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Nordest

PATROCINIO AL CONGRESSO DELLE FAMIGLIE La Regione conferma il patrocinio al Congresso delle famiglie a Verona. Luca Zaia precisa: ma se diventasse «un simposio dell’omofobia avrà la mia totale condanna» Giovedì 14 Marzo 2019 www.gazzettino.it

Quota 100, uffici Inps del Veneto in tilt Già presentate oltre 6.200 domande di pensione anticipata `L’altolà della Cgil: «L’organico è carente, servono assunzioni» Il piano: al lavoro anche nel week end per smaltire le pratiche La replica dell’istituto: si è posto il problema, ma nulla di deciso `

IL CASO VENEZIA Dipendenti Inps al lavoro il sabato e la domenica per far fronte alla mole di domande degli aspiranti pensionati con Quota 100. E il sindacato già mette le mani avanti, perché l’eventuale lavoro straordinario - avverte la Cgil - deve essere su base volontaria e comunque non di domenica. L’Inps a livello centrale minimizza: non c’è nulla di deciso, se ne è solo parlato a livello locale e neanche in tutta Italia, un po’ a macchia di leopardo. In Veneto, però, il problema si è posto.

LA DENUNCIA «L’abbiamo saputo martedì pomeriggio dai nostri delegati sindacali - dice Assunta Motta, segretaria della Funzione pubblica Cgil Veneto - che sono stati contattati dai rispettivi direttori per sapere se erano d’accordo a far lavorare i dipendenti di sabato e domenica». I delegati si sono riservati di rispondere. Anche perché il problema della carenza di personale è noto: la Cgil ricorda che negli ultimi quattro anni sono usciti dagli uffici veneti 350 lavoratori e ad oggi l’organico totale è di 1.462 persone. Altri ne usciranno con quota 100 - dice la Cgil - ma i concorsi ne immetteranno in misura non sufficiente e comunque non prima della fine dell’anno. Solo che nel frattempo è arrivata Quota 100. «Le scelte politiche del governo del momento ancora una volta aumentano il carico di lavoro del personale Inps - dice Assunta Motta - L’Inps versa in una situazione di grave carenza di organico e a malapena riesce a garantire il quotidiano». Ma far lavorare i dipendenti il sabato e la domenica per soddisfare le necessità legate a Quota 100, rischia, seconda la segretaria Fp Cgil, non solo di aumentare ulteriormente il carico di lavoro degli uffici, ma anche di creare «una evidente disparità di trattamento fra i cittadini»: «Se si dà priorità alle pensioni legate a Quota 100 si finisce col mettere in coda tutto il resto».

Pensioni in Veneto

Le domande già presentate

Numero di lavoratori potenziali interessati a “quota 100” nella regione

BELLUNO lavoratori interessati

ENTI LOCALI Verona Vicenza Padova Venezia Rovigo Belluno Treviso TOTALI SANITÀ Personale non dirigente Ulss 1 Dolomiti Ulss 2 Marca Trevigiana Ulss 3 Serenissima Ulss 4 Veneto Orientale Ulss 5 Polesana Ulss 6 Euganea Ulss 7 Pedemontana Ulss 8 Berica Ulss 9 Scaligera TOTALI Medici Ulss 1 Dolomiti Ulss 2 Marca Trevigiana Ulss 3 Serenissima Ulss 4 Veneto Orientale Ulss 5 Polesana Ulss 6 Euganea Ulss 7 Pedemontana Ulss 8 Berica Ulss 9 Scaligera TOTALI

Addetti 5.218 4.852 5.387 9.111 1.397 1.540 4.181 31.686

Uomini 307 205 371 662 105 103 254 2.007

Donne 266 162 235 457 72 48 137 1.377

Totale

%

573 367 606 1.119 177 151 391 3.384

10,98% 7,56% 11,25% 12,28% 12,67% 9,81% 9,35% 10,68%

2.895 7.665 5.993 1.946 2.359 6.394 1.677 6.631 4.628 40.188

71 166 191 63 70 144 32 96 115 948

128 285 230 87 118 220 37 154 188 1.447

199 451 421 150 188 364 69 250 303 2.395

6,87% 5,88% 7,02% 7,71% 7,97% 5,69% 4,11% 3,77% 6,55% 5,96%

460 1.318 1.099 349 447 1.057 282 1.161 880 7.053

78 159 152 48 63 151 44 166 167 1.028

21 53 35 11 25 67 5 45 42 304

99 212 187 59 88 218 49 211 209 1.332

21,52% 16,08% 17,02% 16,91% 19,69% 20,62% 17,38% 18,17% 23,75% 18,89%

426

PADOVA

1.083

ROVIGO

432

TREVISO

953

VENEZIA

1.250

VERONA

1.168

VICENZA

921

TOTALE

In pratica, avverte il sindacato, chi attende la liquidazione della propria posizione pensionistica dovrà aspettare più del previsto. La soluzione per la Cgil è una sola: «È necessario commisurare adeguatamente l’organico delle sedi, attraverso un piano serio di assunzioni».

VENEZIA Dimezzato il contributo regionale per il “Buono scuola”. È quanto ha denunciato ieri Erika Baldin, consigliera regionale del M5s, al termine della seduta della Sesta commissione: «Mancano all’appello 1,5 milioni di euro rispetto allo scorso anno, si riuscirà a mala pena a coprire le spese a carico dei disabili». «I criteri di riparto del “Buono scuola” - spiega Baldin ricalcano quelli degli anni scorsi. L’obiettivo è l’assegnazione di contributi per la frequenza della scuola dell’obbligo, ma lo stanziamento è di 2 milioni di euro, a differenza dei 3,5 milioni di euro dell’anno precedente. È riservato a studenti residenti nel territorio regionale frequentanti scuole pubbliche e paritarie. Viene erogato, giustamente, al 100% delle spese ai disabili. Agli altri, tramite un assegno fino a 15mila euro a studente, solo per l’ammontare della quota d’iscrizione».

Ma quanto sono i lavoratori che hanno chiesto di andare in pensione con Quota 100? Gli ultimi dati diffusi dall’Inps sono aggiornati alle ore 17 di martedì 12 marzo. Su un totale nazionale di 89.521 domande, quelle arrivate dal Veneto sono 6.233. Il record provinciale va a Venezia con 1250 domande, seguito da Verona 1168, Padova 1083, Treviso 953, Vicenza 921, Rovigo 432, Belluno 426. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, le domande pervenute all’Inps sono 1730, così suddivise: Udine 743, Trieste 392, Pordenone 354, Gorizia 241. L’Inps non ha al momento i dati regionali sulla tipologia di lavoratori che chiedono di accedere a Quota 100: c’è solo il dato nazionale secondo cui un terzo di chi ha fatto domanda è lavoratore dipendente nel settore privato e un terzo è nel pubblico, con la quasi totalità di aspiranti pensionati di sesso maschile (65180 contro 24341). Ovviamente i dati sono destinati ad aumentare a mano a mano che gli interessati matureranno i requisiti. Ma non è detto che per tutti sia un vantaggio assoluto. Secondo quanto denunciato dalla Cgil alcune settimane fa, «i 7.000 lavoratori veneti interessati da Quota 100 impiegati nella funzione pubblica e nella sanità potrebbero dover aspettare fino a 8 anni per vedere la liquidazione se andranno in pensione col nuovo regime». Intanto, anche mille insegnanti hanno presentato domanda per andarsene in pensione. Alda Vanzan

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Baldin (M5s) «Dimezzati i fondi per il buono scuola»

Fonte: Ragioneria Generale dello Stato - contoannuale.tesoro.it Elaborazione: Fp Cgil Veneto

OLTRE MILLE I DOCENTI IN USCITA QUEST’ANNO E NEL PUBBLICO IMPIEGO 7MILA DIPENDENTI MATURANO I REQUISITI ISTANZE, VENEZIA RECORD

I NUMERI

6.233

SINDACALISTA Assunta Motta, segretaria Funzione pubblica Cgil Veneto

Il tema è stato sollevato anche a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil: “Per garantire la liquidazione delle pensioni con Quota 100 con decorrenza 1° aprile - recita una nota congiunta - diversi dirigenti territoriali stanno comunicando, con le modalità più disparate, l’esigenza di aperture

straordinarie. Come già capitato in passato, noi riteniamo logico, e consono a un corretto sistema di relazioni sindacali, convocare al più presto tavoli di contrattazione con le organizzazioni sindacali territoriali e, prospettata la situazione, trovare assieme un modo per fronteggiarla, circoscrivendola ad alcuni limiti». Quali? Prima di tutto la volontarietà dell’adesione allo straordinario, ma anche l’esclusione della domenica.

«Le schede sanitarie ci sono, ma ora servono i medici» IL PROVVEDIMENTO VENEZIA «Un nuovo libro dei sogni, sembra di stare nella Repubblica del Bengodi con primariati, letti e reparti per tutti. Inevitabile chiedere con quali medici, visto che ne mancano già 1.300 e la situazione rischia di peggiorare con i prepensionamenti legati a quota 100». Così il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso e il consigliere Claudio Sinigaglia commentano le schede ospedaliere adottate ieri dalla giunta regionale del Veneto. Come anticipato l’altro giorno, le schede ospedaliere derivanti dal nuovo Piano socio sanitario 2019-2023 mantengono tutti gli ospedali esistenti e, al momen-

to, anche tutti i punti nascita. I numeri sono i seguenti: 68 ospedali, 754 reparti con altrettanti primari, 19.800 posti letto complessivi, dei quali 17.852 per acuti e 1.948 nelle strutture intermedie, come ospedali di comunità, hospice e unità riabilitative territoriali. «Ora – ha detto il governatore Luca Zaia – trasmetteremo l’intera documentazione al consiglio regio-

L’ASSESSORE LANZARIN: «ABBIAMO FATTO UN BUON LAVORO» MA IL PD AVVERTE: «MANCANO GIÀ ORA 1.300 DOTTORI»

A Palazzo Ferro Fini

Polemica e accuse sulla legittima difesa VENEZIA Polemiche ieri in Prima commissione del Consiglio veneto dove è stata licenziata a maggioranza la proposta di legge statale di iniziativa regionale sulla legittima difesa, di cui primo firmatario è il leghista Alessandro Montagnoli. Ad accusare la Lega di essere «il partito dello spreco» è stato Graziano Azzalin (Pd): «È una materia su cui la Regione non ha competenza, non c’è alcun vuoto legislativo e il Governo gialloverde sta intervenendo proprio adesso sugli stessi

articoli. Che senso ha una proposta del genere, se non quello di rincorrere Salvini per mostrare di essere più bravi del capo?». Piero Ruzzante (LeU) e Patrizia Bartelle (IiC) hanno accusato la Lega di avere «nostalgia delle colonie penali»: «Oltre agli articoli sulla legittima difesa, che pongono il diritto alla proprietà sopra al diritto alla vita, nel progetto di legge viene prevista la possibilità di stipulare convenzioni con altri Stati per far scontare la pena all’estero». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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nale per il prosieguo dell’iter e il confronto con i consiglieri e i gruppi che, sono certo, sarà attento e approfondito. Con questo atto si chiude di fatto una complessa opera di riprogrammazione pluriennale della sanità veneta». «Abbiamo fatto un buon lavoro – ha aggiunto l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – Si confermano i 68 ospedali e la loro strutturazione in rete Hub & Spoke, senza nessun taglio come promesso. Si rafforza l’integrazione tra sanitario e sociale e il collegamento tra ospedale e territorio attraverso le strutture di ricovero intermedie. Si potenziano e diffondono ulteriormente le alte specializzazioni. Si favorisce la deospedalizzazione grazie all’utilizzo

delle moderne tecnologie, mettendo al contempo a disposizione tutti i posti letto che servono».

LE CRITICHE Ma il Pd puntualizza: «Se la Regione non trova soluzioni per avere professionisti negli ospedali, le schede resteranno lettera morta». Fracasso e Sinigaglia chiedono anche «garanzie sul fatto che trasferire le lungodegenze in ospedali di comunità non significhi far pagare agli utenti il costo del ricovero. Qua dobbiamo sgomberare il campo da ogni dubbio, anche perché le strutture intermedie rappresentano uno dei fallimenti più fragorosi del precedente Piano sociosanitario». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 14 Marzo 2019

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VENETO

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GIOCHIINVERNALI. Ilpresidentesul“nofondi”delM5sperMilano-Cortina

«Olimpiadi2026 OrailGoverno cidia lerisorse»

«Finanzia l’Atp tennis a Torino? Lo faccia anche per uneventopiùprestigioso».E sullamafia:«Il Veneto nonèterradi criminalità.Sonosolomelemarce» Cristina Giacomuzzo INVIATA A MESTRE

«Sulle Olimpiadi 2026 andiamo avanti. Siamo al rush finale. Il Governo bene ha fatto a finanziare gli Atp Finals di tennis a Torino. Ora è giusto che si faccia lo stesso per i Giochi invernali. Il M5s non ci sta? Da quello che mi risulta non ci sono veti nei confronti della candidatura Milano - Cortina. Contrastarla vuol dire non avere visione». Non ci gira intorno il governatore Luca Zaia, ieri a Mestre per l’inaugurazione delle prime volanti lagunari e terrestri della Polizia di Stato con il sistema Mercurio (vedi a lato). DA MATTARELLA AL GOVERNO. Giusto il giorno prima il

governatore del Veneto aveva incassato direttamente dal capo dello Stato, in visita a Belluno, il pieno appoggio alla candidatura di Cortina per le Olimpiadi: «Assicuro tutto il sostegno possibile», ha dichiarato. Nelle stesse ore però, come riporta La Stampa, a Roma, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Simone Valente, del M5s, smontava: Soldi per le Olimpiadi? «Noi siamo contrari». Va precisato che la frase va inquadrato in un contesto politico. Più precisamente contro Matteo Salvini, vicepremier e guida della Lega, che invece si era espresso in modo positivo dicendo: «Qualcuno diceva che non bisognava usare i fondi pubblici per iniziative sportive private? I fondi per il torneo di

tennis a Torino valgono come precedente. Il Cdm stanzierà i soldi per le Olimpiadi, un progetto ben più ambizioso». Sì, perché alla fine i soldi per tranquillizzare il sindaco pentastellato Chiara Appendino, «terrorizzata all’idea di vedere sfumare una vetrina così importante» (la concorrente è Londra), il Cdm li ha trovati: l’8 marzo con un decreto ci ha messo 78 milioni di euro in 5 anni. Così, a fronte di questo impegno economico, Salvini prima e Zaia poi puntano i piedi. E il M5s non ci sta, del resto la stessa Appendino ha rifiutato di candidare il suo territorio. Insomma, il braccio di ferro dentro il governo continua e non tocca solo l’autonomia. Intanto, in questi giorni la Commissione di valutazione

Volantitecnologichea terra einmare

Taskforcedientiper cablareimezzidellaPolizia INVIATA A MESTRE

L’incontrotrailConi e leRegioniVeneto eLombardia sulleOlimpiadi

nominata dal Comitato olimpico internazionale, ha iniziato il suo tour in Svezia per la valutazione della candidata Stoccolma. Zaia ieri ha annunciato che a breve farà tappa in Veneto: il primo aprile cerimonia a palazzo Grandi Stazioni a Venezia dove interverranno Morariu, il direttore Cio per le candidature olimpiche, Christophe Dubi, il presidente del Coni e il componente del Cio Giovanni Malagò. Martedì 2 sarà la volta di Cortina, poi al centro del biathlon di Anterselva e alla pista di pattinaggio velocità di Baselga di Pinè. In serata visita ai trampolini di Predazzo. Il 3 aprile a Livigno, il 4 e 5 toccherà a Milano e sabato 6 ci sarà la conferenza stampa finale alla sala Alessi a Palazzo Marino.

MAFIE E LEGALITÀ. Sempre a

Mestre Zaia ha commentato la terza maxi operazione antimafia scattata nel Veneto. «Ringraziamo la squadra della Procura - esordisce -. Non passi però l’idea che il Veneto sia terra di criminalità: c’è una foresta silenziosa di veneti onesti che cresce. Ci sono le mele marce, purtroppo, arrivate perché qualcuno le mandava a soggiornare dalle nostre parti. Ma il tessuto è buono. La politica cosa deve fare? Mantenere una condotta leale. Ma la domanda va girata a chi mi prendeva in giro quando nel 2010 ho emanato le linee per il personale: nessun incontro dei dirigenti o funzionari al bar, ristoranti o caselli. E questo sta dando i suoi frutti». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Sonobastatipochigiorni per mettereinsiemei 135 mila euronecessaria dotaregli equipaggidelle Volantidella PoliziadiVenezia diunsistema tecnologicocheconsente di controllarecentinaiadi targhe diautoincontemporanea, verificarele informazioni in temporeale comese si fossein centraleoperativaeinviarele immaginidiciò chesta accadendoindiretta.Tutto questolofa un apparentementebanale tablet. Madietroc’èun sistema di intelligenzaartificiale all’avanguardia:èla piattaformatecnologica della PoliziadiStatoche sichiama “Mercurio”.Ieri inpiazza FerrettoaMestre la cerimonia dipresentazionedellanuova dotazionecon il governatore delVeneto, LucaZaia, il prefettoVittorio Zappalorto,il questoreDaniloGagliardi, il sindacodiVenezia, Luigi Brugnaro.Ilprogetto èventato realtàgrazie alcontributo economicodiRegione, Comune,Confcommercio AscomVenezia,Federazione tabaccaidiVenezia, Associazionidicategoria di ChioggiaeComuni diJesolo e

LucaZaia ieriaMestre Portogruaro.Sonostate presentatele Volanti terrestie quellalagunare,la primain assoluto,cablate con ilsistema. «Consentireagli equipaggi delle Volantididisporre diuna intelligenzaartificialeèuna rivoluzionecheper noi significa legalitàesicurezza»,haesordito Zaia.L’assessorealla sicurezza regionale,CristianoCorazzari, ha sottolineatocome i«vantaggi di questosistemasiano indiscutibili, perquestola Regionehaaderito subitodiventandosponsor principaledell’operazione». A livellonazionale le Volantidotate diquestosistema sonoriuscitea controllare10milioni emezzodi veicoli,recuperare60 milaauto rubateedelevare multeper mancanzadicopertura assicurativaper 15 milionidi euro». CRI.GIA. © RIPRODUZIONERISERVATA

SORPRESA. Ilcalcolomatematico fatto dalconsigliere Pellegriniesclude tuttii turistie i pendolari dallamattina asera

Icontatori:Veneziaha100mila abitanti Rispettoai soliti 53mila conteggiati,i datidi consumodiacqua potabile svelanoun’altra realtà Alberto Minazzi VENEZIA

Provate a chiedere a un americano quanti sono gli abitanti di Venezia... «Ammesso che ne abbia un’idea, con tutta probabilità risponderà cinquantamila», prevede Piero Pellegrini, presidente della 9a Commissione consiliare del Comune di Venezia. Un

ragionamento che coglie nel vero. Nell’immaginario comune, il polso della situazione sullo spopolamento del centro storico del capoluogo lagunare è infatti riassunto nell’immagine del cosiddetto “conta Veneziani”, cioè il display che una farmacia del centralissimo campo San Bortolomio espone da anni (e che, per la cronaca, ieri era attestato a quota 52.981). IL VERO RILEVATORE. Può

sembrare un gioco di parole, ma a restituire a Venezia quella che, partendo da dati

scientifici, dovrebbe essere la sua reale dimensione abitativa è… l’acqua. Non quella salmastra della laguna, ma quella dolce e potabile di cui Veritas gestisce la distribuzione. Perché Pellegrini ha effettuato uno studio, presentandone ieri i risultati, partendo proprio dai consumi ufficiali di acqua nella Venezia insulare. E la nuova forbice all’interno della quale si posiziona la città storica va dai 93.881 ai 101.471 abitanti, a seconda che si adotti un consumo giornaliero pro capite di 140 o 150 litri di acqua (range vali-

dato da ricerche sperimentali e altri studi condotti a livello non solo locale). Sono due le premesse di base che portano a questo sostanziale raddoppio del numero di persone che vivono a Venezia. E sia chiaro che vi rientrano solo coloro che pernottano in città, restando invece esclusi, in ogni caso, sia i circa 40 mila che vivono in centro storico solo durante il giorno, sia i turisti, compresi quelli ospiti di bed and breakfast: il loro numero, pari a una media di 7.883 persone al giorno, calcolata sui dati dell’Annuario

del turismo, è stato sottratto dal totale, anche se il loro consumo di acqua formalmente farebbe parte delle categorie di residenti. LA CITTÀ UNIVERSITARIA. La

Ilconta-residenti a Venezia

prima premessa è che vi è un’ampia categoria di cosiddetti “residenti non residenti”, quelli calcolabili proprio partendo dai dati sul consumo di acqua. Il riferimento va a studenti e professori universitari, responsabili e collaboratori legati al mondo delle fondazioni culturali, dipendenti in trasferta per motivi di lavoro, persone che, pur vivendo in città, mantengono la residenza ufficiale altrove per motivi fiscali e tutti coloro che, magari non abitando

a Venezia per 12 mesi, vi risiedono comunque per periodi prolungati. Si tratta di un numero di persone tra le 13.346 e le 20.636 unità. Per riportare Venezia a “quota 100 mila” occorre un’altra premessa: considerare l’intera città insulare come un unicum, abbinando al centro storico strettamente inteso (quello i cui iscritti all’anagrafe sono riportati dal contatore della farmacia) le isole della Laguna, dal Lido a Murano, da considerarsi “Venezia a tutti gli effetti”. «Una città – chiude Pellegrini – è un insieme di persone, servizi, avvenimenti. E Venezia, da questo punto di vista, per me rimane una delle prime città al mondo». • © RIPRODUZIONERISERVATA

VERONA E LOMBARDIA. Nel mirino dei carabinieri sei cooperative in quattro province. Il meccanismo funzionava grazie anche a 18 società fittizie

Maxiblitzcontro ilriciclaggio,10 arresti Nei guai 81 persone: flusso sospettoogni giorno di personeperritirare 3mila euroaPostee bancomat Enrico Santi VERONA

A dare nell’occhio era stato un flusso di persone che ogni giorno si recavano nell’ufficio postale di Cerea per ritirare somme fino a 3.000 euro. In realtà questi prelievi non erano tanto innocenti, dal momento che le indagini hanno smascherato un’attività di

riciclaggio e autoriciclaggio messa in atto attraverso società fittizie e false fatturazioni a favore di cooperative che in questo modo riuscivano ad abbassare i costi vincendo così la concorrenza delle aziende che agivano nella legalità. Per il «disturbo» i prelevatori venivano ricompensati con la somma di 50 euro al giorno. Le sei cooperative, attive anche ne Veronese nei settori del facchinaggio, dell’edilizia, delle pulizie e della macelleria, contano circa 1.300 dipendenti. Attorno a loro orbitavano 13 società compiacen-

ti e 18 “cartiere”, società fittizie con sede legale in container, cui facevano riferimento gli assidui prelevatori di Cerea. Gli amministratori di fatto delle cooperative, con un meccanismo di false fatturazioni operato con la complicità di società terze, ingannavano l’erario ottenendo falsi crediti d’imposta, che venivano successivamente compensati coi contributi Inps versati ai dipendenti-soci. I guadagni illeciti venivano successivamente versati sui conti correnti di società fittizie. Era il novembre 2016 e ad

accendere i riflettori sul flusso sospetto di clienti delle Poste erano stati i militari di Legnago. Da lì sono cominciate le indagini, rivelatesi piuttosto complesse, culminate il 12 marzo con l’arresto di 10 persone, tra cui 4 veronesi, ora ai domiciliari. Tranne una donna di nazionalità cinese, tutti gli altri sono italiani. Il ruolo dei veronesi era quello di prelevatori o di amministratori di fatto delle società di comodo. L’operazione “Black money“ coordinata dalla Procura di Verona e compiuta dai dai carabinieri

del “radiomobile” di Legnago, supportato da quelli di Brescia, Mantova e Bergamo, con l’impiego di un centinaio di militari, ha rilevato responsabilità penali per 81 persone. I prelevatori utilizzavano uffici postali tra Verona, Brescia e Bergamo: la metà del denaro veniva poi trasferita oltre confine, in Croazia, Ungheria, Cina e Malta. Il giro d’affari si aggira intorno ai 75 milioni di euro. La prima svolta nelle indagini era avvenuta il 21 febbraio. I Cc avevano arrestato due 60enni, un uomo di origini

Un’immaginedell’inchiesta

calabresi, pregiudicato, e un bresciano residenti a Erbusco (Bs) e Sarnico (Bg) svolto 17 perquisizioni in varie province. I due, ritenuti le «men-

ti» del meccanismo criminale, sono in carcere. In quella circostanza erano stati sequestrati 130mila euro in contanti. «Si è fatta luce», spiega il colonnello Ettore Bramato, comandante provinciale a Verona dei Cc, «su un sistema fraudolento semplice ma efficace che creava un introito che doveva essere “ripulito“ attraverso attività di riciclaggio e autoriciclaggio, sistemi oggi molto sotto osservazione per i particolari risvolti che spesso nascondono». Al momento non ci sono evidenze che riconducano alla criminalità organizzata. «Ma non escludiamo nulla, le indagini continuano», sottolinea il colonnello Bramato. • © RIPRODUZIONERISERVATA


21 Giovedì 14 Marzo 2019 www.gazzettino.it

Cultura & Spettacoli L’intervista Maria Grazia Cucinotta Battesimo teatrale per l’attrice che presenterà a Conegliano “Figlie di E.v.a”: tre donne sedotte e abbandonate dall’amante

«Amore e lavoro, bisogna cadere per rinascere» «Metter tre nomi assieme può esser devastante, se non si crea sintonia, lo so bene dall’esperienza nel cinema. Invece noi ci siamo di fatto conosciute in scena ed è nata una bella amicizia. Ci vogliamo bene e lavoriamo in grande armonia, tanto che Marco Zingaro, l’unico maschio in scena, ogni tanto ci guarda spaventato tanto siamo unite e agguerrite».

IL COLLOQUIO iglie di E.V.A.” è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi che diventano amiche nonostante tutto. E Maria Grazia Cucinotta ha scelto questa storia al femminile per il suo debutto in teatro, una nuova esperienza dopo oltre trent’anni nel cinema. Lo spettacolo – in scena martedì 19 marzo al Teatro Accademia di Conegliano (info 366.4052117 www.teatroaccademia.it) – racconta di Elvira, la segretaria: di Vicky, moglie tradita sposata per il patrimonio, e di Antonia, prof di latino in attesa del primo amore e di una cattedra. Nicola Papaleo, sindaco disonesto, le inguaia tutte. Un tema forte per la cinquantenne Cucinotta, che su un rotocalco in uscita oggi dichiara di esser più felice come donna adesso che a 30 anni «perché a 50 anni non ti fai le paranoie per una smagliatura, ti lasci andare e ti godi l’amore».

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Cucinotta, sapendo che sceglie con attenzione i ruoli da interpretare al cinema, come è arrivato questo debutto teatrale? «In realtà l’ho scelto prima di leggere la sceneggiatura. Ho

ATTRICE Maria Grazia Cucinotta

detto subito sì perché mi piaceva l’idea di lavorare con Michela Andreozzi, un’autrice fantastica, in un progetto prodotto da una donna (Marioletta Bideri). Mi divertiva l’idea di debuttare con una commedia, ma con taglio femminile. E un lavoro leggero, giocato sul conflitto tra donne, mi sembrava distante dal confronto con i miei ruolo cinematografici». Come è stata la collaborazione con la Andreozzi e con Vittoria Belvedere?

I tradimenti nella storia sono un cliché al femminile? «È vero che capita spesso: un uomo prende una sbandata per una ragazzina e molla tutto. Qui però tradisce la famiglia e il lavoro. E ci sono tre donne tradite in modi diversi, unite da un bastardo che si rivela per quello che è. Questo le fa scendere con i piedi per terra e trovano la forza per reagire». Eppure è la scelta di un uomo che porta la svolta. «Bisogna cadere per rinascere. Se non tocchi il fondo non risali. Certo, devi aver accanto persone che non mettono una lapide sul tuo baratro, ma che ti aiutano a risorgere. Questo vale in tutte le situazioni, in amore e nel lavoro». Allora l’amicizia femminile esiste? «Assolutamente! Io ho amiche storiche, poche, su cui posso

FIGLI DI EVA Il cast dello spettacolo teatrale che sarà a Conegliano

contare come sorelle. Gli uomini sono più complici, ma perché sono più essenziali delle donne che sono più complicate e spesso creano rivalità inutili». Il teatro è diventato una passione? «Io sono una passionale nella vita e non riesco a staccare, nemmeno nel mio essere un’attrice. Come interprete e come produttrice non riesco a pensa-

«SONO SEMPRE STATA PASSIONALE E NON RIESCO A STACCARE NEMMENO SUL PALCOSCENICO»

re al business, faccio le cose che mi piacciono e mi rendono felice». E così è arrivata sul palcoscenico... «Proprio una scelta di pancia! E davvero primi tempi ero distrutta e mi venivano quasi gli attacchi di panico al solo pensiero di recitare». Come una debuttante? «Sì, dopo 32 anni di cinema. Teatro e cinema sono completamente diversi. La cinematografia è più intima, tutto è minimo, è quasi un rubare il respiro. Il teatro invece è quasi estremo, la recitazione è completamente diversa e per me è stato come ricominciare, mi son messo alla prova e ho vinto una paura terribile». Paura? «Sì. Se sbagli dopo 32 anni di carriera è pesante. Agli inizi se sbagli chissenefrega, ma l’anzianità di lavoro attira le critiche più feroci proprio perché

on può contare su una Film Commission regionale solida e articolata come quella del vicino Trentino, o di Piemonte, Puglia e Toscana, ma il cinema veneto lotta e si difende con onore. Nonostante tutto. Gli esempi non mancano: autori ormai affermati come Andrea Segre e Alessandro Rossetto, registi come Marco Segato, Roberto Dordit o la new entry Antonio Padovan, rivelazione con il caso “Finchè c’è Prosecco c’è speranza”, e poi attori e attrici di peso, come Maria Paiato, Roberto Citran, Michela Cescon, Maria Roveran, Paolo Pierobon, Mirko Artuso, lo stesso scrittore Vitaliano Trevisan, “esploso” in “Primo Amore” di Garrone. Senza scordare Natalino Balasso o lo stesso Marco Paolini, che con Francesco Bonsembiante ha dato vita alla casa di produzione Jolefilm. Ma il panorama si allarga anche all’industria, abbracciando le piccole case di produzione che tentano di farsi spazio - tra le tante Videozuma di Marco Zuin,

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Zeta Group, Kublai Film, Venice film, Zalab -, le sfide nel mondo dell’animazione del trevigiano Gruppo Alcuni, i tanti, tantissimi festival (non solo la Mostra) radicati nel territorio, e l’ampia rete di esercenti e imprenditori che hanno ancora voglia, e coraggio, di investire nelle sale (come Antonio Furlan a Mestre, o il Circuito Cinema di Venezia). E poi Mestiere cinema, l’impresa veneta capace di fornire supporto e professionalità alle grandi produzioni che giravano film in laguna e dintorni (come Star Wars Ep. 1, “Quantum of solace”, “Merchant of Venice”). Il Veneto, visto da vicino, è un curioso mix di “identità e cambiamento” che lotta disperatamente per farsi largo nel panora-

IL VOLUME CURATO DAL DOCENTE GIORGIO TINAZZI ANALIZZA AUTORI, ATTORI, FESTIVAL ESERCENTI E IMPRESE

ma nazionale, come osserva il docente di Storia e critica del cinema dell’Università di Padova Giorgio Tinazzi nell’articolato saggio “Veneto 2000: il cinema, identità e globalizzazione a Nordest” a cura di Antonio Costa, Giulia Lavarone e Farah Polato (Marsilio, 12 euro). Un testo uscito poco prima della recente “rivoluzione” che ha visto il giornalista Luigi Bacialli, ex direttore del Gazzettino, diventare presidente

Nel prossimo film

James Bond userà una Aston Martin ecologica Svolta ecologista per James Bond, che nel prossimo film, che vede protagonista ancora una volta Daniel Craig, guiderà un Aston Martin 100% elettrica. Ne dà notizia la stampa britannica online, sottolineando peraltro che il prossimo film di 007, il 25/mo della serie, sembra così aver fatto la prima “concessione” ai cambiamenti climatici.

Prevede allora di continuare a teatro? «Se ci sarà un poi sarà con questo gruppo, con cui mi trovo bene». Progetti in corso? «Il 7 aprile è in uscita il film ‘Tutto liscio’ che parla della tradizione del ballo in Romagna. È però uno spunto per parlare di amicizia, famiglia, relazioni. È un film corale che affronta temi complessi con sensibilità». In televisione? «Continuo con la produzione della serie Teen, dedicata agli adolescenti. Inizieremo a girare nuovamente a settembre». Oggi Maria Grazia Cucinotta, con la scoperta del teatro, è soddisfatta? «Molto. Mi sento come una ragazzina che ha appena superato gli esami di terza media». Giambattista Marchetto © RIPRODUZIONE RISERVATA

PICCOLA PATRIA Maria Roveran e Roberta Da Soller nel film di Alessandro Rossetto, che ha da poco iniziato le riprese di “Effetto domino” tratto dal romanzo di Romolo Bugaro

Cinema, il Veneto che cambia in cerca di spazio e “identità” IL SAGGIO

sei in campo da tanto tempo»

Daniel Craig sarà al volante di un Aston Martin Rapid E da 250mila sterline, uno dei soli 150 esemplari a zero emissioni realizzati dal costruttore britannico. La decisione è stata presa su volontà del regista Cary Joji Fukunaga. Le riprese del nuovo film di James Bond, dal provvisorio titolo di lavorazione “Shatterhand”, cominceranno il prossimo

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mese dopo un lungo ritardo. La vettura«sarà al centro di un incredibile sequenza di azione del film». Dotata di ben 610 cv di potenza massima e 950 Nm di coppia motrice, Aston Martin Rapid E non ha nulla da invidiare rispetto ai modelli a benzina, assicurando accelerazioni brucianti e una velocità massima di 250 km/h.

della Veneto Film Commission. Si tratta della Fondazione, creata dalla Regione Veneto, aperta alla partecipazione di camere di commercio, imprenditori e istituzioni locali che, dice Palazzo Balbi «dovrà promuovere il patrimonio storico e paesaggistico, le risorse professionali e assicurare accoglienza e supporto alle produzioni italiane e estere». Il saggio si addentra nel complesso “sistema cinema” del Veneto che negli ultimi anni ha conosciuto importanti mutamenti. Molto è cambiato dalla Venezia “viva” e vibrante di “Pane e Tulipani” di Soldini (2000) al tremendo affresco del Veneto dell’antropologo visuale Rossetto di “Piccola patria” (2013), capace di fotografare un unico paese moltiplicato per le migliaia di capannoni, empori, incroci autostradali, e villette con montagnola e nanetti da giardino. «La desolazione del paesaggio - sostiene lo studioso Luciano Morbiato - è seguita dalla desolazione delle storie: l’ambiente violato corrisponde ai corpi violati». Chiara Pavan © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GIOVEDÌ 14 MARZO 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

polemica infuocata

Famiglia tradizionale Governo spaccato sul meeting di Verona Altolà M5S sul patrocinio e il ministro Fontana va all’attacco Il Pd contro Zaia: «Vuole i voti della destra reazionaria» VERONA. La strada l’ha indicata la destra americana, quella dei Tea Party, che non vuole l’aborto e sostiene Trump, ma nel vortice della polemica è finito il governo italiano: da una parte il ministro Lorenzo Fontana, sostenitore della famiglia tradizionale e dall’altra il sottosegretario alla presidenza del consiglio Spadafora, ieri a New York per ribadire il diritto alle unioni civili. Che il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo, fosse terreno minato, Fontana lo sapeva fin da quando ha coltivato questo progetto diventato una sfida che sta spaccando il governo. Il logo di Palazzo Chigi e quello della Regione Veneto hanno causato più di un mal di pancia nelle fila dell'altra parte della maggioranza, quella del M5s: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vin-

cenzo Spadafora ha detto senza mezzi termini, in un’intervista a Repubblica, di aver inviato «una nota ufficiale per far presente che non esistono i presupposti per il patrocinio e chiede il ritiro». Ma basta andare sul sito dell’evento per accorgersi che il logo è ancora lì. Da New York il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana fa trapelare che è «spiacevole» essere presente all'evento Onu per parlare sul tema della conciliazione dei tempi famiglia-lavoro e ritrovarsi invischiato nella polemica. Le opposizioni regionali, con Pd, Leu e + Europa di Emma Bonino hanno chiesto al governatore Luca Zaia di ritirare il patrocinio, perché «non è accettabile che il nome e il simbolo della Regione Veneto siano accostati a messaggi contro l'autodeterminazione delle donne e contro le persone Lgb-

Il ministro Lorenzo Fontana

tq. Il modello di famiglia che hanno in mente la Lega e il ministro Fontana è reazionario, misogino e intollerante». A loro risponde Zaia, che non retrocede sul patrocinio regionale: chi ha intenzione di fare del Congresso mondiale delle Famiglie «un simposio dell'omofobia avrà la mia totale condanna. Al momento non abbiamo carte che vanno in questa direzione». Graziano Azzalin e Andrea Zanoni, consiglieri regionali del Pd, rincarano la dose, e sula stessa posizione si schiera la lista + Europa con Annamaria Zanetti. «Fin dove è disposta a spingersi la Regione pur di accaparrarsi i voti della destra più reazionaria? Il patrocinio al World Congress of families è inaccettabile, Zaia lo ritiri. È un evento discriminatorio e il Wcf è stato segnalato da organizzazioni per i diritti civili come hate group (gruppo d’odio). Tra i loro obiettivi non c’è solo la difesa della famiglia naturale, ma anche la promozione di una concezione delle relazioni familiari basata sulla subordinazione della donna all’uomo e su una decisa compressione dell’autodeterminazione femminile. Si torna indietro di un secolo e le posizioni in tema di omosessualità di molti relatori sono inconciliabili con l’articolo 3 della nostra Costituzione e il 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue che vietano la discriminazione sulla base delle condizioni personali e sociali e in ragione dell’orientamento sessuale e del genere». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

per far fronte alle domande

La Cgil: «Quota 100, l’Inps vuole far lavorare di sabato e domenica» VENEZIA. «Per far fronte alle domande di Quota 100 e reddito di cittadinanza, l’Inps veneto vuol fare lavorare i dipendenti di sabato e domenica». A rilevarlo è Assunta Motta, segretaria della Fp Cgil Veneto. «Siamo al caos, l’istituto non ha personale sufficiente, negli ultimi 4 anni sono usciti dagli uffici veneti 350 lavoratori ed oggi l’organico totale è di 1. 462 persone. Altri ne usciranno con quota 100 ma i concorsi ne immetteranno in misura non sufficiente e non prima di fine anno». E ancora. «La prossima scadenza che l’Istituto è chiamato a fronteggiare a brevissimo è la liquidazione della quota 100. Le scelte politiche del governo del momento, ancora una volta, aumentano il carico di lavoro del personale di Inps che versa in una situazione di grave carenza di organico e che a malapena riesce a garantire il quotidiano. In Veneto la situazione è da tempo particolarmente drammatica in quanto negli ultimo 4 anni l’organico del personale si è ridotto di oltre 350 unità e le recenti assunzioni non hanno minimamente soddisfatto le esigenze che erano

state rappresentate». Aggiunge: «Le prossime assunzioni sono previste per fine anno e quindi oltre l’attuale esigenza e non saranno sufficienti a ripianare le carenze. In questi ultimi giorni l’Istituto sta chiedendo ai lavoratori di rendersi disponibili per aperture straordinarie di sabato e di domenica per soddisfare le necessità legate a Quota 100. Non ci si rende conto che questa modalità rischia di aumentare ulteriormente il carico di lavoro degli uffici e crea una evidente disparità di trattamento fra i cittadini in quanto se si da priorità alle pensioni legate a quota 100, si finisce di mettere in coda tutto il resto che continuerà ad attendere la liquidazione della propria posizione pensionistica». Infine: «Non riteniamo che le eventuali ulteriori aperture in giornate di regolare chiusura possano risolvere i problemi che ricadono ancora una volta sulle spalle sempre degli stessi lavoratori. Per poter lavorare in modo da soddisfare le esigenze è necessario commisurare l’organico delle sedi, attraverso un piano serio di assunzioni». M. A.


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GIOVEDÌ 14 MARZO 2019 CORRIERE DELLE ALPI

REGIONE

La lotta alle mafie

’Ndrangheta, fatture false e riciclaggio altre aziende nel mirino della procura Ieri Lovo in silenzio davanti al giudice, arrestato mentre stava per partire per Londra. Tra i beni sequestrati auto e terreni

Rubina Bon Carlo Mion VENEZIA. Una montagna di

documenti che aprirà nuove piste investigative. E poi l’indagine che continua su altre aziende e non si è certo fermata con l’operazione di martedì. Le 33 misure cautelari eseguite due giorni fa sono uno step fondamentale dell’indagine che ha smantellato la prima cosca veneta della ’ndrangheta. Inevitabile che altre aziende siano finite nel mirino degli investigatori dei carabinieri di Padova e della Guardia di Finanza di Venezia, coordinati dal sostituto procuratore Paola Tonini. Infatti già il materiale raccolto dagli investigatori per incastrare gli appartenenti alla cosca aveva aperto nuovi filoni. Anche perché i fratelli Sergio e Michele Bolognino, capiclan indiscussi, hanno avuto contatti con diversi imprenditori che non sono finiti in questa fase dell’inchiesta. Da capire se anche queste società sono entrate nell’orbita della ’ndrangheta. Se altre società erano diventate delle cartiere per la produzione di fatture false, lo si scoprirà sicuramente dal materiale sequestrato martedì durante le perquisizione seguite all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelari. Documenti cartacei ma anche molti supporti informatici trovati nelle abitazioni degli indagati. Il lavoro per la Guardia di Finanza non sarà poca cosa. Un discorso a parte lo meritano i beni sequestrati per un valore di 20 milioni di euro. Si tratta dell’equivalente del profitto derivati dall’attività di riciclaggio e dei reati fiscali collegati. Si tratta di terreni, abitazioni singole e appartamen-

ti, conti correnti e autovetture di lusso. Su tutto questo c’è la proposta di confisca. Ieri in tanto i finanzieri si sono presentati alla Bcc di via Mestrina dove ci sarebbero alcuni conti riconducibile alle società di Federico Semenzato, l’amministratore di Segeco e Segea finito in carcere per associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali. LOVO IN SILENZIO

Ieri sono iniziati gli interrogatori di garanzia che, almeno per quanto riguarda i 13 indagati finiti in carcere, saranno tutti per rogatoria. Agli arre-

Trovati documenti che aprono nuove strade investigative per i reati fiscali stati è contestata l’aggravante mafiosa che prevede la detenzione in regime di alta sicurezza. Il primo a comparire davanti ad un gip (in questo caso di Civitavecchia) è stato l’imprenditore Leonardo Lovo, 48 anni, originario di Camposampiero, formalmente residente nel Veneziano a Campagna Lupia, di fatto da un paio d’anni trasferito a Biancade, nel Trevigiano. Difeso dall’avvocato Fabio Crea, Lovo ha scelto in questa fase di avvalersi della facoltà di non rispondere. Per l’imprenditore le manette sono scattate non martedì all’alba, come per il resto dei destinatari di misura, ma nella mattinata di lunedì. Era in partenza per Londra, dove lavora, e aveva già i bagagli pronti. Le forze dell’ordine lo hanno fermato prima che volasse nel Regno Unito, evitando così procedure burocratiche per l’arresto europeo. —

CROMASIA

GLI ARRESTATI IN CARCERE Adriano Biasion Gaetano Blasco Francesco Bolognino Michele Bolognino Sergio Bolognino Agostino Donato Clausi Gianni Vito Floro Leonardo Lovo Giuseppe Richichi Francesco Scida Pasquale Scida Federico Semenzato Mario Vulcano

AI DOMICILIARI Antonio Brugnano Marco Carretti Angelino Crispino Tobia De Antoni Giuseppe De Luca Rocco Devona Salvatore Innocenti Sergio Lonetti Genesio Antonio Mangone Vincenzo Marchio Antonio Mazzei Mario Megna Domenico Nardella, Domenico Pace detto Mimi

Il prefetto: «Diffusa la cultura dei soldi facili a tutti i costi»

VENEZIA. «Il tessuto sociale ed economico del Veneto è sano al 90 per cento. Credo che il caso del sindaco arrestato a Caorle sia un fatto sporadico. Non credo che ci siano altre situazioni dove

43 anni, Reggio Emilia 36 anni, Correggio 52 anni, Rosà 41 anni, Fossalta di Portogruaro 55 anni, Reggio Emilia 35 anni, Crotone 42 anni, Reggio Emilia 39 anni, Melissa 54 anni, Finale Emilia 52 anni, Reggio Emilia 36 anni, Reggio Emilia 45 anni, Crotone 59 anni, Carminagno di Brenta 42 anni, Crotone

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

le reaZioni

Zappalorto ieri era a Mestre insieme a Zaia. Il governatore: «Dobbiamo creare gli anticorpi per far crescere la cultura della legalità»

54 anni, Corte di Piove di Sacco 56 anni, già detenuto a Tolmezzo 49 anni, Tezze sul Brenta 51 anni, già detenuto a L'Aquila 50 anni, già detenuto a Nuoro 47 anni, già detenuto a Saluzzo detto Giuseppe, già detenuto a Bologna 46 anni, Campagna Lupia, dom. Roncade detto Andrea, 39 anni, già detenuto a Bologna 55 anni, Reggio Emilia 37 anni, Crotone 51 anni, Mestre 40 anni, già detenuto a Genova

la politica viene coinvolta in questa maniera», ha detto il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto su quanto sta emergendo dalle indagini che riguardano camorra e ’ndrangheta nel Veneziano, «di sicuro la situazione che emerge è dovuta al fatto che è venuta a mancare la cultura della legalità a scapito del profitto a tutti i costi anche nel nostro Veneto. Per questo», ha concluso

Zappalorto, «dobbiamo lavorare maggiormente per educare alla legalità soprattutto le nuove generazioni. Solo così possiamo avere gli anticorpi necessari, ma ripeto il nostro tessuto sociale è sano». È ritornato sulle inchieste antimafia anche il presidente della Regione Luca Zaia. «Dobbiamo creare gli anticorpi per consentire di far cresce la cultura della legalità che

consente di denunciare quando ci sono dei problemi. Comunque in Veneto ci sono gli anticorpi e io a nome dei veneti onesti ringrazio la Procura di Venezia e il procuratore Bruno Cherchi per queste operazioni. Anche perché la foresta che cresce è quella dei veneti onesti. Una foresta che ha poca voce e non fa rumore, ma che vuole legalità. In questi anni non siamo stati disattenti è che una volta c’era qualcuno che mandava questa gente a soggiornare qui da noi. È in quel momento che inizia la contaminazione. Ma questi sono delinquenti che vanno combattuti senza se e senza ma». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

l’appello di confartigianato e cna

«Serve un’alleanza per la legalità Aiutiamo le aziende a denunciare» «Dobbiamo imparare a fare squadra, così si sconfiggeranno le mafie. Serve un’alleanza per la legalità anche tra le associazioni che rappresentano le imprese, altrimenti da soli, chiusi nei nostri steccati, rischiamo di perdere questa guerra». A proporre un’alleanza generale contro le mafie dopo l’ennesimo blitz contro le infiltrazioni della’ndrangheta nel nostro territorio sono il presidente della Confartigianato Metropolitana Cit-

tà di Venezia Salvatore Mazzocca e della Cna Metropolitana Giancarlo Burigatto. «Scendiamo in campo, al fianco dei nostri imprenditori, invitandoli a denunciare, raccontare e segnalare ogni cosa anomala, perché sono loro ad essere in prima linea e loro per primi sono nella lista dei soggetti che le mafie vogliono aggredire, e finché si sentiranno soli saranno ancora più deboli», dicono i due rappresentanti delle associazioni.


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Primo Piano

Giovedì 14 Marzo 2019 www.gazzettino.it

L’intervista Vittorio Zappalorto

I numeri

13 Gli arrestati nell’operazione “Camaleonte”

14 Le persone per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari

6 Colpiti dall’obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria

6 Imprenditori con divieto di esercitare attività d’impresa per 12 mesi

20 Milioni di euro sequestrati a persone e aziende

300% Il tasso (d’usura) annuo praticato per i prestiti agli imprenditori

Il prefetto agli imprenditori: «Prima la legalità, poi i soldi» Venezia, richiamo del rappresentante `«Ingenuità e superficialità hanno portato del governo: «Cultura della legalità» a sottovalutare le mafie, ma tessuto sano» `

uello che serve è una cultura della legalità che prenda il sopravvento sulla voglia di fare soldi». Non ci gira intorno, il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto. Il giorno dopo gli arresti dell’operazione “Camaleonte”, terzo capitolo giudiziario della procura lagunare, dall’inizio dell’anno, nella lotta alla criminalità organizzata in Veneto, il rappresentante del Governo del capoluogo regionale rivolge un appello alle fondamenta del “ricco Nordest”. Un monito che mira a tarare i comandamenti di una cultura che arriva, molto spesso, a fondere vita e lavoro: schei sì, ma non a tutti i costi. «Tante volte questa smania di emergere, di dominare economicamente gli altri, può spingere a muovere dei passi verso direzioni pericolose, per questo non bisogna perdere di vista ciò che è veramente fondamentale: la cultura della legalità deve essere il nostro sistema immunitario». Ci sono voluti trent’anni, però, per rendersi conto che il Veneto poteva avere l’humus ideale per far crescere sedi criminali staccate di Casal di Principe o di Cutro. «Forse si sarebbe potuto fare qualcosa in più in passato, in Veneto c’è tanta ingenuità nella popolazione, probabilmente anche un po’ di superficialità. Abbiamo sottovalutato queste persone e certi affari. L’importante, però, è che adesso ci siamo arrivati. Ora abbiamo la certezza che le cosche calabresi, campane o siciliane hanno un interesse per il nostro territorio e sono riuscite a penetrarlo». Il governatore Zaia ci tiene a sottolineare di essere dispiaciuto per il fatto che «oggi si descriva la nostra comunità come una comunità marcia,

«Q

quando c’è una foresta di veneti onesti che sta crescendo». Si corre il rischio di incorrere in generalizzazioni ingenerose? «Sono convinto che il tessuto economico del Veneto sia sano, la nostra imprenditoria e la nostra società sono sane. Certo, è innegabile che dove ci sono i soldi la criminalità prima o poi arriva, ma non dobbiamo farci confondere, non dobbiamo farci soggiogare dall’idea che il territorio sia malato. I controlli non mancano, il 99 per cento sono imprenditori seri e onesti». Il gip nella sua ordinanza sembra aprire il campo a un eventuale giro di tangenti, soprattutto considerando che al-

cune aziende lavoravano con società statali. Ci saranno altri sviluppi? «Io penso di sì è inevitabile, siamo all’inizio di un filone appena partito, le indagini riveleranno altre sorprese». Parlando del caso di Eraclea

PREFETTO Vittorio Zappalorto

Camorra, resta in carcere anche il figlio di Donadio `Confermata un’altra

dozzina di misure cautelari dell’inchiesta RIESAME VENEZIA Un’altra dozzina di misure cautelari confermate. Ieri il Tribunale del riesame di Venezia ha concluso di esaminare i ricorsi presentati dagli indagati nella maxi-inchiesta sulla Camorra nel Veneto Orientale. Tutti respinti. Un’altra conferma all’impianto accusatorio di questa inchiesta che sta mettendo a nudo un pezzo di Camorra cresciuto nel corso degli anni tra Eraclea e dintorni. Tra gli altri, resta in carcere Adriano Donadio, il figlio trentenne di Luciano, ritenuto il boss del sodalizio criminale. La difesa ha cercato di ridimensionarne il ruolo a “mero interposto” nelle varie società, dove a decidere era sempre il padre. Ma i giudici non hanno accolto questa tesi. Nell’ordinanza del gip, Adriano è descritto

come un partecipante «a pieno titolo dell’associazione», di cui «condivideva programmi e fini», prendendo «parte a svariate azioni delittuose». Un uomo in grado di «atti di violenza, espressivi intenzionalmente, per le loro modalità, della capacità intimidatoria del sodalizio mafioso». Ricorso respinto anche per Denis Poles, il 35enne direttore di banca accusato di aver consentito ai maggiorenti dell’associazione mafiosa di operare sui conti delle varie società, senza segnalare le operazioni sospette. Davanti al gip, Poles si era difeso sostenendo di aver fatto solo ciò che già facevano i suo colleghi. La difesa ha già annunciato che ricorrerà in Cassazione. Tra i ricorsi respinti anche quello di Antonio Pacifico, 52 anni, di Napoli, ma con residenza ad Eraclea, finito in carcere con una sfilza di accuse: armi, usura, estorsioni, bancarotta, droga, oltre a quella di essere tra i promotori dell’associazione. Episodi lontani nel tempo, per cui non vi sarebbe esigenze cautelari, secondo la difesa, ma i giudici hanno ritenuto diversamente.

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«LA SMANIA DI EMERGERE ECONOMICAMENTE PUÒ SPINGERE A MUOVERE DEI PASSI VERSO DIREZIONI PERICOLOSE»

e del dimissionario sindaco Mirco Mestre, accusato di voto di scambio con i casalesi, è già stato deciso chi sarà il commissario? «È ancora presto, hanno tempo fino al 21 marzo per sciogliere il consiglio. Il nome lo decideremo solo qualche giorno prima». La camorra dei casalesi ha cercato di allungare i suoi tentacoli principalmente nel tessuto politico, la ‘ndrangheta calabrese invece ha puntato più su quello economico. Può essere questa la distinzione tra le ultime due grandi inchieste che hanno stravolto il Veneto? «Non sarei così drastico sull’infiltrazione nella politica. Ci sono delle indagini che devono compiersi, che devono arrivare a delle conclusioni. Credo che Eraclea sia stato un caso isolato. Nell’economia invece sì, è innegabile, la dimostrazione l’abbiamo avuta. Per questo, ribadisco, la cultura della legalità è preziosa e fondamentale, dobbiamo andare nelle scuole a inculcarla ai bambini, diffonderla in tutti gli strati sociali, in ogni modo. È il nostro unico antidoto al malaffare». Davide Tamiello © RIPRODUZIONE RISERVATA


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GIOVEDÌ 14 MARZO 2019 IL MATTINO

PADOVA

PadovaVia N. Tommaseo, 65/b Centralino049/80.83.411 Fax 049/80.70.067 Abbonamenti 800.860.356 Pubblicità 049/82.85.611

Il futuro della sanità

Ospedale, doppio polo con 1.700 posti C’è la conferma anche del S. Antonio All’Euganea assegnate 1.787 degenze. L’assessore Lanzarin: «La struttura di via Facciolati rimane con le sue eccellenze» Elena Livieri Le schede ospedaliere adottate ieri dalla Giunta regionale mettono le basi di quella che sarà l’ossatura della sanità padovana del futuro. Di quando nella più ottimistica delle ipotesi, fra otto/dieci anni - sarà pronto il nuovo Polo della salute nelle due sedi del Giustinianeo e di Padova Est. Numeri e contenuti delle due anime della sanità padovana, in via Giustiniani quella più votata alle attività ospedaliere per il territorio e a San Lazzaro la specializzazione delle cliniche universitarie, sono già tutte previste nelle schede. E non è escluso un nuovo destino per il Sant’Antonio, anche se è scongiurato il rischio, paventato nei giorni scorsi da più parti, che l’ospedale di via Facciolati “chiuda”. Resta la struttura e restano anche i contenuti, anche se la gestione potrebbe passare all’Azienda ospedaliera anziché all’Usl.

AZIENDA OSPEDALE-UNIVERSITÀ DI PADOVA

AZIENDA ULSS 6 EUGANEA APICALITÀ PREVISTE DALLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

STRUTTURE OSPEDALIERE ACUTI A-Area medica B-area chirurgica C-Area Materno-infantile D-Area Terapia Intensiva F-Area Servizi di diagnosi e Cura RIABILITAZIONE E-Area Riabilitativa STRUTTURE INTERMEDIE Ospedale di Comunità Hospice Unità Riabilitativa Territoriale

POSTI LETTO PREVISTI DALLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

68 64 20 17 7 4 16 4 4 ---------

1.787 1.360 664 480 156 60 --427 427 294 183 46 65

APICALITÀ PREVISTE DALLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

STRUTTURE OSPEDALIERE ACUTI A-Area medica B-area chirurgica C-Area Materno-infantile D-Area Terapia Intensiva F-Area Servizi di diagnosi e Cura RIABILITAZIONE E-Area Riabilitativa STRUTTURE INTERMEDIE Ospedale di Comunità

POSTI LETTO PREVISTI DALLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

88 87 24 20 15 5 23 1 1 -----

1.682 1.632 635 542 343 112 --50 50 50 50

I NUMERI DELL’USL 6

Le nuove schede assegnano all’Usl 6 Euganea 1.787 posti letto di cui 1.360 per acuti con 64 apicalità, 427 per la riabilitazione con 4 apicalità e 294 per strutture intermedie, di cui 183 in ospedale di comunità, 46 in hospice e 65 in unità riabilitativa territoriale. Nel dettaglio, sono destinati 664 posti letto all’area medica, 480 a quella chirurgica, 156 a quella materno-infantile e 60 di terapia intensiva. I NUMERI DELL’AZIENDA

Sono 1.682 i posti letto per l’A-

zienda ospedaliera universitaria: previsione che tiene già conto delle due sedi del Giustinianeo e di Padova Est. Per acuti sono destinati 1.632 posti letto, 50 per la riabilitazione in ospedale di comunità. Le apicalità complessive sono 88. All’area medica sono destinati 635 posti letto, 542 sono per l’area chirurgica, 343 per quella materno-infantile e 112 per la terapia intensiva. «Le schede» conferma l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, «guardano

Cresce anche lo Iov e vengono potenziate le breast unit per la lotta al cancro al seno in concreto alla prospettiva della nascita del nuovo ospedale di Padova, con valenza almeno nazionale e con l’integrazione con l’Università, e al quale diamo già ora i contenuti. In attesa che questa grande operazione vada in porto, anche con

la rete in provincia

«Valorizzate tutte le cliniche seguendo la specializzazione» Il presidente della Commissione Sanità Fabrizio Boron auspica un confronto costruttivo con i colleghi consiglieri: «L’iter può chiudersi entro aprile»

La nota della Giunta regionale che accompagna le nuove schede ospedaliere regala un assaggio anche dei contenuti fissati per gli ospedali della rete provinciale. All’ospedale di Cittadella, per esempio, sono

previste attività di emodinamica h24, unità ictus di primo livello e attività di procreazione medicalmente assistita. Confermato a Camposampiero il centro traumatologico ortopedico con la previsione del centro per il trattamento dei traumi del bacino. Previsto inoltre un primariato di chirurgia maxillofacciale e di chirurgia vascolare. E sempre Camposampiero è struttura di riferimento per la fase acu-

ta di neuroriabilitazione e gravi cerebrolesioni acquisite. Schiavonia è centro traumi di zona, con emodinamica h24 e unità di trattamento di farmaci antitumorali. Per l’ospedale di Piove di Sacco è prevista la richiesta di deroga per il punto nascite (la legge nazionale prevede la chiusura di quelli sotto i 500 parti), ad oggi “sospeso” per carenza di medici ginecologi. E sempre Piove svolgerà attività in di-

la riorganizzazione del Giustinianeo» garantisce l’assessore, «i padovani non avranno alcuna contrazione dei servizi perché il Sant’Antonio continuerà a essere l’ospedale cittadino con tutte le sue caratteristiche di eccellenza e tutte le prestazioni». LA VISIONE

Nel disegno della Giunta regionale per l’Azienda ospedaliera universitaria, le schede prevedono nel nuovo polo a Padova Est i primariati a prevalente di-

partimento con ospedale “spoke” di riferimento e attività riabilitativa per il pavimento pelvico. «Ritengo che le schede valorizzino ciascun ospedale in un’ottica di specializzazione. Non possono più esserci» ammonisce il presidente della V Commissione Sanità Fabrizio Boron, «tutti gli ospedali che fanno tutto. Quello che è fondamentale è garantire una rete efficiente di assistenza su tutto il territorio, dando una connotazione a ciascun ospedale delle rete provinciale. Tutti vengono valorizzati, compreso Piove di Sacco sul quale sono state sventolati tanti timori inutili». Boron puntualizza anche la visione su Padova città: «Le schede sono uno strumento di program-

rezione universitaria, con attività trapiantologiche, alta intensità di cura e centri di riferimento di alta specializzazione, con accettazione e pronto soccorso di secondo livello (pazienti provenienti da altri ospedali). Il Giustinianeo vedrà rinforzata l’area materno-infantile, avrà un centro traumi specializzato anche in traumi pediatrici, trasporto neonatale, centro malattie rare, centro del bambino maltrattato, aree intensive con attività ospedaliere per il territorio cittadino

mazione» premette, «che si attua passo dopo passo. È fondamentale aver già previsto le due sedi del nuovo Polo nel Giustinianeo e a Padova Est perché così ogni passo sarà fatto seguendo questa previsione e non ci troveremo fra otto anni, quando sarà pronto il nuovo ospedale, a dover

Sarà chiesta la deroga per mantenere il punto nascite a Piove di Sacco riorganizzare dall’inizio la macchina. Siamo di fronte alla più grande operazione di riorganizzazione della sanità, che proietta Padova e il Ve-

di riferimento. I NUMERI DELLO IOV

Per l’Istituto oncologico veneto le schede prevedono 310 posti letto di cui 296 per acuti, 14 in riabilitazione e 12 in hospice. Sono 27 le apicalità. Nel dettaglio, 134 posti letto per l’area medica, 152 per la chirurgica e 10 di terapia intensiva. «Si potenziano le breast unit per la lotta al cancro al seno» sottolinea Lanzarin, «e l’oncologia in generale con il potenziamento dello Iov». —

neto nel futuro. In questa ottica» insiste Boron, «un percorso di razionalizzazione non può essere escluso. Credo si possa concordare che due pronto soccorso a distanza di mezzo chilometro l’uno dall’altro forse non sono il miglior modo per ottimizzare servizi e risorse». Sui tempi di approvazioni in Commissione Boron azzarda: «Procederemo alla calendarizzazione e poi partiremo con le audizioni e la discussione. Auspico, e sono certo non mancherà, un confronto costruttivo con i colleghi: le schede possono cambiare, l’importante è avere come obiettivo il bene comune e non interessi localistici. Spero si possa chiudere entro aprile»— E.L.


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Mestre

Giovedì 14 Marzo 2019 www.gazzettino.it

Polizia, grande fratello in auto In piazza Ferretto la nuova tecnologia a bordo ` Telecamere collegate a un tablet consentono delle Volanti per la videosorveglianza mobile di controllare traffico e targhe: dati in tempo reale `

SICUREZZA MESTRE La tecnologia applicata

alla sicurezza. Grazie al nuovo sistema “Mercurio”, ora, i poliziotti potranno controllare le auto senza neanche smontare dalla volante e senza bisogno di comunicare con la centrale operativa. Contemporaneamente, metteranno a disposizione della città un sistema di videosorveglianza mobile, di geolocalizzazione costante e di lettura automatica delle targhe. Il nuovo sistema è stato presentato ieri mattina in piazza Ferretto dal questore Danilo Gagliardi, all’ultima sua uscita pubblica prima del trasferimento in Friuli dopo la promozione a prefetto, sotto gli occhi dei rappresentanti degli sponsor del progetto: il presidente della Regione Luca Zaia, il prefetto Vittorio Zappalorto, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il presidente del porto Pino Musolino, Carlo Zanin, delegato dal presidente della Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, il presidente della Confcommercio di Venezia Roberto Magliocco e la presidente della Federazione Italiana tabaccai di Venezia Maria Bonaldo.

TECONOLOGIA Il sistema “Mercurio” è la piattaforma della polizia installata nelle volanti. Un tablet con schermo multi-touch da 10 pollici estraibile che può essere utilizzato all’esterno dell’auto e un sistema di telecamere dotate di zoom ottico 36x, di cui una collocata sulla plancia della volante. Il sistema consente la geolocalizzazione ininterrotta delle volanti tramite l’invio delle coordinate cartografiche al software di gestione Geomanager, installato in centrale operativa, che è quindi informata in tempo reale sulla posizione degli equipaggi e può supportarli in maniera più rapida ed efficace in situazioni di emergenza. “Mercurio” grazie alle videocamere di bordo riesce a controllare automaticamente

IL QUESTORE GAGLIARDI: «QUESTO SISTEMA E’ IL FRUTTO DELLA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI»

ogni veicolo, in sosta o in transito. Le telecamere, inoltre, consentono la lettura automatica delle targhe, che acquisite dal sistema, vengono elaborate e comparate con quelle presenti negli archivi di polizia. Nel caso in cui un’auto risulti rubata o sprovvista di assicurazione o certificato di revisione, un segnale sonoro avvisa i poliziotti della volante che ha rilevato la targa e contemporaneamente la centrale operativa. In caso di inseguimenti o in altre situazioni di emergenza o di soccorso pubblico, le telecamere consentono l’invio di filmati live alla sala operativa. Gli operatori delle volanti potranno interrogare direttamente gli archivi di polizia evitando il passaggio alla centrale che in precedenza veniva interpellata via radio dall’operatore su strada. A breve, il sistema sarà integrato anche con la funzione ace scanner che consentirà l’identificazione delle persone sospette mediante una telecamera e la rilevazione delle impronte digitali, direttamente sul posto, senza la necessità di trasferirsi in questura. Il sistema è stato installato su due volanti terrestri e anche su una lagunare, ma il progetto è di allargare “Mercurio” a 21 auto e 5 barche nei prossimi tre mesi.

I RISULTATI A spiegare gli effetti di Mercurio, ci ha pensato il direttore del Servizio controllo del territorio Maurizio Vallone: «Mercurio, utilizzato finora nel Mezzogiorno, ha dato risultati straordinari. Prima la polizia controllava meno di un milione di auto all’anno, adesso invece si è passati a dieci milioni. Sono raddoppiati anche i controlli a persone, da 700 a 1.400. Abbiamo trovato 60mila auto rubate per un valore di trecento milioni. Se pensiamo che il Sistema è costato 5 milioni, possiamo dire di avere un bilancio da oscar. In due anni sono state individuate inoltre 18mila auto senza assicurazione per totale di 15 milioni di euro di multe. Ogni poliziotto, inoltre, tramite un’app potrà collegarsi con sala operativa come fosse una volante». Soddisfatto Gagliardi per questo ultimo atto a capo della questura. «Abbiamo portato Mercurio a Venezia con una sola telefonata, fondamentale la collaborazione tra istituzioni». Davide Tamiello © RIPRODUZIONE RISERVATA

SICUREZZA TUNISINO RIMPATRIATO Un tunisino di 46 anni, Zouhaier Mefteh, scarcerato lunedì per fine pena anticipata, è stato rimpatriato ieri nel suo Paese d’origine dove dovrà scontare 17 anni di carcere. L’uomo, irregolare in Italia, era arrivato con un permesso di soggiorno in quanto coniugato con una donna italiana. A suo carico una serie di precedenti con due condanne nen 1998 e nel 2008 per delitti contro la fede pubblica, una risalente al 2013 per traffico illecito di stupefacenti e una del 2017 per rapina aggravata in concorso con altre persone in una sala giochi di Spinea. Ieri l’uomo è stato riportato in Tunisia, dove è stato preso in consegna dalle autorità locali per la carcerazione.

VIABILITÀ CARREGGIATA CHIUSA LUNGO IL PASSANTE SICUREZZA La presentazione delle Volanti della polizia attrezzate con tablet e telecamere del “Sistema Mercurio”, ieri mattina in piazza Ferretto

Carreggiata Est del Passante di Mestre chiusa da domani sera all’alba di lunedì per lavori di manutenzione: il traffico verso Trieste sarà deviato sulla Tangenziale di Mestre. Il traffico della A4 in direzione Trieste sarà reindirizzato in Tangenziale in direzione Venezia, con deviazione all’altezza di Dolo. Sarà comunque possibile per chi proviene dall’Autostrada A27 immettersi nella carreggiata direzione Trieste del Passante. Traffico e immissione dai caselli regolari invece in carreggiata Ovest del Passante (direzione Padova e Milano).

LAURENTIANUM MORAGLIA E GENNADIOS PER CHIARA LUBICH

Ieri l’ultimo saluto al sub Carlo Basso «Padre, amico e fratello generoso» LUTTO MESTRE Ieri la chiesa stracol-

ma di San Lorenzo Giustiniani alla Cipressina ha ospitato il funerale di Carlo Basso, il 44enne sub morto un mese fa nella Repubblica dominicana mentre si immergeva in una zona vietata della laguna di Dudù. La salma, recuperata dopo tre settimane sott’acqua, era già stata cremata all’estero, per cui all’altare è stata portata l’urna con le ceneri: su di essa sono stati riposti la torcia e il computer che Basso usava al momento dell’incidente. A celebrare la messa è stato il fratello, don Giacomo, parroco della missione diocesana di Ol Moran in Kenya, presenti una quarantina

di sacerdoti. In chiesa, a stringersi attorno ai genitori Piero e Giuliana e alle due sorelle, tantissimi amici anche d’infanzia e provenienti dalla Liguria dove Basso si era trasferito da qualche anno. Toccante il messaggio della famiglia: «Ci hai lasciati improvvisamente, quando tutti ti sapevamo a divertirti, finalmente, facendo quello che più ti piaceva. Ci hai lasciati così, proprio sul più

SCOMPARSO DURANTE UN’IMMERSIONE NELLA REPUBBLICA DOMINICANA Carlo Basso aveva 44 anni

bello, proprio quando la vita stava regalando anche a te la gioia e grandi progetti, dopo averti proposto tante difficoltà e tanti momenti pesanti. Ci hai lasciati tutti confusi, increduli e disorientati, perché da un giorno all’altro i tuoi occhi profondi, le tue risate, il tuo mare blu, la tua presenza allegra e chiassosa non ci sono più». E poi: «Ma è tanto quello che resta di te, qui con noi: due ragazzi meravigliosi che hanno avuto un padre meraviglioso; l’esempio di un uomo coraggioso e tenace, di un amico generoso, di un fratello capace di ascoltare, di dare e ricevere consiglio; una persona che ha saputo amare i genitori, i fratelli, i suoi figli e i suoi amici…». A.Spe.

A “Chiara Lubich: donna del dialogo ecumenico” è dedicato l’incontro in programma oggi, giovedì 14 marzo, alle 18 nell’aula magna del Laurentianum di Piazza Ferretto. L’iniziativa è promossa dal Movimento dei Focolari, dalla Fondazione del Duomo di Mestre e dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della Cultura. Interverranno l’arcivescovo ortodosso Gennadios Zervós, metropolita dell’arcidiocesi di Italia e Malta e il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia.

UNIVERSITÀ ACQUA A VENEZIA SEMINARIO AL CAMPUS Con il workshop “Water in Venice / Acqua a Venezia” l’Università Ca’ Foscari invita i leader mondiali della ricerca sull’acqua per provare a raccontare lo stato dell’arte e presentare gli interrogativi

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Lavori per la pista, Miranese a senso alternato CHIRIGNAGO MESTRE Lavoreranno evitando ac-

curatamente le fasce orarie di maggior traffico e, se sarà necessario, soprattutto di notte. Ma, per circa un mese, su quel punto di via Miranese le corsie verranno ristrette e, in alcuni momenti, verrà istituito il senso unico alternato. Inizieranno infatti da lunedì prossimo, 18 marzo (per terminare entro il 17 aprile), i lavori necessari a sistemare l’innesto della nuova pista ciclabile realizzata sul sedime dell’ex ferrovia della Valsugana, a Chirignago. Perché, per evitare incidenti, è necessario mettere in sicurezza il nuovo incrocio soprattutto per i ciclisti che arrivano o si immettono dalla corsia della Miranese che va ver-

so Mestre. In questo punto della Miranese, in un tratto già particolarmente sotto pressione per il traffico sostenuto, la presenza del passaggio pedonale di fronte al supermercato Cadoro e il semaforo all’incrocio con via Calabria, verrà costruita una “piattaforma” che coprirà l’intera carreggiata stradale. In pratica, per rendere più evidente l’innesto con la pista ciclabile (e quindi la presenza di biciclette che, da un percorso protetto, finiranno sulla Miranese), verrà costruito un attraversamento ciclopedonale rialzato che sarà anche illuminato. Un intervento necessario e urgente, tra l’altro, visto il clamoroso successo della nuova pista, già frequentatissima pur essendo aperta solo in via “provvisoria”. Nelle prossime settimane arriveranno infatti anche

RISCHIO DISAGI PER UN MESE ALL’INNESTO DEL PERCORSO CICLABILE. VIA MIRANESE RISTRETTA PER REALIZZARE L’ATTRAVERSAMENTO DELLA STRADA E I MARCIAPIEDI

i lampioni (già ordinati dai Lavori pubblici) che saranno installati sui tralicci della vecchia ferrovia che sono stati lasciati lungo tutto il percorso che conduce fino al centro di Asseggiano. Una scelta intelligente, come le “panchine” in parallelepipedi di granito a prova di vandalo (anche se ce ne

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vorrebbe qualcuna in più) e le varie connessioni con le stradine della zona di via Ivancich, con un’uscita anche verso il parco Rodari di Chirignago. E se all’incrocio con via Risorgimento il problema delle auto è stato risolto con un semaforo a chiamata, sulla Miranese era necessario provvedere con un intervento più pesante come quello che inizierà dalla prossima settimana, assieme alla sistemazione dei marciapiedi. Per un mesetto, quindi, ci saranno dei momenti in cui la carreggiata sarà ridotta a 3 metri di larghezza, obbligando a regolamentare la viabilità a senso unico alternato con movieri o un semaforo mobile. «Ma - precisano in Comune - nelle ore di maggior traffico si continuerà a correre su entrambi i sensi». F.Fen.

ancora aperti. L’appuntamento è per domani, venerdì, dalle 8.45 am Campus di via Torino con sei scienziati di livello internazionale che discuteranno degli aspetti fondamentali dell’acqua: le sue proprietà chimico-fisiche attraverso il suo diagramma di fase, e le proprietà dell’acqua come solvente. In un secondo workshop, a settembre, il confronto si allargherà ad aspetti come il ruolo e il problema dell’acqua nel cambiamento climatico, e la funzione dell’acqua come risorsa che può influenzare economie ed equilibri geopolitici.


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del NordEst

ANNO 133- N° 62

VENEZIA MESTRE

Giovedì 14 Marzo 2019

Jesolo Atti sessuali con l’ex allievo Scacchista condannato

Il libro Il calcio secondo Pasolini e quella maglia della Roma al suo funerale

Il commento

Sblocca-cantieri la funesta strategia del rinvio Carlo Nordio a notizia che il governo ha rinviato di una settimana il decreto sblocca-cantieri desta il sospetto che la strategia del non decidere stia progressivamente affermandosi come terapia conciliatoria delle due diverse anime che lo compongono. Una terapia comunque palliativa, che troverà soluzione o con la (improbabile) riabilitazione del paziente, e un accordo definitivo sulla sorte delle grandi opere, o con la sua prematura scomparsa, e le elezioni anticipate. Tuttavia, mentre per la Tav la questione era diventata - come si dice - di principio, ed era minata da due posizioni di partenza diametralmente opposte, il riavvio dei cantieri è sempre stato, almeno a parole, programma comune di rilancio dell’economia e dell’occupazione. Ora, non si sa bene quanti di questi cantieri siano effettivamente chiusi: 350, 500, addirittura 600. Il ministro Toninelli, in una trasmissione radiofonica, ha detto di averne visitati centinaia e di averli riavviati. L’Ance e molti Comuni contestano questa versione. Sta di fatto che molte opere sono effettivamente ferme, che i soldi sono già stati stanziati, e che il governo aveva individuato il rimedio per sbloccarle in un provvedimento urgente. Così urgente, che è stato, appunto, rinviato. Le ragioni di questa paralisi sono in effetti molte, perché molti sono gli organismi che possono impedire l’inizio o il proseguimento di un’opera. (...) Continua a pagina 27

L

Il personaggio Manuel guarda avanti: «Voglio partecipare alle Olimpiadi»

Marchiori a pagina 19

Brunetti a pagina XXI

www.gazzettino.it

Polisano a pagina 11

Mafie, la denuncia del prefetto Zappalorto agli imprenditori: «La legalità `False fatture e mini-bonifici: così, attraverso deve venire prima del desiderio di far soldi» le aziende, la ’ndrangheta ripuliva il denaro `

Il caso. Londra boccia l’uscita “hard”

«Quello che serve è una cultura della legalità che prenda il sopravvento sulla voglia di fare soldi». Il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto rivolge un appello alle fondamenta del “ricco Nordest”. E lo fa all’indomani degli arresti dell’operazione “Camaleonte”, terzo capitolo giudiziario della procura lagunare dall’inizio dell’anno, nella lotta alla criminalità organizzata in Veneto. L’inchiesta ha svelato come in Veneto, attraverso mini-bonifici e false fatture, venissero lavati i soldi sporchi della cosca della ‘ndrangheta Grande Aracri di Cutro. P. Calia, Munaro e Tamiello alle pagine 2 e 3

Veneto

Quota 100, boom di domande L’Inps: al lavoro di domenica Dipendenti Inps al lavoro il sabato e la domenica per far fronte alla mole di domande degli aspiranti pensionati con Quota 100. E il sindacato mette le mani avanti: il lavoro straordinario - avverte la Cgil - deve essere volontario e non di domenica. L’Inps a livello centrale minimizza: non c’è

nulla di deciso, se ne è parlato qua e là a livello locale. In Veneto, però, il problema si è posto. La Cgil: «I delegati sindacali sono stati contattati dai direttori per sapere se erano d’accordo a far lavorare i dipendenti di sabato e domenica». Vanzan a pagina 13

Nata tetraplegica, morirà presto «Ridateci parte del risarcimento» Rovigo, i genitori: richiesta offensiva dell’assicurazione

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No a Brexit senza accordo verso il rinvio del divorzio CAOS A Londra il Parlamento ha bocciato l’uscita senza accordo dalla Ue. Oggi nuovo voto sull’ipotesi di rinviare la scadenza del 29 marzo stabilita per il divorzio. Marconi a pagina 7

«Non possiamo che provare rabbia, stanchezza e frustrazione, nel vedere come nostra figlia sia considerata al pari di un oggetto». A scatenare l’ira dei genitori di Eleonora Gavazzeni, invalida al 100% dalla nascita per una tetraplegia spastica causata dalle lesioni neurologiche intervenute durante il parto all’ospedale di Rovigo, è la richiesta avanzata dalle assicurazioni dell’ ospedale di rideterminare il risarcimento (mesi fa stabilito in 5 milioni dal Tribunale di Rovigo), sulla base di una presunta aspettativa ridotta di vita della bambina. Campi a pagina 15

Vicenza

Trascinata fuori dalla macchina travolta e uccisa dal rapinatore Ha cercato di impedire il furto della Mercedesdella nipote, ma il tentativo le è costato la vita. È morta travolta dall’auto guidata dai rapinatori in fuga una donna di 50 anni. È accaduto ieri a Noventa vicentina. Ora è caccia ai banditi. Pozza a pagina 9

Rovigo

L’accordo

Sei a dieta? Il computer ti dice cosa mangiare con la lista della spesa

Italia-Cina, il Colle dà via libera: ma attenzione agli Usa C’è il via libera di Sergio Mattarella alla firma del memorandum per la Nuova via della Seta. Il disco verde è arrivato durante un pranzo di lavoro al Quirinale con il premier Conte e i ministri Di Maio, Salvini, Moavero Milanesi, Tria, Trenta e il sottosegretario Giorgetti. «Si guarda naturalmente con attenzione alla posizione degli Usa».

Si chiama Keyum ed è un software rivoluzionario unico in Europa in grado farci mangiare anche il cioccolato nel nostro percorso dimagrante. Il progetto ha preso vita a Boara Polesine (Rovigo) e si basa sulla scomposizione bromatologica degli alimenti. L’idea è firmata Paolo Braghin, un imprenditore che insieme al suo team di specialisti ha schedato settemila alimenti che si trovano normalmente nei supermercati e proposto 15 mila ricette personalizzate. Masiero a pagina 17

Gentili a pagina 5 REDAZIONE: via Torino 110 - 30172 Venezia Mestre - Tel. 041.665.111 ∆ “Storia della Serenissima Illustrata” - vol. 4 € 6,90* - *Il prezzo degli abbinamenti è aggiuntivo al prezzo de “Il Gazzettino” e fino ad esaurimento. La promozione è valida solo per l’area della provincia di edizione. Spedizione in abbonamento postale: DL 353/’03 (conv. in L. n. 46 del 27/02/04) art. 1 comma 1, VE

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Mestre

Giovedì 14 Marzo 2019 www.gazzettino.it

«Entro maggio una biblioteca specialistica a Forte Marghera»

«Centro civico e teatro per fare rinascere il parco» L’APPELLO MESTRE Un appello alla Biennale

Custodirà l’archivio sul campo trincerato di Mestre e ospiterà una cinquantina di posti `

I PROGETTi Una nuova biblioteca sorgerà a Forte Marghera. Sarà inaugurata prima dell’estate, custodirà un importante archivio della storia militare sul campo trincerato di Mestre, ospiterà una cinquantina di posti per la lettura e lo studio dei giovani del territorio.

12 MILIONI PER IL RILANCIO Lo ha confermato l’assessore Simone Venturini martedì in occasione della presentazione di “Venezia Comics – al Forte”, festival del fumetto e della cultura pop di Venezia, che a metà aprile occuperà per due giorni gli spazi della struttura. L’operazione fa parte dei 12 milioni sul piatto per il rilancio di Forte Marghera. I cantieri dei lavori partiranno a giorni, e prevede oltre a vari restauri, la sistemazione delle aree napoleoniche, il recupero di alcuni capannoni e nuovi camminamenti. Questo nuovo spazio culturale sarà inaugurato verso metà maggio. «Il sindaco vuole investire molto sulla riqualificazione di Forte Marghera - spiega Venturini

– e ha voluto destinare l’immobile che è stato restaurato all’entrata del Forte, dove si trova la volta a botte, al piano di sopra, per la custodia di un importante archivio della storia militare sul campo trincerato. Diventerà una biblioteca specialistica con una collezione di libri importante e qualche decina di posti per la lettura e lo studio destinati soprattutto ai giovani del territorio». La nuova biblioteca aprirà con orario estivo, mentre sarà più contenuto nei mesi invernali. «Vuole essere un nuovo punto di riferimento per i ragazzi che vogliono studiare - prosegue Venturini - ma anche per gli studiosi che desiderano approfondire la tematica del campo trincerato di Mestre, i forti militari dell’epoca».

NUOVE ATTIVITÁ Stando ai progetti dell’amministrazione nel giro di un anno e mezzo il Forte cambierà aspetto e molte aree che oggi sono inagibili, compresi gli immobili, diventeranno fruibili, dei centri per l’attività culturale, ricreativa e associativa. «Non a caso negli ultimi due an-

FORTE MARGHERA In vista i lavori di restauro della ex struttura militare

Veneto Smart Idee per combattere lo spreco alimentare Cinque sfide su cinque diversi temi per giovani “startupper” in diverse aree del Veneto. È la proposta di “Veneto Smart: 5 sfide per il Veneto del 2030”. Ad aprire il tour da oggi a Forte Marghera i partecipanti si sfideranno in un gioco che vedrà vincitore il gruppo capace di proporre l’idea imprenditoriale più efficace sul tema dello spreco alimentare.

ni” - spiega ancora l’assessore abbiamo fatto un percorso con la Fondazione Musei Civici, la Biennale e la fondazione Bevilacqua La Masa per dare una forte connotazione culturale al forte, che diventerà un pilastro della programmazione culturale. Ma penso anche all’attività ricreativa del punto di ristoro “Baia lounge bar” inaugurato l’anno scorso. Il Forte è diventato un riferimento per la città dove si può fare cultura, stare insieme, e il restauro libererà spazi che potranno far nascere nuove idee». Filomena Spolaor © RIPRODUZIONE RISERVATA

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per capire quale sarà l’uso del teatro del Parco e all’amministrazione comunale sul destino del centro civico e della biblioteca. Lanciato dal Comitato dei cittadini del parco Bissuola, a distanza di un anno dalla sua costituzione, che auspicava la rivitalizzazione del Centro Civico attraverso una serie di interventi, innanzitutto la riapertura degli uffici anagrafe. «Garantivano un servizio fondamentale per la cittadinanza - afferma Laura Latini, portavoce del Comitato - e un presidio di sicurezza nel parco, che presenta criticità dal punto di vista dello spaccio e del degrado». In secondo luogo si chiede il ripristino del comando dei vigili urbani «per contrastare fenomeni di illegalità e garantire la sicurezza della popolazione», dice Elio Mattiazzi. Ma i cittadini sperano che sia ricollocato anche il Servizio infanzia e adolescenza con gli operatori sociali: «Sono gli unici in grado di curare e prevenire fenomeni legati alla tossicodipendenza». Resta sempre aperta la questione del teatro del Parco, chiuso dal 2008, il cui restauro non è stato ancora completato. «La riapertura del teatro - spiega Flavio Albertini, delegato della Municipalità di Mestre-Carpenedo - che per anni ha dato visibilità alle compagnie minori, si rende necessaria per favorire la rivitalizzazio-

ne del parco e fornire un luogo di incontro per i cittadini». La Biennale qualche mese fa aveva annunciato la nascita del nuovo Centro informatico musicale multimediale, destinato ad attività permanenti di ricerca e sperimentazione, di pratica e laboratorio, che a Mestre si articolerà in un polo che comprende il centro civico e il teatro della Bissuola. «Pur riconoscendo l’alto valore culturale di questa istituzione - commentano i cittadini - temiamo l’ennesima perdita di un bene pubblico comunale». Per avere maggiore chiarezza il Comitato chiede pubblicamente un incontro con i responsabili dell’istituzione per conoscere le sue intenzioni. «Ad un anno di distanza, nonostante le numerose promesse, nulla è stato realizzato conclude Laura Latini - Non solo, ma dall’inizio dell’estate la biblioteca rimane aperta solo il pomeriggio, a causa della carenza di personale, per di più la settimana scorsa, sempre per lo stesso motivo, è stata chiusa per ben quattro pomeriggi su cinque». F.Spo.

IL COMITATO DEI CITTADINI DELLA BISSUOLA CHIEDE CHIAREZZA SUL FUTURO DELLE STRUTTURE


V

Primo Piano

Giovedì 14 Marzo 2019 www.gazzettino.it

«Donadio, figlio con i valori mafiosi» Respinto al Riesame il ricorso del legale di Adriano, “erede” `La difesa ha cercato di tracciare un ritratto del giovane del boss dei casalesi Luciano. Il giovane rimane in carcere sottolineandone il ruolo marginale nell’organizzazione `

BLITZ Resta in carcere Adriano Donadio (nel tondo), il figlio del boss Luciano che per i giudici del Riesame condivide gli stessi «valori mafiiosi» del padre Luciano

IL TRIBUNALE VENEZIA Il figlio del boss che condivide i «valori mafiosi», partecipa attivamente alla vita dell’associazione e con i suoi atteggiamenti ne dimostra la «pericolosità». Oppure un figlio di papà, «mero interposto» nelle società gestite dal boss, che addirittura non è in grado di risolvere da solo una lite allo stadio, tanto da chiedere aiuto al padre: «Mi hanno picchiato, pà...». Chi è davvero Adriano Donadio, classe 1989, figlio maggiore del boss Luciano, finito anche lui in carcere nella maxi-inchiesta sulla camorra in Veneto orientale? Ieri, tra i tanti ricorsi discussi davanti al Tribunale del riesame, c’era anche quello che l’avvocato Renato Alberini, difensore pure di Luciano Donadio, ha presentato contro la custodia cautelare in carcere di Adriano. E tra i due ritratti del giovane si è animata la discussione tra il pubblico ministero, Roberto Terzo, e il difensore. Alla fine il collegio, presieduto da Licia Marino, ha respinto anche questo ricorso, così come gli altri undici di ieri. Un’altra conferma all’impianto accusatorio di questa inchiesta che sta mettendo a nudo un pezzo di Camorra cresciuto nel corso degli anni tra Eraclea e dintorni.

UN MERO INTERPOSTO Per quel che riguarda Adriano, nei suoi motivi, l’avvocato Alberini cerca di ridimensionarne il ruolo. La stessa ordinanza - ricorda - precisa che i «veri poteri decisionali nelle varie attività commerciali, direttamente o per interposta persona, spettavano a Luciano Dona-

L’AVVOCATO: «NESSUNO SPESSORE CRIMINALE, AVEVA CHIESTO L’AIUTO DEL PAPÀ DOPO UNA LITE ALLO STADIO»

dio». Un meccanismo che valeva anche per il punto Snai, formalmente intestato ad Adriano, ma dove a decidere era sempre Luciano. Un «mero interposto», appunto, ed «è proprio il padre, che certamente non dimostra di considerarlo all’altezza della situazione - argomenta la difesa - e che si guarda bene dal farlo partecipare, anche solo come spettatore silente, negli incontri più delicati».

BOTTE FRA TIFOSI Il ricorso cita anche l’episodio della lite allo stadio come prova che Adriano «non aveva alcun “spessore criminale”, al punto da non essere nemmeno in grado di risolvere una banale lite calcistica allo stadio senza dover chiedere aiuto al papà». Nell’ordinanza, però, si cita la partecipazione a più di un pestaggio. Episodi che, per la difesa, non avrebbero nulla a che fare con la vita e gli interessi dell’associazione, sarebbero

piuttosto «espressioni di prepotenza fine a sé stessa e del tentativo di Donadio di assumere un ruolo che nessuno gli riconosce».

LA DECISIONE Tesi che non hanno convinto i giudici del riesame che hanno respinto il ricorso. In attesa di leggere le loro motivazioni, c’è l’ordinanza del gip dove gli stessi pestaggi e il ricorso al padre vengono inquadrati in una dinamica da intimidazione mafiosa e dove più in generale Adriano è descritto come un partecipante «a pieno titolo dell’associazione», di cui «condivideva programmi e fini», prendendo «parte a svariate azioni delittuose». Un uomo in grado di «atti di violenza, espressivi intenzionalmente, per le loro modalità, della capacità intimidatoria del sodalizio mafioso». Ora dovrà restare nel carcere di Terni. Roberta Brunetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli altri arrestati

Poles agli arresti, la difesa va in Cassazione GLI ALTRI RICORSI VENEZIA Una dozzina di ricorsi contro altrettante misure cautelari, anche minori. Tutti respinti, ieri, dal Tribunale del riesame che ha esaminato le istanze dei difensori degli indagati. Tra gli altri, anche quello di Denis Poles, il 35enne direttore di banca accusato di aver consentito ai maggiorenti dell’associazione mafiosa di operare sui conti delle varie società, senza segnalare le operazioni sospette. Prima alla filiale Antonveneta di Jesolo, dal 2010 al 2013, quindi come responsabile del Monte dei

Zaia: «Mele marce, il Veneto è sano» Brugnaro: «Delinquenti, non colleghi» LE REAZIONI MESTRE «Le male marce ci sono sempre, ma non si dipinga la nostra comunità come gente poco per bene». Il governatore Luca Zaia loda la procura di Venezia per l’inchiesta che ha portato alla luce la radicata attività della ‘ndrangheta in Veneto. «Il tessuto è buono, io ringrazio la procura per il suo lavoro a nome dei veneti onesti, che sono una foresta che cresce e non ha voce, quindi fa meno rumore. Questa è delinquenza che va combattuta senza remore. La crisi - continua Zaia Non deve essere un alibi, anche se comprendo che in un momento di difficoltà, con le banche scappate, qualcuno magari abbia ceduto a un aiuto che poi si è trasformato in tragedia. Se c’è connivenza c’è illegalità, chi non rispetta la legge paga. Ma la cultura della legalità nei veneti c’è, non si può definire “marcia” questa comunità». Da sindaco, ma anche da imprenditore, Luigi Brugnaro rifiuta di definire “colleghi” chi ri-

AMMINISTRATORI Luca Zaia e Luigi Brugnaro

GOVERNATORE E SINDACO UNITI NEL CONDANNARE I COMPORTAMENTI MALAVITOSI: «LOTTA SENZA REMORE»

ciclava il denaro della ‘ndrangheta. «Sono delinquenti, non siamo colleghi. La zona è ricca e fa gola a molta, ma sono certo che sapremo ribellarci. La cultura della legalità è fondamentale e deve partire dalle piccole cose, essere insegnata ai bambini. Lo sporta aiuta molto in questo, perché

quando si perde bisogna farsi un esame di coscienza e capire che non è sempre e solo colpa degli altri. Un esempio che dovrebbe essere da monito anche per la visione culturale fallimento: dobbiamo accettare le nostre sconfitti, se hai fatto il massimo prendi i libri e li porti in tribunale. Non sei un delinquente, sei un fallito. Bisogna saper dire di no». Ai saluti il questore di Venezia Danilo Gagliardi, promosso a prefetto, che ha approfittato della presentazione del progetto “Mercurio” di ieri in piazza Ferretto per salutare la città. Gagliardi ha parole al miele per Venezia e il Veneto che, in questi due anni, gli hanno regalato importanti soddisfazioni. E anche sul tema della criminalità organizzata, l’ormai ex questore è fiducioso: il male è stato estirpato in tempo. «Quella che stiamo scoprendo è un’infezione - commenta - ma siccome il corpo è sano gli antidoti e gli anticorpi lo annulleranno, non ci sarà alcun tipo di metastasi». D.Tam. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Paschi a Musile. La settimana scorsa, davanti al gip, Poles si era difeso strenuamente sostenendo di aver fatto solo ciò che già facevano i suo colleghi. Ieri, davanti al Tribunale del riesame, l’avvocato Antonio Forza ha ribadito la totale estraneità del suo assistito, sostenendo anche che un’intercettazione alla base dell’accusa sarebbe stata equivocata, complice anche il dialetto stretto con cui parlavano gli intercettati. Il Tribunale, però, ha respinto il ricorso e la difesa ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione. Tra i ricorsi respinti anche quello di Antonio Pacifico, 52

anni, di Napoli, ma con residenza ad Eraclea, finito in carcere con una sfilza di accuse: armi, usura, estorsioni, bancarotta, droga, oltre a quella di essere tra i promotori dell’associazione. Episodi lontani nel tempo, per cui non vi sarebbe esigenze cautelari, secondo la difesa, ma i giudici hanno ritenuto diversamente. Respinto anche il ricorso di Giuseppe Daniel, la guardia giurata 56enne a cui è stato imposto l’obbligo di dimora, accusato di aver fornito informazioni utili per mettere a segno una rapina ai danni di un imprenditore di Castelcucco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Giornata a Padova

Tutta San Donà si schiera con le vittime della malavita SAN DONA ’ L’invito era arrivato dal fondatore di Libera don Luigi Ciotti, che aveva portato la sua testimonianza al teatro Astra. E il consiglio comunale sandonatese giovedì scorso ha aderito all’unanimità alla 24. giornata in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si terrà il 21 marzo a Padova. L’assemblea consiliare ha scritto una pagina importante di condivisione istituzionale, anche in riferimento a quanto avvenuto ad Eraclea. «Una presa di posizione – ha spiegato il presidente del consiglio comunale Francesco Rizzante – che nasce dalle recenti inchieste che hanno svelato la presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso, legate a ‘Ndrangheta e Camorra, interessate a riciclare denaro di provenienza illecita nell’economia legale, trafficare e spacciare sostanze stupefacenti». Poiché «le mafie non sono

solo un problema di ordine pubblico, né sono un pericolo solo per le regioni meridionali ma rappresentano una seria, attuale e concreta minaccia per la democrazia, per la sicurezza dei cittadini e dell’economia. L’antimafia appartiene a tutti i cittadini e a tutte le forze politiche che hanno la capacità e la volontà di non piegarsi al ricatto mafioso». La capogruppo del Pd Maria Grazia Murer ha ricordato che l’adesione «assume un significato alla luce di quanto avvenuto ad Eraclea». Un messaggio condiviso dall’ex sindaco Francesca Zaccariotto: «Il territorio sta vivendo un momento difficile, è importante dare un segnale di unità rispetto a quanto accaduto ad Eraclea». Il presidente Rizzante ha ricordato anche la giornata contro le mafie che si terrà il 19 marzo a Treviso, a cui parteciperanno anche due classi del liceo Montale di San Donà. (d.deb)

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RASSEGNA STAMPA DEL 14 MARZO 2019  

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