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ROBERTO CIVITARESE

Gioco Di

allenare la mente per VINCERE NEL CALCIO

Testa


A Simone, Matteo e Davide e a tutti coloro che si allenano quotidianamente, con passione ed entusiasmo, sognando di giocare una finale di Champions.


ROBERTO CIVITARESE

Gioco Di

allenare la mente per VINCERE NEL CALCIO

Testa


Revisione Testi Silla Gambardella Impaginazione Alfredo Romeo

Š 2011 Iiriti Editore Via del Torrione, 31 89125 Reggio Calabria Tel. 0965.811278 www.iiritieditore.com ISBN 978-88-6494-055-7


Indice

Presentazione

pag. 9

Prefazione E se l'avessi saputo prima?

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31

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Lo stato d’animo

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Capitolo 6 Il focus

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65

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75

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87

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Capitolo 1 Conosci la tua mente?

Capitolo 2 Primo passo: un sogno da realizzare

Capitolo 3 Gli obiettivi

Capitolo 4 Le credenze

Capitolo 5

Capitolo 7 Il linguaggio

Capitolo 8 Fisiologia e neuroassociazioni

Capitolo 9 La visualizzazione

Capitolo 10 Esperienze dal campo

« 101

Conclusioni

« 123


Presentazione

Nella mia carriera ho imparato ad allenare insieme mente, fisico, tattica e tecnica, senza mai separare queste quattro fondamentali condizioni per il successo. Il calcio è uno sport di squadra, ed è importante osservare, capire e collegare le relazioni che si instaurano all’interno di un gruppo. Portare queste relazioni nella stessa direzione è tanto difficile quanto determinante in vista di un obiettivo da raggiungere. Attraverso le mie esperienze ho imparato, negli anni, a introdurre la figura del mental coach accanto alle squadre, a cominciare dal precampionato. Devo riconoscere che la sua figura mi ha aiutato a capire sin da subito le dinamiche del gruppo e, personalmente, mi ha supportato nella relazione con stampa, tifosi, dirigenza e collaboratori. Allenare, infatti, significa confrontarsi quotidianamente con infinite fonti di pressione. Difficilmente, dall’esterno, è possibile capire questa vita, ma posso assicurare che farsi affiancare da un mental coach è il beneficio migliore che si possa provare.

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Presentazione

Chi pensa che si possa diventare invincibili dall’oggi al domani si sbaglia enormemente. Si tratta di un percorso di miglioramento personale, al quale dobbiamo evitare di porre limiti. Con questo spirito vi consiglio di iniziare la lettura del libro di Roberto. Nel mio, di percorso, ho incontrato vari mental coach, tutti importanti per la mia crescita personale, umana e professionale. Assieme alla lettura di testi, biografie di grandi personaggi o film (vi cito ad esempio “Il maledetto United”, dove trovo che Brian Clough, allenatore del Manchester, sia il Mourinho dei nostri tempi), ho capito che la mente è il vero motore delle nostre azioni. Anche Roberto Civitarese, da sempre, ha capito questo. Vi auguro una buona lettura. Walter Zenga (ex portiere di Inter, Sampdoria e della Nazionale Italiana. Da allenatore, ha vinto due campionati consecutivi, con Steaua Bucarest e Stella Rossa Belgrado)

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Prefazione

E se l'avessi saputo prima?

Era una serata come tante, due anni fa, davanti al computer, connesso su Facebook, a chattare con amici e con alcuni calciatori che seguo nel mio lavoro di procuratore. Un mio assistito mi invita ad accettare l’amicizia di un tale Roberto Civitarese, mental coach di professione. Dopo avermelo presentato vagamente, vado incuriosito alla ricerca (ancora virtuale) del mio nuovo “amico” di facebook. Lo contatto e lui immediatamente mi risponde. Giusto il tempo di presentarci e sono partito alla scoperta di un nuovo pianeta. Dico così perché per me è stato come essere andati su Marte, quella sera. Un mondo, quello della mente, completamente inesplorato, che mi ha attirato sin da subito, con una forza travolgente. E che mi fa nascere il sospetto che io, di questo mondo, sentissi da tempo la mancanza. Da sempre mi sono chiesto come mai il calcio sottovalutasse questo particolare: cosa bisogna fare perché un calciatore renda al massimo? Certo, il calciatore prima di tutto è un atleta e occorre che alleni il fisico.

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Prefazione

Ed ecco che per questo entra in campo la figura del preparatore atletico. Poi, vogliamo migliorare la tecnica calcistica e magari anche la tattica. Beh, di tutto ciò si occupa l’allenatore. O almeno ci dovrebbe pensare. Poi, se il calciatore vuole avere un’assistenza per quanto riguarda l’aspetto contrattuale e gestionale, ecco che compare la figura dell’agente. Ebbene, a questo punto potrebbe sembrare che il calciatore possa avere tutto ciò che gli serve per emergere. E qui sorge spontanea una domanda che, sinceramente, ho sentito pochissime volte nel nostro ambiente. Vi siete mai chiesti quale sia il vero motore che permette al singolo individuo di raggiungere traguardi prestigiosi e addirittura, a volte, apparentemente irraggiungibili? Vi rispondo io: “È la mente”. E chi è colui il quale è in grado di allenarla? Il mental coach. Ebbene si, questa è la figura che manca nel mondo del calcio (anche se ultimamente qualche spiraglio si sta aprendo). E non solo, io credo, per i calciatori. Sono convinto che possa tornare utile, eccome, anche agli allenatori. Come dicevo, all’inizio di questa mia prefazione, è da ormai due anni circa che, grazie ai risultati ottenuti da alcuni dei miei assistiti, porto avanti il mio pensiero con determinazione assoluta non tralasciando un particolare molto rilevante. Per raggiungere il risultato è assolutamente necessario che l’atleta abbia la volontà di raggiungere il proprio obiettivo attraverso il lavoro. Questa è la condizione più importante in assoluto.

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E se l'avessi saputo prima?

Inoltre ragazzi, e questo è solamente un consiglio spassionato, una volta raggiunto il risultato non cadete nell’errore, che ahimè fanno in tanti, di smettere di lavorare e pensare che tutto il resto venga da solo. Vi troverete in brevissimo tempo nella situazione iniziale e molto spesso anche peggio. Sono convinto che questo libro vi aiuterà ad aprire nuovi orizzonti dando la possibilità a tante persone di iniziare una nuova vita. Una vita fatta all’insegna del raggiungimento del proprio obiettivo. Perché buttare al vento una risorsa del genere e non cercare di farcela? Credetemi, ne vale la pena. E in futuro non dovrete rammaricarvi, come purtroppo è successo a me, dicendo a voi stessi: “e se l’avessi saputo prima...?” Un ringraziamento di cuore a Roberto per avermi dato l’opportunità di accrescere il mio bagaglio e soprattutto per aver contribuito in maniera sostanziale alla crescita dei miei assistiti. Per me sei e sarai sempre il mental coach numero uno. Marco De Marchi (ex difensore di Como, Ospitaletto, Juventus, Roma, Bologna, Vitesse e Dundee United. Attualmente agente calciatori).

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Esperienze dal campo

Conosci la tua mente?

• Allenare i muscoli ed esercitare le proprie doti tecniche è importante, ma non sufficiente per vincere. • La mente determina il successo e il fallimento delle nostre prestazioni sportive, funziona esattamente come un muscolo. Per questo è possibile allenarla.

• La parte inconscia è responsabile della maggior parte delle nostre azioni. • Imparare a gestire e a filtrare le informazioni correttamente è il presupposto per il successo. • Quello che otterrai dipenderà solo ed esclusivamente da te.

Chi gioca a calcio, a qualsiasi livello, conosce perfettamente l’importanza di possedere doti tecniche straordinarie, fuori dal comune. È risaputo che per ottenere risultati positivi, per vincere le partite, bisogna avere anche una condizione atletica perfetta. Migliorare le proprie doti tecniche con esercizi mirati e mantenere la preparazione fisica a ottimi livelli, allenando costantemente i muscoli: sembra essere questa la formula giusta per ottenere grandi successi. Purtroppo non è così. Spesso a interferire sui risultati ci si mette la nostra testa che, in modo decisivo, condiziona le nostre prestazioni, determinando così il successo e, purtroppo, anche il fallimento. Nonostante questo con-

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Capitolo 1

dizionamento sia riconosciuto da molti addetti ai lavori, la preparazione mentale dei calciatori è un tema ancora troppo poco approfondito! Molti giocatori hanno difficoltà a comprendere se stessi e a credere nelle proprie risorse perché non conoscono a fondo la propria natura. Non sanno che dentro di sé, vi è racchiuso il potere di rinascere dopo ogni sconfitta, il potere di rifiorire al momento giusto e di produrre risultati che daranno vita a successi indimenticabili. La forza di una catena è determinata dalla resistenza del suo anello più debole. Se la testa dei giocatori è debole, quella sarà l’anello debole della vostra catena. Quindi, le performance sportive della squadra saranno pari alla resistenza che l’anello debole riuscirà ad avere. Uno dei primi passi da fare, indispensabile per la tua crescita, sarà capire come si contraddistingue l’atteggiamento mentale di un calciatore vincente da quello di un perdente. Quali sono le caratteristiche di un campione? E i punti di forza del suo atteggiamento quando scende in campo? Come fanno certi calciatori ad essere sempre pronti e nella condizione ottimale ogni volta che devono affrontare una competizione importante? Uno dei segreti dei grandi campioni sta nella possibilità di riprodurre quello stato emotivo vincente indispensabile per ottenere il meglio da sé e per raggiungere qualsiasi obiettivo. È importante sapere che la nostra mente

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Conosci la tua mente?

è divisa in due parti, o forze: la prima, che chiamiamo mente cosciente, funziona in maniera logica, razionale, precisa. La seconda, che definiamo mente inconscia, funziona invece in maniera analogica, irrazionale, istintiva. La parte razionale è quella che ci fa ragionare, ci fa prendere decisioni, ci fa scegliere. 1+1 fa sempre 2 e questo lo dice la logica, la nostra ragione. Sempre attraverso la parte razionale della nostra mente, compiamo scelte in continuazione: scegliamo il film da guardare questa sera oppure il cibo che preferiamo mangiare per cena o ancora la destinazione delle nostre prossime vacanze. Attraverso questa parte della mente determiniamo i nostri gusti, le nostre abitudini. Ecco perché ci sono cose che ci piacciono e cose che non sopportiamo, cose che desideriamo e cose che detestiamo. Sul versante opposto, la mente inconscia è quella parte che funziona in maniera analogica (cioè non logica) ed è responsabile dei nostri comportamenti e delle nostre emozioni. Questa parte funziona come un grande deposito di informazioni, emozioni e ricordi. È in questa parte della mente che albergano le vere motivazioni delle nostre scelte. Apparentemente può sembrare che sia la parte razionale a determinare il nostro futuro e le nostre scelte, mentre l’inconscio sembra ricoprire un ruolo di secondaria importanza dal punto di vista decisionale. Immagino che resterai stupito da ciò che sto per dirti, ma le cose non stanno proprio così. Per spiegarti meglio questo concetto utilizzo un semplice esempio: prova a pensare ad un iceberg. Esso è composto da una parte visibile, che emerge

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Capitolo 1

dall’acqua, e che chiamiamo comunemente punta. La punta costituisce all’incirca il 10% dell’intero iceberg. Poi esiste una parte sommersa, nascosta sotto il pelo dell’acqua, che rappresenta il 90% dell’iceberg. Ebbene, la punta dell’iceberg è esattamente come la nostra mente razionale: la conosciamo, la vediamo, sappiamo cosa vuole o crediamo di saperlo. Viceversa, la parte che sta sott’acqua, quella invisibile, è esattamente come la parte inconscia della nostra mente. Non la vediamo, non sappiamo com’è fatta, non abbiamo la minima idea di come sia. Sappiamo solo che esiste e che è molto grande. Talmente grande da determinare lo spostamento di tutto l’iceberg. La nostra mente funziona esattamente allo stesso modo. Con la parte razionale decidiamo di compiere determinate azioni, di agire in un modo piuttosto che in un altro di fronte alle situazioni che incontriamo quotidianamente. Ma tutto questo è frutto dell’elaborazione delle informazioni che abbiamo nella parte inconscia. Informazioni che con il tempo abbiamo memorizzato, accumulato, elaborato, fatto nostre. La sfera inconscia, infatti, è come un grande deposito di informazioni e di emozioni che abbiamo accumulato, che continuiamo ad alimentare nel corso della nostra vita, e che riemergono quando dobbiamo agire nel presente. A volte, infatti, capita che desideriamo ottenere qualcosa di importante. Quel desiderio nasce nella parte razionale della nostra mente. La parte inconscia, che è ancorata alle informazioni del passato, non vuole cambiare, vuole starsene comoda, non vuole rinunciare a ciò che già conosce, non vuole andare oltre, è pigra, è abitudinaria,

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Conosci la tua mente?

ha paura di lasciare il certo per l’incerto e, tutto sommato, preferisce rimanere dove si trova perché ha paura di rischiare. Questo è il principale motivo dei nostri insuccessi e delle nostre delusioni. Infatti la paura del nuovo condiziona la nostra vita, le nostre scelte, il nostro essere. Ovviamente, influisce anche sulle prestazioni sportive. Ora te lo dimostro: Sapresti individuare quali informazioni ci sono nella tua mente inconscia? E come sono state elaborate? Come entrano in gioco? Come condizionano la tua prestazione sportiva? Per rispondere, bisogna andare indietro nella tua vita calcistica, quando sei entrato in contatto con le prime esperienze. Tu giochi a calcio, immagino fin da quando eri molto piccolo. Di solito, chi inizia presto comincia a tirare i primi calci già a quattro o cinque anni, in giardino o al parco con i genitori o i nonni. A sei o sette anni si comincia a giocare in una vera squadra. Le reazioni che notiamo intorno a noi, e di conseguenza le informazioni che recepiamo, sono tutte estremamente positive. «Sei un campioncino! Assomigli a Ibrahimovic! Sei forte come Ronaldo, sei bravissimo! Quando giocherai a San Siro...». Eccetera eccetera. Quante volte ti è capitato? Ricordi? Poi arrivi ai nove, dieci anni e cominci a giocare della partite vere. E, come alla fine di un incantesimo, improvvisamente l’ambiente che ti circonda cambia. Il campioncino che era incoraggiato da tutti non appena calciava la palla non c’è più, ha lasciato il posto a un ragazzo che commette un sacco di errori. Giochi una partita e al pri-

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Capitolo 1

mo intervento sbagliato il mister si alza dalla panchina e grida severo il tuo sbaglio, i tuoi compagni si lamentano, il pubblico suggerisce che cosa è giusto fare. Negli spogliatoi, vieni ripreso davanti a tutti, e il tuo errore è evidenziato con l’intento di correggerlo per farti migliorare e crescere tecnicamente. In realtà, la mente memorizza lo stato d’animo negativo e il tuo errore elaborandoli come un limite. Questa informazione rimane impressa, scolpita nella mente in modo indelebile. Poi capita che fai una buona partita, ti senti in forma, tutto sembra che vada per il verso giusto. Ti senti anche un pò più forte degli altri, hai uno stato d’animo molto positivo, sei visibilmente felice. E intorno a te cosa succede? Ci hai mai fatto caso? «Non ti sarai mica montato la testa? Perché hai fatto una buona partita, crederai mica di essere Maradona?! Guarda che non hai fatto ancora niente, non sei nessuno, tieni i piedi per terra». Tutte queste informazioni vengono elaborate, memorizzate e conservate inconsciamente nella nostra mente. Ecco perché, quando mi capita di parlare con un giocatore dopo una buona prestazione, se mi azzardo a dire: «Complimenti, campione!», nove volte su dieci mi sento rispondere: «Campione? Chi, io? Magari! Io non sono nessuno». Se a te non è mai capitato di vivere una situazione come questa, ti consiglio di smettere di leggere questo libro e di regalarlo a qualcun altro. Evidentemente sei un giocatore che ha vissuto in un paese diverso dall’Italia. Se invece ti ritrovi in quello che hai appena letto, credo sia arrivato il momento di cambiare atteggiamento mentale. È arrivato il tempo di prendere in mano la tua vita e di

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Conosci la tua mente?

decidere chi vuoi essere e cosa vuoi ottenere dal calcio. Le pagine di questo libro ti aiuteranno a fare di te ciò che desideri. Quando arriverai in fondo avrai tutte le informazioni che ti servono per realizzare il tuo sogno. Solo una cosa vorrei ricordarti: ciò che sarai dipenderà solo ed esclusivamente da te. È arrivato il tuo momento, sono pronto ad iniziare questo cammino con te. E tu?

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È un libro che apre un mondo nuovo (e la mente ) ai calciatori, ma anche a chi lavora con loro, in campo e fuori. I giocatori seguiti da Civitarese sembrano aver ritrovato il senso originario del loro mestiere: migliorarsi sempre e vincere, certo. Ma anche divertirsi. Paolo Tomaselli - Corriere della Sera

Quando il calcio capirà che allenare le teste è importante quanto farlo con i muscoli, avrà compiuto un altro piccolo passo verso una modernità culturale, da cui è ancora troppo distante. Guido Vaciago - TuttoSport

Un libro coraggioso: dice che il calcio non è solo un gioco di piedi e che tanti calciatori, anche in Serie A, sbagliano l’approccio al loro lavoro. Se Civitarese avesse ragione, ma ragione per davvero, sarebbe una piccola rivoluzione del pallone. Luca Bianchin - La Gazzetta dello Sport

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