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mercoledì 2 marzO 2011 - wednesday march 2, 2011

Anche Mosca abbandona Gheddafi: «Ormai è un cadavere politico». In arrivo nuove sanzioni

Crisi in Libia, scatta l’allarme profughi

TRIPOLI - È sempre più crisi umanitaria in Libia. L’emergenza si registra soprattutto vicino ai confini con la Tunisia, dove migliaia di profughi stanno cercando di fuggire da una guerra civile sempre più aspra e cruenta. Da registrare, sempre ieri, la presa di posizione di Mosca contro il colonnello Gheddafi. In arrivo, infine, nuove sanzioni contro il rais. Profughi libici al confine con la Tunisia

Ottawa si muove, fregata canadese parte per Tripoli

Bandiera libica nella Bengasi liberata

ARTICOLO A PAG. 2

ARTICOLI A PAG. 2

Insorgono le opposizioni. Il Pd: Berlusconi ancora una volta ci espone al ridicolo

«Ruby, c’è conflitto di poteri»

il delitto

Offensiva della maggioranza, il Pdl invia una lettera a Fini ROMA - La maggioranza rompe gli indugi e chiede alla Camera di sollevare un conflitto di attribuzioni contro la procura e il Gip di Milano sul caso Ruby: la vicenda giudiziaria che vede il premier Silvio Berlusconi imputato di concussione e prostituzione minorile. L’intenzione di fare questo passo era stata confermata nell’ultima riunione della Consulta del Pdl, ma sui tempi non c’era ancora alcuna certezza. Ieri pomeriggio, invece, i presidenti dei deputati di Pdl, Lega e Responsabili, Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli scrivono una lettera a Gianfranco Fini per chiedere di sollevare il conflitto davanti alla Corte Costituzionale.

l’intervista

Iva Zanicchi al Corriere: a chi non piace una bella donna?

LEONARDO N. MOLINELLI

TORONTO - «Ha chiamato il presidente Berlusconi ed era giustamente un po’ adirato perché l’atmosfera di quello studio era pessima». segue A PAG. 7

Karima “Ruby” El Marough

Biglietti e fiori fuori dall’obitorio dove è stato portata la salma di Yara Gambirasio

«Yara, non c’è stata violenza sessuale» Prelievo del Dna a dieci persone della zona ARTICOLI A PAG. 9

Lavoro, non sarà un autunno caldo Sclerosi, più assistenza ai pazienti segue A PAG. 7

Lisa Raitt: sì alla concertazione, l’economia canadese è solida Pannello di esperti in Ontario. Bennett: «Decisione importante» l’evento

Cittadinanza di Acquaviva a Bouraoui

ANGELO PERSICHILLI

la ricerca

I geni come terapia contro l’Aids

TORONTO - È un’anima a strati quella di Hédi Bouraoui, “fabbro di parole” che ha fatto del “nomadare” la sua ricchezza più grande.

TORONTO - Sono in molti a prevedere il cosiddetto autunno caldo in vista dei rinnovi di contratti di lavoro nel settore pubblico ma, in una intervista al Corriere Canadese, il ministro del Lavoro federale Lisa Raitt si è dichiarata cautamente ottimista.

BOSTON - Una terapia genetica potrebbe regalare una speranza ai malati di Aids. Un gruppo di ricercatori ha utilizzato una tecnica in sei pazienti per sviluppare glubuli resistenti all’Hiv.

segue a pag. 6

SEGUE a pag. 5

segue a pag. 3

LETIZIA TESI

bank of canada

toronto

Carney lascia invariati i tassi d’interesse

Scarborough Restano in carcere i due aguzzini

Il governatore di Bank of Canada Mark Carney

Schizzo di Kwong Yang, uno dei due imputati

a pag. 5

a pag. 4

SIMONA GIACOBBI

TORONTO - Nuove linee guida e una commissione di esperti per visitare i pazienti con sclerosi multipla che si sono sottoposti al trattamento per la Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) all’estero. L’annuncio del premier dell’Ontario Dalton McGuinty ha fatto tirare ieri un sospiro di sollievo a centinaia di pazienti canadesi che negli scorsi mesi si erano lamentati per non aver ricevuto cure adeguate dai propri medici una volta tornati a casa, in Ontario. La Bulgaria è tra i Paesi oltreoceano più gettonati per sottoporsi alla controversa operazione. Ma tanti anche coloro che dal Canada si sono rivolti a centri più vicini, per esempio in Costa Rica. segue a pag. 3


PAG. 2 mercoledì 2 marzO 2011

CORRIERE CANADESE

primo piano

la politica

ottawa

Bruxelles

MOSCA - Un «cadavere politico» che «non ha più posto nel mondo civilizzato»: tardivo ma ultimativo come un epitaffio l’intervento con cui ieri il Cremlino ha ammonito il leader libico Muammar Gheddafi ad andarsene, scendendo in campo pesantemente per la prima volta a tre settimane dalle violenze che insaguinano il Paese nordafricano. «Noi pensiamo che Gheddafi, anche se riesce ora a controllare la situazione, è un uomo politicamente morto che non ha più posto nel mondo civilizzato», ha dichiarato una fonte della presidenza. Medvedev si era limitato finora a condannare «il ricorso alla forza» contro i civili e aveva ammonito che ogni nuova violenza sarebbe stata perseguibile come un «crimine» dal diritto internazionale, evocando così il tribunale dell’Aja. La fonte del Cremlino ha assicurato che il presidente russo «ha reagito negativamente ai comportamenti delle autorità libiche» sin dall’inizio della rivolta ma che ha espresso la sua condanna solo dopo il rimpatrio dei cittadini russi, completato ieri, per non comprometterne la sicurezza. Dopo l’iniziale prudenza, sabato scorso Mosca ha votato a favore delle pesanti sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, tra cui l’embargo della vendita di armi. Un settore nel quale la Russia rischia di perdere circa quattro miliardi di dollari, ha reso noto nei giorni scorsi una fonte diplomaticomilitare russa. «Ma non sacrificheremo della gente per delle armi», ha osservato la fonte del Cremlino. Il ministro degli Esteri russo

Lo stop alle armi costerà 4 miliardi: «Non sacrificheremo delle persone» Il Cremlino esclude la no fly zone e spinge invece per le sanzioni

Il verdetto di Mosca: «Gheddafi ormai un cadavere politico» La Russia vuole la cacciata del rais

Serghiei Lavrov sembra invece frenare sulla proposta di una “no fly zone” in Libia. Una decisione in merito spetta al Consiglio di sicurezza dell’Onu

e non vi è una proposta in tal senso, ha affermato ieri a Ginevra il capo della diplomazia russa, secondo il quale la comunità internazionale deve

concentrarsi sull’applicazione della risoluzione contro la Libia approvata all’unanimità sabato scorso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. L’istituzione di una zona di non volo sulla Libia - ha aggiunto - non è stata affrontata neppure nelle discussioni bilaterali avute ieri con il segretario di Stato statunitense Hillary Clinton. Intanto il presidente della commissione esteri del Senato russo, Mikhail Margelov, ha ammonito che un possibile intervento militare Usa in Libia potrebbe provocare uno scenario iracheno e «stroncare la diffusione della democrazia nella regione». La Russia ha intrattenuto con la Libia stretti rapporti durante la guerra fredda, fornendo in particolare armi: dal 1981 al 1985, ad esempio, l’Urss ha consegnato a Tripoli 350 aerei da guerra.

Decine di migliaia in un lembo di terra, la polizia spara in aria per riportare l’ordine

sul campo

Marea umana invade il confine con la Tunisia

RAS JEDIR (TUNISIA),1 MAR - Una marea umana si ammassa al confine tra Libia e Tunisia, un lembo di terra trasformato in un girone dantesco. Le stime parlano di 40.000 persone, 60.000 secondo altre fonti, che tentano di fuggire dalla repressione scatenata dai fedelissimi di Muammar Gheddafi. I militari tunisini, apparsi in numero esiguo per fronteggiare l’emergenza biblica lungo il Fiercely canadian The canadian italian daily news

confine, sono stati ieri costretti per la prima volta a sparare in aria e a usare i bastoni per riportare l’ordine, e porre fine alle continue resse di chi si accalca per ottenere un pezzo di pane e un po’ d’acqua in questo fazzoletto di terra che conta meno di cento metri. Si teme che la situazione possa precipitare da un momento all’altro. A stento l’esercito riesce a controllare la situazione: Proudly italian

Le quotidien canadien italien

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per cercare di calmare la folla, i soldati lanciano pane e bottiglie di acqua al di là della recinzione in cui sono costrette migliaia di persone. La ressa viene “risparmiata” solo a donne e bambini, che vengono intercettati e fatti entrare da altro varco. Il resto della folla deve attendere di passare attraverso cinque corridoi pedonali per accedere alla Tunisia. Il cancello resta comunque chiuso e chi passa lo fa scavalcando la recinzione con l’aiuto dell’esercito tunisino. Un gruppo di immigrati dal Bangladesh ha issato un cartello con un appello disperato alle autorità di Dacca: «Aiuto, aiuto, aiuto. Siamo 18.000 qui senza acqua né cibo, per piacere organizzate qualcosa per tirarci fuori». Oltre alle file, da una parte quella per i viveri (un panino con tonno e harisa), e dall’altra per l’acqua, ci sono anche gruppi di profughi “armati” di valigie e gruppi sempre più numerosi che attendono di salire sugli autobus in partenza dal confine. In realtà i bus percorrono solo pochi chilometri dalla zona per cercare di sistemare i profughi da un’altra parte visto che la tendopoli ormai è al collasso, nell’area a 10 km dalla linea di confine non ci sono più tende disponibili. Salire sugli autobus è diventato quindi il nuovo miraggio di questi migliaia di sfollati: si scatenano resse che costringono i militari a intervenire, molti preferiscono addirittura dormire a bordo. L’idea che li perseguita è una sola: lasciare la Libia al più presto. La situazione «sta raggiungendo il punto di crisi», ha confermato ieri a Ginevra l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). I dati Onu parlano di circa 70-75mila persone fuggite dalla Libia verso la Tunisia dal 20 febbraio scorso. Solo lunedì, 14mila persone hanno at-

traversato la frontiera, per i funzionari della dogana tunisina, la stima è molto più alta: sarebbero oltre 180.000 i profughi che hanno passato la frontiera. L’Unhcr sottolinea che «la disponibilità di acqua e le condizioni igieniche restano precarie» e «c’è un urgente bisogno di trasferimenti per scongiurare una crisi umanitaria». Il Programma alimentare mondiale ha donato 150.000 dollari alla Mezzalunarossa tunisina e 80 tonnellate di biscotti proteici. Resta alta l’attenzione per una possibile emergenza sanitaria che potrebbe complicare ancora di più le cose. Intanto, in serata fonti concordanti hanno indicato che le truppe fedeli a Gheddafi hanno rafforzato la propria presenza, in particolare al varco di Dehibat. I militari libici per ora non fanno nulla per contenere il flusso, ma nessuno sa veramente cosa accadrà domani.

L’Ue pronta ad adottare altre misure

BRUXELLES - Dopo il varo di sanzioni rafforzate rispetto all’Onu arriva anche la convocazione di un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo: l’Ue si mobilita per fronteggiare la crisi in atto alla porte di casa e mettere a punto la strategia da seguire. Il presidente permanente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha convocato i leader dei 27 a Bruxelles per la mattina di venerdì 11 marzo. Il summit straordinario sarà dedicato alla valutazione della situazione in Libia e negli altri Paesi del Nord Africa e alla messa a punto di nuove iniziative. La decisione di Van Rompuy è stata accolta con grande soddisfazione dall’Italia. Il summit dell’11 marzo sarà anche l’occasione per riproporre il tema della condivisione di un’eventuale emergenza immigrazione dopo la fredda accoglienza riservata su questo fronte nei giorni scorsi al ministro dell’Interno Roberto Maroni dai suoi colleghi europei. La commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmstrom ha ribadito ieri che è «inutile fare speculazioni» sull’afflusso di immigrati dalla Libia, ma bisogna «essere pronti a tutto». Nel frattempo a Bruxelles si sta procedendo a compiere i passi necessari per arrivare al più presto possibile all’applicazione delle sanzioni, compreso il congelamento dei beni facenti capo a Muammar Gheddafi e al suo entourage, decise lunedì. L’indispensabile regolamento Ue è pronto, fanno sapere fonti europee, e sarà approvato nelle prossime ore dai Paesi membri. Con la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione - attesa al più tardi per domani prossimo - le sanzioni diventeranno esecutive e tutti i Paesi membri saranno obbligati ad applicarle. Ma questa probabilmente, rilevano le stesse fonti, non sarà la fine della storia. «Tutte le opzioni restano aperte, compresa l’estensione delle sanzioni», ha detto ieri Micheal Mann, nuovo portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza Catherine Ashton. Informazioni raccolte da altre fonti indicano che l’Ue sta valutando la possibilità di applicare il congelamento dei beni a società legate a Gheddafi e diversi Paesi, tra i quali la Francia, la Germania e anche l’Italia, guarderebbero con favore a questa ipotesi per evitare colpi di mano e turbative di mercato. Per ora a Bruxelles si conferma che la lista compilata dall’Ue contiene solo nomi di persone fisiche e non di società. Ma la Gran Bretagna, ad esempio, ha già deciso autonomamente di bloccare la partecipazione della Lia (la Lybian Investment Authority, società che controlla anche quote di Unicredit e Finmeccanica) nella società editrice del Financial Times.

I CAMBI

Una fregata canadese verso la Libia

OTTAWA - La Marina canadese manderà una nave da guerra al largo delle coste della Libia, che si andrà ad aggiungere alle forze internazionali già presenti nella zona. La HMCS Charlottetown partirà oggi e si unirà a un convoglio di navi da guerra americane guidate dalla USS Enterprise. L’annuncio della partenza della fregata e dei suoi 240 uomini è arrivata alla Camera per bocca del primo ministro Stephen Harper qualche ora dopo la notizia che un Hercules canadese diretto verso l’entroterra libico per recuperare dei lavoratori del settore petrolifero è stato bloccato dalla Libia. L’Inghilterra ha usato una delle sue fregate - la HMS Cumberland - per evacuare i suoi cittadini dal porto della città di Bengasi. Un portavoce per il quartier generale delle operazioni oltremare di Ottawa ha confermato che il C130 J Hercules è stato deviato dalla sua missione quando si trovava a metà strada tra Malta e la Libia, destinazione Tripoli. «La ragione per il rifiuto è apparentemente dovuta alla mancanza di spazio all’Aeroporto Internazionale di Tripoli», ha dichiarato il maggiore Andre Salloum, portavoce per le forze armate canadesi. Questo è solo l’ultimo di una serie di contrattempi per gli sforzi canadesi in Libia. Accesso era stato negato la settimana scorsa a un C-17 di Ottawa, che era rimasto a terra sul tarmac di Roma prima di iniziare voli con la Libia nel fine settimana. Almeno due voli charter con aeromobili civili organizzati dal ministero degli Esteri avevano lasciato la Libia vuoti. L’Hercules, per cui è previsto un altro volo oggi, è così dovuto tornare con la stiva vuota verso Malta, dove Ottawa ha di stanza due C 17 e un C130. Gli sforzi del governo sono stati difesi da un portavoce del ministro della Difesa Peter MacKay: «La priorità del nostro governo - ha detto Jay Paxton - rimane l’evacuazione dei canadesi dalla Libia».

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CORRIERE CANADESE

mercoledì 2 marzO 2011 PAG. 3

CANADA

Il governo dell’Ontario ha annunciato la creazione di una commissione di esperti per visitare i pazienti con Ccsvi che si sottopongono alla terapia Zamboni oltreoceano

Sclerosi, più assistenza per chi si cura all’estero Il ministro ombra della Sanità Bennett: «Una decisione importante. Ora pensiamo a un registro nazionale»

(segue dalla prima)

La richiesta di una migliore assistenza sanitaria dedicata a coloro che hanno eseguito o eseguiranno il trattamento all’estero era giunta alle orecchie di McGuinty da parte della MS Society of Canada che ha accolto quindi con soddisfazione la decisione presa ieri da Queen’s Park. Il gruppo di esperti svilupperà nuove linee guida sul trattamento per questa fascia di pazienti e riferirà poi le conseguenti raccomandazioni al governo. Seguendo la proposta della Ms Society, inoltre, l’Ontario sosterrà il governo federale nel caso in cui venga creato un registro nazionale per chi è affetto da sclerosi. «I pazienti che scelgono di farsi curare la Ccsvi in altri Paesi - ha dichiarato Yves Savoie, presidente e Ceo della MS Society of Canada - hanno diritto a visite di controllo dopo il trattamento. Ecco perché la nostra associazione ha chiesto a tutte le Province di concentrarsi in particolare su questo problema». La teoria, nata dagli studi del medico italiano Paolo Zamboni, ipotizza una correlazione tra sclerosi multipla e Ccsvi, caratterizzata quest’ultima dalla presenza di restringimenti multipli o ostruzioni delle principali vie del drenaggio venoso dal cervello verso il cuore. Nei pazienti con Ccsvi alcune vene, come per esempio la giugulare, appaiono ostruite, ristrette o malformate. Secondo il controverso metodo Zamboni, chiamato di “liberazione”, un’angioplastica dilatativa di queste vene riconsentirebbe il normale afflusso di sangue e i sintomi della malattia si attenuerebbero. «Sono sicura - ha dichiarato il ministro provinciale della Sanità, Deb Matthews - che questa commissione di esperti permetterà ai malati di sclerosi multipla che hanno preso una decisione così difficile, quella di recarsi all’estero, una migliore assistenza sanitaria una volta tornati a casa». Molti i medici canadesi che negli scorsi mesi si sono mostrati restii a eseguire visite di controllo sui pazienti che si erano recati all’estero. Alcuni, al ritorno, hanno presentato dopo qualche settimana complicazioni e spesso non possiedono informazioni mediche dettagliate sulla procedura a cui si so-

no sottoposti all’estero. Il ministro ombra della Sanità Carolyn Bennett, raggiunta telefonicamente dal Corriere Canadese, ha dichiarato che sin dalla scorsa estate «la preoccupazione per centinaia di persone che si sono viste rifiutare un semplice follow-up dopo essersi sottoposti al trattamento aumentava di giorno in giorno». Bennett considera quindi «molto importante» la decisione presa ieri da McGuinty di «organizzare una commissione di esperti che possa dare un’occhiata a questi pazienti». Sulla riluttanza di parecchi medici a seguire i propri pazienti di ritorno da oltreoceano, il ministro ombra ricorda le parole pronunciate davanti alla commissione sanitaria dal noto chirurgo cardiovascolare di Barrie, Sandy McDonald: «È come chiedere a un elettricista di il divieto

Sopra, la radiografia di un paziente con sclerosi multipla. A sinistra, il ministro ombra Carolyn Bennett

controllare l’impianto idraulico in una casa. C’è un approccio molto diverso che contrappone neurologia e chirurgia cardiovascolare. Non è un procedimento di cui i medici hanno una prova certa dei risultati e quindi parecchi di loro si sono trovati in una situazione di forte di-

sagio a seguire questi pazienti». Dal canto loro, quegli stessi medici hanno detto di avere le mani legate. Molti sono dubbiosi sulla terapia sperimentale avanzata da Zamboni. Terapia che non è approvata in Canada e che deve ancora essere sottoposta a test clinici rigorosi.

Tuttavia, quello di ieri, non è il primo passo che il Canada ha preso sulla questione che tanto ha fatto e sta facendo discutere. Un gruppo di Province e Territori, seppure ancora piccolo, ha promesso di dare un’occhiata più da vicino alle procedure sperimentali. Il Saskatchewan, finora, è l’unica Provincia che inizierà gli esperimenti all’inizio dell’anno prossimo. Era stata proprio Ottawa a dire di “no” agli esperimenti in Canada sulla Ccsvi e sulla sclerosi multipla spingendo così molti pazienti a rivolgersi a cliniche estere costosissime, non sempre con un risultato positivo. «È una situazione estremamente spiacevole per i pazienti costretti a recarsi all’estero ammette Bennett - Potrebbero incappare anche in cliniche non proprio sicure. Non c’era quin-

Il regolamento riguarderà la quantità di metallo nella produzione, vendita e importazione

Nuove norme sui prodotti al mercurio

OTTAWA - Il governo federale ha introdotto ieri nuove norme che andranno a vietare in Canada la produzione, l’importazione e la vendita di molti prodotti contenenti mercurio. Il nuovo regolamento è stato deciso per ridurre la quantità di mercurio nel Paese. Alcuni prodotti, tuttavia, continueranno ad essere fabbricati, venduti e importati come per esempio strumenti scientifici, lampade fluorescenti e otturazioni per denti. In vari tipi di lampade, però, verranno posti dei limiti. «Queste norme - ha detto il ministro dell’Ambiente Peter Kent - andranno ad eliminare circa 4,5 tonnellate di mercurio presenti in prodotti che entrano e circolano sul mercato canadese ogni anno. È la prima volta ha continuato il ministro - che il governo ha preso misure generali per i prodotti fabbricati con particelle di mercurio». Il ministro della Sanità Leona Aglukkaq ha fatto sapere che il mercurio è una nota neurotossina, un tipo particolare di tossina che agisce sulle cellule del sistema nervoso. Può trasformarsi in metilmercurio, una sostanza nociva e molto tossica che si doffonde nell’ambiente e può es-

sere assorbita da organismi viventi, come per esempio il pesce, e può essere più concentrata quando si muove nelle catene alimentari. Il metilmercurio si forma in ambienti acquosi, e dato che non è eliminato rapidamente dagli organismi, viene biomagnificato nella catena alimentare acquatica a partire dai batteri fino ai macroinvertebrati e ai pesci erbivori e piscivori. «L’ingestione di metilmercu-

rio può avere gravi conseguenze sullo sviluppo cerebrale, in particolare nei bambini piccoli - ha detto il ministro Aglukkaq Tenere i prodotti che contengono mercurio fuori dal mercato aiuta a proteggere la salute dei canadesi». Le nuove norme, inoltre, introdurranno etichette per i consumatori più chiare sul livello di mercurio in determinati prodotti.

Lampade fluorescenti

di una vera leadership su come stanno quei pazienti ora. Ho visitato diverse comunità la scorsa estate in tutto il Canada e ho visto volantini di raccolte fondi per poter aiutare alcuni pazienti ad andare a farsi curare in centri internazionali. Io e la dottoressa Kirsty Duncan (mp liberale per Etobicoke North, ndr) siamo state molto chiare fin dall’inizio. Dobbiamo tenere sotto controllo questi pazienti e i medici canadesi devono essere in grado di dare consigli migliori se e dove sottoporsi a questa terapia alternativa che può essere eseguita solo con prove certe dell’efficacia». Il ministro ombra spera anche nella «creazione di un registro nazionale con i dati e le informazioni sui risultati clinici del trattamento in modo da poter avere una valutazione più veloce sull’efficacia del trattamento». A far parte della commissione di esperti saranno Barry Rubin, direttore medico del Peter Munk Cardiac Centre, Paul O’Connor, direttore della MS Clinic al St. Michael’s Hospital, David Henry, presidente e Ceo dell’Institute of Clinical Evaluative Sciences, Marcelo Kremenchutzky, direttore della MS Clinic al London Health Science Centre, Julian Spears, codirettore del programma neurovascolare al St. Michael’s Hospital, Liesly Lee, neurologa consulente al Sunnybrook Health Sciences Centre e direttore della Sunnybrook MS Clinic, e Andreas Laupacis, direttore esecutivo al Li Ka Shing Knowledge Institute al St. Michael’s Hospital. Simona Giacobbi

ricerca

Una terapia di geni per curare l’Aids (segue dalla prima)

Test di laboratorio in un centro di ricerche americano

È ancora presto per dire se questo metodo può definirsi “cura” o se può essere considerato un nuovo trattamento. La ricerca ha voluto dimostrare che si tratta comunque di un metodo sicuro e realizzabile. Il concetto si è basato sul caso sorprendente di un paziente con Aids che sembrerebbe guarito dopo aver ricevuto circa quattro anni fa a Berlino globuli da un donatore con immunità naturale all’Hiv. I ricercatori stanno cercando un modo pratico per arrivare a questo tipo di immunità usando i globuli dei pazienti stessi. I

risultati di questo studio sono stati annunciato lunedì durante una conferenza che si è tenuta a Boston e che ha lasciato molti esperti eccitati sì, ma cauti al tempo stesso. «Per la prima volta - ha detto John Zaia, capo della commissione governativa sugli esperimenti genetici - le persone stanno cominciando a pensare a una cura». Anche se questo trattamento non guarisce completamente dall’Hiv, può comunque riparare il sistema immune dei pazienti fino al punto da poter controllare il virus e da non prendere più medicine. «Quella che si direbbe una cura funzionale», ha aggiunto Zaia.


PAG. 4 mercoledì 2 marzO 2011

canada Prima apparizione in tribunale, no alla scarcerazione su cauzione per Kwong Yan e Qi Tan

Anziana segregata a Scarborough, rimangono in carcere gli aguzzini

toronto - No alla scarcerazione su cauzione per i presunti aguzzini dell’anziana di Sarborough. È quanto ha stabilito ieri un giudice di Toronto, respingendo l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Kwong Yan, 43 anni e Qi Tan, 28. I due coniugi sono accusati di aver segregato per alcuni mesi la madre dell’uomo in un garage della loro abitazione, senza riscaldamento, senza acqua corrente e in condizioni igieniche disastrose. L’anziana rimane in ospedale in fin di vita, colpita da un ictus dopo essere stata ricoverata in gravi condizioni. Per ora la prognosi dei medici rimane riservata. La vicenda che ha scioccato Toronto è iniziata mercoledì scorso, quando i due imputati hanno chiamata un’ambulanza dalla loro abitazione nell’area di McCowan Road e Finch Avenue West, a Scarborough. I paramedici, arrivati dopo pochi minuti, hanno trovato l’anziana svenuta e semi assiderata. Immediatamente è stata avvertita la polizia che ha avviato un’inchiesta. I due coniugi sono stati arrestati lunedì: nei loro confronti sono stati emessi numerosi capi d’imputazione, tra cui negligenza aggravata. La polizia ha quindi scoperto che l’anziana viveva nel garage, un vano freddissimo privo di riscaldamento, dormiva su un vecchio materasso con una sola coperta. Secondo quanto confermato dagli inquirenti, il figlio del-

CORRIERE CANADESE il verdetto

meteo

TORONTO - Colpevole di omicidio di secondo grado. È questo il verdetto emesso ieri a carico di Nicole Kish (nella foto), la donna accusata di aver ucciso Ross Hammond nell’estate del 2007. La giuria non ha creduto alla linea difensiva dei legali della donna, che si era professata innocente. La tragedia si era consumata il 9 agosto del 2007. Kish all’epoca viveva in strada e stava chiedendo la carità ai passanti non lontano dall’incrocio tra Queen Street West e Niagara Street. Hammond, 32 anni, si rifiutò alla richiesta della donna di consegnarli 20 dollari. Ne era nato un diverbio, degenerato in rissa con l’arrivo di altri homeless. Kish quindi estrasse un coltello da cucina e ferì a morte Hammond. L’incidente avvenne in pieno giorno, sotto lo sguardo attonito di decine di passanti. Tre persone implicate nel delitto hanno patteggiato la pena e sono state estradate negli Stati Uniti.

OTTAWA - Quella in arrivo sarà una primavera più fredda del solito. La conferma è arrivata ieri dal ministro federale dell’Ambiente, che in un rapporto ha messo in luce come le previsioni a lunga scadenza per marzo, aprile e maggio parlino di temperature al di sotto della media, possibili nevicate e rovesci. Insomma, le marmotte che avevano previsto un inverno breve e temperature primaverili alle porte hanno completamente sbagliato le previsioni. «Lo scorso anno - ha dichiarato David Phillips, esperto di Environment Canada - la primavera è arrivata molto presto. Purtroppo quest’anno non sarà così. Tre quarti del Paese - ha aggiunto - avrà delle temperature più rigide rispetto alla norma nei prossimi tre mesi». La causa di questo ha continuato - è la presenza delle correnti della Nina, che portano con loro bruschi cali della temperatura e piogge copiose.

Hammond, «Primavera Kish giudicata più fredda colpevole del solito»

La donna di 68 anni rimane ricoverata in gravi condizioni

Uno schizzo che ritrae i due imputati in tribunale

l’anziana aveva ottenuto l’affidamento della donna nell’autunno del 2010, dopo che questa era stata dichiarata da un british columbia

tribunale non più autosufficiente. La polizia ha confermato che la coppia viveva dentro la loro abitazione con la fi-

glia di sette anni e due inquilini che avevano affittato il basement. Due camere da letto nella casa erano invece riservate per gli ospiti. I due accusati sono originari della Cina e solo di recente avrebbero ottenuto la cittadinanza canadese. Kwong Yan, e Qi Tan torneranno in tribunale il 15 marzo.

Caos all’ospedale, la caffetteria diventa una Er

Tim Hortons trasformato in pronto soccorso

VANCOUVER - L’emergency room è carica di pazienti, le sale dell’ospedale sono piene. Dove mettere le persone che arrivano con le ambulanze? Presto detto: dentro il Tim Hortons della struttura ospedaliera. L’incredibile storia, ennesimo caso di malasanità nel deficitario Health Care canadese, arriva da un sobborgo di Vancouver, New Westminster. Cinque pazienti arrivati al

pronto soccorso, stando a quanto confermato da un dipendente dell’ospedale, in attesa di ri-

il processo

cevere le cure mediche, sono stati sistemati nella caffetteria del Royal Columbian Hospital a causa del “sovraffollamento” nell’emergency room. Il medico ha comunque sottolineato che i pazienti sono stati visitati in via preliminare dal personale paramedico dell’ospedale e che nessuno di questi si trovava in gravi condizioni. Sulla vicenda potrebbe essere attivata un’inchiesta. MARKDALE

giustizia

MARKDALE - Dovrà rispondere di aggressione aggravata un ragazzo di 16 anni coinvolto in una violenta rissa su uno school bus a Markdale. Secondo la ricostruzione della polizia - che ha formalizzato i capi d’imputazione ieri presso il tribunale di Owen Sound - il giovane avrebbe provocato e poi picchiato senza alcun motivo apparente un altro adolescente presente sul bus. Il conducente dello school bus è quindi intervenuto, bloccando il ragazzo fino all’arrivo della polizia. new brunswick

DAUPHIN - Svolta in un’inchiesta iniziata ben otto anni fa in Manitoba. Due persone sono state arrestate in relazione alla scomparsa di Derek Kembel, visto per l’ultima volta in un locale di Dauphin il 28 febbraio del 2003. Gli inquirenti ritengono che l’uomo sia stato assassinato e il suo cadavere occultato. Con l’accusa di omicidio di primo grado sono stati arrestati Christopher Robin Shewchuk, oggi 29enne e il padre Thomas Ronald Shewchuk, 60 anni. toronto

MOCTON - Una truffa telefonica è costata bollette salatissime a una compagnia di Moncton. E stando a quanto dichiarato dagli inquirenti, quella scoperta potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Secondo la ricostruzione della polizia, un hacker sarebbe entrato dentro il centralino telefonico di una compagnia e avrebbe incanalato migliaia di telefonate interurbane per un totale di 68mila dollari.

toronto - Tutto esaurito ieri per la prima del musical Billy Elliot. In platea anche il creatore dell’opera, il musicista inglese Elton John, accompagnato dal partner, il canadese David Furnish. Il musical arriva a Toronto dopo un successo ricevuto in Inghilterra e negli Stati Uniti. Billy Elliot debuttò nel 2005 a Londra, per poi trasferirsi a Broadway nel 2008, facendo incetta di premi e conquistando la critica.

Il ragazzino si è dichiarato colpevole, choc in una cittadina del Manitoba Aggressione sul bus, nei guai 16enne Cold case in a Dauphin, due arresti

A 12 anni uccide la ragazza del fratello OXFORD HOUSE - Un ragazzino di 13 anni ha ammesso di aver ucciso la ragazza 14enne del fratello. La sconvolgente ammissione è avvenuta durante il processo a carico del giovane - 12enne all’epoca del delitto - nel quale si è assunto la piena responsabilità dell’accaduto. Stando alla ricostruzione fornita dal procuratore Debbie Bours una tesi questa confermata poi dalla stessa difesa - il giovane entrò nella stanza dove stavano dormendo il fratello e la sua ragazza. Senza alcun motivo, il ragazzino afferrò un coltello da cucina e lo conficcò in gola alla ragazza. A nulla val-

sero i soccorsi, la giovane morì dissanguata durante il trasporto in ospedale. Mistero sul movente del delitto.

Il ragazzino reo confesso, dodicenne all’epoca dei fatti, rischia ora sette anni di reclusione.

la conferma

Identificato il cadavere trovato a Windsor Bollette salate, truffa a Moncton WINDSOR - Appartengono a una donna di 46 anni i resti rinvenuti nei pressi di una casa a Windsor nei giorni scorsi. La polizia ha confermato ieri che si tratta di Patricia Beaulieu. Al momento non si conosce la causa di morte. Nei prossimi giorni alcune risposte potranno arrivare dall’autopsia che sarà effettuata dal coroner. Per ora sono pochi gli elementi confermati dagli inquirenti. Di certo c’è il provvedimento di arresto a carico del convivente della donna, il 50enne William Connel, per occultamento. Per altri capi d’imputazione sarà invece necessario attendere l’autopsia.

Elton John alla prima di Billy Elliot


CORRIERE CANADESE

canada

mercoleDì 2 Marzo 2011 PAG. 5

Intervista del Corriere Canadese al ministro del Lavoro: «L’economia è ancora molto forte, ma serve un clima di stabilità»

Lavoro, non sarà un autunno caldo Lisa Raitt: dobbiamo raggiungere accordi equi per le amministrazioni e i sindacati

(segue dalla prima)

E questo in merito alla possibilità di evitare scioperi e di «raggiungere accordi equi per tutti attraverso trattative tra le varie amministrazioni e le rappresentanze sindacali». Insomma la situazione non è simile a quella che si sta registrando in questi giorni nello Stato americano del Wisconsin dove c’è uno scontro frontale tra governo e sindacati e l’imposizione di drammatici tagli. Il ministro del Lavoro esprime anche un giudizio cautamente positivo sulla situazione del lavoro pubblico e i rinnovi dei contratti di lavoro. Il ministro ammette che vi sono difficoltà un po’ ovunque e nel mondo in questo settore e cita alcuni Stati americani, come il Winsconsin, che si trovano in gravissime difficoltà e ricorrono a provvedimenti molto drastici. «Noi a livello federale abbiamo un comitato ministeriale di esperti appartenenti a tutte le categorie interessate in questo settore che - dice il ministro - esaminano la situazione e mi danno dei suggerimenti opportuni . Quello che mi hanno detto fino ad ora, da entrambi i settori, sindacale e manageriale, è che c’è spazio per sederci al tavolo delle trattative e parlare su\ come procedere». Il ministro, a conferma del suo cauto ottimismo, precisa che ci sono già stati degli accordi raggiunti senza grosse polemiche o, a parte qualche piccola eccezione, scioperi. Raitt sottolinea che «come ministro sono sempre più convinta che il migliore accordo è quello che le due parti raggiungono tra di loro attraverso il dialogo» e senza interventi

Il ministro del Lavoro Lisa Raitt

esterni. Il ministro, rifacendosi all’attività svolta da un suo predecessore, Stockwell Day, dice che «è necessario creare quel clima di stabilità che renderà tutto più semplice». Tra l’altro il ministro Raitt avverte che un blocco dell’attività in uno dei porti canadesi o tra i piloti dell’Air Canada «potrebbe influire molto negativamente sulla nostra ripresa economica che, anche se sta andando nella giusta direzione, è ancora molto fragile a causa soprattutto di situazioni esterne come quelle della Libia o del Medioriente in generale» e per questo motivo il ministro ritiene importante «stare molto attenti verso le nostre situazioni interne a non aggravare il quadro generale». Raitt non nasconde che «si tratterà di una trattativa molto

difficile» comunque è alquanto ottimista in quanto ritiene che «i sindacati e l’amministrazione lavoreranno insieme proprio per evitare questi problemi». A proposito della situazione economica il ministro del Lavoro ritiene che «è difficile parlare in modo positivo quando ci sono molte persone che stanno soffrendo nel mondo». Raitt sottolinea di avere «parlato con persone negli Stati Uniti e molti sono preoccupati per il loro lavoro e per il grosso deficit pubblico che pesa sull’economia americana. Si può ancora sentire in modo molto marcato il pessimismo che c’è ancora tra i consumatori». In Canada invece «non c’è questo pessimismo e la nostra economia - rileva il ministro Raitt è ancora molto forte. So che in molti nel mio distretto con-

bank of canada

Il costo del denaro rimane fermo all’1%, smentite le previsioni della vigilia

Carney lascia invariati i tassi d’interesse TORONTO - Nonostante le previsioni contrarie dei giorni scorsi, la Banca del Canada ha deciso ieri di mantenere invariato il costo del denaro all’uno per cento anche in marzo e per il quarto mese consecutivo. Nel suo rapporto mensile la Banca centrale ha messo in risalto che l’economia canadese si sta riprendendo a un ritmo superiore a quello previsto, ciononostante, il governatore Mark Carney ha detto che è necessario non variare la pressione fiscale in quanto continuano a rimanere alcuni punti interrogativi legati soprattutto alla situazione internazionale in generale a a quella libica in particolare. “La ripresa economica scrive Carney - è leggermente migliore di quella preventivata” segnalando un miglioramento delle esportazioni “e ulteriori conferme di un ribilanciamento della domanda” che non gravita più solamente sulla spesa del consumatore e degli investimenti pubblici per lo stimolo economico. La Banca centrale comunque rileva che “non mancano considerevoli problemi” derivanti dal dollaro canadese sempre più forte e la scarsa produttività di molte aziende. Si tratta di fattori che impediscono al Canada di approfittare al massimo delle migliori condizioni economiche che si registrano negli Stati Uniti. L’economia americana, scrive Carney, sta ottenendo spinte considerevoli dalle iniziative del governo centrale che ha tagliato ulteriormente le tas-

Mark Carney

se e dalla forte vendita di bond da parte della Federal Reserve. Tutto questo, più l’aumento dei prezzi delle materie prime, soprattutto nel settore energetico, sono di grosso aiuto alla ripresa economica canadese. Oltre alla situazione libica non mancano preoccupazioni per la situazione europea, soprattutto a causa del debito pubblico preoccupante in molti Paesi dell’area Ue. Per quel che riguarda l’inflazione, per ora non ci sono problemi, anche se la ripresa economica mondiale e l’aumento dei prezzi soprattutto nel settore energetico, consiglia ancora molta prudenza. Una richiesta sempre più consistente di materie prima da Paesi in via di sviluppo, come la Cina e l’India, mette pressio-

ne sui prezzi delle stesse che potrebbero in un futuro più o meno immediato fare aumentare i prezzi anche in Canada e quindi risvegliare il pericolo inflazionistico. D’altra parte, fino a quando la fed americana mantiene i tassi ai livelli bassissimi attuali, la Banca centrale canadese ritiene troppo rischioso aumentare il costo del denaro da noi in quanto questo farebbe schizzare ancora il nostro dollaro in alto mettendo in pericolo soprattutto le esportazioni. In definitiva la Banca del Canada conferma le sue previsioni dello scorso mese di gennaio quando disse l’economia canadese sta andando meglio del previsto ma i rischi della situazione globale “rimangono elevati”.

tinuano a comperare auto e altri generi e a spendere e si sentono alquanto sicuri a proposito del loro posto di lavoro. Credo che questa attitudine è tipica dei canadesi e cioè di affrontare la realtà con realismo senza eccessi». Tra l’altro la scorsa settimana il ministro, approfittando della pausa parlamentare a Ottawa, ha trascorso molto tempo anche nel suo distretto di Oakville: «Certo, siamo ormai nel periodo in cui il piano di stimolo economico si avvicina alla fine e ho voluto nel fine settimana mettere in risalto alcuni dei progetti che sono stati finanziati nel mio distretto proprio dal piano». Tra questi c’è uno di cui Raitt è molto fiera «e che ha creato lo spazio per una libreria e un “Visual arts place and

performing arts center” a Milton. Forse non molti sono a conoscenza che quella di Milton è una delle comunità in più rapida crescita in Nord America e questo significa che dobbiamo prepararci con le infrastrutture adeguate per la nuova popolazione». Tra l’altro, dice il ministro, quello di Milton non è uno dei progetti che erano in ritardo e che hanno avuto bisogno di una estensione del piano di stimolo. Tale estensione, rileva Raitt, ha riguardato quasi esclusivamente progetti in aree che sono state interessate dalle passate alluvioni e dove non era possibile andare avanti con i lavori: «Per evitare di ricorrere a delle proroghe per ogni progetto danneggiato da questi eventi naturali, - spiega - si è deciso di ricorrere a una estensione generale fino al prossimo autunno invece che all’inizio di questa primavera». A proposito dell’eventualità di una elezione in questa primavera, Raitt dice di non essere «in grado di fare ovviamente alcuna previsione» ma subito aggiunge che «non appena mi allontano da Ottawa ho subito la sensazione che in molti si chiedono perché dobbiamo ricorrere a nuove elezioni in questo momento, invece di continuare a supportare la ripresa in atto». Ovviamente, dice il ministro, «spero che questa eventualità venga scongiurata e quindi continuo nel mio lavoro ma, nello stesso tempo, continuo a dire ai miei collaboratori di essere pronti in qualsiasi momento». Come dire, se vuoi la pace, preparati alla guerra. Angelo Persichilli

vaughan

Di Biase prosciolto per le spese della riconta

Michael Di Biase

VAUGHAN - Prosciolto Michael Di Biase dalle accuse relative alle spese sostenute per la riconta dei voti del 2006. La decisione è stata presa dal giudice Peter Wright che ha bocciato i sette capi d’imputazione a carico dell’ex sindaco e attuale consigliere regionale di Vaughan. I fatti in questione ebbero luogo all’indomani della sconfitta di Di Biase nelle elezioni che incoronarono Linda Jackson: un voto contestatissimo, vinto con uno scarto di appena 90 preferenze. Di Biase chiese la riconta che confermò la vittoria della Jackson. Ma è proprio su questa riconta che furono mosse delle accuse all’ex sindaco, che non era stato in grado - secondo chi aveva sporto denuncia - di documentare tutte le spese effettuate per contare una seconda volta i voti, tenendo presente che i regolamenti elettorali a Vaughan prevedono donazioni non superiori a 750 dollari a persona. Ma secondo il giudice, al momento della riconta Di Biase stava agendo da privato cittadino e i limiti imposti dai regolamenti elettorali non avevano più alcun effetto.


PAG. 6 mercoledì 2 marzO 2011

canada

CORRIERE CANADESE

Hédi Bouraoui, cittadino onorario di Acquaviva La cittadina pugliese conferisce l’onorificenza al professore emerito della York University, inventore del concetto di “transculturalismo”

Fra le motivazioni l’aver creato un ponte culturale fra il Mediterraneo, l’Italia, la Puglia e il Canada

(segue dalla prima) Partito da Sfax, una città della Tunisia affacciata sul Mediterraneo, ha girato il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti al Canada, dove ha vissuto 30 anni, insegnando letteratura francese e comparata allo Stong College della York University di Toronto. Una vita dedicata allo studio della letteratura e alla scrittura, ma soprattutto alla ricerca di un dialogo costante fra culture diverse, sfociata nella creazione del Centro Canada-Méditerranée della York University e nella nascita del concetto di “transcultralismo”. A quasi ottant’anni il professor Bouraoui non ha ancora smesso di viaggiare e si sente a casa a Toronto come a Parigi come in Africa. E fra qualche giorno sarà anche un po’ italiano perché riceverà la cittadinanza onoraria da Acquaviva delle Fonti, una delle città pugliesi che lo hanno accolto “a braccia aperte” durante le tappe italiane del progetto internazionale “Dal Canada alla Puglia: sotto il segno del dialogo”, avviato dal Canada-Méditerranée Centre e dalla Wip Edizioni grazie anche alla preziosa collaborazione del professore di letterature francofone dell’Università di Bari, Nicola D’Ambrosio, direttore della collana “Al di là del Mediterraneo”. Il professor Bouraoui si dice fiero di entrare a far parte «anima e cuore di questa nuova famiglia a metà strada tra il mare Adriatico e il golfo di Taranto». Una cittadinanza che si aggiunge a quella canadese e che arricchisce le sue origini tunisine e la sua identità plurale, che funziona in termini «di addizione, non di sottrazione». «Africa, Europa, Nord America, tutto si è stratificato dentro di me - dice dalla sua casa di Parigi, poco prima di partire per il suo quinto viaggio in Puglia - E non mi si può portar via niente perché Hédi Bouraoui è il tutto. Altrimenti non sarei più me stesso». Per lui il transculturalismo non è un concetto astratto, ma qualcosa che ha vissuto prima sulla sua pelle. «Quando mi sono trasferito dagli Stati Uniti a Toronto ero ansioso di contribuire al grande mosaico canadese, che pensavo fosse il contrario del “melting pot” americano, che vuole cancellare ogni differenza culturale in nome di un’omologazione stelle e strisce. Ma ben presto, agli inizi degli anni ’70, mi sono reso conto che il multiculturalismo non funziona perché ogni comunità è chiusa in se stessa e il governo, allora come oggi, era più interessato a raccogliere voti che a far comunicare davvero le varie tessere del mosaico. Il tranculturalismo, invece, è la ricerca di un dialogo costante fra le varie culture, non un monologo». Ed è un cardine delle opere di Bouraoui, che spesso mettono al centro il Mediterraneo, «culla della civiltà orientale e occidentale e delle tre religioni monoteistiche per eccellenza, ebraismo, cristianesimo e mu-

Nicola D’Ambrosio: «È un umanista che mette sempre l’uomo al centro di ogni civiltà e cultura»

«Ho capito subito che il multiculturalismo non funzionava perché ogni comunità è chiusa in se stessa»

sulmanesimo». In particolare la trilogia romanzesca, edita per i tipi de Le Vermillon di Ottawa, i cui primi due volumi sono già stati tradotti dal professor D’Ambrosio, Annibale il Mediterrante e L’Odissea di Annibale, mentre il terzo volume, Vele sul Mediterraneo, uscirà a breve. «L’eroe di questa trilogia porta con sé un’eredità storica - spiega il professor Bouraoui - echi di Annibale Barca, il grande generale cartaginese che sconfisse i romani a Canne, in Puglia, e un’eredità mitica, le avventure di Ulisse. Il Mediterraneo è esplorato in tutti e quattro i suoi punti cardinali: da Djerba e Kerkenna alla Sicilia e alla Sardegna, da Maiorca a Creta e a Malta. Il personaggio di Annibale Ben Omer parte alla scoperta della sua identità plurale e dei valori eterni del Mare Nostrum». «Bouraoui è un umanista che mette l’uomo al centro delle sue opere, come punto di riferimento chiave di ogni civiltà e di ogni cultura - dice il professor D’Ambrosio, infaticabile promotore del messag-

per il fatto di aver contribuito a creare un ponte culturale tra il Mediterraneo, l’Italia, la Puglia, Acquaviva e il Canada, sotto il segno dell’amicizia tra i popoli e del dialogo tra le culture e le religioni, che abbiamo deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria. Il professor Bouraoui, infatti, ha contribuito ad arricchire anche l’identità della nostra comunità acquavivese, mettendola in relazione con la dimensione regionale, la Puglia, ed evidenziando la sua natura e la sua vocazione mediterranea». Il Corriere Canadese e Tandem, insieme all’ambasciata canadese e ad altri enti, sono sponsor della cerimonia di consegna che si terrà giovedì 10 marzo nel Palazzo di Città di Acquaviva alla presenza del sindaco Francesco Squicciarini, dell’assessore regionale al Mediterraneo e alla Cultura Silvia Godelli e del responsabile delle relazioni esterne e della cultura dell’ambasciata del Canada a Roma, Peter Egyed. Letizia Tesi

l’appello

Sopra al centro Hédi Bouraoui e a destra Nicola D’Ambrosio; a sinistra e a destra tre copertine di opere del professor Bouraoui tradotte dal professor D’Ambrosio

gio “transculturale” e deus ex machina delle “incursioni” pugliesi del professor Bouraoui, oltre che traduttore delle sue

opere dal francese all’italiano Il suo fine è quello di scongiurare l’egemonia di una cultura sull’altra, fuggendo le derive

dei fanatismi e dei nazionalismi. Lui stesso si definisce magrebino, ma anche arabo e mediterranneo. Ed è proprio

Il Consolato di Toronto ringrazia gli italo-canadesi per le prenotazioni del volume necessarie per completare l’opera

Immigrazione a fumetti, ora tocca alla comunità

ELENA SERRA

TORONTO - Il Consolato generale ha voluto ieri ringrazia le associazioni italo-canadesi che, in risposta all’appello relativo al progetto Storia dell’emigrazione italiana in Canada a fumetti, hanno già prenotato alcune copie della pubblicazione. Si tratta del volume, unico nel suo genere, realizzato da Daniele Procacci in collaborazione con il Consolato generale d’Italia a Toronto. L’obiettivo del progetto è quello di raccogliere la memoria collettiva della straordinaria esperienza dell’immigrazione italiana in Canada e trasmetterla ai giovani in una forma - quella della “storia illustrata” - a loro congeniale. «Io ho inventato un emigrante “zero” che rappresenta un po’ il nonno di tutti – aveva raccontato Procacci al Corriere Canadese - Lui racconta, tramite gli aneddoti, quella che è stata l’esperienza degli italiani che sono emigrati in Canada. Per questo tutta la comunità può immedesimarsi rivedendo la propria esperienza in queste storie».

La copertina del volume e una pagina interna

Il progetto sta ora volgendo al termine e la partecipazione della comunità è fondamentale. La vendita di un quantitativo minimo di copie (al costo unitario di 7 dollari) è infatti una condizione essenziale per permetterne il completamen-

to. Al momento hanno aderito a sostenere l’iniziativa il Columbus Center, l’Uim, il Circolo Morgezio, il Cortina Club, il Patronato Epasa, il Toronto Rende Social Cultural Club, l’Associazione Nazionale Bersaglieri, la Federazione

Pugliesi in Ontario, il Club Giuliano Dalmato e, a titolo privato, il Comm. Vic De Zen e il Cav. Uf. Primo De Luca. Il numero complessivamente di copie prenotate ammonta al momento a 590 e il Consolato generale si augura che altre associazioni o privati vogliano aggiungersi e preordinare copie per raggiungere il numero minimo di 3.000 necessario per coprire i costi di stampa. L’obiettivo è quello

di pubblicare l’opera in tempo utile per poterla lanciare e distribuire durante il prossimo mese di giugno come parte delle celebrazioni dell’Italian Heritage Month. Tutti coloro che fossero interessati all’acquisto del volume possono contattare il consolato generale d’Italia mandando un’e-mail all’indirizzo console.toronto@esteri.it


focus

CORRIERE CANADESE

mercoledì 2 marzO 2011 PAG. 7

Insorgono le opposizioni. Franceschini: ci si espone al ridicolo sostenendo che Berlusconi ha commesso un reato ministeriale

«Rubygate, c’è conflitto di poteri con i pm»

Il Pdl invia una lettera a Fini per «la tutela delle prerogative della Camera»

(segue dalla prima)

L’opposizione però insorge e parla di «ennesimo abuso» e di escamotage «per non far processare il presidente del Consiglio». Con il leader del Pd Pierluigi Bersani che fa i complimenti alla Lega perché ora si vota il «federalismosalva-processi». Nella lettera, piuttosto tecnica, si fissano alcuni punti: prima di tutto quello che avrebbe commesso Berlusconi con la telefonata alla Questura di Milano (la concussione) sarebbe un reato ministeriale; poi, non tocca certo alla singola autorità giudiziaria stabilire la ministerialità o meno del reato. Terzo: visto che la Camera si era già pronunciata sulla competenza del Tribunale dei ministri (a proposito della perquisizione degli uffici del ragioniere del premier Giuseppe Spinelli) non si capisce come mai i magistrati di Milano siano andati avanti per la loro strada come se nulla fosse, continuando prima con l’inchiesta e poi rinviando a giudizio il Cavaliere. Comportandosi in questo modo, si osserva, non solo avrebbero avuto un atteggiamento “superficiale”, ma avrebbero dato “un’interpretazione scorretta” della disciplina vigente, a cominciare dall’articolo 96 della Costituzione, e avrebbero dimostrato “un intento persecutorio” nei confronti del presidente del Consiglio. Nella lettera trasmessa a Fini, i tre esponenti del centrodestra sottolineano anche un’altra questione: se si lasciasse agire la magistratura di Milano senza tentare di fermarla si creerebbe un precedente e si lederebbero le prerogative della Camera. Perché, “visto che si tratta di un reato ministeriale, tocca a lei e solo a lei pronunciarsi sull’autorizzazione o meno a procedere”. E questo è un potere che nessuno può toglierle. Il documento, che secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato messo a punto in realtà dal vicepresidente della Camera, Antonio Leone (Pdl), rappresenterebbe non solo un «attacco-avvertimento» alle toghe, ma anche una sorta di «sfida» all’inquilino di Montecitorio Gianfranco Fini. A lui infatti si appellano, prima il ministro degli Esteri Franco Frattini e poi Luciano Sardelli, affinché dimostri la sua «correttezza istituzionale». Una richiesta non troppo velata a non votare in ufficio di presidenza. La decisione di investire o meno la Giunta e poi l’Aula della richiesta di sollevare conflitto di attribuzione spetta infatti all’Ufficio di presidenza della Camera dove, al momento, la maggioranza non ha i numeri. È vero che dalla prossima settimana l’Assemblea di Montecitorio dovrebbe votare l’ingresso di un esponente dei Responsabili nell’organismo parlamentare (potrebbe essere Michele Pisacane), ma comunque, se questa “integrazione” avvenisse, il voto del presidente della Camera diventerebbe determinante. Nell’ufficio di presidenza attualmente ci sono 10 esponenti dell’opposizione e 8 della maggioranza, senza contare Fini. Se diventassero 9 e ci fosse anche una sola assenza nel centrosinistra, il conflitto di attribuzioni passerebbe. Il che significa che se la Consulta fosse d’accordo con la tesi del Pdl, per processare Berlusconi si dovrebbe chiedere l’autorizzazione a procedere (è rimasta per i ministri e non

per i parlamentari). Molto duro il commento di Dario Franceschini: «Trovo incredibile che i capigruppo della maggioranza, anziché portare in aula provvedimenti che riguardano gli L’opinione

(segue dalla prima) «Lui era attaccato in modo a volte anche sconsiderato e l’unica che cercava di prendere le sue difese ero io. Per cui c’era uno squilibrio notevole già nello studio». Iva Zanicchi, ricorda così la sera del 25 gennaio scorso, quando Silvio Berlusconi chiamò in diretta la trasmissione L’Infedele, dove Gad Lerner stava trattando l’argomento “Rubygate”, definendola un «postribolo televisivo» e invitando la cantante ed europarlamentare del Pdl ad abbandonare lo studio. «Quando mi ha invitato ad uscire io non me la sono sentita - continua “l’aquila di Ligonchio” - non l’avrei fatto mai, nemmeno se me l’avesse chiesto mia madre che è la persona che più ho adorato nella vita. Perché ho una certa età, perché ho la mia personalità, perché decido io». Poi era lì per difenderlo. «Mi sembrava più giusto rimanere lì, per quel poco che ho potuto dire e fare, per difenderlo. Poi Gad Lerner è un ottimo giornalista, ti dà la parola e te la toglie quando vuole lui, ed è anche giusto visto che è casa sua. Io però ho ritenuto giusto restare lì e si è scatenata una bagarre ingiustificata. Sono venuti addirittura dalla Spagna». Addirittura? «Sì, con le telecamere. E poi la Bbc, il Times, perché questa parlamentare di Berlusconi si era rifiutata di obbedire al capo, invece non era così». Ha risentito dopo il presidente Berlusconi? «Per dire la verità no. Io sono una politica un po’ anomala perché non dimentico mai di essere stata una cantante per cinquant’anni e spero di continuare a farla per altri anni ancora. Ho sentito Bonaiuti, il suo braccio destro, e gli ho detto io che sapevo che era impegnato e che non c’era bisogno mi chiamasse». Il 13 febbraio le donne sono scese in piazza in tutta Italia per difendere l’onore femminile, che idea si è fatta della manifestazione? «Guardi, se c’è una donna che può andare in piazza quella sono io, perché sono una che viene da una famiglia di operai, ho vissuto in piazza, cantato in piazza e nelle balere. Sento profondamente di essere una donna del popolo per cui io potevo e dovevo andare in piazza ma il problema era falso e posto ma-

italiani, siano solerti solo sui provvedimenti che sono fondamentali per bloccare i processi del presidente del Consiglio», ha commentato il capogruppo democratico alla Camera. «Ci

si espone al ridicolo di sostenere che si tratta di reato ministeriale, perché il presidente del Consiglio quando ha fatto la telefonata era convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. Una cosa di fronte alla quale ha riso tutto il mondo. Capitasse ancora a Berlusconi di dover intervenire per la nipote di un capo di Stato straniero, la mandi a prendere da un console o da un rappresentate dei servizi segreti, ma non la affidi ad una ragazza che la manda a dormire da una prostituta brasiliana. Un fatto che smonta il castello costruito per questo caso». Fini, per prassi non vota, ma nessuna norma gli vieta di farlo. Così, secondo quanto si apprende, della delicata vicenda potrebbe anche essere investita la Giunta per il Regolamento che potrebbe indicare la procedura da seguire. Evitando ulteriori polemiche politiche.

le accuse

Watergate all’italiana alla sede del Fli

MILANO - Volevano organizzare un Watergate all’italiana Barbara Guerra, una delle ragazze ospiti alle serate ad Arcore, e il padre Innocenzo. L’idea era quella di proporre a Silvio Berlusconi di mettere una “cimice” nella sede milanese di Futuro e Libertà, «almeno sente le puttanate che dicono e quello che fanno». Il piano, che non ha avuto seguito in quanto il premier ha ritenuto fosse «meglio non farlo», è spuntato in alcuni dialoghi tra la showgirl e il padre, avvenuti tra l’11 e il 15 gennaio scorso. Le intercettazioni di queste conversazioni sono state depositate dai pm di Milano tra gli atti allegati alla richiesta di giudizio immediato per il capo del governo che verrà processato, a partire dal prossimo 6 aprile, per il caso Ruby. Innocenzo Guerra, che si stava occupando dei lavori di risistemazione della sede milanese del Fli in Via Terraggio 17, poi inaugurata lo scorso 24 gennaio, parlando con la figlia, attorno alle 20.30 dell’11 gennaio, le dice: «Arrivano i mobili, io gli volevo proporre se vuole mettere una microspia (ride)...». Sempre al telefono l’uomo aggiunge: «Io...c’ho le chiavi io... dell’ufficio. Ieri è venuto anche il senatore Valditara». La figlia chiede: «E si può fare?». Lui ripete: «Io c’ho le chiavi». A questo punto, la showgirl si mette in contatto con Berlusconi, che però glissa con un «è meglio non farlo».

La cantante ed europarlamentare parla al Corriere del suo punto di vista sulle accuse al premier

Iva Zanicchi: «A chi non piacciono le belle donne?»

le. Ho capito che non c’entrava niente la dignità della donna, era soltanto una protesta, legittima perché siamo in un Paese democratico, per dare una spallata al governo. Una manifestazione contro Berlusconi. Io l’ho vista così e per questo non sarei mai andata in piazza». Crede ci sia una questione femminile in Italia? «Quando si parla di parità abbiamo fatto passi da gigante, ma ancora non c’è. Non c’è forse anche per colpa della mentalità delle donne: la donna pilota di aerei si nasconde perché ha paura di essere giudicata male. Se vai a farti un intervento chirurgico chiedi un uomo, difficilmente una donna». Abbiamo un retaggio maschilista… «Ci sono dei tabù, dei retaggi, anche se siamo un Paese avanzatissimo, democratico. Nelle aziende private poi non c’è parità, le donne sono pagate meno degli uomini. Questo nel nostro Paese, poi se vogliamo allargare gli orizzonti perché facciamo parte del mondo, hai voglia a vedere ingiustizie...». L’europarlamento l’aiuta in questo… «Sono vicepresidente della commissione Sviluppo e vado spesso in Africa. Lì è una cosa che fa stare male il cuore. Sono stata in Mali e lì l’80 per cento delle ragazzine vengono infibulate, mutilate. Certo che dobbiamo fare tanta strada, però quella domenica lì mi è sembrato un falso problema. Manifestavano contro cosa? Contro delle ragazze che magari per libera scelta vanno a cena a casa di Berlusconi o fanno del loro corpo quello che vogliono? Benissimo, critichiamole, ma andiamo in piazza contro la prostituzione che è il mestiere più antico del mondo?». Lei ha lavorato per vent’an-

ni in tv. Come crede esca l’immagine di questo mondo da questa storia? «Hanno giocato tutti al massacro. Hanno distrutto l’immagine di Berlusconi che, secondo me, ha peccato molto di leggerezza. Insomma, un po’ più di discrezione... Dire se ci sono dei fatti penali spetta alla magistratura, ma io non ci credo. Che a Berlusconi siano sempre piaciute le belle donne, anche giovani, d’accordo, ma a chi non piacciono?». Ma l’immagine del mondo della tv come ne esce? «Nel mondo televisivo, da sempre, ci sono le ragazze senza talento che sono raccomandate. Poi spariscono, perché non paga. Se tu non hai talento ci sono delle scorciatoie, ma è la professionalità quella che paga. Perché ti farai vedere in televisione un paio di volte, ma poi sparisci se non hai i numeri per competere. E poi queste cose sono sempre successe». Cioè? «Mi ricordo che avevo un regista che era orrendo, uno sgorbio, ma si accompagnava con donne bellissime e io dicevo: “Ma come fai?”. E lui: “Prometto di fargli fare televisione”. Questo vent’anni fa e io gli dicevo allora: “Ma vergognati che poi non è vero”. E lui: “E vabbé, poi lo scoprirà...”. Un po’ di leggerezza c’è sempre stata, non copriamoci gli occhi di prosciutto, però dire che la tv è corrotta non è vero, ci sono fior fiori di professionisti che sono lì da trent’anni. Insomma chi ha talento ha un “passaporto”». E qual era il suo “passaporto”? «Il mio passaporto erano le mie corde vocali. Alla mia età lo posso dire ormai, ma quando “aprivo la canna”, come dico io, non ce n’era per nessuno. Ho cantato in tutto il mondo

grazie alla mia voce: in Unione Sovietica, in Cina, in Australia, in America, in Canada, in Sudamerica. Tutto grazie a madre natura che mi ha dato questa voce. Sono fortunata, non ho avuto bisogno di scorciatoie, ma se non avessi avuto voce e avessi cercato le scorciatoie, magari avrei anche vinto un Sanremo, ma dopo?». A tal proposito, la polemica maggiore è sul ruolo politico della consigliera regionale Nicole Minetti, della quale l’opposizione ha anche chiesto le dimissioni. Come vede la vicenda? «Per quanto riguarda questa signora Minetti, io non l’ho mai incontrata, ma questo non vuol dire nulla. Questa ragazza è stata messa in questo listino chiuso, per cui qualcuno ce l’ha messa e Formigoni l’ha accettata. Dicono che sia anche molto brava, che sia preparata, laureata, conosca benissimo l’inglese e che si dia molto da fare. Magari è stata anche aiutata ad arrivare lì però tutti dicono che lavora bene. Le chiacchiere vengono fuori da queste intercettazioni, in cui lei frequentava spesso Berlusconi con altre ragazze. Qui però c’è la magistratura che dovrà decidere se c’era prostituzione o se era semplicemente una ragazza molto gentile che si prestava ad organizzare cene a casa di Berlusconi. Questo non lo so». Ma a proposito della richiesta di dimissioni? «Certamente la sinistra ha approfittato di un fatto anomalo, antipatico e anche un po’ imbarazzante. Hanno cavalcato la tigre. La sinistra non ce la fa a vincere le elezioni e sono quindici anni che spera di buttar giù Berlusconi per poter andare a governare. Non riesce a farlo in maniera pulita con le elezioni e ne hanno provate di tutte: migliaia di processi, di intercettazioni, di avvisi di garanzia nei momenti più tremendi. Ne hanno fatte di tutte i colori. Questa è la più grave perché hanno sporcato il presidente del Consiglio e il governo italiano non solo in Italia ma in tutto il mondo». In effetti l’immagine del Paese è in crisi. «È stato fatto un lavoro mostruoso, micidiale. Noi italiani siamo bravissimi come autolesionisti. Io sono in Europa e mai ho sentito un europarlamentare, anche avversario, parlare male del proprio Paese. Ho sentito

solo gli italiani parlare male del proprio Paese». Perché siamo arrivati a questo punto secondo lei? «La ragione è questo terrore di Berlusconi. Ma tra l’altro, parlando da massaia, se avessero avuto un po’ più di pazienza... Fatelo governare altri due anni, cerchiamo di aiutare questo Paese che ne ha tanto bisogno, dopodiché anche per l’età che ha non si presenterà più, fate in modo che non si presenti più». Sembra comunque che in Italia Berlusconi non abbia avuto cali. «Perché è stato talmente attaccato che la gente, le donne, le casalinghe lo difendono. Non credono a niente di quello che viene scritto su di lui sui giornali proprio per questo attacco che da quindici anni viene fatto su Berlusconi. Magari è tutto vero, però non ci crede più nessuno. La sa la storia di “al lupo, al lupo”?». Mi dica tre motivi per cui lei crede in Silvio Berlusconi? «Non ho le fette di prosciuto sugli occhi, pero intanto mia madre mi ha insegnato che i processi vanno fatti nelle aule e nei tribunali. Io penso che Berlusconi sia una persona umana, generosa e che ha questa grande capacità di comunicare con gli altri. Ha un gergo nuovo, un parlare diverso. Perché l’hanno seguito subito in milioni di persone? Perché si è sempre comportato da non politico, evitando il politichese». Queste qualità secondo lei potrebbe permettergli di superare anche quest’ultimo ostacolo? «Adesso hanno mollato leggermente la Ruby e in questi giorni lo stanno attaccando per questa storia della Libia, di Gheddafi e dell’Anello». Effettivamente ci sono state polemiche per l’ultima visita di Gheddafi a luglio? «Lui ha la sua personalità, il suo modo di essere. L’ha fatto anche con Bush, è diventato amico di Putin, perché ha questo carattere estroverso. Ha pensato di far bene a farsi amici questi capi di Stato, magari ha sbagliato però è lui. È quello che fa cucù alla Merkel quando passa». È il motivo per cui chi lo ama lo fa all’estremo e chi lo odia pure? «C’è poco da fare, purtroppo è così». Leonardo N. Molinelli


PAG. 8 mercoledì 2 marzO 2011

italia Le attenzioni della maggioranza sono rivolte anche ai cda delle grandi aziende a partecipazioni statale, che perderanno gli uomini di Fli e Udc

Berlusconi, nuovi ministri e una nuova “squadra”

CORRIERE CANADESE “terza gamba”

Quota 320, il governo cerca Dicasteri e vice, si cercano nomi per il rimpasto di governo: Lega e Responsabili alzano la mano una new entry

ROMA - Un rallentamento sulla riforma della giustizia, dopo lo strappo registrato lunedì con il Quirinale; di contro una decisa accelerazione sul caso Ruby con la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione alla Camera e soprattutto la calendarizzazione al 14 marzo dei termini per la presentazione degli emendamenti al testo sul processo breve. Silvio Berlusconi traccia la sua strategia parlamentare in vista dei processi che lo attendono nelle prossime settimane, ma deve fare i conti con due incognite: l’esito dell’Ufficio di presidenza della Camera che è presieduto da Gianfranco Fini e nel quale il centrodestra è in minoranza; e l’opportunità di realizzare il rimpasto di governo. Una partita, quest’ultima, che si allarga a quella per le nomine nelle grandi aziende partecipate di Stato: Enel, Poste Italiane e Finmeccanica su tutte. Nel Palazzo circola insistentemente la voce che Berlusconi avrebbe convenuto sull’«opportunità» che il direttore generale della Rai, Mauro Masi, venga «ricollocato altrove». Ipotesi alla quale, si spiega, starebbe lavorando il ministro Paolo Romani che avrebbe una «casella già pronta», ma in ambienti della direzione generale della Rai viene smentita categoricamente questa eventualità. Domani, in Consiglio dei ministri non sarà presentata la bozza di riforma sulla giustizia: il Cavaliere deve tener conto della dura reazione del Quirinale alle parole che ha pronunciato a Milano a proposito del «suo enorme staff che è puntiglioso su tutto». La Lega non ha apprezzato l’intervento del premier, giudicandolo «quantomeno intempestivo». Per il Carroccio, trapela in ambienti leghisti, «non ha senso attaccare il Colle mentre sono in ballo riforme importanti». In ogni caso, i “lumbard” non abbandoneranno Berlusconi: «La nostra esigenza è fare le riforme: ora il federalismo e poi la giustizia», chiosa pragmaticamente il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni. Intanto, il Cavaliere incassa la richiesta dei capigruppo di maggioranza di sollevare il conflitto di attribuzione alla Camera e l’accelerazione in commissione giustizia a Montecitorio dell’iter sul processo breve. Berlu-

sconi deve risolvere la grana del rimpasto di governo. Da assegnare ci sono una decina di in-

fiducia

berto Maroni. Le attenzioni del Pdl, della Lega e dei Responsabili sono rivolte soprattutto alle nomine nei cda delle grandi aziende a partecipazione statale che scadono il 28 aprile. Entro inizio aprile vanno terminate le liste. Data per certa l’uscita degli uomini in quota Fli e Udc, si libereranno posti che fanno gola a tutto il centrodestra. Si tratta di “caselle” che potrebbero essere utilizzate anche in chiave più ampia: qualche sottosegretario di Pdl o Lega potrebbe “scalare” nelle aziende per fare spazio ai Responsabili. Insomma, una partita a Risiko complessa che impegnerà tutto il mese di marzo.

la polemica

L’opposizione insorge. Bossi: «Meglio non correre rischi» Stavolta però niente polemiche leghiste per restare a casa

Federalismo, sarà voto blindato Ecco la Festa della Lombardia

ROMA - Il governo, come promesso, blinda il federalismo comunale con la fiducia. «Meglio non fidarsi», ammette il senatur Umberto Bossi alludendo ai numeri della Camera, anche se il ministro Roberto Calderoli prova a nobilitare la scelta della maggioranza come «suggello di un governo riformista». Non ci casca l’opposizione che grida allo scandalo e parla di «schiaffo al parlamento». Per Pd, Idv e Terzo Polo c’è un unico motivo per cui il governo mette la fiducia, ed è la «sua debolezza» e il timore di cadere su un provvedimento dirimente per il seguito della legislatura. Un voto «troppo importante», insomma, per rischiare, dice anche il capogruppo leghista a Montecitorio Marco Reguzzoni. «C’è un record di fiducie - va all’attacco il leader del Pd Pier Luigi Bersani - che significa di fatto un cambiamento degli equilibri democratici». Non solo, per l’opposizione, questo Federalismo è un «pasticcio» che porterà solo nuove tasse. «Più tasse per tutti», è già pronto lo slogan della campagna di Fli contro la riforma. Nulla di tutto ciò, è la replica del centrodestra. Il federalismo municipale è «a saldo zero e non comporterà un aggravio fiscale per i cittadini» dice il presidente della commissione bica-

Cambia legge di cittadinanza per i 793 abitanti dello Stato vaticano

CITTÀ DEL VATICANO Cambiano le norme sulla cittadinanza nello Stato più piccolo del mondo. È entrata in vigore ieri, infatti, la nuova legge sulla cittadinanza, la residenza e l’accesso nella Città del Vaticano, che Benedetto XVI ha promulgato il 22 febbraio scorso. La principale novità che viene introdotta è che la cittadinanza non è più attribuita automaticamente a tutti coloro che risiedono in Vaticano. Per i familiari di persone che ricoprono cariche o svolgono servizi nello Stato, la cittadinanza può essere ottenuta su richiesta. “Sono cittadini dello Stato della Città del Vaticano - si legge nel primo articolo della legge -: a) i Cardinali residenti della Città del Vaticano o in Roma; b) i diplomatici della Santa Sede; c) coloro che risiedono nella Città del Vaticano in quanto vi sono tenuti in ragione della carica o del servizio”. La legge del 7 giugno 1929 affermava invece che si diventa cittadini vaticani per il fatto di risiedere stabilmente in Vaticano. Sono 793 le persone che formano la popolazione dello Stato

carichi: su tutti quello di ministro delle Politiche comunitarie e quelli di viceministri con delega

alle Attività produttive e delega alle Telecomunicazioni. Per tutta la giornata si sono rincorse le voci sull’assegnazione del ministero dell’Agricoltura a Saverio Romano, fondatore con Silvano Moffa del gruppo dei Responsabili. Non è escluso che se ne parli nel corso del Cdm di domani. È una scelta che vedrebbe uscire di scena l’attuale ministro Giancarlo Galan, ma che anche la Lega non gradirebbe. Il Carroccio vorrebbe inserire un suo uomo. Si fa il nome del capogruppo al Senato, Federico Bricolo: veneto, fa parte del “cerchio magico”. Scegliendo lui, si spiega, Bossi bilancerebbe l’ascesa dei ministri Roberto Calderoli e Ro-

della Città del Vaticano: di queste, 572 hanno la cittadinanza, gli altri 221 sono residenti non cittadini. Coloro che abitano nello Stato più piccolo del mondo, con un’estensione di soli 44 ettari, sono però in tutto 444, cioè 223 cittadini e 221 residenti senza cittadinanza. Abitano invece altrove 349 cittadini. È quanto mostrano i dati aggiornati forniti da Governatorato vaticano, Ufficio dello Stato Civile, Anagrafe e Notariato. Le 572 persone che hanno la cittadinanza vaticana sono attualmente: il Papa, 73 cardinali, 273 diplomatici della Santa Sede, 33 ex-diplomatici (non più in servizio), 49 altri ecclesiastici e religiosi, una religiosa, 86 membri della Guardia Svizzera pontificia e 56 altri laici, di cui 25 uomini e 31 donne. I 221 residenti non cittadini sono: 102 ecclesiastici e religiosi, 95 religiose e 24 laici, di cui tre uomini e 21 donne. La popolazione vaticana ha anche fatto segnare un calo costante: dai 994 del 1931, si è passati agli 880 del 2000, agli attuali 793. Tra i cittadini hanno la prevalenza quelli di origine italiana e svizzera.

merale per il federalismo fiscale, Enrico La Loggia, citando un documento dei tecnici della Camera. Il Carroccio conta, comunque, di mettersi alle spalle il decreto sul fisco municipale in settimana. Non senza aver studiato una precisa coreografia per comunicare col dovuto rilievo l’ok al primo dei due decreti più importanti della riforma. Il testo, poi, approderà per il via libera definitivo al Consiglio dei ministri di domani e andrà alla firma del presidente Giorgio Napolitano. Il caso

Una manifestazione dell’associazione Raixe venete

MILANO - Tutti guardavano all’Italia, la Lega guardava invece alla Lombardia. E sono state le ragioni della politica a trovare alla fine una mediazione, in Consiglio Regionale, che ha messo insieme la legge bipartisan per i 150 anni dell’Unità del Paese alla richiesta leghista di dare alla Regione, in tempi brevi, una propria festa e anche una propria bandiera in nome dell’identità territoriale e della rivendicazione di un federalismo compiuto.

Se il 17 marzo si farà onore all’Italia, insomma, in un altro giorno all’anno si celebrerà la sola Lombardia, e con buona pace delle polemiche sui rischi per l’economia: a Milano e dintorni, infatti, non si lavorerà, a quanto pare. Festa e bandiera regionali, per la verità, non rappresentano una novità dal punto di vista istituzionale, considerato che entrambe erano già previste nello Statuto di autonomia della Lombardia.

E i veneti mandano Garibaldi “al rogo”

VICENZA - Che l’impresa dei Mille non fosse tra le pagine di storia amate da tanti “venetisti” è noto, ma che Garibaldi finisse al “rogo” per festeggiare il capodanno veneto è una novità. Immolata su un falò la sagoma dell’eroe dei due mondi c’è finita durante una festa dell’associazione culturale che si richiama alle “radici venete”, a cui avrebbero preso parte anche amministratori locali vicini agli ideali venetisti, a Schio (Vicenza). Nel corso della serata, qualche sera fa, qualcuno ha pensato bene di allestire all’esterno un falò ponendo sulla sommità un fantoccio raffigurante Garibaldi, con tanto di camicia rossa e maschera, con appeso al collo un cartello con la scritta “Eroe degli immondi”. Forse un rito propiziatorio per salutare il nuovo anno, che secondo la tradizione veneta, arriva a inizio marzo: forse una “goliardata” come qualcuno l’ha subito definita; un gesto, comunque, che non è passato sotto silenzio. Giorgio Roncolato, consigliere leghista ad Arzignano, punta sullo storico: “Garibaldi è un eroe negativo per gli indipendentisti, esaltato dalla retorica risorgimentale» e ancora «un bandito che a noi ha recato solo danni».

ROMA - Per la 42ª volta nel giro di meno di tre anni, il governo torna a chiedere la fiducia alla Camera, dove ormai la maggioranza dovrebbe navigare tranquilla grazie alla ritrovata stabilità garantita dalla “terza gamba” dei responsabili. Ma in ballo c’è l’approvazione del primo dei provvedimenti clou per l’avvio del Federalismo e, dopo la battuta d’arresto nella Bicameralina, la Lega non vuole più correre il minimo rischio. Alla Camera, grazie all’allargamento continuo dei Responsabili che sono arrivati a quota 29, la maggioranza può infatti contare su una squadra di 320 parlamentari a cui si aggiunge una manciata di voti che tendenzialmente si esprime a suo favore. Ma in occasione dell’ultima fiducia di quattro giorni fa sul Milleproroghe, questa stessa maggioranza ha mostrato qualche crepa. C’è infatti un malumore che cova tra le fila delle nuove acquisizioni fatte alla Camera, che ha trovato il modo di esprimersi anche attraverso un uso “dosato” del sostegno all’esecutivo. Nell’ultima votazione, infatti, la fiducia al governo ha raccolto “solo” 309 voti, meno dei 314 che il governo Berlusconi aveva ottenuto il 14 dicembre quando la Camera, con un numero inferiore di parlamentari formalmente schierati con l’esecutivo, aveva respinto la sfiducia. Per questo, da tempo, il Carroccio chiede al premier di cercare di raggiungere quota 330, il numero necessario per consentire alla maggioranza di navigare in acque più sicure. «Secondo me qualcosina ancora arriva», confida a questo proposito il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, secondo il quale le nuove possibili acquisizioni dovrebbero arrivare non solo da Fli ma «qui e là... e la maggioranza vedrete si allargherà ancora». Già ieri, intanto, grazie all’allargamento a quota 29, Iniziativa Responsabile ha chiesto al presidente della Camera di mettere in calendario al più presto la votazione per avere un proprio rappresentante nell’Ufficio di presidenza.


mercoledì 2 marzO 2011 PAG. 9 italia il maltempo La speranza è che le tracce che si potrebbero evidenziare nelle prossime ore possano essere compatibili con i profili acquisiti finora

CORRIERE CANADESE

Yara forse strangolata, ma non ci fu stupro

Pioggia e frane in Calabria, Gli inquirenti però non si sbilanciano: per avere certezze serviranno giorni due morti

BERGAMO - A tre giorni dal ritrovamento dei resti di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 ottobre scorso a Brembate Sopra (Bergamo), il cui cadavere è stato scoperto sabato scorso non lontano dal comune in cui viveva, non ci sono ancora certezze sulle cause della morte e sulla data in cui il suo corpo è stato abbandonato. Mentre la pista imboccata ormai con apparente decisione dagli inquirenti prevede molti profili per un solo colpevole. Durante le lunghe indagini successive alla scomparsa della ragazzina, e prima del ritrovamento del suo corpo, il 26 febbraio, a Chignolo D’Isola (Bergamo), gli investigatori hanno sentito tantissime persone, oltre cento, spesso riconvocandole una seconda o terza volta. Questo ha permesso di acquisire molte decine di profili biologici, una rosa che ora dovrà inevitabilmente essere confrontata, se possibile, con le tracce lasciate nel campo del ritrovamento, o sul corpo di Yara, dal presunto assassino. La convinzione di alcuni investigatori, infatti, è che a uccidere la ragazza sia stata una persona sola, da lei conosciuta o sconosciuta non si sa. Ma la grande speranza è che le tracce che potrebbero evidenziarsi nelle prossime ore dagli esami di laboratorio successivi all’autopsia, siano compatibili con qualcuno di quei profili acquisiti nei mesi precedenti. Tracce lasciate da persone informate sui fatti (ma che se ritenute d’interesse potrebbero aver mutato la loro posizione nei fascicoli della Procura), segni che in molti casi non potrebbero forse essere usati in tribunale come prova, ma che permetterebbero di individuare il colpevole: incastrarlo, poi, sarebbe solo una questione di tempo. Naturalmente, però, esiste anche la possibilità l’iniziativa

Una signora deposita fiori (sopra) presso l‘obitorio di Milano (a sinistra)

che nessuna delle tracce trovate sia significativa per le indagini, o che non vi sia un profilo compatibile. Questo significherebbe

le analisi

Intanto Facebook ha oscurato sette gruppi “offensivi”

ni dovute a coltellate emerse lunedì, sono trapelate altre indiscrezioni sulle risultanze autoptiche: la conferma che Yara non

l’altra tragedia

Il giovane temeva di aver causato un incidente mortale

Nuovo sopralluogo a Chignolo Daniel trovato morto di freddo

CHIGNOLO D’ISOLA (BERGAMO) - Un nuovo sopralluogo, finalizzato a una particolare indagine scientifica, dovrebbe essere effettuato oggi nel campo ai margini dell’area industriale di Chignolo d’Isola (Bergamo) dove sabato scorso sono stati trovati i resti di Yara Gambirasio. A condurre gli accertamenti, che sarebbero finalizzati a una prospezione nel terreno per individuare pollini e altre particolarità dell’humus, dovrebbe essere Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa forense che ha condotto l’autopsia su Yara e che sta seguendo le indagini di laboratorio ancora in corso. Continuo l’omaggio di fiori e bigliettini per Yara Gambirasio fuori dallo studio

Sanremo: Per L’Aquila il filo spinato ricostruzione anti-drogati lentissima

SANREMO - Un muro di filo spinato ad altezza d’uomo, in un vicolo comunale, per impedire il passaggio dei drogati che di notte, numerosi, occupano la zona: lo hanno messo alcuni abitanti di via Nino Bixio, in pieno centro di Sanremo, stufi della presenza abituale di spacciatori e tossicodipendenti. L’iniziativa, che ha analogie con il “muro” di via Anelli a Padova, del 2006, ma questa volta è promossa da privati, sta suscitando polemiche nella città del Festival della Canzone italiana. Il filo spinato è apparso in un vicolo in una zona centrale, a poche centinaia di metri dal teatro Ariston, dove si è appena conclusa la kermesse canora vinta da Roberto Vecchioni. Lo scopo è di combattere una piaga sociale con metodi “fai da te” che stanno creando anche pericolo. Il “sistema anti-drogati” è stato infatti sistemato in un vicolo largo circa un metro: sbarra il passo fino a un’altezza di circa un metro e ottanta centimetri e, nonostante l’aggiunta di alcune fettucce bianche e rosse che segnalano l’ostacolo, crea un grave pericolo per chi, con scarsa illuminazione, non dovesse vederlo. A quanto pare, la barriera sarebbe stata allestita da diversi giorni e nonostante le notizie e le foto apparse su alcuni siti locali, non sarebbe ancora stata eliminata.

che l’assassino non è nella rosa già composta, e in tal caso sarebbe come tornare al punto di partenza. Intanto ieri, dopo le lesio-

ha subito violenza sessuale (già presunta nelle prime ore del ritrovamento per via dell’ integrità dei capi intimi) e la presenza di segni compatibili con uno strangolamento, che si affiancano alle quattro lesioni non mortali trovate sulla schiena e a quella profonda al collo. E di fronte al susseguirsi delle voci (dovute anche alla totale assenza d’informazioni sull’indagine) anche gli inquirenti hanno preso posizione precisando «una volta per tutte» che per avere certezze ci vorranno dei giorni. Fonti vicine alla procura della Repubblica di Bergamo, infatti, hanno confermato che il lavoro fatto sinora, pur se importantissimo, non permette da solo di dare risposte certe e che quindi bisognerà attendere dei giorni anche per fare un punto della situazione con la stampa.

L’AQUILA - Ricostruzione più lenta che in Indonesia, mancanza di luoghi di ritrovo per una comunità “morta assieme al sisma” e cittadini che vogliono lasciare la propria abitazione. Sono i dati che emergono dalla ricerca “Microdis-L’Aquila”, condotta alla fine del 2010 su un campione di 15mila persone, in centinaia di insediamenti abitativi, dalle università di Firenze, delle Marche e dell’Aquila. Il progetto, coordinato dal Cespro e finanziato dall’Unione Europea attraverso l’università belga di Louvain, è stato curato da David Alexander, uno dei massimi esperti europei in materia di grandi disastri. Dallo studio emerge che, a quasi due anni dal terremoto, sono ancora numerosi i problemi relativi alle abitazioni, all’occupazione e quelli fisici dei terremotati. In particolare il 73% degli intervistati ha lamentato la “totale mancanza di posti di ritrovo per la comunità”, con i giovani tra i 18 e i 30 anni e gli over 70 che sono i meno integrati. Il 71%, inoltre, ha detto che “la vecchia comunità è morta assieme al terremoto”. Il risultato di questa situazione è che il 68% degli intervistati vorrebbe “lasciare al più presto la propria abitazione”. Il sisma, inoltre ha contribuito anche a un forte incremento della disoccupazione,

l’istuto di medicina legale di Milano. Un’anziana signora milanese ha legato alla cancellata una cornice di legno con all’interno un bigliettino sul quale c’è scritto “Yara è il fiore più bello che Gesù ha mandato quaggiù”. Numerosi anche gli studenti che andando a lezione nella vicina università si sono fermati, anche a gruppi, a commentare. I mazzi di fiori deposti davanti alla cancellata sono stati circa una trentina. Infine Facebook ha oscurato sette gruppi creati dopo la scoperta del cadavere di Yara Gambirasio, in cui si riportavano affermazioni offensive nei confronti della tredicenne di Brembate. Ne restano tre, che saranno presto eliminati. l’accusa

BALDISSERO CANAVESE La speranza si è dissolta verso le 16: quando un pescatore ha chiamato i vigili del fuoco dicendo di aver visto il corpo immobile di un giovane sulla sponda del torrente Chiusella, fra le montagne della provincia di Torino, il pensiero è corso subito a Daniel Busetti. Sono bastati solo pochi minuti per capire che la vita del 20enne bergamasco, da dieci giorni in fuga da tutto e da tutti, si era spenta laggiù, in fondo a uno strapiombo, tra le due grosse lastre di pietra che ha scelto come ultimo rifugio. È morto di freddo, il giovane Daniel. Forse quattro o cinque giorni fa. Era scappato il 19 febbraio da Caver-

nago, a pochi chilometri da casa, dopo un incidente stradale banale e senza gravi conseguenze per nessuno, ma che nella sua mente si era trasformato in una catastrofe. Temeva di avere ucciso delle persone, i suoi amici. Panico e rimorso hanno spinto questo tranquillo ragazzo di Martinengo (Bergamo), muratore insieme al padre, appassionato di calcio e tifoso del vecchio campione George Best, lontanissimo da casa: in un posto incantato, i boschi della Val Chiusella, dove sorge una fiorente comunità spirituale, Damanhur, i cui cittadini si chiamano tra loro con nomi come Stambecco o Bisonte o Quercia. Nella quale però non si è mai fermato.

REGGIO CALABRIA - Nubifragi, vento forte e, ancora una volta, frane assassine in Calabria. Ma l’ondata di maltempo, in queste ore, sta interessando buona parte del Paese: dal Friuli Venezia Giulia, dove la Bora a Trieste ha superato i 140 km/h, fino alla Sicilia. In Emilia Romagna è scattata una nuova allerta meteo per neve e vento, mentre i fiumi sono in piena nelle Marche, dove un’azienda è stata evacuata in provincia di Ascoli Piceno. Piogge insistenti anche in Abruzzo, nel Teramano. Fiumi esondati in Basilicata, nel Materano, dove le prefetture hanno invitato a evitare di mettersi in viaggio. Nevica a quote basse in Sardegna, con le temperature che sono in picchiata. Ma è in Calabria, a Reggio, dove si è concentrato il nucleo di un violento nubifragio che ha interessato anche l’area messinese dello Stretto, che si conta l’ennesima vittima di un territorio sempre più flagellato da violente precipitazioni. Antonino Scopelliti, pensionato di 69 anni, mentre viaggiava a bordo della sua auto in una zona periferica della città, è stato travolto e trascinato da una colata di acqua e fango a valle fin quasi al letto di un torrente ingrossato dalle precipitazioni. Ci sono volute alcune ore di lavoro dei vigili del fuoco per estrarre il corpo dell’uomo dalle lamiere della vettura. Ma la pioggia battente delle ultime ore potrebbe essere responsabile anche di un’altra vittima rimasta sull’asfalto calabrese: è accaduto, all’alba, nella locride, dove un commerciante Domenico Ferrò, di 34 anni, si è schiantato contro l’ingresso di un bar di Portigliola in quel momento chiuso.

L’inchiesta aperta dopo un’ordinanza nella quale si punisce l’accattonaggio sull’isola

Il sindaco di Lampedusa indagato per “odio razziale”

LAMPEDUSA - Scivola di nuovo su un’accusa di razzismo il sindaco delle Pelagie, Bernardino De Rubeis, che è indagato dalla procura agrigentina per istigazione all’odio razziale e abuso di autorità. L’inchiesta è stata aperta dopo che ha emesso l’ordinanza che punisce “l’accattonaggio e comportamenti non decorosi” e impone il divieto di utilizzare i luoghi pubblici “come siti di bivacco e deiezione”. Iniziativa che De Rubeis ha preso dopo che i lampedusani hanno espresso ti-

more perché i migranti che circolano sull’isola, in attesa di essere spostati (ieri ne sono stati trasferiti 200 e a Lamepdusa ne rimangono circa 300) importunerebbero le donne, chiederebbero soldi ai passanti e userebbero le strade come wc. Nel 2009 De Rubeis venne processato per diffusione di idee che incitano alla superiorità razziale: in un’intervista che aveva rilasciato a un quotidiano era scritto che lui aveva affermato: “Non voglio essere razzista, ma la carne dei negri puzza anche quando è lavata”. Il sindaco

il suicidio

Un pizzaiolo di Cerignola si è gettato in mare a Napoli

venne assolto perché il fatto non sussiste. Non è stato dimostrato che in effetti pronunciò quella frase. La procura agrigentina ha aperto fascicoli d’indagine

anche per gli oltre 6mila migranti, quasi tutti tunisini, giunti nelle ultime settimane sull’isola. «Siamo costretti a iscrivere nel registro degli indagati i migranti che entrano clandestinamente», dice il procuratore di Agrigento Renato Di Natale, precisando che la procedura è la stessa seguita, ormai da anni, per tutti gli arrivi di immigrati. Ma questa volta la mole di lavoro è enorme e in procura temono che se avverrà l’esodo più volte annunciato dalla Libia il numero di indagini da aprire sarà esorbitante.

la scoperta

In arresto i rifornitori di molte produzioni italiane

Schiacciato dai debiti, si uccide Erano vere le armi per i film

CERIGNOLA - Era schiacciato dai debiti. Il suo vizio per le scommesse on line lo aveva portato a dissipare tutti i suoi risparmi, senza che la sua famiglia ne sapesse nulla. Per questo si sarebbe tolto la vita a Napoli gettandosi in mare davanti al molo San Vincenzo, Matteo Bersichella, di 46 anni, titolare di una pizzeria nel centro di Cerignola. Il suo corpo è stato trovato ieri, sei giorni dopo la scomparsa, da un militare della Guardia di finanza. Nella tasca del suo giubbotto del pizzaiolo c’erano tre biglietti di scuse: il primo per la moglie, alla quale confessa di averla sempre amata; il secondo per i figli, l’ultimo per un fornitore, che non riusciva più a pagare. Al momento gli inquirenti non riescono a spiegarsi perché abbia scelto proprio

Napoli: non risulterebbero, infatti, legami con amici o parenti in città. La denuncia della scomparsa del 46enne era stata presentata dalla moglie la sera del 23 febbraio, giorno della fuga di Bersichella verso la Campania. Nella pizzeria, vicino al registratore di cassa, l’uomo aveva lasciato un biglietto che faceva presagire l’esito tragico della vicenda: «Vado via perché mi vogliono ammazzare» c’era scritto, e non ci sono mai stati dubbi sul fatto che la calligrafia fosse la sua. In questi giorni gli investigatori hanno ricostruito i movimenti dell’uomo che è stato descritto da chi lo conosceva come una persona irreprensibile, che non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Le sue tracce si erano perse mercoledì scorso.

ROMA - E se, a un certo punto, il Freddo avesse sparato, e ammazzato, davvero? Ad esempio quando punta la pistola contro la testa del Dandi, in una delle scene più viste sul web. L’ipotesi di una disgrazia simile, reale, sul set, finto, non era poi così remota. Non era solo fiction, infatti, quella prodotta dal cast di Romanzo Criminale 2, davanti agli occhi degli italiani: le armi, si scopre infatti in seguito a una indagine della polizia di Roma, erano vere. E sono stati arrestati, per questo motivo, i rifornitori di diverse produzioni cinematografiche. Accusati di essere in possesso abusivo di armi comuni da sparo, e di armi da guerra, la cui detenzione è di per sé vietata. Nel mirino degli inquirenti i quattro titolari di altrettante società che

gestivano e noleggiavano armi per usi cinematografici: apparentemente innocue, erano caricate a salve. Si tratta di quattro persone rispettivamente di 34, 40, 41 e 54 anni; il titolare di una quinta agenzia è stato, invece, denunciato a piede libero. I loro depositi si trovavano fra Roma, Pomezia e Monte Porzio Catone. Sotto sequestro sono finite 47 armi: come quelle in dotazione delle forze dell’ordine o tipo “ex ordinanza”, cioè quelle un tempo appartenute alle forze dell’ordine. E c’erano, persino, armi da guerra. Sono stati rinvenuti infatti 5 revolver, 22 pistole semiautomatiche, 9 fucili e 3 carabine; ma c’erano anche 3 semiautomatiche e 4 fucili mitragliatori classificati come armi da guerra. Pistole e fucili non erano quindi disattivati.


mercoledì 2 marzO 2011 PAG. 10

SERIE 2010 2011

Corriere Sport A Milan-Inter, un derby che vale lo scudetto

MILANO - C’è un’idea affascinante, il ritorno di Kakà, e Adriano Galliani rinvia ogni discorso alla prossima stagione: «Non c’è alcuna ipotesi al momento». E poi c’è un’idea che è un chiodo fisso da mesi: lo scudetto. Nessuno lo dice, ma realisticamente lo pensano tutti in casa Milan. Dopo aver regolato il Napoli, per conquistarlo bisogna scrollarsi di dosso l’Inter. A undici giornate dal termine, il campionato dice che si profila un testa a testa milanese, con il derby del 3 aprile atteso come pochi in passato. Lo attende anche l’amministratore delegato rossonero, sebbene spenda solo parole dolci per Leonardo («Un amico, ci sentiamo qualche volta»), e definisca «nulla di drammatico» il suo passaggio in pochi mesi dalla panchina del Milan a quella dell’Inter. Presto lo incrocerà allo stadio in un derby che, a parole, non considera la chiave di volta per arrivare a quello scudetto che manca dal 2004. «Lo scudetto non passa solo da quella partita, ma da tutte le ultime undici - frena Galliani - E poi c’è ancora il Napoli: abbiamo avuto gli stessi risultati con tutte le squadre, i sei punti di differenza sono frutto degli scontri diretti. Ci sono ancora 33 punti a disposizione, cinque o sei si possono perdere o guadagnare da qui alla fine». Il prossimo ostacolo per la squadra di Massimiliano Allegri è a Torino, sabato sera, contro una Juventus in piena crisi. «Era meglio se i bianconeri avessero vinto le ultime due partite - osserva Galliani - I loro problemi e le loro tensioni renderanno più pericolosa la partita per noi». Non mancano però le buone notizie per Allegri. Ai sospetti di uno scarso stato di forma e un altrettanto scarso feeling con Zlatan Ibrahimovic, Alexandre Pato sta rispondendo a suon di gol. «È continuissimo - sorride Galliani co-

Galliani elogia la squadra dopo la vittoria sul Napoli e sogna il ritorno di Kakà rossonero. Spavaldo Antonini: «Vinciamo noi»

Il brasiliano Pato decisivo contro il Napoli

niando un nuovo superlativo ne segna uno ogni 90’». È stato decisivo quello al Chievo, splendido quello al Napoli, festeggiato con tutti i compagni, che ha definito «come fratelli».

E poi è tornato Kevin Prince Boateng, il mediano che a inizio stagione ha fatto le fortune del Milan, prima di fermarsi un paio di mesi per infortunio. Contro il Napoli ha segnato

il suo terzo gol stagionale. Che Galliani ha festeggiato in tribuna mandando baci al presidente del Genoa Enrico Preziosi, con cui in estate ha preso in comproprietà il ghanese. «Preziosi lo sa - gongola l’ad rossonero - abbiamo fatto entrambi un affare». Boateng ha cambiato la partita contro il Napoli e in generale ha dato al Milan quel dinamismo a centrocampo che mancava da anni. Anche grazie al suo impatto i rossoneri sono in vantaggio (e favoriti, secondo i bookmaker) nel testa a testa con l’Inter per il tricolore. Perché ormai è sfida a due. E Luca Antonini non ha paura a sbilanciarsi: «Lo vincerà sicuramente il Milan. Vedo gli sguardi di tutti i miei compagni quando entrano in campo: siamo sicuri di farcela».

l’imperatore

Incontro oggi con la società che potrebbe sciogliere il contratto unilateralmente

Adriano chiede scusa, per la Roma non basta

ROMA - «Ho sbagliato, chiedo scusa a tutti». Alla vigilia dell’incontro in programma con i dirigenti della Roma per affrontare il discorso legato al suo futuro nella Capitale, Adriano esce allo scoperto e fa mea culpa per gli ultimi comportamenti che hanno indispettito non poco la società giallorossa. L’attaccante brasiliano, che domenica aveva disertato la visita appositamente programmata al centro sportivo romanista col chirurgo Castagna, ha deciso di prendere la parola per raccontare la sua verità e per spiegare il particolare momento che sta attraversando in seguito al serio infortunio alla spalla destra rimediato in occasione del derby di Coppa Italia. «La visita di domenica? L’appuntamento era stato fissato

per sabato, e pensavo di fare un controllo con le lastre e tutto in una clinica - la versione rilasciata dall’Imperatore a Sky Sport poi l’hanno spostato domenica a Trigoria. Visto che lì non ci sono apparecchi per fare questi esami, mi sono sentito male». E infatti, a Trigoria, Adriano non si è presentato, mandando su tutte le furie il nuovo direttore operativo, Gian Paolo Montali, che prima ha definito il comportamen-

juventus

Il destino del tecnico bianconero appeso a un filo. Sabato si gioca con la capolista

to di Adriano «indifendibile» e poi ha preannunciato «seri provvedimenti». Che potrebbero già scattare domani, al termine dell’incontro che lo stesso Montali, assieme al direttore sportivo Daniele Pradé, avrà con l’agente del brasiliano, Roberto Calenda. Nel vertice si cercherà la soluzione migliore per scrivere la parola “fine” all’intera vicenda. Adriano, legato alla Roma da un sostanzioso triennale da 5 milioni di euro lordi a stagione, coi propri comportamenti ha infatti violato alcune clausole molto articolate inserite nel contratto sottoscritto la scorsa estate e potrebbe anche rischiare la rescissione unilaterale da parte della società. Una traumatica rottura che però Adriano vorrebbe evitare.

Eto’o durante la partita contro la Sampdoria

Il derby sarà una sorta di spareggio per la vita. Ma nel frattempo...

La gara clou è il 3 di aprile Moratti: «Ora è divertente»

MILANO - È già conto alla rovescia. Manca ancora un mese a quel 3 aprile ma il pensiero di tutti - tifosi, commentatori e atleti coinvolti - va ormai al derby milanese, che già ora viene visto come la vera finale scudetto di questo campionato. Il presidente dell’Inter Massimo Moratti continua a includere il Napoli nel ristrettissimo club delle pretendenti al titolo, nonostante la caduta rovinosa di ieri a San Siro ne abbia ridimensionato forse definitivamente le ambizioni (polemiche arbitrali a parte). «Come al solito - ha detto Moratti - i match molto attesi magari non sono così belli come ci si aspetta a causa della tensione o della prudenza. Nella ripresa, però, Milan-Napoli ha avuto un suo significato. La squadra di Mazzarri non è fuori dai giochi. Ieri (lunedì, ndr) ha fatto una partita scarsa ma questo non toglie che il Napoli resti forte e ha fatto sempre bene finora». Intanto però il secondo posto è stato occupato proprio dalla formazione di Leonardo ai danni degli azzurri. E se la classifica racconta che l’inverno interista attualmente segna -5 rispetto al Milan, non è detto che la temperatura non possa diventare più calda con l’arrivo della primave-

ra e con l’avvicinarsi del derby. «Non credo che l’incontro col Milan sarà decisivo - ha smorzato Moratti - però tutto questo è divertente, comincia a diventare interessante». Javier Zanetti aveva detto lunedì che l’Inter deve preoccuparsi solo di se stessa. Di sicuro però al capitano nerazzurro non dispiacerebbe ricevere sabato prossimo un regalo dalla squadra che, un Luciano Moggi fa, faceva vedere sorci verdi e procurava travasi di bile all’Inter. «Chi tiferò tra Juventus e Milan questo weekend? Non ci ho ancora pensato», ha glissato sorridendo Moratti mentre entrava nella nuova sede milanese del Coni, salvo poi rifletterci un po’ e ammiccare all’orgoglio ferito di una Vecchia Signora che paura ormai ne fa poca: «Credo che la Juve ci tenga a rifarsi dell’ultimo periodo». L’ultimo periodo, invece, ha sorriso all’Inter, ribaltando le prospettive di un’annata che sembrava relegare i nerazzurri al ruolo di comparse, lontani dal centro del palcoscenico. «Speriamo di recuperare punti - ha detto Moratti - cerchiamo di fare bene, abbiamo partite non facili. Sono orgogliosissimo dei miei giocatori». Sperando di esserlo anche alla fine dell’anno.

il dopopartita

La sconfitta a San Siro pesa, però i partenopei vogliono rifarsi subito col Brescia

Del Neri ha due “tutor” e se sbaglia pagherà Ripartire subito è il motto dei Mazzarri boys

TORINO - Pavel Nedved e Fabio Paratici ai bordi del campo. Si presenta così, con questi due “tutori”, la prima giornata di Gigi Del Neri dopo il confronto di lunedì con il presidente Andrea Agnelli e il dg Beppe Marotta. Certo, non è facile lavorare in queste condizioni, ma lo ha richiesto la drammaticità della situazione della Juventus, nel tentativo di mantenere più alta la concentrazione della squadra, con più occhi puntati addosso. Sarà dunque Ibrahimovic l’arbitro del destino del tecnico juventino. In caso di sconfitta senza attenuanti, la società (sia pure a malincuore) si orienterà verso il traghettatore, per terminare la stagione in modo dignitoso. Il solo nome del Milan (peraltro lanciato verso lo scudetto) dovrebbe bastare a tenere desto lo spirito della squadra e il tecnico rischia di pagare colpe non solo sue, ma la legge del calcio vale per tutti, indipendentemente dal blasone. In frangenti simili, ogni tentativo in più va preso in considerazione, per non lasciare nulla di intentato. Non quello, però, di un ritiro anticipato da giovedì, ipotesi presa in considerazione ma poi scartata. Del Neri non ha particolari ne-

mici nel gruppo (uno era Amauri, che pure il tecnico aveva sostenuto all’inverosimile). Anzi, un leader di sicuro carisma come Gigi Buffon ha preso apertamente le sue difese. Il fatto è che adesso, però, nemmeno più l’obiettivo principe, il posto in Champions League, lontanissimo, può servire ad accrescere la compattezza del gruppo nella volata finale; anche se in questo campionato pazzo la matematica ancora non condanna la Juventus e, anzi, domenica potrebbe addirittura premiarla. Ma oltre alla sfiducia, è subentrata anche la sindrome epurazione, per la stragrande maggioranza dei giocatori agli ordini di Del Neri. Non è difficile pensare, da parte di Iaquinta,

Melo, Aquilani, Grygera, Traore, Motta, Pepe, Martinez, Sissoko, Grosso, di non rientrare più nei piani bianconeri. Si spera insomma che l’orgoglio esaltato dall’Inter 15 giorni fa torni a farsi sentire e a moltiplicare idee ed energie nei giocatori, visto che quello di appartenenza al progetto è stato finora insufficiente. Del Neri però deve fare a meno di Aquilani, Sissoko e Salihamidzic, e ha il centrocampo con gli uomini contati, visto che anche Pepe mancherà per squalifica. Il francomaliano, tra l’altro, si è operato ieri a Bordeaux per la ripulitura di un tendine del ginocchio e sarà pronto - si fa per dire - tra tre mesi. Brutte notizie anche per Salihamidzic (contrattura), Grosso (problema a un gemello) e Chiellini (fastidio a un ginocchio): i primi due saltano il Milan, il terzo è in forte dubbio. Sabato sera Del Neri ha negato di essersi sentito calcisticamente tradito da qualche giocatore: ma sicuramente da Sissoko, Melo, Amauri e Iaquinta, per motivi diversi, non è certo stato aiutato. L’unità di intenti, in circostanze come l’attuale, è davvero difficile da raggiungere, con lo spettro del capolinea davanti agli occhi.

NAPOLI - Si impone di ricominciare dall’ultima vittoria di campionato in casa contro il Catania il Napoli, dopo il deludente match di lunedì contro il Milan a San Siro. L’obiettivo è ritrovare già da domenica prossima contro il Brescia la manovra di gioco vista nei primi venticinque minuti di gioco di Villarreal. Per riconquistare la fiducia dei tifosi demoralizzati ma anche e soprattutto quei tre punti necessari per riprendere la cavalcata verso la Champions League. La sconfitta di lunedì a Milano contro i rossoneri fa male non tanto per il sogno scudetto reso più impalpabile in una serata da dimenticare, ma per quel secondo posto strappato con i denti alle dirette concorrenti e regalato all’Inter con una prestazione scialba e incolore. Il Napoli visto lunedì non è quello ammirato meno di un mese fa all’Olimpico con la Roma. Una squadra senza idee, senza gioco, senza mordente, senza quell’anima che da circa due anni il tecnico Walter Mazzarri cerca di inculcare nella mente dei suoi uomini che soffrono quando la compagine è orfana di Ezequiel Lavezzi. Il “Pocho”, lunedì a San Siro per seguire e sostenere da vici-

no i compagni, a questo punto, deve fare tesoro dei suoi errori. Lo sputo a Rosi nella gara contro i giallorossi lo ha reso spettatore di un match di cui avrebbe dovuto essere invece protagonista. Bisogna ripartire in fretta, metabolizzando la doppia sconfitta dell’ultima settimana, guardandosi anche alle spalle. La Lazio, a meno quattro e l’Udinese a meno cinque punti, non possono fare pensare a un finale di stagione tutto in discesa, cosa che sa bene l’allenatore livornese, che in tempi brevi dovrà infondere nuova fiducia e nuove energie mentali ad un gruppo che, arrivati a questo punto, rischia di perdere di vista il vero scudetto di questa stagione: la qualificazione in Champions League. E, non importa, se la città ieri mattina si è risvegliata con l’amaro in bocca poiché già sognava il primo posto in condominio con i rossoneri. Ciò che conta ora è guardare avanti e affrontare le finali che restano dando il massimo. In casa Napoli, intanto, a parlare è il direttore sportivo Riccardo Bigon, che «si dice amareggiato per la sconfitta di ieri (lunedì, ndr) a Milano». Secondo il ds quello contro Ibra,

Pato e compagni è stato un «risultato pesante frutto di episodi», determinato da poca brillantezza e anche da un rigore che «ha condizionato la partita». «Siamo sereni, siamo uniti e reagiremo», ha assicurato Bigon, secondo il quale la squadra «va sostenuta e apprezzata per quanto ha fatto sinora: questo gruppo è compatto la squadra ha spalle larghe e la pelle dura per reagire. Adesso guardiamo avanti con fiducia e consapevolezza dei nostri mezzi. Vogliamo proseguire il processo di crescita e siamo certi di poter chiudere la stagione in maniera importante». Poi il direttore ha abbandonato le considerazioni sul match di lunedì e ha parlato del futuro: «Siamo tutti uniti - ha concluso - e stiamo già pensando alla partita con il Brescia. Ne abbiamo discusso anche durante il viaggio di ritorno. La squadra è decisa a proseguire la stagione così come è iniziata». Parlando del Brescia Bigon ha detto che domenica «sarà un match duro perché di certo loro verranno a chiudersi. Ci vorrà tutto il sostegno del pubblico. Ma sono certo che reagiremo con carattere e una grande prestazione», ha infine assicurato il direttore sportivo azzurro.


CORRIERE CANADESE

MERCOLEDì 2 marzo 2011 PAG. 11

sport

Serie B - Successo dei toscani che raggiungono momentaneamente l’Atalanta al primo posto. Bergamaschi in campo oggi contro il Torino

Il Siena agguanta la vetta, il Novara spreca ROMA - Nel turno infrasettimanale di Serie B perde il passo il Novara, che non va oltre lo 0-0 con il Portogruaro, mentre il Siena riagguanta la vetta della classifica a 55 punti sconfiggendo per 1-0 la Triestina. Tutto in attesa dell’Atalanta che scenderà in campo oggi contro il Torino. Buona prova del Grosseto che ha battuto il Padova per 3-1. Reggina-Frosinone 2-1: Reggina in vantaggio al 14’ del pt con Alessio Viola. Il Frosinone pareggia al 48’ pt con Cariello su rigore concesso per un fallo di Giosa su Masucci. Nell’occasione Giosa viene espulso per fallo da ultimo uomo. Il vantaggio definitivo della Reggina arriva al 18’ della ripresa con Bonazzoli. Lo stesso attaccante al 36’ pt aveva sbagliato un calcio di rigore. Albinoleffe-Modena 0-0: Albinoleffe e Modena 0-0, al termine di una sfida senza grandi emozioni. I padroni di casa sfiorano il gol al 20’ del secondo tempo con un gran tiro di Grossi, che dal limite centra il palo. Sassuolo-Pescara 2-0: Al 19’ del pt Piccioni firma di testa per gli emiliani e la ripresa comincia con il raddoppio del Sassuolo: Bruno mette in rete al 1’ st. Finisce con entrambe le squadre in 10 uomini e un gol annullato al Pescara. Siena-Triestina 10: Il gol della vittoria bianconera è stato realizzato da Larrondo al 29’ del secondo tempo. Cittadella-Livorno 2-0: Il Cittadella di Foscarini ritrova la vittoria con una maiuscola affermazione di Piovaccari. Dopo un primo tempo di studio il Cittadella passa in vantaggio al minuto 55 con un rigore procurato e trasformato dal bomber Granata. Piovaccari segna al 69’ la doppietta con gol su azione che di fatto chiude la partita. Piacenza-Empoli 2-1: Rimon-

classifica

Frosinone sempre più rassegnato

ta del Piacenza che si impone sull’Empoli. I toscani si portano in vantaggio al 32’ del pt con il toscano Forestieri. Nella ripresa gli emiliani rispondono subito con Cacia in scivolata al 6’ e più tardi replicano con un bel sinistro al volo di Piccolo al 22’. Grosseto-Padova 3-1: Il Grosseto in vantaggio al 5’ del primo tempo grazie a un colpo di testa di Sforzini. Il Padova pareggia al 28’ con Vantaggiato. Nel secondo tempo, al 3’ Mora in gol con una punizione da 20 metri.

Il definitivo 3-1 di Papa Waigo, al 1’ di recupero. Novara- Portogruaro 0-0: Pareggio molto noioso tra il Novara e il Portogruaro con i piemontesi che mancano l’obiettivo di ottenere i 3 punti per raggiungere l’Atalanta in testa alla classifica. L’unica occasione da gol porta la firma di Rigoni che a porta vuota riesce a sbagliare. Varese-Crotone 1-1: Entrambi i gol nel primo tempo: a segno il Varese con Pesoli al 5’, replica dei calabresi con Calil al 46’.

Siena 55 Atalanta 55 Novara 53 Varese 46 Reggina 45 Pescara 41 Torino 41 Empoli 39 Livorno 39 Vicenza 38 Grosseto 38 Padova 36 Piacenza 35 Albinoleffe 35 Sassuolo 34 Crotone 34 Modena 32 Cittadella 31 Portogruaro 29 Ascoli (-6) 28 Triestina 27 Frosinone 26 *Ascoli, Atalanta, Torino, Vicenza una partita in meno Risultati: Albinoleffe-Modena 0-0; Ascoli-Vicenza rinviata; Cittadella-Livorno 2-0; Grosseto-Padova 3-1; Novara-Portogruaro 0-0; Piacenza-Empoli 21; Reggina-Frosinone 2-1; Sassuolo-Pescara 2-0; Siena-Triestina 1-0 Varese-Crotone 1-1.

lo special one

La stampa spagnola stanca di Mourinho: “Piange sempre, sembra una caricatura”

José Mourinho, per lui tempi duri a Madrid

MADRID - I risultati calano, il Real Madrid è di nuovo a meno 7 dal Barca dopo il grigio pareggio di sabato con il Deportivo, e la stampa spagnola ridiventa corrosiva con José Mourinho, accusato di “piangere” e di lamentarsi di tutto e di tutti quando le cose non vanno bene. “Mourinho rischia di cadere nella caricatura” avverte As, vicino al Real. Dopo l’ultima partita Mou si è lamentato sabato della distribuzione dei giorni di riposo fra una gara e l’altra, sostenendo che il Real è svantaggiato rispetto al Barcellona. I giornali spagnoli - catalani ma anche madrileni - sembrano però ora stanchi della strategia del portoghese, che secondo As non impressiona più nessuno, soprattutto non i rivali del Barça. “Come succede per i bambini con il bau della strega, a furia di ripetersi Mourinho ha smesso di fare paura al Barcellona per iniziare a essere un personaggio sul quale si fa ironia, una cosa impensabile solo nove mesi fa” quando era alla guida dell’Inter. Da Barcellona è arrivata la secca risposta, con la lezione di stile, del presidente dei blaugrana, Sandro Rosell: “Pep Guardiola non si lamenta mai”.

Eastern Conf.

WESTERN CONF.

G PT Philadelphia* 62 86 Tampa Bay* 62 81 Boston* 62 79 Pittsburgh 64 80 Washington 63 76 Montréal 63 73 NY Rangers 64 70 Carolina 63 67 Buffalo 61 65 Toronto 63 63 Atlanta 63 63 Florida 62 59 New Jersey 62 58 NY Islanders 63 54 Ottawa 62 51

G PT Vancouver* 63 87 Detroit* 63 84 San Jose* 63 78 Phoenix 64 76 Los Angeles 63 74 Calgary 64 73 Chicago 63 74 Dallas 62 72 Minnesota 63 72 Nashville 63 72 Anaheim 63 71 Columbus 61 68 St. Louis 62 65 Colorado 63 59 Edmonton 63 48

RISULTATI: MARTEDÌ Atlanta-Montréal; Carolina-Florida; NY RangersBuffalo; Washington-NY Islanders; Ottawa-Boston; St.Louis-Calgary; Phoenix-Dallas; EdmontonNashville; Vancouver-Columbus; San JoseColorado. LUNEDÌ Minnesota-Chicago 2-4; Los Angeles-Detroit 4-7. DOMENICA NY Rangers-Tampa Bay 1-2; Nashville-Columbus 32; Atlanta-Toronto 3-2 (OT); Florida-New Jersey 1-2; Chicago-Phoenix 4-3 (SO); Anaheim-Colorado 3-2; Calgary-St.Louis 1-0; Edmonton-Boston 2-3. PROSSIMO TURNO: MERCOLEDÌ New Jersey-Tampa Bay; NY Islanders-Minnesota; Toronto-Pittsburgh; Chicago-Calgary; AnaheimDetroit. *NOTA: la vittoria vale due punti; chi perde in overtime o ai rigori prende un punto. Le prime tre di ogni Conference sono le prime in classifica di ciascuna Division.

Si presenta il tecnico che punterà sulla difesa a tre e su Miccoli

La missione Champions per “traghettator” Cosmi

ROMA - Dalle lacrime di commozione di Delio Rossi alla voglia di Serse Cosmi di rientrare alla grande, e magari convincere il presidente Zamparini di non essere solo un traghettatore, regalandogli in questi pochi mesi di contratto il sogno Champions. «La definizione di traghettatore è usata come dispregiativo ha esordito Cosmi dal ritiro della Borghesiana, dove i rosanero, accolti da una pioggia incessante, e complice lo smarrimento dei bagagli non si sono allenati sul campo - ma è lo stato di tutti noi allenatori. Se poi il riferimento è a Caronte, allora dico che a Palermo non ci sono anime dannate e non c’è l’inferno, ma solo grandi giocatori e un’ottima squadra, che ha la possibilità di arrivare in paradiso». Eppure le tre sconfitte di fila che il nuovo tecnico eredita, non sembrano raccontare una realtà felice. «Credo nelle risorse del Palermo - ha aggiunto - i problemi da risolvere ci sono, ma non mi faccio prendere dai dubbi perché questa è una squadra con grandi qualità, la migliore che ho la possibilità di allenare: vedo più pregi che difetti». Anche perché Cosmi non nasconde che la prima richiesta di Zamparini è stata la Champions. «È la nostra priorità - ha ammesso - poi in seconda battuta l’Europa League. Detto questo non vogliamo snobbare la Coppa Italia.

Sono obiettivi diversamente raggiungibili, ma possibili». Ma intanto ci sarà da gestire il rapporto con il patron rosanero. «Lo conoscete tutti. Sono abituato a presidenti di grande personalità ha aggiunto - La cosa migliore è avere un rapporto continuo, che è anche il più faticoso. E poi non c’è tempo per litigare». Zamparini da lui si aspetta quelle motivazioni di cui la squadra ha bisogno. «Speriamo possa sistemare certe situazioni e risollevare le prestazioni di giocatori, come Hernandez e Pastore, che non andranno mai alla Juve - ha spiegato il patron - So che Cosmi sul campo non ha fatto grandi cose, ma è un ottimo motivatore». Definizione che al tecnico perugino, intenzionato a utilizzare la difesa a tre ed a recuperare Liverani, piace fino a un certo punto. «Ho questa etichetta e me la tengo - ha risposto - ma un tecnico deve essere un motivatore, altrimenti è limitato. Sento di potermi esprimere bene con una squadra giovane. Ilicic e Pastore sono due campioni, ma gli dirò in cosa devono migliorare». Poi ammette di non aver ancora parlato con Delio Rossi («Mi confronterò con lui anche perché ha fatto un grande lavoro qui»), ma di aver chiesto a Miccoli di tornare al più presto in campo «perché è quel giocatore che fa vincere le partite».

mondiali

premier league

classifica 2010-11

Serse Cosmi con la sciarpa del Palermo

Sgambetto Figuraccia nel tempio del fondo: Gullo 27º è il primo degli azzurri del Chelsea Nella 15 km è la peggiore Italia di sempre allo United LONDRA - Il Chelsea ha battuto 2-1 il Manchester United, rimontando l’iniziale svantaggio maturato con la rete di Rooney al 30’ del primo tempo. Nel posticipo della 18ª giornata della Premier League, la formazione di Carlo Ancelotti ha pareggiato al 9’ della ripresa con il difensore brasiliano David Luiz, acquisto del mercato di gennaio. Un rigore fischiato per fallo di Smalling su Zhirkov e realizzato da Lampard, a 11 minuti dalla fine, ha dato la vittoria ai Blues. Il Manchester United resta comunque in testa alla classifica con 60 punti, quattro lunghezze più dell’Arsenal di Arsene Wenger, che ha una partita in meno. Il Chelsea di Carlo Ancelotti (48 punti) scavalca il Tottenham, prossimo avversario in Champions del Milan (ma entrambe devono recuperare un turno) e sale al quarto posto.

TRENTO - L’Italia affonda ad Oslo. Da flop annunciato, la 15 km a tecnica classica di Oslo 2011 si trasforma nella peggior prova della squadra azzurra maschile ai Mondiali degli ultimi 30 anni. Una figuraccia rimediata nel tempio del fondo teatro delle imprese di Pietro Piller Cottrer, Maurilio De Zolt, Stefania Belmondo, Manuela Di Centa e Gabriella Paruzzi. I big riposano per la staffetta e l’Italia affonda. Giovanni Gullo è 27º. Gli altri sono nella seconda pagina della classifica: 33º Thomas Moriggl, 38º David Hofer e 41º Fulvio Scola. Anche la Norvegia concede un turno di riposo alla stella Petter Northug e l’oro va così al finlandese Matti Heikkinen, capace di sfruttare tutto il suo potenziale fisico (ai Mondiali 2009 finì terzo), e due sci velocissimi, per beffare i fondisti di casa Eldar Roenning (argento dopo il bronzo 2007) e Martin Johnsrud Sundby, al primo podio mondiale individuale. Nel medagliere i norvegesi rafforzano comunque il primato (43-3) davanti ad Austria (4-1-1) e Germania (1-2-1). L’Italia è settima con due medaglie d’argento. Ora si spera nella sprint

a coppie di oggi con Marianna Longa-Arianna Follis, già bronzo a Liberec 2009 dietro Finlandia e Svezia. Non gareggia Marit Bjoergen. Stremata dopo la 10 km tc (terzo oro), la regina dei Mondiali ha optato per un

turno di riposo. Tra i maschi in pista scendono Loris Frasnelli e Renato Pasini. Oggi sarà anche la giornata dell’esordio ufficiale del modernissimo trampolino H134, un gioiello di architettura nuovo simbolo di Oslo per la sua linea unica al mondo. È costato oltre 100 milioni di euro, metà del budget per le opere dei Mondiali 2011, e sostituisce quello dei Giochi 1952, più volte ammodernato. I norvegesi lo considerano il terzo impianto sportivo più conosciuto al mondo dopo Wembley e Wimbledon.

golf

Manassero vuole entrare nei primi 50

ROMA - Matteo Manassero, 53º nel world ranking e teso a raggiungere rapidamente un posto tra i primi 50 per poter poi partecipare alle gare mondiali che più contano, disputerà due tornei nel circuito statunitense. Dal 17 al 20 marzo sarà impegnato nel Transitions Championship all’Innisbrook Resort-Copperhead di Palm Harbor in Florida, e la settimana dopo sarà in campo nell’Arnold Palmer Invitational (24-27 marzo, Bay Hill, Orlando). Edoardo Molinari sarà invece in campo nell’Honda Classic (3-6 marzo), torneo dell’US PGA Tour che si svolge al PGA National Champion Course di Palm Beach Gardens in Florida. Sarà un ottimo banco di prova per il torinese che successivamente disputerà il Cadillac Championship (10-13 marzo), secondo dei quattro appuntamenti stagionali del WGC, in programma al Doral Resort di Miami.


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mercoledì 2 marzo 2011 PAG. 13

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il Cruciverba di mercoledì 02 marzo

oroscopo Ariete - 21 Marzo - 20 Aprile - sarete contattati da una persona che ha un progetto ma non sa come farlo decollare: voi saprete come aiutarlo. Toro - 21 Aprile - 20 Maggio - malgrado le precise istruzioni che avete ricevuto, potreste sentirvi confusi e non capire quello che dovete fare. In tale evenienza date retta all'istinto. Gemelli - 21 Maggio - 20 Giugno - da quanto tempo non vi sentivate cosi' ? siate onesti: non sarebbe forse il caso di cambiare qualcosa nella vostra esistenza? Cancro - 21 Giugno - 20 Luglio - dovrete pretendere che qualcuno faccia del suo meglio per tenervi al riparo dai riflettori. Non siete ancora pronti per quel genere di attenzione. Leone - 21 Luglio - 20 Agosto - avete faticosamente percorso meta' del cammino e, voltandovi indietro, potreste accorgervi che avreste potuto percorrere una strada molto piu facile. Vergine - 21 Agosto - 20 Settembre - non dovete fare tutto subito; al contrario, un approccio graduale si dimostrera' piu' sicuro e produttivo. Bilancia - 21 Settembre - 20 Ottobre - avete raccolto quasi tutti gli elementi necessari risolvere un complicato rebus personale ma ve ne mancano ancora duo o tre senza i quali continuerete a brancolare nel buio. Scorpione - 21 Ottobre - 20 Novembre - e' arrivato per voi il momento di effettuare un viaggio indietro nella memoria, non per il piacere di cullarvi nei ricordi ma per imparare, finalmente, una importante lezione. Sagittario - 21 Novembre - 20 Dicembre - fare le cose in modo poco ortodosso potrebbe dare risultati inaspettati. Provateci.

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Capricorno - 21 Dicembre - 20 Gennaio - adattate il vostro modo di pensare a quello delle persone che sono impegnate con voi in una impresa di squadra: migliore sara' la sintonia, maggiori saranno i risultati.

Soluzione di Martedì 1 marzo

Acquario - 21 Gennaio - 20 Febbraio - una persona sostiene di avere a cuore il vostro bene ma ogni suo gesto sembra indicare il contrario: non fidatevi. Pesci - 21 Febbraio - 20 Marzo - non sarete in grado di allenarvi come vorreste, oggi, percio' e' importante che siate molto concentrati in modo che quello che dovete fare vi riesca al primo colpo.

I santi del giorno s. Leoluca abate s. Quinto il Taumaturgo ss. Nico e Atanasia s. Arnolfo

b. Folco s. Luca Casale s. Simplico

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PAG. 14 mercoledì 2 marzO 2011

CORRIERE CANADESE

mondo

cina

PECHINO - La Cina ha fatto marcia indietro sulla libertà di movimento della stampa straniera nel Paese, reintroducendo severe regole alle quali i giornalisti si dovranno attenere non solo in situazioni di permanente tensione come il Tibet, ma anche nel centro di Shanghai e di Pechino. Lo ha spiegato ieri in un briefing per la stampa insolitamente lungo la portavoce del ministero degli Esteri cinese Jiang Yu. In un batti e ribatti con i corrispondenti stranieri protrattosi per oltre 90 minuti, la portavoce ha difeso l’operato della polizia, che domenica scorsa ha minacciato, detenuto e picchiato decine di giornalisti stranieri che si erano recati sul posto dove era stata convocata con un tamtam su Internet una “passeggiata per la democrazia”. L’annuncio della seconda domenica della protesta propagandata come la “rivolta dei gelsomini” sul modello di quelle in corso in alcuni Paesi arabi, ha mandato in tilt l’ apparato di sicurezza cinese che è intervenuto con una pesantezza che è costata l’ospedale ad un reporter americano, pestaggi e detenzioni a decine di altri, mentre a numerose troupe televisive è stato sequestrato il materiale che avevano girato. I fatti di domenica scorsa hanno

israele

Dopo la protesta e i giornalisti picchiati, il governo applica per il centro di Shangai e della capitale le stesse regole del Tibet

Nella “rivolta dei gelsomini” Pechino stringe sui reporter Dopo il via libera del 2007, si dovrà di nuovo chiedere l’autorizzazione provocato pubbliche reazioni da parte delle Ambasciate in Cina degli Usa e dell’Unione Europea, che hanno chiesto al

governo cinese di «garantire la sicurezza» dei corrispondenti. Affermando che i giornalisti devono «collaborare» con la

polizia per «mantenere l’ordine», la portavoce ha sostenuto che gli agenti, molti dei quali erano in borghese e hanno

Mussavi e Karrubi in cella secondo i figli, le autorità smentiscono

Scontri a Teheran tra dissidenti e forze dell’ordine iran

TEHERAN - Scontri tra manifestanti dell’opposizione e forze di sicurezza, che hanno fatto uso anche di gas lacrimogeni per disperderli, sono stati segnalati ieri nel centro di Teheran da siti del fronte anti-governativo, mentre permane l’incertezza sulla sorte dei due leader dell’opposizione, Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi che, secondo le stesse fonti, sarebbero stati arrestati. Le autorità invece smentiscono. I manifestanti, scesi in piazza per la terza volta in due settimane, hanno risposto ad un appello circolato su Internet negli ultimi giorni per dare vita a raduni volti a chiedere la liberazione di Mussavi e Karrubi. Ma ad attenderli, come nelle occasioni precedenti, hanno trovato un ingente schieramento di polizia antisommossa e miliziani filo-governativi in borghese, secondo quanto riferiscono i siti Kaleme e Sahamnews. Secondo queste fonti gli scontri più gravi sono avvenuti davanti all’Università di Teheran. Ma tentativi di raduno sono segnalati anche sulle Piazze Ferdowsi, Vali Asr e Vanak. Sahamnews scrive che due pulmini delle forze di sicurezza sono stati dati alle fiamme dai dimostranti sulla Piazza Enghelab. I manifestanti, secondo i testimoni citati, gridavano slogan anti-governativi e di sostegno a Mussavi e Karrubi. Il sito Rahesabz riferisce che diversi manifestanti sono stati arrestati. Ai giornalisti stranieri è fatto divieto di recarsi sui luoghi delle manifestazioni non autorizzate, come quelle di ieri. I figli di Mussavi e Karrubi hanno confermato ieri «l’incarcerazione» dei loro padri e delle loro madri in una lettera - citata da Kaleme - inviata ai «leader religiosi» del Paese. “I nostri genitori non hanno commesso alcun reato ma hanno solo parlato di diritti e la loro carcerazione è la migliore dimostrazione che sono nel

Mir Hossein Mussavi

giusto”, si legge nella lettera. Il procuratore generale Gholamhossein Mohseni-Ejei ha invece smentito la notizia data lunedì sera da Kaleme e Sahamnews secondo la quale

i due erano stati rinchiusi nella prigione di Heshmatieh a Teheran. «La notizia diffusa dai mezzi d’informazione dei dissidenti è falsa», ha detto l’alto magistrato, citato dall’agenzia Isna, senza precisare se Mussavi e Karrubi si trovino in un altro luogo di reclusione o siano stati lasciati nelle loro case, dove da una quindicina di giorni si trovano praticamente agli arresti domiciliari. L’agenzia semi-ufficiale Fars, legata agli ambienti conservatori, ha affermato che la notizia degli arresti è stata «fabbricata da membri dell’organizzazione terroristica dei Mujaheddin del Popolo», il principale gruppo di opposizione armata, che le autorità hanno accusato di

avere provocato le violenze nelle manifestazioni delle ultime settimane. Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast, ha detto che la sorte dei due leader dell’opposizione è esclusivamente «una questione interna» e «nessun Paese ha diritto di interferire», dopo che lunedì gli Stati Uniti avevano giudicato «inaccettabile» il loro arresto e Germania e Francia avevano manifestato preoccupazione. Ieri anche il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha denunciato l’arresto di Mussavi e Karrubi come una «violazione grave dei principi fondamentali della democrazia e della giustizia».

rifiutato di identificarsi, hanno «gestito in modo appropriato» la situazione. Jiang Yu ha ripetuto più volte che i giornalisti che vogliono seguire la prossima «protesta dei gelsomini» annunciata per il 6 marzo su via Wang Fujing a Pechino e davanti al Peace Cinema di Shanghai, devono «chiedere l’autorizzazione alle autorità locali» di ciascun quartiere. La legge sulla stampa entrata in vigore all’ inizio del 2007 in vista delle Olimpiadi di Pechino aveva “liberalizzato” la possibilità di movimento per i giornalisti stranieri che da allora devono chiedere un’autorizzazione speciale solo per recarsi nella Regione Autonoma del Tibet e possono intervistare tutti i cittadini cinesi alla sola condizione che l’ interessato accetti di farsi intervistare. Le stesse regole, ha affermato ieri la portavoce, valgono ora per alcuni quartieri centrali delle due principali città cinesi. Le “passeggiate per la democrazia” sono state convocate attraverso un sito web sinoamericano da ignoti contestatori che hanno scelto come loro simbolo i gelsomini, sul modello dei giovani che hanno dato il via, in Tunisia, alle proteste in corso in una vasta parte del mondo arabo. Dalla fine di febbraio, almeno cinque persone sono state arrestate e sembra che verranno processate per “sovversione”, lo stesso reato che è costato 11 anni di prigione al premio Nobel per la pace Liu Xiabo, perché sospettate di aver avuto una parte nell’ organizzazione delle proteste. Tre avvocati democratici sono scomparsi alla vigilia della prima “giornata dei gelsomini”, il 20 febbraio, e da allora non se ne hanno notizie.

Russia

germania

MOSCA - Oggi soffierà 80 candeline, ma non ha intenzione di spegnere anche la sua voglia di combattere per una democrazia che fece nascere 25 anni fa sulle ali della glasnost e che ora vede ancora «a metà del guado». L’ultimo presidente dell’Urss Mikhail Gorbaciov si ritrova così a festeggiare il suo compleanno vestendo gli insoliti panni dell’anti-Putin, criticato recentemente per il suo regime sempre più autocratico. Il padre della perestroika diventa così una bandiera dell’opposizione, l’unica che finora gli ha tributato omaggi in un Paese che continua a non amarlo, a differenza del resto del mondo. Lo confermano gli ultimi sondaggi. Secondo l’istituto Vtsiom, il 47% dei russi è “indifferente” nei suoi confronti e il 20% prova “disprezzo”. Solo il 10% manifesta “rispetto”. Tra le conquiste del suo regno, il 10% indica le libertà democratiche, il 5% la fine della guerra fredda ma il 73% è senza opinione. Gran parte dei russi associa Gorbaciov ad un’epoca di penuria e caos economico, rimproverandogli un carattere debole. E non gli perdona molte cose, dalla campagna contro la vodka al crollo dell’impero sovietico, definito da Putin «la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo». Sia Putin che Medvedev sono diventati il bersaglio delle ultime critiche di Gorbaciov, che li ha accusati di voler decidere «con poca modestia» intorno ad un tavolo chi di loro correrà per il Cremlino, ignorando la volontà della Nazione.

BERLINO - Fino a qualche giorno fa diceva che le ipotesi di sue dimissioni erano un «nonsenso», ma alla fine il ministro della Difesa tedesco, il giovane aristocratico, stella nascente dei conservatori, Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu), ha lasciato tutti gli incarichi politici, sommerso dalle accuse di plagio della sua tesi di dottorato. Il 39enne barone bavarese ha inflitto così un duro colpo alla sua più fedele sostenitrice, la cancelliera Angela Merkel, che lo ha difeso fino all’ultimo. In vista delle prossime elezioni regionali, la Merkel voleva tenerlo al suo fianco a tutti i cosi, ma ha dovuto rassegnarsi, anche se con grande dispiacere. «Mi dimetto dai miei incarichi politici», ha annunciato Guttenberg. «Questa è la decisione più dolorosa della mia vita. Sono sempre pronto a combattere, ma ho raggiunto i limiti della mia forza», ha commentato, riferendosi alla valanga di critiche che lo ha travolto e che negli ultimi giorni cominciava ad arrivare, oltre che dell’opposizione, anche da esponenti della maggioranza. La Merkel ha perso così il suo ministro più popolare, sul quale contava per avere una marcia in più in questo “super anno elettorale”, dopo la recente pesante sconfitta ad Amburgo. La cancelliera non ha nascosto il suo dispiacere: «Ho accettato la sua richiesta (di dimissioni) a malincuore», ha commentato, dicendosi «sorpresa». «Mi dispiace molto che si sia dimesso, ma posso anche comprendere la sua decisione».

Tanti auguri Gorbaciov, a 80 anni ora è l’anti-Putin

Berlino, il Copygate porta Guttenberg alle dimissioni

La torre tv più alta al mondo ora è a Tokyo TOKYO - Dopo poco più di due anni e mezzo di lavori a ritmo serrato la Tokyo Sky Tree, il gigante da 634 metri totali in costruzione nel centro della capitale nipponica, ha superato ieri i 600 metri di altezza diventando la torre Tv più alta al mondo. Il record è stato annunciato dal costruttore Tobu Tower Sky Tree, secondo il quale la nuova torre ha raggiunto quota 601 metri intorno alle 13:30 locali, un metro in più della Canton Tower cinese, che deteneva il primato.

Insediamenti: coloni infuriati dopo lo stop di Netanyahu

TEL AVIV - Sul futuro della colonie ebraiche, in Israele la parola d’ordine ora è: «Difendere quello che c’è». Lo ha chiarito senza peli sulla lingua il premier Benyamin Netanyahu ad esponenti della corrente attivista del suo partito Likud, in un serrato confronto in cui ha anche chiesto loro polemicamente: «Ma voi, in che mondo vivete?». Voleva chiarire che in un Medio riente travolto da sconvolgimenti politici e in un contesto internazionale in cui solo il veto degli Stati Uniti ha salvato Israele da una mozione di censura sulle colonie al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i margini di manovra del suo governo sono necessariamente esigui. Il primo obiettivo di Netanyahu è lo sgombero di alcuni avamposti illegali costituiti su terre palestinesi in Cisgiordania, dove si sono stabilite decine di famiglie ebree. Ieri la demolizione di tre edifici in uno di questi avamposti, Hawat Ghilad (Cisgiordania settentrionale), è stata accompagnata da scontri in cui 15 coloni sono rimasti feriti. Gruppi della destra eversiva sono poi passati al contrattacco dando vita ad una fitta serie di attacchi e di provocazioni fra cui: il blocco di strade in Cisgiordania e a Gerusalemme; attacchi a decine di veicoli palestinesi; l’incendio doloso di una palazzina araba. Le forze dell’ordine sono state impegnate per ore ad inseguire i facinorosi, fermandone alcune decine. Dopo la nottata di violenze, Netanyahu ha ricevuto ieri numerosi appelli da sostenitori della lobby dei coloni che hanno deprecato «l’eccessivo» ricorso alla forza da parte della polizia israeliana a Hawat Ghilad. Un noto rabbino-colono, Haim Druckman, ha telefonato ripetutamente nell’ufficio di Netanyahu per avvertirlo che negli insediamenti «serpeggia l’esasperazione». « C’è fermento, cresce il rischio di violenze», ha ammonito. Ma di questi tempi Netanyahu ha scarsa pazienza verso gli oltranzisti della colonizzazione. Da Barack Obama e da Angela Merkel ha sentito anche di recente che si aspettano l’immediata riattivazione dei negoziati di pace e che non sono disposti a temporeggiare oltre. Il ministro Dan Meridor ha ammesso che Israele sta perdendo terreno di fronte alla tattica dell’Anp che consiste nell’aver debellato il terrorismo in Cisgiordania, nella tenace edificazione delle strutture del futuro Stato palestinese e nella sostituzione di negoziati diretti con iniziative internazionali volte a fare pressione su Israele. Ambienti vicini al premier anticipano che Netanyahu sta elaborando una nuova iniziativa diplomatica: sarà probabilmente basata sulla necessità di puntare ad un nuovo accordo ad interim con i palestinesi in quanto, ribadiscono, la frattura fra Cisgiordania (al Fatah) e Gaza (Hamas) non permette nemmeno di immaginare progetti di lungo termine.


canada

CORRIERE CANADESE

MercoledÌ 2 marzo 2011 PAG. 15

Ballo di Carnevale degli studenti della Fci Duecentotrenta persone hanno partecipato alla serata organizzata dai giovani italocanadesi con la quale si è conclusa la raccolta di fondi per le borse di studio

MARIELLA POLICHENI

TORONTO - Hanno dalla loro parte l’entusiasmo e la voglia di fare. Sono sempre pronti a dare una mano, a realizzare un progetto. Gli studenti italocanadesi della York University hanno organizzato con grande passione il loro quarto “Ballo in maschera” presso Le Jardin Conference & Event Centre: «Siamo molto felici perchè vi hanno partecipato 230 persone e con questo evento siamo riusciti a raggiungere la somma di $12.500 per il fondo delle borse di studio - dice la segretaria della Federazione canadese italiana della York University, Mariaveronica Barbuto - siamo molto orgogliosi di aver dato vita a questa iniziativa». Ad allietare la serata, d’altra parte, ci hanno pensato il dj Francesco Sijinardo, la ballerina Gabriella De Bartolo e la cantante Sara Papini: «Abbiamo voluto proporre nel nostro piccolo il magico Carnevale veneziano - continua Mariaveronica Barbuto - la nostra associazione, che è stata fondata tre anni fa, si propone di diffondere la cultura italiana attraverso lo studio e gli eventi sociali e sportivi». Ha preso il via quasi in sordina la Fci ma adesso, a tre anni di distanza, sta crescendo grazie al numero dei soci che aumenta di mese in mese. «Finora abbiamo an-

Nella foto a sinistra il comitato della Fci: Adam Lancione, presidente, Mariaveronica Barbuto, Marc Soscia, Daniele Bozzelli, Alessandro Bozzelli, Laura Bruno, Vanessa Vecchio, Dave Rocco, Matt Di Taranto, Jessica Marrello, Sabrina Salituro, Frankie Belfiglio e Stef Vescio; nella foto sotto a sinistra Ashley, Vanessa, Stephanie, Gianluca, Natasha, Stephanie C., Christina, Ela e Anthony (Foto Corriere-Gregory Varano)

che organizzato due conferenze, una sul crimine e l’altra sul cinema italiano, il party di Halloween e un ballo, vari tornei

sportivi di calcio e di pallavolo oltre al Poker tournament e al Gettoni tournament - conclude la Barbuto - siamo decisi a con-

tinuare così e a mantenere alto l’interesse e l’amore per la cultura italiana». Presidente della Fci è Adam

Lancione, vicepresidente Marc Soscia, addetto alle relazioni pubbliche è Alessandro Bozzelli, Laura Bruno è incaricata delle sponsorship, Matt Di Taranto, community relations, Jessica Marello è l’Academic director, Sabrina Salituro, cultural director, Stef Vescio, athletics, Vanessa Vecchio, speaker, Dave Rocco, rappresentante degli studenti, Melissa Ilardo, alumni affairs e Daniele Bozzelli, senior advisor. La Federazione Canadese Italiana della York University ha un gruppo su Facebook (FCI); l’indirizzo di posta elettronica è fci@yorku.ca; il sito web fci. yfs.ca

brevi

• Serata di Gala dell’Ontario Confederation of Sicily - La Ontario Confederation of Sicily invita tutta la comunità siciliana, amici e simpatizzanti, alla serata di gala che si terrà sabato 5 marzo presso il Montecassino Hospitality Banquet 140 Jevlan Drive a Woodbridge. Per informazioni Franco Perricone al 905-856-0181, il presidente Charlie Alaimo 416-656-4443 o Angelo Barone 905-851-1270. • Festa di San Cataldino e Giornata Internazionale della Donna - È stata organizzata dal Comitato Statua San Cataldo e dal Supino Social and Cultural Club domenica 6 marzo. Messa alle 11 am presso la cappella del SS. Crocifisso di Woodbridge, pranzo nella sede al 140 Regina Road dove verranno celebrate le donne. Per informazioni Assunta Mastromattei al 905851-3388 o Roberto Bonanni al 416-636-5700. • Giornata Internazionale della Donna L’Italian Cultural Centre di Brampton organizza un pomeriggio di festa domenica 6 marzo alla Da Vinci Banquet Halls & Restaurant (autostrada 7 & Martingrove) di Woodbridge. A partire dall’1 pm pranzo, musica e sfilata di moda. Le partecipanti sono invitate a indossare un bel cappello: premi per quello “vintage”, classico o particolare giudicato più bello. Per acquistare i biglietti Antonietta Guaiana al 905-584-6852 o Francesca Guaiana al 416884-4345. • Giornata Internazionale della Donna - Il West Scarborough Neighborough Community Centre organizza la celebrazione della giornata internazionale della donna martedì 8 marzo con l’esibizione di cantanti italiani, mimose per le donne e pranzo. Per acquistare i biglietti ($15) Roza Baci, Italian senior coordinator, al 416-755-9215, interno 227. • Giornata Internazionale della Donna - La Women’s Auxiliary della Famee Furlane Toronto organizza la sua cena annuale per celebrare la Giornata internazionale della donna mercoledì 9 marzo alle 6.30 pm. presso la Famee Furlane al 7065 Islington Avenue di Woodbridge. Il ricavato sarà donato al dottor Jeffrey Lipton, Leukemia Research del Princess Margaret Hospital. Per prenotare 905-851-1166.

cultura

Sarà presentato il libro “Latisana. Appunti di storia”

Nella foto in alto a sinistra Adam Lancione con Udai Srinivasan Devel della York University; in alto a destra Laura Bruno, Vanessa Vecchio e Mariaveronica Barbuto; sopra Francesca Sgambelloci; nella foto sopra a sinistra il console Gianni Bardini con Daniele Bozzelli; nella foto a sinistra Amanda Carroccetto, Alexander Moretto e Mario Lancione

TORONTO - Sarà presentato domenica 6 marzo presso la sala consiliare del Comune di Latisana il libro “Latisana. Appunti di storia”. È un volume, questo a cura del presidente dell’Associazione culturale “la bassa” Enrico Fantin, molto interessante, sulla storia del comune della provincia di Udine scritto da Benvenuto Castellarin, Lorenzo Cigaina, Enrico Fantin, Alessandro Fontana, Luca Gobbato, Doriano Moro e Roberto Tirelli, che si avvale delle illustrazioni dello storico professor Gianfranco Ellero, socio ordinario della Deputazione di Storia Patria per il Friuli. A presentare l’opera è l’Associazione culturale “la bassa” con il patrocinio della Società Filologica Friulana (Societat Filologjiche Furlane): saranno presenti il sindaco di Latisana dott.ssa Micaela Sette e il presidente de “la bassa” Enrico Fantin: interverrà inoltre il dottor Elio De Anna, assessore regionale alla cultura, sport, relazioni internazionali e comunitarie. Tra le finalità dell’Associazione culturale “la bassa”

Nella foto la copertina del libro “Latisana. Appunti di storia”

che si occupa dello studio della friulanità, del latisanese e del portogruarese, vi sono quelle di ordine culturale e sono rivolte alla conoscenza, alla valorizzazione e alla protezione di quanto nel campo della storia, del-

la linguistica, dell’archeologia, dell’arte, dell’ambiente naturale e umano, degli usi e costumi costituisce il patrimonio delle varie identità culturali delle zone del latisanese e del portogruarese.


PAG. 16 mercoledì 2 marzO 2011

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Corriere110321