini, quasi a chiedere scusa per il disagio arrecato.


Qui le strade sono affollate di ragazze in divisa scolastica dalla generosa e ammiccante minigonna, oppure vestite come le eroine degli stessi cartoni animati. Le persone sono tutte di una gentilezza squisita, che a me, italiana, a volte imbarazza persino. Talvolta, ho avuto il timore di chiedere una semplice informazione, perchè ero consapevole che se il passante incontrato non avesse avuto tutte le informazioni necessarie per aiutarmi, si sarebbe fatto in quattro pur di procurarsele e non lasciarmi con una risposta inadeguata. E' capitato che si allontanassero da me per chiedere in giro e poi tornare con le informazioni, oppure che telefonassero davanti ai miei occhi per ottenere quanto richiesto o ancora che mi accompagnassero direttamente con la loro macchina pur di soddisfare alla mia richiesta. Non dimenticherò mai la dolcissima nonnina a Takayama, gestrice di un riokan, un alberghetto tipico giapponese a conduzione familiare, che ogni mattina, prima di uscire, si preoccupava di abbottonarmi il cappotto perchÊ non prendessi freddo. CosÏ come non dimenticherò l'amico Kitakase, nell'ostello di Obuse, che mi ha fatto un regalo all'apparen-

21


Susanita’s journeys

JAPAN – NOT JUST SUSHI IN A CARTOON ATMOSPHERE, AMONG TYPICAL HOTELS, DELIGHTFUL POLITENESS, ABUNDANT FISH AND PEACE GARDENS, HERE IS THE REPORT OF OUR CORRESPONDENT.

Once I have reached Japan, the only certainty I had in passing my days was the exact perception that I was living inside a cartoons, where each tiny detail of every day life had an ironic, playful, even cartoon-like tone. An example, banal but meaningful: the “No Smoking” notice hung in public places and in the streets is done with a depressed cigarette wandering around all alone, hands in her pockets. Here the streets are crowded with girls in school uniform with a generous and alluring miniskirt, or dressed like cartoon heroines. People always display an utterly refined politeness that to me, an Italian woman, is sometimes a little embarassing. I will never forget that sweet granny in Takayama who runs a riokan, one of 22

those typical small Japanese family business hotels, who, each morning, before I got out, always took care of buttoning my coat up so as I would not get cold. Talking about cooking: those who think that Japan means just sushi are totally wrong. The metropolitan areas are full of tiny places where cooks cry at you form behind the counter, they greet you and are ready to prepare to you plate skewer, okonomiaky, a sort of filled-in crepes, the famouse Kobe Steak, whose delicious meat is obtained by massaging cow every day, tasty soups, octopus cooked in all ways inside specialised restaurants which are recognizable by a red small octopus with a white band on the signs and on the entrance doors.

Undoubtedly, the most important moment of my visit in Tokio was tasting the sushi in one of the countless just out of the marketplace. It was only 10 a.m., but, despite the time, I can remember that raw fish as one of the best in my life. I would like to dedicate a last quick note of my journey to the gardens: many, beautiful, wellkept, they can be visited throughout Japan. Gardens which are places of beauty and meditation, created with the purpose of reconciling you with the world, find your balance again, brighten your soul. They are safe refuges for me and for all those who live a frantic life while dreaming just for a moment an oasis of peace and relaxation.


za singolare: delle presine da cucina di lana fosforescente, confezionate a uncinetto dalla sua nonna centenaria. Utilissime, al momento di mangiare per strada i panuozzi giapponesi, impasti pieni di verdura che ti mettono in mano appena tolti dal vapore a 200 gradi! A proposito di cucina: chi pensa che il Giappone sia solo sushi si sbaglia di grosso. Le aree metropolitane sono piene di piccoli e graziosi locali provvisti di areatori esterni da dove cola, promessa e minaccia di un succulento pasto, un fluido nero che arriva fino al pavimento, mentre all'interno i cuochi urlano dietro il bancone, ti salutano e si affrettano a prepararti spiedini alla piastra, okonomiaky, una specie di crepes ripiene, la celebre bistecca di Kobe, la cui carne prelibata si ottie-

ne massaggiando quotidianamente le mucche, zuppe e ministre saporite, polpo cucinato in tutti i modi, in localini specializzati, riconoscibili dal polipetto rosso con la fascia bianca sulle insegne e sulle tendine alle porte di ingresso. A Tokio, la grande capitale, nel distretto di Tsukijj, al mercato del pesce più grande del mondo, si trova il sushi più buono. Suggestiva, unica, direi quasi immancabile, la visita alle luci dell'alba. Qui l'attività è frenetica, occorre molta attenzione a non essere investiti dalle macchinette elettriche che portano le casse del pesce, sfrecciando a velocità inverosimili, nelle strette stradine tra i banchi. In una speciale area riservata, si effettua la vendita del tonno, il re di Tsukijj, messo all'asta quotidianamente. I tonni più pregiati provengono dal mediterraneo, in particolare

dalla Sicilia. Senza dubbio, il momento più importante della mia visita a Tsukijj è quello dell'assaggio del sushi, in uno degli innumerevoli localini subito fuori del mercato. Sono appena le dieci del mattino, ma nonostante l'ora, ricordo ancora quel pesce crudo come uno dei più fantastici della mia vita. Un ultimo appunto flash del mio viaggio voglio dedicarlo ai giardini: tanti, bellissimi, curatissimi, visitabili in tutto il Giappone. Giardini che sono luoghi di bellezza e di meditazione, creati apposta per riconciliarti con il mondo, ritrovare equilibrio, rasserenare lo spirito, rifugi sicuri per me e per tutti coloro che, protagonisti di una vita frenetica, sognano, anche solo per un istante, oasi di pace e di relax.

23


Rivoluzione a bordo:

Arriva il maggiordomo

VIRTUALE

UO MI NI &IM PR ES E

MAGGIORDOMO VIRTUALE: NATO GRAZIE AD UNA INTUIZIONE DI NICOLA TINUCCI, TITOLARE DELLA DIGITART SPA, LA VITA A BORDO SARÀ PIÙ CONFORTEVOLE E SEMPLICE PER TUTTI: OSPITI (GUEST SERVICE), EQUIPAGGIO E COMANDANTE (YATCH CONTROL), IMBARCAZIONE (YATCH INFO). Stiamo parlando del Virtual Steward, il primo maggiordomo virtuale di bordo, pensato interamente sia per il piacere degli ospiti, sia come supporto concreto del lavoro del comandante e del suo equipaggio. Grazie ad un sistema di gestione e di controllo estremamente semplice e intuitivo, affidabile ed efficace, con un’interfaccia grafica che richiama la semplicità e il design accattivante dell'i-phone, il comandante e l'equipaggio potranno avere un controllo e una gestione dell'intera imbarcazione in modo costante, puntuale e affidabile. GUEST SERVICE Il virtual Steward opera nella totale discrezione della vita di bordo, organizzando e coordinando la vita degli ospiti secondo le loro esigenze. Nelle zone vip il Virtual Stewart, attraverso il setting personalizzato delle opzioni, consente di spegnere la tv, la luce, l'aria condizionata anche se ci si addormenta, attiva la pulizia in

24


"Domotica non vuol dire concentrare tutti i telecomandi di un ambiente in un monitor touch screen" camera con un semplice click, rende off limits la cabina, fornisce servizi di bar e cucina 24 su 24 ore, con accesso diretto al menu, fornisce servizi di sveglia personalizzata, colazione in cabina o in veranda, musica di sottofondo, temperatura desiderata, intensità e colore della luce in stanza, chiamata personalizzata per un membro dell'equipaggio scelto dall'ospite e molto altro ancora. YATCH CONTROL Da qui il capitano e lo staff tecnico di bordo possono interfacciarsi con un sistema semplice, intuitivo, affidabile e veloce, al fine di coordinare il servizio degli ospiti e monitorare l'imbarca-

zione dal punto di vista tecnico, della sicurezza e della manutenzione. Moltissime le funzioni a disposizione: dal monitorare lo yatch per la massima sicurezza a stabilire livelli di sicurezza differenziati sui vari ponti, dal visualizzare l'agenda di ogni cabina e i servizi sveglia delle zone Vip per coordinare lo staff in anticipo sulle attività, a fornire e aggiornare i menù personalizzati di bordo, dal gestire l'illuminazione e la temperatura in modo centralizzato e puntuale fino al controllo preciso del sistema dei televisori, dalla possibilità di inserire modalità eco per i consumi più svariati fino a conoscere lo stato di porte e finestre, luci e aria condizionata, audio e video di tutta l'imbarcazione.

YATCH INFO Consente al capitano e allo staff di bordo di controllare tutta una serie di parametri essenziali per la navigazione: dalla velocità al vento, dalla profondità dei fondali, alla temperatura dell'acqua, dalla rotta di navigazione fino a tutte le funzioni nave. Inoltre, questo complesso sistema prevede una sorta di scatola nera in cui tutte le procedure del maggiordomo virtuale vengono registrate minuto per minuto in un log dettagliato con data e ora.

› 25


Domotica: "non vuol dire concentrare tutti i telecomandi di un ambiente in un monitor touch screen. Si tratta di creare con la tecnologia un’unica logica di funzionamento della barca o della casa, che consente di realizzare un nuovo stile di vita, gestendo insieme luce naturale e artificiale, calore, aria, clima,suoni, comunicazioni. Tutti elementi che sollecitano i cinque sensi di chi abita in quel luogo e il cui controllo va attentamente progettato insieme agli spazi fisici che definiscono l’ambiente” Nicola Tinucci

Digitart

Lo Yatch dello stilista Cavalli

DECISIVO L'INCONTRO CON IL SULTANO DEL BAHRAIN

QUANDO LA TECNOLOGIA SPOSA IL DESIGN

41 METRI DI LUNGHEZZA E COLORE CANGIANTE CON IL SOLE

L'avventura con la domotica inizia negli anni Novanta grazie alla musica, di cui l'Amministratore delegato della Digitart è un grande appassionato, insieme alla tecnologia e all'architettura. Installatore di sistemi hi-fi di alto livello, Tinucci matura velocemente la visione di un sistema integrato complesso, capace di regolare la gestione di illuminazione e intrattenimento audiovisivo, sistemi di sicurezza e sistemi di controllo. Nel 2001 il salto nella nautica: Tinucci presenta un progetto per lo yatch del sultano del Bahrain, prossimo al varo. Si tratta di un progetto di domotica complesso e originale, ma di semplice gestione. Vince la gara e la "Jameel" del Sultano, anche grazie a questo sistema, diventa una delle imbarcazioni più moderne e sofisticate. Da quel "fatidico incontro" non si contano le collaborazioni e i progetti per i più importanti cantieri nautici: Cantieri Benetti di Viareggio, Cantieri di Pisa, Baglietto di Varazze, Generale Bateaux, Tecnomar Viareggio, Canados di Roma, Fipa, Maiora, VSY Viareggio Super Yatch e molti altri. Innumerevoli anche le partnership con gli studi di archiettura e di design di fama internazionale: Norman Forster, Luca Dini, lo studio Dante O. Benini and Partners Architecs, Giugiaro, lo studio Spadolini, con la cui collaborazione realizza lo yatch "camaleontico" di Cavalli, che cambia colore a seconda della luce. Dopo dieci anni di attività Tinucci resta saldamente al comando della sua azienda, di cui continua a rappresentare il cervello propulsivo per lo sviluppo di soluzioni innovative. Sposato con Alessandra De Siati, strategica in azienda per i contatti di new business, Tinucci è il portavoce di un Italian Way of Life e di uno stile inconfondibile contrassegnato da comfort e qualità, all'insegna di valori imprenditoriali come innovazione, sperimentazione e continua ricerca dell'eccellenza.

Azienda pisana di nascita, cosmopolita per passione, Digitart è ormai un punto di riferimento della domotica e rappresenta l'eccellenza del made in Italy con una forte vocazione all'internazionalità, con ben il 70% delle richieste provenienti dall'estero. Costruita a immagine e somiglianza del suo creatore Nicola Tinucci, la Digitart è un'azienda "multi-layer", strutturata e dinamica, basata sulle capacità di un gruppo assortito di 23 collaboratori, giovani, età media trent'anni e motivati. Oggi Digitart può contare su un proprio Dipartimento di Research e Development e di un dipartimento Tecnico di Ingegneria, Human Machine Interface e Design, unico nel suo genere. Nasce ufficialmente nel 2002 come azienda di domotica specializzata non solo in ambito nautico ma anche residenziale di alto livello. Nel 2006 Digitart viene premiata dall'Eurispes come una delle 100 imprese italiane d'eccellenza, per innovazione di prodotto e lungimiranza imprenditoriale. Nel 2008, al salone nautico di Montecarlo è presentata l'imbarcazione iper tecnologica Admiral 54 Sea Force One, completamente realizzata da Digitart anche nella parte di Lighting Design. Pluripremiata dal Principe di Monaco, Digitart si afferma sul mercato della domotica a livello internazionale. Risale al 2008 la presentazione della prima versione del Virtual Steward, il primo maggiordomo virtuale di bordo, brevettato nel 2010, rappresenta un’originalissima soluzione tecnologica, pensata totalmente per l'utente, sia esso un ospite o un membro dell'equipaggio. Nel 2009 Digitart apre le porte a Fondo Innovazione Toscana, parte di FondiSici, un partner istituzionale che entra nella compagine della società, con una quota di minoranza, per perseguire gli obiettivi di sviluppo di nuovi mercati esteri e la messa a punto di prodotti ad alto contenuto tecnologico.

Un Baglietto di 41 metri blu cangiante, con gli interni rigorosamente animalier e colorazione blu per l'eccentrico stilista Cavalli, che preferisce le linee moderne e la velocità allo stile rétro.

Il titolare Nicola Tinucci

26

Lo yacht dello storico cantiere di Varazze è stato interamente realizzato in lega d’alluminio. Prestazioni elevatissime grazie a due motori MTU da 3.775 Hp ciascuno e due idrogetti e design all’avanguardia: sono queste in breve la caratteristiche salienti dello yacht che, anche alla velocità massima di 37 nodi di velocità, consente una navigazione confortevole anche in condizioni meteo avverse. L’elegante silhouette a due ponti racchiude tutte le più moderne ed avanzate strumentazioni di navigazione ed optional tecnologici, abbinati a soluzioni di décor estremamente creative. Tutti gli ambienti sono concepiti per rivelare un’attenta cura del particolare e delle finiture. Il sole che splende sulla barca fa cambiare colore in tutte le parti del 41 metri.

Alessio Giovarruscio


Revolution on board: here comes the virtual steward We are talking about the Virtual Steward, the first virtual on-board steward signed by Digitart and entirely thought out both for guests comfort and as a real support for the work of the captain and of his crew. Thanks to an easy intuitive reliable and efficient control and management system with a graphic interface recalling the simple and engaging I-phone design, the captain and his crew can control and manage the whole boat constantly, carefully and reliably. Virtual Steward works within the complete discretion of the on-board life to organize and coordinate guests’ life according to their needs. With its customized options setting, Virtual Steward may switch off the tv, the lights, the air conditioning of the vip area even if guests have fallen asleep, it may start up room cleaning with a simple click, turn the cabin off limit and offer 24-hour bar and kitchen services with a direct access to the menu. Moreover, Virtual Steward offers customized alarm call service, cabin or veranda breakfast, background music, customized heating or cooling, room light intensity and colour, personalized call for a precise crew member selected by the guest and much more. With Virtual Stewart, the captain and its technical staff can interface with an easy, intuitive, reliable and fast system so as to coordinate the service offered to guests and monitor the boat from a technical, safety and maintenance point of view.

The options at disposal are a lot. Virtual Steward can monitor the yacht so as to guarantee a maximum standard of security, or several levels of security differentiated according to each deck; it can visualize the agenda of each cabin and the alarm call services of Vip area to coordinate the staff ahead of each activity; it can provide and update the customized menus on board, carefully manage centralizing lighting and heating and television set system. With Virtual Steward you can select eco modality for various types of consumption and you can be informed on the status of doors, windows, lights, air conditioning, audio and video systems of the whole boat. To conclude, Virtual Steward allows the captain and its crew to check a complete series of essential navigation parameters: wind speed, depth contour, water temperature, boat’s course and so on and so forth. Moreover, such a complex system provides a sort of a black box in which all the procedures performed by Virtual Steward are recorded minute after minute in a detailed log with day and time.

27


A MA RC OR D

28


QUANDO MUSSOLINI FECE NASCERE A TIRRENIA IL NUOVO CINEMA ITALIANO Anni Trenta, la costa toscana, una pineta intatta che arriva fino sul mare, gli Agnelli che vogliono investire un po' di soldi in qualcosa di inedito e originale e Mussolini che chiede un nuovo cinema per l'Italia che ha finalmente conquistato il suo posto al sole. Un'industria cinematografica vera, che sappia stare alla pari di quella che sta spopolando in tutto il mondo, creata dagli americani in un sobborgo di Los Angeles chiamato Hollywood. Niente a che vedere insomma con i vecchi e decisamente obsoleti studi di Torino dove era stato appena girato “Camicie nere”, un film celebrativo della marcia su Roma rivelatosi un fiasco colossale. Nascono così a Tirrenia, a metà strada fra Pisa e Livorno, i teatri di posa del nuovo cinema italiano che si chiameranno Pisorno. Il primo ciak è un film storico intitolato “Campo di Maggio”, sui cento giorni di Napoleone all'Elba. Lo firma Giovacchino Forzano, una vecchia volpe dello spettacolo che ha calcato i palcoscenici di mezzo mondo ed è stato il regista preferito di Puccini in memorabili allestimenti alla Scala, al Metropolitan di New York, al Covent Garden di Londra. Il soggetto però viene da una penna ben più illustre di Forzano, perchè a metterlo nero su bianco è stato addirittura il Duce in persona.

IL FILM DEL DUCE E' il 1934 e i nuovi studi cinematografici di Tirrenia, costruiti a tempo di record da Forzano, con un milione messo a disposizione da Edoardo Agnelli, partono con il piede giusto. E rimarranno sulla cresta dell'onda fino a quando il primato sarà loro tolto quattro o cinque anni dopo da Cinecittà. Ma intanto sulla costa toscana è tutta una parata di stelle. Nascono lì, all'ombra dei pini tirreniesi, i primi film dei “telefoni bianchi”,quelli di cappa e spada, i drammi in costume che appassionano milioni di persone. E non ci sono soltanto i grandi nomi italiani ma anche gli stranieri, come i registi Luis Trenkel e il grande Abel Gance, Pierre Chenal e Gustav Machaty, celebre per il primo nudo integrale

It was Mussolini himself who, at the beginning of the Thirties, wanted the most modern cinematographic plants to be born in Tirrenia. Until then, films had been made in the old Turin studios that were by then inadequate to the new technologies born in Hollywood. The Agnelli family granted the capital which was used to build Tirrenia studios, which were called Pisorno, as they were halfway between Pisa and Leghorn (Livorno in the Italian spelling). The first film was about Napoleon’s permanence on the Isle of Elba and the screenplay was written by Mussolini. Then other films were made and among the interpreters there were many international stars. The Pisorno studios saw the beginnings of news names who accompanied us almost until nowadays. Then it was all stopped by the war and, in the years of Italian cinema renaissance, Giovacchino Forzano, who invented Tirrenia studios, pays his friendship with Mussolini. He is short of funding and, tired and disappointed, he made for a sad wane. Hope is relighted in 1960, when Pisorno bankrupt has already been declared, thanks to Carlo Ponti and Sophia Loren, who rename “Cosmopolitan” the area. He is a successful producer; she, young and beautiful, has just won an Oscar with “La Ciociara”. At the auction they bought for a handful of million liras all the Tirrenia studios, where immediately Sophia is directed in “Madame San Gene”, with Robert Hossein. Due to Cinecittà competition as well, the dream vanished and now the whole Cosmopolitan area, at the back of Tirrenia, is now occupied by a large eighteen-hole golf course, by quality residential and tourist area, in line with tourist vocation of the Pisan coast.

29


(Hedy Lamarr) nella storia del cinema. Fra gli interpreti compaiono star internazionali come Viveca Lindofords, Olivia de Havilland, Frederich March insieme agli italiani più in voga, come Fosco Giachetti, Armando Falconi, Gino Cervi, Maria Denis, Doris Duranti, Osvaldo Valenti, Luisa Ferida. E compaiono nomi nuovi che ci accompagneranno fin quasi ai giorni nostri: Paolo Stoppa, Clara Calamai, Amedeo Nazzari, Totò, Macario, i fratelli De Filippo, Vittorio De Sica. Mario Monicelli, ha girato qui le sue prime scene da regista. Arriva Sophia Loren Poi tutto si ferma per la guerra e negli anni della rinascita del cinema italiano Giovacchino Forzano, l'inventore dei teatri di posa di Tirrenia, paga la sua amicizia con Mussolini. Gli mancano i finanziamenti e si avvia ormai stanco e deluso verso un maliconico tramonto. A riaccendere le speranze, quando nel 1960 già è stato dichiarato il fallimento della Pisorno, sono nientemeno che Carlo Ponti e Sophia Loren. Lui è un produttore di successo; lei, giovane e bellissima, ha appena vinto l'Oscar con “La Ciociara”. All'asta fallimentare comprano per una manciata di milioni di lire i teatri di posa di Tirrenia e subito Sophia vi gira “Madame san Gene”, con Robert Hossein. Poi tornerà a Tirrenia Vittorio De Sica per girare “I sequestrati di Altona”, da un dramma di Sartre e compaiono a rinnovare il sogno del cinema in Toscana Ugo Tognazzi e Annie Girardot (“La donna scimmia” di Marco Ferreri), Vittorio Gassman, Sandra Milo, Amedeo Nazzari e Philippe Leroy (“Frenesia d'estate” di Luigi Zampa), Marcello Mastroianni, Virna Lisi, Enrico Maria Salerno (“La decima vittima” di Elio Petri).

E ora c'è un campo da golf Ma il cinema italiano è ormai radicato a Roma, a Cinecittà, e ben presto un produttore scaltro e navigato come Carlo Ponti se ne rende conto. L'ultimo film è “L'assoluto naturale” di Mauro Bolognini con Sylva Koscina e Ponti, mentre la Loren già naviga in acque internazionali, spenge i riflettori del set tirreniese presentando un progetto per una megalottizzazione immobiliare sui terreni che ha comprato insieme ai teatri di posa fondati da Forzano. Quel progetto non andrà mai in porto perchè aveva dimensioni eccessive, ma oggi l'intera area alle spalle di Tirrenia è occupata da un grande campo da golf a 18 buche e da insediamenti residenziali e turistici di qualità. Tutto sommato aveva avuto ragione Carlo Ponti e ritenere concluso per sempre il sogno del cinema a Tirrenia ed a prefigurare per quell'area un futuro diverso, in linea con la vocazione turistica del litorale pisano.

30


31


REP OR TA G E

Nasce il porto iracheno di

Al Faw:

un nuovo corridoio mesopotamico che unisce Europa e Asia

DALLE CENERI DELLA GUERRA DEL GOLFO NASCE UN'INFRASTRUTTURA MADE IN ITALY DESTINATA A CAMBIARE LE ROTTE PER L'ASIA.

Un'opera colossale, da oltre 5 miliardi di euro, nel Golfo Persico, non lontano dalla foce del Tigri e dell'Eufrate, sette volte più grande dello scalo portuale di La Spezia: stiamo parlando del progetto di costruzione e manutenzione del nuovo porto di Al Faw. Protagoniste le imprese made in Italy. Il consorzio italiano Iceaf (Italian Engineer Contractor For Al Faw) si è aggiudicato l'appalto per il progetto, per un valore complessivo di 48 milioni di euro. Il Consorzio è composto da aziende come Impregilo, Finconsit, Technital, Sarno, Progetto Europa, Sina, Moratti, Sinest, Rsg, e realizzerà lo scalo in varie fasi. Il Governo iracheno è in cerca di nuove partnership, di tecnologie, competenze, strumenti manageriali. Nell'affare possono quindi entrare anche altre aziende, soprattutto ad alta tecnologia. Il progetto, della durata di 15 mesi, prevede la realizzazione di oltre 10 chilometri di banchine, aree di stoccaggio merci e silos per grano per 4,6 milioni di metri quadri, un milione di metri quadri di strade, ferrovie e servizi, per un movimentazione prevista in sette milioni di container all'anno. Quattro anni il tempo previsto per la realizzazione.

32

Il futuro economico dell'Iraq dipenderà anche dai destini di questo porto. Sarà l'unico porto di Bagdad e si candida ad entrare in concorrenza con il Canale di Suez come via privilegiata per le merci asiatiche destinate ai mercati europei. Il porto si chiamerà Gran Faw e sorgerà sull'omonima penisola alla foce del Tigri, oggetto di una delle più sanguinose battaglie della guerra in Iraq. Sarà dotato di un terminal petrolifero e di impianti per la movimentazione di diverse tipologie di merci, un terminal container in acque profonde. Secondo gli obiettivi del Governo di Bagdad, Al Faw sarà uno dei dieci più grandi porti del mondo e sarà il perno principale iracheno per riconquistare una posizione strategica centrale sulle rotte dei grandi traffici fra Estremo Oriente ed Europa. Una nuova rotta del traffico di merci verrà convogliata in un canale secco, un canale che ospiterà una linea ferroviaria a più binari, e un'autostrada destinata ad attraversare da sud a nord il paese raggiungendo la frontiera turca, al fine di raggiungere i mercati mediorientali e quelli dell'Europa dell'Est.


Ministro Frattini: "L'ITALIA PERSEGUE UNA POLITICA EURO-MEDITERRANEA CHE COINVOLGE ANCHE I PAESI DEL GOLFO" Discorso del Ministro Frattini alla Commissione Mista Italia Iraq "L’Italia ha aperto una nuova stagione nelle relazioni con i paesi del Golfo Persico attribuendo loro una portata strategica. L’opportunità che ci ha spinto a compiere questo salto di qualità nasce dalla consapevolezza di appartenere tutti noi ad una regione centrale per gli equilibri internazionali: il “Mediterraneo allargato”. L’Italia persegue cioè una politica euro-mediterranea che coinvolga pienamente anche i Paesi del Golfo. Includere la “terza sponda” di quel Mare è infatti fondamentale per la stabilità dell’intera regione, per la sua integrazione economica, per svilupparvi le necessarie infrastrutture energetiche, di trasporto e di telecomunicazioni. In questa sua strategia e nei frequenti contatti ad alto livello avuti con i Paesi del Golfo l’Italia ha sempre messo in luce l’importanza di sviluppare un’attenzione prioritaria nei confronti dell’Iraq, improntata alla fiducia e alla collaborazione. In questo senso esiste un’opera, il porto di Al Faw, che simboleggia questo potenziale triangolo

di cooperazione tra Italia, Iraq e Golfo. La sua realizzazione – che avrà bisogno anche dei finanziamenti dei Paesi del Golfo - ha una rilevanza strategica poiché quel porto è destinato a diventare uno snodo cruciale del sistema dei trasporti, dell’approvvigionamento e delle esportazioni dell’Iraq, un corridoio mesopotamico parallelo al canale di Suez per i collegamenti tra il Mediterraneo e l’Oceano indiano e tra l’Asia e l’Europa. Un consorzio italiano, come noto, ha prodotto lo studio di fattibilità del porto e si accinge a firmare il contratto per la sua progettazione".

IRAQI PORT OF AL FAW IS BEING BORN: A NEW MESOPOTAMIAN PASSAGE UNITING EUROPE AND ASIA. A colossal work of more than 5 billion Euro, in the Persian Gulf, not far from Tigris and Euphrates mouth. The project, which is due to last 15 months, involves realizing more than 10 kilometres of quays, goods storage areas and wheat silos on a average surface of 4,6 million square metres, in addition to one million square metre of roads, railways and services, intended for a total movement of seven million containers a year. The time scheduled to carry out the project amounts to four years. Gran Faw will be the name of the port, and it will stand over the homonimous peninsula at the Tigris mouth, where one of the most bloody battle in the Iraqi war was fought. The port will be equipped with an oil terminal, with systems for the handling of various types of goods, and with a terminal container o deep waters. According to Baghdad government, Al Faw will be one of the ten largest ports in the world and it will be Iraqi mainstay to regain a central strategic position on the routes of the great trades between Europe and the Far East. Italian consortium Iceaf (Italian Engineer Contractor For Al Faw) obtained the project contract for an approximate value of 48 million Euros.

33


L’invincibile

ARMATA DEL

Dinghy

RESISTENDO IN MODO INSPIEGABILE A UN MONDO SEMPRE PIÙ FRENETICO E SENZA SPAZI PER ROMANTICISMO E FANTASIA, UNA SEMPLICE, ANTICA E GENEROSA BARCHETTA A VELA, SPINTA DA UN SUCCESSO INARRESTABILE VOLA ORMAI VERSO IL TRAGUARDO DEL SUO PRIMO CENTENARIO

34

È IL DINGHY 12’ NATO IN INGHILTERRA NEL 1913, RITROVATO DA NOI LA SUA PATRIA ADOTTIVA E UNA POPOLARITÀ SENZA FINE. Le tappe del successo. L’avvocato inglese George Cockshott di Southport, che si dilettava a disegnare imbarcazioni a vela e a motore, decide nel 1913 di partecipare al concorso indetto dalla Boat Racing Assiciation per un progetto di una piccola deriva in grado di procedere con la sola randa o a remi, con una o due persone di equipaggio e soprattutto dai costi di costruzione e di manutenzione assai contenuti: caratteristiche particolarmente sentite agli inizi

del ‘900 quando la vela sportiva era ancora prevalentemente riservata ai grandi yachts che richiedevano ingenti capitali ed equipaggi numerosi di professionisti per la conduzione. Il progetto di Cockshott vince il concorso e così nasce il Dinghy 12’, barca dalle dimensioni ridotte - tre metri e sessantacinque per un metro e quarantacinque -semplice e maneggevole ma con ottime qualità tecniche e marine. Si diffonderà rapidamente in Inghilterra e nei paesi dell’Europa settentrionale, Olanda Norvegia, Svezia, Danimarca e Germania; nascono numerose flotte e si fanno le prime regate interclub.


italiano, oggi il più anziano tra quelli che ancora si fanno in Italia. Nel giro di pochi anni il Dinghy è la barca più diffusa e con il maggior numero di unità prodotte per anno. Diventa la barca scuola di tutti i centri velici della penisola e l’attività agonistica, nonostante l’assenza di carrelli stradali per i trasporti che avvengono via ferrovia o nave, si svolge su tutto il territorio nazionale. Per quaranta anni il successo del Dinghy sarà incontrastato, poi l’avvento d’imbarcazioni di concezione più moderna e l’introduzione della vetroresina nelle costruzione nautiche spengono l’interesse della maggioranza dei dinghisti e il Dinghy si limita a essere oggetto di culto per una ristretta schiera di amatori. L’oscurantismo però non dura a lungo e già a metà degli anni ’70, dopo l’istituzione dell’associazione di classe e l’apertura alle costruzioni in vetroresina, imbarcazioni più spinte, più sicure e che richiedono minor manutenzione, Lentamente ma in costante crescita il Dinghy riconquista la scena, si ricostituiscono nuove flotte, e dopo molti anni si ritorna a regatare in zone completamente dimenticate come Napoli, Anzio, Palermo e più recentemente Riccione e Trieste. Antichi costruttori (Patrone di Ceriale e Lillia di Musso) abbandonano la costruzione degli scafi di legno per quelli di vetroresina; nascono nuovi cantieri che adottano la vetroresina, ma con le rifiniture di legno (Nauticalodi di Lodi, Bonaldo di Chioggia, Sant’Orsola di S. Michele di Pagana) mentre solo tre costruttori rimangono fedeli alla costruzione interamente di legno (Riva di Laglio, Colombo di Grandola ed Uniti e Archetti di Montisola).

Finiti gli echi della prima guerra mondiale (1915-1918) nel 1920, riprendono i Giochi Olimpici in Belgio e il Dinghy, che l’anno precedente aveva ottenuto lo status di “stazza internazionale”, è ammesso quale classe olimpica. Lo sarà anche nel 1928 nell’Olimpiade olandese, dove per la prima volta è presente un timoniere italiano, il triestino Tito Nordio che, senza aver mai visto prima un Dinghy, si classifica al sesto posto sulle venti nazioni partecipanti. Così gli italiani scoprono il Dinghy: nel 1929 si costruiscono a Capodistria i primi scafi e nel 1931 a Zara viene effettuato il primo campionato 35


36


Agli inizi degli anni 2000 si registra un’esplosione del fenomeno Dinghy. Aumenta il numero dei regatanti che stanchi di gestire barche ed equipaggi impegnativi approdano al Dinghy che, con auto e carrello, permette di raggiungere in totale autonomia qualunque località. Dai laghi lombardi al Tigullio, da Chioggia all’isola d’Elba, da Anzio e Bracciano a Napoli e Palermo: cento regate a stagione senza conoscere soste con i campionati invernali in alcune zone e oltre duecento timonieri a punti nella ranking list nazionale. Prestigiosi trofei sono messi in palio ogni anno e dopo il Campionato Italiano e la “Coppa Italia” il Trofeo Siad “Bombola d’Oro” che lo Yacht Club Italiano organizza a maggio nella splendida cornice di Portofino, è un appuntamento irrinunciabile, un avvenimento che abbina l’agonismo con l’effetto mondano richiamando anche regatanti dall’Olanda, dalla Germania, dalla Turchia e dal Giappone . Lo stand dell’Associazione Italiana Classe Dinghy 12’ al Salone di Genoa dove vengono esposti gli scafi che rappresentano la tipologia delle costruzione (legno-vetroresina con rifiniture di legno-sola vetroresina) attira ogni anno un vasto pubblico ed accresce sempre più l’interesse e la diffusione del Dinghy. La comunicazione è affidata alla pubblicazione del notiziario settimanale on-line Dinghy News inviato a oltre cinquecento indirizzi della mailing list e al sito web www.dinghy.it costantemente aggiornato e ricco di ogni informazione riguardante la Classe, la sua storia, i regolamenti e l’attività agonistica (bandi, cronache e classifiche di tutte le regate), il mercatino e la foto gallery. Anche la produzione editoriale è una preziosità esclusiva della Classe. Dopo il volume “La leggenda del Dinghy” che racconta la storia della barca dalle origini al 2000, anno di pubblicazione, ogni anno è dato alle stampe l’ “Annuario”, un volume di oltre 300 pagine che documenta con notizie e foto tutta sull’attività effettuata. Nel 2010 è stato anche pubblicato un volume elegantemente curato dedicato interamente al Dinghy classico con allegato il “Registro Italiano” di tutti gli scafi di legno costruiti e stazzati dal 1929 al 2010 e di quelli ancora esistenti. Per valorizzare e incentivare l’attività degli scafi di legno la Sezione Classici dell’associazione di Classe organizza un circuito annuale riservato alla categoria., articolato su sei tappe, tre sul mare (Varazze-Napoli-Riccione) e tre sui laghi (Bracciano-Bellano-Torre del Lago); quest’ avvenimento ha negli ultimi anni attirato un numero sempre crescente di barche e timonieri. 37


Nel processo d’internazionalizzazione in corso da anni per riunificare gli appassionati dinghisti dei vari Paesi dove la barca è maggiormente diffusa, si è organizzata a luglio del 2010 a Bracciano la prima World Cup, un campionato del mondo a tutti gli effetti anche senza aver ottenuto ancora il riconoscimeno I.SA.F e che ha registrato la presenza di 93 barche suddivise tra scafi “moderni” di vetroresina e “classici” di legno, tra cui 16 olandesi, 1 inglese 1 tedesco, 1 francese 1 irlandese 1 polacco, 1 canadese e 71 italiani. Campione mondiale per la categoria “moderni” è risultato l’olandese Pieter Bleeker, e per la categoria “classici”, l’italiano Vincenzo Penagini.

La filosofia del Dinghy e del dinghista “Come mai un’imbarcazione come il Dinghy, differente da tante altre belle e famose barche, ogni anno celebra il proprio successo in un paese come il nostro governato dalle mode, tendenze e ricerca dell’effimero? Il primo motivo, e più ovvio, è che il Dinghy affascina chi sa cogliere il bello nell’apparente brutto. Di fronte all’evoluzione che ha subito la vela in questi anni , con alberi che toccano il cielo e scafi dalle forme arroganti, il Dinghy non ha cambiato la propria fisonomia, non ha rinunciato alla propria identità di imbarcazione scialuppa. I nuovi materiali, peraltro, non hanno snaturato l’identità originaria del progetto. Il secondo motivo sta nell’assoluta atipicità dell’armatore. Ma chi è l’armatore tipo di un Dinghy? Salvo rarissime eccezioni, ti avvicini al Dinghy da grande, quando ti accorgi che gli altri modi di fare vela (costosi cabinati, snervanti monotipi, atletiche derive) non ti divertono più. Scopri allora che il giocattolo Dinghy, il piacere di fare vela da solo, di organizzare barca, carrello stradale e accessori a tua immagine e somiglianza, e qui la fantasia veramente non ha limite. La barca del dinghista, in legno o vetroresina, è sempre lucidata a specchio, attrezzata con quanto di meglio offre il mercato e dotata di corredi di teloni da fare invidia ai più agguerriti consorzi di Coppa America. Ma è prima e dopo la regata che si consuma il “godimento” del dinghista. Certo in acqua cerchiamo tutti di dare il meglio, ma il mancato risultato non genera mai i tristi pensieri del velista sconfitto (dovrò cambiare equipaggio, vele? Dovrò cambiare classe? Non sarà meglio cambiare sport?) per il semplice fatto che in Dinghy vinci in quanto ci sei. Possiedi una barca dalle forme inquietanti che spesso ti soffermi ad ammirare. Fai parte di un gruppo di amici che ha ancora la capacità e il piacere di trovarsi tutti insieme”.

Paolo Rastrelli Fabrizio Cusin

VALENTIN MANKIN Finn Class World Championship 2nd place 1967 Finn Class Olympic Gold Medallist Mexico City 1968 Tempest Class Olympic Gold Medallist Munich 1972 Tempest Class World Champion 1973

Tempest Class Olympic Silver Medallist Montreal 1976 Star Class European Champion 1979 Star Class Olympic Gold Medallist Moscow 1980 Currently Technical Director & Head Coach of the Italian Olympic sailing team

It was a great pleasure when Fabrizio [Cusin] introduced me to the 12' dinghy. I liked both his GRP and his wooden boat. The wooden one evoked extraordinary memories of the time when, in another wooden dinghy, I was training for the conquest of my first Olympic medal in the Finn class. I recalled the sound of the water on the hull, which gave me an incredible sense of well-being. I raced the dinghy: a difficult, technical, but safe boat; suitable for beginners and both young and old; but also suitable for those professionals wishing to improve their sailing skills. Not too biased towards windward sailing and not too unstable, even in strong winds. The fact that she is not a very fast boat is also an advantage allowing her crews to better develop their tactical racing skills. Dinghy sailors are friendly and charming, as is this marvellous boat. Long live the 12' dinghy. Valentin Mankin

the invincible

ARMADA OF DINGHIES Inexplicably holding its own against an increasingly frenzied world where there is no room for romance and creativity, a simple, ancient and generous sailboat is pushed by an unstoppable success to the target of its first 100th anniversary. It is the Dinghy 12’ created in England in 1913 and landed in Italy nearly twenty years later, finding its country of adoption and never-ending success in our country. The philosophy of the Dinghy and the dinghy owner. “Why does such a boat as the Dinghy, which is so different from so many other beautiful and famous boats, celebrates its success year on year in a country like ours, ruled by fashions, trends and the pursuit of the ephemeral? The first and most obvious reason is that the Dinghy fascinates those people who see beauty in what looks ugly. Faced with the evolution that sailing has gone through over the last few years, the Dinghy still looks the same, it has not given up on its identity as a lifeboat. In addition, the new materials have not perverted the original identity of its design. The second reason is the owner’s uniqueness. Except in very few circumstances, you approach the world of dinghies when you are older, when you realise that any other way of sailing (expensive cabin cruisers, nerve-racking one-design boats, athletic centerboarders) is no fun any more. The owner’s dinghy, made of wood or fibreglass, is unfailingly polished to a sheen, fitted out with the very best the market can offer and provided with kits of tarpaulins that would be the envy of the fiercest America’s Cup teams. But it is before and after the race that the dinghy owner comes into his own. You belong to a group of friends who still can and like to see each other.

38


39


a

In barca nel parco:

BOCCADARNO si può

IL PROGETTISTA PAOLO SAMMARCO RACCONTA COM'È FATTO IL NUOVO PORTO

di Giuseppe Meucci Un porto turistico in un parco naturale è una vera rarità in tutto il Mediterraneo e certamente una cosa fino ad ora mai vista fino sulle coste italiane. Chi vuole può trovarlo a Boccadarno, alla foce del principale fiume della Toscana che dopo avere attraversato il centro storico di Pisa, fra grandi testimonianze monumentali e illustri memorie storiche, incontra il mare a pochi chilometri di distanza, inoltrandosi nel cuore del più vasto ambiente protetto della Toscana: il Parco Naturale di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli, appunto. A conclusione di un lungo iter progettuale il porto di Boccadarno, i cui lavori sono iniziati nell'aprile 2010, comincia ad essere una realtà che si tocca con mano nella grande area sulla riva sinistra della foce del fiume toscano, a Marina di Pisa. È lì che per più di settant'anni si sono innalzati i grandi capannoni prima di una fabbrica di aeroplani e poi di componenti per auto, fino all'abbandono e alla loro trasformazione in ruderi fatiscenti.

40


Ora nello spazio aperto che si affaccia sul mare in seguito alla demolizione degli ex capannoni le ruspe vanno avanti e indietro e si comincia a intuire la forma del bacino portuale. I primi acquirenti già si sono fatti avanti e l'interesse per questa infrastruttura per il diportismo situata fra Viareggio e Livorno cresce. Sarà pronta per accogliere le barche prima dell'estate del 2012. Ma cosa vuol dire, in concreto, progettare e costruire un porto in una zona sottoposta a particolari vincoli ambientali, a poche decine di metri da un vero e proprio santuario naturalistico come la tenuta di San Rossore, che si affaccia sulla riva destra ed è stata residenza privilegiata dei Granduchi di Toscana, dei Re d'Italia e poi dei Presidenti della Repubblica?

La domanda la rivolgiamo al professor Paolo Sammarco, docente di idraulica all'università romana di TorVergata e autore insieme al professor Alberto Noli della Modimar del progetto che per conto della “Boccadarno Porto di Pisa spa”, proprietaria dell'area, sta trasformando la foce pisana in un approdo turistico destinato a far parlare di sé. “È vero: un porto come quello di Boccadarno, inserito in un contesto di grande pregio storico e ambientale com'è quello del Parco toscano non ha molti eguali. Forse è addirittura un unicum. Ma prima di tutto dobbiamo ricordare che progettando e realizzando il porto abbiamo bonificato e riqualificato un'area che, pur essendo inserita in una zona protetta, era fra le più degradate della costa toscana. Abbandonati da circa vent'anni e ormai fatiscenti i ruderi della ex fabbrica deturpavano l'intera costa pisana. Aggiungo che probabilmente il Parco naturale – o comunque gli enti pubblici competenti - non avrebbero mai avuto le risorse per acquisire l'intera area, che era ed è proprietà privata, per fare la bonifica che è stata fatta. Non è poco avere liberato la foce dell'Arno da quei capannoni industriali che fin dal giorno della loro costruzione sono risultati un corpo estraneo nell'abitato di Marina di Pisa. Uno sfregio ormai intollerabile in un paesaggio e in una prospettiva celebri. Non dimentichiamo che siamo alla foce dell'Arno e la Torre Pendente si vede quasi a occhio nudo. Passi quando quella fabbrica dava lavoro a centinaia di persone, ma dopo che era abbandonata da anni ...”.

Veniamo al porto vero e proprio. Come l'avete pensato? “Le caratteristiche ormai sono note: 350-370 posti barca, banchine e pontili dotati di tutti i servizi, un'area commerciale e di servizi, posti auto coperti, una grande passeggiata sulla riva sinistra della foce e l'intera zona portuale rigorosamente pedonale e aperta a tutti, intesa cioè come la naturale prosecuzione dell'abitato di Marina che così recupera spazi e prospettive che da decenni gli erano stati sottratti. In sintesi si può dire che dal punto di vista estetico abbiamo voluto restituire a Marina quello che storicamente le appartiene: la foce dell'Arno”.

L'intera costa pisana è da tempo interessata da vistosi fenomeni di erosione. Come avete affrontato il problema realizzando un porto proprio in una zona critica come la foce dell'Arno? “Non abbiamo toccato nulla dell'assetto esistente. Quello dell'erosione delle coste è un fenomeno ampio e complesso e per non andare a interferire in un equilibrio delicato e difficile ci siamo limitati a progettare il porto all'interno delle opere fisse di difesa della costa già esistenti. Le attuali scogliere di protezione lungo la costa non saranno in alcun modo modificate, ma soltanto rafforzate e migliorate ai fini della loro funzione. Non nascondo che sarebbe stato più vantaggioso ai fini della navigazione e per gli interessi della società che realizza il porto ampliare il bacino di ormeggio e ricavare posti barca in più con moli e strutture aggettanti in mare, ma questo avrebbe voluto dire mutare il disegno della costa. Un rischio che, d'intesa con gli enti pubblici preposti all'approvazione del progetto e ai controlli, non abbiamo voluto correre. Con l'arrivo del porto, insomma, nulla cambia nel disegno della costa pisana in quel tratto”.

Proviamo a immaginare il nuovo porto così come si presenterà a chi raggiunge l'area da Pisa o da Marina “Si vedranno le barche in acqua e l'intera area sarà percorribile a piedi. Ma il vero elemento centrale, quello più caratterizzante dell'intero progetto, sarà il molo nord, che delimita la riva sinistra della foce fino ad ora caratterizzato da una diga informe e spesso disomogenea di massi. A progetto ultimato diventerà una lunga passeggiata pedonale, sopraelevata di un paio di metri sul livello della massicciata attuale, sotto la quale saranno ricavati i posti auto. Chi la percorrerà a piedi vedrà alla sua sinistra il bacino con le barche ormeggiate e a destra l'ampio specchio d'acqua della foce con la spiaggia di San Rossore, la Versilia e le Apuane sullo sfondo. In tutta l'area del porto realizzeremo ampie zone verdi con piante di tamerici, come ci ha indicato la commissione scientifica del Parco Naturale. 41


In vetrina al Salone di Genova il porto e i cantieri di Pisa “terra aperta sul mare”

Altri punti da chiarire sono il cosiddetto “cuneo salino”, cioè l'infiltrazione di acqua salmastra nei terreni circostanti e il disinquinamento del bacino portuale. “Abbiamo pensato anche a questo, sulla base delle prescrizioni allegate all'approvazione del progetto da parte del Comune, dell'Ente Parco Naturale e della Soprintendenza ai Beni Ambientali. L'area portuale, a est e a sud ovest, là dove confina con la terraferma, sarà delimitata da un diaframma in cemento armato che scende fino a 17 metri, ben oltre lo strato di argilla impermeabile che incontriamo dopo gli strati sabbiosi e permeabili. L'isolamento del bacino dai terreni circostanti è così garantito. Inoltre è previsto il completo recupero non solo delle acque nere e di quelle di sentina delle barche che saranno trattate e disinquinate con fognature separate, ma anche di quelle piovane che cadono sulle banchine”.

Con l'indovinato slogan “Una terra aperta sul mare”, il mondo della nautica pisana si è messo in vetrina – e che vetrina! - al Salone Internazionale di Genova. Lo stand allestito per illustrare quella che è una realtà in concreta evoluzione è stato una delle novità più apprezzate nel settore espositivo ligure destinato ai servizi e alle infrastrutture. Molti, infatti, erano gli approdi turistici in mostra nel grande padiglione centrale del salone, ma nessuno, a detta dei visitatori, con le caratteristiche e l'appeal di quello di Boccadarno. La sua collocazione nel più grande parco naturale della Toscana, la vicinanza alle città d'arte e alla Versilia e l'aeroporto internazionale “Galilei” raggiungibile in pochi minuti d'auto sono state giudicate vere e proprie carte vincenti. A questo si deve aggiungere il recente completamento della nuova darsena nell'area

Ultima domanda: perché l'ingresso del porto è orientato a sud ovest? “È stato un tema sul quale abbiamo riflettuto a lungo e la soluzione scelta ci è parsa la migliore, anche dopo aver studiato la frequenza e l'intensità dei venti su questo tratto di costa. L'imboccatura verso sud ovest a moli convergenti è la più agevole. Le soluzioni alternative, a ovest o a nord ovest, avrebbero finito con l'influire sul deflusso del fiume alla foce e sulla dinamica costiera modificando un equilibrio esistente. Con l'imboccatura a sud ovest invece la linea di costa esistente non cambia e il porto sarà accessibile in caso di venti da libeccio non particolarmente forti. Si potrà entrare evitando di navigare con il mare “al traverso” e pilotando la barca con il cosiddetto assetto “al giardinetto”. E chi va per mare sa quanto questo sia più vantaggioso”

42

The harbour of Boccadarno A TOURIST PORT IN A NATURAL PARK

A real rarity in the whole Mediterranean Sea and a thing never seen before on the Italian coast. Those who are interested can find it at Boccadarno, at the mouth of the Tuscan main river which, after flowing through the historical centre of Pisa between monumental testimonies and illustrious memories, reaches the sea just a few kilometres away, entering the widest protected environment of Tuscany: the San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli National Park. The port will be ready before 2012’s summer and - according to the project by professor Paolo Sammarco, Hydraulic Engineering teacher at the University of Torvergata of Rome - it will have 350-370 berths and its mooring basin on the left banks of the Arno’s mouth will be connected with a pedestrian zone to Marina di Pisa built-up area. Thanks to the initiatives of “Boccadarno Porto di Pisa spa”, the new port was authorized by the competent authorities after a particularly accurate inspection of the project, as it is located inside of an area with great environmental value, protected by a Natural Park and by the European regulations. The ones who decide to walk through it will see on their left the basin with the moored boats and, on their right, the wide expanse of water of the Arno’s mouth, the beach of San Rossore, the Versilia and the Apuan Alps as a background. All around the port area, there will be a vast green zone, as indicated by the Natural Park’s scientific commission. The port of Boccadarno, situated halfway between Viareggio and Livorno on the Tuscan coast, can be easily reached in a few minutes from Pisa international airport Galileo Galilei. The mouth faces south-west and was projected considering the frequency and strength of the winds blowing on this stretch of coast.


cantieristica sul Canale dei Navicelli e lo sforzo per l'innovazione tecnologica nel settore della nautica messo in campo dalla Spa Navicelli, la società pubblica che gestisce la via d'acqua fra Pisa e Livorno oggi al centro dell'attenzione di grandi aziende cantieristiche che cominciano a guardare al dopo-crisi. Nell' area attrezzata sorta sul canale per iniziativa di capitali privati riuniti nella “Sviluppo Navicelli srl” è infatti già operativo l'impianto di Codecasa e presto arriveranno Canados, Overmarine, Virde e altri. La presenza pisana al salone di Genova ha poi avuto un momento di sintesi, documentato dal servizio fotografico che presentiamo in queste pagine, quando la nautica all'ombra della Torre e le sue prerogative sono state illustrate alla stampa specializzata e agli operatori del settore. A introdurre il tema è stato l'ingegner Giovandomenico Caridi, presidente della Spa Navicelli, che ha organizzato e coordinato la presenza pisana al salone. Quindi sono seguiti gli interventi del presidente della “Boccadarno Porto di Pisa spa” Stefano Bottai, del presidente della Provincia Andrea Pieroni, del presidente

della Camera di Commercio e dell'Unioncamere Toscana Pierfrancesco Pacini e del sindaco Marco Filippeschi. E' stata la dimostrazione concreta che quando le iniziative imprenditoriali convergono con la volontà politica si possono avere ottimi risultati e benefici che ricadono sull'intera collettività in termini di crescita economica e occupazione. Nel corso della conferenza stampa è stato anche presentato “Cosmonautica Magazine” che dal numero precedente, con contenuti e veste grafica rinnovati, si è candidato ad occupare un posto non secondario nel novero delle riviste specializzate.

43


Il sogno di Cosimo LA NASCITA DELLA CITTÀ-FORTEZZA DI

COSMOPOLI ( P O R T O F E R R A I O ) E DEL PORTO MARITTIMO DI LIVORNO LO SVILUPPO DEL DOMINIO MARITTIMO Al primo granduca di Toscana furono riconosciuti dai suoi stessi contemporanei grandissimi meriti: spregiudicatezza, forza di volontà, uso oculato delle finanze, degli eserciti e relative conquiste; l'aver operato con le più grandi menti sia nel campo politico e militare che in quello dell'arte e della creatività. L'elenco sarebbe molto lungo; tuttavia non possiamo dimenticare la sua indiscussa, decisa e ferrea volontà nei confronti dei rivali. In questo caso però vogliamo trattare di un aspetto che getta una grande luce sulla sua opera: l'aver voluto, programmato e operato nei confronti di uno sviluppo economico, politico e militare della Toscana, diretto verso il mare, attraverso la creazione di un Ordine militare, cavalleresco di carattere religioso, a difesa della fede, una flotta militare e infine una flotta commerciale. Cosimo vuole riprendere la funzione strategica di potenza marinara a suo tempo gestita magnificamente da Pisa, vera capitale italiana nel Mediterraneo medievale. Fino dai tempi dell’invio del Guicciardini e del Machiavelli nel principato di Piombino, Cosimo

44

I de’ Medici, signore di Firenze, sogna e dà vita a una grande intuizione: lo sviluppo di un dominio marittimo sulle coste del Tirreno e soprattutto sulle isole dell'Arcipelago, tra le quali, l'Elba, la più grande, di grande interesse economico grazie ai ricchi giacimenti di ferro che, ben organizzati e rilanciati finanziariamente, assieme ad altre ricchezze che l’isola ha sempre offerto, come il granito, la pesca dei tonni, la pastorizia e la produzione dei vini, possa dare ricchezza e potere al governo mediceo in una direzione marittima che nessuno del suo casato aveva osato percorrere con così tanta forza di volontà.

L'INVESTITURA SUL PRINCIPATO DI PIOMBINO Politico abituato alle più sottili mosse, attende il momento propizio e quando l’imperatore Carlo V chiede un grosso prestito a i banchieri fiorentini, il giovane Cosimo Medici pretende l’investitura sul principato di Piombino, aiutato in questo da ulteriori fatti interni a Firenze, come il tentativo di Filippo Strozzi di occupare l'Elba e l'Arcipelago sotto la protezione di una flotta franco-barbaresca.

Questo nuovo avvenimento politico-militare sembra accelerare il convincimento spagnolo di affidare tale feudo al Medici, se non altro per il fatto di essere legati alle sorti di Spagna per questioni economiche e finanziarie; in parole povere, Carlo V intende dare in pegno territoriale l’Elba, in cambio del prestito ricevuto dalla banca dei signori di Firenze. Comincia così a concretizzarsi il sogno di Cosimo, quello cioè di fare dell’Elba la punta avanzata della presenza navale fiorentina e toscana nel Tirreno, collegando la fondazione delle città-fortezza di Livorno e di Cosmopoli con l’istituzione di un Sacro Ordine Militare, su modello di quello Gerosolimitano e basato sulla Regola di San Benedetto. Proprio Cosmopoli avrebbe dovuto divenire sede dell'Ordine religioso-militare.

LA SPEDIZIONE ALL'ELBA E LE FORTIFICAZIONI DI COSMOPOLI Da Livorno, nell’aprile del 1548, Cosimo spedisce all’Elba una numerosa flotta di bastimenti carichi di materiali, vettovaglie; con mille soldati e trecento guastatori, sotto il comando


di Otto da Montauto e del Cuppano. Il primo architetto della nuova città è Giovambattista Bellucci, detto il Sanmarino, grande teorico dell’arte militare. Giunto a Firenze, conosce il giovane duca, divenendo primo ingegnere di corte. Cosimo I gli affida il progetto di costruzione di Cosmopoli, con i suoi tre capisaldi del Forte Stella, del Falcone e della Linguella, cinti da poderose mura. Quando, dopo pochi mesi, il Bellucci viene sostituito dal ‘Camerino ingegnere’, i lineamenti della città sono indelebilmente segnati quali ancor oggi si vedono. Nei mesi successivi la realizzazione architettonica prosegue sotto la guida di Giovanbattista Camerini, mentre l’intero sistema logistico viene affidato a Girolamo degli Albizi: mai si sono visti nell’isola tanti uomini lavorare alacremente nelle fornaci, nelle fabbriche, nello smantellamento e nella edificazione dei grandiosi basamenti, sui quali edificare i grandiosi bastioni ed i capisaldi difensivi.

IL NUOVO SCACCHIERE TIRRENICO Nello scacchiere tirrenico, la nascita rapida e portentosa di Cosmopoli crea problemi strategici alla potenza francese, poiché si capisce presto che di questa città-fortezza si avvantaggiano i galeoni e le flotte commerciali di Spagna e il pur piccolo ma potente granducato di Toscana. Anche Genova vede la rapida trasformazione di una sicura e tranquilla rada, mèta nella quale i suoi capitani marittimi, di ritorno dai viaggi dall’Africa settentrionale e dal Levante, hanno sempre potuto trovare rifugio, divenire rapidamente una delle più temibili roccaforti marittime nel Mediterraneo sotto influenza fiorentina e ispanica. L’ipotesi di Cosimo è basata sull'esperienza delle città-porti-fortezze somiglianti sempre più agli approdi fortificati di Rodi, di Candia e Malta, capisaldi cristiani sulle rotte levantine, in opposizione alla crescente influenza islamica sul mediterraneo orientale. La oculata presenza medicea nel Tirreno, dopo l’Elba, si era già rivolta verso Livorno, il portus pisanus medievale di Pisa, mettendo le basi per una

ST OR IA e DI NT OR NI baluardi e quegli intradossi che sono la parte più possente di Cosmopoli. Le linee generali ed il profilo della città tracciate dal Bellucci e successivamente dal Camerini continuano con la costruzione dei bastioni della Linguella, del Maggiore e dei Pagliai; su quest’ultimo è edificata la fortezza che prende il nome dalla sua stessa forma: la Stella. Il Camerini progetta i lavori di edificazione militare dalla parte della città che guarda a settentrione ed a ponente, facendo IL “FORTINO” COSMOPOLI E LA edificare un alto baluardo o cittadella, ancora CASA DEL DUCA più eminente dello Stella, denominato il FalcoNel 1549 continuano i grandi lavori: il gran numero di operai, coadiuvati da tagliatori di pietra, ne, da cui si può sovrastare l’intera città dal lato legnaioli, fabbri, producono e mettono in opera della darsena e proteggerla dal lato del mare calcina e pietre, tracciando nella viva roccia quei di settentrione. Dalla parte di terra fa innalzare quattro poderosi ‘fronti d’attacco’, di forma irregolare, che prendono il nome del Cannone, del Veneziano, delle Palle e della Cornacchia ed in questo viene aperta, nella viva roccia, la porta verso occidente, cioè verso l’interno dell’isola e la chiama Porta a Terra. Rifinisce l’assetto militare di Cosmopoli col bastione del Cornacchino e fra i due forti Falcone e Stella fa erigere quattro mulini a vento. Dalla parte di terra viene costruito un insieme di baluardi difensivi che comprendono il Ponticello ed il Fosso del Ponticello, con un piccolo bastione munito di batteria, un ampio fossato ed un ponte levatoio. Tale fossato , vero capolavoro di ingegneria militare, costruito per la lunghezza di 760 braccia e la larghezza di 36, comprende una muraglia, un ponte con pilastri, un casino della sentinella; opere ulteriormente perfezionate e rafforzate nei secoli XVII e XVIII. Per una migliore visione dei lavori, il Camerini si fa costruire una casa sulla collina di Santa Lucia, dalla cui sommità sovrintende i lavori e fa edificare una bella costruzione per ospitare Cosimo, nelle frequenti visite alla erigenda ‘città dell’ordine’. Da tale avvenimento, la località prende il nome di ‘Casa del Duca'. Nel palazzo detto della ‘Biscotteria’ viene istituita la sede del Commissario, il cui primo incarico è assunto da Francesco di Antonio Otto da Montauto. Quello è il luogo dove viene prodotto il ‘biscotto’, specie di galletta atta a ‘sfamare’ le centinaia di uomini adibiti alla voga nelle galere stefaniane. Questo edificio, originariamente deputato ad essere il centro del Sacro nuova e più grande città portuale fortificata; continuando comunque il rafforzamento di tutte le piazzeforti costiere. Il sogno si concretizza: Firenze, o per meglio dire il suo signore Cosimo I de’ Medici, che già ha costituito una flotta da battaglia, galere o galeazze accanto ad un certo numero di navi commerciali, guarda sempre di più verso il mare.

45


Cosimo’s dream HOW

COSMOPOLI ( P O R T O F E R R A I O )

FORTRESS-TOWN AND LEGHORN SEAPORT WERE BORN

Ordine Militare di Santo Stefano, è concepito come fortezza interna, con una vasta cisterna d’acqua, dove vengono prodotti e conservati i generi alimentari. Successivamente diviene la sede amministrativa di giustizia, del tesoro, del carcere ed infine sede del Governatore.

BENVENUTO CELLINI La fondazione di Cosmopoli è per il ducato mediceo un avvenimento di straordinaria importanza: gli affreschi nel Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio, o quelli della Loggia dello ‘Spedale degli Innocenti’, sono ordinati e fatti realizzare per tramandare ai posteri l’immagine di forza e di dominio di Cosimo e della sua capacità di espansione, sottolineando la visione strategica del mare, come luogo di nuovi orizzonti economici, politici e territoriali per Firenze e la Toscana.Quattro grandi iscrizioni in marmo sono poste sulle porte delle fortificazioni della Stella e del Falcone, mentre le altre due vanno a onorare le porte della città. Il più originale ed uno dei più grandi artisti dell’epoca, Benvenuto Cellini, è incaricato della fabbricazione di un bellissimo busto che viene posto sulla facciata del Forte Stella, capolavoro di cui parla lo stesso autore: “ (...) mediante la bella testa di bronzo che io ho fatto, così grande ritratto di Vostra Eccellenza Illustrissima, che s’è mandato all’Elba”. Arrivano in Cosmopoli artisti, contadini, marinai, soldati ed alcune famiglie dalla Toscana ed altre che, costruendo i loro bei quartieri, abbelliscono questa nuova fiorente città: i loro cognomi sono: Carpani, Rossi, Da Puccignoro, Forni, nobili milanesi, Celli, nobili pisani, Corsi, pilota di sei galere di S.A.R., Tiburzi, Bernotti, Ronca di Fabriano, Cocchi, Serafini, Baglioni-Coppi, Mochi, Rigoni e Lombardi. È ipotizzabile che, in questa prima fase di immigrazione di civili a Cosmopoli, siano stati interessati anche nuclei familiari di Ebrei, che qui giungono da varie parti della Toscana e da altri luoghi. Di questa comunità, le cui tracce documentarie divengono sempre più evidenti nei secoli XVII e XVIII, permangono, fino a tempi recentissimi, il perimetro murario del loro cimitero, alla fine del viale delle Ghiaie e la parte terminale della strada, detta degli Ebrei, successivamente rinominata via del Paradiso e attualmente conosciuta come via Elbano Gasperi.

46

FILIPPO II E LA LIBERA FRANCHIGIA DI COSMOPOLI Abbandonato il soglio imperiale per terminare le sua vita in monastero, Carlo V divide l’impero, affidando la Spagna coi suoi domini mediterranei e le Fiandre al figlio Filippo II, il quale, nel marzo del 1557, tratta col duca di Firenze la cessione della Repubblica di Siena e la Signoria di Piombino con l’Elba. La questione, squisitamente politica, è per Cosimo quella di non divenire un suddito di Spagna e di vedere così trasformato il Ducato di Firenze in un ‘dominio spagnolo’ . Così la lunga trattativa diplomatica ed economica si conclude con la rinuncia, da parte del Medici, a tutti i crediti che Firenze vanta su Madrid, in cambio della piena conferma della Signoria su Siena, che i Fiorentini riescono a conquistare definitivamente solo grazie alle armate spagnole, e sulla ‘enclave’ di Cosmopoli con poche miglia intorno, mentre il resto dell’isola ritorna alla Signoria di Piombino. Con editto del 1559, si stabilisce che chiunque venga ad abitare a Cosmopoli ha libera franchigia di persona e beni; qualsiasi pregiudizio o pena avesse contratto, esclusi i condannati a pene capitali e di ‘galera’. Viene dichiarata qualsiasi persona ‘immune da gravezza ordinaria e straordinaria’ e si stabilisce inoltre che le merci e mercanzie che si introducono in quel porto sono esenti da ogni dazio e gabella, tanto in entrata che in uscita. Con un accordo economico colla Signoria di Piombino, si ripristinano nuove escavazioni di ferro per impiegarvi operai, ‘concedendo loro quelle terre onde poterle coltivare e renderle fertili’. Viene altresì sancito che tutte le imbarcazioni qui costruite siano esentate dal pagamento di tasse nei porti e negli scali medicei.

To the first grand duke of Tuscany incredibly great merits were acknowledged even by his own contemporaries: unscrupulousness, strength of will, shrewd usage of finances, of the armies and of their conquests and, above all, to have worked with the greatest minds in political, military, artistic and creative fields. This list should be much longer; anyway, it is impossible not to mention his resolute and iron will displayed towards his enemies. Hereby, we would like to deal with an enlightening aspect of his achievements, i.e. having wanted, planned and worked so as to achieve an economic, political and military development of Tuscany on the sea. He created a military-religious order of knighthood to shield faith, a navy and a commercial fleet. Cosimo wanted to regain the strategic role of maritime power previously owned and splendidly ruled by Pisa, the true Italian capital of the medieval Mediterranean sea. From when Guicciardini and Machiavelli had been sent to the principality of Piombino, Cosimo I de’ Medici, the lord of Florence, had been dreaming and shaping a great intuition: developing a maritime dominion on the Thyrrhenian coast, mainly on the isles of the Tuscan archipelago, and in particular on the Isle of Elba. Besides being the largest island, the isle of Elba was of great economical interest thanks to its rich iron deposits. Once well-organized and financially relaunched, in Cosimo’s dream, they could have given wealth and power to the Medici’s rule; in addition, the Isle of Elba had always offered riches such as granite, tuna fishing, stock farming and wine production. Such wealth and power were to be directed toward a maritime direction that nobody in the House of Medici had ever dared to cover with such a strong will.

IL SOGNO INFRANTO DI COSIMO Il sogno di Cosimo si infranse contro forze troppo sovrastanti: le potenti flotte di Spagna, della Francia e delle altre potenze che navigavano nel Mediterraneo; la storia stessa non permise che tale sogno si realizzasse anche perché l’asse dei grandi interessi marittimi si stava ormai spostando sulle rotte atlantiche e degli oceani. L’Ordine dei cavalieri di santo Stefano fu spostato a Pisa, creando su volere di Cosimo e per opera del Vasari una delle più belle e storiche piazze italiane; rimane la grande intuizione e

il segno (sogno) di Cosimo con l’aver fondato due città-fortezza: Cosmopoli, cui i Lorena daranno il successivo nome di Portoferraio, vero capolavoro di arte militare marittima e Livorno, nodo marittimo di importanza strategica per lo sviluppo della Toscana.

Alessandro Canestrelli


47


ABITARE NATURALE:

NUOVE RESIDENZE TURISTICHE ECOSOSTENIBILI presso il

Parco di San Rossore A PISA

REP OR TA G E

48

Nelle immediate vicinanze del Parco Naturale di San Rossore Migliarino e Massaciuccoli sorgeranno tra poco nuove residenze turistiche ad alto valore ecologico e qualità abitativa. I nuovi fabbricati faranno parte del complesso ricettivo del Residence San Rossore, di proprietà della “Società Nuova srl”, situato a pochi minuti dalla piazza del duomo di Pisa, in un contesto di grande pregio naturalistico a contatto con la natura incontaminata del parco e all’interno di un sistema architettonico armonico, rilassante, equilibrato.

Il progetto, ideato dall’architetto Lucia Salvetti, comprende due nuovi fabbricati per un volume complessivo di circa 3100 mc., con appartamenti studiati per il comfort di una utenza dedicata al turismo, ed è basato su quattro punti fondamentali: 1. creare un sistema edilizio a basso impatto ambientale, alta efficienza energetica e bassissimo consumo; 2. utilizzare fonti di energia rinovabile; 3. utilizzare tecnologie di costruzione che consentano una rapida e sicura esecuzione, con parametri altamente performanti; 4. realizzare un luogo da abitare e vivere con piacere, all’insegna del comfort e del benessere, integrato con l’ambiente. Sulla base di questi principi i nuovi manufatti architettonici vengono realizzati con criteri di bioedilizia, utilizzando materiali in gran parte biodegradabili o riciclabili (legno, vetro, lana di roccia), sfruttando l’energia solare ed un sistema evoluto di approvvigionamento energetico con pompe di calore aria acqua a basso consumo; il tutto all’interno di grandi spazi verdi con essenze della flora mediterranea, che si riconnettono al contesto naturale in cui l’intervento è inserito. Le pareti dell’involucro esterno vengono rivestite con doghe in legno di larice nazionale, mentre pannelli di brise-soleil, realizzati con regoli


di legno che da terra arrivano all’altezza della copertura, producono ombreggiatura e riparo a logge e balconi; contribuendo a costruire un piacevole effetto estetico. I fabbricati vengono costruiti con muratura portante – per ridurre i tempi di realizzazione, con forniture in zona – e rivestimento “a cappotto” in lana di roccia, materiale altamente performante per le caratteristiche di coibentazione energetica ed acustica, ma anche non infiammabile e traspirante. Il sistema di riscaldamento e raffrescamento degli ambienti interni viene realizzato mediante pompe di calore di ultima generazione a bassissimo consumo, integrato con pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria, posizionati sulle coperture piane dei fabbricati, trasformate in “campi solari”. Gli ospiti del residence potranno godere di un ambiente di alta qualità ambientale ed estetica, all’interno di spazi abitativi in cui il comfort e la qualità costituiscono le basi del sistema all’insegna della qualità del vivere. Il prospetto ovest del fabbricato “a ballatoio” evidenzia l’integrazione dell’edificio nel contesto verde di grande qualità paesaggistica, mentre la soluzione scelta per l’involucro esterno con

ampie superfici rivestite con doghe di legno di larice e schermature di brise-soleil, aumentano il comfort abitativo migliorando la coibentazione e creando ombreggiature nelle logge e balconi. NATURAL LIVING: NEW ECO-SUSTAINABLE APARTMENT HOTELS IN SAN ROSSORE PARK IN PISA New eco-sustainable, high-quality apartment hotels will soon be built just close to the Natural Park of San Rossore Migliarino and Massaciuccoli. The project, developed by architect Lucia Salvetti, includes two new buildings for a total volume of approximately 3100 cube metres, with apartments designed with tourists’ comfort in mind, based on four key points: 1. Create a lowenvironmental impact, high-energy efficiency and very low-consumption development; 2. Use renewable energy sources; 3. Use highperformance building technology with which such buildings may be quickly and safely built; 4. Create a place to be lived in and enjoyed with pleasure, comfort and relax, in harmony with the surroundings.

RESIDENCE SAN ROSSORE Via del Capannone n. 4b 56122 PisaTel. +39.050.525201 LUCIA SALVETTI ARCHITETTO Via Santa Caterina n. 8 56123 Pisa Tel. + Fax +39.050.555613

49


VELA

Latina

quando andar per mare è slow sea UN TUFFO NELLA STORIA PER ASSAPORARE IL MARE E LE ANTICHE TRADIZIONI VELICHE di Anna Fabrizi

50


Vela latina: la parola non ha nulla a che fare con i latini, con la città laziale e tanto meno con il ballo bensì deriva da “vela alla trina”, ossia vela triangolare proprio perché, a differenza delle vele quadre, si sviluppava su tre punti, murati uno alla sommità o penna, uno alla base dell'antenna ed uno a prua. Le barche a vela latina regnarono nel mar Mediterraneo per più di cinque secoli; un bel primato se si pensa che fecero la loro apparizione in epoca tardo medievale e vennero utilizzate per scopi commerciali fino all'immediato dopoguerra, quando ancora i leudi (particolare tipo di barca molto maneggevole, in grado di raggiungere piccole insenature) arrivavano a Sestri Levante per portare botti di vino e di olio.

Oggi, con il trionfo dei motori marini e la necessità di andare sempre più in fretta hanno destinato il loro uso esclusivamente allo svago e all'agonismo. Nel 1983 è stata istituita a Stintino la prima regata di vele latine, nata per salvaguardare la numerosa flotta locale e da lì in avanti sono sorte alcune associazioni che, tra Liguria, Sardegna e Toscana, hanno lo scopo di diffondere le tradizioni veliche e divulgare i lavori/capolavori dei maestri d'ascia. Una di queste è Invelare (INiziative VEle LAtine e REgate) - www.invelare.it - portabandiera del concetto di slow sea ossia di un modo consapevole di andar per mare che, in analogia a quanto avviene con lo slow food, consente di assaporare l'atmosfera marina e privilegiare così le andature “dislocanti” o lente. Grazie al suo fondatore, l'architetto Roberto Roccati, è stato possibile provare alcune barche della flotta e passare un'intensa giornata di manovre nel golfo di Lerici.

51


Salire su una di queste imbarcazioni significa fare un tuffo nella storia ma anche capire meglio alcuni principi alla base del posizionamento delle vele e della costruzione degli scafi. Partiamo dalle differenze rispetto alla vela moderna; innanzi tutto sulle barche “tradizionali” non c'è deriva e non c'è boma. Per quel che riguarda lo scafo significa che il timone fa anche un po' da deriva e quindi diventa fondamentale il bilanciamento con la prua al fine di mantenere la rotta e per poter virare. In quest'ultimo caso è opportuno eseguire la manovra con una certa destrezza e mantenere la barca in velocità, non è sempre facile e per questo una regola di regata consente l'uso del remo qualora, dopo la prima virata mancata, non si sia ancora riusciti a cambiare di bordo. Per quel che riguarda la vela c'è poi una poesia di nomi e tecniche, a partire dall'antenna, un'asse diagonale che sostiene la randa per tutta

52

la lunghezza e che, in poppa, la fa assomigliare tanto ad uno spinnaker. Altra caratteristica sono le manovre fisse e correnti che, dovendo rispettare la tradizione, sono costituite da cordami e bozzelli in legno, come le bigotte alla base delle sartie. Vi sono poi tipologie di barche diverse a seconda della conformazione dello scafo, a poppa tronca o tonda come Ninin, il gozzo di 6 metri sul quale siamo saliti grazie a Giancarlo, l'armatore e a Oscar, il comandante che, con pazienza, ha cercato di erudirci sui termini, la storia e le caratteristiche delle barche. Anche Graziella è un gozzo, ha 70 anni, ma non li dimostra grazie all'amore e alla cura con la quale è stata ristrutturata, ed è lunga 17 palmi ovvero 4,25 metri. Infatti queste barche si misurano in palmi (un palmo corrisponde circa a 45 centimetri) perché, come sostiene l'armatore, “gli inglesi fanno le barche con i piedi e noi con le mani”.


Lateen Sail:

When sailing is “slow sea” Lateen sail: this word has nothing to do with Latins, neither with Rome nor with the dance, but it derives from the expression “vela alla trina”, i.e. triangular sail, because, unlike square sail, lateen sail had three ends, each of which was fixed one at the top, or peak, one at the bottom of the lateen yard and one at the stem. Lateen sail boats ruled the Mediterranean See for more than five centuries. This is a good primacy if we think that they had only appeared in the late Middle Ages and that they were used for commercial purposes until early in the postwar period, when leudi (a particular type of highly handy boats which could enter even the smallest inlets on the Ligurian coast) could reach Sestri Levante to bring wine and oil casks. Nowadays, the triumph of nautical engines and the need to go faster and faster doomed lateen sail boats to a leisure and agonistic use. In 1983, the first lateen sail regatta was established in Stintino to safeguard the large local fleet. From then onwards, associations have been born among Liguria, Sardinia and Tuscany with the purpose of widespreading sailing traditions and divulging the works/masterpieces of carpenters. One of these associations is Invelare (INiziative VEle LAtine e REgate) www.invelare.it -which is the standard-bearer of the concept of slow sea, i.e. of an awareness involved in sailing that allows to savour the marine atmosphere and to priviledge “displacing” or slow rates, as far as the concept of slow food is similarly concerned. Thanks to its founder, the architect Roberto Roccati, it has been possible to try some boats of the fleet, thus spending a dense manoeuvre day in the Lerici gulf.

53


San Rossore

ippodromo di re e granduchi racchiuso fra Pisa e il mare

SPO RT E TU RIS M O

54

È l’unico ippodromo italiano che ricorda, per la sua location, certi meravigliosi siti di Francia o d’Inghilterra, con la pista da corsa circondata, spesso sovrastata, da boschi lussureggianti. Stiamo parlando dell’ippodromo di San Rossore, alle porte di Pisa, chiamato anche "prato degli Escoli", declinando la parola "eschia", nome antico di una varietà di querce. Quando la pista da corsa fu tracciata, nel 1829, le querce le facevano da corona. La collocazione dell’ippodromo, quindi, è prestigiosa ben aldilà della sua storia sportiva, che pure è notevole, perché al centro di un parco naturale di cinquemila ettari, già proprietà della Casa Medicea, poi dei Lorena, infine dei Savoia prima di passare ai beni in dotazione alla Presidenza della Repubblica e, dal 1989, alla Regione Toscana. Il prato degli Escoli è a tre chilometri dal mare Tirreno, dal quale riceve brezze refrigeranti nella stagione più calda, ma nelle giornate senza foschia incombe sulla pista da corsa anche il profilo delle Alpi Apuane, così immense e in apparenza vicine che parrebbe quasi di poterle toccare. Un paesaggio, dunque, unico nella

sua bellezza, che ha contribuito, con altre doti legate alla qualità dei terreni e al clima, a fare di San Rossore, per oltre un secolo, il centro di svernamento ippico eletto a modello dalle più grandi scuderie da corsa non soltanto italiane. Un secolo e mezzo di storia La storia degli uomini ha molto influito sulla nascita di questo ippodromo. La pista fu tracciata da Leopoldo II di Lorena, grande appassionato di cavalli, che volle presentare i suoi purosangue in perfetta forma alle disfide primaverili sui prati del Quercione, a Firenze. Da terreno di allenamento il prato degli Escoli divenne in breve pista da corsa, quindi ippodromo: già nel 1854 vi si svolse la prima giornata di corse con grande concorso di pubblico. Un ippodromo, dunque, con tanta storia, la cui tradizione, oltre che pervadere profondamente il costume della città, ha saputo affermarsi nel panorama sportivo mondiale. Né sembri esagerato evocare questa notorietà internazionale visto che su queste piste si sono allenati e hanno corso galoppatori di valore universale, ancora oggi al top delle leggende legate all’ippica.


Qui erano di casa Nearco a Ribot Nearco, il più grande riproduttore della storia del galoppo il cui sangue scorre nel 78 per cento dei cavalli che oggi gareggiano nel mondo, e Ribot, mai dimenticato ‘cavallo del secolo’, sono due testimonial prestigiosi della vicenda sportiva di San Rossore. Ma il passato non basta. Dice Stefano Meli, presidente dell’Alfea, la storica società di gestione dell’ippodromo e delle piste di allenamento: ‘La nostra società guarda avanti malgrado il mondo delle corse sia insidiato da decine di altri ‘giochi facili’ e attraversi quindi momenti non facili. Nel corso del 2010 abbiamo portato a termine il progetto di una nuova pista in grado di elevare il tasso tecnico dell’ippodromo per richiamarvi corse di maggiore livello e di più alta moneta. Per il 2011 la stagione del galoppo a San Rossore avrà cinquanta giornate: da gennaio a maggio, e poi in novembre-dicembre. Anche se non si è appassionati di cavalli, utilizzare una di questa giornate per una visita all’ippodromo di San Rossore è un’esperienza che invito tutti a fare’.

Renzo Castelli

San Rossore

make San Rossore, for over one century, a model horse-wintering centre, which has inspired the greatest racing horse breeders, both in Italy and abroad.

This is the only Italian race course with a location worthy of some wonderful places in France or England, with the track surrounded, often overwhelmed, by luxuriant woods. We are speaking of the San Rossore race course, just out of Pisa, also known as the ‘Escoli field’, from ‘eschia’, the ancient name of a type of oaks. When the race course was developed, back in 1829, oaks surrounded it like a crown. So, the location of the race course is much more prestigious than its sporting history would suggest, although the latter is remarkable in its own right, because it is right in the middle of a 5,000-hectare wild park, formerly the property of the Medici family, then the Lorena family and finally the House of Savoy, until it was bequeathed to the Presidency of the Republic and then taken over by the Region Tuscany in 1989. The Escoli field is three kilometres from the Tyrrhenian Sea, which refreshes it with its cooling breezes in the hot season, but in fog-free days the race course is also overlooked by the outline of the Apuan Alps, so huge and seemingly close that you think you might touch them. A landscape, this one, that is unique in its beauty and, with all its other gifts, such as the quality of its soil and the climate, has helped

Nearco and Ribot had their home here Nearco, the greatest stud horse in the history of galloping, whose blood runs in 78 per cent of the horses who now race across the world, and Ribot, the unforgettable ‘horse of the century’, are two prestigious endorsers of the racing history of San Rossore. But the past is not enough. Stefano Meli, president of Alfea, the company that has been running the race course and the training courses since time immemorial, says: ‘Our company looks ahead despite the racing world being besieged by dozens of other ‘easy games’ and therefore going through a bad patch. In 2010, we have completed the plan for a new course that will improve the technical rate of the race course to attract higher-profile, higher-stake races. In 2011, the galloping season in San Rossore will have fifty days: from January to May, then in November and December. Even for those who are not crazy about horses, coming to visit the San Rossore race course on one of those days is an experience no one should miss’.

A RACE COURSE FOR PRINCES AND GRAND DUKES SET BETWEEN PISA AND THE SEA by Renzo Castelli

55


Il Dream team del

MEDITERRANEO : Monet, Renoir, Cézanne, Van Gogh, Matisse

1

4

AR TE E MO ST RE

A GENOVA, DAL 27 NOVEMBRE 2010 AL 1° MAGGIO 2011 SARÀ PROTAGONISTA ASSOLUTO IL MEDITERRANEO, GRAZIE AI CAPOLAVORI DI ALCUNI TRA I PIÙ GRANDI PITTORI DELL'OCCIDENTE

Si parte dai quadri settecenteschi di Vernet e Robert, passando per le vedute avignonesi di Corot. In questa prima sezione spiccano come diamanti i dipinti del piccolo villaggio di pescatori di Palavas realizzati da Gustave Courbet.

Un itinerario magico dentro il colore e il paesaggio mediterraneo, attraverso 80 dipinti provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo, europee e americane, per descrivere, narrare, raffigurare il mare, la sua vastità, dipingerne l'idea di infinito e di prossimità che ci ispira.

A questo primo momento succede un secondo, caratterizzato dall'esplosione di colore di alcuni tra i grandi pittori dell'impressionismo. Cézanne, a partire dagli anni settanta dell'Ottocento coltiva il mare e il bosco, come luoghi originari di una nascita continua, di una sempre rinnovata bellezza. Renoir, che tra il 1882 e il 1883 dipinge scorci di natura mozzafiato. E ancora, il mare come un tappeto di pietre preziose di Monet, nel suo soggiorno tra Antibes e Menton. Infine, l'assolato e folle biennio degli anni provenzali di Van Gogh.

Mediterraneo in continua metamorfosi di luce e colori, "cangiante non sai mai se sia verde o viola, non sai mai se sia azzurro, perché il secondo dopo il riflesso cangiante ha assunto una tinta rosa o grigia" - come scrisse una volta Van Gogh. Una vera prova del fuoco, una sfida impossibile per almeno cinque generazioni di artisti francesi, che nell'ambito del classicismo prima e del realismo poi si tendono fino alla dissoluzione del colore nella mirabile materia di Bonnard, quasi al confine con la metà del XX secolo.

56

Colpisce il post impressionismo di Signac, nei soggiorni tra Antibes e Saint-Tropez, ma anche Van Rijsselberghe, Cross, Valtat, Guillaumin, Manguin, Camoin solo per dire di alcuni. E dentro una luce precipuamente francese stanno quei quadri che Edvard Munch dipinse a Nizza, nel corso di un periodo di convalescenza, tra 1891 e 1892, quadri quasi tutti in mano privata.


3

5

Altrettanto significativa la sezione dedicata alla pittura dei Fauves, con quadri di autori quali Matisse, Derain, Marquet, Braque, Friesz, Dufy, in quel loro indicare come il Mediterraneo, soltanto pochi decenni dopo, sia cosa quasi completamente diversa rispetto alle visioni di Courbet, già pienamente dentro la modernità di un secolo che si veniva appena aprendo. E nella regione provenzale, e sulle rive del Mediterraneo, proseguirà con gli esempi in mostra di Felix Vallotton, Chaïme Soutine e Pierre Bonnard, il pittore che più di ogni altro ha saputo consegnare la strabiliante lezione di Monet al secolo nuovo. La mostra "Mediterraneo - Da Corot a Monet a Matisse" promossa dal Comune di Genova, animerà le sale del Palazzo Ducale dal 27 Novembre 2010 al primo maggio 2011.

MEDITERRANEAN SEA DREAM TEAM: MONET, RENOIR, CEZANNE, VAN GOGH, MATISSE In Genua, from 27th November 2010 to 1st May 2011, the Mediterranean Sea will be the absolute protagonist, thanks to the masterpieces of some among the greatest Western painters. A magic itinerary inside colour and the mediterranean landscape through 80 paintings coming from European, American and worldwide museums and private collections, that describe, narrate and portray the sea and its vastness while depicting the idea of infinite and proximity that the sea inspire us. A true crucial test, an impossible challenge for at least five generations of French artists who, within first a classicist then a realist scope, tend towards a dissolution of the colour in the marvellous matter of Bonnard, until almost the first half of the XXth century. The explosion of colours is remarkable in some of the great impressionist painters. Cezanne, starting from 1870s, cultivates the sea and the wood as places from which a continual birth and a beauty always renewed originate. Renoir, who, between 1882 and 1883, paints natural breathtaking views. To continue with Monet’s sea, like a precious stones carpet as he reproduced it during his stay between Antibes and Menton. And, to conclude with, Van Gogh’s sunny and wild biennium of his Provençal years. The exhibition "Mediterraneo - Da Corot a Monet a Matisse", promoted by the Comune of Genua, will enliven the halls of Palazzo Ducale starting from 27th November 2010 until 1st May 2011.

2

Claude Monet > 1 Cap d’Antibes, Mistral, 1888 Boston, Museum of Fine Arts Renoir Pierre-Auguste > 2 Rocce a L’Estaque, 1882 Boston, Museum of Fine Arts Juliana Cheney Edwards Collection, 1939 Vincent van Gogh > 3 Salici potati al tramonto, 1888 Otterlo, Kröller-Müller Museum Gustave Courbet > 4 La spiaggia a Palavas, 1868 Montpellier, Musée Fabre Georges Braque > 5 Il porto de L’Estaque, 1906 (particolare) Zurigo, Stiftung Sammlung

57


Green: I progetti della Navicelli spa per un ambiente più“green”

PARLA GIOVANDOMENICO CARIDI

L'ATTENZIONE ALL'AMBIENTE NELLA NAUTICA È IN FORTE CRESCITA: L'ECOLOGIA RAPPRESENTA LA NUOVA FRONTIERA DEL LUSSO E LE SCELTE D'ACQUISTO SONO SEMPRE PIÙ INFLUENZATE DALLE CARATTERISTICHE “GREEN” DELLE IMBARCAZIONI. Da tale riflessione nasce il nuovo progetto della Navicelli spa che è la società a capitale interamente pubblico che gestisce il canale navigabile fra Pisa e Livorno e i servizi collegati che sono sempre più al centro di progetti di sviluppo che riguardano la cantieristica da diporto. Insieme al Network dei Centri Servizi Toscani e con l'obbiettivo di scommettere e investire su progetti di innovazione per barche e cantieri ecosostenibili, vero valore aggiunto in cui credere per un riposizionamento sul mercato da parte delle imprese, è stato così dato vita a un progetto proiettato in un futuro ormai a portata di mano

58

e contraddistinto dalla sigla SOMAIN (sottosistemi e materiali innovativi per la gestione integrata del ciclo di vita delle unità da diporto). Lo scopo di Somain è quello di innovare i processi produttivi, organizzativi e gestionali della filiera per garantire maggiori livelli di standard qualitativi rispetto a quelli odierni. Si vuole dimostrare come, attraverso l'innovazione applicata alle fasi dei principali processi che compongono il ciclo di vita di una imbarcazione, sia possibile ridurre i costi e gli sprechi produttivi e migliorare l'efficienza e la qualità dei prodotti e dei servizi abbattendo in maniera significativa gli impatti sull'ambiente. Un progetto importante, dunque, che si inquadra nella “mission” della Navicelli di Pisa Spa che, tramite il Centro servizi Yachting Lab, si è posta l'obbiettivo, per altro indicato nello statuto


societario, di supportare lo sviluppo dell’area dei Navicelli e della cantieristica navale da diporto, in particolar modo con progetti a sostegno dell’innovazione. Di questo importante e strategico settore dell'attività della società di gestione del canale dei Navicelli, ne parliamo con il presidente, ingegner Giovandomenico Caridi che ci illustra le principali iniziative oggi avviate. “Il progetto APEA 2020 (Area produttiva ecologicamente attrezzata) – spiega Caridi - è dedicato alle fonti energetiche rinnovabili con un obiettivo ambizioso, quello di rendere l’area dei Navicelli la 'fabbrica energetica' di Pisa, con uno sviluppo della nautica compatibile con il vicino parco di San Rossore. Siamo i primi in Toscana e tra i dodici distretti italiani individuati dal Ministero dell’Ambiente. In tutta l’area saranno realizzati sistemi di illuminazione a led, un manto stradale con asfalto fonoassorbente e pannelli fonoassorbenti per l’abbattimento dei rumori, pensiline fotovoltaiche da 20 KW. Inoltre il progetto Biosed realizzato con CNR-ISE, Dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Pisa e Ambiente s.c., si pone l’obiettivo di fornire un contributo innovativo alla problematica dell’ingente quantitativo di sedimenti contaminati dragati dai canali per una loro rivalorizzazione e riutilizzo. Infine il progetto Smart grids, in collaborazione con la Sviluppo Navicelli Srl., ENEL Produzione SpA, il Dipartimento di Energia Elettrica e Automazione della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, PIN Scrl, SDI e CSA, ha lo scopo di creare un polo di produzione cogenerativa di energia elettrica e calore in aree con particolare concentrazione del settore industriale e terziario.

NON SOLO BARCHE E CANTIERI MA ANCHE FILM D’AUTORE La Navicelli di Pisa Spa non è soltanto gestione dell’area della cantieristica, ricerca con importanti università e centro servizi. La sede della società è anche un centro culturale, con mostre, convegni e cinema. “Ciak, si naviga!” è il titolo della rassegna di cinema e navigazione in programma dal 5 Novembre 2010 al 4 Marzo 2011. Organizzata dalla Navicelli di Pisa Spa in collaborazione con il Cinema Arsenale di Pisa e la Felici Editore, la rassegna ha preso il via nel novembre scorso con l’inaugurazione della mostra dedicata al mare di Stefano Pilato - “Pesce Fresco”. I film selezionati per “Ciak, si naviga!” vanno dai grandi classici, come la “La Regina d'Africa”di Johyn Huston con Humphrey Bogart, Katharine Hepburn e Robert Morley (USA, 1951), ai più recenti “La leggenda del pianista sull'Oceano” di Giuseppe Tornatore con Bill Nun, Tim Roth e Pruitt Taylor Vince (Italia, 1998) e “Il mistero dell'acqua” di Kathrin Bigelow con Sean Penn, Catherine McCormack e Josh Lucas (USA, 2001). A partire dal mese di Dicembre è inoltre prevista la mostra del pittore sanminiatese Gabrio Ciampalini.

Green:

NAVICELLI SPA'S PROJECT FOR A MORE GREEN ENVIRONMENT Environmental awareness is dramatically increasing in the sailing world: ecology is the new frontier of luxury and buying decisions are increasingly affected by the “green” credentials of a boat. This is the reflection that inspired the new project by Navicelli spa, the 100% public company that runs the fairway between Pisa and Livorno and its services, which are now more and more involved in development projects associated with the yacht world. This is the proof that, through innovation applied to the main processes that compose a boat’s Life Cycle, processing costs and waste may be reduced and the efficiency and quality of products and services may be improved, while remarkably decreasing environmental impacts. Giovandomenico Caridi, president of Navicelli spa, explains that this is possible and why.

Daniela Salvestroni

Andrea Bruscoli Simone Pistolesi

59


Barche e

aree protette

Ecco le condizioni

per una

CONVIVENZA utile e possibile

Renzo Moschini Coordinatore di Toscanaparchi e Responsabile dei parchi e delle aree protette di Legautonomie Nazionale

NA UTI CA E AM BIE NT E

60

Vorrei partire proprio dalla presentazione che nel numero precedente Stefano Bottai ha fatto della rinnovata “Cosmonautica”, là dove dice che essa si occuperà mare e di barche ma anche di ambiente e tempo libero. E non a caso egli fa un preciso riferimento a quell’ampia area della Toscana occidentale che va dalla Bocca di Magra fino alla costa Maremmana. Basta questo approccio per capire che il mondo della nautica, con il carico dei suoi problemi dovuti e aggravati dalla crisi in atto, oggi si interseca e deve fare i conti con una serie molteplice di nodi che nessuna chiusura corporativa e settoriale può eludere o far finta di non vedere. E basta aver letto i risultati dell’indagine nazionale dell’ISPRA sullo stato delle nostre coste per capire che qui si gioca una partita decisiva per la condizione del mare (ma anche dei fiumi) e delle nostre aree costiere, esposte a una serie di rischi crescenti causati dall’erosione, dall’inquinamento, dalla cementificazione che l’Unione europea non si stanca di segnalarci, anche con precisi provvedimenti normativi che purtroppo spesso lasciano il tempo che trovano. Per noi poi tutto si complica e si aggrava perché la nostra regione unitamente alla Liguria e alla Sardegna fa parte del Santuario dei cetacei di cui si sono perse le tracce da tempo, nonostante si tratti dell’unica area marina protetta a carattere internazionale istituita con voto parlamentare.

Su questa stessa rivista a suo tempo ho avuto modo di dire che oggi la nautica, sotto il profilo della ‘compatibilità’ o ‘ecosostenibilità’ ambientale, ricorda per molti versi l’agricoltura, per anni considerata incompatibile specialmente con le aree protette. Il tempo ha poi dimostrato che anche un parco regionale così importante come quello di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli poteva convivere positivamente a certe condizioni con le attività agricole. Così come ha con non minore efficacia e merito dimostrato che anche la nautica può trovare qui diritto di cittadinanza purchè naturalmente sappia e voglia farsi carico di politiche e scelte intelligenti. Si tratta di temi discussi anche al recente Salone di Genova che si presentano con particolare interesse e complessità anche da noi, specialmente in quel tratto di costa citato da Bottai, per il quale la giunta regionale presieduta da Enrico Rossi è chiamata a scelte assai delicate proprio per quanto riguarda i porticcioli e gli attracchi turistici ai quali non si può continuare a guardare come a occasioni per operazioni di pesante cementificazione non più tollerabili. Scelta niente affatto facile, come abbiamo potuto vedere anche da alcune prime reazioni anche sgradevoli che non sembrano assolutamente gradire quest’importante correzione di rotta. Sullo sfondo di questa ripresa di dibattito e di confronto – ripeto – difficile, non si fatica


ad intravedere una serie di problemi inclusi quelli normativi ai quali fa costante riferimento anche l’UCINA. Problemi che non possono essere affrontati con operazioni o incursioni volte a isolare i temi delle aree protette marine e della tutela delle coste in chiave ‘corporativa’ e a danno di quelle politiche che già la dimenticata legge sul mare dell’ ‘82 ma anche la legge 183 sulla protezione del suolo e dei fiumi e ancora la legge 426 indicavano. Strumento questo che faceva e fa riferimento proprio a quei piani costieri di cui purtroppo non si trova traccia degna di nota come per altri profili, non ultimi quelli della ricerca scientifica così importanti per la tutela della biodiversità anche marino-costiera. Ma, piaccia o no, questa è la dimensione e il contesto con cui dobbiamo fare i conti. E se l’esperienza pisana insegna qualcosa è proprio che questa dimensione paga se la si sa affrontare con intenti positivi e concordati tra le istituzioni e tra queste e i molteplici interessi privati. Un contesto regionale e nazionale che a Pisa – come ho avuto modo di dire in altre occasioni – potrebbe e dovrebbe trovare un suo momento di riflessione e approfondimento come è stato fatto per le aree protette con Parcolibri, grazie anche all’impegno della regione Toscana.

61


ALTRE MANIFESTAZIONI Viareggio, 6 febbraio

REGATA SOCIALE

Viareggio, 17 luglio

VELEGGIATA CNV - LNI Vg

Marina di Pisa, 12 giugno

Viareggio, 11 settembre

LNI Pi

CNV - LNI Vg

Viareggio, 19 giugno

Fezzano-Pisa, 11 settembre

REGATA PER LA VITA

VELEGGIATA CNV - LNI Vg

VELEGGIATA

VELEGGIATA DI “BOCCA D’ARNO” LNI Pi

Marina di Pisa, 26 giugno

Livorno, 18 settembre

YCRMP

YCL

Viareggio, 3 luglio

Viareggio, 25 settembre

CNV

CNV - LNI Vg

Livorno, 10 luglio

Livorno, 25 settembre

YCL

CNL

TUTTI A VELA

REGATALONGA

REGATA SOCIALE

62

TROFEO AIELLI

VELEGGIATA

REGATA SOCIALE


A VELA gare nazionali NEL MARE TOSCANO PENSANDO ALLA PRIMAVERA 2011

Un anno, il 2010, pieno di soddisfazioni per i club che fanno parte del Comitati Circoli Velici Toscani che riunisce le realtà veliche più importanti della nostra zona: dal Club Nautico Versilia di Viareggio allo Yacht Club Livorno, dalle sezioni pisane e viareggine della Lega Navale Italiana al Circolo Nautico Livorno per finire con lo Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa. Il Comitato organizza da molti anni il Campionato Toscano di Vela d’Altura articolato in una manche primaverile e una autunnale che si conclude nel mese di novembre e vede la partecipazione degli yachts della zona. Ma quest’anno il Comitato ha avuto la grande soddisfazione di vedersi assegnata, a dimostrazione di come la realtà della vela locale sia ben attrezzata per mettere in mare eventi di altissimo

livello, l’organizzazione del Campionato Italiano Assoluto ORC che si è disputato nello specchio d’acqua davanti al litorale pisano nell’ultima settimana di agosto. Alta e qualificata la partecipazione delle migliori imbarcazioni nazionali con certificato di stazza ORC International con skipper di fama internazionale, fra tutti da menzionare Francesco De Angelis, che hanno dato spettacolo durante le cinque giornate di regate molto impegnative e combattute. Anche l’organizzazione a terra, negli spazi adiacenti alle banchine del porto di Livorno dove gli yachts erano ospitati, ha messo in risalto l’alta professionalità dei circoli organizzatori. Di pari livello anche l’allestimento dei campi di regata in uno specchio acqueo ormai ben noto e sperimentato che vede svolgersi ogni anno in primavera il prestigioso Trofeo Accademia Navale. Il 2010 è stato anche l’anno dell’esordio della regata 151. Prova d’altura di 151 miglia che ha visto la sinergia tra lo Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa e lo Yacht Club Punta Ala. La regata si disputa nello splendido scenario delle isole dell’arcipelago toscano arrivando a toccare il famoso scoglio della Giraglia alla sommità del Dito della Corsica e si inserisce tra le migliori manifestazioni veliche d’altura del Mediterraneo. La stagione 2011 riprenderà il 13 febbraio con la prima prova della manche primaverile del Campionato Toscano di Vela d’Altura a cui seguirà, il 26 e 27 marzo, la XXXVII edizione della Coppa Carnevale. Novità del 2011 il Grand Prix Off Shore che riunirà le principali regate d’altura della nostra zona: il Trofeo Ammiraglio Francese, la Vela d’Oro e si concluderà con la seconda edizione della 151 Miglia dal 2 al 4 giugno.

Andrea Bartelloni

Campionato Toscano Vela d’ Altura 2011 FIV – UVAI – ORC – IRC – Libera CNL – CNV – LNIVg LNIPi YCL YCRMP 1 - CAMPIONATO PRIMAVERILE (5 prove) Livorno, 13 febbraio Coppa CNL (prova 1) CNL Livorno, 26-27 febbraio Coppa WIECHMANN (prove 2 e 3) YCL Marina di Pisa, 12 marzo Coppa YCRMP (prova 4) YCRMP Marina di Pisa, 13 marzo (ev. recupero 19-20 marzo) Trofeo SAN RANIERI (prova 5) LNI Pisa Viareggio, 26-27 marzo (ev. recupero 3 aprile) 2 - XXXVII COPPA CARNEVALE CNV - LNI Vg. Viareggio, 7-8 maggio 3 - Trofeo AMMIRAGLIO FRANCESE CCVT 4 - CAMPIONATO INVERNALE (7 prove) Livorno, 16 ottobre Trofeo PICCHI (prova 1) YCL Livorno, 22-23 ottobre Coppa SAVINO DEL BENE (prove 2 e 3) CNL Marina di Pisa, 5 novembre Coppa LNI - MEMORIAL POLI (prova 4) LNI Pi Marina di Pisa, 6 novembre Trofeo MARINANOVA (prova 5) YCRMP Viareggio, 19 novembre Coppa CNV (prova 6) CNV Viareggio, 20 novembre Coppa LNI (prova 7) LNI Vg GRAND PRIX OFF-SHORE Viareggio, 7-8 maggio Trofeo AMMIRAGLIO FRANCESE CCVT Viareggio-Bastia-Livorno, 20-22 maggio Trofeo VELA D’ ORO CNV - LNI Vg – YCL Marina di Pisa-Punta Ala, 2-4 giugno 151MIGLIA YCRMP – YCPA

63


RE GA TE &SA LO NI

Regate

dicembre Gennaio

Campionato del Mondo -Optimist  Sunday, December 26, 2010 CATEGORIA: regate derive LUOGO: Malesia DETTAGLI: Giornata di regate per il Campionato del Mondo per la classe Optimist.

Trofeo Emilio Vatteroni  Tuesday, December 28, 2010 CATEGORIA: regate derive LUOGO: Marina di Carrara DETTAGLI: Giornata di regate per il Trofeo Emilio Vatteroni per la classe Optimist.

Meeting del Mediterraneo  Tuesday, December 28, 2010 CATEGORIA: regate derive LUOGO: Sanremo DETTAGLI: Giornata di regate per il Meeting del Mediterraneo per la classe Optimist.

Trofeo Emilio Vatteroni  Wednesday, December 29, 2010 CATEGORIA: regate derive LUOGO: Marina di Carrara DETTAGLI: Giornata di regate per il Trofeo Emilio Vatteroni per la classe Optimist.

Meeting del Mediterraneo  Thursday, December 30, 2010 CATEGORIA: regate derive LUOGO: Sanremo DETTAGLI: Giornata di regate per il Meeting del Mediterraneo per la classe Optimist.

Campionato del Mondo -Optimist  Saturday, January 7 , 2011 CATEGORIA: regate derive LUOGO:Malesia DETTAGLI: Giornata di regate per il Campionato del Mondo per la classe Optimist

64

Calendario dei Saloni 7 Jan 2011 > 16 Jan 2011 London Boat Show 2011 Uk, London, Excel London www.londonboatshow.com

13 Jan 2011 > 16 Jan 2011 Atlanta Boat Show 2011

USA, Atlanta, Georgia World Congress Center www.atlantaboatshow.com

19 Jan 2011 > 23 Jan 2011 New York Boat Show 2011 USA, New York, Jacob K. Javits Convention Center www.newyorkboatshow.com

22 Jan 2011 > 30 Jan 2011 Boot Dusseldorf 2011

Germania, Düsseldorf, Messe Düsseldorf www.boot.de

2 Feb 2011 > 7 Feb 2011 Atlantic City International Power Boat Show 2011

USA, Atlanta, Atlantic City Convention Center www.acboatshow.com

25 Mar 2011 > 27 Mar 2011 Glob 2011

Polonia, Katowice, International Katowice Fair www.glob.mtk.katowice.pl

26 Mar 2011 > 27 Mar 2011 Cruise Show 2011

Uk, London, Olympia Exhibition Centre www.cruisingshow.co.uk



Cosmonautica Magazine - N° VI