Corriere Ortofrutticolo 12 2015

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ATTUALITÀ

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Clementine italiane all’estero con un imballaggio efficace La clementina italiana può sfondare, anche all’estero. Ma per riuscirci serve qualità, gusto e innovazione, anche nel packaging. A sottolinearlo (e dimostrarlo) è Marco Eleuteri, direttore commerciale dell’Aop Armonia di Battipaglia (Salerno). L’associazione di organizzazioni di produttori campana recentemente ha proposto ad una delle catene tedesche più importanti una nuova confezione da 750 grammi con frutti di calibro medio-piccolo, e con un forte richiamo al made in Italy del prodotto (nel pack c’è un’immagine che raffigura l’Italia oltre alla scritta “100% italiano”). Uno degli obiettivi: tentare di contrastare lo strapotere spagnolo. I risultati sono stati più che lusinghieri come racconta lo stesso manager dell’organizzazione salernitana. “Con questa confezione – spiega Eleuteri – abbiamo cercato di valorizzare il calibro 4, cercando di trasmettere un messaggio al consumatore: la Clementina Comune italiana è mediamente più buona della Clemenules spagnola ma è anche mediamente più piccola. Quindi in questo innovativo packaging abbiamo puntato sul gusto e l’italianità dell’agrume”. L’idea è piaciuta, a tal punto che il retailer tedesco ha deciso di estendere il primo test sperimentale inserendo la clementina dell’Aop Armonia nel volantino natalizio. Risultato: 400 tonnellate di prodotto inviate in Germania, solo per quella catena. “Puntare con continuità sull’innovazione, a 360 gradi. Questa è la strada da seguire”, sottolinea Eleuteri. A breve termine con nuove confezioni, come nel caso appena citato, e a medio periodo con una costante innovazione varietale da una parte e nuove formule commerciali. Il riferimento

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La AOP Armonia si è lanciata con successo con nuove confezioni in Germania. Varietà e presentazione indispensabili per fare concorrenza alla Spagna

va in particolare al Club della Clementina Italiana (Clementina Italiana Tradizionale 2.0), recentemente presentato, ideato e promosso dallo stesso Eleuteri assieme a Francesco Perri, agronomo tra i maggiori esperti di agrumicoltura in Italia. Verrà così regolamentata la diffusione di due cultivar selezionate a partire dalla clementina comune, tra cui la ‘Sz' o 'Late Comune'. Con le nuove varietà sarà possibile allungare il calendario, a partire dal periodo tardivo: da fine gennaio, periodo oltre al quale oggi si fatica ad andare, si potrà arrivare fino a fine febbraio. La stessa cosa si sta studiando sul precoce. Tra gli obiettivi del Club c’è quello di far riconquistare al prodotto italiano un posto di primo piano nel panorama produttivo internazionale, a partire dal Mediterraneo. L’intento è quello di incentivare ricerca e innovazione, produzione e commercializzazione della clementina italiana attraverso mirate azioni di marketing

e comunicazione. Per l’occasione è stato stilato anche un manifesto per fissarne i principali contenuti e obiettivi. A febbraio-marzo del 2016 verrà organizzata una presentazione ufficiale dal punto di vista scientifico con successiva richiesta di brevetto e di commercializzazione. Nel frattempo AOP Armonia sta ottenendo buoni risultati dalla campagna in corso, nonostante a livello generale i consumi di clementine stentino a decollare, complice il caldo fuori stagione della prima parte dell’autunno che ha ritardato la maturazione del precoce causando un parziale accavallamento con la clementina Comune. Il gruppo campano è comunque in crescita, “grazie soprattutto alla varietà e attrattività dell’offerta – ci tiene a precisare Eleuteri – e "grazie al grande impulso della linea Dolce Clementina che ci sta dando ottime soddisfazioni”. Per la campagna clementine 2015-2016 AOP Armonia prevede un aumento del 15% dei volumi raggiungendo le 7 mila tonnellate di prodotto, che rappresentano circa il 20% dei volumi globali dell’AOP. “All’estero – sottolinea Eleuteri l’Italia può essere ancora competitiva e vincente sulle clementine ma deve cambiare formula. Ad oggi alle catene estere vengono dati pochi stimoli. Spesso le aziende italiane sono sedute. Non offrono grandi novità. Invece serve presentare progetti nuovi: da una parte trasmettere l’italianità del prodotto, dall’altra innovare continuamente. Così si potremo battere gli spagnoli”. Dicembre 2015


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