Page 1

È IN EDICOLA IL SABATO INSIEME A MEZZOEURO

AREA URBANA NUOVA SERIE N. 35 - 26 NOVEMBRE 2011

si legge su internet digitando www.cosenzaoggi.it

www.cosenzaoggi.it GOVERNO MONTI E RAPPRESENTANZA POLITICA

L’ALTRA CALABRIA Paolini, nella veste di presidente AIOP e, prima ancora, come membro dell'esecutivo nazionale dell'AIOP, da oltre dieci anni partecipa agli incontri con il Governo e ai tavoli tecnici per la definizione delle politiche sanitarie. Ha incontrato e creato rapporti con ministri di centro-destra e di centro-sinistra, da Rosy Bindi a Sirchia, da Veronesi a Livia Turco, fino a Ferruccio Fazio, facendosi apprezzare per competenza tecnica e realismo politico. Nella non facile composizione del governo Monti il problema dei sottosegretari da nominare è, forse, il problema più difficile da risolvere poiché sui sottosegretari si addensano gli interessi "di area" di tutte le formazioni politiche. In pratica i partiti non avendo potuto influenzare, se non al minimo delle compatibilità, la nomina dei Ministri cercano di rifarsi con i sottosegretari. Comunque vada a finire, i nomi dei prescelti non saranno mai espressione diretta dei partiti nel senso "dell'appartenenza" ma, appunto, dell'area di riferimento. A conferma che i partiti non staranno a guardare c'è il foglietto passato da Enrico Letta a Monti, nel corso della seduta di presentazione del governo alla Camera, nel quale si è potuto leggere che viene offerta la massima collaborazione anche nella scelta dei vice-ministri. Si vedrà quale saranno i nomi che passeranno indenni dal filtro del Presidente Mario Monti, che non rinuncia, comunque, ad una caratterizzazione tecnica anche della squadra dei sottosegretari. E qui entra in gioco la Calabria che può già rivendicare la soddisfazione di vedere chiamato il calabrese Catricalà a ricoprire la delicata posizione che fu di Gianni Letta nel governo Berlusconi, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. Nella rosa dei nomi, all'esame di Mario Monti e del suo ministro alla Sanità, c'è anche quello di Enzo Paolini come possibile sottosegretario. La notizia, trapelata e ripresa da agenzie e organi di stampa nazionali, al di là del riconoscimento che incassa l'interessato, ha una sua rilevanza politica poiché il nome di Paolini, comunque la si voglia pensare, viene fatto in un contesto di scelte e di criteri in cui primeggiano la competenza, la responsabilità e, non certo per ultimo, un necessario grado di autonomia rispetto alla politica delle appartenenze. Nella rosa dei nomi che concorrono alla nomina a sottosegretario alla Sanità ci sono professori e manager di rango e, soprattutto uno molto gradi-

Enzo Paolini nella rosa dei nomi per la nomina a sottosegretario per la Sanità

SANITÀ

LA ROSA DEI SOTTOSEGRETARI Il rettore della Sapienza nella cinquina di nomi sul tavolo di Mario Monti. In corsa anche il presidente dell'Istituto superiore di Sanità ed ex rettore di Tor Vergata Enrico Garaci. In campo anche il manager vicino al cardinale Bertone Giuseppe Profiti, l'ex ds Vasco Giannotti e il capo dell'Aiop Enzo Paolini Da una parte Mario Monti che chiede nomi di prestigio per completare il suo governo, dall'altra parte i partiti sospesi nella scelta tra l'entrare ufficialmente nel governo o dare soltanto indicazioni di uomini d'area. In mezzo Montecitorio e Palazzo Madama che sono in fibrillazione per capire quale strada a pagina

2

to alle gerarchie d'Oltre Tevere. Paolini entra nella rosa dei nomi, verosimilmente, come tecnico della Sanità, riconoscimento che gli proviene dall'essere, da oltre un quinquennio, presidente dell'AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), ovvero l'organizzazione che raggruppa la quasi totalità di cliniche e ospedali privati, che vanno considerati, nel loro insieme, la seconda gamba su cui cammina il sistema sanitario nel nostro Paese. Paolini, nella veste di presidente AIOP e, prima ancora, come membro dell'esecutivo nazionale dell'AIOP, da oltre dieci anni partecipa agli incontri con il Governo e ai tavoli tecnici per la definizione delle politiche sanitarie. Ha incontrato e creato rapporti con ministri di centro-destra e di centro-sinistra, da Rosy Bindi a Sirchia, da Veronesi a Livia Turco, fino a Ferruccio Fazio, facendosi apprezzare per competenza tecnica e realismo politico. In Calabria la sua autonomia e indipendenza dalla politica e dalle clientele lo ha sempre portato a fasi di duro scontro con i governi regionali, a prescindere dalle maggioranze politiche che li sostenevano. Per Paolini la salute, la sua tutela e l'organizzazione necessaria per garantirla non può essere una opzione della politica. Il diritto alla salute non è né di destra né di sinistra e va garantito comunque, indipendentemente dalle ipoteche che la politica pone nella scelta dei direttori generali di ASP e aziende ospedaliere. Da qui le "rotture" di Paolini con il sistema di potere che tiene in scacco la sanità in Calabria e che ha prodotto passività per oltre tre miliardi di euro. Sono di Paolini le rivelazioni fatte in pubbliche conferenze stampa sugli sperperi della sanità, gli ospedali pieni di cuochi che non cucinano, gli impiegati che sono il triplo dei posti letto, le liste di attesa che costringono i calabresi a curarsi fuori regione, perché logiche poco trasparenti negano la possibilità di potersi curare in Calabria, dove pur esistono le tecnologie necessarie. Il caso più clamoroso in Calabria è quello della PET, tecnologia di ultima generazione per l'individuazione immediata di patologie tumorali, non disponibile a Cosenza nelle strutture ospedaliere ma in una struttura privata e, ciò nonostante, incomprensibilmente non autorizzata a derogare prestazioni in convenzione. Ma non sarà sulla competenza tecnica che la candidatura a sottosegretario di Paolini rischia di soccombere. a pagina

2

prova fine anno  

prova fine anno

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you