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AREA URBANA NUOVA SERIE N.5 - 5 FEBBRAIO 2011

OMAGGIO ..........

LE “COSE SOLIDE” DI LOIERO Una premessa, prima di commentare la conferenza stampa tenuta da Agazio Loiero a Catanzaro per confermare la sua uscita dal PD, è doveroso farla.Agazio Loiero, come abbiamo avuto modo di affermare in più occasioni, è uno dei pochissimi uomini politici calabresi che non può avvalersi dell'alibi dell'ignoranza, dell'incapacità a governare, dell'inadeguatezza ai ruoli cui si candida.Tutt'altro. Se le critiche nei suoi confronti possono sembrare eccessivamente severe, per come ha governato nei 5 anni del suo governatorato, è proprio perché le aspettative al meglio erano legittime. Il problema, dunque, si pone per come ha governato e per come poteva governare. Con lui non siamo alle mezze calzette che produce la politica nei territori meridionali né alle macchiette passate alla gloria cinematografica.E' stato ministro per le regioni ed uno che è stato ministro, a parte la formazione culturale e politica nelle scuderie democristiane, non può incontrare difficoltà particolari nell'assumere la guida di una regione, anche se si tratta di una regione come la Calabria tormentata da mille problemi.Ciò premesso Loiero deve accettare di essere giudicato non sulle cose "solide", che non si è capito cosa siano, ma sulle cose "fatte" che, invece, sono sotto gli occhi di tutti. Del resto c'è un volume di 300 pagine patinate che Loiero ha fatto stampare a spese della Regione per illustrare le cose fatte in 5 anni di governo ma, evidentemente, i calabresi Agazio Loiero hanno trovato il libro poco convincente se nelle urne lo hanno bocciato senza appello. Ora Loiero ci prova con le cose "solide" visto che le cose "fatte" non hanno funzionato ma resta nel generico. Ipotizzando che per Loiero "solido" voglia concettualmente significare, in senso fisico, il contrario di stato liquido o gassoso, dovremmo concludere che si riferisce alle cose che restano del suo governo e che non posso né liquefarsi né evaporare. E sia. Se abbiamo capito le cose "solide" lasciate da Loiero riguardano la sanità e i fondi europei finalizzati allo sviluppo. Nessun accenno agli ospedali da chiudere a fronte della voragine della spesa sanitaria, alle addizionali che i calabresi sono chiamati a pagare sempre per il debito accumulato, al porto di Gioia Tauro ed al suo retroterra dove non è sorto un solo capannone e dove continuano a pascolare le pecore, al territorio devastato dai danni del maltempo senza dare conto delle somme stanziate e spese per osservare e prevenire il dissesto idro-geolotico, al nulla di fatto per i liquami a pagina

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è in edicola il SABATO

Luigi Fedele

SE IL QUARTIERE FIERISTICO NON SFORNA CLIENTELE...

MA QUALE DELEGITTIMAZIONE?

Enzo Paolini

PDL, PD E UDC PRENDONO TEMPO

IL TEATRINO DELLE CANDIDATURE Le redazioni giornalistiche sono in crisi, mancano notizie fresche di candidature. Le ultime due riunioni tenute dal PDL e dal PD, come nel gioco dell'oca, hanno spostato indietro gli annunci di candidature. Il PDL non ha trovato di meglio se non chiedere ai parlamentari Gentile, Caligiuri e Santelli di dare la loro disponibilità per una eventuale candidatura. Nessun accenno al patto con l'UDC e alla candidatura dell'architetto Mario Occhiuto, completamente ignorata. C'è da chiedersi di cosa hanno discusso per un mese Scopelliti e Trematerra e che peso ha avuto il preannunciamento ufficiale dell'UDC a Lamezia, intorno alla metà di gennaio, per la candidatura di Occhiuto. Il PDL rispose con una "presa d'atto", cioè con una non risposta. Se ora si torna alle candidature dei parlamentari, per quanto tattiche, significa che il PDL il candidato non ce l'ha ancora e, se ce l'ha, non è Mario Occhiuto. Ma Peppe Scopelliti non è così, perché la partita si gioca fra Roma e Cosenza o, se si preferisce, Catanzaro. In pratica tutto è possibile. Bisogna però aspettare che Berlusconi riesca a sottrarsi all'offensiva giudiziaria scatenata dai PM di Milano, oppure che Berlusconi faccia il famoso "passo indietro" per un governo di transizione di centrodestra oppure il voto an-

ticipato. Il resto è "teatrino", termine lanciato proprio da Berlusconi per esprimere la sua avversione alle parti recitate in commedia dove, il più delle volte, si pensa il contrario di ciò che si afferma. Il "teatrino" della politica altro non è che il ricorso rituale e sistematico all'ambiguità, a quel dire e non dire che non porta da nessuna parte e che allontana le decisioni da prendere. Ne consegue che, a non voler passare per fessi e sprovveduti, bisogna stare addosso ai politici e alle loro dichiarazioni rilevando le contraddizioni in cui cadono, cercando di cogliere le connessioni che implicano certi comportamenti. Così all'indomani della riunione tenuta a Cosenza dal PDL per non decidere sulla candidatura a sindaco, alle redazioni giungeva una lunga dichiarazione di un candidato alle regionali nella "Lista del Presidente" da intendere, evidentemente, come formazione politica diversa da quella espressa dal Gino Trematerra PDL. Che gioco è? Il soggetto in questione è possibile che abbia esternato all'insaputa di Scopelliti? E' una banale ruffianata o una provocazione concordata per sparigliare le carte delle candidature fin qui annunciate, smentite, mormorate e fatte fuori? Alla luce di queste manovre che posto bisogna dare nel "teatrino" alla candidatura di Mario Occhiuto portata a pagina

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n.5 - 5 febbraio 20101

INFORMAZIONE - POLITICA E MALAFFARE

MA QUALE DELEGITTIMAZIONE? C'è stata baraonda nell'ultima seduta del consiglio regionale quando il capogruppo del PDL, l'indimenticabile ex presidente del consiglio regionale Luigi Fedele, ha presentato un ordine del giorno col quale l'assemblea avrebbe dovuto reagire in maniera pesante alla trasmissione andata in onda su Rai 3, domenica sera, che riguarda la Calabria e in particolare gli intrecci tra mafia e politica. C'è da considerare che ormai da più giorni la classe politica calabrese è sotto stress per i riflessi del film che sta avendo grande successo nelle sale cinematografiche e che si ispira a un personaggio politico di fantasia ma che, per i calabresi, tanto di fantasia non è.Il personaggio, ormai noto al pubblico televisivo e cinematografico di tutta Italia, è quello di Cetto Laqualunque, interpretato dal bravissimo attore di origini siciliane Antonio Albanese. Ma a far saltare i nervi a Luigi Fedele non è stato il film di Albanese ma la trasmissione "Presa diretta" condotta dal giornalista Rai Riccardo Iacona, specializzato in inLuigi Fedele chieste particolarmente delicate.Nella puntata della trasmissione andata in onda domenica sera, si parlava di ndrangheta, di abusi edilizi, di intimidazioni agli amministratori che resistono alle minacce della criminalità, di funzionari dello Stato, ligi al loro dovere, cui hanno incendiato la casa e l'auto per non aver rilasciato autorizzazioni edilizie e, infine, la trasmissione riproponeva le immagini, filmate dai carabinieri, di candidati al consiglio regionale che andavano a bussare in cerca di voti all'abitazione di una nota famiglia di 'ndrangheta.Il giornalista si limitava a raccontare fatti e situazioni, lasciando in sospeso la responsabilità di chi, a vario titolo, doveva rispondere di certe frequentazioni.Per l'ex presidente Fedele, invece la trasmissione è un "deliberato e consapevole" attacco alla classe politica calabrese, e un tentativo di "delegittimazione" dell'immagine della nostra regione attraverso un uso fuorvian-

te e distorto degli strumenti mediatici - sono parole di Luigi Fedele, oggi capogruppo del Pdl in consiglio regionale - orientati all'insinuazione tendenziosa di dubbi sull'attività dei diversi livelli istituzionali della regione stessa.Dopo una premessa così farraginosa e in stretto politichese, Fedele chiede con un suo ordine del giorno all'assemblea di stigmatizzare e respingere tali attacchi strumentali rivolti alla Calabria e che tentano di costruire all'esterno un quadro desolante dell'intera regione. L'ordine del giorno era firmato anche da Nicola ADAMO, oggi nel gruppo misto ma fino a ieri influentissimo esponente del Pd calabrese, il quale intervenendo a sostegno della mozione, con un appassionato intervento si è rivolto all'assemblea sostenendo, senza imbarazzo, che non è questa l'immagine della Calabria, non è questo che noi siamo e, riferendosi al consigliere regionale Zappalà tuttora agli arresti, ha tenuto ad evidenziare, in termini garantisti, che c'è un processo in corso. "Dobbiamo difenderci - ha affermato Adamo - da una lobby dell'informazione, da quei giornalisti professionisti dell'antimafia che speculano sulla Calabria". Sull'ordine del giorno si sono subito dichiarati contrari il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sandro Principe e Mimmo Talarico di Italia dei Valori. Per Principe l'ordine del giorno veniva giudicato inopportuno, in quanto l'approvazione del documento poteva essere Nicola Adamo strumentalizzato da avversari politici e mass media. Più netto il giudizio di Mimmo Talarico: "Non è condannando i mass media - ha affermato il con-

sigliere di Idv - che possiamo risolvere le questioni. Il problema è chi è che dà questa immagine della Calabria all'esterno, cioè i protagonisti".Alla fine l'ordine del giorno non è passato e si è deciso di rinviare la decisione della riunione del 22 febbraio. Da oggi al 22 febbraio c'è da ritenere che l'ordine del giorno proposto dal capogruppo del Pdl non mancherà di suscitare reazioni. E' pur vero che sulla Calabria e sul peso che esercita la criminalità sulla vita quotidiana, c'è un accanimento mediatico che non si registra neppure in realtà più critiche come quella di Napoli o della Sicilia. Ma è pur vero che la risposta non può essere quella di Luigi Fedele che vorrebbe autoassolversi, insieme a tutto il consiglio regionale, dalle responsabilità politiche per quanto, nella trasmissione televisiva, è stato denunciato. Chi ha avuto modo di seguire la trasmissione, ricorderà lo sconforto disarmante del funzionario dell'ufficio tecnico del comune di Isola Capo Rizzuto, lasciato solo a gestire l'ufficio e le autorizzazioni a costruire, dopo che gli hanno bruciato la casa e due volte l'auto. Per non dire del sindaco donna che ha disposto la demolizione di una costruzione abusiva. Professionisti o meno dell'antimafia, è a lui, ai sindaci coraggiosi, ai magistrati in prima linea, a carabinieri e poliziotti, che deve andare il ringraziamento, l'apprezzamento e l'incoraggiamento dei calabresi a difendere l'autorità dello Stato e il rispetto delle leggi.E' questa la Calabria che meriterebbe le prime pagine dei giornali e l'apertura dei TG calabresi, a cominciare dal Tg 3. Quanto ai politici, rispondono personalmente dei loro comportamenti ai calabresi e, quando occorre, alla magistratura. Il problema che si pone, semmai, non è chi li vuole delegittimare ma chi li ha legittimati a sedere nelle istituzioni elettive.Quando il voto è trasparente e pulito nessuna delegittimazione è possibile.-

QUARTIERE FIERISTICO

SE NON SFORNA CLIENTELE...

Il fatto che si torni a parlare e a scrivere del nuovo quartiere fieristico da realizzare nell'area delle cupole geodetiche è senza dubbio positivo ma ai cittadini bisogna dire la verità.Il progetto del nuovo quartiere fieristico è vecchio di decenni. Il primo stanziamento della Regione risale agli anni 80. Il resto lo avrebbero dovuto fare la Camera di Commercio e i tre comuni dell'area urbana, cioè Cosenza, Rende e Castrolibero. Si è perso del tempo prezioso con un rimbalzo penoso di responsabilità, omissioni, calcoli clientelari. Si è preferito tirare avanti con le tre cupole esistenti, utili ma insufficienti e inadeguate per un Le cupole geodetiche nel quartiere fieristico capoluogo di provincia.Associazioni del commercio e dell'imprenditoria hanno dimostrato di non saper guardare avanti, di non saper cogliere l'importanza e la rilevanza di un quartiere fieristico moderno e attrezzato, consentendo ai politici di rinviare ogni decisione al riguardo.Il compianto ingegnere Giovanni Guzzo ha lasciato un progetto di grande valore e si è sempre dichiarato convinto che la bonifica dell'area contaminata da rifiuti non presentava difficoltà tali da bloccare la realizzazione del quartiere fieristico. Oggi non è dato sapere in quale cassetto il progetto è stato sepolto. Resta di tutta evidenza l'inadeguatezza delle tre amministrazioni di Cosenza, Rende e Castrolibero a cogliere l'importanza che ha per tutta l'area urbana (e non solo) la realizzazione di un nuovo quartiere fieristico. Bisogna, anzi, dire che la mancata realizzazione della struttura in un'area in cui convergono i confini territoriali di Cosenza, Rende e Castrolibero dimostra quanto astratta sia la volontà di ragionare ed agire in una logica di area urbana. La verità è che la sub-cultura dei campanili e delle gelosie territoriali è dura a morire. Pensare alla grande, rendere competitiva la Calabria con le aree forti del Paese, valorizzare e commercializzare le produzioni locali, evidentemente, non porta voti. Enzo Paolini Sugli obiettivi d'interesse generale la politica dei feudi elettorali e delle lobby parassitarie non ha interesse a investire.-


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n.5 - 5 febbraio 2011

L’OSPEDALE CHE NON C’È

UNA MOSSA PRE-ELETTORALE Con la vittoria del centrodestra e l'arrivo di Scopelliti alla I soldi per realizzarlo non ci sono, il desiderio si. E' quanguida del governo regionale, si è scoperto che esiste l'atto to ha stabilito la commissione comunale riunitasi per delidi indirizzo legislativo del consiglio regionale ma non esiberare dove dovrà sorgere il nuovo ospedale di cui Cosenza ste alcun pronunciamento ha bisogno. della giunta regionale per la La storia è nota. Il consifase esecutiva. Non esiste, glio regionale precedencioè, una delibera di giunta te a quello attuale, goal riguardo né, conseguenvernatore Loiero, in un temente, l'individuazione documento legislativo e delle risorse finanziarie nedi indirizzo, dava indicacessarie. Si farà - ha assicuzioni alla giunta regionarato Scopelliti - quando ci le per avviare le procesaranno i soldi. Intanto l'amdure esecutive finalizzaministrazione uscente di te alla realizzazione di un Palazzo dei Bruzi non ha nuovo ospedale a voluto rinunciare a fare la Cosenza.parte di sua competenza ed Contestualmente autoha scelto Vaglio Lise come rizzava la giunta a con- L’area su cui dovrebbe sorgere l’ospedale ubicazione del nuovo ospetrarre un mutuo di 40 midale. Il resto dovrà farlo la nuova amministrazione e il sinlioni a sostegno dell'iniziativa per la quale era stato predaco che la città eleggerà. Resta da chiarire chi doveva avesentato anche il progetto finanziario.re la premura di seguire la pratica del nuovo ospedale e farAi cosentini si è lasciato credere che bisognava soltanto dela portare in giunta per le decisioni del governo regionale. cidere in quale località si doveva realizzare l'ospedale ed al Un dettaglio che è sfuggito ma di cui si dovrà parlare in riguardo, sindaco Perugini in testa, si sono tenuti incontri e campagna elettorale. conferenze stampa per esaminare le varie opzioni.-

Riceviamo e pubblichiamo

ANCHE ADAMO VUOLE LISTE PULITE

di Vincenzo Adamo Sulla questione morale Il Governatore, Giuseppe Scopelliti, ha tracciato la rotta, dando esempio, soprattutto nelle ultime elezioni regionali, di trasparenza e intransigenza. Lo sostiene Vincenzo Adamo, capogruppo in Consiglio del PDL nella città di Cosenza. Sono certo - ha continuato Adamo- che il modello Scopelliti orienterà il Pdl anche nella scelta dei candidati per la compilazione delle liste nelle prossime amministrative di Cosenza. Voglio ricordare- aggiunge il Vincenzo Adamo Capogruppo in Consiglio - che opponendo un rifiuto perentorio alla candidatura di Riceviamo e pubblichiamo persone che non avevano i requisiti richiesti per essere presentati nel Popolo della Libertà, il Governatore ha con coraggio inauMentre il sindaco uscente, Avv. Perugini, sfoglia la "margherita" al motivetto mi candido....non mi candido, sui nastri di pargurato una nuova stagione improntenza, superata la punzonatura, viene ufficializzata la candidatura dell'avv. Vincenzo Adamo, consigliere uscente dell'oppositata ai valori della moralità e della zione a Perugini. Bravo e serio professionista, anche se più noto come figlio della sig.ra Feola, ex sindaco di Rende. Ma la sua legalità. E' dovere di noi tutti- ha eventuale candidatura maturerebbe più per surroga a quella di Giacomo Mancini, preannunciata in occasione pubblica dal continuato- operare nella direzione responsabile provinciale, Leone del PDL, subito declinata dallo stesso Mancini che preferisce mantenere la nomina di assessoda lui tracciata pur nella consapere regionale, (qui non si capisce perché fu fatta una convention di quella portata per dire: non mi candido) che per ispirazione volezza che non sempre risulti agemagari sublimata dall'amore per la città di Cosenza. Forse la candidatura di Giacomo avrebbe causato qualche problemino vole, su un terreno difficile come nella coalizione in cui si è "annicchiato" per l'occasione regionale, atteso che la storia cosentina ci conserva vecchie scorie ineliquello calabrese, prendere controminabili come l'uranio impoverito. Mi riferisco all'eterna lotta (politica) Mancini-Gentile e lo stesso Roberto Occhiuto che, misure adeguate rispetto al rischio ricordiamo, insieme al consigliere di rifondazione comunista, di infiltrazioni e contaminazioni. Sergio Aquino, occupò la stanza dell'allora Sindaco Mancini, Grazie all'azione rinnovatrice di sospeso dalle sue funzioni perché indagato per "concorso esterScopelliti la Calabria - ha afferno in associazione mafiosa", conclusasi in bolla di sapone. mato Adamo- è stata protagonista D'altronde la candidatura di Vincenzo Adamo non garantirebdi un riscatto etico che i calabresi be gli equilibri, già precari, della coalizione non solo perché ultiattendevano da tempo. Anche a mo "annicchiato", per trascinamento, (quando sarà cresciuto Cosenza in vista delle elezioni farà una scelta autonomamente?) in quest'area politica, quanto comunali con Scopelliti Presidente si presenterebbe col fardello pesantissimo della fallimentare - ha rilanciato - il PDL saprà dare esperienza nell'omonima fondazione e di "andare oltre" (autoprova di rigore e non deluderà le bocciatura?) Ma ai nastri di partenza rischia di surriscaldarsi aspettative degli elettori. Come (molto sponsorizzato ancora non candidato) un altro giovane e serio professionista noto alla città fino all'estremo Oriente. spesso è stato sottolineato dallo Parliamo di Mario Occhiuto, fratello del più noto parlamentare, Roberto (UDC). Questa opzione, per quanto molto sostenuta stesso Governatore- ha commentadalla Confesercenti e dall'UDC di Casini, "graditina" al nascente terzo polo, fuori da questo recinto diventa improponibile per to Adamo- non si tratta, sic et simdue ragioni: la prima, la pretesa dell'UDC di contare quanto il PDL nella contrattazione politica per le prossime competizioni pliciter, di individuare nomi nel di primavera; la seconda richiederebbe defaticanti equilibrismi che appaiono sempre più inapplicabili quando si guarda al quarispetto dei criteri stabiliti nel codidro nazionale. Senza contare l'imbarazzo di Mancini a dover sostenere il fratello di chi mise fuori dalla porta il nonno. Insomma ce Etico elettorale dalla commissiola faccenda richiederebbe una molto impegnativa elaborazione politica per la quale non conviene a nessuno impegnarsi se si ne Antimafia che vieta candidature vogliono mantenere saldi i rapporti di forza regionali. Uscendo dalle tribolazioni che affliggeranno partiti e coalizioni, restano di persone condannate per associale candidature con le liste civiche, come si dice, "fai da te". L'avv. Paolini "comincia da tre" ed il consigliere uscente, Sergio zioni mafiose o per delitti contro le Nucci, presenta, per il momento, i simboli di 4 liste (aspettiamo che le riempia). Intanto parte con lo spot in tv dove invita a restipubbliche amministrazioni. Il protuire colore alla città (speriamo non solo quello). Anche il dott. Nucci è gravido di qualche fardello: quello legato alla sua espegetto che condividiamo con il rienza del recente passato insieme a Mancini col quale è stato eletto e, ahi lui, abbandonato (chi aveva ragione?). "Non ci resterà Presidente- ha concluso- è quello di da piangere" perché, per fortuna, a risollevare le sorti della nostra martoriata città si candida l'avv. Paolini, forte della sua espeattuare un rinnovamento profondo rienza maturata a fianco del "vecchio leone" Mancini, disponibile a spenderla per i cittadini di Cosenza, stanchi di assistere allo e e ci impegneremo perché anche sfacelo della Catizone prima e di Perugini poi. L'unico legittimato per il ruolo da Lui svolto di capogruppo del Consiglio, streCosenza possa conoscere una fase nuo difensore dell'azione manciniana rivolta ad ottimizzare i servizi, a restituire centralità a Cosenza, rendendola vivibile come nuova in cui non troveranno spamodello europeo e restituendo ai cosentini l'orgoglio dell'appartenenza. Io lo voterò e consiglio, come uomo di destra, il PDL a zio logiche che appartengono a un farci un pensierino. vecchio modo di fare politica. Manlio Luise

PERUGINI SI CANDIDA PER USCIRE...


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n.5 - 5 febbraio 2011

SANITÀ PRIVATA ED OSPEDALI PUBBLICI

IL RUOLO DEI PRIVATI

Bisogna avere molto senso di responsabilità nel valutare la proposta formulata dal sen. Antonio Gentile, avendo a cuore la salute dei cittadini e il loro diritto ad essere curati, possibilmente lasciando da parte pregiudizi ideologici e pulsioni di tornaconto politico.- Da tempo diciamo che un servizio sanitario moderno, efficace ed efficiente deve poter contare su una reale ed effettiva integrazione tra strutture a gestione pubblica e strutture a gestione privata che possa contribuire a ridurre liste d'attesa e costi di mobilità fuori regione, garantendo la libera scelta del paziente. La collaborazione fra pubblico e privato, espressione di un unico servizio sanitario, è da auspicare già in condizioni di normalità, quando cioè il servizio si svolge a regime, ma lo è ancor di più quando si presentano condizioni straordinarie di crisi ed il servizio pubblico deve poter assicurare le prestazioni richieste dai cittadini.C'è subito da chiarire che l'eventuale ricorso alla collaborazione di strutture private non comporta costi aggiuntivi né lievitazione della spesa sanitaria. Tutt'altro. Chi sostiene o lascia intravedere un aggravio di costi non dice la verità o non ha le conoscenze necessarie sotto il profilo tecnico-amministrativo. E' vero, semmai, il contrario se si tiene conto che tutti gli indicatori statistici, anche quelli recentemente pubblicati da Censis, Ermeneia e Ministero della Salute attestano come la medesima prestazione resa in ospedale pubblico costa - a parità di standard qualitativi - due terzi in meno se resa in ospedale privato.- Ecco perché l'intervento responsabile e razionale del sen. Gentile va inteso come finalizzato a migliorare lo svolgimento del servizio sanitario pubblico in maniera intelligente e scevra da pregiudizi o anacronistici steccati ideologici.- Al riguardo non si comprendono talune osservazioni circa la praticabilità della proposta del sen. Gentile in quanto favorirebbe le strutture private che già lavorano a tempo pieno. Qui si confonde l'esaurimento del budget di prestazioni contrattualizzato con l'ASPcon la capacità effettiva delle strutture private ad erogare prestazioni oltre quelle "acquistate" dall'ASP di riferimento. Non si tiene conto, cioè, della capacità produttiva delle strutture private per cui, di conseguenza, si saturano le liste di attesa nelle strutture pubbliche e i cittadini si vedono costretti a rivolgersi a strutture fuori regione, con notevole aggravio di costi per le casse regionali.Un tavolo tecnico risolverebbe in poche battute la convenienza, in termini di costi e di servizio ai cittadini, a ricorrere alle strutture private per fronteggiare temporaneamente la crisi del reparto di ortopedia dell'Ospedale di Cosenza.Chi si oppone pregiudizialmente alla proposta del sen. Gentile provi a spiegare perché un cittadino di Cosenza, bisognoso di cure, non avendo risposta dall'ospedale se non la collocazione in fondo ad una lunghissima lista d'attesa, non può rivolgersi ad una struttura privata accreditata, che è in grado di fornire la prestazione richiesta a tariffa predeterminata dall'ASP, ma deve rivol-

Massimo Miraglia e Giuseppe Scopelliti

gersi fuori regione spostando "quote" della spesa sanitaria in favore di strutture esterne alla Calabria.Dovrebbe bastare il buon senso per cogliere la praticabilità della proposta del sen. Gentile ma, evidentemente, scattano meccanismi che nulla hanno a che fare col diritto dei cittadini ad essere curati, possibilmente, non lontano da casa e dalla famiglia. E qui sta il problema, che non può essere eluso con supposti e infondati vantaggi che verrebbero alla sanità privata. La verità, amara e drammatica, con la quale la politica degli sprechi e delle clientele non vuol fare i conti, è che un intervento eseguito in ospedale, che alle casse regionali viene a costare 100, in una struttura privata accreditata, a parità di condizioni e di standard qualitativi, viene a costare 35. E non perché si è più bravi, semplicemente perché si seguono criteri imprenditoriali di efficienza, qualità, costi reali, personale qualificato.Per concludere, se il reparto di ortopedia dell'ospedale di Cosenza vuole avvalersi della collaborazione delle strutture private accreditate, non deve fare altro che avviare le procedure necessarie nella totale trasparenza delle reciproche nonché legittime convenienze.Massimo Miraglia Presidente Aiop Calabria

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PDL, PD E UDC PRENDONO TEMPO

IL TEATRINO DELLE CANDIDATURE da Gino Trematerra sul tavolo del PDL? E' caduta o è parcheggiata? Non aiuta nemmeno il comportamento dell'UDC, sempre più partito giapponese, nel senso che continua a muoversi e a pronunciarsi all'interno dell'alleanza col PDL, ignorando o facendo finta di ignorare che Pierferdinando Casini ha lanciato il Nuovo Polo per l'Italia come alternativa dei moderati a Berlusconi e al berlusconismo.A questo punto si ha qualche difficoltà a ipotizzare razionalmente che Berlusconi possa regalare all'UDC il sindaco di Cosenza quando Casini ha già fatto sapere che a Reggio il Nuovo Polo correrà con un proprio candidato. Questo il teatrino che abbiamo davanti né si può dire che il PD stia meglio.E' pur vero che il commissario Musi ha incassato l'abbandono del PD da parte di Loiero, portando a 3 i siluramenti dei responsabili di Caposuvero e della disfatta elettorale alle regionali. Ora bisogna pensare alle candidature per le amministrative di primavera ma non sono decisioni facili da prendere. Questo spiega perché nel "teatrino" della politica, riguardo al PD, vanno in scena sia la bocciatura della ricandidatura di

Perugini, sia un possibile recupero. Di "primarie" si parla poco e in modo confuso. Nessuna conferma, nessuna smentita.-

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pri ma LA “COSE SOLIDE” DI LOIERO

a mare, alle sorti del turismo per il quale non potevano bastare le scuse fatte da Loiero ai turisti malcapitati in Calabria quando il mare di Ulisse, Scilla e Cariddi, gorgogliava di merda. Ci sarebbe altro ma, dopo la disfatta elettorale, non ha senso infierire sull'ex governatore. Ad Agazio Loiero persona, intellettuale e cittadino, politico maturo giunto al giro di boa dei 70 anni, vorremmo suggerire di non insistere né sulle cose "fatte" né sulle cose "solide". Ironia della sorte e realismo della politica legano la sua figura di governatore della Calabria a quella contabilità "omerica" che i ministri Tremonti e Sacconi gli hanno contestato ai tavoli romani. Nella contabilità regionale non "omerica" è stato rilevato che un pasto ospedaliero (non ci stancheremo mai di menzionarlo) fatto di pastina in brodo, pollo lesso e patate è stato caricato alla Regione per 350 euro e nessuno, Loiero in testa, ha avuto nulla da osservare.Sono questi i numeri che ha lasciato Loiero a Scopelliti.-


Cosenza Oggi N.5 2011