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Giovedì 9 febbraio 2012

Informazione

Se l’inverno fa notizia... I più anziani ricordano un altro inverno come quello polare di questi giorni. In questi stessi giorni di inizio febbraio del 1956 nella maggior parte delle case ci si scaldava solo con la stufa a legna, c’erano pochi termometri per misurare le temperature e la televisione era agli inizi e si andava a guardarla solo nei bar e nelle osterie. Quell’inverno fu peggio di questo perché è preciso il ricordo, con il fragore come di un colpo di fucile, dello schianto degli alberi, anche grandi nelle campagne, che si spaccavano durante i momenti più freddi della notte; il gelo era penetrato all’interno e aveva fatto scoppiare il tronco. In questi giorni non si sono ancora visti questi fenomeni sugli alberi e i danni maggiori sono venuti dalle tubature gelate dell’acqua e dal ghiaccio nelle grondaie. Comunque bisogna andare indietro più di cinquant’anni per fare il paragone con il gelo e le temperature di questi giorni. Per i giovani questo sarà un inverno da ricordare, ma i più anziani hanno visto e vissuto di peggio, anche perché non c’erano i vestiti adatti che abbiamo adesso e nelle campagne l’unico rifugio caldo erano le stalle riscaldate dal fiato degli animali. La vita rallentava durante i giorni di grande freddo; le campagne riposavano sotto la neve, i muratori e quelli che dovevano lavorare all’aperto si fermavano e anche le fabbriche davano ferie agli operai. I disagi, i danni e le difficoltà erano ancora maggiori di oggi, ma non ci si poteva lamentare più di tanto. Era inverno. Adesso invece tutto dovrebbe continuare come se fosse primavera e allora fioccano le polemiche per tutto quello che non funziona come dovrebbe e su chi deve fare, chi deve prevedere, chi deve organizzare. Tutto vero, ma non è possibile che interi telegiornali parlino dei venti centimetri di neve caduta a Roma come se si fosse fermata l’Italia intera. E che tutti quelli che parlano e hanno responsabilità si mettano sempre e solo ad accusare per quello che “gli altri” non hanno fatto e non hanno deciso. Ci saranno anche delle ragioni e delle responsabilità, ma rimane un nostro difetto atavico quello di accusare sempre il nostro vicino – e in questo i giornali ed i giornalisti contribuiscono alla grande – per tutto quello che non funziona, così da dare l’impressione che niente funzioni e nessuno faccia il proprio dovere e agisca al meglio delle proprie capacità. Almeno un minimo di comprensione e di tolleranza. È inverno.

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La Coldiretti chiede lo stato di calamità per gli ingenti danni che si prospettano all’agricoltura

Nella morsa del freddo siberiano La temperatura record a Villanova Solaro: 25 gradi sotto zero

Il freddo polare di questi giorni – la temperatura record è stata raggiunta nel Saviglianese a Villanova Solaro martedì mattina con – 25° – oltre ad innumerevoli disagi, rischia di creare seri danni all’agricoltura. Martedì la Coldiretti regionale ha chiesto lo stato di calamità per il Piemonte. «L’intenso e perdurante freddo di questi giorni sta causando la morte di numerose piante da frutta. Le temperature polari – spiegano Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Piemonte – generano la spaccatura della corteccia con la conseguente morte delle piantine messe a dimora negli ultimi due o tre anni oppure, nel caso delle piante più vecchie, determinano la compromissione delle gemme floreali. In altri casi, il gelo attacca la pianta all’altezza del tronco nella parte innestata, causando anche in questo caso la spaccatura del legno». Situazione di emergenza anche nelle aziende zootecniche. Numerosi gli allevamenti che debbono essere abbeverati manualmente o con botti di fortuna, a causa delle gelate che hanno messo fuori uso gli abbeve-

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Saglione coordinerà il Fai locale

Gianfranco Saglione

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Suggestive immagini delle gelate di questi giorni

ratoi semi-automatici e ghiacciato le tubazioni. Inoltre, il freddo ha praticamente bloccato ogni forma di raccolta delle verdure invernali, dai cavoli alle carote, ed ha congelato su

La politica cittadina discute sul “caso Crs”

alcune serre la neve, causandone il crollo. Parecchie le abitazioni rimaste senz’acqua perché sono gelati i contatori o più spesso le colonne di adduzione, specie laddove que-

Mercato: ancora un rinvio

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Caramagna

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Si dimette l’assessore

Antonio Daniele

a pag. 25

La banda ha un nuovo presidente

Ubaldo Rosso

Savigliano

Tangenziale: il Comune si arrabbia

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Savigliano

Racconigi

ANNO XXIII - N. 6

C’è anche chi sfida i rigori dell’inverno in modo originale

ste non erano state ben coibentate. In città c’è il pericolo delle stalattiti di ghiaccio che pendono pericolosamente da tetti e balconi. Il sindaco di Savigliano, Ser-

Cerea Madama?

gio Soave, ha emesso un’ordinanza urgente con la quale intima ai proprietari degli immobili di rimuoverle tempestivamente. alle pagg. 2, 7 e all’interno

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9 Febbraio 2012  

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