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Editoriale

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no Speciale, ancora d’ambientazione natalizia, per non lasciare in sospeso un percorso che abbiamo iniziato a tappe forzate nell’ultimo numero del 2013 eroicamente impaginato dal nostro grafico fra il 25 e il 26 Dicembre. Pazzia? Stoicismo? Forse solo passione. Per lui – che ben avrebbe potuto opporre un cortese “Niet” e per noi che insieme a lui abbiamo voluto far si che il nostro dono Natalizio fosse rappresentato da una rivista che molti apprezzano e qualcuno - stranamente pur non essendo noi assolutamente concorrenti con i quotidiani d’informazione sembrerebbe osteggiare al punto da omettere scientemente la menzione della presenza del “Corriere della Piana”, per far sembrare a chi ha letto gli articoli ai

Corriere della Piana Speciale Presepi

Supplemento al n° 17 del Corriere della Piana Periodico di politica, attualità e costume della Piana del Tauro corrieredellapiana@libero.it

Per non lasciar le cose a metà quali ci riferiamo che il CdP non fosse stato presente o fosse estraneo all’iniziativa. Bah!.... la prima volta sarà stato un caso. La seconda…. chissa? Misteri incomprensibili dell’animo umano. Noi, deontologicamente arroccati su altri principi ispiratori il nostro giornalismo, che vuole essere “ di servizio” e di contributo al dibattito e alla crescita culturale della Calabria pratichiamo la oggettività e voliamo alto o con altra espressione “non ci curiam di loro” convinti che la lealtà e la correttezza paghino sempre e procediamo con la nostra proposta editoriale. I presepi hanno rappresentato nel Natale 2013 una felice espressione della creatività e dell’impegno di tanti appassionati presepisti del comprensorio che da anni si impegnano in questo tipo di rappresentazione artistica con ottimi risultati e con apprezzabili intuizioni di carattere tecnico che hanno dato vita a ricostruzioni plastiche nelle quali alcuni effetti quali lo scorrere dell’acqua, e il movimento che anima alcuna statuine dotate di meccanismi meccanici al loro interno - rendono l’insieme estremamente realistico e suggestivo e - intorno alla grotta o alla capanna (dipende dalle scelte del presepista) ci fanno leggere con un pizzico d’amarcord una realtà che non c’è più. O che va rapidamente scomparendo soffocata da una sempre più asfissiante morsa di tecnologia che ad ogni livello fanno smarrire all’umanità il significato stesso della sua essenza. Essere vivente capace, di amare, di credere, di lottare e di sperare. Ed è proprio con la speranza che chiosiamo. Ce ne vuole tanta. Ma tanta, per resistere ogni giorno, tutti i giorni contro l’aridità di uno Stato che sembra aver cancellato i valori dell’amore e della solidarietà. Impegnato solo in una attività che in economia si chiama “Spoil System” ovvero sistema di spoglio o d’impoverimento. Per la gente comune, s’intende. I ricchi, a quanto pare, in Italia sono sempre più ricchi e pure i potenti: i manager di Stato che solo grazie allo scandalo che li ha fatti tremare o scivolare scopriamo che cumulano tantissimi incarichi di vertice (con altrettante prebende). Come fa un persona ad essere impegnato al vertice di tanti Enti è un mistero. Sarà bravo? Forse era un ragazzo prodigio. Oppure c’è qualcosa che nel conto non torna. Luigi Mamone

Direttore Responsabile: Luigi Mamone Vice Direttore: Filomena Scarpati Lettering: Francesco Di Masi

Sommario

Hanno collaborato: don Marco Larosa, don Rosario Carrozza, Gaetano Mamone, Francesca Carpinelli, Francesco Di Masi, Girolamo Agostino, Ester Sergi, Teresa Martino

Speciale Presepi - 15 Febbraio 2014

Foto: Francesca Carpinelli, Custode Michele, Domenico Duardo, Giuseppe Pezzano, Rocco Crucitti, Luigi Rodofili, Luigi Cartisano, Massimo Vinci

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Grafica e Impaginazione:

Per non lasciar le cose a metà

Stampa: Litotipografia Franco Colarco

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Responsabile Marketing: Luigi Cordova phone +39 3397871785 cordovaluigi@alice.it Editore Circolo MCL “Don Pietro Franco” Via Benedetto Croce 1 89029 Taurianova (RC) La collaborazione al giornale è libera e gratuita. Gli articoli anche se non pubblicati non saranno restituiti. Chiuso per l’impaginazione il 14 Febbraio 2014

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"E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi"

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Taurianova, il Presepe a “San Giuseppe” Prima Mostra presepiale a Oppido Mamertina

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Il Presepe a Varapodio: opera dell'Associazione Culturale Crucitti Polistena: il presepe fa rivivere la storia del suo passato Il Presepe a Delianuova Il Presepe realizzato a Melicuccà nello spirito di Greccio


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“E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” Il mistero del Natale incarnato nella cultura e nella tradizione di una comunità di don Marco Larosa e don Rosario Carrozza

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esperienza del Natale ogni anno richiama la nostra società, purtroppo sempre più secolarizzata e scristianizzata, a vivere questo mistero di fede, che ha rivoluzionato la storia dell’uomo, tante volte in modo superficiale. Infatti alcuni si soffermano solo sull’aspetto della festa, del divertimento, dei bagliori del marketing, trasformando così questo evento straordinario della nostra sal-

vezza, in un’occasione di shopping e frenesia del piacere, svuotandolo del suo significato profondo. Sorge allora una domanda: quanto oggi riusciamo a cogliere questo mistero e come poterlo vivere intensamente? Partendo dall’esperienza di fede, che comunque va vissuta in questo tempo e sul piano sociale e sul piano spirituale, noi, comunità della parrocchia “Santa Famiglia” in Palmi, abbiamo, nel nostro piccolo, cercato di contribuire all’ope-

ra dell’evangelizzazione della Chiesa, vivendo e facendo vivere un’esperienza nuova del mistero del Natale, sollecitati anche dalle parole di papa Francesco, il quale, nell’esortazione apostolica Evangeliigaudium al numero 11, così dice: “Un annuncio rinnovato offre ai credenti, anche ai tiepidi o non praticanti, un nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice”. Oggi più che mai c’è bisogno di aggregazione e soprattutto di comunione; la


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pastorale dunque dovrebbe, con questo slancio aggregante, smuovere un po’ l’uomo dalla sua sedentarietà, che ormai si sta straformando in quotidianità, impregnata di routine, e tende a renderlo sempre più individualista e meno incline alla socialità, che è incontro, comunità, comunione e condivisione. Da qui l’idea di realizzare un presepe vivente intorno al perimetro della chiesa parrocchiale che aggregasse le varie famiglie e i vari componenti della comunità e aprisse a queste realtà. Persino i vari momenti di preparazione hanno suscitato un grande stupore, constatando concretamente l’azione di Dio, il vero conduttore di tutto, il quale si è manifestato nella generosità di tanti che hanno sacrificato il proprio tempo, le proprie fatiche, le proprie risorse non con malinconia ma con gioia, forse mossi dalle affermazioni di Nostro Signore: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” e di San Paolo: “Dio ama chi dona con gioia”. Anche il papa, sempre nell’esortazione sopra citata, al numero 10, invita il cristiano a trasmettere il Vangelo senza “avere costantemente una faccia da funerale” e a recuperare “il fervore, la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime […]. Possa il mondo del nostro tempo […] ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo”. È stato bello, per non dire emozionante, vedere gli uomini costruire le varie scenografie e le varie capanne che avrebbero ospitato i figuranti del presepe e anche le donne lasciare forse i vari impegni di famiglia per riunirsi insieme rimboccandosi le maniche e decorarle armate di pennelli e colori e tanta buona volontà, anche sotto la pioggia o sopportando l’umidità e le fredde giornate di novembre e dicembre. Tutto questo per dare gloria a Dio e non per mettersi in mostra. Dopo tante fatiche, il presepe è stato inaugurato la Notte Santa del 24 dicembre, quando, dopo la Veglia e la Santa Messa, è stata rappresentata la scena della nascita di Gesù. Nel buio della notte Maria, incinta, in groppa all’asinello trainato da Giuseppe, in un silenzio quasi mistico, è arrivata alla capanna, ansimando per le doglie, rendendo molto rea-

listica la scena. Il vagito del Bambino Gesù ha rotto il silenzio, mentre gli angeli festanti hanno annunziato la nascita del Salvatore e il coro ha intonato “Gloria a Dio nell’alto dei cieli”. Questa scena così rappresentata non solo ha suscitato grande emozione, ma ha aiutato anche la numerosa folla di fedeli, accorsa per l’occasione, a vedere con i propri occhi che Gesù è nato non in modo straordinario ma come nascono tutti i bambini del mondo, che Gesù è davvero venuto in mezzo a noi nella semplicità e nella povertà. Molta gente ha anche partecipato numerosa ai giorni successivi di apertura del presepe, i cui figuranti, calandosi perfettamente nella loro parte, hanno dato la possibilità di immergersi nei profumi, nei colori e nei suoni tipici della Betlemme di duemila anni fa e nell’atmosfera calda e gioiosa del Natale da tanto tempo perduta. Gli antichi mestieri, l’autorità delle guardie romane che sorvegliavano il censore, le cantilene dei rabbini nella sinagoga, la vitalità dei mercanti, degli uomini nell’osteria, delle donne che preparavano il pane, le zeppole, la pasta, la gioiosità delle lavandaie e delle ricamatici, i pastori a guardia dei loro greggi, i versi degli animali, e il suono delle zampogne, hanno fatto da corona all’umile mangiatoia del Bambino Gesù, cullato da Maria e adorato da Giuseppe, favorendo la preghiera e la meditazione a tutti i partecipanti e a tutti i visitatori, i quali “riempiendosi” del mistero hanno riempito la chiesa per partecipare attivamente alla celebrazione della Messa di Natale, dove ancora, sacramentalmente, “il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi” per nutrirci col suo corpo e il suo sangue, segni del suo infinito amore. Il presepe si è concluso il 6 gennaio, giorno in cui la Chiesa celebra l’Epifania del Signore, ricordando l’adorazione dei Magi. Un suggestivo corteo ha interpretato l’arrivo dei Sapienti d’Oriente, secondo quanto è scritto nel vangelo di Matteo, giungendo a cavallo nella capanna della Natività, omaggiando con i loro mistici doni, oro, incenso e mirra, il Bambino Gesù, e prostrandosi in adorazione, sotto gli occhi stupiti della gente che ancora una volta ha gremito il piazzale della chiesa parrocchiale. Anche questa scena ha favorito la riflessione su un'altra verità, cioè che quel Bambino, nato


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come uno di noi, è dono per tutti i popoli della terra e tutti, nessuno escluso, attraverso di Lui e del suo sacrificio sulla croce, hanno avuto la possibilità di trovare la salvezza, riscoprendosi figli nel Figlio di un unico Padre. Questa esperienza dunque ha dato la possibilità a noi ministri di poter evan-

gelizzare in modo più diretto, e anche di interagire con le famiglie, con i giovani e le persone intervenute all’evento, condividendo con loro la gioia del mistero dell’Incarnazione, il dono più bello che Dio poteva fare a tutta l’umanità. L’inaspettato successo ha compensato umanamente le nostre fa-

tiche e ci ha incoraggiato a continuare a trasmettere il Vangelo con slancio e vitalità, che, a partire dalla comunione, ci proietta verso l’incontro con Dio, il quale, sicuramente, continuerà ancora a manifestare la sua presenza nella nostra comunità, nella nostra città e nel mondo intero.


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Taurianova, il Presepe a “San Giuseppe” di Gaetano Mamone

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rande afflusso di fedeli e di pubblico anche per il Presepe allestito sotto la guida di Don Cosimo Furfaro nella Parrocchia San Giuseppe a Taurianova. Allestito nella Chiesa che fu al centro dell’azione pastorale del compianto Padre Alessandro Nardi, il Presepe è frutto dell’idea progettuale di Vincenzo Alampi che ormai da anni cura e sviluppa realizzazioni presepiali sempre legate dal filo rosso della memoria e che affondano nelle scansioni più vivide delle tradizioni che si legano al territorio. Con la collaborazione di Giuseppe Pezzano e di Silvio Rosanò e con l’utilizzo dei materiali tipici dell’arte presepiale meridionale: sughero e cartapesta dipinta in primis, è stata realizzata una ricostruzione scenografica molto bella e ricca di tantissimi personaggi - alcuni dei quali articolati e capaci di effettuare movimenti, tutti costruiti interamente a mano da Rosanò e che hanno animato un piccolo mondo antico nel quale ognuno dei visitatori, fermo per qualche attimo davanti alla grotta con la Natività - ha ritrovato i colori, e i profumi dell’infanzia lontana riscoprendo vivo e palpitante dentro sè quel “fanciullino“ di pascoliana memoria che ogni anno - almeno a Natale, rivive e riemerge dall’animo di uomini sempre più intristiti dalla invasività della tecnologia.

Un piccolo mondo antico che rivive nella ricostruzione di Vincenzo Alampi


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Prima Mostra presepiale a Oppido Mamertina di Francesca Carpinelli

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l Presepe è uno dei simboli del Natale ma anche oggetto del lavoro di mani sapienti che sanno realizzare opere d’arte. Durante il periodo natalizio, l’Associazione Italiana “Amici del Presepio” di Messina, su proposta del socio Fabio Bruno, ha allestito nel Palazzo Grillo di Oppido Mamertina la “1°Mostra d’Arte Presepiale”, sottoponendo all’attenzione di estasiati visitatori 22 creazioni originali di manifattura siciliana. In vetrina, 15 opere realizzate da artisti messinesi e 8 custodite nel Museo del Presepe di Giarre (Catania). Nello specifico, cinque presepi sono stati esposti dal presidente della sede messinese dell’Associazione Italiana “Amici del Presepio” Gigi Genovese, quattro sono stati messi in mostra dall’organizzatore Fabio Bruno, tre da Antonio Valenti, due da Nino Certo, Salvatore Camiolo, Domenico Pappalardo, uno dai fratelli Salvatore e Domenico Cavallaro, da Giuseppe Cristaudo e da Alessandro Cerami e persino un presepe di carta proveniente dalla Repubblica Ceca e conservato nel Museo del Presepe di Giarre (Catania). L’evento è stato promosso dall’Associazione “Aspromare” con il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive della Provincia di Reggio Calabria e del Comune di Oppido Mamertina. I visitatori, avventurandosi nei sentieri dell’arte, hanno avuto l’occasione di ammirare la bellezza dei diorami, vale a dire dei teatri in miniatura, delle ricostruzioni scenografiche tridimensionali poste in uno spazio chiuso e visibile solo da un’apertura più o meno ampia posta sul davanti detta “boccascena” che impone un unico e definito punto di vista consentendo giochi prospettici ed effetti luce così che lo spettatore abbia l’impressione di essere parte della scena che gli viene presentata. I diorami, come ha precisato il presidente messinese dell’Associazione Italiana “Amici del Presepio” Gigi Genovese, “hanno ricchezza di particolari e sono più impegnativi a livello di lavorazione”. L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da un convegno che ha avuto luogo nella Cattedrale-Santuario “Maria Santissima Annunziata” di Oppido Mamertina. Negli interventi che si sono succeduti, il Rettore del Santuario don Letterio Festa ha evidenziato “la forza pedagogica del presepe”, il sindaco Bruno Barillaro ha messo in risalto “il senso culturale e religioso”, l’assessore provinciale Domenico Giannetta ha sottolineato “l’importanza del messaggio cristiano del presepe”, il professore

Rocco Liberti, deputato di Storia patria per la Calabria, ha relazionato sul “Presepe in Calabria”, ricordando che “oggi il nordico abete ha quasi soppiantato la magia del presepe”. Ad accompagnare la serata la musica dei suonatori Giuseppe Barbaro e Luigi Natale. La mostra presepiale ha riscosso un grandissimo successo, un successo che conferma, ancora una volta, l’intramontabile fascino del Presepe.


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Il Presepe a Varapodio da oltre 50 anni diventa “istituzione” per opera dell’associazione culturale “CRUCITTI”. di Francesco Di Masi

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occo Crucitti, fin da bambino, ha coltivato, nella sua Delianuova, l’amore innato per l’arte sacra e presepiale, trasmesso, dopo il matrimonio e il trasferimento a Varapodio, a tutti i suoi figli che ne curano e progettano l’esecuzione, variandola annualmente da oltre 50 anni. L’esperienza acquisita e la facile manualità con cui trattano i vari materiali adoperati, fanno si che il presepe di anno in anno si abbellisca di nuovi e curati accorgimenti elettro - meccanici e con dovizia di particolari fa diventare il loro lavoro creativo ed originale tanto da rendere la cittadina di Varapodio meta di visitatori di ogni estrazione sociale, provenienti da ogni parte, sia del comprensorio, dell’intera Calabria e di altre Regioni. Attraverso l’arte presepiale i Crucitti esprimono e descrivono i modus vivendi della nostra realtà contadina e rurale facendo risaltare la gente umile e semplice dedita ai mestieri quotidiani con sforzo ed abnegazione che sfocia nella fede e nella pietà cristiana ricca di speranza e solidarietà umana, così come descritta nelle opere letterarie di famosi autori calabresi. I presepi Crucitti incastonano fedelmente i luoghi storici della natività dove sia il paesaggio, sia i personaggi si muovono e dialogano trasmettendoci la magicità di quell’evento. L’impianto scenografico spinge il pensiero del visitatore ad oltre duemila anni indietro, momento in cui quella Luce radiosa venne ad illuminare la terra. Occorrono ben tre mesi per vedere l’opera realizzata dove, tra i movimenti dei vari attori della rappresentazione come il gruppo della Natività con i Magi, il pescatore, il fabbro, il contadino, il macellaio, il pastore, il fornaio nell’alternanza del giorno che segue la notte, con l’accensione di tutte le luci all’interno delle casette, rappresentano la quotidianità dei vari personaggi, in un


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clima che tra nebbia e nevicate, è attento dal sorgere del sole al tramonto per mettere in evidenza i lavori domestici e artigianali della vita di un paese. Molto merito, in questi accorgimenti, ha Carmelo Crucitti che nonostante i problemi di salute che ne impediscono le parti motorie, si dedica giornalmente a costruire e ad inventare questi meccanismi elettrici. Innumerevoli sono stati i riconoscimenti che hanno avuto sia da parte della Provincia che della Regione Calabria e dai Vescovi, Prelati e Parroci che hanno visitato il Presepe dei Crucitti. Non ultima la Bolla di Benedizione Apostolica di Papa Benedetto XVI messa in bella mostra nel loro ufficio. In fase di ultimazione è il Mini-Presepio, visto l’invito in udienza privata del Vaticano, con cui intendono fare omaggio a Papa Francesco non appena saranno convocati. L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 Gennaio e saltuariamente fino a tutto Giugno per gruppi di visitatori e scolaresche che arrivano a Varapodio sempre più numerose. Pertanto va sottolineato che la famiglia Crucitti attraverso l’arte presepiale diventa anche veicolo di sviluppo socio-economico attirando nel luogo parecchio turismo. Alla fine il presepe verrà smontato per essere ricostruito con nuove scenografie e paesaggi ed arricchito con nuovi accorgimenti elettro-meccanizzati.

Tradizione ed arte, connubio vincente nel Presepe elettro-meccanizzato della Famiglia Crucitti.


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Polistena: il presepe fa rivivere la storia del suo passato di Girolamo Agostino

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i racconta che a Polistena il sisma del 1783, oltre a ridurre ad un cumulo di macerie le case con innumerevoli perdite di vite umane, provocò una profonda spaccatura lineare sulla crosta terrestre; successivamente su di essa fu costruita la Via Santa Marina, divenendo poi la principale arteria stradale del paese la quale, fino a pochi anni addietro, veniva attraversata da tutto il traffico veicolare dei paesi vicini ma oggi, grazie all’apertura della circonvallazione, la circolazione degli autoveicoli è limitata, la città è più quieta e più vivibile. Percorrendo la Via Santa Marina, da Via Catena verso Cinquefrondi, si giunge ad un incrocio in cui: andando avanti diritto, si può proseguire verso altri paesi; sulla destra, inizia la Via Trieste che porta verso il centro del paese e costeggia la “Villetta delle Papere” ideata da D. Peppino Prenestino negli anni trenta, con all’interno il laghetto e la sorgente, monumenti storici ed il monumento dell’Immacolata di G. Niglia; sulla sinistra vi è il vasto caseggiato del vecchio ospedale e dietro si scorge l’altissimo cam-

panile e la maestosa cupola della Chiesa di Maria SS. Immacolata; sempre a sinistra la strada, Via Immacolata, si prolunga per circa settanta metri e termina tronca fra il piazzale della chiesa, una grande scalinata in discesa ed a fianco


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la bella Villa Santa Maria con al centro la statua del Santo Padre Pio da Pietrelcina. Come tutte le altre aree verdi, Villa Santa Maria si presenta accogliente come un’oasi di pace, con secolari piante di Cedrus Atlantica, di Camaecyparis di Pinus Pinaster e di altissime esemplari di Palma Washingtonia; da qui si può ammirare l’immenso panorama dei monti aspromontani, il verde della Piana di Gioia Tauro, i lontani riflessi del sole sul mare al tramonto e le luci del grande porto industriale. In questo ambiente , nei locali della Chiesa, i volontari dell’associazione “ Magnificat ” in collaborazione con la Parrocchia Maria SS. Immacolata di Polistena, con il parroco Don Antonio Scordo e con il patrocinio del Comune di Polistena, hanno allestito il caratteristico presepe animato, elaborato sui paesaggi, sulle usanze e sulle orme dell’antica Betlemme, ricco di novità fra cui il pianto ed i gemiti del bambino appena nato; inoltre, è stato indetto un concorso con premi di riconoscimento per i migliori presepi costruiti nelle famiglie anche dei paesi vicini; mentre, nella parte bassa del paese, nei borghi antichi, è stata organizzata la terza manifestazione del presepe vivente «Miraculu di na notti» che si è svolta nelle serate del 29 dicembre 2013 e 6 gennaio 2014. Per accedere all’evento, era necessario percorrere un breve tragitto sulla Via Santa Marina ed entrare

nella Via Sole e subito dopo ci si accorgeva che all’inizio di Via Pizzurro, due gendarmi in abiti d’epoca sorvegliavano l’ingresso: da qui in poi, fra i vicoli illuminati da una fioca luce, si poteva assistere al lavoro ed alle attività che in

epoca antica, uomini, donne e bambini svolgevano nelle botteghe di fabbri, di falegnami, tessitori, osti, panettieri, bottai, calzolai, fruttivendoli, pastori; il tutto allietato dalle melodie del Natale con il suono di zampogne e ciaramelle. Attraversato Vico Palmara e Vico Immacolata, si arrivava a Via Carità dove in una capanna illuminata da una bellissima stella cometa, era rappresentata dal vivo la natività ed anche il bue e l’asinello erano veri. Alle ore 17,30 circa, di lunedì 6 gennaio, l’afflusso di visitatori, prove-

nienti anche dai paesi vicini, congestionava il passaggio nei vicoli ed a causa del gran numero di persone si camminava molto lentamente, mentre più tardi arrivavano i Re Magi e portavano i doni al bambino. All’uscita , per l’occasione erano stati allestiti dei gazebo e qui si potevano gustare zeppole, dolci tipici e vino. Fra le stradine, dalle finestre semiaperte si poteva scorgere l’interno delle basse case, con arredamenti scarsi e famiglie composte da vecchietti, di donne e bambini seduti su vecchi divani o mentre consumavano una cena arrangiata facendo presagire che anche a Polistena i poveri esistono. Purtroppo, immergendoci nella cruda realtà, dobbiamo sapere che questo paese, oltre alle catastrofi naturali, come molti paesi meridionali ha subito il dramma dell’abbandono politico, della disoccupazione, della fame, dell’emigrazione, della non istruzione ed oggi sui volti delle persone anziane traspare il logorio delle fatiche e dei sacrifici del passato .Nonostante tutte le avversità vissute, Polistena nella realtà contemporanea riappare in un contesto sociale di progresso e di civiltà sempre crescente, merito del buon senso degli abitanti ma anche e soprattutto dal lavoro costante delle istituzioni, delle associazioni umanitarie, religiose e culturali che contrastando la delinquenza, il malcostume ed il malaffare, hanno portato in questo paese un messaggio


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nuovo di speranza e di cambiamento. A Polistena la cristianità è diffusa ed apprezzata soprattutto nelle laboriose famiglie e le festività vengono osservate dai fedeli con assidua partecipazione alla Santa Messa ed a tutte le funzioni religiose, il che ha contribuito in modo determinante alla crescita culturale, morale e civile della collettività. Qui, fare il presepe non è una tradizione ma è una vocazione sentita nell’animo di ogni persona onesta, per rivivere la storia del passato e rievocare la passione di nostro Signore Gesù Cristo ai nostri giorni. Passati i giorni delle festività natalizie, i volontari

della Parrocchia dell’Immacolata e dell’Associazione Magnificat non intendono fermarsi ma vogliono proseguire il lavoro nel sociale con altre importanti iniziative: è in cantiere un progetto per la realizzazione di una mostra permanente dei presepi nei locali dell’antico convento.


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IL PRESEPE A DELIANUOVA

di Ester Sergi

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l NATALE , “giorno di nascita; ricorrenza annuale di tale giorno … Per antonomasia, con la lettera maiuscola, il giorno della nascita di Gesù Cristo, e il giorno celebrativo di essa ” (da Treccani), si è trasformato nel tempo in una festa di luminarie, vetrine addobbate, dolciumi, doni… ; perdendo o annacquando, purtroppo anche tra le famiglie cristiane, la vera anima di tale ricorrenza: quella spiritualità, quell’amore, quei sentimenti di riconoscenza e ringraziamento che S. Francesco intese suscitare con il PRESEPE di Greccio. Anche nel quartiere Pedavoli di Delianuova (piccolo centro ai piedi dell’Aspromonte) vigeva la consuetudine di allestire un presepe in piazza De Nava ma, tale usanza, ora che

la società e i Paesi della stessa Europa prettamente cristiani , tra i quali la stessa Italia, si sono sempre più secolarizzati, e le tradizioni nordiche sono entrate sempre con maggior forza nel nostro stile di vita, mettendo quasi ai margini il presepe, era stata abbandonata. Da qualche anno, però, grazie alla solerzia, all’impegno e all’entusiasmo di alcune famiglie è stata ripristinata questa antica tradizione. Grazie all’entusiasmo e all’impegno di queste persone, la notte di NATALE i fedeli, che hanno partecipato alla Veglia, (come i pastori di Betlemme) hanno avuto l’opportunità di recarsi, tra canti e preghiere, ad adorare il Bambinello, deposto nella mangiatoia rivivendo in pieno lo spirito del Natale .

AICol

ENTel

ALS

FEDER.Agri

Associazione Intersettoriale Cooperative Lavoratori Associazione Lavoratori Stranieri

CAA

Ente Nazionale Tempo Libero Federazione Nazionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura

Centro Assistenza Agricola

Federazione Pensionati M.C.L.

CAF

PATRONATO SIAS

CEFA Ong

SNAP

Centro Assistenza Fiscale Centro Europeo di Formazione Agraria

EFAL

Ente Formazione Addestramento Lavoratori

Servizio Italiano Assistenza Sociale

Sindacato Nazionale Autonomo Pensionati

Via Benedetto Croce, 1 - Taurianova


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NEL PRESEPE REALIZZATO A MELICUCCA' LO SPIRITO DI GRECCIO RIVIVE E SI PERPETUA IN UN INSIEME DI IMMAGINI DELLA NATIVITA' CHE RIMANDANO A SAN FRANCESCO di Teresa Martino

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canti di Natale, Maria che stringe al petto il Figlio, l’angelo che annuncia al mondo la nascita di Gesù e i pastori che portano doni a quel Bimbo povero nato in una grotta al freddo e al gelo 2013 anni fa. Il Natale, ogni anno, ci fa riscoprire la tenerezza e l’amore della famiglia. La tradizione del Presepe risale al 1223 quando San Francesco rappre-

sentò a Greccio la nascita di Cristo. In linea con la tradizione e volendo condividere la bellezza del Presepe e della Natività, gli Amici della Grotta hanno organizzato il “1º Concorso dei Presepi” presso la Chiesa del SS. Rosario di Melicuccà. Trentuno i presepi partecipanti rimasti esposti in Chiesa dal 19 dicembre al 6 gennaio con inizio delle votazioni da parte della Giuria Popolare composta

da tutti i visitatori che sono stati oltre 500. Il concorso si è concluso il 21 dicembre dove per la Giuria popolare ha vinto un presepe tradizionale fatto da due ragazzi e per la Giuria di qualità, composta dal parroco don Paolo Martino, dall’Ing. Paolo Martino, dall’assessore Tonino Toscano e dai professori dell’Istituto Artistico di Palmi Carmelo Cambareri e Donatella Zappone, ha vinto un presepe


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con le statue di argilla fatte a mano dai rifugiati politi del centro “S.Elia Speleota” di Melicuccà. Ai vincitori è stato donato un cesto con tutte le specialità enogastronomiche del paese e un presepe in ceramica realizzato da Enzo Ferraro. Gli “Amici della Grotta” è un gruppo di giovani melicucchesi, circa una trentina, che nasce tre anni fa in seguito al persistere della cattiva situazione alla Grotta di S.Elia Speleota, dove in seguito ad abbondanti precipitazioni, l’ingresso della Grotta era ostruito da un enorme masso provocando il malcontento dei fedeli di religione cattolica e ortodossa che si recano lì per pregare e per bere l’acqua miracolosa che sgorga incessantemente dalla roccia. Armati da zappa, pala e tanto entusiasmo i giovani hanno liberato l’ingresso della Grotta ed entusiasti hanno iniziato a organizzare manifestazioni ed eventi per raccogliere fondi per il restauro della statua di Sant’Elia e per la manutenzione e il miglioramento dell’area antistante la Grotta dove il santo morì. I ragazzi


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hanno organizzato, con l’importante contributo della Parrocchia e del Comune, oltre il Concorso dei Presepi, anche la sagra alla vigilia della festa del Santo, la zeppolata, la tombolata e il mercante in fiera durante le feste natalizie. Inoltre tutte le attività sono consultabili sul sito e su Facebook. Le iniziative sono il frutto dell’entusiasmo e della voglia di fare di giovani di un piccolissimo centro, come Melicuccà, che non riescono a stare con le mani in mano mentre uno dei monumenti più belli va in rovina o quando la statua del proprio Santo “chiede” urgentemente un restauro. Il tutto è fatto con la semplicità e la creatività che è propria dei giovani e il piccolo centro, per quanto animato dal tipico pettegolezzo di paese, ne va davvero fiero.


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Corriere della Piana - Speciale n.17 Presepi  

Periodico di politica, attualità e costume della Piana del Tauro

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