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Inchiesta/Emergenze 10 gennaio 2014

Sempre più necessario interrogarsi sui disastri e sulle responsabilità

Natura Matrigna o umana imbecillità? di Daniele Maiani

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l guaio dei fiumi è che si ostinano a scorrere vicino alle case e questo per noi, figli di questi contraddittori e incoerenti tempi, è un affronto vero e proprio. Noi uomini abbiamo il classico rapporto bivalente, con l’acqua, uguale a quello che hanno i bambini con le mamme: la vita ha avuto origine dall’acqua che ricopriva quasi l’universo mondo; poi, pian piano, dopo aver fatto il suo dovere di mamma, l’acqua si è ritirata e ha fatto emergere le terre. L’uomo ha lasciato il suo grembo e, attraverso infinite evoluzioni, ha colonizzato la terra. E per milioni di anni lo ha fatto con rispetto, prendendo da essa ciò che era necessario per vivere, lottando con essa ad armi pari, rispettando i suoi cicli, la sua morfologia, la sua natura, appunto. Una Natura “genitrice” di cui si ha bisogno per vivere, ma senza divorare il seno che ti nutre. Poi, come accade per i figli del nostro tempo, ci si comincia a ribellare, a pensare di non aver bisogno di regole; poi si litiga per affermare la propria indipendenza di scelte, senza fermarsi a valutare se siano sbagliate. E a furia di sbagli, spesso quando ormai è troppo tardi, si è costretti a fare un bilancio, e si comincia a capire che forse i nostri genitori tanto scemi non erano quando ci insegnavano il rispetto, la prudenza e la ragionevolezza, l’intelligenza dell’agire. Ecco, per quanto riguarda il nostro comportamento nei confronti della Natura oggi l’umanità è arrivata al momento in cui bisogna chiedersi cosa si è combinato. In effetti, quando ci si interroga sui disastri che i media ci propinano in tempo reale, magari all’ora di cena, rovesciandoci nel piatto catastrofi e morti, prima di dare la colpa alla Natura “matrigna” sarebbe meglio chiedersi: “Ma è la Natura ad essere matrigna o noi che siamo cretini a non voler capire che non è lei a doverci ubbidire, ma noi che ci dovremmo

adeguare alle sue poche ed elementari regole invece di badare solo ai nostri tornaconti imbecilli?”. Per poi sentirsi quasi offesi e meravigliati se la Natura si riprende il suo con le inondazioni, si ribella al trattamento ricevuto con frane e smottamenti o segue la “sua” propria natura con terremoti ed eruzioni, fregandosene del fatto che gli umani sono andati a “colonizzare” zone evidentemente pericolose. Un esempiuccio per tutti quelli che, a Fermo, hanno pontificato sulla “franetta” della Strada Nuova dando la colpa a quella cattivona della pioggia: un luogo storico ed emblematico dell’accanimento contro la Natura che, poveraccia, lì ha fatto per millenni la sua vita senza dare fastidio a nessuno e, anzi, allietando la vista e il cuore con la sua meravigliosa e rigogliosa macchia mediterranea. Finché l’uomo non ci ha messo mano. La dimostrazione? In bella vista, vicino all’albergo Astoria, troneggia ancora il cartello esposto dall’imprenditore che ha eseguito il restauro della passeggiata: sul quale campeggia una bellissima foto della Strada Nuova, risalente agli inizi del 1900, in cui si vede il trenino salire verso la Piazza e, proprio nello stesso punto della “franetta” odierna, si vedono chiarissimi i segni di dilavamento del terreno relativi a una frana recente. Andare a vedere per credere. Succo di limone del ragionamento: non è che la Natura si è svegliata una mattina e ha detto: “Oggi quasi quasi butto qualche tonnellata di fango dal colle Sabulo sulla testa di questi scemi”. Quello che è successo oggi è già successo ieri e l’altro ieri, e via via da quando si è cominciato a costruire senza l’intelligenza dell’agire, otturare cunicoli di scolo, trascurare la cura della vegetazione che, finché c’è stata e ha potuto, ha tenuto ferma la terra con la disperata forza delle sue radici. Finché non ce l’ha fatta più, ma non per colpa sua. Questo è successo a Fermo, questo succede dove si cementificano fiumi e canali e ci si costruisce a un

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passo o addirittura sopra… Eppoi è la Natura ad essere matrigna? Finché lo lasciamo dire a Leopardi, che la intendeva così in senso filosofico, va bene, ma per il resto prendiamocela con noi stessi, col nostro non rispetto per le sue regole, con la nostra megalomane e ottusa smania di possesso e di guadagno. Intanto Pompei crolla e, con essa, il ricordo di quanto è accaduto: mentre il Vesuvio non dimentica e, prima o poi, rinfrescherà la memoria a quanti ci hanno costruito sopra e sotto. Forza, gente, continuiamo a disboscare casa nostra e l’Amazzonia, a manomettere il clima, ad avvelenare l’aria e l’acqua, e poi prendiamocela con la Natura matrigna. Buon anno a tutti. E a te, Natura, vorrei chiedere scusa: capisco l’arrabbiatura, ma ti prego di credere che io, come tanti altri che predicano nel deserto, non c’entro. Come non c’entri tu se, intanto, continuiamo a seppellire morti ammazzati. Parce sepultis.

È necessario giocare d’anticipo

I fenomeni atmosferici si “estremizzano” L’avvento di calamità naturali, come quelle sopravvenute di recente nella nostra regione, lasciano quasi sempre tutti sorpresi, esperti del settore compresi. Quello che nessuno – a quanto pare – poteva prevedere è che negli ultimi mesi, sul nostro territorio si è riversato un quantitativo di pioggia doppio o addirittura triplo rispetto alla quantità che cade di norma in novembre. Come sostiene Redo Fusari, responsabile settore Meteo-climatico dell’Osservatorio Geofisico di Macerata, si tratta di eventi eccezionali, in quanto la natura non ha regole fisse, perciò resta difficile regolare gli squilibri che si manifestano e soprattutto prevederli. In effetti, dal 10 di novembre al 10 di dicembre ci siamo trovati di fronte a fenomeni meteorologici a carattere piovoso che indubbiamente hanno superato le quantità normalmente previste per quel mese di riferimento. Se prendiamo come esempio le piogge del mese di novembre “a Fermo sono caduti un totale di 262 millimetri di pioggia, ai quali sono andati ad aggiungersi altri 99 millimetri nel giorno del 2 dicembre. Questo vuol dire che ha piovuto 3,3 volte la quantità di pioggia che almeno per il mese di novembre si stimava intorno ai 79/80 millimetri”, dice Fusari. L’unica soluzione, se così vogliamo chiamarla, in grado di scongiurare le conseguenze di una tale piovosità elevata, è cercare di prevenire, lasciando ai fiumi un letto abbondante su cui scorrere quando le piogge sono copiose e non fidarsi dei rigagnoli d’acqua che vediamo nei mesi più asciutti; cementificare meno; lasciare che alberi e vegetazione assorbano la pioggia e, quando è possibile, impediscano le frane. Quello che lei sta dicendo è dunque che madre natura in un certo senso è imprevedibile? “Le statistiche indicano valori medi ma non sono in grado di prevedere dei picchi che superano di gran lunga i valori statistici. Quello che c’è da sapere è che ci possono essere delle variazioni rispetto al valore medio statistico stimato”. Bisogna tenere conto del fatto che i cambiamenti climatici sono strettamente correlati all’aumento dell’inquinamento atmosferico. “È risaputo – continua Fusari – che per via dell’effetto serra, dovuto all’emissione nell’atmosfera dei gas che intrappolano il calore nei bassi strati dell’atmosfera, questi gas non fanno altro che riflettere verso la terra il calore che la terra stessa riceve. Cosa che fa aumentare l’energia nelle masse d’aria dell’atmosfera, energia che si traduce poi in fenomeni che danno luogo o a periodi particolarmente caldi e di siccità, oppure a periodi non più freddi ma soprattutto più piovosi. Alla base di tutti i fenomeni terrestri atmosferici c’è sempre l’energia: quando c’è più energia nell’atmosfera, c’è anche una maggiore evaporazione di acqua di mare; il vapore va verso l’alto, si raffredda e condensandosi si formano le nubi che poi rilasciano pioggia”. Stando agli esperti, dunque, da qualche anno a questa parte, siamo di fronte al verificarsi di una “estremizzazione dei fenomeni”, con il presentarsi di periodi particolarmente piovosi, alternati a periodi più caldi e asciutti, ma in questi casi le precipitazioni possono essere violente e, in una giornata, superare valori che normalmente non si hanno quasi mai. A favorire questi fenomeni irregolari vi sono i comportamenti dell’uomo che, anziché preservare la natura, non fanno altro che contribuire all’inquinamento atmosferico. (Serena Murri)


Inchiesta/Emergenze 10 gennaio 2014

Il gruppo fermano cresce e si potenzia, tra emergenze e fondi tagliati

Protezione Civile e cittadini, una collaborazione necessaria di Francesca Pasquali

I soldi sono finiti. O meglio, lo Stato ha smesso di elargirli. I cittadini devono rimboccarsi le maniche, per quello che possono. La giovane età non impedisce a Francesco Lusek di avere le idee chiare. Il responsabile del Servizio di Protezione Civile del Comune di Fermo è stato artefice, insieme al suo staff di collaboratori, della riorganizzazione del gruppo comunale. “Rispetto agli altri Comuni – spiega – a Fermo siamo partiti in ritardo, per poi bruciare le tappe e, in appena quattro anni, con i nostri quaranta volontari, diventare uno dei gruppi più attivi delle Marche. Inoltre, il nostro gruppo è l’unico in regione ad avere una squadra di soccorso acquatico, dotata di un gommone e di un apposito equipaggiamento, ed una squadra di ricerca, che si avvale di particolari strumentazioni tecnologiche. Oltre ai mezzi ‘ordinari’ di cui disponiamo (fuoristrada, carrelli con torri-faro, idrovore, ecc.), a breve arriverà un piccolo drone munito di telecamera, che potrà essere utilizzato, ad esempio, per la ricerca dei dispersi e il monitoraggio delle frane”. Da quando il gruppo comunale è pienamente operativo, sono state diverse le emergenze alle quali ha dovuto far fronte: dall’incendio del cinema Helios, alla ricerca di

persone scomparse, alle diverse nevicate e alluvioni che negli ultimi anni hanno colpito il territorio. L’alluvione di inizio dicembre, in particolare, ha richiesto un impiego consistente di mezzi e personale. “A livello operativo – dice Lusek – la frana che si è verificata nel centro storico di Fermo, per il nostro gruppo, può essere considerata un punto di arrivo. In quell’occasione abbiamo messo in campo tutte le attrezzature che attualmente abbiamo a disposizione. Abbiamo potuto verificare la crescita del gruppo ed i risultati del lavoro di formazione fatto nell’ultimo anno. E’ stato anche un modo per far vedere ai cittadini che la Protezione Civile è una componente attiva della città. Per questo sono fortemente contrario all’impiego dei volontari in attività non collegate a quelle di Protezione Civile, che li distolgono dai compiti di loro competenza”. Tra questi compiti c’è quello di informare i cittadini sul ruolo della Protezione Civile, cercando di stabilire una collaborazione tra le due parti. “Anche se i cittadini sono stati abituati in un certo modo – afferma Lusek – ora i tempi sono cambiati. Non disponiamo più delle risorse necessarie per intervenire in tutte le situazioni. Faccio un esempio. Durante le nevicate ci capita spesso di ricevere chiamate in cui ci si chiede di

pulire i viali delle abitazioni o di liberare le macchine dalla neve. Si tratta, in entrambi i casi, di pratiche di protezione civile che il cittadino può e deve fare da solo, in modo che i volontari possano concentrarsi sulle situazioni più complesse. Il cittadino è il primo anello del sistema di Protezione Civile e, per quello che può, deve fare la sua parte. Si tratta di una collaborazione necessaria visto che da alcuni anni lo Stato non stanzia più fondi per la Protezione Civile. Di conseguenza, Regioni, Province e Comuni non dispongono di risorse specifiche per queste attività. A Fermo, comunque, viviamo una situazione relativamente favorevole perché sia questa amministrazione che quella precedente hanno deciso di investire nel nostro gruppo, impegnando fondi in origine destinati ad altri capitoli di bilancio”.

A colloquio con il geologo Fabrizio Ioiò

Il Fermano/Maceratese: allegretto, ma non troppo di Loredana Tomassini

Chi, meglio del dottor Fabrizio Ioiò, cresciuto a pane e geologia, può parlarci di assetto idrogeologico e calamità naturali di casa nostra? Ottimisticamente, esordisco: “La nostra situazione è tragica?”. Si fa una risata e da lì capisco che è simpatico: “Tragica no, ma sicuramente abbisognevole di attenzione e di cura”. Da cui: la frana del Colle Sabulo, l’inondazione dell’Ete Morto, le esondazioni di quello Vivo… Colpa del cattivo uso che gli umani fanno del libero arbitrio. La magra consolazione è che “in tutta Italia c’è un’attenzione relativa, o per mancanza di fondi o per disinteresse”. Ennò: che male c’è a cementificare fiumi e canali, a costruirci a due passi o addirittura sopra? Vedi Sardegna, ma anche casa nostra: “Per quanto riguarda l’Ete Morto in zona Casette, è evidente che il fiume è costretto dal centro abitato a fare un determinato percorso. Se si urbanizza una zona bisogna tener conto di tutte le componenti naturali…”. Eggià. La Natura, di suo, non è dispettosa, è l’uomo che è scemo.

E i terremoti? La nostra zona com’è? Come tutto il territorio nazionale: l’Italia è, geologicamente, una ragazzina vivacetta, ma “qui da noi il rischio è medio basso: in base all’ordinanza della presidenza del Consiglio del 2003, è intorno a 2”. Allora stiamo tranquilli. “Tutt’altra cosa rispetto alla zona di Reggio Calabria e Messina. Non parliamo di Napoli: intorno all’area del Vesuvio gravita circa un milione di persone. Lì c’è oggettivamente una cattiva gestione del territorio”. Ma va? Sarà mica colpa della camorra? E le norme antisismiche, qui da noi, vengono applicate? O si tende a chiudere un occhio o due? Macché: oggi le costruzioni non possono prescindere dalla nuova normativa del 2008, entrata in vigore all’indomani (sic!) del terremoto de L’Aquila. L’attenzione va concentrata sui fabbricati costruiti negli allegramente abusivi, “ediliziamente” parlando, Anni ’50 e ’60 (evvài! C’è qualche speranzella per gli orrori del centro storico fermano!). “Ma anche sul patrimonio storico: a Fermo, ma non solo, abbiamo edifici costruiti anche prima del ‘500. Anche se chi costruiva con la tecnologia del tempo ci sapeva fare: non a caso i muri perime-

trali sono così spessi, perché le fondazioni più di tanto in profondità non potevano andare”. Abbasso le foratelle. Ma è vero che i terremoti non si possono prevedere? “Diciamo che non possiamo prevedere il giorno e l’ora precisi! Ma da parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ci sono un’attenzione e un monitoraggio costanti. Da cui risulta un incremento dell’attività sismica, soprattutto collegata all’attività vulcanica”. Ma qui da noi vulcani non ce ne sono, a meno che la Montagnola di Fermo non ci abbia fregato con la sua aria di innocua collinetta. “Sa qual è il problema? Che da noi i terremoti si studiano grosso modo a circa 1000 anni: se si pensa che la vita sulla terra risale a 4-5 miliardi di anni, il fatto eccezionale ci può anche scappare”. E lì, non c’è Santi: se ti tocca, ti tocca. Ma una buona notizia c’è: “Da circa due anni la Regione sta facendo degli studi di microzonazione sismica per vedere quali potrebbero essere le conseguenze in caso di terremoti e dunque essere pronti a livello di prevenzione e intervento”. Niente non è. E ‘sti benedetti cambiamenti climatici, sono veri o presunti? “Il cambiamen-

to climatico è sotto gli occhi di tutti: le piogge violente cominciano ad essere più frequenti e non più distribuite come fino a 15 anni fa nell’arco dell’anno”. 15 anni… Lo sapevo: è colpa nostra e delle zozzerie che spariamo per aria. O no? “Penso che la Terra è un laboratorio continuo, per cui il clima rappresenta uno di questi cambiamenti ciclici”. Vabbè, ma le “bombe d’acqua” chi l’aveva viste mai? “Non è questione di bombe d’acqua, ma di avere più cura del territorio. Ad esempio, l’agricoltura moderna ha le sue responsabilità: i solchi non si fanno più, i fossi non vengono più tenuti puliti, i canali vengono cementificati… Tutte pratiche che in fondo hanno un costo relativo rispetto ai benefici che se ne ricaverebbero. Tutte le franette che vediamo sulle strade potrebbero essere facilmente prevenute con delle pratiche normali e costanti”. Poi ci lagniamo perché, oltretutto, sono fior di spese in più che noi contribuenti ci ritroviamo sul gobbo. Per cui, basta scervellarci in cabina elettorale su quale sia il meno peggio da votare. Io, la prossima volta, voto Antonio La Trippa. E lei, dottor Fabrizio Ioiò? Comunque, grazie.

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Inchiesta/Emergenze 10 gennaio 2014

L’assessore Luigi Montanini racconta l’ultima alluvione fermana

Una calamità eccezionale nostra attenzione si è poi focalizzata sul monitoraggio delle fognature degli edifici privati al fine di verificare che non vi siano infiltrazioni nel terreno. Sono stati posti teli sulla sommità della scarpata franata al fine di evitare l’imbibimento della struttura da eventuali piogge, mentre alla base abbiamo posto una paratia. Un fondo ministeriale di 200 mila euro, che era stato impegnato per un intervento sempre sulla scarpata di Viale Veneto, sarà utilizzato, in accordo con la Protezione Civile Regionale, l’Autorità di Bacino e ed il Genio Civile, per la messa in sicurezza della frana, al fine di risolvere la criticità e per la ricomposizione della scarpata”. Nell’evento eccezionale, al quale si è aggiunto lo scioglimento della neve, il territorio ha risposto bene? “Nessun fiume che attraversa la Provincia di Fermo è esondato o straripato”, riprende Montanini. “Gli allagamenti sono conseguenza del reticolo idrografico secondario, i fossi. Da monte, le acque, le quali si sono caricate nel tempo, hanno reso ulteriormente scivoloso il terreno”. Quali sono state le altre zone fermane colpite da smottamenti e come si è intervenuti o si interverrà? “Numerosissime: Trinità, San Leonardo, Moie, Cecapalomba (zona Rione Murato), Madonnetta d’Ete, Gabbiano, contrada Vallasciano, Bore di Tenna, Reputolo, Calderaro, Fogliano, Fogliano 2, Crocefisso, Tirassegno, Lauretana, Vallescura 3 (zona Capodarco), Cardarelli, Via Colle Vissiano, Via Abramo Mori (Variante del Ferro), Misericordia, Fonte Fallera, Santo Stefano (zona Ete), Ponte - traversa Molino Paci, Fonte Fresca. Tanti sono stati

di Federica Balestrini

Nonostante si viva nel terzo millennio, la magnitudo delle calamità naturali è un argomento che ridimensiona di molto l’umano desiderio di avere in pugno il pianeta. I pericoli naturali, fra cui sismi e frane, temporali e piene, ondate di freddo e ondate di caldo, valanghe e tempeste, sono parte dello scenario vitale di ogni uomo, sia che viva in un Paese avanzato o in uno più arretrato. Come ben sappiamo, anche la città di Fermo è stata colpita da un fenomeno eccezionale. La pioggia alle idi di dicembre 2013 (in 12 ore sono caduti 108 millimetri) ha provocato uno smottamento lungo due strade fermane parallele, viale Vittorio Veneto e via XX settembre, che conducono al centro storico della città e all’ingresso di Piazza del Popolo. Il movimento franoso ha trascinato terriccio, melma e una porzione di un giardino privato. Una ferita profonda ha così cancellato la memoria di una parte del colle Sabulo. “Il territorio – ha spiegato Luigi Montanini, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fermo – è stato colpito da un evento eccezionale. Si è trattato di uno smottamento di 20 metri a monte e 30 metri a valle per 25 metri di dislivello”. Perché la “Strada Nuova” è stata ristrutturata, quando poi non è stata messa in sicurezza? “La riqualificazione della passeggiata di Viale Vittorio Veneto è consistita esclusivamente nella ripavimentazione dei marciapiedi, nella ricollocazione delle panchine e nella ristrutturazione della scalinata di legno – ha affermato Montanini – e nessun intervento aveva interessato la scarpata a monte del viale stesso. Assieme alla Protezione Civile Comunale siamo intervenuti nei tratti interessati dall’evento franoso cercando di ravvisare eventuali motivi di pericolo che al momento sono scongiurati. La

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L’uomo, la sua mano e quel pianto “insostenibile”

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Il fenomeno dell’erosione costiera

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gli interventi già effettuati in diverse contrade. Abbiamo provveduto a sagomare nuovamente le tante scarpate del territorio comunale interessate dai fenomeni franosi, anche quelle di proprietà privata. Al riguardo, dobbiamo far rilevare che la mancata realizzazione di opportuni fossi di scolo posti a monte delle scarpate hanno purtroppo contribuito al danneggiamento delle strutture stradali”. A quando la riapertura del ponte in Contrada Molino Paci? “La sua percorribilità è stata interrotta poiché un tratto della sponda sinistra del fiume Ete è stata erosa per circa un centinaio di metri scollegando di fatto l’attraversamento stradale. La sponda dovrà essere riformata in collaborazione con la Provincia di Fermo. Per gli interventi di somma urgenza (escluso quello su Viale Veneto), per ripristinare la viabilità interrotta dagli smottamenti, sono stati spesi circa 150 mila euro, a cui dovranno aggiungersi ulteriori risorse per completare gli interventi in modo definitivo”.

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Un’altra problematica con cui il Fermano si trova – ciclicamente – a fare i conti è l’erosione costiera. Un fenomeno complesso, che aumenta anno dopo anno, e che dalle parti di Legambiente preferiscono chiamare “dissesto del litorale”. “Perché il problema non è l’erosione, o meglio l’erosione c’è sempre stata nel modo in cui c’è sempre stato il deposito”, spiega il Presidente del circolo fermano, Andrea Bagalini. “La spiaggia ha un equilibrio dinamico molto precario: quando questo equilibrio si rompe e accade che il mare asporta maggiore quantità di materiale rispetto al deposito, allora l’erosione prende il sopravvento e diventa un problema. Quindi, se gli ordinari e straordinari eventi meteo marini e l’aumento di livello delle acque possono avere qualche responsabilità e sono sempre i primi imputati, le vere cause vanno ricercate altrove e sono ben evidenti”. Prima fra tutte: l’urbanizzazione della costa. “Le costruzioni a ridosso dell’arenile hanno causato l’alterazione dell’equilibrio costiero ed il dossier di Legambiente “Salviamo le coste italiane”, dedicato alla tutela dei paesaggi costieri della Penisola, ci dice che dei suoi 30 km di costa la provincia di Fermo ne conta ben 22 trasformati a usi urbani, turistici e infrastrutturali. I moli portuali e i loro prolungamenti influenzano gravemente la dinamica di deposito dei sedimenti, che vengono poi drasticamente ridotti dagli interventi antropici su tutto il bacino idrografico come sbarramenti fluviali, regimazioni idrauliche e, su tutte, l’eccessivo asporto di sabbia e ghiaia dagli alvei. Nonostante questo, proprio dopo gli ultimi fatti, il Consiglio regionale ha approvato una legge che autorizza il prelievo e la vendita del materiale litoide come controvalore per le ditte che accettano di ripulire i fiumi dai ‘danni’ stessi dell’alluvione, facendo prevalere come nella tragica occasione del 2011 (dove sono stati spesi milioni di euro) la logica della ‘somma urgenza’ da quella della prevenzione. Mentre la nostra associazione propone da tempo il Contratto di Fiume, un’esperienza già praticata con successo in altre regioni che, mettendo insieme tutti i soggetti interessati (associazioni, enti e privati), mira alla salvaguardia e alla tutela dei fiumi nel rispetto della loro naturale funzione. Nel frattempo si è stati quindi costretti a proteggere i nostri litorali con opere artificiali, come le classiche scogliere frangiflutto o i pennelli che, oltre alla loro scarsa compatibilità ambientale e paesaggistica, hanno sì dimostrato una stabilizzazione del litorale protetto, ma hanno causato effetti negativi sulle coste adiacenti e sulla qualità delle acque e dei fondali”. Inutile, conclude Bagalini, piangere quando avvengono i disastri. Ed ancora più inutile è lamentarsi dei danni, quando la maggior parte delle cause derivano dalla mano dell’uomo. “Occorre uno studio accurato delle molteplici fenomenologie che caratterizzano i litorali, indispensabile per interventi strutturali adeguati che producano risultati sicuri e abbiano in primo luogo e in assoluto impatti ambientali sostenibili”.


Inchiesta/Emergenze 10 gennaio 2014

Le criticità del Fermano viste dal Forum “Salviamo il Paesaggio”

Cosa serve ancora per invertire la rotta? di Andrea Braconi

Le definisce “dinamiche contrarie ad uno sviluppo sostenibile”. E le motiva con dati inconfutabili: 321% l’incremento del suolo urbanizzato nel nostro territorio dal 1954 al 2010, con una velocità di 2.100 mq al giorno; 6,42% l’indice di urbanizzazione (vale a dire di perdita irreversibile di suolo), rispetto ad una media regionale pari al 5,23%. Dati - rimarca Jonata Sabbioni, referente del comitato provinciale di Fermo del Forum “Salviamo il Paesaggio - Difendiamo i Territori” - che sotto questo profilo fanno del Fermano la peggiore realtà marchigiana. Cosa hanno mostrato - e dimostrato - le recenti piogge? “Pur considerando la tendenza generale per cui sono aumentati, negli ultimi 10 anni, i fenomeni di pioggia di breve durata ed alta intensità, certamente occorre riflettere sugli esiti distruttivi che tali eventi hanno troppo spesso sul sistema territoriale. Di fatto, i fenomeni piovosi intensi stanno mettendo in evidenza tutte le criticità di un territorio aggredito.” Dove vanno ricercate le responsabilità? “Nel modello di governo del territorio e nelle strategie di pianificazione messe in atto, soprattutto negli ultimi vent’anni, dalle amministrazioni dei vari livelli. Sono mancate essenzialmente due volontà: la programmazione di lungo corso e la definizione di strategie di tutela e valorizzazione delle risorse. La conseguenza più evidente è stata l’eccessivo consumo di suolo, di cui il dissesto idrogeologico è l’esito più gravoso. Oggi il nostro paese paga circa 3 miliardi di euro all’anno per gli interventi d’emergenza post disastro. Da vent’anni. Fanno 60 miliardi di euro. Mentre la più importante infrastruttura di cui il Paese avrebbe bisogno sarebbe una grande opera di messa in sicurezza, oltre che di recupero urbano e di riqualificazione energetica

del patrimonio edilizio esistente. Servirebbero, per un primo fondamentale intervento, 5 miliardi di euro: con cui daremmo impiego almeno ad una parte di quei 500.000 operatori del settore edile che hanno subito uno dei costi più alti di questa crisi. Le criticità sono dovute a molteplici gravi mancanze: la totale autoreferenzialità dei piani regolatori comunali, l’assenza di una visione di programmazione di area vasta e sovra-comunale, oltre che di una pianificazione realmente agganciata alle esigenze del sistema territoriale. Inoltre è mancata una politica che tenesse insieme una visione generale. Il vuoto legislativo di una norma urbanistica regionale che manca da vent’anni non ha certamente favorito la costruzione di questa consapevolezza. Fortunatamente, questo vuoto si chiuderà con l’approvazione di una nuova legge: il Consiglio Regionale delle Marche, infatti, la discuterà, e dovrà confrontarsi con la proposta d’iniziativa popolare promossa dal Forum e sostenuta dalle firme di 9 mila cittadini.” Sulla prevenzione come si può intervenire in maniera efficace, oltre che tempestiva? “La prevenzione si basa su due aspetti: l’informazione e l’azione consapevole. In particolare per la seconda, occorre certamente costruire un piano di interventi di salvaguardia e messa in sicurezza. Penso ai pendii collinari più a rischio, alle zone soggette a rischio esondazione dei fiumi e dei canali urbani, allo stato di salute di tutti i corsi d’acqua e dei loro alvei, alla costa marittima soggetta ad erosione; ma anche allo stato di conservazione del patrimonio edilizio esistente. Occorre invertire la rotta e investire, ad esempio, su un’idea di pianificazione più lungimirante; occorre rendere la pianificazione un processo più aperto e partecipato; occorre liberare risorse per la riqualificazione urbana e, per questo, rendere strutturali gli incentivi per il recupero; occorre rivedere le previsioni dei piani regolatori e superare i piani comunali a favore di una

programmazione più vasta; occorre smettere di ritenere le infrastrutture viarie come il pre-requisito allo sviluppo economico ma occorre, invece, riconoscere e valorizzare quello che già esiste. Occorre, in sintesi, avere il coraggio di definire una propria identità territoriale e mettere in campo strategie in grado di promuoverla: puntare sull’agricoltura di qualità e non sui campi fotovoltaici a terra, sul turismo e non sulle centrali a biomasse, sulla manifattura di qualità e non agli insediamenti impattanti e fuori scala. Occorre, in definitiva, preservare il territorio come risorsa unica in quanto, purtroppo, non rinnovabile.” Qual è oggi il livello di consapevolezza della popolazione locale? “Il dissesto idrogeologico è drammaticamente percepito quando le sue manifestazioni sono più visibili e gravi. In questi casi intuiamo che il territorio è una risorsa fragile e le conseguenze della sua perdita irrecuperabili. Secondo me, però, manca una consapevolezza costante e un’attenzione continuativa, quotidiana direi. Dovremmo sviluppare una capacità di osservazione – e di preoccupazione – meno estemporanea e legata alla calamità e più vigile, invece, sulle piccole valutazioni.” Gestione fiumi: qual è la posizione del Forum rispetto agli interventi fatti lungo le aste fluviali? “Ritengo che si debba procedere al più presto ad una nuova discussione sui Contratti di Fiume, ossia sui piani di gestione, valorizzazione e tutela degli elementi idrici e dei loro ecosistemi. Il Fermano, e molti altri territori marchigiani, in passato hanno considerato il fiume unicamente in termini di risorsa da sfruttare. Basti pensare all’urbanizzazione industriale della valle del Tenna. Oggi, anche viste le mutate condizioni economiche, occorre pensare al fiume in modo diverso: evitare la pretesa di “controllare” il fiume è il primo passo per riconoscerne il valore eco-sistemico e per definire un’efficace strategia di prevenzione del rischio dissesto.”

Ricordi di ieri e... disastri di oggi

Jochi d’un tembu e cojonerie d’addè O jente vecchierella, ve rrecordéte de quanno, da frichi, javate a lu mare? Su ‘lle belle spiagge ruspandi, mica comme quelle de addè: che ad’è tutte rpettenate co’ lu scrimu, ‘llisciate e sinza più ‘na forma de vita che è una, che scia animale che vegetale. ‘Llora le spiagge (meno che quelle de li signori) ad’era comme l’avéa fatte lu Padreternu: co’ ‘lle dune pine de jerve, de tamerici e, soprattutto, de ‘lle morammazzàte de lappe rpuncecóse che te sse ‘nfizava su li pè comme le zécche; co’ ‘lli belli sassi tramenzo la rena e non se sa quanti vacarozzétti de ‘gni sorta che corréa comme diàoli, lascenne su la rena tuttu u’ stradellu de ‘mpronte co’ ‘lle zambette che ‘n gne la facéj a condàlle, pe’ quanto java fugati. Bè, ‘llora se ve ne rrecordéte, ve rrecordéte pure de li jochi che facéamo, visto che per nojatri fiji de la Guerra (o poco dopo) era un sognu proibitu pure lu secchiellu e la paletta, non parlemo po’ de le “formine”! E ‘llora ce doveàmo ‘rrangià co’ quellu che se stroàva su la spiaggia. E che ce stroàvi? ‘Ppundo: la rena, li sassi e li lignitti. Dice: e che gorbu ce facéj? Che ce faceàmo?! Tandi de quilli jochi che li frichi d’addè mango se li ‘nzogna! Per un presembiu: lu montarozzu. Comme, che d’è? Un montarozzu de rena, testo’! E comme ce sse jocava? Facile: se facéa un montarozzu puntutu de rena, ‘na mondagnetta, ‘nzomma; po’ ce sse ‘nfizava un zippu drittu, da capu a pè. Eppo’? Eppo’ se facéa la conta pe’ chi dovéa cumincià

pe’ primu e, a turnu, se ‘ncuminciava a tirà via co’ le mà, torno torno, la rena. A forza de tirà via la rena, lu montarozzu diventava sempre più ciucu e trettecande. Finghé, prima o dopo, ‘rriava lu turnu de quillu che, pe’ quanto stesse ‘ttendu, facéa cascà lu zippu de legno, perdéa la partita a montarozzu e dovéa da fà la pinitenza! Dice: perché me dici quesso? Perché me rrecorda quello che sta capiténne ogghidì a li paesetti nostri: tutti ‘bbuturati ‘ttorno a ‘lli cucùzzoli che pare tandi montarozzi. E tutti a scavàje torno torno pe’ costruicce ‘lli palazzo’ che ‘n ze pòle guardà, tanto ad’è brutti, sinza penzà che, scava ogghj scava domà, prima o poi lu montarozzu vène jo’, co’ tuttu lu paese! Atru jòcu era li castelli de sabbia: ce voléa la sabbia vagnata, perciò ‘gnava costruiti vicino la riva. Però a la distanza justa ‘che, sennò, ‘ppena ‘rriàva ‘che ónna più longa o se ‘rrizzava la marèa, te lu vuttava jo’. Che ce rrentra quesso? Ce rrentra, ce rrentra, pe’ lu solitu discorzu: pure ogghj ci sta tandi che costruisce case o capanno’ troppo vicino a li fossi, a li canali o a li fiumi. ‘Ddirittura ci stà che cojonacciu che prima li rcopre de cimendu eppo’ ce fa le case sopre. ‘Ppo’ rrìa lu momendu che lu fiume se ‘ncazza e se rpija tutto, case e perzo’. E chi ha fatto ‘lla pacca de cojonerìa o chi je l’ha permesso, a piagne. Atro che le pinitenze che dovéa da fà chi perdéa a montarozzu! Loredana Tomassini

FERMO - Viale Trento, 86 - Tel. 0734.225121 (r.a.) - Fax 0734.216289 - Email: fermo@liliantravel.it

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Scuola/Leg@lmente 10 gennaio 2014

In corso l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Apertamente nelle scuole fermane. Si accende il dibattito

Progetto Leg@lmente, la parola ai ragazzi Perché una società vada bene, bisogna che ognuno faccia il suo mestiere, diceva Giovanni Falcone. E bisogna che i giovani crescano con questa consapevolezza, che si ritrovi il senso del nostro vivere insieme, che si respiri in famiglia e sui banchi di scuola. È il punto di partenza del progetto Leg@lmente promosso dall’Associazione Culturale Apertamente di Moresco, cofinanziato dalla Regione Marche – Assessorato alle Politiche Giovanili nell’ambito dell’intervento “A scuola di convivenza”, tra le azioni previste nell’accordo Regione Marche e Dipartimento della Gioventù “I giovani C’ENTRANO”. Assieme all’associazione culturale Apertamente parteciano altre associazioni, Isonomia, Blow-Up, On the Road con la supervisione di Sol si fa Audiovisual e del regista Marco Cruciani. E poi i ragazzi, quelli che stanno oggi sui banchi, che crescono e studiano, che hanno bisogno di guide e di storie per diventare uomini e donne di valore. Enrica Scarpetta ne ha incontrati tanti in questi giorni, ha parlato con loro, ha raccontato le storie spesso tremende di donne picchiate e umiliate, vittime di una violenza che si declina in mille modi ma ha un solo obiettivo: cancellare, umiliare, rovinare, distruggere. Enrica lavora per l’associazione On the road, fa parte della Commissione provinciale per le Pari opportunità, si occupa di donne ferite, di schiave del sesso, di giovanissime strappata al loro paese e costrette sulla strada. Parla con la dolcezza di una donna che sta per diventare madre, con la forza di chi conosce la disperazione di altre donne. Ha raccontato tutto questo ai ragazzi dell’Itcg Carducci Galilei, ha ragionato con loro dei rapporti tra maschi e femmine, della libertà, dei gesti e delle parole che possono far male più delle pietre: “Mi sono resa conto che in loro c’è una gran voglia di capire, c’è la confusione di chi si trova a vivere le prime storie sentimentali e dentro quei legami investono tutto. Storie che diventano motivo e ragione di una vita, i maschi che danno regole che spesso i genitori non riescono a dare più. Mi ha colpito il loro stupore quando abbiamo parlato di prostituzione, hanno detto più volte che si immaginavano le donne che si vendevano per soldi e per scelta, non pensavano al mondo di violenza e sopraffazione che c’è nei confronti delle ragazze, delle ragazzine che finiscono sulla strada”. “La Commissione pari opportunità Provinciale ha voluto fortemente aderire al progetto “Leg@lmente” - spiega la Presidente della Commissione Meri Marziali -, nella convinzione che il coinvolgimento e la formazione delle nuove generazioni su questo tema sia fondamentale. I dati del Centro Provinciale Antiviolenza analizzati in molteplici occasioni, evidenziano infatti come anche nel nostro territorio esistono casi ed episodi di violenza tra le mura domestiche e confermano l’importanza di queste attività rivolte ai giovani”. E loro, i ragazzi, si sono messi in gioco e alla fine hanno fatto tesoro delle cose che hanno ascoltato. Sono all’Itcg Carducci Galilei, all’Ipsia Ricci, all’Iti Montani. Quattro di loro ci mettono anche i pensieri che quelle riflessioni hanno provocato, sono due ragazzi e due ragazze, non sono più gli stessi che erano prima di vivere questo progetto a scuola. Anass Bahhar spiega con sincerità: “All’inizio non è che mi interessasse molto parlare di donne, di violenza, di prostituzione. Tuttavia mi ha colpito molto la parte riguardante le violenze, mi ha colpito perché credevo fossero cose lontane da me, mi pareva fossero solo al telegiornale. Invece ho capito che vicino a me esistono moltissimi casi di violenza dai più semplici ai più assurdi e questo mi ha colpito molto. Oggi come oggi non credo che ci siano molte differenze nel mondo tra uomini e donne, io sono marocchino e posso affermare che ormai in quasi tutto il mondo le donne possono fare lo stesso mestiere dell’uomo, secondo me ciò che fa la differenza è la posizione che l’uomo prende nei confronti della donna, a volte può essere l’abuso della propria posizione nel lavoro, altre volte può essere intimidire mentalmente e fisicamente la donna. Questo laboratorio mi ha consentito di capire

come l’uomo spesso sfrutti a suo favore la prestanza fisica, e molte volte la donna che riceve delle violenze non ha il coraggio di denunciare questi episodi proprio perché ne rimane colpita anche nell’anima. Sicuramente dopo questi incontri il mio punto di vista è cambiato molto riguardo alla violenza e l’interrogativo che mi sono posto è come possa una persona, un uomo, arrivare a violentare una donna che nella maggior parte dei casi amava, cioè come si fa ad arrivare fino a questo punto. Mi pare particolarmente odiosa la violenza sessuale, un gesto vigliacco e imperdonabile. Mi restano in mente anche le parole di Enrica che ci ha parlato delle ragazze che si prostituiscono e che spesso vengono portate con l’inganno e poi vengono ricattate. Tutto sommato all’inizio vedevo questo progetto come un modo per perdere un paio d’ore di scuola, ma alla fine mi è piaciuto molto e in qualche modo mi ha fatto volgere lo sguardo verso dei fenomeni che fanno parte del nostro quotidiano ma di cui mi sono sempre disinteressato. D’ora in poi penso che se mi capiterà qualche notizia riguardante una violenza mi soffermerò a leggere con la consapevolezza di tutto ciò che abbiamo fatto insieme ad Enrica”. Giulia Polini ha il suo punto di vista, con lo stesso entusiasmo del suo compagno di classe: “Abbiamo vissuto un’iniziativa molto interessante e soprattutto necessaria perché ci ha sensibilizzati e informati su cosa accade realmente intorno a noi, dovrebbe essere estesa e portata in tutte le scuole perché tratta di argomenti davvero importanti e fondamentali che non vanno sottovalutati come la criminalità organizzata e la violenza di genere. Sicuramente, rispetto ai decenni passati, il modo di vedere la donna è radicalmente cambiato. Oggi la donna è rispettata e apprezzata per le sue capacità e qualità ma per molte è ancora difficile intraprendere una carriera lavorativa perché vincolate dalla famiglia e spesso si vedono passare avanti gli uomini negli incarichi lavorativi o addirittura nell’assunzione poiché un direttore è consapevole dei costi di una maternità e degli ‘svantaggi’ che potrebbe portare l’assunzione di una donna. Ovviamente ritengo che questa sia una discriminazione in quanto toglie ad una donna ambiziosa l’opportunità di affermarsi nella vita e allo stesso tempo di avere una famiglia. Con Enrica abbiamo anche affrontato il tema della violenza di genere, argomento molto discusso negli ultimi periodi visti i continui episodi di femminicidio. Io credo che si tratti di vicende dovute proprio alla progressiva affermazione della donna nel mondo, secondo me l’uomo si sente minacciato dalla figura femminile e teme di non poterla più controllare, per questo ricorre alla violenza, per dimostrare che l’uomo è più forte e che la donna gli deve sottostare. Siamo abituati a credere che certi fatti possano accadere soltanto nelle grandi città senza renderci conto invece che il pericolo è veramente dietro l’angolo. Tutti noi credevamo di sapere della prostituzione e della criminalità organizzata ma nessuno immaginava che questi argomenti ci riguardassero così da vicino. È davvero incredibile che esista ancora un fenomeno così disumano come il traffico di donne e che sia così difficile da bloccare e intercettare. È tremendo come queste persone vengano ingannate con la promessa di una vita migliore, donne che lasciano la loro famiglia, il loro paese, la loro vita speranzose di un aiuto e allettate da una prospettiva di vita migliore. Veramente pochi sapevano cosa c’è dietro il fenomeno della prostituzione, spesso giudichiamo, passando per le strade e vedendo queste donne, senza sapere. Per noi era facile dire: ‘potrebbero andare alla polizia, denunciare, prendere in mano la situazione’ o credevamo che fosse una loro scelta quella di vendersi, ma dopo l’incontro con Enrica ci siamo resi conto che per una prostituta sfruttata è davvero difficile uscire dalla situazione in cui si trova e spesso ha paura a rivolgersi alla polizia perché sotto minaccia o clandestina. Sicuramente adesso è cambiato il nostro modo di guardarle. Mi sono sentita sollevata quando ho saputo che ci sono associazioni che aiutano le donne, sia prostitute sia vittime di violenza psicologica o fisica, a riscattarsi e a ribellarsi, che ci sono persone a rendere questo mondo un po’ meno brutto”. E ancora, Walid Hasbani che parla di un passo avanti da parte della scuola nel proporre progetti come Leg@lmente:

“Un progetto che ci è stato di grande aiuto perché ci ha fatto riflettere su problemi di grave entità, che anche se siamo nel XXI secolo continuano ad esistere. Con degli esperti in materia abbiamo discusso ed approfondito le differenze che ci sono tra uomo e donna e le varie opportunità che il mondo offre a ‘’Michele o Michela’’. Sono molte le differenze tra un maschio e una femmina, soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro, gli uomini sono portati a svolgere prevalentemente dei lavori manuali nei quali si richiede un grande uso della forza come il muratore, l’autista, il meccanico, mentre la donna con la sua intelligenza può svolgere lavori di grande prestigio in cui si richiedono degli alti livelli di formazione nello studio”. “Nella società - continua Walid Hasbani - ciò che è cambiato è solo nella legge perché nella mente delle persone c’è sempre la distinzione tra uomo e donna. I ruoli dell’uomo e quelli della donna ci sono e secondo me ci saranno per sempre, tutto ciò non lo ritengo giusto perché se continuiamo a distinguere l’uomo dalla donna anche le generazioni future continueranno a farlo. Nonostante sia presente ancora una mentalità che tende a sfruttare la donna, la nostra società ha fatto dei passi avanti, nel consentire alle donne di svolgere lavori importanti e di ricoprire ruoli di responsabilità. La violenza sulle donne è opera di uomini che non conoscono il reale valore della donna e dell’amore che questa prova per lui, è segno di profonda ignoranza e mancanza di rispetto. Le donne vengono picchiate perché ritenute deboli, incapaci di ribellione mentre l’uomo si sente superiore. Durante gli incontri con Enrica sono stato colpito dal fatto che, alla fine l’uomo nella maggior parte delle volte dopo aver violentato la donna si pente di ciò che ha commesso e cerca in tutti i modi di farsi perdonare. Io penso che si possa far poco per cambiare una cultura che rappresenta una donna in maniera fuorviante, in una società in cui le donne sono vittime si deve invece cambiare molto. Il fenomeno della prostituzione è un argomento di cui si sente parlare spesso, io trovo necessario distinguere le ragazze che si prostituiscono per potersi permettere dei vestiti, delle borse griffate, da quelle che con una speranza nel futuro vengono ingannate affinché lascino il proprio paese inconsapevoli che saranno sfruttate. Le organizzazioni criminali che si occupano di questi traffici, sono tutt’altro che principianti. Questo percorso intrapreso ci ha fornito delle basi essenziali per poterci orientare nel mondo in cui viviamo, dove accadono cose gravi ma che vengono trascurate, ma sopratutto ci ha fatto riflettere sulla nostra società, di come sia ingannevole agli occhi delle persone oneste”. Per ultima Martina Valacchi che parla di un progetto di grande interesse, con l’opportunità di riflettere su temi attuali che solitamente a scuola non si affrontano sui banchi, come ad esempio, la violenza sulle donne e anche la criminalità organizzata: “Fortunatamente non vedo più grandi differenze tra uomo e donna per quanto riguarda le opportunità che vengono offerte dalla società. Tempo fa era quasi un’eresia pensare che una donna potesse far carriera, che fosse lei a portare i soldi a casa o che semplicemente scegliesse di intraprendere una vita diversa da quella che la propria famiglia aveva scelto per lei. Quello che credo abbia colpito maggiormente tutti noi è stato il grandissimo numero di donne che purtroppo subiscono violenze disumane. Non concepisco come un uomo, se così può essere definito, possa far male ad una moglie, compagna, amica. La miglior cosa da fare per cercare di cambiare le cose è che le donne non rimangano nascoste nell’ ombra con le proprio paure. Devono, dobbiamo trovare il coraggio di uscire allo scoperto e denunciare ciò che non va. Noi ragazze valiamo molto di più del messaggio che spesso la televisione fa passare e dovremmo batterci per questo, perché non è solo la taglia del nostro seno che dovrebbe fungere da lascia passare per la vita che desideriamo. Il tema della prostituzione è stato devastante, è atroce pensare a quante ragazze vengano strappate dal proprio paese, dalla propria famiglia, con la convinzione di aver trovato qualcuno pronto ad aiutarle e a dar loro una vita migliore e poi vengano sfruttate e costrette a vendere il proprio corpo”.


Sociale/News

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10 gennaio 2014

Fermo/Operativo lo “sportello paziente” dell’Associazione Bianco Airone

Accoglienza, Ascolto e Accudimento per i malati oncologici È stato inaugurato lo scorso 24 dicembre, presso il reparto di Oncologia dell’ospedale Murri di Fermo, il punto di ascolto gestito dall’Associazione Bianco Airone Pazienti Onlus. All’inaugurazione (foto) erano presenti il direttore dell’Area Vasta 4 Gianni Genga, il primario di Oncologia Lucio Giustini, la psico-oncologa Barbara Esperide, gli oncologi e altri operatori del reparto. Lo sportello sarà operativo a partire da martedì 14 gennaio. La postazione, attiva presso, vedrà la presenza, tutti i martedì dalle 9 alle 12, di alcune volontarie dell’associazione, che si occuperanno dei pazienti oncologici cercando mi migliorarne la qualità della vita, aiutandoli a risolverli problemi anche di tipo burocratico. Il punto di ascolto, completamente gratuito, fungerà anche da sportello informativo per la conoscenza dei diritti dei pazienti oncologici. Più nel dettaglio, lo sportello offrirà aiuto nella conoscenza dei diritti e nella soluzione dei bisogni in materia previdenziale, del lavoro, fiscali, dei diritti del malato (in ogni territorio si consolida una collaborazione con un patronato); raccolta delle problematiche del sistema Ospedale-Territorio; consueling, inteso come ascolto attento ed attivo del nascosto e non detto; riunioni esperenziali per la condivisione sia dei problemi che delle soluzioni. Fondata nel 2006 da un gruppo di pazienti oncoematologici e oncologici, l’Associazione Bianco Airone Pazienti Onlus si basa su tre principi essenziali: la rappresentanza dei problemi di un malato oncologico può essere fatta compiutamente solo da un malato oncologico; è sempre valido il detto “aiutati che Iddio ti aiuta”; l’indipendenza dai medici curanti e dai potentati è l’unico modo per rimanere fedeli nel tempo alla proprio missione. “La nostra missione – spiega il presidente dell’associazione, Aldo Sardoni – è lavorare costantemente per la qualità e disponibilità della nostra vita di pazienti e dei nostri cari. Il nostro motto è ‘dignità nella cura, dignità nella cronicità e dignità nel morire’. Il nostro convincimento, basato sulla quotidianità, è che la centralità della relazione paritetica

tra curante e paziente è sinonimo di qualità di vita sia del paziente che del curante. Le nostre linee guida sono Accoglienza, Ascolto e Accudimento”. In questo senso, lo “sportello paziente” rappresenta il pilastro fondamentale dell’associazione, in quanto consente l’ascolto dei problemi e delle tante domande direttamente dalla fonte, ma soprattutto di quel “non detto” che rappresenta la parte sommersa delle sofferenze vissute da pazienti e familiari per le mancate risposte della società ai bisogni assistenziali. Accoglienza ed Ascolto sono le peculiarità dello sportello e l’Accudimento è l’obiettivo che l’associazione persegue, cercando le risposte giuste che tengano conto del contesto in cui il paziente si trova nella cura e del territorio di residenza. Il cambio di paradigma assistenziale del Sistema Sanitario Nazionale, che è passato da un approccio “da tutto e subito e costi quel che costi” ad uno che mira all’ “appropriatezza prescrittiva ed assistenziale sostenibile”, ha reso di fatto il territorio in cui si vive strategico ai fini della qualità e disponibilità della vita dei pazienti. Anche per questo lo “sportello paziente” diventa non solo il punto di ascolto del territorio in cui opera, ma anche la voce e la rappresentanza presso le istituzioni locali (Ospedale, Asl, Provincia di Fermo e Regione). Uno strumento di comunicazione a due voci, dunque: quella del paziente e/o familiare e/o del care giver e quella dell’associazione i cui servizi migliorano con il passare del tempo, grazie alla “specializzazione” nelle problematiche del territorio e alla capacità di colloquiare con le Istituzioni locali e con la pluralità dei soggetti, specialisti o meno, che fanno parte del processo di cura. La referente dello “sportello paziente” dell’Ospedale di Fermo è il direttore della sezione regionale Bianco Airone Marche, Ornella Vallesi (tel. 342.8460441) info.marche@biancoairone.it

Marche/Con il rinnovo della carta di identità

Vuole esprimersi in merito alla donazione dei suoi organi? Acconsente a donarli? Sono queste le due domande che gli impiegati degli Uffici Anagrafe di nove Comuni marchigiani (Ancona, Ascoli Piceno, Chiaravalle, Fabriano, Fermo, Pedaso, Porto Sant’Elpidio, San Benedetto del Tronto, Senigallia) rivolgeranno a chi si troverà a fare o rinnovare la carta d’identità. Un nuovo modo per dichiarare il proprio parere su un tema importante, evitando ai propri familiari di prendere una decisione così delicata in un momento difficile. Finora la scelta poteva essere comunicata all’Aido o alla Asl, compilando un apposito modulo. Oppure era possibile scrivere la propria volontà su un foglio da portare sempre con sé. Ora, oltre a queste tre possibilità, al momento di fare o rinnovare la carta d’identità, l’Ufficio Anagrafe farà sottoscrivere una dichiarazione di assenso o dissenso che non comparirà sul documento di identità, ma sarà custodita dal Comune e trasmessa al Sit (Sistema informativo trapianti). Il progetto è partito in via sperimentale a Terni, Perugia e Cesena. I primi dati, per l’Umbria, sono incoraggianti: circa il 70% dei cittadini ha espresso la sua volontà, il 90% dei quali ha acconsentito alla donazione degli organi. Le Marche sono andate oltre la fase sperimentale e, con nove Comuni che hanno aderito al progetto, è al momento la regione in cui è diffuso in modo più organico. (f.p.)

Tra le spese che molte famiglie sono costrette a tagliare a causa della crisi ci sono quelle per medicine e prodotti sanitari non strettamente necessari. Per alcune di queste famiglie, a breve, arriverà un piccolo aiuto. Il Comune di Fermo, infatti, nei prossimi giorni pubblicherà un bando per la distribuzione delle Farma Card. Si tratta di carte, caricate di 100 euro ciascuna e della validità di un anno, da utilizzare nelle farmacie comunali della città, che consentiranno di ottenere sconti del 10% sui farmaci a ricetta bianca e del 15% su altri prodotti per anziani e bambini. Ad ogni acquisto, dalla carta sarà decurtato il corrispettivo della percentuale di sconto di cui si è usufruito, fino all’esaurimento della somma. I possessori della Farma Card potranno inoltre godere di una serie di servizi gratuiti aggiuntivi, come la misurazione della pressione, della glicemia e del peso corporeo. La carta è destinata alle famiglie con un indicatore Isee pari o inferiore a 7.500 euro o pari o inferiore a 13.000 euro per le famiglie con tre o più figli. E’ escluso dal bando chi già beneficia della legge regionale n. 30 del 1998.

“Il futuro dei giovani e la ricerca: un binomio vitale per la rinascita dell’Italia”. È questo il titolo del convegno in programma sabato 8 febbraio alla Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori. Durante l’incontro saranno presentate le opportunità offerte dalla Comunità Europea per sostenere centri di ricerca industriali, università e piccole e medie aziende. L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro anche attraverso adeguati e seri percorsi formativi. Il convegno, patrocinato dal Comune di Fermo, è nato dall’incontro fra l’associazione culturale Aner e l’Ascom Industria. “Negli anni – spiega il prof. Luigi Iavarone, primo tecnologo del Cnr, della Direzione centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture e socio dell’Aner – in Italia non sono stati destinati fondi alla ricerca: senza ricerca il paese non può andare avanti. C’è una grande opportunità offerta da Horizon 2020 e le imprese non devono trovarsi impreparate”.

- Sala banchetti - Aperto a pranzo e a cena - Ampio parcheggio

Un nuovo modo per dire sì alla donazione degli organi

Breve Fermo Con le Farma Card sconti nelle farmacie comunali

Breve Fermo Giovani e ricerca, se ne parla in un convegno

Ampio giardino ideale per: cerimonie, cene di lavoro, feste di laurea, compleanni, anche a buffet

L'amore è come la buona cucina, le cose speciali nascono o i a r b 14 Feb sempre da ingredienti semplici, con noi! ma sono rese magiche dalla fantasia...

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Sanità/News

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10 gennaio 2014

Fermo/Parlano i pazienti e i medici dell’unità operativa dal dicembre 2010

La Cardiologia Riabilitativa dell’INRCA, una risorsa preziosa “Ho vissuto, presso il reparto di Cardiologia Riabilitativa dell’INRCA di Fermo, un’esperienza molto positiva, dopo aver subito un delicato intervento sul cuore” afferma B. T., un arzillo signore di 75 anni, recentemente operato di by-pass aorto-coronarico in seguito ad un infarto. Continua dicendo: “La mia forza e la mie capacità si erano ridotte notevolmente dopo l’operazione, per cui ho avuto bisogno dell’aiuto del gruppo di professionisti dell’ INRCA di Fermo che mi hanno assistito quotidianamente facilitando il mio ritorno a casa”. Le parole del signor B.T. confermano quanto molti pazienti affetti da malattie del cuore, soprattutto nel territorio fermano, già sanno: la Cardiologia Riabilitativa dell’INRCA di Fermo è una realtà strategica e di grande utilità oggi a disposizione dei cardiopatici, con la peculiarità di essere, ad oggi, l’unica struttura sanitaria pubblica della regione Marche a garantire l’erogazione di attività di riabilitazione cardiologica in regime di degenza, oltre ai servizi ambulatoriali. L’ UOSD Cardiologia Riabilitativa del POR – INRCA di Fermo, è operativa dal Dicembre 2010 ed attualmente dispone di 9 posti di degenza. Da Giugno 2011, inoltre, è stata avviata anche l’attività di riabilitazione cardiologica ambulatoriale consentendo di adattare i programmi riabilitativi (intensivo degenziale, intensivo ambulatoriale ed estensivo), alle caratteristiche dei singoli pazienti. Il personale della Cardiologia Riabilitativa dell’INRCA di Fermo è composto da un’equipe multidisciplinare che comprende medici specialisti, infermieri professionali, fisioterapisti, psicologi, dietisti, il cui fine è attuare una serie di interventi volti a migliorare le condizioni fisiche, psicologiche e sociali dei soggetti cardiopatici. Tra gli obiettivi del gruppo vi è quello di dare ai pazienti con malattie del cuore recentemente operati, colpiti da infarto o scompenso cardiaco, la possibilità di conservare l’autonomia e riprendere il proprio ruolo nella società. Il Dottor Fabrizio Balestrini, Responsabile della UO Cardiologia Riabilitativa dell’INRCA di Fermo afferma che: “Le varie figure professionali dell’equipe si impegnano per ottenere il controllo dei sintomi legati alle malattie, il miglioramento della capacità funzionale e la riduzione della disabilità dei pazienti, al fine di favorire il reinserimento sociale ed ottimizzare la qualità di vita.

Anche stimare e ridurre il rischio di nuovi eventi cardiovascolari per i pazienti è parte integrante degli obiettivi del team”. Questi obiettivi si realizzano mediante un globale approccio diagnostico valutativo e di trattamento, in cui l’esercizio fisico rappresenta una componente fondamentale. “Il nostro reparto – sottolinea il Dottor Balestrini - opera in perfetta integrazione nell’ambito dell’area vasta 4, essendosi instaurata una valida ed efficace collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Civile di Fermo da cui provengono circa il 70% dei nostri pazienti trattati in regime di degenza”. I dati enunciati dal Dottor Balestrini sono davvero molto interessanti: solo nel primo semestre 2013 sono stati ricoverati 116 pazienti con una degenza media di 16 giorni, il 70% con cardiopatia ischemica, il 20% con scompenso cardiaco, il 10% in seguito ad intervento cardochirurgico. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad una valutazione cardiologica iniziale in base alla quale è stato, poi, formulato il programma riabilitativo individualizzato. La disponibilità di cyclette e tapis-roulant con monitoraggio dell’elettocardiogramma presso gli ambulatori, consente inoltre, di adattare l’esecuzione dell’esercizio fisico alle migliori condizioni di sicurezza per i pazienti. Un aspetto che contraddistingue l’INRCA è la sua storica e riconosciuta vocazione per le attività di ricerca. Naturalmente anche la UO Cardiologia Riabilitativa è coinvolta attivamente in progetti e studi che hanno come scopo l’individuazione di modelli per la gestione ottimale di malattie o l’identificazione delle migliori strategie di diagnosi e cura per i pazienti anziani. Il progetto SINERGIA, a cui l’UO Cardiologia Riabilitativa partecipa insieme a numerosi altri centri cardiologici italiani, ad esempio, permetterà di definire la attuale capacità di controllo del dolore toracico cardiaco anginoso con i farmaci oggi disponibili. Un altro studio, in corso, l’AGICO, a cui partecipa anche la UOC Geriatria dell’INRCA di Fermo diretta dal Dottor Demetrio Postacchini, consentirà di comprendere meglio il ruolo di alcuni sostanze prodotte dal nostro organismo (ormoni) nello sviluppo di malattie (sindrome metabolica e sarcopenia). E’ sicuramente confortante, per i cardiopatici marchigiani, sapere di potersi avvalere oggi di una struttura pubblica che è dedicata alla riabilitazione cardiologica, nel cui contesto si praticano anche attività ricerca

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che facilitano l’avanzamento delle conoscenze medico-scientifiche. A tal proposito occorre rimarcare che l’INRCA di Fermo è l’unica struttura pubblica non solo di area vasta ma di tutta la regione Marche in cui sia presente una Unità di Cardiologia Riabilitativa con degenza e ambultari nell’ambito di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dedito alla ricerca. Il Dottor Postacchini, direttore dipartimentale dell’INRCA di Fermo oltre che Responsabile della UOC Geriatra dice: “Nella riorganizzazione sanitaria, la direzione e il presidente del comitato di indirizzo e verifica INRCA, don Vinicio Albanesi (forte della sua esperienza riabilitativa nella comunitá di Capodarco) hanno voluto nelle reti cliniche della regione Marche questa bella e unica realtà. L’INRCA di Fermo, quindi, è oggi in grado di garantire la continuità assistenziale specialmente ai pazienti cardiopatici piú fragili e complessi che non potrebbero tornare a casa subito dopo un evento acuto o intervento chirurgico. È importante che tutti i Fermani e sopratutto “gli addetti ai lavori “ abbiano la consapevolezza di questa nuova peculiarità locale esistente per fortificarla nei bisogni e aumentarne la potenzialitá nonostante la grave crisi economica”. Non possiamo che augurarci, per il bene e la salute dei cittadini, che le parole del Dottor Postacchini trovino costanti riscontri nelle azioni delle figure politico-amministrative preposte a garantire il buon funzionamento della sanità regionale marchigiana.

Cardiologia Riabilitativa Effetti della riabilitazione cardiologica Gli effetti favorevoli della Riabilitazione Cardiologica e della Prevenzione comprendono: - Riduzione della mortalità, soprattutto di morte improvvisa nel primo anno dopo infarto miocardico - Miglioramento della tolleranza allo sforzo, dei sintomi di angina e di scompenso - Miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare - Migliore qualità di vita - Più frequente ritorno al lavoro - Maggiore autonomia funzionale con riduzione della dipendenza e disabilità. Indicazioni alla riabilitazione cardiovascolare • Pazienti con cardiopatia ischemica - post-infarto miocardico - post by-pass aortocoronarico - post angioplastica coronaria - cardiopatia ischemica stabile • Pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia valvolare • Pazienti con scompenso cardiaco cronico • Pazienti con trapianto di cuore o cuore/polmone • Pazienti operati per cardiopatie congenite • Pazienti con arteriopatia cronica obliterante periferica • Pazienti portatori di pace-maker o di defibrillatori

La chirurgia estetica per la punta del naso La Chirurgia Estetica offre nuove opportunità terapeutiche finalizzate al miglioramento del proprio aspetto: il naso è considerato l’intervento che contraddistingue questa Specialità Chirurgica, ma non sempre è necessario sottoporsi ad un intervento di Rinoplastica completa per correggere gli inestetismi che interessano solo la punta del naso. Abbiamo chiesto al Dottor Andrea Paci, Specialista in Chirurgia Plastica di illustrarci quali soluzioni sono oggi possibili per chi intende correggere solo la punta del proprio naso. Non sempre le deformità o imperfezioni del naso coinvolgono il dorso, determinando quella “gobba” tanto odiata dai nostri pazienti. In molti casi l’inestetismo è solo a carico della punta. Questa regione nasale deve la sua forma ed elasticità a due strutture cartilaginee dette “cartilagini alari”. La loro principale funzione è quella di mantenere aperte le narici consentendo un corretto flusso di aria ed impedire che queste ultime si chiudano con delle inspirazioni profonde. Dal lato estetico invece, la conformazione e la grandezza di queste cartilagini sono responsabili della forma e volume della punta nasale. Generalmente due sono le alterazioni morfologiche che i pazienti chiedono di correggere: una punta troppo larga, anche detta “bulbosa o a cipolla” e una punta nasale “scesa” che frontalmente copre parte del labbro superiore. Ci sono altre alterazioni morfologiche che è inoltre possibile correggere: le asimmetrie caratterizzate da una metà della punta più voluminosa, le deviazioni che mostrano uno spostamento della punta da un lato rispetto all’asse nasale che invece è diritto. Un ultimo capitolo è rappresentato invece dalle correzioni di interventi al naso precedentemente eseguiti in altre strutture.

Dott. Andrea Paci

Come viene eseguito l’intervento? Normalmente la correzione viene eseguita in anestesia locale, o se il paziente lo desidera anche in leggera sedazione. Nel primo caso il ricovero è ambulatoriale, si esce poco dopo l’intervento; nel secondo caso la dimissione è dopo qualche ora. E’ un trattamento estremamente delicato e di precisione, come tutta la chirurgia estetica, non è doloroso e non ci sono incisioni esterne, i tanto temuti tamponi non sono necessari. Il post-operatorio è anch’esso caratterizzato da assenza di dolore e non ci sono punti da dover rimuovere. Il gonfiore che caratterizza il periodo immediatamente successivo agli interventi sarà delimitato solo alla zona operata, generalmente non ci sono ecchimosi (lividi). Sono indicati dei cerottini cutanei per quattro giorni ed il recupero sociale è pressoché immediato. Il naso nonostante sembri guarito già dopo qualche tempo necessiterà invece di qualche mese per asciugarsi completamente. Il risultato metterà in evidenza la correzione delle asimmetrie o la corretta posizione della punta rispetto al labbro superiore e per casi di punta “grande o bulbosa” una evidente armonia e delicatezza di questa regione. Quali consigli può inoltre dare al nostro lettore? Come per tutti gli altri interventi di Chirurgia estetica ricordo che è opportuno affidarsi ad un medico che sia Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Estetica. La dicitura di Chirurgo Plastico non garantisce il titolo di Specialista in materia. Rivolgersi a Specialisti che operino in strutture altamente attrezzate e nelle quali si esercitino anche interventi maggiori sia di Chirurgia Plastica che di altra Specialità. Farsi consegnare un consenso informato qualche tempo prima dell’intervento in modo da poter meglio comprendere ogni aspetto e poterne preventivamente parlare con il chirurgo e arrivare quindi sereni all’intervento.

Dott. Andrea Paci - Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Casa di Cura “Villa Verde” - Fermo - Tel. 0734.227745


Economia/News 10 gennaio 2014

Fermano/Nasce il portale per le piccole e medie imprese P.S.Elpidio/Domande entro il 25 gennaio

Acquisti a portata di click L’abbiamo detto e sentito dire mille volte: le nostre aziende sanno realizzare prodotti di ottima qualità, ma non sono altrettanto brave a venderli, soprattutto on line. Perché sono piccole e non hanno il tempo di seguire anche la fase di commercializzazione. Perché non hanno praticità con gli strumenti informatici. Perché non riconoscono l’importanza di questo nuovo modo di rapportarsi con i clienti. E’ a queste aziende che si rivolge il portale web voluto dalla Camera di Commercio di Fermo e sviluppato dall’Università di Camerino. Risultato finale del progetto “Dal produttore ai consumatori di tutto il mondo con un click”, il portale dovrebbe essere operativo nelle prossime settimane e permettere alle aziende che aderiranno all’iniziativa di presentare i loro prodotti attraverso una vetrina virtuale che potranno aggiornare di volta in volta e di condividerli sui principali social network. Non solo. Il sito consentirà anche la “georeferenziazione” del prodotto, cioè l’indicazione del luogo dove si trova fisicamente l’attività, creando così un collegamento tra il negozio reale e quello virtuale. Per ora il portale è dedicato ai produttori del settore manifatturiero, ma l’idea è di estenderlo anche a produzioni di altro tipo, in modo da creare un sito di e-commerce a trecentosessanta gradi. Non solo prodotti, però. Un’area del portale sarà infatti dedicata al turismo locale. Nel sito potranno essere trovate informazioni sui comuni del Fermano, come cenni storici e luoghi di interesse da

Breve Fermano

Tirocini formativi nelle Botteghe di Mestiere Sono aperte le iscrizioni per le candidature del terzo ed ultimo ciclo dei tirocini nelle Botteghe di Mestiere. Nel Fermano saranno venti i giovani che avranno l’opportunità di svolgere un percorso di tirocinio nelle due Botteghe del settore moda-calzaturiero “I Laboratori di qualità della calzatura fermana - Botteghe d’arte” dell’Azienda capofila Mary Shoes Srl di Grottazzolina che ha aderito all’iniziativa insieme ad altre nove aziende e “La fabbrica del talento” di Tod’s SpA. Duran te il periodo di tirocinio verrà riconosciuta al tirocinante una borsa di 500 euro mensili per tutta la durata del percorso formativo. Al bando possono partecipare i ragazzi in possesso dei seguenti requisiti: cittadinanza italiana, UE o ExtraUE con regolare permesso di soggiorno; età compresa tra 18 anni e 29 anni non compiuti; assolvimento dell’obbligo scolastico; stato di disoccupazione/inoccupazione come definito dal D. Lgs. 181/00 e s.m.i. Gli interessati possono candidarsi entro il 30 gennaio 2014 attraverso il sistema informatico raggiungibile all’indirizzo www.italialavoro.it - Botteghe di mestiere - Le iscrizioni I Avviso III ciclo. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a tutti i Centri per l’Impiego provinciali e all’operatrice territoriale di Italia Lavoro Spa Silvia Valori - svalori@co.italialavoro.it.

visitare. In questo modo l’acquirente, una volta conosciuti i prodotti sul web, potrà acquistarli on line o recarsi direttamente sul posto, diventando così anche turista. Nel progetto saranno coinvolte pure le scuole. Sarà infatti realizzato un concorso di idee rivolto agli istituti superiori per definire il nome e il logo del sito. “Troppo spesso – ha spiegato il rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini durante la presentazione del portale – marchi locali non sono associati al territorio in cui vengono prodotti. Attraverso questo portale le aziende piccole e medie, che di solito non hanno risorse e prodotti sufficienti per gestire un proprio e-commerce, avranno visibilità sul web. A giovarne sarà anche il territorio che avrà a disposizione un nuovo veicolo promozionale”. (Francesca Pasquali)

Bando per il contributo all’affitto Ci sarà tempo fino al 25 gennaio 2014 per partecipare al bando per la concessione di contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione. La domanda per l’ottenimento del contributo di 250 euro dovrà essere presentata ai Servizi sociali. Al bando possono partecipare tutti i cittadini comunitari ed extracomunitari purché residenti in Italia da almeno dieci anni o nelle Marche da almeno cinque anni, titolari di un contratto di affitto. Questi i principali requisiti per ottenere il contributo: nuclei familiari anagrafici monopersonali composti da cittadini ultrasessantacinquenni compiuti nel 2013; nuclei familiari anagrafici monopersonali composti da cittadini in possesso di certificazione di invalidità civile pari o superiore al 75%; nuclei familiari anagrafici composti da due o più minori di età pari o inferiore a 16 anni; nuclei familiari anagrafici costituiti da ragazze madri, o con figli di età pari o inferiore a 18 anni, riconosciuti da un solo genitore; nuclei familiari anagrafici costituiti da uno o entrambi i genitori ultrasessantacinquenni con figli in possesso di invalidità civile pari o superiore al 75%. “In questo difficile momento di congiuntura economica – spiega il sindaco Nazareno Franchellucci – sempre più famiglie si rivolgono alle istituzioni per chiedere aiuto e per i Comuni è sempre più difficile dare delle pronte risposte alle emergenze, viste le continue riduzioni di trasferimenti di fondi da parte dello Stato agli Enti locali. Come Amministrazione comunale, nel nostro piccolo, cerchiamo di venire incontro ai nostri cittadini che vivono in prima persona questo difficile momento, cercando di mantenere inalterati i servizi e ripartendo i fondi per aiutare più famiglie possibili”.

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Economia/News 10 gennaio 2014

Fermano/Sede a Porto Sant’Elpidio Lavoro/Le offerte nel territorio e all’estero

Rete di imprese del calzaturiero

Sono sei le ditte del Distretto calzaturiero che, aderendo ad un contratto di rete, hanno dato vita al progetto “Modart”. I calzaturifici “Linea Italia” (Montegranaro), “Gianros” (Sant’Elpidio a Mare), “Maurizi” (Porto Sant’Elpidio), “Ci Effedue” (Rapagnano), “Termical” (Montegranaro) e “Ellen” (Porto Sant’Elpidio) sono le aziende associate alla CNA Provinciale di Fermo che compongono la prima rete di imprese del settore calzaturiero del territorio. Un nuovo modo di fare impresa che avrà il suo fulcro nello showroom in fase si allestimento a Villa Baruchello, a Porto Sant’Elpidio. Lì le imprese trasferiranno le loro attività commerciali, di rappresentanza e relazionali e saranno presenti con un numero importante di campionari, oltre che con un’ampia e diversificata scelta nelle linee stilistiche. Lo showroom sarà il luogo in cui si organizzeranno incoming, b2b e incontri con i buyers del settore, per un progetto che prevede anche la promozione del territorio in cui nasce l’eccellenza calzaturiera. In cantiere anche il sito web della rete di impresa e l’organizzazione della promozione fieristica in Italia e all’estero “Rendiamo concreto – spiega il presidente provinciale Paolo Silenzi, che è anche membro e presidente della stessa rete dei calzaturieri – un importante progetto per la CNA su cui lavoriamo da almeno un anno. Tra i vantaggi, anche fiscali, del contratto di rete c’è il fatto che ogni azienda mantiene l’identità e il knowhow che la contraddistinguono, ma allo stesso tempo agisce insieme alle altre presenti nella rete per avere maggiore autorevolezza, anche nell’interazione con le istituzioni, acquisire un rating più alto nella partecipazione ai bandi pubblici, sviluppare progetti più ambiziosi, intraprendere percorsi più difficili da affrontare da soli, insomma creare quella massa critica in grado di attirare nuovi buyer e agire sui mercati più interessanti. Modart non è un punto di arrivo, ma il punto di partenza di un nuovo modo di fare impresa nel Fermano”.

- Aziende del Distretto calzaturiero del Fermano ricercano le seguenti figure: 1 premontatore a macchina e a mano con molta esperienza conoscenza macchina Cerim, sede di lavoro Porto Sant’Elpidio 1 svetratore e applicatore mastice con molta esperienza in mobilità 223/91, sede di lavoro Montegranaro 1 sfibratore con esperienza in mobilità 223/91 o in 407/90, sede di lavoro Monte Urano 1 addetto monta tacchi e fianchi con molta esperienza calzature donna, sede di lavoro Monte Urano 1 impiegato/a addetta produzione con esperienza e in possesso del diploma di Ragioneria, sede di lavoro Monte San Pietrangeli 1 aggiuntatrice (visionare i pezzi tagliati verificandone la qualità, lettura documentazione tecnica di accompagnamento, scarnitura pelle, preparazione al banco e cucitura tomaia) con molta esperienza per calzature di alta qualità, sede di lavoro Recanati - Azienda meccanica di precisione/stampaggio materie plastiche sede operativa Altidona ricerca: 1 operaio qualificato in grado di lavorare su macchine utensili a controllo numerico (frese e torni) - Agenzia video produzione con sede a Civitanova Marche ricerca: 1 apprendista per riprese televisive con telecamera digitale, montaggio video digitale - Azienda di Agugliano ricerca: 1 tecnico di tintoria con esperienza nel trattamento jeans Info: Centro per l’Impiego, Via Sapri, 65 - Fermo Tel. 0734.232501/232502 / Fax 0734.232524 E-mail: centroimpiego@provincia.fm.it - La società Eventi Animazione cerca: 300 animatori da inserire nel proprio staff per villaggi turistici in Italia e all’estero. Figure ricercate: capo animazione, hostess, addetti all’infanzia, istruttori sportivi (tenni, calcetto, tiro con l’arco), dj/tecnici del

suono, scenografi, fotografi, addetti alla boutique, istruttori acquagym/fitness/balli di gruppo, animatori di contatto/pubbliche relazioni. Requisiti: et�� compresa tra 18 e 30 anni, disponibilità a trasferimenti per lunghi periodi, entusiasmo, educazione, spirito di adattamento, voglia di mettersi in gioco. Richiesta buona conoscenza dell’inglese. Le selezioni si svolgeranno nei primi mesi del 2014. Inviare candidature entro il 21 gennaio 2014 a: startup@eventianimazione.it - Obiettivo Tropici cerca: 400 tra animatori e altri profili attinenti l’animazione turistica per l’estate 2014. Sul sito www.obiettivotropici. it le date e le città dove si svolgeranno le selezioni. Per candidarsi inviare curriculum vitae con foto e lettera di presentazione a: lombardia@obiettivotropici.it - Groupe Laurent ricerca: 4 periti meccanici, sede di lavoro Francia. Inviare curriculum vitae dettagliato delle esperienze di lavoro solo in lingua francese e se possibile allegare referenze entro il 6 gennaio 2014 al seguente indirizzo: paola.marani@ regione.veneto.it. Non saranno prese in considerazione candidature in italiano e senza esperienza. Esperienza richiesta minimo 3 anni nel settore delle riparazioni di veicoli meccanici, in particolare camion e autobus - BPL LTD ricerca: 40 infermiere professionali con o senza esperienza da impiegare presso strutture sanitarie private. Sede di lavoro Irlanda. Requisiti: cittadinanza italiana, conoscenza dell’inglese parlato e scritto, possesso del titolo di studio abilitante all’esercizio della professione di Infermiere ed iscrizione al relativo Collegio professionale, registrazione iniziata o conclusa al NMC (Nurse Midwifery Council - Collegio degli Infermieri Inglese). Inviare curriculum vitae modello Europass, in inglese e italiano, al servizio EURES della propria regione/provincia di residenza/domicilio entro il 6 gennaio 2014


Terra nostra/News 10 gennaio 2014

Liceo “A. Caro”/Le novità del prossimo Anno Scolastico Breve

Una scuola che guarda al futuro Perché scegliere il Liceo “A. Caro” - Liceo Classico - Liceo delle Scienze Umane Liceo Economico-sociale? Perché è una scuola che guarda al futuro, credendo ed investendo nelle tecnologie. Per questo, a partire dal prossimo Anno Scolastico, saranno introdotti il registro elettronico, che consentirà alle famiglie degli studenti di visualizzare in tempo reale le assenze, i voti ed altre informazioni, e le lavagne interattive multimediali (lim). Perché crede nell’importanza delle lingue straniere per il futuro dei giovani e propone la possibilità di studiare, oltre all’inglese, il francese o lo spagnolo al biennio e il tedesco al triennio. Perché vuole preparare i suoi studenti al mondo del lavoro attraverso i progetti di alternanza scuola-lavoro e di impresa formativa simulata. Tra le novità dell’offerta formativa va inoltre ricordato il potenziamento della scienza (per i test universitari) e della matematica. Altra significativa novità, che prenderà il via dal prossimo Anno Scolastico, sarà l’introduzione, nel biennio, dell’opzionale “settimana corta”, senza rientro pomeridiano. Una volta attivata,

il Liceo “A. Caro”- Liceo Classico - Liceo delle Scienze Umane - Liceo Economicosociale sarà l’unica scuola della città di Fermo a proporre agli studenti e alle loro famiglie questa possibilità. Con l’indirizzo Liceo Economico-Sociale, la scuola offre inoltre l’opportunità di scegliere una realtà scolastica presente già da tempo in Europa, i cui punti di forza sono l’articolazione dei contenuti multidisciplinari nell’area economico-sociale: diritto, economia, scienze umane, matematica/ statistica (da sottolineare, in modo particolare, l’introduzione, nel corso di studi, di un’ora in più di matematica rispetto agli altri due indirizzi liceali e lo studio della statistica che offrirà una chiave interpretativa anche culturale della realtà economica e delle sue tendenze) e nell’area linguistica (con lo studio di due lingue straniere). Quello Economico-sociale è un indirizzo che si delinea come ulteriore opportunità di collegamento tra la scuola, il territorio e il mercato, fornendo agli studenti strumenti cognitivi in grado di aiutarli ad orientarsi nel mondo del lavoro, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale.

Fermo/Potrà portare la città all’Expo di Milano del 2015

Approvato il Piano comunale degli Orti Il Consiglio comunale di Fermo ha approvato il Piano comunale degli Orti. Si tratta di un piano organico diviso in tre parti: la prima riguarda le finalità, l’individuazione e le caratteristiche degli orti; la seconda le modalità di richiesta e assegnazione degli orti e la durata delle assegnazioni; la terza i criteri di gestione, le infrazioni e la revoca. E’ previsto un canone annuale di 100 euro che servirà unicamente a coprire le spese a favore dell’orto. Una volta coperte, il canone diminuirà gradualmente, fino ad annullarsi. Per gli orti già avviati a San Tommaso il canone sarà più basso da subito, visto che gli assegnatari hanno già sostenuto direttamente alcune spese di allestimento. Il progetto degli orti può aprire a Fermo le porte dell’Expo 2015 di Milano: “Abbiamo previsto – sostiene l’assessore all’Ambiente Matteo Silenzi – tutte le tipologie di orti, compresi quelli urbani di riconosciuto valore storico-urbanistico. Se sapremo individuare queste aree ed attivare su di esse esperienze di conduzione ortiva che testimonino il rapporto stretto tra parti urbane e terreni agricoli, il nostro progetto potrà essere presentato dall’associazione Italia Nostra come progetto pilota a livello nazionale”.

Il mondo della scuola PATOLOGIA EDUCATIVA È evidente quanto la scuola di oggi sia in enorme difficoltà, tuttavia, mai come ora ci si è tanto preoccupati dell’istruzione e sono state impiegate risorse in essa, nonostante queste ultime sembrino sempre inadeguate ed insufficienti rispetto agli obiettivi educativi. Ci troviamo, insomma, di fronte al “paradosso dell’istruzione”: più investiamo nell’insegnamento, maggiori sono le attese riposte in esso, meno chiediamo ai nostri studenti. Le aspettative nei confronti dei ragazzi si vanno abbassando e mi sembra che vi sia una forte tendenza ad infantilizzarli attraverso una eccessiva psicologizzazione del rapporto educativo ed una ricerca quasi ossessiva delle loro motivazioni. In effetti, il declino dell’autorità degli adulti e della figura insegnante ha prodotto il risultato contrario rispetto a quello cui l’istruzione dovrebbe tendere, ovvero la formazione di persone autonome e critiche, capaci di una propria visione del mondo, protese al conoscere, all’osservare, all’interrogare e all’interrogarsi. Attualmente, quasi ogni aspetto della vita viene scrupolosamente esaminato a quello che impropriamente definisco “miscoscopio psicologistico”: un numero sempre crescente di bambini si definisce “stressato” , “depresso”, “traumatizzato”. E mentre ancora si discute se esista o meno una “fobia scolastica”, basta che un bambino sia minimamente vivace perché venga dichiarato affetto da un disturbo da deficit dell’attenzione. Delusioni quotidiane, quali un rifiuto o anche un insuccesso scolastico, vengono considerate come una minaccia all’autostima e non più come occasione di crescita e rafforzamento della propria personalità. Sempre più si incoraggiano le persone a vedersi prevalentemente come insicure e vulnerabili ed, effettivamente, il risultato è tanto evidente quanto allarmante: bambini, adolescenti ma anche adulti sempre più spesso fragili e privi di punti di riferimento e di quegli esempi di vita e di saggezza che hanno aiutato le generazioni precedenti a percorrere la vita con coraggio, concretezza, senza psicologismi e, dunque, con molte meno fragilità. Letizia Marziali

M.A. Tesol – University Of California Riverside

Civitanova Prezzi ribassati per la vendita di due edifici del Comune Sono stati messi nuovamente all’asta i due edifici che fanno parte dei beni alienabili del Comune, uno in corso Garibaldi 156 e l’altro in zona Piane di Chienti. Poiché la gara indetta per la vendita dell’appartamento di via Garibaldi è andata deserta, è stato stimato un ribasso dei prezzi, in modo da renderli più appetibili e adeguarli a quelli del mercato immobiliare. Pertanto, l’Ufficio Patrimonio dell’U.T.C ha riconsiderato il valore dell’appartamento in corso Garibaldi in 136 mila euro (ribasso del 20% rispetto al precedente prezzo stabilito) e quello dell’ex Scuola Piane di Chienti in 215 mila euro (ribasso del 30% rispetto al precedente prezzo stabilito). L’asta si terrà per mezzo di offerte segrete.

Azienda Informa/IL DOPOSCUOLA A pochi giorni dalle pagelle ripartiamo preparati e determinati Da nove anni “Il Doposcuola” offre professionalità, esperienza, personale qualificato nell’assistenza allo studio di ampie aree didattiche. Ad ogni ragazzo viene proposto un piano personalizzato per acquisire e migliorare il proprio metodo di studio, trovando insieme efficaci strategie di apprendimento per potenziare le capacità cognitive nelle singole materie. Su richiesta si effettuano consulenze private per la valutazione e il trattamento delle difficoltà e disturbi dell’apprendimento, valutazioni aspetti motivazionali, relazionali, psicologici, consulenza genitoriale con la figura professionale del pedagogista clinico. Si offre inoltre aiuto per la preparazione degli esami di maturità, licenza media e realizzazione di tesine. Per gli studenti che devono affrontare i test di ammissione alle facoltà universitarie iniziamo la preparazione dato che per il 2014 saranno orientativamente anticipati alla prossima primavera. Nel mese di Aprile ad esempio si terranno quelli di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura… Nello specifico le aree didattiche curate sono: umanistica (comprensiva di latino e greco), linguistica (inglese, francese, spagnolo), economico-giuridica (diritto, economia aziendale, matematica finanziaria), tecnico scientifica (matematica, fisica, chimica, costruzioni, estimo, topografia, architettura, meccanica, impianti, tecnologia, disegno, sistemi, informatica, elettronica, elettrotecnica). Il Doposcuola è aperto tutti i giorni, anche il sabato! Con possibilità di convenienti abbonamenti mensili a partire da 4,5€/h per studenti delle elementari e medie e 7€/h per studenti delle superiori. Seguiteci anche nella nostra pagina facebook. Info: 328.0373303 o info_ildoposcuola@libero.it.

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Terra nostra/News 10 gennaio 2014

Storie di ordinaria amministrazione La Repubblica delle Banane a cura di Loredana Tomassini

Ve la ricordate quella vecchia freddura? Dunque: c’è un tizio che sta dormendo e viene svegliato da una voce cadenzata che dice: “Non gioco più…, non gioco più…, non gioco più…”. Chi era? Il rubinetto che… perdeva! Ve l’avevo detto che era una freddura. Bene, adesso non si può più raccontare, perché verrebbe vista come un pericoloso attentato allo Stato. Rappresentato, in questo caso, da una senatrice del Nuovo Centrodestra che, per carità di Patria, non nomineremo. La chiameremo solo con l’iniziale C., e diremo solo che condividiamo il detto latino “nomen omen”, ovvero: “un nome, un presagio”. È questo il caso della senatrice in questione che, nel suo patronimico, contiene un presagio che si è incarnato perfettamente nell’ineffabile Emendamento numero 1150 che l’ineffabile medesima ha ineffabilmente concepito, presentato in Senato e che, quel che è più grave, è stato ineffabilmente approvato anche con i voti dell’ineffabile PD. Che dice l’emendamento? Per farla corta e poco politikburokratese, ve lo dico in parole povere: guai a quelle Regioni, ovvero Enti locali, cui saltasse il ticchio di giudicare il gioco d’azzardo legalizzato (quello su cui ingrassa lo Stato biscazziere) un pericolo per le tasche di chi ci casca e la loro sanità mentale e fisica, nonché la causa della rovina di innumerevoli famiglie, del proliferare dei suicidi, dell’usura, della micro e macro criminalità. Anatema a quelle Amministrazioni che lanciano l’allarme circa il numero sempre maggiore di giovani che cadono nel gorgo infernale del gioco, o addirittura mettano in atto politiche di dissuasione o, non sia mai, ostacolino il proliferare dei luoghi deputati ai salassi di Stato: tutte cose che verrebbero giudicate come atti di sabotaggio ai danni dell’Erario e dunque passibili di feroci sanzioni. Quali? Ineffabili, anche queste: chi si dovesse macchiare di tali

colpe e provocasse a Babbo Stato minori entrate, verrà castigato da Babbo medesimo (e qui necesse est citare testualmente, sennò non ci credete): “…con riduzioni degli ordinari trasferimenti statali, a favore delle Regioni ovvero degli Enti locali che hanno deliberato tali interventi, in misura corrispondente all’entità delle predette minori entrate. Le riduzioni cessano a decorrere dal momento nel quale tali interventi legislativi e regolamentari sono abrogati o revocati…”. Capito il ricatto? O stai al gioco (d’azzardo, ovvero, non solo non lo ostacoli, ma addirittura lo incoraggi) o ti tagliamo i fondi! E quel cretino del Comune di Porto S. Elpidio s’è fatto beccare in flagranza di “reato”! Ma che cavolo gli è saltato in mente di indire, sabato 21 dicembre, un Consiglio Comunale che prevedeva al primo punto all’Ordine del Giorno l’adesione al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il Gioco d’azzardo”?! Non solo: hanno invitato ad assistervi perfino alcune classi dell’Istituto Statale di Istruzione Tecnica Professionale “Luigi Einaudi”, con tanto di predicozzo iniziale sulla tematica delle dipendenze da gioco per sensibilizzare le giovani generazioni sui pericoli del gioco d’azzardo! E a volere questa iniziativa è stato addirittura quell’incosciente del sindaco Nazareno Franchellucci! Inutile, uno il senso dello Stato ce l’ha o non ce l’ha: ma come, non lo sanno questi saputoni di sindaci (che, oltretutto, non hanno alcun potere regolativo, ispettivo e autorizzativo in materia) che quella del Gioco d’azzardo è la terza industria italiana, con 100 miliardi di fatturato, il 4% del PIL nazionale, 8 miliardi di tasse, il 12% della spesa delle famiglie italiane, il 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, il 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate, 15 milioni di giocatori abituali? Vabbè, 3 milioni di questi sono già a rischio patologico; vabbè, circa 800.000 sono già giocatori patologici; vabbè, servono 5-6 miliardi l’anno per curare i dipendenti dal

gioco patologico… Ecchissenefrega non lo vogliamo dire?, dice la senatrice Chiaveccetera. Per fortuna, qualche voce di dissenso c’è stata: i 5 Stelle hanno dato allo Stato del “cravattaro”. Renzi, invece, l’ha definita “una porcata”. A me, mutuando il patronimico dell’ineffabile senatrice, pare più una “chiavarolata”. E tu, rubinetto resipiscente della freddura di cui sopra, non ti illudere: dovrai continuare a giocare e… a perdere. Sennò ti chiudiamo il contatore.

Brevi Porto Sant’Elpidio

Cittadinanza onoraria per i figli degli immigrati Il Comune di Porto Sant’Elpidio ha aderito alla campagna per conferire la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati nati in Italia e residenti nella città. Il Consiglio comunale ha infatti approvato la richiesta presentata dal consigliere del PD Luca Piermartiri che, nel suo intervento, ha ricordato come, a novembre 2013, a Porto Sant’Elpidio abitassero 556 minori di seconda generazione. La campagna “Io come tu. Mai nemici per la pelle” è promossa dalla Presidenza dell’Unicef Italia e dall’Anci. Prima del conferimento della cittadinanza onoraria saranno valutati i requisiti di regolarità, la situazione familiare e il livello di integrazione dei minori.

Fermo

È morto Don Emilio Tassi Cordoglio nel Fermano per la scomparsa di Don Emilio Tassi, 81 anni, archivista arcivescovile di Fermo e grande studioso, morto lo scorso 30 dicembre. “Vorrei ricordarlo per l’impegno profuso nella tutela e la valorizzazione del grande patrimonio culturale, non solo di Fermo, ma dell’intera Regione, afferma il sindaco di Fermo Nella Brambatti.


Terra nostra/News 10 gennaio 2014

Fermo/Prende il posto di Emilia Zarrilli

Angela Pagliuca è il nuovo prefetto Serietà, fiducia nelle istituzioni e nell’associazionismo privato, dialogo interistituzionale. E come bussola la Costituzione. Sono le parole d’ordine con cui Angela Pagliuca inizia il suo mandato. 61 anni, nata a Napoli ma di origini lucane (il nonno fece parte della Costituente e fu deputato nelle prime due legislature della Repubblica italiana), il nuovo prefetto di Fermo, da fine dicembre, ha preso il posto di Emilia Zarrilli, trasferita a Frosinone. Laurea in Giurisprudenza, abilitazione all’esercizio della professione di procuratore legale, dal 1981 Angela Pagliuca ha lavorato presso il Ministero dell’Interno e, successivamente, negli uffici legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 2010 è stata nominata prefetto e, lo stesso anno, commissario straordinario del Comune di Cassino. Nel 2013 è diventata vice commissario della Regione Friuli Venezia Giulia. “Darò priorità all’ordine e alla sicurezza pubblica”, ha spiegato il prefetto durante un incontro con la stampa. “Ho già incontrato il presidente della Provincia, il sindaco di Fermo e l’arcivescovo. Nei prossimi giorni vedrò i sindaci dei Comuni più grandi, con l’intenzione, pian piano, di incontrarli tutti. Sono infatti convinta che un vero legame con questo territorio, che per me è del tutto nuovo, potrà stringersi solo attraverso un contatto diretto con le sue varie realtà. In questo modo potrò rendermi meglio conto delle caratteristiche del Fermano, delle sue esigenze e criticità e del metodo di lavoro più adatto per ottenere i migliori risultati”. (f.p.)

Segnalazione letteraria di Sergio Soldani RACCONTI QUOTIDIANI (Andrea Camilleri - Oscar Mondadori) Il libro del famoso ed eclettico scrittore Andrea Camilleri, “Racconti quotidiani”, è certamente, per il genere di letteratura che egli solitamente offre, molto atipico giacché presenta una serie di articoli opinionistici che lui, con la sua principesca e iperattiva fantasia, una volta raccolti nel loro insieme, trasforma in un avvincente elaborato di magnifica godibilità. Infatti Camilleri, in questa prova in prosa, si sbizzarrisce nei più vari argomenti e trasporta chi lo legge verso vere e proprie vicende che aspettano una soluzione, proprio come nei suoi mirabili polizieschi che hanno fatto la storia degli ultimi venticinque anni della narrativa italiana. Soltanto che, in tale occasione, parla di babbo Natale, dell’eccesso di caldo, della strage del bandito Giuliano, di un antenato contrabbandiere e di molti altri temi che non trovano mai intasamento linguistico, bensì gusto della scioltezza nel narrare, suscitando una cocente curiosità. E’ quantomeno chiarissimo che l’intelligenza superiore di Andrea Camilleri attragga per profondità di contenuti, amore per i dettagli e serpeggiante, quanto stimolante, ironia. Nel puro stile del suo linguaggio aggiunge un particolare: l’intromissione di parecchi termini gergali e del dialetto siciliano che si alternano con spettacolarità all’italiano corretto, tanto da dare maggiore forza e prorompente simpatia ai susseguenti periodi di ogni racconto del libro. “Racconti quotidiani” è un volume, a conti fatti, rilassante ma mai superficiale, ricco di quel descrivere gli eventi tipico soltanto dei fuoriclasse della scrittura, di una scrittura che potremmo definire anche pedagogica, considerando che nasce, per poi rimanere, nel campo dell’opinionismo, ma sicuramente costruisce numerose affabulazioni che non soltanto affascinano, ma edificano equilibri linguistici e semantici, positivi e altamente artistici.

Breve

Breve

Marche Con Pappa Fish il pesce fresco locale entra nelle mense delle scuole

Porto Sant’Elpidio Attivo il servizio FAQ del Settore Urbanistica

“Pappa Fish. Mangia bene, cresci sano come un pesce” è la campagna educativa alimentare promossa dalla Regione Marche per introdurre il pesce fresco locale nelle mense scolastiche del territorio regionale. L’iniziativa ha l’obiettivo di abituare i bambini al consumo di pesce, portandoli a scoprire non solo che è buono e fa bene, ma che è anche divertente. Inoltre vuole educare le nuove generazioni al consumo consapevole, al rispetto dell’ambiente e al senso di appartenenza culturale. Il progetto è partito lo scorso autunno in fase sperimentale in 22 comuni, coinvolgendo 120 scuole per un totale di oltre 10 mila alunni. Nel Fermano per ora hanno aderito le scuole dell’Infanzia “Il Bruco” di Campofilone e “Viale della Repubblica” di Pedaso.

Nel sito del Comune di Porto Sant’Elpidio (www.elpinet.it), il Settore Urbanistica ha attivato un servizio FAQ in cui ogni cittadino potrà scrivere agli uffici competenti per avere risposte in merito a questioni e problematiche. Inoltre, all’interno della sezione dedicata, sarà possibile anche consultare l’elenco delle domande più frequenti e le relative risposte. In questo modo i cittadini potranno risolvere molte questioni senza recarsi in Comune. “Si tratta – spiega l’assessore all’Urbanistica Annalinda Pasquali – di un servizio utile che ha l’obiettivo di rendere più facile la vita ai cittadini evitando loro lunghe file e perdite di tempo. Inviando una semplice mail, infatti, gli elpidiensi potranno richiedere informazioni utili quasi in tempo reale”.

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Cultura/News

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10 gennaio 2014

Servigliano/Iniziative della Casa della Memoria per il 27 gennaio e per il 10 febbraio

La lezione che viene dal nostro passato di Andrea Braconi

Dallo scorso ottobre Paolo Giunta La Spada è il nuovo Presidente dell’associazione Casa della Memoria di Servigliano. Studioso di storia contemporanea e di linguistica italiana, ha insegnato in scuole superiori del nostro Paese ed in università di tutto il mondo. Dopo 25 anni – e tantissimi viaggi alle spalle – ha scelto di vivere tra Servigliano e Santa Vittoria in Matenano, proseguendo la sua attività di docente a Fermo. A questo si aggiunge il suo importante ruolo all’interno di un’associazione che, negli anni, ha saputo mantenere viva l’attenzione sulla memoria storica del territorio, a partire dal campo di Servigliano. Un’azione costante e concreta, che ha visto materializzarsi anche un grande sogno: l’aula didattica multimediale dedicata alla Shoah, al razzismo e alla resistenza civile, una struttura voluta e realizzata insieme alla Provincia di Fermo, al Comune, all’Istituto Storico di Fermo e che, in meno di un anno, è stata visitata da migliaia di persone, in prevalenza studenti ed insegnanti. “E nei prossimi anni – spiega il professore – sarà ancora di più visitata. L’Aula didattica multimediale di Servigliano, infatti, è il prodotto di una collaborazione virtuosa: l’associazione Casa della Memoria produce ricerche, studi, video ed iniziative di grande spessore culturale; al contempo, le istituzioni, con il loro patrocinio, assolvono al loro ruolo di servizio pubblico nel campo della cultura, della formazione civile e della promozione del territorio”. Considerato anche il suo ruolo di docente, come giudica l’approccio delle nuove genera-

zioni a dinamiche che hanno caratterizzato la storia del ‘900, a partire proprio da quella resistenza civile che, anche nel Fermano, ha saputo scrivere pagine di straordinaria intensità? “Il Novecento è stato, purtroppo, un’epoca di ideologie razziste e di dittature che hanno condotto a tragedie senza fine. Ed il rischio che il mondo globale si riavvii verso la guerra non è del tutto scongiurato. La crisi economica, inoltre, produce degrado del tessuto civile anche nella nostra società. Abbiamo il dovere di recuperare la memoria storica e ricordare ai nostri giovani l’esempio di tutti coloro che non si sono piegati alla barbarie del nazifascismo e di qualsivoglia sistema oppressivo. Dal 7 all’11 maggio 2014 Servigliano riceverà la visita di decine e decine di figli di internati all’ex-campo di prigionia. Insieme percorreremo i Freedom Trails, i sentieri che i prigionieri fecero per riconquistare la libertà e sfuggire ai nazifascisti”. Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria. Quale significato assume oggi questa data in un Paese ed in un Continente in cui continuano ad alimentarsi realtà marcatamente xenofobe ed intolleranti? “Si deve riportare l’attenzione sui fatti: milioni e milioni di persone barbaramente assassinate in nome dell’ideologia nazifascista, un’ideologia criminale, violenta, distruttiva della stessa dignità umana. Non dobbiamo mai dimenticarlo. Ho il piacere di anticipare che mercoledì 22 gennaio, alle ore 10.45, nella Sala Teatro del Comune di Servigliano, la Casa della Memoria presenterà un memorabile incontro con Andrea Bartali, il figlio del grande campione Gino Bartali. Parleremo del tema dei “Giusti tra le Nazioni” e dell’opera

del grande campione del ciclismo italiano insignito del titolo da Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme, per l’opera svolta a beneficio degli ebrei perseguitati dal nazifascismo. Bartali fece in tutta la sua straordinaria vita più di un milione e duecentomila chilometri in sella ad una bicicletta. Una certa quantità li fece per portare, nascosti nella canna della bicicletta, documenti e carte che servirono a salvare centinaia e centinaia di ebrei durante la seconda guerra mondiale. Era l’epoca in cui i nazisti tedeschi sterminarono 6 milioni di ebrei. In Italia li aiutarono nell’infame opera di arresto, rastrellamento e deportazione, i fascisti italiani. Inoltre, proprio lunedì 27 gennaio, alle ore 21 sempre nella Sala del Teatro Comunale di Servigliano, presenteremo uno straordinario concerto con il duo formato da Luca Marziali (violino) e Fausto Bongelli (pianoforte). Marziali suonerà il violino che per decenni fu di Annio Giostra, ex-deportato che grazie a quello strumento ebbe salva la vita. Sarà presente anche Igor Giostra, Presidente dell’Orchestra da Camera delle Marche.

Altre iniziative le svilupperemo con l’ISML di Fermo, la Provincia di Fermo, il Comune di Servigliano e la Regione Marche.” Anche per il Giorno del Ricordo, che cade il 10 febbraio, la Casa della Memoria si è sempre impegnata, organizzando iniziative di alto profilo. “E anche quest’anno la Casa della Memoria organizzerà un evento, lunedì 10 febbraio alle ore 10, quando nella nostra Aula Didattica Multimediale incontreremo il prof. Giorgio Marsan dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la prof.ssa Giovanna Martinuzzi, ex-profuga. E’ fondamentale ricordare le violenze subite dal 1943 al 1947 dagli italiani d’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia, che furono assassinati dai partigiani yugoslavi: infoibati, deportati, privati di tutti i loro beni e strappati alle radici culturali e affettive connesse al territorio dove avevano vissuto per secoli e che furono costretti ad abbandonare. Spero che queste iniziative si moltiplichino, affinché dalla conoscenza del nostro passato si traggano lezioni utili a costruire un presente e un futuro di pace e grande civiltà”.

Breve Porto San Giorgio Esce il libro di racconti di Sergio Soldani Con “Scoordinamento” (Racconti - Edizioni Tracce) Sergio Soldani torna alla narrativa. Il libro, disponibile nelle librerie del Fermano e nei negozi Feltrinelli e Rizzoli dei capoluoghi di provincia d’Italia, è composto da quindici racconti nei quali sono descritti spaccati della società attuale, legati al paradosso e all’ironia. In essi i personaggi principali subiscono gli effetti della crisi morale ed economica che attanaglia il Paese da diversi decenni. Il libro, nel quale sono presenti significativi riferimenti alla letteratura russa e tedesca di tipo brillante, sarà presentato venerdì 17 gennaio a Porto Sant’Elpidio, nella biblioteca di Villa Murri.

P.S.Elpidio/Mostra di Stajano per la Giornata della Memoria

Un “viaggio” per non dimenticare Ritorna per la Giornata della Memoria un artista che ha già espresso il suo impegno civile nella mostra “Contro”: contro la guerra, i muri, lo sterminio degli Ebrei. Ciro Stajano partecipa, questa volta, con pittura e fotografia, all’installazione come di un presidio della conoscenza senza la quale non ci può essere emozione, neanche di fronte alle orribili evidenze della Shoah. Mette in mostra la valigia degli anni Trenta che ha accompagnato una profuga zaratina fino al nostro Monte San Martino. Un altro esodo forzato, una deportazione volontaria, senza i simboli della persecuzione nazista, sempre e comunque all’insegna dell’odio. Nell’ampia letteratura testimoniale che si diffonde nel segno di Auschwitz e di tutti gli altri konzentration lager istituiti con ferocia dal nazismo, Stajano ha trovato la sua ispirazione nella Lettera alla madre di Edith Bruck, ebrea ungherese, approdata in Italia e all’italiano, scelto come lingua della scrittura. In un omaggio collettivo di artisti affermati e semplici studenti a questa donna, la cui storia si somma alle altre di quanti si sono salvati ed oggi si dedicano alla testimonianza dell’Olocausto. Ecco come tra le opere riappaiono le “vestigia” di quella drammatica esperienza, la stella di David, la camicia con il numero che i sopravvissuti recano ancora al braccio; l’urlo metallico dell’oppressore, dalle torrette di sorveglianza con intorno il filo spinato; la scritta sui muri dell’oppresso che vorrebbe essere liberato, mentre lo aspetta, orribile esito di un’efferata regia, “la morte nazista che cavalca il mondo”, una proiezione apocalittica si abbatte su milioni di vittime. Che già al momento di salire sui carri bestiame verso i campi di sterminio hanno perso tutto. La condizione umana ridotta letteralmente in cenere. Si possono leggere nella vita di alcuni sopravvissuti, nelle immagini “girate” dagli stessi persecutori prima, dai liberatori poi, la fame, il freddo, la fatica, l’irreale “destinazione” che ha travolto tutti i deportati. Resta incredulo il viaggiatore, pure consapevole, che Birkenau di così trista fama la rappresenta in una delle sue “Tempeste” e a Berlino va a fotografare il monumento dedicato all’Olocausto. Come camminare in un labirinto e in silenzio meditare sulla Catastrofe. Per tutte le storie sottese a questi momenti neri, l’artista ci offre un’immagine della ferita che il tempo non riesce a rimarginare e dei brandelli che rimandano a intere schiere di condannati all’inferno...gli inermi che si scostano al passaggio delle divise. “La storia fosse scritta dalle vittime - scrive Alfonso Gatto, poeta - altro sarebbe... altro il pittore vorrebbe vedere anche nella ritrovata terra promessa degli Ebrei, con i ragazzi palestinesi inermi davanti ai soldati”. (Giocondo Rongoni) La mostra “Il mio viaggio per non dimenticare” sarà inaugurata domenica 26 gennaio alle ore 17 e resterà visitabile fino al 2 febbraio (tutti i giorni dalle 17 alle 19.30) presso le Sale comunali della Torre dell’Orologio di Porto Sant’Elpidio.

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Cartellone/News 10 gennaio 2014

Teatro Porto Sant’Elpidio

Una stagione di qualità per riflettere, sognare e divertirsi Otto i titoli, due dei quali gustose “anteprime di stagione”, per la stagione di prosa del Teatro delle Api realizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Porto Sant’Elpidio con la consulenza artistica di Neri Marcorè, insieme alla Fondazione Progetto Città & Cultura e all’AMAT con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Marche. Il cartellone della prosa è stato anticipato da due “anteprime” fuori abbonamento: lo scorso 27 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è andato in scena “Ferite a morte” scritto e diretto da Serena Dandini con la collaborazione ai testi di Maura Misiti, con protagoniste Lella Costa, Orsetta de’ Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio. Venerdì 13 dicembre l’appuntamento è stato con l’anteprima nazionale del “La Guardiana. Concerto di poesia in sette movimenti (sei e un prologo)”, spettacolo che ha realizzato l’unione di quattro forme espressive: scultura, musica, elettronica e poesia. La stagione entra nel vivo martedì 14 gennaio con “Parole incatenate” thriller del drammaturgo spagnolo Jordi Galceran interpretato da Claudia Pandolfi e Francesco Montanari (foto) con la regia Luciano Melchionna. In un cinema

abbandonato, una giovane donna è prigioniera di un serial killer che la costringe ad un inquietante gioco di parole da ‘incatenare’ tra loro. Nel susseguirsi di colpi di scena, Parole incatenate è un duello in cui verità, finzione, desideri e bugie raccontano il nostro lato oscuro. A seguire, il 28 gennaio, Giuseppe Battiston porta in scena “L’invenzione della solitudine” dal romanzo autobiografico di Paul Auster, con la regia di Giorgio Gallione. In un mosaico di immagini, coincidenze e associazioni, il destino costringe l’autore a pensare alla sua esistenza, a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e figlio e su come, in fondo, il caso ci governi. Virano decisamente verso la comicità gli appuntamenti successivi. Venerdì 7 febbraio è la volta di Ale & Franz che propongono “Lavori in corso”, il nuovissimo spettacolo per la regia di Alberto Ferrari con nuovi personaggi oltre a quelli storici che hanno reso celebre il duo, il cui canovaccio è stato steso con Antonio De Santis. Giovedì 27 febbraio è di scena un’altra coppia celebre, Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi in “Due di noi” con la regia di Leo Muscato. Opera ‘prima’ di Michael Frayn, ad oltre quarant’anni dal debutto, la commedia mantiene tutta la sua freschezza: tre atti unici per altrettante emblematiche situazioni matrimoniali in uno spettro che tocca con talento il comico, il surreale e il

paradossale. Venerdì 7 marzo è la volta di “Lo Sfascio”, un’esilarante commedia di Gianni Clementi interpretata da Nicolas Vaporidis, Augusto Fornari, Alessio Di Clemente, Riccardo De Filippis, Jennifer Mischiati Sullo sfondo della Roma degli anni Settanta Lo sfascio offre lo spaccato di un gruppo di ‘impresentabili’, antieroi quasi pasoliniani che, fra malavita e linguaggio da bulli di borgata si affannano nell’illusoria ricerca di un’improbabile emancipazione sociale. Con SketchWork, che chiude la rassegna martedì 8 aprile, Lillo & Greg mettono in scena una serie di gag all’insegna della comicità surreale. Filo conduttore sono le situazioni assurde in cui si trovano i diversi personaggi: difficile capire dove finisce la finzione e subentra la realtà. Tra gli spettacoli fuori abbonamenti ricordiamo, domenica 19 gennaio, “LDM – Labirinti del male” con Luciano Garofano e Giorgia Ferrero, sabato 22 febbraio “The storm – Celtic high Energy”, la seconda edizione del Celtic Festival Snow, e poi il 20 marzo “Risate sotto le bombe”, sabato 12 aprile “Ragionar cantando canzoni e canzonette”, una produzione di Musicultura, per finire martedì 29 aprile con “Vento Bravo”, portato in scena dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, Barbara Casini, Enrico Rava, direttore P. Silvestri, musiche di

Edu Lobo. Ma il Teatro delle Api è anche spazio per i più piccoli con la rassegna di teatro ragazzi: prossimi appuntamenti il 18 gennaio con “Coffee Scioc”, il 1° febbraio con “Il mastino di Baskerville”, il 9 febbraio con “Cenerentola” e il 16 marzo con “Hansel e Gretel”. E poi nuovi talenti alla ribalta con una rassegna a loro dedicata: spettacoli l’8 marzo “La cicogna si diverte” del Gruppo dell’Arco Fermano, il 23 marzo “Prove d’attore all’italiana” con Maria Teresa Ferroni, Francesco Facciolli, Oscar Genovese, Luca Mezzabotta”, sabato 29 marzo “The Pink Floyd Sound Tribute” e domenica 13 aprile “Rumors” di Neil Simon portato in scena dalla Compagnia dei Sognattori. www.teatrodelleapi.it

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Cartellone/News 10 gennaio 2014

Teatro Altidona, Campofilone, Pedaso

Nella Valdaso una “stagione tr3atrale” condivisa per una proposta culturale unica Quando si condivide un territorio non c’è motivo per non estendere la condivisione anche alla cultura. Purché ci sia anche condivisione d’intenti. E’ quello che è avvenuto quest’anno in Valdaso. Il Teatro ha messo tutti d’accordo e ha unito tre piccoli comuni facendosi regista di una rassegna tripartita e di qualità. Le Amministrazioni di Altidona, Campofilone, Pedaso e lr rispettive Pro Loco hanno lavorato insieme affinché il territorio diventasse un punto d’incontro e di coesione, all’interno del quale conferissero le singole forze per garantire ai cittadini un’offerta culturale che sia almeno confrontabile con le altre realtà del Fermano. La scelta condivisa di quest’anno darà vita ad un programma di sei spettacoli, due per ciascun Comune, dal costo di sei euro per il singolo ingresso e di venticinque euro per l’abbonamento a tutti gli spettacoli. Esordio in grande stile, sabato 11 gennaio alle 21.15 al Teatro Valdaso, con lo spettacolo (fuori abbonamento) del poliedrico Enzo Iacchetti che si esibirà, con la sua Witz Orchestra, in una estemporanea opera cabarettistica dal titolo “Gran Cabaret”. La rassegna proseguirà al Teatro Comunale di Altidona, domenica 19 gennaio alle 17.15, con il “Storie di cinema e sogni nel cassetto” dell’impareggiabile Maestro Vince Tempera. Domenica 9 febbraio alle 17.15 cambio di scena: tutti al Teatro di Campofilone con la longeva Compagnia dell’Arco Fermano in “La cicogna si diverte” del drammaturgo André Roussin.

Commedia brillante in tre atti ambientata in una famiglia dell’alta borghesia, nella Parigi degli anni Cinquanta, travolta da una serie di gravidanze più o meno desiderate. Domenica 23 febbraio alle 17.15 la kermesse si sposterà al teatro di Altidona con la Compagnia Agorà ne “La locandiera”, celebre opera di Carlo Goldoni. Domenica 16 marzo alle 17.15 di nuovo a Pedaso con Marta Cuscunà in “È bello vivere liberi”, un progetto di teatro civile per un’attrice, cinque burattini e un pupazzo, spettacolo con il quale la Cuscunà ha vinto il premio nazionale Scenario per Ustica nel 2009. Domenica 30 marzo si va a Campofilone con Debora Mancini, Daniele Longo e Cristina Lanotte in “Visibili città invisibili”, omaggio all’omonimo libro di Italo Calvino ispirato ai viaggi di Marco Polo, a suggestioni, simbolili e immaginari altri. La stagione finirà in bellezza a Pedaso, domenica 13 aprile alle 17.15, con la Compagnia Maison de Poupeé in “Lavoricidi”, tratto dal libro edito da Comunication Project, su giovani che si destreggiano fra mille difficoltà nell’odierno dedalo della ricerca del lavoro. A margine della rassegna condivisa e per certi versi itinerante vi saranno tre eventi collaterali a ingresso libero che si intrecceranno agli spettacoli. Inizieranno sabato 1 febbraio al teatro di Campofilone alle 21.15 con una proiezione tra cinema e musica, inerente al tema dello spettacolo “Vince Tempera Anima

Palmitante” organizzato dal Circolo del Cinema Metropolis. E ancora, sabato 15 febbraio alle 18 presso Galleria Marcantoni di Pedaso inaugurazione della mostra “La città contemporanea” che ruoterà attorno

al tema calviniano “Città invisibili”. Invece, domenica 23 marzo alle 17.30 presso la Pasticceria Millevoglie di Altidona vi sarà la presentazione del libro “Lavoricidi”. Serena Murri

Enzo Iacchetti e la Witz Orchestra al Teatro Valdaso

L’“Enzino” nazionale, intervistato dal Corriere News di ritorno dalla tournée con “Il vizietto” al Teatro Alfieri di Torino e prima di inaugurare una nuova stagione negli studi di Striscia la Notizia, non solo conosce la nostra zona ma qui è proprio di casa. “Sono venuto a Grottammare la prima volta nel ‘92 – spiega Enzo Iacchetti – e ho continuato a venire qui in vacanza. Mi piaceva questo pezzo d’Italia, dove non c’era la confusione della costa romagnola, i colori erano diversi, c’era più tranquillità, c’era la montagna, la buona tavola, i paesi medievali e ho cominciato a pensare che sarebbe stato bello avere una casetta in cui soggiornare durante l’estate. Quattro anni fa ho avuto l’occasione di acquistarla. Così quando verrò a Pedaso – scherza – andrò a dormire a casa mia e vi farò risparmiare i soldi dell’albergo”. La pièce che porterà in scena l’11 gennaio si intitola “Gran Cabaret”. “Si tratta di uno spettacolo in cui si inventa tutto - dice Iacchetti - dal primo minuto fino all’ultimo. Il classico spettacolo di cabaret con molte improvvisazioni durante le quali recito, canto, scherzo con la

gente. Insomma, poi dipende un po’ da cosa succede...”. Nel senso che dipende da come è ispirato? “Ma no, più che altro da come è ispirato il pubblico!”. Iacchetti ci tiene infatti a precisare che ai fini dell’efficacia dell’esibizione, molto dipende dall’empatia che si stabilisce con il pubblico. Quando è iniziato il sodalizio comico-musicale con la Witz Orchestra? “Grazie al cielo ho quest’orchestrina di tre elementi che mi conosce a memoria, lavoriamo insieme da ventisette anni. C’è molto affiatamento e ci divertiamo perché a volte improvvisiamo proprio sul momento delle cose che mai avremmo pensato di fare”. Cosa si sente di dire alle amministrazioni che, come nel caso di Pedaso, Campofilone e Altidona, lavorano per garantire un’offerta culturale di qualità? “Sono esempi da seguire. Nell’hinterland milanese, dove non c’è neanche un teatro, i ragazzi hanno pochi stimoli positivi e magari finiscono con lo spacciare la droga... Quindi io dico: continuate ad alimentare questo vostro impegno verso la cultura”. (s.m.)


Si rinnova a Montelparo il tradizionale appuntamento con la Sagra del Baccalà. Stand aperti presso la Palestra di Viale Marconi dal 17 al 19 gennaio (necessaria la prenotazione delle portate, tel. Comune 0734.780141)

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Teatro

Musica

Fermo

Monte Urano

Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti si confrontano sul palco Il Teatro dell’Aquila di Fermo ospiterà mercoledì 22 gennaio due prime donne del teatro italiano, Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti, alle prese con un testo di Cristina Comencini “La scena”. Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una di loro deve recitare l’indomani. I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia, attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell’anima; per Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita. Due femminilità opposte: Lucia ha rinunciato alla passione e, piuttosto che un uomo, si accontenta di amare i personaggi (più interessanti) che incontra sul palcoscenico. Maria invece non può stare senza un uomo e senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Tel. 0734.284295

Fermo

Dario Fo “In Fuga dal Senato” Dario Fo torna a teatro con una presentazione-spettacolo dedicata al libro “In fuga dal Senato” (Chiarelettere, Milano 2013) il prezioso lascito in cui Franca Rame ripercorre l’amara esperienza vissuta in Parlamento tra il 2006 e il 2008, un viaggio della durata di 19 mesi nel luogo che l’attrice definisce “il frigorifero dei sentimenti”, narrato senza mediazioni e con la sensibilità teatrale e comica di chi è stata da sempre sulla scena; un racconto drammatico e al contempo grottesco legato a doppio filo all’impegno civile e politico durato per decenni e mai terminato, nemmeno dopo le sofferte dimissioni. Il 25 gennaio alle ore 21 Dario Fo sarà sul palcoscenico del Teatro dell’Aquila per raccontare l’esperienza oggi più che mai attuale della sua compagna di vita; una testimonianza dai risvolti comici ricca di nomi, storie e circostanze e portata in scena dal premio Nobel con tre giovani attori: Maria Chiara Di Marco, Roberta De Stefano e Jacopo Zerbo. L’ingresso allo spettacolo prevede un biglietto di 12 euro. Ai presenti verrà distribuito un coupon per l’acquisto del volume a prezzo ridotto nel foyer del teatro. Prima dello spettacolo, nel corso della mattinata del 25 gennaio, Dario Fo incontrerà gli studenti del Liceo Artistico di Fermo. Tel. 0734.284295

Montegiorgio

Nancy Brilli è “La locandiera” Un classico del teatro, La locandiera di Carlo Goldoni, segna il ritorno in palcoscenico della popolare attrice Nancy Brilli che, dopo anni in cui ha scelto di non viaggiare per stare vicina a suo figlio, ora riparte in tournée per impersonare Mirandolina, cavallo di battaglia di molte attrici. Il celebre personaggio, anticonvenzionale per l’epoca settecentesca in cui è stato ideato, è una donna che, alla morte del padre, decide di gestire personalmente, con l’aiuto del cameriere Fabrizio, una locanda, tenendo a bada, tra i clienti, alcuni nobili corteggiatori, il Marchese di Forlipopoli, il Conte di Albafiorita e il Cavaliere di Ripafratta. La locandiera civetta con i suoi spasimanti, accetta i loro doni, giocando con le loro gelosie e facendo innamorare persino il Cavaliere, inizialmente indifferente al fascino femminile, ma poi, anche se lusingata dai suoi successi, decide di sposare Fabrizio che appartiene alla sua stessa classe sociale, attenendosi alla volontà paterna, come era nelle abitudini dell’epoca. Lo spettacolo fa tappa al Teatro Alaleona di Montegiorgio mercoledì 29 gennaio. Tel. 0734.952067 - 961441 - www.teatroalaleona.it

Civitanova Marche

L’Orchestra di Piazza Vittorio con Ginevra Di Marco Spettacolo oramai rodato, quello che andrà in scena giovedì 16 gennaio alle ore 21,15 al Cineteatro Arlecchino di Monte Urano e che vedrà l’unione tra la cantante Ginevra Di Marco (l’incredibile e inconfondibile voce femminile dei CSI e PGR ) e la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, formata da musicisti provenienti da undici paesi, tre continenti, e che parlano otto lingue diverse. L’Orchestra di Piazza Vittorio, crogiuolo di culture, riesce così a creare una fusione di stili, suoni, voci, e melodie a cui si aggiunge la vocalità struggente di Ginevra Di Marco, producendo un risultato unico. Brani della tradizione popolare italiana e canti tipici dei paesi di origine dei vari componenti dell’orchestra vengono arrangiati e rivisitati in chiave rock, jazz, reggae, dance creando ritmi particolari e travolgenti. Tel. 0734.902107 – 0734.848723 – 338.4321643 - www.tam.it

Fermo

Un nuovo incontro tra Fresu e Di Bonaventura Una serata speciale ci aspetta al Teatro dell’Aquila di Fermo lunedì 27 gennaio alle ore 21,15, articolata in due momenti di grande intensità, dove Daniele Di Bonaventura si esibirà come bandoneonista nel duo con Paolo Fresu alla tromba e poi come pianista nel trio composto da Yuri Goloubev al contrabbasso e UT Gandhi alla batteria. Assistere al concerto di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura sarà “come stare dentro un film”. E lo sarà veramente perché durante la serata verranno girate alcune scene del film “Figure musicali in fuga” che li vede protagonisti. Il film, per la regia di Fabrizio Ferraro è il racconto dell’avventura musicale di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura e del loro viaggio verso Lugano, dove si incontrano con Manfred Eicher, “boss” della Ecm, una delle più importanti etichette del panorama discografico europeo, per registrare un nuovo album. Il film, prodotto dalla Run to me sarà girato tra le Marche, a Fermo, città dove Di Bonaventura vive e lavora, Parigi, dove Fresu vive gran parte dell’anno, e Lugano, il luogo dove avverrà l’incontro con Eicher, negli studi di registrazione della radio Televisione Svizzera Italiana. Nella formazione in trio, Di Bonaventura sarà alle prese con il pianoforte per presentare il nuovo lavoro Nadir (per l’etichetta TUK il cui direttore è Paolo Fresu), in cui, spiega lo stesso artista, le composizioni ivi contenute rappresentano “le fondamenta di tutta la poetica musicale che poi ho trasposto al bandoneon”. A rendere ancor più speciale la serata è la destinazione dell’incasso in beneficenza. Tel. 0734.284295 www.tam.it

Porto San Giorgio e Montegranaro

Magiche atmosfere con il Trio Latitude 41 il Trio Latitude 41 composto da Luigi Piovano, primo violoncello dell’Accademia di Santa Cecilia, e da due musiciste americane di altissimo livello: Livia Sohn (violino) e Bernardene Blaha (pianoforte), è in tour nel Fermano. Sabato 1 febbraio alle ore 21,15, è prevista l’esibizione al Teatro Comunale di Porto San Giorgio mentre domenica 2 febbraio, ore 17,15, appuntamento per la 29^ Stagione Concertistica di Montegranaro, organizzata dall’associazione Amici della Musica di Montegranaro all’Auditorium Officina delle Arti. Il Trio si è formato nell’estate del 2009 come risultato di precedenti collaborazioni musicali e della passione in comune per la musica da camera. Fin dalla sua formazione ha tenuto concerti in ambiti prestigiosi come il Newport Music Festival (gala d’apertura nel 2009 e gala conclusivo nel 2011), la L’Ermitage Foundation di Los Angeles e i “Sundays Live” al Los Angeles County Museum of Art, trasmessi dal vivo via internet e via radio. L’ensemble deve il suo nome alla latitudine della sua prima esibizione, avvenuta a Rhode Island, che è a latitudine 41° N, proprio come Roma, in Italia, la città in cui vive Luigi Piovano. Porto San Giorgio, tel. 338.4321643 – www.tam.it Montegranaro, tel. 0734.890554

Ambra Angiolini in scena con “La misteriosa scomparsa di W”

Danza

Un intreccio di ricordi e pensieri, paranoie e dubbi abita il monologo La misteriosa scomparsa di W in cui la bravissima attrice di cinema e teatro – già nastro d’argento, David di Donatello e Ciak d’oro – Ambra Angiolini affronta per la prima volta il palco da sola. Una donna qualsiasi, di nome V, nata in modo rocambolesco, ripercorre, follemente e comicamente, la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W. V è una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso, cerca una spiegazione al suo senso di infelicità e incompletezza. Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore. Tutto sembra sfaldarsi attorno a lei: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d’amore con il fidanzato Wolmer. La talentuosa Ambra Angiolini dipinge una donna fragile e combattiva, compassionevole e graffiante che scompone e ricompone i pezzi della propria anima. La donna di oggi macina tutte le sue contraddizioni in un nirvana svitato e ovattato o invece assembla a colpi netti i pezzi che non combaciano? Messa di fronte a questo dilemma, Ambra Angiolini non ha dubbi. Al suo debutto teatrale assoluto con un monologo, che con il piglio di chi conosce bene il pubblico trasforma in “one woman show”, l’attrice dimostra di non essere un tipo da mezze tinte e da mezze misure. Lo spettacolo farà tappa al Teatro Annibal Caro di Civitanova Alta mercoledì 29 gennaio alle ore 21,15. AMAT, tel. 071.2072439 - www.teatridicivitanova.com

Civitanova Marche

Un “cantiere aperto” nella casa della danza Civitanova Casa della Danza è il contenitore per i progetti di residenza e coproduzione. Grazie alla presenza dell’attrezzata foresteria Imperatrice Eugenia nelle immediate vicinanze del Teatro Annibal Caro, Civitanova Danza ospita da anni importanti compagnie italiane ed internazionali in lunghi soggiorni di lavoro in cui sviluppare le loro nuove creazioni. La presenza degli artisti è anche l’occasione per organizzare momenti di formazione per danzatori e approfondimento per il pubblico. Di particolare interesse le serate di visibilità pubblica del lavoro, che prendono il nome di “Cantiere aperto”, in cui lo spettatore è invitato a prendere visione non del risultato del lavoro ma ad essere parte del percorso affascinante della sua genesi. L’appuntamento è per giovedì 23 gennaio alle ore 21,15 con “Cantiere aperto per Inner”. Un lavoro che si riapre dopo una prima fase di lavoro fatta nel 2012 a Madrid tra i due coreografi Silvia Gribaudi e Sharon Fridman. Inner è un lavoro che indaga l’incontro e il dialogo di due mondi lontani che cercano un incontro all’interno di un luogo, una casa, uno spazio, un corpo, un movimento che possa riassumere il mondo interiore che li anima. Drammaturgia di Antonio Ramírez-Stabivo, musica Luis Miguel Cobo, performers Silvia Gribaudi e Sharon Fridman. AMAT, tel. 071.2072439 - www.civitanovadanza.it


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Sport/News 10 gennaio 2014

Calcio/Serie D al giro di boa, è tempo di primi bilanci

Pochi sorrisi per Civitanovese e Fermana “La FC Civitanovese 1919 comunica di aver sollevato ufficialmente Osvaldo Jaconi dall’incarico di guida tecnica. A lui e al suo staff vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto in questi mesi ed un augurio sincero da parte di tutta la società per il proseguito di carriera. In attesa della nomina del nuovo staff tecnico, gli allenamenti saranno guidati da Giorgio Carrer, responsabile tecnico del settore giovanile”. Amen. Con queste poche righe, la Civitanovese ha praticamente chiuso, a sorpresa, il lavoro portato avanti dal tecnico di Mandello del Lario per tutto il girone di andata più la prima gara di quello di ritorno. 23 i punti totalizzati, proprio come la Fermana, sebbene l’andamento in campionato delle due compagini sia stato praticamente opposto. Bene, benissimo i rossoblù rivieraschi nella prima parte del torneo (per diverse giornate anche primi in graduatoria) ed andamento lento costante dei canarini da settembre al giro di boa, fatta salva la parentesi relativa alle tre vittorie consecutive che, si sperava,

avesse dato il definitivo “la” all’inversione di tendenza relativa alla pericolosa altalena dei risultati maturati dal campo. La sostanza: 23 punti per entrambe in 18 gare giocate (decisamente pochini: dai rispettivi organici era lecito attendersi molto di più), frutto di 6 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte, per un totale di 22 reti realizzate (11 da palla inattiva ed altrettante su azione) e 23 subite ed ulteriore dato in comune l’esonero del tecnico (il sodalizio gialloblù ha da tempo avvicendato Fenucci con Boccolini). La Fermana si sta comportando come una formazione da metà classifica e nell’arco dei 18 incontri disputati ha lasciato ben intendere che contro le squadre più forti si è raccolto poco mentre, viceversa, è dagli scontri con le formazioni di bassa graduatoria che si è realizzato il maggior bottino di punti. Pericolosa costante: la squadra manifesta – sia fuori che in casa – un andamento altalenante in corso di gara. Con il nuovo allenatore Boccolini la squadra ha – seppure ancora parzialmente – trova-

to una sua fisionomia, un suo gioco ed una maggiore armonia fra i reparti, sebbene non riesca ad avere un percorso di risultati definitivamente stabile. Certamente si poteva fare di più. E meglio, molto meglio. Anche dai fuori quota ci si aspettava di più. Ora la Fermana è decima in classifica in compagnia del Celano. Sta nel bel mezzo della graduatoria e per una neo-promossa può anche andar bene così, ma per il tifoso, si sa, ci si aspettava ben altro. Già il tifoso gialloblu, un patrimonio della società e della squadra (sebbene gli episodi di Celano ed in casa con l’Ancona siano da censurare) che in gran numero risponde, ovunque, presente. Ora c’è un girone di ritorno da disputare all’arma bianca. Si cercherà di guadagnare qualche posizione di classifica, uscire dalle secche e magari disputare qualche gara di buon livello tecnico. Il ds Conti sta guardando e lavorando sul mercato di riparazione. Alcuni giocatori sono stati ceduti, altri liberati, altri sono arrivati (bentornati Forò e Paris e ben arrivati Fruci e Iorfida) e certamente

ne arriveranno altri per coprire alcuni ruoli da migliorare. La Fermana è una società strutturata ed organizzata come poche, coperta nei vari settori tecnici, organizzativi e logistici. Società da prendere a modello: l’inaugurazione del primo “Fermana Store” (foto - di spalle il Presidente Vecchiola), le innumerevoli iniziative promosse dal Presidente Vecchiola e dal suo entourage la stanno ponendo agli onori della cronaca anche in campo nazionale. Una società da “nove” in pagella che meriterebbe, anche dal rettangolo verde, l’arrivo di sempre maggiori soddisfazioni. (Uberto Frenquellucci)

Basket/Si è chiuso un 2013 difficile coinciso con il ritorno a Porto San Giorgio

Sutor: anno nuovo, vita nuova? Il 2013 non passerà certo agli annali dei tifosi sutorini come un anno dalle grandi imprese sportive, viste le difficoltà dal punto di vista agonistico e societario, che la società calzaturiera si è trovata ad affrontare negli ultimi 12 mesi. Grazie alla passione ed alla tenacia di tanti imprenditori, oltre alla sapiente guida di coach Recalcati che ha saputo lavorare in condizioni molto delicate, la serie A è rimasta a Montegranaro, con la grande novità di nuovi ingressi in società, che ancora non sono sufficienti per ridare tranquillità, ma costituiscono un importante punto da cui ripartire. Rimane il grande problema della mancanza del primo sponsor per il secondo anno consecutivo, anche se la speranza di trovare qualche azienda disponibile ad una sponsorizzazione per la seconda parte della stagione, non è ancora tramontata. Il campionato chiuso lo scorso maggio ad Ancona ha visto i gialloblù ottenere il diritto a disputare l’ottava stagione consecutiva nella massima serie cestistica, un grande record per un Comune di 13.500 abitanti,

che si trova a dover affrontare il difficile momento economico, che ha investito la nostra Italia ed il settore calzaturiero. Ebbene, nonostante il necessario ridimensionamento del budget ed una squadra in cui non si sono nomi altisonanti, l’ex coach della Nazionale di Basket Recalcati si è immedesimato nella piccola realtà veregrense, costituendo il valore aggiunto in questo difficilissimo momento. Con il ritorno al Pala Savelli di Porto San Giorgio ci si aspettava una maggiore risposta di pubblico, ma così non è stato, almeno per il momento. Gli ampi spazi vuoti visti contro i vice campioni d’Italia dell’Acea Roma alla prima giornata ed anche nel derby contro i “cugini” di Pesaro, sono stati notati da tutti, cosicché, da parte di tutti gli addetti ai lavori è stato lanciato il più che legittimo appello a stringersi attorno alla massima eccellenza sportiva del territorio. Probabilmente il costo troppo alto degli abbonamenti e dei biglietti per assistere alla gare interne hanno fatto il resto, ecco, quindi, che anche da parte

della tifoseria organizzata, che è un altro fondamentale valore aggiunto per la Sutor con i Rangers presenti in ogni Palasport d’Italia a fare da sprone, è partito l’invito ad abbassare i prezzi dei biglietti, senza doversi preoccupare delle legittime rimostranze di chi ha sottoscritto l’abbonamento di curva ad € 200,00, nonostante da ogni parte era stato sottolineato in estate che era un prezzo troppo elevato visto il momento economico molto critico. Finalmente la società ha capito che la problematica principale è anche quella del costo del biglietto, nell’ultima partita interna contro la neo promossa Pistoia con la curva ad € 10,00 ci sono stati almeno 500 spettatori in più, con meno spazi vuoti sugli spalti arrivando quasi a 3.000 presenze, nonostante la partita si sia disputata in pieno clima natalizia il giorno di Santo Stefano… Ora bisogna proseguire su questa strada magari praticando un prezzo di € 10,00 o 15,00 a seconda dell’importanza del match, ben consci che la spinta del pubblico sarà decisiva per conquistare

la salvezza. Per quanto concerne l’andamento del campionato in corso, i gialloblù non stanno affatto sfigurando, anche se mancano almeno 2-4 punti, con un paio di partite gettate al vento, nonostante lo strepitoso exploit esterno sul parquet della capolista Brindisi. Attualmente in ultima posizione ci sono appaiate a quota 4 punti Pesaro e Cremona, mentre la Sutor è ad 8 punti, ci sarà una sola retrocessione, ma ciò non deve far abbassare la guardia, anzi, l’obiettivo di capitan Cinciarini e compagni è quello di risalire di qualche posizione in classifica e di conquistare la salvezza il prima possibile. (Endrio Ubaldi)

Anticipo di campionato La Lega Basket ha disposto l’anticipo della partita tra l’Acea Roma e la Sutor Montegranaro a sabato 18 gennaio alle ore 20.30 con diretta su gazzetta.it.

Calcio/Il punto sul campionato di Eccellenza Marche

Montegiorgio alla finale di Coppa Italia regionale Il campionato calcistico di Eccellenza è arrivato al giro di boa con il girone d’andata terminato nell’antivigilia di Natale, che ha già emesso il primo verdetto, la Sambenedettese è destinata a fare corsa a sé ed a vincere il campionato a mani basse, basti pensare che i rossoblù hanno totalizzato ben 44 punti su 16 partite disputate, con 9 punti di vantaggio rispetto alla seconda Castelfidardo ed una partita da recuperare. Per quanto concerne le squadre fermane c’è da distinguere fra il Montegiorgio e la Folgore Falerone Montegranaro che sono in piena lotta per un posto in zona play off, mentre la Monturanese e l’Elpidiense Cascinare sono impegnate nella lotta per evitare la retrocessione, con la prima al penultimo posto, mentre la seconda ha provveduto nei giorni scorsi a sostituire l’allenatore Siroti, con l’ingaggio dell’ex Civitanovese Daniele Fanì. Ebbene, con un intero girone ancora da giocare, i margini per le due compagini fermane di riuscire a mantenere la categoria ci sono ancora, anche se sarà necessario un veloce cambio di rotta.

Discorso ben diverso per il Montegiorgio e la Folgore, che hanno tutte le carte in regola per acciuffare i play off, anche se la concorrenza è molto agguerrita e per 4 posti potenzialmente disponibili ci sono almeno 7-8 squadre distanziate in un fazzoletto di punti. Mentre per la neo promossa Folgore al primo anno nel comune calzaturiero dove disputa le partite interne, l’inseguimento alla zona play off rimane l’obiettivo principale su cui puntare nei prossimi mesi, per potersela giocare fino all’ultimo alla pari con tutte le altre concorrenti, per il Montegiorgio c’è ancora l’opportunità di conquistare la Coppa Italia Marche, per poi andare alla fase ad eliminazione diretta nazionale, che potrebbe consentire ai rossoblù di conquistare anche la serie D. Per la squadra di mister Izzotti dopo la vittoria per 2-0 nel recupero disputato il 29 dicembre contro i “cugini” della Folgore, che ha spalancato le porte alla finale dove affronterà il Castelfidardo attualmente al 2° posto alle spalle della Samb, la Coppa Italia potrebbe

rappresentare una grande opportunità, da sfruttare al massimo, cercando di portare a casa per la 3^ volta l’ambito trofeo. Già qualche anno fa la compagine montegiorgese sfiorò la vittoria nazionale ed il conseguente passaggio in serie D, ora la massima attenzione deve essere riservata a preparare al meglio la finale regionale, ben consapevoli che nel recentissimo passato le squadre vincitrici nelle Marche come l’Ancona e la Fermana, hanno poi conquistato la Coppa Italia Nazionale, con il diritto a disputare la serie D. Da sempre il torneo di Eccellenza marchigiano è unanimemente considerato dagli addetti ai lavori come uno dei più qualificati a livello nazionale, cosicché la vincitrice della Coppa regionale ha delle ottime chances per arrivare fino in fondo e l’auspicio degli sportivi fermani è che il Montegiorgio possa vincere la sfida con il Castelfidardo prima, ed arrivare alla finale di Roma la prossima primavera, per poter regalare una promozione in più al calcio marchigiano. (e.u.)


Dove trovare il Corriere News 10 gennaio 2014

MONTE URANO • “La Piazza” Via Urbino (Macelleria Bontà in Tavola Super Coal Proshop Pizzeria Si Pescheria Caffè la Piazza) • Supermercato Issimo Via Gramsci • La Bottega della Carne Via Gramsci • Antica Bottega Via Gramsci • Caffè Centrale Piazza della Libertà • Edicola Mery Piazza della Libertà • Supermercato Punto Simply Via C. Colombo • Edicola Cancelleria Tuttufficio • Corsi Novella di Rubichini Danilo & C. Via G. Verga 3 • Distributore carburante IP • Simply Market zona Triangolo • Metano IS davanti imbocco zona industriale • Forno via Bolsena zona Triangolo • Vendita Vino Firmanum zona Triangolo • Tabacchi zona Triangolo • Scorta e Sconto vicino Autopompei • Dico vicino Autopompei SANT’ELPIDIO A MARE • Edicola Mery Ricevitoria Lotto Cancelleria articoli regalo Via S. Caterina 1606 • Edicola cartolibreria Kessy Via Celeste 5/b • Supermercato Conad City Via A. Murri • Acqua e Sapone Via A. Murri • Forno Tipicità Via Papa Giovanni XXIII • Supermercato Conad City Via Lazio • Ospedale Civile Via Porta Romana • Edicola Tabaccheria “Smoke” di Pistolesi Stefania Via Porta Romana 49 • Salumificio Ciriaci Via Porta Romana 138 • Caffè Roma V.le Roma • Edicola Ricevitoria Cartolibreria Sebastiani Maria Paola Corso Baccio 77 • Caffè Del Corso Corso Baccio • Contesa Del Secchio P.zza G. Matteotti CASETTE D’ETE • Distributore carburante AGIP • Edicola La Coccinella Via G. Garibaldi • Modì Tabaccheria- Giornali e Cartoleria Via P. Nenni 60 • Pasticceria Almerina P.zza G. Mazzini • Bar Centrale P.zza G. Mazzini • Alimentari Sapori Veri P.zza G. Mazzini • Forno Pan Del Re Via Sirtori 10 • Supermercato Emi Market Via I. Calvino 54 • Centro Il Castagno tutti i negozi eccetto Prada MONTEGRANARO • Supemercato Si Via Fermana Nord • Supermercato Sma Via Turati • Supermercato Tigre lungo strada Via Fermana Nord • Edicola centro Largo Giovanni Conti • Rifornimento Beyfin Via Fermana Sud • Edicola Santa Maria (rotonda bivio per Monte San Giusto) RUBBIANELLO DI MONTERUBBIANO • Forno • Supermercato Punto Sma • Macelleria Mercato Gastronomia • Distributore di carburante • Poste MONTERUBBIANO CENTRO • Forno • Supermercato Punto Sma • Poste • Distributore di carburante VALMIR DI PETRITOLI • Eurospin • Acqua & Sapone • Unicross Mercato • Mercato Macelleria Gastronomia • Lavanderia Moderna • Edicola • Distributore di carburante • Metano • Forno MOLINI GIROLA/CONCERIA • Caffetteria Pasticceria Molini • La Bottega dei Sapori • Edicola • Impianto Distributore Carburanti IM CAPPARUCCIA DI PONZANO DI FERMO • Edicola • Pub/Pizzeria Carillon • Impianto Distributore Carburanti IP Vallasciani • Supermercato Tigre Amico

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MARINA PALMENSE • Edicola davanti Chiesa Via San Pietro Vecchio PORTO SAN GIORGIO • Edicola zona Cimitero • Oasi Via F.lli Rosselli • Expert Via F.lli Rosselli • Lu Greciu Via F.lli Rosselli • Sapore di Mare Via Boccaccio • Supermercato Punto Simply Via U.Foscolo • Edicola Incrocio via Petrarca • Supermercato Punto Simply Market via Della Repubblica • Edicola via Mazzini • Edicola Stazione P.za Matteotti • Bar Novecento P.za Matteotti • Edicola via Cavallotti • Edicola Viale Don Minzoni • Ospedale Civile Via Costa S.Paolo • Edicola Via Cavallotti • Supermercato Punto Simply Market Viale dei Pini • Magicart Cartoleria Viale dei Pini • Conad San Michele • Rifornimento Cardinali lungo statale 16 Edicola SS16 Lido San Tommaso PORTO SANT’ELPIDIO • Drago Casalinghi Via Firenze • Metano e Agip Via Mazzini • Supermercato Si con Te Via XX Settembre • Edicola Via XX Settembre • Esso Via Mazzini • Supermercato Conad Superstore Via Cinque Giornate • Metano Via Fosso del Palo • Supermercato Maxi Coal Vagnoni Via Umberto I • Panificio La Spiga Via Umberto I • Bar Piccolo Aragno Via Umberto I • Supermercato Sigma Via Canada • Scorta & Sconto Via Ungheria CIVITANOVA MARCHE • Supermercato Smoll Viale V.Veneto • Edicola P.za Gramsci • Supermercato Simply Market Via F.lli Rosselli • Edicola P.za XX Settembre • Supermercato Tigre • Supermercato Simply Market Via Zavatti • Supermercato Coal Superstore Via G.Carducci • Supermercato Simply Market via Saragat • Supermecato Conad via Vasco de Gama • Panificio Corallini Via Vasco de Gama • COOP Via Ungaretti • Vulcangas Via Silvio Pellico • Brico Io Via Silvio Pellico • Bar vicino Mercatone Uno Via Enaudi • Edicola Fontespina Via Ricci • Rifornimento Shell zona Industriale A

ANNO 12 - n.01 - 10 gennaio 2014

Editore: Edizioni Fisal, Dir.Responsabile: Alessandro Sabbatini P.R.:Patrizia Scaloni, Fabio Scatasta Art: Marco Borzacchi Imp.: Andrea Ferracuti Pompa Stampa: Bieffe industria grafica - Recanati Vignette: Daniele Ripani Redazione: Paolo Galletti, Francesca Pasquali Hanno collaborato alla redazione di questo numero: Simone Accattoli, Federica Balestrini, Andrea Braconi, Uberto Frenquellucci, Daniele Maiani, Carmela Marani, Serena Murri, Loredana Tomassini, Endrio Ubaldi Dir. Amministrativo: Gianfranco Sabbatini Webmaster: Aranea (tel. 0734.776001) CORRIERE NEWS - Viale Trento, 5 - 63900 Fermo tel. 0734.223110 - fax 0734.220161 www.corrierenews.it - info@corrierenews.it

Per la vostra pubblicità: 0734.217470 Autorizzazione Tribunale di Fermo n. 2/2003 del 11/03/2003

Prossimo numero in distribuzione dal 14 febbraio al 13 marzo

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CORRIERE NEWS GENNAIO 2014