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AREA URBANA NUOVA SERIE N.31 - 29 OTTOBRE 2011

si legge su internet digitando www.cosenzaoggi.it

www.cosenzaoggi.it MERKEL-SARKO .

CONGRESSI PD

LA “CASTA” E L’ANTIPOLITICA

E MUSI SE NE VA

LOR SIGNORI E LA BENZINA

La sorpresa è per chi non segue la politica nei suoi linguaggi cifrati, diversamente l'abbandono di

Se gli organi d'informazione, giornali e Tv, facessero il loro mestiere, sempre e comunque, il siste

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QUEI SORRISI NON CI OFFENDONO Si è fatto un gran parlare dei sorrisi ironici che la Merkel e Sarkozy hanno riservato alla crisi italiana ed al capo del governo quando,in conferenza stampa,una giornalista ha posto la domanda sull'affidabilità dell'impegno italiano e di chi guida il governo.Regole di protocollo istituzionale a parte e senza voler escludere che la domanda Sarkozy se l'aspettava, il siparietto che ha mortificato gran parte degli italiani va contestualizzato e ridimensionato nella sua gravità.Gli italiani e l'Italia non c'entrano,per ragioni di peso politico nell'UE e perché sia la Merkel che Sarkozy agli italiani non hanno nulla da rimproverare.A Berlusconi ed al suo governo,con le sue finanziarie vaganti e contraddittorie,certamente si. Berlusconi ha capito in ritardo che andare a Bruxelles per incontrare i capi di governo dei paesi Ue non è come andare da Vespa a "Porta a Porta".

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OSCAR ALLA PROVINCIA

CONGRESSI PD

OLIVERIO UBER ALLES

VENTI DI GUERRA DAL CAMPAGNANO

Non è dato sapere quanti nel PD hanno mugugnato nell'apprendere che la Provincia di Cosenza si è

Bastava già Occhiuto a turbare le atmosfere politiche ed amministrative del principato con quella

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Sandro Principe

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Da Vespa le può sparare come vuole, poi ci pensano le TV,i giornali di famiglia e di area a propinarle e questo spiega perché siamo andati avanti per anni col sorriso dell'ottimismo e gli scongiuri per la sinistra che porta jella.Pensare positivo,insomma, e la crisi non produce effetti.Questo ,più o meno,il verbo berlusconiano mentre da Bruxelles e da Bankitalia giungevano sollecitazioni severe. Il ministro Tremonti,che gode di grande credito nei board internazionali,per il suo inamovibile rigore per poco non è finito sotto la macchina del fango.Deve ringraziare la Lega di Bossi,che si è messa di traverso ed ha fatto rientrare la campagna diffamatoria.Queste cose le sanno a Bruxelles così come le sanno a New York e soltanto a Berlusconi può venire in mente di darla a bere ai suoi interlocutori. Lui non si rende conto quanto gli abbia nociuto,in termini di

OCCHIUTO E I SUOI CANTIERI

NON GLIENE FREGA NULLA

Se non è annoiato è comunque distaccato, quasi assente Mario Occhiuto quando c'è consiglio comu-

Abbiamo già scritto che il 24 agosto, con una circolare, la dirigenza del settore Trasporti-Lavori

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PALAZZO DEI BRUZI

TRASPORTO PUBBLICO

Fausto Orsomarso

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E MUSI SE NE VA Adriano Musi, commissario del Pd calabrese, era già nell'aria. Lo aveva fatto capire Migliavacca, dirigente nazionale che sovrintende alle realtà locali. Naturalmente andava rispettata la forma e, quindi, bisognava chiudere almeno con la fase introduttiva dei congressi. Nominati i coordinatori e fatte le regole, Musi poteva concludere. E così è stato. Ma nel PD calabrese è guerra per bande e Musi non deve aver sofferto molto nel passare la mano. La maledizione di Caposuvero, con le sue ignominie, continua ad agitare la vita interna del PD. Roma, comunque, non poteva non prendere in considerazione la richiesta, firmata da una parte rilevante della nomenclatura del PD, di porre fine al commissariamento e di andare ai congressi. In calce alla richiesta, però, mancavano le firme di autorevoli esponenti parlamentari. Un partito destrutturato e diviso in cordate, dunque, che deve fare i conti con la possibile chiamata alle urne della prossima primavera. E qui sta il punto. Oltremodo difficile si presenta il compito di portare a sintesi le varie posizioni. Del resto non si discute e non si litiga sui programmi e sulle strategie ma sulle ambizioni e aspettative personali. Il nodo, a detta dei beneinformati, sono le candidature al parlamento nazionale se si vota in primavera, co-

Adriano Musi

me sembra ormai molto probabile. Gli aspiranti in pectore superano di molto i posti disponibili in lista e, se si vota con la legge porcata, è Roma che detta l'ordine progressivo delle presenze in lista. Come fece Veltroni nel 2008. In questa ipotesi di scenario bisogna tenere conto dei vincoli statutari e delle loro possibili deroghe. Fra "rottamatori" e "TQ" che si fronteggiano, resta da stabilire e definire l'incompatibilità fra cariche di partito e ruoli istituzionali, il limite di tre legislature parlamentari mentre è già operativa, ope legis, l'incompatibilità fra carica di sindaco e parlamentare per i comuni oltre 15 mila abitanti. E poi c'è quella sortita di Mario Oliverio, a caldo, davanti alle telecamere per commentare il siluramento, da fuoco amico, di Enzo Paolini a sindaco di Cosenza, quando ha affermato che in Calabria il PD non potrà uscire dalle secche se non si stabilisce che chi è consigliere regionale o assessore, sindaco di capoluogo o presidente di provincia, non può candidarsi a Camera e Senato, unica possibilità reale per svecchiare il partito e aprire a una nuova classe dirigente. Ce n'è quanto basta per far scappare Musi e dissuadere dall'invio di altri commissari. Soltanto una sana guerra può mettere le cose a posto.

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PALAZZO DEI BRUZI

OCCHIUTO E I SUOI CANTIERI nale. Abituato alle riunioni di studio o ai tavoli di management accreditati, pubblici o privati, nazionali o internazionali, quale può essere il grado di attenzione quando, come è accaduto nell'ultimo consiglio, la bagarre esplode sulla nomina degli scrutatori elettorali. Il sindaco urbanista sa che deve pagare un prezzo per svolgere il suo mandato e, alla fine, si adegua. Ma lui pensa ai cantieri che deve aprire, agli ostacoli che restano da superare e non fa mistero di trovare la politica e le sue beghe incompatibili con quello che lui considera il bene ed il futuro della città. Dopo 4 mesi dal suo insediamento si può dire che Occhiuto si conferma un sindaco anomalo, nel senso che più che l'inizio di una carriera politica, nella sua sindacatura c'è soltanto il progetto di un urbanista che vuole cambiare la sua città. Il tempo dirà quanto corrispondente alla realtà sia questa percezione ma, oggettivamente, non si registrano interventi politici di rilievo di Mario Occhiuto se non la partecipazione alla "marcia" del Fronte della Gioventù su Palazzo dei Bruzi, in versione non di lotta ma di governo. Ma anche sotto questo profilo Occhiuto ha inteso prendere le distanze dallo striscione steso dal balcone di Palazzo dei Bruzi a sua insaputa. A lui interessano i cantieri da aprire per la metropolitana, Piazza Bilotti, l'ospedale dell'Annunziata, il Parco Fluviale, il Quartiere Fieristico e l'elenco sarebbe più lungo. Come farà, dove prenderà i soldi non lo ha spiegato compiutamente ma, da urbanista, afferma che i lavori presto cominceranno. Il suo predecessore, anzicchè chiedergli conto delle risorse disponibili per aprire questi cantieri, ha rivolto una interrogazione per sapere dove prende i soldi, il sindaco, per quel fondo di solidarietà che dovrebbe far fronte alle criticità di quegli inquilini che non possono pagare il fitto casa. Occhiuto non sarà un gigante politicamente ma è la statura, politica ovviamente, di oppositori come il suo predecessore che gli danno la possibilità di disegnare scenari da sodirettore responsabile Fax 0984.062646 gno per una città ereditata in condizioni da quarAntonlivio Perfetti Registro Stampa Tribunale to mondo. E sono trascorsi appena 4 mesi. Una Direzione-Amministrazione di Cosenza n.547 Via De Rada, 68 - Cosenza Fotocomposizione mattina ci sveglieremo e avremo l'impressione Telefono 0984.23253 De Rose, Montalto (Cs) di essere a Shangai. Ha ragione lui, sognare non e-mail: redazione@cosenzaoggi.it costa nulla.

Palazzo dei Bruzi


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CONGRESSI PD

VENTI DI GUERRA DAL CAMPAGNANO ostentata determinazione di restituire a Cosenza funzioni e ruoli di capoluogo, in netta controtendenza col rapporto subalterno che, con Perugini sindaco, si era instaurato fra la città di Telesio e uno dei suoi vecchi casali. Ora si ci è messo anche Mario Oliverio che, nel giudizio di oltre-Campagnano, ha guadagnato troppe posizioni nel partito. Ci mancava l'oscar alla Provincia per il bilancio più trasparente. Ma non è l'oscar che ha fatto saltare i nervi al dominus del principato, nonché capogruppo PD in consiglio regionale ma l'assemblea promossa da Oliverio a Lamezia il 3 novembre aperta a tutte le sensibilità del PD. Molti hanno mugugnato, Principe no e, abile e tempestivo come sempre, ha precipitosamente organizzato un'assemblea del PD nel suo "principato" per venerdì 28 ottobre. Se Oliverio ha fatto tappezzare la provincia del manifesto che celebra l'assegnazione dell'oscar al bilancio più trasparente, Principe ha fatto tappezzare l'area urbana dei manifesti che annunciano l'assemblea nel principato. Dal manifesto si apprende che resusciterà in carne e ossa Marco Minniti che, da solo, ha fatto più danni al PD di Loiero, Bova e Adamo messi insieme. Torna in scena Minniti dopo aver cercato di farsi dimenticare come partner di Loiero per rovesciare la Calabria come un calzino. Ora vuole essere lo sponsor del nuovo corso che si auspica per il partito anche in Calabria e sarà un dettaglio trascurabile se il nuovo lo vuole costruire partendo da Rende. Non è dato sapere se, in cuor suo, Mario Oliverio sta lavorando per

essere il miglior candidato possibile alle prossime regionali per battere il centrodestra ma ciò che è certo è che a questo ruolo sono in parecchi ad aspirarvi. Maiolo ci ha provato già ma gli è andata male, Minniti rimasto orfano di Cossiga, potrebbe pensarci, Principe ci penserebbe soltanto se le sedi del consiglio e della giunta venissero spostate a Rende, Occhiuto permettendo. Ci sarebbe anche un candidato serio di cui si comincia a fare il nome e cioè il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, sui cui meriti politici sarebbe complicato sollevare obiezioni. Per ora è guerra di posizione e si può stare certi che, a Rende, Principe e Minniti faranno il pieno. E' una prerogativa del principato che, a memoria di socialisti, non ha mai registrato una sala non affollata. A prescindere dal tema in discussione. C'è una incognita, però, che Sandro Principe, preso dall'eccitazione di fregare Oliverio, non ha valutato bene. Nelle stesse ore, a Cosenza, al Modernissimo viene presentato il libro di Paolini e Kostner, edito da Rubettino, "Agguato a Mancini", che ricostruisce rigorosamente le fasi politiche e giudiziarie della vicenda che vide Mancini imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. A parlarne saranno Claudio Martelli, Paolo Mieli, Ferdinando Imposimato e Matteo Cosenza, nomi che non hanno bisogno di note biografiche. Martelli si porta dietro una storia di tutto rispetto che Principe conosce molto bene e che è quanto rimane dell'onore socialista che Martelli voleva salvare ma Craxi glielo impedì. L'onore socialista, venerdì, è al Modernissimo.

PRESENTAZIONE: 28 OTTOBRE - ORE 18. 00 CINEMA MODERNISSIMO

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TRASPORTO PUBBLICO

NON GLIENE FREGA NIENTE Pubblici, su delega della giunta, ha deciso l'aumento del costo del biglietto nel trasporto pubblico. Colpiti, in modo particolare, studenti e pensionati ma, trattandosi di trasporto pubblico, sono le famiglie come soggetto collettivo a pagare il prezzo più pesante. L'aumento del costo del biglietto ha fatto registrare reazioni soprattutto da parte degli studenti che, a quanto pare, hanno deciso di non pagarlo proprio il biglietto. Alla potente lobby dei concessionari deve andare bene anche così, visti i margini di profitto che riesconono spuntare con la Regione. Quello che sorprende è il silenzio politico sulla vicenda, un silenzio di lotta e di governo, visto che né la maggioranza di governo che sostiene Scopelliti né l'opposizione interpretata da Principe per il Pd, da Aiello per SEL. da Talarico per IDV hanno prodotto interventi di chiarimento. Abbiamo già detto che lor signori viaggiano in auto blu o auto privata pagata dalla Regione e, quindi, difficilmente hanno contatto con il trasporto pubblico ed il costo del biglietto. La delega ai Trasporti ce l'ha Fausto Orsomarso, che dal saluto romano è passato legittimamente agli impegni di governo e studia da statista accanto a Scopelliti. Da quando ha la delega non è dato sapere cosa abbia prodotto. Il servizio del trasporto pubblico è di bassissima qualità anche se con Loiero non

è che si stava meglio. Non ci sono controlli e la dice lunga la protesta dei concessionari quando Naccari Carlizzi, responsabile dei Trasporti con Loiero, fece balenare la possibilità del controllo satellitare sulle corse effettivamente effettuate dai concessionari. Eppure basta andare all'università all'ora di punta per constatare con quanta frequenza avviene il taglio di determinate corse lasciando gli studenti in estenuanti attese. E comunque perché Orsomarso o chi per lui non spiega la necessità di aumentare il costo del biglietto?Il 24 agosto è una data sospetta perché cade nel periodo in cui si organizzano concorsi, bandi e appalti. Quanto costa alla Regione, cioè ai calabresi, il trasporto pubblico?Chi e come ne controlla la regolarità e la qualità? Perché la domenica i bus non viaggiano limitando il diritto alla mobilità dei calabresi? Vada per i politici che viaggiano in auto blu o di rappresentanza ma i sindacati?Quanto incide sul reddito da lavoro il costo del biglietto nel trasporto pubblico?E le associazioni in difesa dei consumatori hanno esaminato il problema?Altrove l'aumento del costo del trasporto pubblico è stato impedito, per l'implicito costo sociale che comporta. In Calabria non se ne sono nemmeno accorti. Oppure il silenzio è d'oro perché la potente lobby interessata ha chi la protegge?


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LA “CASTA” E L’ANTIPOLITICA

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LOR SIGNORI E LA BENZINA ma di privilegi che la casta dei politici si è costruita intorno non avrebbe vita facile. Nella memoria collettiva il merito di aver messo in mutande la casta dei politici va a due giornalisti del Corriere della Sera, Rizzo e Stella, autori del best seller che passerà alla storia per gli effetti prodotti ma, in effetti, prima del meritorio lavoro di Rizzo e Stella c'è quel pregevole studio fatto da due parlamentari progressisti, Salvi e Villone, sui costi della democrazia. Comunque sia, gli italiani hanno capito come gira la ruota dei privilegi e la casta ha capito come è nata l'antipolitica. E dopo le comunità montane sulla riva del mare, i viaggi in aereo a sbafo, le auto blu con e senza scorta, le spese per massaggi e cure termali, le divise dei commessi parlamentari che costano 3.500 euro (due all'anno), le tovaglie di lino dei bagni del Senato che vengono pagate (80 euro cadauna) il doppio di quanto le stesse tovaglie vengono vendute (40 euro) su internet, gli italiani "che non arrivano a fine mese", come ricordano i politici nei salotti televisivi, hanno appreso che a lor signori in parlamento un pasto completo e raffinato viene a costare da 5 a 8 euro. Tutti privilegi a fronte di un paio di giorni di lavoro. Si arriva martedì e si riparte giovedì, salvo imboscate al governo e voto palese. Cosa vuoi di più dalla vita. L'ultima birichinata ai danni della casta è stata la domanda a singoli politici se conoscevano il prezzo della benzina "alla pompa". Niente da fare, ignoranza totale, salvo Italo Bocchino di Futuro e Libertà che ci è andato molto vicino. Cosa vuol dire, che i parlamentari debbono andare in "Panda" a Montecitorio o a Palazzo Madama o che debbono pagare 50 euro il non frugale pasto quotidiano?Intanto facessero almeno finta di lavorare, per salvare la faccia. Poi qualcuno spieghi perché la Camera costa agli italiani il doppio di quan-

L’Aula della Camera

to costa la Camera dei Lord agli inglesi che, per altro, hanno un numero di deputati maggiore. Ma le cose vanno così. Mentre Berlusconi a Bruxelles, con la sua lettera d'intenti, si impegnava a rendere più facili i licenziamenti nelle aziende, a Palazzo Chigi venivano assunti, a tempo indeterminato, 30 dirigenti che arrivano così a 400. Il doppio, a quanto pare, della Casa Bianca. E per loro non c'è il problema di arrivare a fine mese.

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OSCAR ALLA PROVINCIA

OLIVERIO UBER ALLES aggiudicato l'oscar nazionale al bilancio più corretto e trasparente ma, grosso modo, sono, più o meno, gli stessi che hanno firmato la diffida a Musi a convocare i congressi cui vanno aggiunti, d'ufficio, quelli che hanno condannato l'iniziativa di Oliverio di tenere a Lamezia, il 3 novembre, un'assemblea aperta a quadri, amministratori, iscritti e simpatizzanti del PD. Nessuno è precettato e ognuno è libero di andarci o meno. Demetrio Battaglia, consigliere regionale, ha pressato le redazioni dei giornali per chiarire che forse a Lamezia ci andrà, perché Oliverio lo ha invitato ma lui, di solito, va alle manifestazioni "di cui conosce e condivide obiettivi, finalità e schieramento". Lo poteva chiedere ad Oliverio ma, forse, l'iniziativa è senza obiettivi, finalità e ipotesi di schieramento e, quindi, Battaglia non sa che pesci prendere. Come lui tanti altri che non hanno interesse a confrontarsi, a cercare punti d'incontro e di sintesi, salvo poi lamentarsi che nel PD non si discute e non ci si confronta. Oliverio avrà le sue ragioni per promuovere l'iniziativa di Lamezia, ragioni personali oltre che politichese si vuole-ma non si comprende dove sta l'anomalia o la prevaricazione nei confronti delle altre "anime" del partito, cattolici in primis che trovano legittimo riunirsi a Todi ma non consentono che altri si riuniscano a Lamezia. Andava meglio, forse, Caposuvero località ormai simbolica dei travagli e delle sconfitte del PD.

Mario Oliverio ritira il premio degli Oscar

pri ma QUEI SORRISI NON CI OFFENDONO immagine e di credibilità,la bufala della "nipote di Mubarak",ratificata da una maggioranza parlamentare che non teme il ridicolo di fronte all'opinione pubblica internazionale.E' a Berlusconi e alla sua maggioranza politica che la Merkel e Sarkozy hanno rivolto sorrisi e ammiccamenti.Ma non c'è scandalo anche perché nessuno ha dimenticato il gesto delle corna, il cucù alla Merkel, l'irritazione della regina d'Inghilterra e,dulcis in fundo,l'annuncio che il nuovo partito meriterebbe di chiamarsi "Forza Gnocca".Questo il personaggio di cui dovrebbe fidarsi l'UE. Si aggiunga che non trova smentite quanto pubblicato da alcuni giornali che hanno riportato i passaggi di alcune intercettazioni dove Berlusconi avrebbe dato del "cornuto" a Sarkozy e del "culona inchiavabile" alla Merkel. Nella risposta di Sarkozy alla domanda della giornalista c'era il riferimento rispettoso al nostro presidente della Repubblica ed alle istituzioni più autorevoli come Bankitalia col suo governatore Draghi e,verosimilmente,il ministero dell'Economia con Giulio Tremonti che gode di un indiscutibile credito personale. Questo spiega anche perché Berlusconi gli fa la guerra. Gli italiani,dunque,non se la prendano.Quanto accaduto è roba per vignettisti e cabarettisti, grati a Berlusconi per il lavoro che a loro non fa mai mancare.


Cs Oggi N31 - 2011