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Giugno 2011 | + PLUS |


+plus! SOMMARIO

4 | + PLUS | Giugno 2011


+ Editoriale

7

+ TipicitĂ 

60

+ Cinema

9

+ Fitness

64

+ Libri

16 + Alimentazione

67

+ Musica

18 + Benessere

71

+ Moda

22 + Giochi

74

+ Arte 29 + Gossip

76

+ Hi - Tech + Motori

32 + TV

81

+ Viaggi

42 + Cucina

87

+ Arredo

46 + Eventi

92

+ Bellezza

50 + Accadde

94

+ Campania

52 + Oroscopo

97

36 + Lex 84

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+plus! EDITORIALE

Mare, profumo di mare

C

on giugno si entra ufficialmente nella stagione estiva. C’è chi già parte per le vacanze, quelle “migliori” dice qualcuno, quelle cioè in cui il mare è pulito e non c’è la solita competizione in spiaggia per chi piazza meglio l’ombrellone. Coloro che non hanno una meta fissa e dovessero decidere un posto dove andare in villeggiatura, occorre che prima di partire considerino la famosa “situazione internazionale”. Infatti tra Tsunami, terremoti, rivoluzioni, attentati, blitz ed assassinii, anche per andare in vacanza non basta più fare come Furio, il mitico personaggio di Bianco, Rosso e Verdone, che chiamava l’ACI chiedendo delle legittime, per quanto pedanti, notizie sulle perturbazioni. Per organizzare un viaggio bisogna partecipare preventivamente ad un corso di geopolitica applicata, ci si deve informare sulla più stretta attualità, successivamente occorre contattare l’isti-

tuto di geofisica e vulcanologia e magari, per quelli interessati al genere “turismo dell’orrore”, procurarsi il numero di cellulare di Salvo Sottile e chiedere sviluppi sulle situazioni di cronaca nera in corso (hai visto mai che si possa trovare il modo, durante il tragitto per il mare di fare una capatina ad Avetrana o Ascoli Piceno oppure, per i nostalgici, a Cogne o Garlasco, che sono ancora gettonatissime). Al di là dell’ironia, è chiaro che per districarsi nell’odierna giungla di informazioni, occorre conoscere l’attualità il più possibile. La famosa casalinga di Voghera, espressione usata per indicare il prototipo di italiano medio che sta passivamente davanti al televisore, ha i giorni contati. Tutto gira intorno all’informazione ed all’essere informati correttamente, ma bisogna superare il grande paradosso che è proprio della cosiddetta era della comunicazione:

ci sono molti più mezzi ed un numero strabordante di strumenti di comunicazione a disposizione, eppure non si riesce a dirimere con certezza i grandi interrogativi (per esempio se un megaterrorista sia stato assassinato o meno, oppure se la bionda svampita vista nelle ultime edizioni di “Quelli che il calcio” ci fa o ci è). Ebbene se prendete le informazioni che vi circondano con le pinze e tentate a tutti i costi di capire dove sta la verità delle cose, la strada migliore da compiere è rappresentata dalla trafila di cui sopra (con la opzione “Salvo Sottile” eventualmente ad integrare il pacchetto); se invece ritenete che Bin Laden sia stato assassinato dopo regolare blitz e Francesca Macrì reciti uno sciocco personaggio pur essendo intelligentissima, beh, la destinazione consigliata è proprio Voghera, in provincia di Pavia, dove c’è uno splendido mare (lo ha detto ieri il TG!).

Il Direttore Responsabile

Carmine Cicinelli

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| + PLUS | Giugno 2011


a cura della Redazione

+plus! CINEMA

I film che vi consigliamo per il mese di Giugno

Questo mese, sotto i riflettori, il sequel di “Cars” e il prequel di “X-men”

X-man Le Origini

A Uscita nelle sale 3 giu 2011

rriva il prequel della fortunata saga su Wolverine e i suoi colleghi coi superpoteri. La trilogia, cominciata nel 2000 col bellissimo omaggio di Bryan Singer al fumetto Marvel, dopo lo spin-off del 2009 proprio dedicato a Wolverine, si propone ora con questa pellicola che prova a raccontare le origini del mito di Magneto e del Professor X. Nonostante siano cambiati regista ed attori, il mito del fumetto di Stan Lee e Jack

Wolverine

Kirby rimane un biglietto da visita importante per gli amanti del genere. Anteprima mondiale il 3 giugno. LA TRAMA: I giovani Charles Xavier e Erik Lensherr sono due mutanti che lavorano insieme ad altri mutanti contro la più grande minaccia che il mondo abbia affrontato. All’improvviso qualcosa si rompe, tanto da renderli arcirivali ed in lotta l’uno contro l’altro con i nomi di Professor X e di Magneto.

Giugno 2011 | + PLUS | 9


+plus! CINEMA

Cars 2 A

rriva l’atteso sequel del fortunato “Cars – Motori Ruggenti”, film Pixar del 2006. Stesso staff del primo episodio (se si eccettua l’autore della colonna sonora), stessi protagonisti, con Saetta McQueen a sbaragliare tutti con la sua velocità. Come solitamente accade per un prodotto Pixar, il film verrà introdotto da un cortometraggio (nella fattispecie si tratterà di “Vacanze Hawaiiane”), mentre sono in molti ad attendere il cameo (!) di uno dei due

produttori, John Lassiter, che verrà impersonato da un furgone giallo con un nome che somiglia molto a quello del produttore stesso. LA TRAMA: L’irraggiungibile Saetta McQueen con l’amico Cricchetto, effettueranno un tour europeo gareggiando contro altri veicoli da corsa; in particolare correrà per il Grand Prix Mondiale, gara che deciderà chi sarà l’auto più veloce del pianeta. Intanto Cricchetto, involontariamente, diventerà un agente segreto.

Uscita nelle sale 22 giu 2011

L’ultimo dei templari va già collaborato in Fuori in 60 secondi. Rispetto a National Treasure ed al suo seguito, L’ultimo dei templari è intriso d’atmosfere fantasy – gothic – horror, per una visione striminzita (80 minuti in tutto), ma decisamente coinvolgente. Occhio al titolo (in originale Season of the Witch): Cage non è affatto l’ultimo dei templari…

L

’onnipresente Nicholas Cage alle prese nuovamente col Medioevo, dopo Il mistero dei templari ed il suo altrettanto fortunato seguito. Cage ritrova il regista Dominic Sena, con cui ave-

10| + PLUS | Giugno 2011

LA TRAMA: EBehmen è un crociato che si ritira dalle missioni per tornare, dove troverà la peste nera ad attenderlo. Giunto in una chiesa assediata dal morbo, a Behmen ed al suo compagno di ventura Felson viene richiesto di scortare una strega, ritenuta autrice

della pestilenza, presso una remota abbazia, perché i monaci sottopongano la strega all’esorcismo necessario a scacciare l’epidemia.

Uscita nelle sale 15 giu 2011


+plus! CINEMA

Libera Uscita

I

l ritorno dell’icona Owen Wilson dopo qualche ruolo secondario (vedi Una notte al museo ed il suo sequel). Wilson viene scritturato dai fratelli Farrelly, che solitamente non ne sbagliano uno di film, che lo scelgono come co-protagonista accanto all’astro nascente Daniel Jason Sudeikis. Il film si preannuncia divertente, ma anche capace di far riflettere su un’età compli-

Uscita nelle sale 15 giu 2011

cata, in cui le cose non sono sempre come sembrano… LA TRAMA: Rick e Fred, due amiconi inseparabili, sono arrivati ad un punto morto nei loro rispettivi matrimoni. Quando i due mostrare troppa irrequietezza ed insofferenza nella vita matrimoniale, le rispettive mogli decidono di concedere loro una settimana da single;ma a quarant’anni suonati la ruggine accumulata è veramente tanta…

Giugno 2011 | + PLUS |11


+plus! CINEMA

LONDON BOULEVARD A metà tra film drammatico e sentimentale (ma i generi trattati sono molti di più), questo London boulevard si segnala più per la presenza dei due sex symbol Keira Knightley e Colin Farrell che per i rumors sulla pellicola, che appare abbastanza piatta. Molto dipende dalla regia del semi-esordiente William Monahan (ex sceneggiatore, di The departed, per esempio), che pare abbia infarcito le quasi due ore di film di tantissimi elementi che rendono la visione appassionante ma anche complicata. Da

segnalare l’ottima fotografia di Chris Menges. Tratto da un romanzo di Ken Bruen.

LA TRAMA: Charlotte è una starlette del cinema ossessionata dalla privacy che vive una vita da reclusa in una villa nell’esclusiva zona di Holland Park, a Londra. Per far fronte alle sue paure, ingaggia come guardia del corpo un ex-criminale appena uscito dal carcere, finendo poi per esserne attratta. Uscita nelle sale 10 giu 2011

Un anno da

L

Uscita nelle sale 10 giu 2011

ricordare

a vera storia di Penny Chenery, proprietaria del celebre Secretariat un cavallo di razza purosangue inglese, campione in USA, forse il cavallo più famoso della storia. Un film particolarmente apprezzato dalla critica per le ambientazioni (le lande del Kentucky e della Louisiana) e per i ritmi, che richiamano i paesaggi agresti. Protagonisti un duo di attori validissimi come la veterana Diane Lane e il poliedrico John Malkovich.

LA TRAMA: Nonostante una conoscenza alquanto limitata del mondo dei cavalli, Penny Chenery riceve in eredità Meadows Stables, un ranch in Virginia, che suo padre, gravemente malato, non può più dirigere. A dispetto di ogni previsione, Chenery - insieme all’esperto addestratore Lucien Laurin - riuscirà a primeggiare in un mondo dominato dagli uomini, aggiudicandosi l’ambito titolo della Triple Crown, per la prima volta dopo 25 anni: grazie a lei Secretariat diventerà il cavallo da corsa più noto di tutti i tempi. Giugno 2011 | + PLUS |13


+plus! CINEMA

When you are strange U

n documentario sulla carriera dello storico gruppo rock The Doors e su quella del suo leader, Jim Morrison. Lontano dal taglio “fiction” dato da Oliver Stone nel film The doors del 1991, questo When you are strange si preannuncia come un piccolo gioiello, consigliato soprattutto agli amanti dello storico gruppo, dato che è letteralmente zeppo di rari spezzoni di concerti, prove, momenti di vita privata

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e altro materiale poco noto. LA TRAMA: Nel 1971, quando viene trovato cadavere nella sua stanza d’albergo a Parigi, Jim Morrison aveva appena ventisette anni ma era già entrato nella leggenda del rock. Il film ripercorre le tappe della sua fulminante carriera, mescolando vita e arte e descrivendo il delirante mondo interiore e la sregolata vita della rockstar.

Uscita nelle sale 21 giu 2011


+plus! LIBRI

a cura di Mario Tirino

Profumi (letterari) di altri Paesi Giugno sa di viaggi. Ergo questo numero è dedicato alle letterature estere.

G

raditissimo il regalo americano che ci fa Einaudi: un romanzo del mai troppo rimpianto David Foster Wallace. Trama e storia secondarie, il talento è tutto nella penna. Un re pallido (p. 400, € 18,50).

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Qualche thriller? Ancora USA. Tra le nevi perenni del Wyoming è ambientato Il silenzio del ghiaccio (Longanesi, p. 350, € 18), inquietante storia della sparizione di un intero villaggio. Garantisce Terri Gerritsen. Dalla

Francia, Patrick Graham propone Giuramento di sangue (Nord, p. 420, € 18,60): sei amici firmano un patto di sangue grazie al quale provare a sopravvivere tra soprusi, umiliazioni e violenza. Dopo il leggiadro Spooner, storia di giovinezza, candore e scoperte, il talentuoso Pete Dexter da Washington pubblica Amore fraterno (Einaudi, p. 300, € 18): il piccolo Peter viene sconvolto dal background mafioso della famiglia che va in pezzi per il dolore suscitato dalla morte accidentale della sorellina. Da lì inizia un percorso di emancipazione con esiti altalenanti. Figlio del geniale Mel e di Anne Bancroft, torna nelle librerie il narratore horror Max Brooks, già noto ai lettori italiani per Manuale per sopravvivere agli zombi e World War Z. La guerra mondiale degli zombi. E’ la volta dell’antologia Zombi Story e altri racconti (Cooper, p. 80, € 10): tema monotono, ma scrittura tagliente e verace. Ha una trama particolare L’ombra dell’ultima rosa (Longanesi, p. 400, € 18), del teutonico Wolfram Fleischhauer: una ballerina e un tanguero si innamorano, lui scappa lasciandosi dietro una fitta rete di misteri... E’ splendida la piccola variazione nella vita del


+plus! LIBRI fonologo Mario Rota, uomo rigoroso e abitudinario, che innesca la trama de Il nuovo inquilino (Guanda, p. 180, € 14): durante il solito giro di corsa, un ciuffo d'erba gli procura una distorsione; a casa, conosce il nuovo vicino e collega che sembra volerlo sostituire sia a lavoro sia nella vita privata. Firma lo spagnolo Javier Cercas. In un'era di gravose trasformazioni socioculturali, solo la conoscenza e il dialogo possono preservarci da pericolose derive razziste. Perciò, apriamo una piccola finestra sulla letteratura orientale in arrivo in Italia. Partiamo da Epistola del perdono (Einaudi, p. 200, € 26) di Al-Ma'arî Abûl'-'Alâ: la misericordia di Dio che perdona gli infedeli è il pretesto che l'autore sfrutta per inscenare incontri con grammatici, filosofi e storici preislamici con i quali discutere delle questioni essenziali dell'umanità. Il tutto narrato con leggera profondità. La bengalese Tahmima Anam (I

giorni dell’amore e della guerra) torna con Il suono del respiro e della preghiera (Garzanti, p. 330, € 17,60), storia di una ragazza che, finita la guerra d'indipendenza, torna nel suo Paese a soccorrere il fratello rimasto vedovo e il nipotino allo sbando. La delicata storia di Lydia che dalla uggiosa Londra postbellica torna nel Pakistan per amore di Usman è narrata nel delizioso Un altro albero di Gulmohar di Aamer Hussein (La Lepre, p. 128, € 16). L'indiano Joydeep Roy-Bhattacharya, ne Il cantastorie di Marrakech (Mondadori, p. 200, € 19), produce un apologo sul fascino dei racconti e l'impossibilità di raggiungere la verità: Hassan raduna ogni giorno una folla di curiosi e turisti in una piazza ricostruendo la misteriosa vicenda della scomparsa di una coppia straniera con l'obiettivo di ottenere quante più informazioni necessarie a scagionare il fratello. Ma

ognuno fornisce una versione diversa e fatti, ricostruzioni e fantasie si mischiano senza soluzione di continuità... E' una storia vera – quella di un coraggioso reporter messo sotto scorta dopo aver svelato il più grande caso di corruzione del governo indiano – il fulcro del kafkiano La storia dei miei assassini (Garzanti, p. 472, € 10,90) di Tarun J. Tejpal. I classici. Ennesime monumentali riscoperte della collana Mammut di Newton Compton: uno, Tutte le storie di Padre Brown (p. 720, € 14,90), il personaggio creato dallo scrittore e giornalista inglese Gilbert Keith Chesterton. Piccolo uomo pacato e inerme, ma anche instancabile amante della verità, Padre Brown fu interpretato sul piccolo schermo da Renato Rascel, in un sceneggiato televisivo della Rai. Due, Tutti i romanzi di Gustave Flaubert, arricchiti da un saggio di Marcel Proust (pp. 1056, € 14,90).

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+plus! MUSICA

a cura di Gianpiero Iannaccone

Il ritorno di

Daniele Silvestri

Un po’ di Scotch per rimettere insieme i cocci dell’Italia.

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+plus! MUSICA

A

quattro anni di distanza dal suo ultimo album di inediti, che forse non a caso si intitolava proprio Il Latitante, Daniele Silvestri è tornato alla ribalta con un nuovo disco, S.C.O.T.C.H., ed ora si appresta a girare l’Italia con il tour omonimo che ha preso il via il 21 maggio scorso al Palasport di Andria in occasione del Puglia Sound. Il disco, uscito nei negozi il 29 marzo scorso, ha ottenuto fin da subito un notevole successo sia di pubblico che di critica. Successo quanto mai meritato per un lavoro davvero ben fatto, diretto ed immediato. Scotch, che contiene 15 tracce incise praticamente dal vivo, affronta con spirito critico e con tagliente ironia molte piaghe del nostro “bel Paese”, ma non mancano anche brani introspettivi e decisamente intimi. Avvalendosi della collaborazione di grandi artisti, non solo del mondo della musica basti pensare a Peppe Servillo e Andrea Camilleri che hanno contribuito a dare voce alla canzone che dà il titolo all’album, Daniele ha tracciato una sorta di elettrocardiogramma dell’Italia e l’esito non è sicuramente dei migliori. Non a caso l’unica cover presente è Io non mi sento italiano, canzone quanto mai attuale, piccolo omaggio al grandissimo ed indimenticato Giorgio Gaber. Precario è il mondo scatta, su un ritmo incalzante ed ipnotico, la miglior fotografia possibile dell’attuale si-

tuazione lavorativa italiana. In questo pezzo dai risvolti decisamente sociali, scritto in collaborazione con Raiz, Daniele non usa giri di parole e denuncia senza mezzi termini un sistema marcio che svilisce i sacrifici dei giovani e non offre altra soluzione se non la fuga: “precario il mondo si finché è normale, ma sembra ancora più precario questo stivale, che sta affondando dentro un cumulo di porcheria e quelli che l’hanno capito vedi vanno via”. Monito® è un’ipotetica riflessione del Presidente della Repubblica a cui sono ormai state legate le mani, che “oggi ha in mano un’arma scarica, la penna che ratifica” mentre vorrebbe “una biro che si guasta o che s’impunta per protesta che piuttosto mi ferisca

questa mano destra” invece di dover firmare proposte di legge come quella sul legittimo impedimento. L’appello, attraverso uno stornello scanzonato ed un testo surreale in cui Salvatore Borsellino va alla ricerca del fratello Paolo come fosse una partecipazione a “Chi l’ha visto”, è invece un pezzo di denuncia alla mafia, una filastrocca per non dimenticare, per non correre il rischio di assuefarsi a questo genere di notizie ed abituarsi al peggio senza avere più la capacità di indignarsi. Ma forse l’immagine più calzante dell’Italia attuale è proprio quella data dal brano di chiusura del disco “Questo paese”, breve e pungente accusa ad una Nazione rimasta ancorata ad un’immagine anacronistica

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+plus! MUSICA

ed ormai sorpassata di se stessa in cui “Non è più divertente tirare a campare, soprattutto non è più originale”. Uno sguardo dato da lontano, sulle note del pianoforte di Stefano Bollani, sulla perdita di tutto quello che ci aveva reso grandi e dove “Se grandezza ce n’è non si riesce a vedere, così hai voglia a cercarla tra i mille canali, sia su quelli analogici che sui digitali, ma non serve aumentare la definizione per vedere più grande un coglione”. Di tutt’altro genere sono invece Ma che discorsi, singolo allegro e veloce che ha lanciato l’album, e La Chatta,

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divertente rivisitazione della “Gatta” di Gino Paoli, che si trasforma nella storia di una chat abbandonata sul sito di Macchianera perché ormai superata da Facebook, intelligente satira sulle nostre attuali abitudini comunicative. Come detto però non mancano anche brani introspettivi e profondi. Ne Le navi, che apre il disco, un giro dolcissimo di pianoforte accompagna un testo malinconico ed intimo sulla voglia e la possibilità di cercare, esplorare ed anche cambiare, nonostante potremmo ritrovarci “a fare vecchi errori, ma solo per scoprire di essere migliori”.

Acqua stagnante ed Acqua che scorre, quest’ultima scritta insieme a Diego Mancino, giovane cantante dal timbro di voce particolarissimo di cui sentiremo di sicuro parlare, già nei titoli danno l’idea di una continuità fra una storia d’amore che finisce ed una invece che potrebbe iniziare, perfetta metafora della vita che riprende a scorrere proprio come un corso d’acqua liberato da una piccola diga. Sornione invece, a mio avviso, la canzone più bella dell’intero album, è un connubio perfetto fra la musica di Daniele Silvestri e quella


+plus! MUSICA

di Niccolò Fabi, semplicemente fantastica sia nella musica che nel testo, che ha ha il pregio di dire le cose giuste quasi sussurrandole. In definitiva Scotch è un altro piccolo gioiello, forse il più lucente di tutta la carriera di Daniele Silvestri. Un disco che volutamente evita quel modello tormentone stile La paranza o Salirò e che per i suoni e l’atteggiamento ricorda i lavori migliori della seconda metà degli anni ‘90.Ora rimane solo da sperare che per il prossimo disco non si debbano attendere altri 4-5 anni.

Giugno 2011 | + PLUS |


+plus! MODA

a cura di Maria Cristina Cosentino

La storia di un mito: le Converse All Star

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+plus! MODA

I

cona che trascende il tempo e la moda. Regina indiscussa di stile. Indossate e amate da generazioni di bambini, giovani e adulti, nei loro svariati colori, da sempre punto “di connessione” tra un qualunque studente ventenne e un qualsiasi professionista quarantenne. Le Converse All Star sono storia. Sono la storia. Osannate e amate da milioni di persone nel mondo, queste scarpe sono tra le più famose per forma e stile, inconfondibili e uniche. Chi non le conosce? È difficile trovare qualcuno che non abbia almeno un paio di queste calzature o che non le abbia possedute negli anni passati. Il modello hi top, lo stivaletto che copre la caviglia, è quello più apprezzato e conosciuto, amato e ricercato in tutto il

mondo, capace di far innamorare migliaia e migliaia di teenager e non solo, e che da anni ormai sono un vero e proprio cult. Insomma, le Converse All Star sono le calzature di maggiore successo della storia, divenute incredibilmente popolari attraverso decadi e rivoluzioni culturali. Tutto ebbe inizio quando, nel 1908, Marquis M. Converse creò la società “Scarpe Converse” in Massachusetts. Il vero boom ci fu nel 1917, quando l’azienda statunitense cercò di inserirsi nel mercato del basket e produsse per la prima volta una particolare linea di scarpe in gomma e tela. La nascita e la fortuna delle Converse All Star si ebbe quando, negli anni ’20, il famoso giocatore di basket professionista Chuck Taylor, lamentando il dolore che gli causavano le

sue scarpe da basket, iniziò a collaborare con la Converse e ideò le Converse All Star per migliorare le sue calzature e quindi il suo gioco. Il connubio tra il giocatore di basket e la Converse si dimostrò talmente felice che le Converse All Star presero il nome, nel loro modello tradizionale e tuttora prodotto, di Converse All Star Chuck Taylor e lo stesso atleta fu per tutta la vita ambasciatore di queste scarpe nel mondo. Grazie quindi alla preferenza esplicita di Chuck Taylor, le Converse All Star divennero le scarpe da basket per antonomasia e si diffusero ampiamente anche tra il pubblico di massa. Perfino Hollywood diede il proprio contributo alla Converse perché attori e celebrità cominciarono ad utilizzare le All Star per le proprie uscite mondane,

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+plus! MODA

consacrando questo modello al di fuori del mondo sportivo. Negli anni ‘50, le Converse diventarono le sneakers preferite dai ragazzi di tutto il mondo e simbolo della ribellione giovanile. La moda delle Converse esplose quando James Dean fu fotografato indossando dei jeans, una maglietta e un paio di Converse bianche. Nonostante la popolarità, la Converse è comunque andata in bancarotta e nel 2003 è stata acquisita dalla Nike. Questo passaggio aziendale ha tuttavia segnato una rinascita per queste calzature. Le Converse All

Star sono tornate infatti ad essere molto popolari grazie a nuove e vincenti scelte dell’azienda compratrice del marchio, diventando protagoniste di un rilancio a tutti gli effetti. Queste scarpe oggi sono ancora un vero e proprio fenomeno di moda, coadiuvato dalla produzione di numerose variazioni sul tema, con nuovi modelli, colori, materiali e disegni. Intorno alle Converse All Star ci sono anche tante piccole curiosità. Pochi sanno ad esempio che il primo modello era di colore rosso e che le Converse hanno avuto (ed hanno tuttora) un

incredibile successo nel mondo del cinema, della musica e della tv. Sono state infatti protagoniste di Grease insieme a John Travolta, si sono allenate insieme a Sylvester Stallone in Rocky, sono apparse fugacemente tra le scarpe di Marie Antoinette e hanno affascinato i vampiri di Twilight ai piedi di Bella, interpretata da Kristen Stewart. E ancora, a conferma della loro “fama”, le Converse All Star hanno “seguito” molte star, come Paul Mc Cartney e Axl Rose dei Guns ‘n Roses (che addirittura si è fatto personalizzare Giugno 2011 | + PLUS |25


+plus! MODA

le sue Converse con la scritta "Axl"), per poi diventare parte un'icona rock con i Nirvana e attraversare le soglie del nuovo millennio con i modelli del 2009 dedicati a Ozzy Osbourne, Kurt Cobain, i Doors, i Pink Floyd e i Blink 182. Insomma, una scarpa, un mito. Per quanto riguarda il modello cult della storica sneakers, la tipologia più osannata della Converse 26| + PLUS | Giugno 2011

è quella in canvas, rigorosamente tinta unita, alta fino alla caviglia e dotata di suola in gomma vulcanizzata, particolarmente resistente all’usura. Comoda, resistente e trendy le Converse oggi si presentano nelle vetrine dei negozi in moltissime colorazioni fashion, dalle righe, ai fiori, alle fantasie speciali. La tecnica di costruzione rimane invariata: stessa suola in

gomma con punta bianca e stessa tomaia (a volte anche colorata). Un cult intramontabile che è entrato almeno una volta in ogni guardaroba e ancora oggi è simbolo indiscusso di moda e stile per qualsiasi generazione. Versatili e intramontabili, le Converse sono disponibili in numerosissimi modelli e anche se sono nate come sneakers giovanili, in realtà sono


+plus! MODA

scarpe comode e resistenti adatte a tutti e non solo agli sportivi. Ogni stagione vede protagoniste nuove varianti, decorate con fiori, cuoricini, stampe animalier e molto altro ancora, senza contare, poi, le infinite e ricercatissime tonalità di colore a tinta unita, con un prezzo, se vogliamo, piuttosto "mini", a partire da circa 35 euro. Perfette in estate in quanto

il canvas mantiene fresco ed areato il piede, le Converse sono indossabili anche con il freddo, grazie ai modelli in pelle e a quelli imbottiti di pelliccia. Naturalmente il look ideale per portare le Converse è fatto di jeans e t-shirt, ma fanno la loro bella figura anche con una minigonna estiva o un abitino leggero. Unico difetto delle sneakers Converse è che non

sono ammortizzate, pertanto non sono adatte a lunghe passeggiate o chi è costretto a stare molto tempo in piedi. Insomma ce n'è per tutti i tipi e per tutti i gusti. Tra tanti disegni, colori, forme e fantasie, non resta che scegliere. A ciascuno il suo modello di Converse. Buono shopping!

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a cura di Antonio Lombardi

+plus! ARTE

Alla scoperta del leggendario

Tesoro di San Gennaro Per la prima volta esposte al pubblico contemporaneamente in sei musei le meraviglie del Santo

C

ome nella spassosa commedia di Dino Risi Operazione San Gennaro, il tesoro miliardario del Santo è da sempre l’oggetto del desiderio e dell’attenzione di migliaiaia di fedeli ed appassionati di arte. Questa volta però per ammirare i gioielli di San Gennaro non è necessario escogitare il colpo perfetto, ma si possono visitare i sei siti museali del capoluogo campano che allestiscono l’esposizione “Le meraviglie del Tesoro di San Gennaro, le Pietre della Devozio-

ne”. Le location interessate dall’evento sono nell’ordine: il Museo del Tesoro di San Gennaro, dove sono in esposizione i gioielli cioè le dieci meraviglie più il busto tempestato di pietre preziose del 1305, regalo di Carlo d’Angiò ed il reliquario del sangue sempre del 1305; la Real Cappella di San Gennaro, dove è presente senza il cristallo di protezione il paliotto d’argento dell’argentiere Vinaccia, il Duomo di Napoli con l’apertura dopo oltre 100 anni della porta antica della Cattedrale, il Complesso dei Girolamini e in particolare

l’oratorio dell’Assunta con l’apertura ai visitatori della Chiesa chiusa da più di 50 anni; l’archivio storico del Banco di Napoli, dove sono custoditi tutti i documenti che testimoniano i pagamenti agli artisti dei capolavori commissionati e infine il Museo diocesano, nella cui navata verrà ricostruita la processione con l’esposizione dei busti d’argento. La mostra, curata dai responsabili del Museo del tesoro di San Gennaro insieme con la Sovrintendenza del Polo Museale napoletano, resta aperta fino alla metà di giugno.

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+plus! ARTE Con un biglietto unico, i visitatori possono ammirare oltre 150 opere appartenenti al Tesoro di San Gennaro, ma anche alcuni preziosi dipinti del Caravaggio (Le sette opere della meraviglia) e di Luca Giordano. Per dare conto dell’importanza dell’evento, è bene ricordare che il Tesoro di San Gennaro costituisce il patrimonio di opere più importante del pianeta sia per valore artistico che per quello economico, superiore come ricchezza a quello della Corona d’Inghilterra e dello Zar di Russia. Gli antichi documenti, le pietre preziose, gli argenti, i gioielli e i dipinti costituiscono il retaggio del culto che, nel corso dei secoli, ha spinto sovrani, papi, uomini illustri e persone comuni a fare doni per devozione al Santo. Per merito dell’antichissima istituzione della Deputazione della Real Cappella di San Gennaro, nata per un voto della città nel 1527, il tesoro è intatto non avendo mai subito spoliazioni, né finanziato guerre, né subito furti e quindi le collezioni sono uniche al mondo. Lo stesso Napoleone, che ovunque sia andato ha depredato, quando approdò a Napoli non solo non prelevò nulla, ma dovette regalare a San Gennaro un ostensorio in oro, argento e pietre preziose di superba bellezza e raffinatezza. Tutte le opere donate, per avere il privilegio di essere considerate meritevoli di far parte del Tesoro di San Gennaro devono, però, corrispondere a elevatissime qualità di valore artistico e culturale e dunque essere realizzate dai grandi artigiani. Fra questi 30| + PLUS | Giugno 2011

oggetti così esclusivi, le eccellenze sono costituite dalle cosiddette Dieci meraviglie a partire dalla collana secentesca commissionata dalla Deputazione. Secondo gli esperti è la collana più preziosa al mondo (conta 13 maglie di oro massiccio, settecento diamanti, 276 rubini e 92 smeraldi). L’ altra meraviglia è la mitra in oro, rubini, smeraldi

e brillanti (1713) commissionata anch’essa dalla Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Tra i donatori anche Ferdinando di Borbone, Gioacchino Murat, Pio IX, Maria Teresa d’Austria e Umberto II. Per informazioni sulla mostra è possibile consultare il sito www.museosangennaro.it.


Il Tesoro di San Gennaro, l’elenco dei gioielli in esposizione

I

l Tesoro del Santo Patrono di Napoli comprende circa 21.000 opere di inestimabile valore, e grazie alla mostra Le meraviglie del Tesoro di San Gennaro, le Pietre della Devozione si potranno vedere una parte di esse tra cui i dieci favolosi gioielli, esposti nelle sale del Museo del Tesoro. Si comincia con la collana di San Gennaro che è probabilmente il gioiello più prezioso esistente al mondo. Il monile è in oro, argento e pietre preziose (rubini, smeraldi, brillanti) ed è stato realizzato nel 1679 da Michele Dato e commissionato dalla Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro per il busto reliquiario del Santo. L’aspetto attuale della collana è quello di un grande assemblaggio di gioielli di diversa fattura e datazione e di provenienze illustri: una croce donata 1734 a Carlo di Borbone, una croce offerta dalla Sassonia, una ciappa in tre pezzi con diamanti e smeraldi, una croce di diamanti e zaffiri del 1775 donata da Maria Carolina d’Austria, una spina a forma di mezza luna del 1799 donata dalla Duchessa di Casacalenda, una croce di diamanti e smeraldi donata da Giuseppe Bonaparte, una croce e una spilla in diamanti e criso-

liti offerte da Vittorio Emanuele II di Savoia, ed altre oggetti ancora. Continuando la rassegna dei gioielli, si passa alla Croce in argento e coralli del 1707 che è un dono della famiglia Spera. A seguire, la Mitra in oro, rubini, smeraldi e brillanti caratterizzata dalle classiche infule, che fu realizzata dall’orafo Matteo Treglia nel 1713 e che, così come per la collana, fu commissionata dalla Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro sempre per il busto Reliquiario del Santo. L’ altra meraviglie presente alla mostra è il calice d’oro tempestato di rubini, smeraldi e brillanti del 1761 ad opera di Michele Lofrano e dono di Ferdinando di Borbone, giovane sovrano di appena 10 anni. Questo calice doveva rappresentare il suo formale gesto di devozione. Da segnalare infine il manto di San Gennaro letteralmente coperto di pietre preziose e di smalti raffiguranti le insegne araldiche del casato; le spalliere di argento dorato con rubini, smeraldi, brillanti, pietre preziose e smalti e la pisside in oro, corallo e malachite, realizzata dalla famosa famiglia Ascione di Torre del Greco e donata da Umberto di Savoia nel 1931 quando si trasferì con la moglie Maria Josè a Napoli.


+plus! HI - TECH

a cura di Fioravante Conte

Il piacere

dell’intrattenimento

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igliaia di film, migliaia di album musicali e contenuti interattivi. Il tutto in un unico dispositivo. Sono i Media Player Client/Server, prodotti tecnologicamente ideati e progettati sia per l’intrattenimento in un unico ambiente che per soluzioni distribuite (multiroom). In qualunque zona della casa ci si trovi, in giardino oppure seduti in salone davanti alla TV, è possibile avere immediato e facile accesso ai film che più ci emozionano, alle canzoni che più ci incantano, ai contenuti interattivi che si vorrebbe vedere e rivedere più volte. In una società che corre e

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fornisce palinsesti sempre più ampi e variegati, ricchi di programmi, film e musica su molteplici canali trasmessi, i Media Player rendono possibile la fruizione dei contenuti multimediali in qualsiasi momento si voglia, dando vita alla casa dei sogni, quella in cui tutta la famiglia può facilmente immagazzinare e memorizzare un numero elevatissimo di album musicali e film in una unità centrale ed accedere ad essi da ogni punto dell’abitazione. In qualunque zona si stia trascorrendo del tempo, che sia la piscina o la cucina, il giardino o lo studio, si è in grado di sfogliare una libreria virtuale tramite un dispo-

sitivo remoto che può essere un remote control (simile ad un telecomando), un’interfaccia touch screen, ma anche un iPhone, iPad o un Tablet, scegliendo poi istantaneamente il contenuto che si vuole riprodurre (o magari lasciare che il Server effettui una scelta casuale, in base alle proprie preferenze). Solitamente i Media Player sono costituiti da una unità Server di base in grado di immagazzinare migliaia di video e film sull’HD interno o su dispositivi esterni per una riproduzione rapida e uno storage permanente, riproducendo la musica fino a 17 zone in modo indipendente. Esse rendono fruibili le stazioni radio Web,


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+plus! HI - TECH

mettono in relazione tutte le zone in modalità Party, creano rapidamente playlist, si integrano con le librerie iTunes, accedono ai canali BBC e RSS news feed, You Tube, FM Streaming, le foto di Flickr, i Social Network e le previsioni del tempo e molto, molto altro ancora. Spesso quando si necessita due o più zone Video indipendenti

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si usano, in abbinamento ai Server, dei Media Client, per riprodurre simultaneamente o indipendentemente film in differenti zone della casa. Così mentre il Media Server, ubicato ad esempio nel Salone o nella Sala Cinema sta riproducendo un film, il Media Client ne sta trasmettendo un altro nella camera padronale. Tutti i Media Client of-

frono le stesse identiche funzionalità del Media Server: ognuno può essere configurato con impostazioni differenti a seconda che ci sia un bambino o meno a guardare quel determinato contenuto. Quindi anche la sicurezza dei contenuti è assicurata con i Media Player: possibilità di scelta, comodità e sicurezza. Ogni macchina è controllata


+plus! HI - TECH

da remoto direttamente dalla casa madre: si viene avvertiti ogni volta che il Server/ Client sta per guastarsi e si viene anticipati con l’invio dei pezzi di ricambio direttamente a casa, o in modo silente viene aggiornato il software gratuitamente senza accorgersene. L’archivio, anche di migliaia di titoli, sarà facilmente consultabile tramite la navigazione per copertine e lo screen saver intelligente che ordina i titoli per genere e attore. Anche le serie televisive preferite saranno sempre disponibili, episodio per episodio. L’unica pecca di queste soluzioni “trendy” è il prezzo, per niente economico. Per i Media Center “low-cost” oc-

corrono circa 800-900 euro. Ma il valore aggiunto è rappresentato in primis dall’alta qualità delle immagini e, non da meno, dall’estetica: si tratta di oggetti dal design ricercato ed elegante, perfettamente integrabili nei colori all’arredamento di casa. Oggi la distribuzione Audio/ Video rappresenta il valore aggiunto di un sistema di supervisione e controllo essendo ancora poche le aziende che riescono ad integrare tali impianti in un sistema di supervisione e controllo (domotico). Cambia dunque il modo di archiviare e godere delle proprie raccolte DVD, Blu-Ray e CD all’interno dei propri spazi abitativi: casa, hotel, yacht. Ciò che si vuole

è a nostra completa disposizione. L’utente è al centro del sistema che è stato pensato, progettato e realizzato per lui, per assecondare i suoi gusti e rispettare i suoi tempi. Tempo e piacere: è questa l’essenza dell’essere uomo sociale, dell’avere ancora una vita sociale al di là dello stress lavorativo di tutti i giorni. E se una notte subentra il desiderio di godere dei film di Robert Altman, David Fincher, Federico Fellini o Kieslowski oppure della musica di Glen Gould, Keith Jarrett, The Smashing Pumpkins o Miles Davis, è possibile farlo dalla posizione in cui ci si trova, senza dover muovere un dito…o forse muovendo solo quello. Giugno 2011 | + PLUS |35


+plus! MOTORI

a cura di Giuseppe Spirito

GIULIETTA & ROMEO

Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni (William Shakespeare)

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+plus! MOTORI

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a Giulietta si posiziona nel segmento delle compatte (per intenderci quello della Golf), lunga 4.35m, larga 1.80m, alta 1.46m (un paio di cm più bassa della Golf), e poco più grande della 147, che va a sostituire. La linea è tipicamente Alfa, con il trilobo centrale, linee tese sul cofano, che le danno un’aria imponente, un posteriore a coda tronca, che le conferisce un aspetto di maggiore aderenza all’asfalto e luci a led sia davanti che dietro, quest’ultime davvero caratteristiche. L’abitacolo risulta molto curato con una qualità maggiore rispetto alla 147; lo sviluppo della plancia in orizzontale conferisce all’interno un aspetto dinamico (i pulsanti di controllo secondari sono particolarmente belli).

Al di là del volante, spiccano tachimetro, contagiri e navigatore (optional) ben visibile. Promosso dunque a pieni voti il design dell’auto. Per quanto riguarda invece le migliori qualità della Giulietta, occorre precisare che fondamentalmente risultano essere quelle meccaniche e dinamiche. L’intera architettura è stata riprogettata rispetto alla generazione precedente, con l’impiego dei materiali più innovativi: alluminio, magnesio e acciai alto resistenziali. Quest’ultimi in particolare, coniugano elevatissime doti di resistenza e rigidezza con la riduzione del peso, il che si traduce in eccellenti prestazioni, oltre che in una sensibile riduzione di frenata. Il pianale della Giulietta è completamente nuovo e sarà utilizzato in

futuro per altri modelli del gruppo, essendo stato studiato per essere molto flessibile e all’occorrenza montare trazione posteriore o integrale. Abbandonato lo schema raffinato delle sospensioni a quadrilatero della 147 si è preferito lo schema MacPherson. Adesso molti potrebbero storcere il naso, ma si dovranno ricredere. Infatti quello della Giulietta non è un semplice MacPherson, bensì una sua evoluzione, che monta un nuovo supporto per il cuscinetto ruota molto più rigido e componenti in alluminio, mantenendo la stessa precisione dello schema adottato dalla sua antecedente. Altra innovazione dell’Alfa Romeo per la Giulietta è il sistema sterzante, definito “Dual Pinion”, che rinnova il tipico piacere di guida

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+plus! MOTORI

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+plus! MOTORI

delle auto di questa azienda. Il suo nome deriva dalla presenza di due pignoni, il primo collegato al piantone dello sterzo e unito direttamente alla cremagliera della scatola guida, senza filtri artificiali tra le ruote e tra le mani del conducente. Il secondo pignone è collegato all’attuatore elettrico e anch’esso unito direttamente alla cremagliera. Questo

sistema permette un feeling di sterzo eccellente rimanendo sempre progressivo e garantendo un ottimo confort di guida e nelle manovre. Quindi lo sterzo è di sicuro uno dei punti forti della Giulietta. Oltre allo sterzo e alle sospensioni a garantire alto il piacere di guida c’è il differenziale autobloccante Q2, che dà maggiore aderenza alle ruote motrici e non per-

mette ai sistemi di sicurezza elettronici (ASR e VDC) di essere invasivi. La cosa che comunque rende differente quest’auto rispetto alle sue rivali è la possibilità di avere tre auto in una. Si, avete capito bene, tre auto in una. La Giulietta monta il manettino Alfa D.N.A. che permette di cambiare il feeling di sterzo e la risposta di motore e freni. La “D” sta per dynamic, Giugno 2011 | + PLUS |39


+plus! MOTORI

ovvero la posizione più sportiva, dove aumenta la risposta del motore, la precisione dello sterzo, la potenza dei freni e VDC e ASR intrusivi al minimo. La posizione “N” sta per normal, con i vari settaggi in taratura standard, per la guida di tutti i giorni. La “A” sta per all weather, che serve in caso di scarsa aderenza e principalmente aumenta l’intervento dei sistemi elettronici di controllo. Comunque se usate la modalità dynamic difficilmente vorrete passare ad una delle altre due. Tutto questo permette una guidabilità davvero elevata e non ha nulla da invidiare alle sue concorrenti. Inoltre la Giulietta è la 40| + PLUS | Giugno 2011

più sicura della sua categoria, ha guadagnato le 5 stelle EuroNCAP e il maggior punteggio del segmento con un 87/100. Le motorizzazioni disponibili sono sei, tutti euro 5 e attenti a consumi ed emissioni. Tre benzina: 1.4 da 120 cv, 1.4 multiair da 170 cv e 1750 tbi da 235 cv nella versione quadrifoglio verde; tre diesel: 1.6 da 105 cv, il nuovo 2.0 da 140 cv ed infine il 2.0 da 170 cv. Quest’ultimo è di sicuro la migliore scelta per chi vuole un consumo ridotto senza fare a meno della potenza. L’auto è competitiva anche nei prezzi, che sono da auto di classe premium, anche se sono leggermente migliori rispetto alle con-

correnti. Il prezzo base è di 20.451 euro per il 1.4 turbo da 120 cv e si arriva fino ai 29.151 euro del top di gamma per la quadrifoglio verde. Comunque consiglio di aggiungere 2.000 euro in più per avere il Distinctive Pack (che dà interni pregiati) e sulla versione benzina opterei per lo Sport Pack (che rende l’auto ancora più sportiva). L’auto dunque è promossa in tutti i suoi aspetti. Gli unici difetti riscontrati sono il pedale del freno troppo vicino all’acceleratore e il parasole che non si blocca in una posizione intermedia. Per il resto, la Giulietta è davvero una vettura da non perdere. Guidare per credere.


+plus! VIAGGI

a cura di Alessia Cosentino

La seduzione

dell’isola azzurra

U

n terrazzo a strapiombo sul mare, il sole in un cielo cristallino che si rispecchia nell’acqua, la brezza marina che vi accarezza il viso, un fresco drink tra le mani, il dolce suono dello scroscio delle onde attorno a voi. Un’atmosfera magica penserete voi. Ma perché sognarla soltanto? Potreste viverla davvero in una isola mozzafiato: Capri. E giugno è il mese ideale per regalarvi un rilassante e 42| + PLUS | Giugno 2011

piacevole soggiorno in questo luogo magnifico. Capri è un’isola che ha saputo mantenere fino ad oggi il senso del mito, è un concentrato di bellezza, circondato dall’azzurro del mare. L’isola accoglie i suoi visitatori con l’allegria colorata del porto di Marina Grande. È qui, dove sorgono le tante case variopinte, un tempo dei pescatori, che ogni giorno giungono aliscafi e traghetti carichi di turisti. Dimenticate lo stress della vita quotidiana e go-

detevi questo posto unico e indimenticabile. Capri è innanzitutto una sfumatura di azzurro. Rimarrà impressa nella vostra memoria dopo aver ammirato quella fusione di mare e cielo che la circonda. C’è bisogno e voglia di lentezza in quest’isola. Lasciatevi guidare nel suo salotto all’aria aperta: la Piazzetta, simbolo dell’andamento lento con cui si deve vivere Capri, un luogo di incontro mondano, ma anche accogliente e rilassato,


fatto di chiacchiere seduti ad un tavolino. Non bisogna correre qui, ma lasciarsi semplicemente rapire dalla sua magia solare. Piazza Umberto I, meglio conosciuta come appunto la Piazzetta, è il fulcro dell’isola. Immersa tra antichi edifici e il profilo incombente di monte Solaro, nel corso del tempo è stata soprannominata il “salotto del mondo”. Potrete rilassarvi sotto gli ombrelloni degli storici bar, e magari gustare un aperitivo dopo le lunghe ore trascorse in spiaggia, o fare semplicemente conversazione. Salendo poi le scale che partono dalla piazza, potrete raggiungere le sale dell’ex cattedrale di Santo Stefano, la principale chiesa di Capri costruita nel XVII secolo e il Museo Cerio, che nasce all’interno di un antico palazzo trecentesco. Nella piazzetta si trova anche la Torre dell’Orologio, il campanile dell’ex cattedrale di Santo Stefano, sul quale risalta lo splendido quadrante dell’orologio decorato con maioliche. Inoltre, nel vicino cortile del Municipio potrete ammirare il fusto di una colonna e il frammento di una base in marmo, pertinente, molto probabilmente, alla villa romana di Palazzo a Mare. Dalla piazzetta potrete muovervi facilmente e visitare i luoghi più affascinanti dell’isola. Partite pure dalla villa che domina il promontorio di monte Tiberio, Villa Jovis, la residenza dove l’imperatore Tiberio si ritirò a vita privata. Ammirate anche i Giardini di Augusto, a ridosso della passeggiata di via Krupp. Il panorama

che potrete ammirare dalle sue terrazze vi lascerà senza fiato. Un altro luogo da non perdere è senza dubbio la Certosa di San Giacomo, con la sua chiesa a navata unica e il chiostro grande con le celle monastiche e gli archi a tutto sesto. Inoltre, a pochi metri dalla piazzetta si trova anche il capolinea degli autobus che vi condurranno ad Anacapri, dove potrete godere della quiete delle piazze e delle stradine del suo centro storico, a Marina Grande, dove avrete a disposizione la spiaggia libera più ampia dell’isola, e a Marina Piccola, una delle località balneari più famose di Capri. È qui che si trova il famoso scoglio delle Sirene, è qui che ci piace pensare che Ulisse sia stato tentato dalle sirene. A questo punto immancabile sarà la visione degli scenari più suggestivi dell’isola. Cominciate con i Faraglioni, i leggendari custodi dell’isola che affiorano dal mare cristallino. Sono questi affascinanti giganti rocciosi (denominati Stella, Faraglione di Mezzo, Faraglione di Fuori e Monacone) a costituire gli elementi caratteristici del panorama isolano. Altri spettacoli meravigliosi sono offerti dalla Migliera (una delle zone più belle) e dall’Arco Naturale. È dalla piazzetta di quest’arco che si può raggiungere il panoramico sentiero di Pizzolungo, una strada che permette di ammirare incantevoli scorci della Penisola Sorrentina e degli stessi Faraglioni, fino a raggiungere il Belvedere di Tragara. Lungo il percorso si può ammirare anche la Villa Malaparte. Giugno 2011 | + PLUS |43


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+plus! VIAGGI

Nessun giro a Capri però può dirsi completo senza un classico giro dell’isola, un tour delle coste isolane per ammirare i colori del mare, le piccole baie e le splendide grotte. In genere si parte da Marina Grande: la prima tappa è la spiaggia dei Bagni di Tiberio, l’antica residenza marina dell’imperatore. Poco dopo avrete modo di godere di un altro spettacolare simbolo caprese: la Grotta Azzurra, una delle bellezze naturali più conosciute al mondo. Lasciatevi catturare dalla magia del particolare gioco

di luci che si viene a creare nelle sue acque. La cavità, di origine naturale, può essere visitata solo con le tipiche barche a remi, agili e di piccole dimensioni, perché l’entrata è particolarmente stretta. Superato l’ingresso e dopo un primo buio iniziale, rimarrete estasiati dai vividi riflessi azzurri dell’acqua, un effetto dovuto alla luce del sole che entra nella cavità da un secondo ingresso situato sotto il livello del mare. Non avrete più la sensazione di navigare, ma di essere sospesi nel cielo e che l’acqua sia ricoperta di riflessi argentei.

Davvero spettacolare. Durante il giro potrete inoltre scorgere il maestoso profilo del faro che domina Punta Carena e dopo di questo, potrete godere della vista di numerose grotte e cavità naturali. Nobiltà di regina e fascino di sirena. Questa è Capri, “l’isola azzurra”, generosa con i ricercatori di emozioni. Ma lei ama svelarsi senza fretta. Alla fine vince sempre lei, Capri la seduttrice. E ti lascia andare solo col desiderio di tornare ancora, con la voglia di nuove emozioni e nuove scoperte.

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+plus! ARREDO

a cura di Maria Cristina Cosentino

Semina, innaffia, raccogli. Le soddisfazioni dell’orto fai-da-te

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rganizzare un piccolo orto sul balcone o sul terrazzo? Bella idea! Al giorno d’oggi è importante riprendere in mano la cultura contadina anche in città, per riscoprire il gusto delle cose semplici di una volta e perché no, essere veramente trendy. Si, perché coltivare il proprio orto è una pratica che dà grande gratificazione e serenità, ma allo stesso tempo è una vera e propria “moda” e un bellissimo hobby. Niente di enorme: l’orto fai-da-te creato in spazi ridotti può essere composto anche solo da qualche vaso. Come organizzarci al meglio per partire con questa nuova avventura? Prima di tutto considerate che l’orto sul balcone non potrà mai produrre quanto un orto tradizionale, perché i vasi hanno i loro limiti, ma non bisogna arren-

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dersi, anzi. Anche sul piccolo balcone di casa è possibile creare un delizioso mini orto! E allora perché non godere della gioia di portare sulla tavola qualcosa di davvero genuino? Basta un terrazzo, un balcone, un davanzale: invece dei fiori (o “insieme” ai fiori) si possono coltivare ortaggi. La prima cosa da prendere in considerazione è l’esposizione al sole. Le piante amano ricevere nell’arco della giornata un po’ di sole per almeno 5 ore e quindi le esposizioni più indicate sono est, sud e ovest. Anche la grandezza dei vasi è importante: per potersi sviluppare al meglio le piante hanno bisogno di uno spazio adeguato per le loro radici. Per quanto riguarda il terreno di coltura potete procurarvi un buon terriccio già concimato, chiedendo magari consiglio nei

vivai o nei consorzi agricoli. Utilissima anche la ghiaia perché dovrà essere posta sul fondo del vaso per drenare l’acqua in eccesso. Come prima esperienza è meglio iniziare dalle piantine che si possono trovare nei vivai e la pratica, come nella maggior parte delle cose, sarà la migliore maestra. Ovviamente se si possiede un terrazzo grande o un bel giardino, ci si potrà sbizzarrire maggiormente con le tipologie di ortaggi da piantare. Per chi possiede un balcone invece, le varietà adatte sono quelle che, una volta sviluppate, non superano l’altezza di mezzo metro o le specie che producono ortaggi di piccole dimensioni. Divertente, economico e soprattutto un hobby piacevole. Vuoi mettere una bella insalata di pomodori appena raccolti


+plus! ARREDO dal… balcone di casa? Buoni e genuini. Per fare un po’ di pratica si può iniziare a coltivare qualche pianta aromatica poco impegnativa come il rosmarino, il prezzemolo, il basilico, ecc. Per quanto riguarda la semina, è possibile farla tutto l’anno, ma in estate sicuramente è più proficua; in questo periodo infatti si possono piantare melanzane,

adottare soluzioni diverse da quelle di chi coltiva l’orto in terra: prima di tutto scegliendo ortaggi che possono adattarsi a crescere bene e a produrre frutti anche in contenitore, lasciando perdere quelli che crescono troppo o fanno frutti troppo pesanti. Benissimo i pomodori soprattutto ciliegini, le erbe aromatiche, i peperoncini,

un’altezza di circa 1 metro e mezzo e metteteli subito al momento dell’impianto, in modo che la pianta abbia il sostegno da subito. È il momento del terriccio, dell’annaffiatura e del concime.Nei vasi in genere si può usare una mistura di terriccio universale e stallatico, entrambi facilmente trovabili nei garden. Per le annaffiature

peperoni, e quant’altro si voglia basta che sia di stagione. In inverno invece il raccolto sarà meno proficuo e potremmo piantare solo cavoli e qualche verdura invernale. La prima cosa da fare, una volta deciso di voler avere il proprio orticello, è quello di scegliere cosa coltivare. Come già detto, in un ambito ristretto come un balcone o un terrazzo piccolo, dovremo

i ravanelli, le melanzane, i peperoni di taglia mini, ecc. Insomma c’è da sbizzarrirsi. Dopo avere scelto cosa coltivare è importante scegliere i vasi giusti, possibilmente con 30-40 cm di diametro e di altezza, dalla forma quadrata perchè sfruttano meglio lo spazio. Gli ortaggi rampicanti come cetrioli e fagioli hanno bisogno di sostegni: considerate

sarebbe utile disporre di un impianto goccia a goccia, che vi permetterà di assicurare vita prospera sia agli ortaggi che ai fiori sul balcone con poco sforzo. Per quanto riguarda la concimazione acquistate un concime liquido adeguato alle vostre piante. Un po’ di pratica e il gioco è fatto. Divertitevi a realizzare il vostro orto fai-da-te. Semina, innaffia, raccogli. Giugno 2011 | + PLUS |47


+plus! BELLEZZA

a cura di Sabina Lancio

AMICO SOLE

Abbronzatissimi: non solo più belli, anche più sani

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’estate è ormai alle porte e dopo un anno stressante di lavoro, il sogno delle vacanze può finalmente diventare realtà. Tutti sono in cerca di spazi dove rigenerare le proprie energie, cercando una quiete interiore e mentale spesso “contaminata” dai ritmi frenetici che ci accompagnano nella quotidianità. Specialmente in questo periodo dell’anno la voglia di rilassarsi è tanta, ma c’è anche chi pensa alle vacanze come cura della propria bellezza. E non parlo di centri termali o Spa, ma di qualcosa di molto più naturale: il sole. Al mare o in montagna, in piscina o in riva al lago, la nostra principale preoccupazione è torna-

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re in città con un’abbronzatura da fare invidia ai nostri amici. Insomma, se all’inizio dell’estate ci tocca affrontare la “prova bikini”, poi ci aspetta anche la “prova tintarella”! Specialmente per le donne è fondamentale un’abbronzatura perfettamente omogenea per osare con abiti più corti e scollati durante la bella stagione, senza doversi preoccupare degli antiestetici segni del costume. Altra insidia delle prime esposizioni al sole sono le scottature, molto frequenti per chi ha la carnagione chiara o per chi non usa le giuste precauzioni, esponendo la propria pelle al sole senza proteggerla. Tutti dovremmo usare una crema

solare, anche chi ha la carnagione un po’ più scura, senza sottovalutare i potenziali effetti dannosi dei raggi UVA e UVB. Per evitare rischi per la pelle bisogna, innanzitutto, prendere il sole in modo progressivo, anche nelle giornate un po’ nuvolose, quando i raggi del sole filtrano ugualmente attraverso le nuvole, per quanto non se ne avverta il calore. Meglio evitare, inoltre, l’esposizione durante le ore più calde. Un’esposizione eccessiva e non protetta può provocare l’invecchiamento della pelle, perché i raggi penetrano nel derma, rendendo la pelle meno elastica. Prima di partire per la “caccia” all’abbronzatura,


+plus! BELLEZZA il suggerimento è di seguire un’alimentazione particolare che oltre ad aiutarci a mantenere la linea, ci facilità la tintarella. Per ottenere un’abbronzatura intensa è necessario assumere cibi ricchi di acqua, vitamine e sali minerali. Altro sostenitore dell’abbronzatura è il betacarotene, un nutriente contenuto, come si sa, nelle carote, in molti frutti e alcuni tipi di verdura. Questa sostanza, oltre a stimolare la formazione di melanina regalandoci, quindi, un colorito più scuro, protegge la pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari. E per chi vuole arrivare in spiaggia già con un po’ di colorito, sono ammesse, anche se con qualche riserva, le lampade solari, utili per preparare la pelle alle prime esposizioni. Ma il consiglio per i maniaci della tintarella che in questo periodo tornano alla ribalta è di non esagerare con i lettini abbronzanti, perché questi emanano raggi potenti che, con il tempo, possono rivelarsi dannosi per la salute, molto più di quelli del sole. Un’altra tecnica a cui si ricorre per non arrivare in vacanza senza un minimo di abbronzatura è l’autoabbronzante, una lozione che dona gradualmente colore alla pelle. Oggi in profumeria ce ne sono di tutti i tipi e i più in voga sono sicuramente quelli che oltre ad abbronzare, contribuiscono a rassodare. Ma abbronzarsi al naturale resta sicuramente il modo migliore per avere una tintarella impeccabile e poi è assodato che il nostro amico sole ha anche e soprattutto degli

effetti benefici sul nostro corpo. Esso, infatti, oltre ad essere un ottimo antidepressivo naturale, è un valido aiuto nella riduzione del rischio di diversi tipi di tumori e, inoltre, contribuisce alla densità ossea e alla cura di alcune patologie dermatologiche. Niente ci fa belli e attraenti come una sana e completa abbronzatura. E magari per noi donne è anche un aiuto per il make-up, infatti quando si è abbronzati si può fare a meno di alcuni prodotti cosmetici come il fondotinta. Un viso abbronzato richiede di solito un trucco semplice, ma dalle tonalità decise e i riflessi sgargianti, prendendo spunto dai colori della natura,

come l’azzurro del cielo, il verde dei prati o il rosa dei fiori per quanto riguarda gli ombretti e nuance chiare per i rossetti o i lucidalabbra. Basterà poi accentuare le guance con un blush leggero o un illuminante per valorizzare l’abbronzatura. Spesso sentiamo parlare male del sole e veniamo messi in guardia dai suoi pericolosi raggi, ma se siamo prudenti e adottiamo delle semplici abitudini prima e durante l’esposizione, il sole non può far altro che farci stare bene. Insomma è l’alleato per eccellenza della nostra bellezza e della nostra salute. E poi si sa, il sole mette sempre di buon umore!

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+plus! CAMPANIA

a cura della Redazione

Comune di

Greci Borgo storico Greci (AV)


+plus! CAMPANIA

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reci (Katundi Greçi in albanese) è un piccolo comune arbëreshë della provincia di Avellino. Situato ad una altitudine di 824 m s.l.m., è l’unico centro abitato italo - albanese

(arbëreshë) di tutta la regione Campania, che ha conservato immutata nei secoli l’antica lingua albanese, la cultura, i costumi e le varie tradizioni degli antenati. Arroccato su un’alta collina, Greci è un paese molto caratteristico che si estende su

un territorio di circa 30 kmq, ricco di sorgenti d’acqua e lambito a valle dal torrente Cervaro. È uno dei ventuno Comuni che costituiscono la Comunità Montana dell’Ufita con sede in Ariano Irpino e il capoluogo di provincia Avellino - dista circa 70 km.

Origine del nome e cenni storici

I

l nome di Greci deriva dal termine Graikos trasformato nel latino Graecus da cui Graeci e quindi Greci. La sua etimologia è dovuta alla presenza nella zona di popolazioni bizantine che vi si stabilirono in età alto medioevale forse già intorno al VI secolo d.C., durante la guerra greco - gotica. Nella seconda metà del XV secolo il centro fu interessato da una massiccia migrazione di popolazioni albanesi, che giunte in Italia a seguito del condottiero Skanderbeg, si insediarono nel borgo allora

scarsamente popolato. Skanderbeg sbarcò in Italia nel 1459 per aiutare Ferdinando I, re di Napoli nella lotta contro il rivale Giovanni d’Angiò ed i baroni suoi alleati. Le truppe albanesi, unitisi all’esercito di Ferdinando, contribuirono in maniera decisiva alla vittoria di quest’ultimo. Il re, in segno di gratitudine, permise a quanti tra gli albanesi lo desiderassero di restare in Italia e di popolare Greci. Nei secoli successivi, centinaia di uomini e donne, a seguito dalla progressiva conquista ottomana dei ter-

ritori albanesi, giunsero sulle coste pugliesi dalla sponda opposta dell’Adriatico e di qui a Greci ed in altri centri dell’Italia meridionale, importandovi la lingua ed il rito greco - bizantino e divenendo i progenitori di una della più numerose minoranze etniche attualmente presenti in Italia, gli arbëreshë. A Greci il rito greco, che pur ancora sopravvive in altri comuni di origine albanese, fu in seguito abolito e fu preservata solo la lingua albanese, ancora quotidianamente parlata nel paese.

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+plus! CAMPANIA

Greci da visitare

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l comune di Greci che domina la valle del Cervaro, ha un aspetto originale e tradizionale ed un patrimonio architettonico ed urbanistico che, anche a seguito dei disastrosi eventi tellurici del 1962 e del 1980, continua a farsi apprezzare e gustare per la presenza di angoli e scorci panoramici caratteristici, di diverse strutture monumentali, di fregi e di portali antichi in pietra. Percorrendo i silenziosi e suggestivi vicoletti del centro storico si

può giungere al Rione Breggo, zona caratterizzata dalla presenza di alcune superstiti halive o kalive, tipiche abitazioni rurali, testimonianza peculiare dell’impronta albanese nel territorio di Greci. Queste tipiche abitazioni, frammenti di un mondo rurale millenario intriso di forza e semplicità, venivano costruite con pietre a secco e unite fra loro da creta, con il tetto è costituito da travi, tavole e tegole. Di solito erano composte da un unico vano

che serviva sia alle persone che agli animali; bastava un semplice divisorio di legno o di panno per stabilire la diversa destinazione dell’immobile. Queste abitazioni sono ammassate a scala su di un pendio, ascendente verso la Chiesa Madre, e l’ingresso dell’abitazione superiore si eleva quasi a livello del tetto dell’abitazione inferiore e seppur modeste, conferiscono al paese un’indiscutibile atmosfera, genuinamente popolare e d’altri tempi.

Veduta Panoramica Greci (AV)

P

er quanto riguarda i monumenti si segnalano:

La Chiesa Madre: Dedicata a S. Bartolomeo Ap., Patrono di Greci, è in stile romanico ed a croce latina, della fine del 1600. Vi si custodiscono la statua, in stile greco, della Madonna del Caroseno, cara a tutti i grecesi, giunta a Greci, si dice, con i soldati albanesi di Skanderbeg ed una tela di mt. 2,50x2,00 circa raffigurante Madonna con Santi attribuita a Guido | + PLUS | Giugno 2011

Monumenti RENI o ad allievi della sua scuola; Il Palazzo Municipale: Di proprietà della famiglia gentilizia dei Lusi, il palazzo del 1500, venne acquistato dalla collettività, a seguito di assunzione di mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, agli inizi del secolo, di 50.000 Lire. La Masseria di Tre Fontane: Risalente al ‘600 - ‘700, la sua funzione era quella di stazione di posta sul “Tratturello regio Camporeale - Fog-

gia” che era diramazione del più importante tratturo regio “Pescasseroli - Candela”. Sono, inoltre, da visitare alcuni boschi in località “Porcino”, “Serrone” e “Ripitella” con interessanti specie vegetali ed animali ed un laghetto “Aqua Fets”. Veramente suggestive anche le località paesaggistiche del Monte Calvario, di Rovitello e del Breggo, mete di passeggiate romantiche e suggestive.


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O

Tradizioni e folklore

ggi Greci vive un periodo di intensa ripresa culturale, basato sulla riscoperta e la rivalutazione delle antiche origini albanesi, in primo luogo grazie all’attività dell’associazione culturale “Katundi Zembra Jonë”. Nella prima decade del mese di Giugno viene celebrata la festa della Madonna del Caroseno - Protettrice di Greci. La festa è molto sentita da tutti i Grecesi, molto devoti della Madonna. Nell’ultima decade

di Giugno viene celebrata la festa di S. Antonio di Padova. Il 25 e 26 Agosto si tiene la Festa di S. Bartolomeo Apostolo - Patrono di Greci organizzata dalla Parrocchia e dal Comitato Festa. Il 25 si ha la rappresentazione del “Dramma Sacro del Martirio di S. Bartolomeo Apostolo”, scritto dall’Abate Luigi Lauda in lingua italiana e con attori del posto. Detta rappresentazione, con replica nelle ore serali, avviene con il patrocinio ed il contributo

finanziario della Comunità Montana dell’Ufita, e fa sì che le popolazioni viciniori accorrano in massa per assistere al Dramma. In questo giorno si svolge la Fiera Nazionale del bestiame e di articoli vari.La rappresentazione nella piazza principale del paese del Dramma di San Bartolomeo, ogni anno in occasione della festa patronale del 25 agosto, costituisce un evento di sicuro impatto ed interesse e richiama un gran numero di persone.

Giugno 2011 | + PLUS | Apostolo Dramma Sacro del Martirio di S. Bartolomeo


Q

uando un Grecese torna al proprio paese o lo nomina dice semplicemente “Katundi”, termine che designa e traduce dall’albanese il sostantivo “paese”. E’ questo un piccolo e significativo primato di Greci che, anziché essere identificato con il nome pro-

Antico Portale - Greci (AV)

Curiosità prio, viene chiamata con il nome comune. Anche i forestieri, parlando di Greci, lo identificano semplicemente con “Katund”. E’ un segno distintivo di notorietà che è propria di poche altre realtà geografiche molto più importanti e dense di storia di Greci come per esempio:

Roma, per antonomasia chiamata “Urbe” dal latino “Città”; Istanbul, traduce la parola greca “eis ten polin” (= in città); Medina, che traduce in termine arabo “al Madina” (=la città).


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Prodotti Tipici

B

accalà alla orientale piatto natalizio, a base di baccalà, patate, uva passa, olio sale e condimento a piacere; Spezzatino di verdure selvatiche (cicoria ecc.) - costolette d’agnello, uova battute con formaggio e sugo di pomodoro (piatto primaverile); Insalata di arance - olive nere, zucchero e olio; Pizza chiena - a base di farina di grano, burro, ricotta, zucchero, uova ed un “goccio” di liquore; “Muscella” - dolce a base di farina di granone, uva passa, pinoli e zucchero; mentre quella salata o rustica è fatta con sugna, uva passa nera, se si vuole si aggiungono “cicoli” ed un pizzico di pepe, sale quanto basta; “Cicc quett” - bollito di grano misto a granone, con aggiunta di zucchero; piatto

servito il 2 novembre - giorno della Commemorazione dei Defunti; “Panari” e “Nussia” (trad. Paniere e Bambola) - dolci tipici pasquali di pasta frolla decorati con confettini colorati, che assumono la caratteristica forma del Paniere a cuore e della bambola; vengono dati quale dono di

Pasqua -accompagnato da taralli all’uovo di notevoli dimensioni -ai fanciulli il Paniere ed alle fanciulle la “Bambola” (in sostituzione delle attuali uova di Pasqua); Ottimi anche i prodotti caseari: caciocavallo, mozzarella a treccia, ricotta ed il profumatissimo formaggio pecorino con la “stizza”.

Personaggi famosi Padre Leonardo De Martino: Scrittore e poeta

italo-albanese, fu missionario apostolico in Albania e dedicò la sua vita a quella terra, dove fondò le prime scuole cattoliche.

italiana, anche del “Dramma Sacro del Martirio di S Bartolomeo Apostolo”, in stile Alfieriano, che si rappresenta in Greci il 25 Agosto di ogni anno nella piazza principale e con attori locali dilettanti.

Don Gerardo Conforti:

Giovanni De Maio: Sa-

Meglio conosciuto come Rettore del Seminario Regionale di Catanzaro, Don Gerardo Conforti fu animatore del movimento per l’indipendenza dell’Albania ed autore di numerosi saggi.

cerdote e patriota fervente del Risorgimento Italiano, più volte imprigionato per i suoi ideali politici, amico fraterno e di lotte politiche dell’illustre statista Pasquale Stanislao Mancini.

Abate Luigi Lauda: Scrittore e compositore in lingua

Raffaele D’Apuzzi: Me-

d’esilio di Luigi Settembrini; capeggiò la rivolta sulla nave che doveva portare lui ed altri patrioti a destinazione ignota (Isola di Ventotene).

Angelo Salza: Medico e

patriota venne condannato a 25 anni di carcere per i suoi ideali risorgimentali; la pena gli venne commutata in quella dell’esilio insieme con il Poerio, il Settembrini ed altri.

dico, compagno di prigionia e Giugno 2011 | + PLUS |57


+plus! TIPICITà

L

a cura di Carmine Cicinelli

La ‘Nduja

a ‘nduja è il più famoso dei prodotti alimentari calabresi. Il nome (che si scrive rigorosamente con la “j”) deriva dal francese “Andouille” ed individua un salame morbido, spalmabile, piccantissimo, vero vanto della gastronomia calabrese. Nonostante si produca con buoni risultati in tutta la Regione, la migliore ‘nduja proviene dalla zona del Monte Poro (in provincia di Vibo Valentia), in particolare nel Comune di Spilinga. Per quanto il nome in fran-

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cese significhi letteralmente “salsiccia”, la ‘nduja non è una salsiccia, per quanto possa assomigliarvi, bensì un salume, nella fattispecie un insaccato, realizzato con carne di maiale e moltissimo peperoncino piccante calabrese. Storicamente le origini di questo prodotto si perdono nei contraddittori racconti degli anziani calabresi: con buona probabilità furono gli spagnoli ad introdurla in Calabria; originariamente si trattava di un piatto povero, nato per utilizzare gli

scarti delle carni del maiale: milza, stomaco, interiora, porzioni carnee della testa (nella zona di Cosenza venivano aggiunte anche cotiche tagliate a punta di coltello). Oggi invece rappresenta uno dei prodotti gastronomici maggiormente commercializzato in Calabria, associato a numerosi elementi tradizionali e folkloristici: quello più noto associa la ‘nduja ad un famoso prodotto farmaceutico che aumenta la virilità, tanto da definire la ‘nduja come “u’ viagra calabrisi”.


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Produzione

A

lla base della preparazione della ‘nduja c’è un preparato di trito finissimo delle parti grasse del maiale, sapientemente aromatizzate con peperoncino calabrese di prima qualità (circa 250 grammi per ogni chilo di carne) e sale marino. L’impasto viene poi conservato nel budello cieco, detto orba, dopo

essere stato per due o tre giorni nella madia, successivamente affumicato con erbe aromatiche calabresi e ramoscelli di ulivo e stagionato naturalmente. Al di là dell’importanza degli ingredienti, e soprattutto della presenza di un peperoncino piccante di ottima fattura, il rapporto inscindibile tra questo insac-

cato e la Calabria risiede nelle condizioni microclimatiche di quest’ultima che rendono la ‘nduja non riproducibile altrove con lo stesso successo (dunque non per questioni legislative o di disciplinare, bensì perché solo in Calabria ci sono le condizioni ideali per la produzione a regola d’arte di questo insaccato). Giugno 2011 | + PLUS |61


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L

Caratteristiche organolettiche

a nduja ha un colore tendente al rosso (dovuto manco a dirlo alla presenza del peperoncino), una consistenza pastosa e morbida che rimane tale anche qualora sottoposta ad una lunga stagionatura. Esteticamente e dal punto di vista

del gusto, questo salume è riconoscibilissimo, sia per la forma sia per la consistenza. Il profumo è intenso, naturale e caratteristico, mentre il sapore è ovviamente piccante, con variazioni di gusto che dipendono dalla miscela e dal dosaggio delle due va-

rietà di peperoncino presenti nella zona di produzione. Oltre ai presunti benefici in campo “amoroso”, scientificamente la presenza del peperoncino in quantità preponderante rappresenta un ottimo aiuto per il sistema cardiocircolatorio.

Abbinamenti

R

iguardo gli abbinamenti e l’uso in cucina, la ’nduja è molto indicata come companatico, in particolare spalmata su una bruschetta, ma anche come condimento

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di pizza o pasta. In Calabria si usa utilizzarla come base per la realizzazione di un succulento ragù, con l’aggiunga di aglio. Un abbinamento stuzzicante la vede accom-

pagnare fettine di formaggi semi stagionati, ma soprattutto la ’nduja è superba se utilizzata nelle frittate.


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a cura della Redazione

SPORTDAYS 2011:

INTERVISTA A GIUSEPPE SAVIANO

I

n occasione dello Sportdays 2011, abbiamo intervistato il Presidente Provinciale del CONI Giuseppe Saviano per scoprire quali sono i principii alla base di quest’importante manifestazione e per conoscere le novità di questa decima edizione. Sportdays è una manifestazione che dura tre settimane ed ospita ogni giorno oltre duemila persone, per cui richiede un notevole sforzo organizzativo. Cosa la spinge ogni anno ad intraprendere questa impegnativa avventura? “I motivi sono molteplici, ma ce n’è uno in particolare. Si tratta del principio metodologico secondo cui lo sport va considerato come moti-

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vo di divertimento per i più piccoli, specie in un periodo come questo in cui la cosiddetta “ansia da prestazione” risulta una pratica che prende il sopravvento, anche nei più giovani. Accanto a questa motivazione ne metterei un’altra, storica, che riguarda la necessità di una maggiore ed adeguata visibilità per il mondo dell’associazionismo sportivo, che durante l’anno non ne ha a sufficienza.” Considerata la durata e la vastità di contenuti, Sportdays è un evento unico nel suo genere in Italia: da cos’è nata l’idea? “Ho organizzato per 25 anni il Meeting di atletica leggera,

che comportava grandi sforzi organizzativi ed economici da concentrare però in una sola giornata di manifestazione. Quando sono stato eletto Presidente Provinciale del CONI ho pensato di sfruttare quest’esperienza, allargandone la portata, coinvolgendo più discipline ed organizzando più eventi, specie per i giovani. Questo tipo di organizzazione ci consente, tra le altre cose, di arrivare a “sconfiggere” il maltempo, perché nel caso alcuni eventi programmati dovessero saltare a causa della pioggia, siamo in grado di recuperarli nei giorni successivi, concedendo ad ogni atleta ed a ogni disciplina lo spazio che merita.”


Si tratta di una manifestazione che ha come tema centrale lo sport, intorno a cui ruotano importanti iniziative sociali e culturali. In che modo secondo Lei lo sport si integra con questi temi? Lo sport è un’attività sociale ed in quanto tale è strettamente legata a numerosi altri temi di carattere sociale, come l’immigrazione, l’emarginazione, il decremento demografico della nostra Provincia o il disagio giovanile (quest’ultimo in particolare creato spesso dal comportamento degli adulti!). In questo senso lo sport manda un messaggio di integrazione, spiega cioè che bisogna essere parte integrante della società, dando il proprio contributo alla crescita globale. Non ci si può sempre girare dall’altra parte. Citando Hemingway (“Per chi suona oggi la campana”, ndr), mi verrebbe da dire che quando la campana suona, non ci si deve fermare a chiedersi per chi lo fa, ma occorre agire, consapevoli che sta suonando per ognuno di noi. Bisogna inoltre superare la concezione di sport inteso come panacea: per creare un microcosmo in cui ognuno possa emergere, lo sport deve integrarsi con altre attività. È questo il motivo perché Sportdays mette insieme più attività umane, che insieme possono comunicare a tutti quale sia il proprio campo di competenza (non solo sportiva), per trovare la propria strada ed il ruolo più adatto alle proprie caratteristiche all’interno del tessuto sociale. Quest’anno Sportdays taglia

un importante traguardo, festeggiando la sua decima edizione: qual è il segreto del suo successo? “Credo che sia il concetto di protagonismo, cioè la possibilità data a tutti di mettersi in gioco e di trovare il proprio ruolo. Ecco perché Sportdays è una sorta di ‘manifestazione madre’ tra gli eventi sportivi e culturali. Non solo per durata e contenuti, ma soprattutto perché ad ogni utente viene dato il giusto spazio, attraverso strutture codificate (regolamentari, ndr) e non codificate (ossia attraverso delle modifiche ai campi di gioco per renderli fruibili a tutti). La concomitanza di più discipline sportive inoltre prevede che ogni spazio del campo sia occupato da una diversa attività, con la possibilità per ogni utente di scegliere liberamente quella in cui cimentarsi. Di fatto dunque, all’organizzazione ufficiale, che prevede gare organizzate a tavolino, considerando livelli tecnici anche elevati, si affianca un tipo di organizzazione spontanea, che è la mia preferita perché, proprio in quanto naturale, è un sentimento positivo. In questo modo i bambini che prendono parte a queste ‘sfide’ senza un’eccessiva pressione, dunque senza dover ottenere a tutti i costi un risultato, colgono soltanto l’aspetto ludico dello sport, quello più nobile, e tornano con piacere sul campo per una nuova sfida.” Quali sono le novità previste per quest’anno? “La formula è quella già


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proposta negli scorsi anni, con la presenza di affermati giocolieri, burattinai ed artisti di strada provenienti da tutto il mondo che proporranno spettacoli di intrattenimento a sfondo sociale, secondo un programma che prevede almeno uno spettacolo ogni sera. Sul piano delle iniziative di solidarietà, quest’anno ci focalizzeremo sul tema dell’integrazione sociale, con riferimento particolare all’immigrazione. Inoltre prenderemo parte ad un progetto per costruire una clinica pediatrica per i bambini della Sierra Leone, in modo da aiutare questa popolazione, costretta a subire una guerra infame, non decisa da loro.”

| + PLUS | Giugno 2011


a cura di Stefano Papa

+plus! ALIMENTAZIONE

Combinazioni Alimentari

C

apita molto di frequente che persone che si “convertono” per motivi vari (di salute soprattutto) ad un’alimentazione più naturale vedano continuare, magari solo un po’ attenuati, i loro disturbi e per questo si scoraggiano, magari ritornando alle loro precedenti (e dannose) abitudini. Si pensa infatti che sia sufficiente ridimensionare o eliminare il consumo della carne, sostituire i cereali raffinati con quelli integrali, eliminare lo zucchero a favore del miele, non consumare cibi artificiali o denaturati per veder risolvere come d’incanto i gonfiori addominali, le digestioni lunghe e difficili, la stitichezza, i bruciori di stomaco… Certo un’alimentazione più salubre aiuta, ma non è sufficiente. Nessuno tiene conto delle fondamentali

regole delle compatibilità o delle cosiddette combinazioni alimentari, regole che sono fondate sulla fisiologia della digestione e che costituiscono il substrato imprescindibile da cui partire per costruire un piano alimentare corretto; questo perché non tutti gli alimenti sono digeriti negli stessi tempi e con le stesse modalità. Vediamo di capire il perché. Nella bocca, nello stomaco e nell’intestino sono presenti sostanze particolari, gli enzimi, che regolano le reazioni chimiche di divisione fra i diversi costituenti dei cibi e rendono in pratica possibile la digestione. Questi enzimi sono molti in quanto sono specifici, cioè riescono ad agire ognuno solamente su un particolare legame chimico: in pratica ogni tipo di cibo, prevalentemente proteico o prevalentemente amidaceo (o zuccherino), ha un enzima

o un gruppo di enzimi specifici. Avremo così le amilasi che agiscono sugli amidi (carboidrati complessi), le proteasi che digeriscono le proteine, le lipasi che rompono le catene dei grassi e così via. È inoltre importante il grado di acidità dell’ambiente (la bocca, lo stomaco…) dove avviene la reazione: alcuni enzimi lavorano meglio in ambiente alcalino (ad esempio la ptialina che agisce sui carboidrati), altri in ambiente acido (ad esempio la pepsina che agisce sulle proteine). Se a ciò aggiungiamo che i diversi enzimi possono trovarsi a dover lavorare nello stesso distretto corporeo, ma in condizioni ambientali diverse (ad esempio ptialina e pepsina agiscono entrambe nello stomaco ma a ph diversi), risulta chiara l’importanza di scegliere attentamente quali cibi accoppiare in un pasto per non ostacolare i processi digestivi. Giugno 2011 | + PLUS |67


+plus! ALIMENTAZIONE Vediamo alcuni esempi di combinazioni alimentari da evitare: • Associazione di cibi proteici con cibi amidacei: la digestione dei cibi contenenti carboidrati complessi (cereali e loro derivati: pane, pasta, biscotti; legumi) inizia in bocca e si conclude nello stomaco ad opera della ptialina, mentre i cibi proteici vengono digeriti solo nello stomaco ad opera della pepsina: mangiando quindi insieme, o in rapida successione, i cereali (specialmente la pasta) con cibi proteici (specialmente la carne) si ottiene una secrezione precoce di succo gastrico fortemente acido che renderà impossibile l’attività della ptialina e quindi estremamente difficoltosa la digestione dei cereali.

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• Associazione di diversi cibi proteici: è molto frequente che nello stesso pasto siano presenti due o più cibi che contengono proteine concentrate. Questo dipende in parte da abitudini voluttuarie (il pezzetto di formaggio alla fine del pasto) e in parte dal ricorso, eccessivamente frequente, a ricette troppo elaborate e complesse che prevedono l’utilizzo combinato di formaggi, salse, uova. Dato che il nostro stomaco produce succhi gastrici con composizioni diverse a seconda delle proteine da digerire, la compresenza di più tipi di proteine determinerà una digestione parziale delle stesse e, di conseguenza, la formazione di residui di cibo non digerito. Particolarmente nociva è la combinazione

di carne o pesce con il latte, molto utilizzata dagli emulatori delle mode americane (che accompagnano il pasto con un bicchierone di latte!). • Associazione di bevande o cibi acidi con cibi amidacei: il limone, l’aceto, la frutta acida come l’ananas, le fragole, i succhi di frutta, le bevande gassate sono tutti cibi capaci di inattivare la ptialina, l’enzima salivare responsabile della digestione degli amidi, a causa della loro acidità. • Associazione di bevande o cibi acidi con cibi proteici: per quanto detto finora, probabilmente vi sembrerà strano che i cibi acidi ostacolino la digestione delle proteine, ma in effetti è così! Questo è dovuto al fatto che la pepsina viene attivata dalla presenza dell’acido cloridrico prodotto


+plus! ALIMENTAZIONE ma se lo stomaco è già acido questo composto non viene rilasciato e l’enzima resta inattivo. • Associazione di zucchero e frutta sia con cibi amidacei che con cibi proteici: gli zuccheri semplici come il saccarosio (il comune zucchero da cucina contenuto nella maggior parte dei dolci), hanno un’azione inibitrice sulla ptialina, sulla secrezione degli enzimi gastrici e sulla mobilità dello stomaco, rendendo pertanto difficoltosa sia la digestione degli zuccheri complessi sia quella delle proteine. Per quanto riguarda la frutta possiamo dire che se viene ingerita da sola i tempi digestivi sono molto rapidi, mentre se viene assunta con altri cibi, siano essi amidacei, proteici o grassi (ad esempio alla fine di un normale pasto) dovrà necessariamente stazionare per un tempo più o meno lungo nello stomaco. Essendo lo stomaco un ambiente caldo e umido, gli zuccheri della frutta saranno facilmente preda di reazioni fermentative che coinvolgeranno anche il resto del cibo. • Associazione di grassi con cibi proteici: le sostanze grasse (burro, panna, e in

misura molto minore, l’olio) inibiscono la secrezione acida dello stomaco e ne rallentano la motilità: pertanto mangiare carne o formaggi o verdure fritte oppure condire con burro significa rallentare molto la digestione. È bene sapere, a questo proposito, che il consumo di verdure crude neutralizza in buona parte l’effetto inibitorio dei grassi sulla digestione. A questo punto qualcuno di voi potrebbe pensare che, in fondo, una digestione lenta non è un prezzo alto da pagare per mangiare “bene” ed in abbondanza. Ma, purtroppo, il problema non è solo questo. Difatti i residui di cibo non ben digeriti, che si formano in seguito ad una lenta e cattiva digestione, innescano dei processi di fermentazione e di putrefazione, durante i quali si sviluppano gas e altre sostanze tossiche come ammoniaca, acido acetico, ecc. Tali sostanze sono poi assorbite in maniera più o meno consistente, a seconda delle persone, con conseguenze negative sulle capacità di difesa dell’organismo e sugli organi deputati all’eliminazione delle scorie, fegato e reni innanzitutto, a

causa dell’eccessivo lavoro. Tutto ciò, inoltre, determina la presenza di disturbi più propriamente digestivi come mal di testa e sonnolenza post-prandiale, bocca impastata, eruttazioni acide, gonfiore addominale, ma anche lo scatenarsi di patologie a distanza (come tonsilliti, raffreddori, faringiti ed altro). Siamo arrivati ai consigli per evitare i problemi e le “controindicazioni” descritte. Innanzitutto bisogna separare il primo piatto dal secondo, consumandoli in pasti diversi, con contorni abbondanti di verdure crude (ed eventualmente anche di verdure cotte) che favoriscono sempre la digestione. Quello che dobbiamo assolutamente evitare è terminare il pasto con la frutta e/o il dolce e limitare al minimo le bevande gassate. Insomma bisogna tornare alle buone vecchie abitudini, dato che oggi la maggiore disponibilità economica ha fatto diventare quotidiano un certo modo di mangiare (il pasto pluri-portate) che una volta era limitato alle feste o a qualche particolare ricorrenza per cui, come sempre in questi casi, tanti saluti alla nostra salute…

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a cura di Silvia Ludovici

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L’ALOE VERA:

una pianta amica dell’uomo

L

’aloe vera è una delle piante officinali più conosciute, presente praticamente ovunque: creme, deodoranti, detersivi, ecc. e si potrebbe addirittura dire che è la pianta che va più di “moda” oggi. In realtà l’aloe ha origini antichissime, dai Sumeri agli Egiziani, dai Cinesi agli Indiani, dai Greci ai Romani e da migliaia di anni non c’è popolo che non abbia celebrato le virtù salutari, medicamentose, curative e terapeutiche. L’uomo ha presto scoperto le sue proprietà terapeutiche: rigeneranti, idratanti, antinfiammatorie, anti-invecchiamento, rilassanti, cicatrizzanti, oltre ovviamente alle proprietà del suo succo, che favorisce la digestione e lo smaltimento di tossine a livello epatico.

L’aloe è una pianta della famiglia delle aloacee e cresce prevalentemente in regioni caratterizzate dal clima caldo e secco, dove la temperatura non scende mai al di sotto dello zero. Si tratta di una pianta xerofita, in grado cioè, di mantenere l’equilibrio idrico anche in ambienti particolarmente aridi, in cui si alternano periodi di siccità a periodi di pioggia più o meno intensa. L’aloe rientra inoltre in quella classe di piante definite “succulente” (impropriamente note come piante grasse) che, grazie ai particolare adattamenti morfologici di fusto e rami, sono in grado di immagazzinare grandi quantità di acqua. La pianta in sé è contrassegnata da foglie lunghe e verdi, particolarmente carnose

proprio per la presenza di numerosi parenchimi acquiferi. In fitoterapia vengono utilizzati 2 prodotti estratti dalla pianta: il succo e il gel. Il succo è l’essudato giallo, dal caratteristico sapore amaro, che fuoriesce dai tubuli periciclici subito sotto la pellicola superficiale delle foglie: i principali composti contenuti sono i glicosidi, gli antrachinoni aloina A e B, che sono dei potenti lassativi, per di più irritanti per l’intestino. Per tale ragione sconsiglio assolutamente i preparati “fai da te” di questo prodotto, ma al contrario, ritengo opportuno affidarsi ad aziende esperte che immettono sul mercato un succo “trattato”, che allontana le sostanze irritanti di cui sopra e al tempo

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+plus! BENESSERE

stesso “lasciano spazio” solo alle innumerevoli proprietà benefiche di questo prodotto, quali: - Azione antiossidante: l’aloe vera combatte i radicali liberi, ovvero le famose cellule “impazzite” che vanno a caratterizzare numerose patologie nel nostro corpo più o meno importanti; - Azione antinvecchiamento: grazie alla presenza di vitamine e in particolare la quella C e E, che, insieme agli oligoelementi antiossidanti (manganese e selenio), nonché ad altre sostanze come prolina e saponine, permettono all’organismo di contrastare meglio i radicali liberi e gli effetti dell’invecchiamento sull’epidermide; - Azione depurante: l’aloe agisce su fegato e reni depurando di conseguen72| + PLUS | Giugno 2011

za l’intero organismo; - Azione cicatrizzante: questa pianta accelera la riparazione tissutale utile per le ulcere; - Azione stimolante del sistema immunitario: l’aloe contrasta i processi patogeni degenerativi dovuti a difetti del sistema immunitario. Il gel all’aloe invece, è largamente conosciuto per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive, calmanti, idratanti, anestetiche, rinfrescanti, cicatrizzanti, antibiotiche, quindi il suo uso è ideale in caso di pelle secca e danneggiata, mani screpolate, irritazioni della pelle e ustioni, scottature solari, punture di insetti, prurito, abrasioni e dermatiti, lesioni ulcerative, piaghe, pustole della varicella pruriginose, nonché trattamenti pre-solari e doposole. Inoltre ripara la pelle in

virtù del fitocomplesso ricco di mucillagini, minerali, vitamine e aminoacidi. La pelle di norma si rigenera ogni 21-28 giorni e il gel all’aloe favorisce una più rapida rigenerazione ed idratazione della pelle per combattere le rughe e l’eccessiva secchezza cutanea. In ambito più ampio, uno studio clinico effettuato su 194 donne operate per tumori alla mammella e sottoposte a radioterapia ha dimostrato che la dermatite da raggi migliora in modo evidente dopo applicazione sulla pelle di gel di Aloe. Un altro studio clinico ha valutato l’effetto del gel di aloe vera sulla dermatite da raggi. Sono state arruolate 225 pazienti con carcinoma mammario operato, che venivano sottoposte a radioterapia. Esse ricevevano per via


+plus! BENESSERE topica il gel di aloe o una crema acquosa di aloe o un placebo, da applicare 3 volte al giorno per 2 settimane fino al termine della radioterapia. Il controllo delle condizioni della cute e la sintomatologia soggettiva erano condotti ogni 7 giorni. Si è visto che la crema acquosa era signi-

ficativamente migliore del gel nel ridurre il rossore, il gonfiore, la desquamazione della pelle e il dolore conseguenti a radioterapia. L’aloe vera può essere assunta oralmente come supplemento dietetico o aggiunta ad altri ingredienti in creme e lozioni, e applicata topicamente

per detergere e aiutare l’epidermide. Milioni di persone usano l’aloe vera, ricca di una straordinaria miscela bilanciata di ingredienti naturali e dichiarano un migliorato grande benessere.

www.lerborista.it

Giugno 2011 | + PLUS |73


+plus! GAMES

È

disponibile dal 3 giugno The Sims 3: Generations, la nuova espansione per Pc e Mac che renderà ancora più interessante il celebre videogioco di simulazione di vita reale. Si tratta di una vera e propria chicca per i fan dell’acclamata serie che, grazie a Generations, potranno aggiunge maggiori contenuti e fare nuove attività rispetto a quanto previsto dal gioco originale. Già il gioco base (The Sims 3) permetteva di impersonare un Sims dalla nascita alla morte, ma questa versione promette di aggiungere nuovi contenuti 74| + PLUS | Giugno 2011

a cura di Antonio Lombardi

specifici per età, che renderanno ogni fase di vita un’esperienza unica e divertente. I Sims adulti potranno creare cerimonie di matrimonio o affrontare crisi di mezza età (con annesso taglio di capelli!); per i Sims bambini sarà possibile prendere lezioni di danza, fare i dispetti all’amico immaginario, salire sulle case sugli alberi; per gli adolescenti si potranno organizzare dispetti o ambire al titolo di reginetta o principe del ballo di fine anno a scuola; i Sims anziani potranno evocare i bei tempi della giovinezza. Tutte le nuove

attività saranno ancora più semplici da ricordare con il nuovo sistema delle memorie, che permetterà di tracciare gli eventi più importanti della vita e condividerli su Facebook o sulla pagina Sims personale. L’intento è dunque quello di cadenzare le fasi della vita di un Sim attraverso le azioni e le esperienze che maggiormente le caratterizzino rendendole simili alla vita reale. Lo slogan che accompagna la promozione del expansion-pack è appunto “Goditi al massimo ogni età”… Info:www.thesims3.com.


+plus! GAMES

Cars 2:il videogioco ( NDS, PC, PS3, Wii, Xbox360 )

I

n contemporanea con il sequel cinematografico targato Dysney-Pixar, dal 23 giugno è disponibile per le principali piattafome di gioco Cars 2: il videogioco. Grande attesa per provare l’esperienza del gioco in 3D attraverso la PS3, una modalità che stuzzicherà la fantasia dei giocatori soprattutto più piccoli. Il videogame infatti ha la capacità di rilevare automaticamente il collegamento a un televisore 3D e di adattarsi alle sue funzionalità. Gli aspiranti piloti di Cars 2 potranno, quindi, vivere un’esperienza a tre dimensioni in ogni momento e fase del gioco, dalle corse fino alle interfacce del menu. La funzione multiplayer, inoltre, consentirà sfide collettive fino a quattro partecipanti che gareggeranno in un ambiente totalmente 3D, utilizzando la modalità split screen per 4 giocatori. La storia di Cars 2: Il Videogioco vedrà Saetta collaborare con la C.h.r.o.m.e.

(Command Headquarters for Recon Operations and Motorized Espionage) per diventare una spia di livello internazionale. Per farlo McQueen dovrà imporsi sia come pilota più veloce del mondo, sia come agente più pericoloso, in grado di sfruttare al meglio i tanti gadget a sua disposizione. La versione del gioco per PC offre, tra le altre cose, una connessione a World of Cars Online, un nuovo mondo virtuale utilizzabile tramite browser: sbloccando le ricompense nel gioco, gli utenti potranno usufruire di nuovi oggetti e caratteristiche in World of Cars Online. Info: www. disney.com/CarsVideogame.

Duke Nukem Forever (PC, PS3 e Xbox360 )

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opo l’ennesimo slittamento, gli sviluppatori della Gearbox Software annunciano la pubblicazione in giugno di Duke Nukem Forever, seguito di Duke Nukem 3D, grande classico del genere sparattuto in prima persona. La storia di questo videogame è davvero singolare: annunciato per la prima volta nel 1997, dopo diversi trailer ed anticipazioni, la sua pubblicazione non è mai avvenuta, battendo tutti i record di ritardo e deludendo le attese dei fan. Nonostante qualsiasi annuncio venga ormai preso con le molle, questa volta gli sviluppatori del gioco sembrano fare sul serio, realizzando alcuni video teaser davvero entusiasmanti. Dalle

immagini circolate in rete è possibile gustare un assaggio degli ingredienti che compongono il mix di Duke Nukem: ambientazioni 3D superbe, storia accattivante e azione pura, elementi esplosivi che sicuramente immergeranno il giocatore in un coinvolgente gameplay. D’altronde, una produzione superlativa è il minimo per ripagare gli utenti di anni d’attesa (ben 15!). Duke Nukem Forever è un gioco anticonformista, fatto di esplosioni, sangue, fantascienza ed episodi sexy, magari dal sapore non propriamente moderno, ma proprio questo stile retrò è l’aspetto più affascinante di questo attesissimo titolo. Sito ufficiale del gioco: www.dukenumkemforever.com. Giugno 2011 | + PLUS |75


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76| + PLUS | Giugno 2011

a cura di Arianna Scioscia


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S

i dice che il mese più adatto ai matrimoni sia proprio giugno. Chissà, quindi, se anche Gigi Buffon e Alena Seredova ne hanno tenuto conto nel momento in cui hanno stabilito la data del fatidico giorno! I due, infatti, convoleranno a giuste nozze proprio a metà mese. Una storia cominciata per caso la loro, che li ha portati ad avere 2 figli e poi finalmente a decidere di sposarsi. Gigi ha affermato di non averlo fatto prima perché ogni estate c’era qualche evento calcistico che lo impediva. Lei dal canto suo aspettava la proposta di lui, visto che

si ritiene una donna all’antica. Proposta che è arrivata lo scorso dicembre durante una cena e non subito accettata. Alena, infatti, ha esitato nella risposta per essere sicura di voler compiere il grande passo; dopo qualche giorno, infine, ha detto si! E’ stato proprio Gigi ad annunciare le loro nozze durante un’intervista a due al settimanale Chi: “Alena è una donna diretta, quadrata e affidabile, sono in buone mani”, ha dichiarato lui. “Il pregio di Gigi è anche il suo difetto: scherza sempre. E non se la tira, è una persona vera” , ha sostenuto lei. Ed i fatti sembrano dar ragione ad entrambi: la loro unione non ha mai avuto momenti di crisi! I due si sono conosciuti anni fa tramite un amico in co-

mune, l’ex calciatore ceco della Juventus Pavel Nedved. La modella, infatti, andata ad assistere ad una partita della squadra torinese, nel dopo gara incontrò proprio Buffon. In quel periodo iniziarono a girare voci su una loro vera o presunta relazione con foto dei due su tutti i giornali di gossip: ci si chiedeva se potesse essere solo un flirt o una relazione seria e duratura, come poi si è rivelata. In seguito, nel 2007, la bella modella ceca è rimasta incinta del primo figlio Luis Thomas, a cui ha dato un fratellino nel 2009, David Lee. Non c’è dubbio, quindi, che la notizia del loro imminente matrimonio non abbia stupito i loro fan più di tanto: il fatidico passo era già nell’aria da anni!

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In una recente intervista durante la trasmissione Domenica 5, in risposta alle voci su una sua nuova presunta gravidanza, Alena ha dichiarato di volersi sposare in fretta non perché sia già incinta, ma perché vorrebbe un altro figlio subito dopo le nozze. Ha svelato, poi, alcuni particolari sul grande giorno: il suo vestito sarà rigorosamente bianco, perché spera di sposarsi una sola volta nella vita. Ha detto di essere andata a Parigi per trovare l’abito dei suoi sogni e di averne visto uno da favola, proprio come lo aveva sempre sognato, ma troppo caro. Ha dichiarato, inoltre, di essere in crisi per i preparativi e l’organizzazione di un giorno che ha aspettato a lungo e che desidera sia come lo ha sempre sognato. La cerimonia si svolgerà a Praga, ma il giorno non è stato ancora reso noto, come dichiarato da Gigi Buffon in un’intervista al Chiambretti Night. Sarà quindi una cerimonia blindatissima a cui parteciperanno invitati selezionati. La scelta di Praga, città della sposa, è stata un regalo di Gigi per la futura moglie. Alena, infatti, è nata nella capitale ceca nel 1978. Da lì ha mosso i suoi primi passi verso il mondo dello spettacolo e l’Italia. Dopo aver partecipato a dei concorsi di bellezza, tra cui Miss Mondo, si è trasferita nel nostro paese dove ha raggiunto la notorietà grazie a Giorgio Panariello con il programma Torno Sabato; ha preso parte a pellicole cinematografiche come Ho visto le stelle di 78| + PLUS | Giugno 2011

Salemme, Christmas in Love di Neri Parenti, Un’estate al mare e Un’estate ai Caraibi di Carlo Vanzina. Ha partecipato, poi, alla Domenica Sportiva nel 2005, con Marco Mazzocchi e Paola Ferrari. Sempre nel 2005, ha inoltre realizzato un famosissimo

calendario per la rivista Max, che l’ha fatta diventare un vero e proprio sex symbol. Per quanto riguarda le cronache rosa, famosa è stata la sua relazione con l’attore Edoardo Costa, durata qualche anno. I due sembravano molto


uniti e le loro foto imperversavano sui giornali di gossip. Poi, però, la rottura e, dopo questa relazione, l’incontro con Buffon. Lui, portiere della Juventus e della nazionale, è nato a Carrara nel 1978 da una famiglia di sportivi. Fin da piccolo tifoso del Genoa, nel ’91 venne acquistato dal Parma in cui ben presto riuscì a farsi notare. Venne ceduto, poi, alla Juventus, squadra in cui ancora milita e con cui ha vinto tanto. Dopo essere stato campione d’Europa con l’Under 21 nel 1996, nel

2006 è diventato campione del mondo con la nazionale maggiore. Chi non ricorda il suo viso teso durante i rigori della finale? E la successiva esplosione di gioia? Considerato per anni il miglior portiere del mondo, ha anche rischiato di vincere il pallone d’oro, arrivando secondo dopo Fabio Cannavaro. Nell’anno 2006/07 non ha abbandonato la sua Juve durante la retrocessione in serie B, mostrando un grande attaccamento alla maglia e alla tifoseria che lo ha sempre sostenuto.


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Dopo essersi infortunato durante i Mondiali 2010 in Sudafrica, ha ricominciato a giocare all’inizio di quest’anno non solo nella Juventus, ma anche in Nazionale, di cui adesso è il capitano. Negli ultimi anni Alena è sempre stata al suo fianco e non l’ha mai abbandonato nei momenti difficili. Di lei, Gigi dice che all’apparenza può sembrare fredda e rigida, ma in realtà è una donna meravigliosa, che tiene, però, alle regole. Si dice, infatti, che sia lei a portare i pantaloni in casa. In varie interviste Alena ha sempre dichiarato di essere un maschio nel corpo di una donna! Una bellissima donna e madre, aggiungerei, che ora sta per diventare anche moglie!

Non ci resta, dunque, che aspettare le foto del fatidico giorno, che sicuramente sarà una grande festa per loro, per scoprire tutti i

particolari della cerimonia e del ricevimento. Speriamo, allora, che sia come entrambi hanno sempre sognato!


a cura della Redazione

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“Uman take control”: analisi di un flop annunciato

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esi e mesi per dare forma alla nuova frontiera dei reality. Qualcosa di mai visto, l’evoluzione di una specie in estinzione (il reality, appunto). E poi solo 2 stentate puntate per decretarne la fine! È la breve ma intensa storia di Uman Take Control, il reality-show (di cui vi abbiamo già parlato sul numero di Aprile di PLUS!Magazine, ndr) cancellato dalla programmazione di Italia 1 senza nemmeno una puntata di congedo. La notizia ufficiale è che il programma ha chiuso i battenti “per mancanza di fondi”. Facendoci due conti, ed applicando la proprietà transitiva, mancano i fondi significa mancano gli sponsor e mancano gli sponsor vuol dire che gli ascolti non sono

all’altezza (in altre parole il programma non se lo è filato nessuno!). In effetti uno share così basso per un programma del genere (meno del 10% nonostante la curiosità della prima puntata) non si vedeva da tempo immemore. A conti fatti ciò che ha lasciato interdetti è senza dubbio la futilità dei contenuti; di certo non ci si attendeva un format educativo che battagliasse in acume con SuperQuark, ma nemmeno una formula così noiosa ed insensata. Niente contenuti ed intrattenimento di quart’ordine si sono tradotti nello scarsissimo interesse verso quello che da molti è stato ribattezzato il più brutto programma della storia televisiva degli ultimi anni (un primato

non da poco viste le oscenità prodotte ultimamente per il piccolo schermo). Solo sul web (sempre più il media della realtà - altro che reality!) si è rivelato un massiccio interesse da parte degli utenti (centinaia di migliaia di contatti sul sito ufficiale del programma a poche ore dalla sua messa on-line). Ma, si sa, tanti contatti non significano necessariamente tanto apprezzamento: difatti potenzialmente anche chi avesse voluto consigliare ai concorrenti di andare a zappare la terra o di darsi all’ippica si sarebbe dovuto collegare al sito del programma, il cui scopo era proprio quello di “suggerire” a Veronica Ciardi e compagnia cosa fare nel programma.

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+plus! TV E proprio dal web arriva un congedo tragicomico dei disperati bamboccioni, vistisi costretti a tornare a zonzo da un momento all’altro. Per alcune ore è stato disponibile su youtube.it® il disarmante commento di alcuni partecipanti, poi successivamente rimosso. Anche se l’effetto non è lo stesso che ascoltarlo dalla viva voce dei protagonisti, vi riportiamo comunque integralmente i loro commenti. George Leonard

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afferma: “Cioè, invece di dire grazie ad un programma innovativo, un programma coi giochi, divertente… Il sangue c’ho buttato qui dentro!”; Maicol Berti la prende con più filosofia e si lascia andare ad uno sfogo più spiritoso, affermando “Proprio ora che avevo avuto il letto mi chiudete il programma? Stronzi!”, mentre la già citata Ciardi è quella che la prende peggio, facendone addirittura una questione di stato: “Ma

perché l’Italia c’ha il cervello così (piccolo, ndr)... Prima di aprire la mente, ragazzi… Poi si lamentano che fanno sempre le stesse cose, ma quelle vogliono vedere!”. Al di là dello stupore dei protagonisti, già dalla premesse non era difficile preventivare il flop di Uman Take control, specie se si considera che il format era fatto col riciclo di altri programmi già vicini di per sé allo status di spazzatura…


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A volte ritornano

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hi non conosce, nel bene e nel male, Lucignolo il programma di Italia1 dedicato al gossip e alle tendenze? Ebbene, il programma si rifà il look, si rinnova nella formula e cambia nome. Si chiamerà Tabloid e partirà a fine mese, occupando la prima serata del mercoledì per tutta l’estate (previste 6 puntate). Già dal nome, che riprende la tradizione delle testate popolari inglesi incentrate sulla cronaca rosa e nera, si capiscono i contenuti e gli intenti del programma, fortemente voluto dalla rete e realizzato dalla collaborazione tra Videonews di Claudio Brachino e Studio Aperto di Giovanni Toti! Come sempre più spesso

accade in TV, non esiste una programmazione preventiva, per cui molti programmi arrivano a pochi giorni dalla loro messa in onda senza avere ancora le idee ben chiare (è capitato, per esempio con il programma di Vittorio Sgarbi, preannunciato per aprile, ma slittato, con cambio di tematiche, titolo e giorno di programmazione allo scorso 18 maggio!). Non fa eccezione Tabloid, di cui verranno svelate le conduttrici (sembra siano 3, tutti volti noti di Studio Aperto) soltanto a pochi giorni dall’avvio del programma che, questo è sicuro, avverrà il 29 giugno. Prima di Tabloid, i quattro mercoledì di giugno prece-

denti prevedono la programmazione di Invincibili, altro programma che parla (per quanto non sponsorizzato da alcuna testata giornalistica) di storie di vita reali. Da una prima analisi, i due programmi sono agli antipodi: il primo è un prodotto giornalistico, condotto da professionisti del settore, che tratta di vita quotidiana e va in onda a fine mese, il secondo parte il 1 Giugno, è un programma di intrattenimento condotto da uno showman che di primo mestiere fa il mago. Eppure se vi dicessimo che solo uno dei due parla di storie di cronaca reali, sapreste con certezza individuare quale sia dei due? Giugno 2011 | + PLUS |83


+plus! LEX

a cura di Simona Ambrosone

Amore...

ma quanto mi costi! R

icordate lo spot pubblicitario di qualche anno fa in cui una ragazza dagli occhi sognanti parlava al telefono con il suo lui e con altrettanto fare sognante gli diceva: “Mi ami, ma quanto mi ami?” , ed il padre, con aria di rimprovero, lamentava il costo della telefonata? Per molto tempo, ma forse ancora oggi, la cantilena tra i due teneri amanti è stata un tormentone. Chi infatti almeno una volta non si è sentito ripetere da un genitore la stessa frase o all’inverso dal proprio ragazzo la stessa dichiarazione d’amore? Sebbene lo spot avesse come fine pubblicitario la promozione del piano tariffario di un noto gestore di telefonia, tutti erano concentrati su quella coppia di giovani innamorati. Sì, perché il messaggio inviato al pubblico era chiaro: l’amore non ha limiti, o meglio non ha costi.

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Se si è innamorati o ancora meglio se si è in quella fase iniziale dell’innamoramento, dell’infatuazione in cui tutto sembra possibile, il denaro è l’ultimo dei pensieri. Alcuni sostengono addirittura che quando si è innamorati si possa vivere di sola aria! Peccato che la realtà sia un po’ diversa da uno spot pubblicitario o da una considerazione un po’ troppo ottimistica. Si potrebbe infatti rispondere ai sostenitori della teoria due cuori e una capanna che il denaro non sarà forse essenziale per mantenere vivo il rapporto sentimentale, ma certamente lo aiuta nei momenti di difficoltà. Quando si è adolescenti il primo ostacolo che si pone al coronamento del nostro amore (la classica prima uscita serale rappresentata da un cinema, una pizza, una semplice passeggiata) è il denaro. Il biglietto del cinema ha un costo, per non

parlare del cibo e dei mezzi di trasporto, tutto raddoppiato dall’essere una coppia. E chi sostiene queste prime spese? Gli innamorati o meglio i genitori dei “promessi sposi“ che mediante la classica paghetta settimanale cercano di soddisfare le esigenze dei propri figli. Chi poi non dovesse godere di questo beneficio potrebbe ricorrere a dei piccoli lavori, mantenendo la propria indipendenza economica. Se il corteggiamento dovesse andare a buon fine e il rapporto si evolvesse verso qualcosa di più stabile, matrimonio o convivenza che sia, il denaro diventerebbe il primo e costante problema della coppia. La prima questione da affrontare è dove andare a vivere: si acquista una casa stipulando un mutuo “ventennale” o si usa la formula dell’ affitto con altrettanti costi onerosi? Certo c’è chi la casa già la possiede,


+plus! LEX regalo dei genitori o frutto di anni di lavoro, ma il timore del denaro è sempre in agguato. Si, perché c’è poi la questione del matrimonio, alternativa ad una possibile convivenza. Avete idea di quanto costi l’organizzazione di un ricevimento? E’ un business mascherato nel più bel giorno della nostra vita. Del resto deve esserlo per forza, visto il capitale investito. Non stiamo certo parlando del matrimonio del principe William con Kate, ma di un comune ricevimento, non inferiore per nobiltà d’amore ma senza dubbio più contenuto nei costi. Eppure le statistiche dimostrano che tra ricevimento, addobbi floreali, abiti, fotografi e altro gli sposi impegnano nel matrimonio un cospicuo capitale. L’alternativa quale potrebbe essere? Rinunciare alle nozze? O meglio ai festeggiamenti legati al giorno del fatidico sì? Bisognerebbe chiederlo alle tante ragazze che progettano sin da piccole il proprio matrimonio, che sognano l’abito bianco, i fiori e l’essere circondate da parenti ed amici testimoni del più bel giorno della loro vita. Del resto il matrimonio è un contratto per la vita o almeno così si spera! Se infatti il rapporto coniugale dovesse dimostrarsi diverso da ciò che si desiderava, una possibile soluzione ai problemi della coppia potrebbe essere il divorzio che scioglie il matrimonio, ma che non cancella la sua incidenza nella vita sia nel campo dei rapporti patrimoniali, sia nel regolamento del rapporto con i figli della coppia. Con la cessazione del rapporto ancora una volta

si presenta il problema del denaro: la divisione dei beni comuni è l’ostacolo principale al superamento delle incidenze negative nella vita dei coniugi del matrimonio sciolto. Non si ha l’idea di quanti problemi pratici sia ricca l’ esperienza della separazione di una convivenza totale quale è – o è stata – la vita coniugale; spesso i giudici si trovano a dover decidere a chi vadano attribuiti ad esempio gli animali

domestici solo dopo accese ed estenuanti discussioni tra le parti. La questione è che non esistono regole per garantire l’unità della coppia e il denaro speso negli anni nei rapporti sentimentali non è impiegato a titolo di investimento. Bisogna affidarsi ai propri sentimenti confidando nel rispetto e la fiducia del partner, consapevoli che anche l’amore può finire, ma non le emozioni che abbiamo vissuto.

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a cura di Valentina Papa

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gni stagione, ogni mese dell’anno, gode della presenza di frutta e verdura fresca (non a caso detta “di stagione”) e giugno ovviamente non fa eccezione. Inizia l’estate e quindi comincia la presenza della

gustosa frutta di questo periodo: albicocche, nespole e poi le meravigliose fragole. È per questo che questo mese ho pensato di dare rilievo proprio alla frutta ed alla verdura di stagione. Perciò partiremo con una pasta con le fave, che può sembrare un

+plus! CUCINA

piatto tipicamente invernale, ma in realtà utilizza una delle verdure tipiche di questo periodo, spesso non utilizzata in cucina per mancanza di idee sulla modalità di cottura, e finiremo con una mousse di fragole, questa sì, simbolo dell’estate che arriva.

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Pasta e fave (ingredienti per 6 persone) Preparazione Preparateo un litro circa di brodo vegetale con carota, sedano e cipolla o, in alternativa con 2 dadi. Pulite le fave ed eliminate la piccola sporgenza al lato di ognuna di esse. Tagliate poi la pancetta a cubetti e fatela rosolare a fuoco lento, fino a che il grasso non sarà sciolto e la pancetta non sarà dorata. Pulite e tritate una cipolla ed aggiungetela alla pancetta, unendo anche 4 cucchiai di olio extravergine di oliva. Fate rosolare la cipolla e poi unite le fave, mescolando il tutto. Dopo un paio di minuti aggiungete un paio di mestoli di brodo e lasciate cuocere a fuoco vivace per circa 30 minuti, coprendo la pentola con un coperchio ma usando una cucchiaia di 88| + PLUS | Giugno 2011

legno per lasciare un piccolo sfiato. In questo lasso di tempo aggiungete il brodo ogni volta che questo si asciuga, ripetendo questa operazione fino a quando le fave non risulteranno cotte; ed alla fine aggiungete sale e pepe e mescolate fino a cottura ultimata. Cuocete a parte in acqua salata i ditali che, arrivati a metà cottura, scolerete tenendo da parte un po’ di acqua di cottura. Aggiungete i ditali alle fave e continuate a cuocere; quando occorre aggiungete l’acqua di cottura tenuta da parte. Alla fine potrete scegliere, a seconda dei gusti, se ottenere un piatto asciutto oppure leggermente brodoso. Quando la pasta risulterà al dente spegnete il fuoco, aggiungete un paio di cucchiai di olio a crudo, mescolate e servite. Portate in tavola per i vostri commen-

sali del parmigiano grattugiato, in modo da utilizzarlo a piacere sulla pasta e fave. Il piatto si accompagna benissimo con un vino rosso.

Ingredienti 1l di brodo vegetale 1 grossa cipolla 500gr fave sgranate 4 cucchiai olio extravergine di oliva 80gr pancetta dolce 400gr ditali rigati Sale Pepe


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Mousse di fragole e Meringa all’italiana (ingredienti per 4-6 persone)

Ingredienti 700g fragole 1 limone (succo) 300ml panna fresca 15g colla di pesce in fogli Meringa all’italiana (da preparare)

Preparazione Iniziate lavando le fragole e privandole del ciuffo verde. Dopodiché frullate tutte le fragole con il succo di un limone. Dopo averle frullate passatele in un passino per eliminare eventuali grumi e residui di semini: con questo processo si ottiene una purea di fragole di circa 400 grammi che metteremo in una terrina abbastanza capiente. In un’altra terrina mettete dell’acqua fredda ed immergeteci la colla di pesce per circa 10 minuti, in modo che si ammorbidisca. In un pentolino mettete 2/3 cucchiai della purea di fragole e scaldatela; aggiungete poi la colla di pesce ben strizzata (cercando di eliminare tutta l’acqua in eccesso) e fatela sciogliere. Quando la colla di pesce è completamente sciolta unite la purea di fragole scaldata alla restante purea e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. A questo punto preparate la meringa all’italiana.

Per realizzare quest’ultima, versate in un pentolino lo zucchero ed aggiungete l’acqua, mescolando a fuoco basso fino a far sciogliere lo zucchero. Quando il composto comincerà a bollire si formerà lo sciroppo, che dovrà continuare a bollire fino al raggiungere di una temperatura pari a circa 120° C. Montate a neve gli albumi e quando saranno bianchi aggiungete il succo di limone (gli albumi devono essere già preparati e montati quando lo sciroppo arriva a 120°C). Raggiunta la temperatura, versate gli albumi, continuando a montare con le fruste, fino a che la meringa non sarà fredda. Alla fine, la meringa dovrà risultare molto densa e liscia. Ma torniamo alla mousse. Quando la meringa è pronta e fredda aggiungetela alla purea di fragole e mescolate delicatamente dal basso verso l’alto, finché non otterrete un composto omogeneo. Potete la mousse di fregole in coppette monoporzioni, mettendola

in frigo per circa mezz’ora prima di gustarle insieme ai vostri commensali. Potete anche guarnire le porzioni con le fragole e la panna a seconda del gusto personale.

Idea alternativa

È possibile creare una variante, sostituendo i lamponi alle fragole. I lamponi sono anch’essi di stagione, ma vengono utilizzati meno di frequente per preparare dolci (soprattutto monodose), dunque questa variante potrebbe rappresentare un’idea più carina ed originale.

Ingredienti 60ml acqua 1 pizzico di sale 160gr zucchero 80gr albumi d’uovo Qualche goccia di succo di limone

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+plus! EVENTI

a cura di Antonio Lombardi

Ad Airola la terza edizione del concorso nazionale di esecuzione musicale

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i concluderà il 5 giugno il terzo Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale “Città di Airola”, evento che popola la piccola cittadina nel cuore della Valle Caudina, di una carovana di musicisti e maestri, appassionati e cultori. Nel Teatro Comunale di Airola si esibiscono per l’occasione decine di allievi italiani e stranieri, provenienti da tutte le regioni del CentroSud e persino dall’estero (Svizzera), che concorrono in

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una delle cinque sezioni (pianoforte, pianoforte a 4 mani, canto lirico, scuola media ad indirizzo musicale, musica leggera per solisti e formazioni) in cui si dipana la competizione. Numerosi i musicisti irpini che con le loro performance contribuiscono ad innalzare il livello, già qualitativamente pregevole, della manifestazione. “In un periodo drammatico per la musica e l’arte in Italia, con i tagli imposti sia dal governo centrale sia dalle Amministrazioni

locali, questa manifestazione è un faro che illumina le tante esperienze e potenzialità musicali legate al territorio – afferma il Maestro Anna Izzo, ideatrice e direttore artistico del Concorso – l’auspicio è che questa autentica festa della musica rappresenti sempre più una risorsa strategica per lo sviluppo culturale di Airola e di tutto il Sannio”. Sul sito web ufficiale (http://cittadiairola.wordpress.com) sono disponibili articoli, photogallery e reportage sull’evento.


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Marco Carta in concerto in Irpinia,

Pino Daniele ed Eric Clapton a Cava… aspettando Vasco

I

n provincia di Avellino, nel tempo sono aumentati i locali ed i luoghi dedicati alla musica ed ai concerti. Accanto al Conservatorio di Musica Domenico Cimarosa e il Teatro Carlo Gesualdo sono molte le piazze che ospitano concerti ed eventi musicali di grande seguito. Per il mese di giugno segnaliamo

il concerto gratuito di Marco Carta, previsto per il giorno 20 in Piazza Colucci a Montella. Il Tour 2011 di Marco Carta, partito ad aprile e che sta riscuotendo un grandissimo successo di pubblico, prevede un’altra tappa in Irpinia, a Bonito il prossimo 5 agosto. Impedibile sarà certamente il concertoevento di Pino Daniele ed Eric Clapton a Cava de’ Tirreni (Salerno) il 24 giugno. Per la prima volta insieme sul palco suoneranno tutti i loro successi per una serata di grande musica. Il connubio artistico e umano fra i due grandi artisti è avvenuto a Chicago in occasione del Crossroads Guitar Festival, dove Pino Daniele è stato l’unico rappresentante italiano ad esibirsi grazie all’invito di “Slowhand”

Eric Clapton. Un motivo in più per andarli a sentire è inoltre la finalità benefica della serata: raccogliere fondi per l’acquisto di una TAC per il centro di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pausilipon di Napoli, sostenendo e finanziando le attività della fondazione “Open Onlus”. Non a caso l’evento è intitolato Concert For Open Onlus - In Aid Of Children. La location del concerto sarà lo stadio Lamberti, che ha ospitato in passato eventi memorabili (dai Pink Floyd a Sting, da Prince ai Dire Straits. Cresce intanto l’attesa per la data (forse settembre) del concerto di Vasco Rossi allo stadio Partenio di Avellino dopo che è arrivato l’ok da parte dello staff del Blasco per una tappa irpina del tour.

Giugno, mese di feste e sagre in Irpinia

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rriva la bella stagione e molti comuni irpini si organizzano come da anni ormai, con le feste e le sagre della tradizione, nelle quali i prodotti tipici, le antiche ricette contadine ed il folklore sono protagonisti di momenti di aggregazione della popolazione locale e non solo. Proprio l’offerta gastronomica irpina del resto rappresenta uno degli elementi di maggior richiamo turistico per il territorio. A giugno, il calendario degli appuntamenti propone fra le tante, due sagre molto rinomate. Iniziamo con la IX° Mostra del Pecorino bagnolese e del Mercato estivo del Tartufo, che coinvolge il Comune di Bagnoli Irpino e la splendida cornice del lago Laceno nei giorni 4 e 5 giugno. L’occasione è ghiotta (è proprio il caso di dirlo!) per assaggiare piatti a base di funghi, tartufi e grigliate di carne. L’evento

è promosso dalla Pro-Loco di Bagnoli Irpino, che da tempo si occupa di diffondere la cultura gastronomica locale attraverso la pubblicazione di opuscoli informativi e ricettari. A Montoro Inferiore invece si svolge per il tredicesimo anno consecutivo la Sagra delle Trofie con Radicchio e Porcini e Gnocchi alla Borgense, prevista dal 24 al 26 giugno. L’iniziativa è a cura dell’associazione culturale “Il Castello” che punta a promuovere il centro storico di Montoro, ricco di storia e dell’atmosfera tipicamente medievale. La sagra ogni anno riscuote sempre un notevole successo ed è diventata un appuntamento significativo per sopperire alla crescente domanda di vecchi sapori tradizionali. Lo scopo di valorizzare e promuovere il patrimonio eno-gastronomico del territorio montorese unisce in un’unica formula feno-

meni di costume e aggregazione per visitatori provenienti da diverse regioni d’Italia. La degustazione di prodotti tipici locali è accompagnata dall’ascolto di buona musica e da un’atmosfera di assoluto relax e benessere.

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+plus! ACCADDE

a cura della Redazione

Accadde... Oggi 2 giugno • Il 2 giugno1946 con un referendum gli italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284). Dopo questo referendum il Re d’Italia Umberto II di Savoia viene esiliato. • Il 2 giugno 1953 viene incoronata la regina Elisabetta II del Regno Unito e per la prima volta questo evento viene trasmesso in televisione. 3 giugno • Il 3 giugno 1946 a Parigi ad una sfilata di moda debutta il bikini. Il nome richiama l’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano test nucleari. L’inventore del costume a due pezzi gli assegna questo nome ritenendo che l’introduzione del nuovo tipo di costume avrebbe avuto effetti esplosivi e dirompenti. • Il 3 giugno1963 muore Papa Giovanni XXIII. Nato a Sotto il monte nel 1881, era salito al soglio pontificio nel 1958. 5 giugno • Il 5 giugno 1968 Sirhan Sirhan spara a Robert F. Kennedy all’Ambassador Hotel di Los Angeles, California. Kennedy morirà il giorno dopo. 7 giugno • Il 7 giugno 1929 Città del Vaticano diventa uno stato sovrano 8 giugno • L’8 giugno 1987 nasce Telefono azzurro 14 giugno • Il 14 giugno 1777 il Congresso Continentale di Filadelfia adotta la bandiera a Stelle e Strisce come vessillo nazionale americano. • Il 14 giugno 1989 la regina Elisabetta II d’Inghilterra nomina Cavaliere il presidente americano Ronald Reagan. 17 giugno • Il 17 giugno 1885 la Statua della Libertà arriva a New York. Il suo vero nome sarebbe “Statua della Libertà che illumina il mondo”. 94| + PLUS | Giugno 2011


+plus! ACCADDE • Il 17 giugno 1970 a Città del Messico si disputa la semifinale dei campionati del mondo di calcio fra Italia e Germania Ovest. La partita, terminata 4-3 per l’Italia dopo la disputa di due memorabili tempi supplementari, passerà alla storia come la “partita del secolo”. 18 giugno • Il 18 giugno 1815 a Waterloo, in Belgio, l’esercito francese di Napoleone viene duramente sconfitto. • Il 18 giugno 1946 - 24.946.942 italiani hanno partecipato al referendum di scelta tra Repubblica e Monarchia, il dato viene ufficializzato oggi. 1.509.735 voti annullati, 12.717.923 per la Repubblica e 10.719.284 per la monarchia. • Il 18 giugno 1948 le Nazioni Unite adottano la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo. 22 giugno • Il 22 giugno del 776 a.C. - Si inaugura a Olimpia la prima edizione dei giochi olimpici. • Il 22 giugno 1986 il calciatore argentino Diego Maradona segna contro l’Inghilterra, durante i quarti di finale della Coppa del Mondo FIFA a Città del Messico, due gol passati alla storia come la Mano de Dios e il Gol del Secolo.

26 giugno • Il 26 giugno 1819 viene depositato il brevetto della bicicletta. Molto tempo prima il grande Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico risalente al 1490 avrebbe disegnato uno schizzo di veicolo molto simile alla bicicletta: due ruote, un’asse di legno, un manubrio e una catena che collega i pedali alla ruota posteriore Giugno 2011 | + PLUS |95


a cura della Redazione

+plus! OROSCOPO

Oroscopo

Cosa dicono le stelle

I

nizia giugno e voi sentite la necessità di mostrare a tutti la vostra forma e la vostra voglia di vivere. Apparizioni mondane, feste e il vostro modo di fare brillante e spigliato faranno di voi dei veri intrattenitori in questo periodo di inizio estate.

Q

uesto giugno è davvero il periodo giusto per voi del toro. Da poco “invecchiati” di un anno avete invece acquisito forse la maturità di cui avevate bisogno per fare le scelte giuste al momento giusto, e di qui a poco avrete l’opportunità di svoltare davvero in meglio.

A

I

l mese inizia davvero in discesa per voi del segno zodiacale cancro. Giugno sarà un mese da vivere in tutta tranquillità, senza esagerare né voler strafare: cercate di sfruttare al meglio il periodo favorevole che gli astri vi mettono a disposizione, e cercate di farlo usando la testa.

L

vostra testa è ancora fissa sui vostri impegni di lavoro e di affari, non avrete molto tempo per curare questo inizio d’estate. Iniziate se potete a dedicarvi più a voi stessi, se non altro il tempo necessario per sentirvi rilassati e in pace col mondo.

L

a vigilia dell’estate porta con sé per voi del segno zodiacale Vergine tante e brillanti novità: le state vivendo con passione e non dovete assolutamente perdere il meglio che questo periodo ha in serbo per voi. I vostri sentimenti stanno per essere soddisfatti.

P

er voi della bilancia la parola d’ordine di questo giugno sarà equilibrio. Sapete cosa fare e sapete come ottenerlo: calma e tenacia faranno il vostro successo, e il vostro saper dosare il carattere a seconda delle situazioni in cui vi troverete tornerà sicuramente a vostro favore.

S

iamo arrivati al mese di giugno e voi dello scorpione avete sicuramente dei compiti da sbrigare e qualcosa da sistemare e per affrontare gli impegni in questi termini cercate di ragionare a mente fredda e sorprese positive non mancheranno di stupirvi favorevolmente.

S

V

L

I

oi del capricorno state sentendo davvero l’inizio dell’estate. Questo giugno porterà per voi di questo segno zodiacale un desiderio di svago e di divertimento che farà con sé venir meno la voglia di fare. Svogliatezza e desiderio di svago faranno in questo mese da padroni.

’estate inizia anche per voi del segno zodiacale acquario: questo giugno sarà il periodo che fa per voi. Grande voglia di far festa e di vivere l’inizio dell’estate al meglio: siete allegri ma fate attenzione che qualcuno non possa dubitare della vostra serietà.

vete troppa ansia di guardare oltre per scoprire cosa il futuro ha in serbo per voi. Cercate di prendere dei momenti di riflessione e sfruttare le vostre amicizie per ottenere valide distrazioni alle vostre ansie.

embra davvero che per voi del sagittario questo giugno con la sua estate non sia davvero iniziato. Tenaci ed efficaci a lavoro siete davvero molto concentrati in quello che state facendo e i risultati non tarderanno certo ad aspettare.

nizia l’estate e voi del segno zodiacale pesci state aspettando molto questo momento: il momento del vostro riscatto, per far vedere a tutti quanto valete. Le occasioni per mettervi in mostra non mancheranno assolutamente. Il lavoro va a gonfie vele.

Giugno 2011 | + PLUS |97


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