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AREA URBANA NUOVA SERIE N.11 - 19 MARZO 2011

OMAGGIO ......

LE PRIMARIE DEL PRIMO TURNO Sembrava che le "primarie" dovessero essere il passaggio necessario ed obbligato per la scelta dei candidati nelle competizioni elettorali. Il PD l'adozione di tale metodo di selezione l'ha messa, nero su bianco, nello statuto del partito senza tuttavia escludere ipotesi di deroga in situazioni particolari. Il centrodestra, egemonizzato dalla leadership di Berlusconi, non prevede primarie per la selezione dei candidati ma considera positivo, almeno in alcune frange, il metodo selettivo delle candidature. Tutto questo in teoria perché, nella pratica, l'applicazione delle primarie ha dato risultati poco incoraggianti.Hanno funzionato le "primarie" organizzate a tavolino dove il candidato veniva, di fatto, prescelto e contrapposto a candidati concorrenti anch'essi prescelti per non costituire minaccia per il risultato programmato. E' andata così per Prodi a livello nazionale, è andata così per Agazio Loiero a Lamezia nel 2005. E' andata così anche per Marco Minniti quando gli proposero di farsi carico della segreteria regionale. Furono primarie concordate, aggiustate, predisposte che diedero luogo alla feroce battuta: "le chiamano primarie perché decidono "prima" chi deve risultare vincitore nel confronto". Quando sono state primarie "vere", si è andati incontro a sorprese come la nomination di Niki Vendola in Puglia, Pisapia a Milano, il candidato di Bassolino a Napoli dove hanno votato elettori cinesi. E' andata meglio a Torino dove Fassino ha vinto alla grande. Le "primarie", dunque, che non hanno niente a che fare con le primarie americane, possono funzionare se applicate correttamente come metodo di selezione controllata ma non funzionano se sono esposte all'incidenza delle clientele e dei consensi esterni sia all'appartenenza che all'area elettorale di riferimento. Come dire che per tagliare le gambe ad un candidato temuto, lo schieramento avversario inquina il voto per far emergere il candidato più debole. Questo spiega perché in alcune "primarie" i partecipanti al voto sono risultati più del doppio dei voti conseguiti dal partito nelle consultazioni elettorali. Ma se si possono truccare o comunque addomesticare le primarie di partito,non sono addomesticabili alle convenienze di partito le primarie fatte col corpo elettorale, ovvero il primo turno di una consultazione elettorale che preveda il secondo turno. E' quanto accadrà il 15 maggio se i candidati a sindaco, nei 4 capoluoghi di provincia, saranno numerosi così come è nelle previsioni. La domanda è se più candidati a sindaco sono espressione del disfacimento dei partiti oppure di una dialettica democratica meno imbrigliata e meno dipendente dalle oligarchie che si formano ai vertici dei partiti con la conseguente calcificazione della vita democratica interna. Le rotture avvenute all'interno del PD calabrese, l'allontanamento di talune figure ingombranti e consolidate, aprono nuovi spazi e consentono il rigenerarsi dei gruppi dirigenti. Non è poco e se qualcuno si accinge a interpretare avventure corsare per l'elezione a sindaco, sarà interessante confrontare quanti consensi controllava con le primarie truccate e quanti ne raccoglie di consensi con le "primarie di primo turno" che non eliminano il voto di scambio ma offrono sufficiente trasparenza del credito effettivo ottenuto dall'elettorato.-

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CANDIDATURE

POKER CHIUSO

il contrario, atteso che dall'accordo si sono chiamati fuori soltanto i socialisti di Incarnato e la Federazione dei comunisti. E' altresì vero - e questo va riconosciuto - che sul versante cattolico del PD si sono registrate lamentele per come si è proceduto all'eliminazione della ricandidatura di Perugini, decisione rispetto alla quale si mette in discussione il metodo più che il merito. Organi d'informazione non estranei al gioco politico riferiscono di un congelamento della candidatura di Paolini che non esiste in nessuna dichiarazione di dirigenti del PD, sia romani che cosentini. C'è soltanto il problema di non creare divaricazioni fra la decisione presa dal coordinamento del partito e gli amici di Perugini che lamentano di non essere stati tenuti nella dovuta considerazione. Ma è lo stesso Villella a riconoscere che sia Maiolo che Perugini meritano rispetto e che il loro ruolo nel partito va considerato irrinunciabile. Da qui però a sostenere che i cattolici ex-Margherita avrebbero preclusioni politiche pregiudiziali nei confronti di Paolini ce ne corre anche perchè Paolini, da laico, può vantare nei confronti dei cattolici cosentini sensibilità ben note a chi li rappresenta..

Per la scelta del candidato a sindaco del centrosinistra non esiste un caso Cosenza, come vorrebbero far credere i malpancisti e mal mostosi che hanno avuto da ridire sulla scelta dell'avvocato Enzo Paolini ma è certamente vero che a Roma, nella sede del PD di Largo Nazzareno, qualche spiegazione si è dovuta dare sul come si è arrivati alla scelta di Paolini. A spiegarlo dettagliatamente sono stati Bruno Villella, coordinatore provinciale del PD e Mario Oliverio, presidente della Provincia. Non ci si è dilungati molto, perché a livello di addetti ai lavori, tutti sanno che la candidatura di Paolini, al tavolo del centrosinistra, è risultata vincente dopo una analisi comparata delle opzioni possibili.Se si fosse insistito su nominativi per i quali ci si era già pronunciati negativamente,partner della coalizione avrebbero scelto autonomamente di sostenere la candidatura di Enzo Paolini, considerata politicamente e pienamente compatibile con l'area del centrosinistra dopo il comizio di apertura della campagna elettorale fatta al Modernissimo. Sulla candidatura di Paolini è accaduto il contrario di quello che si vorrebbe far credere e cioé: non è vero che sulla sua candidatura si è spaccato il centrosinistra ma a pagina

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Ferdinando Aiello

INDIETRO NON SI TORNA

RENDE E SERENA ARCURI SE NE VA


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n.11 - 19 marzo 20101

CENTROSINISTRA

MA PAOLINI NON È IL “PAPA NERO” Si è fatto riferimento ai tavoli del centrosinistra, dove sono note le difficoltà incontrate nell'individuazione del candidato a sindaco, alla necessità di dover guardare fuori dai partiti, al di là delle appartenenze e, come è successo nella storia dei conclavi della chiesa, pensare a un "papa nero", ovvero straniero a Roma, per superare le candidature contrapposte sponsorizzate dalle potenti cordate cardinalizie. E' una metafora un po' avventata, sproporzionata per una candidatura a sindaco, ma dà il senso delle opzioni che si ponevano al tavolo del centrosinistra. Alla fine la decisione presa è stata quella di convergere sulla candidatura di Enzo Paolini, già in campo con le sue liste civiche d'ispirazione laica, socialista e liberale e tanto è bastato per far dire a qualcuno che si era optato per il "Papa Nero", a significare che il centrosinistra, ed il PD in particolare, non era riuscito ad esprimere un proprio candidato, segno questo di debolezza politica. Tutte le opinioni,soprattutto in politica, sono ammissibili e rispettabili, compresa quella del "papa nero", ma non si può priE Paolini vare una si è visto piovere addosso persona del- “fuoco amico” finalizzato a la sua sto- spogliarlo della sua identità ria, politica e della sua storia politica e personale, delle battaglie combattute, dei ruoli avuti, inventandosi strumentalmente "collusioni col nemico", trasformando e piegando ruoli e incontri istituzionali ad abboccamenti politico-elettorali.-

E non è tutto. La segreteria di Paolini ha ritrovato fra le carte il fac-simile di una scheda elettorale nella quale il nome di Paolini è sbarrato accanto al simbolo della lista denominata "CON PERUGINI", cioè a supporto della candidatura a sindaco di Salvatore Perugini, l'attuale sindaco. C'è da riflettere a quali sbandamenti si va incontro quando la ragione è accecata da pulsioni emotive e incontrollate.Per contrastare la candidatura di Paolini si dovrebbero opporre ragioni di profilo politico o di dissenso sul programma delle cose da fare, senza dover ricorrere all'invenzione del "papa nero" che non regge. Per ultimo le "collusioni col nemico" che troverebbero conferma in un incontro avuto da Paolini con Miccichè, sottosegretario dell'Economia nel governo Berlusconi. Ha spiegato Paolini che non solo ha incontrato Miccichè ma anche i ministri Fazio e Sacconi e, probabilmente, li incontrerà ancora così Paolini non solo come inha incontrato Miccichè ma anche i ministri Fazio contrava i ministri del e Sacconi governo e, probabilmente, Prodi semli incontrerà ancora... pre nella qualità di presidente nazionale dell'AIOP, l'associazione delle case di cura che Paolini presiede come manager e non come proprietario di case di cura o detentore di quote di partecipazione in case di cura. Così come ieri incontrava Loiero ed oggi incontra e continuerà ad incontrare Scopelliti sempre nella veste di presidente AIOP.L'ultima occasione è stata l'inaugurazione del reparto di ematologia all'Annunziata. Paolini ha tagliato il nastro insieme a Scopelliti il quale ha sentito il bisogno, davanti a taccuini e telecamere, di ammonire a non fare confusione politica: "Io sono una cosa e Paolini è tutt'altra cosa" ha affermato il governatore riferendosi alle rispettive identità politiche.-Ma era risaputo,malafede a parte.

E' quanto è accaduto ad Enzo Paolini che, all'indomani della sua nomination a candidato a sindaco per il centrosinistra, si è visto piovere addosso "fuoco amico" finalizzato a spogliarlo della sua identità e della sua storia politica. Paolini, cioè, diventa un candidato apolitico (cioè che non ha storia e posizioni politiche), che non appartiene alla storia della sinistra cosentina e che, addirittura, ha "cercato sponde" per diventare candidato del centrodestra. Ce n'è quanto basta per considerare che ci si trova di fronte ad una reazione scomposta, intellettualmente e politicamente disonesta perché contraddetta dai fatti e nemica della verità. Ma siccome la partita si gioca di fronte all'opinione pubblica ed al corpo elettorale è bene che ognuno si assuma la responsabilità delle proprie affermazioni soprattutto quando queste, alla luce di una campagna elettorale già iniziata, assumono le caratteristiche della diffamazione consapevole.I fatti, la storia, la vita vissuta da Paolini dicono tutt'altra cosa e sono stati puntualmente ricordati al cinema Modernissimo all'apertura della sua campagna elettorale.A parte la sua esperienza accanto a Giacomo Mancini in un ruolo di primo piano nei 10 anni in cui "il vecchio leone socialista" ha governato la città, contano i precedenti da "radicale" e le successive candidature in liste socialiste e ambientaliste.Il Quotidiano della Calabria ha pubblicato, a corredo di una intervista fatta a Paolini, la foto del manifesto elettorale in cui Paolini è candidato, sotto il simbolo della Quercia, per i DS in un collegio della città per il consiglio provinciale.-

In alto, il manifesto della candidatura di Paolini nel 1999 Sotto, il fac-simile delle elezioni comunali del 2002 A destra, Paolini con Giacomo Mancini A centro pagina Enzo Paolini col governatore Scopelliti taglia il nastro del reparto di Ematologisa


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n.11 - 19 marzo 2011

“PER” il bene comune Il Movimento Per (Partecipazione e Rinnovamento), nato nella scorsa primavera, apprende con grande soddisfazione l'adesione da parte dei partiti di centrosinistra alla candidatura a Sindaco dell'avv. Enzo Paolini. Da alcuni mesi il Movimento lavoro alla costruzione di liste civiche intrattenendo un dialogo serio e costruttivo con Paolini per condividere un percorso partecipato e rinnovato, al fine di catalizzare le migliori energie della società civile, lasciate da tempo emarginate. Filo conduttore dei rapporti intrattenuti è la richiesta di impegno e responsabilità. Non basta lamentarsi e stare alla finestra. E' arrivato il tempo del dialogo . Ed il dialogo comincia con l'ascolto dell'altro. E' necessario incamminarci verso un percorso comune di riscatto. Che è un riscatto sociale, civile e culturale ma anche di giustizia e legalità. Un riscatto per tutti i cittadini. Senza più utilizzare il bi-

COMUNICATO STAMPA

sogno del singolo come leva al potere. Una sinergia, quella con Paolini, che non mancherà di dare risultati non solo in termini quantitativi (il Movimento, infatti, parteciperà con le proprie liste alla competizione elettorale) ma anche e soprattutto in termini qualitativi, per diffondere (con effetto moltiplicatore) la necessità della partecipazione attiva e consapevole, principio irrinunciabile per un rinnovamento reale della politica e della sua classe dirigente, il tutto con spirito di servizio e con dichiarata passione.

INDIETRO NON SI TORNA Detto questo bisogna avere comprensione per le Premesso che bisogna avere rispetto per il travarimostranze di quanti erano conglio che sta vivendo il PD,impevinti sostenitori della ricandidatugnato ad assorbire manifestazioni ra di Salvatore Perugini ma li inviminoritarie di dissenso per la scelterei a valutare realisticamente la ta di Enzo Paolini a candidato a sinposta in gioco con un centrodestra daco,bisogna evitare,per non abagguerrito e mobilitato a conquibassare il profilo politico di tutto il stare Palazzo dei Bruzi. centrosinistra,di ridurre il dissenso A Perugini va riconosciuto di avea questione procedurale o all'interre operato al meglio nelle condipretazione dello Statuto del PD. zioni peggiori ma bisogna guardaC'è un aspetto politico che va prere avanti e comprendere le ragioni so in considerazione per portare a di chi nella coalizione ha chiesto disintesi nel PD posizioni minoritascontinuità. rie ma non bisogna dimenticare che Paolini è il candidato che ci conEnzo Paolini è il candidato di tutto sente di affrontare il voto del 15 il centrosinistra e non del solo PD. maggio nelle migliori condizioni Più precisamente al tavolo della possibili e col maggiore grado di coalizione la candidatura di Paolini coesione politica. è stata posta anche dai partiti allea- Ferdiinando Aiello ti del PD e non si vede,quindi,come un articolo delSINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' lo statuto di un singolo partito possa mettere in diFerdinando Aiello scussione una decisione collegiale di coalizione.

Siamo certi che Paolini continuerà ad onorare la sfida che ci attende, contribuendo alla vera rinascita della città di Cosenza, per il bene comune. Il presidente Domenico Passarelli Il coordinamento del Movimento Per Antonio Farina Franco Silano Giuseppe De Marco Felice Antonio Giocando

Lo dicono i partiti della coalizione di centrosinistra che hanno portato al tavolo la candidatura di Enzo Paolini insieme al PD. Non rilasciano dichiarazioni polemiche per rispetto delle vicende interne del PD, dove permangono grumi di dissenso per la mancata ricandidatura di Salvatore Perugini. Ma indietro non si torna - spiegano . perché della candidatura di Paolini, pienamente compatibile con l'area politica del centrosinistra, sono profondamente convinti in termini politici. Se pure ci fosse- ma non c'è - un "congelamento" della candidatura in qualche organismo del PD, le loro posizioni non cambiano. Sarebbe poco serio e poi-fanno osservare- non bisogna dimenticare che il nome di Paolini è uscito dal tavolo delle candidature come il candidato del centrosinistra tutto e non di un singolo partito. Le ragioni di un ipotetico "congelamento", dunque, dovrebbero essere espressione di una scelta di tutto il centrosinistra di cui non se ne vede la ragione. Insomma, sembra di capire, indietro non si torna perché diversamente si torna alle inconcludenti riunioni che agli occhi dell'elettorato non fanno guadagnare punti e la candidatura di Paolini resterebbe in campo comunque perché c'era già.-Su questa candidatura il centrosinistra si è trovato d'accordo e con questa candidatura si può battere il centrodestra.

IL PESO DELLA SOCIETÀ CIVILE Se fa un gran parlare, per le amministrative di maggio, del ruolo che deve avere la società civile nell'elezione della nuova rappresentanza politica in consiglio comunale e nella elezione del nuovo sindaco. Per la società civile, quando si parla di politica, si intende quel segmento di società e di corpo elettorale che non è iscritto ai partiti, non partecipa all'attività dei partiti e vive con proprie sensibilità il rapporto con le istituzioni, con chi le rappresenta e ne giudica l'operato. All'interno della società civile così intesa operano associazioni culturali,movimenti civici,associazioni di volontariato che si muovono e agiscono fuori dall'autoreferenzialità dei partiti e dei loro potentati.Ed è nella società civile che nasce e fermenta l'antipolitica e l'allontanamento sempre più massiccio dai partiti che si esprime con l'alto tasso di astensionismo al momento del voto. Da qui l'impegno dei partiti a recuperare il rapporto con la società civile per condividere battaglie comuni, d'interesse generale, restituendo ai

partiti il ruolo di mediazione sociale.In questo sforzo è impegnato particolarmente il PD, almeno nelle dichiarazioni del segretario Bersani, il quale cerca esplicitamente "alleanze" con la società civile.L'impegno di Bersani a cercare queste alleanze a Cosenza trova resistenze in frange del PD dove si continua a ragionare in una logica di appartenenza dalla quale discende che le candidature vanno considerate in base all'appartenenza al partito e non già al grado di affidabilità e credibilità del candidato per interpretare i bisogni e le aspettative della città. Ancora centrodestra e centrosinistra non hanno presentato le loro liste e sul campo ce ne sono già almeno 10 come espressione della società civile. Se,dunque,c'è un interesse reale a fare alleanze, bisogna essere conseguenti e non demonizzare che si candida fuori dalle appartenenze.-Hanno fatto il loro tempo e non c'è giorno che non vadano in crisi. Valgono le intese sui valori e sui programmi.


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n.11 - 19 marzo 2011

RENDE

E SERENA ARCURI SE NE VA La primavera di Rende sembra finire ancor prima di iniziare, a partire dall'ennesima riunione con il Popolo della Libertà nel corso della quale sarebbe dovuto uscire il nome del candidato da opporre a Vittorio Cavalcanti. Non solo non è stato deciso alcun nome ma neppure l'accordo tanto atteso è stato in realtà siglato.E se non bastasse,arriva anche l'abbandono della primavera rendese da parte di quello che poteva essere uno dei più qualificati nomi da proporre come candidato a sindaco,che è quello di Serena Arcuri.La decisione dell'ex-vice sindaco di lasciare l'iniziativa politica che avrebbe dovuto promettere battaglia alla leadership di Sandro Principe arriva, quindi, dopo l'ennesima indecisione e dopo che il centrosinistra ha già rinsaldato il proprio schieramento con la candidatura a sindaco dell'avv. Cavalcanti e la candidatura a capolista del PD rendese di Sandro Principe in persona. La messa in campo di ulteriori nomi da proporre al PDL ha fatto tirare le somme a Serena Arcuri, che decide di abbandonare il campo e lo spiega bene in una nota:"Premesso che mi ero avvici- Serena Arcuri nata al movimento politico e di pensiero denominato "Primavera di Rende"-afferma Serena Arcuri-in quanto gruppo aperto ad accogliere persone dalla diversa provenienza politica sul territorio che convergevano in un programma riformista, liberale di rinnovamento della classe politica ed amministrativa rendese, sento il bisogno di precisare che,pur essendo onorata dei ripetuti inviti afar parte di una rosa di persone tra cui scegliere il candidato sindaco,non ho mai dato la mia disponibilità a sostenere tale incari- Vittorio Cavalcanti co,trattenuta da motivi ed impegni personali che mi fanno ritenere doverosa da parte mia una preventiva,approfondita considerazione,prima di prendere un impegno serio e importante,quale quello che mi si richiedeva". Fin qui è una dichiarazione diplomatica dovuta ma, più avanti, traspaiono le ragioni politiche che hanno portato all'abbandono del campo.

"Sciolgo ogni riserva in maniera pubblica e formale-afferma l'ex vice-sindaco che ruppe con Principe-per evitare che vengano fatte altre strumentalizzazioni del mio nome da parte di chi cerca di anticipare notizie alterando,però,la verità dei fatti. Non intendo ricoprire alcun ruolo politico-amministrativo,né far parte di alcun gruppo-taglia corto l'Arcuri - in quanto questa campagna elettorale si sta già presentando intrisa di personalismi e beghe di partito che non mi appartengono e che spero non coinvolgano le tante anime pure e realmente progettuali che riempiono le fila della Primavera". Fin qui la dichiarazione di Serena Arcuri che lascia il campo facendo trasparire una insufficienza di coesione politica nel cartello elettorale che vuole sfidare la leadership di Sandro Principe. Più verosimilmente la Questa campagna Primavera elettorale si sta e i comitati già presentando intrisa di personalismi civici scontano l'erroe beghe di partito... re di aver cercato di aggregare più sulla base di una ostilità emotiva che sulla base di un progetto politico. Inventarsi che a Rende c'è una tirannia da abbattere,alla fine,non regge mentre un avversario politico da sconfiggere per una idea di città diversa o alternativa è un obiettivo legittimo,credibile e verosimile. Il tempo dirà se Principe, candidando Vittorio Cavalcanti a sindaco,ha inteso dare inizio ad un nuovo ciclo politico proiettato sull'area urbana. Primavera e PDL hanno finora dimostrato di prepararsi a dover affrontare una campagna elettorale come le altre, con Sandro Principe un candidato a sindaco di stretta appartenenza principiana e inevitabilmente coinvolto nelle beghe rendesi .Cavalcanti non risponde a questo identikit e comunque la sua candidatura non vuol dire che Principe abdica,rinunciando al governo del "principato". La candidatura a capolista va nella direzione della regnanza che continua ed era una mossa scontata e prevedibile.Forse anche nota.

dalla

pri ma CANDIDATURE

POKER CHIUSO Paolini, più di altri, percorsi politici comuni e battaglie Altre credenziali di merito nei confronti dei cattolici, politiche condivise. Veramente singolare considerare fanno sapere dalla segreteria di Piazza 11 Settembre, "a-politica" la candidatura di uno che rivendica 10 anpossono essere date dall'Oasi Francescana e dalle parni di attività politica accanto a Giacomo Mancini e si rocchie della città. E, sempre per restare su come si rapdefinisce un socialista-liberale del 21° secolo. Per i soportano i cattolici con la candidatura di Paolini, non si cialisti si presentano ora, salvo ripuò far finta di ignorare che il movimento civico "Partecipazione e Per i socialisti si presentano pensamenti, due opzioni: la prima è quella di correre l'avventurinnovamento" di chiara ispiraora, salvo ripensamenti, ra corsara di un terzo polo guizione cattolica ha già aderito con due opzioni: la prima dato da Nicola Adamo... La seun proprio documento alla candiè quella di correre conda opzione, figlia della prima, datura a sindaco di Paolini, anl'avventura corsara è che dovranno rassegnarsi, una nunciando di concorrere con una di un terzo polo guidato volta che si chiamano fuori dal propria lista. Il movimento preda Nicola Adamo... centrosinistra e ne diventano, ansieduto dall'architetto Domenico zi, antagonisti, a lasciare le posizioni di governo che Passarelli fa riferimento a quell'area di cattolici indihanno nelle giunte al comune, alla provincia e in altri pendenti dalle appartenenze politiche e che si riconocomuni. Una decisione non facile ma che, in ogni cascono come forza attiva della società civile. Il moviso, andrebbe rispettata. mento di "Partecipazione e Rinnovamento" vuole conPer la Federazione dei comunisti, che si è riunita per dividere con Paolini, si legge nel documento, "un perfare il punto, nessun ripensamento sul "no" alla candicorso partecipato e rinnovato al fine di catalizzare le datura di Paolini. Ma tale decisione diventa ininfluenmigliori energie della società civile, lasciate da tempo te se si considera che Sinistra Ecologia e Libertà è staemarginate". ta la prima forza politica a dichiararsi convinta della Quanto ai socialisti che si sono riuniti in esecutivo procandidatura di Paolini e a sostenerla al tavolo del cenvinciale, viene confermata la loro contrarietà alla cantrosinistra dove i rapporti con la Federazione dei codidatura di Paolini. Sorprende questa posizione dei somunisti sono sempre di netta contrapposizione. cialisti che dovrebbero trovare nella candidatura di

In ultimo, a non voler escludere alcuna ipotesi, sarebbe veramente interessante per la vita democratica della città, che si formasse davvero un terzo polo di sinistra con frange socialiste, comuniste ed ex PD da sottoporre al giudizio del corpo elettorale. Ma è un bluff che non tiene conto delle carte che sono già uscite sul tavolo di un poker politico che tutti danno per concluso. L'isolamento di Nicola Adamo, impegnato in manovre anti-partito, era il quarto asso che mancava per chiudere il poker delle candidature. Aveva altri progetti. Il terzo polo che annuncia è solo guerra di trincea.

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Cs Oggi N.11 - 2011