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AREA URBANA NUOVA SERIE N. 86 - 16 FEBBRAIO 2013

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PALAZZO DEI BRUZI

SENZA MAGGIORANZA E SENZA DEMOCRAZIA Sull'ultima seduta del consiglio comunale, chiamato a discutere e votare l'adesione al piano Salva Comuni per evitare il dissesto, non è stato detto e scritto tutto. A cominciare dallo schieramento spropositato di forze dell'ordine per fronteggiare non si è capito quale sommossa e quali minacce di assalti al palazzo. Giunto in Piazza dei Bruzi per partecipare ai lavori del consiglio, ho sentito il dovere di farmi spiegare cosa stesse accadendo e perché, essendo pubblica la

CANDIDATURE E RAPPRESENTANZA POLITICA

NOMINATI ALLO SBARAGLIO Vederli metaforicamente accapigliarsi sulle sorti della sanità calabrese dopo averla portata a livelli da quarto mondo con i governi regionali sia di centrode-

Il porto di Gioia Tauro

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MARCO MINNITI CAPOLISTA PD

GLI NEGANO LA CALABRESITÀ Mario Occhiuto

Su Marco Minniti, quotata intelligenza della sinistra meditabonda, e sul suo fulgido percorso politico si pronunceranno gli storici, quando sarà, tenendo anche

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Marco Minniti

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SOLUZIONE GENIALE

FESTIVAL DI SANREMO

L’IMMONDIZIA IN PUGLIA

L’AUTOGOL DI CROZZA

In attesa di mandarla in Germania o nei Paesi Bassi, per ora 800 tonnellate di spazzatura prodotta in Calabria vanno in Puglia, la regione governata da Nichi

Il festival della canzone che porta il nome di un santo che, a quanto pare, non esiste, è occasione annuale di una guerra di polemiche che, alla fine, costituia pagina

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BERSANIANI E RENZIANI

LA CAMPAGNA ACQUISTI DEL PD

MAGORNO SFIDA L’APPARATO Volevano impedirgli di tenere una manifestazione elettorale a S. Agata d'Esaro col sindaco renziano Branda ed altri amici che hanno sostenuto in Calabria il proa pagina

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Maurizio Crozza

Ernesto Magorno

Se il PD è ridotto a simulare adesioni di soggetti provenienti da altri partiti del centrosinistra, vuol dire che è messo male e non deve essere molto sicuro del risultato delle urne. Sta di fatto che a pagina

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Mimmo Talarico


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n. 86 - 16 febbraio 2013

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PALAZZO DEI BRUZI

SENZA MAGGIORANZA E SENZA DEMOCRAZIA seduta del consiglio, si impediva ai cittadini di accedervi per assistere ai lavori. La spiegazione che mi è stata data è che si temevano azioni di disturbo e incidenti da parte degli operai delle cooperative B che nei giorni precedenti avevano duramente protestato contro sindaco e amministrazione in carica. Si temeva, insomma. che disturbassero o impedissero lo svolgimento della seduta. La considero una valutazione arbitraria poiché mi risulta che erano soltanto interessati a seguire come veniva discussa la loro vicenda. Per altro, a voler concedere che poteva verificarsi qualche azione di disturbo, andava prevenuta con un adeguato servizio d'ordine. Non si sospendono i diritti dei cittadini per un eccesso di cautela ,diversamente non si vede quale ordine le forze preposte sono chiamate a garantire. Né può valere la preoccupazione dichiarata che, se non si votava, si andava al dissesto. La verità è che non si voleva la discussione, non si è voluto far sapere alla città come è stata e viene amministrata, come si formano i debiti fuori bilancio, cosa sono i residui attivi e i residui passivi rispetto alle disponibilità reali delle casse comunali. Né ci si può accontentare delle dichiarazioni dell'assessore al Bilancio, il quale ha spiegato il rischio del dissesto a modo suo, con un sovraccarico di tecnicismi per non fare capire in quali difficoltà versa il comune e, soprattutto, per non spiegare che ci sarà a carico dei cosentini una maggiorazione dei tributi ed un abbattimento della spesa che si rifletterà sui servizi ai cittadini. In pratica si è voluto nascondere alla città la gravità della situazione e la vicenda delle cooperative è stata cinicamente strumentalizzata per chiudere la seduta del consiglio in una manciata di minuti senza discussione e confronto. Bisogna anche considerare che consiglieri di minoranza si sono resi disponibili per la riuscita dell'operazione ma, al riguardo, ognuno si assume le proprie responsabilità. Non metto in discussione il voto finale ai fini del dissesto ma è un fatto che la maggioranza politica non aveva i numeri per deliberare. Senza il sostegno dei consiglieri di minoranza non c'era il numero legale per procedere nei lavori. Qualcuno ne ha dedotto che la maggioranza è in crisi e che dovrebbe trarne le conclusioni ma personalmente sono del parere che le crisi si aprono quando, su questioni rilevanti per la città, emergono contrapposizioni e diversità di vedute non riconducibili a sintesi. I numeri hanno certamente importanza ma, non essendoci stata discussione, queste diversità non sono emerse e, quindi, si deve pensare che certe assenze rientrano in quella trattativa permanente fra segmenti della maggioranza per vedersi riconosciuto maggiore peso e visibilità politica. Può anche darsi che vi siano difficoltà e riserve politiche nel rapporto PDL-UDC ma, prendendo in considerazione ipotesi del genere, bisogna guardare al governo regionale dove si

gioca la sorte dell'asse PDL - UDC. Personalmente non vedo un collegamento fra i sussulti della maggioranza alla Regione, anche per le incertezze della campagna elettorale, e le criticità che emergono nella maggioranza a Palazzo dei Bruzi.Il sindaco Occhiuto sostiene che la maggioranza c'è e diventa ecumenico quando ha bisogno dei voti della minoranza ma è, a quanto pare,altrettanto determinato nel minacciare che, se la maggioranza viene meno, "si va tutti a casa." Devono essere in crisi i rapporti clientelari e gli interessi da tutelare. Quanto alla vita in città, alla sua qualità,all'efficienza dei servizi, a bisogni primari insoddisfatti non mi pare che ci sia da gioire.Lasciando da parte il diritto al lavoro con le sue tragedie quotidiane ma rispetto al quale, pur nei limiti normativi, l'amministrazione non manifesta grande sensibilità e la vicenda delle cooperative ne è la dimostrazione, c'è il problema della sanità e del diritto alla salute dei cittadini. Al di là delle dichiarazioni trionfalistiche e di pura propaganda, c'è la realtà drammatica in cui versano le strutture ospedaliere. Non si arresta l'emigrazione sanitaria fuori regione e non mi pare che la nuova organizzazione della rete ospedaliera dia risultati visibili. Tutt'altro. Ci sono interi territori rimasti senza o con scarsa copertura sanitaria. Se poi passiamo ad esaminare la gestione dei rifiuti, unitamente alla raccolta differenziata, non mi pare che abbia fatto progressi. Sembrava che il sindaco avesse trovato la soluzione definitiva visitando un comune del nord ma non si è saputo più nulla. Leggiamo che la gestione dei rifiuti in Calabria è una emergenza che preoccupa il governo centrale e quello regionale mentre per quanto riguarda Cosenza non è dato sapere a quali soluzioni si lavora. Per certo la soluzione non Palazzo dei Bruzi può essere la nomina di un'altra commissione d'inchiesta come per l'AMACO. Le commissioni d'inchiesta sono utili se affrontano con metodo rigoroso il problema, portando tutto alla luce, diversamente rientrano nei giochi del palazzo. Vedremo a quali conclusioni perverrà la commissione ma i bus vuoti sono sotto gli occhi di tutti, i collegamenti con l'università sono a zero, la circolare veloce si ferma a Campagnano, nell'area urbana non c'è un servizio di trasporto pubblico decente, i bus extra-urbani invadono ogni mattina la città in attesa che venga imposto come terminal, di arrivo e di partenza, Vaglio Lise, anche per liberare il centro città dell'inquinamento delle centinaia di bus che l'attraversano. E poi c'è il ruolo che deve avere una città capoluogo come Cosenza, che è richiamo per l'intera provincia e deve organizzarsi adeguatamente per assolvere a questo ruolo, dall'offerta dei servizi all'offerta culturale. Non mi pare che Cosenza abbia guadagnato punti in questa direzione, se non con le luminarie. Se può bastare, va bene così.Enzo Paolini

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CANDIDATURE E RAPPRESENTANZA POLITICA

NOMINATI ALLO SBARAGLIO

stra che di centrosinistra è uno spettacolo da non dimenticare di questa campagna elettorale di "nominati" allo sbaraglio. Intanto non li fila nessuno, non tanto per l'antipolitica che travolge tutti al di là degli schieramenti contrapposti,quanto perché non riescono ad attirare l'attenzione qualunque cosa dicono e, al riguardo, dicono ben poco. Replicano quello che si ascolta in Tv dai leader cui fanno riferimento. Una noia mortale. I candidati berlusconiani sono talmente modesti e insignificanti da non chiedergli nemmeno di raccontare barzellette come,invece,sa fare il loro capo carismatico quando non si esibisce in sbracati quesiti da caserma sul numero variabile degli orgasmi femminili. A sinistra le facce inespressive di candidati con storie modeste non hanno nulla che richiami gli "sbranamenti" minacciati da un iroso Bersani o le intelligenti ironie di Matteo Renzi. Calcificati nei numeri di primarie truccate,sono in attesa di passare da "nominati" a eletti,in forza di quella legge nata e concepita nella porcilaia di quella partitocrazia che non si vergogna, ruberie a parte, degli esosi rimborsi elettorali liquidati persino a partiti che non esistono più. Dicevamo che si accapigliano sulla sanità ed è sicuramente divertente vedere Scopelliti che viene chiamato per inaugurare una struttura o un distretto ospedaliero e Franco Laratta che, fotografi e telecamere al seguito,,il giorno dopo si reca sul posto a documentare che i cancelli sono chiusi e la struttura non funziona. Operazione politicamente meritevole per Laratta ma che dà la misura a cosa è ridotta la lotta politica in Calabria. A questo si aggiunga la sfrontatezza del senatore Gentile che,per prendere voti sulla pelle dei precari della sanità,va millantando il merito di avere ispirato una legge regionale per la loro stabilizzazione.

Siamo oltre la vecchia DC. Ovviamente ce n'è anche per il centrosinistra e per Agazio Loiero, predecessore di Scopelliti, al quale vengono contestate operazioni clientelari in sanità favorevoli a soggetti "amici degli amici", espressione usata al riguardo da Scopelliti. Vengono ricordate le stabilizzazioni, rivelatesi illegittime, di centinaia di precari alla vigilia delle regionali del 2010. Nel dettaglio,poi, ce ne sarebbe per tutti atteso che la spesa sanitaria impegna circa ilo 70 per cento del bilancio regionale e, al netto di quanto viene speso per ospedali,cure e medicine, finisce per essere la greppia dove quotidianamente affondano le mani lobby e clientele alimentate sia da destra che da sinistra. Qualcuno ha fatto i conti e pare che il 40 per cento della spesa sanitaria nazionale è costituito da costi impropri cioè estranei alle malattie e alle cure. C'è da augurarsi che i nominati allo sbaraglio di questa campagna elettorale non portino in parlamento beghe e contumelie da cortile, buone per i cettolaqualunque di ogni formazione politica. Mentre aspettano, da nominati, di essere eletti vadano a farsi spiegare le potenzialità del porto di Gioia Tauro, prendano atto a cosa è ridotto in Calabria il collegamento ferroviario, si facciano spiegare se l'aeroporto di Lamezia può giocare un ruolo strategico per il turismo e l'economia calabrese, chiedano delucidazioni sulle royalties che l'ENI paga per l'estrazione di gas nel mare di Crotone e, infine, per chi producono energia i laghi silani e cosa ne viene alla Calabria. In ultimo, se resta tempo dopo aver brigato e intrallazzato per salvare la carriera a qualche grande elettore all'Afor o all'ARSSA, porre il quesito se la Calabria può avere un ruolo strategico con la sua collocazione nel Mediterraneo.a


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MARCO MINNITI CAPOLISTA PD

GLI NEGANO LA CALABRESITÀ

conto delle caserme che ha inaugurato quando era sottosegretario alla Difesa. Sulla sua utilità e produttività politica in rappresentanza della Calabria e dei suoi territori continuano,invece, a interrogarsi i calabresi chiamati ancora una volta a considerare la presenza del suo nome nella lista del PD al Senato. Intendiamoci: Marco Minniti non è un incapace,un politicante espressione delle subculture notabilari, familistiche e clientelari del profondo sud che ha sempre dato, per come la libertà dal bisogno gli ha consentito, forza e fiducia al PCI ieri e al PD oggi. Marco Minniti, per il talento politico maturato in tanti anni di militanza, per le sensibilità culturali che gli si riconoscono, paga il prezzo di non muoversi e impegnarsi all'altezza delle sue capacità e possibilità. Si è lasciato coinvolgere,senza avvertire imbarazzo, nei fallimenti del quinquennio di Agazio Loiero come nei torbidi giochi e nei patti scellerati della famigerata assemblea di Caposuvero. Ha fatto di più nella sua Reggio, se è vero che è anche merito suo se il "modello Reggio", con la sua voragine milionaria, è finito sotto commissione d'accesso per contiguità mafiosa. Eppure a Reggio gli rimproverano scarso legame con la città e i problemi del territorio,preso com'è dalle vicende romane. Ci sarebbe un forte deficit di calabresità nei suoi comportamenti se Scopelliti arriva a contestargli di avere tradito Reggio con Roma. Ma Minniti capolista al Senato è certamente più legittimo,quanto a calabresità, di Rosy Bindi alla Camera anche se resta il problema di come Minniti assolve al suo ruolo di parlamentare eletto in Calabria. Deve essere stata in gran parte sua l'idea di quella mozione Calabria, a fine legislatura, firmata da Bersani e Franceschini, ma ignorata da parlamento e governo. Una ragione in più per farne una piattaforma di confronto elettorale ma in giro si parla d'altro e Minniti finisce per confondersi con un qualsiasi notabile o feudatario del PD.

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n. 86 - 16 febbraio 2013

FESTIVAL DI SANREMO

L’AUTOGOL DI CROZZA

scono il vero appeal del festival. La canzone, insomma, diventa il pretesto per una esercitazione collettiva di polemiche, pettegolezzi, retroscena, scandali, accuse. Quest'anno si voleva addirittura che, stante la campagna elettorale in corso,il festival venisse rinviato a dopo il voto. Nessuno ha spiegato perché mai lo svolgimento del festival dovrebbe essere incompatibile con la campagna elettorale, visto che si tratta di canzonette. Per gli strateghi della comunicazione politica, però, era concreta la possibilità, raffinata o meno, che il festival, oltre a veicolare canzoni, in qualche modo desse orientamenti indiretti al voto. Tutto è possibile. Sta di fatto che il festival è innanzitutto un grande indicatore mediatico, nel senso che i telespettatori che lo seguono vengono conteggiati a milioni e,conseguentemente, è anche un business pubblicitario. A voler giocare con i numeri, 20 milioni di telespettatori, al netto di bambini e minori, fanno almeno il 40 per cento degli aventi diritto al voto. Facile, dunque, prevedere che sull'annunciata presenza di Maurizio Crozza alla prima serata l'attenzione sarebbe stata altissima. Per altro Crozza fa ridere per l'abilità e la bravura con la quale interpreta e riproduce i tic dei maggiori leader Maurizio Crozza politici. C'erano insomma tutti gli elementi per sostenere che dare spazio alla satira politica di Crozza nella prima serata era una provocazione e una sfida a chi,per tenere la politica lontana dal festival,ne voleva il rinvio a dopo le elezioni. Come sempre succede quando si pensa soltanto alla pentola e non al coperchio, non deve sorprendere se Crozza ha trovato il suo contestatore e, abituato all'applauso facile, ha dovuto bere due bottiglie d'acqua, andando nervosamente su e giù, per ingoiare il rospo della contestazione subita. Il contestatore, a considerarlo in buona fede, aveva le sue ragioni anche se la foto di repertorio, pubblicata il giorno dopo sui giornali, che lo individua accanto ad un Angelino Alfano cordiale e sorridente, fa sorgere fondati dubbi sulla spontaneità della sua contestazione. Il punto è un altro. Il contestatore si è messo a protestare nel momento in cui Crozza si mette a imitare Berlusconi. Viene da chiedersi se il contestatore trovava uguale stimolo se, per esempio, Crozza avesse iniziato imitando Montezemolo, Ingroia o Bersani, lasciando Berlusconi per ultimo. Ma Crozza non ci ha pensato e nemmeno Fazio e nemmeno il direttore Leone. Che poi Crozza abbia recuperato e concluso fra gli applausi era scontato. Ma l'autogol c'è stato. Se voleva colpire Berlusconi con la sua satira, non c'è riuscito. Forse lo ha favorito. Le imitazioni, per altro, sono state molto al di sotto del suo standard artistico.

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SOLUZIONE GENIALE

L’IMMONDIZIA IN PUGLIA

Vendola il quale, evidentemente, a differenza di Scopelliti e di Loiero, il problema l'ha risolto se può farsi carico dell'immondizia calabrese. Le 800 tonnellate, destinate ad aumentare, rappresentano un alleggerimento del carico che grava sulle discariche di Alli, Lamezia, Crotone e Rossano. Con faccia afflitta lo ha comunicato il commissario regionale alla gestione dei rifiuti, Vincenzo Speranza, che ha bussato a soldi ai comuni in ritardo con i pagamenti. Sanità, rifiuti, trasporti e acqua sono gli indicatori inoppugnabili dell'inadeguatezza dei nostri governanti regionali,di destra e di sinistra, ad affrontare i problemi. Quando dal vaniloquio politico, cioè dal parlare senza alcuna competenza specifica, bisogna passare all'azione di governo concreta, allora emerge in tutta evidenza l'incapacità a governare gli eventi. Della sanità sappiamo tutto, con buona pace di Scopelliti che va in giro a dare i numeri di successi di cui nessuno si è accorto, visto il degrado in cui versano gli ospedali. Nella gestione dei rifiuti è notizia non smentita che circa il 40 per cento della spesa è assorbito dal funzionamento degli uffici del commissario sparsi in tutta la regione. Con quello che sta inutilmente costando il commissariamento, forse si sarebbero potuti realizzare 5 termovalorizzatori di ultima generazione nelle 5 province, Goia Tauro e Veolia permettendo. Ma basta pensare alle rendite di posizione che gravano sulla gestione dei rifiuti per rendersi conto che da soli non ne usciremo mai. Il governo centrale è preoccupato, i calabresi pure mentre l'esercito dei candidati al parlamento vaga nelle nebbie di una campagna elettorale senza dignità politica e legittimazione democratica.

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BERSANIANI E RENZIANI

MAGORNO SFIDA L’APPARATO getto di ricambio e innovazione di Matteo Renzi. Per riuscirci feudatari e notabili che controllano l'apparato avevano armato di censura il responsabile dei giovani PD pervenuto, nel bluff del rinnovamento simulato, all'incarico di coordinatore della campagna elettorale del PD. Non si è capito di quale autorizzazione avesse bisogno il sindaco di Diamante, visto che si è guadagnato alle primarie la candidatura alla Camera. Fatto sta che per Guglielmelli - questo il nome senza storia del responsabile giovanilea decidere doveva essere il circolo PD di S. Agata d'Esaro.Un riflesso cromosomico del vecchio centralismo democratico del PCI che,nonostante i passaggi PDS-DS-PD, è duro a morire. Ernesto Magorno ha rilanciato ed ha convocato una conferenza stampa nella sede provinciale del PD in aperta sfida all 'apparato e a chi lo manovra. Immediata la marcia indietro del povero responsabile giovanile che ha dovuto fare la faccia dell'incolpevole per la conferenza stampa annunciata e annullata. A volere inquadrare l'accaduto politicamente è un'altra sberla riuscita dei renziani ai feudatari del partito che tengono il PD in ostaggio a tutela delle proprie carriere e clientele incorporate. Non possono impedire che Magorno vada in Parlamento ma non tollerano che Magorno abbia una sua visibilità per come interpreta il suo ruolo politico.

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LA CAMPAGNA ACQUISTI DEL PD Mimmo Talarico, consigliere regionale di Italia dei Valori e commissario, insieme a Emilio De Masi, del partito in Calabria ha diffuso una nota ufficiale con la quale lamenta che il PD strumentalizza fuoriuscite di soggetti da IDV per puro calcolo elettorale. Non si è capito se Talarico ne fa una questione di stile politico o una questione di manipolazione della verità,atteso che il consigliere provinciale Fusaro è da due anni che ha lasciato IDV e si è iscritto al gruppo misto. Talarico inoltre pone anche il problema dei rapporti di correttezza che dovrebbero regolare le forze politiche alleate nell'azione di contrasto al governo di centrodestra guidato da Scopelliti. Per una scadente e ininfluente azione propagandistica di stampo elettoralistico- fa capire Talarico - si rischia di mettere in crisi l'impegno comune alla Regione. Talarico non lo dice ma dietro queste dichiarazioni di endorsement verso il PD di Fusaro e di altri ci sarebbe la manina di Mario Oliverio, ormai lanciato a fare proseliti e accordi verso la candidatura alle prossime regionali, incurante di rappresentare la provincia più indebitata d'Italia. Per ora porta avanti una sua campagna acquisti che dovrebbe tornargli utile per fronteggiare l'eventuale candidatura di Gianni Speranza, sindaco di Lamezia, se si renderà disponibile con la sua storia e la stima che si è guadagnato per le sue coraggiose battaglie. Ma forse è il caso di stare con i piedi per terra, considerato che Scopelliti non si è candidato e alla scadenza naturale della legislatura mancano più di due anni.


CsOggi N.86 - 2013  

Cosenza Oggi N.86 del 16 Febbraio 2013

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