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S O C I E T À C O O P E RAT I VA P E R L A R A D I O T E L E V I S I O N E S V I Z Z E R A D I L I N G U A I TA L I A N A

MARZO2013

EDITORIALE

L’obiettivo del 2013 Fra i soci rappresentano meno del 5% ma la loro opinione è importante. Stiamo parlando dei giovani sotto i 35 anni, sui quali la Corsi accende i riflettori per i prossimi mesi. Sarà infatti anche questa fetta di pubblico, estremamente mobile e volatile in termini di fruizione dei mezzi d’informazione, a determinare l’offerta futura della Rsi e ad ‘affrettarla’ verso il traguardo urgente- del multimedia. Per una piccola radiotelevisione come la nostra è fondamentale poter contare su utenti affezionati e consapevoli che scelgano ogni giorno di seguire i suoi programmi. La Corsi, che intende rappresentare questi utenti rendendoli attenti alle sfide che attendono la Rsi, ha lanciato due concorsi -uno di video-clip, l’altro di scrittura (v.pp. 12-15)- abbinati a incontri di formazione con professionisti dell’audiovisivo. Il fine è di coinvolgere i ragazzi risvegliandone la creatività, e cercando di capire nel frattempo come essi interpretino il servizio pubblico e i principi che ne regolano le scelte in termini di produzione e di diffusione. Un modo per sentirsi un po’ più vicini alla Rsi. La speranza è anche quella di scoprire nuovi talenti e naturalmente,

di acquisire nuovi soci Corsi motivati e propositivi. Le serate pubbliche. E’ denso di appuntamenti interessanti anche l’ormai consueto ciclo annuale di dibattiti, che si presenta però in una nuova veste: al centro dell’attenzione e sotto la lente non ci saranno più solamente le attese del pubblico nei confronti dei programmi, ma anche altri enti pubblici, istituzioni, e i principi fondanti della nostra nazione. In altre parole, la Corsi affronterà temi di più largo respiro (v.pag. 20) per aprire lo sguardo sul nostro Paese. Quali sono le sue diverse realtà culturali, politiche, linguistiche ed economiche? Come può contribuire la radiotelevisione a promuovere una migliore conoscenza reciproca? Fil rouge della serie sarà quindi ‘la Svizzera e noi’. C’è anche altro. Infine, il calendario del 2013 include il sostegno a concerti dell’Osi e la partecipazione a fiere e manifestazioni sul territorio. Da destinataria delle attese del pubblico, la Corsi diviene anche promotrice di idee e punto di riferimento costante per l’utenza Rsi. Buona lettura!

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Rapporto del Cp su Verde Aurora 2 PER.CORSI COMUNI

La posta del Cp 4 CORSI DIETRO LE QUINTE

Anche lo sport fa discutere 5 PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

L’importanza della mediazione 6 PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

Notizie dagli organi 10 CO:RSI

Dino Balestra - La Rsi, laboratorio nazionale per una sfida decisiva 11 PER.CORSI COMUNI

Serate pubbliche e altri eventi 12 PER.CORSI COMUNI

Storie per la radio, storie per la tv 15 PER.CORSI COMUNI

Gli studenti della Supsi e il servizio pubblico 16 PER.CORSI CRITICI

Antonella Rainoldi Tele e altre visioni 18 SOMMARIO

PERIODICO DELLA

CORSI IN BUCALETTERE

Daniele Pini La mia Rsi 19 CORSI IN CALENDARIO

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PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI Notizie dagli organi e dal Consiglio del pubblico

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Ogni anno il Consiglio del pubblico costituisce al suo interno diversi gruppi di lavoro incaricati di valutare la qualità delle trasmissioni andate in onda alla Rsi. Le osservazioni e le conclusioni scaturite da questi incontri vengono trasmesse alla direzione Rsi e confluiscono nel Rapporto annuale d’attività Corsi, a disposizione di tutti i soci. In ogni numero della nostra rivista, vi proponiamo in anteprima l’analisi di un gruppo di lavoro.

VERDEAURORA Considerazioni generali La nuova formula si propone di dare alla fascia di primo mattino di Rete Due maggiore unità, continuità e caratterizzazione, mantenendo la varietà dei contributi, e di renderne l’ascolto fluido e godibile. Apprezzata l’apertura oltre i confini locali, verso il resto della Svizzera. Interessanti le tre rubriche fisse: “Buongiorno da”, che offre la possibilità di conoscere, attraverso il commento a un fatto o ad una notizia, realtà lontane dalla nostra, “Oggi la storia” e “In altre parole”: queste ultime permettono di approfondire, da prospettive diverse, in modo mirato e con autorevolezza temi di varia natura. Dal punto di vista della forma, la novità principale consiste nell’affidare la conduzione a tre persone che si alternano a scadenza settimanale, a vantaggio della continuità, della riconoscibilità e della fedeltà di ascolto. Altre novità riguardano la rinuncia all’appuntamento fisso con l’attualità culturale delle 08.00, sostituito con uno spazio dilatato nel tempo e meno strutturato, con contributi più variati e non necessariamente legati agli avvenimenti culturali del giorno precedente. Il “Radiogiornale culturale” è stato mantenuto nel tardo pomeriggio alle 18.00: i due momenti risultano complementari. Durante lo spazio di informazione culturale del mattino (dalle 07.45 alle 08.15 circa) è inoltre stata introdotta la doppia conduzione, che risulta talvolta superflua se non confondente. Anche la colonna sonora è stata rimaneggiata, con l’apertura a diversi generi. Verde Aurora si presenta così come un

contenitore abbastanza ben strutturato di diverse forme giornalistiche, che vanno dalle informazioni di servizio ad approfondimenti di vario genere. Il risultato è globalmente positivo, anche se si possono esprimere alcune osservazioni critiche. - il rapporto fra musica e parlato è piuttosto sbilanciato a favore del secondo. C’è il rischio di ridurre la musica a riempitivo fra gli interventi parlati non rispettando la sua funzione di parte integrante del programma. - va riconosciuto che il compito della conduzione non è facile. Le tre persone che conducono il programma dal lunedì al venerdì - Moira Bubola , Marco Pagani, Sandra Sain - lo sanno fare. Fedeli al loro ruolo, non rinunciano ad esprimere la propria opinione, segnalando chiaramente quando si tratta di affermazioni riportate o riprese da altre fonti o quando si tratta di commenti personali. Per animatori e animatrici vale l’osservazione generale che il pericolo del passo falso è sempre dietro l’angolo, così come il rischio di assumere un tono troppo confidenziale o salottiero, oppure di esagerare nel ritmo e nella verbosità. - la rassegna stampa potrebbe essere più selettiva e mirata. Talvolta gli estratti sono troppo lunghi. Inoltre non è giustificato aprire ed occupare gran parte del tempo con i giornali italiani quando gli argomenti trattati non sono di interesse generale. Meglio privilegiare, se non ci sono altre notizie di peso, i giornali ticinesi. Anche per quanto riguarda “La rivista” , sovrabbondante lo spazio

accordato alle pubblicazioni italiane. Oltre a queste e ai periodici della Svizzera italiana, al pubblico di Rete Due sarebbe opportuno presentare interessanti riviste svizzere di cultura, arti visive, letteratura, architettura, fotografia, cinema in tedesco o francese. A proposito di un certo sbilanciamento verso l’Italia, si suggerisce anche per altri momenti (come “In altre parole”)

RSI RETE DUE LUNEDÌ-VENERDÌ ORE 6 – 9.30 di trovare Oltralpe persone italofone o in grado di esprimersi in un italiano comprensibile, come pure ticinesi che insegnano nelle università della Svizzera tedesca o romanda o in atenei fuori dai confini nazionali, per mantenere sia l’attenzione verso le altre regioni del nostro Paese sia un approccio cosmopolita. Questa osservazione concerne anche la ricerca di un numero

l’informazione culturale delimitata in uno spazio preciso era più facilmente fruibile da chi non può permettersi un ascolto prolungato. - per quanto riguarda le scelte musicali, apprezzata la varietà dei generi: una diversità stimolante, con incursioni in campi eterogenei, che produce tuttavia, a tratti, accostamenti strani e incongruenti, anche per mancanza di relazione logica fra argomenti trattati e brani musicali. La qualità dei brani è molto variabile e non sempre questi hanno il brio e il ritmo adatti a un ascolto di primo mattino. Si auspica una maggiore coerenza nella colonna sonora di tutta la fascia.

maggiore di interlocutrici. - l’informazione culturale. La rinuncia a un appuntamento fisso e chiuso qual era l’edizione del mattino di “Foglio volante” raccoglie valutazioni divergenti. Da una parte la nuova formula, allargata su quasi mezz’ora durante la quale chi conduce entra in dialogo con giornalisti e corrispondenti, stimola un ascolto più continuo e partecipe. D’altra parte Infine, alcuni suggerimenti: dare più spazio all’interattività, ora limitata alla possibilità di mandare Sms durante l’incontro con l’ospite di “In altre parole”. Da migliorare decisamente la presenza sul sito internet della Rsi. Un’ attenzione particolare va riservata alla lingua, specialmente a quella di genere con almeno i saluti rivolti ad “ascoltatori e ascoltatrici”. Evitare l’eccesso di anglofilia che fa pronunciare all’inglese anche nomi tedeschi o in altre lingue con effetti talvolta esilaranti. Raffaella Adobati Bondolfi, Don Massimo Braguglia, Tiziana Mona, Paolo Sala. Coordinatrice del gruppo di lavoro: Yvonne Pesenti Salazar

La squadra di Verde Aurora composta da Moira Bubola, Marco Pagani e Sandra Sain, cui si è recentemente aggiunto Enrico Bianda © Rsi


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LA POSTA DEL CONSIGLIO DEL PUBBLICO Dallo scorso 5 ottobre -data della sua apertura ufficiale- e fino al 1 marzo 2013*, nella buca delle lettere virtuale del Consiglio del pubblico sono stati depositati 63 messaggi di utenti della Rsi.

Qualcuno ci fa anche sapere che, prima di ‘imbucarla’, ha confrontato la propria opinione con quella di amici e conoscenti, per semplice curiosità o per trovare consensi. Una testimonianza per noi importantissima, che dimostra In molti hanno lodato un’iniziativa quanto la Rsi e la qualità di ciò che che permette a tutti gli ascoltatori e gli manda in onda e produce stia a cuore spettatori -a volte anche sull’onda delle al suo pubblico! emozioni del momento- di mandare Ringraziamo quindi tutti coloro che ci suggerimenti e critiche sui programmi fanno sapere come la pensano, e ramtrasmessi dalle nostre reti radiomentiamo che l’obiettivo di pubblicorsi televisive: basta infatti collegarsi al sito consiste principalmente nel fornire pubblicorsi.ch e affidare le proprie materiale di lavoro al Consiglio del impressioni a 1000 battute. Un clic, ed pubblico e non è pertanto prevista una è fatta. Semplice, immediato e sopratrisposta individuale alle osservazioni tutto efficace: ricordiamo infatti che il pervenute. Consiglio del pubblico esamina con cura ogni messaggio nel corso delle sue riunioni mensili alle quali partecipa anche il direttore della Rsi.

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Approfondimento Nel lasso di tempo da noi preso in considerazione (5 ottobre-1 marzo) 16 osservazioni hanno riguardato direttamente o indirettamente- lo sport. C’è chi non ama il tono gridato e concitato di alcuni cronisti e preferirebbe seguire le gare senza troppi commenti da parte della redazione, soprattutto se alla tv. C’è chi auspica una maggiore neutralità da parte dei giornalisti. Altri ancora chiedono più attenzione per gli eventi sportivi regionali, che si svolgono nel resto della Svizzera o anche all’estero, ma soprattutto in sostituzione di un calcio italiano che sembra farla da padrone dentro e fuori i campi da gioco. Nell’autunno del 2012, è stata la mancata copertura della finale ai mondiali di Unihockey a suscitare qualche malumore. Insomma, al di là del luogo comune lo sport dimostra di sapere sempre scaldare gli animi: riuscire ad accontentare tutti, per il servizio pubblico, è un bell’impegno! *chiusura redazionale di per.corsi

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CORSI DIETRO LE QUINTE

Prendendo spunto dalle osservazioni giunte all’attenzione del Consiglio del pubblico attraverso la casella pubblicorsi.ch, abbiamo posto alcune domande ad Enrico Carpani, capo dipartimento Sport Rsi a partire dal 1 aprile 2013. Cogliamo l’occasione per salutare e fare i nostri migliori auguri anche all’attuale* responsabile uscente, Paolo Gaffuri.

ANCHE LO SPORT FA DISCUTERE R: Il campionato mondiale mancato: perché calcio batte unihockey? EC: Credo che il problema non debba essere posto in questi termini: la popolarità del calcio, la sua universalità e quindi la sua valenza come fenomeno sociale prima ancora che sportivo impediscono infatti qualsiasi possibile paragone, soprattutto con una disciplina indiscutibilmente di nicchia come quella dell’unihockey. È dunque assolutamente sbagliato cercare di creare una concorrenza laddove essa non può esistere, perché le caratteristiche dei due prodotti non lo permettono. Gli appassionati di unihockey hanno il pieno diritto di rivendicare l’attenzione mediatica che questo sport merita, sulla base tuttavia di una corretta, imprescindibile valutazione dell’ampiezza reale del suo seguito.

automobilistica di qualunque genere, bensì soltanto un Gp di F1 - risulta abbastanza semplice. Questo processo di “selezione naturale” non significa però che non esistano opportunità di visibilità per quegli sport per cui non è prevista la diffusione in diretta, o comunque in differita: nell’ambito di trasmissioni come “Sport NonStop”, ad esempio, o altre sedi di informazione e di approfondimento, esistono la volontà e l’impegno di assicurare la miglior copertura possibile.

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non soltanto sportivi, peraltro - ma di sicuro deve fare parte del loro bagaglio di caratteristiche individuali. Le uniche eccezioni che a mio personale avviso possono essere in qualche modo accettate, sempre tuttavia su un livello di assoluta correttezza formale, riguardano le prestazioni di squadre o atleti ticinesi sul piano svizzero e rispettivamente di nazionali o campioni svizzeri a livello internazionale. Lo sport, dopotutto, ha una forte componente emozionale che non deve essere repressa, a condizione che non diventi un elemento di disturbo né un pregiudizio all’oggettività di commento. R: Cronisti -alla Rsisi nasce o si diventa?

EC: Personalmente credo che cronisti si nasca e non si diventi. Esistono delle prerogative individuali che sono assolutamente indispensabili per potersi calare completamente in un ruolo spesso non facile (basterebbe pensare alla componente fisica, dalla qualità della voce alla velocità e alla resistenza dell’eloquio). Un buon cronista sportivo è prima di tutto un buon cronista, che dovrebbe essere in grado di descrivere e raccontare qualsiasi evento. Ricordo ad esempio che nella mia carriera due momenti di grande intensità professionale sono stati le dirette della visita pontificia di Giovanni Paolo II a Lugano e l’arrivo in Ticino di Flavio Cotti da Presidente della Confederazione: l’allora direttore R: Milan-Inter, Servette-Ne Xamax o R: In base a quali criteri vengono di Rete Uno scelse Sergio Ostinelli e Manchester-Real Madrid: come acconscelte le discipline sportive da trail sottoscritto (che non aveva praticasmettere in radio, rispettivamente tv? tentare le passioni sportive -non solo mente alcuna conoscenza in materia, calcistiche- a cavallo della frontiera..? soprattutto nel caso del Papa, proprio EC: Questo punto è strettamente per la tipologia del nostro modo di collegato al precedente: se è vero che EC: Nel rispetto delle sensibilità di trasmettere un evento). ognuno, la priorità va evidentemente la nozione stessa di servizio pubblico Migliorare è evidentemente sempre attribuita alla dimensione locale e implica l’obbligo di dedicare tempo e possibile, ma senza quello che definirei spazio a qualsiasi forma di attività - non nazionale: in assenza di squadre o sporuna sorta di “fuoco sacro” difficilmente soltanto sportiva - svolta all’interno di tivi ticinesi o svizzeri si potranno effetsi può diventare un vero cronista (da tuare scelte di più ampio respiro, valuuna comunità, è altrettanto vero che non confondere con un ottimo giornatando di volta in volta le diverse opzioni. questo equilibrio deve rispettare dei lista in grado di tenere l’antenna per criteri oggettivi quali il grado di diffuqualche ora). R: L’imparzialità è (ancora) sione, di popolarità e di gradimento delle attività in questione. Partendo da una virtù fra i giornalisti sportivi? *la versione online della rivista è stata questo principio, la scelta degli avvenipubblicata in data 20 marzo 2013. EC: Non so se l’imparzialità possa essementi - più che delle discipline, in re considerata una virtù dei giornalisti quanto non si diffonde in tv una gara


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Nel 2013 la nostra redazione vi proporrà un appuntamento fisso con il mediatore Rsi e alcuni suoi casi di reclamo di particolare interesse. Inauguriamo questa nuova rubrica con un’intervista all’avv. Gianpiero Raveglia, mediatore della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana dal 2008, e con una panoramica sul suo lavoro.

L’IMPORTANZA DELLA MEDIAZIONE predecessore avvocato Mauro von Siebenthal, la media annuale era di circa 20 reclami, un po’ di più. Come detto, le trasmissioni oggetto di reclamo sono generalmente quelle GR: Durante il 2012 sono entrati 16 informative. Può trattarsi sia di trasmisreclami, che concernono tutti l’ambito sioni d’attualità regionale (in tv il informativo, ovvero il Dipartimento “Quotidiano”, in radio le “Cronache informazione diretto da Maurizio della Svizzera italiana”) o Canetta. Non vi sono quindi stati dei reclami su trasmissioni d’intrattenimento, nazionale/internazionale (in tv il “Telegiornale”, in radio il “Radioculturali o sportive. Negli anni precegiornale”), sia di programmi d’approdenti sono stati talvolta inoltrati dei reclami per le trasmissioni d’intratteni- fondimento (in tv “Falò” e “Patti chiari”, mento (giochi), ma si tratta di casi rari in precedenza anche “Contesto”; in radio “Modem”), sia ancora di trasmis(finora tre o quattro). Non ho mai ricevuto reclami per trasmissioni spor- sioni nel periodo precedente votazioni o elezioni popolari (nelle quali vigono tive o per trasmissioni culturali, anche delle regole severe, in particolare in in passato. ambito di rispetto del principio di pluralismo, vista la loro importanza in una democrazia diretta o semidiretta come R: Rispetto al 2011, ci sono state quella svizzera nella prospettiva di pervariazioni importanti (per ciò che mettere la corretta formazione della concerne sia le trasmissioni che il volontà popolare). Spesso i reclami più numero di reclami)? “caldi” riguardano le trasmissioni d’apGR: Negli anni precedenti, da quando profondimento tipo “Falò” o “Patti chiari”: si tratta generalmente di servizi sono mediatore Rsi e cioè dal marzo prodotti nell’ambito del giornalismo 2008, i reclami per anno sono stati da d’inchiesta o del giornalismo impegnato. 12 a 13, salvo per il 2008, anno in cui In questi casi il giornalista esercita la erano stati solo quattro. Nel 2011 vi funzione di ‘cane da guardia’ della è pertanto stato un leggero aumento, democrazia, che è tanto cara al mondo di tre o quattro reclami, rispetto alla media consueta. Questo aumento non angloamericano ma che negli ultimi decenni ha preso piede anche nella ha un valore statistico, né può annunnostra realtà. Naturalmente questa funciare un aumento futuro; potrebbe trattarsi solo di una variazione casuale. zione non è sempre apprezzata da chi è oggetto di una inchiesta di questo Quando era mediatore il mio R: Quanti reclami sono stati inoltrati nel 2012, e principalmente per quali trasmissioni/dipartimento?

tipo, in particolare quando si ritiene che il servizio non sia oggettivo, travisi i fatti, non sia trasparente e faccia un uso non corretto delle immagini (in tv) o dei suoni (in radio e tv). Sono casi difficili da esaminare, in particolare quando la questione è complessa e di non facile lettura. Altro caso delicato è quello delle trasmissioni che precedono votazioni ed elezioni popolari; qui sono i partiti o i movimenti politici che fanno spesso sentire la loro voce. Per le elezioni cantonali ticinesi della primavera 2011 vi erano stati tre reclami, per le elezioni federali dell’autunno 2011 e le elezioni cantonali ticinesi della primavera 2012 non è stato per contro inoltrato alcun reclamo. R: Ci sono differenze importanti fra la radio e la tv nel tipo e nel numero di reclami, e se sì, a cosa è dovuto? GR: I reclami concernenti trasmissioni radiofoniche sono meno frequenti rispetto a quelli per la tv. Per esempio nel 2012, su 16 reclami entrati ben 12 reclami (nel 2011 sette, nel 2010 tre, nel 2009 ben 12) riguardavano solo la televisione (Rsi La1), mentre due reclami (nel 2011 tre, nel 2010 sei e nel 2009 solo uno) concernevano solo la radio (Rete Uno); infine due reclami avevano per oggetto sia trasmissioni tv sia trasmissioni radiofoniche. Ciò si spiega soprattutto per il maggiore impatto sul

pubblico del mezzo televisivo, e a causa dell’influsso delle immagini e della loro interazione (non sempre coerente o con effetto accrescitivo) con il testo. Sia per la tv che per la radio, come detto, i reclami concernono quasi esclusivamente le trasmissioni informative.

per esempio in attesa dell’esito di una procedura civile o penale parallela; non da ultimo la disponibilità di tempo del mediatore e il suo modo di impostare il lavoro). La legge federale sulla radiotelevisione (Lrtv) non prescrive una procedura stretta, lasciando spazio a diverse opzioni: oltre al compito generale di R: In media, quanto tempo esaminare la questione e fare opera di passa prima di poter concludere mediazione tra il reclamante e l’emituna procedura? tente, il mediatore può in particolare discutere la questione con l’emittente GR: Premesso che secondo la legge Rtv, convocare le parti a un incontro bisognerebbe concludere la procedura conciliativo, fare delle raccomandazioni di mediazione entro un termine di 40 all’emittente, informare le parti sulle giorni (che non è però tassativo), il diverse competenze in questo ambito, tempo necessario per portare a termi- sulle norme di legge applicabili e sulle ne una procedura può variare molto vie legali. Queste opzioni possono da caso a caso. I fattori che possono anche essere combinate e portare a favorire o ritardare l’evasione della pro- una certa complessità della procedura. cedura possono essere diversi (tempi Il tempo necessario varia molto a tecnici per i vari passi da seguire; colla- dipendenza del tipo di procedura che borazione delle parti; desiderio delle il mediatore ritiene di dover seguire. parti di avere una pausa di riflessione, A questo riguardo è interessante

segnalare la differenza di “filosofia” tra il mediatore della Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca (attualmente il ben conosciuto Achille Casanova) da una parte e i mediatori della Radiotelevisione svizzera di lingua francese e della Rsi dall’altra. Il mediatore di lingua tedesca (Ombudsman Srg-d), non solo per l’alto numero di casi che deve trattare ogni anno (circa centocinquanta) e per le distanze geografiche, ma anche per una questione di mentalità, segue una procedura interamente scritta, senza convocare le parti (reclamante e rappresentanti dell’emittente) a una seduta di mediazione o di conciliazione. In sostanza, dopo aver chiesto all’emittente una presa di posizione sul reclamo, l’Ombudsman fa un rapporto scritto nel quale dà la sua opinione sul reclamo, tenendo conto delle due opinioni espresse (quella del reclamante e quella dell’emittente). Al contrario, i mediatori della Rsi e della Svizzera romanda, dopo aver chiesto la presa di posizione dell’emittente, convocano le parti a una seduta conciliativa, dove si tenta di avvicinare le posizioni delle parti o di chiarificare la questione. Generalmente la questione si risolve con un accordo tra l’emittente e la parte reclamante, con il ritiro del reclamo. Dove non è possibile trovare un accordo, anche perché (talvolta) la parte reclamante ritiene inutile o superflua la seduta conciliativa, il mediatore Rsi redige un rapporto finale dove prende posizione sul reclamo (come per l’Ombudsman Srg-d). Al contrario, il mediatore della Svizzera romanda in caso di mancato accordo si limita a constatare nel suo rapporto la mancata conciliazione. A dipendenza dei casi è necessaria una maggiore o minore urgenza nell’evasione del reclamo. In occasione delle elezioni cantonali della primavera 2011 era stato possibile convocare i due partiti reclamanti a una seduta conciliativa quattro e cinque giorni dopo l’inoltro


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(anche condividendo l’opinione del mediatore) vuole poter disporre di una decisione formale sulla trasmissione contestata, deve inoltrare ricorso all’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva a Berna (Airr, in tedesco Ubi). In due casi che sono approdati all’Airr, nel 2009 e nel 2012, l’Autorità di ricorso ha confermato le conclusioni cui era giunto il mediatore Rsi nel suo rapporto, ovvero che non vi era una violazione della Lrtv. In questi ultimi anni alcune decisioni dell’Airr che hanno dato ragione alla parte reclamante sono state impugnate dalla Ssr al Tribunale federale, che ha annullato la decisione dell’Airr, dando ragione all’emittente (non vi era quindi violazione della Lrtv). Il Tribunale federale ripete spesso che per garantire l’autonomia R: Sono più le procedure che si concludono a favore della Rsi oppure redazionale dell’emittente (che trova il suo fondamento addirittura nella del reclamante? Come mai? Costituzione federale) il controllo sulle emissioni radio e tv deve limitarsi a un GR: Va premesso, come detto prima, controllo di legalità (ovvero il rispetto che molti reclami sono risolti con un di principi fissati dalla legge, come il accordo tra la parte reclamante e la Rsi o, talvolta, con il semplice ritiro del principio di oggettività o di pluralismo, reclamo, dopo che la situazione è stata o la protezione della gioventù). I tribunali non possono quindi esercitare un chiarificata. Se ciò è il caso, non si può controllo sulla qualità del lavoro dei dire che la procedura si sia conclusa a giornalisti o dei conduttori radio e tv. favore del reclamante o della Rsi. Ambedue hanno vinto (o se si preferi- Si tratta di una visione saggia, questa sce, ambedue hanno parimenti perso). del Tribunale federale, che tiene conto dei principi fondamentali di una demoNei casi in cui non è stato possibile crazia liberale. Il modello opposto, non trovare un accordo è raro che il certo una buona alternativa, sarebbe mediatore ravvisi nella trasmissione una radio e tv di Stato, con controlli oggetto del reclamo una violazione sufficientemente grave da ritenere che preventivi (censura e autocensura) e siano stati violati i principi di program- pesanti sanzioni in caso di ‘sgarri’ al ma (informazione corretta, principio di potere costituito. È anche per questo motivo che il mediatore e l’Airr possopluralismo, divieto delle trasmissioni no intervenire solo dopo una emissionocive alla gioventù, con scene di violenza gratuita, trasmissioni discriminato- ne e solo su segnalazione di un reclarie, che ledono la dignità umana, ecc.). mante (non vi è perciò controllo o Va ricordato che il mediatore non può censura preventiva e controllo d’uffiprendere una vera e propria decisione, cio). Essi non hanno inoltre alcuna facoltà di ordinare misure d’urgenza, ma esprime solo la sua opinione, che per esempio per bloccare la diffusione se accettata dal reclamante pone fine di un servizio contestato. Ciò non signialla procedura. Se la parte reclamante fica che il radio- o telespettatore non

del reclamo, rinunciando così a una presa posizione scritta della Rsi. In questa seduta era stato trovato l’accordo e poi la procedura è stata stralciata poco dopo. In questi due casi si trattava di cercare con urgenza una soluzione che permettesse a due partiti minori di potersi esprimere adeguatamente nelle trasmissioni elettorali. Per altri casi possono subentrare diversi fattori (tempi tecnici, complessità della materia, poca collaborazione dei reclamanti o pausa di riflessione, disponibilità di tempo del mediatore) che possono trascinare la procedura per diversi mesi, se non anni. Vi sono però pochi reclamanti che chiedono di accelerare i tempi.

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abbia mezzi per difendersi da servizi che ritiene lesivi per la sua persona o per i suoi interessi economici. Una persona o una ditta che si sente lesa da un servizio già diffuso o che sarà diffuso a breve può far capo a mezzi che gli sono dati dal diritto penale (per esempio una querela per reati contro l’onore, come la diffamazione o la calunnia) o dal diritto privato (invocando la protezione della personalità, che offre la possibilità di inoltrare delle azioni, anche di carattere urgente, per bloccare una trasmissione, per chiedere il diritto di risposta o domandare il risarcimento per il torto morale subito, ecc.). Secondo la giurisprudenza recente del Tribunale federale, se queste vie alternative sono aperte, esse hanno una certa precedenza sul reclamo al mediatore e sul successivo ricorso all’Airr. In questo ambito, dove sono in gioco interessi contrapposti, da un lato il diritto all’informazione del pubblico e l’autonomia redazionale dell’emittente, dall’altro gli interessi di una parte che si sente lesa, va quindi trovato un giusto equilibrio soppesando sapientemente questi interessi. R: Nello svolgimento del suo lavoro, ha l'occasione di sentire le due parti. Che tipo di rapporto percepisce esserci fra l'utente e la radio-tv? GR: Generalmente l’incontro di conciliazione avviene in un clima disteso e costruttivo. Ciò che (implicitamente) chiede spesso il reclamante con il suo reclamo è di poter far sentire la sua voce rispetto alla Rsi. La seduta di conciliazione è quindi una buona ‘valvola di sfogo’, permette al reclamante e all’emittente di illustrare e confrontare il rispettivo punto di vista (che talvolta è legittimo nella rispettiva ottica). Questi incontri sono apprezzati anche dalla Rsi (di solito presenzia il responsabile del Dipartimento informazione e

una o un giurista del Servizio giuridico), poiché queste segnalazioni dei reclamanti sono stimoli per una valutazione critica del loro lavoro giornalistico. Anche nel giornalismo vi è sempre uno spazio per migliorare il proprio lavoro. La procedura di reclamo, soprattutto grazie al suo carattere informale e non troppo rigido, offre un’occasione unica per i reclamanti e l’emittente per aprire una porta di vero dialogo, di confronto genuino e costruttivo. Non va del resto dimenticato che la Svizzera italiana e soprattutto il Cantone Ticino sono una realtà piccola, in certi ambiti tutti si conoscono. Le possibilità di vero dialogo non sono però molte. La mediazione in ambito di reclami radio e tv offre questa bella opportunità, che sarebbe peccato non seguire appieno, per esempio per privilegiare una evasione rapida della procedura. Una certa diffidenza dei reclamanti, talora rafforzata dopo che essi hanno ricevuto la presa di posizione dell’emittente (che soggettivamente percepiscono come poco comprensiva rispetto alle contestazioni sollevate nel reclamo), è spesso superata dopo che si è avuta la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione nella seduta conciliativa e sentire le ulteriori spiegazioni date dalla Rsi. Questi incontri sono spesso arricchenti, anche dal punto di vista umano, e si concludono sempre con una calorosa stretta di mano. È però peccato che non tutti riconoscano l’importanza della procedura di mediazione, e che taluni la ritengano perfino inutile.

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cio, ha però segnalato che l’uso di «ora solare» non può essere ritenuta una violazione del principio di oggettività, poiché nel linguaggio corrente è una espressione usuale, che non crea conGR: I reclami possono sollevare questioni varie, più o meno pertinenti. fusione nel pubblico su cosa si voglia Talvolta sono sollevate questioni appa- intendere a livello pratico (ovvero, per esempio, che a fine ottobre si recupera rentemente banali, ma che meritano comunque tutta l’attenzione del media- l’ora di sonno persa in primavera). tore e della Rsi. Per esempio un recla- Nei prossimi numeri di «per.corsi» vi sarà certamente la possibilità di illustramante alcuni anni fa si era lamentato re con più calma alcuni casi significativi, perché in un servizio informativo il che possono suscitare un certo integiornalista aveva parlato di «quintali», resse per il pubblico. adducendo il fatto che si tratta di una terminologia scorretta, poiché secondo le convenzioni metrologiche internazionali si può ora parlare solo di «tonnel- Ndr: Ricordiamo ai nostri lettori che dallo scorso maggio 2012 è stata late» o di «chilogrammi», mentre i istituita anche la figura di sostituto quintali sono stati aboliti già da diversi anni. Questa informazione è scientifica- mediatore. Questo ruolo è attualmente mente corretta. Ciò non toglie che nel ricoperto da Stefano Vassere, già membro del Consiglio del pubblico linguaggio corrente, e ciò vale anche per un normale servizio radiotelevisivo, Corsi fino al 2011. senza pretese scientifiche, è ancora possibile parlare di «quintali», senza per questo violare il principio di corretta informazione (principio di oggettività). La questione potrebbe cambiare se in una trasmissione scientifica si dovesse dire che il «quintale» è una unità di misura riconosciuta ufficialmente. Anche in questo caso, per un singolo errore di questo tipo, sarebbe però difficile dire che è stata violata la Lrtv, poiché non si tratta di un errore essenziale. Una questione simile, l’uso di una terminologia scientifica corretta, è stata sollevata nel 2012 da un reclamante che censurava l’uso della locuzione «passaggio dall’ora legale (estiva) all’ora solare (invernale)», invece di una corretta formulazione «passaggio dall’ora legale estiva all’ora standard invernale». In questo caso il reclamante ha ritirato il suo reclamo dopo che la Rsi si è impegnata a segnalare la corretta terminologia scientifica ai servizi preposti («Telegiornale», «Radiogiornale», «Meteo»). Il mediatore, già nelle discussioni preliminari e nel rapporto di stralR: Ha già dovuto esaminare dei casi un po’ particolari o ha degli aneddoti da raccontare?


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IL COMITATO DEL CONSIGLIO REGIONALE NEL 2013 con il pubblico (e anche quest'anno il Il presidente Luigi Pedrazzini illustra i temi che impegneranno il Comitato del programma è ricco di eventi di qualità) e dall'altra del prezioso lavoro svolto Consiglio regionale nel 2013. dalle commissioni istituite dal Consiglio regionale (Cr) che vanno a verificare Dopo un primo anno che può essere elementi puntuali dell'attività della Rsi. definito di "rodaggio" e di apprendiNel corso del 2012 la Corsi lavorerà mento, almeno per quattro dei suoi ulteriormente per rafforzare la sua sette membri di nuova nomina, il Comitato del Consiglio regionale (Ccr) identità di insostituibile strumento di collegamento fra la Rsi e il suo pubblico. intende quest'anno operare a pieno Lo farà tramite le già citate serate regime per svolgere i suoi compiti. dibattito, ma anche sostenendo iniziative In cima alla lista delle priorità vi è l’approvazione del documento "concetti e attività culturali. L'obiettivo non è soltanto quello di far capire come va di programma e limiti di spesa 2014 correttamente inteso il ruolo della 2018" che gli è stato recentemente Corsi nel triangolo fra il pubblico, la Rsi trasmesso. L'esame è già iniziato e ha e la stessa Corsi, ma anche quello di permesso di constatare che la docuguadagnare nuove adesioni alla mentazione trasmessa appare decisaCooperativa, soprattutto presso le mente migliore rispetto al passato e giovani generazioni: la Corsi è tanto consente al Ccr di lavorare con maggiore concretezza. E' opportuno sotto- più autorevole, tanto maggiore è la sua lineare che l'approvazione dei "concetti diffusione nella Svizzera italiana. di programma" non sottintende il diritto, Il 2013 sarà anche l'anno della scelta del successore di Dino Balestra, che per il Ccr, di fare scelte programmatilascerà la direzione regionale con la che puntuali, bensì quello, non meno importante, di definire accenti e strate- fine di maggio del 2014. La selezione è in corso e porterà il Ccr della Corsi a gie a medio termine. formulare una proposta al Consiglio Per adempiere al suo compito, il Ccr intende avvalersi da una parte dei risul- di amministrazione Ssr Sgr, che ha la competenza formale per la nomina. tati dei dibattiti organizzati dalla Corsi

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Per chi scrive, che rappresenta la Corsi e il Ccr in seno al Consiglio di amministrazione Srg Ssr, l'attività 2013 si amplia poi con tutta una serie di puntuali decisioni strategiche e progettuali che potranno avere un riflesso importante sulla Rsi e sul suo peso all'interno della Srg Ssr. L'obiettivo è quello di salvaguardare la visione di concreta solidarietà federalista che ha permesso alla Svizzera italiana di avere nella Rsi un attore di primo piano nel campo della comunicazione e al tempo stesso un promotore insostituibile dell'identità della Svizzera italiana.

E IL CONSIGLIO REGIONALE La prima delle due riunioni annuali del Consiglio regionale ha avuto luogo nel pomeriggio di sabato 2 marzo presso la sede radio Rsi a Besso. All’ordine del giorno, l’approvazione del Rapporto d’attività 2012 e i conti della Corsi, che il prossimo 10 maggio saranno sottoposti anche al voto dell’assemblea generale dei soci. In questa occasione, sono state accettate 30 nuove richieste di adesione, che portano così il numero totale di affiliati a 2'506 unità. Il Consiglio regionale si riunirà di nuovo giovedì 5 settembre. Nel corso dell’anno, i suoi membri saranno impegnati in vari gruppi di lavoro.

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CO:RSI

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LA RSI,LABORATORIO NAZIONALE PER UNA SFIDA DECISIVA In tutta la sua esistenza quasi centenaria, la Srg Ssr non ha mai vissuto una trasformazione come quella che si sta disegnando e concretizzando in questi anni. “Da ente ad azienda”, si diceva all’inizio del 2000, cercando di riassumere un cambiamento paradigmatico che doveva toccare, prima di tutto, le teste, l’atteggiamento con cui ogni singolo collaboratore avrebbe affrontato le sfide della sua giornata lavorativa. Non più le cullanti certezze date da una posizione di predominio pressoché assoluto sul mercato, che nessuna concorrenza neppure provava a scalfire. Non più la convinzione di disporre di risorse quasi illimitate, che permettevano modalità produttive oggi impensabili. Non più un mondo in cui esistevano solo la radio e la televisione quali vettori del prodotto. Nel frattempo altri dieci anni sono trascorsi e il mutamento di cornice (sociale, economico, tecnologico) ha segnato un’ulteriore evoluzione, rapidissima, quasi quotidiana: la concorrenza è ovunque poiché ormai chiunque, ovunque e in qualsiasi momento del giorno e della notte dispone dei mezzi tecnici per produrre contenuti, ma soprattutto consumarli. L’offerta è esplosa, aumentando esponenzialmente; si è andata declinando sul web, sui social media, sfruttando la rivoluzione tecnologica degli smartphone e dei tablet. La mobilità è una delle caratteristiche salienti della nostra società e alla mobilità dei suoi utenti la Srg Ssr deve dare una risposta, pena un ridimensionamento che potrebbe, in poco tempo, marginalizzare anche il Servizio pubblico, ritenuto fino a poco tempo fa incrollabile a prescindere. Una seconda risposta va data al fatto che anche le risorse umane e i mezzi finanziari a disposizione dell’Azienda sono destinati, nei prossimi anni, se non a diminuire, certamente a non aumentare, costringendo la casa madre e le

affiliate - forse per la prima volta nella loro storia - a fare delle scelte radicali: in questo senso, la Strategia aziendale approvata dal Consiglio d’amministrazione, che costituisce ormai il documento faro, che indica la via, specifica senza ambiguità come ad ogni nuovo progetto debba corrispondere la rinuncia a parte dell’offerta esistente. Si tratta dunque di effettuare delle scelte, di assegnare precise priorità, di valutare con realismo il prodotto attuale, ma anche di saper anticipare e prevedere quello che sarà il mercato tra 5 o 10 anni, quali le nuove attese/esigenze del pubblico, come concretamente si svilupperà la cosiddetta prossimità digitale. Proprio la Digitale Publikumsnähe si nasconde sotto la sigla Dpn, il progetto strategico nazionale più importante che la Srg Ssr ha ufficialmente lanciato al suo interno il 26 febbraio scorso e per il quale ha affidato alla Rsi il ruolo di Unità aziendale pilota. Si tratta, da un lato, di un riconoscimento della nostra capacità di sperimentare nuove modalità organizzative e produttive, ma anche di una grande opportunità: la Rsi dovrebbe infatti trovarsi, già nel 2016/17, in una situazione di maggiore solidità e stabilità, avendo strumenti, competenze e strutture all’avanguardia, che potrebbero poi fare scuola. Riassunto all’osso, il progetto Dpn si prefigge di studiare il passaggio da una diffusione broadcast (ossia lineare, concentrata sui vettori tradizionali) a una diffusione broadband, non vincolata a orari di diffusione, al flusso radiofonico, ai palinsesti televisivi, bensì pienamente diacronica e mobile, tale da “liberare” l’utente da una sudditanza ormai improponibile, mettendolo attivamente al centro, libero di scegliersi le modalità e i tempi di consumo che più gli aggradano. Il pubblico, che ha a disposizione un ventaglio sempre più ampio di proposte (Google tv, Apple

tv, Bluewin tv, ecc ecc) non ci aspetta: proprio per questo la Srg Ssr deve muoversi, consolidando la sua trasformazione su alcuni punti di forza indiscutibili: primo tra questi la sua esperienza/serietà/credibilità in campo pubblicistico e la qualità dei suoi collaboratori. Inutile, però, nascondersi di fronte ai rischi e alle incognite: come reagirà il pubblico privo di dimestichezza con queste tecnologie? Come ridurre al minimo gli effetti del cosiddetto digital divide? Come risponderanno gli inserzionisti che contribuiscono a finanziare la Srg Ssr? Con quali limiti tecnologici (potenza della banda larga) occorre confrontarsi? La sfida, insomma, è delicata, ma decisiva: essa imporrà a noi, produttori di contenuti, non solo un adeguamento complessivo dell’offerta e una sua suddivisione in tipologie specifiche, ma anche la ridefinizione dei vettori/canali su cui diffonderla. La televisione come l’abbiamo conosciuta sino ad oggi non sparirà dall’oggi al domani, ma non potrà resistere a lungo così com’è se non si adeguerà ai mutamenti rapidissimi in atto. Un solo dato, prima di concludere: per la prima volta nel corso della storia, il 2013 il consumo di informazione mobile sorpasserà quello fisso. La rivoluzione è lanciata! Dino Balestra direttore Rsi


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PER.CORSI COMUNI Serate pubbliche e altri eventi. Sul territorio, in mezzo a voi.

MUSICNET Un ampio stand espositivo realizzato per l’occasione e un intero fine settimana a contatto con gli appassionati di musica per avvicinare nuovi potenziali soci e farsi conoscere anche dai più giovani: le attività pubbliche della Corsi nel 2013 sono iniziate con grande slan-

cio e con un obiettivo ben preciso, quello di interessare fin d’ora alle questioni della nostra radiotelevisione, quelli che saranno gli utenti Rsi di domani. La partecipazione alla fiera della musica di Lugano è stata però soprattutto un’ottima opportunità per lanciare ufficialmente il concorso audiovisivo ‘i tuoi due minuti di pubblicità in tv’, riservato ai 18-30enni e realizzato in collaborazione con il Dicastero giovani ed eventi della Città di Lugano (il termine di iscrizione è scaduto il 18 marzo, ndr). Un modo alternativo per capire, nel concreto, come i ragazzi interpretano il mandato di servizio pubblico. Il video promozionale del concorso,

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LUGANO PADIGLIONE CONZA 11-13 GENNAIO prodotto dal Dicastero, è stato proiettato non-stop sui tre giorni e rimarrà accessibile a tutti sul nuovo canale Youtube della Corsi (CorsiRsi). Musicnet ha fornito la cornice ideale anche per sottolineare l’impegno costante del servizio pubblico nei confronti della musica: la Società cooperativa ha infatti condiviso il suo spazio espositivo con l’Orchestra della Svizzera italiana, di cui sostiene alcune iniziative e concerti, e che ha a sua volta presentato il sito internet di giochi musicali per ragazzi www.osiland.ch.

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INAUGURAZIONE DEL TOTEM VAL BREGAGLIA PROMONTOGNO PALESTRA COMUNALE 25 GENNAIO

Il Totem è una ‘simpatica’ postazione mobile dotata di schermo digitale che permette di navigare fra centinaia di documenti audiovisivi e multimediali caricati su richiesta. Pensato e realizzato dalla Rsi in collaborazione con la Supsi e con il sostegno della Corsi, esso mira da un lato a valorizzare i contenuti delle Teche Rsi ripescando dal passato importanti testimonianze storiche, dall’altro a sottolineare lo stretto legame fra la radiotelevisione e il territorio nella sua dimensione locale e regionale. Parte della squadra che ha ‘generato’ il Totem. Theo Maeusli (Rsi), Tosca Dusina (Rsi), Massimo Botta, Supsi Lorenzo Sommaruga, Supsi Il design è stato curato da Marco Mariotta (che è anche il grafico della Corsi).

A quando la possibilità di acquistare un Totem?

Il Totem ha anche ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale con il primo premio assegnatogli dalla Fiat (Federazione internazionale degli archivi televisivi) per un utilizzo innovativo degli archivi.

Il primo esemplare di Totem si trova ora nel comune di Bregaglia. Luigi Pedrazzini (Presidente Corsi), Dino Balestra (direttore Rsi), Theo Maeusli (Rsi) e Anna Giacometti (sindaco di Bregaglia) il giorno dell’inaugurazione. Foto Serena Coppini


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QUALE MODELLO DI SERVIZIO PUBBLICO?

“Il 70% delle risorse finanziare della SSR arrivano dalla Svizzera tedesca, ma il 25% di questa somma viene assegnata alle reti romanda, svizzero-italiana e romancia. È un contributo alla coesione nazionale e al federalismo”. Così l’altra sera, in un dibattito organizzato dalla Corsi a Bellinzona, il direttore generale della Sgr Ssr, Roger de Weck, ha riassunto il modello del servizio pubblico radio-televisivo. “Siamo un Paese piccolo e con quattro lingue. Un unicum in Europa. La produzione audiovisiva deve quindi affrontare costi elevati. Ma i soldi degli utenti vengono utilizzati per investimenti efficaci, rigorosamente finalizzati all’attuazione del nostro mandato. Siamo impegnati a fornire un’offerta seria, indipendente e di qualità. Niente sensazionalismo. Cerchiamo di rafforzare il federalismo con programmi che intersecano il plurilinguismo, soprattutto nel settore degli avvenimenti sportivi, nella produzione cinematografica e musicale. In fondo lo sport rimane la nostra “lingua nazionale”. Roger de Weck però non ha cavalcato l’autogratificazione. “Dobbiamo migliorare costantemente e preparaci per le sfide del futuro. Fortunatamente non abbiaRelatori: Roger de Weck, direttore generale della Srg Ssr Mariano Masserini, portavoce, La Posta Svizzera Flavio Crivelli, coordinatore Ffs Regione Sud Gianni Frizzo, Comitato ‘giù le mani dall'Officina’ Moderatore: Sergio Rossi, economista e professore all’Università di Friburgo

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BELLINZONA CENTRO D’ARTI E MESTIERI 25 FEBBRAIO tive di razionalizzazione non dimentimo il monopolio. La concorrenza è chiamo le esigenze umane e sociali dei uno stimolo costante. Gli attacchi e le critiche non mancano. Ma i sondaggi ci ferrovieri”. Dopo le Ffs, la Posta. Per il suo portavoce, Mariano Masserini, visto confortano”. Il dibattito (presenti la il “drammatico calo” delle operazioni consigliera di Stato Laura Sadis e il agli sportelli era necessario adottare consigliere agli Stati Fabio Abate), ha toccato altri settori dei servizi pubblici. delle contromisure, chiudendo gli uffici Per le Ffs Flavio Crivelli ha illustrato gli periferici (ma collegandoli con i negozi nei villaggi) e con il servizio a domicilio investimenti milionari in programma, dei postini. “In Ticino ci sono ancora oltre ad AlpTtransit: nuovi treni regio303 fra uffici e affini. Ora stiamo lavonali e internazionali, modernizzazione rando nel settore telematico, per garandelle stazioni di Lugano, Bellinzona e tire la sicurezza degli invii di e-mail Locarno, ma anche 400 milioni per la anche per le votazioni e la riservatezza sicurezza e la manutenzione. “Stiamo nei rapporti fra pazienti e medici. È il realizzando un Centro di comando futuro”. Aperta dalla vice presidente automatizzato per tutte le linee”. Il prof. Sergio Rossi, docente a Friburgo e della Corsi, Anna Biscossa, che ha ricorstimolante moderatore della serata, l’ha dato come il “fil rouge” degli incontri incalzato: ”Sostituendo i lavoratori con Corsi con il pubblico quest’anno sia il le macchine, scomparirà la professione tema “la Svizzera e noi” , la serata è stata chiusa dal presidente Luigi del ferroviere?”. Risposta: “Gli effettivi sono in crescita. Non penalizzeremo il Pedrazzini: “Questi dibattiti rafforzano il nostro rapporto con il pubblico per livello occupazionale, ma la tecnica innovativa garantirà maggiore sicurezza aiutarci a migliorare il servizio pubblico radiotelevisivo e a raccogliere stimoli e puntualità”. per la programmazione della Rsi”. Sull’argomento è intervenuto Gianni Frizzo (comitato “Giù le mani dall’Officina”): “Abbiamo combattuto contro lo smantellamento e la privatizzazione. Bellinzona è la localizzazione strategica anche per il traffico merci. Quindi le Officine devono rimanere il fulcro del Centro di competenza. E nelle prospet-

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CON.CORSI

Nel suo denso e variegato programma di attività 2013, la Corsi ha incluso un concorso video e un concorso per giovani autori, entrambi riservati ad una fascia d’età che va fino ai 30 anni. Il primo, sul tema ‘i tuoi due minuti di pubblicità in tv’, si è chiuso il 18 marzo. Del secondo -cui si può partecipare fino al 30 settembre- parliamo brevemente con Giulia Fretta, coordinatrice del progetto e già responsabile Drama Rsi.

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. . ORSI CONCORSO AUDIOVISIVO

STORIE PER LA RADIO, STORIE PER LA TV R: Perché la Corsi lancia un concorso di scrittura? GF: Con queste iniziative la Corsi si rivolge e si avvicina a giovani interlocutori e potenziali soci del futuro per metterne in luce la creatività. Dopo il concorso video, che richiede un'applicazione tecnica, propone ora fra i 1730enni una raccolta di idee nella loro forma scritta (un racconto, ndr), offrendo ai vincitori la possibilità formativa di essere affiancati nelle fasi successive da professionisti che li seguiranno nel delicato e affascinante processo di trasformazione di un soggetto di fiction radio o televisiva in un corto(metraggio), pronto per la programmazione. R:Quali sono le aspettative o le speranze degli ideatori? GF: Sono, prima di tutto, di trasferire la nostra passione e di incoraggiare quella latente fra i nostri giovani per la scrittura creativa, invitandoli a riflettere e ad evidenziare le differenti potenzialità espressive della radio e della televisione. Ogni medium si aggiunge al precedente, senza eliminarlo, mantenendo però uno specifico espressivo che va sfruttato a fondo. La radio, con la sua

grande forza evocativa, permette ad esempio di raccontare anche storie estremamente fantasiose o magari lontane nel tempo e nello spazio. Storie di difficile produzione televisiva, a meno di avere a disposizione mezzi hollywoodiani! La televisione "narra" con particolare efficacia emozioni, ma anche eventi e azioni, grazie alla potente sovrapposizione di linguaggio, espressività, gestualità, grafica... . Scegliere di scrivere per la radio o per la televisione significa capire quale mezzo di comunicazione sia più efficace per la storia che si ha in mente. Noi chiediamo ai giovani autori che parteciperanno al concorso di proporci un soggetto di 3/4 pagine che veda fra i protagonisti anche il mezzo radio o televisivo. In sintesi: "io, gli amici (o la ragazza, o i familiari, o perfetti sconosciuti)... e la radio (oppure la televisione)". Apparecchi che partecipano alla vita quotidiana e diventano coprotagonisti della vicenda narrata. Alla fine di ogni racconto, chiediamo , inoltre, agli autori poche righe che motivino la scelta di puntare alla versione televisiva o radiofonica. Queste riflessioni potran-

no essere oggetto, in prospettiva, di una delle serate pubbliche organizzate da Corsi sul territorio. In collaborazione con Castellinaria, Festival internazionale del cinema giovane- Bellinzona e con la partecipazione della Rsi. Tutte le informazioni, il bando e i formulari di iscrizione sono disponibili sul nostro sito oppure chiamando allo 091 803 65 09.


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PER.CORSI COMUNI

GLI STUDENTI DELLASUPSI SI CONFRONTANO CON IL SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO Lo scorso novembre 2012 la Corsi e il Corso di laurea in Comunicazione visiva della Supsi hanno dato avvio a un’interessante collaborazione didattica. Durante lo svolgimento dell’opzione progetto Audiovideo I gli studenti del secondo anno, guidati dai docenti Alberto Meroni e David Induni, si sono confrontati con un tema molto caro alla Corsi, ovvero la percezione del servizio pubblico radiotelevisivo nel contesto del territorio ticinese. L’obiettivo del corso era creare 4/5 interviste a persone di diversa età, per un totale di 8-12 minuti. Gli studenti hanno scelto con grande cura i soggetti da intervistare per riflettere l’eterogeneità del grande pubblico ticinese e i risultati sono stati sorprendenti: tutti, dal loro specifico punto di vista, hanno convenuto sulla buona qualità del servizio pubblico profuso dalla Rsi. Un servizio che fa informazione in modo equilibrato, che cerca di evolvere con un palinsesto diversificato, nel quale i toni dell’intrattenimento rimangono discreti, l’informazione cerca di essere il più possibile “oggettiva” e gli approfondimenti a tema per la loro qualità svolgono un’importante funzione educativa e informativa. A fine progetto il docente Alberto Meroni traccia un breve bilancio di questa esperienza.

Egli apprende le nozioni del linguaggio audiovisivo, dell'utilizzo dei mezzi di ripresa, di montaggio e affina la drammaturgia esercitandosi con la realizzazione di diversi ritratti a personaggi su un determinato tema. Ogni studente si è esercitato a rotazione come membro di una squadra composta da operatore, tecnico del suono e redattore. Per la realizzazione delle testimonianze, si è optato per un campione di pubblico che fosse suddiviso per età, sesso, ceto sociale, professione e nazionalità. Nonostante gli sforzi e la buona volontà non si è riusciti a trovare tutte le figure necessarie, a causa della difficoltà a far coincidere le interviste con gli orari scolastici.

Cosa ha potuto osservare? Ritiene che i ragazzi abbiano colto le caratteristiche della tv di servizio pubblico? La difficoltà maggiore per gli studenti è stata soprattutto quella di far chiarezza, tramite le testimonianze raccolte, sulla definizione di "servizio pubblico". Per la gente la televisione è un canale che trasmette informazioni, film, documentari, quiz e programmi di vario genere, ed è un mondo che conosce in modo passivo. Se non si è a contatto con quello che sta dietro allo schermo, è difficile capirne i meccanismi, le necessità, le problematiche e i ruoli. Gli studenti per la prima volta hanno Come hanno lavorato i ragazzi? Come capito che l'audiovisivo è un linguaggio è stato scelto il campione di cittadini vero e proprio che tutti conoscono, ma che in pochi studiano e sanno utilizzare. da intervistare? Hanno preso coscienza del potenziale Lo scopo del corso Audiovideo I è introdurre lo studente alla realizzazione che si ha quando si sa comunicare universalmente. professionale di filmati monocamera.

Fulvia Lepori Docente Supsi

Alberto Meroni Regista e autore Rsi, docente Supsi

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Dal suo punto di vista di docente, pensa che la televisione si rivolga nel modo corretto ai ragazzi, oppure dovrebbe fare qualcosa di più o di diverso? In questo caso ho il doppio ruolo di docente e di ideatore del programma televisivo Linea Rossa in onda sulla Rsi La2. I ragazzi, o meglio gli adolescenti, sono il pubblico più difficile da fidelizzare perché a quell'età iniziano a decidere per se stessi. Non si accontentano di fare o di vedere quello che è loro proposto, ma cercano quello che più si avvicina al loro piacere. Per fare un esempio, è impensabile che gli adole-

scenti, anche se tutti adorano la musica, seguano un programma musicale generico. Si può fare alla moda, giovanile, ritmato, ricco di star, interattivo e fruibile su tutte le piattaforme immaginabili, ma non risponderà mai al gusto del singolo. Agli amanti dell'Hip Hop non interessa il rock o l'elettronica e viceversa, così ognuno cerca quello che vuole, e nel ruolo di "servizio pubblico" non si possono soddisfare tutti i gusti dei singoli. In questo senso adesso la tv sta agendo nel modo corretto, si avvicina a loro senza obbligarli a uno stile o a un immaginario. Nel caso di Linea Rossa ai giovani si dà la possibilità di esprimersi,

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di dar voce pubblicamente al proprio pensiero e non si tenta di intrattenerli. In questo modo sono attivi, e non solo i giovani presenti in studio, ma coloro che seguono il programma da casa, che inevitabilmente sono stimolati a pensare al proprio punto di vista. Forse nel futuro si potranno realizzare dei programmi dove l'utente può personalizzarne il contenuto, la forma e il ritmo a suo piacere, ma questo non sarà più pubblico, sarà individuale.

Gli studenti Ramona Banfi Domenico De Marte Giada Frigerio Hamid Moosavi Sayed Anna Masdea Luca Menghini Sharon Scimé Foto David Induni


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PER.CORSI CRITICI Una rubrica di critica televisiva

TELE &ALTRE VISIONI

«La sfida della cultura in prima serata pare vinta». Così un nostro lettore, così noi. Anche se nulla è mai dato per scontato, specie dovendo conseguire traguardi d’ascolto. Ogni volta che ci capita di citare le serate speciali dedicate a temi o personaggi riceviamo decine di mail e messaggini. Ci chiamano numerosi colleghi. Tutti concordi nel considerarle trasmissioni interessanti. Le critiche fanno bene, possono aiutare a migliorare il prodotto, a spronare il curatore Enrico Lombardi a trovare il giusto equilibrio fra lo studio e l’archivio. Intanto, per i più distratti, chi è Enrico Lombardi? Giornalista culturale, ha collaborato a vari programmi, si è esibito in Millefogli e nel Balcone (e altrove, ma non ricordiamo più dove), ha in affido gli eventi crossmediali, si occupa di molte altre cose, predica persino la necessità della critica. Forse è solo un caso, una pura combinazione, ma la serata speciale più riuscita è stata l’ultima, L’eleganza dell’anima - Audrey Hepburn, mito, stile e impegno umanitario (La2, giovedì 17 gennaio, ore 21.05). Il servizio dal Musée Forel di Morges con un’intervista di Moira Bubola a Luca Dotti (il figlio della diva), la riproposizione di Colazione da Tiffany, il ripescaggio di una vecchia puntata di Carta Bianca: un mix di ingredienti mirabile, un dosaggio dei preziosi lasciti quasi perfetto. Lombardi non ci piace, ma gli riconosciamo la maestria, la capacità di fare cultura. Poi, certo, ha le sue debolezze,

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Giornalisti e penne note ci scrivono

Di fronte alle considerazioni espresse nella rubrica Tele e Altre Visioni da Antonella Rainoldi, abbiamo chiesto a Enrico Lombardi...

le sue ossessioni, i suoi pregiudizi, i suoi Cinepiù, le sue cadute di stile. Ma quale intellettuale non ne ha? P.S. L’arrivo di Diana Segantini va salutato con piacere. La nuova direttrice del Dipartimento Cultura ha un curriculum degno di nota. Non solo: non appartiene al cosiddetto «partito Rsi». È, come si dice, una fresca boccata d’aria. Ora va aiutata a rimanere tale. Antonella Rainoldi

Si sente punzecchiato dai commenti di Antonella Rainoldi? E’ vero che sono stato chiamato in causa direttamente. Ho notato anzitutto l’apprezzamento nei confronti di alcuni risultati recenti del mio lavoro, che estendo volentieri ai diversi colleghi che hanno lavorato e lavorano con me. Che poi io non piaccia ad Antonella Rainoldi, francamente, non rientra nelle mie preoccupazioni quotidiane. Quindi non l’ha presa male..? Gli interrogativi circa le sorti e gli spazi del giornalismo culturale in televisione ci vedono affiancati e concordi, e condivido il fatto che debbano considerarsi prioritari per un settore come quello del Culturale Rsi, che ha una storia e una tradizione, ma che ha anche davanti a sé uno scenario che muta costantemente, che va capito e interpretato. Si lavora per il pubblico, insomma, da giornalisti (e da produttore, nel mio caso, non so quanto “intellettuale”) con il compito di trovare ogni volta il giusto linguaggio, la forma per farsi capire. Allora in cosa sta il disaccordo? Forse, mi permetto di notare, la differenza fra la mia maniera di vedere la questione e quella di Rainoldi sta nei lavori che produco, attraverso i quali cerco di parlare al pubblico, e solo al pubblico. Nei suoi interventi ho l’impressione invece che Rainoldi parli un po’ al lettore e un po’, trasversalmente, al sottoscritto, con allusioni personalistiche, giornalisticamente poco rilevanti. La critica, sacrosanta, non la “predico”, mi aspetto solo che sia riferita al mio lavoro.

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CORSI IN BUCALETTERE

Sembra ieri e invece sono trascorsi più di 40 anni: il primo televisore aveva fatto ingresso nella mia casa natale. Un Saba di non so quanti pollici, un cassone a valvole che ogni sera veniva trasferito col tavolino su cui poggiava dalla sala disabitata alla cucina dove trascorrevamo le serate in cinque, unico posto veramente caldo della vecchia casa di Muralto. Come si accendeva la tele, si spegneva la radio, sintonizzata sulle onde medie di Radio Monteceneri (e guai a chi provava a girare il bottone per andare, invero vanamente, alla ricerca di altre stazioni) che ci accompagnava nella cena con i radiogiornali di Mario Casanova e i commenti sportivi di Vico Rigassi. Spenti quelli, era la volta dei telegiornali di Dario Robbiani e di Eros Costantini, intervallati da Mascia Cantoni, da un filmato della serie «Rin Tin Tin», da qualche evento sportivo. Ogni tanto ci addormentavamo, noi ragazzi sdraiati sul tappeto in cucina, mio padre sulla sedia vicino al tavolo principale; e ci svegliavamo che sullo schermo «nevicava», segno inequivocabile che le trasmissioni erano finite. Da allora è passato molto tempo: nel frattempo sono arrivati il colore, le emittenti radiofoniche private, la trasmissione via cavo, i televisori ultrapiatti, la radio digitale. Non solo: da una trentina d’anni, il mio trasloco a Basilea ha fatto di me uno spettatore un po’ più occasionale della Rsi, sia in termini televisivi che radiofonici. La radio perlopiù la ascolto in automobile durante le mie soventi puntate a sud delle Alpi; la tivù invece se la deve invece vedere nel mio palinsesto televisivo personale soprattutto con le tivù del nord, tedesche e svizzero tedesche (meno invece con le tivù italiane, che troppo spesso offrono programmi troppo scadenti). Che dire di questi due potenti mezzi mediatici di cui disponiamo nella nostra regione? Innanzitutto, sono un gran bel

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LA MIA RSI

privilegio di cui possiamo godere, che ci viene permesso anche grazie alla solidarietà confederale (anche se non per questo dobbiamo andare a baciare i piedi ai nostri cugini confederati...). Della radio, sinceramente ascolto soprattutto Rete Uno mentre mi sposto in automobile e Rete Tre nei miei soggiorni in Ticino. Due emittenti assai diverse tra loro, ma che accomuno per un forse eccessivo utilizzo del parlato: a volte un po’ di musica in più direbbe molto di più di mille parole. È vero, si vuole essere vicini alla gente, al territorio: e lo sforzo fatto in questi ultimi anni è stato notevole e lodevole. A volte però, sia certi redattori radiofonici come pure alcuni «esperti» al microfono lasciano il tempo che trovano: alcune note musicali ben messe sarebbero molto più apprezzate. Riguardo alla tivù, dove pure ci si è professionalizzati di molto, la mia critica (costruttiva) va all’esistenza del doppio canale, La1 e La2. Un lusso ai miei occhi inutile, uno sperpero di energie. Se ci si concentrasse su un solo canale, sono convinto che si potrebbe ancora fare meglio. E per rispondere alle obiezioni «sportive», propongo un ripristino del vecchio canale sportivo, che con le tecnologie odierne penso sarebbe ancor più facile da programmare. Anche perché non va dimenticato che se un giorno l’ente televisivo nazionale si trovasse in difficoltà finanziarie, chiederebbe probabilmente una riduzione del numero dei canali: a quel punto si verrebbe magari costretti a ridurre i canali sotto la pressione dall’alto. Restando poi in ambito nazionale, mi si conceda un’altra piccola critica al palinsesto televisivo: la Rsi si occupa troppo poco di quanto avviene a nord delle Alpi, che pure è tanto importante per i nostri destini cantonali. Basti dire che mentre nell’informazione regionale svizzera tedesca il Ticino trova spesso un suo posto, la nostra informazione

regionale quotidiana si limita al territorio che va da Airolo a Chiasso (gettando forse troppo spesso un occhio oltre frontiera, anche per notizie che non ci riguardano più di tanto). Se vogliamo veramente convivere meglio in questa «Willensnation» dobbiamo assolutamente conoscere meglio chi ci abita. Daniele Pini, Direttore di Cooperazione


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Periodico della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Edizione MARZO 2013