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AREA URBANA NUOVA SERIE N.16 - 23 APRILE 2011

OMAGGIO

è in edicola il SABATO

IL PD LASCI LIBERTÀ DI VOTO

La notizia che Zoggia e Migliavacca, dirigenti nazionali del PD responsabili dell'isolamento del partito sulla candidatura di Perugini, non terranno l'annunciata riunione a Cosenza per fare il punto della situazione, va interpretata. Alla riunione erano chiamati a parteciparvi i parlamentari calabresi, i consiglieri regionali, i presidenti di provincia, i sindaci del PD ed i coordinatori delle federazioni. A quanto è dato sapere la riunione riguardava Cosenza e non gli altri capoluoghi di provincia, segno che l'epicentro dello sciame sismico che scuote il PD in Calabria è a Cosenza. Nella città di Telesio, che è sempre stata un laboratorio politico e che vanta nel suo pantheon uomini politici di prima grandezza, il PD ha combinato un pasticcio che non ha precedenti nemmeno nel PCI del "centralissimo democratico". Nonostante fossero disponibili numerosi riscontri, empirici e non, di indicazioni contrarie si è voluto imporre la ricandidatura a sindaco di Salvatore Perugini ottenendo in un colpo solo due catastrofici risultati. Il primo è stato quello di disarticolare il PD nella sua dialettica interna, delegittimando gli organismi di partito e le loro determinazioni, facendo prevalere la volontà di una minoranza faziosa arroccata sulla ricandidatura di Perugini. E così il PD va disarticolato e diviso al voto del 15 maggio, con una minoranza legata alle sorti politiche di Nicola Adamo che sostiene Perugini ed il resto del partito silente ed assente alle manifestazioni di Perugini. Per verificare se si era nel giusto nel non voler ricandidare Perugini, l'elettorato del PD deve essere

lasciato libero di poter votare per Paolini o per Perugini.Il secondo disastroso risultato ottenuto da Zoggia e Migliavacca è quello di avere isolato il PD dal centrosinistra, avallando un'operazione pasticciata di centrosinistra cosiddetto "alternativo" con l'ingaggio dei re-

pubblicani che governano alla Regione con Scopelliti, con i moderati di API che avevano già firmato, ma non dal notaio, a sostegno del candidato di centrodestra e con un moncone socialista che non ha rappresentanza né in Parlamento, né alla Regione e che è a rischio di quoziente di lista. Questo il capolavoro firmato da Zoggia e Migliavacca per compiacere, a Roma, Giuseppe Fiorani ed Enrico Letta che hanno fatto di Perugini la vittima di una pregiudiziale anticattolica presente, a loro dire, nel PD. Quanto all'esperimento di un centrosi-

nistra "alternativo" che dovrebbe compiersi a Cosenza, sondaggi alla mano, il rischio del ridicolo è in agguato. Ma a far capire a Roma come vanno le cose a Cosenza, deve essere stato il comizio in ticket Paolini-Vendola a piazza Kennedy. Piazza affollata come non si vedeva da anni, entusiasmo, applausi e l'immagine collettiva di un centrosinistra compatto e determinato nella volontà di vincere anche per conto del PD. Qualcuno deve aver segnalato a Roma il successo di folla e di applausi e se già non destano entusiasmo i successi di Vendola e di SEL, l'onda lunga del centrosinistra che sta portando al ballottaggio Enzo Paolini deve aver suggerito a Zoggia e Migliavacca di rinviare a dopo elezioni la venuta a Cosenza, lasciando in mano a un segretario di circolo l'incombenza di gestire la compagnia elettorale del PD a sostegno di Perugini. Una sorta di anticipata fuga dalle responsabilità di un tracollo. Fuggono anche coloro che a Roma hanno brigato senza scrupoli per ottenere la ricandidatura di Perugini. In campo rimane soltanto Nicola Adamo impegnato a fare eleggere nella lista del PD il suo gruppo di combattimento.Al punto cui si è arrivati, l'unica indicazione responsabile che il PD può dare, per il contenimento del danno, è quella di lasciare il suo elettorato libero di scegliere fra Paolini e Perugini. Come se fossero "primarie". E' l'unica possibilità rimasta per potere andare uniti al ballottaggio.

I SOCIALISTI CON

PAOLINI


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n.16 - 23 aprile 2011

MEZZOGIORNO E RINNOVAMENTO SOCIALISTA: UN OBIETTIVO POSSIBILE

ORGOGLIO SOCIALISTA

Alcuni esponenti locali del Partito Socialista pensano che fare politica significhi scaldare una poltrona in una vecchia e polverosa sede di partito, disegnare trame invece che proporre soluzioni ai drammatici problemi dei calabresi, cercare di screditare con ogni mezzo chiunque di idee, invece, ne abbia e non si adegui al generalizzato sistema di potere personale, o faccia ombra con il suo consenso al monopolio imposto su un simbolo che, in altri tempi e per altre persone, significava e continua a significare ben altri valori. Sono le stesse persone che hanno la responsabilità politica di aver ridotto il Partito Socialista a percentuali mai così basse, che ne hanno inaridito la capacità di elaborazione e proposta politica, che lo hanno asservito a logiche personalistiche e in una posizione gregaria rispetto a singoli esponenti, anche di altri partiti: i peggiori della attuale classe politica calabrese. Sono le stesse persone che hanno decapitato le teste migliori del socialismo calabrese e chiunque non fosse allineato, le stesse che convocano le riunioni quando le decisioni sono già state prese - in altre stanze e fra pochi intimi - le stesse che non esitano ad usare ogni mezzo, compresa la calunnia e la menzogna, per attaccare ogni possibile forma di dissenso interno. Mai così diffuso. Sono le stesse persone la cui voce non si è mai sentita negli organismi nazionali e nei tavoli politici per difendere le ragioni del Sud, mai per denunciare che il Mezzogiorno è una polveriera, che i suoi figli sono fuggiti tutti, in cerca di lavoro e futuro, che l'economia è schiava di un sistema bancario vessatorio e di una classe politica che succhia risorse e idee, prima che arrivino le mafie e il pizzo. Sono le stesse persone che predicano uguaglianza e pluralismo, ma valorizzano i giovani e le donne solo se muti e accondiscendenti, che permettono loro di esprimersi solo a comando, o solo per attaccare altri giovani o altre donne non obbedienti, non uniformati al 'pensiero unico'. Loro, uomini e dirigenti di prima fila, non ne hanno il coraggio. Peggio, non hanno gli argomenti politici per replicare. La democrazia interna è un principio ancora sconosciuto a troppi partiti. Colpevolmente. Le menzogne a riguardo non sono consentite: facile avere 'l'unanimità' in riunioni di tre persone, in cui le minoranze e chi potrebbe pensarla diversamente non viene invitato, in cui le donne vengono aggredite verbalmente, offese, calunniate alle spalle, o invece lodate solo se obbedienti

e disposte a fare da cornice, magari anche a firmare ciò che non scrivono e non pensano. Molti compagni e compagne nel Partito Socialista non partecipano più a queste 'riunioni' per rispetto di se stessi e della propria dignità personale. Molti si sono allontanati per questo clima di inciviltà e decadimento. Alcuni preferiscono fare del loro ideale politico testimonianza personale fuori dal partito, altri si dedicano ad un impegno for-

Anna Falcone

zatamente extraregionale, o nei movimenti, perché questa, semplicemente, non è politica degna di quel simbolo. Eppure anche loro sono e continuano ad essere compagni e tesserati con gli stessi diritti degli altri. Da cui non si può prescindere e che vanno recuperati al dibattito interno ed alla politica. Non si può continuare ad essere felici per chi va via. E se tanti, troppi sono andati via, o semplicemente sono stati ridotti al silenzio, questo è un fallimento politico di cui si deve chiedere conto. Il perdurare di questi comportamenti e la sordità di certa dirigenza locale alle defezioni, alla critiche diffuse, alla richiesta di rifondazione del partito sui suoi più autentici ideali e ben altri comportamenti offendono il Socialismo, la sua Storia, la sua speranza di futuro e frustrano ogni possibilità di collegamento con il partito nazionale che altrove, fuori dalla Calabria, o dovremmo dire da alcune sue 'aree di influenza politica', continua a lottare per ben altre battaglie ed a ben altri livelli.

ARENA ELETTORALE PERUGINI SI PRESENTA

Il Sindaco Salvatore Perugini ha voluto incontrare i cittadini per presentare loro le liste che sostengono la sua ricandidatura alle prossime elezioni amministrative. Dopo aver ringraziato i dirigenti politici presenti e impegnati al suo fianco, i quali hanno espresso le loro forti motivazioni e il loro legame con il programma politico, il Sindaco ha delineato le tante cose da lui fatte in questi cinque anni di amministrazione e i molti progetti futuri davanti a una platea composta anche da esponenti politici. "E' opportuno - ha esordito il Sindaco - ristabilire la verità". "Il nostro avversario è il centrodestra. È il centrodestra che vogliamo battere sia sul terreno della politica che su quello dei contenuti. Come?

Parlando un linguaggio semplice, chiaro, corretto, scevro da ogni condizionamento, da ogni ipotesi di conflitto di interesse. Con un linguaggio, quindi, ha spiegato subito il Sindaco - che sia comprensibile ma che, allo stesso tempo, abbia in sé forza e fermezza. Senza trascurare che gli avversari vanno comunque, e pure sempre, rispettati. Parliamo e parleremo senza strumentalizzazioni e soprattutto senza strumentalizzare lo stato di disagio e di bisogno presente, purtroppo, nella nostra Città". Tracciando poi le cose fatte, il Sindaco ha ricordato i mille posti di lavoro che sono stati garantiti. "Agli ex dipendenti di Valle Crati, a quelli delle cooperative di tipo A e di tipo B, alla Multiservizi, alle donne in difficoltà, a tutti coloro che hanno lavorato con

Non abbiamo visto nessuno di questi muti signorotti locali nelle manifestazioni di piazza dei lavoratori, sfilare contro il precariato, protestare insieme alle donne, difendere sui giornali o nei dibattiti pubblici lo "Statuto dei Lavoratori" ed i diritti di chi non arriva a fine mese, o di chi non potrà mai avere una casa, o un lavoro vero. Non abbiamo visto nessuno di loro partecipare ai seminari in cui si lavora a nuove idee e nuove proposte per la Sinistra Italiana. Non abbiamo visto nessuno di loro negli incontri del Partito Socialista Europeo nemmeno in quelli dedicati alle politiche regionali nessuno di loro nel dibattito politico vero, quello in cui si sta se si portano idee, in cui non ci sono assessorati su cui trattare o voti clientelari da far pesare. I calabresi sono stanchi di questi tristi figuri, di questa 'zavorra della democrazia', del parassitismo che hanno portato nella politica meridionale, del freno che hanno significato per il Sud, per la sua economia, per la sua cultura, sono stanchi di sentirli parlare solo di strategie di potere e mai di diritti delle persone. Guai! Se si garantiscono i diritti, se liberano i cittadini dal 'bisogno', chi mai sarà più disposto a votare i professionisti dei 'piaceri'? Per fortuna per altri e per moltissimi socialisti calabresi - persone che stranamente vivono del proprio lavoro, non di prebende di segreteria e bocconi lanciati dal padrone - la politica è un'altra cosa: è militanza in piazza, elaborazione di idee, costruzione di alleanze su progetti condivisi, non su poltrone e interessi personali, è impegno civile e sociale su battaglie serie come il lavoro e la lotta alla precarietà, l'uguaglianza fra uomini e donne, la meritocrazia, il reale riscatto del Mezzogiorno. Riscatto che non ci sarà mai se non ci si libera una volta per tutte, democraticamente, con il voto libero e la schiena dritta, della peggiore classe politica di tutti i tempi. Conditio sine qua non, per liberare le energie del Sud e tornare a far politica seriamente. L'esperienza di questi ultimi anni mi fa essere ottimista. La stima e l'appoggio di tanti compagni socialisti in Calabria, in Italia, e in Europa, la sintonia con chi lavora nei partiti e nei movimenti per una nuova Sinistra, la spinta di liberazione che viene dalle nuove generazioni e da tanti meridionali mi fanno credere che sia un obiettivo possibile. E, forse, mai così vicino. 21.aprile.2011 In memoria di Giacomo Mancini Socialista, meridionalista, uomo scomodo e libero Anna Falcone Direzione Nazionale PSI

il Comune faccio un appello. Il vostro voto deve essere libero. Il vostro consenso deve esprimersi per le cose fatte e per le cose da fare. Non deve essere dettato da illusioni o promesse che poi non si possono mantenere. Diffidate e restituite al mittente queste offerte e queste promesse che offendono la dignità della persona. Chi ha il potere in mano non si deve approfittare del disagio dei cittadini. Anzi ha il dovere di aiutare un cammino difficile che serva ad allievare o a migliorare la qualità della vita".

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n.16 - 23 aprile 2011

ARENA ELETTORALE RISPOSTA ALL’ON. ADAMO

Non c'era bisogno di una interrogazione al Presidente della Regione per sapere ciò che chiede l'on. Adamo. L'Azienda Sanitaria di Cosenza ha recentemente adottato delibere - precisamente la 1413-1414 del 12 aprile 2011 - per eseguire un lodo arbitrale e pagare crediti vantati dalle Case di cura di Cosenza e risalenti al 2004.E' altrettanto vero ciò che l'on. Adamo chiede, in un italiano un po' avventuroso: la protesta dei lavoratori della sanità privata è in atto e ancora le Case di cura attendono il pagamento di crediti legittimamente vantati da anni.Ciò ha comportato - e comporta - l'insorgenza di un enorme contenzioso giudiziario e la condanna di ASP e Regione al pagamento di interessi e parcelle legali cospicue.Quanto all'avvocato Paolini è ben noto che da oltre quindici anni è il presidente dell'AIOP e che da sempre mantiene la fiducia di tutti, imprenditori e dipendenti, anche come avvocato, in virtù della sua bravura e della assoluta trasparenza dei suoi comportamenti, per il che riceve, naturalmente, i suoi meritati compensi.Sin qui le risposte alle domande dell'on. Adamo.Ci si consentirà a questo punto interrogare l'on. Adamo, per chiedergli perché tali debiti, riconosciuti, non siano stati pagati dal 2004 o quali sarebbero le norme "quasi certamente" violate, o come mai nel corso del suo mandato ormai ultraventennale alla Regione non abbia mai avvertito l'esigenza di battersi per far pagare tempestivamente aziende e lavoratori, o come mai, come assessore al bilancio, non si sia mai impegnato per impedire il costante taglio ai budget ed alle tariffe della sanità, e come mai come vicepresidente della Giunta non abbia fatto alcunchè per evitare il pagamento di inutili interessi e competenze legali.Chiediamo all'on. Adamo come mai non si impegni per far sbloccare subito i pagamenti dovuti contrattualmente e risalenti al 2005 e con i quali si potrebbe far fronte agli arretrati dei dipendenti.Per fare queste domande non scomodiamo il Presidente della Giunta. Le facciamo direttamente all'on. Adamo anche perché l'ultima volta l'on. Scopelliti l'abbiamo visto a Rende a fianco all'on. Adamo quando in occasione di un convegno sulla sanità duettavano in perfetta sintonia mentre il Presidente dell'AIOP avv. Paolini protestava contro entrambi per l'iniqua politica sanitaria che ha messo in ginocchio l'intera Calabria. La registrazione di quella indimenticabile serata è a disposizione.Attendiamo risposte dirette, concrete e tempestive. Non in politichese, please. Firmato da titolari e lavoratori Case di cura

OCCHIUTO E I COSTRUTTORI Il candidato del centrodestra dice di non avere ancora capito qual è il suo diretto avversario politico. O è cieco o fa finta di non capire che più passano i giorni, più aumenta il vento a favore di Enzo Paolini, la cui storia, il cui impegno, le cui battaglie rappresentano una identità riconoscibile nella gloriosa storia politica della nostra città. Paolini, che ha vissuto da protagonista l'esaltante esperienza amministrativa al fianco di Giacomo Mancini senior, ha già dato ampiamente prova delle sue capacità politiche e amministrative, misurandosi sul campo con i problemi e con le domande dei cittadini. Il candidato del centrodestra, invece, è alla sua prima esperienza. Vive di luce riflessa e gode dei vantaggi di avere un fratello parlamentare. Forse per questo, se mal consigliato, rischia di incappare in gaffe ed ingenuità. Oggi, per esempio, all'improvviso si è scoperto nemico dei costruttori cosentini e li ha accusati di "aver sac-

cheggiato Cosenza, di aver preso senza dare, di non aver nessun rispetto per il commercio e per il turismo". Belle parole, ma solo belle e inutili parole messegli in bocca, magari, da chi non conosce la sua storia e la sua provenienza. Perché queste stesse affermazioni Occhiuto non le ha pronunciate da presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Cosenza, alla cui guida è stato per diversi anni? E' proprio sicuro il candidato a sindaco del centrodestra di non annoverare tra i suoi più convinti sostenitori anche alcuni di quei costruttori "selvaggi ed irriconoscenti" di cui oggi, all'improvviso, egli sembra imprudentemente prendere le distanze? Il Coordinamento cittadino della Lista Cosenza Domani -Con Paolini Sindaco

NON SI FA LOTTA POLITICA SULLA PELLE DEI LAVORATORI Prende una brutta piega la campagna elettorale se politici consumati che dovrebbero avere senso di responsabilità trasformano la lotta politica in negazione di diritti a danno dei più deboli. La città ha avuto modo di vedere, ormai da settimane, i lavoratori delle case di cura impegnati a difendere i propri diritti davanti alla sede dell'ASP di via Alimena responsabile della politica sanitaria per la città e per la provincia. I lavoratori delle case di cura e dei laboratori chiedono di essere pagati per il lavoro svolto che non viene retribuito ormai da mesi. Del problema si è fatto carico il presidente dell'AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Enzo Paolini che rappresenta gli interessi di tutte le case di cura, il quale insieme al presidente dell'ASA (Associazione Strutture Accreditate) Francesco Bilotta ha siglato un accordo che prevede il pagamento di prestazioni erogate che risalgono al 2004. L'accordo, cui si è pervenuto dopo lunga trattativa "dovrebbe sbloccare le risorse economiche in favore delle strutture sanitarie consentendo così il pagamento degli stipendi ai lavoratori ormai in arretrato da troppo tempo. Per quanto riguarda i laboratori l'iniziativa di Paolini e Bilotta unitamente alla disponibilità dei rappresentanti dell'ASP di Cosenza dovrebbe portare a soluzione le problematiche in termini di ritardo nei pagamenti".Questo si poteva leggere in un comunicato emanato dall'AIOP e dall'ASA dopo l'accordo siglato con l'ASP. Su questo accordo interviene ora Nicola Adamo il quale, con un'interrogazione al governatore Scopelliti, dopo aver chiesto di sapere "se è vero che all'ASP di Cosenza in questa fase siano stati adottati provvedimenti di lodi arbitrali e transazioni per liquidare ad alcune strutture sanitarie accreditate prestazioni erogate negli anni pregressi" sollecita a Scopelliti nella sua qualità di Presidente della giunta regionale e commissario governativo di esercitare un tempestivo controllo finalizzato al blocco di tali provvedimenti che sarebbero manifestamente in contrasto con le direttive regionali e quasi certamente incorrerebbero in palesi violazione di legge. Lasciando da parte l'ipotesi puramente strumentale di palesi violazioni di legge in cui si incorrerebbe, Adamo non esita a chiedere il blocco di un provvedimento dal quale discende la possibilità per i lavoratori delle case di cura e dei laboratori di vedere riconosciuti i propri diritti. Spingendosi più oltre su un terreno di analisi che non gli appartiene, Nicola Adamo si avventura a ipotizzare l'esistenza di un conflitto di interessi in quanto l'accordo sottoscritto, oltre ai compensi alle case di cura, prevede anche il pagamento dei compensi maturati dagli avvocati che ne hanno tutelato gli interessi.Anche a non voler tenere conto della astrusa interpretazione che Adamo intende dare dell'accordo, rimane

il fatto che Nicola Adamo non ha alcuna esitazione a chiedere il blocco di un accordo che non solo non viola alcuna legge ma risponde, in termini concreti, alla protesta dei lavoratori che da mesi attendono di essere pagati. Ci deve essere un limite alla lotta politica e non si può scivolare così in basso fino al punto di negare i diritti dei più deboli.Se proprio Nicola Adamo ce l'ha con gli avvocati e non con gli architetti, poteva limitarsi a chiedere il blocco dei compensi agli avvocati e non a mettere in discussione, diritti dei lavoratori delle case di cura e dei laboratori. Hanno famiglia anche loro e non godono delle garanzie, a fine mese, che valgono per i lavoratori degli ospedali in quanto le loro prestazioni rientrano nell'attività di impresa. Loro col debito sanitario accumulato anche con responsabilità di Nicola Adamo, non c'entrano. Loro sono legati, purtroppo, ai rischi che corre l'imprenditore. Fare lotta politica sulle loro difficoltà riflette un cinismo avventuroso quanto irresponsabile.Se non se ne vergogna lui, ce ne vergogniamo noi ad onore del suo passato. Lista Telesio

OCCHIUTO: EDILIZIA DI QUALITÀ "La riqualificazione della città deve avvenire seguendo criteri di qualità, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge per favorire lo sviluppo edilizio". Lo ha detto, Mario Occhiuto, candidato a sindaco per la città di Cosenza, nel corso di un incontro con un gruppo di costruttori. "Vi è la necessità- ha continuato Occhiuto- di una rigenerazione complessiva della città che passa anche attraverso la costruzione di nuova edilizia di qualità che rispetti gli spazi pubblici, liberi e il verde. A tal proposito promuoveremo un programma di riqualificazione complessiva che si focalizza su tre punti: il mix funzionale; l'edilizia sostenibile; il verde diffuso. Bisogna tendere all'equilibrio zonale, evitando di ingolfare e far implodere la città. C'è tanto da fareha aggiunto il candidato a sindaco- penso anche alla rottamazione dei vecchi edifici che vanno ricostruiti seguendo i moderni principi. I proprietari di queste case "vecchie" avrebbero la possibilità di cambiare la loro abitazione con un'altra appena costruita, ottenendo in cambio del trasferimento l'incentivo volumetrico (in termini di "stanze in più"). Saturata la necessità abitativa dei residenti, le abitazioni eccedenti possono essere messe sul mercato a prezzi calmierati e con strumenti facilitati di accesso al credito, in modo da consentire l'acquisto di una casa per tutti, assegnando una corsia preferenziale alle giovani famiglie. La città sostenibile che abbiamo in mente- ha detto ancora- è una città facile da vivere, perché i livelli di accessibilità e fruizione delle attrezzature, degli spazi e dei servizi rispettano standard di qualità e di efficienza elevati. Siamo convinti- ha concluso Occhiuto - che la stragrande maggioranza dei costruttori cosentini condivide questa nostra visione. Una città costruita sui criteri di qualità e sostenibilità, consente, inoltre, di elevare il valore commerciale del costruito, rispondendo al tempo stesso ai bisogni della collettività". Mario Occhiuto

direttore responsabile Antonlivio Perfetti Direzione-Amministrazione Via De Rada, 68 - Cosenza Telefono 0984.23253

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n.16 - 23 aprile 2011

BAGNO DI FOLLA CON PAOLINI E VENDOLA

CAMBIARE È POSSIBILE Sono amico di Nichi Vendola da oltre 30 anni. Abbiamo intrecciato insieme passioni e sentimenti nella Roma degli anni '70, quelli passati alla storia come gli anni di piombo ma che per noi sono stati anche gli anni della nostra formazione della consapevolezza politica. Poi abbiamo avuto percorsi diversi che ci hanno condotto sin qui su questo palco. Lui è il governatore di una Regione dalla quale i giovani non vanno più via ma nella quale i giovani pugliesi ritornano. E' il presidente che ha coniugato la cura dei valori della tradizione e dell'eliminazione delle disuguaglianze, con l'entusiasmo per l'innovazione tecnologica e per la valorizzazione del merito. Io sono il candidato sindaco di questa città, uno che negli anni successivi in cui Nichi interpretava la meglio gioventù, quella di un giovane parlamentare del sud, ingombrante componente della commissione antimafia, dal canto suo interpretava il socialismo riformista nel Consiglio comunale di Cosenza in un decennio che ha lasciato una traccia indelebile nella storia, nell'animo e nel cuore di tutti i cosentini. Ecco perché io stasera non farò la mozione degli affetti, non aprirò l'album dei ricordi, non leggerò in pubblico lettere private. La mia è una lunga lettera pubblica durata dieci anni che ciascuno di noi custodisce pensando che forse non è poi tanto difficile far ritornare il rispetto delle istituzioni, la solidarietà sociale, il sostegno alla cultura, la difesa dell'ambiente. Anzi, possiamo dire che con l'avvio di questa campagna elettorale tutto sta cambiando. A cominciare dall'approccio dei partiti. Io mi sono candidato sostenuto da liste civiche, i socialisti di Cosenza Domani e di Lista Telesio, i liberali, i riformisti di Giovine Cosenza, i cattolici di Movimento Per. Poi sono venuti i partiti della coalizione di centrosinistra.E qui ho colto subito la brezza nuova, il vento fresco della bella politica, quella sera del tardo inverno cosentino non mi è stata posta alcuna condizione, alcuna rosa di assessori, non mi è stato chiesto alcun posto di sottogoverno, mi è stato solo chiesto di scrivere insieme il programma da interpretare poi insieme in Consiglio Comunale.I partiti hanno ricominciato a fare i partiti. Si sono ripresi il ruolo che assegna loro la Costituzione, quello di elaborare progetti, di spingere l'amministrazione a realizzarli, di approvare gli stanziamenti finanziari necessari di giudicare l'operato del governo. Non di occupare le Istituzioni al solo fine di gestire il potere.Tutto sta cambiando. Uno straordinario gruppo ha scritto il programma dei prossimi cinque anni. L'abbiamo presentato il 18 aprile all'Archivio di Stato ed è, a giudizio di tutti, finalmente un compendio di cose realizzabili, con l'indicazione del cosa, del come, del quando, delle risorse necessarie. Ispirato a quattro valori che ho detto, concentrato sui servizi indispensabili, decoro urbano, manutenzione, pulizia, acqua, rifiuti, energia, assistenza ai disabili, condotto dalla cultura, dalla solidarietà sociale e dal recupero della nostra identità anche urbanistica con il riavvio della riqualificazione del centro storico, improntato all'ascolto ed alla condivisione e finalizzato ad un obiettivo: il lavoro. Un lavoro libero, dignitoso, visibile e remunerato non solo il giusto ma nel tempo giusto. E poi le visioni, quelle che un Sindaco deve poter trasmettere ai propri cittadini, quella evocata da una parola magica cioè la parola innovazione che ci consentirà di creare ricchezza, di connetterci all'immenso serbatoio di intelligenze che è l'Università, di mantenere qui a Cosenza i cervelli in fuga verso altre parti del mondo, di costruire il villaggio delle conoscenze e del nuovo nella parte antica della città e di creare, entro il mandato, tanti nuovi posti di lavoro. Non dobbiamo permettere a nessuno di dire che il cambiamento è impossibile. Troppe volte in questi anni ho visto scuotere la testa. Non lasciate dire a nessuno che parlare di ingiustizia sociale e protestare è inutile o peggio rischioso. Il

Il comizio di Enzo Paolini

vero rischio è voltarsi dall'altra parte. Io ho voglia di guardare tutti dritto negli occhi, e di dire che noi dobbiamo essere il Sud che non si lamenta e che non tace, ma vuole far sentire forte la sua voce in questo Paese dove c'è chi vuole stravolgere la Costituzione, vuole cambiare l'art. 41 quello che dice che l'iniziativa economica privata è libera purché non in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà alla dignità umana. Io sono un liberale e sono a favore della libera impresa ma penso che un Paese che cancelli questo concetto impoverirà in breve e non si arricchirà. L'ho già detto: noi da questa città faremo sentire la nostra opposizione affinché Calderoli e Scilipoti non cambino ciò che hanno scritto Einaudi e Terracini.Cosa porto con me in quest'avventura: qualche affinità con Nichi; anch'io come lui ho avuto qualche problema con l'ordine costituito ma avevamo ragione: sono stato finanche arrestato quando insieme ad una donna dolcissima e fortissima che si chiamava Adele Faccio siamo stati denunciati perché volevano impedire che uno Stato impietoso ed irresponsabile costringesse le donne ad abortire nei sottoscala con i ferri da calza delle mammane o dai cucchiai d'oro delle cliniche private. Ed è nata la 194. Abbiamo avuto ragione quando giovane antimilitarista sono stato condotto a S. Maria Capua Vetere per affermare il diritto all'obiezione di coscienza contro le guerre e la violenza. Ed è nata la 172. Avevamo ragione a protestare a Comiso e contro le Centrali nucleari ed oggi vediamo con dolore che ci vogliono le tragedie del mondo per far capire che la ragione non sta sempre dalla parte degli interessi economici. Abbiamo ragione sull'antiproibizionismo e sulla "convivialità delle differenze". Una bellissima frase che a me, che sono stato il primo presidente del Consiglio Comunale di Cosenza che ha aperto le porte del Municipio ai parroci è sempre presente in ogni momento ed in ogni cosa che faccio. L'ha detto un grande sacerdote, amico di Nichi che ho conosciuto anche io. Don Tonino Bello. Un uomo fresco e pieno di accoglienza capace di trasmettere il senso dell'agire politico. Queste cose, che sono le mie e che sono anche affinità con Nichi le porto con me, in questa immersione nella mia città. Una città che conosco e che ho governato - bene, secondo ciò che tutti dicono - insieme ad un altro grande cosentino che qui però non voglio ricordare come tutti fanno, come un grande sindaco. E' stato un grande ministro della sanità.

Ma lo è stato per pochissimo tempo, solo sei mesi. In quei sei mesi ha cambiato la nostra vita introducendo il vaccino antipolio Sabin, vincendo la guerra che gli avevano dichiarato le grandi industrie farmaceutiche. E quando i poteri forti gli misero di fronte il problema della frigoconservazione delle dosi da mandare in tutti gli angoli più sperduti del paese, lui requisì i frigoriferi dei gelati quelli dei cornetti e dei camillini per dotare ogni ambulatorio del prodotto con il quale è stata sconfitta la poliomelite.Perché dico questo. Per dimostrare che non è la quantità di tempo a disposizione che impedisce di fare le cose giuste e perché una comunità che genera uomini con questa forza, questa passione questa visione solidale e questo coraggio può affrontare qualsiasi sfida. Per prima quella del servizio sanitario che non è una esclusiva dei governatori. Anche i sindaci devono far sentire la loro voce. Ed io che sono candidato Sindaco e che nella mia vita professionale rappresento la sanità privata dico, per l'ennesima volta e lo dirò sempre con tutta la forza necessaria, difendiamo il servizio pubblico che è fatto di straordinarie professionalità che lavorano - e bene - nelle strutture pubbliche e private. Le Istituzioni hanno il compito di guidare il processo che conduce a dare ai cittadini le migliori prestazioni senza spreco di denaro pubblico o nicchie di rendita, e, in primo luogo, rispettando il lavoro. Cosenza ha diritto di avere un ospedale moderno, all'avanguardia, dotato di mezzi e risorse per far fronte a qualsiasi problema ed a qualsiasi emergenza, e lo avrà. L'Annunziata tornerà ciò che è stata fino agli anni 90. Punto di riferimento ed eccellenza per l'intera regione. E su questo impegnerò da subito, istituzioni, partiti, sindacati, operatori, volontari e privati. Ciascuno dovrà fare la sua parte sotto la governance pubblica.Ho finito. Chiudo con una differenza tra me e Nichi. Io sono un giocatore di rugby, lui è un poeta. Di quei poeti che come mi ha fatto ricordare l'altro giorno un mio amico libraio a chi gli chiede cantami una canzone d'amore come fosse bandiera rossa, risponde cantami bandiera rossa come se fosse una canzone d'amore. Ecco, io canterò così questa campagna elettorale, perché anche io come lui voglio che i nostri giovani cosentini non tornino a casa per votare ma votino per tornare a casa, nella loro città. Grazie Nichi, amico mio, per essere qui.Enzo Paolini

Cs Oggi N.16 - 2011  

Cosenza Oggi N.16 del 23 - 04 - 2011

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