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Supplemento al Corriere della Piana N°38 anno 2016 - “Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale - 70% Aut: ATSUD/CZ/518 val. dal 13/10/15”

Franco Tigano “padre dello sport” a Palmi e non solo


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Piazza 1° Maggio - PALMI (RC)


Editoriale

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Bilanci auspici e auguri

I

l nuovo mese dello sport reggino si apre con un respiro mondiale. Gli Internazionali d’Italia di Motocross bussano alle porte e a Lamezia Terme è tutto pronto per un evento che mai prima si era visto in Calabria. Piloti di 18 e forse più nazioni giungeranno da tutto il mondo per la seconda prova. Il circuito dell’Oasi del Mediterraneo, mentre scriviamo, sta subendo un pesante maquillage con l’opera di quel mago della ruspa che è Armando Dazzi. Certa la presenza di Cairoli, guest star incontrastata del firmamento crossistico, l’attenzione del pubblico sarà però catalizzata dai due campioni “Made in Corriere della Calabria”: Giuseppe Piana Tropepe, che già da Sport Magazine un po’ respira l’aria Supplemento al del giro buon del Corriere della Piana circuì e Emilio N°38 del 22 Gennaio 2016 Scuteri, che in 125 sta Direttore Responsabile facendo Luigi Mamone Testi Gianluca Iovine Domenico De Angelis Deborah Serratore Valentina D’Elia Francesco Falleti Francesco Di Masi Foto Studio F.lli Caruso Valentina Varamo ASD Pallavolo Palmi Deborah Serratore Free’s Tanaka Press Grafica e impaginazione Umberto Sirò

di Luigi Mamone

faville con la KTM del Team celestini: di fatto una struttura satellite di Cairoli che per Scuteri è stata la conferma dell’attenzione che il Tony nazionale riconosce al giovanissimo rider di San Calogero che considera il suo erede e che certamente il prossimo anno esordirà in Mx 2 nel mondiale, speriamo da subito con De Carli che - baciato com’è dalla fortuna che aiuta gli audaci - quel titolo di World Championship team che da anni detiene, se lo vuole tenere ben stretto magari pensando di far cappotto accaparrandosi i titoli della MX2 e della MX1 nella stessa stagione. Fantapolitica. Chissà. Ma nel mondo del cross, tutto cuore, audacia, fango, passione e tecnologia tutto è possibile...


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Palmese - Roma 1-2 anno 1934

di Gianluca Iovine

O

PICCOLE STORIE DEL GRANDE LIBRO DEL CALCIO

gni volta che si apre il Grande Libro del Calcio, quelle pagine riservano sorprese. Le storie si intrecciano e si perdono come fili di lana vecchia, chiedendo al cercatore di storie grandi sforzi di immaginazione quando, privo di ogni riferimento, non gli resta che affidarsi al ricordo collettivo. È in quel momento che, a far rivivere le pagine ingiallite di un giornale di provincia, diviene all’improvviso sufficiente la sensazione di aver giocato in altri campi, di aver combattuto alla pari contro avversari di rango, di essere insomma esistiti. E questo persino quando la squadra della città si è ormai dissolta per sempre, e tutto, anche l’ultimo glorioso undici sembra non abitare più la cornice in alto sul bancone del bar in piazza grande. Strano, eppure anni così rapidi e tecnologici come questi, ci concedono il vantaggio della cono-

scenza condivisa, lasciandoci mano libera almeno nella capacità di archiviare e riscoprire il passato, a vari livelli. Il calcio, anche quello di periferia, non poteva sottrarsi a questa tendenza generale, che dietro l’espressione un po’ fredda di Big Data, può celare un giacimento di storia sociale. Il segreto è fermarsi, e cercare bene, a costo di scavare a mani nude tra le pagine. Solo così, lo sguardo e la mente possono vincere il tempo, fermandolo, e oltrepassare statistiche ed elenchi di superficie, ed addentrarsi nel profondo, riportando alla luce squadre e atleti coperti dalla polvere del tempo. È un esercizio che ai più potrà sembrare inutilmente doloroso o anche romantico in modo ridicolo, ma vale comunque a mostrare le radici nascoste dell’oggi. Sì, perché la grandeur di tante piccole squadre che appaiono nei cartelloni di provincia come titoloni illustrati di certe mostrine dei cinema anni


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Gigi Marulla in una storica foto con Maradona

Sessanta, non poggia sul nulla, anzi. Se nel Monferrato o nell’entroterra di Napoli, nella Bassa Padana o in Triveneto qualcuno ricorda partite epiche, è perché ha vissuto, magari anche solo nel racconto degli anziani, l’ultima eco conosciuta di una grande storia. E pazienza se poi nel tempo la bellezza è stata scalfita dalla disaffezione e dalle sconfitte, sporcata da tribune vuote e fallimenti, o dissolta da retrocessioni e inchieste giudiziarie: il ricordo di quelle maglie a correre nel sole, nei giorni magici a giocare la Coppa Italia, o fra le vertigini di un’insperata promozione in Serie A, nessun ufficiale giudiziario, nessuna cancellazione del titolo sportivo potrà mai portarli via. In fondo, se una squadra è sprofondata nell’anonimato sportivo, i motivi possono essere tanti. E la sconsolata, recente, lettera alla dirigenza nazionale del CND firmata dal presidente del Grotteria, penalizzato da alcuni

errori arbitrali, e a un passo dall’abbandonare tutto, ne cita alcuni. In Calabria, come visto per la squadra femminile dello Sporting Locri, fare calcio agonistico può essere più difficile che nel resto d’Italia, perché alla fatica di atleti e dirigenti, ai sacrifici economici fatti per sostenere la squadra, si aggiungono le difficoltà di comunicazione con le federazioni e il sistema arbitrale, oltre alle possibili ingerenze esterne di provenienza criminale. Infatti, come spiega il libro-inchiesta di Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo “Football Clan”, le mafie puntano ad accaparrarsi squadre che abbiano un qualche seguito popolare per riciclare denaro e spostare consenso. Le squadre calabresi anche per questi rischi, anche quelle che occupano i gradini più bassi della piramide sportiva nazionale vanno onorate e trattate con affetto, già per il solo fatto di esistere, dando respiro a un territorio dimenticato da troppi. E se alcune di queste società sportive, oggi sembrano poter raccontare solo piccole storie di provincia, non bisogna fermarsi all’apparenza. Perché tante di esse sono state un giorno parte della grande Storia del calcio, quella vera. In una giornata fredda di vento e pioggia come questa è tempo di sedersi. Il racconto può dunque incominciare. C’era una volta in Calabria. Ma forse, un giorno, ci sarà ancora.


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Reggina promozione in Serie A, 13 giugno 1999

di Gianluca Iovine

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UN GRANDE PASSATO DAVANTI

torie, dunque, conservate nell’Albo d’Oro, come si fa con il vestito da sposa, nella certezza negativa che forse l’impresa leggendaria non tornerà più. In queste righe entreranno solo le poche immagini che un articolo concede, ma per alcune delle squadre di Calabria un libro potrebbe non bastare. L’A.S.D. Città di Siderno 1911 oggi gioca in Promozione, nell’impianto intitolato a Filippo Raciti. Agli albori del calcio, quando da poco era sorto il girone unico della massima serie, l’estate 1938 non fu solo quella dei Campioni del Mondo di Vittorio Pozzo, ma anche il momento magico della squadra jonica, promossa in Serie C. L’anno seguente giunse ottava, scendendo in Prima Divisione Calabria nel Campionato 1939-40. Il periodo di massimo splendore di quella che allora era l’AS Juventus Siderno coincise con

i duri anni di guerra, poi una lunga discesa. L’A.S.D. Reggio Calabria, è storia di ieri, ha preso il posto della grande Reggina. Gli amaranto, che ancora oggi richiamano pubblico allo stadio Oreste Granillo, hanno in panchina quel Ciccio Cozza che li ha guidati alla prima, storica promozione in Serie A. Dopo anni di tentativi, sfiorando la massima serie senza mai riuscirci tra gli anni Settanta e Ottanta, e con un cambio di allenatore a sei giornate dal termine, il 13 giugno 1999 la Reggina allenata da Bruno Bolchi vinse contro i granata al Delle Alpi di Torino. Torino rimase una città del destino per quel primo, straordinario pareggio in casa della Juventus, e per almeno uno dei ragazzi allenati da Franco Colomba: Andrea Pirlo, destinato a diventare bandiera del Milan, della Juventus, e della Nazionale, dopo essere stato tra i protagonisti della prima, storica salvezza conquistata a Reggio, alla penul-


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Una formazione della Reggina in Serie A, 1999

tima giornata, pareggiando con il Verona. La Reggina per anni ha dato del tu alle grandi, con la leggendaria remuntada di Mazzarri da una penalizzazione impossibile: una squadra così può solo tornare grande. L’A.S.D. Società Sportiva Rende oggi non è più l’unico

vanto di una città di universitari e giornalisti. Eppure, dall’autunno 1979, e per ben cinque anni, la figurina dell’undici biancorosso fu una presenza fissa negli album “Panini” dei ragazzi italiani. Ma più in là dell’ottavo posto ottenuto in Serie C1 - Girone B nella stagione 1980-81 non si riuscì ad andare. Si chiamava Carbonara, ed era attiva già a fine Ottocento. Anche per questo non deve stupire la presenza della Feltrinelli Villese, poi Villese e basta, nel campionato di C, stagione 1946-47. All’epoca, per facilitare gli spostamenti in un Sud Italia squassato dalla guerra appena conclusa, il campionato era suddiviso in tre Leghe Interregionali, con al loro interno diversi gironi. Il quinto posto, conseguito nell’anno della Costituzione Italiana, affrontando principalmente altre compagini calabresi e siciliane, va ricordato per una squillante vittoria

sulla Reggina. Poi la nobile squadra di Villa ebbe a cambiare i suoi orizzonti. Il Nuova Cosenza Calcio è qualcosa di più della squadra che nel 1989 arrivò a un passo dalla Serie A: è una fede rocciosa, che crede nel vino bevuto abbracciandosi sconosciuti sui treni speciali, o agitando le enormi bandiere dello stadio San Vito: una squadra di Lupi, che non si piega mai, salvo non sia lei stessa a decidere di sciogliersi in lacrime per ricordare l’assassinio di Denis Bergamini o l’improvvisa scomparsa di Capitan Marulla. La Libero Calcio Nuova Gioiese per tutti è semplicemente la Gioiese. E a volte capita ancora di vederli, i ragazzi che tifano viola e arancio, affollare la stazione di Gioia Tauro. Non ce n’è uno che abbia dimenticato il campionato 1981-82. Quello della promozione in C2, prima ancora di quello disputato con Bruno Jacoboni in panchina, fu il tempo del Professor Franco Scoglio, che con le avversarie più difficili seppe prevalere su tutti, vincendo il torneo al photo finish con l’Ischia. E poi c’è l’Unione Sportiva Palmese A.S.D. A Palmi il calcio è una cosa seria, e anche se ne è passato, di tempo, gli spareggi del 1935 con Taranto e Andrea Doria per la scalata alla Serie B sembrano cosa di ieri. La guerra, come in altri casi, sparigliò le carte, non senza una spolverata di gloria nel campionato di C 1951-52. Pur destinata agli scenari regionali, la Centenaria, come la chiamano qui, si fa rispettare e può vantare belle


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Giocatori del Crotone in festa per la vittoria sul Cagliari (3-1)

soddisfazioni, come la Coppa Italia Dilettanti Calabria del 1997-98 e le due Supercoppe regionali conquistate nel 2008 e nel 2015. Il punto più alto della storia dell’Unione Sportiva Vibonese Calcio è recentissimo: seconda dietro il Sorrento nell’estate 2006, dopo aver superato l’ostacolo play-off, si trovò a salire dalla Serie D alla C2. La squadra, guidata alla vittoria da un presidente nato a Vibo Valentia, l’avvocato Gurzillo, trascorse sette anni avventurosi giocandosi la salvezza ai play-out e dimostrando grande carattere, prima di un recente, e speriamo temporaneo, stop nelle serie inferiori. Davanti ai quasi quindicimila del Nicola Ceravolo l’Unione Sportiva Catanzaro vola ancora, ma la nostalgia è grande per i bei tempi, quando le Aquile Giallorosse

seppero arrivare, dalla Serie B, a un’incredibile Finale di Coppa Italia nel 1966, persa a Roma il 19 maggio 1966 contro la Fiorentina. Seguì poi una memorabile inchiesta RAI che raccontava il razzismo strisciante delle mogli dei calciatori costrette a seguire i loro mariti dall’estremo nord al profondo Sud italiano nella folle avventura di una squadra calabrese, che giocava il suo primo, storico, campionato di A, stagione 1971-72. Tra il 1980 e il 1982 vennero due straordinari settimi posti consecutivi. Poi, con la consegna simbolica dello scudetto’82 alla Juventus di Liam Brady, un lungo peregrinare verso il basso. A Lamezia il professionismo coincide con gli anni del boom del Totocalcio. La Vigor Lamezia Calcio già nel 1946-47, insieme a Catanzaro e Crotone assaggiò la Serie C. La squadra biancoverde è stata per anni una presenza fissa in schedina, senza però mai davvero progredire verso l’alto, un po’ come quel suo stadio, tirato su nel nulla e mai inaugurato, destinato a una serie B mai ottenuta. Mancano gli squali, i pitagorici, i rossoblù. Mancano i ragazzi della città di Rino Gaetano, che il 30 aprile 2000 accarezzarono il sogno della B, trascinati dai ventotto gol del bomber dei record Andrea Deflorio. Il Football Club Crotone è un magnifico, gioioso teorema, che quest’estate dalle tribune dell’Ezio Scida travolgerà tutti gli appassionati delle belle favole di calcio.


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Giocatori e Dirigenti della Nuova Folgore Rossoverde insieme alla squadra della Nuova Sammartinese

di Domenico De Angelis

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Ettore Fieramosca: un nome una garanzia! 40 anni di calcio giocato e goal

port e riconoscenza. Ecco la sintesi di una gioiosa partita vinta da tutti. E sì. Lo sport sa essere riconoscente. In particolare, la riconoscenza è una caratteristica propriamente umana (laddove la si vuole mostrare). È un qualcosa di speciale, che non può essere né comprata né regalata. Può essere solo conquistata e meritata. Quante volte abbiamo udito la famosa frase: “un vero campione non tradisce mai”. È proprio vero, ma a ciò si può aggiungere che non si è campioni nello sport senza esserlo nella vita. In questo caso, non si tratta di vincere il “pallone d’oro” ma qual-

cosa che va oltre. Qualcosa per cui bisogna essere grandi nella mente e nel cuore. Non solo, bisogna che tutti riconoscano nel campione queste qualità, additandolo a quanti hanno voglia di imparare ad interpretare quel magnifico sport di squadra che è il calcio. Per farlo serve professionalità e saggezza oltre ad un necessario e sano concetto di divertimento. A tal proposito, il 10 gennaio u.s. a Polistena, si è scritta una entusiasmante pagina di sport. Una pagina le cui righe sono piene di “storia presente”. Una storia che ha visto un uomo emergere per fair play, eleganza e rispetto, dentro e fuori il rettangolo di gioco. Un premio per i “40 anni di calcio giocato”. Per un calciatore “vecchio stampo”, che ha saputo imprimere un segno indelebile nel cuore di quanti si sono confrontati con lui nel campo di calcio, e non solo. Per tali e tanti motivi, la Dirigenza della squadra calcistica “Nuova Folgore RossoVerde”, ha voluto, a nome di tutta la squadra, riconoscere il merito umano e sportivo di Ettore Fieramosca, premiandolo con una targa ricordo, nella quale si legge: “40 anni di calcio e non sentirli... storia di Sport, Amicizia e Lealtà!”. In un clima di fe-


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Ettore Fieramosca al centro, festeggiato dai compagni di squadra e dai dirigenti della Nuova Folgore rossoverde

stoso “terzo tempo”, subito dopo la partita di campionato tra la Nuova Folgore RossoVerde e la Nuova Sammartinese (per la cronaca terminata 7-1) nella sala attigua al campo sportivo “Juvenilia” di Polistena, è stato festeggiato il talentuoso calciatore. Per capire le ragioni di tale premiazione, è bene ricordare qualche particolare del curriculum sportivo dello storico n°10 laureanese. È con tale numero, impresso nella maglia, che Ettore Fieramosca, non ancora sedicenne, esordisce con la Fiamma Laureana il 10 gennaio 1976 nel campionato di terza categoria. Da quel giorno in poi, un crescendo di risultati sportivi positivi contribuisce alla prima convocazione agli allievi regionali di Calabria. Il giovane e promettente laureanese è segnalato alla grandi squadre, ma rifiuta in successione diversi trasferimenti, fra i quali Cosenza, Soverato e nel ‘77/’78 selezionato dalla Reggina Calcio, decide di restare fedele a Laureana. In seguito provano ancora a convincere il giovane calciatore sia il Sorrento Calcio che il Casale Monferrato, ma niente da fare, la fede calcistica è una caratteristica del Fieramosca. Anche la Vibonese bussa alla sua porta ma l’esito resta identico. Ci provano in sequenza nel 1980 il Messina, nel 1981/82 il Pro-Gorizia e nel 1983 addirittura il Novara, ma niente da fare, Ettore è radicato nella sua terra e da lì sembra non volersi staccare. Infatti, dal 1979 al 1990 è il capitano della Polisportiva Laureana, e per dimostrare il suo valore, nonostante le varie insistenze da club più blasonati, non accetta alcun trasferimento, nemmeno con il Torino

di mister Ferretti, né con il Bancoroma né con il Chieti in serie “C”. Nel ’91 arriva la storica Promozione con la Polisportiva Laureana. Dal ‘91/’92 al ‘01/’02 disputa il campionato di Promozione con la società A.C.R. Laurabella di Laureana di Borrello. Gli amici calciatori, lo ricordano come un uomo fondamentale “all’interno dello spogliatoio ed in campo”, equilibrato e capace di fermezza nelle varie situazioni. Non solo, anche gli arbitri hanno per lui parole di stima per la correttezza dimostrata nel terreno di gioco. La medaglia disciplina (in più edizioni), è infatti presente nel suo ricco palmares. Nell’agosto del 2014, riceve il premio carriera calcistica assegnato dalla Polisportiva Laureanese. Attualmente disputa il campionato amatori con la “Nuova Folgore RossoVerde” di Polistena. In un mondo del calcio in cui sembra dominare la logica del successo e della ricerca di stipendi milionari, esempi come questo restituiscono un senso di fedeltà che appartiene a pochi. Anche per questo il Fieramosca è stato premiato.

Ettore Fieramosca al taglio della torta per i 40 anni di carriera


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di Deborah Serratore

Il professore Tigano con i ragazzi della maschile - Foto Asd Pallavolo Palmi

Maestro di vita e di sport

Il Professor Tigano

Figura carismatica da ricordare

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uelli che ti hanno conosciuto davvero, “Professuri” Tigano, ti ricordano simpaticamente a fumare una sigaretta dietro l’altra: “Una volta - ci racconta uno dei tuoi giocatori migliori, Nunzio “Blesca” Sprizziera talmente preso da una partita della sua Pallavolo Palmi che non si accorse di fumare una sigaretta spenta che gli avevamo dato per scherzo”. Chi ti ha amato davvero, poi, ti ricorda come un padre. Il “padre dello sport” a Palmi e non solo. E non è un’esagerazione. Amavi a tal punto la pallavolo da fare innamorare di questa disciplina un’intera Piana: l’ ”invenzione” della Pallavolo Palmi - la prima squadra di volley del territorio pianeggino - nel 1972 ha dato il “la” alla formazione di nuove società come il Taurianova, il Cinquefrondi, il Cittanova. Tutto ciò che toccavi diventava oro, proprio perché amavi profondamente quello che facevi. Tu però non ti sei mai sentito un “Re Mida”: “Meglio badare ai

fatti che alle cariche”, dicevi sempre. Lo hai affermato persino quando ti hanno fatto “Cavaliere della Repubblica”. Nonostante la tua infinita modestia, caro Franco, almeno lasciati chiamare: “Professuri di vita”. Non ti accon-

Franco Tigano con la figlia Adele allo stadio Lo Presti Foto privata famiglia Tigano


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Pallavolo Palmi maschile e femminile al completo - Foto Asd Pallavolo Palmi

tentavi mica di far imparare ai tuoi allievi le basi dell’educazione tecnica, tu insegnavi loro a vivere: hai fatto lo stesso con tutte le animelle e i protagonisti del “carro viaggiante”, la Varia, che seguivi a ogni edizione; con te poi un’allegra banda di studenti si è sentita un gruppo di campioni. L’idea ti è venuta così: avevi visto i tuoi due colleghi professori Nazareno Fotia e Luigi Sarlo radunare i ragazzi di Palmi del “Centro sportivo italiano” per partecipare alle finali nazionali dei “Giochi della gioventù”. E tu, che dispensavi idee e passioni al ritmo delle sigarette che fumavi, hai formato due squadre leggendarie (il Palmi maschile si impose da subito, il femminile leggermente più tardi) che hai allenato per vent’anni in tutte le categorie: chi può dimenticare la “scalata” in serie C maschile raggiunta dopo appena tre anni dalla fondazione della “Palmi del Volley”? E dire che i primi tempi giocavate dove capitava: in principio fu Piazza Primo Maggio, poi alla palestra della scuola media Armando Zagari e in quella realizzata in lamiera chiamata ”scatolone”. Appena staccato con la scuola, ti dedicavi a coinvolgere la tua nuova “famiglia allargata” in questo bellissimo gioco chiamato pallavolo: persino alcuni genitori dei tuoi ragazzi e ragazze facevano parte della società e, se qualcuno di loro non si presentava agli allenamenti, ti preoccupavi e telefonavi a casa. Te li ricorderai tutti, caro

“Professuri”, i tuoi uomini: il tuo primo capitano Nando Marincola, e poi Peppe Grassi, Totò Santambrogio, Pasquale Barone, Enzo Celi, Franco Viola, Pino Gelardi alias “bakerino”, Pino Caracciolo, Peppe Varriale e l’indimenticabile Elio Maisano. In campo femminile poi (dove brillavano Rosaria Violi, Anna e Maria Celi, Enza Bagalà, Ketty e Rosellina Bonaccorso, Enrica Scolaro, Paola De Salvo, sei stato uno dei promotori dell’emancipazione femminile a Palmi, grazie a te è nata la “donna sportiva palmese”. Tornando agli uomini, non dimentichiamoci del “Blesca” Sprizzi e di Pino Carbone: a entrambi hai lasciato il timone della Pallavolo Palmi nel ‘90 quando il tuo cuore, “stremato dalle passioni” non ce la fece a sopportare il peso di mille impegni. Il “sacro fuoco” dello sport ha sempre bruciato in te come una fiaccola olimpica, fin da giovane. Come al solito, anche da ragazzo non ti sei limitato al compitino di praticare una sola competizione. A te non bastava. Volevi volare sempre più in alto. Addirittura hai primeggiato nel volley - tanto per cambiare - giocando in serie C con una squadra di Genova, la Sampierdarena; poi non contento sei diventato campione regionale e provinciale di salto triplo, salto in lungo, alto, decatlon e pentatlon; e come se non bastasse, ti sei regalato il titolo di vicecampione italiano nel triplo a Roma, alle Terme di Caracalla. Ancora, ancora più in


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La leggendaria Pallavolo Palmi degli anni ‘70 - Da sinistra Franco Tigano (allenatore), Pino Caracciolo, Peppe Grassi, Nunzio Sprizzi, Pino Piromalli, Pino Gelardi - Foto privata famiglia Tigano

alto anche nel calcio: hai amato a tal punto la Palmese da giocarci come portiere in serie C Interregionale (stagioni ’49, ’50 e ’51) e da diventarne poi dirigente negli anni ’60. Non hai mai spento il fuoco della passione sportiva, Franco, neppure quando la tua brillante carriera d’atleta si interruppe per sempre mentre come al solito volavi in alto durante una gara di salto con l’asta: a parte il rene asportato, il tuo cuore d’atleta batteva sempre più forte e non potendo più librarti in aria hai insegnato ai giovani a spiccare il volo. Lo hai insegnato a una vispa bambina, che non è l’Animella (che sta abbastanza in alto pure lei), ma tua figlia Adele: a lei più di ogni altra persona al mondo hai trasmesso la sana malattia di cui eri affetto, l’amore sconfinato per lo sport. “Lui riusciva sempre a coinvolgermi in tutto. Aveva cuore per tutti e non faceva differenze tra ricco e povero - io poi tra l’altro sono un vero maschiaccio” - ricorda Adele, che ormai non è la bimba a cui facevi vedere la Varia sulle tue spalle - “Mi ha fatto appassionare al calcio, che mia mamma Concetta odiava” - sorride - “Lui voleva che facessi il portiere ma preferivo giocare in attacco”. Per AdeleTigano, che è stata anche speaker radiofonica ed uno dei primi arbitri di volley donna della Regione, gli anni del volley sono stati i più belli della sua vita. Era proprio emozionata il giorno del memorial del 6 gennaio

(che meritava una maggiore risonanza mediatica) dedicato a te e al tuo caro amico Mimmo Bosurgi: “Le pagine sportive condivise con Franco Tigano sono state sicuramente le più belle” ha detto di te Franco Pellicanò, presidente della USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) Calabria, che ha premiato la tua piccola calciatrice. L’evento, organizzato dalla FIPAV Calabria (rappresentata dal commissario provinciale Domenico Panuccio) e dalla ASD Pallavolo Palmi ha dimostrato come la sana epidemia dello sport sia ancora diffusa nei giovani che tu tanto amavi: ne abbiamo visti tanti, oltre all’amichevole tra Golem e

Franco Tigano riceve un premio dalla Us Palmese 1912


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Le ragazzine presenti al Memorial Tigano - Bosurgi

La sana epidemia dello sport è ancora diffusa nei giovani che tu tanto amavi Soverato (che ha visto le cavallucce marine imporsi per 3-0), ragazzi e ragazze delle giovanili del Taurianova, Luck e Palmi per il maschile e Ekuba, Palmi, Mymamy RC Campo Calabro, Golem e Volley Piana per il femminile. Pensa, il “Volley Piana” è addirittura un progetto che unisce in un’unica società diverse realtà come Oppido, Varapodio, Cittanova: “Il nostro intento è creare una cultura del volley dando l’input a società locali di diventare indipendenti, proprio come fece il professor Tigano tanti anni fa”. Eh si, hai dato a questo pezzetto di Calabria una mentalità sportiva ed hai fondato la più longeva società di Volley della provincia, che peraltro non è mai fallita. “La cosa più bella che mi ha insegnato Tigano è l’umiltà”, parola del tuo allievo e poi allenatore della femminile Francesco “Ciccio” Trentinella, che parla con orgoglio della stella d’argento CONI consegnata alla Pallavolo Palmi a vent’anni di distanza da quella di bronzo da te ricevuta. Chissà professuri, adesso che tu hai realizzato finalmente il tuo sogno di essere lassù, più in alto di tutti ti sarai sentito troppo solo ed avrai voluto vedere la tua Pallavolo Palmi come una brillante “stella

tra le stelle”: dopo anni di oscurità, si spera che possa presto diventare grande. Ora che sei tra le stelle ti vediamo però nitidamente vicino, Professuri Tigano: eri e sei ancora adesso la nostra stella polare. La tua luce è per sempre. E questa luce guiderà il cammino dello sport in Calabria e di chi ti ha amato per molto tempo ancora. Grazie Professuri!

Adele Tigano premiata da Franco Pellicanò, presidente della USSI Calabria - foto Deborah Serratore


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La squadra della DEA Volley 2015-2016

di Valentina D’Elia

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La brasiliana Suellen Da Silva

D’Aspi Volley alla Dea Volley, un sogno diventato realtà…

ra il Settembre 2009 quando la comunità Aspi Padre Monti, già presente con realtà importanti nel mondo dello sport con il calcio ed il basket, decide di lanciare il progetto “pallavolo femminile” a Polistena, affidandolo alla giovane allenatrice Michela Siclari. I primi allenamenti si svolsero in una piccola palestra delle scuole elementari con i palloni di gomma e il primo anno si radunarono poco più di venti ragazze per provare il nuovo “giocattolo”; un percorso decisamente tutto in salita, che riscontrò la prima vittoria nel poter usufruire di una struttura tutt’oggi invidiata da tutta la provincia, il Palazzetto dello Sport “Caduti sul lavoro” (800 posti a sedere). Ed i successi veri e propri non tardarono ad arrivare, già dal secondo anno d’attività il presidente Fratello Stefano e l’allenatrice Michela Siclari trovarono le prime soddisfazioni raggiugendo la finale regionale u13, salendo sul

podio qualificandosi terza; nelle stagioni successive si riuscì a formare, oltre a vari gruppi under, una prima squadra che partì dalla serie più bassa: la seconda divisione. Dopo un solo anno di stallo, l’Aspi centrò due promozioni consecutive, per ritrovarsi nel giro di tre anni a livello regionale in serie D con al timone il duo Masci-Albanese e in campo giovani atlete tutte di Polistena. Il primo anno di serie D fu comunque un anno positivo, all’entusiasmo locale si avvicinarono diverse ragazze dei paesi limitrofi e due di queste si unirono al gruppo e insieme centrarono una salvezza tranquilla, riuscendo addirittura, al di fuori di ogni pronostico a prendere parte dei playoff promozione. La serie D diventa però un campionato regionale, con lunghe trasferte e tanti costi che una società come l’Aspi Padre Monti non poteva mantenere con il solo contributo delle ragazze e qualche sponsor locale ed è qui che nasce la DEA VOLLEY, tre imprenditori di


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Polistena, Vincenzo Aquino, Antonio Sorace, Diego Marafioti decidono di sposare il progetto iniziato da Fratello Antonio e Michela Siclari, ora in mano a Fratello Stefano Caria (attuale presidente dell’Aspi) e ai mister Masci - Albanese, di assorbire la squadra, aggiungendo ad un gruppo già forte e compatto qualche innesto per fare il salto di qualità. E così fu, primo anno di attività primo obiettivo centrato. Dopo aver condotto per tutto l’anno il campionato, la Marafioti Sport viene eliminata nella semifinale playoff dalla Pallavolo Cutro ma si classifica terza vincendo la finale terzo e quarto posto con la vicina Pallavolo Metauria Gioia Tauro e avendo diritto così al ripescaggio nella massima serie regionale: la serie C. Ora l’obiettivo stagionale è una salvezza tranquilla, consci delle proprie qualità e possibilità, fiduciosi ancora una volta nelle ragazze di Polistena tra cui numerose under anche titolari, con qualche atleta di categoria che possa dare sicurezza e forza alle più giovani, un mix perfetto insomma di esperienza e spregiudicatezza che sta dando i frutti desiderati alla Dea Volley Marafioti Sport Polistena che è posizionata infatti al settimo posto in questa serie C 2015/2016 con l’augurio e il desiderio di portare alto il nome di Polistena nella pallavolo femminile ambendo anche, perché no, a livello nazionale; come cantano i Negrita “C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò”. Sia l’allenatore Vittorio Masci che il Presidente DEA VOLLEY Vincenzo Aquino si

dicono molto soddisfatti per il progetto che si sta portando avanti - negli ultimi 5 anni con Dea Volley e Aspi. Masci sottolinea “A pensare che qualche anno fa siamo partiti da zero e oggi ci troviamo ad un passo dal professionismo ci rende tutti orgogliosi del cammino svolto fin qui, per di più con gran parte di ragazze giovani e del nostro territorio. Oggi, con la Dea Volley, ci troviamo a confrontarci con il massimo campionato regionale Calabrese, con realtà come Cosenza, Crotone, Castrovillari etc.. tutto questo ci stimola e responsabilizza a portare alto il nome della nostra cittadina”. Dal canto suo il Presidente Aquino aggiunge “I nostri obiettivi per il futuro sono sicuramente la ricerca della vittoria per poter partecipare a campionati sempre più professionistici, ma con il principale scopo di rendere un servizio alla comunità in termini di coesione e amore per il territorio… Quest’anno stiamo centrando in pieno gli obiettivi che ci eravamo prefissati ad inizio stagione grazie anche al gruppo di ragazze molto affiatate che stanno rappresentando la Dea, infatti gran parte di esse provengono dal nostro vivaio, motivo per la Dea e l’Aspi di molta soddisfazione ed orgoglio” L’invito di Masci è quello “...avvicinarsi a questo sport meraviglioso, e sostenere la Dea Volley al raggiungimento degli obiettivi prefissatoci, cioè una salvezza tranquilla con la crescita delle nostre tante atlete giovani e domani……….chi lo sa”.


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Il mondo dello sport si adegua al decreto Balduzzi di Francesco Falleti

FATTORE CUORE

Un corso per imparare ad usare il defibrillatore

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nche nella Piana ci si sta attrezzando per l’entrata in vigore del decreto Balduzzi che sancisce l’obbligo della dotazione dei defibrillatori semiautomatici negli impianti sportivi. Già ventidue tra dirigenti, allenatori e calciatori del territorio hanno ottenuto l’abilitazione sostenendo il corso esecutore Bls-d (Basic Life Support-Defibrillation) tenutosi presso la scuola di formazione aziendale dell’Asp di Reggio Calabria a Taurianova a cura del dottor Giovanni Calogero, direttore della stessa. Un corso che dunque ha preparato nuovi soggetti che saranno in grado, in caso di emergenza, di saper utilizzare un defibrillatore semiautomatico che con l’entrata in vigore del decreto prima citato dovrà essere presente in ogni struttura dove si disputi un incontro ufficiale o un semplice allenamento. Si tratta di strumenti importantissimi e di vitale importanza, specie nel mondo dello sport dove purtroppo in più di un caso si sono verificate problematiche legate al cuore che hanno richiesto l’intervento, risultato poi decisivo, del defibrillatore. Così purtroppo non è stato nel caso di Piermario Morosini, giovane calciatore del Livorno scomparso nel 2012 nel corso della gara Pescara-Livorno. I periti che si occuparono del caso infatti stabilirono che se ci fosse stato un pronto utilizzo del defibrillatore semi-automatico si sarebbe evitata la tragedia. Proprio quest’episodio ha

dato una ulteriore spinta al decreto Balduzzi che mira così ad un efficace e tempestivo intervento nel corso degli eventi sportivi durante i quali lo sforzo è massimo ed il rischio di problemi cardiaci è alto nei soggetti che soffrono di talune patologie, il più delle volte senza saperlo. Così come ha avuto modo di spiegare il dottor Calogero durante la lezione, i corsisti verranno inseriti in un database e rintracciati anche nel caso in cui vi sarà una emergenza nelle vicinanze e periodicamente dovranno sostenere un retraining. Questi i primi abilitati della Piana: Rocco Zagari (Amatori Taurianova), Giuseppe Ciano e Santo Sisinni (Asisport Taurianova), Domenico Oppedisano (Azzurra 2008 Rosarno), Michele Anselmo (Giovani Falchi 2007), Domenico Brogna, Antonino Cucinitto, Domenico Digiglio, Gregory Rino Matarozzo (Laureanese), Domenico Cuzzillo, Angelo Fonte, Maurizio Mileto e Salvatore Valenzisi (M.C. Cinquefrondi), Domenico Ivan Barbaro (Mamerto Onlus), Domenico Lamanna e Domenico Sbaglia (Nuovo Polistena Calcio), Raffaele Demarzo e Federico Megna (Primula Anoia), Stefania Monica Belsito, Francesco Ritrovato, Giovanni Romano e Maria Pia Trapani (Real), Andrea Mammola, Salvatore Panuccio (Real Taurianova), Domenico Arena e Rocco Macrì (Rosarnese), Salvatore Colace (Rosarno Calcio), Francesco Rossi (Rosarno Nucera Rossi), Rocco Perri (Sport Time).


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Grande successo per la I edizione della

Festa del Cacciatore Città di Oppido Mamertina

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a monumentale Piazza Umberto I è stata l’incantevole teatro scelto per la I edizione della “Festa del Cacciatore - Città di Oppido Mamertina”. Moltissime persone hanno gremito la location per partecipare alla manifestazione organizzata dalla Federcaccia - Sez. Oppido Mamertina e dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Domenico Giannetta. A fare da cornice all’evento l’esibizione del gruppo etnico - popolare Novataranta, che ha fatto riscaldare tutti i presenti che hanno danzato fino a tarda serata sui brani della tradizione calabrese suonati con gli strumenti tipici locali: lira calabrese, zampogna, chitarra battente, pipita, triangolo, organetto e tamburello a mano. Una vera e propria festa per cacciatori, appassionati e curiosi che hanno preso d’assalto gli stand che erano stati montati ad hoc per l’occasione dai numerosi volontari che hanno offerto la propria collaborazione per la buona riuscita dell’evento. L’evento si inserisce nel vasto programma

di Francesco Di Masi

di manifestazioni che hanno animato l’intero periodo natalizio della cittadina preaspromontana. Gli organizzatori si sono detti molto contenti del successo ottenuto, sia per il grande numero di persone che hanno partecipato e sia per l’atmosfera felice e gioviale che si è respirata per tutta la giornata. Pertanto sono certi che in futuro la “Festa del Cacciatore - Città di Oppido Mamertina” sarà sicuramente riproposta. “Dopo molti anni in cui durante il periodo natalizio non veniva organizzato nulla, quest’anno abbiamo voluto, con enormi sforzi ma con grande soddisfazione, dare vita ad un fitto programma di eventi che hanno animato le giornate di Oppido e dei suoi cittadini durante tutte le festività.” - ha detto il Sindaco Domenico Giannetta - “Ringrazio tutti coloro che hanno offerto la propria collaborazione a questi eventi e a tutti coloro, in primis la Ferdercaccia - Sezione di Oppido Mamertina, che hanno messo anima e cuore nella realizzazione di questa bellissima manifestazione che ha avuto un grande e meritato successo.”


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Alcuni membri di Attraction Team durante un’uscita sociale

Palmi, Il gruppo Off road 4X4 di Deborah Serratore

Attrazione fatale

Turismo fuoristrada e amore per la natura

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edicarsi alla passione per i motori nel rispetto della natura: ai più questa frase potrebbe risultare un controsenso, ma un gruppo di veri fuoristradisti palmesi è pronto a dimostrare il contrario. I ragazzi di Attraction Team 4X4, gruppo sportivo iscritto al Coni e alla MIF (la società italiana di Movimento In Fuoristrada) ufficialmente creatosi

nella primavera del 2015 ma di fatto esistente già da almeno un decennio, si divertono come pazzi… senza fare follie. Il loro scopo è amplificare l’ondata di adrenalina e divertimento che questa disciplina trasmette aumentando il numero di iscritti e facendo capire ai più giovani che il binomio motori-ambiente è possibile. Ce lo spiega Gaetano Fortugno, presidente dell’unico team del “pianeta fuoristrada” a Palmi: “noi percorriamo i sentieri aperti dalla forestale, senza spingerci mai oltre il limite consentito, anche se spesso la tentazione di guadare un fiume ad esempio, è forte. Purtroppo ci sono gruppi che usano il piano bosco per fare divertimento a uso e consumo” - asserisce Fortugno, che mette al servizio dei suoi amici in fuoristrada le sue competenze da agronomo“noi di Attraction abbiamo sempre cercato di guidare seguendo un codice etico, rispettando la flora e la fauna del nostro territorio”. Col fuoristrada, natura e quattro ruote stringono un’ ”alleanza pacifica” a lungo termine: l’ambiente aspromontano ripaga gli amici di Palmi del rispetto ricevuto donando loro paesaggi e


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Fuoristrada del team palmese sulla neve del monte Limina

silenzi mozzafiato e percorsi sempre nuovi e imprevedibili. Ogni sentiero non è mai uguale a quello del giorno prima, perché le condizioni climatiche plasmano il terreno creando piste sempre nuove: fango, neve modificano i sentieri delle attività di Attraction, svolte per lo più in sentieri misti di campagna e montagna. Per il fuoristradista doc ogni uscita è una sorpresa quindi, ma nulla è lasciato al caso. “Questo sport non è alla portata di tutti, perché prevede spirito combattivo e capacità di adattamento alle varie situazioni”. Nei casi estremi (alluvioni) Attraction intende creare una rete sempre più fitta di contatti tra gli appassionati -sfruttando magari una app- che si trasformano in veri e propri soccorritori per i compagni in difficoltà: con argani utilizzati per il sollevamento) e verricelli (utili per il traino) è facile recuperare le auto in panne. Il fuoristrada è uno sport per “animali sociali” che vivono in comunità col gruppo e con la natura: questo lo scopo delle uscite sociali organizzate ogni due settimane, facendo la spola tra il monte Limina e Gambarie d’Aspromonte. Gli “scout in fuoristrada” provenienti da ogni parte della Calabria (I Falchi d’aspromonte di Taurianova, i K2 di Reggio Calabria, i gruppi di Catanzaro, Crotone e Sant’Eufemia tra i circoli d’èlite) si incontrano poi negli speciali “raduni”, eventi realizzati col beneplacito di MIF, CONI e una compagnia assicurativa, durante i quali un club invita tutti gli altri “a casa sua”. E dire che dieci anni fa Gaetano e i suoi amici Luigi Costantino e Francesco Militano avevano iniziato con delle simpatiche “scorribande” in Aspromonte con delle piccole utilitarie, e

ora utilizzano auto con messe a punto e modifiche anche elettroniche, grazie anche all’aiuto di giovanissimi ragazzi che stanno dando nuovi stimoli ai veterani. L’esempio e il “pungolo” per migliorare l’off-road a Palmi viene da Gianluca Managò, campione del Torneo del Sud Italia per due anni consecutivi in X-Series 4X4 (competizione per veicoli di Serie modificati “a immagine e somiglianza del pilota”). Quest’anno Gianluca, seguito assiduamente dal team Attraction è arrivato terzo nella complessa categoria Proto, che prevede l’utilizzo di prototipi completamente modificati ed evoluti sul piano tecnico. Il gruppo palmese si gode il suo campione ma non ha ambizioni di competere a livello agonistico. “Preferiamo solo divertirci nei garage di notte ad apportare modifiche ai nostri prototipi artigianali”, ribadisce il presidente Fortugno: “Ogni veicolo rispecchia la nostra personalità. C’è chi è più spericolato e si sente un Suzuki, chi ha l’affidabilità di un Nissan e chi come me, cerca di garantire sicurezza come un LandRover”. Sul sentiero di questo gruppo di temerari (ma non troppo) offroaders palmesi, si incontreranno ostacoli di fango, ma nonostante ciò, non mancherà il tempo per le idee e per prototipi nuovi di zecca: “Ci piacerebbe organizzare il primo raduno per fuoristradisti di Palmi”, asserisce Francesco Militano. Tutto ciò sarà possibile? Gli ostacoli (la non cultura e la diffidenza nei confronti di questo sport) non mancheranno. Per fortuna un gruppo di “animali sociali” che vive in comunione con la natura ci ha insegnato che per ogni fuoristradista in panne ce n’è sempre un altro pronto a tirarlo fuori.


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di Domenico De Angelis

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Un’opera... “Classicissima”

l Dott. Diego Demaio, ha realizzato il suo XVI calendario dedicato quest’anno al ciclismo, ed in particolare alla Milano-Sanremo. Tale realizzazione è stata sostenuta dall’indispensabile e sempre viva passione sportiva di alcuni taurianovesi (Dott. Giuseppe Crocitti, Sig. Giuseppe De Raco, Rag. Rocco Laganà, Avv. Luigi Mamone, Dott. Francesco Vitale) che hanno sponsorizzato l’iniziativa dal sapore storico. Le pagine di emeroteca del calendario, ottimamente fotoriprodotte dal disponibile Gaetano Aveta e impostate graficamente da Umberto Sirò, sono dedicate all’unica “Classica” definita, per la sua importanza, “Classicissima”. L’ultracentenaria gara ciclistica vinta (una o più volte) da ben 20 campioni del mondo. L’opera ricorda i 14 trionfi azzurri, dalle lacrime di un incredulo Michele Dancelli del 1970 all’ultima gioia italiana di Filippo Pozzato del 2006. Immortalando le pedalate vincenti di Gimondi e Gavazzi, Saronni e Moser, Bugno e Chiappucci, Fondriest e Furlan, Colombo e Cipollini, Bettini e Petaccchi. È bene, a tal proposito, ricordare che il Dott. Demaio è stato Campione Regionale di ciclismo agonistico nel 1969 a Catanzaro e finalista, come caposquadra della formazione calabrese, al Campionato Italiano Allievi nello

stesso anno, gareggiando al fianco del coetaneo trentino Francesco Moser (uno dei vincitori della corsa dei fiori). Non si può, infine, non menzionare che, lo stesso, è stato tra gli organizzatori degli ultimi cinque giri del nostro prestigioso “Giro della Provincia e della Calabria” per Professionisti, ora purtroppo (l’avverbio è d’obbligo) soppresso per mancanza di fondi. L’ultimo urlo di gioia è stato ascoltato, infatti, nel 2012 a Reggio Calabria, ad opera del giovane campione Elia Viviani.


Via Grimaldi, 95 - CITTANOVA (RC)


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Nettuno Nuoto A.S.D.

c/o Grand Hotel Stella Maris C.da San Gaetano s.n.c. 89015 PALMI (RC)

Corriere della Piana - Inserto Sportivo n.38 Sport Magazine  

Periodico di politica, attualità e costume della Piana del Tauro