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AREA URBANA NUOVA SERIE N.6 - 6 NOVEMBRE 2010 è in edicola il SABATO

PDL

SE IL CANDIDATO È MANCINI In una competizione elettorale bisogna saper cogliere anche l'aspetto sportivo, nel senso che se c'è uno che vince c'è qualcun altro che perde. Così è accaduto nel 2006 quando Perugini ha vinto ed è diventato sindaco e Giacomo Mancini ha dovuto ingoiare la sconfitta. Bisogna ricordare, però, che fu una competizione elettorale anomala, perchè venne esclusa Forza Italia che era il maggior partito in città. Su quella esclusione rimangono molti dubbi e molti misteri. Certo è che con Forza Italia rimasta fuori, i voti in libertà diventarono migliaia. Correva l'anno 2006, Mancini era socialista, Perugini "margheritino" adottato dall'apparato dei DS che aveva come strategia di nascondersi dietro un ex-democristiano, come a Roma con Prodi ed a Catanzaro con Loiero. Oggi il contesto è del tutto cambiato, anzi rovesciato. Se il candidato del centrodestra è Mancini, con Perugini si disputa la rinvicita e questa volta senza i voti in libertà di Forza Italia. Dei candidati possibili del PDL certamente Giacomo Mancini è il più autorevole e il più quotato. Gode di largo consenso, beneficia ancora del-

PALAZZO DEI BRUZI

CERCASI SINDACO DISPERATAMENTE Salvatore Perugini

Nicola Adamo

Intervenendo ad una manifestazione al Cinema Italia Mancini ha annunciato che non si candiderà a sindaco di Cosenza. L’incarico e le responsabilità affidategli da Scopelliti sono prioritari ai fini della politica di cambiamento che vede impegnati Scopelliti e la sua giunta. È una buona notizia perché promette nuove rivelazioni sui disastri che il loierismo ha lasciato nei conti del governo regionale. Apprendere che Peppe Bova si è fatto liquidare 211mila euro per i suoi spostamenti in auto non è notizia di poco conto insieme a quell’altra che un pasto “ospedaliero” fatto di pastine in brodo e pollo lesso con patate è stato addebitato alle casse regionali per 350 euro.

Mario Occhiuto

Enzo Paolini

la rendita del cognome che porta e durante il mandato parlamentare si è fatto apprezzare per impegno, competenza e serietà. Ma proprio per queste ragioni, considerata la situazione disastrosa in cui versa la Calabria dopo 5 anni di loierismo, la sua presenza ed il suo impegno servono più a Catanzaro che a Cosenza. Gli è stato affidato l'assessorato al bilancio e la delega ai fondi europei. Col bilancio ha il controllo della spesa ed anche nel Togo sanno quanto sia urgente sistemare la contabilità della spesa, sanitaria e non, in una regione copertasi di ridicolo per i suoi bilanci "omerici", cioè trasmessi oralmente.Poi ci sono i fondi europei destinati allo sviluppo ma fino ad oggi saccheggiati impunemente da un'imprenditoria d'assalto che non ha creato nemmeno un posto di lavoro.Pippo Callipo li bolla come "prenditori" (di risorse), negandogli la dignità e il ruolo di imprenditori.Se Mancini, dunque, si candida a Cosenza avremmo un buon sindaco e la città si risolleverà. Ma se abbiamo più a cuore le sorti della Calabria, è meglio che resti dov'è. La scelta, comunque, è sua.-

Ennio Morrone

Sergio Nucci

ULTIMORA

a pagina

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E' risaputo che in autunno cadono le foglie ed è ugualmente risaputo che le foglie, portate dall'acqua e dal

vento, finiscono per ostruire i tombini. E se i tombini sono ostruiti le strade diventano fiumi o pantani con tutte le conseguenze del caso. A Palazzo dei Bruzi più di uno lo sapeva e certamente non doveva saperlo il sindaco che ora si prende gli improperi di Giacomo Mancini chi si è allagato o è rimasto prigioniero della pioggia che si è abbattuta sulla città. E' l'ultimo episodio di un disservizio generalizzato che i cittadini pagano quotidianamente. La città è in ginocchio e i cosentini lo percepiscono. E poiché siamo alla vigilia della campagna elettorale per l'eleFranz Caruso zione del nuovo sindaco si passa dalla rassegnazione alla speranza. Ma chi sarà il nuovo sindaco? La città si interroga sulle candidature segnalate dalla stampa locale ma mancano le conferme. Alcune sono possibili, pochissime quelle certe, le altre sono candidature di pre-tattica elettoVincenzo Adamo rale. Ne abbiamo selezionato nove ma potrebbero essere undici. Andiamo per ordine e grande sintesi. a pagina

UDC-PDL

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SANITÀ

LA DIFFIDA DI TREMATERRA

POSTI LETTO FALSO PROBLEMA

PD-MPA

SERRA D’AIELLO

LOIERO IN MEZZO AL GUADO DEBITI DELLA SANITÀ

ORA LI PAGANO I CITTADINI

QUEL PASTICCIACCIO DELL’IPG HANNO DETTO...


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n.6 - 6 novembre 2010

UDC-PDL

LA DIFFIDA DI TREMATERRA Quando Pierferdinando Casini ha deciso di nominare il sen. Gino Trematerra coordinatore dell'UDC in Calabria, sapeva di mettere in mani sicure gli interessi politici ed elettorali del partito. La sua lunga esperienza, la conoscenza diretta delle realtà locali e, soprattutto, il grado di affidamento degli interlocutori con i quali dovrà concordare le candidature contano molto se l'alleanza realizzata con il PDL alle regionali dovrà essere confermata alle prossime amministrative.Il messaggio al PDL e a Scopelliti il senatore Trematerra l'ha mandato a mezzo stampa, attraverso una metafora, nel corso di una intervista rilasciata a Calabria Ora. "Se mi invitano a pranzo e sono ospite - ha spiegato il senatore che è anche sindaco di Acri - mangio quello che mi viene offerto. Se non sono ospite ed ho la facoltà di scegliere, bisogna avere il buon gusto di lasciarmi esprimere le mie preferenze". Fuor di metafora, quanto mai indovinata, se c'è un'alleanza elettorale fra PDL e UDC, il candidato a sindaco nelle varie realtà dobbiamo sceglierlo insieme, diversamente l'alleanza non viene onorata e ne consegue che ognuno sceglie per conto proprio. Più chiaro di così il coordinatore dell'UDC non poteva essere e, infatti, dal PDL sono subito arrivati segnali distensivi. Semmai non si può fare a meno di mettere in relazione l'uscita di Trematerra, che è una vera e propria diffida politica, con l'incauta riunione tenuta dal PDL nel corso della quale è stata offerta a Giacomo Mancini la candidatura a sin-

Gino Trematerra

daco di Cosenza. Trematerra ci tiene a far capire che non è sul nome che dissente ma sul metodo. Nel senso che può andare bene anche per l'UDC Giacomo MANCINI ma deve essere il punto di arrivo di una scelta condivisa e non di un'offerta a "scatola chiusa". Naturalmente bisogna andare al di là di queste schermaglie di pura pretattica elettorale e cercare di capire gli interessi in gioco. E' quanto mai evidente che, almeno su 5 capoluoghi di provincia, all'UDC si conceda almeno una designazione. Essendo già ipotecate le candidature a sindaco di Reggio e Catanzaro, non resterebbe che Cosenza e questo spiega la diffida di Trematerra. Se, quindi, toccherà all'UDC designare o proporre il candidato a sindaco, c'è già un nome che occupa la scena che, a dire il vero, è stato fatto forse con troppo anticipo ed è quello di Mario Occhiuto, architetto di successo ma nell'occasione meglio noto come fratello di Roberto Occhiuto, deputato UDC e giovane rampante della politica calabrese, recentemente nominato vice-presidente di una importante commissione parlamentare. Questa parentela può essere un vantaggio per la spinta che dà alla candidatura ma potrebbe diventare un problema per gli equilibri politici all'interno di un partito, sempre delicati e mai da sottovalutare. Altri problemi sulla candidatura di Mario Occhiuto non se ne vedono ed il PDL avrebbe difficoltà a inventarsene qualcuno. Soprattutto dopo che, incautamente, si era avventurato a scegliere in autoreferenziale solitudine, bruciando di fatto la candidatura di Giacomo MANCINI.

FRA PD E MPA

LOIERO IN MEZZO AL GUADO Succede ai grandi condottieri di dover "gettare il dado" e decidere se passare il Rubicone o il ponte della Fiumarella. Agazio Loiero, più democraticamente, prende tempo e rinvia a data da destinarsi l'eventuale passaggio nell'MPA di Raffaele Lombardo. A convincerlo a maggiore prudenza devono averlo indotto le fibrillazioni che scuotono il quadro politico nazionale con Fini tentato a "staccare la spina", Berlusconi impegnato a difendersi dall'ultimo assalto a luci rosse e la Lega di Umberto Bossi sulla linea del voto anticipato, la difesa del federalismo fiscale e la solidarietà a Berlusconi in una vicenda politicamente più devastante di quelle precedenti.Scegliere in queste condizioni è difficile, anche per un ex-democristiano esperto di navigazione elettorale come Agazio Loiero. Tanto più se le sue mire guardano a Roma e non a Catanzaro.Probabilmente non ha alcun fondamento che Raffaele Lombardo gli abbia offerto, per siglare l'alleanza politica, la segreteria nazionale dell'MPA. Sarebbe certamente una carica di rilevanza politica ma, nei fatti, di pura apparenza in un movimentopartito dominato dalla personalità di Lombardo. Più verosimile che l'alleanza implichi una candidatura al parlamento nazionale, Camera o Senato. Lombardo ci mette la targa e Loiero ci mette i voti. Un replay del PDM, in fondo, quando l'alleanza fu con l'unione consumatori e fruttò a Loiero l'elezione di Pietro Fuda al Senato. Questa volta Agazio gioca la partita per conto proprio. Si dà il caso, però, che Raffaele Lombardo proviene politicamente dalle stesse scuderie democristiane di Loiero, in più è medico psichiatra e, quindi, nessuno come lui sa leggere nell'animo umano. Per altro Lombardo è pienamente consapevole di essere entrato nel grande gioco dei palazzi romani con l'ipotesi di alleanza con Fini, Casini, Rutelli e Montezemolo per un "grande centro" che, nei sondaggi, creerebbe seri proble-

SERRA D’AIELLO

QUEL PASTICCIACCIO DEL “PAPA GIOVANNI” Chi ricorda lo sgombero mattutino dell'istituto "Papa Giovanni" non potrà dimenticare il volti smarriti e l'andamento dolente di quei poveri cristi abbandonati da Dio e dagli uomini. Un'operazione congiunta di magistratura e Azienda sanitaria, sotto la spinta di una fuga di gas fuori controllo, aveva deciso lo sgombero della struttura, ormai da tutti chiamato "lager", ed il trasferimento dei pazienti in altre strutture. Si parlò di sradicamento selvaggio e brutale di una comunità inerme e senza tutela e di deportazione in luoghi "altri" da quello che, nel bene e nel male, era il loro

mi a Berlusconi, certamente al Senato.- E' questo lo scenario che ha spinto Loiero a farsi avanti e ad offrire a Lombardo truppe e salmerie.- In questo tipo di operazioni, però, gli imprevisti non vanno mai trascurati. Bisogna avere il polso della situazione e saper pesare il potere di cui si dispone.Loiero deve aver commesso l'errore di sovrastimare il suo peso ed il suo ruolo che è rilevante nel PD e determinante nel gruppo di Autonomia e Diritti di sua diretta emanazione.In pratica 8 consiglieri regionali più che sufficienti per far saltare qualunque accordo che non sia condiviso.- Il peso e i numeri di Loiero cambiano, però, se proiettati nell'ipotesi di alleanza con l'MPA.Pare che, se la decisione venisse presa, non tutti seguirebbero Agazio nella nuova avventura. Loiero, infatti, la sua task-force politico-elettorale l'ha messa su quando era governatore ed aveva in mano tutte le leve del governo e del potere regionale. Oggi le cose sono cambiate ed è nella stessa logica del loierismo di privilegiare in Agazio politica la polpa e non l'osso. La Loiero polpa è restare nel gioco degli equilibri regionali senza mettere a rischio il certo per l'incerto, a cominciare dai sindaci di quei comuni che hanno sempre sostenuto Loiero.- Da qui la fase di stallo con Loiero in mezzo al guado della cintola in giù. Sulla sponda di qua c'è il PD di Adriano Musi che non avrebbe mai voluto dar ragione a Nicola Adamo che su Loiero aveva messo in guardia. Sulla sponda di là l'MPA di Raffaele Lombardo che non ha certamente bisogno di Loiero per partecipare al "grande centro".Oggi Loiero vale, si e no, una candidatura alla Camera o al Senato. Sottocosto gliela potrebbe offrire lo stesso PD. Intanto se ne deve stare col culo nell'acqua in attesa che maturino gli eventi.-

habitat assimilato.- Lo sgombero avveniva anche per la torbita vicenda di 12 pazienti morti di cui non si trovano le salme. Da qui la disposizione della Procura di Paola di verificare tutti i loculi nel cimitero di Serra d'Aiello per accertare l'identità delle salme custodite. Si cercavano i resti dei 12 scomparsi. Orbene, a verifiche compiute, risulta che nesuno di quei 12 morti è sepolto nel cimitero di Serra d'Aiello. Rimane il mistero dove siano finiti, come sono morti, che li ha fatti sparire. Ma rimane anche senza risposta la domanda sulla sorte che è toccata ai deportati in luoghi "altri". Brutta storia. Su quei poveri disgraziati si sono costruite fortune personali e carriere politiche e nessuno ha pagato. Può sembrare un paradosso ma l'ultima ingiustizia è stata sradicarli da quella loro realtà. Doveva essere altra la soluzione. Basta vedere chi ci ha guadagnato.-


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n.6 - 6 novembre 2010

PIANO SANITARIO DI RIENTRO

POSTI LETTO FALSO PROBLEMA di ENZO PAOLINI Dispiace dover constatare come, nel trattare il delicatissimo tema della libertà (intesa come libera scelta del cittadino e/o come libertà d'impresa), la Corte Costituzionale sia fortemente condizionata da un sottile ma evidente pregiudizio ideologico.Nella recente sentenza n. 289 del 2010, nel respingere il dubbio di costituzionalità sollevato in ordine al piano di riordino dei posti letto ospedalieri della Regione Abruzzo nella parte in cui esso prevede un taglio di posti letto nelle Case di cura private, la Consulta ha difatti sostenuto che sarebbe erroneo "escludere la spesa della sanità privata in regime di accreditamento dai limiti di ristrutturazione della rete ospedaliera, posto che anche i costi di questa, così come di quella pubblica gravano sul servizio sanitario".E' davvero spiacevole dover rimarcare che alla Corte sfugge un principio cardine del SSN in vigore dal 92 (d.lvo 502) e cioé che la sanità a gestione privata non è più remunerata per i suoi costi (cioè a giornate in degenza) ma solo per ciò che produce (cioè per ogni prestazione erogata secondo una tariffa fissata dal Ministero). Al contrario la sanità a gestione pubblica viene remunerata non per ciò che produce ma per quanto costa (beni inutili o inutilizzati, consulenze e personale sovrabbondante inclusi). Dunque da un lato, quello della sanità privata, i costi della produzione, qualora eccedenti la tariffa, rimangono a carico dell'imprenditore, dall'altro, quello della sanità pubblica, i costi, indipendenti (perchè largamente eccedenti) dalla tariffa, sono a carico dello Stato.Ecco perchè è profondamente e grossolanamente sbagliato dire che (anche) i costi della sanità privata gravano sul servizio sanitario.Ancora più marchiano appare l'errore della Consulta

Mentre si avvicina la data, in cui il piano di rientro dalle passività accumulate nella sanità diventerà operativo e cioè fine novembre, resta alta l'agitazione in quelle realtà dove si preannuncia la chiusura dell'ospedale locale.All'interno del piano di rientro permane un equivoco che sarebbe utile chiarire e cioè che le passività accumulate non trovano una causa diretta nell'assegnazione alle strutture dei posti letto, dal cui numero in eccesso, anche nella sanità privata, dipenderebbero i maggiori costi del servizio sanitario calabrese.L'equivoco lo chiarisce Enzo Paolini, presidente nazionale dell'Associazione / Italiana Ospedalità Privata (AIOP) che, da esperto di diritto sanitario, spiega dalle colonne de "Il Riformista" che almeno, per le case di cura, i costi sono legati alle prestazioni effettivamente erogate e non già al numero dei posti letto "figurativi".-

laddove, per sostenere la inesistenza (nella normativa censurata per aver tagliato posti letto nelle strutture pubbliche) di violazione dell'art. 41 e 42 della Costituzione, afferma che essa (normativa) "si limita, in applicazione dell'ineludibile principio di autorganizzazione della Pubblica Amministrazione a determinare quale sia il numero di posti letto che, in base al regime dell'accreditamento, sono a carico economico del servizio sanitario pubblico".Purtroppo (per la credibilità della Corte) è noto da tempo che, proprio in virtù del regime dell'accreditamento, il posto letto delle strutture private non è affatto "a

carico del servizio sanitario nazionale" perchè ai sensi del D.lvo 502/92, come anzidetto, esse vengono remunerate solo per le prestazioni che erogano e non per il numero dei posti letto accreditati, il cui "carico economico" resta solo ed esclusivamente all'azienda privata. Nè vale argomentare che ogni posto letto sarebbe produttivo di una o più prestazioni (e quindi indirettamente "graverebbe" nel SSN) perchè esse - prestazioni - sono contingentate dalla P.A. - mediante il contratto che annualmente occorre stipulare con le strutture private - onde è ben chiaro che se il contratto può essere definito per una quantità di prestazioni e per un

I DEBITI MILIARDARI DELLA SANITÀ

ORA LI PAGANO I CITTADINI Hanno fatto debiti per milioni di euro ma 18 ospedali vanno chiusi e i cittadini bisognosi di cure sono lasciati senza assistenza. Per fare una risonanza magnetica in ospedale bisogna mettersi in fila e il primo posto disponibile è per l'autunno del 2012. E rivolgendosi ad una struttura privata? "Se arriva subito in sede, serve giusto il tempo materiale di preparare la macchina: diciamo dieci minuti di attesa". Nei laboratori di analisi oggi c'è il deserto, ma è così da giorni, da quando cioè è iniziata la guerra con la Regione sul budget per le prestazioni. La giunta il 2 luglio ha fissato infatti i tetti di spesa per l'assistenza specialistica ambulatoriale a tutte le strutture sanitarie, non confermando la cifra di 80 milioni di euro al netto del ticket pagato dai cittadini e imponendo un tetto pari a 72 milioni. A quanto è dato capire il budget di 72 milioni a giugno era stato già speso per prestazioni erogate e, quindi, veniva a mancare la copertura finanziaria . Oggi le prestazioni non vengono negate dai laboratori convenzionati ma sono totalmente a carico dei pazienti, anche di quelli che avrebbero diritto alle esenzioni. O succede che per una risonanza magnetica si debbano spendere anche ottocento euro. "Avere di fronte una persona malata di cancro e dovergli chiedere di sborsare queste cifre per potersi curare è veramente avvilente, ma non possiamo fare altrimenti. Le nostre strutture sono vuote, rischiamo di dover mandare a casa i nostri dipendenti". Emanuela De Marco, della direzione del "Biocontrol" parla anche a nome del Comitato dei lavoratori che ha messo insieme tutti i laboratori della provincia. La batosta è stata fortissima per tutti, da quando i ticket sono stati sospesi e alle casse non c'è più neanche bisogno di mettersi in fila. "Se prima facevamo cento risonanze in un giorno oggi ne facciamo meno di venti, lo stesso dicasi per i prelievi e per tutte le altre prestazioni. Abbiamo già firmato alcune lettere di licenziamento - prosegue De Marco e purtroppo molti altri posti di lavoro sono a rischio: non possiamo permetter-

Il centro clinico Biocontrol di Cosenza

ci di mantenere tutti i nostri tecnici ora che le prestazioni sono diminuiti così tanto". Sguardi disorientati e incredulità di fronte ai tariffari: gli utenti, soprattutto gli anziani, sono estranei ai meccanismi ingarbugliati della sanità regionale, presentano le loro carte sgualcite che raccontano patologie gravi e redditi da fame. Ma non basta. "E' doloroso affrontare vicende personali tristissime, dover spiegare a queste persone che noi purtroppo non possiamo fare altrimenti". Ieri un signore che doveva fare una risonanza al cranio si è sentito chiedere trecentocinquanta euro, "ma io ne prendo trecentocinquanta di pensione" ha provato a spiegare, ma inutilmente: paghi o vai a casa. "Cosa dovremmo fare - si chiede Emanuela De Marco - è una situazione terribile ma la colpa non è certamente nostra. Noi paghiamo le scelte sbagliate della politica sanitaria e i nostri pazienti devono subirla senza possibilità di ribellarsi. Perché se non abbiamo noi degli interlocutori, figuriamoci se possono averli loro". Ora le speranze si concentrano su un vertice a cui prenderanno parte l'Asa Calabria e il Direttore generale del dipartimento della presidenza della giunta regionale, Francesco Zoccali. Sapremo mai, un giorno, a chi sono andati i miliardi di debiti accumulati?


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n.6 - 6 novembre 2010

HANNO DETTO

NIKI VENDOLA SU GAY

"Caro Berlusconi, le tue battute feriscono tutti, sono una minuscola enciclopedia di imbecillità. Se un tuo figlio, un tuo amico, un tuo ministro fosse gay, pensa a quanta gratuita sofferenza gli staresti infliggendo…..Esca con decoro, si dimetta, il tempo delle barzellette è scaduto".

ITALO BOCCHINO

IGNAZIO LA RUSSA SU FINI

"Fini sa meglio di me che alla Camera non ci sono i numeri per buttare giù il governo. Molti dei suoi su questo non lo seguirebbero".

UMBERTO BOSSI SU BERLUSCONI

"Non possiamo restare appesi per troppo tempo. Silvio, devi sbrigarti a fare chiarezza".

SU GOVERNO

"Oggi purtroppo c'è una stagnazione, l'esecutivo è fermo al palo, non si occupa dei problemi degli italiani, stanno qui a parlare di Ruby o a prendersela con gli omosessuali mentre tutto il mondo occidentale pensa a come combattere l'omofobia. Noi chiediamo che il governo governi. Sabato e domenica discuteremo e prenderemo una decisione sull'appoggio esterno".

BERLUSCONI SU FINI

"A quel punto, se Fini annunciasse l'appoggio esterno, io andrei da Napolitano a dimettermi".

BERLUSCONI SU RUBY

"Hanno cercato in tutti i modi di farle dire qualcosa contro di me. E, visto che non ci sono riusciti, hanno fatto circolare le voci più assurde".

PIERO AIELLO ASSESSORE REGIONALE PDL SU MENTE LIBERA

"Sembra un fatto retorico ma la soddisfazione è tanta perché intanto questa è una giunta caratterizzata da un aspetto amicale. E non è un segno di poco conto perché quando lavori sinergicamente e anche con la

PIANO SANITARIO DI RIENTRO

POSTI LETTO FALSO PROBLEMA tetto economico discrezionalmente fissato dalla P.A., il numero dei posti letto delle strutture private ed il loro costo è assolutamente indipendente dal "carico economico" del servizio sanitario (in altre parole una Casa di cura può avere 1.000 posti mentre per rendere le prestazioni contrattualizzate ne utilizza 100. Essa viene remunerata solo per quanto stabilito in contratto mentre il carico economico degli altri 900 posti letto grava solo sull'imprenditore).Difficile pensare che una Corte composta dalla massima sapienza giuridica possa incorrere in una proposizione così maldestra e stravolgente di principi chiari e logici se non con la consapevole intenzione di contribuire, per via giudiziaria, alla politica volta a ridisegnare la mappa delle libertà nel Paese. Quella d'im-

GINO TREMATERRA UDC A TAVOLA

"A tavola sono abituato a mangiare, quando sono ospite, quello che mi portano. Se non gradisco, mi accontento lo stesso perché non dimentico mai le buone maniere. Se tocca a me, invece, scegliere le pietanze, so bene quello che voglio e raramente mi pento".

ANTONIO GENTILE PDL SU MANCINI

"Nella riunione svoltasi venerdì sera tutti i parlamentari e consiglieri regionali del PDL, alla presenza del coordinatore regionale Giuseppe Scopelliti hanno indicato all'unanimità, su proposta del coordinatore provinciale, Gianfranco Leone, Giacomo Mancini quale candidato a sindaco di Cosenza". da pagina

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ad libitum gli ambiti d'impresa (tagliare i posti letto ad presa, per prima, ed in sanità in particolare va - ad avuna Casa di cura equivale a chiudere d'imperio una parviso della Corte - condizionata da un nuovo statalismo te di una fabbrica) anche se l'impresa che semi (o neo) monopolista.si riduce non grava sui conti pubblici ma, Secondo tale impostazione ciò che può anzi, produce servizio di qualità e dà lafare l'imprenditore sanitario (e di consevoro.guenza ciò che può scegliere il cittadino) Il motivo di tutto ciò è chiaro: per nanon è soggetto solo ai limiti degli standirettore responsabile scondere gli sprechi del monopolio ocdard di sicurezza e qualità posti dalle norAntonlivio Perfetti corre non subire paragoni o confronti me a garanzia del paziente, (ciò che si fa Direzione-Amministrazione Via De Rada, 68 - Cosenza con competitori virtuosi. Solo così, cioè con i controlli) od alle compatibilità ecoTelefono 0984.23253 strozzando la libera impresa, lo Stato innomiche con i fondi assegnati al servizio - Fax 0984.062646 Registro Stampa Tribunale vadente ed imprenditore sprecone e inefsanitario (che vengono rispettate con i di Cosenza n.547 ficiente nasconde la sua polvere sotto il contratti), ma brutalmente a ciò che deFotocomposizione tappeto nel tentativo (sempre vano) di cidono i burocrati ed i dirigenti dello De Rose, Montalto (Cs) evitare il giudizio dei cittadini.Stato, i quali possono stabilire di ridurre

PALAZZO DEI BRUZI

CERCASI SINDACO DISPERATAMENTE Cominciamo dal sindaco uscente Perugini. Vuole ricandidarsi ma, se gli promettono un seggio in Parlamento si ritira di corsa. Per il PDL si fanno i nomi di Mancini e Morrone ma sono in molti a sostenere che Mancini non è personalmente interessato. Nel caso Mancini dovesse declinare l’invito a candidarsi, si fa il nome dell’avvocato Vincenzo Adamo attuale capogruppo del PDL a Palazzo dei Bruzi. Per l'UDC c'è sul tavolo la candidatura di Mario Occhiuto, fratello di Roberto, ma bisogna aspettare la dichiarazione di alleanza col PDL e il gradimento da parte dei berluscones. Per Italia dei Valori al momento non esistono candidati propri o sponsorizzati ma c'è una posizione contraria alla ricandidatura di Perugini. Con lui candidato si teme un loiero-bis.

mente libera lavori meglio e produci di più. E Scopelliti lavora come un matto, è difficile stargli dietro. Ha una grande energia, la stessa di quando inizio a fare il sindaco di Reggio".

Sinistra, Ecologia e Libertà (SEL) non ha ancora un candidato proprio da proporre ed aspetta di conoscere quello del PD. Poi c'è l'API di Rutelli, in Calabria rappresentata dal senatore Franco Bruno, che sta facendo campagna acquisti. Se chiude l'accordo con Nicola Adamo candidato a sindaco, avremmo che quelli furono i tutor di Perugini e i "pupari" della sua amministrazione, saranno avversari diretti del sindaco uscente.Se l'accordo con Adamo non si fa perchè il PD se lo riprende, il buon Franz Caruso, come donatore di sangue, sarà il candidato di bandiera. Non è stata ufficializzata ancora ma c'è in cantiere anche la candidatura di Sergio Nucci col movimento "Buongiorno Cosenza". Nucci è stato il consigliere più presente e combattivo del quinquennio Perugini-Ambrogio. Ben 110 le sue

dalla

pri ma interrogazioni al sindaco, troppo imbarazzanti per trovare risposta. In ultimo la candidatura di Enzo Paolini, già braccio destro di Giacomo Mancini senior nel decennio della rinascita di Cosenza, che offre la sua candidatura alla città ed ai cosentini fuori dagli schieramenti politici. Il simbolo della sua lista sarà Telesio, il filosofo cosentino nel quale i cosentini ripongono l'orgoglio della loro storia. In fondo, ad oggi, la candidatura di Paolini è l'unica candidatura certa perchè non deve aspettare conferme e nulla-osta da altri. Le manovre sono in corso, i partiti sono al lavoro, le lobby del cemento, del commercio e degli affari pure.- C'è da sperare che i cosentini in cabina elettorale abbiano giudizio e capacità di discernimento. Se sbagliano questa volta, la città è perduta.-

CsOggi n6  

nove ma potrebbero essere undici. Andiamo per ordi- la speranza. Ma chi sarà il rale. Ne abbiamo selezionato fino ad oggi saccheggiati impun...

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