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CORRIERE CANADESE canada Eletto nel 2006 con l’allora Forza Italia, sottolinea l’importanza degli emigrati e dei loro giornali per la promozione dei prodotti del Belpaese

PAG. 6 GIOVEDì 15 APRILE 2010

«Siamo noi il motore economico dell’export italiano» L’ex parlamentare Ferrigno insiste: venga creata un’agenzia di controllo per i fondi alla stampa all’estero

(segue dalla prima)

La vede così Salvatore Ferrigno, eletto deputato con l’allora Forza Italia, ora Pdl, nel 2006 e oggi presidente del Comites di Philadelphia. E forse dice spingendosi più in là con un chiaro intento provocatorio - dovremmo minacciare uno sciopero dei consumi, così da far capire quanto siamo importanti per l’economia italiana. Per questo la settimana scorsa a Montréal ha proposto di chiedere a Confindustria un contributo per l’editoria all’estero. E al Corriere Canadese ribadisce anche quanto proposto al seminario in Québec che ha dato vita alla risoluzione di Montréal: se il governo teme che i fondi destinati all’editoria per gli italiani all’estero finiscano nelle mani sbagliate, perché non creare, in seno al governo di Roma, un’agenzia che ne controlli l’utilizzo. Perché, ricorda, quello che è un risparmio di poco conto per lo Stato «un finanziamento minimo di soli cinque milioni» - potrebbe avere altrimenti gravi conseguenze per l’economia del Paese oltre che per la difesa della lingua e della cultura italiana all’estero. «La proposta è quella di essere più attenti nell’uso di questi fondi perché possano andare a quell’editoria che veramente merita», dice Ferrigno, che riconosce e depreca la presenza di realtà che approfittano dei contributi che il governo italiano elargisce. «Per questo - dice - io ho proposto la creazione di un’agenzia di controllo». Un’idea cara a Ferrigno, che aveva proposto l’istituzione di un simile strumento già nel 2008, ben prima che si arrivasse al taglio del 50% dei contributi per le testate all’estero con il Milleproroghe. Per garantire la corretta gestione dei finanziamenti all’editoria, aveva messo nero su bianco in una proposta di legge che avrebbe esteso i sussidi anche a radio e televisioni che trasmettano in lingua, accompagnando però l’iniziativa con la creazione di un’agenzia, si legge nel disegno di legge, denominata Registro della stampa, delle radio e delle televisioni di informazione e cultura italiana all’estero. Una necessità di trasparenza che sottolinea più volte insie- V me a quella, anziché di tagli, di un incremento per far sì Il baratto che anche la stam- politiancona pa degli emigrati pos- coil ndCorriere sa evolversi e tenersi al passo con le nuove U tecnologie. Del resto queste, chiosa, anche se rendono più facile per chi vive all’estero informarsi sull’Italia, non possono fornire un servizio indispensabile: raccontare alle comunità fuori dall’Italia la realtà in cui vivono e dare loro le notizie che li riguardano. Ma al di là dei diritti dei cittadini italiani che vivono fuori dai confini del Paese, per Ferrigno si tratta anche di una questione di «interesse nazionale», dato che i membri delle comunità sparse in tutto il mondo rappresentano «i primi acquirenti dei prodotti che vengono esportati dall’Italia e sono loro che li fanno conoscere nel resto del mondo». E l’editoria in italiano fuori dal Paese è uno dei modi per far sì che anche con le seconde e terze generazioni continuino

«La mia vuole essere solo una provocazione, ma forse dovremmo minacciare sei mesi di boicottaggio» a mantenere vive il proprio legame con l’Italia. E allora, come dice Ferrigno, «cinque milioni non sono nulla rispetto alla possibilità di far conoscere i prodotti del nostro Paese». Da qui la volontà di provare a coinvolgere Confindustria e le sue pala dichiarazione

TORONTO - La riforma dell’editoria arriverà entro la fine dell’anno. È questo l’impegno del sottosegretario alla presidenza dl Consiglio con delega all’editoria Paolo Bonaiuti secondo quanto è sato riportato da ilVelino.it ieri. «In questa fase, il nostro Dipartimento sta elaborando tutte le analisi e tutti i documenti necessari alla preparazione degli Stati Generali per la riforma dell’Editoria - ha spiegato Bonaiuti - che il governo intende varare entro la fine dell’anno». Le dichiarazioni del sottosegretario sembrano dare adito a quanto dichiarato da Franco Siddi della Fnsi nei giorni

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Paolo Bonaiuti

scorsi, che aveva parlato del 15 maggio come data ufficiosa per l’incontro tra i principali attori della stampa italiana, all’estero e non. Incontro che

sarà decisivo per capire quale futuro attende i giornali italiani pubblicati per le comunità all’estero. E su questo punto sembrano incoraggianti le parole del sottosegretario sui criteri che guideranno i lavori, che sembrano risuonare quanto è stato detto a Montréal la scorsa settimana in un seminario sul ruolo della stampa italiana nel mondo. «Le linee guida già individuate dal governo sono: la razionalizzazione dei contributi erogati, il sostegno alle testate, vere e esistenti, che garantiscono adeguati livelli di occupazione e di tiratura; l’aumento delle verifiche e dei controlli per

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Il Comites ritiene quindi possibile, e assolutamente necessario che siano cancellati i tagli ai contributi previsti e che si ripristini un atteggiamento di attenzione verso i 60 milioni di italiani che vivono fuori dai confini nazionali. È ferma la convinzione del Comites nel ritenere che i ridimensionamenti di risorse, così come proposti, rischiano di pregiudicare i rapporti tra gli italiani all’estero e la madrepatria. Si tratta di una decisione miope che andrà ad inaridire quei legami e quelle radici culturali che fanno sì che i connazionali all’estero continuino ad essere una risorsa per l’Italia.

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Bonaiuti: la riforma dell’editoria entro l’anno

Il Comites di Toronto si unisce al coro di proteste nel mondo tese a contestare e far riconsiderare al Governo italiano la decisione di dimezzare i contributi alla stampa italiana all’estero. I tagli sono così ingenti che costringeranno alla chiusura numerose testate che svolgono da anni, non solo il compito fondamentale dell’informazio1 ne, ma anche e soprattutto della preservazione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Non si può condividere né comprendere questo tipo di provvedimento: una scure che ingiustamente si è abbattuta sui giornali edio a stampa all’ester ti all’estero i tagli del 50% all Il Senato conferma ssurdo, e non su iacciati “A o “Settore “Schme vasi il governquelli pubblico già colpito di coccio” l’ha capito” cati in Italia. dalla crisi” Se il Milleproroghe ha falciato del 50% i fondi alla stampa dedicata ai connazionali all’estero, il Comites di Toronto vuole ricordare e denunciare aspramente anche i drastici tagli ai fondi destinati a Rai Internazionale previsti nell’ultima Finanziaria. La scomparsa, dalla dotazione della Convenzione tra il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la RAI, di diversi di milioni di euro, ha portato la chiusura di trasmissioni e ad un processo di impoverimento dei contenuti, dei programmi, delle risorse umane del canale dedicato agli italiani all’estero. co n

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comprendere l’importanza per il Sistema Italia delle comunità di italiani all’estero: «La

«Le nuove misure saranno approvate soltanto al termine di un ampio confronto con tutte le categorie interessate»

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role su quella che non vuole essere nulla di più di una provocazione che vuole però a far

evitare ogni spreco di denaro pubblico - ha spiegato Bonaiuti, seppure senza fare mai riferimento alle testate degli emigrati - Il governo si è posto l’obiettivo di non abbandonare nessuno di fronte alla crisi che sta insidiando il mondo intero, e questo principio, che ha caratterizzato tutte le scelte di politica economica, ispirerà anche l’imminente riforma dell’editoria». Se agli Stati Generali, dopo un’attesa pluriennale, si arriverà e il governo Berlusconi si dimostrerà in grado di applicare i criteri appena indicati da Bonaiuti, questo potrebbe rappresentare una garanzia per

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Il Senato italiano, sopra Salvatore Ferrigno del Comites di Philadelphia

tare per sei mesi i prodotti che vengono dall’Italia». Dietro i tagli all’editoria, così come ad altre iniziative politiche, Ferrigno vede lo zampino della Lega, che a suo parere vorrebbe un’Italia sempre più isolata a livello internazionale: «Credo che oggi la Lega sia guidata da una politica isolazionista che vuole separare la Padania dal resto del mondo». Del resto, aggiunge, non è certo un caso che mentre sia la sinistra che la destra italiana hanno un movimento politico per gli italiani nel mondo, da parte del partito di Umberto Bossi non ci sia lo stesso impegno.

Cav. Gino Cucchi Pres. Com.It.Es. di Toronto

«Il Corriere Canadese non si tocca»

Sono un lettore del Corriere Canadese da 35 anni, e spero che il governo italiano cambi idea, e decida di sostenere il grande lavoro che è stato fatto dal giornale fino ad oggi. Il Corriere Canadese non si tocca. Saluti Antonio Marino (Canada)

la parte “buona” dell’informazione italiana all’estero. Una riforma del settore, però, per essere condivisa dovrà necessariamente trovare un terreno comune su cui politica e mondo imprenditoriale possano incontrarsi. «In questo spirito al di sopra delle parti necessario nel settore della diffusione della cultura e delle idee - conclude Bonaiuti - le nuove misure saranno approvate soltanto al termine di un ampio confronto con tutte le categorie interessate, con i rappresentanti del parlamento e nell’esclusivo interesse della collettività». (a.g.)

corriere@corriere.com

Diritto d’informazione per gli italiani all’estero Egregio Direttore del Corriere Canadese, il mio nome è Natale Gianfelice, e anche se vivo a Toronto dal 1952, sono rimasto molto legato all’Italia, alla lingua italiana e alla mia cultura, che ho sempre tentato di coltivare e trasmettere ai miei figli che oggi sono bilingue. Ora, attraverso la lettura dei giornali, e soprattutto in televisione su Rai International, noto che vengono sempre più spesso utilizzate parole inglesi, e la trovo una mancanza di rispetto verso la nostra lingua, che non può certo essere preservata in questo modo. Per quanto riguarda i tagli del 50% alla stampa estera, sono del tutto solidale con voi nel sostenere che questa è una decisione sbagliata e che noi italiani all’estero abbiamo diritto all’informazione. Distinti saluti Gianfelice Natale (North York-Toronto)

Dai primi editoriali di Scotti al Corriere di oggi

Carissimo Direttore, sono un vostro abbonato sin dalla nascita del Corriere Canadese, quando l’in-

AI LETTORI In seguito alla decisione del Senato italiano di tagliare i fondi del 50% alla stampa estera il Corriere Canadese è a rischio. Chiediamo ai nostri lettori di sostenerci nella nostra battaglia: inviateci lettere via posta al 101 Wingold Ave. Toronto, M6B 1P8 o via e-mail a corriere@corriere.com

dimenticabile Arturo Scotti scriveva i suoi primi editoriali, e sono sempre stato un affezionato lettore. Sono certo che il Corriere Canadese continuerà ad essere pubblicato e a tenerci informati su ciò che accade nel mondo. Auguri Luigi Morson

Il Corriere riflette la diversità della vita di Toronto

Caro Direttore, sono venuta a conoscenza delle decisione del governo italiano di tagliare del 50% i contributi al vostro giornale e a tutta la stampa estera. Questa è davvero una brutta notizia. Corriere Canadese e Tandem sono ottimi giornali per diversi motivi. La gamma e la qualità dei suoi articoli riguardanti l’arte è superiore a molti quotidiani canadesi, ed in più mi permette di poter essere informata sulle diverse mostre italiane, e di poter apprezzare le bellissime foto a colori che vengono pubblicate sulle bellezze artistiche e paesaggistiche italiane e, anche essendo lontana, spero un giorno di poterle visitare dal vivo. Inoltre i vostri giornali possono vantare anche un alto livello qualitativo di articoli di politica, che coinvolgono giornalisti esperti del calibro di Patrick Gossage e Angelo Persichilli. Le notizie che proponete non sono esclusivamente basate su argomenti “italiani” ed in poche pagine siete riusciti a riflettere la diversità e la varietà della vita di Toronto. Questo è davvero un grande servizio che rendete ai vostri lettori. Se dovessimo perdere il Corriere Canadese e Tandem, Toronto ne risentirebbe dal punto di vista culturale, e l’Italia perderebbe la sua voce principale in città. Vi auguro il meglio, Linda Litwack Publicist canadese Toronto

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comprendere l’importanza per il Sistema Italia delle comu- nità di italiani all’estero: «La Paolo Bonaiuti a mantenere vive il proprio le- g...

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