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Tempo per pensare al tempo

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Sportello soci - Codice QR

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Il tempo

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Curiosità di qualche tempo fa

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Il tempo è tutto libero

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Smartphone, risparmio o perdita di tempo?

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Tempo di gestione dei rischi attraverso il “modello 231” 12 Storia degli strumenti per le pulizie

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A proposito di... & Comprensione del Testo

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L’ottava nota

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Ringraziamenti

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Guida Coseva

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Notizie Varie

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Sintesi e Traduzione principali argomenti

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Direttore responsabile: Paolo Isaia Autorizzazione tribunale di Sanremo del 21 dicembre 2001 - n. 7 Ideazione: Giovanni Novello Hanno collaborato: Massimo Bolla Taricco Emanuele L’anonimo del tempo libero M. Teresa Roncone Mauro Idone (A proposito di...) Pasquale Lanza (L’ottava nota) Traduzioni Tiziana Minuto (Inglese) Driss Bilal (Francese e Arabo)

Si ringrazia per l'intervento: Avv. Andrea Policari

Impaginazione e grafica: Mattia Maccario Stampa: Tipografia Alba, Ventimiglia


A prima vista può sembrare un’affermazione paradossale, ma a pensarci bene è proprio così. E’ lo spazio che manca. Lo spazio che ad ognuno di noi è dato (o negato) dagli orari di lavoro, dalla flessibilità, dal livello di offerta di servizi che vanno incontro alle nostre esigenze di conciliazione dei tempi di vita e quelli di lavoro. “La complessità del tempo presente, i mutamenti del mercato del lavoro, i desideri individuali e i bisogni familiari obbligano a ripensare alle politiche di conciliazione e di organizzazione dei servizi e delle imprese in modo integrato e globale, al fine di migliorare la qualità della vita di tutte le persone, nel rispetto e nella solidarietà attiva tra donne e uomini”. Così si esprime il consiglio dei ministri nella risoluzione 29/06/2000 relativamente alla partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini all’attività professionale e alla vita familiare. Una QUESTIONE DI TEMPO, quindi, com’è evidente. Le difficoltà di conciliare tempi di lavoro e tempi di vita, infatti, hanno fatto

Tempo per pensare al tempo

on avere tempo per pensare al proprio tempo è un problema di spazio!!!

sì che questo tema, prima percepito come priorità individuale, stia via via assumendo una dimensione sociale sempre più rilevante; stia, insomma diventando patrimonio della collettività. La massiccia partecipazione delle donne nel mercato del lavoro è un obiettivo imprescindibile dell’Unione Europea da anni, ma stando ai rapporti ufficiali, il mercato del lavoro continua a privilegiare gli uomini rispetto alle donne ed a riflettere la percezione dei ruoli tradizionali di uomini e donne all’interno delle famiglie. Ma parlare realmente di pari opportunità non si traduce in una “questione di donne”, sebbene la maggior parte delle

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politiche e delle azioni intraprese nel nostro Paese continuino ad essere rivolte prevalentemente ad esse, così come non basta astenersi e contrastare comportamenti discriminatori. L’esigenza di un maggiore equilibrio tra tempo di lavoro e tempo in famiglia viene espressa sia dalle donne che dagli uomini e l’obiettivo che le aziende e la società si devono porre consiste in uno sviluppo equo in cui le donne e gli uomini condividano decisioni e potere, opportunità e risorse.

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Tempo per pensare al tempo

Le azioni e le iniziative specificatamente rivolte alle donne, infatti, sebbene siano positive e necessarie, non sono sufficienti da sole ad operare grandi mutamenti nella società, in particolare non riescono ad incidere per ridurre o porre fine alle reali disparità fra uomini e donne. Uomini e donne non partono dalle stesse condizioni e per garantire effettive pari opportunità è necessario spostare l’attenzione sui sistemi e sulle strutture, trasformando i rapporti e le strutture stesse per consentire una partecipazione attiva delle persone svantaggiate e delle donne. In gergo si parla di “mainstreaming di genere”. Ma, in sostanza cosa può fare la cooperativa?

Sulle disposizioni di legge, ovviamente, non si discute: si rispettano. Punto. Il fatto di operare in regime di SA 8000 (certificazione etica), poi, ci ha già portato ad assumere nel tempo delle decisioni e ad intraprendere delle azioni contro tutte le discriminazioni, ma, come detto, questo non basta. E’ necessario diventare propositivi. Si può, cioè, puntare a diventare un’azienda “family friendly”; un’azienda che pone tra i propri obiettivi quello di essere maggiormente “a misura di famiglie”. Ricordate? Qualche tempo fa si era parlato di iniziative per combattere la solitudine del socio. Anche provare a diventare “a misura di famiglia” può aumentare la prossimità della Cooperativa ai propri soci e dipendenti, ostacolare eventuali processi di isolamento e garantire a sé

stessa ed alle persone che ne fanno parte la crescita ed il miglioramento della qualità della vita. - Orari e modalità flessibili di organizzazione del lavoro; - Sportelli e servizi di orientamento ed informazione aziendale (come il già attivato sportello soci); - Convenzione con servizi e vendita di beni esterni E’ su questi aspetti che la Cooperativa può concentrarsi in futuro per aumentare la propria attrattività sul mercato, per incrementare il livello di motivazione e di soddisfazione delle persone senza dimenticare che vanno perseguiti e raggiunti i necessari livelli di produttività, raggiungendo gli obiettivi di efficacia, efficienza e competitività. Massimo Bolla Family friendly

4 Per qualsiasi domanda inerente agli argomenti sotto riportati, come ad esempio il prestito da soci, la remunerazione del capitale sociale ed ogni altro aspetto legato alla partecipazione societaria in cooperativa, dal 1° di Agosto è disponibile lo sportello soci di Coseva.

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Una linea telefonica ed un indirizzo mail sono a disposizione di tutti soci Coseva, che possono prendere contatti con lo sportello dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 12.00.

Grazie ai codici QR il lettore può interagire con il giornalino aziendale, visitando pagine web collegate agli articoli e visionando immagini e filmati. Per leggere il codice qui a fianco, e tutti gli altri che troverete all’interno del giornalino, è sufficiente inquadrarli con la fotocamera del proprio smartphone, dopo aver aperto l’apposito lettore di codici (vari programmi sono reperibili gratuitamente sul web o direttamente dal market o app store del proprio smartphone).


teologo e filosofo vissuto nel quarto secolo “conosco la risposta, ma se qualcuno me lo chiede e desidero spiegarlo, allora non lo so più”. In altri

termini, il tempo, per Sant’Agostino, è facile e naturale viverlo; diventa però materia complessa se lo si vuole pensare o discutere. Fino all’inizio del ventesimo secolo, il tempo era quindi visto come un continuo ed inarrestabile flusso di periodi, e nulla poteva alterare lo scorrere di questa grandezza fisica. La velocità era la stessa per tutti gli osservatori in qualsiasi luogo si trovassero. Ogni alterazione della velocità del tempo era legata ad una percezione soggettiva. Ad esempio, quando si è bambini il tempo passa molto lentamente e si aspetta con impazienza di diventare grandi. Albert Einstein, agli inizi del ventesimo secolo, dimostrò che il tempo non era un’entità fisica fissa e immutabile, ma qualcosa che veniva influenzata dalla materia e dall’energia che la stirava e la distorceva. La conseguenza della scoperta era che non esisteva un tempo assoluto. La cosa che più ha impegnato l’uomo sin dalla sua origine, è la misura del tempo, come punto di partenza per un’eventuale suo controllo. L'esigenza di misurare il tempo, sorge in un momento successivo e cioè solo quando, dopo essersi organizzato in primitive comunità, l’uomo sentì la necessità di ripartire la giornata tra il periodo da riservare al lavoro, al culto, al riposo, ecc.. L'uomo, allora, si deve essere guardato intorno alla ricerca

Il tempo

Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo e non sappiamo con esattezza cosa sia. “Se nessuno me lo chiede”, diceva Sant’Agostino,

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Il tempo naviga con noi... www.coseva.coop

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di qualche fenomeno naturale che, evolvendo in modo ritmico ed uniforme, potesse essere utilizzato come indicatore del tempo che passa, come il ciclo del sole, notte giorno, e delle stagioni. I Sumeri suddivisero il giorno in 12 parti, ciascuna delle quali, a sua volta, in 30 frazioni. Essi, in precedenza, avevano già diviso l'anno in 12 mesi e i mesi in 30 giorni. Il motivo per cui sono stati utilizzati questi due numeri, 12 e il 30 può avere molteplici spiegazioni, come un lato religioso, ma più indicato il lato matematico, ossia 12 e 30 sono due numeri particolari in quanto, si lasciano dividere in vario modo in parti più piccole senza lasciare resto e questo fatto, per un popolo che non aveva tanta dimestichezza con il calcolo delle frazioni, doveva essere molto vantaggioso. Successivamente gli Egizi decisero che era più utile, ai fini pratici, suddividere il giorno in 24 ore invece che in 12. Il giorno egiziano, tuttavia, pur essendo diviso in 24 ore era profondamente diverso da quello odierno, in quanto si variavano la durata dei crepuscoli e la durata delle ore notturne lungo l’anno, al fine di compensare le stagioni. Il sistema di misura del tempo in uso fra gli Egizi era obiettivamente complicato e alla fine si decise di semplificarlo dividendo tanto le ore di luce quanto quelle di buio per 12, eliminando in questo modo le ore dell'alba e quelle del crepuscolo serale. Si pensa che questa semplificazione sia stata la conseg u e n z a dell'invenzione dei primi orologi che non dipendevano direttamente dal moto degli astri. I primi orologi erano le «clessidre ad acqua», congegni molto semplici che misuravano il passare del tem-

po vuotando o riempiendo di acqua un recipiente. Fino a quel momento il tempo era stato sempre misurato osservando il movimento degli astri e in particolare, durante il giorno, quello del Sole. Piantando un bastone a terra era possibile conoscere la posizione del Sole osservando lo spostamento dell’ombra proiettata dal legno. Ora, tutto sarebbe molto semplice se il Sole percorresse in cielo sempre la stessa traiettoria, mentre sappiamo che, alle nostre latitudini, esso rimane basso sull'orizzonte d'inverno e si alza d'estate, descrivendo archi sempre più ampi sui nostri orizzonti; pertanto, da un giorno all'altro, alla stessa ora, l'ombra del bastone non avrà né la stessa lunghezza, né la stessa direzione. Presa in considerazione la diversa posizione del sole nelle varie stagioni si portarono definirono delle misure a terra o a muro al fine di riuscire a dare una misura del tempo costante durante l’anno. Questo strumento per la misura del tempo fu chiamato meridiana. Fino al 1200 si susseguirono diversi stratagemmi per tenere traccia del tempo, fino a giungere al primo orologio con meccanismo meccanico, che

Clessidra ad acqua risalente al periodo egizio - Re Tolomeo III pare sia sorto in Francia su di un campanile. Questo orologio, più tardi intorno al 1300, fu così adottato anche in Italia. La prima forma di orologio a pendolo nacque nel 1657 dove lo si realizzò per avere la massima precisione al secondo. Solo negli ultimi due secoli gli orologi si sono evoluti più velocemente, passando a diventare portatili. Infatti si iniziò con orologi a carica molla, per passare a quelli alimentati elettricamente fino a quelli meccanici automatici. Nel 1956 il Comitato internazionale dei pesi e delle misure, definì il secondo in termini di rivoluzione terrestre attorno al Sole in una particolare epoca, poiché si riconobbe che la rotazione terrestre non era sufficientemente uniforme da essere uno standard per il tempo. Il movimento della Terra venne descritto nelle Tabelle del sole, che fornivano una formula per il movimento del sole all'anno 1900, basata sulle osservazioni astronomiche fatte durante il XVIII e XIX secolo. Il secondo effemeride così definito era: «la frazione di 1/31 556 925,9747 dell'anno tropico per il 1 gennaio 1900 alle ore 12 tempo effemeride». L’unità di


di tempo misurato da un orologio atomico. Come risultato, nel 1967 la tredicesima conferenza generale sui pesi e sulle misure adottò il secondo del Tempo atomico internazionale nel Sistema Internazionale come: «la durata di 9 192 631 770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini. Quest’ultima parte diviene difficile da comprendersi, ma il messaggio che si vuole comu-

nicare è che ci sono voluti migliaia di anni per poter definire un secondo. Questa è la perenne storia dell’uomo, alla ricerca della definizione con elementi finiti di ciò che è infinito. L’uomo più velocemente scoprirà e definirà ancor di più la natura. Ogni uomo deve contribuire con la sua storia a questa missione, perché quello che si fa oggi aiuta a comprendere ciò che l’uomo ha compiuto ieri, ed all’uomo di domani servirà per aggiungere un mattone alla storia.

Curiosità di qualche tempo fa

misura del tempo è il secondo. Venne definito in termini di rotazione terrestre, come 1/86400 del giorno solare medio. A seguito di numerosi anni di lavoro, un team di astronomi anglo americano determinarono la relazione tra la frequenza dell'atomo di cesio (lo standard del tempo) e il secondo effemeride. Essi determinarono il movimento orbitale della Luna rispetto alla Terra, dal quale il movimento apparente del Sole può essere riferito, in termini

Genova, Via XX Settembre. Vi è mai capitato di passeggiare lungo questa via centrale di Genova? Avete mai notato le grandi piastre in marmo posizionate sotto il ponte monumentale? Ve ne proponiamo una nell’immagine qui sotto.

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Comitato Liberazione Nazionale - 25/04/1945


Il tempo è tutto libero

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rganizzare il proprio tempo per essere in grado di pianificare quello degli altri. Un codice alfanumerico per l’importanza delle cose da fare. Un codice colore per gli appuntamenti. Simboli e caratteri come richiamo e promemoria.

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Ognuno ha le sue manie. Noi non siamo esenti. Gestiamo il tempo, perché sia sufficiente allo scopo. Lo scopo non è solo il lavoro, è la vita. Chi ha obiettivi non può fare a meno di calcolare il tempo che resta. Si passa da periodi relativamente tranquilli a momenti frenetici. Ma il tempo non basta. Si va a dormire pensando di non aver fatto tutto. Non avete mai pensato che la giornata di ventiquattro ore è un errore. Che dovrebbe essere di 26 oppure 30 ore? Abbiamo vissuto così per tanti anni. Tante cose da fare, interessi complessi, impegni che all’epoca sembravano smisurati, oggi peggio. Il tempo della vita è breve e le cose da fare tante. Magari poche curate nel dettaglio, magari tante annusate, assaggiate e via. Magari come noi, che se da un lato abbiamo avuto una attenzione esasperata al dettaglio dei nostri grandi obiettivi,

dall’altro abbiamo dovuto dare una attenzione leggera e rapida a mille situazioni non prioritarie, che ci sono venute incontro. Necessità e fato. Scelta e combinazione.

della strategia, del pensare oltre il tempo visivo guardando e immaginando il futuro. Sovente si è guardati come soggetti visionari instabili e fuori dal tempo, totalmente e felicemente incompresi. Poi questi soggetti con stupore, vedranno all’opera una programmazione meticolosa del tempo dell’azione e della quotidianità

Ma la fantasia è trasformabile in numeri ed i numeri sono fantasia. Lo stereotipo del soggetto preciso nell’organizzare il suo tempo assimilato ad Tempo di allestimento. Squadra Coseva all’opera dietro un personagle quinte del Festival di Sanremo 2012. gio grigio fra l’automa stacanovista ed il secchione scolastico è di una falsità assoluta, oltre che un pensiero stupido. I cooperatori come me, anzi come noi, vivono in una capacità innata di costante individuazione delle priorità, gestendo il tempo fra novità e tradizione, fra le scelte fuori dagli schemi e programmazione capillare delle azioni che saranno costanti nel tempo. C’è il tempo


La programmazione del proprio tempo puntigliosa e puntuale. Il promemoria delle azioni semplici che vanno ripetute tutti i giorni che sono come “la goccia d’acqua che buca la roccia”. Sei una squadra, un gruppo di lavoro, non può mancare la tua “goccia che buca la pietra”. Ma devi registrare anche cosa devono fare gli altri tuoi compagni di viaggio, perché tutti devono aiutare il prossimo a gestire meglio possibile il proprio tempo. Il tempo del gruppo dipende dal tempio dei singoli. Valori antichi, come la puntualità, rappresentano un grande rispetto del tempo altrui. Il tempo che si dedica alle persone è altamente rappresentativo della considerazione che gli si attribuisce. E qui quelli come noi, con l’agenda piena di impegni, ma ordinata fra note di fantasia e di concretezza, trovano sempre uno spazio per appuntarsi di dare la giusta considerazione al momento giusto a tutti coloro che chiedono ascolto… fossero anche un milione. Il problema è avere un monitoraggio capillare delle cose da fare e fra queste evidenziare le priorità. Spesso chi non ha mai tempo è perché non lo governa. A volte non lo cerca neanche e nel suo disordine crede erroneamente di non averne a sufficienza. Che ha pochi impegni e poche cosa da ricordare non ha ne l’agenda, ne alcuna altra forma di annotazione per la gestione delle “cose” da fare e quindi in termini sovente infastiditi vi dice che non ha tempo. Non ha tempo per ascoltarvi. Non ha tempo per voi. Non ha tempo per il lavoro,

Lo spazio (temporale) che va dall’alba al tramonto di questa esistenza (limitata nel tempo) è semplicemente fantastico ed assolutamente sufficiente per ascoltare tutti quelli che vogliono la nostra attenzione se siamo scientificamente organizzati per farlo.

per lo studio e qualche volta neanche per il tempo libero. Già il “tempo libero”. Quello che mio zio Giacomo definisce “TUTTO”. Tutto il tempo è tempo libero. Il tempo è uno stato mentale ma è anche numeri precisi al secondo. Al millesimo di secondo. Però resta “tutto tempo libero”. Sta a noi capire la fantasia del tempo e la concretezza del tempo. Elementi diversi dello stesso fattore. Fattore tempo. Creatività e concretezza sono condizioni della gestione oculata del tempo. L’affanno ed i troppi impegni lo fanno sembrare poco e non basta mai. La noia lo fa sembrare troppo ed è un peccato. È inesorabile e va accettato. Serenamente. Come serenamente, ma con determinazione, va gestito, pianificato, organizzato per se stessi e per gli altri (amici, parenti, colleghi di lavoro, non cambia). La capacità di programmare e gestire il tempo è uno degli elementi caratteristici di chiunque abbia responsabilità gestionarie in qualsiasi forma di organizzazione sociale.

Il tempo dall’alba al tramonto lo abbiamo trasformato in numeri e lo misuriamo costantemente per portare a termine i nostri obiettivi ma anche per gioco. I numeri non sono in contraddizione con la fantasia. I numeri sono scienza e fantasia. Scientificamente organizzati vuol dire programmare puntualmente il nostro ed altrui tempo. La fantasia è matematica. I numeri si prestano allo studio ed al gioco contemporaneamente ed indifferentemente. Programmazione e fantasia nelle soluzioni organizzative attraverso la gestione oculata del tempo, sono abbinate ad una solare gestione creativa del tempo libero, cioè tutto. Tutto il tempo è libero. Chi non la pensa così è libero di farlo … da un’atra parte.

L’anonimo del tempo libero Ollevon Innavoig

Il tempo è tutto libero

Il coordinamento di squadre di lavoro non può prescindere da un’ottimale gestione del tempo , a partire da quello del coordinatore stesso.

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operosa e concreta.


Smartphone, risparmio o perdita di temoo?

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olo poche decine di secondi per passare dal leggere una mail, allo scrivere un SMS oppure scattare una fotografia e condividerla con gli amici sulla rete. Questo è il tempo che attualmente un possessore di un qualsiasi smartphone (leggasi telefonini supertecnologici che svolgono praticamente tutte le funzioni di un computer) impiega per svolgere in sequenza le attività sopra descritte, un tempo che qualche anno fa sembrava impossibile da realizzare, se non stando davanti ad una scrivania dotata di un buon computer. Negli ultimi anni gli smartphone si sono fatti sempre più strada tra i consumatori, tanto da raggiungere cifre di diffusione esorbitanti. Una ricerca svolta da Eurispes, il Rapporto Italia 2012, ha censito il numero di apparecchi smartphone posseduti dagli italiani ed il dato che ne è venuto fuori ha raggiunto il 47% della popolazione, che significa quasi la metà degli italiani. La facoltà più accattivante, che ha trascinato le vendite di questi apparecchi negli ultimi anni, è senza dubbio quella della connessione ad internet che questi dispositivi offrono praticamente da ogni luogo e con velocità di connessione e semplicità di utilizzo molto elevate. Il fatto di non dover aspettare di raggiungere casa o l’ufficio per poter leggere una e-mail oppure consultare un sito internet permette effettivamente un considerevole risparmio di

tempo, soprattutto per chi con questi strumenti lavora ogni giorno. Poter visualizzare e modificare documenti da ogni luogo, con uno strumento che sta sul palmo della mano, senza dover ricorrere ad un computer può semplificare di certo la vita, soprattutto quella lavorativa. Ma siamo davvero sicuri che il tempo trascorso utilizzando questi apparecchi super tecnologici sia ben speso? C’è l’incognita delle tantissime applicazioni che i cellulari di questo tipo portano in dote, spesso utili senza ombra di dubbio, ma molto spesso anche inutili se non dannose in termini di tempo, quel tanto agognato tempo che poco fa avevamo risparmiato nel leggere velocemente la mail spedita dall’ufficio. Che dire della notifica che

Mattia Maccario. Addetto alla comunicazione Interna ed Esterna. Laureato in Giurisprudenza. all’improvviso, mentre si sta eseguendo un’altra operazione, ci avvisa che un nostro amico o conoscente ha pubblicato una fantomatica immagine sul suo profilo di facebook? Oppure di quel nuovo progamma scaricato di fresco da internet che mi aggiorna ogni 10 minutisulle quotazioni del latte ad Hong Kong? (scherzo ovviamente.. o forse esiste davvero?!) Purtroppo l’aspetto da considerare è anche questo, gli smartphone offrono tantissime possibilità, sia nel risparmiare che nello sprecare il tempo, sta solo a noi capire quando e soprattutto quanto sfruttarne le possibilità. Secondo un’indagine americana svolta da IDC, per conto di Adobe Systems, ha stabilito che gestire male


Oltre l’aspetto lavorativo anche quello della vita privata di ognuno è stato parecchio influenzato dall’avvento degli smartphone. Quanto tempo dedicano i giovani a navigare in internet con il loro telefonino all’ultima moda, quanto tempo al giorno viene dedicato a fissare lo schermo del proprio

Qurami: applicazione che permette di risparmiare il proprio tempo per evitare file in ambulatori medici, poste, banche. È possibile, infatti, sapere quali uffici e strutture hanno meno fila, prendere il numero di prenotazione direttamente dal dispositivo mobile e sapere quante persone ci precedono. Google Goggles: una sorta di “lettore” di immagini che ha la capacità di reperire informazioni su tutto quello che potete inquadrare con la telecamera del vostro telefono (opere d’arte, loghi, paesaggi, codici a barre, ecc.).

Waze: applicazione che permette di evitare il traffico, risparmiare tempo e benzina. Usata da 30 milioni di persone nel mondo è in costante crescita, anche in Italia. Grazie ai commenti degli utenti in tempo reale sono disponibili aggiornamenti sul distributore meno caro e su possibili blocchi stradali. Shazam: non ricordate il titolo di quella canzone che sta passando alla radio e che vi piace particolarmente? Fischiettate una melodia di cui non avete mai saputo titolo ed autore e vorreste scoprirlo? Con questa applicazione è sufficiente avvicinare il telefono alla fonte sonora ed in pochi istanti visualizzerete titolo, autore, testo ed ogni altro genere di informazione sul brano.

telefonino? Purtroppo in alcuni casi veramente troppo. Dati ISTAT affermano che l’uso del cellulare, frai ragazzi tra gli 11 ed i 17 anni è quasi raddoppiato nel giro di un decennio (dal 55,6% del 2000 al 92,7% del 2011). Navigando in rete per reperire i risultati degli studi che ho citato mi sono imbattuto in un portale internet che trattava l’argomento delle nuove dipendenze. Con sorpresa mi sono accorto che accanto alla dipendenza dalla droga e dal gioco d’azzardo, si parla sempre più spesso di dipendenza da internet e dai dispositivi portatili quali gli smartphone, in particolare tra i giovani. Sul sito della SIIPAC – Società Italaina di Intervento sulle Patologie Compulsive – è disponibile addirittura un test per verificare in 10 domande la propria dipendenza dall’uso del telefono cellulare. Viene evidenziato che gli utilizzatori compulsivi non si staccano mai dal telefono cellulare, lasciandolo sempre acceso e digitando ben più di 100 sms nelle 24 ore; non riescono a consumare un pasto in famiglia senza controllare più volte lo schermo del telefonino e, come per le droghe, sentono l’esigenza di dover trascorrere sempre più tempo “attaccati” al loro dispositivo per trovarne la stessa soddisfazione. Per concludere questo mio intervento, senza dare troppi dati negativi e senza sminuire quelli che, secondo la mia opinione, sono strumenti pregevoli di comunicazione e che, se usati con le giuste dosi e le dovute accortezze, possono davvero semplificare la vita e concedere un maggior tempo “libero” da dedicare ad altre attività, voglio segnalare un aspetto postivo degli smartphone, legato in particolare al reperimento di informazioni. Nel box a fondo pagina suggerisco alcuni programmi per smartphone (o meglio “app”, per utilizzare un linguaggio più tecnologico) che ho provato personalmente o delle quali ho sentito parlare. Attenzione, però, perché non tutto quello che luccica è sempre oro… sta alla nostra coscienza ed alla nostra intelligenza saperle utilizzae nel modo corretto, facendo piegare lo strumento tecnologico alle nostre esigenze e non viceversa, dettando noi i modi e soprattutto i tempi di utilizzo.

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sfociare in comportamenti compulsivi o che invece di far risparmiare tempo ci costringono a spenderne il doppio per trovare soluzioni a problemi nati per una gestione impropria del proprio lavoro o tempo libero. Come per qualsiasi altro strumento di lavoro siamo noi a dover comandare i tempi ed i modi di utilizzo, siamo noi a dover fissare quanto lo strumento ci è utile per velocizzare la nostra attività e quanto invece è meglio rinunciarci. E soprattutto siamo sempre noi a dover tenere divise le attività lavorative da quelle di svago o del tempo libero che, come evidenziato dall’indagine americana, spesso causano numerosi problemi soprattutto quando convivono su uno stesso smartphone! Il tempo nella vita di ogni individuo è importante, sprecarlo per correre dietro alle ultime tecnologie senza aver chiaro il loro reale utilizzo oppure disperderlo tra mille dispositivi elettronici non ha senso.

Smartphone, risparmio o perdita di tempo?

processi e documenti può comportare perdite fino a 15,9 milioni di dollari all’anno. Il problema principale registrato dall’indagine in oggetto, svolta nel campo dei cosiddetti “information workers”, utlizzatori massivi di smartphone e tablet per lavori connessi all’informazione, è quello legato all’uso di molti dispositivi contemporaneamente, inclusi quelli personali. Tra i lavoratori sottoposti all’indagine, che usano lo smartphone per lavoro, il 10% utilizza il dispositivo personale e non uno dedicato esclusivamente all’attività lavorativa. Il risultato è che ben 11 ore a settimana vengono sprecate per “rimettere a posto i pezzi”. Il risultato dell’indagine americana che ho citato non vuole certo condannare i dispositivi più moderni e tecnologici attualmente presenti sul mercato, ma vuole lanciare un monito. Ben venga il risparmio di tempo nelle attività quotidiane legate al lavoro; ben venga la possibilità di svolgere contemporaneamente attività diverse quali leggere la posta, telefonare, rintracciare velocemente ed essere guidati secondo la via più breve al luogo del nostro appuntamento; ben venga poter sempre accedere da ogni luogo alla rete internet per cercare notizie, informazioni, risultati sportivi od orari di eventi; ma il tutto senza esagerare o


Tempo di gestione dei rischi - “Modello 231”

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nella fase di definizione delle strategie e degli obiettivi aziendali il management di una società dovrebbe avere presenti le fattispecie di rischio, le tecniche di rilevazione e misurazione, nonché i diversi strumenti di monitoraggio, al fine di coordinare efficacemente e in modo trasversale il proprio sistema di controllo.

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La gestione e il controllo dei rischi rappresentano un processo particolarmente complesso e in piena evoluzione diretto a disporre di una struttura organizzativa quanto più possibile leggera e flessibile, ma capace di registrare con tempestività e precisione i fenomeni nuovi (ivi inclusi quelli potenzialmente "a rischio") nonché di reagire con efficacia e prontezza alle sollecitazioni di diversa natura provenienti dai mercati ed anche dal contesto normativo di riferimento, ossia dalle norme imperative (leggi e regolamenti) e di autoregolamentazione (statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina ecc.). Pertanto, il modello organizzativo orientato alla gestione e al controllo dei rischi basato su un approccio integrato rappresenta uno strumento concreto a disposizione delle imprese per definire strategie di gestione e sistemi di controllo e presidio dei rischi aziendali efficaci. In tale ambito si inserisce anche il modello di organizzazione e di gestione introdotto nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 231/2001. In tale contesto assume certamente

rilevanza la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano del 17 novembre 2009, il quale ha riconosciuto l'autoregolamentazione quale strumento idoneo per la prevenzione e il controllo dei rischi che gravano sull'impresa. L'art. 6 del D.Lgs. 231/2001 prevede l'esenzione da responsabilità amministrativa - e dunque l'esclusione dall'irrogazione delle sanzioni - quando la società ha adottato, effettivamente attuato e cercato di fare rispettare un modello calibrato sulla reale situazione operativa e di rischio della società medesima, tale da essere idoneo a escludere, o quantomeno ridurre significativamente in via preventiva, il rischio di comportamenti - da parte di soggetti qualificati come "apicali" ovvero "subordinati" - che possono integrare i cd. “reati presupposto”.

Avvocato Andrea Policari. Lavora a Roma, e dal 2011 ricopre il ruolo di Organo di Controllo per la 231 di Coseva Attraverso il modello si vuole in qualche modo garantire che il sistema dell'impresa, la sua organizzazione e le finalità complessive che essa persegue non siano terreno di reati. Da un punto di vista giuridico, in particolare, attraverso l'adozione del modello, la società ha la possibilità di andare esente da colpa e dunque da responsabilità. Al riguardo, il problema della prevenzione del rischio-reato nelle società non è tanto un problema di persone, ma soprattutto di "organizzare l'organizzazione": il rispetto delle norme penetra nella stessa fase di progettazione della strategia d'impresa, in modo da adeguare lo stile e i comportamenti della società alle pretese delle norme vigenti. Si tratta di un processo destinato a sfociare nell'allestimento di un'organizzazione, attraverso la


Dunque, il modello deve scaturire da una visione realistica ed economica dei fenomeni aziendali e non esclusivamente giuridicoformale. Sotto l'aspetto strutturale e contenutistico, il modello deve rappresentare l'esito di una corretta analisi del rischio e, pertanto, l'esito della corretta individuazione delle vulnerabilità oggettive dell'ente in rapporto alla sua organizzazione e alle sue attività. Per questo, il D.Lgs. 231/2001 richiede che siano previsti obblighi di informazione nei confronti

dell'Organismo di Vigilanza. Da un punto di vista generale, le strutture di governance(consiglio di amministrazione, comitato esecutivo, collegio sindacale, funzione di internal auditing ecc.) sono tenute a mantenere informato l'Organismo di Vigilanza di ogni evento o fatto rilevante per il rispetto e il funzionamento del modello, mentre il personale dipendente ed eventuali collaboratori esterni devono riferire ogni informazione relativa a comportamenti costituenti violazioni delle prescrizioni del modello o inerenti alla commissione dei reati. Il processo di comunicazione deve fondarsi sul rispetto dei principi di riservatezza e confidenzialità e nel contempo devono essere garantite la documentabilità e verificabilità sia della trasmissione sia del contenuto del flusso informativo Quanto più è dettagliata e specifica la regolamentazione dell'iter di ogni processo, tanto più si riduce il rischio che la singola attività sia occasione di commissione di illeciti. Al riguardo, devono essere esattamente determinate le procedure relative alla formazione e all'attuazione delle decisioni che riguardano le attività pericolose. Con riferimento ai profili schiettamente applicativi, si prosegue osservando che (normalmente) i protocolli consistono in una organizzazione sufficientemente formalizzata e chiara relativamente all'attribuzione di re-

Per quanto sopra evidenziato, l’adozione del Modello e del Codice di autodisciplina è prova dell’impegno della Cooperativa Coseva a: - promuovere la cultura dell’etica, dell’integrità, della trasparenza, della correttezza gestionale; - rispettare i valori etici ed attuare un costante controllo preventivo della regolarità e della legalità dell’operato dei propri dipendenti e collaboratori.

Codice QR Il Codice Etico di Coseva Pluriservizi Visiona l’intero documento sul sito.

Leggi le istruzioni a pag. 4

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Con riferimento a quanto sopra, si ritiene sia importante considerare che il vertice aziendale e coloro che sono incaricati di pianificare ed eseguire le attività di realizzazione, adozione e attuazione del modello debbono sfuggire da ogni forma di semplicistica standardizzazione di prescrizioni e comportamenti, privilegiando un approccio basato sui sistemi di autovalutazione dei rischi finalizzato all'individuazione, alla valutazione, al censimento e alla graduazione delle specifiche potenzialità del reato nello specifico ambito aziendale. In altri termini, non occorrono dei formali “pacchetti preconfezionati” da riversare sulle strutture dell'impresa, ma piuttosto occorrerà, in modo concreto ed operativo, attraverso riunioni, comunicazioni ecc., indirizzare i lavori preliminari di confronto e di verifica sul campo, di condivisione con il vertice e le strutture della società, nonché di adattamento, di ri-modellizzazione e di riprocedimentalizzazione nelle circostanze in cui si ravvisino i presupposti di reati.

sponsabilità, alle linee di dipendenza gerarchica e alla descrizione dei compiti. Sono, quindi, importanti le indicazioni rivolte ai dipendenti, necessarie per indirizzare l'attività del personale operativo e manageriale verso il conseguimento degli obiettivi aziendali. Altrettanto importanti sono gli aspetti procedurali finalizzati a regolamentare lo svolgimento delle attività, prevedendo dei controlli specifici nelle situazioni a rischio. Poteri autorizzativi e di firma devono essere attribuiti con la finalità di rintracciare le responsabilità di ognuno, insieme al sistema di comunicazioni al personale (per portarlo a conoscenza di tutto ciò che riguarda la società, la sua politica e i rapporti con l'esterno), nonché ai programmi di formazione dei dipendenti. I protocolli devono accompagnarsi a principi che consentano la loro osservanza, la verificabilità anche tramite la documentazione di ogni operazione, la separazione delle funzioni, la rintracciabilità dell'azione di controllo svolta.

Tempo di gestione dei rischi - “Modello 231”

quale una pluralità di soggetti è chiamata a formulare una ricetta per individuare l'orbita del rischio-reato, misurarne l'intensità e, infine, gestirlo in vista del suo contenimento entro limiti di tollerabilità. La società, difatti, deve prevedere un procedimento per la mappatura dei rischi e un efficiente sistema di flussi informativi, oltre a procedure di monitoraggio e controllo, attività di formazione e riunioni periodiche tra organo di controllo e Organismo di Vigilanza.


Storia degli strumenti per le pulizie

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N LUNGO VIAGGIO VERSO LA “MERICA”

Nel 1922 Ettore Steccone decide di partire per la “Merica”, come venivano chiamati allora gli Stati Uniti dalla gente comune. Ha 26 anni, è nato e vive a Maiö (Maggiolo), comune di Mongiardino Ligure in Provincia di Alessandria) da una famiglia di contadini e ha ben 7 fratelli. Ha frequentato la scuola fino alla terza elementare, è creativo e intelligente, un ragazzo calmo e preciso. Più tardi diventa falegname e i compaesani ricordano ancora come senza conoscere i trucchi del mestiere riesca a realizzare serramenti perfetti, soltanto guardando come sono fatti gli altri. Spirito di osservazione, immaginazione ed energia: qualità che si riveleranno vincenti nel suo imminente futuro. Partecipa alla Grande Guerra (1915-18) combattendo per quattro anni sulle Alpi austriache e ottenendo il grado di sergente in una compagnia di mitraglieri. Più tardi otterrà il titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto, istituito dallo Stato in gratitudine di quanti si sono distinti in battaglia durante laprima guerra mondiale insigniti della croce al merito di guerra. I tempi sono duri, sta per iniziare il ventennio fascista, Ettore ha idee, talento, ambizioni e decide di imbarcarsi. Da Mongiardino a Genova, poi la nave verso New York: un viaggio infinito, ma ricco di speranza. Ettore finisce in California, precisamente ad Oakland, dove intraprende numerosi lavori per

mantenersi: dal fioraio, al fruttivendolo, a portiere e lavavetri. Quest’ultimo mestiere è quello che lo traghetta al successo e cambia radicalmente la sua vita. Fonda infatti una piccola impresa in proprio e continua a lavorare duro, coltivando le proprie intuizioni. Se ci trovassimo per le strade di Oakland, negli anni ’20 del Novecento, potremmo vederlo in tuta da lavoro mentre si sposta da un lavoro all’altro in sella alla sua motocicletta Indian, con la scala a pioli sulla spalla. “MOGLI E BUOI DEI PAESI T U O I ” O V V E R O : L’IMPORTANZA DELLA SAGGEZZA POPOLARE Ettore inizia ad essere soddisfatto della propria vita, ma gli manca qualcosa: qualcuno con cui condividere sogni e lavoro, speranze e sacrifici. Esattamente 10 anni

Roncone M. Teresa, Direzione Lavori del settore Multiservizi. dopo la sua partenza, nel 1932, torna in Italia dalla famiglia e si ferma per un breve soggiorno. In una frazione vicino a Maggiolo, abita la sua futura sposa, sua cugina Emma Steccone. Una ragazza a cui, prima di partire, aveva già fatto una promessa. Ettore non perde l’attaccamento alla propria terra e conserva le radici e la cultura contadina, “mogli e buoi dei paesi tuoi”. Anche questa volta, Ettore compie la scelta giusta. La bella Emma si rivela nel tempo una moglie affettuosa, persona affabile, lavoratrice instancabile e grande sostenitrice del marito lungo la strada verso il successo. Tornati in America nel novembre del ’32, i coniugi Steccone si dedicano entrambi al lavoro di portieri e lavavetri dividendosi i compiti: Ettore fa il portiere e lava l’esterno delle finestre, Emma lava l’interno e fa pulizie negli uffici e negli appartamenti. L’IDEA VINCENTE: IL BREVETTO DEL MODERNO TERGIVETRO Mentre svolge il suo mestiere di lavavetri, Ettore non è per niente soddisfatto degli attrezzi a sua disposizione, né


LA STRADA VERSO IL SUCCESSO: UN PERCORSO TORTUOSO E IMPREVEDIBILE Una volta ottenuto il brevetto sorgono anche le difficoltà per affermarlo e difenderlo. Prima fra tutte il pregiudizio nei confronti di un immigrato italiano, considerato analfabeta e preso in giro per il suo forte accento. Una storia che purtroppo si ripete in tutte le epoche!!! Così lo vedono i produttori di gomma, con i quali Ettore ha molte difficoltà. Eppure la gomma rappresenta il pezzo forte della sua invenzione, perciò decide

Ettore Steccone a bordo della sua motocicletta Indian con la scala a pioli sulla spalla.

di non darsi per vinto e si rivolge a diverse compagnie della gomma prima di riuscire a produrre una lama che lo soddisfi pienamente. Per una pulizia perfetta è necessaria una gomma con delle specifiche ben precise, ma i produttori non sembrano in grado di capirlo, inizialmente, ed Ettore rispedisce al mittente intere partite di gomma. La seconda difficoltà consiste nel distribuire la sua nuova invenzione sul mercato: Ettore potrebbe finanziare un team di rappresentanti facendosi prestare denaro, ma non rientra nel suo stile, perché non si fida a chiedere prestiti. Il suo stile è lavorare duramente, credendo in ciò che fa. Fino a quel momento egli ha diffuso la sua invenzione facendola provare ai suoi colleghi, ma deve compiere un salto se vuole affermarla sul mercato. Decide quindi di incontrare il più grande grossista di articoli per lavavetri del paese: J. Racestein Co, che si trova a New York, per presentargli il suo rivoluzionario lavavetri. Nel 1938 Ettore incontra Gorge Racestein, ma egli non crede nelle potenzialità del nuovo strumento, tanto che risponde che non l’avrebbe mai venduto e che i professionisti non l’avrebbero mai utilizzato. Prima di congedarsi, Ettore gli lancia una scommessa: entro un mese la compagnia farà un ordine per il suo nuovo tergivetro, e il vincitore riceverà il più bel cappello da uomo che il denaro possa comprare. Per vincere la sua scommessa Ettore attraversa tutta Manhattan mettendo in mano a ciascun lavavetri professionista la sua invenzione, innescando cosi un passa parola nel settore. I lavavetri amano la sua invenzione per la facilità di utilizzo e per il risultato ottenuto, e quando chiedono ad Ettore di acquistarlo, egli dice loro di rivolgersi alla Racestein Co. Il gioco è fatto, i calcoli di Ettore si rivelano giusti e vince la sua scommessa con il destino: nel giro di un mese arriva una lettera che chiede il prezzo all’ingrosso e la spedizione immediata, un ordine di $ 2.000 e un magnifico cappello Borsalino.

Storia degli strumenti per le pulizie

facilmente sostituibile. Ora Ettore possiede un progetto e mentre perfeziona il suo strumento di lavoro nel garage di Oakland, lo usa anche sul lavoro facendolo provare ai suoi colleghi. La sua invenzione è pronta e di li a poco avrebbe rivoluzionato l’industria della pulizia dei vetri. A questo punto, dopo tante notti di lavoro, Ettore può finalmente chiedere il brevetto, che ottiene nel 1936. Inizialmente decide di chiamare il suo nuovo attrezzo “New Deal”, in onore della politica che Franling D. Roosevelt sta attuando per migliorare la vita degli americani.

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del risultato ottenuto. In quel momento si utilizzano i pesanti asciugatori in metallo chiamati tergivetro “Chicago”, dalla città dove vengono prodotti, con l’aggiunta di spatole in setole di cinghiale e spugne naturali. Per Ettore non sono gli attrezzi giusti. Il tergivetro è pesante, ingombrante e scomodo, anche per via di numerose viti di fissaggio delle doppie pale in gomma. Il risultato non lo accontenta, in quanto l’attrezzo non asciuga le finestre a dovere e lascia inoltre delle righe se non si asciuga ulteriormente con una pelle di daino. E’ questo l’impulso che porta Ettore a studiare un nuovo attrezzo per una perfetta e veloce pulizia dei vetri. Di giorno lavoro come portiere e di notte studia un nuovo attrezzo per l’industria lavavetri. Quante notti insonni nel garage della casa di Oakland, insieme ad Emma, per perfezionare la loro invenzione! Ettore ha frequentato le scuole soltanto fino alla 3° elementare, eppure sembra conoscere istintivamente la forma più adatta per uno strumento di lavoro leggero e facile da impugnare. Il suo nuovo “giocattolo” è un tergivetro leggero, con un’impugnatura in ottone lucido e una lama in gomma affilata e


Comprensione del testo - A proposito di...

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iamo nella Roma occupata dai nazisti. Elsa e Giacomo sono costretti a fuggire e a rifugiarsi, con le figlie Milena e Dora, in una canonica di campagna, dove vengono protetti da un sacerdote amico, don Gioacchino. Il paese è piccolo e la famiglia in fuga deve assicurarsi nuovi passaporti e frequentare la messa per non destare sospetti. Giacomo non può abbandonare del tutto il suo negozio di tessuti, temporaneamente affidato a un commesso, facendo la spola quasi quotidianamente, in corriera, con la capitale. Una sera non torna. Elsa rimane sola con le figlie e dopo la Liberazione è costretta a gestirne la crescita, non solo sul piano pratico ma anche sul piano morale. Intanto ha saputo che Giacomo è morto in una camera a gas di Auschwitz. Gli interrogativi si affollano: chi è stato a tradire suo marito? Come è avvenuto l'arresto? Viene a sapere la verità, ma non vuole andare a fondo, finge di ignorarla, o meglio se la tiene per sé a beneficio (così ritiene) delle ragazze, di quel che rimane della loro serenità e del loro futuro. E' un romanzo che mette in gioco parecchi temi, valori e principi che possono aprire parecchie discussioni (memoria, verità, perdono, fedeltà, tradimento, dolore, colpa, vergogna, religioni, umanità ed altro...) ma il tema principale penso sia questo: è meglio andare fino in fondo alla ricerca della verità (costi quel che costi) svi-

Io ogni mattina ascolto l'alba e la sera il tramonto e tutto il rumore che fa e poi per ogni giorno che passa faccio un segno su un muro di questa città perché non è il tempo che mi manca e nemmeno l'età. Io ogni mattina quando parto lascio aperta la mia porta se qualcuno verrà

scerare tutto il dolore, la rabbia, la sete di giustizia; oppure smettere di lottare, lasciare che il tempo sani le ferite, cercare serenità e normalità (soprattutto per i bambini); la protagonista dice: «Se cominciamo a cercare i colpevoli si discuterà soltanto di morte”. La storia prende spunto da fatti realmente accaduti;ebrei deportati a causa di “spiate” ce ne sono stati parecchi, dopo le “leggi razziali”, non sempre per questioni di antisemitismo ma, spesso, per meschini interessi economici ed altri opportunismi privati. Pur comprendendo le ragioni della protagonista che voleva che il padre delle sue figlie fosse ricordato come persona e non come vittima, ritengo che bisogna continuare ad indignarsi per questi comportamenti inumani che continuano a ripetersi nella Storia forse proprio perché non vengono approfonditi nella loro complessità. Elsa Morante dice che di ritorno dai lager nessuno aveva voglia di raccontare, perché si trattava di narrare non le avventure di Ulisse, ma storie terribili di persecuzione. Spesso gli ebrei avevano vergogna a ricordare quel che avevano subìto. E dice anche che nessuno aveva voglia di ascoltare i racconti dei "giudii", "figure spettrali come i numeri negativi". Primo Levi parla del "trauma dello straniamento": non erano valori capovolti, ma fatti indescrivibili. Ma per noi è fondamentale che queste storie continuino a venire

e poi metto polvere di gesso sul pavimento di casa per i passi che farà perché quando c'è una porta aperta di sicuro prima o dopo si sa. Io ogni sera quando torno lascio delle tracce bianche sulla polvere che sa che qui non ci viene mai nessuno e nemmeno per oggi

Mauro Idone, ragioniere, appassionato di filosofia, socio ed ex Presidente di Coseva (dal 1988 al 1990). alla luce perché, dal libro viene fuori un Paese che non ha mai preso coscienza della sua storia e delle sue responsabilità. L'autrice dice: «La Germania ha tentato una riparazione già dal '52. Molti tedeschi scrivevano a Primo Levi per farsi consolare dei misfatti dei padri... In Italia non è successo niente di tutto questo. Con l'amnistia voluta da Togliatti per i reati commessi dopo l'8 settembre si è rinunciato a fare giustizia: nessuno è stato rimosso o epurato. I poliziotti sono rimasti poliziotti e i giudici giudici. Il crimine nazista è stato talmente enorme che tutto è andato a carico della Germania. La Resistenza mi fa battere il cuore: ma bisogna riconoscere che nei vent'anni precedenti la gran parte degli italiani era una folla festante che nelle piazze inneggiava al fascismo». Consiglio questo libro anche perché è scritto bene e i personaggi sono ben delineati ed approfonditi... Buona lettura...

non ci sono novità e poi richiudo la mia porta per la notte e per il freddo che ci fa. Io ogni mattina ascolto l'alba e la sera il tramonto e tutto il rumore che fa e poi per ogni giorno che passa graffio un pezzo di muro di questa città perché non è il tempo che mi manca e nemmeno l'età.


Mentre a Sanremo vince Enrico Ruggeri con la canzone “Mistero”, Vasco Rossi da Zocca dichiara: “io sono il rock” e lo riafferma concretamente con il suo album più rock “Gli spari sopra”. E’ il suo decimo album e vince 10 dischi di platino. I testi rabbiosi e i suoni forti, si alternano a canzoni dolci e di atmosfera. Il brano che dà il titolo all’album ha un testo durissimo, chitarre incisive e Vasco avverte “state attenti se si girano gli eserciti, se la guerra poi adesso

cominciamo a farla noi, gli spari sopra sono per voi”. Siamo alla fine della prima Repubblica e nel pieno di Mani Pulite. Ma è “Vivere” la canzone di questo album che quando l’ascolto mi fa venire i brividi; una delle ballate più belle di Vasco. Musicalmente coraggiosa (l’uso dei violini…), “Vivere” ci invita a divertirci, a non rinunciare a sorridere, a lasciarci alle spalle i ricordi brutti. Ed è il tempo la chiave di volta del messaggio: “è passato tanto tempo”; “un ricordo senza tempo”; “perdere tempo”. E’ un soffermarsi a guardare indietro che non deve frenarci ma darci speranza. E’ soprattutto il ritornello “oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento” che coglie nel segno e colpisce ognuno di noi. Quante volte al giorno diciamo “non ho tempo” e quante volte invece sentiamo il bisogno di staccare con tutto e tutti, spegnerci appunto. Dovremmo allora interrogarci su come gestiamo il

Pasquale Lanza. Responsabile del Personale. Dottore in Giurisprudenza.

L’Ottava Nota

iamo nel 1993, Coseva è costituita da 40 soci. E’ l’anno dell’arresto di Totò Riina, dell’avviso di garanzia a Craxi, del governo Ciampi dopo le dimissioni di Amato, dello scioglimento della Democrazia Cristiana e della nascita dell’Unione Europea; è l’anno del discorso contro la mafia pronunciato da Giovanni Paolo II nella valle dei Templi ad Agrigento, dell’omicidio a Palermo di don Puglisi parroco antimafia.

nostro tempo invece di lamentarci del problema e basta: forse siamo noi che abbiamo una vita troppo piena, che corriamo dietro a tanti impegni per cui il tempo non ci basta mai. Penso che abbiamo perso il rispetto per il tempo da dedicare alle cose veramente importanti, “senza perdersi d’animo mai” e siamo al paradosso che aspettare sia una perdita di tempo. Riuscire invece a gestire il proprio tempo liberamente senza esserne “schiavi”, sarebbe per tutti un guadagno più che una perdita, sia a livello personale che sociale: una preziosa eredità del passato, un investimento per il futuro ma soprattutto un buon “vivere” del presente.

VASCO ROSSI (Zocca 7 febbraio 1952) Altri album consigliati: Bollicine (1983) C’è chi dice no (1987) Buoni o cattivi (2004) Il mondo che vorrei (2008)

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Guida Coseva - Ringraziamenti

ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA E DELL’ETA’ CONTEMPORANEA - Provincia di Imperia “Desideriamo ringraziarVi sentitamente per il congruo contributo, devoluto a sostegno della pubblicazione del libro biografico “Mumuccio”, di Francesco Biga ed Ersilia Castagneto, dedicato a Giacomo Castagneto eminente figura di antifascista e partigiano”. Il Presidente Manfredo Manfredi COMPAGNIA DEL SESTRIERE MARINA - Ventimiglia “Con l’approssimarsi dell’Agosto Medievale 2012 la Marina San giuseppe è tornata dopo tanti anni a “vestire” i suoi colori, i colori del Sestriere Marina ... il bianco accecante del sole e l’azzurro del mare. Imbandierare la Marina è stato possibile grazie anche ad alcuni esercenti che ci hanno aiutato moralmente ed economicamente. E’ stato bello chiedere un contributo di questi tempi di crisi ed essere accolti con il sorriso sulle labbra ... Un grazie sentito alla ditta COSEVA che da nni ci è vicino”. Alè Marina!

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Osteria

NERBONE

Ristorante

IL MENDICANTE

Piazza Matteotti, 22 Greve in Chianti (FI) Tel. 055 853308 www.rerbonedigreve.com

Fantastico paese con una piazza triangolare percorsa su tutti i lati da archi, dove si respira il profumo dei salumi toscani. Bel modo di mangiare tipicamente toscano su un balcone che da sulla piazza medievale. Chiuso il martedì

Via della Tenuta della Mistica, 00155 ROMA

Capitan Ultimo per chi non lo ricordasse è un Carabiniere che ha partecipato all’arresto di Totò Riina ed ha lavorato in copertura all’interno di organizzazioni mafiose. E’ particolare scoprire a Roma che questo ufficiale dei Carabinieri ha ispirato un’ottima iniziativa per aiutare persone meno fortunate. E’ un modo simpatico di mangiare un’ottima pizza a costi veramente popolari, in un’ambiente semplice e spartano. I tre elefantini li diamo non per la cucina ma per l’insieme dell’ambiente e lo spirito dell’iniziativa di volontariato.

Tel. 06 2252310 www.volontaricapitanoultimo.it Visita il sito inquadrando il codice QR qui sotto

Ristorante

FORINO DI CERRI

Via Carlo Piaggia, 21 Capannori (LU) Tel. 0583 935302 www.ristoranteforino.com

Uscire dall’autostrada per sbaglio e trovare un posto come questo è semplicemente fantastico. Cucina tipica lucchese con piatti ricercati e prezzi che in rapporto alla qualità sono contenuti. Merita di andarci apposta. Chiuso la domenica sera ed il lunedì.


“A seguito dei tragici eventi alluvionali che hanno colpito la provincia di La Spezia e la città di Genova, decidemmo in primo luogo di “adottare” la piccola Cooperativa di Consumo 5 Terre, che aveva avuto danni di tale portata da mettere in discussione la continuità aziendale ma la situazione della Cooperativa si è rivelata assai più critica di quanto potessimo aspettarci (il negozio di Vernazza è stato definitivamente chiuso e stiamo lavorando ad una soluzione diversa che appare ancora lontana).

Notizie varie

LEGACOOP LIGURIA - Contributo per ripristino danni da alluvione Nota del Presidente Legacoop Liguria Gianluigi Granero del 18/06/2012.

Sul fronte del sostegno pubblico – avviato solo dopo aver compreso che l’intervento sulla cooperativa si manifestava complicato e lungo – abbiamo concordato ed erogato un contributo di 30.000,00 ¤ a favore del Comune di Pignone (Val di Vara) che il territorio ci ha segnalato come particolarmente bisognoso di aiuto poiché, essendo piccolo e meno noto, ha ricevuto minori attenzioni dai media e conseguentemente aiuti. Il Comune utilizzerà i fondi da noi versati (con bonifico alla tesoreria comunale) per completare le opere di rifacimento dell’ingresso del Comune e della frazione di Casale e rispetto ai quali alleghiamo alcune foto che credo parlino più di ogni relazione.”

UN’ORA VALE DUE - Iniziativa a sostegno delle popolazioni terremotate dell’Emilia.

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REGISTRO DEI DATORI DI LAVORO SOCIALMENTE RESPONSABILI Coseva ha iniziato a svolgere le pratiche per l’iscrizione al registro dei datori di lavoro socialmente responsabili, istituito dalla Regione Liguria, in collaborazione con Unioncamere e Agenzia Liguria Lavoro. Il registro, previsto dalla legge regionale n.30 del 2007, rappresenta una novità a livello nazionale e mira a diffondere il tema della RSI in forma integrata non solo nelle imprese private ma anche nelle Pubbliche Amministrazioni.

COSEVA COMPIE TRENT’ANNI Celebrazioni al Palafiori di Sanremo del 26 maggio 2012 La notizia della festa per i trent’anni della nostra cooperativa è stata pubblicata sia sulla Stampa che sul Secolo XIX del 26 maggio 2012. In quella data, infatti, si è svolta l’Assemblea dei Soci che ha visto la partecipazione di 288 soci, deleghe comprese. Con il QR qui accanto potrete anche visionare la video intervista al nostro Presidente, rilasciata nel corso del Welcome Day di Genova, organizzato a settembre per accogliere le nuove cooperative entrate in Legacoop nell’ultimo anno.

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Coseva ha deciso di aderire all’iniziativa promossa dalle centrali cooperative LEGACOOP/AGCI/CONFCOOPERATIVE e dai Sindacati CGIL/CISL/UIL, a livello nazionale, per dare un aiuto concreto alle popolazioni terremotate dell’Emilia ed alle cooperative coinvolte e danneggiate nel sisma. Il progetto, che è stato pubblicizzato tra i soci, prevedeva la donazione dell’equivalente di un’ora di lavoro ed il raddoppio della cifra ottenuta da parte della cooperativa. I dati evidenziano che, ad ottobre 2012, hanno aderito un centinaio soci Coseva per un totale di Euro 1.713 raccolti (La cifra è composta da Euro 856 donati dai soci e di Euro 856 donati dalla cooperativa).


Notizie Varie

SPONSORIZZAZIONI DI COSEVA Tra le diverse sponsorizzazioni di quest’anno effettuate da Coseva a sostegno di attività sportive, culturali e sociali, segnaliamo due iniziative di carattere sportivo: JUDO CLUB DI VENTIMIGLIA e PA L L A M A N O V E N T I M I G L I A S P O R T C L U B . Entrambe le squadre, ognuna nella sua disciplina sportiva, hanno ottenuto importanti risultati sia a livello regionale che nazionale se non addirittura europeo con la partecipazione della judoka Maruska Iamundo alla Squadra Nazionale Italiana. Pubblichiamo volentieri l’immagine dei ragazzi del Judo Club, del corso estivo 2012, che indossano le magliette con il logo Coseva.

NORDICONAD - Festa sociale Liguria e Basso Piemonte

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Si è svolta il 14 ottobre la festa sociale della coopertiva Nordiconad per l’area della Liguria e del Basso Piemonte, presso l’Hotel Royal di Sanremo. L’anno 2012 rappresenta un traguardo importante per la cooperativa di dettaglianti, nata in provincia di Imperia, che raggiunge i 50 anni di attività. Per i festeggiamenti è stato prodotto e distribuito un DVD commemorativo. GYPROC SAINT GOBAIN - Inaugurazione impianto di Montiglio

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Il 6 luglio 2012 alle ore 17.30 ha avuto inizio ufficialmente la cerimonia di inaugurazione dello stabilimento di Montiglio Monferrato che produce materie prime per l’edilizia. Nel corso della giornata c’è stato spazio per la visita agli impianti, per un giro in mongolfiera e per i saluti di importanti personalità della multinazionale Saint Gobain. Coseva ha partecipato all’avvio dello stabilimento prestando servizi di facchinaggio a partire dal mese di febbraio. 5° GIORNATA INTERNAZIONALE AMBIENTE SALUTE SICUREZZA Verallia - Saint Gobain ha organizzato per la quinta volta la giornata dedicata ai tre valori primari perseguiti dal Gruppo: Ambiente, salute e sicurezza. La giornata è celebrata in tutti gli stablimenti del Gruppo sia dai dipendenti che dalle ditte in appalto. Per Coseva hanno preso parte all’evento il nostro Responsabile del Personale Dott. Pasquale Lanza ed il nostro Assistente alla Direzione Lavori l’Ing. Emanuele Taricco.

CURIOSITA’ L’ufficio del nostro “Esam”, Assistente alla Direzione Lavori della zona di Roma, presso la Centrale del Latte di Roma. Questo ultimo appalto, acquisito da Coseva nella Capitale d’Italia ad agosto 2012, rappresenta una importante acquisizione per il settore della Logistica della nostra cooperativa, ed impiega circa 40 nuovi soci lavoratori.


PAG. 3 The Vice President of the cooperative Dr. Massimo Bolla offers a broad ethical reasoning on the need for race policies. In particular, the work of women is essential to the development of society, but they are difficult to create equal rights and opportunities than other sex. The article talks about a strong sensitivity of the cooperative on this theme, but also to combat all forms of discrimination.

Sintesi e traduzione

INTRODUCTION TO TRANSLATION Our publication "The Point" has a theme followed by the majority of employees. In this issue, the theme is: TIME.

PAG. 5 The engineer Taricco Emanuele, a member of Board of Directors of Coseva, explains the evolution of scientific understanding of time and its measurement by the ancient Egyptians to the present day.

PAG. 8 The anonymous writer of this article gives us a beautiful and direct view of the time of life, which, according to mood, may be all free time. The time missing and the time spearing. The time of life to be committed to the fullest. Imagination and precision are both in the time.

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Our man of communication Mattia Maccario (law degree) has studied the phenomenon Smartphone and it shows that can save you a lot of time if used properly but also make it lose a lot if misused. Recommended interesting applications (app).

PAG. 12

PAG. 14 The coordinator of the Multiservice offers us the life story of Hector Steccore, who emigrated to the USA in 1920 and after many efforts succeeded in patenting settle "the stick" that we still use to clean the glass. Each of the past repeating itself.

PAG. 16 Mauro Idone reviews a good book by the writer Lia Levi ... "the return from the “lager� that no one wants to tell." Tragic story of the extermination of Jews in World War II, similar to episodies that continue to be repeated in many forgotten wars around the world today.

PAG. 17 "Manage your time ... it would be all gain and not a loss," is the thought expressed in the article by Dr. Lanza Pasquel, our Personnel Manager. All inspired by a song by Vasco Rossi from 1993 "Live" to the album "The shots above."

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The Lawyer Andrea Policari of Rome gave us an article with strong technical connotations and characterized by a precise and punctual as it should be produced and managed a plan to prevent corporate penalty offenses as well as Coseva has since 2005.


Sintesi e traduzione

INTRODUCTION A LA TRADUCTION Notre publication “le Point” a un thème conducteur suivi par la plupart des collaborateurs. Dans ce numéro le thème conducteur est: LE TEMPS

PAG. 3 Le Vice President de la Cooperative Doc. Bolla Massimo offre un large raisonnement éthique sur la nécessité des politiques de genre. En particulier le travail des femmes est indispensabile au déveleppement de la société mais on est encore loin del creer la parité des droits et des opportunità par rapport à l’autre sexe. L’article parle d’une forte sensibilità de la Cooperative par rapport à ce thème, mais aussi à combattre toutes les discrimantions.

PAG. 5 L’Ingegneur Taricco Emanuele, composant du C.d’A. de Coseva, nous explique l’èvolution des connaissances scientifiques du temps et de son mesurage depuis l’entiquité jusqu’à aujourd’hui.

PAG. 8 L’anonyme écrivain de cet article nous offre une belle et directe vision du temps de la vie, qui selon l’état d’esprit, peut-être un temps libre. Le temps qui manque et le temps qui avance. Le temps de la vie pour à exploiter au mieux. Fantasie et precision sont à la fois dans le temps.

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PAG. 10 Notre homme de la comunication Mattia Maccario (laureat en Droit) a etudier le phénomène Smartphone et nous mis en evidence qu’en peut épargner beaucop de temps si on l’utilise correctement mais aussi faire perdre beaucoup de temps si on utilise mal. Applications interessantes conseilleées.

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PAG. 12 L’Avvocat Andrea Policari de Rome nous offre un article de connotations techniques forte set carctériessé par une alalyse precise ponctuelle de comment être produit et gerés un plan pour prévenir les délits penales entrepreneuriales tel que Coseva avait depuis 2005.

PAG. 14 La coordinatrice du Secteur Multiservices nous offre l’historie de la vie de Ettore Steccone, qui emigrait aux USA le 1920 et apreés tans de défficultés avair reussi à s’instaler en brevettant “la stecca” qui jusqu’a nos jour on l’utilise pour nettoyer les vitres. L’histoire d’un passé qui se répete.

PAG. 16 Mauro Idone critique en beau livre de l’ecrivaine Lia Levi… “le retour du camp que personnne ne veut racconter” vicissitude tragique, sul l’extermination des juifs durant la seconde guette mondiale, sembiable a des épisodes qui continuent à se pépéter dans plusieurs guerres oubliées quelque part par le monde acque.

PAG. 17 “Gerer son propre temps… serait pour tous un gai net non une perte” c’est la pensée expremé dan l’article du Doc. Lanza Pasquale, notre responsabile du personnel. Le tout prenant l’idée d’une chanson de Vasco Rossi du 1993 “Vivre” de l’album “Tir des coups au-dessus”.


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Sintesi e traduzione


I VANTAGGI DI ESSERE SOCI COSEVA - Lavorare in una cooperativa trasparente che applica i contratti e le leggi sul lavoro (sembra una cosa dovuta, E LO E', ma non è da tutti). - Ristorno: beneficiare a fine anno di aumento gratuito di capitale sociale in funzione del buon esito della gestione. - Incentivi e premi settoriali. - Dopo 10 anni di lavoro iscrizione gratuita ad assicurazione sanitaria. - Attività ricreative: gite, svaghi, cene ecc. gratis o con partecipazione simbolica per i soci. - Remunerazione del capitale sociale decisamente superiore agli interessi bancari. - Convenzionamento con fondo integrativo pensionistico. - Lavorare con la possibilità di beneficiare di incentivi economici. - Conoscere e sapere per poter decidere.

L'ASSISTENZA AI SOCI COSEVA


Il Punto Dicembre 2012