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S O C I E T À C O O P E RAT I VA P E R L A R A D I O T E L E V I S I O N E S V I Z Z E R A D I L I N G U A I TA L I A N A

GIUGNO2013

EDITORIALE

Consapevole del proprio ruolo di ponte fra la Rsi e il suo pubblico, la Corsi riserva particolare cura nell’essere specchio fedele del contesto sociale di riferimento anche attraverso l’affiliazione di soci rappresentativi della realtà svizzero-italiana in tutte le sue componenti. Nello scorso numero di per.corsi abbiamo presentato l’impegno della Corsi nei confronti dei giovani, per la Rsi il pubblico del futuro. Tuttavia anche la cosiddetta “altra metà del cielo” è una componente essenziale - seppur non sempre sufficientemente considerata - della complessa realtà umana. A fine 2012 un terzo circa del corpo sociale della Corsi era composto da donne, un dato sotto certi aspetti positivo ma ancora ben lungi da un reale equilibrio fra i generi. In effetti la necessità di un maggior equilibrio nella rappresentatività fra donne e uomini in numerosi aspetti della società è un tema di particolare attualità e obiettivo perseguito, con convinzioni e successi altalenanti, in diversi ambiti. E la valorizzazione dei talenti femminili è senza dubbio un arricchimento per tutta la società. La Corsi non intende rimanere inattiva su questo fronte e per questo lo scorso 29 maggio ha inaugurato un ciclo di conferenze, organizzato in collaborazione con la Rsi e con la

Commissione pari opportunità del cantone Ticino, il cui fil rouge è il rapporto fra donne e mezzi di comunicazione. La serie, intitolata Storie di donne, ha avuto inizio con un ospite d’eccezione, la giornalista e scrittrice libanese Joumana Haddad (v. pp. 16-17), e mira ad ascoltare e raccogliere esperienze personali di donne di successo attive nel mondo dei media, allo scopo di fare il punto della situazione con un’attenzione particolare verso la Svizzera e nei confronti della multimedialità (blog). I riflettori saranno puntati tanto sulla realtà lavorativa delle giornaliste all’interno delle redazioni o nel mondo virtuale di internet, quanto sull’immagine femminile proposta dai giornali, dai canali televisivi, dalla rete.

PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

Rapporto del Cp su Falò 2 PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

Dei ricorsi e delle mediazioni 5 CORSI DIETRO LE QUINTE

La fiction alla Rsi 6 CO:RSI

Dino Balestra – Buone vacanze con la Rsi (che non va in vacanza) 8 PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

L’assemblea generale dei soci 2013 9 PER.CORSI COMUNI

Serate pubbliche e altri eventi 10 PER.CORSI COMUNI

Una sera con Joumana Haddad 16

Per la Corsi si tratta di un’iniziativa a lungo termine, volta a sottolineare i valori e i principi delle pari opportunità, di particolare importanza in ambito radiotelevisivo e per un’azienda di servizio pubblico quale la Rsi, confrontata con l’evoluzione dei nuovi media e con nuovi mandati di programma. Un dato positivo e incoraggiante: le nuove richieste di adesione da parte di soci e di socie nei primi sei mesi dell’anno si attestano su un quasi perfetto 50% a 50%!

CORSI OLTRE

Giornata nazionale Srg Ssr 2013 Pubblicità e canone: la formula magica del servizio pubblico? 18 PER.CORSI DEI SOCI

Anche i ragazzi trovano che ci sia troppa violenza in tv 19 CORSI FUORI

Consum’attore, ma come? 20 PER.CORSI CRITICI

SOMMARIO

PERIODICO DELLA

Antonella Rainoldi Tele & altre visioni 22 CORSI IN BUCALETTERE

Matteo Caratti - Rsi, si punti sull’eccellenza 23 CORSI IN CALENDARIO

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PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI Notizie dagli organi e dal Consiglio del pubblico

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Ogni anno il Consiglio del pubblico costituisce al suo interno diversi gruppi di lavoro incaricati di valutare la qualità delle trasmissioni andate in onda alla Rsi. Le osservazioni e le conclusioni scaturite da questi incontri vengono trasmesse alla direzione Rsi e confluiscono nel Rapporto annuale d’attività Corsi, a disposizione di tutti i soci. In ogni numero della nostra rivista, vi proponiamo in anteprima l’analisi di un gruppo di lavoro.

FALO’ SOTTOLA LENTE La trasmissione Si tratta di un programma di approfonServizi considerati dal monitoraggio del dimento di temi dell’informazione, nel Consiglio del pubblico: solco di una tradizione pluridecennale 17.01.2013: La crisi passa dal frigo della Tsi/Rsi. Durata media dell’emissioSantangelo/Tognola; ne 1h20’. Si articola attorno 24.01.2013: Sanità centralizzata Casella, a una media di due servizi filmati, sui Eoc Casella, Giallo sporco Ferretti; quali si innestano interviste/dibattiti in 31.01.2013: Olimpiadi in gioco Casella, studio. Il contatto con il pubblico viene Gli sfollati del Mondiale Guanella; affidato a sms che vengono visualizzati 07.02.2013: Il rischio è il mio mestiere (scroll) sullo schermo e a un forum von Flüe / Haener, al quale i telespettatori accedono per Rifiuti tossici, eredità mortale Tsr il tramite di Rsi/forumfalo. Presentazione: Michele Galfetti Produzione: Fabio Dozio, Contenuti Roberto Bottini, Gianni Gaggini La scelta dei temi è calibrata e si riferisce ad aree tematiche di vario genere: Incontro con capo dipartimento dai temi legati a problematiche ambiene responsabili Falò del 24.05.2013 tali (Rifiuti tossici, eredità mondiale) a quelli sociali (La crisi passa dal frigo, Il rischio è il mio mestiere), dalla sanità (Sanità centralizzata, Eoc) allo sport (Giallo sporco, Olimpiadi in gioco, Gli sfollati del mondiale). La presenza di ben tre servizi su temi legati allo sport nel periodo osservato – ancorché quello dedicato ai Giochi nei Grigioni affrontasse questioni non prettamente sportive, ma piuttosto di ordine socialepolitico-ambientale – si spiega con il fatto che due servizi (Giochi nei Grigioni e ciclismo) erano strettamente legati all’attualità. I temi al centro dei documentari e delle inchieste proposte sono certamente in grado di suscitare l’attenzione e l’interesse di una larga fascia di pubblico, offrendo inoltre parecchi spunti di riflessione.

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Si fa fronte al limite che incombe sempre sulla programmazione della Rsi, ossia quello della limitatezza del nostro territorio con servizi che travalicano i confini cantonali e nazionali. Vi è comunque la preoccupazione, anche per temi che concernono problematiche cantonali, di un confronto con realtà esterne. In genere ogni tema viene affrontato considerando le diverse sue sfaccettature, uno scrupolo di completezza che non ne appesantisce comunque la trattazione. Si tratta di un aspetto molto positivo, che permette un'analisi eclettica delle problematiche. Da questo profilo Falò aderisce perfettamente alla sua missione di servizio pubblico. Nel periodo monitorato, l’attenzione a temi di portata internazionale è stata minore, ma nel complesso l’emissione riserva un congruo spazio anche a questi argomenti. I servizi sono ben confezionati e caratterizzati da un buon grado di approfondimento. Particolare interesse è rivolto alla necessità di dare voce ai protagonisti. Significativi, in questo contesto, i servizi dedicati all’ipotesi dei Giochi nei Grigioni e alla questione del doping nel ciclismo. Un esempio particolarmente efficace in questo senso è costituito da La crisi passa dal frigo in cui vengono incontrate sei famiglie diverse, declinazioni varie del disagio economico e delle soluzioni che a questo disagio vengono date nelle varie situazioni. Gli autori del servizio evitano di ergersi a protagonisti, lasciando spazio

intervento dell’autorità politica, e viene offerto uno sguardo approfondito e partecipe a una realtà che non sempre si conosce. Buono anche il servizio sulla crescente violenza contro gli uomini in divisa. Manca però un aspetto del tutto centrale, quello sociologico-psicologico, che viene solo sfiorato dagli interventi degli intervistati ma mai adeguatamente alle famiglie che sono messe perfettatematizzato nel servizio. In particolare, mente a loro agio e descrivono effica- sarebbe stata buona cosa far maggiorcemente la loro situazione e i loro mente interagire i concetti di autorità problemi; un risultato eccellente, che (necessaria), abuso di diritto e rispetto merita di essere segnalato. Un tema della libertà individuale. Da questo importante che viene completato con intreccio sarebbero potute nascere approfondimenti affidati a statistiche e riflessioni forse più interessanti. al parere di studiosi di politica famigliare Il servizio si è invece soprattutto (studio Supsi) e con interviste a opera- concentrato sulla problematica della tori che, dal fronte, descrivono l’entità violenza fisica, senza entrare in aspetti del disagio economico (Centro contro psicologici e di costume più interessanti. l’indebitamento a Caneggio). Molto L'invitato in studio in questo senso non efficace e intelligente è la scelta delle ha dato un contributo apprezzabile alla famiglie intervistate, in contesti geotrasmissione. grafici ed economici e in situazioni Meno riuscito appare il servizio Sanità famigliari diverse; anche le soluzioni per centralizzata, che non sembra essere in affrontare il difficile contesto economi- grado di chiarire i dati del problema (in co sono quindi distinte. Per una volta, verità piuttosto complesso, che ha varie e forse giustamente, manca il solito implicazioni e si articola attorno a

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diverse problematiche di non facile lettura), oscillando dalla questione della certificazione Mas, alla pianificazione ospedaliera cantonale, in una narrazione un po’ complessa, nella quale si fatica a individuare i dati esatti del problema. L’intervista (breve) a Poggio, dell’associazione pazienti, lascia intuire le motivazioni alla base della politica federale, ma questo aspetto si diluisce fino a perdersi, in un servizio che sembra esaurirsi nell’istanza (localistica e autoreferenziale) di medici e di ospedali ticinesi di mantenere presso di sé i vari settori della chirurgia specialistica. E neppure gli ospiti in studio (Beltraminelli, Malacrida, Martinoli) riescono a fare uscire il telespettatore da una certa nebbia informativa, in particolare sulla strategia federale in materia e sui problemi che hanno dato origine a questa proposta di riorganizzazione del settore ospedaliero. L’incontro con i responsabili della trasmissione ha permesso di evidenziare una difficile gestazione del servizio, confrontato a una serie di veti e di opposizioni, che ne hanno ritardato la messa in onda e modificato in parte la stuttura.


per.corsi e indicando possibili chiavi di lettura. Senza eccedere in toni e titoli inutilmente enfatici, si cerca di lasciare che siano immagini e fatti a parlare, senza suggerire troppo allo spettatore le conclusioni e l’interpretazione da dare. Il linguaggio è semplice, molto concreto ed efficace. Molto professionale anche la conduzione del dibattito in studio, che spesso fa da corollario ai servizi e permette di conoscere punti di vista diversi o addiForma rittura opposti. Non viene dato spazio I servizi sono realizzati in modo molto né alla polemica né alla faziosità, ma si professionale e sono in generale di intuisce piuttosto la preoccupazione di buona qualità. Nonostante la loro consi- proporre un reale confronto di opinioni derevole durata, la struttura e il buon per aggiungere profondità e spessore ritmo narrativo tengono alta l’attenzione all’informazione. Benché non sempre il dello spettatore; grazie a un’impostadibattito in studio riesca a raggiungere zione molto chiara è possibile comquesto obiettivo (la riuscita dipende prendere facilmente i vari aspetti dei anche dalla scelta degli ospiti, dalle loro temi esaminati. capacità comunicative e dalle loro reali Alcuni servizi - vedi ad esempio quelli competenze), l’impostazione è senz’altro sulla sanità o sulla crescente violenza volta a ottenere, attraverso questo nei confronti della polizia - potrebbero confronto, un complemento di avere una durata minore e un minor informazione. grado di dettaglio, a tutto vantaggio di una maggiore sinteticità e concentrazione. Interattività / sito internet Tuttavia il grado di approfondimento Qui vi sono ampi margini di miglioraè, anche in questi casi, più un pregio mento. L’utilizzo degli sms, che scorrono che un difetto. durante i dibattiti in studio, è ben poco La forma non concede spazio a spetta- efficace e ancora meno aggiunge alla colarizzazioni inutili: immagini e comqualità della comunicazione e dell’informenti sono di regola funzionali a una mazione. Il sito appare vagamente trasmissione del messaggio che appaia confuso e di consultazione non sempre il più possibile chiara e oggettiva. agevole. Manca un vero ordine cronoDa sottolineare ancora la capacità di logico, le emissioni meno recenti si dare voce agli intervistati; i giornalisti ritrovano solo andandole a cercare sono attenti a non assurgere a protago- per area tematica, il che non è sempre nisti e non si perdono in analisi, mante- evidente. nendo sempre un linguaggio semplice e immediato ma preciso. Sarebbe interessante - soprattutto nel caso di temi di grande attualità o di un Conduzione certo spessore - se il sito offrisse mateLa conduzione è una delle maggiori riali complementari e di approfondiqualità della trasmissione. La presenta- mento (riproducendo pure trasmissioni zione dei servizi è affidata a introduzioni della Drs/Rsr, anche in lingua originale), del presentatore, asciutte e fattuali, che oltre al blog. Si potrebbe pensare si limitano a tratteggiare i contorni anche a box, che offrano materiali per del problema, anticipando alcune piste approfondimento (bibliografie o altro). Dall’incontro con i responsabili del programma è emerso che questi temi sono oggetto di riflessione. Per quanto riguarda il sito internet, ne è prevista una totale riorganizzazione, in modo tale che vengano superate le difficoltà

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PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI Notizie dagli organi

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La rubrica del mediatore Rsi propone di volta in volta un caso di reclamo di particolare interesse. In questo numero, si parla del ricorso inoltrato a seguito di un servizio di Falò sulla questione Eternit. La parola al supplente mediatore Stefano Vassere.

evidenziate sopra. Anche sull’utilizzo degli sms in emissione, i responsabili stanno effettuando valutazioni, con lo scopo in particolare di verificare se sia opportuno valorizzarli maggiormente e, in quel caso, farvi esplicito riferimento nell’ambito dei dibattiti in studio; tutto dipende, naturalmente, dalla qualità dei singoli interventi via sms che non sempre è adeguata. Conclusione In sostanza, Falò adempie pienamente al proprio ruolo di spazio di approfondimento dell’informazione Rsi. Al di là di qualche sbavatura e del mancato esame di taluni aspetti dei problemi trattati, i servizi si qualificano per la qualità dell’approfondimento, per l’efficacia delle immagini, con drammaturgia semplice e diretta. Nota di merito alla conduzione e alla gestione dei dibattiti in studio. Approfondimento preciso e attento, senza fronzoli, come deve essere. Restano decisamente la migliorare, o da ripensare, l’interattività e il sito internet. Marco Züblin (coordinatore del gruppo di lavoro) Giacomo Garzoli, Yvonne Pesenti Salazar, Nicola Pini

ndr: un’intervista ai produttori di Falò è apparsa sul numero 1 di per.corsi (Un falò che non si estingue, pp. 8-9, settembre 2011)

DEI RICORSI E DELLE MEDIAZIONI Nell’autunno dello scorso anno l’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (Airr) si è occupata di un servizio che Falò aveva dedicato, circa un anno prima, ai danni prodotti dalle fabbriche di amianto e alla posizione delle vittime di questi disagi. Gran parte del servizio si occupava della vicenda degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato e del processo in corso, che vedeva coinvolto un imprenditore svizzero la cui famiglia fu per molto tempo legata alla fabbrica. La trasmissione è stata oggetto di un ricorso da parte dello stesso imprenditore, che ha ritenuto che il servizio non avrebbe permesso al pubblico di formarsi adeguatamente una sua opinione in merito alla questione e che il tema sarebbe stato trattato tenendo conto della sola posizione delle vittime. Il ricorso è stato respinto dall’Airr con sette voti contro uno. e la decisione è ora in un corposo rapporto pubblicato sul suo sito, scaricabile integralmente (http://www.ubi.admin.ch/it/). In particolare vale la pena soffermarsi qui su alcuni aspetti di questa decisione. L’Airr ha dapprima ritenuto in termini generali che non possono essere contestati la scelta del tema, la fase del processo sulla quale concentrare la propria attenzione (durante il dibattimento e non a processo concluso), il momento della diffusione. Si tratta di scelte giornalistiche e la Rsi avrebbe in questo senso beneficiato dell’autonomia concessa per legge. Tanto più che il servizio non aveva carattere estemporaneo, ma rientrava in un filone contenutistico che l’emittente aveva già trattato precedentemente e sul quale sarebbe poi tornata, a sentenza emessa, a definire conoscenze provate da parte

del pubblico e un’informazione approfondita del tema. Alla trasmissione è poi stato rimproverato un carattere tendenzioso e manipolatorio. Qui è interessante notare che, nell’ambito del giornalismo d’inchiesta, è concesso all’emittente assumere anche una sua tesi, nei limiti di una trattazione il più possibile trasparente e della salvaguardia della possibilità data al pubblico di formarsi una propria opinione. Il parametro della possibilità di formarsi una propria opinione è centrale nella valutazione di questioni come questa, e si affianca alla possibilità data alle persone oggetto del servizio di vedere presentato chiaramente il loro punto di vista. È poi l’impressione complessiva a risultare più importante rispetto a particolari forse criticabili o discutibili del singolo prodotto. In questo caso la serie di critiche mosse alla Rsi da parte del ricorrente è corposa. Il carattere manipolatorio sarebbe stato sostanziato per esempio su una diversa interpretazione del numero di vittime e della responsabilità dell’Eternit, del periodo effettivo durante

il quale il gruppo svizzero fu azionista principale dell’azienda, dello stato delle conoscenze dell’epoca sul carattere nocivo dell’amianto (qui il rapporto dell’Airr ha un interessante paragrafo), delle condizioni nelle quali fu lasciata la fabbrica al momento del fallimento nel 1986, dell’eventuale favore concesso al punto di vista delle vittime e delle possibilità più o meno offerte al ricorrenteaccusato di replicare alle critiche, dell’opportunità infine che il tema fosse trattato a processo ancora in corso. Un ultimo accenno merita la contestazione mossa al servizio di avere veicolato un’immagine negativa del ricorrente. Oltre a una serie di informazioni e testimonianze legate a un’attività piuttosto varia dello stesso, che accanto a quella industriale ha avuto anche iniziative legate alla promozione dello sviluppo sostenibile, un capitolo delicato è rappresentato dall’uso, secondo il ricorrente manipolatorio, della «parte filmica, drammaturgica e parlata» e quindi non-verbale. In particolare l’Airr ha decretato come non manipolatoria «la musica allegra e leggera tipo tarantella che accompagna le immagini del ricorrente», poi «utilizzata anche alla fine della trasmissione in concomitanza con i volti silenziosi» di alcuni ex operai. Il mediatore e il supplente mediatore sono nominati dal Consiglio del pubblico della Corsi con l’incarico di vagliare i reclami degli utenti all’indirizzo di singoli programmi diffusi e dell’offerta editoriale della Rsi. Rimangono in carica 4 anni.


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CORSI DIETRO LE QUINTE Appuntamento con la rubrica dedicata ai messaggi degli ascoltatori e degli spettatori

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Tutti possono esprimere un’opinione sui programmi Rsi in modo semplice e diretto; basta infatti scrivere un messaggio all’indirizzo info@corsi-rsi.ch o collegarsi al sito pubblicorsi.ch e affidare le proprie impressioni a 1’000 battute. Il Consiglio del pubblico esamina i messaggi nel corso delle sue riunioni mensili, alle quali partecipa anche il direttore della Radiotelevisione.

L’OPINIONE DEL PUBBLICO Prendendo spunto dai numerosi commenti e da alcune critiche lasciate nella casella di posta elettronica pubblicorsi.ch e rivolte alla programmazione d’intrattenimento in tv, poniamo alcune domande a Silvana Carminati, responsabile acquisti fiction Rsi. R: Signora Carminati, diversi spettatori lamentano un eccesso di violenza in tv, in particolare nelle serie americane che vengono programmate in prima serata. Come risponde a questo appunto?

una vena comico/sentimentale, che non necessita normalmente di particolari segnalazioni. Oppure Criminal Minds dove la parte investigativa è sempre legata a fatti più difficili e duri, per cui il bollino rosso è da sempre presente su questa serie. Ricordo anche che questo genere di serie viene diffuso dopo le 21, in una fascia oraria comunque dedicata a un pubblico adulto.

R: Le fiction americane sembrano farla da padrone (non solo alla Rsi, a dire il vero). Come mai? Non si potrebbero acquistare telefilm SC: C’è sicuramente la percezione che di produzione europea, di nazioni la violenza in tv sia più presente: questo confinanti con la nostra, con forse è legato al momento di insicurezza un’ambientazione e delle storie che tutta la nostra società sta vivendo. più vicine alla nostra cultura? Come la società, anche la tv cambia e ne è, in un certo modo, uno specchio. SC: La produzione americana di serie è Se pensiamo alle serie poliziesche, una molto vasta, per tutti i generi di pubblico, e mediamente di buona qualità. volta c’erano Colombo e Starsky e Ha il grande vantaggio di essere partiHutch, ora ci sono Mentalist e CSI. Sicuramente lo stile, la scrittura, il ritmo, colarmente apprezzata dal pubblico, di essere facilmente disponibile in italiano sono molto cambiati e la violenza, da e quasi sempre in prima visione per la sempre ben presente nella cinematoRsi. Alcune delle serie che la Rsi ha difgrafia, è diventata più esplicita, anche fuso negli ultimi anni sono considerate visivamente. Alla Rsi non prendiamo fra le migliori produzioni di fiction alla leggera questa situazione. recente e ritenute più innovative di Il “bollino rosso” è ben in vista, già nei lanci di promozione e sul menu giorna- molti film, tanto da portare fino sui liero, quando riteniamo che il pubblico banchi universitari lo studio della scrittura di questi prodotti. Anche la produdebba essere, per vari motivi, reso zione europea è migliorata. Ci sono attento ai contenuti del programma. però due cose di cui dobbiamo tener Il poliziesco, in tutte le sue sfumature, conto alla Rsi: la prima è che spesso la è in generale il programma di fiction più seguito e amato e, fra i polizieschi, fiction europea “viaggia” meno bene di quella americana, ha spesso un carattere ci sono differenze. Prendiamo due meno internazionale, come se le diffeesempi in prima serata su La1: Castle, renze culturali fossero più marcate fra poliziesco con azione ma anche con

noi e i Paesi vicini che non con gli Stati Uniti. La seconda è che non sempre queste fiction europee sono acquistabili facilmente, spesso a causa della difficoltà di ottenere la versione italiana. Inoltre, non dimentichiamo che non ci è possibile diffondere la fiction di produzione italiana in esclusiva, in anticipo sulle reti Rai e Mediaset. Vorrei comunque ricordare che la produzione europea, australiana, canadese ha un suo spazio regolare nella programmazione pomeridiana (vedi i polizieschi tedeschi come Il commissario Rex o Il caso per due).

Castle © ABC Studios

R: Bei film programmati a tarda sera e film demenziali nel prime-time: è un’estrema sintesi di diversi messaggi da noi ricevuti. Quali sono i criteri alla base degli acquisti dei film/telefilm da una parte, e della collocazione nel palinsesto dall’altra? SC: Durante tutto l’anno abbiamo due appuntamenti fissi per i film in prima serata: il lunedì sera, dove diamo al nostro pubblico adulto, per almeno 42 settimane, film nuovi che rappresentano la produzione cinematografica di maggior successo degli ultimi 2 anni, e il sabato sera, dove cerchiamo di offrire film adatti a un pubblico più vasto, famigliare. La nostra scelta per il lunedì è basata sul successo cinematografico di qualità, in prima visione tv. E’ perciò lo specchio di quanto si può vedere nelle sale cinematografiche. Non dimentichiamo però mai altri generi di film: quelli che vincono ai festival, quelli che trattano temi particolari, quelli per un pubblico più “mirato”. Questi film si possono vedere durante tutto l’anno dopo le 23 o nel periodo estivo, dove normalmente viene trasmessa una maggiore quantità di fiction. Spesso poi riproponiamo film ormai considerati “classici”. Vista la quantità e la vastità dei generi, è impossibile proporre tutto in prima serata. Abbiamo perciò fatto la scelta di cui dicevo sopra. Non credo che l’equazione film belli = seconda serata sia vera. Semplicemente i film che vediamo in prima serata non necessariamente piacciono a tutti, e lo stesso vale per i film in seconda serata. La vera differenza è che i film in prima serata devono interessare ad un pubblico numericamente più vasto. Cerchiamo di dare però a tutti, dai bambini agli anziani, la possibilità di trovare, sulla Rsi, film che interessino, facciano passare un momento di riflessione o di puro divertimento. Accontentare tutti è molto difficile: ci

aiutano le nuove tecnologie, per cui chi non ama un certo film può scegliere, alla stessa ora, di guardarne uno che ha registrato perché non era in casa o perché non voleva andare a letto tardi. R: Quanto incide la concorrenza delle reti italiane sui vostri acquisti e nella programmazione? SC: La concorrenza influisce sulla programmazione ma non sugli acquisti, che la Rsi fa in modo totalmente autonomo. I film e le serie nuovi possono essere acquistati solo a partire da una certa data e a condizione che ci sia la versione italiana, sia per noi sia per i nostri concorrenti. A partire da quel momento, noi scegliamo cosa ci interessa e decidiamo la collocazione e la data di diffusione. Per i film e le serie di prima serata cerchiamo di anticipare i canali free italiani, perché sappiamo che le nostre telespettatrici e i nostri telespettatori seguono anche le reti italiane e non sarebbero sempre disposti a guardare sulla Rsi quello che hanno appena visto sulla concorrenza. Spesso sembra che tutti stiano diffondendo gli stessi programmi: effettivamente questo succede proprio perché tutti cercano di non lasciar invecchiare i film e le serie più attesi dal grande pubblico e li propongono non appena disponibili. Più in generale, lavoriamo con quasi tutti i grandi distributori e, nei limiti del budget che ci è dato, cerchiamo di ottenere il prodotto più adatto alle varie fasce di programmazione.

The Mentalist © Warner Bros. Entertainment Inc.

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CO:RSI

BUONE VACANZE CON LA RSI (CHE NON VA IN VACANZA) Tra i luoghi comuni duri a morire in questo Paese ve n’è uno che torna da anni, puntuale come un orologio svizzero, all’inizio di ogni estate. Si tratta dell’apodittica opinione, promossa nei giornali e nei bar, secondo cui, da fine maggio inizio giugno (o, nelle versioni più benevole, dall’inizio delle vacanze scolastiche) e fino a settembre inoltrato, la Rsi chiude baracca, va in vacanza e lascia ai radioascoltatori e ai telespettatori solo repliche, programmi più che leggeri totalmente privi di peso, film e telefilm di serie C acquistati alle svendite di fine stagione. Ora, si sa che i clichés, per quanto pretestuosi e puramente strumentali, sono nemici difficilissimi da combattere: anche se non suffragati dai fatti, attecchiscono facilmente laddove non vi sia disponibilità a un confronto e a una verifica oggettiva. Ci provo comunque, fornendo una breve, oggettiva descrizione di quanto, anche nei prossimi tre mesi, la Rsi offrirà alla Svizzera italiana e (tramite il web) al mondo intero. Per non dar informativa di voler nascondere qualcosa, cominciamo dalle pochissime testate che - pur non andando in vacanza - interrompono sino a inizio settembre la diffusione: si tratta di Modem (alla radio) e di Patti chiari (in televisione), che approfittano dei mesi di giugno, luglio e agosto per mettere in cantiere e girare nuovi servizi. Anche perché le due redazioni hanno, come si suol dire, la coperta corta e non riuscirebbero, con la dotazione di personale forzatamente ridotta, a garantire l’attuale offerta se non utilizzassero i mesi estivi per preprodurre. Ah, è vero: anche l’edizione pomeridiana del Tg flash delle ore 16 si concede una breve tregua e Il Quotidiano inizia non alle 19, bensì alle 19.30, aggiungendo tuttavia un flash di 5 minuti già alle

18.55. A fronte di queste poche eccezioni, tutto il resto procede come negli altri giorni dell’anno: con una serie di programmi radiofonici e televisivi particolari che, sulla scia del successo riscontrato già l’estate scorsa, tornano ad arricchire i palinsesti tutt’altro che light della stagione più calda. Non starò a elencarle (il lettore trova tutti i dettagli nel sito internet della Rsi), ma sottolineo con soddisfazione la varietà di questa proposta che accompagna i nostri utenti sull’intero arco della giornata offrendo, oltre all’informazione,

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momenti di approfondimento (penso alla serie dedicata da Rete Due alle grandi vie fluviali del mondo, che quest’anno ci porta sulle rive del Gange, o alle serate dedicate a Giovanni Boccaccio e, in televisione, i documentari dalla Svizzera realizzati da registi e produttori indipendenti nell’ambito del Pacte de l’audiovisuel); di conoscenza del nostro territorio (Sottosopra, Le tradizioni culinarie dell’arco alpino su La1); di intrattenimento (quest’anno sarà la Rsi a produrre la trasmissione televisiva nazionale del 1. Agosto in diretta da Campo Blenio; Rete Uno e Rete Tre, a loro volta saranno ancora più presenti tra la gente, anche oltre San Gottardo, nonché ai principali festival musicali open air); lo sport, pur privo di Giochi Olimpici e Mondiali o Europei di calcio, offre vari appuntamenti di grande richiamo (Wimbledon, il Tour de France, la Confederations Cup di calcio con le più forti nazionali del mondo); penso alla fiction che proporrà film di qualità; penso ad alcune serie coprodotte insieme alle altre Unità aziendali (Il Tour del Cervino con Rts) o prodotte dalla Srg Ssr (Cinema Suisse). Insomma, forse mai come nell’estate del 2013 il menu che la Rsi propone al suo pubblico sarà ricco, variegato, appetibile. Basta provare ad ascoltarci o a guardarci! Anche se tra un anno, al di là di ogni evidenza, qualcuno, puntualmente, tornerà a scrivere che, da giugno a settembre, quelli di Besso e di Comano vanno in vacanza. Dino Balestra direttore Rsi

PER.CORSI COMUNI ISTITUZIONALI

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ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI

VENERDÌ 10 MAGGIO AUDITORIO STELIO MOLO STUDIO RADIO RSI BESSO

Erano 131 i soci presenti all’assemblea generale Corsi 2013, svoltasi quest’anno per la prima volta di venerdì.

Il rapporto d’attività e i conti 2012 sono stati approvati all’unanimità.

La scelta di programmare l’evento in settimana non è stata apprezzata da tutti, ma non ha comunque scoraggiato i più. Nutrita la partecipazione, nonostante un ordine del giorno snello.

Non poteva mancare il Totem.

Schiarite giusto in tempo per l’aperitivo in terrazza. Grazie a tutti i presenti, e a rivederci nel 2014!


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PER.CORSI COMUNI Serate pubbliche e altri eventi Sul territorio, in mezzo a voi

LA RSI TRA LE CULTURE POLITICHE

LOCARNO, SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE, 26 MARZO

Relatori: Marco Romano, consigliere nazionale cantone Ticino (Ppd), Greta Gysin, deputata al Gran Consiglio Ti (Verdi), Nicola Pini, vicepresidente Plrt, Luca Paltenghi, vicepresidente giovani Udc Ti, Filippo Contarini, consigliere comunale a Porza e membro del comitato cantonale Ps, Maurizio Canetta, capo dipartimento informazione Rsi. Moderatore: Giò Rezzonico, editore e giornalista La serata organizzata dalla Corsi a Locarno, sul tema La Rsi tra le culture politiche, ha fornito l’occasione di tornare sul non facile rapporto fra politici e media, offrendo l’opportunità ad alcuni politici ticinesi di formulare le loro opinioni verso il servizio pubblico radio-televisivo. L’occasione ha messo a confronto alcuni giovani politici, in rappresentanza dei principali partiti attivi sulla scena ticinese, e il responsabile dell’informazione della Rsi. Numerose sono state le questioni dibattute dai relatori e dal pubblico presente, fra cui la qualità dell’informazione, il provincialismo o meno dell’offerta Rsi, il rispetto della par condicio nei confronti delle diverse forze politiche, il rapporto fra politici e giornalisti nel contesto ticinese, l’indipendenza e la formazione dei giornalisti. Fra i politici, è emerso un ventaglio piuttosto differenziato di aspettative, di giudizi e di suggerimenti. Mentre il giudizio complessivo sull’offerta informativa Rsi è apparso positivo, alcune critiche sono state rivolte al presunto eccessivo provincialismo e alla scarsa attenzione per la politica nazionale nei dibattiti politici. Altre voci si sono levate per chiedere

maggiore spazio audiovisivo ai politici ticinesi che si muovono nella Berna federale. Inoltre è stato più volte fatto notare come l’elevata densità di mezzi informativi e di politici in uno spazio geografico piuttosto ristretto possa comportare un’eccessiva pressione sui giornalisti, inibirne la fermezza e indurre una certa accondiscendenza verso i politici. C’è chi ha quindi proposto di istituzionalizzare i rapporti fra politici e giornalisti stessi; chi ha chiesto di proseguire e rafforzare la qualità, la formazione dei giornalisti e liberarsi della “dittatura dell’audience”, di tralasciare la caccia allo scoop; chi ha voluto fare appello ad un maggiore “coraggio” da parte dei giornalisti. Per lo studioso della politica, quanto discusso suscita almeno due ordini di riflessioni. La prima è che occorre prendere atto delle elevate aspettative: la Rsi è, e rimane, fra i giovani politici ticinesi, un riferimento imprescindibile. E ciò, nonostante che, oggi, proprio fra i giovani, i tradizionali media a pagamento (televisione, radio, oltre ai quotidiani) stiano perdendo

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terreno nei confronti del “gratuito” (quotidiani, social network e portali web informativi), che sta occupando prepotentemente il campo della comunicazione politica. La seconda riflessione verte sull’inscindibilità del doppio ruolo che, di fatto, si ritagliano i politici stessi quando si cimentano sul tema: per un verso, essi tendono, nei confronti della Rsi, a mettersi nei panni di un pubblico attento, critico; per altro verso, si esprimono da “invitati”, da attori partecipi delle trasmissioni televisive e radiofoniche. Nell’intreccio di questi ruoli si riflette l’ambivalenza delle aspettative, dei giudizi (positivo come “pubblico” un po’ meno come “attori”), dei suggerimenti (l’esigenza di sprovincializzare e di essere più “equi”). Dall’intreccio del doppio ruolo si traggono anche i contorni della doppia funzione pubblica che viene attribuita - implicitamente alla Rsi. In primo luogo, l’azienda radiotelevisiva è visto come strumento di comunicazione di e per il territorio, è un servizio pubblico cui si chiede di valorizzare l’identità ticinese (o della

Svizzera italiana?), in modo più o meno aperto verso altre realtà, soprattutto quelle d’Oltralpe; in secondo luogo, all’azienda radiotelevisiva si attribuisce una funzione di piattaforma comunicativa

attraverso cui i rappresentanti politici possono far sentire la loro voce e costruire la propria legittimità e notorietà fra il pubblico e gli elettori.

A questa doppia funzione attribuibile, esplicitamente o implicitamente, alla Rsi non è difficile scorgere un’analogia con le istituzioni democratiche e rappresentative. Come nei confronti di un parlamento o di un governo, dalla Rsi si auspicano “equilibrio e neutralità”, si chiede di rispondere alle diverse esigenze dei cittadini, si domanda di fornire spazi di agibilità equi ai rappresentanti politici, in funzione della rispettiva forza elettorale. Non tutti gli interventi alla serata di Locarno andavano, compiutamente, in questa direzione. Nondimeno, quella che è affiorata, con forza, è un’immagine della Rsi come “istituzione politica” in senso lato peraltro suffragata dagli stretti legami storici dell’azienda con la politica

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cantonale; di un’istituzione, prima che di un’azienda radiotelevisiva. Se in qualche modo, i pareri che abbiamo sentito a Locarno possono essere ritenuti “rappresentativi” delle opinioni dei politici ticinesi, perlomeno dei più giovani, occorre chiedersi in quale modo queste opinioni possano conciliarsi con il riconoscimento dell’indipendenza dei giornalisti (anche di coloro che formulano “domande scomode”, come suggerito durante la serata) e con gli obiettivi economici e commerciali cui deve rispondere la Rsi nell’ambito del suo mandato pubblico. Oscar Mazzoleni, politologo e membro del Consiglio regionale Corsi dal 2012

LA RSI E L’ITALIA

MILANO, SALA MEILI, CONSOLATO SVIZZERO, 22 APRILE

Relatori: Roger de Weck, direttore generale Srg Ssr, Ferruccio de Bortoli, direttore Corriere della Sera, Lino Terlizzi, vicedirettore Corriere del Ticino, Luciano Ferrari, caporedattore esteri Tages Anzeiger, Moderatore: Diana Segantini, capo dipartimento cultura Rsi. Ha partecipato: Bernardino Regazzoni, ambasciatore di Svizzera in Italia “Quale apporto può dare la Rsi, radiotelevisione in territorio di frontiera, alle relazioni economiche tra la Svizzera e l’Italia?” E ancora “in un’ottica di valorizzazione dell’italicità nelle sue diverse componenti, quale ruolo possono ricoprire i media di servizio pubblico?” Queste sono le due domande che la Corsi ha posto ai relatori della conferenza La Rsi e l’Italia lo scorso 22 aprile nella sala Meili del Centro svizzero di Milano. La serata, moderata da Diana Segantini, capo dipartimento cultura Rsi, ha visto confrontarsi sul tema Roger de Weck, direttore generale Srg Ssr, Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, Lino Terlizzi, vicedirettore del Corriere del Ticino e Luciano Ferrari, caporedattore esteri del Tages-Anzeiger. È stato il console

Massimo Baggi a fare gli onori di casa e ad aprire il dibattito affermando l’importanza del “conoscersi meglio per fare progetti insieme” sottolineando il valore della relazione transfrontaliera che caratterizza il rapporto tra le due nazioni e che ha dato in passato e continua a dare oggi numerosi vantaggi agli uni e agli altri. Sul tema Roger de Weck, dopo essere stato introdotto da Diana Segantini, ha lanciato il primo spunto di discussione. Durante il suo discorso, in francese, il direttore generale della Srg Ssr ha parlato di come oggi si viva in tempi di rivoluzione mediatica. Una rivoluzione definita come ancora più radicale rispetto quella che visse Gutenberg con l’invenzione della stampa. Prima la realtà dei media

si strutturava con un mittente, un messaggio e un destinatario, collegati tra loro da una relazione univoca mentre oggi, ciò che caratterizza di più l’informazione, è l’interattività. Una caratteristica che richiede un profondo mutamento del mondo politico, perché la piazza ormai è quella di internet e porta con sé un rafforzamento della democrazia diretta in tutto il suo bisogno di riscontri. A guidare questo mutamento però sono proprio i media che, prima di tutti, devono essere fedeli ai propri principi producendo quindi del buon giornalismo. Perché è necessario fare giornalismo “nonostante i media”, ma contemporaneamente, è d’obbligo aggiornarsi sulle nuove tecnologie. Ormai si tratta di un sistema ... ...


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istituzioni mediatiche di frontiera è quindi ancora più importante perché devono aiutare a sciogliere i nodi al fine di comprendersi meglio. Su questo è intervenuto anche Roger de Weck sottolineando il paradosso che vede l’apertura del mondo verso il “fuori” e il fortissimo ridimensionamento che le redazioni esteri stanno vivendo in questo periodo. L’informazione, ha evidenziato nuovamente, deve creare il valore aggiunto per aumentare la qualità. “Ma una voce dall’estero che valore aggiunto potrebbe avere?” ha chiesto De Bortoli. Nella sfida della rete contano alcune caratteristiche: la tempestività, per esempio, è presente spesso a discapito proprio dell’accuratezza. Le piazze possono essere confuse, violente, luoghi virtuali o reali dove una singola voce può portare a conseguen... che unisce radio, televisione, carta do si parla di Svizzera e di Italia, lo si ze molto negative. Non si tratta sempre stampata, internet, che mimetizza le faccia ponendo troppo l’accento sulune tra le altre. Solo però grazie all’in- l’economia. Sono presenti antiche divi- di democrazia diretta perché, alle volte, terazione, la vera nuova rivoluzione, sioni e pregiudizi dai quali bisognereb- la piazza non riesce a distinguere i temi importanti da quelli che non lo sono. si può andare verso il cambiamento be uscire. “È vero che la rete porta culturale mantenendo la volontà di fare a una maggiore democrazia diretta, ma Sul finire è Bernardino Regazzoni, ambasciatore elvetico a Roma, a fare il servizio pubblico. Il mondo di oggi è lo fa con semplificazioni popolari”. un mondo globalizzato: sia l’Italia sia la Esistono insidie che non siamo in grado resoconto della serata: “Per fare del Svizzera hanno seguito questa cultura di riconoscere subito: 140 caratteri non buon giornalismo bisogna resistere alla tentazione di ridurre tutto all’economia, nella politica, nell’economia. Ci sono sono abbastanza. “È necessario uscire bisogna parlare di ciò che unisce piutnuovi giocatori in campo: Facebook, dal totale assoggettamento all’econotosto che di ciò che divide ed è necesle televisioni straniere, basti pensare mia che si vive oggi perché non tutto che la Srg Ssr equivale all’1% di quello può essere declinato a un grafico eco- sario far capire che si ha bisogno gli uni che è diventato YouTube in termini di nomico”. Coltivare i pregiudizi è un produzione. Anche per questo è torto alla storia: l’Europa è nata da un importante fare televisione nei paesi insieme di popoli che si rispettano. piccoli, investire nelle realtà locali dove Sui punti precedenti ha poi dato la sua c’è solo il servizio pubblico. Si deve opinione Lino Terlizzi, affermando l’imandare verso una più ampia apertura e portanza di trovare i punti concreti in soprattutto verso una maggiore coope- questa rivoluzione mediatica: prima di razione. Dopo l’intervento di de Weck tutti la multimedialità che ha completaè stato Luciano Ferrari a continuare il mente mutato le tempistiche di lavoro. dibattito affermando come però la La Svizzera e l’Italia sono vicine, ma nel nuova realtà mediatica porti inevitabil- contempo molto lontane: legate dalla mente con sé una perdita di multicultu- lingua, ma distanti per quanto riguarda ralità, poiché nonostante l’interconnes- la politica e le istituzioni. Non necessasione, le culture sono tra loro più riamente l’economia divide le due separate: la Svizzera italiana con l’Italia, nazioni, basti pensare alla piazza finanla Svizzera francese con la Francia, la ziaria luganese o al fatto che l’Italia sia Svizzera tedesca con la Germania. il maggior partner commerciale della Questo porta dunque a conflitti, basti Svizzera dopo la Germania. pensare all’aumento del 30% della Riprendendo il tema dei pregiudizi ha popolazione svizzera dovuto all’immipoi affermato: “non si può ridurre tutto grazione crescente, e ciò porta, in un al segreto bancario perché se si fosse primo periodo, alla disintegrazione. parlato di “protezione della privacy” e Ferruccio de Bortoli ha poi preso la non di segreto bancario le cose sarebparola, affermando come spesso, quan- bero molto diverse”. Il compito delle

degli altri”. Molti spunti sono stati dati durante il dibattito. Fino a che punto si può definire “esempio di democrazia diretta” la discussione su internet e come mai le realtà politiche, spesso e volentieri, rimangono arretrate rispetto a quelli che sono i mutamenti culturali della società in cui viviamo? Il mondo corre a una velocità che non aveva mai raggiunto in passato e adesso, forse

con un po’ di affanno, si prova a guidare questo carro verso un contesto dove la buona informazione è regina assoluta della realtà mediatica. Alla fine si finisce sempre a discutere dei nuovi media perché ormai sono loro l’informazione per molti. Deve quindi essere il servizio pubblico ad adattarsi a essi o viceversa? Come hanno più volte ribadito i relatori “si deve ricercare nella propria

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identità non quello che divide, bensì quello che unisce per rispondere al quesito: “come possiamo dare un servizio che si avvicini realmente ai bisogni del fruitore, come possiamo fornire un vero servizio pubblico?”. Antonio Nucci, giornalista

LA RSI E LO SVILUPPO DEL SUO TERRITORIO

AURIGENO, CENTRO SCOLASTICO BASSA VALLEMAGGIA, 28 MAGGIO

Relatori: Fabio Abate, consigliere agli Stati, Francesco Coluccia, responsabile intrattenimento Rsi, Armando Dadò, editore, Giovanna Masoni Brenni, capo dicastero cultura e istruzione, Lugano, Amalia Mirante, economista Usi e docente Supsi. E con la partecipazione di Paolo Guglielmoni, produttore Rsi e autore degli Annovazzi di Rete Tre Moderatore: Antonio Bolzani, giornalista Rsi

editore, Giovanna Masoni Brenni, capo dicastero cultura e istruzione della Città di Lugano, e Amalia Mirante, economista Usi e docente Supsi. Alla conferenza è intervenuto anche Paolo La radiotelevisione di servizio pubblico Guglielmoni, produttore Rsi. Dopo le deve rappresentare tutte le compoparole di benvenuto pronunciate dal nenti territoriali e sociali che fanno la presidente Corsi Luigi Pedrazzini, complessità del nostro Paese. Come Francesco Coluccia ha aperto il dibattito può la Rsi interpretare efficacemente sottolineando che per convenzione, per la Svizzera italiana? Quale il significato la Rsi, per territorio s’intende quello della presenza della Rsi sul territorio e nazionale, regionale e insubrico. “Lungo quale contributo educativo, promozio- è l’elenco delle trasmissioni che si nale e informativo essa può dare, occupano del nostro territorio: quelle tenuto conto dei tagli ad alcune realtà dell’informazione, i giochi on the road culturali, provocati dalla difficile concome Cash e Generation, e persino la giuntura? A questi e altri quesiti hanno trasmissione Piatto forte, quando mette cercato di fornire una risposta i relatori in risalto piatti della cucina nostrana. della conferenza La Rsi e lo sviluppo del Non rischiamo allora di cadere nell’ecsuo territorio, tenutasi lo scorso 28 cessivo localismo? Quando si tratta di maggio al Centro scolastico Bassa affrontare un problema a livello locale, Vallemaggia di Aurigeno. L’incontro, cerchiamo di capire come si affronta a moderato dal giornalista Rsi Antonio Nord delle Alpi. In sostanza: un antidoto Bolzani, ha visto esprimersi sul tema al localismo è il buon giornalismo. Fabio Abate, consigliere agli Stati, Per la Rsi un'altra pericolosa insidia è il Francesco Coluccia, responsabile cercare di dare spazio a tutte le piccole Intrattenimento RSI, Armando Dadò, segnalazioni locali senza selezionarle.

Una piccola storia di paese deve invece poter interessare anche i paesi vicini.” La successiva analisi di Giovanna Masoni Brenni è in sintonia con quella di Coluccia. “Conoscendo il locale abbiamo gli strumenti per rapportarci al globale. Il nostro territorio, situato al crocevia delle genti, è molto cosmopolita: è quindi aperto ma deve anche sapere riconoscere la sua storia, la sua tradizione: occorre quindi cercare un giusto equilibrio”. Giovanna Masoni Brenni aggiunge che a suo avviso la Rsi non si concentra su Lugano, ma rivolge la propria attenzione più in generale all’intera Svizzera italiana. Ma la Rsi riesce a coprire bene il territorio anche sul piano politico oltre che su quello geopolitico? Secondo Fabio Abate il problema non si pone. “Occorre sapere qual è il territorio di riferimento. Si osserva piuttosto un appiattimento dell’agglomerato urbano del Paese. Un discorso che vale anche per il territorio cantonale. La Rsi nel contesto urbano non è così presente come nelle periferie. La nostra radio ...


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... è più seguita negli esercizi pubblici della Valmaggia piuttosto che in quelli di un contesto urbano. La grande sfida è: come creare una dimensione nazionale della presenza della Rsi, oggi dinamica nelle periferie e invece statica negli agglomerati urbani? È altresì necessario pensare alla qualità, che non sia soltanto la telefonata per la dedica popolare la domenica mattina: non prendiamo la politica come la chiave di interpretazione di quello che è il servizio pubblico. Sennò si resta fermi al palo.” Armando Dadò si sofferma sull’immagine della realtà di valle fornita dalla Rsi. “Forse ci sono dei servizi un po’ troppo frammentari. Ma un qualche coinvolgimento della realtà mi pare un po’ difficile da trovare.” Da un punto di vista economico, come si fa a leggere il territorio pensando alle valli ma anche ad altre realtà che non siano di valle? Un quesito questo posto da Antonio Bolzani ad Amalia Mirante, che riferisce come negli studi condotti all’estero, la Svizzera appaia sempre nei primi dieci posti in diversi ambiti. “Affinché il modello Svizzera continui a funzionare, è necessario proseguire il dialogo tra le sue parti: partendo dall’analisi della situazione nazionale per poi arrivare al locale, passando quindi ai cantoni e ai distretti. Questo percorso dovrebbe consentirci di mantenere l’equilibrio tra il locale e il globale.” Il dibattito entra nel vivo quando il pubblico coglie l’opportunità di potersi confrontare direttamente con i relatori. Un attento ascoltatore osserva la mancanza di una certa continuità nei confronti della periferia, sostenendo che un tempo la Radio delle Regioni fungeva da fil rouge e in seguito è stata tolta.

Ora ci sono interventi puntuali per coprire certi eventi. Ma non c’è un discorso di continuità per far crescere una mentalità regionale. Inoltre sarebbe bello non sentir più tanti strafalcioni nel nominare alcuni nomi di paese. Viene poi sollevato un altro problema: “è un vero peccato che oggi la nostra radiotelevisione non si possa più captare oltre frontiera”. Un altro intervento verte in particolare sull’offerta televisiva: “Io ascolto in viaggio tutte e tre le reti radio e mi soddisfano. Quando invece guardo la televisione mi sembra che stiate disarmando. La concorrenza mostra forse anche alcune banalità, ma è ben presente sul territorio. A me piacerebbe molto se la nostra televisione diventasse più simile a quella romanda. Rinnoviamoci. Diamo spazio ai giovani. Svecchiamoci”. Coglie la palla al balzo per rispondere a quest’ultima sollecitazione Maurizio Canetta, responsabile dell’Informazione Rsi, presente in sala: “La radio ha ventiquattr’ore di palinsesto che permettono una maggiore presenza sul territorio. La televisione no. Fare tivù costa molto. Quaranta minuti al giorno di Quotidiano sono molto. Che poi si debba ragionare sull’equilibrio globale-locale è assolutamente vero”. In seguito Francesco Coluccia afferma che “per descrivere il nostro territorio bisogna conoscerlo con il cuore ma occorre nel contempo anche un certo distacco. Dobbiamo quindi percorrere il nostro territorio e sentirlo, ma poi dobbiamo salire su un monte per far sì che si possa descriverlo con una certa lucidità”. In chiusura di dibattito, rispondendo all’osservazione legata alla mancata diffusione dei programmi della Rsi oltre frontiera, interviene il direttore Rsi Dino Balestra: “Non è possibile seguire i nostri programmi in Italia per una questione di diritti”. E aggiunge: “Questa sera si è parlato di territorio geopolitico. C’è però un altro territorio: quello del tempo, della memoria. Il servizio pubblico deve considerare

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anche questo territorio. E in questo senso abbiamo parecchio materiale d’archivio. Questo territorio della memoria si sposa con quello del locale. Ma noi dobbiamo anche fare territorio, ovvero guadagnarci la Svizzera perché abbiamo un mandato anche nazionale. Se non riusciamo ad agganciare il nostro pubblico attraverso questa territorialità, rischiamo di cadere nel localismo. Noi diffondiamo in tutta la Svizzera e non solo da Chiasso ad Airolo. Per questo è essenziale che ci si faccia conoscere anche a Nord delle Alpi”. Anna Biscossa, vicepresidente della Corsi, congeda infine i presenti sostenendo che il territorio della memoria è un patrimonio importantissimo, così come avere un servizio pubblico che diffonda cultura. Il confronto con la Rsi, la Corsi e la popolazione del territorio è importante. Ed è altrettanto importante la presenza attiva di chi vive nel territorio”. Il dibattito di Aurigeno ha fornito molti spunti di riflessione ed è stato seguito con grande attenzione e spirito critico da diverse decine di abitanti della Valmaggia che hanno risposto presente all’invito della Corsi a partecipare attivamente, esprimendo liberamente le loro opinioni, riassumibili in un unico e principale aspetto: la Rsi è sì ben presente sul territorio, ma è auspicabile che lo viva e lo racconti con maggior continuità. Christian de Ciantis, giornalista

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I TUOI DUE MINUTI DI PUBBLICITÀ IN TV A causa del maltempo, la cerimonia di premiazione e la manifestazione Palco ai giovani 2013 hanno dovuto traslocare da Piazza Manzoni al Padiglione Conza. La cerimonia di premiazione del concorso video Corsi I tuoi due minuti di pubblicità in tv si è svolta come da copione, verso la mezzanotte. A salutare i concorrenti c’erano Umberto Gatti, il membro più giovane della Corsi (Consiglio regionale); la segretaria generale Francesca Gemnetti e Giulia Fretta, in rappresentanza della pre-giuria. Il 1° premio della giuria se lo è aggiudicato Nicolas Polli, con il suo Direttamente dalla natura. Il 2° premio è stato assegnato a Ramona Banfi, per Contagiato. Il pubblico, che poteva votare su Facebook, ha invece scelto Scuola Pigros, corsi di dialetto e cultura ticinese di Luca Sangiorgi, Mattia Bertoldi e Jeremy Nicholls.

Ai vincitori vanno le nostre congratulazioni, mentre i video di tutti i partecipanti si possono sempre vedere sul canale Youtube della Corsi (CorsiRsi). Il concorso è stato promosso dalla

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LUGANO, PADIGLIONE CONZA, 17 MAGGIO

Corsi in collaborazione con il Dicastero giovani ed eventi della Città di Lugano e la Rsi.

SULLE TRACCE DI BOCCACCIO

GITA A CERTALDO, TOSCANA, 7-9 GIUGNO A conclusione del ciclo di serate pubbliche sull’opera del Boccaccio organizzato dalla Rete Due della Rsi in collaborazione con l'Istituto di studi italiani dell'Usi, la Corsi ha proposto ai propri soci l’opportunità di trascorrere un fine settimana a Certaldo, città natale dello scrittore fiorentino. L’iniziativa era abbinata a una raccolta di timbri di partecipazione, che dava diritto ad uno sconto esclusivo sul costo del viaggio. Non sono pochi i fedelissimi che per 14 martedì consecutivi si sono immersi nelle atmosfere medievali abilmente ricostruite dai prestigiosi relatori e musicisti che di volta in volta hanno accompagnato le letture dal Decamerone. Una bella maratona che ha dato i suoi frutti! Grazie a tutti i partecipanti!


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Sull’arco del biennio 2013-2014 la Corsi propone una serie di incontri per riflettere sul rapporto tra l’universo femminile e i mezzi di comunicazione, attraverso le esperienze personali di professioniste di successo attive nel mondo dei media a livello svizzero e internazionale. Prima ospite di questo ciclo è stata Joumana Haddad, scrittrice, giornalista, blogger e attivista per i diritti delle donne in Libano.

UNA SERA CON JOUMANA HADDAD

UN MODELLO DI DONNA ALTERNATIVO? Tutti gli occhi sono puntati su di lei, che risplende nell'oscurità della sala. Joumana Haddad legge con enfasi un estratto del suo ultimo libro Superman è arabo, in cui esprime la sua rabbia nei confronti di un sistema patriarcale che trova assurdo e inaccettabile. Lo sdegno delle sue parole è addolcito dal suo italiano dall'accento esotico e dal colore verde pastello del suo abito corto. Joumana Haddad è molto femminile, con quel foulard leggero che le cade sulle spalle, le gambe semi-nude, il rossetto rosso fuoco, i tacchi e lo smalto sulle unghie. Sono sorpresa. Non mi aspettavo di trovarmi di fronte una donna così curata, in ogni dettaglio; soprattutto non una come lei che vuole liberarsi dagli stereotipi di cui sono vittime le donne. Mi sembra così occidentale. Guardo e ascolto Joumana Haddad con curiosità; è una di quelle donne calamitanti, accattivanti, che sa catturare l'attenzione delle persone che le stanno attorno. Si sente, si percepisce il coinvolgimento del pubblico. Come pure quello dei moderatori, guarda caso, un uomo e una donna. L'interazione è però diversa. La moderatrice sembra soprattutto calata nel suo ruolo. Lui, invece, sembra molto più coinvolto perché rimesso

direttamente e apertamente in discussione come uomo. Forse anche per questo, spesso non solo lo sguardo, ma anche il corpo sono rivolti verso la scrittrice e non verso il pubblico. Non mi sorprende. Le critiche di Joumana nei confronti degli uomini sono spesso dure, senza appello. Lei vuole infrangere i tabù e osa dire quello che vogliono vietare le norme sociali. Ad esempio, Joumana Haddad afferma che il paradiso deve essere un luogo molto noioso; per questo ha piena comprensione (e ammirazione) per Lilith, figura mesopotamica che fu la prima donna di Adamo a cui lei rifiutò di obbedire e di conseguenza lo abbandonò nel paradiso. L’immagine di Lilith fu così associata a quella del demonio, ma non per Joumana, certa anche che gli uomini preferirebbero una donna emancipata e disobbediente come Lilith invece di una donna docile e sottomessa come Eva. Joumana osa anche affermare guardando negli occhi il moderatore con un fare un po' ammiccante - che il machismo è una malattia e che gli uomini hanno bisogno di aiuto. Joumana non scherza. Le battute da una parte e dall'altra non mancano ed è soprattutto questo scambio tra il moderatore e la scrittrice a strappare la maggior parte delle risate del pubblico. Anche in questo caso però, la reazione sembra dividere i generi. Sono soprattutto le donne a ridere e alcune applaudono allo stesso tempo per manifestare la loro approvazione alle affermazioni pungenti di Joumana. Guardo gli uomini in sala - in netta minoranza ma comunque ben rappresentati - e ho la netta sensazione che la maggior parte delle volte rimangano seri. Sorprendo anche uno sbadiglio. Le reazioni non sono unanimi.

LUGANO, STUDIO FOCE, 29 MAGGIO

Sento anche levarsi un "Non è vero!" detto con una certa forza da una donna mediorientale quando Joumana rivolge una critica specifica agli uomini arabi. A quei "Supermen" che vorrebbe estirpare per far posto a degli uomini veri e autentici come Clark Kent. Insomma, Joumana Haddad suscita reazioni contrastate. Lei di certo lo sa. Di certo è abituata. In ogni caso (ed è lei stessa a dirlo) la sua ambizione non è quella di cambiare il mondo o quella di lanciarsi in operazioni di convincimento. Lei desidera semplicemente far valere il suo diritto di essere e di dire quello che vuole. La serata sta volgendo al termine e io guardo ancora con curiosità Joumana. Mi avvicino a lei e noto che dal suo vestito che le lascia le braccia nude spunta un tatuaggio. Mi chiedo per davvero se non stia ricalcando il modello della donna occidentale nel suo modo di apparire e se non dovesse piuttosto proporne uno alternativo. Joumana afferma con convinzione che non sta scritto da nessuna parte che portare una minigonna o truccarsi con cura appartiene al modello occidentale. Io l’ascolto e mi dico che ha ragione lei. Forse Joumana Haddad non propone un modello di donna alternativo con il suo modo di apparire, ma probabilmente con il suo modo di porsi ha svegliato - o risvegliato - la figura di Lilith che vive (ancora) in ogni donna presente in sala, soprattutto in quelle a cui ha strappato un applauso o una risata. Christelle Campana praticante redattrice Rsi

IL DIFFICILE RACCONTO DEL PREGIUDIZIO Quello che segue è un resoconto soggettivo della prima serata organizzata dalla Corsi sul tema donne e media: non una cronaca oggettiva dell’incontrointervista con la scrittrice libanese Joumana Haddad, ma un insieme di riflessioni e impressioni “in prima persona”. Sono arrivato allo Studio Foce di Lugano che già conoscevo Joumana Haddad. Sia nel senso di aver letto due suoi libri – Superman è arabo, appena tradotto in italiano, e il precedente Ho ucciso Shahrazad - sia nel senso di averla incontrata personalmente il giorno prima per un’intervista apparsa poi sulla RegioneTicino del 29 maggio. Conoscevo già il suo pensiero e la sua personalità, entrambi molto forti. In altre parole: come contenuti, la serata non mi ha riservato particolari sorprese. L’unico tema per me inedito è stato quello del rapporto tra mondo dell’informazione e social network, argomento sul quale, ma è una mia opinione, Joumana Haddad non aveva nulla di particolarmente interessante e originale da dire, e forse il tema stava più a cuore ai due moderatori - i giornalisti

Marco Bazzi e Alessandra Zumthor che alla relatrice. A colpirmi, a restarmi impressi nella mente sono stati principalmente due aspetti: la presentazione da parte di Joumana Haddad e il pubblico. Per quanto riguarda la presentazione - ma forse è più appropriato il termine “narrazione” -, Joumana Haddad ha iniziato recitando una poesia. Qui occorre una premessa: non so se è indole personale o se è una questione di “visione maschile della realtà”, ma io della poesia non ne ho mai capito bene il senso: l’ho quasi sempre considerata una cosa tutto sommato trascurabile, piacevole magari, ma comunque trascurabile. “Sono gli occhi della famiglia su di me gli sguardi del padre, del nonno, delle zie/Sono tutti i loro possibili scenari, le aspettative, i sogni falliti, i vuoti sospesi al mio collo come amuleti/Sono lo stretto cappotto rosso che ogni volta che indossavo piangevo/Sono ogni costrizione che ancora mi fa piangere”: è la parte iniziale di Geologia dell’io, la poesia recitata da Joumana Haddad. Poesia la cui forza è data dalla capacità di esprimere quello che altrimenti sarebbe difficile dire: la tragica tensione tra quello che Joumana Haddad - e immagino molte altre donne, non solo nel variegato mondo arabo - vorrebbe essere e lo stretto spazio che la famiglia, gli amici, la società le concedono per essere sé stesse. Costrizione che passa anche dal linguaggio - significativamente, le prime poesie erotiche scritte da Joumana Haddad erano in francese, non in arabo -, dalle parole, dalle immagini che usiamo. Durante l’incontro sono state evocate tre di queste immagini, forse senza approfondirle come avrebbero meritato. La prima di queste immagini è Lilith, la vera prima donna e l’unica autentica compagna di Adamo. Eva, secondo l’antica leggenda ripresa da Joumana Haddad, è seconda, sia nel senso di essere arrivata dopo, sia nel senso di essere subordinata, dipendente. La figura di Lilith - creatura che ha la

stessa dignità di Adamo - contrapposta a quella della subalterna Eva esprime più efficacemente di mille parole il sistema patriarcale contro cui lotta Joumana Haddad. La seconda immagine è Shahrazad, l’eroina delle Mille e una notte che grazie alle sue storie, sapientemente interrotte prima dell’alba, riesce a sfuggire alla morte cui il sultano condanna tutte le donne con cui ha trascorso la notte. Shahrazad è il simbolo delle donna che si afferma con astuzia e intelligenza ma, aggiunge Joumana Haddad, è anche il simbolo della donna che deve negoziare per

avere quello che le spetta di diritto. Sono in un certo senso figlie di Shahrazad anche le Femen, le attiviste che ricorrono alla nudità per farsi ascoltare (il che non giustifica né le violenze né la mancanza di rispetto che queste donne subiscono). Infine c’è Superman, l’uomo d’acciaio che non ha bisogno di nulla e la cui missione è proteggere la donna. Oppresso da questa figura, l’uomo manifesta la propria incompletezza e le proprie debolezze e la donna non esprime la propria autonomia e la propria identità. Per concludere, qualche parola sul pubblico: molto eterogeneo, sia per età sia per cultura e formazione, ha seguito con attenzione il dibattito e, nel momento finale delle domande, ha sollevato questioni interessanti. Curiosamente, ma forse non sorprendentemente, il tema più sentito è stata la religione, indicata in un paio di occasioni da Joumana Haddad come una delle figure del modello patriarcale. Ivo Silvestro, laRegione Ticino


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C O R S I O LT R E Notizie dalla Srg Ssr e dalle altre società regionali

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Volete segnalarci un’iniziativa / un’attività in cui siete coinvolti e che ritenete possa essere interessante anche per un approfondimento legato alla Rsi e alla sua offerta? Non esitate, contattateci!

INVITO ALLA GIORNATA NAZIONALE SRG SSR 2013

PUBBLICITÀ E CANONE: LA FORMULA MAGICA DEL SERVIZIO PUBBLICO?

Benvenuti nella Riviera vodese! Dopo la prima edizione organizzata lo scorso anno nella Svizzera italiana, a Lugano, quest’anno il Colloquio si terrà a Montreux, nella Svizzera francese, presso il Grand Hôtel Suisse-Majestic. L’elegante palazzo Belle Epoque, costruito nel 1870 e ristrutturato in anni recenti, è situato

poco distante dalla stazione Ffs, sulle rive del Lago Lemano, e offre una splendida vista sulle Alpi. I partecipanti potranno scegliere se usufruire delle soluzioni di pernottamento presso l’hotel o in un altro albergo. Segnaliamo che su richiesta sarà proposto un programma turistico per il sabato.

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Personalità illustri provenienti da ambiti diversi - dirigenti della Srg Ssr, fra cui Raymond Loretan e Roger de Weck, Produrre e diffondere, su tutto il terri- rappresentanti di Publisuisse e del mondo accademico, come il professor torio svizzero e nelle quattro lingue nazionali, programmi di qualità sui canali Stephan Russ-Mohl dell’Università della Svizzera italiana, nonché esperti dei radio e televisivi, e fornire contenuti per piattaforme interattive: è questa la nuovi media - giungeranno a Montreux per tentare di rispondere a queste missione della Srg Ssr, che dispone di importanti domande di forte attualità. un budget annuale di 1,6 miliardi di franchi. Ma da dove provengono questi Dopo gli interventi dei relatori, il programma si concluderà con un dibatfondi? Il modello commerciale attuale tito a cui anche il pubblico è invitato sarà ancora valido domani? Inoltre, a partecipare. come sono finanziati i media del Si ricorda che i relatori interverranno servizio pubblico nei paesi limitrofi? nella/e lingua/e nazionale/i a loro scelta. Possiamo considerare la pubblicità su È prevista la traduzione simultanea. internet una nuova fonte di introiti?

Durante la giornata saranno proiettati alcuni dei migliori - o peggiori - spot pubblicitari di tutto il mondo. Divertenti, commoventi o semplicemente belli, ma sempre originali. 0+&*)'()/+%()#)',-.',,-

Come sarà la pubblicità fra qualche anno? Quale potrebbe essere in futuro il modello di finanziamento dei media del servizio pubblico? Questi e altri interrogativi per un contesto in cui emergono nuove piattaforme crossmediali (tele-visione e internet) del tutto inedite...

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Organizzata dalla Rtsr e aperta a tutti i soci delle quattro società regionali Srg.r, Srg.d, Corsi e Rtsr -, la seconda edizione della Giornata nazionale Srg Ssr si terrà venerdì 27 settembre a Montreux: una giornata che permetterà ai partecipanti di interrogarsi sui temi del finanziamento dei media di servizio pubblico, in particolare la pubblicità, nella splendida cornice della Riviera vodese.

PER.CORSI DEI SOCI

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Al termine dell’evento è prevista una serata organizzata nella regione di Montreux: per tutti i partecipanti, una magnifica occasione per incontrare i propri colleghi delle altre regioni linguistiche in un ambiente conviviale.

Programma e iscrizione Per scoprire il programma del Colloquio, iscriversi alla giornata e prenotare l’albergo, basta andare su www.giornatasrg2013.ch o fotografare il logo della manifestazione con lo smartphone. Le iscrizioni vanno inoltrate entro il 15 luglio. Il numero di posti è limitato. I partecipanti sono invitati a comunicare la propria presenza quanto prima.

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ANCHE I RAGAZZI TROVANO CHE CI SIA TROPPA VIOLENZA IN TV Catia Berbeglia è docente di Visiva e Tecnica al Collegio Papio di Ascona e socia Corsi dal 2012. A maggio ci ha segnalato un progetto realizzato dagli studenti di IV media, il cui risultato una serie di autoritratti e di poesie è stato esposto per una settimana alla sala Comacina di Lugano. Obiettivo di questo impegno didattico, che coinvolgeva i docenti di italiano ed educazione tecnica e visiva, consisteva nella ricerca e nell’affermazione di sé. A margine di questo lavoro multidisciplinare di introspezione degli studenti, che per definire anche in senso artistico la propria identità si sono interrogati sulla propria personalità, sui propri gusti e sulle proprie inclinazioni, abbiamo posto a tre di loro alcune domande sul rapporto che intrattengono con la radiotelevisione. Ecco che cosa ne è emerso. Sofia, Antonio e Tamara hanno 14 anni. Guardano poco e occasionalmente la tv (“sono impegnati con lo studio”, puntualizza sorridendo la maestra). Non hanno preferenze per i canali e non conoscono la differenza tra il servizio pubblico e la televisione privata. D’altra parte, sul piccolo schermo seguono principalmente i film e se Antonio riconosce che la Rsi è un punto di riferimento per le informazioni riguardanti la Svizzera, in termini di offerta cinematografica non ci discostiamo troppo da altre reti quali, per citare un esempio, Italia Uno. La tv è vissuta da questi giovani come un passatempo, uno svago, piuttosto che un mezzo per informarsi - per quello c’è internet - e il Tg non risulta essere un appuntamento regolare. Oltre ai film, spesso programmati a tarda ora, Tamara segue anche S-quot. Quest’ultimo sembra essere un programma di riferimento e particolar-

mente coinvolgente per i ragazzi, che apprezzano la possibilità di partecipare e di mettersi in gioco, di divertirsi con i compagni; Antonio è stato ospite in studio. A Sofia piace anche Mtv. Data l’età dei nostri interlocutori, non riscuotono grande successo le serie poliziesche e criminali americane. In particolare, è criticata la frequenza con cui sono programmate. Tamara vorrebbe vedere telefilm meno violenti. Grande assente la radio, che come dice

Sofia viene ascoltata il mattino in auto, sulla strada di scuola con la mamma (è lei a seguire Rete Tre!). Una scelta piuttosto selettiva e limitata a pochi aspetti dell’offerta radiotelevisiva pubblica e privata, perché sì, ai giovanissimi non importa molto che la programmazione provenga dal servizio pubblico o da stazioni commerciali.

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CORSI FUORI Uno spazio regolare dedicato alle associazioni di categoria e ai gruppi di interesse, per capire come la Rsi risponde alle esigenze e alle aspettative di questa parte del suo pubblico.

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In questa prima occasione, ci rivolgiamo ai rappresentanti dei consumatori; incontriamo Antoine Casabianca, presidente dell’Acsi e membro del Consiglio regionale della Corsi.

CONSUM’ATTORE MA COME? o di un kit all inclusive di servizi online. Questo “lavoro dell’utente” è auspicato e promosso anche nel mondo radiotelevisivo dove l’utente è considerato un consum’attore intelligente e partecipativo, soprattutto ora che la radio/tv esce/uscirà sul territorio con altre modalità di diffusione, in particolare tramite la rete internet (la cosiddetta broadband) e che la fruizione sarà multimediale (radio/tv connessa).

R: Con la diffusione di programmi radiotelevisivi, la Srg Ssr e quindi la Rsi offrono - e per certi versi mettono sul mercato - prodotti destinati al pubblico; pubblico che, in ultima analisi, si rivela un consumatore di un bene materiale che è anche un servizio pubblico. Secondo l’Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana (Acsi) il binomio utente radiotelevisivo-consumatore è azzardato o ha la sua ragion d’essere? AC:Il binomio esiste senz’altro, ma oggi sembra già superato: si va verso un triplice ruolo dove l’utenteconsumatore diventa pure produttore. Il consumatore, infatti, sotto la regia del marketing onnipresente, è sempre più spesso chiamato a fornire informazione, cooperare, intervenire, eseguire, controllare e dunque a co-produrre (gratuitamente) i prodotti/servizi che acquista o i programmi che segue. Ne sanno qualcosa i clienti di Ikea che acquistano e montano i mobili della ditta e spesso anche i clienti delle società di telecomunicazione che si lanciano nell’installazione di un router

con possibilità di esternazione. Da utente a consum’attore. La tv connessa consente la “delinearizzazione” dei tempi e dei modi della fruizione e la specializzazione dei contenuti, anche se l’indipendenza dell’utente/consumatore - rispetto al modello tradizionale - è solo apparente, poiché viene “pagata” con la pubblicità personalizzata, praticamente inevitabile. Basta pensare agli spot pubblicitari che precedono le trasmissioni selezionate Infatti, se l’utente della radio/tv tradizio- e guardate in differita: possono essere nale subiva passivamente il palinsesto tagliati su misura - sfruttando le infor(al massimo cambiava canale), ma lo mazioni personali dell’utente prelevate determinava anche - poiché gli insersu google, facebook o itunes - ma non zionisti guardano alla quantità e alla si possono schivare, se non fornendo qualità degli ascoltatori/spettatori del altri dati personali, anche solo il tempo programma - oggi lo stesso messo a cliccare la propria rinuncia a utente/consumatore diventa selettivo guardare il messaggio promozionale. e con i nuovi mezzi di comunicazione Anche a questo inconveniente dovrà (smartphone, tablet, tv connessa) è in ovviare il consum’attore del futuro, grado di comporre il proprio program- negoziando la sua libertà con la ma, con i ritmi e i temi che sceglie lui, fornitura d’informazioni sempre più fornendo pure apprezzamenti immepersonali, sul suo modo di essere e di diatamente visibili sulle reti sociali. Da consumare, a inserzionisti sempre più una fruizione collettiva e passiva, si è scaltri, con tanti saluti alla privacy. passati a un uso individuale e attivo,

R: Anche la Rsi con alcuni suoi programmi (pensiamo a La consulenza su Rete Uno e, soprattutto, a Patti chiari su La1) si rivolge espressamente ai consumatori. Come valuta l’Acsi questo genere di proposte della nostra radiotelevisione? AC: Apprezziamo molto le trasmissioni radiotelevisive Rsi alle quali l’Acsi è spesso chiamata a intervenire e dove i consumatori hanno pure l’occasione di sottoporre le loro esperienze di consumo. Tuttavia riteniamo che questa offerta sia ancora insufficiente se si vuole promuovere e difendere i diritti fondamentali dei consumatori/consumatrici: dal diritto alla sicurezza, a quello di essere informati, al diritto di scegliere e di essere ascoltati. Tutti diritti riconosciuti già 51 anni fa dal presidente americano JF Kennedy, ma che ancora non sono del tutto applicati. Tuttavia, al di là del numero di trasmissioni dedicate formalmente ai consumatori, la vera sfida è quella di garantire (giornalmente verrebbe da dire) una offerta generale di buone trasmissioni che stimolino la riflessione del consumatore/utente piuttosto che poche trasmissioni faro diluite in un mare di produzioni che mirano solo a far lievitare i dati di ascolto, senza rispetto per le capacità intellettive dei teleascoltatori.

R: Patti chiari è stata talvolta tacciata di spettacolarizzare eccessivamente l’informazione, un giudizio condiviso pure dai Consigli del pubblico delle società regionali della Srg Ssr che lo scorso anno hanno analizzato proprio questo genere di programmi diffusi dalle quattro unità aziendali. Qual è il punto di vista dell’Acsi su una delle più seguite trasmissioni della Rsi? AC: Noi riteniamo che Patti chiari sia una trasmissione utile e necessaria. Anche se, talvolta, si possono condividere alcune critiche del Consiglio del pubblico della Corsi riguardo alla componente di denuncia sensazionalistica che non sempre permette poi al pubblico di capire i meccanismi scorretti e ingannevoli alla base dei singoli casi presentati. Come associazione di consumatrici/ consumatori vorremmo infatti che fosse proposta dai giornalisti della trasmissione un’analisi più didattica/ didascalica degli eventi che consentisse appunto ai consumatori di capire come

nascono le truffe o i problemi, come si possono prevenire e denunciare i loro autori. Dai casi emblematici presentati si dovrebbe trarre (e diffondere) una serie di regole generali e proporre comportamenti adeguati che permettano al consumatore di difendersi meglio. Pensiamo che sia importante fornire la percezione della “gerarchia della notizia”: l’esigenza di spettacolarizzare un episodio, talvolta non ne fa percepire l’entità (quante persone ha colpito? che impatto ha avuto?) con il risultato che l’utente/consumatore generalizza e, talvolta, non sa come reagire: è importante per noi non solo difendere i consumatori, ma fornire loro strumenti per autodifendersi.


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PER.CORSI CRITICI Una rubrica di critica televisiva

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TELE &ALTRE VISIONI

Giornalisti e penne note ci scrivono

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RSI, SI PUNTI SULL’ECCELLENZA CON.CORSI

di Antonella Rainoldi In termini numerici, certe trasmissioni fanno sempre risultato. Ma una partenza sorretta da una discreta dote di audience è fondamentale. Per consegnare ascolti al Quotidiano, per portare acqua al mulino del Tg, per trascinare pubblico verso la prima serata, la Rsi mette in campo i cosiddetti traini preserali. Si tratta soprattutto di quiz (su La1, dal lunedì al venerdì) e previsioni meteorologiche (weekend compresi). Il motivo di una simile scelta è semplice: chi guarda la tv a quell’ora è distratto, vuole leggerezza, non desidera programmi impegnativi, specie sul piano intellettuale. Zerovero e il meteo sono dunque un investimento sicuro. Passatempo è un esperimento interessante (fino al 21 giugno). Attenti a quei due chiude i battenti, dopo una stagione buona ma non esaltante. Verrà presto sostituito da un altro gioco, Black Jack. Ma format e formule non sono tutto nella fascia importante del preserale: la chiave del buon traino si basa molto sul conduttore. Lasciamo perdere meteorologi e meteorine, che meritano un discorso a parte. Ma perché Fabrizio Casati? Ce lo siamo chiesti per mesi. Casati è un ragazzo gentile, ammicca verso lo spettatore, lo conquista con la simpatia. Ma è molto caricato, finge, recita. Chissà che cosa si nasconde dietro il suo fantasma. Ci siamo sbagliati, lo dobbiamo ammettere. La finzione in tv è una qualità apprezzabile. In tv recitano in molti. Prima di abbandonare la nave, recitava anche il fuoriclasse Matteo Pelli. E infatti la finzione sublime è un’arte concessa a pochi. Ma qui lo diciamo e qui lo neghiamo.

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CORSI IN BUCALETTERE

CONCORSO PER GIOVANI AUTORI (17-30) STORIE PER LA RADIO, STORIE PER LA TV FINO AL 30 SETTEMBRE! VIDEO PROMOZIONALE SU YOUTUBE! CANALE CORSIRSI

C

. . ORSI CONCORSO AUDIOVISIVO

C’è ancora tutta l’estate per partecipare al concorso Corsi per giovani autori. Contiamo anche su di voi per segnalare questa iniziativa! Il concorso è rivolto a ragazzi di età compresa fra i 17 e i 30 anni cui piace scrivere e che potranno mandare una storia di fantasia oppure che narri un episodio realmente vissuto, sul tema la radio / la tv era con me e con gli amici, quando... Il testo dovrà avere una lunghezza massima di 6000 battute, e pervenire al Segretariato Corsi entro il 30 settembre. La giuria assegnerà un premio nella categoria “storie per la radio” e un premio nella categoria “storie per la tv”. Inoltre, i testi selezionati verranno in seguito trasformati in un cortometraggio radio o tv. Per il bando di concorso, il video promozionale e tutti i dettagli: www.corsi-rsi.ch

Cara Corsi, mi è stato chiesto di scriverti una lettera. Lo faccio più che volentieri sperando di contribuire costruttivamente al dibattito in corso. So che stai vivendo momenti non facili. Questo perché la Srg Ssr, confrontata con sfide enormi e su più fronti, sta attraversando un periodo di crisi. Per motivi di carattere tecnologico (quanto potrà viaggiare veramente nell’online?); di carattere politico rispetto agli editori privati (sino a quando potrà godere del privilegio di incassare soldi cumulando canone e pubblicità?); di carattere politico interregionale (sino a quando l’attuale ripartizione del canone potrà durare?); per non parlare della concorrenza esterna sul fronte dei programmi e della pubblicità, e via dicendo. Seguo con parecchio interesse i tuoi programmi. Accanto ai fiori all’occhiello, alle perle, devo però dirti che di tanto in tanto, quando alla radio vanno in onda il cicaleggio e la superficialità da emittenti private low cost, infastidito, mi vedo costretto a spegnere. Cosa mi infastidisce? I bla, bla, bla, inseriti nelle ore più pregiate. Al mattino presto, ad esempio, mentre sto facendo la barba o spostandomi in auto ascolto la Rete Uno. Purtroppo a tutto ci si abitua: ma come si fa a mischiare a momenti alti come il radiogiornale, le rassegne della stampa e Modem, con scempiaggini mandate in onda da un gaio animatore che passa la palla a un giornalista? Sono stati fatti dei correttivi, vero, ma occorre andare avanti. Mi chiedo: è questo il ruolo di un servizio pubblico? Non lo credo! Per accorgersene basta poco, basta girare il bottone della radio sulle consorelle della Romandia o della Svizzera tedesca con offerte di palinsesti ben più ricchi. Certo che, per poter offrire quei palinsesti, infarcire il microfono di cosette estratte al momento dalla rete con un clic di mouse non va bene! Anche alla tv noto purtroppo un certo

scadimento. Ci vuole maggior coraggio nel vender meglio quanto di buono già si confeziona, ad esempio promuovendo sul primo canale 60 minuti di Reto Ceschi. La Rsi ci crede o non ci crede a quella trasmissione molto presente sull’attualità? Non ho poi capito come mai nessuno è riuscito a subentrare a Michele Fazioli nell’ottima offerta di interviste di Controluce o a certi approfondimenti economici andati in pensione con Fabrizio Fazioli. Si può, anzi si deve inventare qualcosa d’altro, o la cultura non interessa più alla tv della Rsi perché non sufficientemente sexy? Veniamo ad una trasmissione importante: il Quotidiano. Perché non vietare ai giornalisti di porgere semplicemente il microfono, dopo la solita conferenza stampa del solito politico, sotto il naso all’interlocutore invitandolo a fare il riassunto di quanto appena detto? Ne guadagnerebbe il buon giornalismo e con lui la democrazia! Buon giornalismo e buoni giornalisti che alla Rsi del resto non mancano. Anzi quando vuole l’emittente è persino in grado di confezionare un giornalismo d’inchiesta coi fiocchi con le squadre di Lorenzo Mammone (Patti chiari) e Fabio Gaggini (Falò). Il Quotidiano, vista la sua importanza, meriterebbe non tanto di cedere il testimone al solito gioco a premi e a una meteo sempre più lunga e spalmata, quanto a piccole pillole quotidiane di cultura (una proposta al giorno di lettura?), di sport (quanti spunti soprat-

tutto nello sport locale), di economia (puntando i riflettori sulle aziende che creano lavoro e prospettive positive di sviluppo). Il Tg delle 20 dovrebbe non andare in onda - evidentemente sto provocando! - se il conduttore non ha un invitato capace di offrire un approfondimento (intervista o analisi) su almeno un paio di notizie. Il telespettatore non deve aver l’impressione che stia assistendo alla lettura di una piatta carrellata di agenzie. Non da ultimo la Svizzera è una Willensnation: se rimaniamo uniti è perché lo desideriamo, altrimenti si sarebbe già realizzato il sogno di Gheddafi di farci a fette. Per noi è importante conoscere le altre regioni linguistiche del nostro variegato Paese. E allora nel Quotidiano e nel Tg si mandi in onda almeno un servizio (tradotto) fatto dai colleghi romandi o svizzeri tedeschi. Ci permetterebbe di capire meglio gli altri! Insomma, si punti sull’eccellenza. Se le ristrettezze economiche, che colpiscono tutti, non permettono di garantire la qualità massima su tutte le reti si facciano delle scelte. Si riallochino le risorse e, se non basta, ci si chieda se è vitale avere tre reti radiofoniche e due canali tv. Con stima, attaccamento e un brindisi alla filosofia di Idée suisse, Matteo Caratti, direttore laRegioneTicino


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CORSI IN CALENDARIO

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I DIBATTITI 11 SETTEMBRE, BERNA HOTEL BERN, ORE 18.30 RSI E ITALIANITÀ 21 OTTOBRE, COIRA SEDE RTR, ORE 18 LA RSI TRA LE CULTURE POLITICHE 25 OTTOBRE, MENDRISIO MERCATO COPERTO, ORE 18.30 RSI TRA REGIONE E NAZIONE NOVEMBRE/DICEMBRE, COMANO DATA DA STABILIRE 60 MINUTI, DIRETTA TV SU RSI LA2: SINTESI DELLE SERATE CORSI 2013 LA CORSI ALLE FIERE E AI FESTIVAL 25-27 OTTOBRE, MENDRISIO MERCATO COPERTO SAPERI E SAPORI 16-23 NOVEMBRE, BELLINZONA ESPOCENTRO FESTIVAL CASTELLINARIA E PREMIAZIONE DEL CONCORSO PER GIOVANI AUTORI 2013 I CONCERTI CHE SOSTENIAMO 13 SETTEMBRE, LOCARNO CHIESA DI SAN FRANCESCO, ORE 20.30 SETTIMANE MUSICALI DI ASCONA CONCERTO DELL’OSI 29 NOVEMBRE, LOCARNO CHIESA SAN FRANCESCO, 20.30 CONCERTO DELL’OSI PER I NOSTRI SOCI ESCLUSIVO PER I SOCI 27 SETTEMBRE, MONTREUX GIORNATA NAZIONALE DEGLI ORGANI SRG SSR 2013

SEGUITE I NOSTRI AGGIORNAMENTI COSTANTI: VISITATE WWW.CORSI-RSI.CH SEGUITECI ANCHE SU FACEBOOK WWW.FACEBOOK.COM/ CORSIRSI

E MANDATE AL CONSIGLIO DEL PUBBLICO LE VOSTRE OSSERVAZIONI WWW.PUBBLICORSI.CH NE TERREMO CONTO!

29 NOVEMBRE, LOCARNO SEDE DA STABILIRE APERITIVO DI BENVENUTO PER I NUOVI SOCI 2013

IMPRESSUM Editore:

CORSI Società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana

Contatti: www.corsi-rsi.ch info@corsi-rsi.ch Tel: +41 (0)91 803 65 09 o +41 (0)91 803 60 17 Fax: +41 (0)91 803 95 79 casella postale, via Canevascini 7 6903 Lugano

Redazione: Chiara Sulmoni Giampaolo Baragiola Progetto grafico e impaginazione: Marco Mariotta Designs Ascona

Immagini: Alessandro Crinari Ali Kashef al-Ghataa Loreta Daulte

Sito internet: Cryms sagl, Manno Stampa: Tipografia Stucchi Mendrisio

SA,


Per.corsi giugno 2013  

Periodico della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Edizione GIUGNO 2013

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