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COMUNE

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Immagini, Tracce, Racconti dei nostri Comuni

ALLEGATO - N.04/2012

Comune di Campofilone Le chiavi della città Saluto del primo cittadino Ercole D’Ercoli

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envenuti a Campofilone, l’ultimo comune a sud della provincia di Fermo, che più di ogni altro restituisce copiosamente la summa delle variegate bellezze tipiche del territorio marchigiano a chiunque vi faccia visita: dal calmo mare, alle dolci colline sino alle vette innevate dei Monti Sibillini il panorama a Campofilone risulta uno spettacolo mozzafiato. A soli 3 km dall’Adriatico, Campofilone ha quel particolare fascino di paese ricco di storia e tradizione: dall’ingresso alberato da pini secolari, agli edifici storici ben conservati custodi di ricchezze artistiche uniche, l’ellittico borgo storico domina la bassa valle dell’Aso, preziosa culla secolare per rigogliose piantagioni di ogni tipo. La notorietà internazionale di questo comune fermano è legata alla tradizione culinaria dei “Maccheroncini”, che da quasi 50 anni diviene protagonista della sagra più antica della provincia. Insieme alle strutture sportive di ogni genere, ai servizi pubblici ben strutturati e alle nuove soluzioni abitative, Campofilone è una città a misura d’uomo in cui poter vivere e stare bene. I campofilonesi stessi accolgono da sempre i forestieri con una cura e una cortesia che trova la sua massima espressione nella partecipazione collettiva per organizzare feste e sagre paesane. Particolarmente apprezzata sia dai residenti che dai numerosi villeggianti è, infine, la sua spiaggia: circa 1500 metri di libera balneazione che sa accogliere i gusti di tutti, dai bambini ai giovani agli anziani, grazie alla ridotta urbanizzazione, al fondale basso, alle sue acque pulite e alle strutture ricettive in continua crescita. Questo lembo di terra diventa poi location suggestiva per godere del mare anche di sera, grazie alla costruzione di uno spazio pubblico, in cui vengono ospitate manifestazioni estive di ogni genere e rivolte a tutti. Dal patrimonio artistico-culturale al paesaggio unico, dai piatti tipici ai frutti della terra, dagli appuntamenti immancabili ai luoghi ricettivi più ospitali, ogni scusa è buona per tornare. Arrivederci a Campofilone.

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Campofilone

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Storia e beni culturali/Monumenti, chiese e musei raccontano un paese da scoprire

Memorie del passato in un contesto da favola

Situato in posizione strategica, su di un colle lungo la costa adriatica, Campofilone domina, dai suoi 210 metri s.l.m., la valle dell’Aso. Fin da tempi remoti fu abitato, prima dai Piceni, come testimoniano i ritrovamenti di tombe e di altri reperti archeologici (già dal VII-VI secolo a.C.), poi dai Romani che ben si integrarono nel territorio. In epoca repubblicana (III secolo a.C.) Campofilone era passo obbligato per quanti dalla vicina colonia di Cupra si recavano alla colonia di Fermo e viceversa. Il centro storico nasce intorno ad una importante e ricca Abbazia benedettina dedicata a San Bartolomeo Apostolo, che viene costruita sui resti di una villa romana e di un tempio pagano, e da questa si sviluppa l’incasato che intorno al XIII secolo diventò libero comune sottoposto dal XIV secolo alla giurisdizione di Fermo. Al centro storico, racchiuso da solide mura che ne proteggono l’integrità e le bellezze di un tempo, vi si accede percorrendo un breve viale alberato reso unico da maestosi pini secolari. Il borgo, di forma affusolata, sorge lungo una

via principale in cui si affacciano i principali edifici alle cui spalle si apre un labirinto di vicoli, a tratti coperti da volte a botte e a crociera e che, di tanto in tanto, lasciano intravedere la bellezza del panorama che lo circonda. Vero e proprio simbolo di Campofilone è Porta Marina, l’ingresso principale del borgo; di origine medievale presenta un arco ogivale e merlatura ghibellina, venne restaurata e in parte modificata nella prima metà del XVIII secolo. Sono ancora presenti i cardini per la chiusura della porta in legno e una botola e delle feritoie realizzate per gettare acqua o olio bollente sui nemici pronti ad assaltare il castello. Le altre porte di accesso al borgo sono Porta da Bora e Porta da Sole, che, nel periodo della Repubblica Romana, rappresentavano i due ingressi da nord e da sud. Porta da Bora venne ricostruita in epoca rinascimentale e venne inglobata all’edificato pur mantenendo la sua funzione; di Porta da Sole, costruita attorno all’XI secolo, rimangono oggi le mura e un passaggio coperto con volte a crociera.

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In Piazza Roma insiste la chiesa primaria di San Bartolomeo costruita nella prima metà del 1800 in stile neoclassico con pianta rettangolare in cui vi è inscritta una croce greca con soffitto coperto da volta a botte e cupola posta al centro della croce, presbiterio ed abside semicircolare con coro in legno di noce. Progettata dal’ing. Roncalli nella sua interezza presenta dipinti di santi protettori del maestro Luigi Fontana e pregiatissimi stucchi e tendaggi realizzati dal suo allievo Niccolò Achilli. Molto importante anche la canonica in cui è presente una sala detta “degli stemmi”, interamente decorata con dipinti

che raffigurano squarci di paese risalenti al secolo scorso e gli stemmi degli abati commendatari succedutisi dal 1564 ad oggi. La Chiesa di San Bartolomeo prese il posto dell’antica abbazia dedicata al santo, di antichissime origini (fu costruita come chiesa romanica nel XI secolo sulle fondamenta di una villa romana e un tempio pagano). La maestosità dell’Abbazia di San Bartolomeo custodisce due piccoli tesori del paese: i Musei parrocchiali. Il primo è il Museo archeologico liturgico che si trova nei locali adiacenti la sagrestia e contiene paramenti ed apparati liturgici risalenti ai secoli XVI e XIX,

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NUMERI UTILI Comune 0734.932951 Polizia Municipale 0734.222006 Guardia Medica 0734.938109 Farmacia 0734.932424 Parrocchia 0734.932914 Spazio Giovani 0734.932897

donati dagli abati commendatari e dai fedeli. Un’altra sezione è dedicata ai reperti appartenuti ai piceni nei secoli VIII- IV a.C., rinvenuti nelle zone limitrofe a Campofilone. Sono presenti anche resti del periodo romano attinenti a ville disseminate nel territorio. Quest’ultima sezione del museo termina nel piccolo chiostro dell’abbazia dove si può ammirare una cisterna romana utilizzata dai monaci benedettini a dagli abati fino ad oggi. Il secondo tesoro è il Museo Malacologico – entomologico e vi si accede dalla porta posta sull’angolo nord orientale della chiesa. Sono presenti: una meravigliosa e colorata collezione di conchiglie, coralli e spugne di diversa specie e famiglie, una collezione di insetti asiatici e variopinte farfalle, una collezione di conchiglie fossili e una piccola serie di minerali. Nella stessa stanza si trova l’entrata per accedere alla vecchia Torre Campanaria del XI secolo Chiesa di San Bartolomeo

Museo 0734.932914 Teatro Comunale 0734.932897 Ufficio Postale 0734.931967 Pro Loco 0734.917057

Campofilone

edificata insieme alla prima chiesa. Nella parte più ad ovest del borgo, circondato da solide mura medievali, c’è l’orto abbaziale E’ un giardino retrostante l’abbazia di San Bartolomeo. Originariamente lo spazio veniva utilizzato dai monaci benedettini come orto, da cui ne prende il nome. Nella prima metà del XIV secolo la città di Fermo fece costruire le mura a difesa del castello di Campofilone ed attualmente se ne conserva un bel tratto con un torrione poligonale con merli a coda di rondine e arco a sesto acuto. Esiste ancora una botola, sotto l’arco, un tempo dotata di scala che permetteva l’accesso alla merlatura. Queste mura conferiscono una forma ellittica al paese. Nel lato nord orientale della chiesa di San Bartolomeo, si trova la chiesina dell’Arciconfraternita di San Giovanni Decollato detta “della Pietà”, fondata il 5 ottobre 1715 da alcuni confratelli campofilonesi, che si aggregarono alla “Confraternita dei fiorentini” di Roma. All’interno si possono ammirare statue di Santi e un Cristo in cartapesta risalenti alla fine del 1800; Queste statue vengono utilizzate nella rappresentazione del “Cristo Morto” che la Confraternita organizza con cadenza biennale nel venerdì di Pasqua in commemorazione della morte di Cristo sulla croce. Le altre chiese sono quella di San Patrizio situata poco fuori le mura paesane che contiene, tra le altre opere, capolavori di Luigi Fontana, la chiesa sita nella frazione di Ponte Nina e quella di Santa Maria di Intignano che è stata restaurata recentemente e si trova in un colle alle porte di Campofilone, con all’interno due tele del maestro Sebastiano Ricci del 1755 e il crocefisso ligneo del XII secolo. Tornando nel centro storico, merita una visita il Teatro Comunale, costruito negli anni

Orto Abbaziale

1928-1930 con una sottoscrizione pubblica a seguito di una cessione gratuita al “Comitato del Dopolavoro” da parte del Podestà di Campofilone, il geometra Ciarrocchi. In molti parteciparono alla sua realizzazione offrendo manodopera, polizze, decorazioni pittoriche e lavori in ferro battuto. Tornato al suo antico splendore dopo un accurato restauro, è possibile per la cittadinanza tutta goderne ancora sia da un punto di vista architettonico che come luogo ospitante rassegne, rappresentazioni e concerti. Fuori dalle mura da non perdere, poco distante dal paese, le cisterne romane una costruzione ipogea risalente probabilmente al I sec.d.C. con volte di copertura a botte; Inoltre nel territorio troviamo alcune strutture private di notevole pregio storico-architettonico: la Castagna, una struttura muraria a pietra quadrata e a forma di torre, utilizzata come ritrovo di caccia nel ‘500 e le Palombare, costruite nel ‘400 quando nascono i primi nuclei di contadini che si riuniscono in un’unica, grande abitazione, la palombara appunto. Esse sono in genere realizzate su tre piani: il primo adibito al ricovero degli attrezzi e del bestiame, il secondo a residenza diurna, e l’ultimo a colombaia o anche detta “palombella”.

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Campofilone Comunità/Le tante attività delle quattro stagioni campofilonesi

Paese in cui è impossibile annoiarsi Oltre ai Maccheroncini, il territorio di oltre 1.215 ettari di Campofilone si caratterizza per molti altri elementi distintivi. Partendo dalle colline del primo entroterra lungo l’Aso e il Rio Canale, ciò che salta all’occhio di chi guarda sono le risorse di terreno prevalentemente agricolo dove si susseguono frutteti, vigneti, campi di ortaggi e cereali e vivai. Il settore florovivaistico, in particolare, è in continua espansione, così come la diversificazione dei produttori nella specializzazione delle erbe aromatiche. Una giovane ricchezza del paese, in continua crescita, è inoltre il turismo balneare. In estate, lungo la costa, la popolazione residente raddoppia, le strutture ricettive ospitano vacanzieri e turisti sia italiani che stranieri, i quali, uniti ai pendolari della spiaggia di Ponte Nina, raggiungono le 10.000 unità. Il lungomare, in via di completamento, offre al turista un ambiente familiare, lontano dal caos, con spiagge libere ed uno chalet comunale co-finanziato dal Comitato “Festa del Mare”. Inoltre la piazzetta a gradoni che dà direttamente sul mare è il luogo ideale per ospitare eventi teatrali, musi-

FOCUS Maccheroncini: gusto e prestigio in tutto il mondo

cali e danzanti. Molte sono le strutture messe a disposizione dal Comune per coloro che vogliono fare sport. Oltre ad un funzionale campo da calcio ed uno di calcetto in erba sintetica, vi è un campo da tennis e una palestra polifunzionale per le gare di pattinaggio artistico a rotelle, il basket, la pallavolo, ecc. Grazie a queste strutture ed all’impegno della locale Polisportiva, durante tutto il periodo dell’anno vengono organizzati campionati, tornei e stage. Oltre ai servizi essenziali non mancano poi gli intrattenimenti culturali con il gruppo teatrale “Le Matricole”, la Corale “San Bartolomeo”, la sezione dei bersaglieri “Secondo e Massimino Malavolta”, l’associazione Aquilonisti che il 2 giugno insieme all’associazione “Regala un sorriso ai bambini”, organizzano ogni anno la “Festa degli Aquiloni”, e il Comitato festeggiamenti con l’immancabile “Festa del Mare” a Ponte Nina. In ogni periodo dell’anno vale la pena fare una visita a Campofilone anche perché numerose sono le strutture ricettive che lo fregiano come comune notevolmente ospitale e alla portata di tutti.

Quello di Campofilone e dei suoi maccheroncini è un legame indissolubile e storicamente comprovato già dal 1400. Immutata, nel corso dei secoli, la tecnica di preparazione: l’impasto preparato con le migliori farine di grano tenero e uova, senza l’aggiunta di acqua, viene steso in sottili sfoglie, arrotolato e tagliato in fili sottilissimi con grande maestria dalle massaie, disposti ordinatamente ad

asciugare su fogli di carta. Questi semplici ma preziosi procedimenti della tradizione culinaria locale hanno fatto sì che nel tempo i maccheroncini diventassero una specialità di gran pregio, grazie anche alla lungimiranza di alcuni produttori del paese, tanto che dal 2008 è nata l’Associazione Produttori dei Maccheroncini di Campofilone con lo scopo di salvaguardare la tipicità e le caratteristiche peculiari

COMUNE Appuntamenti FEBBRAIO- MARZO - Carnevale dei Bambini - Stagione teatrale VENERDÌ SANTO anni alterni e dispari Processione del Cristo morto 2 GIUGNO Festa degli Aquiloni chalet comunale LUGLIO Veregrantour, Festa analcolica, Cinema sotto le stelle (mercoledì) Torneo “Nunzi Daniele” di calcetto AGOSTO - Prima decade (ven, sab, dom, lun) Sagra dei Maccheroncini - 14-15-16 Festa del Mare località Ponta Nina - 18-19 agosto “OrtoParty” c/o orto abaziale (festa della birra, spettacoli, concerti) - 24 Festa di San Bartolomeo DICEMBRE-GENNAIO - Scambio di auguri sotto l’albero - Concerto di natale - Festa della Befana

del prodotto attraverso il raggiungimento del riconoscimento comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta). Al fine di valorizzare e diffondere ulteriormente questo caposaldo dell’economia campofilonese, dal 1964, nella prima decade di agosto, viene organizzata la Sagra Nazionale dei Maccheroncini di Campofilone nella quale è possibile degustarli secondo la ricetta tradizionale.

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Comune di Campofilone

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