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COMUNE

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Immagini, Tracce, Racconti dei nostri Comuni

ALLEGATO - N.12/2013

Comune di Altidona Le chiavi della città Saluto del primo cittadino di Altidona Enrico Lanciotti

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Benvenuti a Altidona, accogliente località situata a pochi chilometri dal mare, nella fiorente Valdaso. Il Comune, che fa parte dell’Unione Comuni Valdaso, conta una popolazione di quasi 3.300 abitanti ed ha una superficie di circa 13 Kmq. Il “cuore” è costituito da un centro storico ben conservato, ricco di interessanti elementi architettonici e di storia, ed è posto su di un’amena collina che domina dall’alto (220 m s.l.m.) la porta di ingresso alla vallata. Sulla costa troviamo la frazione “Marina”, più densamente popolata che, con una spiaggia di circa 3 chilometri e diverse strutture ricettive, assume una forte connotazione turistica balneare. Tante sono le peculiarità di questo piccolo/grande paese che riassume in pochi chilometri le caratteristiche marinara, agricola, artigianale e industriale. Mare e campagna, turismo e agricoltura, storia e modernità sono alcuni tra i tanti binomi possibili ad Altidona, centro vivace e poliedrico e al contempo fortemente attaccato a radici e tradizioni gelosamente conservate dai suoi abitanti. Da sempre gli altidonesi si contraddistinguono per lo spirito d’accoglienza sincero e genuino e per la loro grande voglia di stare insieme e di dedicarsi al proprio paese. Circa venti sono infatti le associazioni presenti nel territorio comunale, molte legate all’universo culturale e sociale, tanti gli eventi organizzati nel corso dell’anno alcuni dei quali richiamano gente e turisti da tutta la provincia e oltre. Un mare pulito, un ambiente incontaminato, aria pura, prodotti enogastronomici d’eccellenza completano la ricca offerta di Altidona, da sempre luogo prescelto per la salubrità del clima e per la posizione invidiabile (le sue origini sono antichissime e risalgono al popolo dei Piceni). Eccellenze che ancor oggi richiamano sempre più turisti in cerca di un luogo sereno e in cui vivere bene, peculiarità queste che, ad Altidona, sono di casa.


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Altidona Storia/Greci, Piceni e Romani. Tanti popoli, una sola identità

Altidona nei secoli, lunga storia ricca di emozioni Percorrendo la Valdaso venendo dal mare, Altidona è il primo comune che incontriamo. Il borgo medievale sorge su un’amena collina affiancata dal fiume Aso, mentre sul litorale si sviluppa la zona Marina, centro residenziale e turistico. L’etimologia del nome è incerta. Alcuni studiosi lo farebbero derivare da “altino” dei Pelasgi; altri accomunerebbero l’origine dei nomi Altidona e Lapedona, richiamando l’analogia di essi con quelli delle città fondate dai Siculi e dai Liburni come Ancona, Ortona, ecc. Si ritiene che primi abitanti di Altidona furono i greci Pelasgi, sbarcati sulle coste italiche durante il XVI sec a.C. i Pelasgi subirono poi l’invasione dei Piceni, i quali, dopo aver occupato Campofilone, Altidona, Lapedona e Monterubbiano, diedero origine al primo nucleo di Fermo. Nel 485 a.C. giunsero infine i Romani, che fondarono molte colonie nella zona corrispondente all’attuale Fermano. Durante l’epoca romana il territorio di Altidona era noto per la qualità delle sue vigne e faceva parte dell’ager palmensis, come ricorda Plinio nella Naturalis Historia. Di questo periodo restano alcune testimonianze archeologiche e architettoniche rinvenute in località Villa Montana: anfore e altri oggetti artigianali, un deposito seminterrato destinato alla conservazione di derrate alimentari durante le Guerre Puniche e una lapide. Nel 1900 è stata scoperta una statua di Esculapio di fattura greca, risalente al III sec a.C., la quale potrebbe dimostrare che l’antica comunità altidonese ebbe rapporti con più ampie realtà commerciali e culturali. In età romana vi sorgevano numerose villae con vista sul mare come quella di Barbula, noto produttore di vino palmense. Dopo la caduta dell’Impero Romano, la zona fu

governata da conti feudali. Nell’alto Medioevo fu importante il castello di San Biagio in Barbolano, che era situato presso il Rivo Amniovo (antico nome del fosso S. Biagio) ma già all’inizio del ‘500 questo antico maniero non esisteva più, abbattuto dagli altidonesi stessi o, come vuole la leggenda, affondato in mare insieme ad una porzione della collina su sui era costruito. Questo evento spinse gli abitanti a spostarsi nei tre castelli vicini, che si spartirono il territorio di Barbolano: Lapedona, Altidona e Torre di Palme. Non sappiamo a quando risale la costruzione dell’odierno castello di Altidona; la citazione più antica che ne attesta l’esistenza si trova in un documento del 1214, quando Aldobrandino, marchese d’Este e di Ancona, diede a Fermo vari possedimenti tra i quali l’agro di Altidona. Il fatto che sia documentato dall’inizio del ‘200 non significa che il castello, così come lo vediamo oggi, risalga a quel periodo. Certamente c’erano una rocca, un nucleo di abitazioni e una chiesa, concentrati probabilmente nella parte Sud-occidentale dell’attuale paese. Nel 1314 il castellum apparteneva ai Monaci Farfensi e nel 1356 passò nuovamente alle dipendenze di Fermo, dalle cui vicende fu separato solo durante il periodo delle Signorie. Negli statuti di Fermo del 1507 Altidona è annoverata come castrum mediocre, cioè castello di II grado, della stessa importanza di altri castelli come San Benedetto o Porto San Giorgio. Nel 1797 fu occupata dalle truppe francesi e, nel 1799, da quelle di Clemente di Navarra, Brigadiere del re di Napoli. Durante lo stesso anno fu presa dal generale austriaco De La Hoz, che la governò fino al 1800, quando ritornò il governo pontificio. Con la fondazione

del Regno napoleonico d’Italia, Altidona fu inserita nel Dipartimento del Tronto, con capitale Fermo. In questo periodo fu sede di un governatore e da essa dipendevano i comuni di Lapedona e Moresco. Caduto Napoleone e restaurato il governo pontificio, Altidona e Lapedona furono unite da Papa Leone XII, con Altidona capoluogo. Proprio questo fatto divenne motivo di scontro tra i cittadini dei due comuni: negli anni ‘30 dell’800 si verificarono scontri armati fra altidonesi e lapedonesi, poiché questi ultimi non volevano sottostare alla città vicina. Alla fine Lapedona ebbe l’indipendenza. Durante le votazioni per il Plebiscito del 1860, l’89% degli altidonesi votò per l’annessione al Regno d’Italia. Dopo aver sacrificato molte vite per la Grande Guerra, Altidona subì le drammatiche vicende del secondo conflitto mondiale, durante il quale subì vari bombardamenti. Nel dopoguerra, la ripresa ebbe luogo soprattutto grazie allo sviluppo della zona Marina, protagonista di un notevole incremento edilizio e turistico.


Altidona

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Beni culturali/Antiche vestigia di un florido passato

Suggestiva immersione nell’arte e nella storia Entrando nelle mura di Altidona attraverso l’arco che si apre verso il mare, ci colpisce la particolare conformazione assunta dalla pianta del borgo: il centro storico, circondato dalla cinta muraria medievale ben ristrutturata nella quale è incastonato il Belvedere, torre d’avvistamento affacciata sulla Valdaso, è attraversato per tutta la sua lunghezza da via Dante Alighieri, da cui si dipartono, su entrambi i lati, vicoli chiusi caratterizzati da abitazioni in cotto modeste ma abbellite da portali, finestre e architravi decorati. La via principale termina nella piazza antistante la Chiesa parrocchiale di S. Maria e S. Ciriaco, edificio settecentesco in cui è conservata un’interessante opera d’arte collocata all’interno del movimento artistico chiamato “Gotico internazionale”: si tratta di un polittico della fine del XIV secolo composto da cinque pannelli. Il pannello centrale ha una Madonna con Bambino, mentre quelli laterali contengono rappresentazioni di S. Caterina d’Alessandria, S. Eleuterio, S. Ciriaco e S. Antonio Abate. Il restauro dell’opera, realizzato nel 1973, ha consentito di scoprire che questo polittico fu realizzato dal veneziano Cristoforo

FOCUS Fototeca Provinciale di Fermo

Cortese, attivo tra il 1399 e il 1439. Sempre nella chiesa parrocchiale è conservata una croce astile del XV secolo, in legno rivestito di lamine d’argento, con le quattro estremità trilobate. Altro prezioso gioiello custodito nella parrocchiale e testimonianza di rilievo dell’arte del Rinascimento è la Madonna in trono con il bambino, pala d’altare realizzata negli anni ‘30 del ‘500 dal pittore monterubbianese Vincenzo Pagani. La Madonna, in veste rossa, è seduta su un trono marmoreo e sorregge il Bambino, il quale protende le braccia verso destra. Ai lati del trono sono rappresentati a sinistra San Michele Arcangelo in veste di guerriero che calpesta il demonio e a destra San Matteo, che presenta alla Vergine il donatore. In alto, tra le nubi, un coro di angeli lieti e vivaci. Attualmente il dipinto è incastonato su di un altare di marmo costruito nel 1942. Nella Chiesa della Madonna della Misericordia, situata appena fuori dalle mura castellane e restaurata durante gli anni ’60 del ‘900, è conservata una statua lignea della Madonna della Misericordia risalente al XIII secolo; scolpita in legno policromo, l’opera è una testimonianza di arte popolare marchi-

Costituita sulle basi dell’Archivio fotografico dell’Associazione Altidona Belvedere, la Fototeca Provinciale di Fermo ha raccolto e in parte inventariato e catalogato circa seimila immagini e dispone di un fondo di circa quarantamila scatti fotografici tra i quali spiccano quelli di Vittorio Gioventù e Luigi Crocenzi, i fondi Ciarrocchi, Ricci, Del Zozzo, Quintili, Travaglini e Bartolomei, immagini di Montefiore dell’Aso, Pedaso,

giana. La chiesa di Santa Maria e San Ciriaco e quella della Misericordia sono le uniche rimaste ad Altidona tra quelle antiche. La Chiesa di Santa Maria de’ Manù, sebbene si trovi ora in agro lapedonese, appartiene alla Pievana di Altidona e risale a prima del Mille. In puro stile romanico, è costruita in conci di arenaria ed è decorata con archetti pensili scolpiti lungo la linea di gronda. Si rileva qui una caratteristica condivisa da molte delle chiese romaniche della zona: l’abside è rivolta ad oriente ma l’ingresso si trova sul lato meridionale della struttura. Nell’archivio comunale sono custoditi vari manoscritti tra cui spicca di un prezioso catasto del 1552. Il volume, che necessita di un accurato lavoro di restauro, presenta la perfetta dislocazione delle abitazioni nel centro urbano altidonese, con utili notizie sui proprietari e su minuziose caratteristiche del borgo che consentono di ricostruire uno spaccato dell’Altidona rinascimentale. Il patrimonio di Altidona comprende beni non solo artistici ma anche naturali ed ambientali, come la foce del fiume con il suo habitat floro-faunistico, la costa e i residui di macchia mediterranea, le selve e i laghetti collinari.

Altidona, Monte Vidon Combatte, Moresco, San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio e Torre di Palme. Oltre a questi contenuti, l’archivio si arricchisce continuamente di scatti realizzati dai fotografi dell’Associazione Altidona Belvedere. La parte riguardante gli ultimi vent’anni è quantificabile in circa trentamila immagini.

La Fototeca Provinciale collabora e realizza in proprio numerose mostre fotografiche con contenuti storici e contemporanei, si trova in via Bertacchini ed è aperta nei giorni di martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 9 alle 18, o per appuntamento telefonando al numero 348.9135734 o scrivendo a info@fototecafermo.it. Il sito internet della Fototeca Provinciale è www.fototecafermo.it.


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Altidona Personaggi/Dal religioso Basilio Fidi allo storico Gabriele Nepi

Altidonesi illustri nei secoli La spiritualità e l’amore per lo studio hanno caratterizzato molti degli altidonesi che hanno influito sulle vicende della loro terra. Tra questi c’è sicuramente Basilio Fidi, nato ad Altidona nel 1540. Molto giovane, Fidi entrò nell’ordine dei gesuiti e frequentò brillantemente i corsi di filosofia e teologia, specializzandosi poi in greco e in ebraico. Fu per merito suo che il consiglio di Fermo deliberò, tra il 1586 e il 1587, di chiamare in città i gesuiti e, in seguito a tale vicenda, Fidi fu chiamato “il Fondatore del collegio di Fermo”. Si dedicò anche alla poesia e allo studio della letteratura, pubblicando un libro in versi. Morì a Salerno il 15 maggio 1593. Un altro influente religioso fu padre Antonio Brandimante, che nacque ad Altidona il 20 agosto 1733. molto giovane si trasferì a Lapedona ed entrò poi nell’ordine dei minori conventuali, per poi divenire penitenziere apostolico a Loreto. Nel 1808 fu nominato parroco di San Salvatore in Onda a Roma ma, non avendo voluto giurare fedeltà ed obbedienza a Napoleone Bonaparte, fu costretto all’esilio. Si rifugiò a Lapedona per vivere con la sua famiglia però, temendo di essere perseguitato per non voler leggere gli editti di Napoleone all’altare e per non voler recitare il Te Deum per le sue vittorie, e per essersi inoltre rifiutato di consegnare ai francesi le liste dei giovani atti alle armi, condusse, come scrive egli stresso, “vita nascosta e privata”. Lasciata Lapedona, si rifugiò dunque in casa dei Conti di Genga, dove divenne segretario ed archivista del futuro papa Leone XII. Pubblicò vari volumi riguardanti la sto-

ria della sua terra, come Plinio Seniore illustrato nella descrizione del Piceno, pubblicato a Roma nel 1815, e Il Piceno annonario. Altri suoi scritti riguardano l’assistenza ai moribondi, la storia della famiglia Genga ed esercizi spirituali. Morì a Roma il 6 maggio 1838. Ancora tra gli intellettuali ricordiamo Francesco Maria Vascelli, nato nel 1744, famoso professore di teologia scolastica e morale. Insegnò nel ducato di Urbino e fu scelto dall’arcivescovo di Fermo come teologo per la sua arcidiocesi. Dovette aprire una scuola per accogliere i tanti giovani che desideravano diventare suoi allievi! Morì a Fermo nel 1794, consunto dalla costante applicazione allo studio. Uomo di scienza fu Agostino Felici (De Felicibus), celebre chirurgo del XVII secolo, che esercitò la professione ad Osimo e scrisse un ampio trattato di chirurgia, l’”Enchyridion Chirurgicum,” che fu pubblicato in Ancona nel 1704. Bisogna ricordare, tra i personaggi più importanti di Altidona, anche Nicola Bertacchini, canonico di S. Antonio Abate, che nel 1795 fondò l’ospedale che porta il suo nome. La struttura, che fino al 1921 si trovava accanto alla chiesa di S. Maria e S. Ciriaco, è stata ricostruita in via Bertacchini. Più vicina a noi è l’attività di Cesare Trevisani (1899-1952), noto in arte con lo pseudonimo Cesare d’Altidona. Giornalista, scrisse su vari quotidiani di eventi e personaggi delle Marche. Nel 1929 pubblicò una estesa Guida storico-artistica di Porto San Giorgio e paesi dei dintorni; nel 1948 fu edito Paese d’incanto, contenente sue liriche e saggi letterari di

autori marchigiani contemporanei. Cesare non era l’unico studioso nella sua famiglia: anche il nonno fu noto giornalista, scrittore di opere storiche e di romanzi, mentre lo zio Girolamo, figlio del senatore Giuseppe Ignazio, pubblicò studi scientifici di argomento zootecnico. In ultimo (ma solo a livello temporale) va evidenziata la figura del professor Gabriele Nepi (1923-2010), uomo di vasta e profonda cultura, una lunga vita caratterizzata dalla brillante carriera di docente, di pedagogista, di didatta, di appassionato storico locale, di latinista. Altidonese doc, visceralmente legato alla sua terra (pur avendo viaggiato e lavorato in tutto il mondo), di lui restano le brillanti iniziative culturali, le tante opere letterarie che ha lasciato ai posteri e che documentano la storia, l’arte, la cultura d’Italia, frutto delle sue certosine ricerche nei polverosi archivi e nelle preziose biblioteche grazie alle quali ha saputo svelare molti misteri della storia patria nazionale e, soprattutto, locale.


Altidona

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Economia/Da paese dei fornaciai a vivace centro turistico

Agricoltura, turismo e artigianato: i motori di Altidona Erano richiesti in tutta Italia e anche all’estero gli artigiani altidonesi maestri nella produzione di mattoni. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, infatti, il comune della Valdaso aveva raggiunto livelli talmente ottimali nella pratica di questa attività da essere conosciuto come il “paese dei fornaciai”. Un’arte presumibilmente antica quella della cottura dei mattoni, che, per più di mezzo secolo, ha dato lavoro a moltissimi altidonesi ed è stata motivo di vanto per il paese. A partire dal secondo dopoguerra, però, l’avvento della produzione industriale dei mattoni ha soppiantato rapidamente la fabbricazione artigianale, portando al declino di questa eccellente attività. Oggi sono agricoltura, turismo e artigianato i tre pilastri su cui poggia il tessuto economico di Altidona. Tre pilastri solidi e ben radicati nel territorio, che fanno del paese della Valdaso un comune vivace e in crescente e rapida espansione. Come nel recente passato, settore trainante dell’economia altidonese rimane l’agricoltura, con una significativa percentuale di popolazione attiva dedita alle tradizionali attività rurali, che raggiungono elevati livelli qualitativi e quantitativi nella produzione di frumento, uva da vino, ortaggi, frutta e barbabietole. Il paese ha inoltre sviluppato un significativo mercato legato al florovivaismo. Nella frazione di Marina, la presenza di tre campeggi ben organizzati e dotati di tutti i servizi necessari funge da traino per il settore turistico che raggiunge il suo culmine nel periodo estivo. Nel 2011 la presenza turistica ha raggiunto uno dei suoi picchi storici con ben 200 mila turisti che hanno soggiornato ad Altidona. L’avvento della crisi ha portato, negli

anni successivi, ad una parziale diminuzione delle presenze, ma il paese, il suo mare e le sue bellezze storiche, artistiche ed architettoniche esercitano ancora una forte attrattiva sui turisti che continuano ad arrivare da ogni dove. Sono molte, inoltre, le persone provenienti da diverse zone d’Italia e dall’esterno che hanno deciso di trasferirsi per periodi più o meno brevi ad Altidona, ammaliati dalla piacevolezza del clima, dal pacato ritmo di vita e dal paesaggio che abbraccia le più diverse bellezze naturalistiche. Degno di nota è poi il caso di un importante pittore belga che, tra il 2000 e il 2010, ha eletto il paese della Valdaso come luogo in cui vivere. La possibilità di degustare prodotti prelibati e genuini e piatti della tradizione preparati alla maniera di una volta nelle varie strutture ricettive presenti è di sicuro tra le ragioni che richiamano turisti che, oltre al relax del mare, vogliono soddisfare i piaceri del palato. Ancora in via di sviluppo, invece, è il settore dell’ospitalità alberghiera; ed è proprio su questo che dovranno concentrarsi gli sforzi di amministratori e privati, per fare in modo di garantire un’accoglienza completa anche a quei turisti che sceglieranno di trascorrere più giorni ad Altidona, non pernottando in campeggio. Non solo agricoltura e turismo, però. La poliedrica economia altidonese, infatti, manifesta notevole vivacità anche nel settore industriale, particolarmente dinamico nel comparto dell’artigianato locale. Tra le realtà di maggior prestigio spiccano la Sigma, azienda leader nella produzione di software e sistemi automatizzati per l’effettuazione di pagamenti, e Mare Più, ditta all’avanguardia nel settore ittico surgelato.

APPUNTAMENTI Inverno Stagione teatrale (Teatro Comunale - capoluogo) Maggio Festa del 1° Maggio (località Marina) Giugno Incontro polifonico (terzo sabato - capoluogo) Luglio Altidona… vivi la tua fiaba (capoluogo) Agosto Festa della birra (località Marina) Festa del Patrono San Ciriaco (8 agosto - capoluogo) Sagra della polenta con le lumache (primo finesettimana – capoluogo) Autunno Castagnata (capoluogo e Marina) Dicembre Concerto “Natale insieme” (capoluogo) Presepe Vivente (25 e 26 dicembre - capoluogo)

NUMERI UTILI Comune Ufficio Informazioni Turistiche Pro Loco Carabinieri Croce Verde Valdaso Guardia Medica Farmacia Unione Comuni Valdaso

0734.936353 0734.917016 0734.936353 0734.931322 0734.933216 0734.675111 0734.932180 0734.222004

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Altidona Comunità/Associazioni operative e manifestazioni per tutti i gusti

Tanta voglia di fare e di stare insieme Altidona è un paese ricco. Non parliamo solo del suo vasto patrimonio artistico ed ambientale. La ricchezza di Altidona sta anche nella sua cultura, nei costumi, nelle tradizioni da salvaguardare e tramandare, nell’attenzione al sociale, “all’altro”. E qui entrano in gioco le associazioni, vera e propria spina dorsale del paese. Ne sono tante, addirittura più di venti, e tra queste alcune brillano particolarmente per operatività e senso comunitario. Tra queste la Croce Verde Valdaso (vedi focus), da sempre impegnata nel campo dell’assistenza sanitaria e del sociale in genere. E poi sicuramente la Pro Loco di Altidona, costituita nel 1973 da un gruppo di altidonesi innamorati del paese e che, ieri come oggi, ha la finalità di promuovere, attraverso le proprie manifestazioni, il centro storico insieme al suo bagaglio di storia e tradizioni e i nuovi quartieri, creando interesse e momenti di aggregazione. Oltre a ciò la Pro Loco svolge il ruolo di ente turistico promuovendo il territorio comunale e della valle dell’Aso in tutta Italia ed anche oltre confine. Nell’arco dell’anno organizza diverse manifestazioni culturali ed enogastronomiche e supporta le altre associazioni presenti nel Comune, offrendo la propria struttura organizzativa e le forze lavoro necessarie. Tra le iniziative più importanti ricordiamo il “Presepe Vivente” con oltre 200 figuranti, che ha luogo nel centro storico cittadino il 25 e 26 dicembre di ogni anno, organizzato sin dal 1985. La manifestazione si svolge nella naturale scenografia del centro storico, attraverso un suggestivo intrigo di vicoli, piazzette e ambienti privati, consentendo al visitatore la scoperta degli angoli più nascosti del paese. Il Presepe Vivente è una manifestazione in costante crescita, confermata dall’affluenza di circa ottomila visitatori in ogni edizione. Altro evento di punta della Pro Loco è la caratteristica “Sagra delle polenta con lumache” (foto) che si svolge il primo week end di agosto di ogni anno. La manifestazione vuole rievocare la frugalità delle mense contadine, anche se nel tempo si è arricchita di gustose pietanze a base di carne e pesce sempre tipiche del territorio. La polenta è un piatto della gente del luogo, radicato nella tradizione popolare perchè “povero” e quindi alla portata di tutti: bastava, infatti, un pizzico di farina di granoturco, un po’ d’acqua e le lumache che venivano trovate nei campi. Tale manifestazione, dalla sua nascita, ha riscontrato grande interesse, sia negli abitanti di Altidona, sia nei numerosi turisti che nel periodo estivo trascorrono le loro vacanze nel paese. E’ proprio con lo scopo di celebrare la polenta che si è formata in Italia l’Associazione Culturale Polentari d’Italia, di cui la Pro Loco

di Altidona fa parte. Dal 1993 e con cadenza biennale viene organizzato il Raduno Nazionale Polentari d’Italia ogni volta in una sede diversa in base al Comune ospitante e durante il quale ogni Proloco propone la propria ricetta tipica di cucinare la polenta. Oltre a questi tre eventi, la Proloco di Altidona programma altre manifestazioni non meno importanti in tutto l’arco dell’anno. Altra associazione degna di menzione è “Il Grillo Parlante”, giovane sodalizio costituito da mamme e donne, nato con l’intento di ripristinare il dialogo nelle famiglie in una società in cui le innovazioni tecnologiche e i social network in genere, fanno si che il bambino si estranei dalla realtà e si faccia scudo di una maschera che non gli appartiene e che talvolta può risultare pericolosa. L’Associazione ha sede in Altidona e vuole perseguire varie finalità: diffondere e ricercare un nuovo linguaggio culturale attraverso l’arte, la creatività e lo spettacolo; promuovere l’arte intesa come pittura, scultura, fotografia, arte digitale, musica, danza, teatro, cinema, enogastronomia, letteratura, poesie, viaggi, animazione, promuovere convegni, dibattiti, proiezioni, manifestazione, festival e rassegne, assegnare premi e riconoscimenti per iniziative culturali come ad esempio lotterie, pesche o banchi di beneficenza, promuovere e collaborare all’organizzazione di manifestazioni del tempo libero come festeggiamenti popolari, spettacoli pubblici, gite. La manifestazione che maggiormente rappresenta l’Associazione è “Altidona… vivi la tua fiaba” in cui circa centocinquanta tra genitori e bambini si mettono in gioco, nel paese trasformato in un castello incantato, per vestire i panni degli eroi delle fiabe che da sempre fanno sognare. Sono circa venti le fiabe rappresentate per due giorni, nel mese di luglio, nel suggestivo scenario del centro storico di Altidona. Passiamo alla musica: la “storica” Corale “Gino Serafini” di Altidona nasce


PER SAPERNE DI PIÙ Altidona da castello a paese, Luigi Rossi, AndreaLiviEditore, 1999 Storia di Altidona, Gabriele Nepi, 1985

nell’autunno del 1981 dalla passione di un gruppo di amici per il canto e per lo “stare insieme”. E’ diretta sin dalla sua fondazione dal M° Valerio Marcantoni. Ha tenuto concerti al Teatro Vaccaj di Tolentino insieme all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, presso l’Arena Sferistereo di Macerata, eseguendo l’inno “Terra delle Armonie” di Jimmi Fontana; al Teatro dell’Aquila di Fermo insieme con l’Orchestra fiati cittadina. Tante le iniziative messe in campo, le rassegne, i concerti e gli spettacoli a cui ha partecipato nel corso degli anni. Annoveriamo inoltre due CD incisi nel 1998 e nel 2005. Organizza ogni anno, nel terzo sabato di giugno, un “Incontro polifonico” e nel mese di dicembre la Rassegna “Natale Insieme”. Nell’universo culturale altidonese un posto in prima fila spetta anche alla “Compagnia Teatro InStabile” che nasce nel 2005 come sezione teatrale dell’Associazione Culturale Altidona Belvedere che incarica due suoi esponenti (Mauro Giommetti & Laura Crotti) di portare avanti un progetto di recitazione che riguardi ragazzi di età compresa fra i 6 e i 16 anni. Negli anni tengono corsi teatrali, attività, saggi e spettacoli sempre più complessi, distinguendosi soprattutto per le commedie musicali per le quali si avvalgono della collaborazione per le coreografie dell’insegnante di danza altidonese Michela Mora. Nel 2013 diventano autonomi come Compagnia Teatro InStabile tenendo dei corsi anche a San Benedetto del Tronto presso il Teatro San Filippo Neri e estendono il loro repertorio anche al genere del teatro-canzone di Giorgio Gaber. Altra significativa realtà è l’Associazione Culturale Altidona Belvedere che nasce ufficialmente nel novembre 2003 ma inizia informalmente la sua attività alla fine degli anni ’90. Grande e importante è stato lo stimolo rappresentato da una rilevante figura della cultura artistica tedesca, Joachim Blueher, prima gallerista ora direttore dell’Accademia di cultura tedesca “Villa Massimo” di Roma. Da lui è stato possibile apprendere i rudimenti della tecnica di allestimento delle mostre fotografiche. Nel tempo l’Associazione Altidona Belvedere ha

FOCUS Croce Verde Valdaso

La Croce Verde Valdaso, associazione di volontariato senza scopo di lucro con sede a Marina di Altidona, viene costituita nel 1995 da un gruppo di cittadini uniti in un comune sentire altruistico e volontaristico. Costoro, presa coscienza di una situazione logistica che vedeva il territorio sfornito di un servizio di emergenza in grado di intervenire nell’arco di pochi minuti, reputarono giustamente necessaria la creazione sul territorio di un’Associazione in grado di far fronte a tale mancanza. L’Associazione

Altidona

realizzato e collaborato alla realizzazione di svariati corsi di fotografia, ripresa e montaggio video, cicli di proiezioni dedicate al cinema, mostre estive dedicate ai maestri della fotografia, mostre inserite nel programma del Premio Letterario “Paolo Volponi”, mostre di interesse locale frutto di progetti fotografici, pittura e di altre forme di espressione artistica, incontri, proiezioni e workshop con importanti fotografi italiani, produzioni di video, documentari e reportages, spettacoli teatrali autoprodotti, serate di proiezioni, incontri tematici, viaggi a festival della fotografia, concorsi fotografici. Dal 2011 gestisce la Fototeca Provinciale di Fermo che attualmente dispone di un archivio di circa 40.000 immagini storiche e circa 30.000 immagini di avvenimenti più recenti riguardanti il territorio. Torniamo al sociale: l’associazione “Regala un sorriso ai bambini” onlus nasce dall’idea di un gruppo di amici i quali, in occasione del compleanno del figlio di uno di loro, decidono di raccogliere fondi rinunciando in parte ai regali, per donarli ad associazioni che si occupano di bambini meno fortunati. L’associazione opera principalmente nei settori dell’assistenza sociale, della tutela dei diritti dei bambini e nella beneficenza nell’ambito del territorio della regione Marche. A tal fine organizza mostre, spettacoli, concerti, rappresentazioni, attività educative, punti di ascolto ed eventi di qualsiasi tipo finalizzati alla raccolta fondi da devolvere ad enti, associazioni, strutture che si occupano di attività sociali per la tutela di bambini e adolescenti meno fortunati. Tra le altre associazioni attive ad Altidona citiamo: l’Associazione Carabinieri in Congedo, l’Associazione Motociclisti, la Società Sportiva A.C. Altidona, l’Associazione Federcaccia, la Società Sportiva Spes Altidona, l’Accademia Musicale Internazionale “Maria Malibran” che nel suo operato si avvale della collaborazione di docenti di altissimo livello, di musicisti di fama nazionale ed internazionale e di personalità artistiche di rilievo, offrendo così agli studenti un percorso di studio accademico di qualità.

è cresciuta negli anni sotto vari aspetti, aumentando significativamente i servizi offerti alla comunità. Oggi la Croce Verde Valdaso si occupa professionalmente di soccorso emergenza/urgenza – Sistema emergenza territoriale 118; trasporto sanitario; trasporti sociali; assistenza a manifestazioni; corsi di primo soccorso per la cittadinanza; nozioni di primo soccorso nelle scuole. L’impegno profuso ha visto crescere soprattutto l’efficienza del servizio delle emergenze sanitarie le quali, con la

gestione delle stesse da parte della Centrale Operativa provinciale del 118, sono oggi in grado di assicurare un invidiabile livello di qualità in linea con i migliori standard internazionali. Questo ovviamente ha richiesto agli addetti ai lavori un impegno e un sacrificio sempre più intensi dato il sempre maggiore affinamento delle tecniche di soccorso, ma si è sempre trattato di un impegno e di un sacrificio donati con passione considerata quella che spesso è la posta in gioco, la vita umana.

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