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AREA URBANA NUOVA SERIE N. 39 - 24 DICEMBRE 2011

si legge su internet digitando www.cosenzaoggi.it

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RICCHI E POVERI Il Natale di quest'anno ripropone, in termini piu' drammatici degli altri anni, una distinzione che accompagna l'avventura dell'uomo sul pianeta sin dalle sue origini. In ogni società, tribale o evoluta che sia, la differenza di reddito e di ricchezza posseduta determina i destini e la qualità della vita di ogni essere umano. La povertà, dunque, è sempre esistita specularmente alla ricchezza. La povertà dei tempi moderni, globalizzata o meno come la ricchezza, ha forme diverse dal passato ma esprime, sempre e comunque, il grado di accesso al benessere e, oltre un certo grado, ma non necessariamente alla felicità. Esistono anche ricchi infelici perché vorrebbero essere più ricchi. In gran parte dell'Europa questo sarà un Natale

LARATTA E LA QUESTIONE MORALE

Della deputazione parlamentare calabrese Franco Laratta è certamente il più loquace e il più intraprendente.Se a Roma deve stare agli ordini di scuderia,in Calabria ha fatto più lui,nell'azione di contrasto al centrodestra, che l'intero gruppo consiliare del PD alla Regione.Ha una sua autonomia di giudizio e di iniziativa che gli va riconosciuta.Anche con Loiero non fu tenero e,se non ricordiamo male,di fronte al progressivo sfilacciarsi della situazione ed alla perdita di consensi del governo di centrosinistra,fu proprio lui a proporre la chiusura anticipata della legislatura e lo scioglimento del consiglio.Si può essere d'accordo o meno con le sue iniziative ma, a differenza di altri, si muove e si espone.Viene dalle scuderie democristiane e c'è intelligenza politica nelle sue iniziative.Sta sui problemi,non gioa pagina

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Assume i contorni di un giallo politico la decisione di Michele Traversa, sindaco di Catanzaro, di optare per il Parlamento e di lasciare la guida della città per la quale era stato eletto con un 62 per cento di consensi. La cronaca dell'ultima seduta del consiglio comunale lo descrive in fuga dal retro del palazzo comunale mentre nell'aula del consiglio si grida e si insulta. Si grida e si insulta non tanto perché bisogna tornare a votare a distanza di pochi mesi, quanto perché non si è convinti delle ragioni che hanno portato Traversa a rinunciare. L'interessato ha fatto capire che la situazione finanziaria del comune non consente la governabilità della città per cui, sia pure con le lacrime agli occhi, bisogna rinunciare. Ma la spiegazione non convince perché, sostengono in molti, Traversa conosceva bene, quando si

CATANZARO

SE TRAVERSA SE NE VA

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povero, colpa della crisi che viene da lontano e dei governanti europei che si sono trovati senza strumenti di difesa di fronte all'attacco della finanza globale all'eurozona. La Grecia sta pagando un prezzo altissimo e non fa più notizia vedere gente che rovista nei cassonetti della spazzatura. In Italia, per fortuna, ancora non siamo a questo ma i bilanci familiari sono stati colpiti in profondità. Con buona pace del capo dello Stato, alla cui beatificazione non ci sentiamo di partecipare, l'equità annunciata e garantita non c'è stata. Può darsi che qualche correttivo verrà con l'anno nuovo ma, per ottenere la fiducia, Monti e i suoi ministri hanno dovuto ingoiare rospi che pagano le fasce più deboli della società. I fessi e i colpiti di sempre. La patrimoniale sulle grandi ricchezze non c'è stata e non è certo Bersani che può tranquillizzare sul fatto che verrà. I costi della politica non sono stati toccati e i tagli annunciati sono rinviati ad un futuro non prea pagina

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L’INTERROGATORIO DI SCOPELLITI

C'era molta attesa e anche molto nervosismo nel PDL per l'interrogatorio cui doveva sottoporsi il governatore Scopelliti a margine delle vicende del comune di Reggio e del tragico suicidio di Orsola Fallara. Lo stesso Scopelliti, giorni prima, riferendosi agli ampi servizi di cronaca sulle vicende del comune di Reggio e su vicende giudiziarie che investivano un consigliere regionale PD,si era lasciato andare affermando che nel mirino c'era lui e cioè che lo si voleva tirare dentro vicende che,al di là degli aspetti politici,non potevano riguardarlo sotto il profilo penale, a significare che il gioco del "non poteva non sapere" con lui funzionava poco o niente.Per circa due ore,comunque,ha dovuto rispondere alle domande dei magistrati,accompagnato dal legale di fiducia. Tutto ruota,a quanto pare,sula pagina

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n. 39 - 24 dicembre 2011

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LARATTA E LA QUESTIONE MORALE ca col politichese e si fa capire.E' l'unico,forse,che vanta qualche credito con i TQ,cioè i trentenni e i quarantenni del PD,che considerano esaurito il ruolo della vecchia nomenclatura responsabile della disfatta alle regionali e delle risse interne che paralizzano il partito.E,infatti,Laratta la sua ultima iniziativa l'ha messa in campo facendosi affiancare da due TQ,Salvatore Scalzo e Vincenzo Pugliano,sollevando la questione morale nello schieramento avversario,colpito e frastornato da pesanti operazioni giudiziarie che si stanno abbattendo su esponenti del PDL calabrese,dal caso Zappalà al caso Morelli,all'arresto di Giuseppe Plutino consigliere comunale a Reggio. C'è da dire che le iniziative politiche che nascono da vicende giudiziarie sono sempre altamente rischiose e Laratta sa che,nella passata legislatura, con le inchieste "Poseidone" e "Whi not ",la sua parte politica non è stata risparmiata. Laratta ne è consapevole e sposta l'attacco,dalle vicende giudiziarie, su Scopelliti e sul suo silenzio.Insomma,per Laratta,Scopelliti non può comportarsi come se esponenti di rilievo del suo partito fossero oggetto di contravvenzioni per eccesso di velocità e non già di collusioni elettorali con clan di mafia.Laratta non dimentichi,però, che la sua parte politica è sotto inchiesta nell'area urbana e sempre per collusioni elettorali e voto di scambio.Meglio lasciar fare alla magistratura ed aspettare che le ipotesi di reato si materializzino.Il che non giustifica i silenzi,che ci sono,né da una parte né dall'altra.

L’INTEROGATORIO DI SCOPELLITI la distinzione tecnico-giuridica fra responsabilità politica della gestione e responsabilità diretta della gestione,la prima ricadente sul sindaco e la seconda sui dirigenti degli uffici operativi. Un messaggio,questo,che toglierà il sonno a più di un dirigente comunale della Calabria saudita.Prima o poi i conti e le complicità si pagano. Scopelliti,comunque,è uscito sereno e rincuorato dopo l'incontro di due ore,ritenendo di avere chiarito la sua posizione e la sua asserita estraneità agli illeciti eventualmente commessi a sua insaputa.Finisce qui? Se,per come è convinto lo stesso Scopelliti,nel "mirino" di chi sostiene il lavoro dei magistrati c'è lui, c'è da aspettarsi ulteriori sviluppi non fosse altro per quel ruolo perverso che finiscono per svolgere i pentiti.Negli atti investigativi sul comune di Reggio vi sono 170 milioni di debiti accumulati che trovano spiegazione in una serie di illeciti commessi nella gestione dei capitoli di spesa a fronte di entrate inesistenti o artificiose.Si vedrà ma non ci si può certamente giustificare,come si tenta di fare,chiamando in causa altri comuni che avrebbero,in proporzione, analoghe o similari posizioni debitorie.Può darsi ma nel caso di Reggio c'è il suicidio della povera Fallara che non può essere ridotto ad un inconveniente del mestiere e c'è un consigliere comunale arrestato per voto di scambio in collusione con soggetti di 'ndrangheta e c'è,soprattutto,la richiesta dell'invio di una commissione d'accesso per lo scioglimento del consiglio comunale in dipendenza delle acclarate infiltrazioni mafiose.

CATANZARO

SE TRAVERSA SE NE VA è candidato, in quali acque perigliose navigasse finanziariamente il comune di Catanzaro. Se le cose stanno così, bisogna cercare altrove le ragioni dell'abbandono del campo. Non convince nemmeno, però, la versione di chi gli attribuisce il non edificante calcolo di non voler rinunciare al vitalizio parlamentare. Diciamo subito che tutta la vicenda, con le sue modalità e le sue dinamiche, è molto al di sotto del quoziente politico di Michele Traversa che può vantare un profilo certamente positivo e lontano da qualsiasi possibile accostamento alla genìa politica dei "Cetto la qualunque" in Calabria così numerosa e pervasiva. Nei ruoli che ha ricoperto ha operato con risultati concreti e questo spiega perché i catanzaresi gli hanno accordato piena fiducia quando si è candidato a sindaco. Traversa, per come asserisce chi lo conosce bene, non ha mai praticato il piccolo cabotaggio, il clientelismo da ambulatorio medico, la politica politicante sciatta e subcolta. Non tornano i conti in questa sua decisione che contrasta vistosamente con la sua storia politica. Tanto più se non si esclude che la rinuncia al mandato di sindaco prelude all'abbandono dell'attività politica. E qui sta il "giallo" rispetto al quale nemmeno le persone a lui più vicino riescono a fare delle ipotesi. C'è chi sostiene di averlo visto impaurito e disarmato, lui che non si è mai sottratto, dai tempi dell'MSI, ai confronti più duri. Bisogna, allora, allargare lo sguardo e la riflessione al contesto più ampio della città, delle sue èlites e delle sue lobby che da sempre ne controllano la vita politica in tutte le sue articolazioni. A Catanzaro esistono potentati economici, con ancoraggi solidi nelle istituzioni, che con il loro peso e i mezzi disponibili sono in grado di influenzare non poco l'esito delle campagne elettorali. Contro di loro non si vince e a Catanzaro c'è consapevolezza di chi sono i "pupi" e chi sono i "pupari". Michele Traversa, salvo accadimenti recenti che ne hanno sconvolto la personalità, non è riconducibile alla figura del pupo in mano a pupari. Forse il suo errore sta nel non aver pesato bene il sostegno elettorale che gli è venuto da taluni gruppi imprenditoriali. Probabilmente avrà messo in conto contropartite praticabili nel rispetto della legge che sono risultate insufficienti. Forse gli è stato chiesto di più. Forse il gioco non valeva la candela. E' una ipotesi che vale quanto le altre ma compatibile con la storia politica di Traversa. Il resto ce lo diranno i giorni che verranno. A Catanzaro si fanno già i nomi dei possibili candidati alla carica di sindaco e, solo per una coincidenza, sono nomi degli ambienti imprenditoriali che contano.

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pri ma RICCHI E POVERI cisato. L'equità, nella percezione che ne hanno pensionati e lavoratori, è una presa in giro. Il 50 per cento o giù di lì della ricchezza nazionale è in mano al 10 per cento della popolazione. L'evasione fiscale da sola compenserebbe, se recuperata, i costi del debito pubblico. Gioiellieri e immobiliaristi dichiarano redditi di 20 mila euro all'anno, quando li dichiarano, e la cosa non fa scandalo sufficiente per inseguirli fin nelle banche svizzere. Questo Natale ci invita a prendere atto che è tornata la povertà, quella vera non quella della quarta settimana del mese rilevata statisticamente. Tornano alla memoria, a chi ne ha l'età, i sacrifici e l'austerità degli anni del dopoguerra . Non sarà una povertà dalle pezze al culo e non avrà la visibilità dei mendicanti sui sagrati delle chiese. Sarà semplicemente una sottrazione dei mezzi di sussistenza che viene effettuata sulle pensioni, sull'IVA e sui costi della benzina. Pare sia stata una scelta obbligata, dettata dall'urgenza delle decisioni, e senza grandi rischi politici perché-ed è vero-pensionati e lavoratori i sacrifici li hanno sempre fatti, ci sono abituati, sanno come affrontarli e superarli. Col tempo. I ricchi, invece, i sacrifici non li conoscono e, poco poco che debbono rinunciare a qualcosa, vanno in depressione. Auguri di Buon Natale, presidente Monti, e non tradisca la speranza e la fiducia che gli italiani le hanno accordato. Alla fine il loden, il treno Milano-Roma, il ricambio della biancheria portata da casa, l'albergo dignitoso ma non di lusso, l'espressione sconsolata e interdetta di fronte alle chiassate scomposte della Lega, la sua figura di buon padre di famiglia e salvatore della patria non basteranno più. Si ricordi che ha assunto l'impegno di salvare l'Italia e non chi ha di più e non vuol fare sacrifici, chi evade le tasse, chi porta i soldi all'estero, chi non rilascia scontrino fiscale. Non dimentichi i costi della politica, dal parlamento nazionale ai piccoli comuni. Il verminaio del debito pubblico parte da Roma e arriva nel più sperduto paesino. Si sostiene che lei può fare quello che nessun governo di centrodestra o di centrosinistra avrebbe il coraggio di fare. Dopo i tanti governi collusi e compromessi, tocca al suo dare speranza agli italiani.

E' in corso di distribuzione il numero zero de "Il Diario bruzio", periodico de "La migliore Cosenza di sempre", la coalizione che ha sostenuto la candidatura di Enzo Paolini a sindaco di Cosenza. Per consentirne la pubblicazione ai sensi della legge sulla stampa, "Il Diario bruzio" esce come supplemento di "Cosenza Oggi".

La trasmissione televisiva "Piazza pulita", in onda su "La7" il giovedì, ha reso edotti gli italiani che la tredicesima natalizia dei parlamentari, leghisti compresi, si aggira sui 17mila euro. Dovranno forse rinunciare a qualcosa sotto l'albero ma ce la possono fare ugualmente. L'impegno del governo è stato mantenuto. Sacrifici per tutti dovevano essere e sacrifici sono stati. Non facciamo mancare a deputati e senatori la nostra solidarietà.


CsOggi N39 - 2011